ALIMENTAZIONE e
GRUPPI
SANGUIGNI
Il
sangue è
memoria, non
soltanto della storia attuale dell'individuo, ma
anche di quella passata, avendo mantenuto una
traccia del processo evolutivo di molti fenomeni
biologici e riflettendo, pertanto, il cammino
dell'intera specie umana.
vedi:
Emodieta 1
+
Emodieta 3
+
Medicina e Teoria
+ Molecole Buone =
Cibo adatto
vedi anche:
Sangue succo peculiare +
Test goccia di sangue +
Circolazione sanguigna
Van Leeuwenhoek non
conosceva la medicina, ma costruì le lenti del
microscopio con le quali osservava ogni tipo di
sostanza e disegnerà i globuli rossi che ha
riconosciuto nel suo stesso
sangue.
I globuli bianchi furono
osservati per la prima volta nel 1768 da Lazzaro
Spallanzani, biologo emiliano e nel 1845, l'inglese
Thomas Wharton riconoscerà il loro modo peculiare di
spostarsi emettendo dei prolungamenti o pseudopodi,
fino a che, il russo Elia Metchnikoff, alla fine del
1800, descrisse la loro strategia, cioè la
fagocitosi.
Di recente, il
naturopata statunitense Peter D'Adamo ha espresso la
teoria secondo la quale i gruppi sanguigni sarebbero
lo specchio in cui è possibile leggere il passato
dei nostri antenati, con la progressiva evoluzione
della specie umana.
A partire
dall'affermazione iniziale del gruppo 0 dedito alla
caccia ed alla raccolta di erbe e frutta selvatica,
con la successiva comparsa del gruppo A, quando
l'uomo diventa stanziale e produce il cibo con la
coltivazione e l'allevamento degli animali, per
giungere al gruppo B con lo sviluppo della
pastorizia e l'impulso alle migrazioni, fino alla
comparsa in epoca recente del gruppo AB.
La lettura di Peter D'Adamo non si limita ad una
ricostruzione antropologica della vita sul pianeta,
essa propone anche il gruppo sanguigno come impronta
genetica che caratterizza la nostra identità e
condiziona la reattività ed i comportamenti.
Nei 4 gruppi sanguigni della popolazione umana sono
pertanto inscritte le capacità di adattamento,
soprattutto del sistema digerente e di quello
immunitario che hanno reso possibile la vita dei
nostri antenati e la nostra attuale.
La scoperta di Peter
D'Adamo consiste essenzialmente nel considerare i 4
gruppi sanguigni come la chiave interpretativa dei
misteri della vita, della salute e della malattia.
Anche se l'uso clinico
della trasfusione di sangue ha origini antichissime,
la Medicina Trasfusionale moderna comincia agli
inizi del 20° secolo con la identificazione dei
primi anticoagulanti e conservanti ematici.
Karl Landsteiner nel
1900, a Vienna, mette in evidenza l'incompatibilità
tra alcuni gruppi di sangue; infatti, ponendo a
contatto il sangue di due persone, si può verificare
una reazione immunitaria tra gli antigeni portati
dai globuli rossi di un soggetto e gli anticorpi
contenuti nel siero dell'altro individuo.
La pratica
trasfusionale
viene, comunque, affrontata come procedimento
terapeutico necessario al ripristino della volemia e
della capacità ossiforetica ed è nei primi anni del
19° secolo ad opera di J. Blundell che nel 1918
venne praticata con successo la prima trasfusione
documentata da uomo a uomo.
In tutti questi casi, si
trattava di trasfusioni dirette ed il primo
tentativo di utilizzare sangue reso incoagulabile
mediante defibrinazione risale al 1935.
Nel 1940, Landsteiner scopre anche il Fattore Rhesus
(Rh), iniziando cosi lo studio sistematico delle
proprietà dei gruppi sanguigni, constatando che
l'85% degli individui di razza bianca è Rh positivo
ed il restante 15% Rh negativo.
La risposta di un eritrocita al test Rh è
determinata da diversi antigeni localizzati in
regioni diverse della superficie del globulo rosso.
I più importanti sono
chiamati antigeni C, D, E, c, d, e.
Di questi, D, ha
l'azione antigenica più forte; il sangue contenente
eritrociti D viene quindi indicato come Rh positivo,
quello in cui manca il fattore D,(d), viene indicato
come Rh negativo.
I gruppi sanguigni sono
caratterizzati dalla presenza di antigeni sulla
superficie dei globuli rossi. Ne esistono più di
300, raggruppati in sistemi e vengono trasmessi come
caratteri autosomici co-dominanti.
