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Nuovi studi a favore del
latte materno
L'allattamento al seno, se
accompagnato da una terapia appropriata, riduce il
rischio di infezione dei neonati. Due ricerche sul
New England Journal of Medicine .
I due studi, pubblicati on
line sul
New England Journal of Medicine, portano
nuove evidenze a favore dell'allattamento al seno anche
quando la madre è sieropositiva. Come già sostenuto da
diverse ricerche pubblicate su autorevoli riviste, come
The Lancet (Galileo, "Latte
materno contro l'Hiv"), è possibile ridurre il
rischio di infezione dei neonati senza rinunciare al
latte naturale.
Nei paesi del Terzo Mondo,
infatti, le madri sieropositive si trovano di fronte a
un dilemma cruciale: svezzare il neonato al seno
rischiando di infettarlo con il
virus dell’Hiv,
oppure praticare l’allattamento artificiale, privando
però il piccolo della protezione
immunitaria
contenuta latte materno e, soprattutto, utilizzando come
diluente acqua non sterilizzata.
Il primo dei due nuovi studi
è stato condotto nello Zambia da un team di ricercatori
della
Columbia University (New York) e dell’Università
dello Zambia. L'altro è stato effettuato dall’Università
del Malawi in collaborazione con la statunitense
Johns Hopkins University.
La ricerca svolta nello
Zambia ha preso in esame due gruppi di neo madri
sieropositive: un gruppo di 481 donne ha allattato al
seno il proprio bambino fino al quarto mese di vita,
mentre un altro gruppo, di 477 donne, ha proseguito
l’allattamento anche nei mesi successivi. “La nostra
ricerca ha dimostrato”, spiega la coordinatrice dello
studio Louise Kuhn, “che l’allattamento naturale non
solo riduce il rischio di mortalità da
Hiv nei bambini
che nascono sieropositivi, ma riduce anche la
probabilità che i bambini vengano infettati, dopo il
quarto mese, dalla madre sieropositiva.
Questo secondo risultato è il più sorprendente e
difficile da spiegare”. I ricercatori ipotizzano che
l’interruzione brusca dell’allattamento al quarto mese
porti a un aumento dei casi di mastite nelle donne.
Questo tipo di infezione aumenterebbe la probabilità che
i bambini nutriti con latte artificiale contraggano i
virus qualora la madre conceda occasionalmente al
piccolo il proprio latte, nella fase di svezzamento.
Tratto da: galileonet.it
vedi:
Alimentazione Naturale
+ Consigli Alimentari +
Disfunzioni dello Sviluppo
+ CRUDISMO
+
Latti Contaminati
+
LATTE MATERNO +
Latte
Vegetale
+ UNICEF +
Parto
Eventi
+ Nascere in modo naturale
+ Parto Naturale
+ Colostro +
Liquido Amniotico + Infiammazione
e Febbre nei bambini
+
Catarro, Tosse, Raffreddore,
Influenza
+ Disfunzioni dello Sviluppo
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L'ALLATTAMENTO
al SENO CONVIENE
- vedi:
BIBERON di
PLASTICA PERICOLOSI !
By Robert S. Mendelsohn,
da Latte e formaggio, rischi e allergie per adulti e
bambini, Macroedizioni
Il contributo più importante
per la salute futura del vostro bambino sta
nell'attenzione che prestate alla vostra dieta durante
la gravidanza e alla corretta alimentazione del vostro
bambino dopo la nascita. Siccome i pediatri ne sanno
poco e tanto meno sono interessati alla nutrizione, ogni
donna deve diventare un'esperta su quello che riguarda
il proprio bambino.
La vostra prima e più importante
decisione in fatto di nutrizione - se allattare o meno
il bambino al seno - deciderà della sua salute e del suo
sviluppo nell'infanzia e per il resto della sua vita.
L'allattamento al seno pone le basi per una sana
crescita fisica ed emotiva e produce anche molti
benefici effetti sia su di voi che sul vostro bambino.
Il latte materno si è dimostrato per milioni di anni il
migliore nutrimento per i neonati perché è il cibo
perfetto della natura. Fornisce al bambino tutte le
sostanze nutritive di cui ha bisogno per una crescita
sana almeno per i primi sei mesi di vita e tutte le
autorità in campo nutritivo e pediatrico confermano la
sua superiorità sia sul latte in polvere che sul latte
vaccino. Il latte di mucca, infatti, non contiene
abbastanza ferro e non lo si dovrebbe dare ai bambini,
per lo meno nei primi sei mesi di vita.
Anche dopo
dovrebbe essere introdotto nella dieta con estrema
cautela poiché molti bambini sono allergici al latte di
mucca.
Si presume che questa sia la causa potenziale di
molte malattie. Anche l'alimentazione con latte in
polvere è meno soddisfacente dal punto di vista
nutritivo.
Se allattate il vostro bambino non c'è alcun pericolo
che alcuni elementi nutritivi essenziali manchino al
vostro latte, lo stesso non si può dire per i latti
istantanei. Nutrire i bambini con il latte nel biberon
li predispone inoltre ad obesità a causa della carenza
di giuste proporzioni tra gli ingredienti. Il latte
umano ha un contenuto di proteine dell'1,36%: il latte
vaccino e i latti in polvere ne contengono il 3,3% o
più. Per questo motivo uno studio su 250 lattanti di sei
settimane ha rilevato che il 60% dei bambini nutriti col
biberon era sovrappeso, contro il 19% di quelli
allattati al seno.
L'eccesso di proteine sovraccarica
indebitamente i reni ed alcuni bambini prendono peso più
in fretta perché trattengono più liquidi. Inoltre, i
bambini allattati col biberon sono nutriti in dosi
prestabilite e ad ogni pasto viene data loro una certa
quantità di latte. Troppo spesso le madri sentono di
dover incoraggiare il bimbo a bere tutto il latte del
biberon, dandogliene magari 200 grammi quando 150 gli
basterebbero.
Un bambino allattato al seno riceve
inoltre dal latte della madre una naturale immunità ad
allergie ed infezioni, negate invece ai bambini nutriti
col biberon.
Il latte della madre contiene sostanze uniche che
inibiscono lo sviluppo di batteri e virus, proteggendo
il vostro bambino dalle malattie proprio durante i mesi
più rischiosi della sua vita. Il legame madre-bambino è
essenziale per lo sviluppo emotivo del vostro bambino e
dà anche a voi ricompense emotive.
Nutrire il bambino
allattandolo è il modo ideale per stabilire questo
legame praticamente quasi dal momento della nascita.
A
meno che non vi siano stati somministrati troppi farmaci
durante il parto (cosa di cui risente anche il bambino),
il suo desiderio di essere allattato giunge al suo apice
20-30 minuti dopo la nascita.
Da quel momento in poi dovrebbe essere nutrito ogni
volta che ne manifesti il desiderio, il che potrebbe
anche accadere una ventina di volte al giorno. Le
ricompense emotive e psicologiche dell'allattamento non
possono essere sottovalutate.
Il dottor Grantly Dick-Read, considerato il padre del
movimento della nascita naturale, dice: “Il bambino
appena nato ha solo bisogno di tre cose: il calore tra
le braccia della madre, il nutrimento dal suo seno e la
sicurezza nella consapevolezza della sua presenza.
L'allattamento al seno soddisfa tutte e tre queste sue
necessità”.
I neonati dovrebbero essere nutriti quando
hanno fame e non in base a qualche tabella arbitraria.
L'appetito del vostro bambino è regolato dal suo bisogno
di cibo e non dall'orologio della nursery. Se il vostro
bambino è nato in ospedale cercate di ottenere il
permesso di tenervelo in camera, in modo da poterlo
allattare ogni volta che lo desidera. Se ciò non è
permesso chiedete che ve lo portino quando ha fame e non
ogni quattro ore. Pregate anche il vostro dottore perché
insista che non venga dato al bambino alcun nutrimento
supplementare. Alcune infermiere non possono resistere
alla tentazione di mettergli in bocca un biberon quando
piange, anche se il bambino è già stato allattato.
