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Medicina Alternativa"  
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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ALIMENTI CONTAMINATI  ed Industrializzati
(da  microbi,  pesticidi, NanoParticelle ed altro... Additivi = Tossinfezioni alimentari) 
IMPORTANTE vedi: http://www.naturpedia.net/wiki/Alimentazione_infetta
Questa potrebbe essere l'Azienda che vi controllera' nel molto prossimo futuro

Per noi e' ormai il tempo di reclamare la nostra salute ed una alimentazione salubre non industrializzata !
Se vogliamo avere sempre una buona salute e vivere bene fino alla tarda eta', dobbiamo alimentarci come si deve, con cibi biodinamici e NON toccati, ne' trasformati  dall'industria alimentare !


"AROMI
SINTETICI" nei Cibi trasformati
dall'industria alimentare:
Leggete attentamente
le etichette sulle confezioni dei cibi lavorati e trasformati dall'industria (biscotti, dolci, carne, formaggi, salumi, latti, pani, ecc.) e controllate se e quali sono gli AROMI indicati,
in genere li trovate scritti in fondo alla scritta "Ingredienti".
Se trovate scritto:
AROMI, senza la parola "naturale",  si tratta di sostanze chimiche pericolose per la Salute !
NON acquistateli !
I PESTICIDI danneggiano il Dna di chi ne rimane a lungo a contatto, aumentando notevolmente i rischi di contrarre un tumore.
È il risultato di uno studio dell'università Patiala, nello stato del Punjab, in India, che si è svolto monitorando un gruppo di agricoltori della regione per diversi mesi. Scoprendo che il Dna dei contadini è risultato danneggiato. Satbir Kaur, coordinatore dell'indagine, spiega che sono stati presi in considerazione tutti fattori che influiscono sull'integrità del Dna come l'età, il consumo di alcol, il fumo, ecc. Ma l'entità delle mutazioni riscontrate si può spiegare solo con l'esposizione agli antiparassitari che i contadini somministrano direttamente in forma di spray sui loro campi agricoli.
GUIDA ai PESTICIDI
 


TOSSINFEZIONI alimentari

Esistono oggi al mondo più di 250 tossinfezioni alimentari, che si manifestano con differenti sintomi e sono causate da diversi agenti patogeni, perlopiù batteri, virus e parassiti. Con il passare degli anni, vengono identificati continuamente nuovi patogeni (i cosiddetti patogeni emergenti, come Campilobacter jejuni, Escherichia coli 157:H7, Listeria monocytogenes, Yersinia enterocolitica, etc), alcuni dei quali si diffondono anche per effetto dell’incremento di scambi commerciali, di ricorso alla ristorazione collettiva, di grandi allevamenti intensivi e di viaggi.

INFEZIONE
Le tossinfezioni alimentari possono derivare dall’infezione con micro organismi patogeni che colonizzano le mucose intestinali oppure dall’ingestione di alimenti contaminati da questi micro organismi o anche dalla presenza nei cibi di tossine di origine microbica, che causano malattia anche quando il microrganismo produttore non c’è più.
Oltre alle tossine di origine biologica, possono causare contaminazioni del cibo anche sostanze chimiche ad azione velenosa, come ad esempio i pesticidi utilizzati in agricoltura. Per evitare questo genere di problemi, la distribuzione di queste sostanze è strettamente regolamentata.
Esistono poi categorie di alimenti naturalmente tossici, come ad esempio i funghi velenosi o alcune specie di frutti di mare.

La contaminazione dei cibi può avvenire in molti modi. Alcuni microrganismi sono presenti negli intestini di animali sani e vengono in contatto con le loro carni (trasmettendosi poi a chi le mangia) durante la macellazione.
Frutta e verdura possono contaminarsi se lavate o irrigate con acqua contaminata da feci animali o umane.
Fra gli altri, la Salmonella può contaminare le uova dopo aver infettato il sistema ovarico delle galline.
I batteri del genere Vibrio, normalmente presenti nelle acque, vengono filtrati e concentrati dai frutti di mare, come ostriche e mitili, e quindi possono causare infezioni se gli alimenti vengono ingeriti crudi.
Le infezioni possono essere trasmesse al cibo, da parte degli operatori, anche durante la fase di manipolazione e preparazione degli alimenti (è il caso del batterio Shigella e di molti altri patogeni) sia per contatto con le mani che con gli strumenti della cucina, utilizzati ad esempio nella preparazione di diversi alimenti e non disinfettati a dovere. Un cibo cotto e quindi sicuro (la maggior parte dei microrganismi non resiste a temperature superiori ai 60-70 gradi) può contaminarsi per contatto con cibi crudi. Inoltre, grande importanza rivestono le condizioni in cui i cibi sono mantenuti durante le varie fasi di conservazione: la catena del freddo, ad esempio, previene lo sviluppo e la moltiplicazione di alcuni microrganismi, che per essere tossici necessitano di una popolazione molto numerosa.
Tratto da: http://www.epicentro.iss.it/problemi/tossinfezioni/tossinfezioni.asp

SALMONELLA
Scoperta più di un secolo fa da un medico di nome Salmon, la Salmonella, nelle sue varie forme, è l'agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni alimentari sia sporadiche che epidemiche. Nei Paesi industrializzati le tossinfezioni alimentari rappresentano un importante problema di sanità pubblica, con milioni di persone affette ogni anno. Il problema è aggravato dal fatto che la diffusione di alimenti contaminati può assumere anche carattere transnazionale dato l'attuale sistema di distribuzione globale degli alimenti stessi. Oltre agli effetti sanitari, sia in termini di prevalenza delle infezioni che di mortalità, si registrano quindi anche gravi danni economici e sociali, soprattutto in termini di fiducia da parte dei consumatori. Nonostante le numerose campagne e iniziative volte a garantire una migliore sicurezza alimentare, le infezioni da Salmonella e di altri contaminanti alimentari rimangono un enorme problema la cui incidenza non è affatto in riduzione.
Esistono numerosi tipi di salmonelle, ma le più frequenti sono la S. enteritidis e la S. typhimurium, anche se la presenza di qualunque ceppo di Salmonella deve essere valutata come segnale importante di rischio per la sicurezza degli alimenti. Nella maggior parte dei casi, la Salmonella causa diarrea, febbre, e crampi addominali nel giro di 12-72 ore dopo l'infezione. Trattandosi di sintomi molto generici, spesso la persona che contrae l'infezione non si rivolge al servizio di sanità pubblica e conseguentemente non vengono eseguiti i test di isolamento e identificazione dell'agente patogeno. La persona infetta solitamente guarisce nel giro di 4-7 giorni, senza bisogno di particolari trattamenti.
In qualche caso però la diarrea può essere così grave da richiedere ricovero, trattamento di reidratazione e con antibiotici per prevenire la diffusione dell'infezione ad altri organi attraverso il flusso sanguigno. Purtroppo, molte salmonelle sono diventate resistenti agli antibiotici, in parte anche grazie all'uso frequente degli stessi negli allevamenti di animali.
In rari casi, le persone affette da Salmonella possono avere conseguenze più a lungo termine, come dolori alle giunture e irritazione agli occhi. Questi sintomi possono permanere anche per mesi o anni e perfino portare a una forma cronica di artrite, definita sindrome di Reiter, difficile da trattare.

Tratto da: http://www.epicentro.iss.it

TOSSINE  -
La melamina: un pericolo per l’alimentazione dei nostri pets
Per anni i produttori di cibi per animali hanno addizionato i loro prodotti con la melamina, un additivo economico che viene registrato come proteina nei test sugli alimenti ma non ha alcuna proprietà nutritiva
Nel Marzo 2007 la Food and Drug Administration (FDA) aveva annunciato in una conferenza stampa di aver identificato la melamina, una sostanza utilizzata come fertilizzante e nella produzione della plastica (es., utensili da cucina) nei campioni degli alimenti per animali. La sostanza era stata inoltre identificata nelle urine e nei campioni tissutali prelevati da gatti ammalati e dai reni di un gatto che era stato nutrito con l’alimento ritirato.

Infatti una società dell’Ontario, la Menu Foods, aveva ritirato alcuni prodotti dopo improvvisi decessi di alcuni animali. In quel momento il problema aveva riguardato solo gli Stati Uniti, Canada e Messico.
In seguito la Commissione Europea ha chiesto agli stati membri di monitorare la presenza di melamina negli alimenti per animali d’affezione, soprattutto quelli prodotti in Cina e la FSA ha invitato le aziende alimentari ad effettuare i controlli necessari. In risposta alla richiesta della CE, la Food Standards Agency (FSA) inglese ha inoltre coordinando un programma di monitoraggio del pet food nazionale per verificare il rispetto delle leggi sui prodotti alimentari.
La melamina, oggi al centro dell’attenzione per la contaminazione del latte in polvere che ha intossicato migliaia di bambini in Cina, viene anche individuata nella farina di riso addizionata al cibo in scatola per cani e gatti.

Gli operatori dell’industria cinese di alimenti per animali ammettono apertamente che la melamina viene abitualmente addizionata ai cibi per animali come «falsa proteina». Per anni i produttori di cibi per animali hanno addizionato i loro prodotti con la melamina, un additivo economico che viene registrato come proteina nei test sugli alimenti ma non ha alcuna proprietà nutritiva.
La melamina viene ricavata dal carbone e poi utilizzata per produrre materie plastiche e fertilizzanti. Ma, nella sua forma in polvere, in Cina viene aggiunta agli alimenti per animali con lo scopo di aumentarne fraudolentemente il contenuto proteico, che risulta così gonfiato. Molto più economicamente che aggiungere proteine della soia, del grano o del mais.

La combinazione tra due contaminanti presenti negli alimenti per animali, la melamina e l’acido cianurico, si conferma la più accreditata causa della morte dei cani e dei gatti: quando le due sostanza sono presenti nell’alimento, si combinano formando cristalli, dannosi per la funzionalità renale. La teoria prevalente ritiene che acido cianurico, amamelide e ammelina fossero co-contaminanti dei cibi e che reazioni incomplete durante la produzione di melamina potrebbero aver portato alla formazione di questi co-contaminanti.
L'Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) di Piemonte, Liguria e Valle D'Aosta, sostiene che gli animali si sono rivelati di nuovo preziose sentinelle, e forse bisognava prestar loro più attenzione. Per esempio, non è un caso che si siano ammalati più i gatti dei cani: i primi hanno reni più delicati. Non è un caso neppure che la contaminazione abbia provocato più vittime tra i cani di piccola taglia, come negli esseri umani.
Fino a oggi al Centro di referenza torinese sono state eseguite 160 analisi su campioni provenienti da tutto il territorio nazionale e in due casi sono stati riscontrati la presenza di melamina. Entrambi erano materie prime vegetali. Due casi su 160 non sono comunque un buon segnale.
L'attuale sistema di importazione ha allungato a dismisura la catena alimentare e i prodotti provenienti dall'Asia sono ben lontani dalla capillarità di controlli cui invece sono sottoposte le produzioni europee. In questo momento il Centro sta lavorando per poter identificare il contaminante anche nel latte liquido.
By Donatella Cedolini - 29/09/2008
Tratto da: diariodelweb.it


IMPORTANTE:
Presenza di nitrati negli ortaggi, secondo i diversi tipi di coltivazioni adottati - le dosi massime approvate dalla CEE vanno dai 2000 ai 4000 mg/kg:
Azienda con agricoltura omeodinamica:                                                             324  mg/kg
Azienda biologica                                                                                           1080 mg/kg
Azienda convenzionale (chimica) su terra                                                 2500/6500 mg/kg
Azienda convenzionale (chimica) a coltura idroponica                              8000/10000 mg/kg !

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Non solo pomodori ma anche tartufi, formaggi, arance, limoni, aglio, funghi, miele e olio, sono i "falsi alimentari" che invadono il nostro mercato e ingannano il consumatore. Se un prodotto viene dall'estero, non e' detto che sia necessariamente cattivo, dipende dalla qualita' e dalle tecniche di coltivazione. Rimane il problema dei controlli, soprattutto per gli alimenti provenienti dai Paesi extra Ue, sulla presenza di sostanze non ammesse dalla normativa comunitaria (antibiotici, insetticidi, ecc.), perche' il commercio globalizzato espone ad alcuni rischi se le regole non sono altrettanto globalizzate.
Il problema e' dovuto al fatto che questi prodotti vengono spacciati come "made in Italy", cioe' come prodotti nostrani, quando invece non lo sono, ingannando cosi' i consumatori.
Cosi' i consumatori continueranno a consumare passata di pomodoro italo-cinese, a grattugiare tartufo afro-cino-albanese messo accanto a quello italiano per farne assorbire l'odore, a tagliare formaggio danese, a sbucciare arance e limoni maturati al sole del Sud America e del Sud Africa, a soffriggere con aglio cinese venduto a pochi euro nei mercatini rionali, a mangiare una pizza ai funghi dell'Est Europa, a far colazione con il miele ungherese e a condire con olio mediterraneo.
Il tutto pensando che stiamo mangiando prodotti della nostra terra, l'Italia.


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I PESTICIDI in VAL DI NON (Trentino, Italy). Con gli ATOMIZZATORI, VELENI ANCORA PIU’ VICINI alle CASE - By Scilipoti (IDV):
Roma, 16/06/2010: “In Val Di Non, 18 comuni vedono aumentati i rischi di avvelenamento da pesticidi”. Così l’On. Domenico Scilipoti (IDV), in riferimento ad una delibera della Giunta Provinciale che quasi dimezza l’area di rispetto oltre cui si possono irrorare i pesticidi. “Dall’analisi fatta sulle urine di adulti e bambini ivi residenti, risultano dati piuttosto allarmanti: presenza di principi attivi - continua il deputato di Italia dei Valori - e quindi veleni, fino a sei volte di più del resto della popolazione. Morale: i veleni irrorati nei terreni  dei Comuni interessati dalla coltivazione intensiva di mele della Val Di Non, arrivano direttamente nelle case!”. “Ancora una volta sono costretto a denunciare pubblicamente la pericolosità, per la salute e per l’ambiente, dei pesticidi. Attiverò anche la Camera dei Deputati - conclude l’On. Scilipoti (IDV) – con atti di sindacato ispettivo”.

Pesticidi, il veleno invisibile
I fitofarmaci sono presenti in quasi la meta' della frutta e verdura che consumiamo a tavola. Spesso contaminate anche le falde acquifere. Decine di studi confermano: gravi effetti sulla salute, specie dei bambini - 19 luglio 2010 - Fonte: criticamente.it.

Il pesticida e' una sostanza che interferisce, ostacola o distrugge organismi viventi (microrganismi, animali, vegetali). In quest'analisi ci riferiremo in particolare ai pesticidi usati in agricoltura, meglio indicati come 'fitofarmaci', ovvero a tutte quelle sostanze che caratterizzano l'agricoltura su base industriale, quindi diserbanti, fungicidi, agenti chimici usati per difendere le colture da insetti, acari, batteri, virus, funghi e per controllare lo sviluppo di piante infestanti.
Non va dimenticato, inoltre, che i principi attivi dei pesticidi sono presenti anche nei prodotti per piante ornamentali e negli insetticidi, spesso usati senza alcuna precauzione nelle nostre case. Il capostipite di tali sostanze e' un erbicida tristemente famoso usato massicciamente durante la guerra del Vietnam per irrorare le boscaglie e conosciuto come 'agente orange' dal colore delle strisce presenti sui fusti usati per il suo trasporto e prodotto da una multinazionale, la Monsanto, ampiamente discussa e con grandi interessi tutt'oggi nel campo dei pesticidi e degli Ogm. I suoi effetti sono purtroppo ancora presenti sulle popolazioni, sui reduci di guerra e sui loro discendenti a distanza di oltre 40 anni dal suo spargimento.
I fitofarmaci sono per la massima parte costituiti da sostanze tossiche, persistenti, bioaccumulabili, spesso estremamente nocive ed e' ormai largamente confermato che il loro impiego ha un impatto sulle proprieta' fisiche e chimiche dei suoli e comporta effetti indesiderati per tantissimi organismi viventi, spesso utili all'uomo: basti pensare alla recente moria delle api attribuita a pesticidi neonicotinoidi.
Di fatto pesticidi si ritrovano in circa la meta' della frutta e verdura che ogni giorno arriva nei nostri piatti e, cosa forse ancora piu' grave, essi contaminano diffusamente le matrici ambientali, comprese le acque, arrivando fino alle falde: una recente indagine dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha dimostrato che il 36.6% dei campioni di acqua analizzati nel nostro paese e' contaminato da pesticidi in quantita' superiore ai limiti di legge.
Complessivamente sono stati identificati nelle acque esaminate ben 131 di queste sostanze, compresi inquinanti vietati da molto tempo come l'atrazina.
Particolare preoccupazione desta poi la scoperta che la clorazione dell'acqua (metodica usuale per la sua disinfezione e potabilizzazione) puo' comportare la trasformazione delle molecole inquinanti presenti in agenti dotati di effetti cancerogeni certi, in particolare i trialometani.
D'altra parte, al di la' delle buone intenzioni del legislatore per una riduzione delle sostanze chimiche in agricoltura, il loro utilizzo e' sempre piu' massiccio e nel nostro paese sono circa 300 quelle di uso abituale. I dati ufficiali e piu' recenti al riguardo sono riportati nella tabella qui a destra in basso.

