TOSSINFEZIONI
alimentari
Esistono oggi al
mondo più di 250 tossinfezioni alimentari, che
si manifestano con differenti sintomi e sono
causate da diversi agenti patogeni, perlopiù
batteri, virus e parassiti. Con il passare degli
anni, vengono identificati continuamente nuovi
patogeni (i cosiddetti patogeni emergenti, come
Campilobacter jejuni, Escherichia coli
157:H7, Listeria monocytogenes,
Yersinia enterocolitica, etc), alcuni dei
quali si diffondono anche per effetto
dell’incremento di scambi commerciali, di
ricorso alla ristorazione collettiva, di grandi
allevamenti intensivi e di viaggi.
INFEZIONE
Le tossinfezioni alimentari possono derivare
dall’infezione con micro organismi patogeni che
colonizzano le mucose intestinali oppure
dall’ingestione di alimenti contaminati da
questi micro organismi o anche dalla presenza
nei cibi di tossine di origine microbica, che
causano malattia anche quando il microrganismo
produttore non c’è più.
Oltre alle tossine di origine biologica, possono
causare contaminazioni del cibo anche sostanze
chimiche ad azione velenosa, come ad esempio i
pesticidi utilizzati in agricoltura. Per evitare
questo genere di problemi, la distribuzione di
queste sostanze è strettamente regolamentata.
Esistono poi categorie di alimenti naturalmente
tossici, come ad esempio i funghi velenosi o
alcune specie di frutti di mare.
La contaminazione dei cibi può avvenire in molti
modi. Alcuni microrganismi sono presenti negli
intestini di animali sani e vengono in contatto
con le loro carni (trasmettendosi poi a chi le
mangia) durante la macellazione.
Frutta e verdura possono contaminarsi se lavate
o irrigate con acqua contaminata da feci animali
o umane.
Fra gli altri, la Salmonella può
contaminare le uova dopo aver infettato il
sistema ovarico delle galline.
I batteri del genere Vibrio, normalmente
presenti nelle acque, vengono filtrati e
concentrati dai frutti di mare, come ostriche e
mitili, e quindi possono causare infezioni se
gli alimenti vengono ingeriti crudi.
Le infezioni possono essere trasmesse al cibo,
da parte degli operatori, anche durante la fase
di manipolazione e preparazione degli alimenti
(è il caso del batterio Shigella e di
molti altri patogeni) sia per contatto con le
mani che con gli strumenti della cucina,
utilizzati ad esempio nella preparazione di
diversi alimenti e non disinfettati a dovere. Un
cibo cotto e quindi sicuro (la maggior parte dei
microrganismi non resiste a temperature
superiori ai 60-70 gradi) può contaminarsi per
contatto con cibi crudi. Inoltre, grande
importanza rivestono le condizioni in cui i cibi
sono mantenuti durante le varie fasi di
conservazione: la catena del freddo, ad esempio,
previene lo sviluppo e la moltiplicazione di
alcuni microrganismi, che per essere tossici
necessitano di una popolazione molto numerosa.
Tratto da:
http://www.epicentro.iss.it/problemi/tossinfezioni/tossinfezioni.asp
SALMONELLA
Scoperta più
di un secolo fa da un medico di nome Salmon, la
Salmonella, nelle sue varie forme, è
l'agente batterico più comunemente isolato in
caso di infezioni alimentari sia sporadiche che
epidemiche. Nei Paesi industrializzati le
tossinfezioni alimentari rappresentano un
importante problema di sanità pubblica, con
milioni di persone affette ogni anno. Il
problema è aggravato dal fatto che la diffusione
di alimenti contaminati può assumere anche
carattere transnazionale dato l'attuale sistema
di distribuzione globale degli alimenti stessi.
Oltre agli effetti sanitari, sia in termini di
prevalenza delle infezioni che di mortalità, si
registrano quindi anche gravi danni economici e
sociali, soprattutto in termini di fiducia da
parte dei consumatori. Nonostante le numerose
campagne e iniziative volte a garantire una
migliore sicurezza alimentare, le infezioni da
Salmonella e di altri contaminanti
alimentari rimangono un enorme problema la cui
incidenza non è affatto in riduzione.
Esistono numerosi tipi di salmonelle, ma le più
frequenti sono la S. enteritidis e la
S. typhimurium, anche se la presenza di
qualunque ceppo di Salmonella deve essere
valutata come segnale importante di rischio per
la sicurezza degli alimenti. Nella maggior parte
dei casi, la Salmonella causa diarrea,
febbre, e crampi addominali nel giro di 12-72
ore dopo l'infezione. Trattandosi di sintomi
molto generici, spesso la persona che contrae
l'infezione non si rivolge al servizio di sanità
pubblica e conseguentemente non vengono eseguiti
i test di isolamento e identificazione
dell'agente patogeno. La persona infetta
solitamente guarisce nel giro di 4-7 giorni,
senza bisogno di particolari trattamenti.
In qualche caso però la diarrea può essere così
grave da richiedere ricovero, trattamento di
reidratazione e con antibiotici per prevenire la
diffusione dell'infezione ad altri organi
attraverso il flusso sanguigno. Purtroppo, molte
salmonelle sono diventate resistenti agli
antibiotici, in parte anche grazie all'uso
frequente degli stessi negli allevamenti di
animali.
In rari casi, le persone affette da
Salmonella possono avere conseguenze più a
lungo termine, come dolori alle giunture e
irritazione agli occhi. Questi sintomi possono
permanere anche per mesi o anni e perfino
portare a una forma cronica di artrite, definita
sindrome di Reiter, difficile da trattare.
Tratto da:
http://www.epicentro.iss.it
TOSSINE -
La
melamina: un pericolo per l’alimentazione dei
nostri pets
Per anni i
produttori di cibi per animali hanno
addizionato i loro prodotti con la
melamina, un additivo economico che viene
registrato come proteina nei test sugli alimenti
ma non ha alcuna proprietà nutritiva
Nel Marzo 2007 la Food and Drug Administration (FDA)
aveva annunciato in una conferenza stampa di
aver identificato la melamina, una sostanza
utilizzata come fertilizzante e nella produzione
della plastica (es., utensili da cucina) nei
campioni degli alimenti per animali. La sostanza
era stata inoltre identificata nelle urine e nei
campioni tissutali prelevati da gatti ammalati e
dai reni di un gatto che era stato nutrito con
l’alimento ritirato.
Infatti una società
dell’Ontario, la
Menu Foods, aveva ritirato alcuni prodotti
dopo improvvisi decessi di alcuni animali. In
quel momento il problema aveva riguardato solo
gli Stati Uniti, Canada e Messico.
In seguito la Commissione Europea ha chiesto
agli stati membri di monitorare la presenza di
melamina negli alimenti per animali d’affezione,
soprattutto quelli prodotti in Cina e la FSA ha
invitato le aziende alimentari ad effettuare i
controlli necessari. In risposta alla richiesta
della CE, la Food Standards Agency (FSA) inglese
ha inoltre coordinando un programma di
monitoraggio del pet food nazionale per
verificare il rispetto delle leggi sui prodotti
alimentari.
La melamina, oggi al centro dell’attenzione per
la contaminazione del latte in polvere che ha
intossicato migliaia di bambini in
Cina, viene anche individuata nella farina di
riso addizionata al cibo in scatola per cani
e gatti.
Gli operatori
dell’industria cinese di alimenti per animali
ammettono apertamente che la melamina viene
abitualmente addizionata ai cibi per animali
come «falsa proteina». Per anni i produttori di
cibi per animali hanno addizionato i loro
prodotti con la melamina, un additivo economico
che viene registrato come proteina nei test
sugli alimenti ma non ha alcuna proprietà
nutritiva.
La melamina viene ricavata dal carbone e poi
utilizzata per produrre materie plastiche e
fertilizzanti. Ma, nella sua forma in polvere,
in Cina viene aggiunta agli alimenti per animali
con lo scopo di aumentarne fraudolentemente il
contenuto proteico, che risulta così gonfiato.
Molto più economicamente che aggiungere proteine
della soia, del grano o del mais.
La combinazione tra
due contaminanti presenti negli alimenti per
animali, la melamina e l’acido cianurico, si
conferma la più accreditata causa della morte
dei cani e dei gatti: quando le due sostanza
sono presenti nell’alimento, si combinano
formando cristalli, dannosi per la funzionalità
renale. La teoria prevalente ritiene che acido
cianurico, amamelide e ammelina fossero
co-contaminanti dei cibi e che reazioni
incomplete durante la produzione di melamina
potrebbero aver portato alla formazione di
questi co-contaminanti.
L'Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) di
Piemonte, Liguria e Valle D'Aosta, sostiene che
gli animali si sono rivelati di nuovo preziose
sentinelle, e forse bisognava prestar loro più
attenzione. Per esempio, non è un caso che si
siano ammalati più i gatti dei cani: i primi
hanno reni più delicati. Non è un caso neppure
che la contaminazione abbia provocato più
vittime tra i cani di piccola taglia, come negli
esseri umani.
Fino a oggi al Centro di referenza torinese sono
state eseguite 160 analisi su campioni
provenienti da tutto il territorio nazionale e
in due casi sono stati riscontrati la presenza
di melamina. Entrambi erano materie prime
vegetali. Due casi su 160 non sono comunque un
buon segnale.
L'attuale sistema di importazione ha allungato a
dismisura la catena alimentare e i prodotti
provenienti dall'Asia sono ben lontani dalla
capillarità di controlli cui invece sono
sottoposte le produzioni europee. In questo
momento il Centro sta lavorando per poter
identificare il contaminante anche nel latte
liquido.
By Donatella Cedolini - 29/09/2008
Tratto da: diariodelweb.it
IMPORTANTE:
Presenza di nitrati negli ortaggi,
secondo i diversi tipi di
coltivazioni
adottati - le dosi massime approvate dalla CEE
vanno dai 2000 ai 4000 mg/kg:
Azienda con agricoltura omeodinamica:
324 mg/kg
Azienda biologica
1080
mg/kg
Azienda convenzionale (chimica) su
terra
2500/6500 mg/kg
Azienda convenzionale (chimica) a coltura
idroponica
8000/10000 mg/kg !
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Non solo pomodori
ma anche tartufi, formaggi, arance, limoni,
aglio, funghi, miele e olio, sono i "falsi
alimentari" che invadono il nostro mercato e
ingannano il consumatore. Se un prodotto viene
dall'estero, non e' detto che sia
necessariamente cattivo, dipende dalla qualita'
e dalle tecniche di coltivazione. Rimane il
problema dei controlli, soprattutto per gli
alimenti provenienti dai Paesi extra Ue, sulla
presenza di sostanze non ammesse dalla normativa
comunitaria (antibiotici, insetticidi, ecc.),
perche' il commercio globalizzato espone ad
alcuni rischi se le regole non sono altrettanto
globalizzate.
Il problema e' dovuto al fatto che questi
prodotti vengono spacciati come "made in Italy",
cioe' come prodotti nostrani, quando invece non
lo sono, ingannando cosi' i consumatori.
Cosi' i consumatori continueranno a consumare
passata di pomodoro italo-cinese, a grattugiare
tartufo afro-cino-albanese messo accanto a
quello italiano per farne assorbire l'odore, a
tagliare formaggio danese, a sbucciare arance e
limoni maturati al sole del Sud America e del
Sud Africa, a soffriggere con aglio cinese
venduto a pochi euro nei mercatini rionali, a
mangiare una pizza ai funghi dell'Est Europa, a
far colazione con il miele ungherese e a condire
con olio mediterraneo.
Il tutto
pensando che stiamo mangiando prodotti della
nostra terra, l'Italia.
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I
PESTICIDI in VAL DI NON (Trentino, Italy).
Con gli ATOMIZZATORI, VELENI ANCORA PIU’ VICINI
alle CASE - By Scilipoti (IDV):
Roma, 16/06/2010: “In Val Di Non, 18 comuni
vedono aumentati i rischi di avvelenamento da
pesticidi”. Così l’On. Domenico Scilipoti (IDV),
in riferimento ad una delibera della Giunta
Provinciale che quasi dimezza l’area di rispetto
oltre cui si possono irrorare i pesticidi.
“Dall’analisi fatta sulle urine di adulti e
bambini ivi residenti, risultano dati piuttosto
allarmanti: presenza di principi attivi -
continua il deputato di Italia dei Valori - e
quindi veleni, fino a sei volte di più del resto
della popolazione. Morale: i veleni irrorati nei
terreni dei Comuni interessati dalla
coltivazione intensiva di mele della Val Di Non,
arrivano direttamente nelle case!”. “Ancora una
volta sono costretto a denunciare pubblicamente
la pericolosità, per la salute e per l’ambiente,
dei pesticidi. Attiverò anche la Camera dei
Deputati - conclude l’On. Scilipoti (IDV) – con
atti di sindacato ispettivo”.
Pesticidi, il
veleno invisibile
I
fitofarmaci sono presenti in quasi la meta'
della frutta e verdura che consumiamo a tavola.
Spesso contaminate anche le falde acquifere.
Decine di studi confermano: gravi effetti sulla
salute, specie dei bambini - 19 luglio 2010 -
Fonte: criticamente.it.
Il pesticida
e' una sostanza che interferisce, ostacola o
distrugge organismi viventi (microrganismi,
animali, vegetali). In quest'analisi ci
riferiremo in particolare ai pesticidi usati in
agricoltura, meglio indicati come 'fitofarmaci',
ovvero a tutte quelle sostanze che
caratterizzano l'agricoltura su base
industriale, quindi diserbanti, fungicidi,
agenti chimici usati per difendere le colture da
insetti, acari, batteri, virus, funghi e per
controllare lo sviluppo di piante infestanti.
Non va dimenticato, inoltre, che i principi
attivi dei pesticidi sono presenti anche nei
prodotti per piante ornamentali e negli
insetticidi, spesso usati senza alcuna
precauzione nelle nostre case. Il capostipite di
tali sostanze e' un erbicida tristemente famoso
usato massicciamente durante la guerra del
Vietnam per irrorare le boscaglie e conosciuto
come 'agente orange' dal colore delle strisce
presenti sui fusti usati per il suo trasporto e
prodotto da una multinazionale, la
Monsanto,
ampiamente discussa e con grandi interessi
tutt'oggi nel campo dei pesticidi e degli
Ogm. I suoi effetti sono
purtroppo ancora presenti sulle popolazioni, sui
reduci di guerra e sui loro discendenti a
distanza di oltre 40 anni dal suo spargimento.
I fitofarmaci sono per la massima parte
costituiti da sostanze tossiche, persistenti,
bioaccumulabili, spesso estremamente nocive ed
e' ormai largamente confermato che il loro
impiego ha un impatto sulle proprieta' fisiche e
chimiche dei suoli e comporta effetti
indesiderati per tantissimi organismi viventi,
spesso utili all'uomo: basti pensare alla
recente moria delle api attribuita a pesticidi
neonicotinoidi.
Di fatto pesticidi si ritrovano in circa la
meta' della frutta e verdura che ogni giorno
arriva nei nostri piatti e, cosa forse ancora
piu' grave, essi contaminano diffusamente le
matrici ambientali, comprese le acque, arrivando
fino alle falde: una recente indagine dell'Ispra
(Istituto Superiore per la Protezione e la
Ricerca Ambientale) ha dimostrato che il
36.6% dei campioni di acqua analizzati nel
nostro paese e'
contaminato da pesticidi in quantita'
superiore ai limiti
di legge.
Complessivamente sono stati identificati nelle
acque esaminate ben 131 di queste sostanze,
compresi inquinanti vietati da molto tempo come
l'atrazina.
Particolare preoccupazione desta poi la scoperta
che la clorazione dell'acqua (metodica usuale
per la sua disinfezione e potabilizzazione) puo'
comportare la trasformazione delle molecole
inquinanti presenti in agenti dotati di effetti
cancerogeni certi, in particolare i trialometani.
D'altra parte, al di la' delle buone intenzioni
del legislatore per una riduzione delle sostanze
chimiche in agricoltura, il loro utilizzo e'
sempre piu' massiccio e nel nostro paese sono
circa 300 quelle di uso abituale. I dati
ufficiali e piu' recenti al riguardo sono
riportati nella tabella qui a destra in basso.
Gli effetti
sulla salute
Gli effetti esercitati sugli organismi superiori
e quindi anche sull'uomo da queste sostanze sono
molto complessi, difficili da valutare
singolarmente, presenti anche a dosi
infinitesimali (per l'atrazina sono descritti
effetti a dosi 30.000 volte inferiori ai limiti
di legge).