Questo gli toglierà l'appetito per quando lo
allatterete, perciò insistete con le infermiere di
portarvelo subito quando piange. Cominciate ad allattare
il vostro bambino pochi minuti dopo il parto: questo vi
aiuterà a prevenire eventuali emorragie poiché la
suzione provocherà la contrazione dell'utero,
affrettandone il ritorno alle normali condizioni e
riducendo così il flusso di sangue. Le madri che
allattano riescono a ritornare al loro peso normale più
facilmente di quelle che abbandonano questa fase del
ciclo riproduttivo ricorrendo all'allattamento
artificiale.
Normalmente circa quattro chili del peso
che la madre prende durante la gravidanza sono di grasso
che si pensa venga accumulato per darle la possibilità
di produrre latte per il suo bambino dopo la sua
nascita. Se allattate, questo grasso in eccesso viene
consumato durante questa fase. Se non succede, devono
essere prese misure 'eroiche' per ritornare al vostro
peso normale.
Le madri mi domandano spesso quante volte devono
allattare i bimbi, per quanto tempo e quanto debbano
mangiare.
La risposta: sia che il vostro bambino sia alimentato al
seno o col biberon - è che sia il bambino a deciderlo.
Allattatelo quando sembra nervoso, lasciatelo succhiare
e non vi preoccupate se mangia troppo o troppo poco. Il
bambino succhia l'80-90% del latte a disposizione in
circa quattro minuti di suzione a ciascun seno. Comunque
è consigliabile tenercelo più a lungo per ragioni
emotive e per stimolare la produzione del latte.
L'atto di allattare, anche quando c'è poco latte, ne
stimola la produzione. Se limitate il periodo di
allattamento o se non allattate il bambino abbastanza
spesso, la produzione di latte si potrà ridurre a tal
punto che non potrete più soddisfare le esigenze del
bambino. Le ragioni emotive che vi possono spingere a
prolungare il periodo dell'allattamento sono molto
importanti.
Alcune madri vengono anche intimidite dall'idea che
l'allattamento al seno sia una seccatura, scomodo e poco
pratico.
Senza dubbio molte madri la pensano così ma, in base
alla mia esperienza, una volta che hanno provato i
piaceri dell'allattamento cambiano rapidamente idea.
Allattare è dunque una necessità per la madre e il
bambino, legati entrambi nel periodo post-natale da un
meraviglioso e crescente rapporto di amore e da una
interdipendenza reciproca estremamente ripagante.
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Troppi batteri nel biberon
ALLARME Le confezioni del
latte in polvere non precisano la temperatura necessaria
per eliminare eventuali microrganismi. Come dimostrano
casi recenti di infezione.
L'emergenza latte in polvere
è scattata prima in Germania, Gran Bretagna, Spagna,
Austria, poi di nuovo in Germania. Da giugno a settembre
in alcune confezioni di formule per lattanti le autorità
di controllo hanno trovato l'Enterobacter
Sakazakii, microrganismo che può provocare infezioni
serie quali meningite, diarrea e setticemia.
(NdR: nei soggetti
vaccinati,
quindi
deboli immunitariamente)
E in Italia ? È partito
subito l'allerta del Servizio igiene degli alimenti e
della nutrizione (Sian) e sembra sia tutto sotto
controllo. Ma non è il solo batterio a destare
preoccupazioni.
Dal 2002 in tutto il mondo
sono stati segnalati svariati casi di infezione da
Enterobacter e
Salmonella presenti nel
latte in polvere.
Tutti registrati dal sistema comunitario di allerta per
la sicurezza alimentare.
I batteri non sono presenti nell'acqua usata per
diluire, ma nelle confezioni ancora intatte.
Com'è possibile che un prodotto destinato ai neonati
contenga agenti patogeni pericolosi ?
A differenza del latte artificiale liquido, che è
costoso, quello in polvere non è sterile. «La catena
di produzione, per quanto avanzata, non elimina del
tutto il rischio di contaminazione da batteri, che sono
presenti nell'ambiente e provengono dal contatto con
aria, macchine, involucri e personale addetto alla
lavorazione del prodotto» spiega Adriano Cattaneo,
dell'Unità per la ricerca sui servizi sanitari e la
salute internazionale al Burlo Garofolo di Trieste. «Contaminati
da Enterobacter sono fino al 14 per cento dei campioni
di latte in polvere analizzati dalle autorità di
controllo».
Eppure, per ridurre il
rischio d'infezione basterebbe poco. Basterebbe che
sulle etichette dei prodotti figurassero precise
informazioni, soprattutto circa la temperatura
dell'acqua da usare per ricostituire il latte. «Lavarsi
le mani, lavorare in un ambiente pulito, mettere la
polvere in acqua bollita e subito portata a non meno di
70 °C, far consumare il latte in tempi brevi e gettare
l'eventuale residuo» elenca Cattaneo.
È quanto raccomandano l'OMS,
l'Organizzazione mondiale della sanità, e la
FAO, nelle
linee guida per la preparazione del latte in polvere. Ma
a dispetto di ciò molte etichette parlano di acqua
intiepidita e nel migliore dei casi portata a soli 5 5
°C. «Temperatura insufficiente a scongiurare i rischi
di infezione» avverte Cattaneo.
Coinvolti nell'allarme
europeo sono i colossi degli alimenti per neonati. I
nomi dei prodotti ritirati dal commercio sono stati
elencati in un articolo pubblicato sul settimanale
il
Salvagente lo scorso agosto.
Per quale ragione, a fronte
del crescente allarme, le aziende non modificano le
informazioni su come ricostituire il latte in polvere in
modo corretto ? «Le raccomandazioni degli organismi
internazionali non sono vincolanti per le aziende»
risponde Silvio Borrello, che guida la Direzione
generale della sicurezza degli alimenti del ministero
della Salute.
La
direttiva UE 2006/141
sugli alimenti per lattanti non contempla una
prescrizione specifica sulle etichette. «In sede di
stesura l'Italia aveva richiesto l'inserimento delle
indicazioni suggerite da Oms e
Fao, ma non ha trovato il
consenso dei partner europei» ricorda Borrello. «Entro
la fine dell'anno l'Italia recepirà la norma
UE. Ma non
sarà possibile prendere una direzione che si allontani
da quella europea. Anche se il ministero cercherà di
sensibilizzare i produttori affinche’ modifichino le
etichette».
Le aziende non sembrano
farsi troppi problemi. L'Associazione italiana industrie
prodotti alimentari (Aiipa), forte degli studi
scientifici che evidenziano la rarità del fenomeno
infettivo, in una nota dice: «Le formule in polvere per
lattanti sono intrinsecamente molto sicure».
Le associazioni di
consumatori e l'Ibfan, la rete internazionale di azione
per l'alimentazione infantile, non ci credono. E neppure
le istituzioni sanitarie.
Nel 2004 il rapporto
Istisan dell'Istituto superiore di
sanità ha elencato le misure da adottare per la
produzione, l'uso domestico e ospedaliero del latte in
polvere per neonati. Lo stesso anno, a settembre, l'Efsa,
Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha diffuso
un documento analogo.
Ed a marzo 2006 il ministero della Salute ha chiamato i
produttori a seguire le raccomandazioni del rapporto
Istisan e dell'Efsa. Ma c'è una direttiva a ostacolo
delle etichette.
Per fortuna, anche quando il
batterio è presente, il contagio resta evento raro. «Si
infettano soprattutto i neonati prematuri o con un
sistema immunitario debole, (NdR: esempio: i
vaccinati) anche se talvolta si
ammalano pure i lattanti sani» dice Cattaneo.
La dimensione dei rischi
Enterobacter e Salmonella si legge nei dati
epidemiologici. Se in Italia non si registrano casi
d'infezione, in Francia nel 2004 ne sono stati segnalati
4, di cui 2 letali, e l'anno dopo si sono contati 200
infettati da salmonella.
