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COCA COLA
La Coca Cola e' una
Multinazionale
statunitense nata nel 1891. Ottavo gruppo alimentare
del mondo, ha filiali in più di trenta paesi.
Fattura circa 20 miliardi di euro (nel 2001) e - insieme
a Coca Cola Enterprises -, impiega 29.500 persone (dato
1999).
- Il 9/12/1999, a Manila, 600 lavoratori della società
di imbottigliamento Otis Coca-Cola sono stati licenziati
in tronco, senza preavviso (comunicato stampa IUF
28/01/2000).
- In Belize (America Centrale), contribuisce alla
distruzione della foresta tropicale.
- Collabora intensamente per la vendita di Nestea e
Nescafé con la Nestlé, la quale non rispetta il codice
Oms (Organizzazione mondiale della sanità) e
Unicef per
il latte in polvere.
- Uno studio di Codacons, un'associazione di
consumatori italiana, ha dimostrato che alcuni prodotti
"dietetici", come le bevande Coca Cola Light, contengono
aspartame. Questa sostanza, se assunta in grandi
quantità, può causare danni al cervello, particolarmente
gravi nei bambini.
Ancor più forti gli effetti sul feto, se è la madre a
consumare frequentemente questi prodotti. (Fonte:
rivista Agra & Trade, n. 16, 26/04/1998)
- In Guatemala non rispetta i diritti sindacali dei
lavoratori.
- Negli impianti di imbottigliamento in India fa uso di
lavoro minorile.
- Nel giugno 1999, sono state ritirate dal mercato
belga tutte le bevande prodotte da Coca Cola, in seguito
a numerosi casi di intossicazione e il ricovero in
ospedale di più di 90 persone in una sola settimana. Le
bevande erano contaminate con un fungicida, rimasto
nelle lattine come residuo delle lavorazioni precedenti.
(Fonte: Il Sole 24 Ore, 15/06/1999)
- Si rifiuta di prendere in considerazione la proposta
di introdurre il vuoto a rendere delle bottiglie,
promuovendo la vendita di contenitori in alluminio e
plastica. Tale comportamento contribuisce alla
produzione di migliaia di tonnellate di rifiuti e
stimola il consumo di alluminio che ha un effetto
devastante nei luoghi di estrazione.
- Nel maggio del 1998 il Corriere della Sera pubblica
la foto di Shehazadi, una bambina pakistana ritratta
mentre accucciata sul pavimento di casa cuce un pallone
che porta contemporaneamente tre marchi: Coca Cola, Fifa
e Mondiali 98 di Francia. Palloni analoghi, pagati a
Shehazadi poche centinaia di lire, vengono venduti in
Europa per almeno 50.000 lire.
- La Coca Cola è inoltre considerata una delle 10
peggiori imprese statunitensi perché ingozza i ragazzi
di zucchero e acqua piena di additivi chimici.
- Oggi gli adolescenti bevono due volte di più bevande
commerciali che latte, mentre 20 anni fa era il
contrario.
- La Coca Cola Bevande Italia S.p.a. controlla il 55%
del mercato italiano delle bevande analcoliche e l'85%
di quello delle cole.
Nel 1999 è stata condannata a
pagare una multa di oltre 30 miliardi dall'Autorità
Garante della Concorrenza e del Mercato per aver violato
la legislazione sulla concorrenza; in particolare per
aver realizzato un sistema di sconti discriminatori e
fidelizzanti, attraverso una classificazione dei
grossisti selettiva e non trasparente.
(Fonte: listeservedi
corp-focus@essential.org; Homepage di Saras:
http://www.gisnet.it/saras/boicottare.htm; Nuova
Guida al Consumo Critico, ed. EMI, 2000; Corriere della
Sera, 11/05/98)
Tratto da
http://digilander.libero.it/ginanni/documenti/consumo.htm
Bevi COCA COLA ? Allora DEVI guardare questo video !
SCONVOLGENTE !
