L'F.D.A.
(USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della
PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI
Relazione tra
adenoma colon rettale ed assunzione alimentare di
carne
Nessuno studio precedente ha valutato
contemporaneamente le associazioni tra
assunzione di carne, metodi di cottura della
carne e livelli di cottura, mutageni nella carne
( amine eterocicliche e idrocarburi aromatici
policiclici ), ferro eme e nitriti derivati
dalla carne, e carcinoma colonrettale nelle donne
asintomatiche che si devono sottoporre a
colonscopia.
Delle 807 donne
idonee all’arruolamento in uno studio di
screening multicentrico con colonscopia, 158
casi di adenoma colonrettale e 649 controlli
hanno completato il questionario sulla frequenza
alimentare e sulla carne.
Utilizzando un database sui mutageni della carne
e nuovi database sul ferro eme e sui nitriti, un
gruppo di Ricercatori del National Cancer
Institute negli Stati Uniti, ha valutato i
componenti della carne che potrebbero essere
coinvolti nella carcinogenesi.
La carne rossa è risultata positivamente
associata ad adenoma colonrettale (odds ratio, OR
quarto versus primo quartile: 2.02; P per
tendenza=0.38 ).
Anche l’assunzione di carne saltata in padella (
OR=1.72; P per tendenza=0.01 ) e l’amina
eterociclica, 2-amino-3,8-dimetil-imidazo[4,5-f]chinoxalina
( MeIQx ) ( OR=1.90; P per tendenza=0.07 ), sono
risultate associate a un aumento del rischio di
adenoma colonrettale.
I nuovi database
hanno portato a stime più basse di ferro eme e
nitriti rispetto ai precedenti metodi di
valutazione, nonostante i due metodi siano
risultati fortemente correlati per entrambe le
esposizioni. Anche se non statisticamente
significative, sono state osservate associazioni
positive tra ferro e ferro eme della carne e
l’adenoma colonrettale.
In conclusione, in donne asintomatiche che si
sottopongono a colonscopia, gli adenoma
colonrettali sono risultati associati a una
elevata assunzione di carne rossa, carne saltata
in padella e all’amina eterociclica MelQx.
Altre esposizioni associate alla carne
richiedono ulteriori approfondimenti.
Tratto da. centrobenesserekundalini.blogfree.net
Cosi si allevano gli animali da carne in
certi allevamenti
QUAL' E' il
PREZZO della SOFFERENZA ?
Questo maiale è ancora cosciente mentre
viene immerso nell’acqua bollente.
Secondo un lavorante all’interno di un
mattatoio: “Non c’è modo che questi animali
sanguinino a morte nei pochi minuti che
percorrono la rampa. Nel momento in cui
finiscono nella vasca di ebollizione, sono
ancora pienamente coscienti e si lamentano.
Succede sempre”.
Possiamo scegliere di essere diversi e di
spezzare il ciclo, individualmente.
Nessuno vi obbliga, ma PENSATECI.
Prosciutto, salame e
braciole valgono così tanta atroce sofferenza?
Esseri molto intelligenti, in natura
pulitissimi, con un forte senso della
solidarietà e dell'amicizia. Esseri
bellissimi...
Pensa che un italiano, nella sua vita, mangia
mediamente 1400 animali quindi per ogni persona
che spingerai a diventare vegan 1400 animali
verranno salvati !
L'alternativa esiste, divieni
vegetariano !
“E’ ora di guardare ai maiali non come ad
animali da mettere in tavola, ma come a una
famiglia lontana cui siamo legati da un’affinità
profonda e speciale: stanno solo aspettando il
segnale che siamo finalmente pronti a vivere con
loro considerandoli esseri pari a noi per
svelarci con esuberanza suina l’intera gamma
della loro complessa personalità emotiva.”
(Jeffrey Moussaieff Masson, Il maiale che
cantava alla luna)
Come vengono ammazzati (macellati) i
Bovini
Come si ammazzano
(macellano) i Maiali
Come di uccidono
(macellano) le Galline vive
Mangiate la Carne ?
Mucche trasformate in
MOSTRI ! Ecco fin dove si è spinto l’uomo
Ormai sentiamo
quotidianamente parlare di cibo geneticamente
modificato (OGM), è sulla bocca di tutti e nel
nostro blog molto spesso abbiamo approfondito
l’argomento mediante diversi articoli (vedi: *),
ma forse la stragrande maggioranza di noi si
“immagina” solo quello che le grandi
Multinazionali combinano in laboratorio, sulla
vegetazione e sugli animali… forse non tutti
hanno visto un video e delle immagini simili…
Con i moderni esperimenti di laboratorio, la
scienza ha architettato e prodotto un altra
terrificante invenzione in ambito di allevamento
di massa, trasformando le mucche in una enorme
massa di muscoli.
Producono specifici mangimi OGM che vengono poi
selezionati e somministrati a questi animali per
produrre così carni bovine di “alta qualità”,
atte a soddisfare i bisogni del consumatore.
Ma sappiamo cosa stiamo realmente mangiando ?
Guarda il video:
La crescita muscolare di questi tori presenta
degli enormi rischi per la loro salute, hanno
gambe rigide che gli limitano i movimenti e la
nutrizione, sviluppano lingua allargate e sono
destinati ad una morte precoce e dolorosa.
La popolazione ha sì bisogno di cibo, ma per
nutrirsi è necessario tutto ciò ?
Fino a che punto si
spingerà l’uomo nell’abuso degli animali per i
nostri sporchi interessi ?
Dov’è finita la
dignità e l’umanità ?
Ci sono moltissimi
altri modi per produrre il cibo di cui abbiamo
bisogno, siamo già andati troppo oltre… dobbiamo
trovare un equilibrio prima di rovinare
irrimediabilmente tutto !
