|
I
popoli della Mesopotamia usavano tanto orzo per preparare il pane e la
birra.
Il
pane era AZIMO, cioè non lievitato e veniva cotto in forni
d’argilla.
Anche il miglio e il frumento erano presenti nella cucina
Mesopotamica per preparare focacce dolci, insieme alle cipolle si usavano tanto i legumi (fave, lenticchie,
piselli).
La
carne era più cara del pesce, quindi veniva consumata più raramente, in
occasione di festa.
I pranzi erano arricchiti dall’uso del latte e delle uova, l’olio
veniva ricavato dalla pianta del sesamo.
Gli antichi egizi si
nutrivano con cereali, fichi, datteri, ortaggi, birra d’orzo, pane,
vino; mangiavano la carne dei bovini, ovini e suini.
Il cibo è per sua natura interculturale, e basta riflettere
sull’alimentazione Italiana "tradizionale" per capirlo.
Antica
Grecia: alimentazione degli atleti
Gli
atleti avevano uno stile di vita e un'alimentazione completamente diversi,
austeri, che permettevano loro di rimanere sani e forti. Cosa
mangiavano i lottatori e i corridori degli antichi Giochi Olimpici ?:
dapprima mangiavano pane, miele, frutta secca, verdure e pesce; solo più
tardi si aggiunsero le proteine della carne, che fornivano loro uno stato
di eccitazione ed energia superiore, per il poco tempo necessario a fare
gli esercizi ginnici.
Il
retore greco Filostrato affermava che essi dormivano sulla nuda terra o su
pagliericci, si lavavano in fiumi e torrenti e si nutrivano di gallette
d'orzo, frutta varia e miele e formaggio caprino con cui preparavano una
sorta di fonduta.
Eppure
erano rampolli delle famiglie dell'élite, dell'alta società: a loro era
infatti riservata la partecipazione alle Olimpiadi e agli altri Giochi, a
causa dei costi esorbitanti della preparazione e degli allenatori privati.
L'austerità
mirava quindi alla fortificazione del corpo e dello spirito. La dieta,
come detto, in seguito si arricchì di carne di bue, di maiale o di cervo
arrostita o allo spiedo con erbe aromatiche, e poi anche di minestre di
legumi, frumento, pane di farro, orzo e riso, olio di semi, strutto.
Il
pesce, soprattutto trote, veniva servito in foglie di vite o di fico, e i
dolci, utili agli atleti per l'apporto energetico, erano costituiti da
focacce di ricotta, miele o mandorle. E se avevano problemi intestinali,
ecco pronti i decotti di alloro o altre piante dalle virtù terapeutiche.
Ecco
la dieta tipo prescritta dai medici: a colazione pane e miele, latte di
capra e un po' di farina impastata con olio; a mezzogiorno frutta secca,
fichi, noci, crostoni di pane di farro con vegetali, olive nere, uova,
formaggio caprino e vino mielato; a cena carne allo spiedo o alla griglia
con erbe aromatiche, zuppa nera con carne, formaggio, verdure cotte o
crude, pesce marinato e frutta. E c'era anche l'antidoping: gli atleti che
esageravano col vino venivano esclusi dalle gare. Gli atleti dell'antica
Grecia, secondo il Prof. Pezzella, miravano alla bellezza, alla forza,
alla determinazione e al coraggio; avevano l'ambizione di conseguire la
gloria eterna, in una perfetta sintesi di virtù fisiche e spirituali.
http://web.unicam.it/archivio/eventi/incontri_convegni/nutrienti/grecia.htm
Attraverso
alcuni scavi risalenti al 1700-1600 a.C. sono
stati rinvenuti dei reperti quali pentole
contenenti ancora residui di sostanze organiche,
ovvero carne di maiale in brodo vegetale o
insieme a zuppe di legumi.