Nel CORSO del 2002 il SINALTRAINAL, il SINDACATO dei
LAVORATORI dell'INDUSTRIA AGROALIMENTARE COLOMBIANO,
ha
LANCIATO una CAMPAGNA di BOICOTTAGGIO nelle AMERICHE
e in EUROPA CONTRO COCA COLA, AFFINCHE’ CESSI il CLIMA
di
VIOLENZA nelle FABBRICHE d’IMBOTTIGLIAMENTO in COLOMBIA:
negli ultimi dieci anni il SINALTRAINAL ha perso 20
dirigenti operai, di cui 3 nel corso di trattative
sindacali; altri 48 sono stati costretti a lasciare la
città in cui vivevano, e sia loro che i loro familiari
hanno subito intimidazioni, montature giudiziarie,
minacce, sequestri e ritorsioni.
Nelle fabbriche, del
tutto o parzialmente proprietà di Coca Cola, o in
contratto esclusivo per la multinazionale di Atlanta,
talvolta il padronato minaccia apertamente il ricorso a
ogni mezzo, omicidio compreso, per contrastare la
sindacalizzazione; spesso, i gruppi paramilitari
intervengono prima: anche lo scorso 20 aprile, è stato
ucciso davanti alla sua casa Gabriel Remolina,
dipendente della Coca Cola e sindacalista del
SINALTRAINAL.
Nel luglio del 2001, presso
il tribunale di Atlanta, USA, il SINALTRAINAL ha
depositato una richiesta di incriminazione contro la
Coca Cola, per violazione dei diritti umani. Il 5 agosto
del 2004, nel municipio di Saravena, sono stati
assassinati dall’esercito nazionale tre dirigenti
sindacali, che erano venuti in Europa a denunciare la
condizione dei sindacati in Colombia.
L’avversione al lavoro
sindacalizzato, del resto, è una costante dell’azienda
in tutto il mondo: solo negli USA, tra il 1997 e il 2002
ha violato 1115 volte norme di sicurezza e prevenzione
sui luoghi di lavoro, nel 2000 ha patteggiato il
risarcimento di 2200 lavoratori afroamericani per
discriminazione razziale, nel 2001 ha licenziato un suo
dipendente per aver denunciato alle autorità sanitarie
la presenza di un topo nello stabilimento. Per il
Sindacato internazionale degli alimentaristi la fortuna
dell’azienda è sostanzialmente costruita risparmiando
sul costo del lavoro: la sua politica è quella di
assumere meno personale possibile, ricorrendo ovunque
agli appalti di aziende d’imbottigliamento, alle quali
impone pessime condizioni. Nel solo anno 2000, ha
licenziato 5200 persone.
Ma non solo: in India, a Plachimada, la fabbrica locale contamina le falde
acquifere e prosciuga i pozzi della zona, attingendo
circa un milione di litri d’acqua al giorno e
disperdendo nel terreno le sostanze chimiche necessarie
a ripulire le bottiglie e miscelare gli ingredienti; nel
2003 l’acqua venduta come microbiologic. e chimicamente
pura da Coca Cola conteneva, secondo il Centre for
Science and Environment, residui di pesticidi in grande
quantità;
la Corte suprema indiana ha condannato Coca Cola per i
danni ambientali di una scritta cubitale dipinta
direttamente sulle rocce dell’Himalaya.
ADERIRE al BOICOTTAGGIO E’
INNANZITUTTO un DOVERE MORALE (per la Coca Cola
invenduta è un segnale più forte della condanna di un
tribunale), e in più può far bene: l’alto consumo di
bevande gassate e zuccherate provoca diabete e obesità,
soprattutto negli adolescenti, ai quali Coca Cola si
rivolge pubblicitariamente in modo più rilevante.
Nel 1998 il Codacons ha dimostrato che la Coca Light
contiene aspartame: questa sostanza può causare danni
cerebrali, se assunta in grandi quantità, con fortissimi
effetti sul feto, se è la madre a consumare
frequentemente questi prodotti. Il 1999 è invece stato
per Coca Cola l’anno delle intossicazioni: prodotti
contaminati sono stati ritirati dai mercati belga,
francese, lussemburghese e polacco; episodi analoghi si
sono verificati 4 volte negli USA tra il 2000 e il 2002,
sempre nella filiale Minute Maid.