Tratto da:
blog.saltoquantico.org
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Carni insaccate o
lavorate: alti consumi, abbreviano la vita -
07/05/2013
La carne ? Attenzione a quella lavorata.
«Salsicce, pancetta, prosciutto o wurstel
aumentano il rischio di morte prematura e devono
essere consumate con parsimonia» afferma Sabine Rohrmann, epidemiologa dell'Università di
Zurigo, in Svizzera, e primo autore di Epic,
European prospective investigation into cancer
and nutrition, un maxi-studio multicentrico
pubblicato su Bmc medicine. «I partecipanti sono
stati arruolati tra il 1992 e il 2000 da 23
centri sparsi in 10 diversi paesi europei»
spiega Rohrmann.
In particolare in Italia i 5
centri partecipanti Varese, Napoli, Fire nze,
Ragusa e Torino, hanno contribuito con i dati
derivanti da circa 50.000 soggetti. Globalmente,
dei 511.781 volontari, di età compresa tra i 35
e i 69 anni, sono stati esclusi quelli con
rapporto tra introito calorico e spesa
energetica troppo alto o troppo basso, e coloro
che erano affetti da cancro, infarto o ictus
all'inizio dello studio».
Alla fine ne sono rimasti 448.568, seguiti per
una media di circa12 anni. Dallo studio è emerso
che la mortalità per tutte le cause aumenta
mangiando più di 160 grammi di carne al giorno
rispetto ai 10-20 grammi consigliati. «Le
probabilità di morire salgono soprattutto
consumando carni lavorate» sottolinea Rohrmann.
Inoltre, dopo correzione per fattori
confondenti, il picco di mortalità legato ad
elevato consumo di carne rossa sfuma per le non
lavorate e resta evidente per quelle lavorate.
Queste ultime contengono più grassi saturi
rispetto alle non trasformate, dove il grasso è
spesso eliminato. «Inoltre, colesterolo e
additivi - alcuni ritenuti cancerogeni o
precursori di composti cancerogeni - aumentano
in alcune lavorazioni come l'affumicatura o la
stagionatura» puntualizza l'epidemiologa,
aggiungendo che un alto consumo di carni
lavorate va spesso a braccetto con comportamenti
poco salutari come il fumo, scarsa attività
fisica, e un mancato introito di
frutta e
verdura.
«Ogni anno si potrebbe prevenire il 3% dei
decessi prematuri se si mangiassero in media
meno di 20 grammi di carne lavorata al giorno»
precisa Rohrmann. Numeri abbastanza in linea con
quelli del sottogruppo Epic-Italia, che
quantificano tra 12,5 e 38 i grammi di carne
lavorata consumati al giorno.
L'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti
e la nutrizione rileva una media di 30,7 grammi
per l'Italia, che, dopo la Grecia, è lo stato
europeo che consuma meno carni lavorate: meno
della metà rispetto alla German ia e oltre un
terzo in meno rispetto a Danimarca, Svezia o
Spagna.
By BMC Med. 2013 Mar 7
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Carne rossa e
salumi dannosi per l’esofago - 13/05/2013
Chi mangia carne rossa in quantità ha più
probabilità di sviluppare un cancro esofageo a
cellule squamose, mentre nei consumatori di
carni lavorate, salumi per esempio, aumentano le
possibilità di sviluppare un adenocarcinoma.
Viceversa, chi consuma pesce corre meno rischi,
almeno secondo i risultati di una metanalisi
pubblicata su
Nutrition reviews da un gruppo di
ricercatori iraniani. Dice Maryam Salehi, della
Scuola di medicina dell’Università di Mashhad,
Iran: «Il cancro dell’esofago è l’ottavo tumore
maligno più comune al mondo e il sesto per
mortalità. Ma nonostante i miglioramenti del
trattamento, la diagnosi precoce è difficile e
il tasso di sopravvivenza a un anno rimane
bassa, poco sopra il 10 per cento».
Pertanto, l'identificazione dei fattori di
rischio modificabili che contribuiscono allo
sviluppo del tumore esofageo potrebbe abbassarne
la frequenza. Alcuni di questi, come l’indice di
massa corporea, l'età, il fumo e il consumo di
alcol, sono comuni ai due principali tipi
istologici di cancro esofageo, cioè
l’adenocarcinoma (Eac) e il carcinoma a cellule
squamose (Escc).
«La carne rossa contiene molto più ferro
emoglobinico della carne bianca, e questo può
irritare il rivestimento epiteliale del tratto
digestivo causando alla lunga un danno
cellulare» Riprende la ricercatrice iraniana.
«Inoltre, la cottura ad alte temperature
contribuisce alla formazione di cancerogeni,
come le ammine eterocicliche mutagene e gli
idrocarburi policiclici aromatici».
Nel passato recente diversi studi sono stati
pubblicati sull’argomento, e il gruppo iraniano
li ha riesaminati con una meta-analisi alla
ricerca di un’associazione tra il consumo di
carne totale, carni lavorate, carne rossa,
bianca, pollame, e pesce e il rischio di
sviluppo dei due istotipi di cancro esofageo.
«Sono stati selezionati quattro trial di coorte
e 31 studi caso-controllo» spiega Salehi.
E dall’analisi dei dati emerge che l'elevata
assunzione di carne rossa è legata a un aumento
del rischio per Escc, mentre un alto consumo di
salumi si associa a un aumentato rischio di Eac.
Chi invece mangia pesce ha meno probabilità di
rimanere vittima di cancro dell’esofago. «Questa
metanalisi apre la strada a ulteriori studi
prospettici, necessari per approfondire
l'associazione tra consumo di vari tipi di carne
e pesce e rischio di neoplasia esofagea»
conclude Salehi.
