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Probabilmente tutto quello che sapete sul latte
è quello che avete sentito dire in qualche programma
TV del tipo "Salute & Benessere", o in qualche
pubblicità in TV con una bella mucca che pascola
in un bel prato verde.
Buona fonte di calcio,
tante proteine, belle immagini di un fluido
bianchissimo che fluisce dolcemente nel
bicchiere e un bambino sorridente che si pulisce
i baffetti bianchi.
La fantasia delle agenzie pubblicitarie ingaggiate
dall'industria lattiero-casearia non ha limiti
nel creare bellissime e coloratissime favole
intorno ai loro prodotti. Anche se non fanno più
vedere il contadino che munge la sua mucca, già
non crediamo alla scenetta del fattore che porta
in città i formaggi con il carretto trainato dal
mulo.
Queste favole però ci
impediscono di vedere
una
realtà che invece dovremmo conoscere, fosse solo
per il legittimo desiderio di conoscere la
verità.
Indipendentemente dal fatto che il latte di mucca va
molto bene per i vitelli e non è un alimento
adatto all'alimentazione umana e nessun animale
raggiunta l'età adulta beve latte, quello che
compri al supermercato o in latteria non ha
nulla in comune con il latte munto dal
contadino.
Il latte di mucca è un fluido
malsano (NdR:
specie quello
pastorizzazione), proveniente
da animali malati, specie di
Tubercolosi
(NdR: salvo quelli
allevati in modo biologico e lasciati pascolare
nei campi allo stato brado) che hanno un'ampia gamma di
malattie pericolose
(NDR: soprattutto perche'
vaccinati
e questi sono anche
trattati farmacologicamente ed
allevati con
alimenti
malsani), quindi latte che
contiene sostanze che hanno un effetto negativo
cumulativo su tutti coloro che lo consumano,
anche se non pastorizzato.
"Ricordiamo che il latte e' una alimento ricco
di ormoni, e' non poteva essere altrimenti,
visto che e' il risultato della secrezione
della ghiandola mammaria femminile degli animali
(mammiferi).
Oggi sappiamo che questo alimento, assieme
all'uso di latticini, concorrono decisamente
ai tumore della prostata, del seno, dei fibromi
vaginali, del cancro sul collo dell'utero, ecc.,
in quanto il latte e' un "alimento Ormonico
"ricco di progesterone, estrogeno, ecc., nonche'
fortemente acidificante.
Alcuni specialisti italiani non hanno
dubbi sulla tossicita' del latte e lo
studio Americano di Colin Campbell "The
China Study" lo conferma, il latte e'
responsabile di molte patologie dell'uomo. Ora
non ce nessuna connessione tra latte e la
formazione sessuale sull' individuo perche
nessuno l'ho mai fatta...o forse non interessa
farla.
Ma bere continuamente latte e' come fare una
cura di ormoni femminili. Farne un
uso quotidiano e prolungato nel tempo
... potrebbe influenzare la crescita sessuale di
un individuo che e' gia' di per se
plurivaccinato ! ...la chiave sta nella
decifratura ...Latte: ormoni sessuali femminili,
estrogeni, progesterone, prolattina, ecc.
Un'inciso, per
i cinesi bere latte viene visto come bere la
secrezione della ghiandola mammaria femminile di
un altro essere".
By ACS
Il latte vaccino contiene sostanze tossiche
per l'uomo
Bere il latte di un altro animale non è banale -
il latte di mucca in particolare. Dopo tutto, il
suo latte è molto ricco di proteine e ormoni
per soddisfare le esigenze di crescita del
polpaccio. Un vitello 6 mesi avrà un peso di 250
kg !
Nessuno ne parla, ma il latte di mucca contiene
sostanze tossiche per l'uomo.
Nel suo libro Paleo nutrizione,
Julien Venesson dedica un capitolo al
problema del latte.
Dice che le sostanze tossiche del latte
sono:
- L' insulina bovina del latte vaccino,
provoca diabete di tipo 1 in soggetti
geneticamente predisposti
- L'ormone della crescita del latte,
IGF-1 stimola la crescita delle cellule tumorali
- Estrogeni latte:
- Sono coinvolti nella diminuzione dei livelli
di testosterone negli uomini
- Sono coinvolti in endometriosi nelle donne
- L'albumina del siero bovino è coinvolto
in artrite reumatoide
- Xantina ossidasi può danneggiare le
arterie
- Le casomorfine sono coinvolti in asma,
allergie, ansia e depressione
- Ftalati e bisfenolo A sono
coinvolti in obesità, infertilità, endometriosi
e ormonali tumori dipendenti
- Lattosio provoca gonfiore, diarrea e la
sindrome dell'intestino irritabile.
vedi:
Alimenti
Contaminati +
Pericoli
del latte
+
DOSSIER LATTE +
Latte fa male +
Latte e
latticini +
CRUDISMO
+ Latte
materno
Altri comuni malattie
note per essere diffuse
attraverso un uso
improprio del
latte contaminato
all'epoca erano oltre
alla
Poliomielite, la
tubercolosi,
la
febbre tifoide,
scarlattina,
mal di gola,
difterite e
diarrea
infantile. [16]
Può essere questa la
genesi di tutte le
polemiche sul latte
crudo che sta avvenendo
in questi giorni ?
Invece di promuovere la
corretta gestione sicura
di latte, certificato
contenente molti
microrganismi salutari,
la
FDA degli Stati
Uniti esige
pastorizzazione che
promuove altri problemi
di salute." e promuove
invece i vaccini.....
"La
tubercolosi è la causa più comune di morte
per
AIDS"
Corbett, E. L., C. J. Watt, N. Walker, D. Maher,
B. G. Williams, M. C. Raviglione, and C. Dye.
2003. The growing burden of tuberculosis: global
trends and interactions with the HIV epidemic.
Arch. Intern. Med. 163:1009-1021.
Abstract/FREE Full Text
http://jcm.asm.org/cgi/ijlink?linkType=ABST&journalCode=archinte&resid=163%2F9%2F1009
Murray, S. 2006. Challenges of tuberculosis
control. Can. Med. Assoc. J. 174:33-34. FREE
Full Text
-
http://jcm.asm.org/cgi/ijlink?linkType=FULL&journalCode=cmaj&resid=174%2F1%2F33
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=496706313690563&set=a.183708744990323.46904.182805198414011&type=1&theater
Fonte:
-
http://vactruth.com/2012/06/03/7-trivia-facts-about-polio/
Il Dottor
Jean Seignalet,
gastroenterologo e immunologo presso la facoltà
francese di Medicina all’Università
di Montpellier afferma:
"Da sempre il latte animale è ritenuto dai piu’,
un alimento sano, nutriente, fortificante e
rimineralizzante grazie al calcio che contiene.
In realtà, diverse ricerche hanno portato medici
e ricercatori a considerarlo nocivo per l’uomo e
responsabile di numerose patologie – fra cui
problemi
tubercolosi,
digestivi,
intestinali, ormonali, demineralizzazione,
decalcificazione, oltre che di formazioni
cistiche e
tumorali".
La
Caseina contenuta nel latte, genera le
malattie croniche
infiammatorie
Animali adulti messi a dieta di latte “fresco”
del
supermercato, sviluppano
artrite che può essere monitorata
istologicamente (iperplasia sinoviale cellulare,
infiammazione e infiltrazione linfoplasmocitica),
anche se sono completamente assenti anticorpi
IgE o
IgG alle proteine del latte (Panush 1990).
"Queste osservazioni", concludono i ricercatori,
“possono fornire un importante modello di
laboratorio per lo studio delle malattie
infiammatorie
dei
legamenti”.
L’effetto artritogenico del consumo del normale
latte commerciale è ben noto ai ricercatori [Goldlust
1981].
Secondo gli studi, bere 235-350 millilitri al
giorno di latte pastorizzato costituisce un
piccolo, ma ripetuto stimolo antigenico a
livello dell’assorbimento
intestinale.
Caseina: Un esempio
per i latticini
(prodotti derivanti dal latte).
Come al solito, il ‘la’ per la
contraffazione della
mozzarella è stato
offerto dalla
Commissione Europea, che ha
contribuito all’estendersi del
fenomeno, autorizzando l’uso della caseina in
luogo del latte...." - per le pressioni
delle lobbies delle aziende
agroalimentari.
Altrimenti perche' i
NAS avrebbero
sequestrato ad una azienda di Crema (I) la
bellezza di 4 tonnellate di mozzarelle prodotte
completamente senza il latte..."
Il latte arriva dall'estero ed in inverno arriva
direttamente in cubi di ghiaccio, talmente e’
annacquato....
Latte – Annozero, Rai2.it
E' allarme
micotossine nel
latte e nei cereali: "Peggio dei pesticidi"
- 04 Marzo 2011
Il latte di un
allevamento su 4 è
contaminato
da
micotossine,
pericolose per la salute e potenzialmente
cancerogene.
E lo stesso vale per molti altri alimenti tra
cui
cereali,
legumi, frutta secca e cacao. E se noi non
ce la passiamo bene, ancora peggio va per gli
animali da
allevamento, nutriti con alimenti
contaminati nel 90% dei
casi.
Veleni di
nuovo destinati ad arrivare sulle nostre tavole
attraverso, appunto, il loro latte. Gli
allarmanti dati sulla diffusione delle poco
conosciute ma molto pericolose micotossine è
stato lanciato ieri dall'Arpa Piemonte. "Ci è
sembrato doveroso far conoscere le attività
svolte da noi e dall'Istituto zooprofilattico
sperimentale - spiega il direttore regionale
dell'Arpa,
Silvano Ravera - anche per far capire meglio
cosa sono le micotossine e la loro
pericolosità".
Quasi tutto il latte di mucca ha 59 ormoni
attivi, allergeni in gran quantità,
grasso e
colesterolo (NdR: che non e' facilmente
metabolizzabili dall'organismo umano).
La maggior parte del latte di mucca contiene
quantità misurabili di
erbicidi,
insetticidi e
diossina fino a 2.200 volte il livello di
sicurezza, fino a 52 potenti
antibiotici,
sangue, pus, feces, batteri e
virus. (Il latte
di mucca può avere tracce di qualsiasi cosa che
la mucca mangi incluso fuoriuscite radioattive
provenienti dagli esperimenti nucleari.) Uno di
quei 59 ormoni è un potente ormone della
crescita (IGF-1) con fattore di crescita uno.
(NdR: senza contare i
Vaccini che
inoculano
alle vacche e che le
rendono
immunitariamente deboli
oltre ad
intossicarle ed
a creare
infiammazioni
che si vogliono successivamente, e da parte di
veterinari al servizio di
Big Pharma,
combattere con
farmaci,
cortisone,
antibiotici, ecc...rendendoli
cronicamente
malati ! )
Considerate questo ormone come una cellula di
combustibile per qualsiasi
cancro.
La FDA (Amministrazione Federale degli Alimenti
e dei Farmaci) insiste che l'IGF-1 si distrugge
nello stomaco.
Se fosse vero l'FDA ha dimostrato che
l'allattamento non funziona. Questo fattore di
crescita fa in modo che il vitello neonato
cresca rapidamente, come madre natura intende.
Un'altra sostanza chimica presente nel latte è
la
caseina. È un potente agglomerante, un
polimero usato per fare plastiche e colle,
ottimo per fare solidi accessori o incollare
etichette alle bottiglie di birra.
Ottanta % delle proteine del latte sono
caseina; è
anche un
allergene, un'istamina che crea
molto
muco.
E' permesso (NdR: dalle leggi italiane
odierne) che nel latte siano presenti delle
feci che sono una sorgente principale di
batteri.
Il latte viene di solito
pastorizzato
più di una
volta prima di arrivare sulla vostra tavola,
ogni volta per circa 15 minuti a 73° centigradi.
Per sterilizzare l'acqua occorre farla bollire a
100° per alcuni minuti.
Tenere presente anche che a temperatura ambiente,
il numero di
batteri del latte raddoppia ogni 20
minuti circa.
INOLTRE:
Un bicchiere
di latte contiene infatti diversi prodotti
chimici, da farmaci ad ormoni, frutto dei
trattamenti eseguiti sull'animale produttrice.
A fare luce, una ricerca
dell'Università di Jaen (Spagna), diretta da
Evaristo Ballesteros e pubblicata sul "Journal
of Food Chemistry".
La squadra iberica ha
raccolto campioni di 20 latte, provenienti da
mucche allevate in Spagna e Marocco. I test di
laboratorio hanno poi riscontrato nella bevanda
tracce di analgesici (acido niflumico,
mefenamico e chetoprofene) antinfiammatori e
ormoni sessuali ed estrogeni.
Secondo Ballesteros e
colleghi, tali sostanze sono conseguenze del
processo a cui i bovini sono sottoposti: ad
esempio gli ormoni sessuali sono impiegati per
stimolare la produzione di latte.
Inoltre, in base ai dati
raccolti, l'esperto ed i suoi colleghi ritengono
che le quantità di prodotti chimici siano troppo
piccole per danneggiare la salute, anche se il
loro stato indica una presenza continua nella
catena alimentare.
Conclude allora Ballesteros:
"La nostra metodologia di test è altamente
sensibile e fornirà un sistema molto più
efficace per determinare la presenza di questo
tipo di contaminanti nel latte e in altri
prodotti. In un momento in cui il controllo
della qualità del cibo è fondamentale". Secondo
lo spagnolo, il sistema in questione offre
risultati corretti in soli 30 minuti.
FONTE:
Abdelmonaim Azzouz, Beatriz Jurado-Snchez,
Badredine Souhail, and Evaristo Ballesteros,
"Simultaneous Determination of 20
Pharmacologically Active Substances in Cow's
Milk, Goat's Milk, and Human Breast Milk by Gas
Chromatography-Mass Spectrometry", J. Agric.
Food Chem., 2011, 59 (9), pp 5125-5132,
DOI: 10.1021/jf200364w
Tratto da: free-italy.info
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Micotossine nel latte - E'
allarme micotossine nel latte e nei cereali:
"Peggio dei pesticidi" - 04/03/2011
Il latte di un allevamento su 4 è contaminato da
micotossine, pericolose per la salute e
potenzialmente cancerogene. E lo stesso vale per
molti altri alimenti tra cui cereali, legumi,
frutta secca e cacao. E se noi non ce la
passiamo bene, ancora peggio va per gli animali
da allevamento, nutriti con alimenti contaminati
nel 90% dei casi.
Veleni di nuovo destinati ad arrivare sulle
nostre tavole attraverso, appunto, il loro
latte. Gli allarmanti dati sulla diffusione
delle poco conosciute
ma molto pericolose micotossine è stato
lanciato ieri dall'Arpa Piemonte. «Ci è sembrato
doveroso far conoscere le attività svolte da noi
e dall'istituto zooprofilattico sperimentale -
spiega il direttore regionale dell'Arpa, Silvano
Ravera - anche per far capire meglio cosa sono
le micotossine e la loro pericolosità».
Il LATTE…un alimento diffuso in ogni parte del
mondo… Venduto e prodotto ovunque ! Ma sapete
cosa c’è davvero al suo interno ?...un
sacco di farmaci e non solo...
Magari noi crediamo che quando apriamo una
confezione di latte, siamo per bere qualcosa di
davvero fidato e genuino, ma in realtà, dopo
aver letto questo articolo avrete qualche dubbio
in merito…
A condurre degli studi in
merito e a fare luce su questa vicenda è stata
una ricerca dell’Università di Jaen (Spagna),
diretta da Evaristo Ballesteros, pubblicata sul
“Journal of Food Chemistry”.
I ricercatori e studiosi Iberica, hanno condotto
studi su circa 20 campioni di latte prodotto in
Spagna e proveniente dal Marocco…
Be, clamorosamente questa ricerca ha rivelato
ciò che non ci si aspettava affatto: nella
bevanda sono state esaminate e riconosciute
tracce di analgesici (tra cui acido niflumico,
mefenamico e chetoprofene) antinfiammatori,
ormoni sessuali ed
estrogeni.
La presenza degli ormoni all’interno del latte,
sarebbe motivata (se pur clamorosamente) dalle
sostanze somministrate ai bovini per aumentare
la produzione di latte a livelli industriali.
Ovviamente non stiamo parlando di sostanze
presenzi in quantità enormi, quindi non ci si
dovrebbe preoccupare più del dovuto…
Ma a far nascere il dubbio è proprio il fatto
che l’ingestione di queste sostanze da parte
dell’uomo, è costante e graduale…
Spieghiamoci meglio: ogni giorno capita di bere
un quantitativo di latte, piccolo o grande che
esso sia.