Gli effetti sulla salute
Gli effetti esercitati sugli organismi superiori e quindi anche sull'uomo da queste sostanze sono molto complessi, difficili da valutare singolarmente, presenti anche a dosi infinitesimali (per l'atrazina sono descritti effetti a dosi 30.000 volte inferiori ai limiti di legge).
Tali effetti si manifestano spesso tardivamente (anche dopo decenni) e variano anche a seconda del momento in cui avviene l'esposizione: gravidanza, allattamento, vita fetale, infanzia e puberta' sono momenti cruciali in cui il contatto con tali agenti puo' comportare effetti particolarmente gravi. Ad esempio, si e' di recente dimostrato che l'esposizione a Ddt (un agente in uso come insetticida negli anni ‘50 che - anche se bandito da anni - ancor oggi e' presente nelle matrici ambientali) e' correlato ad un aumentato rischio di cancro mammario se l'esposizione e' avvenuta in eta' pre-pubere.


Molte di queste sostanze rientrano fra gli 'endocrin disruptor', ovvero 'inferenti' o 'disturbatori endocrini': si tratta cioe' molecole in grado di interferire, anche a dosi bassissime, con funzioni delicatissime quali quelle ormonali, immunitarie, metaboliche, riproduttive: la diminuzione della fertilita' maschile con diminuzione sia nel numero che nella motilita' degli spermatozoi, disturbi alla puberta', endometriosi, malformazioni (in particolare a carico dell'apparato genitale), patologie neurodegenerative come il Parkinson, disfunzioni tiroidee sono solo alcuni degli effetti segnalati.
Tutto cio' da' ragione della crescente attenzione e preoccupazione circa gli effetti di queste molecole da parte delle piu' importanti istituzioni a livello nazionale ed internazionale. Prima di esporre i principali rischi per la salute umana correlati a pesticidi ed emersi dagli studi epidemiologici e' bene tuttavia ricordare i limiti che caratterizzano questo tipo di indagini.
Questi limiti sono di particolare rilievo in patologie croniche, multifattoriali, che insorgono a decenni dall'esposizione ed in cui assume sempre piu' importanza l'esposizione intrauterina e nelle prime fasi della vita, come avviene per il cancro.
Inoltre la diffusione ormai ubiquitaria degli agenti inquinanti rende molto difficile identificare una popolazione di controllo realmente non esposta: pertanto non va mai dimenticato che la mancata evidenza del rischio non corrisponde affatto ad una reale assenza del rischio !
Bisogna inoltre essere consapevoli che anche l'epidemiologia non e' immune dalla crescente influenza che la grande industria esercita anche su questa disciplina, offuscandone talvolta obiettivita' e scientificita'.
Tali problematiche sono state affrontate da numerosi autori, in modo particolare da Lorenzo Tomatis e a piu' riprese e' stato segnalato come condizionamenti economici e conflitti di interesse influiscono sulle conclusioni degli autori e sulla valutazione che si da' dei risultati ottenuti. Quanto agli effetti dei pesticidi sulla salute umana e' ormai assodato che molti di questi agenti hanno anche una azione mutagena e cancerogena e numerosissimi sono i tipi di cancro messi in relazione col loro uso per esposizioni professionali, in particolare: tumori cerebrali, tumori alla mammella, al pancreas, ai testicoli, al polmone, sarcomi ed ovviamente leucemie, linfomi non Hodgkin (LNH) e mielomi che sono quelli che piu' ci interessano. Una recente revisione che ha preso in esame 104 studi selezionandone 83 ha mostrato i rischi di cancro riportati nella tabella seguente.
Gli effetti sulle malattie del sangue

La tabella 1 documenta un aumentato rischio di leucemie per esposizione a pesticidi in 14 su 16 degli studi esaminati ed un aumentato rischio di linfomi non Hodgkin in 23 dei 27 studi esaminati. Un recentissimo studio condotto in Francia ha evidenziato un rischio elevato anche per il linfoma di Hodgkin, prima raramente emerso: in particolare per esposizione a triazolo (fungicida) e per esposizione ad erbicidi a base di urea il rischio aumenta in modo statisticamente significativo (cioe' non attribuibile al caso) rispettivamente di oltre il 700% ed oltre il 900%.
Ulteriori informazioni provengono da studi molto ampi condotti sulla salute degli agricoltori in U.S.A. Tali indagini hanno confermato quanto gia' emerso da precedenti studi ed in particolare e' emerso un aumentato rischio di: leucemie: (incremento tra il 120% e il 135%); linfomi Non Hodgkin: (incremento tra il 25 e il 160%); mieloma multiplo: (incremento tra il 34% e il 160%).



L'azione dei pesticidi sulla salute ed in particolare l'azione sulle malattie del sangue e' stata messa in relazione al fatto che alcuni di tali agenti, a cominciare dall' agente 'orange' sono spesso contaminati da diossine e proprio la diossina (Tcdd) e' una delle sostanze su cui piu' si e' accentrata l'attenzione dei ricercatori.
La correlazione fra esposizione a Tcdd e patologie emolinfopoietiche (linfomi, leucemie) e' infatti ben documentata dai dati recentemente pubblicati sulla mortalita' a 25 anni dall'incidente di Seveso: il Rischio Relativo (RR) di morte per emolinfopatie e' infatti, a distanza di piu' di 20 anni dall'incidente e nell'area piu' inquinata, pari a 5.38, quindi un aumento del rischio del 438%, risultato statisticamente significativo, ovvero non attribuibile al caso.
Proprio da studi sulla popolazione esposta all'incidente di Seveso sono anche giunte importanti osservazioni circa il meccanismo di azione esercitato dalla diossina sui linfociti. In pratica si e' visto che negli individui in cui era piu' alta la presenza di Tcdd nel sangue, aumentava proporzionalmente nei linfociti circolanti la presenza della traslocazione tanto che nel gruppo con maggior dosaggio di Tcdd nel sangue la frequenza di linfociti 'traslocati' era quasi 10 volte piu' alta rispetto alla popolazione meno esposta.



La traslocazione, un'alterazione cromosomica, e' stata ritrovata anche nei linfociti circolanti di individui in buona salute e non puo' ritenersi indicatore certo di malattia. Tuttavia essa rappresenta sicuramente un primo gradino nel processo di trasformazione tumorale ed il netto incremento di linfociti portatori della traslocazione in seguito a massiccia esposizione a diossina suggerisce che la diossina comporti una sorta di 'facilitazione' all'espansione del clone traslocato.
Del tutto recentemente un meccanismo analogo e' stato dimostrato in agricoltori esposti a pesticidi in Francia: anche in questo caso un gruppo di agricoltori esposti a pesticidi e seguito per 9 anni ha mostrato una drammatica espansione di cloni di linfociti con la traslocazione, primo passaggio per la successiva evoluzione linfomatosa. Questo studio e' di fondamentale importanza perche' per la prima volta viene fatta luce sui meccanismi molecolari che mettono in relazione l'esposizione ai pesticidi con le malattie del sangue.
Per concludere
Possiamo con ragionevole certezza affermare che la relazione fra pesticidi/fitofarmaci e tumori umani, in particolare linfomi, mielomi e leucemie, ma anche diversi tumori solidi, e' stata ormai dimostrata in modo inequivocabile per gli agricoltori o per i lavoratori esposti. La dimostrazione che l'esposizione a dosi 'ambientali' sia parimenti pericolosa e' certamente piu' ardua (anche perche' e' ormai difficile trovare popolazioni di controllo veramente non esposte), tuttavia e' difficile pensare di poter 'assolvere' queste molecole, ormai entrate nel nostro habitat, anche se assunte a dosi inferiori rispetto alle esposizioni lavorative.
L'Italia detiene, in Europa, il triste primato della piu' alta incidenza di cancro nell'infanzia (in media 30 casi in piu' ogni anno per milione di bambini) e si registra nel nostro paese un incremento annuo quasi doppio rispetto alla media europea: 2% annuo contro l'1.1%. Per linfomi e leucemie nell'infanzia l'incremento annuo in Italia e' rispettivamente del 4.6% e dell'1.6% nei confronti di un incremento in Europa rispettivamente dello 0.9%, e dello 0.6%.
Tutto cio' deve farci seriamente riflettere: certamente tanti altri agenti sono coinvolti, basti pensare al benzene, alle radiazioni - ionizzanti o non ionizzanti - e su tutti questi bisogna agire per una loro drastica riduzione, ma cio' non toglie che sia del tutto legittimo pretendere di sapere anche cosa c'e' nel nostro piatto, nel cibo che mangiamo, nell'acqua che beviamo e soprattutto cosa arriva sulla tavola dei nostri bambini.
Su temi tanto importanti, quali quelli che riguardano la salute, i cittadini hanno il diritto di ricevere informazioni serie, puntuali, chiare: la protezione di momenti 'cruciali' della vita quali la gravidanza, l'allattamento, l'infanzia deve inoltre diventare un imperativo per tutti.
L'attenzione verso queste problematiche in tanta parte del mondo scientifico e' crescente ed in un recente e documentatissimo libro della grande epidemiologa americana Devra Davis e' scritto: "Quando scopriamo che quel che ieri era 'il trionfo della chimica moderna' e' invece una minaccia mortale all'ambiente mondiale, e' legittimo chiedersi cosa altro non sappiamo".
Di fatto la probabilita' di ricevere una diagnosi di cancro nell'arco della vita in Italia e' ormai del 50% sia per i maschi che per le femmine, ovvero ad un uomo su due ed a una donna su due verra' fatta una diagnosi di cancro nel corso della vita.
Sempre piu' emerge nella letteratura internazionale che i fattori comunemente ritenuti responsabili del cancro (invecchiamento, stile di vita, tabagismo ecc.) possono spiegare non piu' del 40% dei casi ed altri fattori, in primis quelli ambientali, devono essere invocati. D'altra parte non possiamo sperare certo di risolvere il problema del cancro con farmaci costosissimi che il piu' delle volte possono prolungare un po' la vita, ma che non comportano una guarigione definitiva.
Di fronte a queste considerazioni appare sempre piu' urgente imboccare l'unica strada che fino ad ora non e' stata percorsa nella guerra contro il cancro, ovvero la strada della prevenzione primaria, cioe' una drastica riduzione della esposizione a tutti quegli agenti chimici e fisici gia' ampiamente noti per la loro tossicita' e cancerogenicita'.
La dimostrazione di quanto sia vincente la strada della prevenzione primaria viene proprio, nel campo dei pesticidi, da quanto e' stato fatto in Svezia dove, grazie alle ricerche di un coraggioso medico Lennart Hardell, negli anni '70 furono messi al bando alcuni pesticidi. Ora, a distanza di trenta anni, in quel paese si sta registrando una diminuzione nell'incidenza dei linfomi.
E' nell'interesse di tutti e soprattutto di chi verra' dopo di noi passare dalle parole ai fatti, adottare precise norme a tutela della salute pubblica e pretendere l'applicazione delle leggi gia' esistenti, perche' come ha detto Sandra Steinberg: "Dal diritto di conoscere e dal dovere di indagare discende l'obbligo di agire".

Bibliografia
- Marie Monique Robin: 'Il mondo secondo Monsanto' Arianna Editrice -  www.legambiente.eu www.ftsnet.it

- Cantor KP, et al. 'Water contaminants' in: DS Schottenfeld, Fraumeni JFJr. eds Cancer Epidemiology and Prevention 3rd ed. New York Oxford University Press 2006

http://www.agricolturaitalianaonline.gov.it/index.php/contenuti/studi_e_ricerche/statistiche/produzione/piu_pesticidi_ma_calano_i_principi_attivi
- Cohn BA et al. DDT and breast cancer in young women: new data on the significance of age at exposure Environ Health - Perspect. 2007; 115:1406-1414  www.iss.it
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- I Tumori Infantili Rapporto AIRTUM Anno 32(2) Marzo-Aprile. Supp.2 Epidemiologia&Prevenzione (2008)
http://www.registri-tumori.it/cms/?q=Rapp200
- Devra Davis: La Storia Segreta della Guerra al Cancro, Idice EdizioniI Tumori in Italia Anno 33 (1-2) Gennaio-Aprile 2009 Supp.2 www.registri-tumori.it
- Danei G. Causes of cancer in the world: comparative risk assessment of nine behavioural and environmental risk factors Lancet 366: 1784-1793, 2003
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- Clapp RW et al, Environmental and Occupational Causes of Cancer, Lowell Center for Sustainable Production, 2007



S. Epstein, How to win the war against cancer http://www.preventcancer.com
- Hardell L. Pesticides, soft tissue sarcoma and non Hodgkin lymphoma - historical aspects on the precaution principle in cancer prevention Acta Oncologica 2008;47:347-354

* (Medico Oncologo ed Ematologo Isde Italia, Associazione medici per l'ambiente)
Tratto da: ariannaeditrice.it


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ARIA ed ACQUE INQUINATE
1) In Italia Sono oltre 50 i siti gravemente inquinati nel nostro paese ed in attesa di bonifiche che non arrivano mai. Perchè non investire i tanti soldi raccolti dalle varie campagne contro il cancro in questo, dato che non servono a nulla, visti i risultati....

 

2) Oltre 1.200.000 cittadini italiani hanno bevuto nel 2008 acqua contaminata da arsenico oltre il limite di legge di 10 microgrammi/litro grazie a deroghe ? L’arsenico è un cancerogeno certo per l’uomo e non è che alzando con deroghe i limiti di legge che la sua cancerogenicità diminuisce.

 

3) I controlli per diossine che escono dagli inceneritori vengono - per legge - eseguiti in regime di "autocontrollo" 3 volte all’anno per complessive 24 ore su 8.000 ore di funzionamento ?

 

4) Contro un limite per le diossine che l’Oms raccomanda per gli adulti di 2pg/kg, un bambino di Brescia, residente nel sito contaminato della Caffaro, ne ha assunto 1200 pg/kg/die con il latte materno, a Taranto 400 pg e in Toscana, in prossimità di un inceneritore circa 80 ?

 

5) Perché non impegnarsi a togliere gli assurdi incentivi alla combustione dei rifiuti (prassi già stigmatizzata anche dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici), che droga pesantemente il mercato ed impedisce il decollo di una corretta filiera di trattamento piu’ salubre ?

 

6) I rifiuti possono essere gestiti innanzitutto riducendoli e poi differenziandoli per riciclarli e recuperare materia senza alcun bisogno di ricorrere a processi di combustione, né a discariche, con creazione di posti di lavoro e benefici per la comunità tutta !

 

7) Sapete che in Svezia, dove 30 anni fa sono stati vietati alcuni pesticidi, si registra una riduzione dell’incidenza dei linfomi ?