Fonte:
Nutrition Reviews Vol. 71(5):257–267 -
Tratto da: doctor33.it
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I ricercatori
belgi Gilbert e Dominicé hanno provato che la
continua assunzione di carne provoca nel tubo
intestinale un aumento di germi putrefattivi
da 2000 a 70000 per mmc.
Il dott.
Giuseppe Nacci, nel suo “Diventa medico di
te stesso”, parla di 1-10 milioni di germi per 1
grammo di feci nella parte iniziale
dell’intestino, che diventano però nella parte
bassa 1-100 miliardi per grammo di massa fecale,
e parliamo di batteroidi, peptostreptococchi e
altri, capaci di sopravvivere in assenza di
ossigeno. Cosa che non succede assolutamente con
l’alimentazione vegetariana e vegana che
producono batteri simbiotici o saprofiti. Con la
carne c’è il sovvertimento dell’ordine naturale
e lo sviluppo di sostanze velenose incompatibili
e di miasmi interni che risalgono portando
disastri e malattie in zona gastrica e
soprattutto in zona cranica, dal cervello agli
organi sensori.
L’identikit dell’uomo non è assolutamente quello
di un essere
onnivoro a vocazione predatoria. Gli occhi
laterali sono stati citati in riferimento
specifico a serpi e condor, ed in effetti non
rappresentano un grande argomento.
Ma mille sono i
segni che Sylvester Graham aveva ragione a dire
che l’uomo è l’archetipo dei primati, il primo
dei frugivori. Scienze indipendenti come
l’anatomia comparata e l’antropologia citano
elementi anatomici e funzionali che nessuno può
contestare:
- Placenta
discoidale, che Huxley (erede di Darwin) cita
come segno inequivocabile del
frugivorismo umano.
- Stomaco non
muscoloso e non carico di acido cloridrico
(almeno 10 volte meno acido rispetto alla media
degli animali carnivori).
- Intestino non
corto e adatto alla rapida digestione della
carne
- Ghiandole salivari
non piccole e prive di enzima ptialina per
trasformare amidi (che ai carnivori-onnivori
poco interessano).
- Colon non tozzo e
liscio ma poroso e complesso.
- Dentatura non
adatta a strappare carni.
- Portamento e segni
esteriori non aggressivi (niente becchi adunchi,
artigli acuminati, ecc).
- Mani umane
prensili, fatte non certo per manovrare
coltelli, o per ghermire prede in corsa, ma
piuttosto per raccogliere la frutta.
- La bocca umana è
piccola e debole. Non ha alcunché di predatorio.
- Il nostro
procedere eretti non è adatto all’inseguimento
di altri esseri.
- L’apparato
masticatorio ha canini piccoli, inadatti a
strappare muscoli, e ha molari adatti a macinare
semi e grani duri.
- Le mandibole
mobili e non fisse, tipiche dei felini e dei
carnivori.
Le assurde teorie dell’onnivorismo umano
ricevono un colpo di grazia dalla lunghezza del
tubo intestinale (10-12 volte il tronco, e non 3
volte il tronco come negli onnivori). Un
intestino adatto ai semi ed alle erbe, dove la
trasgressione carnea porta a putrefazioni e a
produzione di ptomaine e leucomaine tossiche.
Il fegato umano
riesce a deaminare gli aminoacidi fino all’urea,
ma non ce la fa a neutralizzare l’ammoniaca
prodotta dalla digestione delle carni, e si
ingrossa, sviluppando epatiti A-B-C-D-E, dove
sguazzano batteri utili ed innocenti, richiamati
a consumare i residui velenosi.
Ultimo, ma non certo
per importanza, il
sangue
alcalino al punto
pH
7.35-7.40, ciliegina sulla torta dimostrativa
della fruttarianeità dell’uomo. Carnivori e
onnivori hanno
sangue acido
a vari livelli di pH dei
propri liquidi, il
Terreno, la
matrice,
sotto il punto critico del pH 7,35.
By Valdo Vaccaro -
Igienista
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SCOPERTO
RELAZIONE TRA LA
CARNE ROSSA E I
BATTERI INTESTINALI – 10/04/2013
Non è sempre colpa del colesterolo e dei grassi.
Gli effetti sulle arterie di un abuso di
grigliate a base di carne rossa potrebbero
dipendere in realtà dalla composizione di
batteri che popolano l'intestino.
Lo ha scoperto uno studio della Cleveland Clinic
in Ohio che per la prima volta identifica un
inedito cortocircuito tra un consumo prolungato
di bistecche e filetti e la predilezione che i
batteri hanno per un aminoacido "chiave" che
compone la carne, la L-carnitina. La L-carnitina
è un mattone fondamentale per muscoli sani,
presente anche in integratori e bibite
energetiche.
Su Nature Medicine i ricercatori americani
guidati da Stanley Hazen hanno studiato il
fenomeno sui topi, scoprendo che dopo averli
nutriti per 15 settimane consecutive con
integratori che simulavano una dieta
"carnivora", nell'intestino dei roditori i
batteri intestinali cominciavano a convertire la
L-carnitina in N-ossido di trimetilamina (Tmao),
un composto che si trova nel sangue e che pare
correlato con un futuro rischio di malattie
cardiache. I topi avevano così un rischio
doppio di aterosclerosi, l'indurimento delle
arterie che anticipa infarti e ictus.
Ricerche precedenti hanno dimostrato che una
dieta con frequente consumo di carne rossa è
associata a un aumento del rischio
cardiovascolare, ma che il colesterolo e i
grassi saturi della carne rossa non sembrano da
soli una spiegazione sufficiente per i maggiori
rischi cardiovascolari. Così ricercatori
americani hanno valutato le cartelle cliniche di
circa 2.500 pazienti distinti tra onnivori,
vegani e vegetariani alla ricerca dei livelli di
carnitina e Tmao.