Avvolte nel caffè, avvolte sotto forma di
cappuccino, altre ancora come elemento
essenziale per cucinare i nostri dolci…
Insomma, in vari modi e costantemente, il nostro
organismo ingerisce queste sostanze !
Quanto potrà influire sul nostro organismo
l’assunzione di queste sostanze ? Cosa ci
comporterà ? - Fonte: veritaoltreilsistema.com
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SFRUTTAMENTO delle Vacche
Le mucche inserite nel ciclo industriale del
latte (NdR: ogni mucca deve "rendere" 60
lt di latte al giorno - mentre di norma ne
dovrebbe produrre solo al massimo 15-20 al di'
e per il proprio vitello, cio' significa che e'
pompata per produrre 3
volte di piu' delle sue salubri
necessita'....).
Un inciso:
Negli USA,
la Monsanto
commercializza da anni un ormone chiamato RBGH,
che serve per aumentare a dismisura la
produzione di latte delle vacche. La produzione
esasperata, con conseguente mungitura intensiva,
provoca spesso
mastiti le quali, oltre
che essere terribilmente
dolorose per l'animale, finiscono
con il far colare
pus nel latte munto e devono
essere curate con antibiotici, che certamente
passano nel latte e che è dubbio vengano
distrutti dal processo di pastorizzazione.
L'RBGH non viene utilizzato in Europa e anche il
Canada ne ha vietato l'impiego, mentre negli
USA, viene ancora usato.
Ciò non significa che in Europa non si usino
altre sostanze per aumentare la produzione di
latte e, imprevedibili conseguenze degli
alimenti OGM a parte
con i quali vengono alimentate le nostre
vacche, tutto il resto vale anche qui da noi...
Come certamente saprete,
non vengono munte
dal contadino ma vengono collegate alle
mungitrici meccaniche automatiche
(vedi: Figura sotto), in maniera
intensiva per ottenerne il massimo sfruttamento
possibile.
Questo causa l'insorgenza della
mastite e l'infiammazione purulenta da
staffilococchi della mammella che viene "curata"
con
antibiotici. Dato che le mucche continuano
ad essere sottoposte a mungitura meccanica la
mastite diventa cronica.
Il
pus passa nel latte assieme alle altre
sostanze (antibiotici,
ormoni,
medicinali vari)
e quindi le autorità sanitarIe hanno stabilito
quanto pus può essere ammesso nel latte, "senza
che faccia danno alla salute". (NdR: secondo
i produttori e gli "Enti ufficiali preposti alla
"salute umana ed animale".
- vedi:
Ministero informato sui
danni dei vaccini....cosa fanno,
come lo fanno e se lo fanno...).
In un cm3 di latte di mucca commerciale è
permesso, dalle autorità sanitarie, che vi siano
fino a 750.000 "essudato
cellulare granulocitario", il cui nome
comune è
pus e 20.000
batteri vivi prima possa
venire ritirato dal mercato.
Il tutto ammonta a 20 milioni di batteri vivi e
fluttuanti e fino a 750 milioni di essudato
cellulare di
pus per litro.
La Comunità Europea e il Canada danno il
permesso per un latte meno "gustoso" con 400
milioni di cellule di pus per litro.
Di solito
questi valori sono più bassi, ma potrebbero
raggiungere questi livelli ed essere permesso
che quel latte arrivi sulla tua tavola.
Il latte di mucca ha un contenuto di calcio
3
volte superiore a quello umano. Per venire
assimilato, i livelli di magnesio dovrebbero
essere in proporzione uguali a quelli del calcio
e non lo sono. Inoltre ci sono numerose malattie
collegate con il consumo di latte come la
leucemia,
diabete e malattia di
Crohn
ed altre ancora.
Tratto da:
medicinenon.it + commenti del
webmaster di mednat.org
NB: Nell’articolo originale, consultabile nel
sito indicato, sono presenti alcune tabelle che
permettono di verificare i limiti massimi delle
particelle di pus (eufemisticamente chiamate
cellule somatiche) ammesse nel latte, oltre ai
germi e agli antibiotici, entro i quali tale
latte può essere commercializzato, estratti
dalla:
NORMATIVA COMUNITARIA 92/46 G.V. recepita dal
DPR 14.01.1997 N. 54.
"E' bene notare come la Natura non abbia incluso
alcun amido nel latte. Il carboidrato del latte
è lo zucchero. Se verso la fine del primo
periodo di alimentazione, si desidera assicurare
al bambino altri carboidrati oltre a quello
contenuto nel latte, si dovrebbe farlo sotto
forma di frutta dolce: datteri, fichi, uva,
loti, banane ben mature, ecc., piuttosto che
sotto forma di amidi."
Tratto da: disinformazione.it
Commento NdR:
La mancanza negli umani dell'enzima lattasi che
"demolecolizza" e scinde il lattosio in
maltosio e
destrosio, due zuccheri
non facilmente assimilabili
dall'intestino umano, genera negli individui
tanti disturbi, non facilmente riconducibili al
latte vaccino.
Le caseine, specie l'alfa-s2, non sono
facilmente demolecolizzabili dai
batteri
autoctoni della
flora intestinale biovitale, per
cui vengono a generarsi altri problemi
sovrapponibili a quelli di cui sopra, generando
facilita' alle allergie, riniti, sinusiti,
dolori articolari, cattiva digestione,
irritabilita', eczemi, stanchezza, ecc.
(vedi i lavori del
CNR
di Torino guidati dal
dott.
Amedeo Conti).
Contrariamente a quanto fino ad ora affermato
dai medici allopatici, il latte non salvaguardia
dall'osteoporosi, in quanto proprio nelle
nazioni del mondo ove se ne fa' piu' uso,
sono
quelli con il piu' alto indice di quella
malattia.
Senza contare che specie nei
bambini i
vaccini
destabilizzano in primis la
flora batterica ed il
sistema
enzimatico del
vaccinato !
vedi
Protocollo della Salute
Qui in Italia,
è lo stato che copre
le malefatte - Mar. 2011.
Il latte in circolazione arriva dalla Romania
dove sono certo che ci sono allevamenti
ultraintensivi i cui unici proprietari possono
essere solo grosse Multinazionali. Lo stesso è
accaduto per il pecorino romano (RUMENO). I
pastori sardi si ammazzavano per produrre ed
hanno scoperto che in Romania una ditta con
partecipazioni Governo Italiano, produce
formaggio Rumeno made in Italy ...
E poi fanno scattare le multe sulle quote
latte,... che pagano con i fondi dedicati ai
malati di Cancro (alias TBC da ingestione di
alimenti
infetti,... e
vaccini,...)
Un grosso schifo.
Le
intolleranze alimentari sono dovute alla
mancanza di
enzimi indispensabili per la
digestione di un certo cibo.
Una delle intolleranze più comuni è quella al
lattosio, il principale zucchero contenuto nel
latte.
Le persone che non riescono a bere latte, non
riescono a digerirlo, poichè non possiedono
un
enzima chiamato "lattasi",
(NdR: specie quando un bambino viene
vaccinato si altera la flora batterica
intestinale ed il sistema enzimatico, aggravando
il pericolo di
allergie anche alimentari) che scinde il
lattosio in zuccheri semplici ed assorbibili nel
tratto intestinale. Ed i sintomi sono quelli
legati alla mancanza di digeribilità: diarrea,
crampi intestinali e produzione di gas di
fermentazione.
A causa di malattie, o del passare degli anni, o
di un corredo genetico particolare, la quantità
di lattasi può essere insufficiente o mancare
del tutto.
Negli Stati Uniti fino al 22% degli adulti è
affetto da carenza di lattasi mentre i
Nord-Europei hanno la prevalenza più bassa
(circa il 5%). Nell’ Europa centrale la
prevalenza è circa il 30% e nell’Europa del sud
sfiora il 70%, come negli Ispanici e negli
Ebrei.
Non vi sono invece differenze significative di
incidenza fra i due sessi. L’ espressione e
l’attività della lattasi iniziano a diminuire
nella maggior parte delle persone intorno ai 2
anni di vita con una riduzione progressiva
geneticamente programmata, ma i sintomi di
intolleranza al lattosio raramente si sviluppano
prima dei 6 anni.
Tratto in parte da: 100salute.it
vedi:
Calcio +
Osteoporosi +
Bevete latte
per il calcio ?
INDICAZIONI per la LETTURA del
Tetrapack del Latte vaccino
Ecco quello che nessuno mai vi dice : La
LUNGA STORIA della SOFISTICAZIONE del LATTE
Quale alimento nell'immaginario collettivo sia
meglio del latte come fonte di salute ?
Il latte materno
è il primo alimento della nostra vita donatoci
dal seno della madre, sinonimo di salute e
benessere. Su queste convinzioni si basa un
commercio colossale
fondato sul raggiro
del
latte vaccino.
Produrre più latte a tutti i costi: questo è
l'obiettivo che si impone al lattaio per avere
più guadagno possibile.
E allora negli anni '50 del XX secolo, furono
sintetizzati gli estrogeni sintetici, per
indurre le vacche a produrre più latte: gli
estrogeni sintetici non potevano essere
metabolizzati, dunque si accumulavano
nell'organismo producendo effetti devastanti
come il cancro al seno nelle donne e
l'ipertrofia mammaria negli uomini. Negli anni
'80 gli estrogeni sintetici furono sostituiti
dagli estrogeni naturali prodotti da batteri
ricombinati: gli estrogeni naturali hanno
effetti meno appariscenti dei sintetici, ma
egualmente devastanti, innanzitutto provocano
sempre il cancro al seno nelle donne, negli
uomini invece, dato che possono essere
metabolizzati, si convertono in testosterone
che induce il cancro ai testicoli, il cancro
alla prostata e calvizie precoce.
Per produrre più latte si pensò poi di
ricorrere
all'ormone
della crescita che induce le vacche a
fare più latte.
Agli inizi l'ormone della crescita veniva
estratto dal cervello di animali morti, questa
pratica fece comparire alla fine degli anni '90
la malattia della 'mucca pazza'. In seguito si
utilizzò la somatotropina bovina prodotta da
batteri ricombinati, che induceva nell'animale
un incremento del suo ormone della crescita.
La presenza dell'ormone della crescita nei
prodotti lattiero caseari non è senza
conseguenze sulla salute: stimolando la crescita
dei tessuti stimola anche la crescita di un
tessuto canceroso, in poche parole l'ormone
della crescita è uno stimolatore di ogni tipo
di cancro. Inoltre la somministrazione
dell'ormone della crescita alle vacche fa
produrre un latte con un maggior contenuto dl
fattore IGF1 che a sua volta stimola
nell'organismo umano vari tipi di cancro, come
il cancro al polmone il cancro al colon e il
cancro alla prostata, oltre ad indurre il
diabete.
LATTE=
facile
CANCRO, ed altro ancora…. - Sono troppi
gli interessi in gioco: tanti soldi guadagnati
sulla nostra salute !
CANCRO
OVARICO e INFERTILITA' FEMMINILE - Nel latte è
presente uno zucchero disaccaride detto
lattosio, che viene scisso producendo il
monosaccaride
galattosio. Il galattosio è un
monosaccaride tossico
per l'organismo umano e deve essere
adeguatamente processato attraverso
enzimi
che diventano scarsi nell'adulto. Il galattosio
presente nel latte non può essere metabolizzato
nell'età aduta: il galattosio è tossico per gli
ovociti e provoca diminuzione della
fertilità nelle donne, inoltre il galattosio
non metabolizzato produce un aumento di
frequenza del cancro alle ovaie.
CANCRO
alla MAMMELLA e CANCRO alla PROSTATA - La
mammella e la
prostata sono due ghiandole molto soggette
a sviluppare il cancro, ma a difenderle vi è la
vitamina D, che però è ridotta fortemente da
un'alimentazione ricca in prodotti caseari che
apportano troppo calcio. Il rapporto calcio/vit.D
troppo alto determina un aumento del rischio di
sviluppare tumori al seno e alla
prostata.
CANCRO
al TESTICOLO e DISTURBI della SESSUALITA'
MASCHILE - Gli estrogeni presenti in tracce nel
latte vaccino, determinano un aumento del
rischio di sviluppare il cancro al testicolo:
ogni 200 ml di latte o equivalenti di
latticini, assunti ogni giorno durante
l'infanzia, determina un aumento del 30% del
rischio di contrarre il cancro ai testicoli in
età adulta.
Lo stimolo degli estrogeni presenti nel latte
vaccino, produce disturbi legati all'erezione,
impotenza, l'eiaculazione precoce e la
diminuzione del numero degli spermatozoi
attivi.
DIABETE
INSULINO DIPENDENTE - L'albumina contenuta nel
latte vaccino,essendo diversa da quella umana,
fa produrre al
sistema
immunitario anticorpi che attaccano le
cellule
beta del pancreas. Quando le cellule beta
vengono distrutte per reazione autoimmune al
80-90%, questo provoca un aumento dei casi di
diabete insulino dipendente, tra quei bambini ai
quali è stato somministrato latte vaccino prima
del compimento del primo anno di vita.
AUTISMO -
La proteina del latte vaccino detta
caseina, si scinde nello stomaco producendo
la
caseomorfina, una sostanza oppioide che
agisce sul cervello. Durante l'infanzia, la
caseomorfina prodotta dall'ingestione di latte
vaccino, in quanto è una forma modificata
rispetto alla caseomorfina prodotta dal latte
umano, è sospetta di aiutare l'innesco dell'autismo, un
disturbo dello sviluppo del cervello infantile.
Nell'adulto l'effetto sul cervello delle
caseomorfine da latte vaccino, possono scatenare
in soggetti predisposti la schizofrenia.
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LATTE alla PARA-TUBERCOLOSI !! -
Lo SANNO TUTTI, MA NON lo DICE NESSUNO
!
- Per ulteriori informazioni sul latte vai a:
http://www.facebook.com/l/01bf8;www.notmilk.com/
Per saperne di Robert Cohen's Milk libro The
Deadly Poison:
http://www.facebook.com/l/01bf8;Amazon.com
Direct Link:http://www.notmilk.com/
...
Chi e'
l'Autore Robert Cohen; e' una ricerca effettuata
nel 1970 sugli effetti ormonali sul cervello e
sul comportamento. Venticinque anni dopo, questo
padre di tre figli si preoccupo' per
l'approvazione dei farmaci più controversi della
storia della FDA,
l'ormone geneticamente modificato che è ora
nella nostra produzione di latte.
Lungo il percorso, Cohen scoprì che il latte è
implicato nel causare cancro al seno,
osteoporosi, malattie cardiache e malattie
infantili croniche. Cohen doti di ricercatore, e
la sua passione per la sicurezza della sua
famiglia, ha portato il suo contributo per
esporre la verità sul latte. Sulla base delle
sue ricerche esaustive e completate nel corso
degli ultimi sei anni, Cohen ha predetto la
mucca pazza e l'insorgenza della malattia. La
sua ostinata determinazione ha fissato
l'industria americana lattiero-caseario nel suo
traguardo di ricerca.
Per rassicurare che tutti i cittadini del mondo,
e far conoscere la verità, Cohen e' fondatore ed
è direttore esecutivo dell' America's Dairy
Education Board, un gruppo di medici di primo
piano a livello nazionale dedicato a dissipare
il mito che il latte è il cibo perfetto della
natura.
Questo è uno speciale sul latte. Quello che il
governo non vuole che tu sappia di latte. Non
bere latte, sappiamo che contiene grassi e
colesterolo, ma lo sapevate che contiene la
proteina caseina (che è praticamente una colla
che porta ad un sacco di muco costruire e altri
problemi di salute come l'asma e la
congestione), il latte contiene anche .. ormoni
della crescita, potenti virus, una serie di
sostanze chimiche letali e biologici agenti
batterici, proteine bovine che causano allergie,
insetticidi, antibiotici, tutto questo può
innescare la crescita del cancro e contribuisce
al problema di oggi di bambini obesi (mai notato
perché giovani seni ragazze tendono a sviluppare
più velocemente ?).
Il latte vaccino è l'alimento numero allergica
in questo paese. E 'stato ben documentato come
causa di diarrea, crampi, gonfiore, gas,
emorragie gastrointestinali, anemia da carenza
di ferro, eruzioni cutanee, l'aterosclerosi, e
l'acne. E 'la causa principale di otiti
ricorrenti nei bambini. E 'anche stata associata
al diabete insulino dipendente, l'artrite
reumatoide, la sterilità, e la leucemia. lo
zucchero del latte e raffinato fare due dei più
grandi contributi al cibo indotta salute nel
nostro paese.
Latte il veleno mortale GUARDA !
http://www.youtube.com/watch?v=tYpafipJyDE&feature=related
vedi anche:
Cure naturali del dott. Valnet
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Negli USA, la
Monsanto
e la
Eli Lilly Company commercializzano da anni
un ormone chiamato
RBGH, serve per aumentare a dismisura la
produzione di latte delle vacche.
