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Medicina Alternativa"  
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVES MEDICINES

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ALLEVAMENTI  INCIVILI  
vedi anche AGRICOLTURA   +  Allevamenti intensivi
Aspartame  +  Additivi e Conservati  +  Glutammato  +  Contaminazioni da OGM
METANOLO  +  Soia  +  Malassorbimento  +  Acidosi=riordino del pH
  Allevamenti intensivi  +  10 Comandamenti del Pasto  Consigli alimentari
BUONE REGOLE per una SANA ALIMENTAZIONE  +  Dieta del Gruppo Sanguigno

Malassorbimento  +  DIGESTIONE  +  Mangiare crudo = Crudismo
Questa potrebbe essere l'Azienda che vi controllera' nel molto prossimo futuro
 

Uno strazio che sembra non finire mai quello dell'emergenza alimentare continua

Dopo la BSE l'afta epizootica; sembra che ci sia, da qualche parte, un regista occulto e malefico che vuole mandare in tilt le nostre più consolidate abitudini alimentari.
Purtroppo, le cose non stanno così; non dobbiamo andare a caccia di nessun nemico invisibile se non della nostra stessa follia che, proprio perché direttamente interessati, non riusciamo a vedere.
I problemi di sicurezza alimentare delle società contemporanee hanno la loro radice, non tanto nella salute delle bestie, quanto piuttosto nello stile di vita e nei modelli di consumo degli uomini. Quella popolazione occidentale di un miliardo e duecentomila abitanti sovralimentati, di cui tutti facciamo parte, ha bisogno, per continuare a difendere il proprio stile di vita, fatto di calorie ingurgitate per essere poi smaltite nelle palestre, di allevamenti intensivi, di bestie costrette a vivere e a morire in condizioni barbare e incivili. 
E poi ci lamentiamo se le bestie si ammalano, se si diffondono le peggiori epidemie, se la carne non ha più il gusto e le capacità nutrizionali che aveva una volta.
Coi nostri comportamenti da apprendisti stregoni produciamo i disastri di cui poi, noi stessi, siamo vittime. 
Ci stiamo ogni giorno di più avvitando in una spirale che abbassa progressivamente la nostra qualità della vita e reintroduce quelle disuguaglianze di classe e quelle differenze di stato che ci eravamo illusi di avere cominciato a superare. E ciò non accade a causa della logica perversa di un dittatore malefico che ci vuole ridurre in cattività, quanto piuttosto della somma delle scelte individuali che ciascuno di noi compie andando al mercato ad acquistare beni di uso quotidiano.
Qual è l'unico vero effetto della BSE, visto che non siamo riusciti a sconfiggere l'uso delle farine animali nell'allevamento di bestiame ? Che le carni alternative, prodotte da animali che vivono in condizioni di vita accettabili, diventano particolarmente care e, per questa ragione, finiscono per escludere quelle fasce di popolazione che, per ultime, erano riuscite ad accedere al consumo di carne.
I ricchi mangiano la carne sicura, mentre i poveri devono accontentarsi della carne rischiosa; o per meglio dire, quelli che smaltiscono le loro calorie di troppo nelle saune e nelle palestre, possono continuare a difendere la loro sovralimentazione in condizioni di sicurezza, mentre i ceti sociali più poveri, ugualmente sovralimentati, devono in più sopportare il rischio di mangiare in condizioni di insicurezza. 
Se non si chiama "barbarie" come si chiama questo stato di cose ?
Questi livelli di consumo assurdi, che non sono richiesti da alcuna necessità nutrizionale, creano  l'artificiosa necessità di allevamenti intensivi, la richiesta eccessiva di certi tagli di carne e non di altri, di certi tipi di carne e non di altri. 
Se non cambiano le scelte alimentari e di consumo dei cittadini dobbiamo rassegnarci all'emergenza continua e allo stress costante da insicurezza alimentare. E, per giunta, non abbiamo più un capro espiatorio cui imputare le nostre colpe ! 