Tali effetti si manifestano spesso tardivamente
(anche dopo decenni) e variano anche a seconda
del momento in cui avviene l'esposizione:
gravidanza, allattamento, vita fetale, infanzia
e puberta' sono momenti cruciali in cui il
contatto con tali agenti puo' comportare effetti
particolarmente gravi. Ad esempio, si e' di
recente dimostrato che l'esposizione a Ddt (un
agente in uso come insetticida negli anni ‘50
che - anche se bandito da anni - ancor oggi e'
presente nelle matrici ambientali) e' correlato
ad un aumentato rischio di cancro mammario se
l'esposizione e' avvenuta in eta' pre-pubere.
Molte
di queste sostanze rientrano fra gli 'endocrin
disruptor', ovvero 'inferenti' o 'disturbatori
endocrini': si tratta cioe' molecole in grado di
interferire, anche a dosi bassissime, con
funzioni delicatissime quali quelle ormonali,
immunitarie, metaboliche, riproduttive: la
diminuzione della fertilita' maschile con
diminuzione sia nel numero che nella motilita'
degli spermatozoi, disturbi alla puberta',
endometriosi, malformazioni (in particolare a
carico dell'apparato genitale), patologie
neurodegenerative come il Parkinson, disfunzioni
tiroidee sono solo alcuni degli effetti
segnalati.
Tutto cio' da' ragione della crescente
attenzione e preoccupazione circa gli effetti di
queste molecole da parte delle piu' importanti
istituzioni a livello nazionale ed
internazionale. Prima di esporre i principali
rischi per la salute umana correlati a pesticidi
ed emersi dagli studi epidemiologici e' bene
tuttavia ricordare i limiti che caratterizzano
questo tipo di indagini.
Questi limiti sono di particolare rilievo in
patologie croniche, multifattoriali, che
insorgono a decenni dall'esposizione ed in cui
assume sempre piu' importanza l'esposizione
intrauterina e nelle prime fasi della vita, come
avviene per il cancro.
Inoltre la diffusione ormai ubiquitaria degli
agenti inquinanti rende molto difficile
identificare una popolazione di controllo
realmente non esposta: pertanto non va mai
dimenticato che la mancata evidenza del rischio
non corrisponde affatto ad una reale assenza del
rischio !
Bisogna inoltre essere consapevoli che anche
l'epidemiologia non e' immune dalla crescente
influenza che la grande industria esercita anche
su questa disciplina, offuscandone talvolta
obiettivita' e scientificita'.
Tali problematiche sono state affrontate da
numerosi autori, in modo particolare da Lorenzo
Tomatis e a piu' riprese e' stato segnalato come
condizionamenti economici e conflitti di
interesse influiscono sulle conclusioni degli
autori e sulla valutazione che si da' dei
risultati ottenuti. Quanto agli effetti dei
pesticidi sulla salute umana e' ormai assodato
che molti di questi agenti hanno anche una
azione mutagena e cancerogena e numerosissimi
sono i tipi di cancro messi in relazione col
loro uso per esposizioni professionali, in
particolare: tumori cerebrali, tumori alla
mammella, al pancreas, ai testicoli, al polmone,
sarcomi ed ovviamente leucemie, linfomi non
Hodgkin (LNH) e mielomi che sono quelli che piu'
ci interessano. Una recente revisione che ha
preso in esame 104 studi selezionandone 83 ha
mostrato i rischi di cancro riportati nella
tabella seguente.
Gli effetti sulle malattie del sangue
La tabella 1 documenta un aumentato rischio di
leucemie per esposizione a pesticidi in 14 su 16
degli studi esaminati ed un aumentato rischio di
linfomi non Hodgkin in 23 dei 27 studi
esaminati. Un recentissimo studio condotto in
Francia ha evidenziato un rischio elevato anche
per il linfoma di Hodgkin, prima raramente
emerso: in particolare per esposizione a
triazolo (fungicida) e per esposizione ad
erbicidi a base di urea il rischio aumenta in
modo statisticamente significativo (cioe' non
attribuibile al caso) rispettivamente di oltre
il 700% ed oltre il 900%.
Ulteriori informazioni provengono da studi molto
ampi condotti sulla salute degli agricoltori in
U.S.A. Tali indagini hanno confermato quanto
gia' emerso da precedenti studi ed in
particolare e' emerso un aumentato rischio di:
leucemie: (incremento tra il 120% e il 135%);
linfomi Non Hodgkin: (incremento tra il 25 e il
160%); mieloma multiplo: (incremento tra il 34%
e il 160%).
L'azione dei pesticidi sulla salute ed in
particolare l'azione sulle malattie del sangue
e' stata messa in relazione al fatto che alcuni
di tali agenti, a cominciare dall' agente 'orange'
sono spesso contaminati da diossine e proprio la
diossina (Tcdd) e' una delle sostanze su cui
piu' si e' accentrata l'attenzione dei
ricercatori.
La correlazione fra esposizione a Tcdd e
patologie emolinfopoietiche (linfomi, leucemie)
e' infatti ben documentata dai dati recentemente
pubblicati sulla mortalita' a 25 anni
dall'incidente di Seveso: il Rischio Relativo (RR)
di morte per emolinfopatie e' infatti, a
distanza di piu' di 20 anni dall'incidente e
nell'area piu' inquinata, pari a 5.38, quindi un
aumento del rischio del 438%, risultato
statisticamente significativo, ovvero non
attribuibile al caso.
Proprio da studi sulla popolazione esposta
all'incidente di Seveso sono anche giunte
importanti osservazioni circa il meccanismo di
azione esercitato dalla diossina sui linfociti.
In pratica si e' visto che negli individui in
cui era piu' alta la presenza di Tcdd nel
sangue, aumentava proporzionalmente nei
linfociti circolanti la presenza della
traslocazione tanto che nel gruppo con maggior
dosaggio di Tcdd nel sangue la frequenza di
linfociti 'traslocati' era quasi 10 volte piu'
alta rispetto alla popolazione meno esposta.
La traslocazione, un'alterazione cromosomica, e'
stata ritrovata anche nei linfociti circolanti
di individui in buona salute e non puo'
ritenersi indicatore certo di malattia. Tuttavia
essa rappresenta sicuramente un primo gradino
nel processo di trasformazione tumorale ed il
netto incremento di linfociti portatori della
traslocazione in seguito a massiccia esposizione
a diossina suggerisce che la diossina comporti
una sorta di 'facilitazione' all'espansione del
clone traslocato.
Del tutto recentemente un meccanismo analogo e'
stato dimostrato in agricoltori esposti a
pesticidi in Francia: anche in questo caso un
gruppo di agricoltori esposti a pesticidi e
seguito per 9 anni ha mostrato una drammatica
espansione di cloni di linfociti con la
traslocazione, primo passaggio per la successiva
evoluzione linfomatosa. Questo studio e' di
fondamentale importanza perche' per la prima
volta viene fatta luce sui meccanismi molecolari
che mettono in relazione l'esposizione ai
pesticidi con le malattie del sangue.
Per concludere
Possiamo con ragionevole certezza affermare che
la relazione fra pesticidi/fitofarmaci e tumori
umani, in particolare linfomi, mielomi e
leucemie, ma anche diversi tumori solidi, e'
stata ormai dimostrata in modo inequivocabile
per gli agricoltori o per i lavoratori esposti.
La dimostrazione che l'esposizione a dosi
'ambientali' sia parimenti pericolosa e'
certamente piu' ardua (anche perche' e' ormai
difficile trovare popolazioni di controllo
veramente non esposte), tuttavia e' difficile
pensare di poter 'assolvere' queste molecole,
ormai entrate nel nostro habitat, anche se
assunte a dosi inferiori rispetto alle
esposizioni lavorative.
L'Italia detiene, in Europa, il triste primato
della piu' alta incidenza di cancro
nell'infanzia (in media 30 casi in piu' ogni
anno per milione di bambini) e si registra nel
nostro paese un incremento annuo quasi doppio
rispetto alla media europea: 2% annuo contro
l'1.1%. Per linfomi e leucemie nell'infanzia
l'incremento annuo in Italia e' rispettivamente
del 4.6% e dell'1.6% nei confronti di un
incremento in Europa rispettivamente dello 0.9%,
e dello 0.6%.
Tutto cio' deve farci seriamente riflettere:
certamente tanti altri agenti sono coinvolti,
basti pensare al benzene, alle radiazioni -
ionizzanti o non ionizzanti - e su tutti questi
bisogna agire per una loro drastica riduzione,
ma cio' non toglie che sia del tutto legittimo
pretendere di sapere anche cosa c'e' nel nostro
piatto, nel cibo che mangiamo, nell'acqua che
beviamo e soprattutto cosa arriva sulla tavola
dei nostri bambini.
Su temi tanto importanti, quali quelli che
riguardano la salute, i cittadini hanno il
diritto di ricevere informazioni serie,
puntuali, chiare: la protezione di momenti
'cruciali' della vita quali la gravidanza,
l'allattamento, l'infanzia deve inoltre
diventare un imperativo per tutti.
L'attenzione verso queste problematiche in tanta
parte del mondo scientifico e' crescente ed in
un recente e documentatissimo libro della grande
epidemiologa americana Devra Davis e' scritto:
"Quando scopriamo che quel che ieri era 'il
trionfo della chimica moderna' e' invece una
minaccia mortale all'ambiente mondiale, e'
legittimo chiedersi cosa altro non sappiamo".
Di fatto la probabilita' di ricevere una
diagnosi di cancro nell'arco della vita in
Italia e' ormai del 50% sia per i maschi che per
le femmine, ovvero ad un uomo su due ed a una
donna su due verra' fatta una diagnosi di cancro
nel corso della vita.
Sempre piu' emerge nella letteratura
internazionale che i fattori comunemente
ritenuti responsabili del cancro
(invecchiamento, stile di vita, tabagismo ecc.)
possono spiegare non piu' del 40% dei casi ed
altri fattori, in primis quelli ambientali,
devono essere invocati. D'altra parte non
possiamo sperare certo di risolvere il problema
del cancro con farmaci costosissimi che il piu'
delle volte possono prolungare un po' la vita,
ma che non comportano una guarigione definitiva.
Di fronte a queste considerazioni appare sempre
piu' urgente imboccare l'unica strada che fino
ad ora non e' stata percorsa nella guerra contro
il cancro, ovvero la strada della prevenzione
primaria, cioe' una drastica riduzione della
esposizione a tutti quegli agenti chimici e
fisici gia' ampiamente noti per la loro
tossicita' e cancerogenicita'.
La dimostrazione di quanto sia vincente la
strada della prevenzione primaria viene proprio,
nel campo dei pesticidi, da quanto e' stato
fatto in Svezia dove, grazie alle ricerche di un
coraggioso medico Lennart Hardell, negli anni
'70 furono messi al bando alcuni pesticidi. Ora,
a distanza di trenta anni, in quel paese si sta
registrando una diminuzione nell'incidenza dei
linfomi.
E' nell'interesse di tutti e soprattutto di chi
verra' dopo di noi passare dalle parole ai
fatti, adottare precise norme a tutela della
salute pubblica e pretendere l'applicazione
delle leggi gia' esistenti, perche' come ha
detto Sandra Steinberg: "Dal diritto di
conoscere e dal dovere di indagare discende
l'obbligo di agire".
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Medicine, (2009) Vol. 206, No. 7, 1473-1483
- I Tumori Infantili Rapporto AIRTUM Anno 32(2)
Marzo-Aprile. Supp.2 Epidemiologia&Prevenzione
(2008)
http://www.registri-tumori.it/cms/?q=Rapp200
- Devra Davis: La Storia Segreta della Guerra al
Cancro, Idice EdizioniI Tumori in Italia Anno 33
(1-2) Gennaio-Aprile 2009 Supp.2
www.registri-tumori.it
- Danei G. Causes of cancer in the world:
comparative risk assessment of nine behavioural
and environmental risk factors Lancet 366:
1784-1793, 2003
- Irigary P et al. Lifestyle-related factors and
environmental agents causing cancer: An overview,
Biomed & Pharm 61 (2007) 640-658
- Clapp RW et al, Environmental and Occupational
Causes of Cancer, Lowell Center for Sustainable
Production, 2007
S. Epstein, How to win the war against cancer
http://www.preventcancer.com
- Hardell L. Pesticides, soft tissue sarcoma and
non Hodgkin lymphoma - historical aspects on the
precaution principle in cancer prevention Acta
Oncologica 2008;47:347-354
* (Medico Oncologo
ed Ematologo Isde Italia, Associazione medici
per l'ambiente)
Tratto da:
ariannaeditrice.it
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ARIA ed ACQUE
INQUINATE
1) In Italia Sono oltre
50 i siti gravemente inquinati nel
nostro paese ed in attesa di bonifiche che non
arrivano mai. Perchè non investire i tanti soldi
raccolti dalle varie campagne contro il
cancro
in questo, dato che non servono a nulla, visti i
risultati....
2) Oltre 1.200.000
cittadini italiani hanno bevuto nel 2008
acqua contaminata da
arsenico oltre il limite di legge di 10
microgrammi/litro grazie a deroghe ? L’arsenico
è un cancerogeno
certo per l’uomo e non è che alzando con deroghe
i limiti di legge che la sua cancerogenicità
diminuisce.
3) I controlli per
diossine che escono dagli inceneritori vengono -
per legge - eseguiti in regime di
"autocontrollo" 3 volte all’anno per complessive
24 ore su 8.000 ore di funzionamento ?
4) Contro un limite
per le diossine che l’Oms
raccomanda per gli adulti di 2pg/kg, un bambino
di Brescia, residente nel sito contaminato della
Caffaro, ne ha assunto 1200 pg/kg/die con il
latte materno, a Taranto 400 pg e in Toscana, in
prossimità di un
inceneritore circa 80 ?
5) Perché non
impegnarsi a togliere
gli assurdi
incentivi alla combustione dei rifiuti (prassi
già stigmatizzata anche dalla Federazione
nazionale degli
Ordini dei Medici), che
droga
pesantemente il mercato ed impedisce il
decollo di una corretta
filiera di trattamento piu’ salubre ?
6) I
rifiuti possono essere gestiti innanzitutto
riducendoli e poi differenziandoli per
riciclarli e recuperare materia senza alcun
bisogno di ricorrere a processi di combustione,
né a discariche, con creazione di posti di
lavoro e benefici per la comunità tutta !
7) Sapete che in
Svezia, dove 30 anni fa
sono stati vietati alcuni
pesticidi, si registra una riduzione
dell’incidenza dei
linfomi ?
8) Siete a
conoscenza del fatto che in Italia da 0 a 14
anni i linfomi crescono del 4,6% annuo vs una
media europea dello 0,9% e che nel 2007 sono
state distribuite sul suolo agricolo italiano
1.534.000 tonnellate di fitofarmaci che poi
passano degli organismi viventi che si
alimentano dei prodotti coltivati su quei
terreni inquinati ?
9) Sapete che il
57.3% dei 1123 campioni delle acque
italiane è contaminato
da
pesticidi e che nel 36.6% dei casi si
superano i limiti di legge ?
10) Siete a
conoscenza del fatto che i processi produttivi
ed industriali possono essere riconvertiti
in cicli chiusi
in modo da ridurre
drasticamente i quintali di
cancerogeni che ogni anno riversiamo - a
norma di legge - in
aria ed
acqua ?
Riportiamo una
tabellina riassuntiva fatta con i dati ufficiali
su alcuni degli inquinanti immessi “a norma di
legge” in aria ed acqua in Italia nel 2005:
-
Arsenico (As) e composti = 8.016,6 Kg
-
Cadmio (Cd) e composti = 3.033,0 Kg
-
Cromo (Cr) e composti = 140.026,6 Kg
-
Nichel (Ni) e composti = 80.613,1 Kg
- Benzene, toluene, etilbenzene, xileni
=715.567,4
- Mercurio (Hg) e composti = 3.887,1 Kg
- Piombo (Pb) e composti = 114.967,1
- Diossine (PCDD) + furani (PCDF) = 103,0 ga
La lista è lunga, credo
infinita, ma ci fermiamo qui.
L’articolo 32 della Costituzione - ancora in
essere - riconosce la "Salute come un diritto
individuale ed un bene per la collettività".
Dando ascolto alle nostre voci, Voi “politici”
e
Presidente della Repubblica e del
Consiglio, fareste il vostro dovere
ed un enorme e grande regalo anche, ai vostri e
nostri figli o nipoti.