 

8) Siete a conoscenza del fatto che in Italia da 0 a 14 anni i linfomi crescono del 4,6% annuo vs una media europea dello 0,9% e che nel 2007 sono state distribuite sul suolo agricolo italiano 1.534.000 tonnellate di fitofarmaci che poi passano degli organismi viventi che si alimentano dei prodotti coltivati su quei terreni inquinati ?

 

9) Sapete che il 57.3% dei 1123 campioni delle acque italiane è contaminato da pesticidi e che nel 36.6% dei casi si superano i limiti di legge ?

 

10) Siete a conoscenza del fatto che i processi produttivi ed industriali possono essere riconvertiti in cicli chiusi in modo da ridurre drasticamente i quintali di cancerogeni che ogni anno riversiamo - a norma di legge - in aria ed acqua ?

 

Riportiamo una tabellina riassuntiva fatta con i dati ufficiali su alcuni degli inquinanti immessi “a norma di legge” in aria ed acqua in Italia nel 2005:
- Arsenico (As) e composti = 8.016,6 Kg
- Cadmio (Cd) e composti = 3.033,0 Kg
- Cromo (Cr) e composti = 140.026,6 Kg
- Nichel (Ni) e composti = 80.613,1 Kg


- Benzene, toluene, etilbenzene, xileni =715.567,4
- Mercurio (Hg) e composti = 3.887,1 Kg
- Piombo (Pb) e composti = 114.967,1
- Diossine (PCDD) + furani (PCDF) = 103,0 ga

 

La lista è lunga, credo infinita, ma ci fermiamo qui.
L’articolo 32 della Costituzione - ancora in essere - riconosce la "Salute come un diritto individuale ed un bene per la collettività".
Dando ascolto alle nostre voci, Voi “politici” e Presidente della Repubblica e del Consiglio, fareste il vostro dovere ed un enorme e grande regalo anche, ai vostri e nostri figli o nipoti.


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Le Biotossine algali e i molluschi bivalvi
Il livello di attenzione delle Autorità sanitarie e ambientali sulle problematiche connesse alla presenza di tossine di origine algale nei frutti di mare è cresciuto enormemente in questi ultimi anni anche nella Regione Sardegna a seguito dell'evidenza dei danni che questi composti tossici possono provocare alla salute dei Consumatori, alla molluschicoltura, alla pesca, agli ecosistemi marini.
La presenza lungo le zone costiere marine di organismi microscopici fitoplanctonici produttori di tossine che possono accumularsi nelle parti edibili di determinati prodotti ittici (in particolare molluschi bivalvi filtratori) rappresenta un rischio non trascurabile per la salute umana.
Le intossicazioni da tossine marine costituiscono infatti in molte aree del mondo un rilevante problema di sanità pubblica, oltre che una importante causa di perdite economiche per le imprese del settore ittico e della molluschicoltura in particolare.
Il riscontro di queste tossine nei molluschi bivalvi oltre i limiti stabiliti dalla normativa vigente comporta, infatti, il divieto di raccolta e di commercializzazione dei prodotti interessati dalla contaminazione per ovvi motivi di tutela della salute pubblica.

Le cause
La presenza e lo sviluppo di microalghe tossiche (talvolta visibile in occasione di vere e proprie fioriture) è essenzialmente la conseguenza di fenomeni di eutrofizzazione (soprattutto di origine umana) delle aree costiere e della progressiva diffusione e adattamento di specie tossiche in nuove aree geografiche a seguito della globalizzazione dei mercati e dell'intensificazione dei commerci internazionali per via navale (si ritiene che le acque di zavorra delle navi da carico rappresentino la causa principale della diffusione delle alghe tossiche in nuove zone acquee).
Come è noto agli operatori di sanità pubblica del settore, in Italia i fenomeni di accertata tossicità dei molluschi bivalvi per accumulo di tossine hanno assunto da oltre un decennio un particolare rilievo nel medio e alto Adriatico, ove gli allevamenti di mitili rimangono chiusi per molti mesi all'anno a causa della presenza di tossine del tipo D.S.P. e, in questi ultimi anni, anche nella Regione Sardegna (la presenza di tossine del tipo P.S.P. è stata riscontrata negli allevamenti di cozze del golfo di Olbia nel 2002 e 2003 e nel golfo di Cugnana nel 2005, negli allevamenti della laguna di S.Gilla per biotossine del tipo D.S.P. nel 2002 e negli allevamenti di mitili in alcune zone acquee del golfo di Oristano per presenza di tossine del tipo P.S.P. nel 2006).
Nel novero delle migliaia di specie algali identificate, attualmente sono circa 70 quelle che producono principi tossici e la quasi totalità appartengono ai taxa delle Dinoflagellate (generi Alexandrium, Gymnodinium e Dinophysis) e delle Diatomee (genere Nitzschia).
Nell'ambito delle tossine di natura non proteica, le tossine sintetizzate dai dinoflagellati sono tra le più potenti che si conoscano.

Documenti correlati
- Decreto legislativo n.530/1992 sulla commercializzazione dei molluschi [file.pdf]
- Decreto Ministero della Salute 16/05/2002 (Tenori massimi e metodi di analisi per biotossine algali nei molluschi) [file.pdf]
-
Regolamento (CE) n.853/2004 (Norme specifiche sull'igiene per gli alimenti di origine animale) [file.pdf]

Il rischio sanitario per il consumatore
Il rischio deriva dalla possibilità di intossicazione conseguente al consumo di molluschi bivalvi filtratori contenenti tossine algali. E' importante sottolineare che le tossine algali sono stabili al calore e rimangono attive anche dopo la cottura dei molluschi bivalvi.

La situazione in Sardegna
Nella nostra Regione il primo indicente dovuto a tossine di origine algale risale al 2001, quando l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna accertò la presenza di tossine algali del tipo D.S.P. in concentrazioni superiori al limite di legge.

La prevenzione sanitaria nell'Isola
Le misure di prevenzione delle patologie umane associate alla presenza di biotossine marine nei molluschi bivalvi filtratori utilizzati per l'alimentazione sono basate sulla applicazione puntuale delle misure di sorveglianza previste dai Piani regionali predisposti dall'Assessorato alla Sanità.

La gestione delle emergenze
Quando l'I.Z.S. (Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna) riscontra una presenza di tossine algali nei mitili in concentrazioni superiori ai limiti stabiliti dalla legge, deve porre in essere una serie di provvedimenti per tutelare la salute pubblica.

Elenco Centri di riferimento
Tratto da sardegnasalute.it

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La NASCITA PIANIFICATA della MALATTIA DIFFUSA -  DOSSIER ALIMENTAZIONE INFETTA
Ogni giorno compriamo generi alimentari che ci vengono spacciati per sani e li diamo anche ai nostri figli.  Qui la verità riferita dallo stesso governo.
Latte formaggio e carne ? Meglio evitarli o almeno mangiarli ben cotti !
Diversi organi statali lo sanno, lo dichiarano ma al cittadino non viene detto nulla.
"Potrebbe risentirne l'indotto lattiero caseario" scrivono ... io aggiungo anche quello medico.
Il seguente dossier rimette in totale discussione la validità degli ultimi 100 anni di studi medici volontariamente viziato ad arte.

PARTE 1. LA NASCITA PIANIFICATA DELLA MALATTIA DIFFUSA 

- STATISTICHE E RELAZIONI ISTITUTI ZOOTECNICI

TUBERCOLOSI BOVINA
http://www.izsler.it/izs_bs/ftp//doc/Archivio/2002/2002Febbraio.pdf
http://www.izsmportici.it/upload/file/11/TBC.pdf
http://www.izsvenezie.it/dnn/Portals/0/sanita/Piano TBC BRC LEB 2004-2006.pdf
http://www.izsler.it/izs_bs/allegati/1091/2009Dicembre.pdf
http://www.izsmportici.it/fileapp/ruocco.pdf

MYCOBACTERIUM AVIUM - IMPORTANTE!
http://www.izsler.it/izs_bs/ftp//doc/CREF_paratubercolosi/compiti/Mybacterium%20avium.pdf

ESCHERICHIA COLI
http://www.fondiz.it/pdf/76.pdf
http://www.izs.it/vet_italiana/2009/45_4/513_ita.pdf
http://www.izsmportici.it/bufala/articoli/Indagine_sulla_presenza_2005.pdf
http://www.izsmportici.it/bufala/relazioni/relazione_galiero.pdf
http://www.izslt.it/izs/rassegna/2009/febbraio_2009.pdf

YERSINIA ENTEROCOLITICA E VTEC
http://www.buiatria.it/volume17_file/Pages from volume17-69.pdf
http://www.izsvenezie.it/index.php?option=com_content&view=article&id=606&Itemid=253
http://www.ilprogressoveterinario.it/rivista/07n10/pdf/05.pdf
http://www.izslt.it/izs/modules/filemanager/files/bollettini_rassegne/rassegna_scientifica/2009/luglio_agosto_2009.pdf

STATISTICHE FAUNA
http://www.atcprealpinobg.it/news/Monitoraggio sanitario fauna selvatica 2007.pdf
http://www.izsmportici.it/fileapp/palermo/Portici_palermo.pdf
http://www.veterinarialimenti.marche.it/allegato.asp?path=\bo\allegati\Files&filename=4028_blasi_piano_alimenti_2010.pdf

- MINISTERO DELLA SALUTE
http://www.salute.gov.it/alimenti/resources/documenti/sanita_animale/allegato_brucellosi_bovina.pdf
http://www.salute.gov.it/alimenti/resources/documenti/sanita_animale/allegato_tubercolosi.pdf

Scheda di valutazione del rischio:
REGIONE SICILIA
http://www.salute.gov.it/alimenti/resources/documenti/attivita/Tabella_valutazione_rischio_Sicilia.pdf

REGIONE BASILICATA
http://www.salute.gov.it/alimenti/resources/documenti/attivita/Dati_raccolti.pdf

REGIONE EMILIA ROMAGNA
http://www.salute.gov.it/alimenti/resources/documenti/attivita/Tabella_valutazione_rischio_Emilia_Romagna.pdf

REGIONE LAZIO
http://www.salute.gov.it/alimenti/resources/documenti/attivita/Tabella_valutazione_rischio_Lazio.pdf

- Istituto Superiore della "Sanita"
http://www.iss.it/binary/spva/cont/Alfredo_Caprioli.pdf

- EFSA - EUROPEAN FOOD SAFETY AUTHORITY
http://www.efsa.europa.eu/EFSA/efsa_locale-1178620753820_1211902269834.htm
http://www.efsa.europa.eu/it/scdocs/scdoc/94r.htm
http://www.efsa.europa.eu/it/scdocs/doc/223r.pdf

- SIMEVEP - Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva
http://www.bevilatte.it/download/pericoli/o157_tarvisio_feb08.pdf
http://www.sivemp.it/_uploadedFiles/_destRivPath/25_pagine da 44_49.pdf

- ASL
www.aslolbia.it/documenti/2_14_20071016135252.pdf  
Tutte le malattie derivano dall’agricoltura e dall’allevamento ? D. M. Grmek
http://www.sivemp.it/_uploadedFiles/_destRivPath/6_47_58_tbc.pdf

- REGIONI
TBC
http://www.crev.it/documentazione/PREV_PIANO_REG_ERADICAZIONE_TUBERCOLOSI_BRUCELLOSI_ALL.pdf
http://rl.regione.liguria.it/salusoc/2_igi/mala/rtf/interv11.rtf
http://www.regione.piemonte.it/sanita/sanpub/vigilanza/dwd/relaz09/tuber.pdf

BRC BRUCELLA
http://www.regione.sicilia.it/sanita/media/UserFiles/File/Piano_Brc_Sicilia_2009.pdf
http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_LaNuovaStrutturaRegionale/PIR_AssessoratoRegiona
leSalute/PIR_DipartimentoOsservatorioEpidemiologico/PIR_Organigramma/PIR_4081531.845984001/PIR_
BollettinoEpidemiologico/bollettino_marzo_2010.pdf

http://www.regione.piemonte.it/sanita/sanpub/vigilanza/dwd/relaz/area_a/br_ovina.pdf

FAUNA
http://www.regione.piemonte.it/caccia_pesca/dwd/caccia/monitor2005/moda.pdf

- UNIVERSITA'
http://www2.vet.unibo.it/staff/ROSMINI/Ispezione sanitaria dei prodotti a base di latte.pdf

Rischi professionali
http://www.veterinariapreventiva.it/docsOpener.php?fp=atti/bagno_vignoni_zoonosi_alimentari__tutto.pdf


IMPORTANTE vedi: http://www.naturpedia.net/wiki/Alimentazione_infetta

DIFESA del LATTE ed OCCULTAMENTO PERICOLO per FINI ECONOMICI  
Università degli Studi di Milano - Dipartimento Patologia Animale - Pagina 7
http://www.aral.lom.it/public/upload/00000251_04_Zecconi.pdf

Citazione: "Effetto Boomerang
- Il latte crudo sembra essere pericoloso quanto il latte “commerciale”
- C’è il reale rischio che il consumatore non consideri più il latte un alimento buono e sano, ma qualcosa che può contenere batteri e sostanze altamente pericolose, “Se tale informazione prende piede, l’intero comparto lattiero caseario ne soffrirà pesantemente !"

- Pdf Molto Interessante e chiarificatore.
Ernesto Burgio Comitato Scientifico ISDE Italia
Trasformazioni degli ecosistemi, zoonosi (ri)emergenti e allarmi pandemici
Citazione Storica pag.11: Dal libro Armi, Acciaio e Malattie di Jared Diamond
Capitolo XI "Il “dono fatale del bestiame”..
"l'allevamento e quindi il contatto continuo con gli animali ebbe anche come conseguenza il passaggio all'uomo di malattie di origine animale (praticamente tutte le principali malattie contagiose)…che alcuni millenni dopo sarebbero diventate …l’arma più potente nelle mani dei colonizzatori europei !
Razionalità/tecnologia ? No… GERMS !" ...
Pag 35: "The emergence of these diseases, and resurgence of old ones like tuberculosis and cholera, reflects various changes in human ecology…"
Pag 144: "il rischio forse in assoluto più grande sarebbe se, sulla scorta di un ottimismo del tutto ingiustificato (perché fondato sul superamento di epidemie planetarie tutt’altro che incontenibili), milioni o miliardi di esseri umani non credessero più alla minaccia. Allora sì, sarebbero guai."
DOWNLOAD:
http://www.isde.it/iniziative/2009/Settembre-Bosa/SABATO%2012-09-09/3%5E%20SESSIONE/Burgio%202%20pomeriggio.pdf

STATISTICHE CARNE
CAMPYLOBACTER
http://www.izs.it/vet_italiana/2007/43_1/16_Prencipe_ITAL_157_165.pdf
http://www.izsler.it/izs_bs/ftp//doc/2001/campylobacter.pdf

- DIPARTIMENTO di DIAGNOSTICA SPECIALIZZATA
http://217.56.218.163/Relazioni/2002/RTTagliabue28.rtf
http://www.kora.ch/malme/05_library/5_1_publications/D/Dini_et_al_2004_Epidemiologia_delle_Microbatteriosi_del_chinghiale_in_Liguria.pdf

PUBBLICAZIONI
Mycobacterium porcinum strains isolated from bovine bulk milk
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18378411
Prevalence of Escherichia coli O157 in lambs at slaughter in Rome, central Italy
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16194293
Mycobacterium porcinum strains isolated from bovine bulk milk
http://cat.inist.fr/?aModele=afficheN&cpsidt=20548322

ALTRE FONTI
Il decreto fantasma (è stato ritirato appena emanato. Il ministro aveva dimenticato il formaggio - parmigiano, burro, yogurt,...)
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_primopianoNuovo_208_documenti_itemDocumenti_0_fileDocumento.pdf

Bambini rovinati dall'Escherichia coli 0157. Dialisi a vita a causa della sindrome emolitico-uremica.
http://www.altroconsumo.it/latte-latticini-uova/latte-crudo-allarme-batteri-s227883.htm

FONTINA INFETTA da TUBERCOLOSI | Gennaio 2010
http://consumatori.myblog.it/archive/2010/01/20/scandalo-della-fontina.html

AUSTRIA - Formaggio austriaco infetto, il perche' dell'allarme tardivo
http://www.aduc.it/notizia/formaggio+austriaco+infetto+perche+dell+allarme_116050.php
Che formaggi sono ?