Risultato: i soggetti che hanno
contemporaneamente un livello più alto di
entrambi corrono un rischio maggiore per il
cuore, ma a sorpresa i
vegetariani e i
vegani anche
assumendo carnitina non subiscono un
innalzamento del composto anti-arterie.
Tutto dipenderebbe dalla composizione della
flora batterica. "I batteri che vivono nel
nostro apparato digerente sono modificati dalle
nostre abitudini alimentari a lungo termine -
spiega Hazen - e una dieta a base di carnitina
di lungo periodo sposta effettivamente la
composizione microbica intestinale Fonte:
salute24.ilsole24ore.com
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Il pollo
non è più il pollo di una volta.
- Si chiama COBB 500 ed è stato brevettato dalla
The Cobb Breeding Company LTD.
I link sull'argomento non mancano: basta
digitare la famigerata parolina: BROILER =
http://snipurl.com/1xz2r
Carne e Vegetali
OGM
+
Mangiare
crudo = Crudismo
Mangiare meno carne, preferendo
un'alimentazione a base di ortaggi, e’ uno
dei metodi piu’ salubri e semplici per
ottimizzare le scarse risorse di fosforo
disponibili anche nell’organismo in quanto esso
e’ un elemento importante, per il metabolismo di
grassi, carboidrati e proteine, è presente in
denti e ossa, favorisce la trasmissione degli
impulsi nervosi ed è reperibile in fonti
alimentari come cereali, legumi, latte, verdure,
pesce, pollame e carni bovine.
Italy,
Milano, 2000
- Da trenta anni l’oncologia mondiale studia il
rapporto tra cibo e
cancro.
I dati confermano che il 30-40 % dei tumori si potrebbero evitare
se uomini e donne nei paesi ricchi si nutrissero in modo diverso. Secondo
l’Organizzazione mondiale della sanità i casi di cancro potrebbero
aumentare del 50 % con 15 milioni di nuovi casi entro il 2020.
Sul banco degl’imputati il consumo esagerato di carne e proteine animali
e una dieta troppo ricca di calorie, di zuccheri semplici, insieme al fumo
e alle infezioni.
“Nei
paesi occidentali ricchi, nel corso dell’ultimo secolo ci si è
progressivamente discostati dalla dieta tradizionale: cibi che un tempo
erano mangiati soltanto occasionalmente, come molti alimenti di origine
animale, a cominciare della carne ma anche dal latte, oppure non erano
conosciuti, come lo zucchero e le farine molto raffinate, sono diventate
un nutrimento quotidiano” afferma Franco Berrino, direttore del
dipartimento di medicina preventiva e predittiva nonché responsabile del
Servizio di Epidemiologia dell’Istituto dei Tumori di Milano. “Questo
modo di mangiare ha contribuito grandemente allo sviluppo di malattie
quali l’obesità, il diabete, l’ipertensione, l’aterosclerosi,
l’infarto, l’osteoporosi, e molti tipi di tumori tra cui quello
dell’intestino, della mammella e della prostata”.
La
strategia della prevenzione dei tumori passa quindi anche da una “buona
dieta”.
Già nel 1997 il World Cancer Research Fund e l’American
Institute for Cancer Research avevano dettato le proprie
raccomandazioni per uno stile nutrizionale ‘anticancro’.
Al
primo posto, con rammarico per i carnivori più ostinati, si raccomandava
si scegliere alimenti prevalentemente di origine vegetale, con un’ampia
varietà di verdure e frutta, di legumi e di cereali in chicchi o sotto
forma di pane, pasta o polenta integrale.
L’uso
abituale della carne rossa è invece fortemente sconsigliato. Da evitare
anche il consumo di carni o pesci cotti a elevate temperature, alla
griglia o affumicati.
“Il
problema” spiega Berrino “non è tanto convincere la popolazione a
cambiare modo di mangiare, il problema è il cambiamento di tutto quello
che ruota attorno al pianeta cibo, a cominciare dagli interessi economici
della produzione e della distribuzione”. Certo è che secondo i diversi
studi è altissima la percentuale di tumori che potrebbe essere evitata
attraverso una buona alimentazione.
Si
parla di una percentuale superiore del 50 % per i casi di tumore al colon
e retto, stomaco e esofago, mentre nei casi di mammella e cavo orale le
indagini più ottimistiche ipotizzano una riduzione del 50 % con una
alimentazione più “naturale”.
Cancro al
Colon con
carne e carni lavorate
Mangiare una
salsiccia al giorno o una porzione di
prosciutto, pancetta, salame o hot dog, fa salire
del 20% il rischio del cancro al colon. E'
quanto affermano gli scienziati del World Cancer
Research Fund (Wcrf) secondo i quali i
britannici, grandi consumatori di
salsicce e
bacon (pancetta), sarebbero tra i piu' esposti, con 16.000
decessi all'anno per questo tumore.'
Mangiare carni lavorate aumenta sensibilmente il
rischio di contrarre un cancro all'intestino:per
questo il Wcrf consiglia di limitarne l'uso, al
minimo.
Fonte :
Scienze - 31 mar 2008
Per chi comunque, vuole mangiare carne e/o salumi piu' salubri di
quelli industriali:
Cliccare QUI
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CARNE alla
GRIGLIA
Alterazioni chimiche degli amminoacidi
Temperature superiori a 100 gradi possono
provocare alterazioni chimiche degli
amminoacidi, fino alla loro distruzione. Gli
amminoacidi più soggetti a queste alterazioni
sono quelli solforati, il triptofano, la
tirosina e l'istidina.
