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Il Made in Italy contaminato
dagli
OGM
Come forse saprete il
ministro delle Politiche agricole alimentari Nunzia De
Girolamo ha firmato, con i ministri della Salute
Beatrice Lorenzin, e dell’Ambiente Andrea Orlando, un
decreto che vieta la coltivazione in Italia del mais OGM
MON810.
L’annuncio del decreto è stato accompagnato
da una serie di
dichiarazioni
come questa
”È un provvedimento che tutela la nostra specificità,
che salvaguarda l’Italia dall’omologazione. La nostra
agricoltura – prosegue De Girolamo – si basa sulla
biodiversità, sulla qualità e su queste dobbiamo
continuare a puntare, senza avventure che anche dal
punto di vista economico non ci vedrebbero competitivi”
Questi discorsi,
apparentemente saggi, in realtà sono solo fumosi e si
sciolgono come neve al sole se esaminati con un po’ di
razionalità. Perché mai la coltivazione di un mais OGM,
perché solo di quello si parla, dovrebbe influenzare
l’immagine dei prodotti italiani ?
Circa il 30% del mais
coltivato in Spagna è geneticamente modificato, e non mi
pare che l’immagine del celebre prosciutto “Pata Negra”
o delle acciughe del cantabrico ne abbiano risentito.
Perché dovrebbero ?
E cosa c’entra la biodiversità, parola di cui molti
parlamentari si riempiono la bocca ma di cui spesso
ignorano il significato ?
Mica stiamo parlando di specie selvatiche. Lo sanno vero
che non c’è il mais selvatico (e dubito che conoscano il
teosinte), e che il mais viene comunque acquistato ogni
anno per seminarlo ? E quindi la “biodiversità” del mais
coltivato è quanto le multinazionali sementiere, le
stesse che producono il mais OGM, decidono ogni anno di
mettere in vendita?
Altre dichiarazioni sono
altrettanto prive di senso: c’è chi teme una qualche
“contaminazione” dei nostri prodotti, come se un mais
OGM potesse rendere OGM anche dei pomodori coltivati lì
a fianco, manco fosse un virus che inietta una qualche
“essenza OGM” come nei film di fantascienza di serie B.
So bene che queste mie puntualizzazioni razionali non
servono a nulla: le dichiarazioni riportate sopra paiono
assolutamente sensate a chi le fa, non riuscendo a
capire le obiezioni.
Su Facebook ho partecipato ad uno scambio di battute con
la deputata del PD Susanna Cenni, prima firmataria della
mozione anti OGM. Mi ha colpito molto questa frase: “già
8 paesi in Europa (tra i quali Germania e Francia) hanno
scelto di non utilizzare OGM nei loro paese”
Ho letto “utilizzare” e ho avuto una illuminazione. Non
ha scritto “coltivare”, ha scritto proprio “utilizzare”.
Possibile che chi ha votato la mozione voglia un’Italia
OGM free, per sfruttare commercialmente questa
immagine? Forse quei deputati pensano che adesso gli
OGM in Italia non si “utilizzino” e quindi vogliono
mantenere l’immagine “OGM free” dei prodotti italiani”
(ammesso e non concesso che interessi a qualcuno, vedi
la Spagna sopra).
Se è così mi spiace ma devo disilludere deputati e
ministri: in Italia gli OGM non si coltivano ma si
“utilizzano” eccome. Alla luce del sole. Legalmente.
Senza alcuna opposizione.
L’industria mangimistica italiana utilizza circa 4
milioni di tonnellate di farina di soia ogni anno per
produrre mangimi per animali.
Di questi 4 milioni di tonnellate l’84% è
OGM,
importata da Brasile, USA, Argentina e Paraguay.
Importiamo 3.350.000 tonnellate di soia OGM. Sono circa
55 kg di soia OGM per ogni italiano, deputati e ministri
compresi.
Sono numeri enormi, e le
navi che trasportano la soia sono impressionanti.
Guardatene qui sotto una in fase di scarico, con la
ruspa
650.000 tonnellate invece
sono OGM free (e costa mediamente l’8% in più della soia
normale o OGM) di cui 550.000 di soia italiana (fonte:
elaborazione Pellati
Informa)
Perché la importiamo? Perché
non se ne produce abbastanza. E non solo in Italia.