Con la nuova tecnica della gas-cromatografia, si
è arrivato ad individuare che la dieta dei
micenei era molto proteica e prevedeva
soprattutto carni rosse e cacciagione, ma se la
dentatura non aiutava allora si ricorreva al
pesce; grazie alla spettroscopia atomica
applicata alla dentatura del corpo di
un’anziana, infatti, si è capito che in casi di
gravi problemi dentari era proprio il pesce la
maggiore fonte di sostentamento. Ma di certo non
si accontentavano di un po’ di carne ! Il tutto
era accompagnato da ottimi vini aromatizzati al
pino o al pistacchio, o ancora ai frutti di
bosco e ribes, ma anche birra e idromele, una
bevanda alcolica ottenuta dal miele.
Avevano, dunque, un’alimentazione più ricca e
sostanziosa rispetto ai colleghi della restante
Grecia, e ciò li aveva portati a possedere una
corporatura più solida e massiccia, ed erano
anche più alti di dieci centimetri, fattore che
li rendeva più avvantaggiati in battaglia e che
probabilmente contribuì alla nascita delle
leggende sui grandi combattenti micenei, quali
Achille, Menelao e Agamennone.
La
cucina e l’interculturalismo.
Il
pomodoro con cui condiamo la pasta è di origine americana, gli Aztechi lo
chiamavano tomatl; fu introdotto nel Mediterraneo dagli Spagnoli, dopo la
scoperta dell’America.
L’uso
di condire la pasta col pomodoro risale solo all’800 ma è diventato il
piatto italiano per eccellenza.
La
polenta che d’inverno arriva fumante sulle nostre tavole è fatta col
mais, pianta americana, che gli Aztechi chiamavano Centli; portata
anch’essa dal Nuovo Mondo ha faticato di più per essere accettata dai
contadini italiani,
ma già nel’700 era coltivata nell’Italia centro-settentrionale su
larga scala.
La
cioccolata, che ci dà la carica e colma le carenze d’affetto, è
anch’essa originaria dell’America e presso gli antichi popoli
mesoamericani i semi di cacao erano considerati l’equivalente del nostro
denaro.
Le
patate, che noi usiamo cucinare in mille modi, sono di origine andina, la
melanzana è indiana portata in alcune parti dell’occidente dagli Arabi
nel Medioevo, nel XVI secolo dai portoghesi.
Peperoni
e peperoncino sono americani, la maggior parte delle spezie sono di
origine asiatica, il caffè proviene probabilmente dall’Etiopia, portato
in occidente dagli Arabi.
Il
tè, che gli Inglesi sorseggiano amabilmente e che hanno eletto come
bevanda nazionale, è originario dell’Asia orientale.
Per non parlare
dell’esotismo della frutta: ananas e fichi d’India sono americani, i
meloni asiatici.
La
canna da zucchero è di origine indiana, ancora nel Medioevo era
considerata ancora una "medicina", il riso proviene dall’Asia
meridionale.
La
maggior parte delle specie di fagioli e zucche sono d’origine centro
americana. Infine quando a fine pasto accendiamo una sigaretta o la pipa
consumiamo il tabacco, che è l’ennesima pianta di origine americana.
Gli
esempi potrebbero continuare…
Se
poi pensiamo anche alle abitudini alimentari e sociali odierne
dell’italiano medio scopriamo che sta praticando l’interculturalismo
alimentare da anni: una volta alla settimana va al ristorante cinese, un
"classico" della convivialità da tempo, ogni tanto frequenta i
vari ristoranti etnici che propongono cucina indiana, pakistana, africana,
messicana, ecc.
In
ogni supermercato c’è il reparto "etnico" dove si compra
dalla salsa di soia al tofu, dalle alghe commestibili giapponesi alle
tortillas. Esistono poi numerose botteghe dove arrivano prodotti di
importazione molto graditi agli italiani: frutta esotica cinese, datteri
freschi nordafricani, le spezie maghrebine e così via.
La
cucina occidentale è interculturale da secoli, da secoli si mescolano
ingredienti provenienti dalle più svariate parti del mondo, si creano
nuove sorprendenti ricette, si accostano alimenti disparati.