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Le Biotossine algali e
i molluschi bivalvi
Il livello di
attenzione delle Autorità sanitarie e ambientali
sulle problematiche connesse alla presenza di
tossine di origine algale nei frutti di mare è
cresciuto enormemente in questi ultimi anni
anche nella Regione Sardegna a seguito
dell'evidenza dei danni che questi composti
tossici possono provocare alla salute dei
Consumatori, alla molluschicoltura, alla pesca,
agli ecosistemi marini.
La presenza lungo le zone costiere marine di
organismi microscopici fitoplanctonici
produttori di tossine che possono accumularsi
nelle parti edibili di determinati prodotti
ittici (in particolare molluschi bivalvi
filtratori) rappresenta un rischio non
trascurabile per la salute umana.
Le intossicazioni da tossine marine
costituiscono infatti in molte aree del mondo un
rilevante problema di sanità pubblica, oltre che
una importante causa di perdite economiche per
le imprese del settore ittico e della
molluschicoltura in particolare.
Il riscontro di queste tossine nei molluschi
bivalvi oltre i limiti stabiliti dalla normativa
vigente comporta, infatti, il divieto di
raccolta e di commercializzazione dei prodotti
interessati dalla contaminazione per ovvi motivi
di tutela della salute pubblica.
Le cause
La presenza e lo sviluppo di microalghe tossiche
(talvolta visibile in occasione di vere e
proprie fioriture) è essenzialmente la
conseguenza di fenomeni di eutrofizzazione
(soprattutto di origine umana) delle aree
costiere e della progressiva diffusione e
adattamento di specie tossiche in nuove aree
geografiche a seguito della globalizzazione dei
mercati e dell'intensificazione dei commerci
internazionali per via navale (si ritiene che le
acque di zavorra delle navi da carico
rappresentino la causa principale della
diffusione delle alghe tossiche in nuove zone
acquee).
Come è noto agli operatori di sanità pubblica
del settore, in Italia i fenomeni di accertata
tossicità dei molluschi bivalvi per accumulo di
tossine hanno assunto da oltre un decennio un
particolare rilievo nel medio e alto Adriatico,
ove gli allevamenti di mitili rimangono chiusi
per molti mesi all'anno a causa della presenza
di tossine del tipo D.S.P. e, in questi ultimi
anni, anche nella Regione Sardegna (la presenza
di tossine del tipo P.S.P. è stata riscontrata
negli allevamenti di cozze del golfo di Olbia
nel 2002 e 2003 e nel golfo di Cugnana nel 2005,
negli allevamenti della laguna di S.Gilla per
biotossine del tipo D.S.P. nel 2002 e negli
allevamenti di mitili in alcune zone acquee del
golfo di Oristano per presenza di tossine del
tipo P.S.P. nel 2006).
Nel novero delle migliaia di specie algali
identificate, attualmente sono circa 70 quelle
che producono principi tossici e la quasi
totalità appartengono ai taxa delle
Dinoflagellate (generi Alexandrium, Gymnodinium
e Dinophysis) e delle Diatomee (genere Nitzschia).
Nell'ambito delle tossine di natura non
proteica, le tossine sintetizzate dai
dinoflagellati sono tra le più potenti che si
conoscano.
Documenti correlati
-
Decreto legislativo n.530/1992 sulla
commercializzazione dei molluschi [file.pdf]
-
Decreto Ministero della Salute 16/05/2002
(Tenori massimi e metodi di analisi per
biotossine algali nei molluschi) [file.pdf]
-
Regolamento (CE) n.853/2004
(Norme specifiche sull'igiene per gli alimenti
di origine animale) [file.pdf]
Il rischio sanitario per il
consumatore
Il rischio deriva dalla possibilità di
intossicazione conseguente al consumo di
molluschi bivalvi filtratori contenenti tossine
algali. E' importante sottolineare che le
tossine algali sono stabili al calore e
rimangono attive anche dopo la cottura dei
molluschi bivalvi.
La situazione in Sardegna
Nella nostra Regione il primo indicente dovuto a
tossine di origine algale risale al 2001, quando
l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della
Sardegna accertò la presenza di tossine algali
del tipo D.S.P. in concentrazioni superiori al
limite di legge.
La prevenzione sanitaria
nell'Isola
Le misure di prevenzione delle patologie umane
associate alla presenza di biotossine marine nei
molluschi bivalvi filtratori utilizzati per
l'alimentazione sono basate sulla applicazione
puntuale delle misure di sorveglianza previste
dai Piani regionali predisposti dall'Assessorato
alla Sanità.
La gestione delle emergenze
Quando l'I.Z.S. (Istituto Zooprofilattico
Sperimentale della Sardegna) riscontra una
presenza di tossine algali nei mitili in
concentrazioni superiori ai limiti stabiliti
dalla legge, deve porre in essere una serie di
provvedimenti per tutelare la salute pubblica.
Elenco Centri di riferimento
Tratto da sardegnasalute.it
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La NASCITA
PIANIFICATA della
MALATTIA DIFFUSA - DOSSIER
ALIMENTAZIONE
INFETTA
Ogni
giorno compriamo generi alimentari che ci
vengono spacciati per sani e li diamo anche ai
nostri figli. Qui la verità riferita dallo
stesso governo.
Latte formaggio e carne ?
Meglio evitarli o
almeno mangiarli ben cotti !
Diversi organi statali lo sanno, lo dichiarano
ma al cittadino non viene detto nulla.
"Potrebbe risentirne l'indotto lattiero
caseario" scrivono ... io aggiungo anche quello
medico.
Il seguente dossier rimette in totale
discussione la validità degli
ultimi 100 anni di
studi medici volontariamente viziato ad arte.
PARTE 1. LA NASCITA
PIANIFICATA DELLA MALATTIA DIFFUSA
- STATISTICHE E
RELAZIONI ISTITUTI ZOOTECNICI
TUBERCOLOSI BOVINA
http://www.izsler.it/izs_bs/ftp//doc/Archivio/2002/2002Febbraio.pdf
http://www.izsmportici.it/upload/file/11/TBC.pdf
http://www.izsvenezie.it/dnn/Portals/0/sanita/Piano
TBC BRC LEB 2004-2006.pdf
http://www.izsler.it/izs_bs/allegati/1091/2009Dicembre.pdf
http://www.izsmportici.it/fileapp/ruocco.pdf
MYCOBACTERIUM AVIUM - IMPORTANTE!
http://www.izsler.it/izs_bs/ftp//doc/CREF_paratubercolosi/compiti/Mybacterium%20avium.pdf
ESCHERICHIA COLI
http://www.fondiz.it/pdf/76.pdf
http://www.izs.it/vet_italiana/2009/45_4/513_ita.pdf
http://www.izsmportici.it/bufala/articoli/Indagine_sulla_presenza_2005.pdf
http://www.izsmportici.it/bufala/relazioni/relazione_galiero.pdf
http://www.izslt.it/izs/rassegna/2009/febbraio_2009.pdf
YERSINIA
ENTEROCOLITICA E VTEC
http://www.buiatria.it/volume17_file/Pages from
volume17-69.pdf
http://www.izsvenezie.it/index.php?option=com_content&view=article&id=606&Itemid=253
http://www.ilprogressoveterinario.it/rivista/07n10/pdf/05.pdf
http://www.izslt.it/izs/modules/filemanager/files/bollettini_rassegne/rassegna_scientifica/2009/luglio_agosto_2009.pdf
STATISTICHE FAUNA
http://www.atcprealpinobg.it/news/Monitoraggio
sanitario fauna selvatica 2007.pdf
http://www.izsmportici.it/fileapp/palermo/Portici_palermo.pdf
http://www.veterinarialimenti.marche.it/allegato.asp?path=\bo\allegati\Files&filename=4028_blasi_piano_alimenti_2010.pdf
- MINISTERO DELLA
SALUTE
http://www.salute.gov.it/alimenti/resources/documenti/sanita_animale/allegato_brucellosi_bovina.pdf
http://www.salute.gov.it/alimenti/resources/documenti/sanita_animale/allegato_tubercolosi.pdf
Scheda di
valutazione del rischio:
REGIONE SICILIA
http://www.salute.gov.it/alimenti/resources/documenti/attivita/Tabella_valutazione_rischio_Sicilia.pdf
REGIONE BASILICATA
http://www.salute.gov.it/alimenti/resources/documenti/attivita/Dati_raccolti.pdf
REGIONE EMILIA
ROMAGNA
http://www.salute.gov.it/alimenti/resources/documenti/attivita/Tabella_valutazione_rischio_Emilia_Romagna.pdf
REGIONE LAZIO
http://www.salute.gov.it/alimenti/resources/documenti/attivita/Tabella_valutazione_rischio_Lazio.pdf
- Istituto Superiore
della "Sanita"
http://www.iss.it/binary/spva/cont/Alfredo_Caprioli.pdf
-
EFSA - EUROPEAN FOOD SAFETY AUTHORITY
http://www.efsa.europa.eu/EFSA/efsa_locale-1178620753820_1211902269834.htm
http://www.efsa.europa.eu/it/scdocs/scdoc/94r.htm
http://www.efsa.europa.eu/it/scdocs/doc/223r.pdf
- SIMEVEP - Società
Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva
http://www.bevilatte.it/download/pericoli/o157_tarvisio_feb08.pdf
http://www.sivemp.it/_uploadedFiles/_destRivPath/25_pagine
da 44_49.pdf
- ASL
www.aslolbia.it/documenti/2_14_20071016135252.pdf
Tutte le malattie derivano dall’agricoltura e
dall’allevamento ? D. M. Grmek
http://www.sivemp.it/_uploadedFiles/_destRivPath/6_47_58_tbc.pdf
- REGIONI
TBC
http://www.crev.it/documentazione/PREV_PIANO_REG_ERADICAZIONE_TUBERCOLOSI_BRUCELLOSI_ALL.pdf
http://rl.regione.liguria.it/salusoc/2_igi/mala/rtf/interv11.rtf
http://www.regione.piemonte.it/sanita/sanpub/vigilanza/dwd/relaz09/tuber.pdf
BRC BRUCELLA
http://www.regione.sicilia.it/sanita/media/UserFiles/File/Piano_Brc_Sicilia_2009.pdf
http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_LaNuovaStrutturaRegionale/PIR_AssessoratoRegiona
leSalute/PIR_DipartimentoOsservatorioEpidemiologico/PIR_Organigramma/PIR_4081531.845984001/PIR_
BollettinoEpidemiologico/bollettino_marzo_2010.pdf
http://www.regione.piemonte.it/sanita/sanpub/vigilanza/dwd/relaz/area_a/br_ovina.pdf
FAUNA
http://www.regione.piemonte.it/caccia_pesca/dwd/caccia/monitor2005/moda.pdf
- UNIVERSITA'
http://www2.vet.unibo.it/staff/ROSMINI/Ispezione
sanitaria dei prodotti a base di latte.pdf
Rischi professionali
http://www.veterinariapreventiva.it/docsOpener.php?fp=atti/bagno_vignoni_zoonosi_alimentari__tutto.pdf
IMPORTANTE
vedi:
http://www.naturpedia.net/wiki/Alimentazione_infetta
DIFESA del
LATTE ed
OCCULTAMENTO PERICOLO per
FINI ECONOMICI
Università degli Studi di Milano - Dipartimento
Patologia Animale - Pagina 7
http://www.aral.lom.it/public/upload/00000251_04_Zecconi.pdf
Citazione: "Effetto
Boomerang
- Il latte crudo sembra essere pericoloso quanto
il latte “commerciale”
- C’è il reale rischio che il consumatore non
consideri più il latte un alimento buono e sano,
ma qualcosa che può contenere batteri e sostanze
altamente pericolose, “Se tale informazione
prende piede, l’intero comparto lattiero
caseario ne soffrirà pesantemente !"
- Pdf Molto
Interessante e chiarificatore.
Ernesto Burgio Comitato Scientifico ISDE Italia
Trasformazioni degli ecosistemi, zoonosi (ri)emergenti
e allarmi pandemici
Citazione Storica pag.11: Dal libro Armi,
Acciaio e Malattie di Jared Diamond
Capitolo XI "Il “dono fatale del bestiame”..
"l'allevamento e quindi il contatto continuo con
gli animali ebbe anche come conseguenza il
passaggio all'uomo di malattie di origine
animale (praticamente tutte le principali
malattie contagiose)…che alcuni millenni dopo
sarebbero diventate …l’arma più potente nelle
mani dei colonizzatori europei !
Razionalità/tecnologia ? No…
GERMS !" ...
Pag 35: "The emergence of these diseases, and
resurgence of old ones like tuberculosis and
cholera, reflects various changes in human
ecology…"
Pag 144: "il rischio forse in assoluto
più grande sarebbe se, sulla scorta di un
ottimismo del tutto ingiustificato (perché
fondato sul superamento di epidemie planetarie
tutt’altro che incontenibili), milioni o
miliardi di esseri umani non credessero più alla
minaccia. Allora sì, sarebbero guai."
DOWNLOAD:
http://www.isde.it/iniziative/2009/Settembre-Bosa/SABATO%2012-09-09/3%5E%20SESSIONE/Burgio%202%20pomeriggio.pdf
STATISTICHE
CARNE
CAMPYLOBACTER
http://www.izs.it/vet_italiana/2007/43_1/16_Prencipe_ITAL_157_165.pdf
http://www.izsler.it/izs_bs/ftp//doc/2001/campylobacter.pdf
- DIPARTIMENTO di DIAGNOSTICA SPECIALIZZATA
http://217.56.218.163/Relazioni/2002/RTTagliabue28.rtf
http://www.kora.ch/malme/05_library/5_1_publications/D/Dini_et_al_2004_Epidemiologia_delle_Microbatteriosi_del_chinghiale_in_Liguria.pdf
PUBBLICAZIONI
Mycobacterium porcinum strains isolated from
bovine bulk milk
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18378411
Prevalence of Escherichia coli O157 in lambs at
slaughter in Rome, central Italy
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16194293
Mycobacterium porcinum strains isolated from
bovine bulk milk
http://cat.inist.fr/?aModele=afficheN&cpsidt=20548322
ALTRE FONTI
Il decreto fantasma (è stato ritirato appena
emanato. Il ministro aveva dimenticato il
formaggio - parmigiano, burro, yogurt,...)
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_primopianoNuovo_208_documenti_itemDocumenti_0_fileDocumento.pdf
Bambini rovinati
dall'Escherichia coli 0157. Dialisi a vita a
causa della sindrome emolitico-uremica.
http://www.altroconsumo.it/latte-latticini-uova/latte-crudo-allarme-batteri-s227883.htm
FONTINA
INFETTA da
TUBERCOLOSI | Gennaio 2010
http://consumatori.myblog.it/archive/2010/01/20/scandalo-della-fontina.html
AUSTRIA -
Formaggio
austriaco infetto, il perche' dell'allarme
tardivo
http://www.aduc.it/notizia/formaggio+austriaco+infetto+perche+dell+allarme_116050.php
Che formaggi sono ?
Da una ricerca sarda
l’allarme sul latte
http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=111291&v=2&c=1489&t=1
- Scoperte che legano altre malattie al
Micobatterio.
Il diabete dipende da un batterio trasmesso dal
latte - l'intestino irritabile e un'altra ancora
il Crohn
http://www.staibene.it/articolo_diabete_latte_batterio_intestinoirritabile_tubercolosi_tbc_216392_salute_2.html
Sclerosi multipla ?