Anche in altri paesi si sono
verificate miniepidemie: Belgio, Usa, Israele, Manda,
Grecia.
I numeri ufficiali sono
piccoli «ma potrebbero essere sottostimati,
soprattutto nei paesi poveri, dove i segni di malattia
sono a stento correlabili con la presenza dell'Enterobacter,
difficile da isolare in laboratorio» puntualizza
Cattaneo.
Tanto più che il batterio, isolato solo da una trentina
d'anni, è quasi sconosciuto nel Terzo mondo: non si sa
né di cosa i neonati si ammalino, né in quanti per
l'infezione da Enterobacter.
Se nel mondo occidentale è difficile informare i
consumatori circa le norme igieniche per ricostituire il
latte in polvere, nel resto del mondo, dove scarseggia
l'acqua potabile, l'igiene è un'utopia.
Che fare per scongiurare il
rischio d'infezione ? «Promuovere e incoraggiare
l'allattamento al seno materno, il sistema migliore di
alimentazione del neonato, ferma restando l'esigenza di
una chiara informazione sulle etichette dei prodotti»
conclude Borrello.
Ma per i genitori il
problema resta e le preoccupazioni pure. «Il rischio
non si limita al latte in formula» avverte Maurizio
Bonati del Mario Negri «basta vedere quello che è
successo qualche settimana fa in Spagna, con un
preparato di ampio utilizzo, un infuso di camomilla per
l'infanzia, con due casi di
botulino a danno di neonati,
come riporta il quotidiano ElPais».
Tratto da: panorama.it
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Interrogazione al
Ministro della Salute in XII Commissione
Premesso che:
- come denunciato dall'Aduc Associazione per i diritti
degli utenti e consumatori) in Germania il produttore di
cibi per l'infanzia Hipp ha ritirato dal mercato il
latte ipoallergico per neonati HA1, per la presenza
dell'enterobatterio sakazakii. Il provvedimento riguarda
le confezioni contrassegnate da JSL MTX e data di
scadenza 12 dicembre 2007, come pure JHK MTD, con
scadenza 11 gennaio 2008;
- a meta' dello scorso giugno Bebivita e Milupa avevano
ritirato del latte in polvere per lattanti per lo stesso
motivo;
- la Hipp ha precisato che il germe comune sakazakii
puo' diventare pericoloso solo se lasciato a temperatura
ambiente per varie ore poiche' avrebbe cosi' la
possibilita' di riprodursi;
l 'Istituto federale tedesco di valutazione dei rischi
(BfR) precisa che l'enterobatterio sakazakii se assunto
in una concentrazione significativa puo' provocare una
malattia infettiva seria;
- secondo l'Aduc la nota esplicativa dell'Hipp appare
del tutto insensata poiche' difficilmente il latte viene
conservato a basse temperature. Alla luce anche della
precisazione del BfR, l'Aduc ha ritenuto opportuno
inviare una nota al Ministero della Salute per sapere
quali provvedimenti siano stati presi in relazione alle
notizie giunte dalla Germania; per sapere:
- se il Ministro della Salute e' a conoscenza di questo
allerta verificatasi in Germania e quali provvedimenti
ritenga prendere per evitare che i citati prodotti, in
cui l'enterobatterio sakazakii potrebbe pericolosamente
svilupparsi, arrivino nel mercato italiano;
- se non si ritenga necessario svolgere degli accurati
controlli per verificare che i citati prodotti, in cui
l'enterobatterio sakazakii potrebbe pericolosamente
svilupparsi, siano gia' presenti nel nostro mercato e,
nel caso venga accertata la loro presenza, se non si
ritenga di ritirarli dal mercato.
http://www.milkonline.com/fiera/settegiorni/unita221105.htm
http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=187704
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Il
Latte materno e l'Allattamento lo sostengono,
oltre ai Naturisti, anche e non solo gli
esperti, affermando che e' l'alimento ideale per far crescere un
bambino sano ed in piu' NON
costa niente, come mai tante donne vi
rinunciano ?
The Lancet
parla di milioni di casi di morti attribuibili
alla mancanza di allattamento al seno materno.
Ma il problema del latte artificiale per bambini
contaminato non e' solo cinese, ma anche in tutti i
paesi del terzo mondo come in quello occidentale le
pressioni dei produttori di questi latti sostitutivi del
latte materno, allargano il mercato a discapito della
salute dei piccoli - campioni di latte artificiale
vengono spesso regalati alle cliniche ed agli ospedali e
le donne sono indotte dai
medici ad usarli !
Il messaggio MENZOGNERO e' che il latte
artificiale sia un alimento piu' ricco di quello
materno.
NIENTE di PIU' FALSO
!
L'OMS raccomanda il
latte materno come alimento ESCLUSIVO
almeno fino
al 6-7° mese di vita.
vedi:
Disfunzioni dello Sviluppo
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Più
bravi a scuola e più "svegli" i bimbi che
sono stati allattatati al
seno.
A confermare una teoria - più volte
riproposta dai fautori dell'allattamento
naturale - uno dei più vasti studi mai
realizzati sull'influenza del latte materno
nello sviluppo dell'intelligenza, pubblicato
sugli 'Archives of General Psychiatry'
di maggio e realizzata dall'équipe diretta
da Michael Kramer dell'Università canadese
McGill di Montréal.
I ricercatori hanno seguito per oltre sei
anni, con medici
bielorussi di 31 ospedali e
cliniche, 14 mila bambini bielorussi.
La
metà delle madri aveva ricevuto informazioni
e sostegno, con un programma ad hoc per
l'allattamento esclusivo e prolungato,
secondo le indicazioni dell'Organizzazione
mondiale della sanità (OMS). L'altra metà aveva
ricevuto le cure e le indicazioni fornite
abitualmente dalla struttura sanitaria. Nel
primo gruppo si è avuta una prevalenza
dell'allattamento al seno fino ai 12 mesi.
A distanza di sei anni e mezzo i bambini del
primo gruppo, allattati in prevalenza al
seno, ottenevano migliori risultati ai test
d'intelligenza e avevano voti più alti per
lettura e scrittura. Secondo i ricercatori,
dunque, se nei Paesi sviluppati la lotta
alle infezioni non è più un argomento a
favore dell'allattamento materno, utile per
rafforzare le difese immunitarie, i benefici
per lo sviluppo cognitivo, dimostrati dallo
studio, potrebbero servire a convincere le
neo mamme a optare per l'allattamento
naturale.
Commento NdR: anche quelli che
nascono
nell'acqua sono piu' intelligenti...
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Carenza di vitamina D: è molto frequente in neomamme
e neonati
Una mamma su tre e un
neonato su due soffrono di deficienza di vitamina D
al momento della nascita.
Come spiegato dalla studiosa Anne Merewood del
Boston Medical center ai colleghi riuniti in
occasione del meeting dell’Accademia di pediatria
americana, non è sufficiente nemmeno integrare
questa carenza con supplementi di vitamina D perché
il problema persiste ugualmente. I ricercatori hanno
analizzato i livelli di vitamina D su 433 mamme e
376 neonati entro 72 ore dal parto.
I risultati hanno evidenziato una carenza di
vitamina D nel 36% delle mamme e nel 58% dei
bambini, una carenza classificata come “seria” nei
due terzi dei casi. Lo studio ha anche dimostrato
che il 30% delle donne che nel terzo trimestre
avevano assunto almeno 5 volte alla settimana degli
integratori risultava carente di vitamina ugualmente
al momento del parto.
La ricercatrice ha spiegato che il miglior modo per
ovviare alla carenza di vitamina D non è quello di
assumerla attraverso integratori ma garantendosi una
minima esposizione ai
raggi del sole ogni giorno,
per la mamma e per il neonato.