L’accostamento di pasta e pomodoro ha dato luogo alla pizza, il prodotto
italiano più famoso nel mondo; alcune piante hanno prodotto cambiamenti
sociali, come l’introduzione del caffé ha dato origine a quel rito
della tazzina di caffé mattiniera e post prandiale così tipico della
cultura italiana.
Il
cibo è interculturale, e ammettiamolo, i piatti migliori e più creativi
derivano proprio dal mescolamento di alimenti di origine diversa…ciò
dovrebbe farci riflettere sugli aspetti positivi del mescolamento anche
delle culture e delle etnie: le differenze sono una ricchezza perché ci
permettono di mescolare, inventare, creare, producendo cose nuove e nuovi
sapori, dando forma a nuove idee.
Che
noia se in Europa non fossero mai arrivate queste piante, e questi
prodotti dal resto del mondo e la cucina fosse rimasta (se lo è mai
stata) monoculturale: a tavola in pratica ci sarebbero in pratica pochi
tipi di frutta, pere, mele e uva, in primis, i dolci sarebbero addolciti
solo col miele, la pasta, fresca o secca, si condirebbe solo col
formaggio, le verdure più comuni sarebbero cipolle, carote, insalate…
Vedi anche:
http://www.comune.vallarsa.tn.it/notizie/200112/09.html
Il cibo
ha costituito nel corso dei secoli una tendenza, ma anche lo specchio
delle condizioni di vita della società
Parliamo spesso di cibo
naturale, alimentazione tradizionale, ma esattamente in che consisteva
l’alimentazione di coloro che sono vissuti in epoche precedenti alle
nostre? Nel passato l’alimentazione costituiva un grande problema,
produzione di cibo e conservazione rappresentavano qualcosa di molto
impegnativo rispetto ai
giorni nostri.
Le rese dei campi erano molto inferiori, da un quintale di
semente di cereali si ottenevano circa quattro quintali di cereali (ai
tempi nostri se ne ottengono trenta), mentre gli animali da allevamento
erano di peso inferiore, e le parti dell’animale più pregiate in
particolare, erano in proporzione ancora più ridotte.
Si calcola che una
famiglia contadina era in grado di produrre mediamente cibi per una
famiglia e mezzo, pertanto nella società di allora circa il settanta per
cento della popolazione doveva essere costituita da addetti
all’agricoltura
Le popolazioni che vivevano nelle grandi
foreste come i Celti e i Germani al tempo delle invasioni barbariche,
disponevano di spazi enormi e quindi di una notevole abbondanza di
risorse, pertanto vivevano di caccia e di allevamento. In particolare
l’allevamento di suini praticato allo stato brado nelle foreste di
querce che producevano ghiande, costituiva la fonte principale di cibo per
quelle popolazioni. L’Italia e gli altri paesi del Mediterraneo più
evoluti, erano al contrario già terre popolose, e tali popolazioni erano
orientate quindi verso una attività agricola molto diversa.
L’allevamento che richiedeva grandi pascoli non poteva essere praticato,
e pertanto quelle genti si orientarono verso la coltivazione dei cereali.
Una medesima area di terreno infatti produce una quantità di cibo come
cereali notevolmente superiore alla quantità di carne che si poteva
ottenere dalla caccia o dall’allevamento.
Quando nel VI secolo si ebbe una forte
contrazione della popolazione, a seguito delle epidemie e della grave
situazione politica ed economica creatasi, anche nelle nostre terre la
caccia e l’allevamento vennero maggiormente utilizzati, ma tale
situazione non durò a lungo, e quando intorno all’XI secolo la
popolazione tornò a crescere, si ebbe un deciso ritorno alla tradizionale
coltivazione di cereali.
L’alimento base era il pane, non ancora la
pasta, accompagnato da altre verdure e formaggi. Solo nell’Ottocento con
i nuovi sistemi agricoli e l’uso della refrigerazione per la
conservazione del cibo, la quantità di cibo a disposizione aumentò
notevolmente (l’ultima carestia nel nostro continente è del 1846-7) e
lentamente aumentò la quota di carne nell’alimentazione umana. Anche il
sistema di trasporti conobbe un miglioramento, e ciò contribuì ad una
migliore distribuzione dei prodotti agro alimentari.