Inoltre, fa un uso massiccio dei paradisi fiscali,
secondo Greenpeace vende prodotti contenenti ogm e non
lo dichiara, usa ingredienti sperimentati sugli animali,
e in Italia è stata condannata dal TAR del Lazio per la
violazione della legge sulla concorrenza.
Tratto da
http://www.tmcrew.org/killamulti/cocacola/iniziative/artisti/PROGRAMMA-ARTECONTRO-COCACOLA.pdf
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Tra
tutti i sindacalisti assassinati nel mondo, l'80% viene assassinato in
Colombia.
Tra il 1991 ed il 2002 in Colombia sono stati assassinati dai
paramilitari
1925 sindacalisti e 64 nel corso del 2003. A partire dagli anni
90
il ricorso al terrore è finalizzato, tramite gli omicidi ad espellere
la
popolazione
da territori strategici (risorse naturali, settore minerario,
sfruttamento
degli idrocarburi) e ad annientare qualsiasi forma di
opposizione
sociale (in particolare sindacati e ONG che difendono i diritti
umani
e sociali, bollate come organizzazioni terroristiche) a beneficio del
profitto
delle multinazionali.
In particolare il SINALTRAINAL, sindacato delle imprese imbottigliatrici
della
Coca Cola e della Nestlé, conta tra le sue file 14 dirigenti
assassinati,
2 esiliati, 48 sfollati e 2 desaparecidos negli ultimi 10 anni.
Per questo ha presentato, nel Luglio del 2002, presso la Corte del
Distretto
Sud
della Florida, una denuncia formale contro la Coca Cola, ritenuta la
mandante
di 8 assassini, sequestri, trasferimenti forzati, false denunce e
intimidazioni,
e ha promosso nei confronti del colosso di Atlanta un
processo
pubblico popolare (audiencia publica popolar) e una campagna di
boicottaggio.
La
Coca Cola è ACCUSATA in COLOMBIA di
VIOLAZIONE dei DIRITTI UMANI PER
ESSERE
LA MANDANTE di 8 ASSASSINI, oltre a INNUMEREVOLI SEQUESTRI,
TRASFERIMENTI
FORZATI, FALSE DENUNCE ed INTIMIDAZIONI nei confronti dei
LAVORATORI
al FINE di ANNIENTARE il SINDACATO !
La sua politica è di assumere
meno
personale possibile ricorrendo al lavoro di ditte di imbottigliamento
in
appalto a cui impone pessime condizioni, lavoratori interinali che
percepiscono
un salario pari a 80 euro al mese. Chiunque osi ribellarsi
rischia
la propria vita !
Tratto da:
http://altrainfo.altervista.org
vedi:
Consigli Alimentari + Crudismo +
Vegetarianesimo
+ Vegetariani 1
+
Vegetariani
2
+
Germogli
+
Combinazioni alimentari
+ Molecole Buone
= Cibo adatto
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Fertilità: la coca cola causa di diversi disturbi
- Aprile 2010.
La Coca Cola è sicuramente buona e chi può metterlo in
dubbio, ma non è esente dal rischio di creare problemi
per la salute, al di là degli eventuali problemi
digestivi attribuibili alla bevanda, ultimamente si è
visto che la Coca Cola può determinare problemi anche
alla fertilità maschile, come dimostra uno studio
effettuato dall’Università di Copenaghen.
Lo studio ha esaminato 2.500
giovani uomini sottoposti ad analisi dello sperma,
spermiogenesi e si è constatata una cattiva qualità
dello sperma in generale; sottoposti a particolari altre
indagini, si è visto che tali persone erano forti
consumatori di coca cola, anche in quantità vicine ad un
litro al giorno e su questi soggetti si è assistito ad
una riduzione del numero di spermatozoi al di sotto del
30%; il danno che tali bevitori si erano prodotti aveva
di fatto quasi dimezzato il numero di spermatozoi dagli
originali 50 milioni a circa 35 milioni per millilitro
di liquido seminale.