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Le malattie come abbiamo già più volte
affermato, sono la conseguenza dei
Conflitti
Spirituali che "scendono" dal
"cielo dello
Spirito" nella "terra
fisiologica" e quando trovano il "Terreno"
adatto, proliferano generando il corpo del
conflitto, la malattia, ovvero
l’azione del male, cioè dell’ignoranza. -
vedi anche
Vari
terreni
Ricordiamo
che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto a livello
intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte
dell'organismo.
I neonati impiegano diversi mesi per formare tutte la
flora
batterica di cui avranno bisogno per tutta la vita,
ecco perche' e' indispensabile, per avere in
futuro una buon salute l'allattamento materno,
NON vaccinare il
neonato, e svezzarlo nei modi consigliati dalla
Medicina Naturale.
Nel caso che bambini nascano con delle
malattie, sono gli errori dei
genitori (alcuni sono per esempio i
Danni dei Vaccini, e/o le
amalgami dentali - gravi tossine - dei
genitori, danni che vengono
anche codificati nel DNA dei nonni e genitori ) che
vengono ad essere somatizzati nei nipoti-figli (il
processo si chiama slatentizzazione =
somatizzazione precoce di malattie), perché
tutto ciò ? perché l’evoluzione ha inserito
lo scopo della
malattia nel programma
educativo della specie, quindi è giusto che
gli errori vengano a galla in ogni modo !;
quindi è evidente l’enorme responsabilità
di
nonni, nonne, madri e padri (cioe' di tutti
quanti), nel
comportarsi bene secondo
le Leggi che regolano le strutture Viventi e
mantenersi quindi in buona salute per poter
donare una vita sana ai propri figli,
nipoti, pronipoti, cioe' alla propria
progenie.
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No agli amidi nei bambini prima dei due anni d’età
- 3
Maggio 2010
Denutrizione e malnutrizione, intese come alimentazione
non solo insufficiente ma anche carente di alcuni
nutrienti fondamentali come vitamine e minerali, insieme
a stili di vita scorretti, possono influire in modo
rilevante sull’insorgenza di alcune patologie croniche
Molto spesso i genitori ansiosi di vedere crescere più
in fretta i propri figli cercando in loro atteggiamenti
da “ometti”, o soltanto per mera praticità, si orientano
nei confronti dei piccoli verso un’alimentazione quasi
da adulti, col risultato di proporre ai bambini, in
aggiunta alla loro dieta, cibi a base di amidi e senza
volerlo producono problemi alla salute dei piccoli,
alcuni persino impegnativi.
E' opinione sempre più diffusa del moderno pensiero
scientifico sull’argomento, che i piccoli prima dei due
anni dovranno accuratamente evitare cibi a base di
amidi, ovvero, pane, patate al forno, cereali e
quant’altro; pena il rischio di incorrere, da parte dei
bambini, in
problemi digestivi,
diarrea
compresa, che nel bambino va immediatamente risolta,
coliche ed esantemi.
Il motivo è tutto riconducibile alla fisiologia ed
all’anatomia del bambino che prima dei due anni non
possiede l’enzima ptialina nella saliva che degrada gli
amidi, non ha ancora ultimato lo sviluppo della
dentatura, per cui non può bene masticare il cibo e non
possiede i necessari enzimi pancreatici ed intestinali,
necessari per degradare gli amidi.
Così a poco serve anche ridurre a poltiglia gli alimenti
a base di amido, perché nulla può fare tale metodica per
l’assenza della ptialina.
Nelle tribù di un tempo, ma pare che qualche madre lo
faccia anche attualmente, il problema era ovviato con la
masticazione da parte della madre del cibo proposto al
proprio figlio; vero è che di fatto così facendo la
madre provvede in proprio a degradare gli amidi, una
metodica questa che, come visto, il bambino non potrebbe
attuare, ma il rischio della trasmissibilita' di
eventuali infiammazioni buccali della madre puo' essere
un pericolo.
Se verso la fine dell’infanzia, si vogliono aggiungere
carboidrati nella dieta del bambino, meglio ricorrere
agli zuccheri dei datteri, dell’uva dolce, delle banane
ben mature e di altri frutti dolci, zuccheri che non
richiedono la ptialina per essere digeriti.
Fonte:
Pourfemme
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La
dieta Vegetariana per i Bambini e gli
adolescenti
È opinione diffusa, confermata anche dalla
maggioranza dei medici, che dalla nascita
fino ai 18 anni, nel periodo più importante
per lo sviluppo del corpo e
dell'intelligenza dell'essere umano, il
consumo di carne, latte e uova, ossia
delle cosiddette proteine animali, sia
assolutamente indispensabile. Ma è proprio
vero ?
Luciano Proietti, medico pediatra con alle
spalle un'esperienza sul campo, oltre che
padre di tre figli, ci spiega invece come
allo stato delle conoscenze scientifiche
attuali non solo sia possibile, ma vada
sostenuta la scelta di un'alimentazione
vegetariana nel bambino.
Queste considerazioni sono il frutto di una
lunga ricerca svolta dall'autore con
l'ausilio del Centro di auxologia della
Clinica pediatrica dell'Università di Torino
e di una raccolta di dati sui bambini
vegetariani italiani, in collaborazione con
l'Associazione Vegetariana Italiana (AVI),
la
Società Scientifica di Nutrizione
Vegetariana (SSNV) e i Centri di Nascita
Naturale.
Ne è risultata una banca dati con
più di 2 mila bambini cresciuti con una
dieta lacto-ovo-vegetariana (la maggior
parte) e lacto-vegetariana o vegana, in modo
esclusivo almeno fino ai 3 anni e in molti
casi mantenuta anche successivamente.
Un'alimentazione povera di proteine animali
infatti, non solo è compatibile con le
indicazioni dei
LARN (Livelli di Assunzione
Raccomandata dei Nutrienti), ma nei primi
due, tre anni di vita dovrebbe essere
l'alimentazione raccomandata essendo la più
fisiologica e quindi la più salutare.
Negli
anni successivi la dieta
vegetariana e vegana può diventare anche uno spunto
per invitare il bambino a riflettere e
comprendere l'importanza del rispetto di se
stessi, degli altri animali e dell'ambiente.
Ecco perché la scelta vegetariana è un
investimento in «salute» di proporzioni
enormi per la società futura.
Indice di APGAR
L'indice di Apgar è un voto, da 1 a 10, dato
ad ogni neonato sulla base delle sue
condizioni di salute (respiro, battito
cardiaco, riflessi, colorito e tono
muscolare). La valutazione si effettua due
volte, dopo 1 e 5 minuti dalla nascita.
Serve a sapere subito come sta il bambino:
più di 7 = tutto bene; meno di 4 = a rischio
grave.
Per poter crescere bene in salute e senza
molta fatica un figlio, bisogna
assolutamente seguire queste indicazioni:
1) Allattare il bambino subito dopo la
nascita, immediatamente dopo l’uscita del
feto dalla vagina e mentre pulsa ancora il
cordone ombelicale, che deve essere tagliato
solamente dopo che ha terminato di pulsare.
Questa pratica è indispensabile al neonato
in quanto le difese
immunitarie si
irrobustiscono immediatamente per il
trasferimento dalla madre al bambino,
attraverso il
prelatte materno che serve
proprio a questo scopo, delle sostanze
necessarie a fissare ed iniziare le difese
immunitarie dell’organismo del neonato nel
nuovo ambiente, oltre all’apporto dei giusti
valori Termico/Nutrizionali necessari al
neonato.
La
Galega
favorisce l'aumento del
latte materno di circa il 30% in più, anche solo dopo ventiquattro ore.
L’Avena è il cereale più energetico,
ricostituente, infatti è meglio non mangiarla alla sera;
formata da acqua 12%, protidi 14%,
estrattivi inazotati 74%, fibre grezze 2%,
lipidi 7,7%, ceneri 2,3%; contiene ferro in
abbondanza, potassio, calcio, magnesio,
fosforo, sodio, rame, manganese, zinco,
nichel, iodio, zolfo e fosfati, vitamina B
quella per la crescita, B6, C, E, PP, e
tracce della D, colina, inositolo in
quantità superiori al frumento (grano).
