|
Si
stima che l'Artrite Reumatoide (AR) affligga l'l% della popolazione
mondiale adulta, ma sarebbe molto più frequente nell'età anziana. Tale
patologia viene definita come una malattia sistemica cronica
caratterizzata da modificazioni di natura infiammatoria a carico delle
articolazioni e delle altre strutture ad esse correlate, che provocano
deformità invalidanti.
L'esatta eziologia è sconosciuta, ma si ritiene
trattarsi di malattia di origine autoimmunitaria, per i
medici della
medicina ufficiale.
Uno Studio condotto in
Italia su un campione di 46.693 individui ha riportato la presenza di una
forte correlazione tra consumo di vegetali (odds ratio dello 0.84) e
ridotta incidenza di AR.
Secondo il National Institute of Arthritis and
Musculoskeletal and Skin Diseases (Istituto Nazionale dell'Artrite, delle
Malattie Muscoloscheletriche e delle Malattie della Pelle, NdT), non
esistono evidenze scientifiche che nessuno specifico cibo o nutriente, ad
eccezione degli acidi grassi essenziali, migliori o peggiori lo stato di
salute dei molti individui affetti da AR.
Gli Esperti dell'Istituto
raccomandano una dieta nutrizionalmente completa ed enfatizzano
l'importanza di un adeguato apporto di calorie, Proteine e Calcio.
All'url:
http://www.nih.gov/niams/healthinfo/rahandout si può scaricare il testo
di un opuscolo liberamente riproducibile.
La
Arthritis Foundation (Fondazione per l'Artrite, NdT) raccomanda le
seguenti linee guida dietetiche:
1)Programmare
i pasti sulla base della piramide alimentare USDA.
2) Assumere da 1 a 1.2 grammi di Proteine per kilogrammo di Peso Corporeo
(per sostenere la perdita proteica secondaria al processo infiammatorio).
3) Introdurre un supplemento di Acido Folico per aiutare a ridurre o
prevenire alcuni degli effetti collaterali del Methotrexate. (Il
Methotrexate è un farmaco antimetabolita che inibisce i processi
metabolici che stanno alla base della produzione dei precursori della
sintesi del DNA. Il farmaco interferisce con il legame tra Acido Folico ed
enzima diidrofolato-reduttasi e l'Acido Folico libero viene escreto
dall'organismo. Questo farmaco viene usato spesso a basse dosi come
immunosoppressore nel trattamento dell'AR).
Poichè non esiste un trattamento specifico per l'AR, le linee
terapeutiche attuali puntano principalmente ad alleviare i sintomi con
l'uso di farmaci. Alcuni farmaci vengono usati solo per le proprietà
antidolorifiche; altri per quelle antinfiammatorie. Altri farmaci -spesso
denominati immunomodulatori (DMARDS, Disease Modifying Antirheumatic Drugs,
NdT)- vengono impiegati nel tentativo di rallentare il decorso della
malattia. I Corticosteroidi, noti anche come Glucocorticoidi, come il
Prednisone (Deltasone, Orasone in USA, Deltacortene in Italia, NdT) ed il
Metilprednisolone (Medrol in USA, Medrol, Urbason in Italia, NdT), vengono
pure utilizzati nel trattamento dell'AR per il loro effetto
antiinfiammatorio ed immunosoppressore.
Questi potenti farmaci
predispongono il paziente al rischio di Osteoporosi.
I pazienti in terapia corticosteroidea a lungo termine possono trarre vantaggi per la
prevenzione ed il trattamento dell'Osteoporosi da consigli nutrizionali
mirati al ruolo del Calcio e della Vitamina D e dall'esercizio fisico
isometrico.
Eliminazione
di Alimenti
Le
persone affette da AR hanno messo a disposizione dati aneddotici sul
miglioramento dei sintomi secondario a modificazioni della dieta. I cibi
che più comunemente sono indicati scatenare i sintomi sono le Proteine
del latte, il mais, il grano, gli agrumi, le uova, la carne rossa, lo
zucchero, i grassi, il sale, la caffeina, le patate e le melanzane.
Allo
scopo di valutare se i cibi siano in grado di scatenare i sintomi di
malattia è stato condotto uno Studio controllato in doppio cieco contro
placebo su un protocollo di eliminazione di alimenti, che ha ottenuto un
significativo miglioramento dei sintomi di AR, compresa la riduzione della
durata della rigidità mattutina e la riduzione del numero di
articolazioni dolenti. I soggetti inizialmente hanno dovuto seguire una
dieta molto ristretta. I nuovi cibi sono stati poi introdotti
singolarmente, con stretto monitoraggio dei sintomi.