Che
alla base vi sia la caffeina a determinare ciò?
Sicuramente no, allora la causa andrà ricercata altrove,
ad esempio, nello stile di vita di coloro che si
dedicano all’utilizzo di tale bevande,
ad esempio col ricorso ad un’alimentazione ricca di
grassi e questa potrebbe essere la concausa che ha
determinato il problema. Si tratta di stabilire se la
cola sia una concausa in tutto ciò, probabilmente si,
insieme all’evidenza degli eventuali danni arrecati
dalle stesse bibite gassose ma l’attenzione dei
ricercatori è quanto mai rivolta all’alimentazione
sbagliata che in questi soggetti, forti bevitori di coca
cola, si accompagna allo stile di vita sbagliato, come
asserisce anche Fabio Pasqualotto, dell’Università di
Caxias do Sul in Brasile, non coinvolto nello studio che
ha sottolineato quanto
facilmente la parte del leone nella diminuzione della
fertilità è da imputare a un insieme di abitudini
sbagliate e ha dichiarato che probabilmente le bollicine
di per sé sono il fattore minore.
Tratto da: tantasalute.it
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BEVANDE Zuccherate all'Aspartame
Alcuni studi dimostrano che l'aspartame
produce formaldeide
(come quella
nei vaccini) e può co-provocare
linfomi di
leucemia. L'Autorità
europea per la sicurezza alimentare intanto loda
l'Aspartame. E noi, chi ci difende ? - vedi:
Conflitti di
Interesse
La
California ha dichiarato cancerogeno un elemento del
colorante.
Coca-Cola cambia colore, per evitare l'obbligo di
segnalare elementi cancerogeni all'interno delle
lattine.
La California ha infatti aggiunto l'anno scorso il
composto
4-methylimidazolo, presente nel colorante utilizzato
dalla società, alla lista delle sostanze che rischiano
di provocare il cancro.
Coca-Cola ha modificato così la formula segreta,
riducendo la presenza del composto incriminato e
modificando leggermente il colore della bevanda.
L'intervento della corporation è avvenuto anche in
seguito alle pressioni dell'associazione a tutela dei
consumatori
Center
for Science in the Public Interest, che ha avviato
una petizione rivolta alla
Food and Drug Administration per vietare alcuni
coloranti presenti nelle lattine di Coca-Cola e Pepsi.
Ma l'agenzia federale non è d'accordo. "E' importante
sapere che una persona dovrebbe bere oltre mille lattine
al giorno per raggiungere il livello cancerogeno
segnalato nelle ricerche".
E' della stessa opinione l'American
Beverage Association, che ha avvertito: "Sono accuse
scandalose, la scienza non dimostra che il composto
4-methylimidazole è dannoso alla salute".
Il Presidente della
Bolivia, Evo Morales, ha annunciato che dal 21
Dicembre 2012, in corrispondenza della "fine" segnata
dal calendario Maya, la vendita della bibita
statunitense sarà vietata nel paese.
Oltre alla forte valenza simbolica, dietro l'operazione
c'è una questione di sopravvivenza e di economia: la
protezione delle piantagioni di coca e la
commercializzazione di prodotti locali simili alla
Coca-Cola.
L'aspartame
è un additivo eccito-neurotossico, geneticamente
costruito, cancerogeno che interagisce praticamente con
tutti i medicinali.
Nel 2005 la rinomata
Fondazione Ramazzini di Oncologia e Scienze
Ambientali ha portato avanti per tre anni uno studio
rigoroso su 1800 ratti, concludendo che: l'aspartame
provoca aumenti significativi di linfomi/leucemie ed
è un multipotenziale cancerogeno.
L'EPA
(Agenzia protezione ambientale) ha elencato la
formaldeide come un probabile cancerogeno umano nel
1987. Nel 2004 l'Agenzia internazionale per la ricerca
sul cancro si è spinta oltre, classificando la
formaldeide come "noto cancerogeno umano" basato in
parte sulla ricerca che lo collega alla leucemia.