Da una ricerca sarda l’allarme sul latte
http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=111291&v=2&c=1489&t=1
- Scoperte che legano altre malattie al Micobatterio.
Il diabete dipende da un batterio trasmesso dal latte - l'intestino irritabile e un'altra ancora il Crohn
http://www.staibene.it/articolo_diabete_latte_batterio_intestinoirritabile_tubercolosi_tbc_216392_salute_2.html

Sclerosi multipla ? TBC Atipica
http://www.corriere.it/salute/10_febbraio_26/batterio-sclerosi-multipla_a0db394c-22d7-11df-8195-00144f02aabe.shtml

BAMBINI
http://www.donatellaporetti.it/intg.php?id=557
http://www.zipnews.it/2009/12/ivrea-larva-di-insetto-nel-latte-mellin/
- Reazione degli Allevatori Italiani all'allarme lanciato dall' IZS

L’Istituto zooprofilattico lancia l’allarme
"Non bevete latte crudo, e’ rischioso per la salute"
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/144582/

PAGINA DEPUBLICATA DOPO CRITICA MASSIVA del WEB
Latte crudo: Mino Taricco scrive agli agricoltori piemontesi
http://www.targatocn.it/it/internal.php?news_code=81164&cat_code=60
successivamente ripubblicata su
http://www.cozoserno.it/index.aspx?m=64&f=4&IDNews=27
"Non voglio discutere sul significato scientifico del ritrovamento di alcuni germi in qualche campione di latte prelevato dai distributori automatici"
"Un Ente che si occupa della salute degli animali e della qualità degli alimenti dovrebbe preoccuparsi soprattutto di aiutare gli allevatori a migliorare la sanità di base dei loro allevamenti e l’igiene delle produzioni animali, non di marchiare come pericolosa la migliore produzione lattiera del Piemonte"
"L’allarme lanciato dall’IZS è antistorico e conduce diritti alla via dell’omologazione dei prodotti lattiero caseari, come è già avvenuto in Paesi di cultura anglosassone: pochi prodotti e scarsa attenzione alla qualità delle materie prime; tanto alla fine del processo si sterilizza tutto. Ma i consumatori Italiani vogliono questo ? Sono disponibili a rinunciare ai grandi formaggi DOP, ai formaggi freschi a base di latte crudo ed allo stesso latte crudo ?
Credo di poter dire, e non sono il solo a pensarlo" ...LUI CREDE di POTER DIRE !! Lo dica ai bambini in dialisi a vita !

PARTE 2. ALCUNE PREMESSE e RIFLESSIONI
- PREMESSE
Koch dimostra che i bacilli vengono uccisi se sottoposti per un'ora a temperature di 100°C, e le spore a 140°C per tre ore. Anche per questo conseguì un premio Nobel.
Secondo lo scienziato Norman Walker, si richiedono temperature da 87 a 110 °C per uccidere tutti i microrganismi patogeni.
La pastorizzazione industriale non prevede temperature cosi alte. Gli 87-100 gradi indicati erano specificati dallo scienziato Norman Walker per sterilizzare il latte e renderlo sicuro eliminando tutti i patogeni.
La pastorizzazione industriale lenta è a 63 gradi per 30 min e quella alta a 85 gradi per qualche secondo.
Pasteur non conosceva i micobatteri che furono scoperti da Robert Koch qualche anno dopo.
un Documento esempio: Immunization: the reality behind the myth, Volume 3 Di Walene James - Pagina 91. Disponibile anche su Google Books.

A differenza di altri stati come per esempio l'Inghilterra (dove oggi tutti i formaggi sono sterilizzati per pregresse GRAVI epidemie)IN ITALIA NESSUN FORMAGGIO E' STERILIZZATO

Il precedente dossier sbriciola diversi assiomi fondamentali della medicina odierna.
Questi i più importanti;
1) allevamenti totalmente indenni - vedi: Allevamenti intensivi ed incivili
2) efficacia pastorizzazione (vedi anche statistiche su MAP Mycobacterium Avium Paratuberculoys)
3) imputazione della micobatteriosi al 90% di carattere polmonare.
I micobatteri hanno crescita lenta, sono difficili da isolare, possono colpire qualsiasi organo e quindi essere la con-causa di QUALSIASI MALATTIA (vedi scoperte su sclerosi multipla, diabete, Crohn, intestino irritabile,...) .

Inoltre gli studi di Tullio Simoncini e le favolose scoperte del ricercatore Armando Vecchietti confermano l'ipotesi fungina e l'ipotesi del simil-fungo (micobatteri derivati dalla TBC) a spiegare l'eziopatogenesi del cancro.
http://www.cellulacancerosa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=26&Itemid=22&lang=it

AnnoZero - Padania al Verde
Il servizio mette in luce che il latte prodotto dalla somma delle mucche italiane (quindi le quote latte) è largamente insufficiente per la produzione lattiero casearia. Il caso degli allevamenti italiani fantasma e le importazioni di latte in polvere da allevamenti ultraintensivi da paesi come la Romania.

Allevamenti di proprietà di chi ? Monsanto ? Non me ne stupirei.
http://www.youtube.com/watch?v=0_yD-CqEgx0

- RIFLESSIONI E QUESITI
Ora. Uniamo insieme un po di dati e facciamo 2 conti e poniamoci 2 domande !
- Che fine fa il latte che le mucche infette producono ad insaputa del lattaio per tutto il tempo che passa fino a quando non se ne accorge ?
- Nel frattempo lo mettono da parte e poi lo buttano oppure finiscono nelle nostre case ?
- Il latte della mucca malata viene raccolto con tutto il latte dell'allevamento, che viene poi mischiato nei centri di raccolta, che vengono poi mischiati fino al distributore che ne farà bottiglie o formaggio ?
- E se la carica batterica fosse minima ed i sintomi non "Visibili" subito ?
- Cosa potrebbe comportare ?
- E' vero come dicono i libri e gli specialisti che batteri come la tbc portano necrosi (cancro!!!)
- Ed il latte della Sicilia e Sardegna (vedi grado epidemia da link sopra IZS) Che fine fa ? Chi lo ha mangiato o bevuto ?
-E' giusto che se ne parli qua, in una "paginetta" web e non se ne senta parlare da nessuna parte ?
-Dicono che il latte e formaggio faccia bene !?
Parecchi di noi lo da ai figli !

Non sarebbe il caso di INFORMARE IL CITTADINO che deve CUCINARE TUTTO lasciandolo LIBERO di DECIDERE ?
Anche la carne non e' da meno.
Inoltre:
- Come è stata debellata la tubercolosi senza che nessuno abbia mai preso medicine ?
- Quando eravamo piccoli alle medie facevano uno screening tipo Ghestapo. Il timbrino.
A parecchi si arrossava ma a nessuno e mai stata proposta una profilassi o terapia! A cosa serve uno screening di quel tipo ?
- Quando c'era il libretto di lavoro chi era al pubblico (maestre,...) doveva, una volta all'anno, controllare i polmoni facendo i raggi.
Poi è sparito il libretto e le radiografie...
- Come mai solo i bambini italiani ai primi anni di asilo prendono una tosse bitonale canina farmaco resistente ?

In altri stati come l'America (anche più freddi) questo non avviene !
- Come si manifesta e quanto dura una infezione primaria in un bambino di quell'età ?
- Come mai (almeno da qui succede) i malati di cancro hanno tutti gli stessi sintomi? (dolore al torace, spalla, difficoltà a deglutire, respirare, atelettasia polmonare,...) (vedi sintomi della TBC !)

Nei buoni e vecchi dizionari c'era scritto che la maggio parte dei cancri era dovuto a micobatteri. Gli unici cosi piccoli da perforare la parete cellulare senza però distruggere la cellula.

Nei dizionari di oggi, però, se vai alla voce cancro c'è scritto che è una non meglio definita deformazione del dna che fa impazzire la cellula ma se nello stesso sfogli poche pagine fino a tubercolosi c'è scritto che porta il cancro (Come mai ?)
L'emergenza medica espettorato negativo (ovvio se non parte dai polmoni ma dal gastro intestinale...) ?
La denuncia dei medici senza frontiere allo stato italiano di Omissione di soccorso ?
Una nota doverosa.
Se la TBC colpisce i polmoni e si manifesta è chiamata ATTIVA, mentre se colpisce altri organi è definita LATENTE... Si avete capito bene !
LATENTE non vuol dire che non danneggia l'organismo ma solo CHE NON INFETTA gli altri...

La domanda è "Se curassero la TBC (per esempio la cui cura e' di pochi euro) spacciandola per tumore (che costa migliaia di euro)"?
- Gli specialisti riferiscono che radiologicamente "Hanno la stessa faccia"(come fu detto a me)!
- Istologicamente idem.
- La differenza la farebbe la ricerca micobatterico diretta colturale e pcr e virale che difficilmente viene mai fatta anzi di routine il campione biptico viene conservato in formaldeide !

Cosa succede che si usa la chemioterapia (che distrugge le uniche difese immunitarie) al posto dello specifico antibiotico ?

E' già successo alla clinica degli orrori Santa Rita (cercate su youtube). E dire che era un polo d'eccellenza. Forse per questo è scattato il caso ?
Settanta persone malate di tubercolosi (la cui cura costa pochi euro) sono state operate per sospetto cancro con ASPORTAZIONE del POLMONE (20.000 EURO !!!):
http://www.youtube.com/watch?v=Tu_3CVYqtUc
http://www.youtube.com/watch?v=PgMtqafNugw
http://www.youtube.com/watch?v=jJ0o_0nkB5c
http://www.youtube.com/watch?v=wyfJziIeVVA
http://www.youtube.com/watch?v=j2vEeMjT-gg

E se varie malattie dipendessero dai micobatteri (reflusso , tonsillite cripto caseosa, artrosi, cancro, diabete, SM,...) ?

Oggi per esempio hanno promosso il sintomo del reflusso a malattia.
Un tempo il protocollo medico per chi aveva problemi di digestione prevedeva i raggi all'intestino che ora non si fanno più.

Oggi, per esempio, nemmeno a chi ha un referto di reflusso biliare o duodeno gastrico (pressione colica ?) viene effettuato uno studio radiografico del colon (Perché ?
Per nascondere il manicotto del tratto discendete ? Il megacolon ?)

*** Aggiunte utili ***
L’avvelenamento e il doping da carne - Dr. Valdo Vaccaro - tratto da
http://valdovaccaro.blogspot.com/2010/04/lavvelenamento-e-il-doping-da-carne.html
http://www.disinformazione.it/avvelenamento_doping_carne.htm

I rischi nel mangiare carne - Dottor George Clements – “Scienza & Salute”, giugno 1989
http://www.disinformazione.it/mangiare_carne.htm

MONSANTO & Co.
http://newsfood.com/q/b7e54b53/latte-biologico-e-latte-tradizionale-nessuna-differenza-nutrizionale/
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=+4576
http://www.chicago-blog.it/2010/04/27/la-vera-storia-della-patata-ogm/
http://www.greenme.it/comunicati-stampa/dalle-associazioni/2071-mais-ogm-e-petizione-europea-di-greenpeace-recapitati-al-ministero-spagnolo
http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/new/displaynews.php?id=497
http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE63R0H920100428
http://www.ecoblog.it/post/10354/russia-le-foto-degli-effetti-dellalimentazione-ogm-sui-criceti-sterilita-e-peli-sulle-gengive
http://www.ilconsapevole.it/articolo.php?id=8557
http://www.youtube.com/watch?v=dlYLsJdZJJU

David Icke - Monsanto, Fluoro, Vaccini e Aspartame
http://www.youtube.com/watch?v=5fe3D9E4Kug&feature=related

MONSANTO & Co. ITALIAN OGM
http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE63T0K720100430
http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/04_aprile/30/ogm_bonelli_no_di_zaia_era_trovata_elettorale_governo_a_favore,24107786.html
http://www.youtube.com/watch?v=y66sP-6e4nY&feature=player_embedded#!
http://www.udine20.it/ogm-coldiretti-pordenone-querelano-coltivatori-transgenici/
http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMTAwNTAzMTEzMTI1LnhtbCI7fQ==
http://www.newsfood.com/q/52dd19f6/continua-la-lotta-della-cia-contro-gli-ogm/

ALIMENTAZIONE ALTERNATIVA all' OGM
http://www.terranews.it/news/2010/05/ecco-mas-l’alternativa-biotech-alla-«truffa»-ogm
By Giancarlo Luzzi

Commento NdR: Pur condividendo quasi al 100 % cio' che si considera in questo Dossier che pubblichiamo, vogliamo ricordare che anche i Vaccini, sostanze altamente tossiche ammalano anche i nostri amici animali di cui quasi tutti si cibano, per cui l' UNICA alimentazione sanificatrice e' quella prevista dal CRUDISMO !

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Benvenuti nel Mar Morto - 10/7/2010
Di petrolio nel Golfo del Messico ora ne sgorga un pò meno. In compenso comincia ad abbondare il Corexit, il composto chimico “disperdente” utilizzato dalla BP per “far sparire” il petrolio alla vista delle telecamere. Ma la sua tossicità sembra essere micidiale, ed i suoi effetti a lungo termine sono ancora tutti da scoprire.


Nemmeno di fronte ad un disastro di queste dimensioni gli uomini della BP e del governo federale – che ormai sembrano viaggiare all’unisono, contro il buon senso e contro la volontà popolare - hanno saputo rinunciare al classico atteggiamento “allopatico”, tipico della nostra cultura occidentale, che ti spinge a combattere il sintomo con un qualunque antidoto, anche a costo di danni collaterali mille volte più gravi.
Non importa se ammazzi tutto quello che c’è intorno, l’importante è che il petrolio “non si veda”.
Il Corexit infatti riesce a disgregare il petrolio fino a renderlo invisibile,... ma naturalmente non è in grado di farne scomparire una sola molecola. Il residuo disgregato finisce in parte sul fondo marino, ed in parte rimane a galleggiare sotto la superficie, formando delle ampie macchie scure che sono molto simili a quelle del plancton. Talmente simili, in realtà, che i pesci abituati a cibarsi di plancton vi entrano felici con le fauci spalancate, convinti di avere davanti il loro pranzo di Natale. Vanno invece ad ingollare miliardi di molecole altamente tossiche, che andranno a fissarsi per sempre nella loro carne, portandoli probabilmente ad una morte precoce.
E di certo nessuno proteggerà le nostre tavole dai pesci saturi di Corexit, con risultati a lungo termine, per la nostra salute, che nemmeno possiamo immaginare.
Naturalmente, la società che produce il Corexit sostiene che sia “meno dannoso del normale sapone da cucina”. Talmente poco dannoso, in realtà, che la stessa casa produttrice suggerisce di usare maschere, guanti e occhiali protettivi quando lo si maneggia. Talmente poco dannoso - ironia della sorte - che nella stessa Inghilterra il Corexit è addirittura proibito.
In realtà il prodotto è talmente tossico che alcuni pescatori, venuti inavvertitamente in contatto con acqua marina contenente Corexit, hanno immediatamente registrato disturbi polmonari, gonfiori alla gola e bruciature sulla pelle.
E questi pescatori erano stati solo colpiti dagli schizzi d’acqua di una rete che stavano tirando a bordo: figuriamoci cosa potrebbe succedere a chi cadesse in mare in una situazione simile.
Ormai i pescatori parlano di intere zone di mare in cui la vita è completamente scomparsa, sia sott’acqua che sul fondale, mentre gli specialisti di fauna marina sostengono che ci vorranno alcuni decenni per cominciare a ripopolare queste acque ormai condannate al totale deperimento biologico.
E mancano ancora tre settimane al completamento del primo dei due pozzi che dovrebbero – e diciamo dovrebbero – porre finalmente fine alla fuga di petrolio nel Golfo del Messico.
Se questi non dovessero funzionare, c’è già chi comincia a suggerire che dovremo aspettare che il petrolio del giacimento si esaurisca del tutto.
Chissà, nel frattempo, quanti soldi sarà ancora riuscito a guadagnare Dick Cheney ?
By Massimo Mazzucco - Tratto da: luogocomune.net


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La frutta e la verdura che portiamo a tavola tutti i giorni possono celare una brutta sorpresa.
Ad esempio, residui di pesticidi e nanoparticelle di metalli tossici. Per quantificare il fenomeno l'associazione di difesa dei consumatori -
Altroconsumo ha portato in laboratorio 89 campioni di frutta e verdura. Quasi la metà dei campioni contiene residui di pesticidi. Ma la cosa grave e' che molto spesso queste sostanze superano i limiti previsti dalla legge, o sono un cocktail di più fitofarmaci - vedi: Multinazionali

I prodotti fitosanitari (o fitofarmaci) sono tutti quei prodotti, di sintesi o naturali, che vengono utilizzati in agricoltura (in modo innaturale) per tentare di combattere le principali avversità delle piante (malattie infettive, fisiopatie, parassiti e fitofagi animali, piante infestanti).
L'uso improprio di queste sostanze soprattutto se di derivazione chimica, oltre che a creare un danno all'ambiente, possono provocare nell'uomo tossicità acuta o cronica.