Progressivamente si arrivò ad una alimentazione più varia, anche se non
sempre più ricca.
Tratto
da: http://digilander.libero.it/atticciati/storia/alimentazione.htm
BIBLIOGRAFIA
:
AA.VV., Al sangue o ben cotto. Miti e riti intorno al
cibo, Roma, Meltemi, 2000.
M.Angelini, La quarantina bianca genovese, Genova, 2002. (si veda www.quarantina.it)
G. Angioni, Sa laurera. Il lavoro contadino in Sardegna, Cagliari,
1976
G.Angioni, Pane e formaggio, Cagliari, 2002.
G. Biadene, Storia della patata in Italia, Ed.Avenue Media,
Bologna, 1996.
P. Bourdieu, La
distinzione. Critica sociale del gusto, Bologna, Il
Mulino, 1983 (ed. orig. 1969).
A. Capatti -M. Montanari, La cucina italiana. Storia di una cultura,
Laterza, Bari, 1999.
A. M. Cirese, Per lo studio dell'arte plastica effimera in Sardegna, in
Pani tradizionali. Arte effimera in Sardegna, Cagliari, 1977.
A.W. Crosby, Lo scambio colombiano. Conseguenze biologiche e culturali
del 1492, Einaudi, Torino, 1992.
F. Braudel, Civiltà e imperi del mediterraneo nell’età di Filippo
II, Einaudi, Torino, 1976. [ed.orig.1949]
F. Braudel, Civiltà materiale, economia e capitalismo. Le
strutture del quotidiano (secoli XV-XVIII) Einaudi, Torino, 1982 [ed.
orig. 1979]
F. Braudel, Il mediterraneo, Bompiani, Milano, 1998 ( ed.orig.
1987).
P. Camporesi, La terra e la luna, Alimentazione folklore società,
Milano, Il Saggiatore, 1989.
C.M. Counihan, The
Anthropology of Food and Body. Gender, Meaning and Power, Routledge,
London-NewYork, 1999.
M.G. Da Re, Pani e dolci in Marmilla, Cagliari, 1987.
L. Diodato, Il linguaggio del cibo. Simboli e significati del nostro
comportamento alimentare. Catanzaro, Rubbettino, 2000.
M. Douglas, Antropologia e simbolismo, Bologna, Il Mulino, 1985 (ed
orig. 1975-82).
N. Elias, La civiltà delle buone maniere, Bologna, Il Mulino, 1982
( ed. orig. 1969).
J. Flandrin-M.Montanari, Storia dell'alimentazione, Roma-Bari,
Laterza, 1997.
J. Goody, Food and
Love. A Cultural History of East and West, Verso, NewYork-London,
1998.
A.Guigoni, Food, Drink and Identity, in "Europaea", VII,
1-2, 2001, pp. 209-211.
A.Guigoni, Piante americane in Sardegna. Risultati preliminari
di una ricerca tra le fonti sette-ottocentesche, in Annali della Facoltà
di Lettere e Filosofia dell'Università di Cagliari, nuova serie XIX
(vol. LVI), 2001, Cagliari, 2002, pp. 45-75.
A.Guigoni, La spezia della diversità, in "EV", 2002.
E. Hobsbawn- T.Ranger
( a cura di), The Invention of Tradition, Cambridge University
Press, 1992.
E. Landowski, J.L. Fiorin (a cura di), Gusti e disgusti.
Sociosemiotica del quotidiano, Torino, testo e immagine, 2000.
C. Lévi-Strauss, Il crudo e il cotto, Il Saggiatore, Milano, 1966
( ed.orig 1964).
C. Lévi-Strauss, Dal miele alle ceneri, Il Saggiatore, Milano,
1970 ( ed. orig. 1966)
C. Lévi-Strauss, L'origine delle buone maniere a tavola, Il
Saggiatore, Milano, 1971 ( ed. orig. 1968)
M. Harris, Buono da mangiare. Enigmi del gusto e consuetudini
alimentari, Einaudi, Torino, 1990 ( ed. orig. 1985).