Durante i processi industriali, come la
sterilizzazione, possono avvenire simili
trasformazioni, ma sempre in modo limitato e
quindi senza importanti ripercussioni sul valore
nutritivo degli alimenti.
Diversamente durante la cottura della carne,
soprattutto alla griglia, quando l'alimento
raggiunge e supera i 200 gradi, si formano
derivati ciclici del triptofano che possiedono
potere mutageno (ovvero sono cancerogeni).
Occorre quindi consumare carne alla griglia solo
occasionalmente, e fare attenzione a non
bruciare troppo la superficie della carne.
Reazione di Maillard
Questa trasformazione delle proteine prende il
nome da colui che l'ha studiato per primo nel
1912. Avviene negli alimenti che contengono
zucchero (soprattutto glucosio) e proteine, ed è
favorita da calore, luce, metalli, ambiente
leggermente basico.
La reazione di Maillard dà origine a composti di
varia natura, che a seconda della situazione
possono dare caratteristiche positive o negative
all'alimento.
Nel latte
sterilizzato, per esempio, contribuiscono a dare
lo sgradevole sapore di cotto e il colore
grigio.
In altri casi, come nel pane tostato, nel caffè
e nell'orzo tostato sono responsabili dell'aroma
piacevole di questi alimenti.
Dal punto di vista nutrizionale, le
caratteristiche sono tutte negative, sebbene il
fenomeno, generalmente, interessa solo una
piccola parte dell'alimento e di fatto,
quantitativamente, può essere trascurabile. Si
ha infatti:
- la perdita dell'amminoacidi lisina;
- l'effetto (presunto da alcuni autori) di
alcuni prodotti intermedi della reazione che
inibirebbero l'assorbimento intestinale di
amminoacidi;
- l'indurimento del prodotto e la diminuzione
della digeribilità delle proteine coinvolte
dalla reazione.
La reazione di Maillard avviene anche nelle
cellule vive ed è un fattore che determina
l'invecchiamento delle cellule. Infatti i
prodotti terminali della reazione si accumulano
nei tessuti e ne alterano l'elasticità, a causa
dei legami che formano con le molecole di
collageno.
Tratto da:
http://www.cibo360.it/alimentazione/chimica/trasf_nutrienti/fermentazioni.htm
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AMAZZONIA va....ARROSTO
Con un rapporto scandalo, un
video blog e un reportage fotografico,
Greenpeace denuncia la diretta relazione tra
l'espansione dell'allevamento bovino e il
dilagare della distruzione della foresta
amazzonica. Il polmone del mondo nello stato del
Mato Grosso è la regione con il più alto
tasso di deforestazione. Il 79,5% delle aree
recentemente deforestate in Amazzonia è stato
destinato al pascolo.
http://www.greenpeace.org/italy/news/amazzonia-bovini
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L'FDA (Food
and Drug Administration) ha annunciato che
la carne e il latte clonati potrebbero essere
venduti ai consumatori senza che ve ne sia
indicazione sull'etichetta, è questa, in
breve, la più importante notizia della settimana
in fatto di salute.
Ora, gli allevamenti industriali, che operano
già con una inquietante mancanza di
atteggiamento etico o di compassione verso
gli animali, diventeranno presto fabbriche di
cloni pronte a sfornare bestiame dall'identico
patrimonio genetico, da spremere nelle macchine
dell'AMR (Advanced
Meat Recovery) per ottenere prodotti
conservati a base di carne dall'identico
patrimonio genetico e destinati a consumatori
creduloni geneticamente compromessi, che non
hanno alcuna idea di cosa implichi (o cosa ci
sia sotto) la definizione data dal Dipartimento
dell'Agricoltura americano del termine "carne".
Tutti i proprietari di allevamenti dovrebbero
sperare che nessuno si avvicini furtivamente
alle fabbriche di cloni e non inietti un gene
ribelle nel patrimonio genetico originale,
oppure un giorno tutte le mucche si potrebbero
ribellare e sferrare l'Attacco dei Cloni.
Non esiste nulla di più spaventoso di un toro
inferocito di 400 kg con una spada laser !
Studi sui farmaci antidepressivi selettivamente
censurati da
Big Pharma
Sul fronte della "medicina basata sulle prove"
questa settimana (e qui partono le risate di
sottofondo), uno studio condotto dalla Health &
Science University dell'Oregon ha svelato che le
industrie farmaceutiche censurano
abitualmente gli studi che dimostrano la non
efficacia degli antidepressivi, mentre
incentivano la rapida pubblicazione di studi che
mostrano risultati positivi. La conseguenza ?
Una selezione scientifica che è chiaramente
pianificata per far sembrare
efficaci inutili
medicine, nascondendo le prove della loro
inefficacia..
Ciò che questo studio rivela è che, ancora una
volta, l'intero sistema della "medicina basata
sulle prove" è un'enorme truffa organizzata e
che la FDA continua a cospirare assieme alle
aziende farmaceutiche per fuorviare i
consumatori americani e promuovere, sulla base
di una scienza fraudolenta, medicinali non solo
inutili, ma anche dannosi. Quello che queste
aziende stanno facendo con i test clinici è
paragonabile ad andare a Las Vegas e poter
scommettere a poker DOPO che le carte siano
state distribuite e scoperte !
È possibile fare soldi barando a questo modo ?
Certo che sì. È proprio quello che fa la
Big Pharma.
Questo sistema assolutamente fraudolento di
selezione degli studi da pubblicare (o da
occultare) a seconda del loro esito sembra
rendere del tutto inutili i test clinici, non vi
pare ?