I principali sistemi di gruppi sanguigni sono: AB0,
Lewis, P1, MNSs, Rh, Kell, Kidd, Duffy, Lutheron.
Il sistema A B 0
permette di individuare 4 tipi diversi di gruppi
sanguigni:
0, A, B e AB.
I soggetti di tipo 0 non
hanno antigeni e possiedono anticorpi diretti contro
gli antigeni del gruppo A e B. Non provocando
reazioni immunitarie, gli individui del gruppo 0
sono considerati donatori universali, ma possono
ricevere solo sangue del gruppo 0.
I soggetti del tipo A
hanno l'antigene A e anticorpi anti-B, quindi non
possono ricevere sangue del gruppo B.
Il gruppo A può essere
suddiviso nei sottogruppi A1 e A2.
La principale differenza
tra i due è che gli eritrociti A1 messi in contatto
con un siero anti-A agglutinano molto più
massivamente e rapidamente di quelli A2.
Circa l'80% degli individui del gruppo A hanno
eritrociti del tipo A1, mentre il restante 20%
possiede il tipo A2.
I soggetti del tipo B
hanno l'antigene B ed anticorpi anti-A, quindi non
possono ricevere sangue del gruppo A
I soggetti del gruppo AB
hanno gli antigeni A e B, mentre non possiedono
anticorpi anti-A e anti-B.
Non formando anticorpi,
gli individui del gruppo AB possono ricevere
qualunque tipo di sangue e sono considerati, quindi,
riceventi universali.
In Europa, la
percentuale media di soggetti appartenenti ai
diversi gruppi è la seguente:
40% del gruppo 0
40% del gruppo A
15% del gruppo B
5% del gruppo AB
|
Gruppo sanguigno da
trasfondere |
|
Gruppo sanguigno del
ricevente |
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0 Rh - |
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0- 0+ A- A+ B- B+ AB- AB+ |
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0 Rh+ |
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0+ A+ B+ AB+ |
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A Rh- |
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A- A+ AB- AB+
|
|
A Rh+ |
|
A+ AB+ |
|
B Rh- |
|
B- B+ AB- AB+
|
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B Rh+ |
|
B+ AB+ |
|
AB Rh- |
|
AB- AB+ |
|
AB Rh+ |
|
AB+ |
Alcuni ricercatori hanno
evidenziato che molte sostanze contenute negli
alimenti sono in grado di provocare fenomeni di
agglutinazione, anche se molto più deboli, nei
confronti delle cellule di determinati gruppi
sanguigni, provocando l'attivazione di fenomeni di
vero e proprio rigetto.
Secondo D'Adamo, le
intolleranze alimentari rappresentano l'incapacità
di soggetti appartenenti ad un determinato gruppo
sanguigno di digerire normalmente certi alimenti per
la presenza di sostanze dannose, capaci di innescare
fenomeni minimi di agglutinazione che sommandosi nel
tempo possono esitare in varie espressioni di
malattia.
Per identificare le
sostanze verso cui si è intolleranti, P. D'Adamo
propone di fare riferimento al proprio gruppo
sanguigno, espressione dell'adattamento della specie
umana ad un determinato contesto alimentare che ha
consentito la sopravvivenza ai nostri antenati ma
che continua a condizionarsi.
Uno degli elementi
cardine dell'ipotesi sostenuta da P. D'Adamo è
l'intolleranza di ciascuno dei 4 gruppi sanguigni
per alcune categorie di alimenti, conseguente alla
presenza di
lectine. Le lectine sono proteine
presenti negli alimenti, dotate delle proprietà di
agglutinazione.
Ogni gruppo sanguigno,
quindi, ha la capacità di metabolizzare alcune di
tali proteine e non altre, cosicché quando ingeriamo
un cibo contenente lectine incompatibili con il
nostro gruppo sanguigno, queste ultime possono
provocare fenomeni di agglutinazione nel sangue. In
questo modo, P. D'Adamo ha caratterizzato 4 profili
dietetici per ciascuno dei 4 gruppi sanguigni,
consigliando una dieta ideale basata sulla riduzione
o eliminazione dei cibi difficili da digerire,
contenenti le lectine capaci di provocare reazioni
di agglutinazione.
La presenza di
lectine
nell'organismo può essere evidenziata dal
test
dell'Indacano
condotto sulle
Urine.