La produzione esasperata, con conseguente
mungitura intensiva, provoca spesso
mastiti le
quali, oltre che essere terribilmente dolorose
per l'animale, finiscono con il far colare pus
nel latte munto e devono essere curate con
antibiotici che certamente passano nel latte e
che è dubbio vengano distrutti dal processo di
pastorizzazione.
L'RBGH non viene utilizzato in Europa e anche il
Canada ne ha vietato l'impiego, mentre negli
USA, per quel che ne so, viene ancora usato. Ciò
non significa che in Europa non si usino altre
sostanze per aumentare la produzione di latte e,
imprevedibili conseguenze degli
OGM a parte,
tutto il resto vale anche qui in Italia.
La prima cosa da sapere è che dell'ormone
artificiale "rBGH"
non ce n'è bisogno, gli allevatori non ne hanno
bisogno, le mucche non ne hanno bisogno, e la
salute umana non ne ha bisogno.
Il problema più grave dell'industria lattiera di
oggi è la sovra produzione. E i governi devono
sobbarcarsi i costi per mantenere il prezzo del
latte remunerativo...
E cosa succede alle mucche ? Un aumento delle
mastiti, cisti ovariche, disordini uterini,
lesioni agli arti.
L'introduzione di questa sostanza, denominata
Posilac - (Monsanto), ha comportato un
aumento delle terapie in
antibiotici e
antimicotici per tentare di curare le malattie indotte
nell'animale. Peccato però che i residui degli
antibiotici si trovino in grandi dosi nel latte
e i suoi derivati.
Quindi a chi interessa la diffusione di questa
pratica ?
Ai
produttori di farmaci
usati in questo campo: le
quattro
multinazionali che hanno investito più di
cinquecento milioni di dollari nel relativo
sviluppo e promozione.
In più un particolare: negli esseri umani è
stato trovato lo stesso ormone che si trova nei
bovini, IGF-1, provocato dal BGH, il quale è
causa di cancro al seno, ipertensione,
diabete, gynecomastia (sviluppo dei seni negli
uomini).
Inoltre l'uso diffuso dell'ormone
artificiale rBGH aumenta
la quantità di proteina animale (di sintesi
chimica) e poichè il 14 %
del sottoprodotto dei bovini è destinato alla
produzione di farine per l'alimentazione
animale, è molto probabile che contribuisca ad
aumentare il rischio della diffusione
dell'encefalopatia spungiforme (mucca
pazza), con gravissimi rischi per la sanità
pubblica.
By
Cornell Students for the Ethical Treatment of
Animals
http://arrs.envirolink.org/AnimaLife/index.html
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Mamme, attenzione
alla colazione dei vostri bambini:
importantissima fin
dai primi mesi di vita, ma
non con il latte vaccino
Questo il messaggio principale emerso dalla
relazione del
Prof. Agostoni
di questa mattina
alle Giornate Nazionali di Nutrizione
Pratica-NutriMi 2009.
Nella sessione riguardante la nutrizione in età
pediatrica sono stati infatti affrontati temi di
grande interesse per le mamme, riguardanti
l’educazione alimentare dei bambini con una
dieta nei primi due anni di vita che preveda
un’alimentazione specifica a loro dedicata, per
prevenire il rischio di sovrappeso, obesità e
malattie cardiovascolari. In primis, il Prof Agostoni, sconsiglia l’utilizzo di latte vaccino
almeno per il primo anno di vita.
La Prof.ssa Scaglioni ha ribadito l’importanza
di abituare i piccoli ad una colazione sana e
completa dal punto di vista dei nutrienti,
affinché imparino ad adottare stili alimentari
equilibrati.
Ricordiamo che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a
distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
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Il LATTE, un ALIMENTO da EVITARE
(specie quello
pastorizzato)
La gloriosa reputazione del latte di vacca come
bevanda fortificante e rimineralizzante, grazie
al calcio in esso contenuto sta per cadere dal
suo antico piedistallo.
Diverse ricerche hanno portato medici e
ricercatori a considerarlo nocivo per l’uomo e
responsabile di numerose patologie – fra cui
demineralizzazione, decalcificazione, problemi
digestivi, intestinali, ormonali – oltre che di
formazioni cistiche e tumorali.
Così come gli alcolici, il tabacco, lo zucchero
bianco e i grassi cotti, il latte di vacca è un
prodotto nocivo.
Noi consumiamo tutti i prodotti
lattieri e ne abusiamo, senza guardare oltre
l’immediata soddisfazione dei nostri bisogni.
Poiché non è semplice liberarsi dalle abitudini
alimentari, per noi è difficile cambiare dieta.
Abbiamo perduto l’istinto profondo, garante del
nostro equilibrio e del nostro interesse vitale.
In questo modo, ci siamo abituati
progressivamente a un’alimentazione carente e
non specifica per le nostre esigenze.
Conoscendo perfettamente la composizione del
latte materno umano e quello della vacca (NdR:
anche il
pH e' diverso: quello della mucca e' molto
piu' acido di quello materno che e' circa
pH 7 -
neutro o leggermente basico), si
mettono bene in rilievo le maggiori differenze
esistenti tra queste due bevande, la prima
assolutamente adatta al lattante umano, la
seconda al vitello, ma non a un bambino.
Queste le numerose ragioni che dovrebbero quindi
portarci a eliminare dalla nostra alimentazione
il latte di vacca e i suoi derivati: burro,
formaggio, panna, yogurt e gelati. - (NdR:
meglio il Kefir)
By Dottor Jean Seignalet, gastroenterologo e
immunologo presso la facoltà di Medicina
all’Università di Montpellier
(Francia)
Ecco alcune testimonianze:
Signora G. N. (Tolosa):
" Dovevo sottopormi alle analisi del sangue
ormonali per verificare alcuni valori
(sterilità), e sono rimasta sorpresa
nell’apprendere dal laboratorio che dovevo
astenermi dai prodotti lattieri un giorno prima
dell’esame. Di fronte al mio stupore, mi hanno
risposto che questi ultimi alterano il sistema
ormonale ! "
Signora G. L. (Parigi):
" Dietro raccomandazione di mia madre (naturopata),
ho sospeso l’assunzione di prodotti lattieri.
Avevo delle cisti alle mammelle, che sono
scomparse. Poi ho ripreso a consumare latticini
per golosità, e ho visto ricomparire le cisti.
Mi sono quindi convinta della loro origine."
Signora A. L. W. (Gers) " Ero
affaticata da un fibroma emorragico, da artrosi,
colite, colesterolo e angine croniche. I medici
mi proponevano pillola, antibiotici e medicine.
Una prima rettifica alimentare ha migliorato le
mie condizioni, ma l’elemento determinante è
stato la soppressione totale dei i prodotti
lattieri. Sei mesi dopo è rientrato tutto nella
norma. Oggi ho 54 anni, ho cicli regolari e la
mia vitalità mi consente di scalare le montagne.
Sono 15 anni che non assumo farmaci di sintesi.
Che cosa ne penserebbe la Previdenza sociale ? "
Certo, sarebbe semplicistico incriminare tutti i
prodotti lattieri dei vari tipi di patologie. Vi
sono altre cause o ragioni oltre ai latticini,
ma essi, a mio parere, restano responsabili di
un gran numero di patologie, e se li si elimina
dalla dieta, una buona metà dei disturbi può
scomparire spontaneamente, a patto, beninteso,
che non si commettano altri errori.
Un individuo con una grande energia vitale
potrebbe consumare latte senza per questo
ammalarsi, ma a poco a poco egli noterà una
diminuzione del proprio potenziale più rapida di
quanto non avverrebbe se non avesse assunto i
latticini. In compenso, con un consumo maggiore
di quanto necessario sarà esposto a diverse
patologie.
Per un individuo dotato di una debole energia
vitale (soggetto ad allergie), anche una modesta
quantità di latte basterebbe a scatenare una
crisi o una malattia.
Potete ben constatare che ogni individuo è
diverso dagli altri, reagisce a suo modo, segue
la propria ereditarietà e l’insieme delle
proprie esperienze. Per tale ragione, è saggio
non generalizzare mai in materia di nutrizione:
quest’ultima deve corrispondere a un individuo
specifico, in funzione della sua natura,
dell’ambiente, dell’età, del lavoro e,
aggiungerei, della sua coscienza.
Nonostante tutto ciò che abbiamo affermato a
proposito dei danni alla salute provocati dai
prodotti lattieri, questi ultimi in determinate
circostanze possono costituire tuttavia una
risorsa temporanea, anche se non ideale. Per
esempio, chi non ha sentito parlare di qualche
neonato salvato da un latte sostitutivo (vacca o
capra) per l’intolleranza a quello materno o per
l’assenza di quest’ultimo ?
Il latte di capra, più leggero e meno grasso, è
meglio tollerato dai bambini rispetto a quello
di vacca. L’ideale sarebbe somministrare loro
latte d’orzo o di mandorla, i cui valori
nutritivi si adattano perfettamente all’essere
umano. Il latte di riso è di grande beneficio in
caso di diarrea.
Sebbene lo yogurt (inseminato con batteri
lattici) sia più digeribile e assimilabile del
latte e abbia un’azione efficace sulla flora
intestinale, rimane comunque un alimento acido.
E una quantità eccessiva di acido lattico
nell’organismo è dannosa. Bisognerebbe ridurne
il consumo, e addirittura evitarlo in caso di
spasmofilia. Lo yogurt alla soia naturale può
sostituirlo, anche se in piccole quantità,
poiché non bisogna dimenticare che questa pianta
contiene purine.
La migliore fonte di acido lattico si trova nei
crauti, nelle carote e nelle barbabietole
lattofermentate, sempre in piccole quantità.
Gli alimenti sostitutivi
La soia
(da assumere con
parsimonia - assolutamente evitate quella
OGM)
La soia è un alimento ricco di ferro, povero
di grassi, privo di colesterolo e contiene
proteine, in particolare otto amminoacidi.
Certi organismi non la tollerano. In tal caso,
provate ad allungarla con un po’ d’acqua
sorgiva, oppure evitatela. In ogni modo, siate
prudenti nel consumo (contiene purine) e nella
scelta della qualità di origine biologica, e non
transgenica.
Il filtrato o «latte» di soia
Il filtrato di soia sostituisce molto bene
il latte di vacca in tutte le preparazioni
culinarie (crema, besciamella, minestre,
sformati, crêpe, torte). Si trova in cartoni nei
negozi di prodotti dietetici e nei grandi
supermercati; ne esistono diverse marche.
Scegliete filtrati senza zucchero aggiunto.
Potete anche fabbricarvelo da soli a casa,
tritando nel frullatore, con aggiunta di acqua
sorgiva, semi di soia gialla in precedenza
lasciati in ammollo e accuratamente decorticati.
È spesso ben accetto dai bambini a guisa della
sacrosanta tazza di latte mattutina. Essi
l’apprezzano molto con l’aggiunta di polvere di
carruba, che nei primi tempi può mascherare il
sapore per loro insolito. Il filtrato di soia
garantisce una crescita armoniosa e, pur senza
eguagliarlo, può sostituire in alcuni casi e
per
brevi periodi, il latte materno.
(NdR: Molto meglio il
latte di Avena e Riso !)
Le creme dessert
Alcune preparazioni pronte di crema dessert
in diversi gusti sono deliziose. Esse
sostituiscono benissimo quelle al latte di
vacca: sono molto digeribili e hanno sapori
gradevoli (vaniglia, cioccolato, nocciola,
carruba, caramello). Queste creme, senza
zucchero aggiunto, sono le preferite dai
neonati.
Il tofu
Il tofu, ottenuto cagliando il latte di soia
con il nigari (cloruro di magnesio e altri
derivati del sale marino), non possiede il
sapore intenso dei formaggi di vacca; con un po’
di tamari (salsa di soia), aromi e verdurine
diventa delizioso. Si trova sotto forma di
crocchette, polpettine, bistecche e pâté
vegetale, e fa parte di tutte le basi culinarie
dei vegetariani.
Gli yogurt -
meglio evitarli oppure ridurli al minimo
Si possono preparare a casa propria, con
fermento bulgaro. Gli yogurt di soia sono meno
acidi di quelli del latte vaccino, ma in ogni
caso limitatene il consumo. Si trovano anche
alla frutta; evitate quelli contenenti frutti
troppo acidi (agrumi).
Il latte vegetale e oleoso
Il latte vegetale e quello oleoso sono una
buon alternativa al latte di vacca. Molto meno allergizzanti di quest’ultimo, sono più
digeribili e più ricchi di minerali, glucidi e
lipidi di buona qualità.
– Tra i vegetali, troviamo l’orzo, il
riso,
l’avena, il grano, il farro, il
mais, la
soia
nelle leguminose.
Consigli d’uso: far bollire i semi in acqua
sorgiva, schiacciarli o frullarli e poi
filtrare.
– Tra gli oleaginosi, abbiamo le mandorle, le
nocciole, i girasoli, le noci di anacardio, le
noci di cocco e i semi di sesamo.
Consigli d’uso: mettere a bagno i semi e
lasciare riposare per 24 ore in acqua sorgiva,
schiacciarli o frullarli e poi filtrare.
Latti di
frutta secca (noci, nocciole, mandorle, noci
brasiliane, cocco, canapa, ecc.)
In commercio si trova facilmente il latte di
mandorla e molti tipi di latte estratti dalla
frutta secca fondamentalmente nati dall’ammollo
di frutta secca per una notte e successivamente
macinati con acqua zuccherata e all’occorrenza
un po’ di vaniglia.
Latte di cocco
un’altra gradevolissima alternativa (ottima
base per smoothie e frullati); non è difficile
da trovare sopratutto negli empori biologici e
nei Suq cittadini. Surfando il web si trovano
anche utili consigli per autoprodurlo.
Il latte di sesamo
Lasciare a bagno in acqua sorgiva per tutta
la notte 7 cucchiai da minestra di semi di
sesamo crudi. Lavare i semi, scolarli e
frullarli con 2 tazze d’acqua sorgiva.
Aggiungere 5 datteri senza noccioli oppure
sciroppo d’acero. Frullare.
Sono possibili anche altre miscele:
– 2 cucchiai da minestra di sesamo + 3 di soia
cotta
– 2 cucchiai da minestra di sesamo + 3 di noci
di cocco
– 2 cucchiai da minestra di sesamo + 3 di
girasole
– 2 cucchiai da minestra di sesamo + 3 di
anacardio
– 2 cucchiai da minestra di sesamo + 3 di
mandorle senza polpa.
Il sesamo è molto ricco di calcio. La miscela di
grano e mandorle è fattibile e anche benefica,
perché le loro qualità sono complementari.
Il latte di mandorla
Il latte di mandorla è il più simile a
quello materno. Sbucciate le mandorle dopo
averle lasciate 24 ore in acqua sorgiva o
qualche minuto in acqua tiepida. Asciugatele e
poi frantumatele grossolanamente.
Frullate le mandorle con acqua sorgiva.
Se avete fretta, potete ottenere il latte di
mandorla o di sesamo mescolando 3 cucchiai da
minestra di passato di mandorle bianche o di
tahin bianco con 300 grammi d’acqua.
Latte di semi di Canapa
ora che la Canapa sta guadagnando sempre più
popolarità perchè si è constatato che i semi
hanno un enorme valore nutrizionale e di
conseguenza il latte che se ne ricava è
un’ottimo sostituto proteico è più semplice
reperire questo prodotto, non solo on line.
Latte di
soia
E' apparso sugli scaffali dei supermercati molti
anni fa; alcune persone lo amano, molte altre
non ne sopportano neanche l’odore questo perché
ovviamente la soia ha un gusto molto intenso e
noi tutti siamo fatti in modo diverso, per cui
alcuni di noi sperimenteranno su loro stessi i
vantaggi della soia, altri invece la non
piacevolezza di gusto e consistenza. Il
consiglio è provare, sperimentare anche le
versioni aromatizzate al cioccolato, orzo, caffè
e vaniglia. Per i gelati fatti in casa sono un
ottimo sostituto.
Latte di
riso
E una combinazione di riso bollito, sciroppo di
riso e amido di riso. Il latte di riso è spesso
arricchito di vitamine e minerali. Molti marchi
commerciali propongono anche gusti aromatizzati
alla vaniglia e cioccolato.
Questi tipi di latte vegetale, che si possono
anche produrre in casa propria, vanno mantenuti al
fresco e non si conservano più di un giorno,
tranne i filtrati di soia o di riso acquistati
in cartone.