Anche Francia, Germania e altri paesi Europei
“utilizzano” gli OGM. L’Italia importa anche il 20% del
mais di cui abbiamo bisogno.
Non potremmo importarla
tutta OGM free? No. Al mondo si producono ogni anno 250
milioni di tonnellate di soia, di cui almeno l’80% è
ormai OGM; percentuale in continuo aumento. Ed è sempre
più difficile trovare sul mercato soia certificata non
OGM. Ci sono paesi che la producono, come la Cina, ma
sono a loro volta importatori, perché il loro consumo di
carne e di prodotti animali è in forte crescita.
Entrate in un supermercato.
Passata la zona frutta e verdura osservate i vari
prodotti di origine animale: latte, formaggi, burro,
yogurt, carne, salumi, uova e così via. Se l’84% dei
mangimi italiani per animali utilizzano soia e mais OGM
sappiate che voi ogni giorno acquistate e mangiate
prodotti da animali alimentati a OGM a meno che non vi
nutriate esclusivamente di prodotti biologici.
Anche prodotti DOP e IGP,
certo (il vanto bla bla bla) !
Il Parmigiano reggiano, il Grana padano, il prosciutto
di Parma, mozzarelle, culatelli e così via. Il vanto
della produzione italiana che quei parlamentari vogliono
scongiurare da una “contaminazione” di un campo di mais
OGM di 6000 metri quadri in Friuli, destinato ad
alimentazione animale, ma che invece viene prodotto
acquistando regolarmente milioni di tonnellate di mais e
soia OGM straniera, destinati ad alimentazione animale.
A quanto pare il km zero per gli OGM vale al contrario.
Se non ci credete fate un
giro in un consorzio agrario (magari uno gestito da
quelle associazioni agricole che si oppongono agli
OGM)Trovereste sacchi con queste etichette con la
scritta “prodotto da semi geneticamente modificati“.
Vi chiederete perché in un
supermercato italiano i nostri prodotti (sempre il vanto
bla bla bla) non riportano in bella vista: “Prodotto da
animali alimentati a OGM”. Ne avete mai visto uno ? Ma è
ovvio no ? Le leggi europee e italiane lo permettono!
Quale produttore di formaggio o di prosciutto o di latte
o di bistecche vorrebbe l’etichetta infamante?
Se vi fosse una
etichettatura obbligatoria l’ipocrisia della politica
italiana ed europea sarebbe palese: non voler produrre
quello che però vogliamo e dobbiamo acquistare. Chi in
questo paese è favorevole all’uso degli organismi
transgenici è invece spesso favorevole
all’etichettatura, me compreso, perché almeno si
capirebbe che l’opposizione di facciata qui da noi serve
solo per sperare di lucrare una rendita di posizione
basata su una falsa immagine di una Italia OGM free.
Queste sono cose stranote
agli addetti ai lavori, e io qui lo scrivo da anni, ma
dovrebbero anche esserlo ai nostri parlamentari. Nel
2009 le commissioni riunite Agricoltura e Istruzione
hanno svolto una “indagine
conoscitiva sugli organismi geneticamente modificati
utilizzabili nel settore agricolo italiano per le
produzioni vegetali, con particolare riguardo
all’economia agroalimentare ed alla ricerca scientifica”.
Nella settima seduta il Dott. Giordano Veronesi,
presidente di Assalzoo, associazione nazionale di
produttori di alimenti zootecnici, nonché maggior
produttore italiano di mangimi spiega molto bene come
l’industria mangimistica italiana sia obbligata ad
acquistare dall’estero soia OGM.
Nella mia azienda, che
fattura oltre 2 miliardi di euro e produce 150 milioni
di polli all’anno, 800.000 maiali e salumi per marchi
come Montorsi, Negroni e AIA, importiamo ogni mese
40.000 tonnellate di soia OGM e 9.000 tonnellate di soia
OGM free – che sul mercato italiano non e` reperibile,
se non in minima parte – destinate all’alimentazione
degli animali.
40.000 contro 9.000.
Ben 8 italiani su 10,
come Coldiretti non manca
mai di ricordare,
sono contrari all’utilizzo degli OGM. Quindi Signori
Ministri, è urgente vietare con effetto immediato le
importazioni di OGM, al fine di non ingannare il
cittadino. Non sono i 6000 metri quadri di mais OGM a
Vivaro a gettare un’ombra sulla nostra produzione (il
vanto bla bla bla). Sono le 3.350.000 tonnellate di
soia OGM che importiamo. Per tacer del mais.