TBC Atipica
http://www.corriere.it/salute/10_febbraio_26/batterio-sclerosi-multipla_a0db394c-22d7-11df-8195-00144f02aabe.shtml
BAMBINI
http://www.donatellaporetti.it/intg.php?id=557
http://www.zipnews.it/2009/12/ivrea-larva-di-insetto-nel-latte-mellin/
- Reazione degli Allevatori Italiani all'allarme
lanciato dall' IZS
L’Istituto
zooprofilattico lancia l’allarme
"Non bevete latte crudo, e’ rischioso per la
salute"
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/144582/
PAGINA DEPUBLICATA
DOPO CRITICA MASSIVA del WEB
Latte crudo: Mino Taricco scrive agli
agricoltori piemontesi
http://www.targatocn.it/it/internal.php?news_code=81164&cat_code=60
successivamente ripubblicata su
http://www.cozoserno.it/index.aspx?m=64&f=4&IDNews=27
"Non voglio discutere sul significato
scientifico del ritrovamento di alcuni germi in
qualche campione di latte prelevato dai
distributori automatici"
"Un Ente che si occupa della salute degli
animali e della qualità degli alimenti dovrebbe
preoccuparsi soprattutto di aiutare gli
allevatori a migliorare la sanità di base dei
loro allevamenti e l’igiene delle produzioni
animali, non di marchiare come pericolosa la
migliore produzione lattiera del Piemonte"
"L’allarme lanciato dall’IZS è antistorico e
conduce diritti alla via dell’omologazione dei
prodotti lattiero caseari, come è già avvenuto
in Paesi di cultura anglosassone: pochi prodotti
e scarsa attenzione alla qualità delle materie
prime; tanto alla fine del processo si
sterilizza tutto. Ma i consumatori Italiani
vogliono questo ? Sono disponibili a rinunciare
ai grandi formaggi
DOP, ai formaggi freschi a
base di latte crudo ed allo stesso latte crudo ?
Credo di poter dire, e non sono il solo a
pensarlo" ...LUI CREDE di POTER
DIRE !! Lo dica ai bambini in
dialisi a
vita !
PARTE 2. ALCUNE
PREMESSE e RIFLESSIONI
- PREMESSE
Koch dimostra che i bacilli vengono uccisi se
sottoposti per un'ora a temperature di 100°C, e
le spore a 140°C per tre ore. Anche per questo
conseguì un premio Nobel.
Secondo lo scienziato
Norman Walker,
si richiedono temperature da 87 a 110 °C per
uccidere tutti i microrganismi patogeni.
La pastorizzazione industriale non prevede
temperature cosi alte. Gli 87-100 gradi indicati
erano specificati dallo scienziato Norman Walker
per sterilizzare il latte e renderlo sicuro
eliminando tutti i patogeni.
La pastorizzazione industriale lenta è a 63
gradi per 30 min e quella alta a 85 gradi per
qualche secondo.
Pasteur non conosceva i micobatteri che furono
scoperti da
Robert Koch qualche anno dopo.
un Documento esempio: Immunization: the reality
behind the myth, Volume 3 Di Walene James -
Pagina 91. Disponibile anche su Google Books.
A differenza di
altri stati come per esempio l'Inghilterra (dove
oggi tutti i formaggi sono sterilizzati per
pregresse GRAVI epidemie)IN ITALIA NESSUN
FORMAGGIO E' STERILIZZATO
Il precedente
dossier sbriciola diversi assiomi fondamentali
della medicina odierna.
Questi i più importanti;
1) allevamenti totalmente indenni - vedi:
Allevamenti intensivi ed incivili
2) efficacia
pastorizzazione (vedi anche
statistiche su MAP
Mycobacterium Avium
Paratuberculoys)
3) imputazione della
micobatteriosi al 90% di
carattere polmonare.
I micobatteri hanno
crescita lenta, sono difficili da isolare,
possono colpire qualsiasi organo e quindi essere
la con-causa di QUALSIASI MALATTIA (vedi scoperte su
sclerosi multipla, diabete, Crohn, intestino
irritabile,...) .
Inoltre gli studi di
Tullio Simoncini e le favolose scoperte del
ricercatore
Armando Vecchietti confermano
l'ipotesi fungina e l'ipotesi del simil-fungo
(micobatteri derivati dalla TBC) a spiegare
l'eziopatogenesi del cancro.
http://www.cellulacancerosa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=26&Itemid=22&lang=it
AnnoZero - Padania
al Verde
Il servizio mette in luce che il latte prodotto
dalla somma delle mucche italiane (quindi le
quote latte) è largamente insufficiente per la
produzione lattiero casearia. Il caso degli
allevamenti italiani fantasma e le importazioni
di latte in polvere da allevamenti
ultraintensivi da paesi come la Romania.
Allevamenti di proprietà di chi ? Monsanto ? Non
me ne stupirei.
http://www.youtube.com/watch?v=0_yD-CqEgx0
- RIFLESSIONI E
QUESITI
Ora. Uniamo insieme un po di dati e facciamo 2
conti e poniamoci 2 domande !
- Che fine fa il latte che le mucche infette
producono ad insaputa del lattaio per tutto il
tempo che passa fino a quando non se ne accorge
?
- Nel frattempo lo mettono da parte e poi lo
buttano oppure finiscono nelle nostre case ?
- Il latte della mucca malata viene raccolto con
tutto il latte dell'allevamento, che viene poi
mischiato nei centri di raccolta, che vengono
poi mischiati fino al distributore che ne farà
bottiglie o formaggio ?
- E se la carica batterica fosse minima ed i
sintomi non "Visibili" subito ?
- Cosa potrebbe comportare ?
- E' vero come dicono i libri e gli specialisti
che batteri come la tbc portano necrosi
(cancro!!!)
- Ed il latte della Sicilia e Sardegna (vedi
grado epidemia da link sopra IZS) Che fine fa ?
Chi lo ha mangiato o bevuto ?
-E' giusto che se ne parli qua, in una
"paginetta" web e non se ne senta parlare da
nessuna parte ?
-Dicono che il latte e formaggio faccia bene !?
Parecchi di noi lo da ai figli !
Non sarebbe il caso
di INFORMARE IL CITTADINO che deve CUCINARE
TUTTO lasciandolo LIBERO di DECIDERE ?
Anche la carne non e' da meno.
Inoltre:
- Come è stata debellata la tubercolosi senza
che nessuno abbia mai preso medicine ?
- Quando eravamo piccoli alle medie facevano uno
screening tipo Ghestapo. Il timbrino.
A parecchi si arrossava ma a nessuno e mai stata
proposta una profilassi o terapia! A cosa serve
uno screening di quel tipo ?
- Quando c'era il libretto di lavoro chi era al
pubblico (maestre,...) doveva, una volta
all'anno, controllare i polmoni facendo i raggi.
Poi è sparito il libretto e le radiografie...
- Come mai solo i bambini italiani ai primi anni
di asilo prendono una tosse bitonale canina
farmaco resistente ?
In altri stati come
l'America (anche più freddi) questo non avviene
!
- Come si manifesta e quanto dura una infezione
primaria in un bambino di quell'età ?
- Come mai (almeno da qui succede) i malati di
cancro hanno tutti gli stessi sintomi? (dolore
al torace, spalla, difficoltà a deglutire,
respirare, atelettasia polmonare,...) (vedi
sintomi della TBC !)
Nei buoni e vecchi
dizionari c'era scritto che la maggio parte dei
cancri era dovuto a micobatteri. Gli unici cosi
piccoli da perforare la parete cellulare senza
però distruggere la cellula.
Nei dizionari di
oggi, però, se vai alla voce cancro c'è scritto
che è una non meglio definita deformazione del
dna che fa impazzire la cellula ma se nello
stesso sfogli poche pagine fino a tubercolosi
c'è scritto che porta il cancro (Come mai ?)
L'emergenza medica espettorato negativo (ovvio
se non parte dai polmoni ma dal gastro
intestinale...) ?
La denuncia dei medici senza frontiere allo
stato italiano di Omissione di soccorso ?
Una nota doverosa.
Se la TBC colpisce i polmoni e si manifesta è
chiamata ATTIVA, mentre se colpisce altri organi
è definita LATENTE... Si avete capito bene !
LATENTE non vuol dire che non danneggia
l'organismo ma solo CHE NON INFETTA gli altri...
La domanda è "Se
curassero la TBC (per esempio la cui cura e' di
pochi euro) spacciandola per tumore (che costa
migliaia di euro)"?
- Gli specialisti riferiscono che
radiologicamente "Hanno la stessa faccia"(come
fu detto a me)!
- Istologicamente idem.
- La differenza la farebbe la ricerca
micobatterico diretta colturale e pcr e virale
che difficilmente viene mai fatta anzi di
routine il campione biptico viene conservato in
formaldeide !
Cosa succede che si
usa la chemioterapia (che distrugge le uniche
difese immunitarie) al posto dello specifico
antibiotico ?
E' già successo alla
clinica degli orrori Santa Rita (cercate su
youtube). E dire che era un polo d'eccellenza.
Forse per questo è scattato il caso ?
Settanta persone malate di tubercolosi (la cui
cura costa pochi euro) sono state operate per
sospetto cancro con ASPORTAZIONE del POLMONE
(20.000 EURO !!!):
http://www.youtube.com/watch?v=Tu_3CVYqtUc
http://www.youtube.com/watch?v=PgMtqafNugw
http://www.youtube.com/watch?v=jJ0o_0nkB5c
http://www.youtube.com/watch?v=wyfJziIeVVA
http://www.youtube.com/watch?v=j2vEeMjT-gg
E se varie malattie
dipendessero dai micobatteri (reflusso ,
tonsillite cripto caseosa, artrosi, cancro,
diabete, SM,...) ?
Oggi per esempio
hanno promosso il sintomo del reflusso a
malattia.
Un tempo il protocollo medico per chi aveva
problemi di digestione prevedeva i raggi
all'intestino che ora non si fanno più.
Oggi, per esempio,
nemmeno a chi ha un referto di reflusso biliare
o duodeno gastrico (pressione colica ?) viene
effettuato uno studio radiografico del colon
(Perché ?
Per nascondere il manicotto del tratto
discendete ? Il megacolon ?)
*** Aggiunte utili
***
L’avvelenamento e il doping da carne - Dr. Valdo
Vaccaro - tratto da
http://valdovaccaro.blogspot.com/2010/04/lavvelenamento-e-il-doping-da-carne.html
http://www.disinformazione.it/avvelenamento_doping_carne.htm
I rischi nel
mangiare carne - Dottor George Clements –
“Scienza & Salute”, giugno 1989
http://www.disinformazione.it/mangiare_carne.htm
MONSANTO & Co.
http://newsfood.com/q/b7e54b53/latte-biologico-e-latte-tradizionale-nessuna-differenza-nutrizionale/
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=+4576
http://www.chicago-blog.it/2010/04/27/la-vera-storia-della-patata-ogm/
http://www.greenme.it/comunicati-stampa/dalle-associazioni/2071-mais-ogm-e-petizione-europea-di-greenpeace-recapitati-al-ministero-spagnolo
http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/new/displaynews.php?id=497
http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE63R0H920100428
http://www.ecoblog.it/post/10354/russia-le-foto-degli-effetti-dellalimentazione-ogm-sui-criceti-sterilita-e-peli-sulle-gengive
http://www.ilconsapevole.it/articolo.php?id=8557
http://www.youtube.com/watch?v=dlYLsJdZJJU
David Icke -
Monsanto,
Fluoro,
Vaccini e
Aspartame
http://www.youtube.com/watch?v=5fe3D9E4Kug&feature=related
MONSANTO & Co. ITALIAN
OGM
http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE63T0K720100430
http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/04_aprile/30/ogm_bonelli_no_di_zaia_era_trovata_elettorale_governo_a_favore,24107786.html
http://www.youtube.com/watch?v=y66sP-6e4nY&feature=player_embedded#!
http://www.udine20.it/ogm-coldiretti-pordenone-querelano-coltivatori-transgenici/
http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMTAwNTAzMTEzMTI1LnhtbCI7fQ==
http://www.newsfood.com/q/52dd19f6/continua-la-lotta-della-cia-contro-gli-ogm/
ALIMENTAZIONE
ALTERNATIVA all' OGM
http://www.terranews.it/news/2010/05/ecco-mas-l’alternativa-biotech-alla-«truffa»-ogm
By Giancarlo Luzzi
Commento NdR: Pur condividendo quasi al
100 % cio' che si considera in questo Dossier
che pubblichiamo, vogliamo ricordare che anche i
Vaccini,
sostanze altamente tossiche
ammalano
anche i
nostri amici animali di cui quasi tutti si
cibano, per cui l'
UNICA
alimentazione sanificatrice e' quella
prevista dal CRUDISMO
!
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Benvenuti nel Mar Morto - 10/7/2010
Di petrolio nel Golfo del Messico ora ne sgorga
un pò meno. In compenso comincia ad abbondare il
Corexit, il composto chimico “disperdente”
utilizzato dalla
BP per “far sparire” il petrolio alla vista
delle telecamere. Ma la sua tossicità sembra
essere micidiale, ed i suoi effetti a lungo
termine sono ancora tutti da scoprire.
Nemmeno di fronte ad un disastro di queste
dimensioni gli uomini della BP e del governo
federale – che ormai sembrano viaggiare
all’unisono, contro il buon senso e contro la
volontà popolare - hanno saputo rinunciare al
classico atteggiamento “allopatico”, tipico
della nostra cultura occidentale, che ti spinge
a combattere il sintomo con un qualunque
antidoto, anche a costo di danni collaterali
mille volte più gravi.
Non importa se ammazzi tutto quello che c’è
intorno, l’importante è che il petrolio “non si
veda”.
Il Corexit infatti riesce a disgregare il
petrolio fino a renderlo invisibile,... ma
naturalmente non è in grado di farne scomparire
una sola molecola. Il residuo disgregato finisce
in parte sul fondo marino, ed in parte rimane a
galleggiare sotto la superficie, formando delle
ampie macchie scure che sono molto simili a
quelle del plancton. Talmente simili, in realtà,
che i pesci abituati a cibarsi di plancton vi
entrano felici con le fauci spalancate, convinti
di avere davanti il loro pranzo di Natale. Vanno
invece ad ingollare miliardi di molecole
altamente tossiche, che andranno a fissarsi
per sempre nella loro carne, portandoli
probabilmente ad una morte precoce.
E di certo nessuno proteggerà le nostre tavole
dai pesci saturi di Corexit, con risultati a
lungo termine, per la nostra salute, che nemmeno
possiamo immaginare.
Naturalmente, la società che produce il Corexit
sostiene
che sia “meno dannoso del normale sapone da
cucina”. Talmente poco dannoso, in realtà, che
la stessa casa produttrice
suggerisce
di usare maschere, guanti e occhiali protettivi
quando lo si maneggia. Talmente poco dannoso -
ironia della sorte - che nella stessa
Inghilterra il Corexit
è addirittura proibito.
In realtà il prodotto è talmente tossico che
alcuni pescatori,
venuti inavvertitamente in contatto con acqua
marina contenente Corexit, hanno immediatamente
registrato disturbi
polmonari, gonfiori alla gola e bruciature sulla
pelle.
E questi pescatori erano stati solo colpiti
dagli schizzi d’acqua di una rete che stavano
tirando a bordo: figuriamoci cosa potrebbe
succedere a chi cadesse in mare in una
situazione simile.
Ormai i pescatori parlano di intere zone di mare
in cui la vita è completamente scomparsa, sia
sott’acqua che sul fondale, mentre gli
specialisti di fauna marina sostengono che ci
vorranno alcuni decenni per cominciare a
ripopolare queste acque ormai condannate al
totale deperimento biologico.
E mancano ancora tre settimane al completamento
del primo dei due pozzi che dovrebbero – e
diciamo dovrebbero – porre finalmente fine alla
fuga di petrolio nel
Golfo del Messico.
Se questi non dovessero funzionare, c’è già chi
comincia a suggerire che dovremo aspettare che
il petrolio del giacimento si esaurisca del
tutto.
Chissà, nel frattempo, quanti soldi sarà ancora
riuscito a guadagnare
Dick Cheney ?
By Massimo Mazzucco - Tratto da: luogocomune.net
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La frutta e la
verdura che portiamo a tavola
tutti i giorni possono celare
una brutta sorpresa.
Ad esempio, residui di pesticidi
e nanoparticelle di metalli tossici.
Per quantificare il fenomeno
l'associazione di difesa dei
consumatori -
Altroconsumo
ha portato in laboratorio 89
campioni di frutta e verdura. Quasi la metà dei campioni
contiene residui di pesticidi.
Ma la cosa grave e' che molto
spesso queste sostanze superano
i limiti previsti dalla legge, o sono un cocktail di più
fitofarmaci - vedi:
Multinazionali
I
prodotti
fitosanitari (o
fitofarmaci) sono tutti quei
prodotti, di sintesi o naturali,
che vengono utilizzati in
agricoltura (in modo innaturale) per tentare
di combattere le principali
avversità delle
piante (malattie
infettive,
fisiopatie,
parassiti e
fitofagi animali,
piante infestanti).
L'uso improprio di queste
sostanze soprattutto se di
derivazione chimica, oltre che a creare un
danno all'ambiente, possono provocare nell'uomo
tossicità acuta o
cronica.
