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Studio USA
dimostrativo Negli
Stati Uniti la campagna "5-a-day“, promossa dal National Cancer
Institute agli inizi degli anni '90 ha dato come risultato una diminuzione
dei casi delle patologie intestinali.
Come
cita lo slogan, dovrebbero essere 5 le porzioni quotidiane di frutta e
verdura da consumarsi in un regime di sana abitudine alimentare: 2 di
frutta e 3 di verdura.
La
frutta può essere assunta nei modi più svariati: fresca, secca o sotto
forma di succo o spremuta.
Per i bambini più riottosi si può ricorrere a colorate macedonie,
energetici frullati o gustose marmellate
La
verdura può essere consumata come contorno ai pasti principali o come
crudità, i maniaci dell’abbronzatura non esiteranno a rimpinzarsi di
succo di carota, mentre chi deve sottoporsi alle solite diete pre
ombrellone può
prepararsi ottime minestre; per i bambini che solitamente non amano le
verdure, è possibile aggiungerne un po’ al sugo della pasta.
Oltre
a ridurre fino al 40% l’incidenza di tumori, frutta e verdura forniscono
vitamine e minerali che nessun integratore in commercio è in grado di
sostituire. Oltre a soddisfare il fabbisogno di vitamina C ed E ci
aiutano a prevenire l’arteriosclerosi grazie alla azione antiossidante
della provitamina A ed i minerali contenuti rafforzano il sistema
immunitario, regolano il colesterolo e esercitano una valida azione di
prevenzione delle malattie cardiocircolatorie.
Uno
studio effettuato dalla Università di Boston ha rilevato che, su un
campione di 40000 donne, l’assunzione
di frutta e verdura ha ridotto il rischio di infarto del miocardio, mentre
uno studio durato 14 anni su 84.251 donne e 42.148 uomini ha dimostrato
che il consumo di vegetali a foglia verde e frutta ricca in vitamina C ha
avuto un effetto protettivo contro le malattie coronariche.
Sedici
anni di ricerche effettuate dall’Istituto di ricerche farmacologiche
Mario Negri di Milano, ha dimostrato che nei soggetti con neoplasmi al
tratto digestivo e tumori ormonali, i rischi si sono ridotti in seguito
all'assunzione di alte quantità di verdura. L’assunzione degli
antiossidanti, beta carotene, vitamine C ed E, ha prodotto una
significativa inversione dei i rischi di cancro alla faringe e
all’esofago, mentre carotene, riboflavina, vitamina C e D si sono
mostrate efficaci contro il cancro al colon retto.
Unica
attenzione deve essere prestata solo all’impiego dei fitofarmaci in
agricoltura: fenomeno non ancora debellato.
Da
una ricerca dello scorso anno dell’Arpa è emerso che da un campione di
3.297 prodotti ortofrutticoli solo il 2,3% presentavano residui di
fitofarmaci non ammessi o in concentrazioni maggiori di quelle permesse.
Tra
la frutta analizzata i risultati peggiori li hanno ottenuti l'uva da
tavola (9%), le fragole (7%) e le mele (5%), mentre risulta promosso a
pieni voti il kiwi.
Tra
gli ortaggi meno bene è andata ai peperoni (25% di campioni irregolari),
anche se il problema è da imputare ad alcune partite provenienti dalla
Spagna contenenti un fungicida vietato in Italia, e al sedano (10%),
mentre gli ortaggi a foglia, bietole, spinaci, finocchi, cipolle,
melanzane e pomodori non rappresentano problemi.
L'unica categoria a cui prestare attenzione è quella delle conserve
vegetali (3% di campioni irregolari), che comprende passate di pomodoro,
marmellate, succhi di frutta, sott'oli e sottaceti.
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STUDIO IN
FRANCIA SU OLTRE 8.000 CASI
Le persone che mangiano molta frutta, verdura e pesce,
sono a minor rischio di sviluppare demenza rispetto a
quelle che mangiano piu' carne e uova. La notizia arriva
da uno studio francese pubblicato su Neurology, condotto
dall'Universita' Victor Segalen di Bordeaux, che ha
coinvolto 8.085 uomini e donne con piu' di 65 anni
residenti in 3 citta' della Francia, Bordeaux,
Montpellier e Digione.