E' stato riportato
che i cereali sarebbero spesso causa di intolleranza. Nel 1993, Richard
Panus scrive che la tradizionale concezione di una dieta semplice e
bilanciata come miglior raccomandazione per i pazienti AR stava cambiando,
ammettendo che certi pazienti potevano essere in grado di correlare la
sensibilità al cibo con i loro sintomi. I protocolli dietetici degli
Studi sull'AR spesso prevedono un periodo iniziale di digiuno prima di
iniziare la dieta da testare.
Queste 200 kcal al giorno del periodo di
digiuno, costituite da succhi di frutta e verdura, hanno comportato un
certo miglioramento a breve termine dei sintomi.
Le
Diete Vegetariane
Probabilmente
lo Studio più accurato rivolto a valutare gli effetti della dieta sull'AR
è stato condotto in Norvegia. I soggetti del gruppo in esame (27
pazienti) si sono sottoposti ad un periodo di digiuno di sette-dieci
giorni, nel corso del quale si sono limitati ad assumere un succo di
frutta che apportava 200-300 kcal al giorno, ed al termine del quale hanno
iniziato a seguire una dieta vegana che escludeva glutine, zucchero
raffinato, agrumi, alcool, caffè, tè, sale, spezie piccanti e
conservanti.
Dopo tre-cinque mesi, il gruppo in esame è passato
lentamente ad una dieta lacto-vegetariana per il restante periodo di
osservazione (1 anno totale). Hanno introdotto latte, altri latticini, e
glutine a giorni alterni. I soggetti del controllo (26 pazienti) hanno
consumato una comune dieta mista. Le modificazioni dei paramentri di
attività della malattia sono state valutata attraverso una scheda di
valutazione globale, compilata dal paziente e dal medico.
Dopo quattro
settimane, sono stati rilevati miglioramenti significativi per quanto
riguarda mobilità e tumefazione articolare, dolore, durata della rigidità
mattutina, forza di prensione, e modificazioni dello stato di salute
globale. Questi miglioramenti significativi sono stati mantenuti nei
soggetti del gruppo in esame per tutta la durata dello Studio.
Il gruppo
che ha seguito la dieta vegetariana aveva valori molto più bassi di
Velocità di EritroSedimentazione (VES, indice aspecifico ma molto
sensibile di flogosi, NdT) e di Proteina C-Reattiva (PCR, indice di
flogosi). Questo suggerisce che la dieta vegetariana sarebbe in grado di
influenzare positivamente gli indici di flogosi e l'attività della
malattia.
Quarantacinque degli originari 53 soggetti (27 soggetti di studio e 26
pazienti di controllo, NdT) sono stati riesaminati e sono stati eseguiti
dei confronti tra i soggetti che avevano risposto alla dieta (responders,
NdT), quelli che non avevano risposto (non-responders, NdT) e quelli del
gruppo di controllo onnivoro all'inizio del periodo di studio (tempo zero)
ed due anni dopo l'introduzione della dieta vegetariana.
Al follow-up,
tutti i soggetti responders ed il 50% dei non-responders stavano seguendo
una specie di dieta modificata, descritta come quella latto-vegetariana
originale dello Studio, o una dieta onnivora con esclusione dei cibi
identificati dai pazienti come responsabili di esacerbazione dei loro
sintomi. Quasi sempre erano stati esclusi zucchero raffinato, caffe',
farina bianca e latte.
E' stato registrato un significativo miglioramento
dei sintomi di malattia nei pazienti responders alla dieta rispetto ai
pazienti non-responders ed ai controlli onnivori. Sono emersi anche alcuni
miglioramenti nei pazienti non-responders alla dieta vegetariana rispetto
ai controlli onnivori.
I Ricercatori hanno quindi concluso che i pazienti
affetti da AR trarrebbero benefici da una dieta modificata e che i
miglioramenti persisterebbero per almeno due anni.
Questo Studio è stato
criticato per numerose ragioni. Una di queste è che i soggetti non
sarebbero stati selezionati con modalità random (casuale, NdT), in quanto
un largo numero di soggetti presentava allergie alimentari, ed il rapporto
femmine/maschi era di 45 a 8.
Inoltre, la presenza di problemi
gastrointestinali nei soggetti testati potrebbe avere influenzato la
tollerabilità alimentare.
Molti Ricercatori hanno esaminato il ruolo dei batteri intestinali
sull'attività della malattia.
I pazienti con AR hanno livelli più
elevati di anticorpi anti-Proteus mirabilis rispetto a soggetti di
controllo sani od affetti da altre patologie.