Perché mai le industrie farmaceutiche non
saltano direttamente l'intero processo di
conduzione di questi falsi test scientifici,
dando per buona qualunque fantasia abbiano
comunque deciso di rifilare al pubblico ? Alla
fine, non ci sarebbe molta differenza rispetto a
quanto sta già succedendo, a parte un notevole
risparmio di tempo e denaro.
In questo modo, le aziende farmaceutiche
potrebbero ridurre notevolmente il tempo
necessario a introdurre sul mercato nuovi
medicinali pericolosi e i consumatori,
abbastanza stupidi da prendere queste medicine,
avrebbero un accesso più veloce a tali prodotti
che li ucciderebbero prima, rendendo inoltre le
nostre vie e autostrade più sicure, grazie alla
riduzione del numero dei "conducenti debilitati
dai farmaci".....
Credo che tutte le persone che chiedono
insistentemente all'FDA
di ottenere dalla
Big
Pharma i
farmaci "sperimentali" per la cura del cancro
dovrebbero vincere collettivamente il Darwin
Award dell'anno. Il pool genetico umano può
certamente fare a meno di gente che sceglie di
commettere un suicidio chimico. In un certo qual
modo la questione funziona in maniera
automatica, dal momento che coloro che prendono
farmaci ottengono danni al DNA che vengono
trasmessi alla loro prole, la quale sarà
contrassegnata sempre più dalla sterilità.
(Desiderio di fertilità? Iniziate a mangiar
crudo.
L'indice della motilità spermatica di un partner
avvezzo alla degustazione di crudità è tale da
far sentire in imbarazzo un cavallo selvatico.)
Titolo originale: "Week in Review: Cloned Meat,
Scientific Fraud and Mandatory Organ Harvesting
from (Nearly) Dead Patients"
Fonte:
http://www.naturalnews.com -
18.01.2008
Traduzione per comedonchisciotte.org a cura
di Aglaia Kochelokhov
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Mangiare troppa
carne da bambine anticipa l'arrivo della
pubertà - 13 luglio 2010
Un certo tipo di alimentazione durante
l'infanzia provocherebbe un'anticipazione della
pubertà nelle ragazze. A sostenerlo uno studio
inglese pubblicato sulla rivista
Public Health Nutrition, secondo il quale le
bambine che mangiano troppa carne rischiano una
pubertà anticipata. Gli studiosi sono partiti
dalla constatazione che negli ultimi decenni del
ventesimo secolo l'età media del primo ciclo
mestruale si è abbassata drammaticamente per
raggiungere solo negli ultimi anni una relativa
stabilità. Negli ultimi cinquant'anni l'età
media è passata dai 14 agli 11 anni.
I ricercatori stanno ipotizzando, ora, un
possibile ruolo dell'alimentazione. Analizzando
le abitudini alimentari di oltre 3mila
dodicenni, gli studiosi hanno confrontato la
dieta seguita a 3, 7 e 10 anni dalle singole
bambine, e hanno rilevato che il consumo di
carne all'età di 3 anni e a 7 anni è risultato
fortemente collegato a cicli anticipati.
A quanto pare, le bambine che a 7 anni hanno
mangiato più spesso carne, ossia 12 porzioni a
settimana, hanno il 75 per cento di possibilità
in più di avere già il menarca a 12 anni
rispetto alle coetanee che hanno consumato meno
carne durante l'infanzia. Le ragazzine con
qualche chilo di troppo, inoltre, tendono a
svilupparsi prima delle altre.
Negli ultimi anni sono stati condotti molti
studi e sono state fatte molte ipotesi volte a
dare una spiegazione alla pubertà anticipata.
Sembra che a determinarla concorrano diversi
fattori, tanto ambientali, quanto alimentari.
Gli esperti, tuttavia, rassicurano affermando
che se l'anticipo puberale è lieve non c'è
motivo di preoccuparsi. Altra cosa se questo
avviene, ad esempio, sotto i 7 e gli 8 anni.
Tratto da: magazine.exite.it
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Europa: carne clonata = un novel food
-
(19/01/2007)
I funzionari dei 27
stati membri dell'Unione Europea (UE) hanno
recentemente deciso che il latte e la carne
provenienti da animali clonati, o dalla loro
progenie, se qualcuno presentasse una richiesta
di commercializzarli, dovrebbero essere
considerati alla stregua dei "novel food"
(Regolamento 258/97). Non ci saranno dunque
delle misure speciali per coprire, a livello
legislativo, i prodotti alimentari provenienti
da animali clonati, nella UE.
Si muore soprattutto
per le malattie cardiovascolari: il 42% dei
decessi in Italia nell'anno 2002 ha avuto questa
causa. Si tratta mediamente di 415 decessi su
100 mila abitanti (382 su 100.000 per i maschi e
446 su 100.000 per le femmine).
Al secondo posto ci
sono i tumori, con il 29,2% per cento del totale
dei decessi, con valori per 100 mila abitanti
pari a 337,5 per i maschi e 236,3 per le
femmine.
Solo questi due
fattori, dunque, sono la causa di quasi tre
quarti delle morti che avvengono in Italia ogni
anno (il 71,2%, per le precisione).
Eppure, sono anche i
fattori piu' facilmente prevenibili con uno
stile di vita corretto, la cui componente
principale e' una corretta alimentazione. Per
quanto riguarda le malattie cardiache, esse sono
spesso addirittura curabili, non solo
prevenibili.
L'alimentazione
ottimale per prevenire queste malattie (ma anche
molte altre) e' quella a base vegetale. Le linee
guida del World Cancer Institute (l'Istituo
Mondiale per gli studi sul Cancro) raccomandano
testualmente di "prediligere diete basate su
alimenti vegetali e comprendenti un'ampia
varietà di verdura, frutta, legumi e carboidrati
poco raffinati e, se si consuma carne rossa, di
non consumarne più di 80 g al giorno".