Nei successivi quattro anni, 281 degli anziani,
inizialmente in buone condizioni, hanno sviluppato
demenza (183 morbo di Alzheimer): ma quelli la cui dieta
era stata ricca di vegetali e acidi grassi omega-3 sono
risultati piu' protetti. Un'alimentazione in cui e'
abbondante questo tipo di acidi grassi (contenuti
soprattutto nei pesci grassi, come il salmone e lo
sgombro, e in oli vegetali come quello di canola, di
semi di lino e di noci), riduce il rischio di andare
incontro a demenza, mentre il rischio aumenta se
l'alimentazione e' ricca di acidi grassi omega-6, grassi
polinsaturi che si trovano nella carne, nelle uova e in
diversi oli per cucinare, come quello di cartamo e di
semi di soia. E per quanto riguarda i vegetali, mangiare
frutta e verdura riduce di quasi il 30% il rischio di
sviluppare demenza, di qualsiasi tipo, sia dovuta al
morbo di Alzheimer, sia dovuta ad altre cause.
Gli effetti protettivi messi in luce dal consumo di
pesce e vegetali, sono, per di piu', indipendenti: cioe'
si manifestano comunque, anche mangiando solo pesce o
solo frutta e verdura, e si assommano uno all'altro se
la dieta contiene entrambi i tipi di cibo.
E' possibile, secondo i francesi, che omega-3 e vegetali
influenzino il rischio agendo direttamente a livello
delle cellule cerebrali. Gli acidi grassi omega-3,
infatti, sono tra i componenti della membrana esterna di
queste cellule, e sembrano per di piu' avere un effetto
antinfiammatorio, mentre gli omega-6 avrebbero al
contrario, un effetto pro-infiammatorio (i livelli
cronici di infiammazione vengono chiamati in causa nella
patogenesi di molte malattie, demenza compresa). Quanto
alla frutta e alla verdura, hanno un elevato contenuto
di antiossidanti, quali vitamina C, precursori della
vitamina A e flavonoidi, che contribuiscono a difendere
le cellule nervose. Una dieta con frutta e verdura
almeno cinque volte al giorno, il pesce almeno una volta
la settimana, ed eviti oli di semi ricchi di omega-6(per
esempio l'olio di semi di soia), puo' fare solo bene,
anche al nostro cervello.
Con una piccola eccezione: sembra infatti che gli
individui geneticamente predisposti ad ammalarsi del
morbo di Alzheimer -fortunatamente rari - non si giovino
dell'effetto protettivo degli acidi grassi omega-3.
Fonte: AGI Sanità - 14/11/2007
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Qualche altro esempio di frutta e verdura da assumere
CRUDI:
Avocado
Alcuni grassi vegetali però possono essere utili al
cuore. È il caso dei
grassi monosaturi dell’avocado che, in più, aiutano
a mantenere la pelle elastica e giovane. Il
potassio che contiene questo
frutto possono reintegrare quello che si perde con lo
stress mentale,
fisico e con l’assunzione con il caffè, l’alcol e lo
zucchero.
Carote,
patate dolci,
mango,
zucca,
albicocche,
meloni...
Tutti i frutti e i vegetali
arancioni contengono
carotenoidi tra cui il più famoso betacarotene.
Questa sostanza rafforza il
sistema immunitario,
mantiene la pelle liscia e sana e la protegge dai raggi
solari. Niente di meglio per ottenere splendide prime
tintarelle di maggio.
Un paio di
noci al giorno…
Oltre ad essere cibo goloso, le noci contengono
proteine, ferro, zinco, magnesio,
potassio e omega-3.
Contengono anche
melatonina, potente antiossidante a cui sono
attribuite proprietà benefiche per la salute cerebrale.
Anche se caloriche le noci sono utili anche nelle diete
ipocaloriche perché non contribuiscono all’aumento di
peso, ma sono una fonte di numerosissime e utili
sostanze.