Siti per la Sicurezza
degli alimenti - Notizie mensili sulle sostanze
tossiche negli alimenti
http://www.sicurezzadeglialimenti.it/notizia70029.htm
http://www.eurosurveillance.org/ew/2006/060601.asp#2
- (lingua inglese)
L'inganno a Tavola:
http://www.youtube.com:80/watch?v=jnIQaEqWzF4
TOSSINE nei SEMI
http://www.corriere.it/salute/nutrizione/10_gennaio_12/tossine-frutta-secca-ue-alza-soglia_9e2bc63a-ff5a-11de-a791-00144f02aabe.shtml
Chiaro e' che non e' bene mangiare cibi contenenti
tossine, ma sinceramente spaventano di più i lotti
di cibo "fuori dai limiti" che sfuggono ai controlli,
piuttosto che quelli che vengono controllati e che
magari hanno una dose conforme alla nuova normativa.
Il problema e' essere sicuri che tutti i lotti di frutta
siano conformi, e non fare controlli a campione (come
ora avviene).
Il problema e' piu’ che altro per il
mais e cereali per la
prima colazione, perche’ uno potrebbe effettivamente
mangiarne in quantità; per il resto, quante arachidi e
pistacchi, mandorle, mangia una persona ?? veramente
poche.
Ma ci sono tanti prodotti derivati (snack, dolcetti,
biscotti e poi la pasta e il latte di mandorle e
l'elenco potrebbe allungarsi…), che ne contengono molto,
e vi sono molte persone che si "abbuffano" di questi
cibi industrializzati.
vedi:
https://webgate.ec.europa.eu/rasff-window/portal/index.cfm?event=notificationsList&orderby=notif_date&orderDir=desc
LATTE TOSSICO: 2008 - La morte di 4 bambini e
l'intossicazione di decine di migliaia di piccoli per un
latte contaminato in Cina, ha giustamente scandalizzato l'opinione
pubblica ed ha attirato per qualche giorno l'attenzione dei
mezzi di comunicazione.
Ma e' stata anche l'occasione per
renderci conto dell'insicurezza di tanti altri cibi,
non solo in Cina e non solo per i bambini, nell'economia
globalizzata e senza
scrupoli in cui viviamo,
alla ricerca sfrenata di materie prime a basso costo,
incurante delle conseguenze per la salute chi consuma il cibo.
Una riflessione sfuggita ai più, ci viene da IBFAN (International
Baby Food Action Network) Italia, che ricorda le gravi
responsabilità del mercato con la compiacenza dei governi che
permettono la pubblicità del latte artificiale.
"Diminuisce di conseguenza l'allattamento al seno - dice la nota
di IBFAN - aumentano morte e malattia. E noi zitti. Ci svegliamo
solo quando un incidente alla
melamina interrompe la "normalità" dei quotidiani attentati
contro il latte materno e dei conseguenti 50.000 mila morti
l'anno. In Cina. Nel mondo ben oltre un milione".
La PLASTICA fa MALE al
CERVELLO
anche a BASSI LIVELLI
Il
bisfenolo A, un composto chimico che si trova nella plastica
usata per la fabbricazione di bottiglie e di biberon, anche a
bassi dosaggi puo' causare danni al cervello. Lo hanno scoperto
alcuni ricercatori della
Yale University School of medicine che hanno pubblicato
i risultati delle loro ricerche condotte su primati sulla
rivista
Proceedings of National Academy of Sciences.
Lo studio porta nuove conoscenze sulla questione sollevata in
Canada prima e ora anche negli Stati Uniti sulla sicurezza dei
contenitori alimentari in plastica.
Fino ad oggi infatti si riteneva che i bassi livelli di
bisfenolo A rilevati nei liquidi contenuti nelle bottigliette di
plastica e nei biberon non avessero alcuna rilevanza per la
salute. Ora questa ricerca condotta su modello animale, riapre
la questione.
"Il nostro studio - ha spiegato Tibor Hajszan, principale autore
della ricerca - conferma che la lunga esposizione anche a bassi
dosaggi di questa sostanza implica problemi per la salute
cerebrale non solo nei primati ma anche nell'uomo". In
particolare, i ricercatori hanno osservato che una esposizione
prolungata a una dose al di sotto dei limiti di legge danneggia
la corteccia cerebrale rallentando e impedendo la creazione di
connessioni nervose tra le cellule.
ALIMENTI - SCILIPOTI (IDV),
SICUREZZA e QUALITA' PRIMA di TUTTO
Roma - 09.12.2008 - "Che fine hanno fatto la sicurezza e
la qualita' degli alimenti che mettiamo sulle nostre tavole"
cosi' l'onorevole Domenico Scilipoti dell'Italia dei valori
in merito all'allarme suini. "Negli ultimi anni si sono
susseguiti uno dopo l'altro i casi di
emergenza
alimentare in cui il rischio era attribuito alla
contaminazione da
diossina - sostiene il deputato
dipietrista - Si rilevano sempre piu' tracce di diossina
superiori ai limiti consentiti e la colpa e' dell'uomo che,
per ridurre i tempi di produzione, non si preoccupa di
effettuare accurati controlli sugli alimenti.
Oltre ai suini il rischio della presenza di diossine
riguarda altri alimenti quali il latte ed i suoi derivati.
Infatti - prosegue il parlamentare - gli allevamenti sono
spesso posizionati accanto a svincoli stradali, ad
insediamenti industriali e a poca distanza dagli
inceneritori e questo naturalmente compromette la sicurezza
e la qualita' del cibo. Un caso e’ il latte di alcuni
allevamenti situati vicino l’inceneritore di Brescia come
per la mozzarella di Bufala inquinata a causa dell’ambiente
circostante e della cattiva gestione dei rifiuti sul
territorio campano. Non dobbiamo preoccuparci solo degli
alimenti che provengono dall'esterno - conclude Scilipoti -
Dobbiamo guardare prima quelli di casa nostra e tutelare
il consumatore".
ALLARME
DIOSSINA
sulla CARNE BOVINA e SUINA
ROMA – 10.12.2008 - “Si
devono combattere le contaminazioni degli alimenti”,
così l’on. Domenico Scilipoti dell’Italia dei valori
commenta la notizia della carne bovina alla diossina.
“Dopo la carne di maiale contaminata, adesso sono state
trovate tracce di diossina anche nella carne bovina. e'
inammissibile che nel terzo millennio – dichiara il
parlamentare – si possa essere contaminati dai cibi che
portiamo sulle nostre tavole. Se nel mondo ci fossero
solidi principi etici tutto questo non succederebbe. Ma
purtroppo dobbiamo fare i conti con la gente che pensa
soltanto al proprio profitto economico.
Per questo – continua Scilipoti – sono necessari rigidi
controlli da parte degli Stati sugli allevamenti, nelle
industrie alimentari, sulle colture. Oggi verranno
abbattute 1700 pecore allevate in otto masserie tra
Taranto, Statte e lo stabilimento delle acciaierie Ilva,
contaminate dalla diossina. Non sappiamo – conclude il
parlamentare dipietrista – quando l’Ilva abbia potuto
influire sulla contaminazione, ma devono essere eseguiti
accurati controlli affinche' tutto questo non accada di
nuovo. e' dovere dello Stato salvaguardare la salute dei
cittadini.”
By On. Domenico Scilipoti
“Nella
nostra alimentazione sono
presenti prodotti nocivi, come
sostanze chimiche rilasciate
dallo smodato uso della
plastica, nonche' conservanti
e coloranti presenti persino
nei farmaci, che hanno
effetti
devastanti sul
nostro organismo.” Così
l’On. Domenico Scilipoti al
convegno sulla cura e
prevenzione delle malattie
degenerative presso i Molini
Marzoli di Busto Arsizio.
“Secondo uno studio
epidemiologico - prosegue il
deputato IDV-condotto da
ricercatori del Rhode Island
Hospital e della Brown
University, i
conservanti
alimentari e i
fertilizzanti
agricoli sarebbero i
principali responsabili
di alcune malattie
degenerative come il morbo
di Parkinson, il morbo di
Alzheimer e il Diabete.
Queste gravi patologie
sarebbero strettamente
correlate all'aumento
dell'esposizione alle
nitrosammine. I nitriti e i
nitrati sono presenti, come
additivi, in molti alimenti
comuni, soprattutto di
origine animale, e
nell'acqua che beviamo.
Le
ricerche effettuate -
conclude Scilipoti -
dimostrano anche come il
consumo eccessivo di
insaccati con conservanti
sia una delle cause
accertate di
cancro allo
stomaco.” - Italy, Roma
21/10/09
"Rifiuti tossici come concime
agricolo" -
Un'agghiacciante lettura dal Mattino di Napoli
(Italy).
05/07/2007 - Maxioperazione dei carabinieri
denominata «Chernobyl». Il porto di Napoli
crocevia dei traffici.
Scorie nocive e veleni nelle
campagne: arresti e
sequestri in tutta la regione.
L’hanno chiamata, non a caso, Operazione
Chernobyl. Veleno usato come concime; cromo
esavalente mischiato al terreno agricolo. Un
vero e proprio attentato alla salute, consumato
per oltre due anni da affaristi senza scrupoli
e da contadini compiacenti, prima in provincia
di Caserta e poi nel resto della regione. Il
«cimitero» delle scorie industriali e' nelle
campagne dell’agro nocerino-sarnese, nella piana
del Sele, in provincia di Foggia.
E nelle falde freatiche di quasi tutta la
Campania. Sconvolgenti i risultati del
monitoraggio fatto dai carabinieri del Noe.
Un’operazione, firmata dalla procura di Santa
Maria Capua Vetere, che ha portato a trentotto
arresti, al sequestro delle società degli
indagati e dei quattro depuratori di Cuma,
Mercato San Severino, Orta di Atella e
Marcianise, che però continueranno a
funzionare. Il Porto di Napoli come crocevia dei
traffici.
By Arcovio, Capacchione e Del gaudio - PAGG. 30
e 31
http://www.ilmattino.it/mattino/view.phpdata=20070705&ediz=NAZIONALE&npag=29&file=APRE.xml&type=STANDARD
Il
Glutammato monosodico
si
trova in dadi, insaccati, conserve, salse,
snack, per far aumentare il senso di fame,
ma produce
lesioni irreparabili ali centri nervosi deputati
al controllo della fame;
viene molto utilizzato
dai
ristoranti....
per
aumentare
il
desiderio
di
mangiare....
Eppure
la FAO, l'OMS, la FDA, l'EMEA continuano a dichiarare
che e' innocuo......per
forza sono colluse ed agli ordini delle
Multinazionali
dell'alimentazione,
le
quali lo utilizzano in tutti i loro prodotti.....
La "sindrome da ristorante cinese"
e'
nota da alcuni anni per una serie di sintomi che
produceva...
per
via della intolleranza a questo additivo...
Inquietudine
da additivi:
Fonte:
Salutetest, ottobre 2004
Uno studio su 300
bambini di 3 anni, dimostra che queste sostanze
coloranti ed altro, ma in particolare il
benzoato, li rende iperattivi (ADHD)
- Fonte: Archives of Desease in Childfood 2004
Quei
bambini sono stati resi
ipersensibili
dai vaccini
che gli hanno propinato a loro insaputa
!
Questi piccoli
ringrazino
i loro genitori che non si sono
documentati....
ma e soprattutto i
medici
vaccinatori, le
ASL e la
sanita' pubblica....
Ministero
della "salute" in testa
con l'Istituto Superiore di Sanita'
....
Sul
mercato Europeo e quindi anche Italiano, vi sono
numerosi alimenti, prodotti alimentari mutanti,
oltre ai soliti cereali, derivanti di sementi
irraggiate e/o prodotte per mutagenesi da
laboratorio gia' da diversi anni. Tra di questi
molti ortaggi e anche alberi da frutta (specie
le mele)
Scaricate il database completo,
(aggiornato al 2000), il link e'
questo:
http://www-INFOCRIS.iaea.org/Refs/MutBree-Rev-1.pdf
TRACCIABILITA'
(etichetta con la filiera per tutti i
prodotti)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Nel RECENTE STUDIO DA DUE SCIENZIATI
MODENESI IN COLLABORAZIONE CON BEPPE GRILLO, SI DIMOSTRA CHE VI SONO
PRODOTTI ALIMENTARI
REGOLARMENTE VENDUTI IN ITALIA E NEL MONDO, CHE
CONTENGONO PARTICELLE DI METALLI
PESANTI ALTAMENTE
CANCEROGENE, PROVENIENTI
DAL FUMO DI "TERMOVALORIZZATORI", CHE ALTRO NON
SONO SE NON INCENERITORI DI RIFIUTI.
COME TESTIMONIA GRILLO NEL SUO ULTIMO
SPETTACOLO, QUESTE MICROPARTICELLE SONO MOLTO
PIÙ PERICOLOSE DELLE MACROPARTICELLE DEI GAS DI
SCARICO DELLE AUTO, (LE QUALI SI DEPOSITANO NEI
POLMONI E COMPORTANO TOSSE E ASMA) PERCHÈ
ENTRANO NEL NOSTRO SANGUE E SI ANNIDANO NEGLI
ORGANI RIMANENDOVI PER SEMPRE E PROVOCANDO
PURTROPPO GRAVI FORME DI CANCRO.
E' NECESSARIO QUINDI CHE CHIUNQUE LEGGA QUESTO
TESTO, COMUNICHI A TUTTI I SUOI AMICI,
PARENTI, CONOSCENTI CHE CI SONO DELLE
AZIENDE CHE CI STANNO AVVELENANDO
CONSAPEVOLMENTE.
ECCO LE MARCHE E I PRODOTTI RISULTATI
POSITIVI ALLE ANALISI SULLA PRESENZA DI
METALLI PESANTI:
- PANE PANEM
- CORNETTO SANSON
- BISCOTTO MARACHELLA SANSON
- OMOGENEIZZATI PLASMON AL MANZO
- OMOGENEIZZATI PLASMON AL PROSCIUTTO E VITELLO
- CACAO IN POLVERE LINDT
- TORTELLINI FINI
- HAMBURGER MC DONALDS
- MOZZARELLA GRANAROLO
- CHEWING GUM DAYGUM PROTEX PERFETTI
- INTEGRATORI FORMULA 1 E 2 HERBALIFE
- PANDORO MOTTA
- SALATINI TINY ROLD (USA)
- BISCOTTI OFFELLE BISTEFANI
- BISCOTTI GALLETTI MULINO BIANCO BARILLA
- BISCOTTI MACINE MULINO BIANCO BARILLA
- BISCOTTI GRANETTI MULINO BIANCO BARILLA
- NASTRINE MULINO BIANCO BARILLA
- BAULETTO COOP
- PLUMCAKE GIORLETTO BISCOTTI
- BISCOTTI RINGO PAVESI
- PANE CARASAU I GRANAI DI QUI SARDEGNA
- PANE CIABATTA ESSELUNGA
- PANE MORBIDO MULINO BIANCO BARILLA
- PANEANGELI CAMEO
NESSUNA DI QUESTE AZIENDE HA AVUTO LA DIGNITA' DI
RISPONDERE ALLE LETTERE CHE GLI HANNO INVIATO
I DUE RICERCATORI, AI QUALI TRA L'ALTRO STANNO
CERCANDO DI
SEQUESTRARE I
MICROSCOPI DI
PROPRIETÀ DELL'UNIVERSITA'.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Micropolveri
nei cibi.
http://lelioilel.spaces.live.com/blog/cns!9BF31B7FF7E48016!2005.entry
Informazioni
varie su micropolveri e nanopolveri.......buon
appetito
Dal blog di Beppe Grillo
http://www.beppegrillo.it/2005/12/ferramenta_ambu.html
L’elenco che segue riporta
alcuni
metalli contenuti in prodotti che
mangiamo
tutti i giorni,
metalli come Titanio,
Cobalto,
Argento.
Basta saperlo.
Come per le sigarette è
sufficiente aggiungere un’etichetta
con su scritto: “Attenzione,
vetro all’interno”, oppure “Piombo, Bismuto e
Solfato di Bario possono produrre
effetti collaterali”.