Il latte vegetale biologico è gradevole da bere
e presenta diversi vantaggi:
– sono più leggeri e digeribili, caratteristica
che li rende meno allergizzanti;
– sono ricchi di minerali e vitamine, e privi di
prodotti chimici. Non contengono alcun germe o
microrganismo. I loro grassi sono ricchi di
acidi grassi insaturi.
Quando scegliete
la vostra alternativa al latte, assicuratevi,
come in ogni acquisto, di leggere etichette e
indicazioni varie sulle confezioni: molti sono
arricchiti con zuccheri artificiali o aromi non
naturali, talvolta la consistenza ed il gusto
possono variare da marca a marca.
Dinanzi all’eterna domanda delle persone alle
quali propongo di ridurre o addirittura di
eliminare i prodotti lattieri dalla loro dieta:
«Ma allora dove troverò il calcio ?» rispondo che
il consumatore di latte e formaggio ha bisogno
di un apporto di calcio ben maggiore in quanto,
per l’appunto, i latticini demineralizzano. Si
trova del «buon calcio» assimilabile nelle
alghe, nei frutti, nei semi oleaginosi, nei
cereali, nella verdura fresca.
Eliminare il latte di derivazione
animale, significa una diminuzione delle
conseguenze negative che il lattosio provoca sul
nostro organismo, una diminuzione della crudeltà
sugli animali, una diminuzione della
deforestazione e altri impatti ambientali
causati dalla mega industria lattiero-casearia.
Tratto in parte dagli scritti di Anne Laroche de Rosa: iridologa,
nutrizionista del CEHMN (Collège Européen d’Hygiène
et de Médecine Naturelles) ed è autrice di
numerosi articoli e libri sul vivere sano. Ex
allevatrice di capre riconvertita, conosce a
fondo la questione dei vari tipi di latte. Ha
scritto un libro intitolato: “IL LATTE, un ALIMENTO da EVITARE”
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Nestlé fa marcia indietro.......
18-10-2005 - Fonte: MediaGuardian.co.uk
Il latte non è un alimento indispensabile ! La Vegan Society
costringe la multinazionale a dichiararlo
pubblicamente
La
Vegan Society ha obbligato Nestlé
a ritrattare pubblicamente alcune affermazioni
che la compagnia aveva fatto relativamente al
ruolo del calcio all’interno di una dieta
salutare.
L'autorità che controlla gli standard pubblicitari
ha riconosciuto che la pubblicità Nestlé era
ingannevole perché sosteneva che i latticini
fossero "essenziali per le ossa sane".
Nestlé ha
detto di aver rimosso la parte relativa alla sua
bevanda yogurt Sveltesse sul website AOL dopo
che l'ASA ha sostenuto un reclamo giunto dalla
Vegan Society.
“L'utilizzo della parola 'essenziale' implicava
che i latticini fossero l'unica fonte di
calcio," dice l'ASA nel suo comunicato.
"Dato che ciò non era corretto, abbiamo concluso
che la pubblicità era probabilmente fuorviante."
Il reclamo presentato dalla
Vegan Society sosteneva che il
dire che i latticini fossero essenziali per il
calcio era come "affliggere e fuorviare" coloro
che non ne consumavano per motivi etici.
"Questo è un esempio reale di trionfo di Davide
sulla forza di Golia," ha detto il presidente
della
Vegan Society, Alex Bourke.
"Nestlé ha usato una pubblicità ingannevole per
promuovere un prodotto quando non c’è
assolutamente nessuna prova che i latticini
siano essenziali e siamo felici che il consiglio
dell'ASA sia d’accordo con noi."
La pubblicità era indirizzata alle donne e
titolava "acquista padronanza del tuo
metabolismo parte 3: mangia bene, sentiti alla
grande ". Un paragrafo era intitolato
"latticini" e dichiarava "essenziale per le ossa
sane..."
Nestlé ha detto che i latticini sono comunemente
considerati come una fonte primaria di calcio.
"Abbiamo utilizzato il termine 'essenziale' per
evidenziare l’importanza dei latticini nel
contribuire alla capacità di assorbimento del
calcio ed al mantenimento di ossa sane," ha
detto una portavoce Nestlé.
"Nestlé riconosce che ci sono altre fonti di
calcio e non abbiamo inteso suggerire che i
latticini fossero l'unica fonte di calcio.
"Un numero sempre crescente di persone sta
adottando uno stile di vita vegano – comprese le
celebrità come Bryan Adams, Steve Jobs, Moby,
Benjamin Zephaniah e molti altri – preoccupati
per la loro salute e per quella dei popoli dei
paesi in via di sviluppo, della condizione
pietosa degli animali e della distruzione
dell'ambiente che tutti dividiamo."
La
Vegan Society dice che gli
ortaggi a foglia verde, il tofu, i semi, le noci
ed il latte di soia fortificato sono fonti
perfettamente adeguate di calcio.
(Stephen Brook, corrispondente per la
pubblicità)
Tratto da:
www.MediaGuardian.co.uk
- 28 Settembre 2005
Tradotto da: Valeria Ballarati
Commento
NdR:
Il calcio introdotto con i latticini non viene
bene assimilato dall'organismo, le eccedenze non
"digerite" vengono accumulate assieme al grasso
del latte, generando problemi anche intestinali,
senza contare che il calcio si lega ai grassi e
produce l'irrigidimento di arterie e vene, e
quindi genera problemi seri
circolatori e di
cuore.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Più si
beve
latte vaccino e si mangiano
formaggi, più
si rischiano fratture alle ossa:
Ecco un'altro luogo comune, questa volta
inculcatoci dalle
multinazionali del latte, smentito dai fatti.
In realtà il latte vaccino è deleterio alle ossa.
Come l'idea della
chemioterapia, venduta dalle
case farmaceutiche come "benefica" nella cura
del cancro, quante altre bugie dovranno essere
eliminate dai fatti, prima che la nostra mente
possa pensare liberamente, senza i
condizionamenti delle varie
lobbies economiche ?
Hanno fatto scalpore negli USA le dichiarazioni,
di recente rilasciate al settimanale Newsweek
dal capo della Nutrizione della Scuola di Salute
Pubblica dell'Università di Harvard.
Dice Walter Willet: "I paesi con più alte
assunzioni di calcio hanno le percentuali più
alte di fratture, non le più basse"....I grandi
amanti di latte e formaggi: norvegesi, svedesi e
americani, hanno un'incidenza di fratture tra la
popolazione di molte volte superiore a quella
che si registra in Cina, dove non si beve latte".
Così, Italia e Singapore, Francia e Giappone,
hanno le stesse percentuali di incidenza di
fratture, pur non essendoci latticini nelle
tavole degli asiatici. Vuol dire che la salute
delle ossa non dipende esclusivamente dalla
quantità di calcio che assumiamo, ma da altri
fattori: nutrizionali, comportamentali e altri,
legati agli ormoni e all'immunità.
Qual è il meccanismo con cui si realizza la
perdita di
calcio ?
Una dieta ricca di proteine animali (nella carne e
nei formaggi) è fortemente
acidificante e
costringe i reni a produrre un sovrappiù di
sostanze tampone. In questo lavoro vengono
sottratti calcio e altri
minerali dalle
ossa.
Da qui il paradosso. Un eccesso di calcio
introdotto con una dieta ricca di formaggi
può avere come effetto finale un eccesso di
perdita di calcio dalle ossa.
Ma il sistema per tentare di risolvere il
paradosso c'è: aumentare la quantità di alimenti
basici, (NdR: diventare quasi
vegetariani) in grado di
tamponare l'acidità... cioè
aumentando il consumo di
Frutta e Verdure,
CRUDE,
ricche
di sostanze basiche.
Tratto da:
www.simaiss.it
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Antiossidanti: Latte sotto accusa - vedi:
Latte e
Calcio ?
Sembra
che il latte, se associato ad alimenti con alto
potere
antiossidante, ne inibisca completamente le
proprietà protettive e preventive.E' quanto
emerge da una sperimentazione condotta in vivo
da ricercatori dell'INRAN
(Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti
e la Nutrizione).
Inutile quindi prendere tè verde e nero con
latte oppure yogurt alla frutta di bosco ? Pare
proprio di sì. Ad azzerare il potere
antiossidante dei nutrienti, sarebbe il tipo
di proteine contenute nel latte.
"Quando parliamo con la gente di potere
antiossidante - spiega Mauro Serafini, il
ricercatore che ha guidato la sperimentazione -
dobbiamo essere chiari: purtroppo, oggi i
messaggi non sempre sono completi. Il potere
antiossidante di un prodotto alimentare, come
dimostrano recentissimi studi, da solo, ha un
valore assolutamente relativo." Tra poco
Serafini vuole avviare col suo gruppo un nuovo
studio sull'interazione tra la comune bistecca
(altamente proteica) e l'insalata verde
(antiossidante).
By:
lgline@interfree.it
Tratto da:
http://protonutrizione.blogosfere.it
Il Latte causa
l'osteoporosi e carie dentali, ma la
propaganda degli
"Enti" governativi al "servizio"
delle industrie
multinazionali afferma che fa bene, es:
National Institutes of Health National Institute
of Child Health & Human Development:
https://www.nichd.nih.gov/milk/about/Pages/collab.aspx
"The NICHD collaborates with the National
Institute of Dental and Craniofacial Research (NIDCR)
on educational materials for dental care
providers and their patients about the
importance of milk and calcium to dental health."
Commento NdR: dato che in questo caso
Certezze non ne abbiamo ancora, anche se le
indicazioni fino ad ora ottenute sono verso
l'eliminazione del latte vaccino dall'alimentazione umana, si consiglia
assolutamente di ridurre il piu' possibile a
seconda delle reazioni di ognuno, l'assunzione
del latte vaccino e dei suoi derivati.
Pero' per ridurre e/o eliminare carie ed
osteoporosi occorre eliminare dall'alimentazione
giornaliera quei prodotti !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
LATTE CRUDO ed
intossicazioni
?
Mi occupo spesso di alimentazione, qui.
Per due motivi: credo che la crisi si farà
sentire anche in quel settore, sia per la
produzione che per la distribuzione; e poi,
perché una crisi economica incoraggia
chi imbroglia e occorre quindi vigilare
ancora di più su ciò che mangiamo.
Ultimamente, a causa di una tosse persistente e
altri piccoli indizi, sospetto di essere
diventata "intollerante" al latte. Sospesi latte
e latticini mi pare di stare meglio. Ma la cosa
che più mi incuriosisce è la seguente: sembra
che milioni di bambini, e migliaia di adulti,
siano diventati improvvisamente
allergici al
latte. I medici non battono ciglio su questa
diagnosi, si limitano a trarre conclusioni e a
consigliare (l'obbrobrioso) latte di
soia.
Eppure, fino a vent'anni fa
nessuno era
allergico al latte. Trattavasi di cosa
inaudita, come l'allergia all'acqua.
Mai conosciuto, nell'infanzia, bambino che lo
fosse. Oggi è la norma.
Insomma,
qualche dubbio dovrebbe sorgere a chi di dovere.
Cosa diamine c'è nel latte moderno ?
Processato,
pastorizzato, sottoposto a trafile industriali,
e infine impacchettato in tetrapak che secerne
inchiostro ?
Quali sono queste fatidiche
proteine del latte, tipo... la melamina ? Cosa
danno da mangiare alle mucche ?
Qualcuno ha mai
provato a dare latte appena munto a questi
bambini, per vedere se per caso l'allergia
scompaia ?
No, e
probabilmente non accadrà mai.
L'ultima novità
con cui cercano di terrorizzarci è infatti
proprio questa:
il latte crudo fa male e spedisce i bambini
all'ospedale, comprate latte del supermercato
che è "più sicuro". Vien da dire che è un
miracolo che tutti noi siamo ancora qui per
raccontarla, date le quantità di latte non
pastorizzato che ci siamo ingurgitati
nell'infanzia.
Sono solo 9
gli "intossicati" (qualche giornale trova il
numero troppo basso per i suoi gusti e lo
arrotonda a 40).
Il responsabile ? Il solito
Escherichia coli, che da quel che sapevo al
massimo causa qualche cagotto e ora invece
spedisce i bambini in dialisi. Si sarà
modernizzato anche lui.
(NdR:
NON e' il
batterio la causa, bensi'
l'alterazione del
pH
digestivo, del
sistema enzimatico, della
flora batterica alterata che quei soggetti
hanno e che per mancanza di batteri e funghi
antagonisti, non controlla quel batterio (E.Coli), che
quindi prolifera a dismisura e crea altri danni
= emissione di tossine).
Vorrei fare
due conti della lavandaia, di quelli che fa il
mio collega Pietro: in Italia ci sono 2000
distributori di latte crudo. Poniamo che ognuno
venda 20 litri di latte al giorno, fa 40 mila
litri. Ogni litro bevuto da 2 persone, sono 80
mila persone al giorno che bevono latte crudo.
In un anno, sono appena 9 gli "intossicati" . Mi
pare una percentuale più che esigua, soprattutto
confrontandola con i milioni di allergici al
latte di tetrapak. Eppure, eccoli a
terrorizzarci con l'allarme batteri, e si sa che
i microbi spaventano la massaia molto
più dei veleni chimici.
Un'ultima
nota a tanto sconforto. Sapete chi è in prima
fila in questa battaglia per chiudere i
distributori di latte crudo e difendere il
cittadino dai nemici dell'igiene ?
Bravi, avete indovinato: la nostra inesausta
sinistra, mai paga di tutelare gli interessi
degli amici suoi.... Che, come si sa, non sono
certo amici nostri...
By Debora Billi - Tratto da: crisis.blogosfere.it/2008/12/nuovo-spauracchio-il-latte-crudo.html
Commento NdR: la
Causa ?: e' colpa dei
Vaccini che
alterano nell'intestino, il
pH
digestivo e
facilmente il
sistema
enzimatico e la
flora batterica anche intestinale, ed
immunodeprimono i
soggetti
(animali ed umani) vaccinati oltre a
creare delle
mutazioni genetiche occulte che si
trasmettono alla prole che se rivaccinata a sua
volta = slatentizza-somatizza =
Rendere manifesta una condizione patologica,
malattia latente !
Mentre qualche decennio fa, nel caso degli umani i ns genitori (1 e
2° generazione di vaccinati) potevano
permettersi di assumere il latte crudo NON
pastorizzato senza avere tanti problemi, ora nei
giovani (3 e 4° generazione di plurivaccinati)
il problema delle reazioni all'ingestione del
latte e' divenuto importante !
Ricordiamo che le
alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della
mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello
intestinale, ma anche a
distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
LATTE VACCINO:
I prodotti “scremati” o “magri” che ormai
imperversano nei nostri negozi non sono sani.
State pagando denaro per alimenti scippati di
una delle loro componenti più preziose, il
grasso. Capisco, siete stati condizionati da 50
anni di menzogne alimentari e imboniti
dall’industria del “light” e del “dietetico”, ma
rendetevi conto che quelli che consumate non
sono cibi, almeno non quelli originali che hanno
nutrito i nostri avi per migliaia di anni.
Tratto da
it.wikipedia.org
......
Un "latte H.D." è un prodotto
precedentemente delattosato, in cui gli
enzimi
lattasi
non sono presenti, mentre lo "Zymil" è un
marchio di fabbrica di una azienda italiana,
di prodotto delattosato in cui sono presenti
tali enzimi.
Nella pratica clinica il lattosio è
responsabile di un'intolleranza alimentare
molto frequente, l'intolleranza
al lattosio, generata dal deficit di
produzione da parte delle cellule
intestinali del
duodeno dell'enzima
lattasi deputato alla scissione del
lattosio in
glucosio e
galattosio che sotto questa forma
possono essere assorbiti. La permanenza del
lattosio come tale nell'intestino ne
determina l'utilizzo da parte della
flora
batterica intestinale che ne provoca la
fermentazione (da questo processo si ha
una grande produzione di gas e acidi
organici) ed essendo il lattosio una
sostanza osmoticamente attiva richiama
nel
colon acqua e sodio impedendo la
formazione delle feci solide. L'intolleranza
al lattosio si manifesta, quindi, con
flatulenza,
meteorismo,
crampi addominali,
diarrea
e
dimagrimento. In caso di difformità
intestinali i sintomi possono trarre in
inganno: oltre alla flatulenza, meteorismo,
crampi addominali, si possono avere
diarrea e stitichezza alternati con un
forte aumento delle dimensioni del ventre.
La diagnosi è possibile con il
test del respiro (breath
test secondo la dizione inglese) con
la
biopsia duodenale ed attraverso uno
specifico esame del sangue. L'intolleranza
congenita conclamata in Italia è
oggettivamente rara (sono stati descritti in
letteratura non più di 100 casi); è più
facile imbattersi in casi di progressiva
perdita di efficienza dell'enzima
nell'individuo con l'avvicinarsi dell'età
adulta, più presente in popolazioni di ceppo
etnico riferibile al sud del pianeta con
picchi del 90% nella popolazione nera e
asiatica fino ad un minimo del 15% nella
popolazione del Nord Europa. In Italia si
riscontra maggiore frequenza al sud.