Tratto da: www.buonconsumo.com   

IRSEA - Istituto di Ricerche Sociali Economiche e Ambientali 
Sede: Via Appia Nuova 206, 00183 Roma

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ALLARME FAO:
L'AUMENTO DI ANIMALI ALLEVATI AUMENTA IL RISCHIO DI TRASMISSIONE DI INFEZIONI ALL'UOMO. IL NEIC: NECESSARI MENO CONSUMI - 22 settembre 2007
Un report della FAO del 17 settembre ci avverte che i grandi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nella produzione globale di carne - specie quella di pollo e di maiale - portano con s un grave rischio di trasmissione di malattie dagli animali d'allevamento all'uomo.
Dichiara testualmente la FAO nel suo report "Produzione industriale di bestiame e rischi per la salute globale":
"Il rischio di trasmissione di malattie dagli animali all'uomo aumentera’ nel futuro, a causa dell'aumento della popolazione umana e animale, cambiamenti nella produzione di carne, l'emergenza delle reti mondiale agro-alimentari e un significativo aumento della mobilita’ delle persone e delle merci".
Tutto questo perche’ il numero di animali allevati sta crescendo in modo spaventoso: aumenta la popolazione totale umana, ma aumenta soprattutto la richiesta di carne e altri alimenti di origine animale da parte dei paesi in via di sviluppo che stanno diventando pi "ricchi". Afferma Joseph Domenech, veterinario capo della FAO: "Questi sviluppi possono portare a seri rischi di diffusione di malattie a livello locale e globale, che finora non sono stati presi nella considerazione dovuta dalle istituzioni".
Secondo la FAO, la produzione in pi rapida espansione  quella della carne di maiale e di pollo. Si tratta di una produzione intensiva altamente industrializzata, che ha avuto una crescita annua compresa tra il 2.6% e il 3.7% nell'ultimo decennio. Di conseguenza, nei paesi industrializzati, la stragrande maggioranza di polli e tacchini sono "prodotti" in stabilimenti di 15-50.000 animali l'uno. Nei paesi in via di sviluppo si sta seguendo lo stesso pericoloso cammino, e i sistemi di allevamento tradizionale vengono sostituiti da quelli industriali, soprattutto in Asia, Sud America e alcune regioni dell'Africa.
Aggiunge la FAO che il movimento di animali nel mercato internazionale e la concentrazione di migliaia di animali confinati in piccoli spazi aumenta la probabilita’ del trasferimento di patogeni. Inoltre, gli allevamenti industrializzati producono una grande quantita’ di escrementi, che possono contenere un'alta quantita’ di patogeni. La maggior parte di queste deiezioni sono smaltite con lo spargimento sul terreno, senza nessun trattamento preventivo, ponendo a rischio di infezione gli animali selvatici.
La FAO avverte che mentre il virus altamente patogeno H5N1  sotto attento esame internazionale, la circolazione "silenziosa" dei virus dell'"influenza A" (IAV) nel pollame e nei suini dovrebbe essere presa in attenta considerazione. Molti virus IAV sono oggi piuttosto diffusi nel pollame in commercio, e in misura minore nella carne suina, e potrebbero portare all'emergenza di una pandemia di influenza umana.
La FAO chiede ai produttori di carne di applicare le misure di biosicurezza di base, di non costruire allevamenti vicino a luoghi di residenza delle persone o a luoghi di nidifcazione o passaggio di uccelli selvatici e di pulire e disinfettare regolarmente gli allevamenti.
"In realta’" affermano gli esperti del NEIC, il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione - "l'unico modo per scongiurare questo pericolo quello di diminuire il consumo di alimenti animali, sia le carni di polli e di maiale, le pi pericolose da un punto di vista sanitario, che di altri animali, che pongono comunque gravi problemi di impatto ambientale e inquinamento. Il nostro 'appetito' per la carne e altri alimenti animali sta avendo conseguenze devastanti. Il gioco non vale la candela...".
Non  pensabile, infatti, che sia possibile risolvere questo problema se la domanda di carne continua ad aumentare, sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. L'unico modo per arginare il fenomeno  una presa di coscienza dei consumatori, perche’ non spetta solo alle istituzioni risolvere il problema, ma sta alle singole persone diminuire la domanda di alimenti animali, altrimenti nessuna legge o misura precauzionale al mondo potra’ funzionare.
Fonte: FAO, Dramatic changes in global meat production could increase risk of diseases, 17 settembre 2007
NEIC - Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione: www.nutritionecology.org -
info@nutritionecology.org


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Mucche da latte ... a terra - La LAV denuncia maltrattamenti

Costrette a partorire un vitello l'anno, a dolorosissime inseminazioni artificiali, a produrre latte fino allo stremo delle forze, ridotte in "fame metabolica" per raggiungere i 30-50 litri al giorno, con lesioni e malattie, le mucche da latte italiane vengono abbattute solo quando non si reggono più in piedi ("mucche a terra"). Con un vide-choc su allevamenti e macelli, la LAV Onlus 2007 denuncia i maltrattamenti dei bovini.