L’elenco:
Pandoro
Motta: Alluminio, Argento
Salatini
Tiny Rold Gold (USA): Ferro, Cromo, Nichel (cioè
acciaio), Alluminio
Biscotti
Offelle Bistefani: Osmio, Ferro, Zinco,
Zirconio, Silicio-Titanio
Biscotti
Galletti Barilla: Titanio, Ferro, Tungsteno
Macine
Barilla: Titanio
Granetti
Barilla: Ferro, Cromo
Nastrine
Barilla: Ferro
Plum cake
allo yogurt Giorietto Biscotti:
Ferro. Cromo
Ringo
Pavesi: Ferro, Cromo, Silicio, Alluminio,
Titanio
Pane carasau
(I Granai di Qui Sardegna):
Ferro, Cromo
Pane ciabatta
Esselunga: Piombo, Bismuto,
Alluminio
Pane morbido a fette
Barilla: Piombo, Bismuto,
Alluminio
Paneangeli
Cameo: Alluminio, Silicio
Pane Panem:
Ferro, Nichel, Cobalto, Alluminio, Piombo,
Bismuto, Manganese
Cornetto
Sanson (cialda): Ferro, Cromo e Nichel (cioè
acciaio)
Biscotto
Marachella Sanson: Silicio, Ferro
Omogeneizzato
Manzo Plasmon: Silicio, Alluminio
Omogeneizzato
Vitello e Prosciutto Plasmon: Ferro, Solfato di
Bario, Stronzio, Ferro-Cromo, Titanio
Cacao
in polvere Lindt: Ferro, Cromo, Nichel
Tortellini
Fini: Ferro, Cromo
Hamburger
McDonald’s: Argento
Mozzarella
Granarolo: Ferro, Cromo, Nichel
Chewing gum
Daygum
Microtech Perfetti: Silicio (cioè vetro)
Integratore
Formula 1 (pasto sostitutivo) Herbalife: Ferro,
Titanio
Integratore
Formula 2 Herbalife: Ferro, Cromo
I
metalli
elencati
sono tutti sotto forma di
particelle nano e micro-metriche
(nano = dal miliardesimo al
decimilionesimo di metro, micro = dal
milionesimo al centomillesimo di metro).
Nessuno
degli inquinanti particolati di
cui sopra
è biodegradabile
e, dunque,
resta
dov'è
per sempre.
E dov'è è un
tessuto umano.
Alcuni dei
metalli elencati come inquinanti
fanno parte di quelli che si
chiamano OLIGOELEMENTI e, in quell’ottica, sono
essenziali per la vita. Per esempio, il Ferro è
un componente dell’emoglobina e, se non ci
fosse, i nostri tessuti non potrebbero essere
ossigenati; il Rame è fondamentale per la
formazione dell’emoglobina, il Cobalto è
presente nella composizione della Vitamina B12,
e così via. Attenzione, però
a non cadere nell’equivoco.
Ciò di cui stiamo parlando
non sono ioni
(atomi) che entrano nella
composizione di sostanze naturali e che, non
raramente, sono indispensabili per la
nutrizione; ciò di cui parliamo
sono particelle,
minuscoli sassolini, che vengono
involontariamente immessi come inquinanti nei
cibi.
Le fonti di questi materiali estranei sono
tantissime. Tra i tanti esempi che si possono
fare, c’è quello del Ferro-Cromo-Nichel nei
cibi.
I
sistemi di macinazione
sono spesso costituiti da acciaio
(Ferro-Cromo-Nichel, appunto) e questo materiale
si usura, perdendo scorie che entrano nel
macinato.
Queste scorie sono proprio le
particelle che non dovrebbero esserci
e che, una volta ingerite,
entrano nel circolo sanguigno per essere
rapidamente sequestrate da vari organi (reni,
fegato, ecc.), dove
restano in eterno
perché non sono biodegradabili.
Il problema è che sono dei
corpi estranei
e l’organismo li vede come tali,
facendo partire una reazione
infiammatoria
(granulomatosi) che si cronicizza e può
diventare cancro o restare, comunque,
un’infiammazione che è pur sempre una malattia.
Dunque,
un conto è mangiare una bistecca
che contiene Ferro organico
perché presente naturalmente nel sangue
dell’animale del cui muscolo ci stiamo nutrendo
e
un conto è mangiarsi delle
palline piccole piccole di Ferro.
Da notare che
più queste particelle sono
minuscole,
più sono aggressive, potendo addirittura
penetrare all’interno dei
nuclei delle cellule
quando la loro dimensione è al di
sotto di una certa soglia.
Tra i
metalli elencati,
comunque, ce ne sono diversi che non entrano in
nessuna combinazione biologica utile (Titanio,
Bario, ecc.) e sono
chimicamente tossici.
Naturalmente
le aziende sono tutte
perfettamente a posto dal punto di vista legale,
non esistendo alcuna legge che imponga non solo
l’eliminazione, ma anche solo la ricerca o
l’elencazione
in etichetta
di quelle sostanze.
Che la scienza viaggi con un
passo diverso rispetto alla legge
è un fatto noto di cui non c’è da
stupirsi.
Così come non c’è da stupirsi (anche se può fare
leggermente schifo) che
le industrie
non abbiano alcuna voglia di
scoperchiare loro stesse il calderone. Fin che
va… By
Giulio Curioni,
del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” - ottobre
2006
http://www.circoloambiente.org/cementeria/nanopolveri.htm
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Intervista a Stefano Montanari, Direttore
Scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di
San Vito
(Modena)
Cosa sono le
nanopolveri ? Si
tratta di particolato inorganico di dimensioni
comprese tra 10^-7 e 10^-9
metri, cioè tra dieci millesimi di millimetro e
un milionesimo di millimetro. Le micropolveri,
comprendenti le famigerate PM10, sono
decisamente più grossolane, avendo dimensioni
dell’ordine di 10^-6 - 10^-5
metri, vale a dire tra un millesimo di
millimetro e un centesimo di millimetro. La
differenza tra i due tipi è enorme, paragonabile
all’incirca a quella esistente tra le dimensioni
di un uomo e quelle dell’Everest.
Entrambe le micro e
nanoparticelle sono molto dannose per la salute,
sia per la loro grandezza fisica sia per la loro
composizione chimica, e sono tanto più
pericolose quanto più sono piccole. Ciò
significa che le famose PM10 non sono le uniche
particelle di cui dobbiamo preoccuparci, e che
anzi ne esistono di più piccole a noi più
nocive. Le nanopatologie sono tutte quelle
malattie – principalmente tumori, ma non solo –
provocate dalla penetrazione e dall’accumulo nei
tessuti di tali particelle, che essendo molto
piccole riescono a entrare all’interno delle
cellule arrivando in alcuni casi a introdursi
nel nucleo, interagendo quindi col DNA.
La particolarità delle micro- e
soprattutto delle nanopolveri è che rimangono
sospese in aria per lungo tempo a causa delle
loro minuscole dimensioni e possono giungere
lontanissimo rispetto al luogo dove sono state
liberate. Inoltre non hanno tempo di
dimezzamento e non sono biodegradabili, pertanto
rimangono indefinitamente in circolazione, fino
a depositarsi al suolo o a inserirsi in qualche
organismo vivente. In quest’ultimo caso le
nanopolveri si accumulano nei tessuti ed è
praticamente impossibile liberarsene sia
attraverso il metabolismo sia con tecniche
artificiali, almeno allo stato attuale delle
nostre conoscenze.
Le principali vie di assunzione
sono l’inalazione e l’ingestione. Cito qualche
esempio riportato da Montanari. La caduta delle
Torri Gemelle ha ufficialmente causato finora
400.000 malati a causa delle polveri liberatesi
in atmosfera, ma probabilmente il numero reale è
molto superiore, addirittura sopra il milione.
Tutti i cani che sono stati utilizzati per le
operazioni di soccorso sono morti di tumore. Un
secondo esempio è il caso di una signora che per
svariati anni si faceva portare del radicchio di
campagna proveniente da un colle vicino a
Modena. Le alte concentrazioni di metalli
prodotte da un’industria di ceramica distante
qualche chilometro dal colle hanno causato
l’insorgere di un cancro nella signora.
Sono molti gli alimenti che
contengono nanoparticelle. Il laboratorio
Nanodiagnostics ne ha trovate in alcuni tipi di
biscotti, pani, carni, in alimenti per
l’infanzia e in molti altri cibi. Un esempio per
tutti sono le gomme da masticare, che la
pubblicità ci invoglia a comprare perché
puliscono i denti. Contengono delle
nanoparticelle di silicio che effettivamente
asportano il cibo rimasto sulle gengive ma che
finiscono poi per essere ingerite con la
saliva.
Ma da dove arrivano tutte queste
particelle? Certamente sono sempre esistite in
natura, liberate in gran quantità dalle eruzioni
vulcaniche, dagli incendi e in generale da tutti
i fenomeni erosivi agenti sulla superficie
terrestre. Attualmente però il ruolo dell’uomo è
diventato sempre più evidente. Le attività umane
hanno incrementato in maniera esponenziale
l’emissione di polveri in atmosfera, fenomeno
favorito anche dall’incessante crescita della
popolazione mondiale registratasi negli ultimi
decenni, con conseguente aumento delle attività
inquinanti. Pressoché ogni nostra attività
genera polveri, dall’accensione di un fiammifero
a una saldatura, da una frenata con l’auto a una
qualsiasi attività industriale. Particolarmente
dannose sono tutte quelle attività che operano
ad alte temperature, come gli inceneritori. A
tal proposito Montanari ha espresso con
chiarezza la sua contrarietà allo smaltimento
dei rifiuti mediante incenerimento. Riporto
brevemente le sue argomentazioni. Come abbiamo
imparato dalla chimica “nulla si crea e nulla si
distrugge, tutto si trasforma”. Perciò quando
bruciamo un rifiuto, semplicemente lo
convertiamo in un’altra forma, scorporandolo in
numerosissime molecole. Queste vengono in parte
bloccate dai sistemi di abbattimento presenti
negli impianti e dovranno poi essere smaltite da
qualche parte, generalmente in discariche – per
questo gli inceneritori non sono una valida
alternativa alle discariche, in quanto non le
sostituiscono – e in parte vengono liberate in
atmosfera. Più sono alte le temperature più si
libera particolato fine, che, come è già stato
detto, è decisamente il più aggressivo e
pericoloso per la salute. Un’attenzione
particolare la meritano i metalli pesanti, dato
che sono tra i maggiori responsabili delle
nanopatologie. Essi fuoriescono dai camini sotto
forma di ioni, ma appena usciti incontrano
temperature minori e si aggregano in
nanoparticelle solide, spesso formando leghe del
tutto casuali. Il problema è che i nuovi
inceneritori lavorano a temperature sempre
maggiori, rilasciando di conseguenza enormi
quantità di particolato molto fine. Ovviamente
durante la conferenza non sono stati presi in
considerazione gli altri aspetti riguardanti gli
inceneritori, quali l’efficacia dei sistemi di
abbattimento e i vantaggi economici e di
recupero energetico, ma dal punto di vista
medico è emerso che un inceneritore non è un
buon affare.
Montanari ha infine espresso
qualche dubbio anche relativamente ai nuovi
filtri anti-particolato dei motori diesel, i
cosiddetti veicoli euro 4. I filtri infatti
finiscono per sminuzzare ulteriormente le
micropolveri liberando grosse quantità di
nanopolveri, molto più aggressive.
L’intervento si è concluso con l’auspicio che
venga introdotta a breve una regolamentazione
sulla produzione di nanopolveri, dato che finora
non esistono limiti di emissione da rispettare.
È evidente che per affrontare il problema
bisogna conoscerlo a fondo, e per questo
occorrerebbe investire molto in ricerca.
Consultate anche:
http://www.nanodiagnostics.it/CiboPulito.aspx
http://www.beppegrillo.it/2007/02/heavy_metals.html
http://www.gagliano.ws/blog/archives.cfm/category/default
www.rachel.org
http://www.beppegrillo.it/eng/2005/12/walking_ironmongers.html
The following list gives some
metals
contained
in products that we eat every day,
metals like Titanium, Cobalt, Silver.
You just
need to know.
Just like they do for cigarettes, it’d be OK to
add a label with the words: “Watch Out: glass
inside”, or Lead, Bismuth and Barium Sulphate
can produce side effects.”
The list:
Pandoro Motta: Aluminium, Silver
Tiny Rold Gold Snacks (USA): Iron, Chromium,
Nickel (that is steel), Aluminium
Offelle Bistefani Biscuits: Osmium, Iron, Zinc,
Zirconium, Silicon-Titanium
Galletti Barilla: Titanium, Iron, Tungsten
Macine Barilla: Titanium
Granetti Barilla: Iron, Chromium
Nastrine Barilla: Iron
Plum cake allo yogurt Giorietto Biscotti: Iron.
Chromium
Ringo Pavesi: Iron, Chromium, Silicon, Aluminium,
Titanium
Pane carasau (I Granai di Qui Sardegna): Iron,
Chromium
Pane ciabatta Esselunga: Lead, Bismuth,
Aluminium
Pane morbido a fette Barilla: Lead, Bismuth,
Aluminium
Paneangeli Cameo: Aluminium, Silicon
Pane Panem: Iron, Nickel, Cobalt, Aluminium,
Lead, Bismuth, Manganese
Cornetto Sanson (cialda): Iron, Chromium e
Nickel (cioè acciaio)
Biscotto Marachella Sanson: Silicon, Iron
Omogeneizzato Manzo Plasmon: Silicon, Aluminium
Omogeneizzato Vitello e Prosciutto Plasmon: Iron,
Barium Sulphate, Strontium, Iron-Chromium,
Titanium
Cacao in polvere Lindt: Iron, Chromium, Nickel
Tortellini Fini: Iron, Chromium
Hamburger McDonald’s: Silver
Mozzarella Granarolo: Iron, Chromium, Nickel
Chewing gum Daygum Microtech Perfetti: Silicon (that
is: glass)
Integratore Formula 1 (pasto sostitutivo)
Herbalife: Iron, Titanium
Integratore Formula 2 Herbalife: Iron, Chromium
The metals listed above are
all in the
form of particles
measured in
nano and micro metres. (nano= from a thousand
millionth to a ten millionth of a metre, micro=
from a millionth to a hundred thousandth of a
metre) None of these polluting particles is
biodegradable and so they stay where they are
forever.
Where they
are is human tissue.
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ALIMENTI CONTAMINATI
nel NOSTRO PIATTO, il DOSSIER del WWF
Roma - 23 settembre 2006 - Nei nostri piatti
inquinanti vecchi e nuovi.
Gli
ftalati, utilizzati per rendere
flessibili le materie plastiche, sono stati
trovati nell’olio d’oliva, nei formaggi e
nella carne. I
pesticidi
organoclorurati, utilizzati in
agricoltura contro gli insetti nocivi
(compreso il
DDT bandito da decenni), nel pesce, nel
burro, persino nella carne di renna. I
muschi artificiali (fragranze utilizzate per
l'igiene personale o per la casa) e
organostannici (gli
antivegetativi
- infatti, le antivegetative a base di
silicone e rame continuano a contenere
elevati livelli di biocidi e di metalli
pesanti - , i conservanti del legno) nel
pesce. I ritardanti di fiamma, utilizzati
per prevenire la combustione nei tessuti e
nel mobilio ma anche nelle apparecchiature
elettroniche, erano nella carne e nel pesce.
In totale 119 sostanze tossiche appartenenti
a 8 diversi gruppi di composti chimici sono
state rinvenute nei 27 campioni di alimenti
di largo consumo presi in esame in 7 paesi
europei.
Il nuovo dossier del WWF - "La catena
della contaminazione globale" - il
ruolo dell'alimentazione rivela che la
principale via di esposizione alla maggior
parte delle sostanze chimiche, in
particolare quelle persistenti e
bioaccumulabili (come il DDT e i PCB banditi
da decenni) è l’alimentazione.
La “catena di contaminazione” è un
percorso complesso che i composti chimici
compiono intorno al mondo: dai produttori ai
prodotti di consumo, alla fauna selvatica
fino agli esseri umani. Sono presenti nelle
case, nei luoghi di lavoro e anche a tavola.
“Neanche la dieta
più salutare ci mette al riparo dagli
inquinanti chimici tossici –
commenta Michele Candotti, Segretario
Generale del WWF Italia –
Per questo crediamo
che le sostanze chimiche debbano essere
sottoposte ad una normativa più efficace.
Siamo alla vigilia del voto su REACH, lo
strumento dell’Ue per la regolamentazione
delle sostanze chimiche, e chiediamo ai
parlamentari europei che siano bandite le
sostanze più pericolose e applicato il
principio di sostituzione, siano fissati
requisiti severi per i produttori al fine di
garantire trasparenza di informazione su
tali sostanze. E’ necessario, inoltre, che
il consumatore sappia quali sostanze sono
presenti nei prodotti di uso quotidiano”.