I soggetti esaminati
nell'ambito dello Studio sulla dieta vegetariana presentavano livelli medi
di anticorpi anti-Proteus mirabilis sensibilmente più bassi, dato che si
correlava significativamente alla documentata ridotta attività della
malattia.
Ciò suggerisce che il miglioramento dell'attività della
malattia può essere riferito agli effetti della dieta vegana su
componenti della flora batterica intestinale quali il Proteus mirabilis, e
sulla risposta dell'organismo nei confronti di questi batteri.
LATTE
ARTIFICIALE ?
Secondo
la morale corrente chi compie atti di terrorismo deve essere bombardato e
distrutto.
Bene veniamo al dunque. Secondo l'OMS (organizzazione mondiale della Sanità)
e l'Unicef, ogni anno nel mondo muoiono 1,5 milioni di bambini sotto
i 5 anni per mancanza di allattamento al seno. Tra le cause prevalenti c'è
la politica commerciale di molte case farmaceutiche che cercano di
disincentivare l'allattamento al seno per vendere i loro prodotti. Oltre
tutto violando anche un codice di comportamento promulgato nel 1981 dall'OMS
!
Mi sembra che come atto terroristico non sia niente male, anche perché
per molto meno si è scatenato l'inferno (i 2 o 3 mila morti delle Twin
Towers).
Allora bombardiamo queste case farmaceutiche ? Magari
con le famose "Bombe intelligenti" altro nome agghiacciante
coniato dalla famosa congrega di enormi imbecilli.
Queste le aziende
coinvolte nella sporca storia: Nestlè, Numico, Heinz (Plasmon, Dieterba,
Nipiol), Humana, Mellin, Abbott, Gerber, Sicura, Artsana, Ico Hatù,
Cannon, Luv'n'
Care, Super tex.
Volete saperne di più ? Ecco i link:
http://www.ribn.it +
http://digilander.iol.it/icmc .
Perdita
di Peso Corporeo
Poichè
il sovrappeso è causa di aumentata sollecitazione articolare, la perdita
di Peso Corporeo in seguito a modificazioni dietetiche è stata suggerita
come una possibile spiegazione del miglioramento clinico riscontrato negli
Studi sopra riportati. Il miglioramento dei sintomi dell'AR era associato,
negli Studi di Skoldstam, ad una perdita di Peso Corporeo di circa 6-13
libbre. Comunque, in un altro Studio su pazienti affetti da AR, i
cambiamenti dell'Indice di Massa Corporea (BMI, NdT) nel tempo non erano
correlati con modificazioni nell'attività della malattia.
Effetti
degli Acidi Grassi a Lunga Catena
Molti
Studi riportano che l'aggiunta di acidi grassi alla dieta influenzerebbe
positivamente il processo infiammatorio. In particolare, il tipo e la
quantità di acidi grassi nella dieta andrebbe ad incidere sul metabolismo
delle Prostaglandine, ed una modificazione della concentrazione delle
Prostaglandine può ripercuotersi sulle risposte immunitarie
dell'organismo. Una dieta ricca in grassi poliinsaturi e povera di grassi
saturi, con un supplemento giornaliero di acido eicosapentanoico, migliora
la rigidità mattutina e riduce il numero di articolazioni dolenti,
sintomi che si ripresentano con l'interruzione della dieta. Un supplemento
giornaliero di 18 gr di olio di pesce è pure responsabile di un
miglioramento della dolenzia articolare e della forza di prensione, in
confronto ad un supplemento a base di olio di oliva. Come riportato da
Davis i vegetariani possono migliorare il loro apporto di omega-3 con
l'uso di semi di lino e di altri cibi vegetali.
Altre
Considerazioni Nutrizionali
Molte
Ricercatori hanno riportato che i soggetti affetti da AR presentano bassi
livelli di Vitamine ed hanno un apporto nutrizionale inadeguato. E' comune
che i pazienti AR presentino difficoltà nel cucinare e nel mangiare, a
causa dei dolori alle articolazioni delle mani (frequentemente colpite
nell'AR, NdT). Altri problemi sono la mancanza di movimento fisico e la
(conseguente, NdT) obesità.
Quindi i Nutrizionisti possono seguire i
pazienti affetti da AR fornendo loro consigli su una corretta nutrizione,
sulla preparazione del cibo, e sulle misure di controllo del Peso
Corporeo. E' stato riportato anche un aumento della mortalità per cause
cardiovascolari nei pazienti affetti da AR. I Ricercatori della Tufts
hanno segnalato la presenza di elevati livelli di Omocisteina nell'AR.
Questo riscontro è presente anche in quei pazienti che non assumono
Metotrexate, il farmaco antiartritico che è noto influire sullo stato dei
Folati.