Il
Test misura la “concentrazione
dell'
Indacano nella prima urina mattutina” utile
per indagini di “compatibilità” alimentare
Con una misurazione su
scala colorimetrica è possibile misurare
l'eliminazione di indacano, una sostanza del gruppo
chimico degli indoli che viene escreta con le feci e
l'urina, quando l'apparato gastrointestinale ed il
fegato non riescono a digerire le proteine.
Ovviamente, il consumo di cibi ricchi di lectine
incompatibili con il proprio gruppo sanguigno
comporta un'aumentata eliminazione di indacano a
livello urinario.
Secondo questa teoria,
quindi, le persone con gruppo sanguigno di tipo 0
stanno bene seguendo una dieta ricca di proteine
animali ed un programma di buona attività fisica, ma
non tollerano bene i prodotti caseari ed i cereali.
Le persone di tipo A si
sentono meglio seguendo una dieta vegetariana,
mentre la dieta del tipo B è molto bilanciata ed
include una grande varietà di alimenti.
Il gruppo sanguigno AB è
relativamente giovane e raro (2 - 5%) ed ha fatto la
sua prima comparsa meno di mille anni fa.
La presenza di due
antigeni, infatti, gli conferisce caratteristiche
simili, per certi aspetti a quelle del gruppo A, per
altri a quelle del gruppo B e per altri ancora ad
una fusione di entrambi i gruppi.
By dr.ssa Rosanna
Cesena -
Tratto da:
ausl.pc.it
Commento NdR: facciamo presente che pur
condividendo di massima questo tipo di approccio
ideologico, vogliamo precisare che noi siamo
"animali" che dovrebbero alimentarsi con
Crudita' e non con
prodotti COTTI !
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GRUPPI SANGUIGNI: RH, genetica conferma essere
una mutazione indotta artificialmente da terzi:
Extraterrestri (Alieni)
Ricerca molto
interessante e completa senza eccessive
estremizzazioni fantascientifiche come solitamente
si trovano su questo argomento.
Molti di noi hanno avuto modo di sapere qualcosa in
merito ai gruppi sanguigni dalle lezioni di scienze
apprese a scuola. Tuttavia se confrontiamo le
nozioni scolastiche con gli studi ed i molti
dibattiti pubblicati sulle riviste scientifiche …
ebbene, ci si accorge come gli elementi più
interessanti di questo tema siano stati
‘accidentalmente’ omessi dai programmi didattici di
base.
Non esiste plausibile spiegazione scientifica circa
la provenienza del gruppo RH negativo. La scienza
ortodossa si è limitata a ipotizzare che si tratti
di una non meglio identificabile, casuale mutazione
genetica.
Circa l’85% degli esseri
umani possiede il gene scimmiesco RH, mentre nel
restante 15% non è riscontrabile il fattore RH (RH-)
e ciò potrebbe essere spiegato dalla presenza di un
gene alieno. Questo articolo esplora la tesi che
l’umanità sia stata allevata come una razza di
schiavi, dal momento che il 97% del nostro codice
genetico risulta disattivo, e possiamo disporre di
appena il 3%, utile semplicemente alla
sopravvivenza.
Tra i tipi di sangue umano, il più comune è il
gruppo 0. Si tratta di un tipo di sangue universale.
I tipi di sangue sono suddivisi ulteriormente in due
gruppi: positivi e negativi in relazione al fattore
RH. Il fattore RH è così denominato perché collegato
al fattore Rhesus, cioè il nesso genetico tra la
umanità e le scimmie, individuabile da una specifica
proteina ematica. Quando nel sangue di un individuo
è presente il fattore RH, si dice che il suo sangue
sia di tipo RH positivo (RH+). Se il test
restituisce esito negativo, vuol dire che il fattore
Rhesus è assente.
E’ stato provato che uno dei fattori ereditari più
stabili e meno suscettibili di mutazioni
generazionali sia proprio il sangue.
Come si diceva, la maggior parte delle persone –
circa l’85% – possiede sangue RH positivo, elemento
a sostegno della tesi secondo cui gli esseri umani
si sarebbero evoluti dai primati. Tuttavia esiste un
restante 15% che risulta del tutto sprovvisto del
fattore RH.
Se è vero che il gruppo sanguigno rientri tra le
caratteristiche genetiche meno mutevoli, da dove
proverrebbe il tipo RH negativo ?