I 27 campioni di alimenti, provenienti da
Gran Bretagna, Polonia, Svezia, Italia,
Spagna, Grecia e Finlandia, sono tutti di
largo consumo come prodotti caseari (latte,
burro e formaggio), carne (salsicce, petti
di pollo, salame, bacon), pesce (salmone,
tonno, aringhe) e ancora pane, olio d’oliva,
miele, succo d’arancia. Nessuno dei prodotti
– tutti acquistati in supermercati e di
marche comuni - è risultato esente da tracce
di sostanze chimiche, al contrario in tutti
sono stati rinvenuti, in varia misura e
secondo miscele differenti, i 119 composti
tossici appartenenti agli 8 gruppi di
sostanze presi in esame.
In parallelo grazie alla collaborazione del
prof. Silvano Focardi dell’Università di
Siena sono state effettuati test su campioni
di lasagna, acquistate nei supermercati di 4
città italiane e sono stati rintracciati più
di 42 Pcb e 13 residui di pesticidi, tra cui
il DDT.
I livelli di contaminanti rilevati negli
alimenti analizzati non sono in grado di
causare conseguenze dirette o immediate
sulla salute (i consumatori non devono
allarmarsi o evitare questi cibi), ma deve
essere seriamente valutato l’effetto di
un’esposizione cronica – anche a basse dosi
- di un cocktail di contaminanti attraverso
la dieta, soprattutto nel feto in via di
sviluppo, nei neonati e nei bambini.
Per sensibilizzare i politici di Bruxelles
sulle sostanze chimiche pericolose alla
vigilia del voto di REACH il WWF ha prodotto
uno spot che sarà trasmesso su Euronews ed è
visibile anche on line nel sito internet del
Wwf.
Dove gli attori sono gli stessi membri del
Parlamento Europeo:
Guido Sacconi (Italia, PSE) relatore del
provvedimento, Péter Olajos (Ungheria, PPE),
Chris Davies (UK, ADLE) et Riita Myller
(Finlandia, PSE), riuniti in una seduta di
outing in cui dichiarano di essere stati
contaminati da quei veleni che REACH
dovrebbe bandire.
Tratto da: Sesto Potere.com
vedi anche
Consigi
Alimentari
+
http://www.sicurezzadeglialimenti.it/archivio.htm
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MELAMINA,
Scandaloso - Ott. 2008
Non c’è altro da dire per descrivere le
contaminazioni da melamina. Dopo i
mangimi (OGM e quelli contaminati) che
dalla Cina sono stati esportati in altri
stati, latte in polvere e altri prodotti del
settore caseario - si parla di yogurt - sono
risultati contaminati in queste
ultime settimane.
A che scopo aggiungere melamina a latte in
polvere o altri prodotti alimentari ? al
fine di aumentare fraudolentemente -alle
analisi di controllo- il livello di sostanze
azotate.
Che cosa ho
imparato in queste ultime ore ?
Ci sono 6 bambini deceduti, spero tanto che
non ci siano altre vittime, si parla di piu’
di 6000 neonati che manifestano sintomi a
livello renale, indice che sono venuti a
contatto e hanno assunto il latte contenente
la melamina.
Sembra che la vicenda fosse nota dai primi
di agosto, qualche giorno prima della
inaugurazione delle Olimpiadi.
Il gruppo
caseario San Lu, coinvolto nella vicenda è
stato acquisito per il 43% dalla
multinazioanle neo-zelandese Fonterra, che
ovviamente non sta facendo un figurone.
La Fonterra è uno dei piu’ grande fornitori
di prodotti lattiero-caseari, esporta il 90%
dei suoi prodotti lattiero-caseari in 140
paesi.
Un altro marchio straniero probabilmente
coinvolto si chiama Kocci, una joint-venture
tra Cina-Australia.
Finora nessun problema è stato riscontrato
tra gli altri partner commerciali stranieri
che si forniscono di latte in polvere tra
cui Abbott, Meadjohnson, Nestlè, Wyeth o
Dumex.
Tra i marchi cinesi sulla
lista nera ci sono Yashili, Yili, Mengniu, e
Shengyuan. Tra tutti i prodotti contenenti
melamina, il latte in polvere della San Lu è
quello in cui è stata evidenziata la
qunatità maggiore di melamina (2563 mg per
kg). Il contenuto di melamina in altri
marchi è risultato tra 0,09 e 619 mg per
chilogrammo.
La melamina non è stata trovata in campioni
di prodotti lattiero-caseari forniti durante
le Olimpiadi di Pechino.
Ci sono degli indagati, tra questi un
rivenditore di melamina, è ritenuto
responsabile di aver venduto il composto ad
alcuni fornitori di latte della San Lu.
Fonte:
chinastakes.com
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Diossina nel cibo -
4 ottobre 2007
Dagli yogurt ai gelati, dalla maionese
ai surgelati, dagli integratori
dietetici ai prodotti senza glutine.
L'agente cancerogeno è finito nei nostri
piatti per un periodo lunghissimo: da
quanto ha ricostruito Il Salvagente,
circola per l'Europa da almeno due anni.
Sono potenzialmente a rischio i prodotti
che contengono l'additivo addensante
Guar Gum (indicato anche come farina
di Guar, o con la sigla E412)
importato dall'India, e in particolare
dall'industria chimica India Glycols.
L'allarme
Il 25 luglio 2007,
la Commissione europea ha
scoperto la diossina in 117 lotti di
Guar Gum, importati in Europa
dall'azienda svizzera Unipektin. A oggi,
ispettori della Commissione sono in
missione India, per comprendere a fondo
la natura e le dimensioni della crisi.
Nel frattempo, però, si accavallano
notizie sempre più allarmanti. Che
smentiscono, e superano, il primo
allerta europeo. Il Salvagente ha
scoperto che il guar gum con la diossina
non è limitato a 117 partite. Non è
stato importato solo in Svizzera. E
circola anche per l'Italia. Lo
confermano i dati di Unipektin:
l'importatore elvetico, che si è trovato
nell'occhio del ciclone, ha condotto
analisi su campioni delle importazioni
degli ultimi due anni. Con risultati
sconcertanti.
Il direttore di Unipektin, Bruno Jud -
intervistato dal Salvagente - rivela che
tutte le analisi hanno mostrato la
presenza di diossina, anche in quantità
superiori a quelle scoperte dalla
Commissione europea.
Anche in Italia
Il Guar Gum incriminato è arrivato anche
in Italia:
lo rivela il dirigente di un grande
laboratorio di analisi, e lo conferma il
ministero della Salute. Un carico
contaminato, inoltre, è approdato a
giugno nel porto di Genova. E' già stato
distribuito alle aziende alimentari,
tranne una parte, sottoposta ad analisi.
Nei giorni scorsi, il ministero ha
divulgato i risultati, che evidenziano
tracce di sostanze contaminanti. Non è
stato reso noto, però, quanti e quali
prodotti contengono l'additivo alla
diossina. In ogni caso, dal ministero
assicurano che le Regioni che "stanno
procedendo al rintraccio sul territorio
nazionale di tale partita". I
consumatori, come al solito, vengono
lasciati all'oscuro.
Ritiri in mezza Europa
Nel resto d'Europa, invece, il
meccanismo di salvaguardia è scattato
subito, e l'opinione pubblica ha
percepito immediatamente l'emergenza.
Fin dai primi giorni di agosto, le
principali multinazionali si sono
attivate per rintracciare l'additivo a
rischio, ritirando i prodotti dai
supermercati.
Dalla Spagna all'Ungheria, dalla
Svizzera alla Finlandia, la sirena
d'allarme ha suonato con forza, anche
sui giornali. Il ministero della Salute
ungherese, ad esempio, per precauzione
ha ordinato il sequestro di una
quarantina di marchi, coinvolgendo
alcuni nomi celebri: Danone, Coca Cola,
Ceres. In Romania, una filiale del
gruppo Danone ha interrotto la
produzione di yogurt alla frutta (che in
seguito, però, è stato giudicato esente
da rischi). In Finlandia, il maggiore
produttore di dolciumi, Valio, ha
ritirato dal mercato 30mila cartoni di
crema da cucina, avviando analisi
accurate, e scoprendo la diossina nei
prodotti confezionati già a partire da
aprile.
Notizie col contagocce
In Italia, invece, le informazioni
arrivano col contagocce: tutto
succede al riparo dai riflettori.
Il ministero ha diramato due circolari:
la prima, diffusa il 14 agosto e
destinata a Fedechimica e
Federalimentare, era un generico invito
a effettuare controlli. La seconda,
datata 30 agosto e rivolta anche ai
farmacisti, agli erboristi, e in genere
ai commercianti e agli artigiani,
ribadisce e sottolinea l'allarme, ha un
tono più perentorio, e introduce un
nuovo elemento di inquietudine: alcuni
prodotti - cibi dietetici e integratori
alimentari - sono più a rischio di
altri. Infatti, negli yogurt e nei
gelati, la percentuale di Guar è
relativamente bassa.
Il pericolo per la salute, quindi, è
legato soprattutto all'assunzione per un
tempo prolungato, attraverso un'ampia
varietà di prodotti. Ma in commercio,
fra gli scaffali dedicati al
"benessere", si trovano pasticche,
bevande, integratori dietetici, che sono
addirittura a base di guar. Il carico di
diossina potrebbe essere impressionante.
Tratto da:
http://www.ilsalvagente.it/modules.php?name=News&file=article&sid=113
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
ADDITIVI:
Sono molti i prodotti che le possono
contenere, pertanto si suggerisce
un’accurata lettura dell’etichetta, dove
possono essere indicate per esteso
o con le sigle E410 ed E412, ma
potrebbero anche essere presenti senza
alcuna indicazione. Tra i prodotti da
tenere sotto controllo si segnalano:
* BEVANDE AL CACAO
* BEVANDE AL COCCO
* BUDINI INDUSTRIALI
* CARNE IN SCATOLA
* CHEWING-GUM
* CONFETTERIA
* CARAMELLE
* CREME PER PASTICCERIA
* FARINA DI PATATE
* FRUTTA CANDITA
* ALCUNI PRODOTTI DA FORNO
* PRODOTTI DOLCIARI IN GENERE
* ALCUNI GELATI
* ALCUNE SALSE INDUSTRIALI
* TORRONE E MARZAPANE
Tratto da:
da
http://eurosalus.lycos.it/1060861749_33.html
Commento NdR:
Nel dubbio, non acquistare le cose
che si trova sugli scaffali dei
supermercati che riportano la dicitura
*GUAR* oppure E412.
ADDITIVI TOSSICI
Mentre
Parma e Bruxelles discutono se
permettere o meno forme di calcio e
magnesio comuni negli integratori come
l'aspartato, l'ascorbato e il fumarato,
due case farmaceutiche hanno pensato di
introdurre nell'elenco delle "fonti di
minerali permessi" un'altro minerale.
Si tratta del
fluoro,
un minerale
altamente tossico che però è
importante in vari processi industriali:
la lavorazione dell'alluminio e la
produzione di uranio per le centrali e
le bombe atomiche. Il
fluoro non è un
nutriente indispensabile come lo sono le
vitamine e molti altri minerali. Quel
minerale è un anti-nutriente nel senso
che ostacola l'assorbimento dello iodio.
E' vero che in piccole quantità il
fluoro si lega con il calcio nello
smalto dei denti e lo fa diventare più
duro (*).
Per questo viene aggiunto a molti
dentifrici ma con un'avvertenza
importante: "Non fatelo inghiottire
ai bambini !"
Perché adesso ce lo troveremo negli
integratori ? Questa è la domanda che L'ANH
si pose e lo scrisse in una lettera
aperta all'EFSA, l'Autorità europea per
la Sicurezza degli Alimenti. "Ma
ci volete avvelenare con gli integratori
?" scriveva il Dott. Verkerk dell'ANH,
mentre ricordava che il fluoro non è
affatto innocuo.
L'EFSA ha messo le mani avanti: "Non era
nostro compito pronunciarci sulla
sicurezza del fluoro per sé ... abbiamo
dato solo un'opinione per due forme
particolari del minerale e il loro uso
negli integratori alimentari."
Hanno ragione poverini, il fluoro era
già nell'elenco dei minerali
allegato alla direttiva sugli
integratori.
Ma perché un uso prettamente medicinale
(la prevenzione della carie dentale)
viene permesso per il fluoro negli
integratori mentre per tutti gli altri
minerali e le vitamine è vietato ?
E come mai le sostanze vengono valutate
con due pesi e due misure ? Scoppiò
una forte polemica, anche nella
stampa specializzata.
(*) In
effetti, il fluoro, lo hanno provato
studi scientifici, causa una maggiore
incidenza di rottura delle ossa
nelle persone anziane in seguito
all'osteoporosi. Il Dott.
Durrant-Peatfield ci dice che
il fluoro è un
veleno che distrugge gli
enzimi. Il suo accumulo nella
tiroide è causa di squilibri ormonali.
E'associato a malattie autoimmuni oltre
all'osteoporosi, l'osteosarcoma e
perfino un'aumento del cancro alla
tiroide.
Alcuni ricercatori dicono che il fluoro,
introdotto nell'alimentazione attraverso
la sua aggiunta nell'acqua potabile, è
uno strumento di controllo della
popolazione. La sua azione sul cervello,
a loro dire, ci fa più docili, meno
attivi, meno cattivi. Vorremmo sapere
perché le autorità europee sono così
compiacenti quando si tratta di
introdurre, dietro richiesta
farmaceutica, il fluoro perfino nei
nostri integratori.
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COLORANTI
La FSA (Agenzia di sicurezza alimentare
britannica), dopo la pubblicazione dello studio
di Southampton riguardante l'effetto di certi
coloranti artificiali e del conservante benzoato
di sodio sul comportamento dei bambini con
iperattività o con sindrome da deficit di
attenzione e iperattività (ADHD), ha
recentemente incontrato l'industria e i
rappresentanti dei consumatori. La discussione
si è sviluppata principalmente sulle possibili
azioni da parte dell'industria in merito all'uso
di queste sostanze negli alimenti, per fornire
un aiuto pratico ai genitori che vogliono
evitare gli additivi oggetto dello studio.
In particolare, è stato preso in considerazione
l'uso di un'etichettatura più chiara per questi
additivi, invece della consueta indicazione con
il codice "E" seguito dal numero (ad es. E211 al
posto di benzoato di sodio), presente sulle
etichette degli alimenti. È stata valutata anche
l'ipotesi della riformulazione dei prodotti
alimentari, per escludere coloranti artificiali
e conservanti, e sostituirli, invece, con delle
alternative non artificiali e più salutari.
Mentre alcune industrie alimentari hanno già
dichiarato la loro intenzione di eliminare gli
additivi dai loro prodotti, più difficile
risulta l'ipotesi di un'etichettatura più chiara
per i consumatori, che in certi casi potrebbe
risultare anche commercialmente svantaggiosa.
L'EFSA (Autorità di Sicurezza Alimentare
Europea) ha già ribadito che includerà anche lo
studio di Southampton nei documenti scientifici
da vagliare per valutare la sicurezza di tutti i
coloranti alimentari. In particolare, si sta
attendendo, proprio recentemente, l'adozione di
opinioni provvisorie dell'EFSA sui sei coloranti
alimentari oggetto dello studio di Southampton,
che verrà revisionato dalla stessa Autorità. Nel
frattempo la FSA ha manifestato la sua
intenzione di sollecitare anche la
Commissione europea, affinché si muova, a
livello normativo, nell'interesse dei
consumatori in merito all'uso di coloranti e
conservanti negli alimenti sul mercato europeo.
** A livello europeo si attende l'esito della
valutazione di sicurezza per questi additivi
alimentari da parte dell'EFSA, che ha già
annunciato una revisione dello studio di
Southampton, e una regolamentazione da parte
della Commissione. Per i consumatori il
consiglio è sempre quello di leggere
attentamente l'etichetta dei prodotti che
consumano.
Fonte :
http://www.food.gov.uk/news/newsarchive/2007/nov/coloursmeeting
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Per 15 anni a decine di migliaia di
prosciutti in scadenza sono stati "rigenerati" e
cambiate le etichette. E’ da far la notizia
uscita sul settimanale "la Voce di Parma" il 20
Febbraio 2008, che pubblica le dichiarazioni di
un ex-dipendente della Parmacotto.
I media tacciono la procura indaga,
Parmacotto minaccia.