Le sue proteine vegetali contengono
amminoacidi quali valina, leucina,
fenelelenina, tirosina, triptofano, serina,
cistina, metionina, arginina, istidina,
lisina ed amido in granelli tondi.
Abbassa il colesterolo; per il suo alto
contenuto di minerali è energizzante e
ricostituente per tutti.
Si raccomanda
di dare ai
lattanti
(quando svezzati)
un
biberon al dì di
brodo di
verdure e/o
decotto di
riso biologico semi integrale, da
prepararsi con
60% di
avena, 30% di
orzo e
30% di
riso.
Pane integrale ed
avena non raffinata
(contengono ferro e fosforo) preservano
dalla carie.
I
biscotti all'avena piacciono ai bambini.
Il porridge d’avena, in farina o semi
frullati e cotti nell’acqua a colazione,
preservano anche dall’infarto. Semi decotti
con miele, sono emolienti, lassativi e
diuretici. Semi tostati in infuso,
lassativo, bere 3 tazze piccole al dì.
Fiocchi d’avena,
ricostituente sopra tutto per i bambini,
adolescenti, giovani ed anziani; minestre di
fiocchi, ridanno forza ed aspetto florido ai
soggetti gracili, nervosi, deboli di
stomaco, affaticati, senescenti, depressi è
sopra tutto utile nell’accrescimento.
I grani fatti germogliare in terreno umido
per 5/7 giorni, sono indicati nello
svezzamento dei lattanti, depressi,
intossicati da forme intestinali,
neurastenici, diabetici, anti costipante,
ecc.
La Banana contiene alte dosi di
potassio ed è il frutto con la più alta
quantità di fibra. Sostituisce un pasto, ma
attenzione le banane (idem per patate,
pomodori, spinaci, ecc., mutati
geneticamente, cioe' OGM)
provenienti dai paesi esotici controllati
dalle multinazionali,
contengono
farmaci
e
vaccini inoculati
nascostamente !
La Barbabietola, fin dai tempi
preistorici è nota per le sua virtù; radice
rossa, dolce e zuccherina, è un sano
alimento rinfrescante, mineralizzante per
tutti.
Il suo succo crudo, centrifugato è molto
utile agli
anemici in quanto aiuta la
formazione dei
globuli rossi
del sangue,
preso in dose di 1 bicchiere al dì; è
prezioso anche per mantenere un buon
metabolismo ed è un tonico adatto per tutte
le età. Allevia tutte le
infiammazioni
dell’apparato digerente, aiuta nelle
malattie del fegato.
Contiene acqua metabolica 87%, proteine
1,5%, carboidrati 9,2% in zuccheri, grasso
0,08%, ceneri 1% con calcio, potassio,
magnesio, fosforo, iodio, ferro, rame,
bromo, zinco; vitamine A, B1, B2, C, PP,
pectina; tende ad essere controindicata per
certe forme di diabete per lo zucchero
contenuto.
Curcuma, ottimo per far aumentare la
produzione di latte materno.
Per le malattie alle vie respiratorie
e relative cure naturali, vedi:
tosse, catarro,
raffreddore,
influenza
2) Ricordiamo che il
sistema immunitario è
un sottile gioco di giusti rapporti di
"funzioni" che organi e sistemi organizzano
ad ogni nuova situazione che si presenta
cercando di aiutare il corpo e la psiche
alla migliore sopravvivenza.
Infatti i
Sistemi Nervoso ed
Immunitario
"nascono" al concepimento e continuano a
"crescere", cioè a mutarsi, ad informarsi,
e quindi a
specializzarsi,
man mano che passa il tempo.
Ecco perché è
criminale vaccinare i
neonati o dare farmaci
a 3 mesi, 6 mesi, 1 anno, 3 anni, 6 anni, in
quanto i loro Sistemi Nervoso ed Immunitario
sono ancora in fase di crescita e non devono
essere alterati artificialmente con prodotti
tossici invasivi (Vaccini
e farmaci
di sintesi), ma devono essere lasciati
reagire in modo naturale alle situazioni che
l’ambiente, la Natura gli procura, magari
aiutandoli con prodotti naturali: esempio
Propolis e
prodotti dell'Ape.
Infatti quando un bimbo si ammala di quelle
malattie infettive chiamate "infantili" egli
si immunizza per tutta la vita, mentre se si
vaccina sappiamo che egli in realtà non è
sicuramente immune dalle malattie dalle
quali si vorrebbe egli fosse, vaccinandolo,
oltre al fatto che sicuramente il suo
Sistema Immunitario subirà uno shock
irreversibile e per tutta la vita, perché oltre a tutto il
bambino sarà
intossicato oltre che dai virus
o batteri patogeni (cioè di altre specie
animali) entro contenuti nei
vaccini, anche
dai metalli tossici:
Mercurio, (impedisce la
formazione della
Mielina e genera
disbiosi
(perdita della
flora batterica simbiotica
intestinale);
Alluminio che genera anche
tumori nel Sistema Linfatico; dalla
Formaldeide (che è una sostanza cancerogena)
e da altri Contaminanti pericolosi.
3) Attaccare al seno il bambino a domanda,
cioè tutte le volte e per quanto tempo
desideri, in modo che possa alimentarsi
secondo la sua fame, la sua sete e non
secondo orari e tabelle.
4) Non dare il biberon, nemmeno di acqua
dopo la poppata, in quanto rendono meno
valida la suzione del neonato al seno.
5) Non dare integrazioni alimentari o di
altro genere prima dei 6 mesi, in quanto
interferiscono con la capacità materna di
produrre sufficientemente latte e con la
capacità del neonato di assimilarle, salvo
il caso in cui il latte materno non fosse
sufficiente o assente dei fattori vitali
Nutrizionali.
I Latti artificiali hanno una composizione
"simile" a quella del latte materno. Però
non inducono il senso di sazietà come il
latte materno e il bambino rischia di essere
alimentato in eccesso. Inoltre i latti
artificiali non hanno fattori di difesa
contro le infezioni e pertanto il lattante
risulta molto meno protetto dal punto di
vista immunitario.
Molto meglio le **balie
di una volta***.....se la madre non ha il
proprio latte.
6) Assicurarsi che la posizione di
allattamento sia comoda per entrambi e che
il neonato afferri bene non solo il
capezzolo, ma anche l’aureola intorno ad
esso. Dare entrambi i seni ad ogni poppata,
alternativamente.
Allattare a letto e' possibile ed utile,
ma poi il bambino deve dormire nella sua
Culla !
Anche il direttore della fondazione,
Joyce Epstein, ha dichiarato: "Bisogna
essere consapevoli dei pericoli connessi col
dividere il letto o anche il divano con un
bambino così piccolo. Va bene allattare a
letto, ma poi il bebè deve tornare nella sua
culla per dormire". In italia circa 1.000
bambini muoiono di
Sids (morte
nella culla) dopo
le vaccinazioni di routine !
7) Evitare, durante la gravidanza per la
madre e per il bambino, come negli anni
successivi, la somministrazione di qualsiasi
farmaco
o
Vaccino; anche i controlli rituali sul
neonato sono privi di significato, come la
pesata giornaliera e l’analisi del latte; svezzare
gradualmente da dopo 7 mesi, per evitare
interruzioni biologicamente traumatiche per
madre e bambino.
8) Effettuare test
Bio elettronico; un
Mineralogramma sui capelli della madre e del
bambino od il test
Kinesiologico detto dell’Ok,
per conoscere gli eventuali squilibri dei
minerali; dei metabolismi interessati e
delle mal funzioni organiche.