Si tratta di un interrogativo che per decenni ha
lasciato perplessi gli scienziati. Alcune prove
suggeriscono che il fattore RH negativo sia apparso
sul pianeta circa 35.000 anni fa, all’interno di
alcune aree geografiche molto circoscritte, al punto
da sembrare collegato con alcuni particolari gruppi
sociali e tribù. Le aree in cui la sua presenza fu
maggiormente riscontrata sono la Spagna
settentrionale, la Francia meridionale e la etnia
basca. Un altra etnia con alta concentrazione del
fattore RH- è quella ebraica dell’Est.
 |
In generale, circa il
40% della popolazione europea possiede il fattore
RH-. Solo il 3% degli africani e circa l’1%
degli asiatici e dei nativi americani è RH-.
Sulla scorta di tali informazioni statistiche, non è
difficile intuire dove il fattore RH- potrebbe
essere stato introdotto, originariamente, nel codice
genetico umano. Stiamo parlando della regione
caucasica.
Dal punto di vista scientifico, se il fattore RH-
negativo fosse realmente una tipologia ‘normale’ di
sangue, a cosa potrebbero addebitarsi gli
inconvenienti che sorgono quando una madre RH- dà
alla luce un bambino RH+ ?
Si tratta di una malattia emolitica, o meglio di una
reazione allergica che può produrre conseguenze
gravi quando i due diversi gruppi sanguigni si
mescolino nel corso della gravidanza, dal momento
che le sostanze antigeniche presenti nel tipo RH-
attaccano le cellule RH+.
Ciò detto, a cosa può
addebitarsi una lotta genica tra due tipi di sangue
ugualmente umano ? Abbiamo a che fare con un gruppo
sanguigno alieno ? Esiste un unico altro caso in
natura in cui ha luogo una simile reazione tra
organismi che si accoppiano: quando asini e cavalli
vengono incrociati per la produzione di muli. Tutto
ciò è comprensibile, in quanto si tratta di un
incrocio ‘innaturale’, che allo stato brado non
esiste. L’ibridazione che dà vita ai muli ha luogo
esclusivamente a causa dello intervento umano.
Dunque, è possibile che esistano due tipologie di
esseri umani, simili ma geneticamente diverse ?
Peculiarità.
Nella maggioranza delle persone con sangue di tipo
RH- si tende a riscontrare una serie di
caratteristiche comuni. Ecco un breve elenco tratto
dal sito RH Negative Registry (link).
• Senso di non
appartenenza
• Tendenza a ricercare la verità
• Senso di dovere compiere una ‘missione’ nella vita
• Empatia e compassione
• Una costola e/o una vertebra supplementare
• Quoziente intellettivo superiore alla media
• Percettività extrasensoriale
• Amore per lo Spazio e la Scienza
• Maggiore sensibilità della vista
• Non è possibile clonarle
• Temperatura corporea inferiore alla media
• Pressione sanguigna più alta della media (oppure
più bassa della media)
• Colore degli occhi blu, verde o nocciola
• Capelli rossi o con riflessi rossastri
• Elevata sensibilità al calore e alla luce solare
• Fobie inspiegabili
• Sguardo profondo
• Tendenza ad essere guaritori
• Empatia per le malattie
• Tendenza a provocare malfunzionamenti nei
dispositivi elettrici
• Tendenza ad essere vittime di rapimenti alieni
• Tendenza ad assistere a fenomeni inspiegabili
• Tendenza a fare sogni molto vividi
• Barriere immunitarie più forti
• Condizioni di autoimmunità e markers dell’antigene
HLA B27
• Pelle chiara, squilibri di melanina e carenze di
vitamina D
• Capacità di processare la CO2 in modo più
efficiente della media.
• Squilibri di Ferro e Rame
• Sensibilità alle allergie ambientali
Cosa si potrebbe
concludere dagli elementi illustrati ?
E’ stato dimostrato che il sangue è l’organo con
minori probabilità di mutazione. Se si esclude
quella di cui stiamo dibattendo, la scienza non ha
mai registrato altre mutazioni genetiche nel sangue.
Elemento che supporta la tesi secondo cui il
fattore RH- sia stato introdotto da una fonte
esterna, ad esempio esseri simili agli umani, ma non
terrestri.
E’ possibile che una specie aliena abbia
manipolato la vita preesistente sul pianeta per
creare l’uomo moderno ?
La Stirpe Giunta dal
Cielo.
Molti testi antichi, compresa la Bibbia, sembrano
supportare questa teoria. Molte storie nei testi
antichi, in particolare quelle contenute nei testi
pre-cristiani, narrano di una stirpe giunta dal
cielo che avrebbe creato l’uomo a propria immagine.