M. Montanari, La fame e l’abbondanza. Storia dell’alimentazione in
Europa, Laterza, Bari, 1993.
G. Murru, "Orzo e pane d'orzo nell'economia pastorale della
Barbagia", in BRADS, N. 14, 1990, pp. 70-77.
G. Rebora, La civiltà della forchetta. Storie e cibi di cucina,
Laterza, Bari, 1998.
P. Ricci, S. Ceccarelli, Frammenti di un discorso culinario,
Bologna, Guerini e associati, 2000.
M. Sentieri, Cibo e ambrosia. Storia dell’alimentazione mediterranea
tra caso, necessità e cultura, Dedalo, Bari, 1993.
A. Saltini, I semi della civiltà. Frumento riso e mais nella storia
delle società umane, Ed. Avenue Media, Bologna, 1996.
P. Scholliers (a cura
di) Food, Drink and Identity, Oxford, Berg, 2001.
M. Sentieri- G. N. Zazzu, I semi dell’Eldorado,
L’alimentazione in Europa dopo la scoperta dell’America, Bari,
Dedalo,1992.
P. Sorcinelli, Gli Italiani e il cibo, Bologna, Clueb, 1995 ( 1°
ed. 1992).
B. H.Slicher Van Bath, Storia agraria dell’Europa occidentale
(500-1850), Torino, Einaudi, 1972.
V. Teti, Il peperoncino, un americano nel mediterraneo, Vibo
Valentia, 1995.
V. Teti, Il colore del cibo, Roma, Meltemi, 1999.
Sui cibi transgenici
M. Bussolati - S. Morandi Il gene nel piatto, Milano,
Tecniche Nuove, 2000.
L. Carra -F. Terragni, Il futuro del cibo, Milano, Garzanti, 1999.
LINK sull'Antropologia
dell'alimentazione
http://www.culturagastronomica.it/
Intorno alle tradizioni della cultura materiale, al cibo e ai
prodotti alimentari, è cresciuta in questi anni una nuova sensibilità.
Si è formato un pubblico molto ampio che segue con attenzione e piacere i
temi legati al cibo e alla tavola. A questo pubblico si rivolgono il BAICR
Sistema Cultura, l'Istituto per i Beni Culturali della Regione
Emilia-Romagna e l'Università di Bologna, realizzando una guida on-line
alle fonti della cultura gastronomica.
http://food.orst.edu/ Food resources
a cura del OSU Department of Nutrition and Food Management (NFM)
http://www.distam.unimi.it/
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche (DISTAM)
links centrati sui diversi aspetti dell'alimentazione, anche di carattere
etno antropologico.
http://www.eatethnic.com/
EatEthnicHome.htm Eatethnic: antropologia culturale e cibo etnico.
http://www.foodmuseum.com/
Food Museum. Risorse sulle usanze culinarie di mezzo mondo, con
storia.
http://arts.adelaide.edu.au/CentreFoodDrink/index.html
Research Centre for the History of Food and Drink Risorse in termini di
articoli, links, bibliografie.
http://www.ilstu.edu/class/anth273-foodways/foodbib.html
World Food Habits Bibliography.
aspetti sociali, culturali, religiosi, psicologici
dell'alimentazione. A cura del Prof. R. T. Dirks.
(inglese)
http://www.slowfood.com
Movimento contro fast a junk food;
http://www.potatodays.com/info/history.html
Storia della patata
http://collections.ic.gc.ca/potato/history/index.asp
"The potato then and now"; Storia della patata.
http://www.baychef.com/index.html
California Culinary Academy
http://www.cliffordawright.com/links.html
Clifford Wright, esperto di storia dell'alimentazione; i segreti della
cucina mediterranea.
http://www.gamberorosso.it/
http://www.regione.umbria.it/agriforeste/ua/8_13.htm
Articolo dell'antropologo T. Seppilli:
Le molteplici valenze del cibo.