Siti per la Sicurezza degli alimenti - Notizie mensili sulle sostanze tossiche negli alimenti
http://www.sicurezzadeglialimenti.it/notizia70029.htm

http://www.eurosurveillance.org/ew/2006/060601.asp#2 - (lingua inglese)
L'inganno a Tavola: http://www.youtube.com:80/watch?v=jnIQaEqWzF4

TOSSINE nei SEMI
http://www.corriere.it/salute/nutrizione/10_gennaio_12/tossine-frutta-secca-ue-alza-soglia_9e2bc63a-ff5a-11de-a791-00144f02aabe.shtml
Chiaro e' che non e' bene mangiare cibi contenenti tossine, ma sinceramente spaventano di più i lotti di cibo "fuori dai limiti" che sfuggono ai controlli, piuttosto che quelli che vengono controllati e che magari hanno una dose conforme alla nuova normativa.
Il problema e' essere sicuri che tutti i lotti di frutta siano conformi, e non fare controlli a campione (come ora avviene).
Il problema e' piu’ che altro per il mais e cereali per la prima colazione, perche’ uno potrebbe effettivamente mangiarne in quantità; per il resto, quante arachidi e pistacchi, mandorle, mangia una persona ?? veramente poche.
Ma ci sono tanti prodotti derivati (snack, dolcetti, biscotti e poi la pasta e il latte di mandorle e l'elenco potrebbe allungarsi…), che ne contengono molto, e vi sono molte persone che si "abbuffano" di questi cibi industrializzati.
vedi: https://webgate.ec.europa.eu/rasff-window/portal/index.cfm?event=notificationsList&orderby=notif_date&orderDir=desc

LATTE TOSSICO: 2008 - La morte di 4 bambini e l'intossicazione di decine di migliaia di piccoli per un latte contaminato in Cina, ha giustamente scandalizzato l'opinione pubblica ed ha attirato per qualche giorno l'attenzione dei mezzi di comunicazione.
Ma e' stata anche l'occasione per renderci conto dell'insicurezza di tanti altri cibi, non solo in Cina e non solo per i bambini, nell'economia globalizzata e senza scrupoli in cui viviamo, alla ricerca sfrenata di materie prime a basso costo, incurante delle conseguenze per la salute chi consuma il cibo.
Una riflessione sfuggita ai più, ci viene da IBFAN (International Baby Food Action Network) Italia, che ricorda le gravi responsabilità del mercato con la compiacenza dei governi che permettono la pubblicità del latte artificiale.
"Diminuisce di conseguenza l'allattamento al seno - dice la nota di IBFAN - aumentano morte e malattia. E noi zitti. Ci svegliamo solo quando un incidente alla melamina interrompe la "normalità" dei quotidiani attentati contro il latte materno e dei conseguenti 50.000 mila morti l'anno. In Cina. Nel mondo ben oltre un milione".

La PLASTICA fa MALE al CERVELLO anche a BASSI LIVELLI
Il bisfenolo A, un composto chimico che si trova nella plastica usata per la fabbricazione di bottiglie e di biberon, anche a bassi dosaggi puo' causare danni al cervello. Lo hanno scoperto alcuni ricercatori della Yale University School of medicine che hanno pubblicato i risultati delle loro ricerche condotte su primati sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences.
Lo studio porta nuove conoscenze sulla questione sollevata in Canada prima e ora anche negli Stati Uniti sulla sicurezza dei contenitori alimentari in plastica.
Fino ad oggi infatti si riteneva che i bassi livelli di bisfenolo A rilevati nei liquidi contenuti nelle bottigliette di plastica e nei biberon non avessero alcuna rilevanza per la salute. Ora questa ricerca condotta su modello animale, riapre la questione.
"Il nostro studio - ha spiegato Tibor Hajszan, principale autore della ricerca - conferma che la lunga esposizione anche a bassi dosaggi di questa sostanza implica problemi per la salute cerebrale non solo nei primati ma anche nell'uomo". In particolare, i ricercatori hanno osservato che una esposizione prolungata a una dose al di sotto dei limiti di legge danneggia la corteccia cerebrale rallentando e impedendo la creazione di connessioni nervose tra le cellule.

ALIMENTI - SCILIPOTI (IDV), SICUREZZA e QUALITA' PRIMA di TUTTO
Roma - 09.12.2008 - "Che fine hanno fatto la sicurezza e la qualita' degli alimenti che mettiamo sulle nostre tavole" cosi' l'onorevole Domenico Scilipoti dell'Italia dei valori in merito all'allarme suini. "Negli ultimi anni si sono susseguiti uno dopo l'altro i casi di emergenza alimentare in cui il rischio era attribuito alla contaminazione da diossina - sostiene il deputato dipietrista - Si rilevano sempre piu' tracce di diossina superiori ai limiti consentiti e la colpa e' dell'uomo che, per ridurre i tempi di produzione, non si preoccupa di effettuare accurati controlli sugli alimenti.
Oltre ai suini il rischio della presenza di diossine riguarda altri alimenti quali il latte ed i suoi derivati. Infatti - prosegue il parlamentare - gli allevamenti sono spesso posizionati accanto a svincoli stradali, ad insediamenti industriali e a poca distanza dagli inceneritori e questo naturalmente compromette la sicurezza e la qualita' del cibo. Un caso e’ il latte di alcuni allevamenti situati vicino l’inceneritore di Brescia come per la mozzarella di Bufala inquinata a causa dell’ambiente circostante e della cattiva gestione dei rifiuti sul territorio campano. Non dobbiamo preoccuparci solo degli alimenti che provengono dall'esterno - conclude Scilipoti - Dobbiamo guardare prima quelli di casa nostra e tutelare il consumatore".
 

ALLARME DIOSSINA sulla CARNE BOVINA e SUINA

ROMA – 10.12.2008 - “Si devono combattere le contaminazioni degli alimenti”, così l’on. Domenico Scilipoti dell’Italia dei valori commenta la notizia della carne bovina alla diossina. “Dopo la carne di maiale contaminata, adesso sono state trovate tracce di diossina anche nella carne bovina. e' inammissibile che nel terzo millennio – dichiara il parlamentare – si possa essere contaminati dai cibi che portiamo sulle nostre tavole. Se nel mondo ci fossero solidi principi etici tutto questo non succederebbe. Ma purtroppo dobbiamo fare i conti con la gente che pensa soltanto al proprio profitto economico.
Per questo – continua Scilipoti – sono necessari rigidi controlli da parte degli Stati sugli allevamenti, nelle industrie alimentari, sulle colture. Oggi verranno abbattute 1700 pecore allevate in otto masserie tra Taranto, Statte e lo stabilimento delle acciaierie Ilva, contaminate dalla diossina. Non sappiamo – conclude il parlamentare dipietrista – quando l’Ilva abbia potuto influire sulla contaminazione, ma devono essere eseguiti accurati controlli affinche' tutto questo non accada di nuovo. e' dovere dello Stato salvaguardare la salute dei cittadini.”

By On. Domenico Scilipoti

Nella nostra alimentazione sono presenti prodotti nocivi, come sostanze chimiche rilasciate dallo smodato uso della plastica, nonche' conservanti e coloranti presenti persino nei farmaci, che hanno effetti devastanti sul nostro organismo.” Così l’On. Domenico Scilipoti al convegno sulla cura e prevenzione delle malattie degenerative presso i Molini Marzoli di Busto Arsizio.
“Secondo uno studio epidemiologico - prosegue il deputato IDV-condotto da ricercatori del Rhode Island Hospital e della Brown University, i conservanti alimentari e i fertilizzanti agricoli sarebbero i principali responsabili di alcune malattie degenerative come il morbo di Parkinson, il morbo di Alzheimer e il Diabete.
Queste gravi patologie sarebbero strettamente correlate all'aumento dell'esposizione alle nitrosammine. I nitriti e i nitrati sono presenti, come additivi, in molti alimenti comuni, soprattutto di origine animale, e nell'acqua che beviamo.
Le ricerche effettuate - conclude Scilipoti - dimostrano anche come il consumo eccessivo di insaccati con conservanti sia una delle cause accertate di cancro allo stomaco.” - Italy, Roma 21/10/09 

"Rifiuti tossici come concime agricolo" - Un'agghiacciante lettura dal Mattino di Napoli (Italy).
05/07/2007 - Maxioperazione dei carabinieri denominata «Chernobyl». Il porto di Napoli  crocevia dei traffici.
Scorie nocive e veleni nelle campagne: arresti e sequestri in tutta la  regione.
L’hanno chiamata, non a caso, Operazione Chernobyl. Veleno usato come  concime; cromo esavalente mischiato al terreno agricolo. Un vero e proprio  attentato alla salute, consumato per oltre due anni da affaristi senza  scrupoli e da contadini compiacenti, prima in provincia di Caserta e poi  nel resto della regione. Il «cimitero» delle scorie industriali e' nelle campagne dell’agro nocerino-sarnese, nella piana del Sele, in provincia di Foggia.
E nelle falde freatiche di quasi tutta la Campania. Sconvolgenti i  risultati del monitoraggio fatto dai carabinieri del Noe. Un’operazione,  firmata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, che ha portato a  trentotto arresti, al sequestro delle società degli indagati e dei quattro  depuratori di Cuma, Mercato San Severino, Orta di Atella e Marcianise, che  però continueranno a funzionare. Il Porto di Napoli come crocevia dei  traffici.
By Arcovio, Capacchione e Del gaudio - PAGG. 30 e 31

http://www.ilmattino.it/mattino/view.phpdata=20070705&ediz=NAZIONALE&npag=29&file=APRE.xml&type=STANDARD

 

Il Glutammato monosodico si trova in dadi, insaccati, conserve, salse, snack, per far aumentare il senso di fame,
ma produce lesioni irreparabili ali centri nervosi deputati al controllo della fame;
viene molto utilizzato dai ristoranti....
per
aumentare il desiderio di mangiare....
Eppure la FAO, l'OMS, la FDA, l'EMEA continuano a dichiarare che e' innocuo......
per forza sono colluse ed agli ordini delle Multinazionali dell'alimentazione, le quali lo utilizzano in tutti i loro prodotti.....
La "sindrome da ristorante cinese"
e' nota da alcuni anni per una serie di sintomi che produceva...
per via della intolleranza a questo additivo...
 

Inquietudine da additivi: Fonte: Salutetest, ottobre 2004 

Uno studio su 300 bambini di 3 anni, dimostra che queste sostanze coloranti ed altro, ma in particolare il benzoato, li rende iperattivi (ADHD) - Fonte: Archives of Desease in Childfood 2004
Quei bambini sono stati resi ipersensibili dai vaccini che gli hanno propinato a loro insaputa !
Questi piccoli
ringrazino i loro genitori che non si sono documentati....
ma e soprattutto i medici vaccinatori
, le ASL e la sanita' pubblica....
Ministero della "salute"
in testa con l'Istituto Superiore di Sanita' ....

Sul mercato Europeo e quindi anche Italiano, vi sono numerosi alimenti, prodotti alimentari mutanti, oltre ai soliti cereali, derivanti di sementi irraggiate e/o prodotte per mutagenesi da laboratorio gia' da diversi anni.  Tra di questi molti ortaggi e anche alberi da frutta (specie le mele)
Scaricate il database completo, (aggiornato al 2000), il link e' questo:
http://www-INFOCRIS.iaea.org/Refs/MutBree-Rev-1.pdf
TRACCIABILITA' (etichetta con la filiera per tutti i prodotti)

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Nel RECENTE STUDIO DA DUE SCIENZIATI MODENESI IN COLLABORAZIONE CON BEPPE GRILLO, SI DIMOSTRA CHE VI SONO PRODOTTI ALIMENTARI REGOLARMENTE VENDUTI IN ITALIA E NEL MONDO, CHE CONTENGONO PARTICELLE DI METALLI PESANTI ALTAMENTE CANCEROGENE, PROVENIENTI DAL FUMO DI "TERMOVALORIZZATORI", CHE ALTRO NON SONO SE NON INCENERITORI DI RIFIUTI.

COME TESTIMONIA GRILLO NEL SUO ULTIMO SPETTACOLO, QUESTE MICROPARTICELLE SONO MOLTO PIÙ PERICOLOSE DELLE MACROPARTICELLE DEI GAS DI SCARICO DELLE AUTO, (LE QUALI SI DEPOSITANO NEI POLMONI E COMPORTANO TOSSE E ASMA) PERCHÈ ENTRANO NEL NOSTRO SANGUE E SI ANNIDANO NEGLI ORGANI RIMANENDOVI PER SEMPRE E PROVOCANDO PURTROPPO GRAVI FORME DI CANCRO.
E' NECESSARIO QUINDI CHE CHIUNQUE LEGGA QUESTO TESTO, COMUNICHI A TUTTI I SUOI AMICI, PARENTI, CONOSCENTI CHE CI SONO DELLE AZIENDE CHE CI STANNO AVVELENANDO CONSAPEVOLMENTE.

ECCO LE MARCHE E I PRODOTTI RISULTATI POSITIVI ALLE ANALISI SULLA PRESENZA DI METALLI PESANTI:

- PANE PANEM
- CORNETTO SANSON
- BISCOTTO MARACHELLA SANSON
- OMOGENEIZZATI PLASMON AL MANZO
- OMOGENEIZZATI PLASMON AL PROSCIUTTO E VITELLO
- CACAO IN POLVERE LINDT
- TORTELLINI FINI
- HAMBURGER MC DONALDS
- MOZZARELLA GRANAROLO
- CHEWING GUM DAYGUM PROTEX PERFETTI
- INTEGRATORI FORMULA 1 E 2 HERBALIFE
- PANDORO MOTTA
- SALATINI TINY ROLD (USA)
- BISCOTTI OFFELLE BISTEFANI
- BISCOTTI GALLETTI MULINO BIANCO BARILLA
- BISCOTTI MACINE MULINO BIANCO BARILLA
- BISCOTTI GRANETTI MULINO BIANCO BARILLA
- NASTRINE MULINO BIANCO BARILLA
- BAULETTO COOP
- PLUMCAKE GIORLETTO BISCOTTI
- BISCOTTI RINGO PAVESI
- PANE CARASAU I GRANAI DI QUI SARDEGNA
- PANE CIABATTA ESSELUNGA
- PANE MORBIDO MULINO BIANCO BARILLA
- PANEANGELI CAMEO

NESSUNA DI QUESTE AZIENDE HA AVUTO LA DIGNITA' DI RISPONDERE ALLE LETTERE CHE GLI HANNO INVIATO I DUE RICERCATORI, AI QUALI TRA L'ALTRO STANNO CERCANDO DI SEQUESTRARE I MICROSCOPI DI PROPRIETÀ  DELL'UNIVERSITA'.