Il video-denuncia documenta in 16 minuti, scrive la LAV Onlus 2007, "le gravi illegalità compiute ai danni di mucche da latte cosiddette "da riforma", cioè giunte alla fine di un intensivo ciclo di produzione e sfruttamento, nel Mercato Ingrosso Alimentare (M.I.A.C.) di Fraz. Ronchi a Cuneo, e nei macelli Calzi a Bertonico (Lodi), Melca a Ponticelli Pavese (Pavia), Unipeg a Pegognaga (Mantova), Caretto Attilio a Sartena (Torino) e Old Bear di Fraz. Ronchi (Cuneo)".

"Il filmato - denuncia ancora l'associazione - mostra animali non più in grado di camminare, in condizioni di salute così gravi da non essere più in grado di alzarsi e di spostarsi autonomamente, caricati a forza sui camion con la pala di un trattore, alzati con un verricello, trascinati con catene e corde, maltrattati con pungoli elettrici per farli alzare, picchiati".

La denuncia alla magistratura
"Tali illegalità - scrive l'associazione - sono state formalmente denunciate e la LAV si costituirà parte civile. Il filmato è stato realizzato nel corso di una lunga investigazione, conclusa nel giugno 2006, e condotta in allevamenti di mucche da latte e macelli, la maggior parte dei quali situati in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna". Tutti gli animali, accusa la LAV, sono stati trasportati in violazione alle norme sulla protezione degli animali durante la macellazione o l’abbattimento, secondo le quali "gli animali feriti o malati devono essere abbattuti sul posto", e in violazione del decreto relativo alla protezione degli animali durante il trasporto, secondo cui devono essere "trasportati soltanto animali idonei a sopportare il viaggio previsto" e gli animali gravemente malati o feriti non sono considerati idonei al trasporto.

"La pratica di trasportare le 'mucche a terra' (sono definiti così gli animali da latte a fine carriera che non riescono più a sostenersi per le fatiche e lo sfruttamento sopportato, il peso e/o l'età) - scrive la LAV - ancorché vietata, è molto frequente. Questo perché il trasporto dell’animale già morto ne ridurrebbe notevolmente il prezzo. Negli allevamenti visitati sono state raccolte testimonianze per cui le “mucche a terra” non vengono macellate o sottoposte a eutanasia in azienda, bensì caricate su un camion e trasportate al macello, descrivendo i metodi per caricarle sui camion come segue: con l’ausilio della pala di un trattore o di un elevatore a forca; facendole rotolare su una piattaforma, che viene poi portata con un elevatore a forca dentro il camion, lasciando poi rotolare giù dalla piattaforma la mucca; sollevandole con due cinture fatte passare sotto l’animale, per spostarlo poi all’interno del camion. Tutte pratiche fuorilegge".

Chiesto l'intervento dei Nas
"La LAV chiede al ministero della Salute di disporre un'indagine nazionale dei Carabinieri del Nas per accertare tutte le violazioni e le responsabilità negli allevamenti e nei macelli – dichiara Roberto Bennati, vicepresidente LAV – Ci auguriamo inoltre che per porre fine a questo vergognoso e ingiustificato commercio di animali, che certamente solleverà nei consumatori ulteriori certezze sulle sofferenze di cui sono vittime gli animali d'allevamento, il ministero della Salute attivi le Regioni e i servizi veterinari a effettuare maggiori controlli in modo da scoraggiare e perseguire gli operatori che violano le norme. Ci domandiamo come sia possibile che centinaia di mucche dopo una vita di particolare sfruttamento per la produzione di latte, vengano sottoposte a violenze e maltrattamenti per farle salire su un camion e come questo debba essere considerato allevare bene gli animali".

Il ministero della Salute, dapprima, con una nota del direttore del dipartimento della Sanità pubblica veterinaria Romano Marabelli, ha invitato, su sollecitazione della LAV, gli assessorati alla Sanità di Regioni e Province autonome, veterinari, allevatori, trasportatori e operatori di macelli e mercati, alla corretta applicazione delle norme, ricordando che questi comportamenti assumono anche carattere di crudeltà verso l'animale per i quali l'articolo 544 ter del Codice penale  prevede la reclusione da tre mesi a un anno o la multa da 3.000 a 15.000 euro. Successivamente, un'altra nota ministeriale, invece, ha sollevato il dubbio che tali pratiche non siano espressamente vietate dalla legge. 

Dal 5 gennaio 2007 è inoltre in vigore in tutti i Paesi UE il nuovo regolamento (CE) n.1/2005 sulla protezione degli animali, destinati alla macellazione o all’ingrasso, durante il trasporto. In Italia manca il decreto legislativo che ne definisca le sanzioni, indispensabile per punire i trasgressori. 
Per colmare questo vuoto, la LAV chiede che la sua approvazione avvenga al più presto.
 

   

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