L'aspartame o Equal (E951/951) si trasforma in alcol
metilico quando viene consumato; tuttavia, in pochi
si rendono conto che l'alcol metilico si tramuta in
formaldeide nelle cellule del corpo umano.
La formaldeide è un agente causante di Classe 1
(classificazione mondiale per cancerogeno) ed è
responsabile di malattie a partire dalla sindrome da
edificio malato fino ai difetti di nascita.
Certamente qualcosa che non vorremmo vedere nei pigiami
né tantomeno nel cibo che mangiamo".
Il dottor James Bowen ritiene che: "Altri esempi di
questo asse tossico costituiscono avvelenamenti estremi
provocati da formaldeide, la quale plastifica i cadaveri
ed è un cancerogeno letale. Gli avvelenamenti sia acuti
che cronici da metanolo in sinergia con altri diversi
avvelenamenti da ingestione di aspartame si accumulano
gradualmente nei consumatori fino ad accelerare e a
culminare in eventi fatali".
"Lo studio dell'NCI conferma il lavoro del dottor
Soffritti", afferma il direttore dottor Betty Martini di
Mission Possible. "Adesso dobbiamo fare in modo che l'NCI
si renda conto che i meccanismi biologici che causano
tumori indotti da formaldeide, in seguito
all'esposizione sul luogo di lavoro, sono probabilmente
identici ai meccanismi biologici che causano tumori
indotti da aspartame. La ricerca dimostra che la
formaldeide, prodotta dall'aspartame, provoca linfomi e
leucemia sia nei topi da laboratorio che negli uomini.
L'articolo generico dell'EFSA sull'aspartame verrà
completato a novembre. Cosa ci dovremmo aspettare dal
loro stretto rapporto con l'industria ? Forse
ricorderanno le parole di Mark Twain: "Agite secondo
giustizia. Sorprenderete alcuni e stupirete tutti gli
altri".
L'FDA ha ammesso la cancerogenicità dell'aspartame;
nonostante ciò, di recente l'NCI e l'NHI (Istituto
nazionale per la salute) hanno affermato che l'aspartame
è un dolcificante artificiale sicuro.
Il tossicologo dell'FDA, il dottor Adrian Gross, ha
affermato in un congresso del 1985 che l'aspartame viola
l'emendamento Delaney in quanto provoca il cancro, e il
consumo giornaliero consigliato non dovrebbe proprio
esistere.
Il dottor Russell Blaylock ha affermato in "Health and
Nutrition Secrets to Save Your Life": "Nel caso di
bevande dietetiche in lattine di
alluminio, il
composto molto tossico a base di
fluoruro di alluminio coesiste con molteplici
tossine riscontrate nell'aspartame,
creando quindi la più potente
zuppa tossica approvata dal governo che si
possa immaginare".
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Fertilità: la coca cola
causa di diversi disturbi - Aprile 2010.
La Coca Cola è sicuramente buona e chi può metterlo in
dubbio, ma non è esente dal
rischio di creare problemi per la salute, al
di là degli eventuali problemi digestivi attribuibili
alla bevanda, ultimamente si è visto che la Coca
Cola può determinare problemi
anche alla fertilità maschile, come dimostra
uno studio effettuato dall’Università
di Copenaghen.
Lo studio ha esaminato 2.500 giovani uomini sottoposti
ad analisi dello sperma, spermiogenesi e si è constatata
una cattiva qualità dello sperma in generale; sottoposti
a particolari altre indagini, si è visto che tali
persone erano forti consumatori di coca cola, anche
in quantità vicine ad un litro al giorno e su questi
soggetti si è assistito ad una riduzione del numero di
spermatozoi al di sotto del 30%; il danno che tali
bevitori si erano prodotti aveva di fatto quasi
dimezzato il numero di spermatozoi dagli originali 50
milioni a circa 35 milioni per millilitro di liquido
seminale.
Che alla base vi sia la caffeina a determinare ciò ?