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Micropolveri nei cibi.

http://lelioilel.spaces.live.com/blog/cns!9BF31B7FF7E48016!2005.entry

 Informazioni varie su micropolveri e nanopolveri.......buon appetito

 

Dal blog di Beppe Grillo http://www.beppegrillo.it/2005/12/ferramenta_ambu.html

 L’elenco che segue riporta alcuni metalli contenuti in prodotti che mangiamo tutti i giorni, metalli come Titanio, Cobalto, Argento.
Basta saperlo.
Come per le sigarette è sufficiente aggiungere un’etichetta con su scritto: “Attenzione, vetro all’interno”, oppure “Piombo, Bismuto e Solfato di Bario possono produrre effetti collaterali”.

L’elenco:
Pandoro Motta: Alluminio, Argento
Salatini Tiny Rold Gold (USA): Ferro, Cromo, Nichel (cioè acciaio), Alluminio
Biscotti Offelle Bistefani: Osmio, Ferro, Zinco, Zirconio, Silicio-Titanio
Biscotti Galletti Barilla: Titanio, Ferro, Tungsteno
Macine Barilla: Titanio
Granetti Barilla: Ferro, Cromo
Nastrine Barilla: Ferro
Plum cake allo yogurt Giorietto Biscotti: Ferro. Cromo
Ringo Pavesi: Ferro, Cromo, Silicio, Alluminio, Titanio
Pane carasau (I Granai di Qui Sardegna): Ferro, Cromo
Pane ciabatta Esselunga: Piombo, Bismuto, Alluminio
Pane morbido a fette Barilla: Piombo, Bismuto, Alluminio
Paneangeli Cameo: Alluminio, Silicio
Pane Panem: Ferro, Nichel, Cobalto, Alluminio, Piombo, Bismuto, Manganese
Cornetto Sanson (cialda): Ferro, Cromo e Nichel (cioè acciaio)
Biscotto Marachella Sanson: Silicio, Ferro
Omogeneizzato Manzo Plasmon: Silicio, Alluminio
Omogeneizzato Vitello e Prosciutto Plasmon: Ferro, Solfato di Bario, Stronzio, Ferro-Cromo, Titanio
Cacao in polvere Lindt: Ferro, Cromo, Nichel
Tortellini Fini: Ferro, Cromo
Hamburger McDonald’s: Argento
Mozzarella Granarolo: Ferro, Cromo, Nichel
Chewing gum Daygum Microtech Perfetti: Silicio (cioè vetro)
Integratore Formula 1 (pasto sostitutivo) Herbalife: Ferro, Titanio
Integratore Formula 2 Herbalife: Ferro, Cromo

I metalli elencati sono tutti sotto forma di particelle nano e micro-metriche (nano = dal miliardesimo al decimilionesimo di metro, micro = dal milionesimo al centomillesimo di metro).
Nessuno degli inquinanti particolati di cui sopra è biodegradabile e, dunque, resta dov'è per sempre.
E dov'è è un
tessuto umano.

Alcuni dei metalli elencati come inquinanti fanno parte di quelli che si chiamano OLIGOELEMENTI e, in quell’ottica, sono essenziali per la vita. Per esempio, il Ferro è un componente dell’emoglobina e, se non ci fosse, i nostri tessuti non potrebbero essere ossigenati; il Rame è fondamentale per la formazione dell’emoglobina, il Cobalto è presente nella composizione della Vitamina B12, e così via. Attenzione, però a non cadere nell’equivoco.

Ciò di cui stiamo parlando non sono ioni (atomi) che entrano nella composizione di sostanze naturali e che, non raramente, sono indispensabili per la nutrizione; ciò di cui parliamo sono particelle, minuscoli sassolini, che vengono involontariamente immessi come inquinanti nei cibi.
Le fonti di questi materiali estranei sono tantissime. Tra i tanti esempi che si possono fare, c’è quello del Ferro-Cromo-Nichel nei cibi.
I
sistemi di macinazione sono spesso costituiti da acciaio (Ferro-Cromo-Nichel, appunto) e questo materiale si usura, perdendo scorie che entrano nel macinato. Queste scorie sono proprio le particelle che non dovrebbero esserci e che, una volta ingerite, entrano nel circolo sanguigno per essere rapidamente sequestrate da vari organi (reni, fegato, ecc.), dove restano in eterno perché non sono biodegradabili.
Il problema è che sono dei
corpi estranei e l’organismo li vede come tali, facendo partire una reazione infiammatoria (granulomatosi) che si cronicizza e può diventare cancro o restare, comunque, un’infiammazione che è pur sempre una malattia.
Dunque,
un conto è mangiare una bistecca che contiene Ferro organico perché presente naturalmente nel sangue dell’animale del cui muscolo ci stiamo nutrendo e un conto è mangiarsi delle palline piccole piccole di Ferro. Da notare che più queste particelle sono minuscole, più sono aggressive, potendo addirittura penetrare all’interno dei nuclei delle cellule quando la loro dimensione è al di sotto di una certa soglia.

Tra i metalli elencati, comunque, ce ne sono diversi che non entrano in nessuna combinazione biologica utile (Titanio, Bario, ecc.) e sono chimicamente tossici.

Naturalmente le aziende sono tutte perfettamente a posto dal punto di vista legale, non esistendo alcuna legge che imponga non solo l’eliminazione, ma anche solo la ricerca o l’elencazione in etichetta di quelle sostanze.
Che la scienza viaggi con un
passo diverso rispetto alla legge è un fatto noto di cui non c’è da stupirsi.
Così come non c’è da stupirsi (anche se può fare leggermente schifo) che
le industrie non abbiano alcuna voglia di scoperchiare loro stesse il calderone. Fin che va… By Giulio Curioni, del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”  -  ottobre 2006 
http://www.circoloambiente.org/cementeria/nanopolveri.htm

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Intervista a Stefano Montanari, Direttore Scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di San Vito (Modena)
Cosa sono le nanopolveri ? Si tratta di particolato inorganico di dimensioni comprese tra 10^-7 e 10^-9 metri, cioè tra dieci millesimi di millimetro e un milionesimo di millimetro. Le micropolveri, comprendenti le famigerate PM10, sono decisamente più grossolane, avendo dimensioni dell’ordine di 10^-6 - 10^-5 metri, vale a dire tra un millesimo di millimetro e un centesimo di millimetro. La differenza tra i due tipi è enorme, paragonabile all’incirca a quella esistente tra le dimensioni di un uomo e quelle dell’Everest.

Entrambe le micro e nanoparticelle sono molto dannose per la salute, sia per la loro grandezza fisica sia per la loro composizione chimica, e sono tanto più pericolose quanto più sono piccole. Ciò significa che le famose PM10 non sono le uniche particelle di cui dobbiamo preoccuparci, e che anzi ne esistono di più piccole a noi più nocive. Le nanopatologie sono tutte quelle malattie – principalmente tumori, ma non solo – provocate dalla penetrazione e dall’accumulo nei tessuti di tali particelle, che essendo molto piccole riescono a entrare all’interno delle cellule arrivando in alcuni casi a introdursi nel nucleo, interagendo quindi col DNA.

La particolarità delle micro- e soprattutto delle nanopolveri è che rimangono sospese in aria per lungo tempo a causa delle loro minuscole dimensioni e possono giungere lontanissimo rispetto al luogo dove sono state liberate. Inoltre non hanno tempo di dimezzamento e non sono biodegradabili, pertanto rimangono indefinitamente in circolazione, fino a depositarsi al suolo o a inserirsi in qualche organismo vivente. In quest’ultimo caso le nanopolveri si accumulano nei tessuti ed è praticamente impossibile liberarsene sia attraverso il metabolismo sia con tecniche artificiali, almeno allo stato attuale delle nostre conoscenze.

Le principali vie di assunzione sono l’inalazione e l’ingestione. Cito qualche esempio riportato da Montanari. La caduta delle Torri Gemelle ha ufficialmente causato finora 400.000 malati a causa delle polveri liberatesi in atmosfera, ma probabilmente il numero reale è molto superiore, addirittura sopra il milione. Tutti i cani che sono stati utilizzati per le operazioni di soccorso sono morti di tumore. Un secondo esempio è il caso di una signora che per svariati anni si faceva portare del radicchio di campagna proveniente da un colle vicino a Modena. Le alte concentrazioni di metalli prodotte da un’industria di ceramica distante qualche chilometro dal colle hanno causato l’insorgere di un cancro nella signora.

Sono molti gli alimenti che contengono nanoparticelle. Il laboratorio Nanodiagnostics ne ha trovate in alcuni tipi di biscotti, pani, carni, in alimenti per l’infanzia e in molti altri cibi. Un esempio per tutti sono le gomme da masticare, che la pubblicità ci invoglia a comprare perché puliscono i denti. Contengono delle nanoparticelle di silicio che effettivamente asportano il cibo rimasto sulle gengive ma che finiscono poi per essere ingerite con la saliva. 

Ma da dove arrivano tutte queste particelle? Certamente sono sempre esistite in natura, liberate in gran quantità dalle eruzioni vulcaniche, dagli incendi e in generale da tutti i fenomeni erosivi agenti sulla superficie terrestre. Attualmente però il ruolo dell’uomo è diventato sempre più evidente. Le attività umane hanno incrementato in maniera esponenziale l’emissione di polveri in atmosfera, fenomeno favorito anche dall’incessante crescita della popolazione mondiale registratasi negli ultimi decenni, con conseguente aumento delle attività inquinanti. Pressoché ogni nostra attività genera polveri, dall’accensione di un fiammifero a una saldatura, da una frenata con l’auto a una qualsiasi attività industriale. Particolarmente dannose sono tutte quelle attività che operano ad alte temperature, come gli inceneritori. A tal proposito Montanari ha espresso con chiarezza la sua contrarietà allo smaltimento dei rifiuti mediante incenerimento. Riporto brevemente le sue argomentazioni. Come abbiamo imparato dalla chimica “nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Perciò quando bruciamo un rifiuto, semplicemente lo convertiamo in un’altra forma, scorporandolo in numerosissime molecole. Queste vengono in parte bloccate dai sistemi di abbattimento presenti negli impianti e dovranno poi essere smaltite da qualche parte, generalmente in discariche – per questo gli inceneritori non sono una valida alternativa alle discariche, in quanto non le sostituiscono – e in parte vengono liberate in atmosfera. Più sono alte le temperature più si libera particolato fine, che, come è già stato detto, è decisamente il più aggressivo e pericoloso per la salute. Un’attenzione particolare la meritano i metalli pesanti, dato che sono tra i maggiori responsabili delle nanopatologie. Essi fuoriescono dai camini sotto forma di ioni, ma appena usciti incontrano temperature minori e si aggregano in nanoparticelle solide, spesso formando leghe del tutto casuali. Il problema è che i nuovi inceneritori lavorano a temperature sempre maggiori, rilasciando di conseguenza enormi quantità di particolato molto fine. Ovviamente durante la conferenza non sono stati presi in considerazione gli altri aspetti riguardanti gli inceneritori, quali l’efficacia dei sistemi di abbattimento e i vantaggi economici e di recupero energetico, ma dal punto di vista medico è emerso che un inceneritore non è un buon affare.

Montanari ha infine espresso qualche dubbio anche relativamente ai nuovi filtri anti-particolato dei motori diesel, i cosiddetti veicoli euro 4. I filtri infatti finiscono per sminuzzare ulteriormente le micropolveri liberando grosse quantità di nanopolveri, molto più aggressive.

L’intervento si è concluso con l’auspicio che venga introdotta a breve una regolamentazione sulla produzione di nanopolveri, dato che finora non esistono limiti di emissione da rispettare. È evidente che per affrontare il problema bisogna conoscerlo a fondo, e per questo occorrerebbe investire molto in ricerca.  
Consultate anche
http://www.nanodiagnostics.it/CiboPulito.aspx
http://www.beppegrillo.it/2007/02/heavy_metals.html
http://www.gagliano.ws/blog/archives.cfm/category/default
www.rachel.org
http://www.beppegrillo.it/eng/2005/12/walking_ironmongers.html

The following list gives some metals contained in products that we eat every day, metals like Titanium, Cobalt, Silver. You just need to know. Just like they do for cigarettes, it’d be OK to add a label with the words: “Watch Out: glass inside”, or Lead, Bismuth and Barium Sulphate can produce side effects.”

The list:
Pandoro Motta: Aluminium, Silver
Tiny Rold Gold Snacks (USA): Iron, Chromium, Nickel (that is steel), Aluminium
Offelle Bistefani Biscuits: Osmium, Iron, Zinc, Zirconium, Silicon-Titanium
Galletti Barilla: Titanium, Iron, Tungsten
Macine Barilla: Titanium
Granetti Barilla: Iron, Chromium
Nastrine Barilla: Iron
Plum cake allo yogurt Giorietto Biscotti: Iron. Chromium
Ringo Pavesi: Iron, Chromium, Silicon, Aluminium, Titanium
Pane carasau (I Granai di Qui Sardegna): Iron, Chromium
Pane ciabatta Esselunga: Lead, Bismuth, Aluminium
Pane morbido a fette Barilla: Lead, Bismuth, Aluminium
Paneangeli Cameo: Aluminium, Silicon
Pane Panem: Iron, Nickel, Cobalt, Aluminium, Lead, Bismuth, Manganese
Cornetto Sanson (cialda): Iron, Chromium e Nickel (cioè acciaio)
Biscotto Marachella Sanson: Silicon, Iron
Omogeneizzato Manzo Plasmon: Silicon, Aluminium
Omogeneizzato Vitello e Prosciutto Plasmon: Iron, Barium Sulphate, Strontium, Iron-Chromium, Titanium
Cacao in polvere Lindt: Iron, Chromium, Nickel
Tortellini Fini: Iron, Chromium
Hamburger McDonald’s: Silver
Mozzarella Granarolo: Iron, Chromium, Nickel
Chewing gum Daygum Microtech Perfetti: Silicon (that is: glass)
Integratore Formula 1 (pasto sostitutivo) Herbalife: Iron, Titanium
Integratore Formula 2 Herbalife: Iron, Chromium

The metals listed above are all in the form of particles measured in nano and micro metres. (nano= from a thousand millionth to a ten millionth of a metre, micro= from a millionth to a hundred thousandth of a metre) None of these polluting particles is biodegradable and so they stay where they are forever. Where they are is human tissue.

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ALIMENTI CONTAMINATI nel NOSTRO PIATTO, il DOSSIER del WWF 

Roma - 23 settembre 2006 - Nei nostri piatti inquinanti vecchi e nuovi.
Gli ftalati, utilizzati per rendere flessibili le materie plastiche, sono stati trovati nell’olio d’oliva, nei formaggi e nella carne. I pesticidi organoclorurati, utilizzati in agricoltura contro gli insetti nocivi (compreso il DDT bandito da decenni), nel pesce, nel burro, persino nella carne di renna. I muschi artificiali (fragranze utilizzate per l'igiene personale o per la casa) e organostannici (gli antivegetativi - infatti, le antivegetative a base di silicone e rame continuano a contenere elevati livelli di biocidi e di metalli pesanti - , i conservanti del legno) nel pesce. I ritardanti di fiamma, utilizzati per prevenire la combustione nei tessuti e nel mobilio ma anche nelle apparecchiature elettroniche, erano nella carne e nel pesce.

In totale 119 sostanze tossiche appartenenti a 8 diversi gruppi di composti chimici sono state rinvenute nei 27 campioni di alimenti di largo consumo presi in esame in 7 paesi europei.

Il nuovo dossier del WWF - "La catena della contaminazione globale" - il ruolo dell'alimentazione rivela che la principale via di esposizione alla maggior parte delle sostanze chimiche, in particolare quelle persistenti e bioaccumulabili (come il DDT e i PCB banditi da decenni) è l’alimentazione.

La “catena di contaminazione” è un percorso complesso che i composti chimici compiono intorno al mondo: dai produttori ai prodotti di consumo, alla fauna selvatica fino agli esseri umani. Sono presenti nelle case, nei luoghi di lavoro e anche a tavola.