9) Molta importanza si darà
all’alimentazione di tipo naturale e
biologica, ricche di ortaggi e
verdure crude, con proteine vegetali al
massimo 70% per contenuto del pasto, in modo
che le feci siano alcaline (non acide), ciò
vale sopra tutto per la mamma che allatta,
in quanto essa fornisce dal proprio latte
tutti gli elementi indispensabili alla
nutrizione del neonato. Quindi quando il
lattante si ammala, occorre cambiare
l’alimentazione della madre e riportarla ai
suoi valori normali ed il bambino guarirà
come per incanto.
La frutta e
la verdura anche per i piccoli in
crescita, deve
essere
obbligatoriamente
CRUDA
(frullata e/o centrifugata); per i cereali,
meglio se utilizzate i germogli, oppure
messi un ammollo in acqua tiepida alla sera
e consumati il giorno dopo, frullati e/o
cotti e frullati successivamente. Anche per
la frutta secca
(non quella tostata) essa va SEMPRE
data, al momento opportuno, quando la
dentizione e' in fase finale, macinata ed al
limite con del miele.
Negli ultimi decenni abbiamo visto il
progressivo cambiamento del tipo di
alimentazione, proposta alle mamme, per
l’alimentazione dei lattanti, si è passati
dall’allattamento materno all’allattamento
artificiale, dietro la spinta di medici
disinformati od in combutta con produttori
di latte in polvere, le classiche
multinazionali oppure con l’uso del
latte
vaccino della Centrale del latte, ciò con
l’aiuto della
medicina "ufficiale" ed il
desiderio delle mamme di "non rovinarsi il
seno" e di essere più sbrigative, abbiamo
visto però crescere un’infanzia sempre più
debole e malata anche se la mortalità
infantile è diminuita a discapito della
qualità della Vita dei giovani.
Per fortuna da alcuni anni visti i nefasti
risultati in tutto il mondo, dove
popolazioni intere mal consigliate dai
medici, utilizzavano l’allattamento
artificiale al posto di quello materno, si
sta reiniziando a consigliare, sempre da
parte di medici rinsaviti, il ritorno
all’allattamento al seno materno.
Attenzione nello svezzamento ai vari latti
di Riso, Soia ed Avena, NON usare quelli
forniti dentro
tetrapack, ne' quelli
biologici perche' sono fermentati per
mantenerli nel tempo, perche' in certi casi
ai bambini piccoli o quelli
celiachi, producono problemi. Meglio
prepararli in casa propria con pappe
preparare dai chicchi del cereale ma
coltivato in modo
biodinamico.
10) Alla nascita la mamma prepara
(nel seno)
un liquido prezioso a disposizione per il
neonato:
si chiama colostro il latte materno prodotto
nei primissimi giorni dopo il parto, in
modeste quantità (10 -14 ml al giorno),
adeguate al fabbisogno nutrizionale del
neonato.
Il colostro, che ha azione lassativa, è
ricco di proteine, sali minerali, vitamine e
ha proprietà antinfettive più spiccate di
quelle del latte maturo: infatti contiene
elevate quantità di cellule e anticorpi,
preziosi per la difesa dalle infezioni.
Il latte materno è così “materno”
che crea reazioni
basiche nell’intestino (non acide
come quelle che produce il
latte vaccino=, di
vacca) da contenere tutto ciò che necessita
al futuro uomo, compresi gli anticorpi
necessari nei primi giorni, mesi, anni dopo
la nascita.
L’allattamento dovrebbe continuare almeno
fino al settimo mese di vita e se possibile fino ai 12 mesi; solo in certi
casi, perché la madre non riesce a produrre
un latte sufficientemente nutriente, si
dovrebbe iniziare ad integrarlo con delle
pappe preparate a base di frullati di
frutta, verdure, ortaggi, crudi ed allungate
con acqua; in seguito passare alla verdura
cotta, alle farine tostate ed ai cereali.
Parliamo di integrazione
NON di sostituzione
al latte materno.
In caso di problemi alle ciuccie delle
mammelle (tipo feriste e ragadi) oggi
in commercio e' possibile acquistare delle
coppettine in cauciu' (gomma), che servono a
proteggere i capezzoli, in modo che le
ferite, che si possono formare in seguito al
succhiare del bambino con la sua saliva che
e' piu' acida del valore del
pH
della pelle del capezzolo, si
rimarginino piu' in fretta.
Lo
svezzamento vero e proprio dovrà
essere effettuato, se possibile alle
scadenze giuste, ma sicuramente dovrà essere
almeno dopo la prima dentizione; ovviamente
si dovranno scegliere per l’alimentazione
cibi biologici, integrali o semi integrali,
come del resto per tutta la famiglia.
Per le quantità si dovrà seguire il lattante
nei suoi desideri per preparare le dosi.
Per i tempi delle pappe, dovremo
all’inizio seguire i desideri del bambino,
in seguito modificarli in modo che i suoi
tempi corrispondano ai tempi dei fabbisogni
della mamma.
NON si deve mai forzare a mangiare un
piccolo,
essi seguono sopra tutto l’istintualità che
ne determinerà i comportamenti, per cui è
importante che i genitori imparino a seguire
le voglie mangerecce del lattante, non
forzando se il piccolo per alcuni giorni non
avrà fame.
In quel periodo sicuramente il bambino avrà
in corso qualche problema che scomparirà
appena il corpo avrà reagito in modo
naturale. Non farsi prendere
dall’apprensione in questi casi;
l’indisposizione la si noterà guardando
giornalmente le feci. Molta importanza
rivestirà l’alimentazione della madre che
dovrà essere assolutamente di tipo biologico-biodinamico
semi od integrale, per poter fornire latte
il più completo possibile per il figlio.
Sopra tutto quando il lattante avrà qualche
problema di
stitichezza o di feci
acide,
sfatte, troppo puzzolenti o di colore troppo
chiaro o troppo scure, si dovrà
cambiare
l’alimentazione materna in modo da
modificare di riflesso le digestioni e le
feci del bambino che non devono essere acide
ma basiche; munirsi della "cartina torna
sole", per il controllo
acido/basico delle
feci.
Ma soprattutto si dovrà fare molta
attenzione che il piccolo non soffra già di
infiammazioni o blocco temporaneo della
valvola ileo cecale.
Per poterla normalizzare, occorre
controllare i tipi dei cibi e rinfrescare le
viscere con un panno di cotone bagnato di
acqua fredda (mettere un cubetto di
ghiaccio) od un
cataplasma di
argilla
fredda, messo sull’intestino per tutta la
notte o durante il giorno, usando in certi
casi
fermenti lattici multi microbici,
cloruro di magnesio
e/o magnesio, clorofilla,
fior di
zolfo.
L’alimentazione con farine cotte di cereali
integrali e/o semi integrali,
biodinamici
e/o biologici, germogliati, e/o
in chicchi, meglio che non in farine (preferibilmente
Riso, miglio, segale, avena), orzo, farro,
frumento, grano saraceno, con parsimonia
(attenzione al gruppo sanguigno - vedi
Emodieta - come
base per preparare una buona dieta), è molto utile
nei primi mesi di allattamento perché esse
facilitano la digestione dei latti,
modificandone la coagulazione nello stomaco
e permettendo alle diastasi digestive di
entrare in azione, ma occorre ricordare di
non superare la percentuale del 30% di
proteine nell’ambito del pasto.
Esse inoltre apportano un supplemento
calorico e di fattori vitali preziosi, senza
aumentare le razioni idriche e stimolano una
migliore secrezione dell’amilasi
pancreatica.
Passeremo gradatamente dalle pappe molto
allungate a pappe sempre più dense per
aiutare il piccolo a digerire facilmente il
nuovo prodotto.
Nel caso di pappine si dovrà provvedere
all’alimentazione del bambino con il
cucchiaino, in modo che esso cominci a
distinguere fra le varie densità degli
alimenti.
Morbidi e cremosi, i formaggini comuni,
vengono preparati con miscele di formaggi
fusi, panna, burro, latte e sale in quantità
variabili a seconda del tipo. Quindi,
essendo troppo ricchi di grassi e di sale,
non sono adatti per i bambini, senza tenere
conto del fatto che possono contenere anche
i conservanti !