""In principio siamo rimasti increduli,
esterrefatti. Quando è arrivata alla "Voce" la
disperata lettera di Giovanni Cattani, un
invalido cacciato dalla Parmacotto dopo 25 anni
di onesto e fedele servizio, non abbiamo creduto
che potesse essere vero quello che veniva
denunciato al termine dello sfogo epistolare di
quell'uomo che in età ormai avanzata aveva
perduto il lavoro.....
Il racconto del Cattani ha infatti poi trovato
conferma nelle testimonianze di altri ex
dipendenti di questa azienda, cosa che ci induce
a renderlo pubblico con l'auspicio che le
competenti autorità intervengano per fare piena
luce su questa sconcertante vicenda.
L'INTERVISTA
Signor Cattani, lei ha mandato una lettera al
nostro settimanale, dopo essere stato
licenziato, nella quale ha accennato a procedure
di rifacimento dei prosciutti scaduti
all'interno dello stabilimento
Parmacotto di San Vitale di Baganza, cosa
intendeva dire ?
”Intendevo dire che in quello stabilimento oltre
ai prosciutti cotti di nuova produzione si
rifacevano quelli che erano prossimi alla
scadenza essendo rimasti invenduti nel nostro
magazzino.
Con questo procedimento gli davamo altri mesi di
vita. Preciso che si trattava non dei prosciutti
preaffettati e messi nelle vaschette, ma dei
prosciutti che vanno a finire nei negozi e
venduti affettati davanti al cliente!.
E' sicuro di quello che dice ?
”Certo che sono sicuro. Pochi giorni prima della
scadenza si aprivano le buste col marchio
Parmacotto e si procedeva al trattamento dei
prosciutti. Questa operazione veniva fatta pochi
giorni prima della scadenza perché, ovviamente,
nessun prodotto alimentare può essere immesso in
commercio quando sta per scadere il periodo per
la consumazione".
Si trattava di pochi prosciutti o di grandi
quantità ?
”Se ne facevano dei bancali, si arrivava anche a
mille o due mila per volta".
Quanta gente lavorava a questa operazione ?
"Tutto un reparto di confezionamento, gli uomini
che nella produzione normale erano fuori a
togliere i prosciutti dagli stampi venivano
messi ad aprire gli scatoloni dal ban-cale, e le
donne aprivano le buste e buttavano i prosciutti
nell'acqua e sale".
In che condizioni erano quando le buste venivano
aperte ?
"A volte erano buoni, altre volte facevano
schifo. C'era addirittura qualcuno di noi che,
quando venivano aperte le buste, vomitava. A
volte c'era una puzza di marcio incredibile.
Colava giù la gelatina diventata colla.
Puzzavano, facevano schifo. Quelli che non erano
più commestibili, diventati verdi, li buttavamo
via. Quelli che verdi ancora non erano li
buttavamo nella bacinella con l'acqua e il sale,
per lavarli. La gelatina colava via e
diventavano come nuovi".
E poi cosa succedeva ?
"A questo punto occorreva dare una nuova
numerazione al prosciutto rigenerato. Con la
cannella della bombola del gas si scaldava
l'etichetta che era di gelatina e che si poteva
mangiare senza problemi, che si arricciava.
Sull'etichetta c'era una cifra con una lettera
che diceva che quel prosciutto era stato
prodotto in un certo periodo. Se non fosse stata
tolta l'etichetta si sarebbe ca-pito che quel
prosciutto era stato prodotto mesi prima, nella
data indicata e quindi che era scaduto. Poi si
metteva un'etichetta nuova, con la cifra nuova
in corso quella settimana".
Quindi l'etichetta di gelatina era l'unica cosa
nuova di quel prosciutto ?
"Certamente".
Chi vi dava ordine di fare queste cose ?
"Quando arrivavamo a lavorare vedevamo il nostro
nome su un foglio che ci indicava se eravamo
adibiti al confezionamento, allo stampaggio o al
disosso. Dove dovevi andare, andavi. Poi il capo
fabbrica, il capo turno o il capo reparto ci
dicevano oggi c'è da fare questo e tu questo
dovevi fare".
Come veniva indicato il lavoro del rifacimento
dei prosciutti scaduti ?
”A ghè da fer i ros' ci dicevano in dialetto.
Perché sulle confezioni da aprire c'era il
bollino rosso. Questo bollino significava che
dovevano essere rifatti. Magari su duemila di
questi ne rifacevamo
1500, 1800 e gli altri venivano buttati via
perché irrecuperabili. Il bello è che si curava
molto l'igiene perché dopo questo trattamento ci
facevano pulire a fondo e poi veniva giù la
"chimica" a controllare la carica batterica e
tutto era in perfetto ordine. L'igiene era molto
sentita alla Parmacotto anche durante la normale
lavorazione. Ogni volta che si faceva la pausa
ogni metà giornata, bisognava staccare 20 minuti
prima e pulire e disinfettare tutto, anche i
coltelli, tavoli,
nastri, poi mentre facevamo la pausa veniva la
Chimica da sopra a fare il controllo".
L'ordine di rifarei prosciutti, quindi, veniva
dall'alto ?
"Nessun operaio, ovviamente, potava prendere
delle iniziative. Là dentro vigeva l'ordine: 'tu
non sei pagato per pensare".
Vi erano periodi particolari nei quali
avvenivano queste procedure di rifacimento ?
"Venivamo adibiti a questo lavoro quando c'era
un calo nei consumi e quindi nelle vendite. A
volte ci facevano andare anche di sabato. Se
durante la settimana c'era una produzione piena,
facevamo gli straordinari".
Controlli esterni non avvenivano ?
"Quello che mi ha sempre dato da pensare è che
qualche giorno prima che arrivassero i Nas, una
settimana prima circa, ci dicevano: "ragazzi
facciamo pulizia". E poi quando arrivavano, di
solito alle 11 o a mezzogiorno, verso le 9,30
passavano sempre uno o due scatoloni di
nostrani, cioè i migliori prosciutti in
assoluto, che prendevano la direzione del piano
di sopra dove avevamo gli uffici. .....Forse gli
facevano assaggiare la produzione...".
Da quanto tempo andava avanti questo sistema ?
"Da non meno di quindici anni. All'inizio,
quando sono stato assunto e quando c'era ancora
Tonino, il fratello di Marco Rosi, che guardava
alla qualità più che alla quantità, queste cose
non succedevano. Dopo l'uscita del signor Tonino
dalla Parmacotto, il signor Marco ha puntato di
più sulla quantità. Cambiarono anche il
direttore proprio per ottenere questo risultato
di incentivare la produzione. E allora
cominciarono a rimanere gli scarti. Per un po'
venivano immagazzinati e poi abbiamo cominciato
a rigenerarli".
Quindi in questi quindici anni sono stati
rigenerati e contraffatti migliaia e migliaia
di prosciutti ? In un anno quanti ne venivano
rifatti ?
"Io non lo so perché facevamo i turni. Consideri
che in un pomeriggio, perché prevalentemente
questo lavoro lo facevamo al pomeriggio, se
tutto andava bene ne facevamo circa 2000. Un
numero
inferiore a quelli freschi perché c'era più
lavorazione, e poi ce la prendevamo più comoda
perché dovevamo lavorare con gli stivali per
tutto quello schifo, tipo candela del naso, che
colava giù dopo l'apertura delle buste e rendeva
scivoloso il pavimento tanto che qualcuno cadeva
per terra".
Chi stampava sul prosciutto rifatto l'etichetta
contraffatta ?
"Sempre noi. Se ad esempio in quella settimana
la produzione era contrassegnata dalla lettera
"G", anche i rifatti dovevano portare quella
lettera, perché altrimenti non potevano avere la
scadenza dei mesi consentiti per la produzione
nuova".
Come venivano distinti i prosciutti rifatti da
quelli nuovi ?
"Il capo reparto dava le istruzioni e indicava
il numero col quale contraddistinguere i
rifatti. Per i rifatti che venivano dal
magazzino, cioè rimasti lì in giacenza e mai
spe-diti, bisognava togliere una lettera e
aggiungerne un'altra. Era una lettera fissa non
ricordo se la P o la Q, e poi si aggiungeva un
numero alla partita originale. L'etichetta
doveva avere la stessa lettera settimanale. I
prosciutti tornati perché ad esempio rifiutati
dal negoziante e quindi difettosi, avevano
un'altra lettera. Questi venivano fatti a pezzi
e venduti sotto prezzo a pizzerie o per farei
toast".
Quindi tutti gli operai dello stabilimento di
San Vitale erano a conoscenza di questa
procedura ?
"Certo, anche se difficilmente lo ammettono.
Perché se lo dici perdi il posto di lavoro. Io
l'ho già perso e quindi non ho più paura".
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DIOSSINE negli alimenti
Secondo un recente studio condotto nelle Fiandre
in Belgio e pubblicato nel numero di Gennaio
2008 della rivista scientifica Chemosphere,
l'assunzione di diossina tramite alimenti
contaminati è superiore alle soglie di
tollerabilità in buona parte della popolazione,
specie negli adolescenti (quasi il 60 percento
dei casi) e nelle madri. I risultati, si dice
nell'articolo, sono in linea con quelli di
analoghi studi europei.
Dietary exposure to dioxin-like compounds in
three age groups: Results from the Flemish
environment and health study
Abstract
Lipophilic contaminants are present in the
environment and bioaccumulate in the food chain.
Therefore, their intake via animal fat of
various sources was assessed for three age
groups of the Flemish population, participating
in a large biomonitoring program of the Flemish
government. In total, 1636 adolescents (14-15
years), 1186 mothers (18-44 years), and 1586
adults (50-65 years) participated in the study
and completed a semi quantitative food frequency
questionnaire. Individual consumption data were
combined, via a so-called simple distribution
approach, with recent data on polychlorinated
dibenzo-p-dioxins/furans and dioxin-like
polychlorinated biphenyls, measured via the
chemical-activated luciferase gene expression (CALUX)
bio-assay in food items available on the Flemish
market.
The median (95th percentile) estimated intakes
of dioxin-like contaminants were 2.24 (4.61),
2.09 (4.26), and 1.74 (3.53) pg CALUX-TEQ kg-1
bw d-1 for, respectively adolescents, mothers
and adults. These data are in the same range as
those found in other European studies. The
CALUX-TEQ results of respectively 59.8%, 53.7%
and 36.2% of the adolescent, mother and adult
population exceed the tolerable weekly intake (TWI)
of 14 pg WHO-TEQ kg-1 bw w-1, as derived by the
Scientific Committee on Food [Scientific
Committee on Food, 2001. Opinion of the
Scientific Committee on Food on the Risk
Assessment of Dioxins and Dioxin-like PCBs in
Food, CS/CNTM/DIOXIN/20 final Brussels,
Belgium].
The main contributors of dioxin-like substances
are fish and seafood (25-43% of the total
intake), added fats (22-25% of the total intake)
and dairy products (17-20% of the total intake).
http://dx.doi.org/10.1016/j.chemosphere.2007.07.008
Chemosphere - Volume 70, Issue 4, January
2008, Pages 584-592 - Copyright © 2007 Elsevier
Ltd All rights reserved.
ACQUA INQUINATA
In Italia (zona
Campania) il composto inquinante rilevato dal
Comando della Marina nelle acque è il
tetracloroetene, anche noto come
tetracloroetilene o PCE, un alogenuro organico
utilizzato come solvente per lo sgrassaggio
dei metalli nell'industria metallurgica
(*),
chimica e
farmaceutica
e per la produzione di
pesticidi.
Il suo uso è pure comune nelle lavanderie a
secco, nei laboratori fotografici e nelle
officine dove viene rimossa la vernice da
superfici metalliche. Un solvente similare noto
commercialmente è la trielina, che si
differenzia dal PCE per avere un atomo di
carbonio in meno (è infatti detto "tricloroetilene").
Il tetracloretene, scarsamente biodegradabile,
è assai nocivo per l'uomo e per
l'ambiente.
Inalato, deprime il sistema nervoso centrale
e produce sintomi simili a quelli
dell'ubriacatura da alcolici: mal di testa,
confusione, difficoltà nella coordinazione
motoria, riduzione delle percezioni tattili.
"Generalmente - avverte la nota emessa dal
Comando della Stazione della Us Navy di Napoli -
gli effetti immediati del PCE possono includere
irritazione di occhi, naso e gola; nausea,
indebolimento della memoria e disordini visivi.
L'esposizione a grandi percentuali di solventi
volatili organici clorati (VOC) possono causare
giramenti di testa, ridurre la capacità di
concentrazione e causare un irregolare battito
cardiaco. Si possono compromettere le capacità
di risposta immunitaria e, nel caso di una
gravidanza, il corretto sviluppo del feto.
Esposizioni prolungate possono condurre al
danneggiamento dei tessuti epatici, renali e del
sistema nervoso centrale". Il tetracloroetilene
è considerato inoltre un agente cancerogeno.
In Italia, i prodotti contenenti
tetracloroetilene sono classificati nel decreto
legislativo n. 152 del 2006 come "rifiuti
pericolosi" e non devono essere smaltiti in
discarica o drenati nelle acque sotterranee. In
che modo il PCE sia finito nei rubinetti di
alcuni comuni campani è cosa tutta da accertare,
ma gli "inaccettabili livelli" del solvente
riscontrati dalla US Navy hanno imposto
l'allontanamento da Casal di Principe di undici
famiglie statunitensi.
Una misura che non ha preoccupato invece gli
amministratori locali: la popolazione civile
continua infatti ad essere rifornita di acqua al
tetracloroetilene. E, forse, altri veleni.
Secondo quanto rivelato dal quotidiano delle
forze armate Stars and Stripes, in almeno una
delle abitazioni in Campania sottoposte ad
analisi sarebbero state individuate infatti
quantità allarmanti di diossina, altra sostanza
particolarmente pericolosa per la salute umana.
"Gli esperimenti hanno dimostrato che la
diossina colpisce un alto numero di organi e
sistemi", avvertono le forze armate
statunitensi.
"Una volta entrata nel corpo, la sua presenza si
prolunga nel tempo a causa della sua stabilità
chimica e dell'abilità ad essere assorbita dal
tessuto adiposo. L'esposizione per breve tempo
ad alti livelli di diossina può causare lesioni
alla pelle e alterazione delle funzioni
epatiche. L'esposizione prolungata ha invece
effetti cancerogeni sul sistema immunitario,
nervoso, endocrino e riproduttivo".
Ciononostante il Comando USA di Napoli non ha
voluto rivelare il nome della località in cui
sarebbe stata riscontrata diossina nelle fonti
idriche.
Omessa pure la notizia del rilevamento di un
altro pericolosissimo veleno, l'arsenico,
particolarmente utilizzato in agricoltura
come
pesticida,
erbicida ed
insetticida; hanno pure accertato la
presenza di grandi quantità di
coliformi fecali e locali in oltre il 30%
delle abitazioni "testate".
A rivelare che nelle acque campane scorre
arsenico è stata la giovane moglie di un
ufficiale statunitense, Maria Ortiz. Madre di
due bambini minori di otto anni, la Ortiz ha
ottenuto nel mese di giugno di essere trasferita
con la famiglia in un nuovo alloggio della base
USA di Gricignano.
Qualche mese prima il Comando di Napoli aveva
comunicato verbalmente al marito che i test
effettuati nella sua residenza a Villa Literno
avevano evidenziato la presenza di "alti livelli
di arsenico e altri pericolosi agenti chimici".
Un esame successivo confermò i "risultati del
campione preliminare con una presenza
consistente di tetracloroetene", senza però fare
più cenno all'arsenico. Maria Ortiz decise
allora di rendere pubblico quanto riscontrato
nel test originario. "I valori di arsenico
dispersi nel suolo nella mia abitazione - ha
dichiarato Maria Ortiz - erano 40 volte più
grandi di quelli che l'EPA, l'Agenzia per la
Protezione dell'Ambiente degli Stati Uniti,
considera come una minaccia potenziale in caso
di un periodo espositivo di trent'anni.
By Antonio Mazzeo – Tratto con sintesi da:
patrimoniosos.it – 09.12.2008
(*)
Nell'industria
metallurgica e nelle fonderie predominano
condizioni lavorative estremamente difficili. Le
polveri di metallo, i vapori e i liquidi oleosi,
le alte temperature, gli urti e le vibrazioni
fanno parte della dura attività produttiva
quotidiana. L'installazione di PC industriali in
contesti produttivi così duri richiede
prestazioni particolarmente elevate.