http://csbs.utsa.edu/organization/culture&agriculture/index.htm
Culture e Agriculture, specialistica, prodotta da A.A.A.
http://unimondo.org/partners/elenco/c.htm/
(sito per lo sviluppo umano sostenibile)
http://www.bibliotecainterculturale.it/index.htm
(ampia bibliografia su tema interculturale)
http://www.cestim.org/16intecultura.htm
(informazioni sulle culture e sui paesi degli immigrati)
http://www.vivoscuola.it/tematiche/intercultura.asp
Con le parole chiave: Storia degli Alimenti, Alimentazione.
http://www.pianetascuola.it/seminari/webalimenti/storia.htm
(Storia degli Alimenti, Abitudini
alimentari, aree geografiche e TRADIZIONI alimentari)
http://www.mangiabene.it/approfondirea.htm
Promosso dal Ministero delle politiche agricole e forestali: contiene una
breve storia del cibo italiano, tendenze alimentari del nostro secolo e la
sezione Links utili.http://webscuola.tin.it/
http://www.educational.rai.it/corsiformazione/intercultura/default.htm
esperienze didattiche intorno
al tema intercultura
http://www.mediamente.rai.it/articoli20020228b.asp
nel sito, utilizzando il motore di ricerca interno (digitando la parola
"biodiversità), si trova
http://www.mediamente.rai.it/articoli20020520a.asp
- con l’ intervista a Vandana Shiva (teorica dell'ecologia sociale) che
introduce al concetto della biodiversità e a tutte le sue implicazioni.
http://www.comunedimodena.it/biblioteche/bookmark.htlm
raccolta di numerosi siti di interesse educativo e didattico
http://www.didaweb.net/risorse/
Al suo interno numerosi
siti/fonti dedicati al tema interculturale (tra cui alcuni monografici:
Albania, associazione italo-magrebina).
http://www.irre.toscana.it/9810/inter/irs_ei02.htm
Particolari risorse internet sui temi legati all'educazione interculturale
e multi culturale
(progetti, esperienze, speranze..)
Fonti non WEB:
"Storia naturale & morale dell'alimentazione" - Toussaint -
S. Maguelonne - Editori: Sansoni Firenze
(una storia universale dell'alimentazione).
Software didattici:
"Enciclopedia del corpo umano"
"La verdura fa
cultura" (gioco
a quiz on line)
"Milly metro
nella pancia del gigante"
"Mens sana in
corpore sano" (ipertesto
realizzato da una scuola)
"Alimentazione,
ambiente e salute"(ipertesto realizzato da una scuola)
"Edo"
(raccolta di schede interattive)
Fonti in relazione alle specifiche aree/attività (in aggiunta alle
generali):
La cucina e gli alimenti nell'antichità
http://www.educazionealimentare.net
Il sito delle scuole fatto anche con le scuole
http://www.archeonews.it/
Notizie interessanti sul mondo e le civiltà antiche (non solo europee).
