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GHI GRUTA”
(Il burro viene scaldato, poi vengono
tolte le parti solide, lasciando unicamente
l’olio di burro puro che si utilizza) -
A cura del Centro Lakshmi
Il burro che noi siamo abituati a consumare è
formato in parte di acqua – circa 18% - e di un
2% di proteine solide. Il resto è grasso
animale. Ed è questa combinazione che lo
rende pesante e nocivo alla salute...
Il Ghi non è altro che burro le cui proteine e
l’acqua sono state separate. In questo modo si
ottiene un grasso “puro”, privo di
colesterolo e facilmente digeribile. In
cucina si può utilizzare al posto di tutti gli
altri grassi, per qualsiasi uso, anche per
friggere: non fa né fumo né schizzi e non
brucia. Può essere spalmato sul pane, messo nei
per i dolci, e perfino sciolto e usato per
condire l’insalata! Non va a male e non è
necessario conservarlo in frigorifero...
Secondo l’Ayurveda il Ghi è un dono prezioso,
capace di nutrire senza appesantire, ma
soprattutto di dare equilibrio a tutti e tre i
Dosha. Essendo perciò un buon vettore, la
tradizione Ayurvedica prevede di far cuocere
assieme al burro varie erbe e spezie,
solitamente estratto di cumino, piper longum,
fieno greco, withania somnifera, ottenendo così
un prodotto particolare, il
Ghi gruta.
Il Ghi gruta è un alimento rinfrescante,
riequilibrante per tutti e tre i Dosha e in
particolare per Pitta e quindi per tutti i
problemi di pelle, di eruzioni, bruciori. È più
digeribile degli altri grassi e facilita
l’assorbimento degli altri elementi nutritivi.
Come tutti i preparati Ayurvedici non è solo un
alimento, ma anche un medicinale. Cosa distingue
l’alimento dal medicinale ?
Prima di tutto l’intenzione con cui
viene usato, poi la quantità e la posologia. Una
cosa non esclude l’altra. Questo fa sì che lo
stesso Ghi spalmato sul pane sia una buona
merenda, preso a cucchiaini a digiuno sia un
valido aiuto per la gastrite!Abbiamo già visto
come adoperarlo in cucina, ora prendiamo in
considerazione gli aspetti curativi. Lo si può
prendere per via interna o esterna, a seconda
del disturbo: è un potente cicatrizzante e
disinfiammante a tutti i livelli, sia
internamente che per la cute.
Via
interna: pacifica Pitta.
Contro ulcera, gastrite, evacuazione frequente e
feci poco formate.
Sciogliere un cucchiaino in un po’ d’acqua calda
e bere al mattino a digiuno, 20’ prima della
colazione. Come “pronto soccorso” per bruciori
di stomaco: mezzo cucchiaino deglutito con acqua
calda. Assunto con un’eguale quantità di miele
aiuta la vista. Essendo comunque un grasso
riduce Vata alleviando gonfiori e stitichezza.
Via esterna:
agisce in tre modi: massaggi; applicazioni,
ossia spalmo una quantità moderata di Ghi,
quindi copro con una garza o lascio all’aria a
seconda delle necessità; impacchi: la quantità
sarà maggiore e la parte viene avvolta con bende
o pellicola trasparente.
Massaggio
leggero:
per far riassorbire capillari e disinfiammare
varici e vene evidenti.
Applicazioni:
cicatrizza ferite ed abrasioni, contro
arrossamenti, eritemi, scottature, anche solari.
Infiammazioni cutanee.
Impacchi:
per strappi muscolari e contratture, tendinite
ed infiammazioni.
Come
preparare in casa un burro Ghi da cucina:
Bisogna far sciogliere 1 chilo di burro a
temperatura medio alta in un tegame largo e a
fondo spesso.
Se possibile lasciare
7,5 cm di spazio sopra il contenuto della
pentola.