Broccoli
Questa verdura croccante contiene moltissimo
calcio. I vegetali dalla
foglia verde scuro, come i broccoli o i cavoli,
permettono un buon assorbimento di questo minerale che
aiuta a mantenere sani ossa e denti. I broccoli
contengono anche potassio,
vitamina C e K e magnesio.
Avena
L’avena, in farina e fiocchi, è molto utile per tenere
sotto controllo il colesterolo. Più alto è il livello di
colesterolo più consumarne può essere efficace. E' molto
indicata per i bambini e gli anziani per il suo potere
energizzante.
Frutti di bosco,
fragole,
mirtilli,
lamponi,
more,
ribes
Con
questo nome vengono raggruppati i frutti a bacca che
nascono spontanei nei boschi. Contengono molti minerali
tra cui potassio e magnesio; sono ricchi di vitamina C,
K, e di sostanze antiossidanti per mantenere giovane il
corpo e di antociani che gli conferiscono il
caratteristico colore che va dal rosso rubino al nero
splendente
Pomodoro
Il nutriente più famoso del pomodoro è il
licopene, sostanza che alcuni studi hanno dimostrato
essere efficace nella prevenzione di alcuni tipi di
cancro, in particolare della prostata.
Previene le malattie cardiache e ritarda
l’invecchiamento delle cellule. La pelle ne beneficia
molto, ma NON va mangiato cotto con la buccia !
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Terza età: dai flavonoidi un aiuto per la
mente
Mangiare cibi ricchi di
flavonoidi aiuterebbe a rallentare il declino
cognitivo nella terza età. Lo segnala l'Osservatorio NFI
- Centro Studi dell'Alimentazione Nutrition Foundation
of Italy - dopo i risultati di uno studio che ha
coinvolto 1.640 soggetti con 65 anni o più che hanno
riportato le proprie abitudini alimentari e si sono
sottoposti a visita medica all'inizio dello studio e per
altre 4 volte nel corso dei 10 anni di osservazione. Ad
ogni visita, per valutare le facoltà cognitive, venivano
effettuati 3 test specifici tra cui il Mini-Mental State
Examination (Mmse) per verificare la presenza, l'entità
e la progressione del deterioramento cognitivo.
Uno studio tra gli over 65 durato dieci anni
E' emerso che un elevato apporto di flavonoidi sarebbe
associato a un migliore livello cognitivo all'inizio
dello studio e a una minore perdita di lucidità nel
corso dei 10 anni di durata dello studio. In
particolare, coloro che al momento del reclutamento
appartenevano alla più alta categoria di consumo (dai
13,6 ai 36,9 mg di flavonoidi al giorno) presentavano
migliori performance cognitive e al momento del follow
up avevano «perso» solamente 1,2 punti sulla Mmse. I
partecipanti che presentavano il minor apporto di
flavonoidi, invece, partivano da livelli cognitivi più
bassi e nel corso dello studio perdevano 2,1 punti al
Mmse, riportando, quindi, un maggior deterioramento
delle capacità intellettuali.
Si trova abbondante in frutta e té verde
Ma che cosa sono i flavonoidi ? Sono dei potenti
antiossidanti e degli «spazzini» dei radicali liberi,
giocano infatti un ruolo essenziale contro le malattie,
mantenendo sano il cuore e in generale svolgendo
un’azione anti-infiammatoria.
Le fonti più importanti sono la frutta (Mirtilli,
lamponi, more, albicocche, mele, ciliegie, uva,
pompelmo, limoni, arance), il tè verde e nero, la soia.
Tratto da:
http://www.lastampa.it
Commento NdR: In caso di
malattia e'
opportuno ricordarsi di divenire crudisti e
quindi mangiare per 7 o 15 giorni o piu' SOLO
verdure e frutta
CRUDE ed in certi casi anche della
frutta secca.