Poichè la Letteratura Scientifica riporta che una dieta
vegetariana riduce l'incidenza di CVD (CardioVascular Disease, malattia
cardiovascolare, NdT), questo tipo di dieta può essere vantaggiosa nei
pazienti affetti da AR. Certamente, una dieta ricca di cibi di origine
vegetale, che apporti elevate quantità di Folati sarebbe raccomandabile
in tutti i soggetti con alti livelli di Omocisteina.
Conclusioni
I
dati Scientifici non sono concordi. E' auspicabile che alcuni soggetti
affetti da AR passino ad una dieta vegetariana o vegana se questo può
migliorare i loro sintomi. Le visite ambulatoriali con Nutrizionisti
possono aiutare i pazienti ad assicurarsi un apporto adeguato di sostanze
nutritive e fornire loro dei consigli per menu e tecniche di cucina
consoni. Parimenti, i Nutrizionisti sono indispensabili per un paziente
che voglia seguire una dieta ad eliminazione, da pianificare attentamente.
Infine, l'adozione di una dieta vegetariana sembra avere tali benefici per
la salute che i pazienti affetti da AR che decidano di adottarla possono
ricavarne anche altri vantaggi in aggiunta ad un miglioramento
sintomatico.
(Nota
bene: Questo articolo è stato tratto dal sito scienzavegetariana.it.
Per
ragioni di spazio, sono state omesse le note al testo, che invece sono
presenti nell'articolo originale.
E' bene quindi considerare il testo qui
sotto come puramente indicativo, e leggere invece attentamente l'articolo
nella sua pagina originale, in quanto più completo e scientifico. )
Traduzione
a cura di: Giulia Rizzi e Luciana Baroni (testo originale in
inglese)
Tratto da: scienzavegetariana.it
Una dieta vegana per l'artrite
reumatoide – Mar 2008
La dieta aumenta anche i livelli di anticorpi
naturali contro i composti dannosi che provocano
i sintomi caratteristici di questa malattia
L'artrite reumatoide costituisce
un importante fattore di rischio per attacchi di
cuore e infarti, ma chi ne soffre potrebbe
ridurlo ricorrendo a una particolare dieta. Un
gruppo di ricercatori del
Karolinska University Hospital di Stoccolma
ha infatti scoperto che per queste persone una
dieta vegana priva di glutine non solo abbassa i
livelli di colesterolo, di lipoproteine a bassa
densità (LDL) e di LDL ossidate (oxLDL), ma
aumenta anche i livelli di anticorpi naturali
contro i composti dannosi che provocano i
sintomi caratteristici di questa malattia
infiammatoria, come la fosforilcolina.
Lo studio è descritto sull'ultimo numero della
rivista ad accesso pubblico
Arthritis Research & Therapy.
Nella ricerca, diretta da Johan Frostegard, 66
pazienti sofferenti di artrite reumatoide sono
stati divisi in due gruppi: al primo era stata
assegnata una dieta vegana priva di glutine,
mentre il secondo seguiva una dieta ben
bilanciata non vegana. Dopo 12 mesi i
ricercatori hanno trovato che la dieta vegana
priva di glutine aveva comportato la diminuzione
dell'indice di massa corporea, dei livelli di
LDL e di oxLDL, e un aumento degli anticorpi
anti-fosforilcolina, mentre i livelli delle
altre molecole grasse, compresi HDL e
trigliceridi, erano rimasti invariati. Nella
altro gruppo tutti i valori erano invece rimasti
sostanzialmente invariati.
Gli anticorpi anti-fosforilcolina
sono oggetto di studio nel quadro di una vasta
collaborazione europea, chiamata
CVDIMMUNE, che mira a verificare l'ipotesi
che essi abbiano un'azione protettrice nei
confronti delle patologie cardiocircolatorie e
che possano essere utilizzati come fattori
diagnostici e terapeutici. (gg)
Tratto da:
lescienze.espresso.repubblica.it
Dieta vegana salva-cuore e
cervello
Milano, 18 mar. 2008 (Adnkronos
Salute) - Proteggere il cuore e difendersi dal
rischio di ictus impugnando forchetta e
coltello.
E soprattutto mettendo al bando
bistecche, salmone, uova, latte e formaggi. La
dieta vegana 'dura e pura', per di più priva di
glutine, sembra infatti l'ideale almeno per chi
soffre di artrite reumatoide. Fra i principali
rischi letali per questi pazienti figurano
infatti infarto e ictus, dal momento che
l'infiammazione causata dalla malattia ha un
pesante impatto sulla salute delle arterie.