Esiste
una forma "transitoria" di intolleranza al
lattosio, particolarmente frequente in età
pediatrica. In questi casi, una causa
primitiva (per esempio una gastroenterite
infettiva) può provocare un deficit
temporaneo di lattasi. Per questo motivo è
buona norma, in pediatria, evitare di
somministrare latte nel primo giorno di una
gastroenterite in quanto essendoci un
deficit di lattasi il lattosio non digerito
può peggiorare la diarrea. La terapia è
alimentare e prevede l'esclusione totale
dalla dieta dei cibi contenenti il lattosio
(latte
e derivati) o l'utilizzo di prodotti
commerciali contenente lattosio predigerito;
principalmente latte vaccino, latte di
capra, latticini freschi, gelati, panna e
molti dolci e biscotti contenenti latte.
Altri rischi possono presentarsi con
l'assunzione di cibi come prosciutti cotti o
insaccati dove il lattosio viene aggiunto
come additivo al fine di mantenere una
giusta morbidezza delle carni. Anche altri
alimenti come i cibi precotti, alcuni tipi
di pane in cassetta e molti farmaci possono
contenere lattosio.
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Le innumerevoli
disgrazie del
latte bovino, e di ogni tipo
di latte animale (per i bimbi già
svezzati)
Il
Latte di mucca
che le combina davvero grosse:
1) Acidifica
la digestione e
quindi anche i
liquidi del corpo, che sono leggermente
alcalini.
2) Provoca intenso prelevamento di osseina
(cioè di calcio buono e pronto per l’uso
urgente comandato dal
sistema immunitario
come tampone anti-acidificante), e questo
porta alla
osteoporosi, come provato dalle
statistiche mondiali che trovano ai primi
posti per l’osteoporosi
i paesi grandi consumatori di latte,
latticini, gelati al latte, yogurt,
cioccolati al latte, formaggi.
3) Provoca calcificazioni errate e calcoli,
perché il calcio del latte, inorganico,
giustamente bollito o pastorizzato, non
viene metabolizzato ma va a depositarsi nei
punti sbagliati.
4) La sua
caseina collosa stende un velo
micidiale sui villi intestinali, impedendo e
contrastando il prezioso compito assorbitivo
dei medesimi.
5) Il latte bovino, usato come cibo umano,
è il cibo più allergenico del pianeta.
Contiene 100 diverse sostanze che causano
facilmente
allergia (NdR: specie se il
soggetto e' stato
Vaccinato).
Le conseguenze più note sono la sinusite,
l’asma, i disturbi intestinali, problemi
alle vie respiratorie, ecc..
6) Il latte bovino è difficile da digerire
ed assimilare. Gli adulti, privi come sono
dell’enzima lactasi per demolire il lattosio
(zucchero del latte) si ritrovano con gas
intestinali, dilatazioni, crampi,
costipazioni, estrema debolezza alle giunture e
ginocchia.
7) La caseina, principale proteina del
latte, è indigesta ed aterogenica (aterosclerosi),
mentre la lattoglobulina non viene demolita
dal riscaldamento e nemmeno dagli enzimi,
per cui provoca la peggiore delle evenienze
gastro-enteriche, ovvero la micidiale
putrefazione intestinale, con miasmi e
sostanze che mandano in putro-fermentazione
ogni frutto mangiato a stomaco-intestino non
vuoti e non puliti.
8) Il latte bovino contiene
l’ormone pro-lattina. Noto stimolatore di
crescite tumorali al seno ed alla vagina per
le donne, nonché all’apparato emuntore ed
urinario di entrambi i sessi.
9) Il latte è cibo fortemente anemizzante,
essendo deficiente in ferro.
10) I formaggi poi, specie quelli più vecchi,
per quanto buoni al palato, contengono 10
volte più grasso e proteine del latte intero
con tutte le nefaste conseguenze.
11) I latticini, e i formaggi vecchi in
particolare, sono la massima fonte di crisi
ossidative nel corpo umano, con sviluppo
intenso di radicali liberi.
12) Tutti i tipi di latte non umano fanno
ugualmente male all’uomo e fanno pure male a
qualunque creatura mammifera già svezzata.
By Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica
AVA-Roma (Associazione Vegetariana
Animalista) - Direzione Tecnica ABIN-Bergamo
(Associazione Bergamasca Igiene Naturale)
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I DANNI CAUSATI dalla
CASEINA
(assomiglia e lavora anche come detergente) del LATTE VACCINO
La caseina rappresenta l'ottanta per cento
delle proteine del latte di mucca. Sostanza
che e' anche collosa, la caseina è ciò che mantiene
l'etichetta affissa ad una bottiglia di
birra. Se siete bevitori di birra, provate a
togliere via l'etichetta questo fine
settimana al pub.
Non sarà un compito facile
e nel contempo imparerete qualcosa sulla
qualità della caseina bovina !
La caseina è anche usata per attaccare pezzi
di legno dei vostri mobili o finestre.
L'industria alimentare, che usa la caseina
nei cibi congelati, prodotti per microonde e
prodotti elaborati, ha capito da tempo che
questa colla mantiene insieme gli alimenti,
dando loro una consistenza più stabile e
concreta.
Il latte materno umano contiene caseina? 40
milligrammi in un litro. Cioè in un litro di
latte umano c'è 1 grammo di proteine, e di
queste il 4% è caseina. Il latte bovino
contiene il 400% in più di proteine rispetto
a quello umano, e la caseina in questo caso
è la proteina più abbondante (l'80%).
Dunque il latte materno umano non è la
stessa cosa di quello bovino. Non solo ha
una quantità di proteine molto inferiore a
quello di mucca (vedi a pag. xx), ma ha
proteine completamente diverse da quelle
bovine. In effetti, mentre il latte umano
forma nell'intestino piccole masse soffici e
fioccose che risultano di facile digestione,
il latte bovino forma cagli grossi, grandi e
spessi che l'organismo ha difficoltà a
digerire.
È questo uno dei motivi per cui Antony
Robbins scrive: "Per ottenere il meglio di
sè non mangiare latticini". Egli spiega:
"Qual è l'effetto principale che il latte ha
sull'organismo? Il latte ingerito diviene
una massa mucillaginosa che si indurisce,
aderendo a qualsiasi altra sostanza si trovi
nel tenue, rendendo assai più difficile il
funzionamento dell'organismo. E il
formaggio ? Non è che latte concentrato.
Tenete presente che per produrre un chilo di
formaggio occorrono da 4 a 5 litri di latte.
Il latte produce
muco !
(il latte di
vacca ha un pH attorno a 6,5 - 6,7 per
cui e' acido, mentre
quello umano
invece pH 7,1)
"I residui della decomposizione batterica
della caseina producono muco spesso e
filamentoso che si attacca alle mucose
ostruendone i condotti.
Mangiate caseina, in
seguito a ciò vengono prodotte istamine, e
quindi c'è formazione di muco. Il muco
congestiona gli organi interni del corpo. In
media la persona che consuma latticini vive
con la sua vita con 4-5 litri di muco che
intasano i reni, la milza, il pancreas,
l'albero tracheale-bronchiale, i polmoni, il
timo, etc...
Immaginate di non consumare formaggio o
altri derivati del latte per 6 giorni. Una
nebbia interna inizierà a sollevarsi dal
vostro corpo man mano che il muco se ne va.
Ma prendete solo una fetta di pizza al
settimo giorno e 12- 15 ore dopo il muco
ritornerà ad appesantirvi" [Cohen R., "Milk,
A-Z", Argus Publishing, ISBN: 0-9659196-8-4,
1999.].
Uhlig [1997] monitorò l'attività elettrica
cerebrale in bambini con
sindrome di deficit attentivo ed iperattività. Egli dimostrò per
la prima volta una correlazione tra attività
elettrica cerebrale ed assunzione di
caseina, la cui sospensione dalla dieta
faceva scomparire anche i sintomi mentali e
comportamentali. Lucarelli [1995] segnala il
ruolo dei peptidi derivanti da caseina nella
produzione di effetti tossici sulla
neurotrasmissione del sistema nervoso
centrale.
Studi su animali di laboratorio hanno
dimostrato che, subito dopo aver trattato
cavie con elevati livelli di frammenti di
caseina (caseomorfina), gli animali
diventavano agitati e correvano
violentemente, con un battere di denti e una
respirazione accelerata. Qualche momento
dopo la cavia diventava inattiva, si muoveva
di meno, e infine si sedeva in un angolo
della gabbia ponendo la propria testa contro
le sbarre. I ricercatori, che
successivamente andavano a esaminare i
tessuti di cervello, scoprivano che la
caseomorfina si trovava in 32 diverse aree
del cervello, incluse le sezioni
responsabili per la vista, l'udito e la
comunicazione [Panksepp 1979, Sandyk 1986,
Sahley & Gillman 1986, Ozonoff, 1994].
Montinari [2002], descrive gli effetti e le
interferenze della caseina in maniera ancora
più precisa e dettagliata, e li inserisce
nel contesto di un "network citochinico
neuron-glio- linfocitario". Con questa
espressione il prof. Montinari intende dire
che l'azione diretta del frammento
caseomorfina (e altri rimasugli mal
smantellati di proteine del latte) è stata
ben documentata sia sul sistema endocrino,
sia sul sistema nervoso, sia in casi di
ìmmunosoppressione. Rimando il lettore al
testo del professore di Bari per la
trattazione scientifica completa (che cade
al di fuori dei tempi e spazi di questo
libro). In sommario, la caseomorfina e il
consumo di latticini provocano interferenze
multiple, una tempesta di "contatti" che
smette solo con la sospensione del latte.
Molti ricercatori cercano farmaci efficaci
per guarire la permeabilità intestinale. Per
sperimentarne, questi ricercatori hanno
bisogno di avere animali di laboratorio con
permeabilità intestinale; come fanno per
produrne? Essi usano una prolungata
alimentazione con latte di mucca per creare
cavie con standardizzata
permeabilità
intestinale !! [Theodorou 1994].
I quattro stomaci dei vitelli sono molto più
adatti dell'organismo umano a smantellare la
caseina e le proteine bovine in amminoacidi.
L'apparato digestivo umano non riesce a fare
lo stesso e ciò si traduce nella formazione
di ingombranti prodotti di scarto. È come se
ad un motore venisse fornito il carburante
sbagliato: in tal caso il motore, in alcune
sue parti, si deteriora. Questa è la stessa
cosa che la letteratura medica documenta
come conseguenza dell'impossibilità di
smantellare la caseina: un deterioramento a
carico della mucosa intestinale.
Gli studi che dimostrano che l'ingestione di
latticini provocano un aumento della
permeabilità intestinale.
La capacità di creare un ambiente digestivo
efficiente diminuisce con l'età: parliamo
del fatto che l'acido cloridrico necessario
alla digestione, oltre i 60 anni, viene
prodotto nello stomaco solo per il 20%;
parliamo della rennina, enzima necessario
per smantellare la caseina, che scompare
dall'organismo dell'adulto per una
programmazione genetica simile a quella
della lattasi negli intolleranti al
lattosio; infine parliamo degli enzimi
pancreatici della digestione e degli ormoni
della digestione, anch'essi possono subire
un ridimensionamento. E quando tutto ciò
avviene, la priorità è certamente evitare la
caseina, una proteina molto più difficile da
gestire e smantellare di qualunque altra
sostanza che troviate come cibo.
Ricapitolando, non solo noi non abbiamo il
motore adatto come la mucca e i suoi 4
stomaci, ma deviazioni dal funzionamento
metabolico ideale avvengono nel corso della
vita ed alcuni di noi diventano più
intolleranti di altri.
AUTOIMMUNITÀ
In una situazione di permeabilità
intestinale (infiammazione della mucosa) si
raggiunge quello stadio dove ciò che è
nell'intestino, infezioni, lieviti, tossine
batteriche, sostanze tossiche, raggiunge
anche il sangue e
quindi il cervello e tutte le cellule. È
stato dimostrato dalla recente letteratura
medica che questa situazione di alterata
permeabilità intestinale è una tappa
obbligata verso le patologie autoimmuni, e
dunque, volendole evitare o guarire, bisogna
sospendere il consumo di prodotti caseari.
Una barriera intestinale sana costituisce
una barriera invalicabile per ciò che
staziona o transita nell'intestino. In una
situazione normale, gli elementi vitali,
opportunamente smantellati nel tratto
gastrointestinale vengono assorbiti e
portati nel sangue a partire dai villi
intestinali.
Macromolecole o altro passano attraverso la
mucosa sana solo in misura di uno su un
milione, come saggio per il sistema
immunitario (meccanismo pinocitotico).
In individui sani, la mucosa processa
antigeni modificando la maggior parte delle
loro proprietà antigeniche, rendendoli
perciò parzialmente inerti all'immunità
sistemica [Pong 1990], mentre la
presentazione anomala dell'antigene
attraverso una barriera epiteliale
danneggiata/ permeabile è un evento che
avviene prima che un processo autoimmune
inizi a svilupparsi.
È noto, in modelli sperimentali di morbo di
Chron basati su cavie, che l'antigene deve
attraversare una barriera epiteliale
danneggiata. Questo può essere ottenuto
distruggendo cellule epiteliali "per
permettere all'antigene di penetrare il
sistema immunitario della mucosa" [Morris
1989]. "In qualsiasi caso in cui si vuole
creare autoimmunità in cavie, bisogna
causare una permeabilità intestinale
alterata" [Fargeas 1995].
A conferma di ciò che abbiamo detto,
ricordiamo che uno stato alterato della
permeabilità intestinale è una condizione
che si presenta puntuale addirittura un mese
prima della deficienza pancreatica acuta che
precede il diabete. La permeabilità
intestinale viene prima, poi viene
l'autoimmunità; questo processo è spiegato e
documentato in dettaglio nel capitolo 5,
alla voce "Patologie autoimmuni".
Oltre che
il diabete, ciò caratterizza in modo
definitivo anche artrite reumatoide, Sjogren,
spondilite anchilosante, morbo di Behcet,
vasculiti autoimmuni, tiroidite, morbo di
Chron, lupus, sclerosi multipla. Questi
studi sono riportati nel dettaglio a pag. xx,
in "Patologie autoimmuni". Un'ampia
letteratura medica mostra che su questo tipo
di pazienti viene riscontrata sempre
un'alterata permeabilità intestinale, sempre
maggiore confrontata con i gruppi di
controllo sani.
"Tutti i sub-tipi di condizioni artritiche
croniche giovanili che abbiamo studiato
hanno rivelato una aumentata permeabilità
intestinale. Ciò, nella maggior parte dei
casi, non era associato con nessun sintomo
gastrointestinale" [Picco 2000].
Tutto ciò è tanto comune: pazienti con
artropatie, lupus ed altre condizioni
sistemiche ed autoimmuni continuano a
consumare derivati del latte, cosa che
aumenta la loro
permeabilità intestinale,
senza apparenti problemi a seguito di tale
ingestione.
"I nostri dati finali suggeriscono che
fattori esogeni che causino l'infiammazione
dell'intestino (specie del tenue) portano a
disturbata permeabilità delle pareti
dell'intestino e immunosoppressione locale,
permettendo agli antigeni di iniziare
meccanismi immunologici e reazioni che
inducono l'infiammazione del legamento e del
tendine. I sintomi a carico del legamento
sono l'unica manifestazione clinica di
questa condizione di permeabilità
intestinale", conclude il ricercatore [Mielants
1988].
Secondo Scarpa [2000], pazienti con psoriasi
senza sintomi gastrointestinali possono non
mostrare a livello macroscopico una anomala
mucosa intestinale, sebbene ognuno di loro
mostri alterazioni microscopiche nella
biopsia della mucosa stessa.
Un'ultima cosa. Nelle autoimmunità dobbiamo
ben guardarci anche dalle infezioni
intestinali croniche. Abbiamo visto che i
latticini non digeriti irritano
costantemente l'intestino.
Il consumo di latte contribuisce ad
alterazioni morfologiche nella mucosa
intestinale sia in bambini che in adulti [Go
1994], e questi cambiamenti, è stato
dimostrato, aumentano la permeabilità
intestinale a batteri e virus [Duffy 2000].
E quello dei virus attivi latenti è il
fattore più comune, insieme a metalli
pesanti e antigeni di origine alimentare,
nell'attivazione dell'autoimmunità.