Sicuramente no, allora la causa andrà ricercata altrove,
ad esempio, nello stile di vita di coloro che si
dedicano all’utilizzo di tale bevande, ad esempio col
ricorso ad un’alimentazione
ricca di grassi e questa potrebbe essere la
concausa che ha determinato il problema. Si
tratta di stabilire se la cola sia una concausa in tutto
ciò, probabilmente si, insieme all’evidenza degli
eventuali danni arrecati dalle stesse bibite gassose ma
l’attenzione dei ricercatori è quanto mai rivolta
all’alimentazione sbagliata che in questi soggetti,
forti bevitori di coca cola, si accompagna allo stile di
vita sbagliato.
Tratto da: tantasalute.it
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Coca
Cola Company sotto accusa
La Coca Cola, sponsor
ufficiale delle olimpiadi invernali di Torino, è
accusata di violazione dei diritti umani, sindacali ed
ecologici
26-01-2006 - Fonte:
consumietici.it
Comunicato del
Comitato di solidarietà Los Quinchos Bolzano
Nonostante
il presidente del Coni Pescante e il sindaco di Torino
Chiamparino inveiscano contro le proteste che in tutta
Italia sono state promosse al passaggio della fiamma
olimpica contro la multinazionale Coca Cola, sponsor
ufficiale delle olimpiadi invernali, i fatti
testimoniano che ci sono fondati motivi per ritenere per
lo meno ipocrita accomunare lo spirito olimpico della
fratellanza dei popoli con il marchio della Coca Cola
che in diverse parti del mondo è responsabile della
violazione dei più elementari diritti umani.
La
Coca Cola è la bibita più conosciuta al mondo. La multinazionale
di Atlanta (USA) ha però una faccia occulta che la
chiama in più di una occasione sul banco degli
imputati.
In
Colombia, paese dove si registra il più alto numero
al mondo di sindacalisti uccisi, il sindacato
colombiano, SINALTRAINAL, ha denunciato la succursale
della Coca Cola colombiana protetta dalla centrale di
Atlanta, di essere responsabile del sequestro, della
tortura e della morte di 9 sindacalisti per mano degli
squadroni della morte. Altre decine di sindacalisti sono
stati minacciati di morte. Nonostante la multinazionale
abbia respinto tali accuse anche diverse Università
americane hanno ritirato i prodotti Coca Cola giudicando
non convincenti le giustificazioni adottate dalla
multinazionale di Atlanta.
In
Brasile lo sfruttamento salariale dei lavoratori delle
piantagioni di alberi di arancio per la produzione delle
bevande di Coca Cola, costringe al lavoro anche i
bambini che in questo modo contribuiscono ad integrare i
magri salari dei loro genitori.
La complicità della
Coca Cola nello sfruttamento di mano d'opera infantile
in Salvador è stata denunciata dall'organismo
umanitario Human Rights Watch.
Secondo
la rete radiotelevisiva inglese BBC, nel 2003 la Coca
Cola si rese responsabile dell'inquinamento nel sud est
dell'India di grandi superfici agricole con prodotti
chimici altamente tossici come il piombo ed il cadmio.
Inoltre la multinazionale venne accusata dello sfruttamento
selvaggio delle falde acquifere che provocò una
siccità dalle conseguenze disastrose per l'economia
locale.
Nel 2001 un tribunale degli Stati Uniti condannò la
Coca Cola a pagare 195 milioni di dollari per
discriminazione razziale contro le lavoratrici e i
lavoratori afroamericani.
Crediamo
quindi che le proteste per lo sponsoring della Coca Cola
di un evento che dovrebbe simboleggiare la fratellanza e
la volontà di pace nel mondo sotto l'insegna dello
sport siano più che giustificate.