Neanche la dieta più salutare ci mette al riparo dagli inquinanti chimici tossici – commenta Michele Candotti, Segretario Generale del WWF Italia – Per questo crediamo che le sostanze chimiche debbano essere sottoposte ad una normativa più efficace. Siamo alla vigilia del voto su REACH, lo strumento dell’Ue per la regolamentazione delle sostanze chimiche, e chiediamo ai parlamentari europei che siano bandite le sostanze più pericolose e applicato il principio di sostituzione, siano fissati requisiti severi per i produttori al fine di garantire trasparenza di informazione su tali sostanze. E’ necessario, inoltre, che il consumatore sappia quali sostanze sono presenti nei prodotti di uso quotidiano”.

I 27 campioni di alimenti, provenienti da Gran Bretagna, Polonia, Svezia, Italia, Spagna, Grecia e Finlandia, sono tutti di largo consumo come prodotti caseari (latte, burro e formaggio), carne (salsicce, petti di pollo, salame, bacon), pesce (salmone, tonno, aringhe) e ancora pane, olio d’oliva, miele, succo d’arancia. Nessuno dei prodotti – tutti acquistati in supermercati e di marche comuni - è risultato esente da tracce di sostanze chimiche, al contrario in tutti sono stati rinvenuti, in varia misura e secondo miscele differenti, i 119 composti tossici appartenenti agli 8 gruppi di sostanze presi in esame.

In parallelo grazie alla collaborazione del prof. Silvano Focardi dell’Università di Siena sono state effettuati test su campioni di lasagna, acquistate nei supermercati di 4 città italiane e sono stati rintracciati più di 42 Pcb e 13 residui di pesticidi, tra cui il DDT.

I livelli di contaminanti rilevati negli alimenti analizzati non sono in grado di causare conseguenze dirette o immediate sulla salute (i consumatori non devono allarmarsi o evitare questi cibi), ma deve essere seriamente valutato l’effetto di un’esposizione cronica – anche a basse dosi - di un cocktail di contaminanti attraverso la dieta, soprattutto nel feto in via di sviluppo, nei neonati e nei bambini.

Per sensibilizzare i politici di Bruxelles sulle sostanze chimiche pericolose alla vigilia del voto di REACH il WWF ha prodotto uno spot che sarà trasmesso su Euronews ed è visibile anche on line nel sito internet del Wwf.
Dove gli attori sono gli stessi membri del Parlamento Europeo:
Guido Sacconi (Italia, PSE) relatore del provvedimento, Péter Olajos (Ungheria, PPE), Chris Davies (UK, ADLE) et Riita Myller (Finlandia, PSE), riuniti in una seduta di outing in cui dichiarano di essere stati contaminati da quei veleni che REACH dovrebbe bandire.
Tratto da: Sesto Potere.com

vedi anche Consig
i Alimentari  + 
http://www.sicurezzadeglialimenti.it/archivio.htm

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MELAMINA, Scandaloso - Ott. 2008
Non c’è altro da dire per descrivere le contaminazioni da melamina. Dopo i mangimi (OGM e quelli contaminati) che dalla Cina sono stati esportati in altri stati, latte in polvere e altri prodotti del settore caseario - si parla di yogurt - sono risultati contaminati in queste ultime settimane.
A che scopo aggiungere melamina a latte in polvere o altri prodotti alimentari ? al fine di aumentare fraudolentemente -alle analisi di controllo- il livello di sostanze azotate.

Che cosa ho imparato in queste ultime ore ?
Ci sono 6 bambini deceduti, spero tanto che non ci siano altre vittime, si parla di piu’ di 6000 neonati che manifestano sintomi a livello renale, indice che sono venuti a contatto e hanno assunto il latte contenente la melamina.
Sembra che la vicenda fosse nota dai primi di agosto, qualche giorno prima della inaugurazione delle Olimpiadi.

Il gruppo caseario San Lu, coinvolto nella vicenda è stato acquisito per il 43% dalla multinazioanle neo-zelandese Fonterra, che ovviamente non sta facendo un figurone.
La Fonterra è uno dei piu’ grande fornitori di prodotti lattiero-caseari, esporta il 90% dei suoi prodotti lattiero-caseari in 140 paesi.
Un altro marchio straniero probabilmente coinvolto si chiama Kocci, una joint-venture tra Cina-Australia.
Finora nessun problema è stato riscontrato tra gli altri partner commerciali stranieri che si forniscono di latte in polvere tra cui Abbott, Meadjohnson, Nestlè, Wyeth o Dumex.

Tra i marchi cinesi sulla lista nera ci sono Yashili, Yili, Mengniu, e Shengyuan. Tra tutti i prodotti contenenti melamina, il latte in polvere della San Lu è quello in cui è stata evidenziata la qunatità maggiore di melamina (2563 mg per kg). Il contenuto di melamina in altri marchi è risultato tra 0,09 e 619 mg per chilogrammo.
La melamina non è stata trovata in campioni di prodotti lattiero-caseari forniti durante le Olimpiadi di Pechino.
Ci sono degli indagati, tra questi un rivenditore di melamina, è ritenuto responsabile di aver venduto il composto ad alcuni fornitori di latte della San Lu.
Fonte:
chinastakes.com

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Diossina nel cibo - 4 ottobre 2007 
Dagli yogurt ai gelati, dalla maionese ai surgelati, dagli integratori dietetici ai prodotti senza glutine. L'agente cancerogeno è finito nei nostri piatti per un periodo lunghissimo: da quanto ha ricostruito Il Salvagente, circola per l'Europa da almeno due anni.
Sono potenzialmente a rischio i prodotti che contengono l'additivo addensante Guar Gum (indicato anche come farina di Guar, o con la sigla E412) importato dall'India, e in particolare dall'industria chimica India Glycols.

L'allarme
Il 25 luglio 2007, la Commissione europea ha scoperto la diossina in 117 lotti di Guar Gum, importati in Europa dall'azienda svizzera Unipektin. A oggi, ispettori della Commissione sono in missione India, per comprendere a fondo la natura e le dimensioni della crisi. Nel frattempo, però, si accavallano notizie sempre più allarmanti. Che smentiscono, e superano, il primo allerta europeo. Il Salvagente ha scoperto che il guar gum con la diossina non è limitato a 117 partite. Non è stato importato solo in Svizzera. E circola anche per l'Italia. Lo confermano i dati di Unipektin: l'importatore elvetico, che si è trovato nell'occhio del ciclone, ha condotto analisi su campioni delle importazioni degli ultimi due anni. Con risultati sconcertanti.
Il direttore di Unipektin, Bruno Jud - intervistato dal Salvagente - rivela che tutte le analisi hanno mostrato la presenza di diossina, anche in quantità superiori a quelle scoperte dalla Commissione europea.

Anche in Italia
Il Guar Gum incriminato è arrivato anche in Italia:
lo rivela il dirigente di un grande laboratorio di analisi, e lo conferma il ministero della Salute. Un carico contaminato, inoltre, è approdato a giugno nel porto di Genova. E' già stato distribuito alle aziende alimentari, tranne una parte, sottoposta ad analisi. Nei giorni scorsi, il ministero ha divulgato i risultati, che evidenziano tracce di sostanze contaminanti. Non è stato reso noto, però, quanti e quali prodotti contengono l'additivo alla diossina. In ogni caso, dal ministero assicurano che le Regioni che "stanno procedendo al rintraccio sul territorio nazionale di tale partita". I consumatori, come al solito, vengono lasciati all'oscuro.

Ritiri in mezza Europa
Nel resto d'Europa, invece, il meccanismo di salvaguardia è scattato subito, e l'opinione pubblica ha percepito immediatamente l'emergenza. Fin dai primi giorni di agosto, le principali multinazionali si sono attivate per rintracciare l'additivo a rischio, ritirando i prodotti dai supermercati.
Dalla Spagna all'Ungheria, dalla Svizzera alla Finlandia, la sirena d'allarme ha suonato con forza, anche sui giornali. Il ministero della Salute ungherese, ad esempio, per precauzione ha ordinato il sequestro di una quarantina di marchi, coinvolgendo alcuni nomi celebri: Danone, Coca Cola, Ceres. In Romania, una filiale del gruppo Danone ha interrotto la produzione di yogurt alla frutta (che in seguito, però, è stato giudicato esente da rischi). In Finlandia, il maggiore produttore di dolciumi, Valio, ha ritirato dal mercato 30mila cartoni di crema da cucina, avviando analisi accurate, e scoprendo la diossina nei prodotti confezionati già a partire da aprile.

Notizie col contagocce
In Italia, invece, le informazioni arrivano col contagocce: tutto succede al riparo dai riflettori.
Il ministero ha diramato due circolari: la prima, diffusa il 14 agosto e destinata a Fedechimica e Federalimentare, era un generico invito a effettuare controlli. La seconda, datata 30 agosto e rivolta anche ai farmacisti, agli erboristi, e in genere ai commercianti e agli artigiani, ribadisce e sottolinea l'allarme, ha un tono più perentorio, e introduce un nuovo elemento di inquietudine: alcuni prodotti - cibi dietetici e integratori alimentari - sono più a rischio di altri. Infatti, negli yogurt e nei gelati, la percentuale di Guar è relativamente bassa.
Il pericolo per la salute, quindi, è legato soprattutto all'assunzione per un tempo prolungato, attraverso un'ampia varietà di prodotti. Ma in commercio, fra gli scaffali dedicati al "benessere", si trovano pasticche, bevande, integratori dietetici, che sono addirittura a base di guar. Il carico di diossina potrebbe essere impressionante.

Tratto da: http://www.ilsalvagente.it/modules.php?name=News&file=article&sid=113

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ADDITIVI:

Sono molti i prodotti che le possono contenere, pertanto si suggerisce  un’accurata lettura dell’etichetta, dove possono essere indicate per esteso  o con le sigle E410 ed E412, ma potrebbero anche essere presenti senza  alcuna indicazione. Tra i prodotti da tenere sotto controllo si segnalano:

    * BEVANDE AL CACAO
    * BEVANDE AL COCCO
    * BUDINI INDUSTRIALI
    * CARNE IN SCATOLA
    * CHEWING-GUM
    * CONFETTERIA
    * CARAMELLE
    * CREME PER PASTICCERIA
    * FARINA DI PATATE
    * FRUTTA CANDITA
    * ALCUNI PRODOTTI DA FORNO
    * PRODOTTI DOLCIARI IN GENERE
    * ALCUNI GELATI
    * ALCUNE SALSE INDUSTRIALI
    * TORRONE E MARZAPANE

  Tratto da: da http://eurosalus.lycos.it/1060861749_33.html

 

Commento NdR: Nel dubbio, non acquistare le cose che si trova sugli scaffali dei supermercati che riportano la dicitura  *GUAR* oppure E412.

ADDITIVI TOSSICI
Mentre Parma e Bruxelles discutono se permettere o meno forme di calcio e magnesio comuni negli integratori come l'aspartato, l'ascorbato e il fumarato, due case farmaceutiche hanno pensato di introdurre nell'elenco delle "fonti di minerali permessi" un'altro minerale.
Si tratta del fluoro, un minerale altamente tossico che però è importante in vari processi industriali: la lavorazione dell'alluminio e la produzione di uranio per le centrali e le bombe atomiche. Il fluoro non è un nutriente indispensabile come lo sono le vitamine e molti altri minerali. Quel minerale è un anti-nutriente nel senso che ostacola l'assorbimento dello iodio. E' vero che in piccole quantità il fluoro si lega con il calcio nello smalto dei denti e lo fa diventare più duro (*). Per questo viene aggiunto a molti dentifrici ma con un'avvertenza importante: "Non fatelo inghiottire ai bambini !"

Perché adesso ce lo troveremo negli integratori ? Questa è la domanda che L'ANH si pose e lo scrisse in una lettera aperta all'EFSA, l'Autorità europea per la Sicurezza degli Alimenti. "Ma ci volete avvelenare con gli integratori ?" scriveva il Dott. Verkerk dell'ANH, mentre ricordava che il fluoro non è affatto innocuo.
L'EFSA ha messo le mani avanti: "Non era nostro compito pronunciarci sulla sicurezza del fluoro per sé ... abbiamo dato solo un'opinione per due forme particolari del minerale e il loro uso negli integratori alimentari."
Hanno ragione poverini, il fluoro era già nell'elenco dei minerali allegato alla direttiva sugli integratori.
Ma perché un uso prettamente medicinale (la prevenzione della carie dentale) viene permesso per il fluoro negli integratori mentre per tutti gli altri minerali e le vitamine è vietato ?
E come mai le sostanze vengono valutate con due pesi e due misure ? Scoppiò una forte polemica, anche nella stampa specializzata.
(*) In effetti, il fluoro, lo hanno provato studi scientifici, causa una maggiore incidenza di rottura delle ossa nelle persone anziane in seguito all'osteoporosi. Il Dott. Durrant-Peatfield ci dice che il fluoro è un veleno che distrugge gli enzimi. Il suo accumulo nella tiroide è causa di squilibri ormonali. E'associato a malattie autoimmuni oltre all'osteoporosi, l'osteosarcoma e perfino un'aumento del cancro alla tiroide.
Alcuni ricercatori dicono che il fluoro, introdotto nell'alimentazione attraverso la sua aggiunta nell'acqua potabile, è uno strumento di controllo della popolazione. La sua azione sul cervello, a loro dire, ci fa più docili, meno attivi, meno cattivi. Vorremmo sapere perché le autorità europee sono così compiacenti quando si tratta di introdurre, dietro richiesta farmaceutica, il fluoro perfino nei nostri integratori.

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COLORANTI
La FSA (Agenzia di sicurezza alimentare britannica), dopo la pubblicazione dello studio di Southampton riguardante l'effetto di certi coloranti artificiali e del conservante benzoato di sodio sul comportamento dei bambini con iperattività o con sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), ha recentemente incontrato l'industria e i rappresentanti dei consumatori. La discussione si è sviluppata principalmente sulle possibili azioni da parte dell'industria in merito all'uso di queste sostanze negli alimenti, per fornire un aiuto pratico ai genitori che vogliono evitare gli additivi oggetto dello studio.

In particolare, è stato preso in considerazione l'uso di un'etichettatura più chiara per questi additivi, invece della consueta indicazione con il codice "E" seguito dal numero (ad es. E211 al posto di benzoato di sodio), presente sulle etichette degli alimenti. È stata valutata anche l'ipotesi della riformulazione dei prodotti alimentari, per escludere coloranti artificiali e conservanti, e sostituirli, invece, con delle alternative non artificiali e più salutari.

Mentre alcune industrie alimentari hanno già dichiarato la loro intenzione di eliminare gli additivi dai loro prodotti, più difficile risulta l'ipotesi di un'etichettatura più chiara per i consumatori, che in certi casi potrebbe risultare anche commercialmente svantaggiosa.

L'EFSA (Autorità di Sicurezza Alimentare Europea) ha già ribadito che includerà anche lo studio di Southampton nei documenti scientifici da vagliare per valutare la sicurezza di tutti i coloranti alimentari. In particolare, si sta attendendo, proprio recentemente, l'adozione di opinioni provvisorie dell'EFSA sui sei coloranti alimentari oggetto dello studio di Southampton, che verrà revisionato dalla stessa Autorità. Nel frattempo la FSA ha manifestato la sua intenzione di sollecitare anche la
Commissione europea, affinché si muova, a livello normativo, nell'interesse dei consumatori in merito all'uso di coloranti e conservanti negli alimenti sul mercato europeo.

** A livello europeo si attende l'esito della valutazione di sicurezza per questi additivi alimentari da parte dell'EFSA, che ha già annunciato una revisione dello studio di Southampton, e una regolamentazione da parte della Commissione. Per i consumatori il consiglio è sempre quello di leggere attentamente l'etichetta dei prodotti che consumano.
Fonte : http://www.food.gov.uk/news/newsarchive/2007/nov/coloursmeeting


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Per 15 anni a decine di migliaia di prosciutti in scadenza sono stati "rigenerati" e cambiate le etichette. E’ da far la notizia uscita sul settimanale "la Voce di Parma" il 20 Febbraio 2008, che pubblica le dichiarazioni di un ex-dipendente della Parmacotto.
I media tacciono la procura indaga, Parmacotto minaccia.