La cultura dell'antica Roma "Le abitudini alimentari dei Romani"
di A. Dosi e F. Schnell -
Serie "Vita e costumi degli antichi romani" Ed. Quasar
"De Re Coquinaria" - di Marco Gavio Apicio - Antologia di
ricette a cura di Attilio del Re - ViennePierre Edizioni (alcuni estratti
sono reperibili anche sul WEB)
Metodi di coltivazione e sviluppo sostenibile
http://www.agricolturanaturale.com
http://www.agricolturabiologica.com/
http://www.agricolturabiodinamica.it/
http://www.spazioeuropa.it/spazioeuropa/agricoltura/
http://digilander.libero.it/sibonise/agricoltura_tradizionale.htm
http://www.parcodiveio.it/_ita/galleria_fotografica_01.htm
http://www.coap.it/obiettivo/articoli/ogm-no.htm
http://www.fis.unipr.it/sustain/
http://www.regione.emilia-romagna.it/agricoltura/rivista/
http://www.wwf.it/summit/
http://www.are.admin.ch/are/it/nachhaltig/are/
Cibi transgenici
http://www.dooyoo.it/review/436710.html
http://alimentazione.medialighieri.it/trans.htm
http://www.vasonline.it/letture
Conservazione dei cibi
http://www.ristortec.it/riviste/index.asp
http://www.ristortec.it/riviste/industriealimentari.asp
http://www.coopfirenze.it/info/art_1129.htm
http://www.surgital.it/ita/surgel.php3
Cibi base nelle diverse culture
http://www.maccaja.genova.it/genova/cucina/indexcu.htm
http://www.maccaja.genova.it/genova/cucina/indexcu.htm
http://www.mediterraneoenonsolo.it/
http://it.dir.yahoo.com/societa_e_culture/a_tavola/
http://www.bibliomondo.it/laboratorio/scheda_laboratorio
Cibi e religione
http://www.slowfood.it/img_sito/riviste/
http://www.slowfood.it/img_sito/riviste/slow/IT/09/vegetab.html
http://www.francobampi.it/ditutto/religione_cattolica.htm
http://www.ramadan.com/
http://space.tin.it/lettura/rbuscet/counters/eger.htm
Tratto
da: art.supereva.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il 90 per cento
dei prodotti presenti sugli scaffali dei supermercati
che promettono di migliorare la salute dei consumatori
non ha alcun supporto scientifico.
'Riduce il rischio di osteoporosi', 'migliora il
colesterolo', 'la salute dei vostri denti ve ne sarà
grata'. Questi sono solo alcuni dei
messaggi pubblicitari ambigui
che hanno spinto l'Autorità europea per la sicurezza
alimentare (Efsa)
a indagare sulla loro veridicità con veri e propri
studi.
Secondo quanto riportato in un articolo pubblicato sul
quotidiano spagnolo "El Pais", dai risultati
delle ricerche dell'Efsa è emerso che sette reclame su
otto sono delle bufale. In particolare, l'autorità ha
analizzato un gruppo di otto reclame pubblicitarie su
prodotti che promettevano di esser in grado di ridurre
malattie e aiutare la crescita e lo sviluppo dei
bambini. Sette di questi prodotti non hanno superato la
prova.
Ma la cosa che preoccupa maggiormente gli esperti è che,
secondo il nuovo regolamento europeo in materia entrato
in vigore circa un anno fa, anche se non è permesso
proclamare nelle pubblicità le presunte virtù salutari
di un prodotto senza una base scientifica che lo
testimoni, le imprese hanno a disposizione una finestra
temporale relativamente lunga per adeguarsi alla norma.
Alcune aziende, a seconda del prodotto che
pubblicizzano, possono
ritardare la correzione dei loro messaggi fuorvianti
fino al 2010 o addirittura fino al 2015.
Inoltre, El Pais ha sottolineato come molto
spesso queste pubblicità 'ambigue' sono anche la causa
dell'elevato costo di alcuni prodotti.
Infatti, molte aziende sono 'costrette' ad aumentare il
prezzo dei loro prodotti per via delle spese
pubblicitarie subite per venderli. Le organizzazioni dei
consumatori hanno finora scovato in alcuni prodotti fino
a 22 messaggi pubblicitari distinti. Secondo uno studio
della Confederazione spagnola delle associazioni dei
consumatori e degli utenti (Ceaccu), si tratta di
prodotti che per questo aumentano del 130 per cento
il loro prezzo.
E la media delle pubblicità è di 6,3 reclame per
prodotto. A volte lo stesso messaggio, anche se falso, è
parte del marchio e, in tali casi, le aziende non hanno
alcun obbligo di modifica fino al 2015. L'Efsa ha finora
ricevuto 220 sollecitazioni per valutare le frasi
promozionali che promettono al consumatore adulto e non
di migliorare la propria salute.
Inoltre, l'Efsa ha ricevuto altre 2.500 sollecitazioni
di tutti i tipi da parte della Commissione europea.
Fonte: salute.agi.it
Ricordiamo che le
alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della
mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a
distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della solvibilità
degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata
la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte |
|
|