L’uomo primitivo li identificò come divinità dalla
straordinaria longevità, e capaci di compiere
prodigi, ad esempio volare su strani veicoli e
provocare assordanti boati sparando fuoco da tali
mezzi. Gli esseri umani assistettero alla
edificazione di mastodontici monumenti e splendide
città da parte di queste creature apparentemente
divine. Perché dal punto di vista di un umanoide
primitivo non potevano che apparire come divinità.
Ma in realtà chi erano,
tali divinità ? Le storie antiche ci dicono molto su
di esse. Mediante ciò che si suppone fosse
tecnologia avanzata potevano volare in cielo e nello
spazio. Erano maestri di aviazione, di metallurgia,
di astronomia, medicina e – ovviamente – di
genetica. Conoscevano la energia atomica ed
utilizzarono il suo potere distruttivo, a giudicare
dalle prove prodotte da studi di paleo-geologia (v.
correlati). Conoscevano le tecniche della
agricoltura e sapevano come creare cereali più
nutrienti ed altri derivati alimentari. Tutte le
granaglie con cui gli esseri umani si alimentano da
molto tempo, sono apparse contemporaneamente sul
pianeta nel corso di un periodo non più lungo di
10.000 anni. Tempo molto breve, biologicamente
parlando, oltre il quale non fu più sviluppata
alcuna nuova forma di grano.
I nostri testi antichi narrano che un giorno queste
creature iniziarono ad accoppiarsi con gli esseri
umani. La Bibbia dice che gli dei guardarono le
donne e le trovarono piacevoli per gli occhi e
quindi le presero in mogli e concepirono figli,
molti figli.
Nella prima parte di
questo articolo ho descritto cosa accade quando due
specie geneticamente simili ma non uguali, vengano
incrociate. Esse producono ibridi, ad esempio i muli
risultanti dalla ibridazione di cavalli ed asini.
Tuttavia la non perfetta compatibilità genica fa si
che i muli nascano sterili. Di conseguenza quando
sarebbero stati creati gli esseri umani, essi
potrebbero essere stati il frutto di una ibridazione
ottenuta in un laboratorio e ottimizzata mediante
tecnologia avanzata, dal punto di vista delle
facoltà riproduttive.
Potrebbero essere stati creati tre prototipi, ognuno
più avanzato del precedente. I primi due avrebbero
funto solo da iter sperimentale per giungere
all’ultimo e definitivo tipo (v. correlati). Si
sospetta che l’uomo di Neanderthal sia stato uno dei
primi risultati di questi esperimenti, mentre
sarebbe molto più elevata la possibilità che il
Cro-Magnon sia stato prodotto da tali
sperimentazioni. L’ultimo tipo sarebbe corrisposto a
ciò che oggi definiamo proto-umanità, e da esso
sarebbe disceso l’uomo moderno, cioè il risultato
finale degli incroci tra gli ‘dei’ e la
proto-umanità.
Questo incrocio in larga parte non avrebbe prodotto
inconvenienti dal punto di vista della riproduzione,
ad eccezione di una linea di sangue che sviluppò il
fattore RH-negativo, che cioè non ereditò la
proteina ematica connessa agli antenati scimmieschi.
Guerra tra Bloodlines
Per secoli i regnanti europei sono stati
perseguitati dalla emofilia o ‘malattia del sangue.’
Sembra che la regina Victoria fosse una ‘vettrice’
di emofilia e che la trasmise a tutti i propri figli
i quali a propria volta si sposarono con regnanti di
altri paesi europei, infettando praticamente tutte
le case reali europee tra il 1800 ed il 1900.
Di conseguenza
l’emofilia fu ribattezzata ‘Malattia Reale.’ Per
riuscire a porre in connessione gli elementi appena
citati, bisogna aggiungere che attualmente solo il
5% degli appartenenti a tutte le case reali del
pianeta sono portatori di un tipo di sangue RH-. In
altre parole una percentuale che si pone al di sotto
della media della popolazione generale. Ciò indica
che la maggior parte dei sovrani non è RH-. E’
questo il motivo dei cosiddetti ‘matrimoni
combinati’?
Berberi del Marocco
Per la cronaca, il gruppo culturale con i più
elevati tassi di sangue RH- è quello dei berberi del
Marocco. Dal punto di vista territoriale, uno studio
ha indicato che la più alta concentrazione di RH- si
trovi nello attuale Iraq. A quanto pare la stirpe
dei berberi ebbe origine migliaia di anni fa sul
confine tra Siria ed Iraq.