Virus
latenti trovano un'accoglienza confortevole
in una mucosa permeabile e la loro eventuale
attività, con produzione di materiale
tossico e passaggio nella
cellula, aggiunge
danno ad essa.
Go [1994] ricorda che il passaggio batterico
è raramente visto in animali allattati al
seno, contrariamente ad animali alimentati
con formulazioni di latte bovino per
neonati. Ciò è dovuto al fatto che le
cellule epiteliali delle cavie alimentate
con latte bovino, diversamente dalle
membrane intestinali di cavie allattate
dalla loro madre, entrambe apparentemente
normali, erano si sane, ma "vacuolate". I
villi intestinali di animali alimentati con
formulazioni di latte bovino erano meno
densamente compattati rispetto a quelli
degli animali allattati dalla loro madre.
L'adesione batterica, la penetrazione e il
passaggio attraverso la mucosa erano
osservati solo nelle membrane di animali
alimentati con formulazioni di latte bovino.
Secondo Cummings [1991], le formulazioni
sintetiche di latte bovino portano ad un
aumento di ricambio cellulare ("shedding")
delle cellule epiteliali. Può essere
concluso che uno svezzamento precoce con
alimentazione artificiale a base di latte
bovino contribuisce ad infezioni
nell'infanzia, e a numerose allergie e
malattie autoimmuni.
Il consumo di prodotti caseari produce
un'alterata permeabilità intestinale anche
in adulti.
MALASSORBIMENTO
Le pareti dell'intestino non solo dovrebbero
tenere fuori ciò che è dannoso al corpo,
queste dovrebbero anche assimilare i
micronutrienti che il corpo necessita
attraverso una corretta funzione dei villi
intestinali. Se l'intestino perde questa
capacità, si parla di "malassorbimento". Noi
consumiamo latte, che contiene molto calcio,
ma poi il processo di assimilazione stesso
dei micronutrienti è reso difficile a causa
dell'effetto della caseina sui villi e
l'istologia della mucosa.
In questi casi si verifica un aumentato
assorbimento di ossalato da cibo. Hesse
[1995] riporta che più grave è la situazione
di permeabilità/ alterazione morfologica,
più importante diventa il fattore di rischio
nella cristallizzazione dell'ossalato di
calcio nei reni. La correlazione tra casi di
malassorbimento e insorgenza di calcoli
renali è documentata anche da Bohles [1982],
Abdullah [1992], Johnes [1987], Bennet
[1987].
Del resto, la forma estrema e più grave che
può assumere il malassorbimento è la
completa atrofia dei villi intestinale,
condizione che è associata con una
straordinaria moltitudine di possibili
sintomi. Una volta eliminato l'agente che
scatena l'atrofia dei villi, cioè il latte
(o, nella celiachia, il glutine), viene
riportata la scomparsa non solo degli
anticorpi specifici nel sangue ma, con la
normalizzazione della morfologia della
mucosa intestinale, si arrestano gli
attacchi epilettici, le calcificazioni, le
anomalie cardiovascolari, l'anemia, aborti
spontanei, ciclo irregolare, scompaiono
autoanticorpi relativi a tiroide, pancreas,
artriti reumatoidi,
etc.
Per questo motivo anemia, ma anche cattiva
assimilazione degli elementi nutritivi e dei
minerali, perdita di peso, deficienza nella
crescita, feci untuose, perdita di proteine
a livello gastrointestinale e emorragie
evidenti o più frequentemente nascoste,
tutti questi sono ben documentati effetti
del consumo di latte di mucca.
Il malassorbimento può essere dimostrato da
specifiche prove di funzionalità
intestinale, mentre un reperto biochimico
alquanto indicativo è "l'aumento notevole
dei livelli plasmatici di fosfatasi
alcalina, a causa della
presenza del suo isoenzima intestinale" [Montinari
2002].
Fonti bibliografiche...
Latte di mucca e aumento di
permeabilità
intestinale, una bibliografia
Le 24 pubblicazioni scientifiche cui si fa
riferimento sopra, che dimostrano una
correlazione tra consumo di latte di mucca e
aumento di permeabilità intestinale, vengono
elencate a fine libro, vedere nel capitolo
5, "Malattie e latte di mucca, una guida
alfabetica A-Z", alla voce "Mucosa
intestinale".
Caseomorfina e tempesta immuno- neuro-
endocrina, una bibliografia
Le 38 pubblicazioni scientifiche cui si fa
riferimento sopra, che dimostrano gli
effetti dannosi della caseomorfina derivante
da una progressiva incapacità biologica in
alcuni organismi, vengono elencate nel
capitolo 5, "Malattie e latte di mucca, una
guida alfabetica A-Z", alla voce "Disturbi
comportamentali dacaseomorfina". Le
implicazioni sono, tra le altre cose, per
schizofrenia, sindrome di deficit attentivo
e iper-attività, autismo).
Consumo di latte e
sclerosi
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>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
LATTE,
ALIMENTO KILLER …..anche per la
coscienza - By Franco Libero Manco
MOTIVAZIONI ETICO-SALUTISTICO-ANTROPOLOGICHE
Dopo i primi tre ani di vita l’uomo perde
gli enzimi (rennina e lattasi) preposti per
la digestione del latte.
L’uomo è il solo
animale che continua a prendere il latte
(dopo lo svezzamento) di un animale che egli
considera inferiore sotto l’aspetto
intellettivo, emotivo e spirituale.
Tra il latte umano e quello vaccino c’è la
stessa differenza tra una donna ed una
mucca. Il latte della mucca è adatto al
vitello che ha una velocità di crescita 3
volte superiore a quella del cucciolo umano
ed una necessità proteica quasi 4 volte
maggiore.
I reni di un bambino nutrito con latte
vaccino arrivano ad essere un terzo più
grossi di quelli di un bambino nutrito al
latte di donna: l’ipertrofia è determinata
dal superlavoro cui sono sottoposti i reni a
causa dell’eccesso proteico del latte
vaccino che oltre ad oberare i reni ed il
fegato, arreca danni all’ipofisi, alla
tiroide e al surrene.
Il latte vaccino nei bambini può provocare
sanguinamento gastroenterico; è carente di
ferro perchè il fosforo e il calcio che
contiene interferiscono con l’assorbimento
di questo minerale. (Dr.ssa Elena Guarnieri,
nutrizionista. “Viversani”, maggio 2009)
Il latte umano oltre ad avere (in assoluto)
il più basso valore proteico, è anche il più
dolce. Il cervello umano funziona a
glucosio.
I glucidi del latte umano, sotto forma di
lattosio, sono essenziali per lo sviluppo
cerebrale del bambino: sono presenti nel
latte umano in misura quasi doppia rispetto
al latte vaccino.
Solo il 25-30% del calcio presente nei
latticini viene assimilato, il resto viene
eliminato con le feci perché i latticini non
contengono la vitamina K fondamentale per il
corretto assorbimento del calcio. Il latte
di vacca, anche se ricco di calcio, quando è
nel tubo digestivo umano la maggioranza di
esso precipita sotto forma di fosfato di
calcio e viene eliminato attraverso le feci.
Solo una piccola parte viene assorbita.
Nei formaggi vi è un’alta concentrazione di
farmaci, di diserbanti ed additivi. I
nitrati (conservanti) si trasformano
facilmente in nitrosammine potenzialmente
cancerogene. I formaggi stagionati
contengono molte proteine, grassi saturi e
colesterolo.
EFFETTI
Tre quarti di tutte le allergie e metà dei
problemi digestivi del bambino sono causati
dal latte vaccino, oltre a casi di asma, di
insonnia e di affezioni cutanee.
Il latte produce catarro e muco che si fissa
sulle pareti dello stomaco impedendo
l’assorbimento delle sostanze alimentari.
La caseina del latte è la base di una delle
più potenti colle per il legno usata per la
costruzione delle navi.
Il latte vaccino apre la strada a: catarro,
febbre da fieno, asma, bronchite,
raffreddore, allergie, dissenteria,
stitichezza, palpitazioni, malattie
cardiache, angina, calcoli renali, artriti,
spondiliti, tumori e cancro.
Al latte e alle uova sono da attribuire
almeno la metà di tutti i cancri maschili e
a più di due terzi dei cancri femminili.
Il fosforo presente nel latte vaccino è
circa 6 volte maggiore che nel latte umano,
questo blocca l’assorbimento del calcio
provocando nel lattante una tendenza alla
ipocalcemia. Il fosforo serve all’animale
per costruire rapidamente il suo scheletro
che gli consente di fuggire anche da
cucciolo ad un pericolo improvviso.
Rudolf Steiner sostiene che il bambino
nutrito con il latte vaccino presenterà da
anziano sclerosi ed invecchiamento precoce.
Nel 1942 un’indagine in Scandinavia sui
legami tra latte vaccino e l’insorgenza
dell’artrite, durata 30 anni, ha dimostrato
che il latte vaccino causa il fattore
artritico.
Da un’indagine in alcune zone dell’India
dove lo yogurt si consuma abbondantemente,
pare che il galattosio sia la causa
dell’insorgere della cataratta.
I fermenti dello yogurt utilizzano per il
proprio sviluppo la vit. B12 che si forma
nell’intestino umano provocandone una
diminuzione.
Un quinto dell’umanità vive benissimo senza
usare latte vaccino: Cinesi, Giapponesi e
Coreani...
Il latte di mucca provoca nel bambino
carenza di ferro.
L’uomo del paleolitico non usava latte
vaccino ma aveva ossa robustissime con una
dieta basata su cereali, verdure e frutta.
Il pediatra prof. Marcello Giovannini ed il
nutrizionista Ermanno Lanzola sconsigliano
il latte vaccino nei primi 12 mesi di vita
del bambino perché:
- ha troppe proteine;
- ha meno lattosio del latte umano;
- ha uno squilibrato rapporto di acidi
grassi;
- ha valori squilibrati di calcio e fosforo;
- è privo di fattori di difesa specifici;
Il latte umano ha un elevato contenuto di
acido linoleico, precursore delle
prostaglandine e leucotrieni
antiinfiammatori.
Al contrario, il latte di vacca é una
sostanza infiammatoria al 100%.
Il latte vaccino contiene circa 59 tipi di
ormoni (pituitari, steroidei, adrenali,
sessuali etc.) tra cui il piú importante
l’ormone della crescita veloce dei vitelli.
Il latte puó anche essere contaminato da
prodotti chimici, ormoni, antibiotici,
pesticidi, pus proveniente dalle mastiti,
virus, batteri, prioni...viene arricchito
con additivi, vitamine e minerali sintetici,
semi, piante, frutti, proteine, acidi
grassi... In alcuni casi, anche grassi di
animali diversi.
Le sostanze tossiche che con piú frequenza
si possono trovare in un bicchiere di latte
di vacca sono:
- Metalli e plastica;
- Detergenti e disinfettanti;
- Pesticidi e fertilizzanti;
- Micotossine: provenienti dal mangime che
si dá alle vacche;
- Antibiotici ed altri farmaci;
- Diossine.
MALATTIE CONNESSE al
CONSUMO di LATTE
ANEMIA FERROPENICA; ARTRITE REUMATOIDE e
OSTEOARTRITE; ASMA; AUTISMO; CANCRO ALLO
STOMACO; CANCRO DELLA MAMMELLA; CANCRO
OVARIO; CANCRO del PANCREAS; CANCRO della
PROSTATA; CANCRO AL POLMONE; CANCRO al
TESTICOLO; CATARATTA; COLITE ULCEROSA;
DIABETE MELLITUS TIPO 1; DOLORI ADDOMINALI
SENZA INTOLLERANZA al LATTOSIO; MALATTIA di
CROHN; MALATTIE CORONARIE; SCLEROSI
MULTIPLA; STITICHEZZA; FATICA CRONICA;
INCONTINENZA URINARIA; INTOLLERANZA al
LATTOSIO; LINFOMI; EMICRANIA; ORECCHIE,
NASO, GOLA; REAZIONI ALLERGICHE; EMORRAGIE
GASTROINTESTINALI; SINDROME di CATTIVO
ASSORBIMENTO; PROBLEMI di SONNO; ULCERA
PEPTICA.
IL PROBLEMA del CALCIO
Negli Stati Uniti, il paese maggior
consumatore mondiale di latte, c’é
un’incidenza maggiore di osteoporosi tra la
sua popolazione.
Il Progetto di nutrizione Cornell
Oxford-Cina, salute e ambiente, che si
iniziò nel 1983 con uno studio delle
abitudini quotidiane di 6500 abitanti di 65
province disperse nella Cina rurale, una
delle ricerche più rigorose effettuate in
materia di salute, si provò che le donne che
non bevevano latte di vacca non soffrivano
di osteoporosi. Se lasciavano questa dieta e
introducevano latte di vacca, i loro livelli
di calcio si abbassavano e aumentava
l’incidenza di questa patologia.
Le ricerche svolte dal dottor John McDougall
(medico nutrizionista del ST. Helena
Hospital di Napa California, USA)
dimostrarono che le donne dell’etnia Bantú
che non bevono latte di vacca pur avendo una
media di 10 figli e li allattano per lunghi
periodi, non soffrono osteoporosi.
Il lavoro del Dr. William Ellis, ex
presidente dell’Accademia Americana di
Osteopatia Applicata, stabilì che le persone
che bevevano da 3 a 5 bicchieri di latte al
giorno presentano i livelli più bassi di
calcio nel sangue.
Lo Studio pubblicato dall’American Journal
of Clinical Nutrition stabilì che l’eccesso
di proteine del latte é uno dei fattori più
importanti nello sviluppo dell’osteoporosi.
Inoltre si dimostrava che fino all’età di 65
anni le donne che non bevevano latte ed
erano vegetariane, avevano solo il 18% di
perdita ossea, mentre le onnivore avevano
una perdita ossea del 35%.
Studi più recenti mostrano che con
un’ingestione di 75 grammi giornalieri di
proteine del latte si perde più calcio
nell’urina di quello che si assorbe
attraverso la dieta.
L’OPINIONE di JEAN SEIGNALET
Il dottor Seignalet-ematologo, immunologo,
biologo e cattedratico di Medicina all’Universitá
di Montpellier, a proposito del latte
riferisce: “Il pericolo della mancanza di
calcio é un’illusione. É vero che il latte
di vacca é ricco in calcio, però una volta
che si trova nel tubo digestivo umano,
l’immensa maggioranza di esso precipita
sotto forma di fosfato di calcio e viene
eliminato attraverso le feci. Solo una
piccola parte viene assorbita. Il calcio
assimilabile é apportato in quantità più che
sufficiente dai vegetali, ortaggi, legumi
secchi, verdure, frutta secca e fresca.
Eliminare dall’alimentazione il latte
animale non provoca carenza di calcio.
Al
contrario, il regime alimentare che esclude
i derivati del latte, blocca 70 volte su 100
l’evoluzione dell’osteoporosi e permette di
recuperare parte del terreno perso”.
LA CASEINA del LATTE
Il bambino lattante assimila completamente
la caseina del latte materno ma non quella
del latte di vacca. La caseina animale in
alcune persone aderisce ai follicoli
linfatici dell’intestino impedendo
l’assorbimento di altri nutrienti.
Sbarazzarsi dei suoi residui metabolici
causa perdita energetica per l’organismo e
può provocare problemi immunologici.
I GRASSI del LATTE
Il latte umano contiene 45 grammi di lipidi
per litro, dei quali 55% sono acidi grassi
poliinsaturi, e 45% di saturi; ha,
soprattutto, un elevato contenuto di acido
linoleico, precursore delle prostaglandine e
leucotrieni antiinfiammatori. Al contrario,
il latte di vacca contiene un 70% di acidi
grassi saturi e 30% di poliinsaturi. Inoltre
questo 30% di poliinsaturi perde le sue
proprietá quando per effetto del calore (tra
i 40 º e i 45ºC) si denaturano e non possono
essere precursori di sostanze
antiinfiammatorie.
Per questo il latte
trattato per il consumo é una sostanza
infiammatoria al 100%.
I bambini che sono soliti bere vari
bicchieri di latte al giorno hanno le
arterie in peggiori condizioni di quelli che
non lo prendono.
LA CARICA ORMONALE
La professoressa jane Plant, autrice del
libro “La tua vita nelle tue mani” spiega
che l’IGF1 é specialmente attivo durante la
pubertà e la gravidanza. Nel caso delle
bambine adolescenti quest’ormone stimola la
crescita del tessuto della mammella. Durante
la gravidanza aumenta i tessuti mammari e i
dotti del latte materno per favorire
l’allattamento.