Da notare il "se":
il cibo su cui basare la nostra alimentazione e'
quello vegetale, il consumo di carne e'
"facoltativo", ma se c'e' non deve superare un
certo limite. Questo limite MASSIMO e' fissato a
80 g al giorno, il che significa 30 kg l'anno.
In realta' in Italia si consumano pro capite 92
kg di carne l'anno (62 di carne rossa, 30 di
altre carni), quindi oltre il triplo del limite
massimo consigliato!
E' chiaro dunque che
una modifica delle abitudini alimentari verso
una drastica diminuzione del consumo di alimenti
animali e un drastico aumento di cereali,
legumi, verdura e frutta e' l'unica strada che
puo' salvarci dalle "malattie del benessere".
Lo stesso si
verifica, in misura ancora maggiore, per le
malattie cardiovascolari, che possono anche
essere curate attraverso l'alimentazione.
Negli
USA vi e' piu' di un esempio di progetti di
successo basati su questo, che salvano la vita a
moltissime persone.
Il dr. Dean Ornish,
un giovane cardiologo specializzatosi a Harvard,
ha condotto uno studio clinico su pazienti
affetti da cardiopatia coronarica.
Somministrando ai pazienti una dieta vegetariana
molto semplice, a base di cibi non raffinati,
con un apporto di grassi ridottissimo, abbinata
ad esercizio fisico, a tecniche di gestione
dello stress ed alla partecipazione a gruppi di
supporto, e' riuscito a dimostrare che "la
maggioranza delle lesioni arteriosclerotiche
potevano realisticamente regredire, a
prescindere dall'età del paziente". Ora il suo
programma alimentare e' molto seguito.
Più recentemente, il dr. Hans Diehl, un
epidemiologo attivo nel campo delle malattie
legate allo stile di vita, ha dimostrato che, se
adeguatamente istruite, le persone sono in grado
di modificare il proprio stile di vita. Il suo
programma Coronary Health Improvement Project
(CHIP-Progetto per il Miglioramento della Salute
delle Coronarie), prevede l'arruolamento di
100-500 soggetti ad elevato rischio
cardiovascolare (più rispettivi consorti) ed il
loro inserimento in un ciclo di seminari
formativi, per un totale di 40 ore, incentrato
soprattutto sull'importanza dei fattori
dietetici nello sviluppo e nella regressione di
arteriosclerosi, diabete, ipertensione, nonché
di tutta una serie di malattie gastrointestinali
. Questo programma, viene oggi condotto presso
molte comunità ed enti di Stati Uniti e Canada,
a dimostrazione del fatto che istruire i
pazienti a migliorare la propria salute puntando
alla correzione delle cause della malattia e non
al trattamento dei sintomi, è un obiettivo
valido oltre che il modo più corretto di agire.
La prevenzione di
queste malattie, anziche' la loro cura, consente
enormi risparmi in tutti i campi: nel campo
sanitario, perche' curare i pazienti (con scarse
possibilita' di guarigione reale) ha costi
enormi per tutta la collettivita', ed inoltre va
aggiunta la spesa per la ricerca medica.
Consente inoltre il risparmio di tante vite
animali, negli allevamenti intensivi e macelli
prima, e nei laboratori di vivisezione dopo.
Quanti animali vengono fatti soffrire e morire
inutilmente nei laboratori, usati come "modello"
mai funzionante per mimare le malattie cardiache
umane e i tumori? Oltre 330.000 ogni anno, solo
in Italia!
Lo Stato deve fare
la sua parte: il mantenimento dello stato di
salute deve avvenire attraverso seri e
responsabili interventi di medicina preventiva,
informando le persone, e non attraverso un
sistema che "aggiusti quel che si rompe", a
carico della collettivita' e delle vite di
animali innocenti. Ma e' anche necessario che le
persone si assumano la responsabilità della
propria salute, cambiando il proprio stile di
vita, in primis la propria alimentazione.
Ci sono cosi' tanti
motivi per farlo, egoistici ed altruistici:
egoisticamente, per la nostra salute.
Altruisticamente, per gli animali (negli
allevamenti e nei laboratori di vivisezione) e
per responsabilita' sociale (evitare alla
collettivita' le enormi spese per la cura e la
ricerca di malattie che si possono prevenire).
Che aspetti ? Sii
responsabile, diminuisci il piu' possibile il
tuo consumo di alimenti animali (carne di tutti
i tipi, pesce, latte e latticini, uova) o,
ancora meglio, diventa
vegetariano o
vegano !
Tratto da:
http://www.agireora.org:80/info/news_dett.php?id=384
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Le PROTEINE ANIMALI FANNO INGRASSARE -
ALlCONTRARIO di QUELLE VEGETALI - 27
agosto 2011
Sulla rivista scientifica internazionale
Journal of the American Dietetic Association
è appena stato pubblicato (agosto 2011) un
articolo che indaga la relazione tra
l'assunzione di proteine vegetali e animali e
l'obesità ("Longitudinal Association between
Animal and Vegetable Protein Intake and Obesity
among Men in the United States: The Chicago
Western Electric Study.").
Lo studio è stato effettuato perché, come
affermano i ricercatori, "i dati finora
disponibili sulla correlazione tra peso corporeo
e assunzione di proteine non sono consistenti, e
ben poco si sa della relazione nel lungo termine
tra obesità e assunzione di proteine". La
ricerca pubblicata si focalizza dunque proprio
su questo: assunzione di proteine e obesità,
facendo però la distinzione tra proteine animali
e vegetali e comparandone l'effetto.