Inoltre noi, come specialisti in
Medicina
Naturale, consigliamo a tutti i
Vegetariani di nutrirsi
almeno una volta alla settimana e con parsimonia, di
qualche alimento con proteine animali, preferendo: uova,
pesce, e/o carne di animali piccoli (come stazza, meglio i
volatili). Ma
ricordiamo sopra tutto di ridurre il latte ed i formaggi dalla
propria alimentazione.
L'alimentazione
e' alla base di ogni tipo di malattia, che non derivi
da traumi, avvelenamenti o da
farmaci e
vaccini, mangiate
quindi POCHI carboidrati, aumentate la
frutta e le verdure fresche (crude) ed eliminate i
dolci - mangiate proteine animali (meglio pesce e carne
di uccello e pochi formaggi) di tanto in tanto e siate
tendenzialmente
vegetariani !
vedi:
Consigli Alimentari
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ALIMENTAZIONE -
UE: MANGIATE FRUTTA e VERDURA, anche se...
La rucola è la verdura con più
nitrati
- La Commissione
europea aveva chiesto all'Efsa
di produrre un parere sui rischi per i consumatori
derivanti dalla presenza di nitrato negli ortaggi e di
valutare il rapporto rischi-benefici per la salute, allo
scopo di offrire una base scientifica aggiornata ai
gestori del rischio impegnati nella definizione di
strategie future sulla concentrazione di nitrato negli
ortaggi.
Il gruppo di esperti
scientifici Contam dell'Efsa è stato coadiuvato
da un gruppo di lavoro di esperti, che comprendeva anche
un membro del gruppo di esperti scientifici dell'Efsa
sui prodotti dietetici, l'alimentazione e le
allergie (Nda).
Gli studi epidemiologici non suggeriscono un aumento del
rischio di cancro associato all'assunzione di nitrato
attraverso la dieta o l'acqua potabile. Tuttavia, una
volta assunto dall'organismo, il nitrato si trasforma in
composti, come il nitrito e il monossido di azoto,
che possono avere ripercussioni sulla salute.
Commentando il parere, Josef
Schlatter, presidente del gruppo di esperti scientifici
dell'Efsa sui contaminanti nella catena alimentare, ha
affermato: "Abbiamo valutato sia i rischi, sia i
benefici derivanti dall'esposizione al nitrato mediante
gli ortaggi, e siamo giunti alla conclusione che gli
effetti positivi derivanti dal consumo di ortaggi siano
superiori ai rischi".
Le maggiori concentrazioni
di nitrato si trovano nelle verdure a foglia verde
come gli spinaci, la lattuga e la rucola.
Il contenuto di nitrato negli ortaggi, inoltre, varia in
relazione ad altri fattori, tra cui l'entità del ricorso
a fertilizzanti a base di nitrato e la quantità di luce
solare a cui sono esposte le coltivazioni (gli ortaggi
che crescono nei paesi dell'Europa settentrionale
tendono ad avere concentrazioni di nitrato più alte).
Secondo quanto affermato nel parere, "è improbabile
che i vegetariani e i vegetaliani - che consumano
un'elevata quantità di frutta e verdura - superino la
soglia di rischio, poiché il loro fabbisogno proteico è
coperto di norma dal consumo di cereali, noci e legumi,
ossia di alimenti a basso contenuto di nitrato".
Verdure quali la lattuga e
gli spinaci sono già disciplinate da un regolamento
europeo che definisce i tenori massimi di nitrato.
Stando alle informazioni trasmesse dagli Stati membri,
nel gruppo degli ortaggi a foglia è la rucola a
possedere il più elevato tenore di nitrati. Per esempio,
sarebbe possibile superare la soglia massima giornaliera
consumando più di 47 grammi di rucola al giorno, senza
tener conto di altre fonti di esposizione al nitrato.
L'Efsa ha fatto notare, tuttavia, "che
un consumo giornaliero di questo quantitativo di rucola
è alquanto improbabile nel lungo periodo e ritiene
pertanto che il superamento una tantum della soglia non
rappresenti una preoccupazione per la salute".
By APCOM - Bruxelles, 5 Giu. 2008
Tratto da: notizie.alice.it
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