Qualche genitore desiderera' dare al proprio
piccolo degli
Yogurt (meglio se magro), fare
attenzione e passare a questo alimento
per gradi, un cucchiaino, al giorno per 15
giorni, poi un cucchiaio al giorno per altri
15 giorni, il tutto diluito in acqua. solo
il secondo mese passare al prodotto non
allungato in acqua.
Si consiglia nei casi di
stitichezza
di scegliere fra i cereali il
RISO semintegrale e l’ORZO mentre nel
caso opposto si prenderà del RISO bianco
raffinato; nei casi
di mancanza di vitalità si prenderà l’AVENA, quest’ultimo cereale favorisce anche la
secrezione lattea per la mamma che allatta; ricordiamo di frullare
nel caso si utilizzino cereali germogliati,
cereali in chicchi, non in farine
(preferibilmente riso semi integrale, miglio, segale,
avena), orzo, farro, frumento con
parsimonia.
Per favorire l’inizio della masticazione si
provvederà a iniziare con le pappine a base
di farina ed in seguito con i fiocchi dei
grani di cereali.
Dobbiamo ricordare alle mamme carnivore di
NON dare assolutamente prodotti carnei
almeno fino a quando la dentizione del
bambino sarà completata, alimentazione
carnea che comunque dovrà essere sporadica,
una volta al mese, preferibilmente pesce e/o
animali da cortile; anche gli
omogeneizzati industriali di qualsiasi tipo sono da
sconsigliarsi per l’alimentazione del futuro
uomo, malgrado la falsa pubblicità che si fa
attorno a questi prodotti.
Nel periodo della dentizione qualche volta
il piccolo tende ad avere qualche problema
di raffreddore, muco e catarro; in genere se
il bambino NON è vaccinato questo NON
avviene o se avviene lo è in forma molto
leggera tale da non impensierire.
Ma se
invece egli è
vaccinato il problema si
presenta facilmente sempre più grave e molte volte il
problema tende a trasformarsi in gravi e
croniche patologie alle vie respiratorie.
Molto utile in ogni disturbo del piccolo,
l’uso esterno sul pancino di
un panno
bagnato di acqua fredda da tenere per più
ore.
nei casi
ostinati ed all'inizio di uno stato di
stitichezza e' molto utile effettuare una
idro colon terapia con una perettina
di infuso di
camomilla tiepida.
ATTENZIONE IMPORTANTE, se dovesse
capitare un sintomo di soffocamento del
Bambino:
vedi:
http://www.pediatric.it/soffocamento.htm
Sconsigliamo vivamente l’uso dei pannolini
con la mutandina di
plastica,
perché ? essi alterano sempre la temperatura
intestinale favorendo fermentazioni e
putrefazioni; meglio usare i "ciripà" ovvero i
triangoli di cotone, come si usava una
volta; i malesseri dei piccoli sono sempre
aumentati dalle temperature esagerate che il
pannolino di plastica (mutandina) crea nella
pancia.
Vi consigliamo anche l’utilizzo di una
tisana per aiutare il piccolo a reagire a
queste situazioni:
Per una tazza da tè da bere molto calda e
prima di andare a letto ben coperti, far
bollire per 3 minuti in acqua: 4 chiodi di
garofano e 3 cm di tubo di cannella,
lasciare in infusione per 15 minuti ed alla
fine prima di bere aggiungere 1 limone
spremuto più un cucchiaino di miele; da bere
3 volte al dì in piccole dosi.
Ma se lo alimentate, nei casi di malattia
solo con verdure ed ortaggi crudi (80-90%)
senza proteine, il bambino guarirà
facilmente in qualche giorno.
Queste tisane vanno bene anche per gli
adulti, variano solo le quantità da bere.
Altra tisana molto utile:
in un litro di acqua far bollire 5 fichi e 4
datteri tagliati a pezzetti ed una
manciatina di uva passa; far bollire a fuoco
lento fino a quando i fichi sono molli poi
diminuire la fiamma ed aggiungere un grosso
pizzico di viola, timo, ortica, lavanda,
salvia; lasciare in infusione 15 minuti,
passare spremendo bene il tutto, aggiungere
un cucchiaio di miele e bere caldo; una o
più volte al giorno questa tisana.
Morbidi e cremosi, i formaggini comuni,
vengono preparati con miscele di formaggi
fusi, panna, burro, latte e sale in quantità
variabili a seconda del tipo. Quindi,
essendo ricchi di grassi e di sale,
non sono
adatti per i bambini, senza tenere conto del
fatto che possono contenere anche i
conservanti !
Se desiderate curarvi e curare i vostri
figli con i
vegetali
crudi,
ricordatevi che in ogni caso
i prodotti
andrebbero colti dalla pianta fresca e
consumati,
cioè
masticati molte volte in
bocca per
circa 10 minuti indi ingoiare,
oppure per i
piccoli,
frullare il
tutto.
Per i piccoli, l’ideale in certi casi, è il succo crudo
(centrifugato) o il macerato del prodotto
vegetale in acqua fredda, la più pura
possibile.
L’erba, i semi, le radici, le foglie, i
rami, le piantine, anche quella medicali,
come la frutta o qualsiasi altro prodotto
della terra danno il meglio di loro
solamente quando sono appena staccati dalla
loro radice o pianta; se sono secchi
forniranno meno elementi vitali; però è
sempre meglio che far bollire o riscaldare i
prodotti medicali; se sono freschi e
lavorati nell’alcool o nell’acqua fredda
(macerati) è meglio perché il calore tenderà
ad eliminare altri fattori vitali che si
perdono in parte ovviamente nelle tisane,
infusi ecc.
Ricordiamo che la Salute viene dalle
Piante
Esse sono i nostri migliori alleati contro
molte malattie, che aiutano a prevenire ma
anche a guarire.
Frutta e
verdura, (cruda) dunque, ma con qualche
accorgimento.
Per le congiuntiviti e le
stomatiti, nei bambini.
Per le congiuntiviti:
Far bollire 5 o 6 foglie di salvia per una ventina di
minuti in un pentolino. Con pinzette, garze sterili e
mani lavate, si possono pulire gli occhi 2 o 3 volte al
giorno, per almeno 7 giorni, e nel 90 per cento dei casi
guariscono.
Oppure utilizzare la vostra
urina,
se volete far prima a risolvere il problema..
Per le stomatiti:
Far bollire due cucchiai di foglie di malva in un
pentolino d’acqua, poi con un cotton fioc si praticano
tamponature ovunque il bambino abbia le afte. E anche
qui, la percentuale di guarigione è del 90 per cento.
Per le
infreddature:
sciogliere 9 grammi (cioe’ un cucchiaio) di sale in un
litro d’acqua bollente si ottiene una soluzione
fisiologica.
Con l’asciugamano sulla testa, facciamo respirarne i
vapori e, quando è tiepida, prenderla con la mano e
detergere le fosse nasali, o iniettarla con un
contagocce (meglio la vostra urina).
Il muco si fluidifica e la persona sta meglio.
MUGHETTO:
Capita frequentemente che un neonato abbia
il mughetto, cioè di una patina biancastra
che può ricoprire la lingua, le gengive o le
guance; è attaccata alla mucosa e richiede
un pò di grattamento per essere rimossa;
esso è causato dalla
Candida
Albicans, una
specie di fungo che tutti noi abbiamo
nell'intestino, ma che riesce a farsi strada
solo in persone con basse difese
immunologiche e tessuti acidi (i vaccinati)
; infatti i
Vaccini,
ai quali i piccoli sono sottoposti, sono
le sostanze maggiormente
responsabili di
queste aggressioni
fungine continue.
Le
coliche nei neonati
Coliche gassose, rigurgiti e
problemi
intestinali, causa di molte notti insonni
per i genitori, ricordarsi che i fermenti
lattici sono INIDSPENSABILI (in genere cio'
avviene DOPO i
Vaccini
propinati ai neonati, bambini).