Secondo gli autori di uno studio pubblicato su 'Arthritis
Research and Therapy', però, chi si converte a
un regime vegano dopo un po' di tempo si ritrova
con meno colesterolo 'cattivo', fattore di
rischio 'chiave' per la salute di cuore e vasi.
I ricercatori del Karolinska Institutet di
Stoccolma hanno scoperto che la ricetta
salva-arterie prevede una dieta priva di
proteine animali e glutine. Il team ha imposto a
28 volontari sani un regime particolare: il 10%
dell'apporto quotidiano di energia arrivava
dalle proteine, il 60% dai carboidrati e il 30%
di grassi.
Nel menù 'vegano' erano ammessi in quantità
noci, semi di girasole, frutta e verdura, miglio
e granturco. Il latte di sesamo forniva ai
volontari la dose quotidiana di calcio. Altre 28
persone hanno seguito, invece, una 'semplice'
dieta sana con la stessa proporzione di
proteine, carboidrati e grassi, che privilegiava
l'assunzione di prodotti integrali e limitava i
grassi saturi a non più del 10% dell'apporto
quotidiano di energia.
Così si è visto che i primi mostravano un calo
del livello di colesterolo totale e una
specifica riduzione dell'Ldl (il colesterolo
cattivo).
Al contrario, nei 'seguaci' del
semplice menù sano non si è avuta una variazione
significativa di questi elementi. I ricercatori
sottolineano che sono molte le prove - nella
letteratura scientifica - del fatto che simili
modificazioni siano benefiche per prevenire
l'ostruzione delle arterie e le malattie
cardiovascolari. In più i vegani si sono
ritrovati anche, in media, con un più basso
indice di massa corporea alla fine dei 12 mesi
di studio, mentre il valore del gruppo di
controllo era rimasto invariato. Occhio però,
avverte il portavoce dell'Arthritis Research
Campaign britannica, impegnata nello studio
della riduzione dei rischi cardiovascolari per
questi pazienti. "Sappiamo infatti che l'olio di
pesce può ridurre l'infiammazione.
E se una dieta vegana può aiutare a contrastare
il colesterolo - dice alla Bbc online - è arduo
riuscire ad assumere ogni giorno la quantità
sufficiente di importanti nutrienti con questo
regime alimentare".
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Sono stati pubblicati 2
studi che dimostrano leffetto benefico della dieta alimentare che esclude prodotti
di origine animale.
Nel primo i ricercatori dellImperial Cancer researce Fund di Oxford (GB)
su circa 700 maschi che seguivano unalimentazione vegetariana, si è
riscontrato un più basso livello di unormone insulin-growth factor 1, la cui
concentrazione pare collegata al tumore della prostata.
Nel secondo che è stato anche pubblicato sullAmerican Journal of
Cardiology, la dieta vegetariana ha ridotto del 20% il colesterolo ed i grassi pericolosi
in una trentina di giovani femmine con alti valori di grassi (lipidi).
I bambini cicciottelli e nutriti con carne, pizzette, patatine, latte e formaggi,
dolci industriali, omogenizzati, hanno una dieta poco sana, essi sono molto più
vulnerabili alle allergie ed allasma; questo studio è stato realizzato in Scozia
(GB).
Commento NdR:
Pur essendo d'accordo in linea di massima con questo
scritto, ricordiamo che ogni tipo di "fanatismo", anche
nel campo dell'alimentazione puo' produrre altri
problemi....di malnutrizione, in certi soggetti.
Noi, come specialisti in
Medicina
Naturale, consigliamo a tutti i
Vegetariani
di nutrirsi almeno una volta al mese e con parsimonia, di
qualche alimento con proteine animali, preferendo: uova,
pesce, e/o carne di animali piccoli (come stazza, meglio i
volatili). Ma
ricordiamo sopra tutto di ridurre od eliminare il latte ed i formaggi dalla
propria alimentazione.
L'alimentazione
errata
e' alla base di ogni tipo di malattia, che non derivi
da traumi, avvelenamenti o da
farmaci e
vaccini, mangiate
quindi POCHI carboidrati, aumentate la
frutta e le verdure fresche (crude) ed eliminate i
dolci - mangiate proteine animali (meglio pesce e carne
di uccello e pochi formaggi) di tanto in tanto
(raramente od abolitele) e siate
tendenzialmente
vegetariani, ma attenzione ad assumere tutto cio'
che serve alla salute, altrimenti vi ammalerete per
carenze !
vedi:
Consigli Alimentari +
Crudismo
+
Vegetarianesimo
+
Vegetariani 1 +
Vegetariani
2
+ Combinazioni
alimentari
|