Per ottenere una distribuzione ottimale del
calore è meglio spezzettare il burro, così che
non si abbia ancora una parte solida e una che
già bruci. Quando si forma la caratteristica
schiuma bianca in superficie, si abbassa al
minimo la temperatura e si lascia sobbollire
senza mescolare finché il burro non si separa in
tre parti: proteine solide sul fondo, liquido
dorato in mezzo (il Ghi) e la schiuma che è
diventata una crosticina solida.
Prima che si raffreddi si elimina la schiuma con
un cucchiaio o una schiumarola, poi si filtra il
liquido attraverso un tovagliolo cercando di
smuovere meno possibile i residui sul fondo.
Il procedimento per 1 kg di burro è di circa
un’ora.
Tutto dipende dalla qualità del burro di
partenza.
Se il burro è stato lavorato bene avrà un bel
colore chiaro, gusto dolce e si conserverà a
lungo.
Se la chiarificazione non è avvenuta bene o a
fuoco troppo alto, avrà un colore scuro, gusto
forte e potrà ammuffire. Sarà utilizzabile
ugualmente, ma la qualità non sarà ottimale. È
possibile aromatizzare il Ghi in modo da avere
piatti più saporiti. Le spezie vengono avvolte
in una tela di cotone e immerse nel burro
sciolto.
Per 1,5Kg. di burro si possono usare 3
cucchiai di cumino, oppure 2 di pepe in grani,
bianco nero o verde.
Per ricette particolari uso
25 chiodi di garofano, 2 cucchiai di semi di
sesamo e un pezzetto di noce moscata. O ancora
5cm di zenzero tagliati a pezzetti.
Naturalmente si può usare la spezia preferita
per rendere personale il proprio Ghi. In questo
modo non si ottiene un vero e proprio Ghi gruta,
in quanto l’Ayurveda prevede piante medicinali e
dei procedimenti particolari, quasi dei riti,
per la sua produzione, ma è comunque possibile
avere un ottimo prodotto da cucina che rifletta
i nostri gusti e le nostre esigenze!
Tratto da:
fucine.com
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Come preparare il burro di Ghi (o Ghee)
Ricetta tratta da: "La cucina ayurvedica"
- A. Morningstar e U. Desai. Edizioni il Punto
di incontro.
Tempo di preparazione: 30 minuti - 500 g di
burro semplice non salato (se biologico è meglio
N.d.R.)
In una pentola di media grandezza con fondo
pesante sciogliete il burro a calore medio.
Continuate a far cuocere sempre a calore medio.
Il burro bollirà e sfrigolerà. Quando è quasi
pronto, inizierà a condensarsi sul fondo della
pentola la schiuma del latte solidificato. Dopo
circa 15-20 minuti diventerà chiaro e non
bollirà più.
Velocemente, toglietelo dal fuoco
prima che bruci, cosa che può accadere molto
rapidamente
(se succede, incomincerà a schiumare nuovamente
e diventerà marrone anziché color oro).
Lasciate raffreddare .
Il Ghi è il chiaro liquido dorato. Versatelo in
un contenitore di vetro o di plastica (meglio di
vetro N.d.R.) filtrandolo con un un colino di
metallo. Conservate a temperatura ambiente.
Osservazioni: il Ghi costituisce un
eccellente aiuto per la digestione e per
l'assorbimento.
Se non cuocete il Ghi sufficientemente a
lungo, può ammuffire. Se lo fate cuocere troppo
a lungo, ve lo farà sapere subito bruciandosi.
Comunque, quando viene leggermente tostato, può
rivelare un sapore gradevole.
Alcuni esperti non tolgono la schiuma che si
forma, perché contiene preziosi elementi
medicamentosi; altri invece la tolgono. Dopo
averlo fatto una volta, è probabile che lo
preparerete molte altre volte, poiché è semplice
e non così difficile come potrebbe sembrare.
Ricordiamo che le
alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della
mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a
distanza in qualsiasi parte dell'organismo, per
cui utilizzate il
Crudismo per stare sempre bene.
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