Comitato
di solidarietà Los Quinchos Bolzano
Tratto
dal sito
www.consumietici.it
Per
saperne di più sulla campagna di boicottaggio della
Coca-Cola:
Rete
Italiana Boicottaggio CocaCola
DUE
ACQUE MINERALI PERICOLOSE PER LA SALUTE
Ricevo e volentieri pubblico questa segnalazione (una
notizia che forse non troverete mai sui giornali.)
tratta dal sito:
www.giuseppealtamore.it
Sentenza storica del Tribunale di Bari che ha condannato
i responsabili della società La Traficante per aver
"immesso in commercio acqua destinata a uso umano
pericolosa per la salute". La Traficante, da poco
acquisita dalla Coca Cola, imbottiglia acqua del Vulture
(Potenza) con i marchi Lilia e Toka.
Il Tribunale di Bari condanna La Traficante (acqua
minerale LiLia e Toka)
I campioni di queste acque minerali, prelevati nei
supermercati della Puglia, contenevano sostante
pericolose per la salute in percentuale superiore a
quella ammessa dalla legge. In particolare la Toka
conteneva 0,07 milligrammi/litro di nitriti mentre il
limite di legge è di 0,03 milligrammi/litro, mentre
nell'acqua Lilia, molto pubblicizzata , sono stati
rilevati arsenico, vanadio, rame, zinco e selenio oltre
il livello di guardia previsto dalla normativa specifica.
Come morire con coca cola + mentos
+
Aspartame +
Bevande zuccherate
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E' scontro fra la multinazionale
Coca Cola e lo stato indiano del Kerala che l'ha
trascinata in giudizio con l'accusa di contenere
sostanze tossiche.
Adesso l'azienda controbatte citando a
sua volta l'amministrazione dello stato indiano che ha
proibito la vendita del prodotto su tutto il territorio.
L'udienza è fissata per lunedì prossimo davanti all'Alta
Corte di Kerala. La stessa che la settimana scorsa aveva
dato un mese di tempo a Coca Cola per rivelare gli
ingredienti che la compongono.
La querelle giudiziaria ha preso il via dopo i risultati
di alcuni test di una associazione ambientalista che
avevano rilevato un'alta presenza di pesticidi nella
bevanda. La Coca Cola ha affermato di aver effettuato a
sua volta delle analisi, che avrebbero dato esito
negativo.
Secondo la società americana, le autorità di Kerala si
sarebbero però rifiutate di prendere in considerazione i
risultati di questi test. E così il Kerala, insieme ad
altri cinque dei ventinove stati che compongono la
federazione indiana, ha imposto restrizioni sulla
vendita delle bevande della compagnia, coinvolgendo
anche la Pepsi.
Coca Cola si difende giudicando il provvedimento
"iniquo, arbitrario, ingiustificato e privo di base
legale".
Ma oltre al danno all'immagine e il calo delle vendite
causato dalle restrizioni esiste un altro problema di
natura economica: sia Coca Cola che Pepsi hanno impianti
di imbottigliamento sul territorio indiano.
Lo stabilimento della Coca Cola è chiuso dal marzo 2004,
dopo che i residenti dell'area circostante avevano
denunciato fenomeni di inquinamento e un impoverimento
delle risorse idriche.
Non resta da attendere che il giudizio
della Corte Suprema indiana e l'eventuale rivelazione di
uno dei segreti industriali meglio custoditi: la ricetta
della bevanda gassata più famosa del mondo.
Tratto da:
www.repubblica.it
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PEPSI e Coca Cola accusate di assetare gli Indiani e
di inquinare le falde acquifere
Coca e Pepsi prosciugano l'India
La denuncia di Vandana Shiva: per
produrre un solo litro di bevande se ne inquinano circa
dieci di acqua potabile
Secondo la scienziata ecologista indiana
la Coca Cola e la Pepsi rientrano a pieno titolo
nell'insieme di prodotti tossici o pericolosi che
dovrebbero essere banditi per tutelare la salute dei
cittadini e dell'ambiente.
Il 22 agosto scorso la campagna Coke
Pepsi quit India (Coca e Pepsi lascino l'India) ha
intensificato le attività per la messa al bando di
queste due bevande con una speciale giornata di
mobilitazione.
Lo stato del Kerala ha messo in pratica il divieto. Gli
stati di Karnataka, Madhya Pradesh, Gujarat e Rajasthan
hanno proibito queste bevande nelle scuole e nelle mense
del governo. In India, insomma, si stanno creando delle
zone "libere" da Coca e Pepsi.