Alti livelli di quest’ormone incrementano
fino a tre volte il rischio di soffrire di
cancro della mammella o di prostata da parte
di quelli che consumano molto latte, come la
carne delle vacche da latte. Nello stesso
modo gli estrogeni che si aggiungono al
latte bovino sono altri fattori che
stimolano l’effetto nocivo di quest’ormone e
che indirettamente favoriscono la comparsa
di tumori.
SOSTANZE TOSSICHE nel LATTE.
I macchinari utilizzati negli allevamenti
per trasportare e immagazzinare il latte può
contaminarlo. Di fatto si é arrivati a
trovare in esso ferro, rame, piombo, cadmio,
zinco etc... o loro residui.
Detergenti e disinfettanti.
Formiolo, acido borico, acido benzoico, sali
alcalini, bicromato di potassio etc...sostanze
che si usano nella pulizia e disinfezione
del materiale che viene a contatto col
latte. Il suo uso viene giustificato dal
fatto che l’acqua da sola é incapace di
trascinare i resti di materia organica e
distruggere i batteri che contaminano le
istallazioni e che possono passare al latte.
Pesticidi e fertilizzanti.
Nel mangime che si dà alla vacca si possono
trovare composti chimici: acaricidi,
nematicidi, fungicidi, rodenticidi,
erbicidi, DDT, dieldrin, lindano,
metoxicloro, malation, aldrin etc...che
possono causare il cancro.
Micotossine.
Provenienti dal mangime che si dà alle
vacche, quando é contaminato da muffe,
specialmente Aspergyllus flavus.
Antibiotici ed altri farmaci.
Impiegati nel trattamento e prevenzione
delle malattie infettive e parassitarie
delle vacche: possono passare al latte
contaminandolo. La maggioranza delle
industrie casearie usano circa 60 tipi di
trattamento chimico per trattare i gonfiori
del capezzolo dopo ogni minzione e per
ridurre la propagazione della mastite nei
branchi.
Diossine.
Derivati del cloro sono relazionati col
cancro di polmone ed i linfomi. La
esposizione alla diossina é stata messa in
relazione con il diabete, i problemi di
sviluppo del bambino e diversi problemi di
squilibrio del sistema immunitario.
MALATTIE CONNESSE al CONSUMO di LATTE
ANEMIA FERROPENICA.
Il Dr. Frank Oski (direttore del
dipartimento di Pediatria della scuola di
medicina dell’Universitá John Hopkins (USA)
asserisce che nel suo paese tra il 15 e il
20% dei bambini minori di due anni soffrono
anemia ferropenica e che la metà del resto
delle anemie che si producono negli USA sono
relazionate con il consumo di latte e suoi
derivati a causa delle piccole emorragie
gastrointestinali che il latte può
provocare.
ARTRITE REUMATOIDE ed OSTEOARTRITE.
Si é constatato che i complessi
antigene-anticorpo generati dal latte si
depositano a volte nelle articolazioni
provocandone infiammazione e tumefazione.
Studi realizzati nell’Universitá della
Florida (USA) confermano che i sintomi si
aggravano in pazienti, che consumano latte,
con artrite reumatoide. In un articolo
pubblicato nella rivista Scandinavian
Journal of Rheumatology, si affermava che in
persone affette da questa patologia quando
smisero di ingerire latticini e bevvero solo
acqua, té verde, frutta e succhi vegetali
entro 7 e 10 giorni l’infiammazione e il
dolore diminuirono significativamente:
quando uno tornava a una dieta
latto-ovo-vegetariana i sintomi
riapparivano. Un gruppo di ricercatori
israeliani dimostrò nel 1985 che il latte
può indurre anche l’artrite reumatoide
giovanile.
ASMA.
Il latte può stimolare la produzione
eccessiva di muco nelle vie respiratorie.
L’allergia al latte é causa di asma.
I bambini con eccesso di muco e difficoltà
respiratorie ai quali si toglie il latte di
vacca migliorano in modo sorprendente.
AUTISMO.
I sintomi neurologici dei pazienti autistici
peggiorano quando consumano latte o grano.
Si crede che i peptidi del latte possano
avere un effetto tossico nel sistema nervoso
centrale interferendo con i
neurotrasmettitori. Nelle loro ricerche i
dottori dell’Universitá di Roma notarono un
miglioramento marcato nel comportamento di
questi malati dopo aver smesso di ingerire
latte per otto settimane.
Nel loro sangue
c’erano alti livelli di anticorpi contro la
caseina, la lattoalbumina e la betalattoglobulina.
CANCRO allo STOMACO.
Ricercatori dell’Istituto Nazionale di
Salute Pubblica di Morelos (Messico)
trovarono un aumento significativo di
rischio di contrarre cancro allo stomaco in
pazienti che consumano latticini: in quelli
che consumavano anche carne, il rischio
triplicava.
CANCRO della MAMMELLA.
Il latte é considerato da molti esperti
causa diretta di questo tipo di cancro. Se a
questo si aggiunge l’influenza dell’ormone
insulinico, le probabilitá di contrarlo
aumentano considerevolmente nelle grandi
consumatrici di latte.
CANCRO OVARICO.
Il galattosio (uno degli zuccheri del latte)
é stato messo in relazione anche con il
cancro dell’ovario. Alcuni ricercatori
affermano che le donne che bevono più di un
bicchiere di latte intero al giorno hanno
tre volte più probabilità di contrarre
cancro di ovario rispetto a quelle che non
ne bevono.
CANCRO del PANCREAS.
Ricercatori dell’ Universitá di Harvard
(USA) affermano che esiste una relazione
“positiva e forte” tra il cancro del
pancreas e il consumo di latte, uova e
carne.
CANCRO della PROSTATA.
Secondo il Dr. Chan (epidemiologo dell’Universitá
di Harvard) il consumo di molto latte e suoi
derivati é associato con un incremento del
rischio di cancro di prostata nell’uomo. Ciò
può essere dovuto al fatto che l’alto
contenuto di calcio nel latte fa diminuire
la quantitá di vitamina D del corpo
incaricata di proteggere dal cancro di
prostata.
Epidemiologi italiani del Aviano Cancer
Center calcolarono che se si prendono due o
più bicchieri di latte al giorno il livello
di rischio di soffrire questo cancro aumenta
5 volte. Un altro studio (realizzato dalla
stessa equipe di ricercatori dimostrò che
gli uomini che consumano grandi quantità di
latte e/o latticini hanno un 70% di rischio
in più di contrarre cancro di prostata.
Il consumo di latte scremato é associato con
un maggior incremento rispetto a quello
intero.
CANCRO al POLMONE.
Ricercatori olandesi nel 1989 hanno concluso
che le persone che bevono due o più
bicchieri di latte al giorno hanno una
probabilità 2 volte maggiore di sviluppare
cancro al polmone di quelle che non lo
bevono. Le persone che bevono questa stessa
quantità di latte scremato sembrano essere
più protette. Inoltre si é documentato che
esiste una relazione diretta tra l’ormone
somatotropina e il cancro al polmone, e tra
questo e la diossina che contamina il latte.
In un articolo pubblicato nel giornale
americano The Washington Post, si affermava
che le persone che consumano grandi quantità
di grassi (carne e latticini) sono 10 volte
più predisposte a contrarre il cancro,
specialmente di polmone.
CANCRO al TESTICOLO.
Ricercatori britannici scoprirono che esiste
una relazione tra il cancro testicolare e il
consumo di latte. Il rischio incontrato fu
7,19 volte maggiore rispetto alla
popolazione generale e aumenta di un 1,39
per ogni quarto di litro di latte in più che
si consuma.
CATARATTA.
C’é una crescente evidenza della relazione
tra il consumo di latte e la cataratta.
Secondo diversi studi scientifici le
popolazioni umane che consumano grandi
quantità di latticini hanno una maggior
incidenza di cataratta rispetto a quelli che
lo evitano.
Questo difetto é stato posto in
relazione con il lattosio e il galattosio.
COLITE ULCEROSA.
Anche in questo disturbo è stato associato
il consumo di latte.
COLON IRRITABILE.
Ci sono diversi studi che mettono in
relazione il consumo di latte con lo
sviluppo di questa patologia.
DIABETE MELLITUS TIPO 1.
Diversi studi dimostrano che i lattanti
alimentati con latte di vacca presentano un
maggior rischio di soffrire di diabete
insulino dipendente. Uno studio pubblicato
nella Rivista di medicina della Nuova
Inghilterra identifica il latte come
“elemento responsabile o fattore scatenante
in alcune persone geneticamente sensibili”.
Eliminare il latte e derivati dalla dieta
infantile potrebbe diminuire drasticamente
l’incidenza di questo tipo di diabete.
MALATTIA di CROHN.
Il Dottor John Hermon-Taylor, direttore del
Dipartimento di Chirurgia della Scuola di
Medicina dell’Hospital St. George (Gran
Bretagna) afferma: “Dopo aver studiato la
malattia di Crohn per 20 anni, la
Paratubercolosi é indubbiamente associata a
questa patologia e che questo microorganismo
si trasmette fondamentalmente attraverso il
latte perché la pastorizzazione non lo
distrugge”. In uno studio realizzato tra il
1990 e il 1994 sui contenitori per il latte
si trovò che il 7% di essi erano contaminati
con la Paratubercolosi.
MALATTIE CORONARICHE.
Numerosi ricercatori relazionano alcuni
componenti del latte (il colesterolo, i
grassi, il suo alto contenuto in calcio, la
presenza di xantina ossidasi, etc.) con
questo tipo di problemi. L’enzima bovino
xantina-ossidasi causa problemi quando il
latte é omogeneizzato: il suo danno si
centra nei vasi sanguigni. Sembra che questo
enzima attraverserebbe intatto le pareti
intestinali facendosi trasportare dal sangue
e distruggerebbe il masmogeno, uno dei
componenti della membrana delle cellule che
formano il tessuto cardiaco.
Uno di questi
ricercatori é il dottor Kurt Oster, capo di
servizio di cardiologia dell’ospedale Park
City a Bridgeport (USA), durante un periodo
di quasi 4 anni studiò 75 pazienti che
soffrivano di angina pectoris e
arteriosclerosi.
Quando si eliminò il latte dalla loro dieta
e gli si dette acido folico e vitamina C
(entrambe combattono la xantina-ossidasi) il
dolore diminuì. Il dottor Kurt Esselbacher (
dell’Universitá di Harvard) afferma che: “Il
latte omogeneizzato, dovuto al contenuto di
xantina-ossidasi, é uno delle cause maggiori
di malattie coronarie negli Stati Uniti”.
Studi realizzati in Russia secondo i quali
chi beve tre o più bicchieri di latte al
giorno ha 1,7 volte più probabilità di
soffrire malattie ischemiche cardiache di
chi non ne consuma. Il consumo abituale di
latticini aumenta il colesterolo cattivo
(LDL). Anche il consumo di proteine lattee
sembra avere una relazione diretta con la
mortalità coronaria. Inoltre le proteine del
latte contribuiscono alla formazione di
omocisteina: la connessione tra il latte, il
lattosio, il calcio e l’omocisteina potrebbe
essere responsabile della calcificazione
delle arterie.
SCLEROSI MULTIPLA.
Scienziati dell’Università di Michigan (USA)
hanno potuto stabilire una relazione tra la
sclerosi multipla e un eccessivo consumo di
latte.
STITICHEZZA.
Il latte é causa accertata di stitichezza in
bambini ed anziani. La sua eliminazione
dalla dieta e un maggior consumo di verdure
e fibra di solito risolve questo problema.
Allo stesso modo, tanto la stitichezza
cronica come le lesioni perianali sono state
associate ad una chiara intolleranza al
latte di vacca.
FATICA CRONICA.
Secondo uno studio realizzato con bambini a
Rochester (New York) nel 1991, bere latte
aumenta 44,3 volte il rischio di soffrire
questa malattia.
INCONTINENZA URINARIA.
Molti bambini che bagnano le lenzuola
smettono di farlo quando eliminano dalla
loro dieta il latte, i prodotti che lo
contengono ed i loro derivati.
INTOLLERANZA al LATTOSIO.
Il lattosio, zucchero del latte, per essere
utilizzato dal nostro organismo deve essere
previamente idrolizzato per mezzo di
un’enzima chiamato lactasi, che sparisce
lentamente quando cominciano a crescere i
denti. Nella razza bianca la lactasi resta
per più tempo che nella razza negra. Nella
maggior parte delle persone che non
producono lactasi, o lo producono a livelli
molto bassi, il lattosio non idrolizzato
passa all’intestino dove viene attaccato dai
batteri generando fermentazione, meteorismo,
coliche, diarrea, etc. oltre che irritazione
delle pareti intestinali, micro-ferite con
perdite di sangue che possono provocare
carenza di ferro. Inoltre il lattosio può
favorire l’assimilazione dei metalli pesanti
come il cadmio, il mercurio e il ferro ed
altre sostanze tossiche.
LINFOMI.
In uno studio realizzato nell’Università di
Bergen (Norvegia) durante un anno e mezzo
con quasi 16.000 pazienti si osservò che le
persone che consumano due bicchieri di latte
al giorno presentano un rischio 3,4 volte
maggiore di soffrire di linfoma rispetto a
quelli che ne bevevano di meno. Pare che il
latte di vacca possa trasmettere il virus
della leucemia bovina.
Questo stesso studio
trovò un’associazione, anche se debole, tra
il consumo di latte e il cancro ai reni ed
agli organi riproduttivi femminili.
Un altro meccanismo attraverso il quale si
può contrarre linfoma é il latte contaminato
con
diossine.
EMICRANIA.
Si é provato sperimentalmente che quando si
sopprime il latte dalla dieta di pazienti
affetti da emicrania si riducono
significativamente i sintomi.
ORECCHIE, NASO, GOLA.
Nel 1994 la rivista Natural Health
pubblicava una serie di scoperte che
relazionano al latte l’aumento di infezioni
di orecchie e gola.
Gli studi dimostrano che
le tonsille e le adenoidi si riducono quando
si limita il consumo di latte.
REAZIONI ALLERGICHE.
L’allergia alle proteine del latte di vacca
é una reazione dei meccanismi immunologici a
una o piú proteine del latte (caseina, alfa
lattoalbumina, betalattoglobulina).
Attualmente molti studi medici riconoscono
la relazione tra il latte e le reazioni
allergiche stabilendone la prevalenza tra un
2 e un 5% della popolazione mondiale.
EMORRAGIE GASTROINTESTINALI. Dovute all’intolleranza alle proteine del
latte di vacca nei bambini sono state
adeguatamente documentate. Il sanguinamento
é cosí serio che si colloca come una delle
cause più comuni di anemia nei bambini.
SINDROME di CATTIVO ASSORBIMENTO. Ricercatori dell’Universitá di Helsinki
(Finlandia) hanno provato la relazione tra
le proteine del latte e il danno alla mucosa
intestinale. Questo danno é caratterizzato
da diarrea cronica, vomito e crescita
ritardata.
PROBLEMI di SONNO. Studi realizzati nell’Università Free di
Bruxelles tra gli anni1986 e 1988
confermarono la relazione tra il consumo di
latte ed i problemi di sonno nei bambini.
Tutti i sintomi miglioravano quando si
escludeva il latte dalla dieta e
peggioravano quando lo si riintroduceva. Il
tempo medio per notare un miglioramento era
di 5 settimane. Anche l’agitazione che
manifestavano i bambini diminuiva.
ULCERA PEPTICA.
Il latte e derivati aggravano tutti i
sintomi. Il sollievo temporaneo che in
passato sentivano questi pazienti era dovuto
semplicemente al fatto che normalmente il
latte lo si beveva freddo ed era la
temperatura del liquido che faceva
migliorare temporaneamente la situazione.
ALTRE REAZIONI PROVOCATE dal LATTE.
Acidosi lattea associata all’allergia al
latte di vacca; difficoltà di apprendimento
in bambini e, alcuni casi, infertilità
femminile.
Le madri che bevono latte di
vacca durante il periodo dell’allattamento
espongono i loro figli ai rischi associati a
quest’alimento.
L’omogeneizzazione.
Un processo meccanico mediante il quale si
riduce la misura delle particelle di grasso
del latte evitando che la crema si concentri
nella superficie. Si spara un getto di latte
a pressione contro una placca di acciaio ad
una temperatura tra 50 e 60ºC: si ottiene un
latte più bianco che si mantiene liquido nel
contenitore ma si rompono anche gran parte
delle strutture lipidiche e proteiche.
Secondo alcuni esperti, diminuire di 10
volte la dimensione delle particelle di
grasso può far aumentare il rischio di
soffrire attacchi al cuore in quelli che ne
consumano grandi quantitá, probabilmente a
causa dell’enzima bovino xantina-ossidasi
che attraversa intatto le pareti intestinali
e, utilizzando il sangue come veicolo,
distruggerebbe il masmogeno, un componente
delle membrane cellulari del tessuto
cardiaco.