E’ possibile che i
regnanti europei rifiutino i matrimoni misti con
individui RH- per non mischiarsi con la linea di
sangue ‘arabo’? In effetti, sembra che il ceppo RH-
presente nei popoli baschi provenga dai viandanti
berberi che visitarono quei territori via mare già
nello 8000 aC. Molte antiche pitture rupestri
rinvenute in quei territori potrebbero essere
attribuite a questi ‘stranieri’ dalle grandi
capacità artistiche.
L’unica cosa certa è che
se le case regnanti europee si rifiutano di
mischiare il loro sangue con individui RH-significa
che questi ultimi rappresentano una ‘linea di
sangue’ avversaria.
Curioso constatare come l’istituto del matrimonio in
taluni casi, oltre che come ‘impresa dinastica’
potrebbe essere sfruttato sotto forma di perversa
‘guerra genica.’ Ad esempio attraverso il contagioso
passaggio deliberato di una antica malattia. Per
sapere quanto antica, bisogna esaminare la figura di
El Zarhawi.
Il padre della chirurgia moderna fu El Zarhawi o
Albucasis. Egli descrisse nei suoi studi una
malattia che conduceva i maschi di una determinata
famiglia a morire come conseguenza delle più banali
lesioni.
Il nome esteso era Abul Qasim Khalaf ibn al-Abbas
al-Zahravi. Nacque e crebbe presso Zahra, il borgo
reale di Cordova (in arabo: Qurtuba), capitale della
Spagna musulmana. Come la storiografia ci insegna,
Zahra gareggiava con Baghdad in grandezza e
magnificenza. Al-Zahravi occupò il ruolo di medico
di corte del re di Al-Hakam-II di Spagna, e morì nel
1013 dC dopo una lunga e brillante carriera in cui
ideò e sviluppò molti strumenti chirurgici moderni.
Introdusse nuove procedure quali la cauterizzazione
delle ferite, la frantumazione dei calcoli
all’interno della vescica, la vivisezione e la
dissezione, ed ideò numerose nuove tecniche mediche.
Tra le altre cose, Al-Zahravi fu il primo a fornire
una dettagliata descrizione della emofilia.
Victoria
Sulla base di queste premesse non è difficile
domandarsi se il buon medico abbia mai preso in cura
qualche componente di famiglie reali arabe di ‘mori’,
nella Spagna dell’epoca, ammalato di emofilia. E non
è difficile chiedersi in che modo un presunto sangue
aristocratico come quello della regina Victoria
possa avere contratto questa strana malattia di
origine araba. Era presente all’interno dei suoi
antenati della famiglia reale spagnola? Sembra
infatti che Victoria fosse una diretta discendente
del re spagnolo Ferdinando di Castiglia, vissuto
nell’XI secolo dC.
In altre parole, è
possibile che le discendenti femmine di Victoria,
portatrici sane del gene della emofilia, unendosi in
matrimonio con numerosi componenti di stirpi reali
di mezza Europa, siano state usate per sabotare le
future stirpi reali, contaminando i discendenti
maschi della linea di sangue concorrente?
Il Sangue Blu.
Concludiamo con una curiosità. L’espressione ‘sangue
blu’ con cui si usa definire gli individui
sprovvisti del fattore RH, deriva dallo spagnolo
sangre azul, che indica l’appartenenza ad una stirpe
nobile e si riferisce al fatto che nei nativi
spagnoli dalla pelle più chiara le vene si staglino
visibilmente sul corpo pallido come linee di colore
azzurro, attributo non posseduto da quelli di
discendenza araba. L’espressione fu coniata dopo
l’occupazione della Spagna da parte dei Mori (VIII –
XV sec dC.), quando le due etnie si mescolarono
mediante i matrimoni misti. L’aristocrazia spagnola,
in particolare alcuni in Castiglia, si rifiutarono
di mescolarsi con i Mori e conservarono questa
caratteristica. Da allora la locuzione sangue blu fu
usata per descrivere le famiglie più antiche ed
aristocratiche.
N.d.t. – piccolo
consiglio: se scopriste di possedere il fattore RH-
evitate di diffondere la notizia e non correte ad
iscrivervi presso gli appositi registri.
By Melissa B. - Traduzione di Anticorpi.info -
Fonte: anticorpi.info
vedi: Medicina e
Teoria +
Consigli Alimentari
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Vegetarianesimo
+
Vegetariani 1
+
Vegetariani
2
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Germogli