Ma perché mettere al bando queste bevande ?
In India, per una serie di ragioni di ordine ambientale
e sanitario molto consistenti. Ogni impianto di Coca o
di Pepsi "beve" tra uno e due milioni di litri d'acqua
al giorno, e nel nostro paese di questi impianti ce ne
sono 90, con un prelievo idrico quotidiano tra i 90 e i
180 milioni di litri. Con tali quantità di acqua si
potrebbero soddisfare le esigenze idriche di milioni di
persone.
Per produrre un solo litro di bevande come la Coca e la
Pepsi, invece, vengono inquinati circa dieci litri di
acqua potabile. Nei reflui di questi impianti il
Pollution control board del Kerala ha rilevato alte
concentrazioni di cadmio e piombo. È scientificamente
dimostrato che esposizioni al cadmio protratte nel tempo
possono causare disfunzioni renali, danni alle ossa, al
fegato e al sangue.
Il piombo invece danneggia il sistema nervoso centrale,
i reni, il sangue e il sistema cardiovascolare.
Le donne di un piccolo borgo del Kerala sono riuscite a
far chiudere un impianto della Coca Cola. «Quando bevi
Coca Cola, stai bevendo il sangue delle persone» ha
dichiarato Mylamma, fondatrice del movimento anti Coca
Cola a Plachimada.
L'impianto di Plachimada rappresenta un
caso ormai storico ed emblematico. Era stato progettato
nel marzo del 2000 con l'obiettivo di produrre ogni
giorno 1.224.000 bottiglie di Coca Cola e ottenne la
licenza per installare una pompa. Ma iniziò, anche, a
estrarre illegalmente milioni di litri di acqua
potabile. Secondo la gente del luogo, l'impianto pompava
almeno un milione e mezzo di litri al giorno.
Il livello della falda iniziò ad abbassarsi
vertiginosamente, passando da 150 a 500 metri di
profondità.
I contadini e gli abitanti dei villaggi denunciarono il
fatto che non riuscivano più a mettere da parte l'acqua
necessaria perché continuavano a spuntare nuovi pozzi,
con gravi impatti sul raccolto agricolo.
Quando le accuse furono confermate dal fatto che
l'azienda non era in grado di fornire un rapporto
dettagliato richiesto dalle autorità locali, fu mandata
un'ingiunzione a comparire in tribunale e la licenza fu
revocata. A quel punto la Coca Cola provò, senza
riuscirci, a corrompere il presidente del Panchayat, A.
Krishnan, offrendogli 300 milioni di rupie.
Ma la Coca Cola non si limitava a rubare
l'acqua alla comunità locale: quella che non prendeva,
la inquinava.
L'azienda infatti ha depositato del
materiale di scarto nei pressi dell'impianto che,
durante la stagione delle piogge, si è disperso nei
campi, nei canali e nei pozzi.
Dopo che ben 260 pozzi messi a disposizione dalla
pubblica autorità come sorgenti di acqua potabile per la
popolazione si erano esauriti, la Coca Cola li ha
utilizzati come deposito per le sue acque di scarto di
lavorazione.
Nel 2003, l'ufficiale medico distrettuale ha informato
la popolazione di Plachimada del fatto che la loro acqua
non era più potabile. Le donne, che già avevano notato
che l'acqua della zona non era più sana, dovevano quindi
camminare per miglia per raggiungere fonti di acqua
potabile.
Insomma, la Coca Cola aveva creato una
penuria di acqua in una zona tradizionalmente ricca di
risorse idriche, scaricando acque reflue che contenevano
alte concentrazioni di piombo, cromo e cadmio.
Esiste solo un'unica è chiarissima regola per quanto
riguarda la questione dell'utilizzo delle risorse
idriche: il fondamentale diritto umano all'acqua
potabile, pulita e sicura non può essere violato.
Mentre la Coca Cola e la Pepsi lo stanno violando.
Tratto da: La nuova ecologia
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