Pastorizzazione. Consiste nell’applicazione di alte
temperature per un determinato tempo. Con
questo metodo si distrugge la maggior parte
dei microorganismi che possono alterare il
latte, ma non tutte le spore: si ottiene il
latte fresco del giorno che si mantiene in
condizioni adeguate solo per 2 o 3 giorni.
Esistono due tipi di pastorizzazione: quella
alta (che dura 15 secondi ad una temperatura
di 72ºC) e quella bassa (che dura 30 minuti
a 65ºC). Il latte é poi sottoposto ad un
raffreddamento rapido, ma se quest’ultimo
trattamento non avviene in forma corretta
possono germininare le spore che sono
sopravvissute al trattamento termico.
Inoltre con questo metodo si produce la
coagulazione delle proteine e si perde il 5%
delle vitamine B1 e B6, il 10% della B12 e
il 25% della vitamina C. La pastorizzazione
disgrega calcio, magnesio e fosfati
indispensabili per la formazione delle ossa,
oltre a causare parziale coagulazione delle
proteine.
Sterilizzazione. Un processo che combina alte temperature in
un tempo abbastanza lungo: si assicura
l’assenza di germi patogeni e tossine ed il
prodotto si mantiene in buone condizioni per
un tempo più lungo. Con questo processo si
perdono però le vitamine B1, B2, B3, B6,
B12, A, C, D ed alcuni amminoacidi
essenziali.
UHT. Latte che é stato trattato a temperatura
molto alta per un tempo molto corto. Con
questo metodo le alterazioni biochimiche a
danno delle proteine sono molto importanti.
TIPI di LATTE di vacca. Latte intero.
Presenta il maggior contenuto di grasso del
latte. Il suo apporto calorico e di
colesterolo é molto elevato: un bicchiere di
latte apporta 7,2 grammi di grasso e 123
calorie: l’impatto di questa sostanza sul
sistema cardiovascolare è molto
significativo.
Latte scremato. Ha meno calorie del latte intero. In
funzione della quantità di grasso si chiama
“scremato” (<0,18%) o “semiscremato”
(0,5-2%).
Ha un sapore più gradevole ma il
suo valore nutritivo è scarso.
Latte condensato.
Latte al quale si toglie circa un 60% del
contenuto acquoso e gli si aggiunge un 40%
in peso di zucchero per impedire la
proliferazione di batteri.
Latte in polvere.
Si ottiene scaldando il latte liquido fino a
fargli perdere circa il 60% dell’acqua che
contiene. Nel processo si perdono tra un 25
ed un 50% delle vitamine idrosolubili
(vitamina C e complesso B).
Formaggi.
Le materie prime utilizzate possono essere
molto diverse, come i processi di
elaborazione: tutti hanno bisogno della
coagulazione della caseina per mezzo del
caglio. Il caglio si elabora con mucosa
seccata della quarta cavitá stomacale dei
ruminanti e, a volte, del maiale. Perciò
nutrendosene si ingerisce un derivato
animale.
Una storia reale La storia della professoressa Jane Plant,
goechimica e capo scientifico del British
Geological Survey è un esempio significativo
per molte donne: é sopravvissuta a 5 tumori
della mammella e alle pratiche mediche
convenzionali per trattare i suoi cancri.
Lo ha fatto, come ella stessa afferma,
eliminando tutti i latticini dalla sua
dieta. “Soffrii l’amputazione di una mammella, mi
sottomisero a radioterapia e a chemioterapia
molto dolorosa. Mi videro specialisti tra i
più eminenti del mio paese: dentro di me
sentivo che stavo per morire e fui al punto
di arrendermi” racconta la professoressa
Plant nel suo libro (La tua vita nelle tue
mani) e racconta la propria esperienza e
come arrivò all’idea che le ha salvato la
vita. “All’origine di un viaggio con mio marito in
Cina cominciai a pensare che la mia malattia
era inesistente in quel paese.
Di fatto solo
una tra 10.000 donne muore di cancro al seno
in Cina mentre solo nel Regno Unito le cifre
officiali parlano di una ogni 12. Allora con
mio marito (uno scienziato) cominciammo a
studiare il modo di vita e l’alimentazione
delle orientali fino a che arrivammo
all’idea che mi salvò la vita: le donne
cinesi non si ammalano di cancro al seno, né
gli uomini sviluppano tumori prostatici
perché sono incapaci di tollerare il latte
e, pertanto, non lo prendono. I cinesi non
utilizzano mai il latte e tanto meno per
allattare i loro bambini ! Non è una casualità che piú del 70% della
popolazione mondiale sia incapace di
digerire il lattosio.
Allora decisi di
sopprimere completamente l’ingestione di
latticini, compresi tutti gli alimenti che
contengono un po’ di latte: zuppe, biscotti,
dolci, margarine etc... E cosa successe? In
solo pochi giorni il tumore cominciò a
ridursi. Due settimane dopo il tumore
cominciò a prudere. Dopo diventò più blando e cominciò a
diminuire. Sei settimane dopo era sparito.
Il mio oncologo del Charing Cross Hospital
di Londra non poté reprimere un’esclamazione
di meraviglia: “Non lo trovo!”.
Indubbiamente non si aspettava che qualcuno
con un cancro tanto avanzato (che aveva
invaso il mio sistema linfatico) potesse
sopravvivere”. Piú di 60 donne che soffrivano di cancro al
seno si misero in contatto con lei per
domandarle consiglio. I loro tumori
sparirono. La Plant spiega che la relazione tra i
latticini e il cancro al seno é simile a
quella che esiste tra il tabacco e il cancro
di polmone.
Ma non solo questo. Ad esempio
nel 1989 il dottor Daniel Cramer (dell’Universitá
di Harvard) determinó che questi prodotti
sono implicati anche nella comparsa del
cancro di ovario. E i dati sul cancro di
prostata conducono a conclusioni simili. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità
(OMS) afferma che il numero di uomini che
soffre questo cancro in Cina é dello 0,5 per
ogni 10.000 persone, mentre nel Regno Unito
la cifra é 70 volte maggiore, La chiave sta
dunque, senza dubbio, nel consumo di
latticini. Per la professoressa Plant il latte di vacca
é un grande alimento... ma solo per il
vitello ! Ed afferma che la natura non lo ha
destinato ad essere consumato da
nessun’altra specie. “Spero che la mia
esperienza possa servire a più donne ed
uomini che, senza saperlo, possono star male
a causa dei latticini che consumano.” Tratto da: centopercentoanimalisti.com vedi:
CRUDISMO
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
“Epidemie”
non infettive, favorite ed occultate…
- “Sicurezza” del latte. Cronistoria di
un'infezione diffusa. – 08/07/2013
Ti diranno che la malattia è debellata da
decenni, che a portarla in Itala sono gli
immigrati, che le vacche sono tutte
indenni... se non facciamo girare queste
informazioni rischiamo di soccombere alle
bugie del sistema!
- 14/11/2009 - La
Val d’Aosta travolta dallo scandalo
http://www.qualeformaggio.it/italia/59-attualita/341-la-val-daosta-travolta-dallo-scandalo
- 20/01/2010 - Scandalo Fontina infetta da
TB - Epidemia bovina occultata per anni.
http://consumatori.myblog.it/archive/2010/01/20/scandalo-della-fontina.html
http://www.12vda.it/cronaca/cronaca/6052-tredici-arresti-per-uninchiesta-contro-la-truffa-ed-il-falso-nel-settore-dellallevamento-bovino.html
- 14/04/2011 - AOSTA Fontina da latte
infetto, chiesto il rinvio a giudizio di 61
allevatori
http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/397924/
- 07/04/2011 - Farmaci abusivi negli
allevamenti decine di blitz e 68 persone
indagate - Parma - Repubblica.it
http://parma.repubblica.it/cronaca/2011/04/07/news/farmaci_abusivi_negli_allevamenti_decine_di_blitz_e_68_persone_indagate-14619506/
- 01/11/2011 - Mucche malate di Tbc scatta
l'allarme carne - Palermo - Repubblica.it
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/11/01/news/mucche_malate_di_tbc_scatta_l_allarme_carne-24219326/
- 03/11/2011 - Tbc, sono 25 gli animali
infetti Vitellino positivo alla brucellosi -
Corriere del Mezzogiorno
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/2-novembre-2011/bovini-tbc-sale-25-numero-animali-affetti-malattia-1902027881186.shtml
- 09/11/2011 - Tubercolosi bovina, quattro
casi a Torre in Pietra | Altre Notizie
http://www.fregeneonline.com/Altre-Notizie/tubercolosi-bovina-quattro-casi-a-torre-in-pietra.html
- 09/11/2011 - Veterinari e tangenti Scatta
l'indagine: è bufera
http://www.livesicilia.it/2011/11/09/controlli-veterinari-e-tangenti-scatta-lindagine-e-bufera/
- 18/11/2011 - Un caso di Tbc pure in un
allevamento bovino a Marsala. Ma è allarme
brucellosi...
http://marsala.it/inchieste/item/53770-un-caso-di-tbc-pure-in-un-allevamento-bovino-a-marsala-ma-%C3%A8-allarme-brucellosi.html
- 23/11/2011 - Palermo – tubercolosi e
allevamenti: allevatore si scaglia contro i
poliziotti
http://www.geapress.org/allevamenti-2/palermo-%E2%80%93-tubercolosi-e-allevamenti-allevatore-si-scaglia-contro-i-poliziotti/21544
- 25/11/2011 - Avellino: a rischio sequestro
il più grosso centro di macellazione della
provincia
http://www.geapress.org/allevamenti-2/avellino-a-rischio-sequestro-il-piu-grosso-centro-di-macellazione-della-provincia/21637
- 31/12/2012 - REGIONE - Tubercolosi bovina
a Formello, i cittadini si rivolgono a
Codici - Il Giornale Nuovo.it
http://www.ilgiornalenuovo.it/2012/01/regione-tubercolosi-bovina-a-formello-i-cittadini-si-rivolgono-a-codici/
- 09/05/2012 - Tbc bovina, allevamento
sequestrato - Cronaca - La Nuova Sardegna
http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/05/09/news/tbc-bovina-allevamento-sequestrato-1.4484421
- 25/06/2012 - Tbc in allevamento? Indaga la
Procura. L'Ordine: nessun decesso per tbc
http://www.anmvioggi.it/rubriche/regioni/57179-tbc-in-allevamento-inchiesta-della-procura-l-ordine-nessun-decesso-per-tbc.html
- 25/06/2012 - Gioia dei Marsi - Allarme
TBC, le “vacche sacre” al tempo della crisi
http://www.terremarsicane.it/node/22334
- 06/09/2012 - Tubercolosi, brucellosi,
leucosi. Misure straordinarie in quattro
Regioni
http://www.sivempveneto.it/vedi-tutte/9251-tubercolosi-bricellosi-leucosi-misure-straordinarie-polizia-veterinaria-in-quattro-regioni.html
- 18/10/2012 - Falsi certificati sanitari
all’insaputa dell’IZS
http://www.anmvioggi.it/rubriche/attualita/57613-falsi-certificati-sanitari-all-insaputa-dell-izs.html
- 04/12/2012 - Latina: false profilassi
contro tbc in allevamenti bufale, arrestati
9 veterinari - Adnkronos...
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Latina-false-profilassi-contro-tbc-in-allevamenti-bufale-arrestati-9-veterinari_313957523030.html
- 10/12/2012 - Bufale morte per falsi
controlli TBC
http://www.cynze.com/notizie-animali/bufale-morte-per-falsi-controlli-tbc-1478.html
- 19/04/2015 - Una mucca colpita da Tbc:
abbattuta
http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2013/04/19/news/una-mucca-colpita-da-tbc-abbattuta-1.6917163
- 10/05/2015 - Enna. Tubercolosi bovina in
due allevamenti
http://www.vivienna.it/2013/05/21/enna-tubercolosi-bovina-in-due-allevamenti/
- 25/06/2013 - Leonforte. Sequestrati
quattro allevamenti per brucellosi e
tubercolosi bovina | Vivienna.it
-
http://www.vivienna.it/2013/06/25/leonforte-sequestrati-quattro-allevamenti-per-brucellosi-e-tubercolosi-bovina/
- 10/07/2013 - Tubercolosi e brucellosi in
due allevamenti. Emessa ordinanza sindacale
http://www.comunedipignataro.it/modules.php?name=News&file=article&sid=19859
- 10/07/2013 - GRAN BRETAGNA - Carne di buoi
con tubercolosi immesse nel mercato
Dopo la mucca pazza e la frode della carne
di cavallo, un nuovo problema di sicurezza
alimentare e' emerso. Secondo il Sunday
Times, 28.000 carcasse di bue infettati con
bacilli della tubercolosi sarebbero state
esportate ogni anno...
http://www.aduc.it/notizia/carne+buoi+tubercolosi+immesse+nel+mercato_127694.php
- 15/07/2013 - Rischio brucellosi ad
Enna: scatta il sequestro di 4 allevamenti
http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/enna/dettaglio/articolo/gdsid/274546/
- 15/07/2013 - Leonforte: sequestrati altri
due allevamenti a causa della tubercolosi
(sono 6)
http://www.ilgiornaledienna.it/index.php?option=com_content&view=article&id=27177:leonforte-sequestrati-altri-due-allevamenti-a-causa-della-tubercolosi&catid=416:cronaca-en&Itemid=879
- 30/07/2013 - Tubercolosi bovina Abbattuti
31 capi
http://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cronaca/tubercolosi-bovina-abbattuti-31-capi_1018059_11/
- 08/08/2013 - Brucellosi e tubercolosi in
alcuni allevamenti della provincia di Enna
http://www.vivienna.it/?p=238573
- 25/08/2013 - Enna. Dissequestro per due
allevamenti con animali affetti da
tubercolosi, altri tre sotto sequestro
http://www.vivienna.it/2013/08/25/enna-dissequestro-per-due-allevamenti-con-animali-affetti-da-tubercolosi-altri-tre-sotto-sequestro/
- 30/08/2013 - Sequestato allevamento a
Cinisi: animali positivi alla Tbc
http://www.palermotoday.it/cronaca/sequestro-allevamento-tubercolosi-cinisi.html
- 30/08/2013 - Sondrio - Altro caso di TBC
bovina. Nessun pericolo per la salute -
http://www.gazzettadisondrio.it/cronaca/30082013/altro-caso-tbc-bovina-nessun-pericolo-salute
- 05/09/2013 - Tbc bovina in Valle, l'Apa
annulla tutte le Mostre Zootecniche
http://www.ilgiorno.it/sondrio/cronaca/2013/09/05/945419-tbc-mostre-zootecniche-annullate.shtml
- 12/09/2013 - Tbc, Livigno contro Apa
- Allevatori: faremo la mostra
Quando muore un paziente a Bari isolano
l'interno obitorio mentre quando si tratta
di cibo ($$$) "La Tbc bovino non sembra far
più paura." e come se non bastasse "le
scuole resteranno chiuse per permettere ai
bambini di ammirare gli animali da vicino"
http://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cronaca/tbc-livigno-contro-apa-allevatori-faremo-la-mostra_1023405_11/
- 10/11/2013 - Allarme tubercolosi a
Enna:sigilli a 5 allevamenti
http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/enna/dettaglio/articolo/gdsid/301050/
- 05/12/2013 Messina - AVVISO URGENTE PER LA
CITTADINANZA
http://www.comune.castellumberto.me.it/wp-content/uploads/2013/12/animali-TBC.pdf
- 12/12/2013 - Sezze, bovini malati di
tubercolosi. Il sindaco ne ordina
l’abbattimento
http://onirikaedizioni.it/2013/12/12/sezze-bovini-malati-di-tubercolosi-il-sindaco-ne-ordina-labbattimento/
- 03/01/2014 - Enna. Focolai della
tubercolosi bovina in due allevamenti
http://www.vivienna.it/2014/01/03/enna-focolai-della-tubercolosi-bovina-in-due-allevamenti/
- 10/01/2013 - SVIZZERA - San Gallo, caso di
tubercolosi bovina
http://www.cdt.ch/confederazione/cronaca/98665/san-gallo-caso-di-tubercolosi-bovina.html
Pubblicazione
dell' Università degli Studi di Milano (a
cura del Prof. Alfonso Zecconi) del
Dipartimento Patologia Animale (DIPAV)
Fonte:
http://www.aral.lom.it/public/upload/00000251_04_Zecconi.pdf
Salviamo i
BAMBINI !!
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=510130069014854&set=a.183708744990323.46904.182805198414011&type=3&theater
Tratto da:
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/sicurezza-alimentare-del-latte-cronistoria-di-uninfezione/504433352961856
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