I ricercatori hanno concluso che le proteine
animali e quelle vegetali esercitano effetti
opposti sullo sviluppo dell'obesità
nel lungo termine:
elevati consumi di proteine
animali favoriscono l'obesità
ed al contrario, elevati consumi di
proteine vegetali risultano protettivi
nei confronti dello sviluppo di
obesità.
I dati utilizzati a questo fine sono stati
quelli del "Chicago Western Electric Study", che
ha investigato un gruppo di 1730 persone (uomini
di età compresa tra i 40 e 55 anni) tra il 1958
e il 1966. Queste persone sono dunque state
seguite per 7 anni: sono stati annualmente
registrati la loro alimentazione, la loro
altezza e peso e altre informazioni.
Sulla base di tali informazioni, sono state
utilizzate delle equazioni per stimare la
relazione tra la quantità di proteine totali
assunte e la probabilità di risultate sovrappeso
o obesi al successivo esame annuale.
Lo stesso calcolo è stato fatto considerando
separatamente le proteine animali e quelle
vegetali, per verificare se vi fosse una maggior
correlazione tra proteine animali-sovrappeso,
oppure proteine vegetali-sovrappeso.
I calcoli effettuati sono stati, come sempre
avviene in questi casi, adattati per tener conto
dei potenziali "fattori confondenti", come età,
fumo di sigaretta, consumo di alcool, di
calorie, di carboidrati e di grassi saturi, ed è
anche stata presa in considerazione l'eventuale
presenza di diabete o di altre malattie
croniche.
Il risultato ottenuto ha mostrato chiaramente,
in termini numerici, che esiste una correlazione
statisticamente significativa tra consumo di
proteine animali e obesità: chi consumava una
quantità maggiore di proteine animali aveva una
probabilità di diventare obeso maggiore di 4,6
volte rispetto a chi ne consumava le quantità
più basse.
L'altro dato importante emerso è che, al
contrario, chi consumava maggiori quantità di
proteine vegetali aveva un rischio minore di
risultare obeso, rispetto a chi ne consumava le
quantità più basse, e precisamente il rischio
viene dimezzato.
Dichiara la dottoressa Luciana Baroni,
presidente di Società Scientifica di Nutrizione
Vegetariana:
"Questi risultati confermano l'inutilità delle
diete dimagranti iperproteiche basate sul
consumo di carne e pesce, la cui pericolosità
per la salute è già stata oggetto di studio".
Inoltre, la ricerca in oggetto completa i dati
emersi dallo studio di popolazione Epic-Oxford,
che nel 2003 già avevano correlato l'indice di
massa corporea (BMI, che misura appunto il grado
di sovrappeso) con elevate assunzioni di
proteine e ridotte assunzioni di fibre. Lo
studio aveva dimostrato che l'indice di massa
corporea negli onnivori era significativamente
più alto rispetto a quello dei vegan (la cui
alimentazione è composta da ingredienti 100%
vegetali) e che questa differenza era in
piccolissima parte (5%) dovuta alle differenze
nello stile di vita e nell'attività fisica,
mentre per la gran parte (circa il 50%) era
dovuta al differente introito di proteine e di
fibra: maggiori quantità di proteine e
minori quantità di fibra portano a un BMI
maggiore, quindi a maggior rischio di
sovrappeso-obesità.
Vengono inoltre confermati i risultati
favorevoli ottenuti sul peso corporeo in chi
adotta una dieta vegana, ben documentati in
letteratura scientifica (Barnard ND et al, Am J
Med 2005; 118:991-7; Turner-McGrievy GM et al,
Obesity 2007 Sep;15(9):2276- 81); con
un'alimentazione di questo genere, non è
necessario limitare le quantità di cibo assunto,
per ottenere una diminuzione del peso.
Conclude la dottoressa Baroni: "E' importante
sottolineare che il sovrappeso-obesità
non è un mero fattore estetico. Chi è
in sovrappeso, rischia dai 10 ai 20 anni di
vita, una vita che comunque sarà costellata da
gravi malattie, come le malattie vascolari, i
tumori, il diabete, l'ipertensione e le
invalidanti malattie da sovraccarico
dell'apparato locomotore. L'obesità è stata
definita la seconda causa di morte evitabile,
dopo il fumo."
Il consiglio per tutti, dunque, è quello di
diminuire drasticamente il consumo di
alimenti animali (carne, pesce, uova,
latte e
latticini) a favore di alimenti vegetali, con i
quali si possono preparare i più gustosi piatti
della nostra tradizione, per avvicinarsi quanto
più possibile a un'alimentazione 100% vegetale.
I consigli su come impostare la nostra
alimentazione in modo da ottenere i migliori
effetti per la salute e la forma fisica, si
trovano sul sito della VegPyramid, la piramide
alimentare a base vegetale -
www.VegPyramid.info
Fonti:
Bujnowski D, Xun P, Daviglus ML, Van Horn L, He
K, Stamler J.,
Longitudinal Association between Animal and
Vegetable Protein Intake and Obesity among Men
in the United States: The Chicago Western
Electric Study, J Am Diet Assoc. 2011 Aug;111(8):1150-1155.e1.
Spencer EA, Appleby PN, Davey GK, Key TJ.,
Diet and body mass index in 38000 EPIC-Oxford
meat-eaters, fish-eaters, vegetarians and vegans,
Int J Obes Relat Metab Disord. 2003 Jun;27(6):728-34.
Comunicazione a cura di Società Scientifica di
Nutrizione Vegetariana SSNV
Commento NdR: quindi meglio divenire od
essere vegetariani
con cognizione di causa !
vedi:
Consigli Alimentari +
Crudismo
+
Vegetarianesimo
+
Vegetariani 1 +
Vegetariani
2
+
Germogli
+
Carne ai farmaci
+
Carne vegetale
+
Carne e Cancro
+
Allevamenti intensivi