""In principio siamo rimasti increduli, esterrefatti. Quando è arrivata alla "Voce" la disperata lettera di Giovanni Cattani, un invalido cacciato dalla Parmacotto dopo 25 anni di onesto e fedele servizio, non abbiamo creduto che potesse essere vero quello che veniva denunciato al termine dello sfogo epistolare di quell'uomo che in età ormai avanzata aveva perduto il lavoro.....
Il racconto del Cattani ha infatti poi trovato conferma nelle testimonianze di altri ex dipendenti di questa azienda, cosa che ci induce a renderlo pubblico con l'auspicio che le competenti autorità intervengano per fare piena luce su questa sconcertante vicenda.

L'INTERVISTA
Signor Cattani, lei ha mandato una lettera al nostro settimanale, dopo essere stato licenziato, nella quale ha accennato a procedure di rifacimento dei prosciutti scaduti all'interno dello stabilimento
Parmacotto di San Vitale di Baganza, cosa intendeva dire ?
”Intendevo dire che in quello stabilimento oltre ai prosciutti cotti di nuova produzione si rifacevano quelli che erano prossimi alla scadenza essendo rimasti invenduti nel nostro magazzino.
Con questo procedimento gli davamo altri mesi di vita. Preciso che si trattava non dei prosciutti preaffettati e messi nelle vaschette, ma dei prosciutti che vanno a finire nei negozi e venduti affettati davanti al cliente!.
E' sicuro di quello che dice ?
”Certo che sono sicuro. Pochi giorni prima della scadenza si aprivano le buste col marchio Parmacotto e si procedeva al trattamento dei prosciutti. Questa operazione veniva fatta pochi giorni prima della scadenza perché, ovviamente, nessun prodotto alimentare può essere immesso in commercio quando sta per scadere il periodo per la consumazione".
Si trattava di pochi prosciutti o di grandi quantità ?
”Se ne facevano dei bancali, si arrivava anche a mille o due mila per volta".
Quanta gente lavorava a questa operazione ?
"Tutto un reparto di confezionamento, gli uomini che nella produzione normale erano fuori a togliere i prosciutti dagli stampi venivano messi ad aprire gli scatoloni dal ban-cale, e le donne aprivano le buste e buttavano i prosciutti nell'acqua e sale".
In che condizioni erano quando le buste venivano aperte ?
"A volte erano buoni, altre volte facevano schifo. C'era addirittura qualcuno di noi che, quando venivano aperte le buste, vomitava. A volte c'era una puzza di marcio incredibile. Colava giù la gelatina diventata colla. Puzzavano, facevano schifo. Quelli che non erano più commestibili, diventati verdi, li buttavamo via. Quelli che verdi ancora non erano li buttavamo nella bacinella con l'acqua e il sale, per lavarli. La gelatina colava via e diventavano come nuovi".
E poi cosa succedeva ?
"A questo punto occorreva dare una nuova numerazione al prosciutto rigenerato. Con la cannella della bombola del gas si scaldava l'etichetta che era di gelatina e che si poteva mangiare senza problemi, che si arricciava. Sull'etichetta c'era una cifra con una lettera che diceva che quel prosciutto era stato prodotto in un certo periodo. Se non fosse stata tolta l'etichetta si sarebbe ca-pito che quel prosciutto era stato prodotto mesi prima, nella data indicata e quindi che era scaduto. Poi si metteva un'etichetta nuova, con la cifra nuova in corso quella settimana".
Quindi l'etichetta di gelatina era l'unica cosa nuova di quel prosciutto ?
"Certamente".
Chi vi dava ordine di fare queste cose ?
"Quando arrivavamo a lavorare vedevamo il nostro nome su un foglio che ci indicava se eravamo adibiti al confezionamento, allo stampaggio o al disosso. Dove dovevi andare, andavi. Poi il capo fabbrica, il capo turno o il capo reparto ci dicevano oggi c'è da fare questo e tu questo dovevi fare".
Come veniva indicato il lavoro del rifacimento dei prosciutti scaduti ?
”A ghè da fer i ros' ci dicevano in dialetto. Perché sulle confezioni da aprire c'era il bollino rosso. Questo bollino significava che dovevano essere rifatti. Magari su duemila di questi ne rifacevamo
1500, 1800 e gli altri venivano buttati via perché irrecuperabili. Il bello è che si curava molto l'igiene perché dopo questo trattamento ci facevano pulire a fondo e poi veniva giù la "chimica" a controllare la carica batterica e tutto era in perfetto ordine. L'igiene era molto sentita alla Parmacotto anche durante la normale lavorazione. Ogni volta che si faceva la pausa ogni metà giornata, bisognava staccare 20 minuti prima e pulire e disinfettare tutto, anche i coltelli, tavoli,
nastri, poi mentre facevamo la pausa veniva la Chimica da sopra a fare il controllo".
L'ordine di rifarei prosciutti, quindi, veniva dall'alto ?
"Nessun operaio, ovviamente, potava prendere delle iniziative. Là dentro vigeva l'ordine: 'tu non sei pagato per pensare".
Vi erano periodi particolari nei quali avvenivano queste procedure di rifacimento ?
"Venivamo adibiti a questo lavoro quando c'era un calo nei consumi e quindi nelle vendite. A volte ci facevano andare anche di sabato. Se durante la settimana c'era una produzione piena, facevamo gli straordinari".
Controlli esterni non avvenivano ?
"Quello che mi ha sempre dato da pensare è che qualche giorno prima che arrivassero i Nas, una settimana prima circa, ci dicevano: "ragazzi facciamo pulizia". E poi quando arrivavano, di solito alle 11 o a mezzogiorno, verso le 9,30 passavano sempre uno o due scatoloni di nostrani, cioè i migliori prosciutti in assoluto, che prendevano la direzione del piano di sopra dove avevamo gli uffici. .....Forse gli facevano assaggiare la produzione...".
Da quanto tempo andava avanti questo sistema ?
"Da non meno di quindici anni. All'inizio, quando sono stato assunto e quando c'era ancora Tonino, il fratello di Marco Rosi, che guardava alla qualità più che alla quantità, queste cose non succedevano. Dopo l'uscita del signor Tonino dalla Parmacotto, il signor Marco ha puntato di più sulla quantità. Cambiarono anche il direttore proprio per ottenere questo risultato di incentivare la produzione. E allora cominciarono a rimanere gli scarti. Per un po' venivano immagazzinati e poi abbiamo cominciato a rigenerarli".
Quindi in questi quindici anni sono stati rigenerati e contraffatti migliaia e migliaia di prosciutti ? In un anno quanti ne venivano rifatti ?
"Io non lo so perché facevamo i turni. Consideri che in un pomeriggio, perché prevalentemente questo lavoro lo facevamo al pomeriggio, se tutto andava bene ne facevamo circa 2000. Un numero
inferiore a quelli freschi perché c'era più lavorazione, e poi ce la prendevamo più comoda perché dovevamo lavorare con gli stivali per tutto quello schifo, tipo candela del naso, che colava giù dopo l'apertura delle buste e rendeva scivoloso il pavimento tanto che qualcuno cadeva per terra".
Chi stampava sul prosciutto rifatto l'etichetta contraffatta ?
"Sempre noi. Se ad esempio in quella settimana la produzione era contrassegnata dalla lettera "G", anche i rifatti dovevano portare quella lettera, perché altrimenti non potevano avere la scadenza dei mesi consentiti per la produzione nuova".
Come venivano distinti i prosciutti rifatti da quelli nuovi ?
"Il capo reparto dava le istruzioni e indicava il numero col quale contraddistinguere i rifatti. Per i rifatti che venivano dal magazzino, cioè rimasti lì in giacenza e mai spe-diti, bisognava togliere una lettera e aggiungerne un'altra. Era una lettera fissa non ricordo se la P o la Q, e poi si aggiungeva un numero alla partita originale. L'etichetta doveva avere la stessa lettera settimanale. I prosciutti tornati perché ad esempio rifiutati dal negoziante e quindi difettosi, avevano un'altra lettera. Questi venivano fatti a pezzi e venduti sotto prezzo a pizzerie o per farei toast".
Quindi tutti gli operai dello stabilimento di San Vitale erano a conoscenza di questa procedura ?
"Certo, anche se difficilmente lo ammettono. Perché se lo dici perdi il posto di lavoro. Io l'ho già perso e quindi non ho più paura".

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DIOSSINE negli alimenti
Secondo un recente studio condotto nelle Fiandre in Belgio e pubblicato nel numero di Gennaio 2008 della rivista scientifica Chemosphere, l'assunzione di diossina tramite alimenti contaminati è superiore alle soglie di tollerabilità in buona parte della popolazione, specie negli adolescenti (quasi il 60 percento dei casi) e nelle madri. I risultati, si dice nell'articolo, sono in linea con quelli di analoghi studi europei.

Dietary exposure to dioxin-like compounds in three age groups: Results from the Flemish environment and health study
Abstract
Lipophilic contaminants are present in the environment and bioaccumulate in the food chain. Therefore, their intake via animal fat of various sources was assessed for three age groups of the Flemish population, participating in a large biomonitoring program of the Flemish government. In total, 1636 adolescents (14-15 years), 1186 mothers (18-44 years), and 1586 adults (50-65 years) participated in the study and completed a semi quantitative food frequency questionnaire. Individual consumption data were combined, via a so-called simple distribution approach, with recent data on polychlorinated dibenzo-p-dioxins/furans and dioxin-like polychlorinated biphenyls, measured via the chemical-activated luciferase gene expression (CALUX) bio-assay in food items available on the Flemish market.
The median (95th percentile) estimated intakes of dioxin-like contaminants were 2.24 (4.61), 2.09 (4.26), and 1.74 (3.53) pg CALUX-TEQ kg-1 bw d-1 for, respectively adolescents, mothers and adults. These data are in the same range as those found in other European studies. The CALUX-TEQ results of respectively 59.8%, 53.7% and 36.2% of the adolescent, mother and adult population exceed the tolerable weekly intake (TWI) of 14 pg WHO-TEQ kg-1 bw w-1, as derived by the Scientific Committee on Food [Scientific Committee on Food, 2001. Opinion of the Scientific Committee on Food on the Risk Assessment of Dioxins and Dioxin-like PCBs in Food, CS/CNTM/DIOXIN/20 final Brussels, Belgium].
The main contributors of dioxin-like substances are fish and seafood (25-43% of the total intake), added fats (22-25% of the total intake) and dairy products (17-20% of the total intake).
http://dx.doi.org/10.1016/j.chemosphere.2007.07.008
Chemosphere  - Volume 70, Issue 4, January 2008, Pages 584-592  - Copyright © 2007 Elsevier Ltd All rights reserved.

ACQUA INQUINATA
In Italia (zona Campania) il composto inquinante rilevato dal Comando della Marina nelle acque è il tetracloroetene, anche noto come tetracloroetilene o PCE, un alogenuro organico utilizzato come solvente per lo sgrassaggio dei metalli nell'industria metallurgica (*), chimica e farmaceutica e per la produzione di pesticidi.
Il suo uso è pure comune nelle lavanderie a secco, nei laboratori fotografici e nelle officine dove viene rimossa la vernice da superfici metalliche. Un solvente similare noto commercialmente è la trielina, che si differenzia dal PCE per avere un atomo di carbonio in meno (è infatti detto "tricloroetilene"). Il tetracloretene, scarsamente biodegradabile, è assai nocivo per l'uomo e per l'ambiente.
Inalato, deprime il sistema nervoso centrale e produce sintomi simili a quelli dell'ubriacatura da alcolici: mal di testa, confusione, difficoltà nella coordinazione motoria, riduzione delle percezioni tattili. "Generalmente - avverte la nota emessa dal Comando della Stazione della Us Navy di Napoli - gli effetti immediati del PCE possono includere irritazione di occhi, naso e gola; nausea, indebolimento della memoria e disordini visivi.
L'esposizione a grandi percentuali di solventi volatili organici clorati (VOC) possono causare giramenti di testa, ridurre la capacità di concentrazione e causare un irregolare battito cardiaco. Si possono compromettere le capacità di risposta immunitaria e, nel caso di una gravidanza, il corretto sviluppo del feto. Esposizioni prolungate possono condurre al danneggiamento dei tessuti epatici, renali e del sistema nervoso centrale". Il tetracloroetilene è considerato inoltre un agente cancerogeno.

In Italia, i prodotti contenenti tetracloroetilene sono classificati nel decreto legislativo n. 152 del 2006 come "rifiuti pericolosi" e non devono essere smaltiti in discarica o drenati nelle acque sotterranee. In che modo il PCE sia finito nei rubinetti di alcuni comuni campani è cosa tutta da accertare, ma gli "inaccettabili livelli" del solvente riscontrati dalla US Navy hanno imposto l'allontanamento da Casal di Principe di undici famiglie statunitensi.
Una misura che non ha preoccupato invece gli amministratori locali: la popolazione civile continua infatti ad essere rifornita di acqua al tetracloroetilene. E, forse, altri veleni.

Secondo quanto rivelato dal quotidiano delle forze armate Stars and Stripes, in almeno una delle abitazioni in Campania sottoposte ad analisi sarebbero state individuate infatti quantità allarmanti di diossina, altra sostanza particolarmente pericolosa per la salute umana. "Gli esperimenti hanno dimostrato che la diossina colpisce un alto numero di organi e sistemi", avvertono le forze armate statunitensi.
"Una volta entrata nel corpo, la sua presenza si prolunga nel tempo a causa della sua stabilità chimica e dell'abilità ad essere assorbita dal tessuto adiposo. L'esposizione per breve tempo ad alti livelli di diossina può causare lesioni alla pelle e alterazione delle funzioni epatiche. L'esposizione prolungata ha invece effetti cancerogeni sul sistema immunitario, nervoso, endocrino e riproduttivo". Ciononostante il Comando USA di Napoli non ha voluto rivelare il nome della località in cui sarebbe stata riscontrata diossina nelle fonti idriche.

Omessa pure la notizia del rilevamento di un altro pericolosissimo veleno, l'arsenico, particolarmente utilizzato in agricoltura come pesticida, erbicida ed insetticida; hanno pure accertato la presenza di grandi quantità di coliformi fecali e locali in oltre il 30% delle abitazioni "testate".
A rivelare che nelle acque campane scorre arsenico è stata la giovane moglie di un ufficiale statunitense, Maria Ortiz. Madre di due bambini minori di otto anni, la Ortiz ha ottenuto nel mese di giugno di essere trasferita con la famiglia in un nuovo alloggio della base USA di Gricignano.

Qualche mese prima il Comando di Napoli aveva comunicato verbalmente al marito che i test effettuati nella sua residenza a Villa Literno avevano evidenziato la presenza di "alti livelli di arsenico e altri pericolosi agenti chimici". Un esame successivo confermò i "risultati del campione preliminare con una presenza consistente di tetracloroetene", senza però fare più cenno all'arsenico. Maria Ortiz decise allora di rendere pubblico quanto riscontrato nel test originario. "I valori di arsenico dispersi nel suolo nella mia abitazione - ha dichiarato Maria Ortiz - erano 40 volte più grandi di quelli che l'EPA, l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente degli Stati Uniti, considera come una minaccia potenziale in caso di un periodo espositivo di trent'anni.
By Antonio Mazzeo – Tratto con sintesi da: patrimoniosos.it – 09.12.2008


(*) 
Nell'industria metallurgica e nelle fonderie predominano condizioni lavorative estremamente difficili. Le polveri di metallo, i vapori e i liquidi oleosi, le alte temperature, gli urti e le vibrazioni fanno parte della dura attività produttiva quotidiana. L'installazione di PC industriali in contesti produttivi così duri richiede prestazioni particolarmente elevate.
 

   

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