Giù la maschera: il “Made in
Italy” è fatto con gli OGM. Vietate immediatamente le
importazioni di OGM. O almeno imponete l’obbligo di
etichettatura se nella filiera si usano OGM. Altrimenti
siete solo chiacchiere e distintivo.
By Dario Bressanini
P.S.:
il brevetto sulla soia
Monsanto sta per scadere,
e nel 2014, come spiega Monsanto stessa, gli agricoltori
che lo desiderino potranno salvare i semi di alcune
varietà e riseminarli nel 2015. Non solo: chiunque potrà
copiarla e, come successo in India con il cotone Bt che
non era protetto da brevetto, potrà produrre nel
proverbiale garage biotech la propria versione della
soia di Monsanto. Non è difficile prevedere che ne
vedremo delle belle.
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GREENPEACE
EXPOSES GENETIC CONTAMINATION OF COTTON IN GREECE
10
March 2000 -
ATHENS - BRUSSELS EU
Greenpeace today exposed
large-scale genetic contamination of imported
cottonseed in Greece and demanded that Greek and
EU authorities take immediate action to stop the
planting of contaminated seed. The organisation
demonstrated in Athens in front of the ministry of
agriculture where twelve activists erected a
'statue of Frankenstein' and blew a tonne of
cotton in the air with film studio fans
symbolising the spread of genetic pollution.
"This case once again shows the difficulty of
controlling the GE contamination, and that the
authorities don’t have a clue what’s going
on," said Nikos Charalambides of Greenpeace.
"The Greek authorities have taken no action
to stop the spread of the contaminated seed even
though we informed them about our preliminary
information three weeks ago and despite the fact
that EU legislation requires them to prevent any
commercial use of unapproved GE crops."
Greenpeace took samples of cottonseed sold in
Greece and sent them to Gene Scan Laboratory in
Freiburg, Germany for analysis. Two out of seven
samples were found to be contaminated and a third
one had a strong indication of contamination. The
seed sampled originates from Mississippi and
Arizona where about 2/3 of cotton grown is GE.
"It is alarming that GE crops which have not
been tested for human consumption and contain an
antibiotic resistance gene are about to enter the
European food chain," said Charalambides.
60-70 per cent of the Greek cotton harvest is used
for the production of cotton oil and animal fodder.
Greece exports about 85,000 tonnes of cotton oil
and feed annually to Italy and Spain.
"We today also alerted the European
Commission that Greece is breaching European
legislation by allowing unauthorised GE crops to
be grown in Greece and that similar illegal
growing of GE cotton may be taking place in Spain,"
said Charalambides. "This illegal growing is
also subsidised by the EU."
The authorities must confiscate the contaminated
seed immediately because the farmers could start
the planting any day now. Furthermore the European
Commission needs to demand a guarantee from the
Member States that no GE contaminated seed is
imported to EU.
Furthermore this is not only an issue for cotton
growers. GE contaminated maize seed from Pioneer
Hi-Bred was found last year in Germany and
Switzerland."
By
www.greenpeace.org
vedi:
Intossicazione +
Tracciabilita' dei Cibi
+
Consigli Alimentari +
Crudismo
+
Vegetarianesimo
+
Vegetariani 1 +
Vegetariani
2
+
Germogli
+
Combinazioni alimentari
+ Molecole Buone
= Cibo adatto
vedi anche:
Finanza
+
BIG PHARMA
+
TECNOLOGIE per "CONTROLLARE" il
MONDO
+
MINISTERO "SALUTE" informato sui
Danni dei Vaccini + Multinazionali Agroalimentari + Multinazionali
2
+
Le Corporazioni
+ Messaggi Subliminali + Lobbies +
Gruppo
Bilderberg
+
I nuovi Tiranni
+
MAFIA
dei FARMACI e VACCINI
+ Gravi
colpe delle Multinazionali
+
SEMI-SEMENTI
AGRICOLE controllate dalle MULTINAZIONALI
+ MEDICI IMPREPARATI
+
Ingegneria Genetica
+ Danni
della Coca Cola +
Questa potrebbe
essere l'Azienda che vi controllera' nel molto
prossimo futuro
+
PRODUTTORI dei VACCINI, TUTELATI +
Comparaggio
farmaceutico
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