Uno studio su 30 neonati pubblicato su
"The Journal of Pediatrics" dimostra che
l'assunzione di probiotici (fermenti, specie
il Reuteri=5 gocce) riducevano od
eliminavano questi problemi, inoltre il loro
sistema
immunitario compromesso, risultava
rafforzato.
NON
VACCINARE
NESSUN
LATTANTE, BAMBINO, RAGAZZO, GIOVANE, ANZIANO
e questo per nessun motivo, anche se il
vostro pediatra ve lo consiglia; se lo fa,
significa che è sicuramente all’oscuro dei
Danni Perenni
che ne derivano, per cui
NON è un buon pediatra, perché non si
informa, e se invece li conosce ciò significa
che è in malafede, per cui
allontanatelo
subito dalle vostre famiglie. I
vaccini
producono
immunodepressione e
mutazioni genetiche
!
Anche il bambino deve essere alimentato con
i migliori prodotti biologici (gli alimenti)
quindi deve essere messo in condizione di
poter godere dei benefici dell’urino terapia
(bere la propria urina) ricordando che
ci dovremmo alimentare per poter produrre
una
urina salutare, la quale ci
deve servire per il nostro Nutrimento
cellulare, quindi essa va in molti
casi, bevuta regolarmente ogni giorno.
vedi:
Disintossicazione +
Frutta e
verdura +
Succhi
di Frutta e verdura +
Melograno
+
Disfunzioni dello Sviluppo
In aereo con un lattante:
Nessun problema nell'affrontare un viaggio
in aereo con un bimbo piccolo. Nella
peggiore delle ipotesi gli si tapperanno le
orecchie nell'atterraggio, come del resto
capita anche ai grandi.
Per aiutarlo a compensare, può essere utile
avere qualcosa da fargli bere, così che la
deglutizione favorisca l'apertura delle
trombe di Eustachio e la fine del fastidio.
Meglio la mamma
dell'incubatrice
La ipotermia del neonato (cioè un
abbassamento della sua temperatura al di
sotto di 36°C) ne aumenta il rischio di
malattia e di morte. Uno studio recente ha
dimostrato che tenere il neonato “pelle a
pelle” con la madre è efficace non solo nel
prevenire l'ipotermia, ma anche nel curarne
una in atto. Che sia una scoperta dell'acqua
calda ?
Come conservare
il latte materno
Il latte materno puo' essere
conservato per 4 ore a temperatura ambiente
(25°C); per una conservazione piu' lunga va
refrigerato (4°C) o congelato (-20°C). In
frigo si mantiene senza rischi di
contaminazione batterica per 3 giorni,
mentre una volta congelato si mantiene per
6-12 mesi.
Lo scongelamento deve essere graduale,
passando il contenitore dal freezer al frigo
normale.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
I bimbi intelligenti saranno futuri
vegetariani
+
Disfunzioni dello Sviluppo
+ CRUDISMO
Se il bambino è sveglio da grande sarà
vegetariano. Questo è quello che sostiene
uno studio dell'Università inglese di
Southampton condotto su più di 8.000 persone
di 30 anni. La maggior parte di quelli che
all'età di 10 anni aveva un quoziente di
intelligenza superiori di 5 punti alla
media, adesso è
vegetariano.
Secondo la squadra medica che ha condotto la
ricerca, pubblicata sul "British Medical
Journal", i risultati sarebbero coerenti
con altri studi che mostrano come chi è più
intelligente tende a seguire una dieta più
salutare: quella vegetariana, infatti,
mantiene bassi la pressione e il livelli di
colesterolo nel
sangue.
Fonte :
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17175567
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
VEGETARIANESIMO - L’opera
di
Shelton è la più ricca di suggerimenti sani e
intelligenti
Vi
dico subito che per l’alimentazione infantile non esiste
un autore migliore di Herbert Shelton, sia per le
difficoltà che ebbe da bambino, che per l’alta scuola
tildeniana da cui proviene.
E la
prima regola, che Shelton lancia a tutte le mamme, è
quella di allattare i bambini al seno non per uno o due
anni, come sta avvenendo, ma per 3 anni almeno.
Questo è
il primo segreto per far marciare le cose al meglio.
L'allattamento al seno per 2-4 anni è la prima garanzia
di salute
Comprendo
che la vita di oggi, veloce e sbrigativa, non preveda
allattamenti così prolungati, ma la realtà dimostra che
i bambini più sani sono quelli che vengono allattati
nella media che va dai 2 ai 4 anni.
Studi
precisi condotti in Australia e Nuova Zelanda (tribù
aborigene), Africa, Stati Uniti ( presso le tribù
indiane), hanno confermato che quello è il tempo
indispensabile perché il bambino si sviluppi al meglio e
parta coi dentini all’attacco dei cibi e dunque allo
svezzamento vero e proprio. Chi ha scelto uno
svezzamento più sbrigativo ha negato qualcosa al proprio
bambino
Ho la
fortuna di aver avuto una mamma di questo tipo, che mi
ha allattato integralmente per 3 anni e, in parte, fino
ai 4.
Non
voglio con questo mettere in crisi le tante mamme che
hanno deciso di ridurre al minimo l’allattamento al seno,
come si trattasse di un sistema moderno e avanzato. La
verità è quella e non si scappa da lì. Chi ha ridotto
abusivamente i tempi, ha negato di sicuro qualcosa al
proprio bambino.
Altri
grandi medici dell’alimentazione, come Max
Bircher-Benner e Robert Mendelsohn, sostengono le stesse
cose.
Evitare
la supernutrizione
Una delle
più frequenti osservazioni di Shelton riguarda il vizio
generale delle mamme di super-nutrire i propri bambini,
scordandosi che non si tratta affatto di palloni da
gonfiare ai massimi livelli, e nemmeno di polli da
allevare in batteria ed inviare il più presto possibile
al mercato.
La
raccomandazione di Shelton è che nessun cibo dovrebbe
essere dato ai bambini, in zona svezzamento, all’infuori
del latte della proprio mamma, e dei succhi freschi di
frutta.
Esempio
di schema nutritivo per i primi due anni
Un
esempio di piano nutrizionale, per i primi due anni di
vita, viene citato nel suo celebre best-seller The
Hygienic Care of Children:
Ore 6
am: latte (al seno o in bottiglia).
Ore 10
am: succo d’arancia, o qualsiasi altro succo fresco di
frutta acidognola.
Ore 12
am latte (al seno o in bottiglia).
Ore 3-4
pm: succo d’uva o altro succo di frutta
Ore 6
pm: latte (al seno o in bottiglia).
Le regole
del dr John Tilden
Il più
grande segreto nell’alimentazione infantile lo insegna
il dr John Tilden con una formula ormai famosa:
Adattate
i bambini al cibo, e non fate mai il grave errore di
adattare il cibo ai bambini.
Tradotto
in concreto, questo principio significa:
Fornire
al bimbo cibi naturali, cioè non cotti, non lavorati,
non sterilizzati, non adulterati, non droganti o drogati.
Non
sovralimentare i vostri bimbi. Dategli 3 pasti moderati
al giorno, e niente altro.
Dare cibi
semplici. Evitate loro cibi mescolati, che possano
causare fermentazioni intestinali.
Non
alimentare i bambini tra un pasto e l’altro, o nel
periodo notturno.
Se il
bimbo è arrabbiato o eccitato o stanco, evitare di
alimentarlo.
A maggior
ragione, se c’è febbre, togliergli rigorosamente tutti i
cibi.
Alcune
regole importanti sulle giuste combinazioni
Vietato
dare al bambino frutta cotta.
Vietato
mescolare assieme frutti acidognoli con cibi amidacei o
con cibi dolci o con miele.
Vietato
mescolare assieme cibi acidi con proteine.
Vietato
mescolare frutta dolce e frutta acida.
Vietato
mescolare zuccheri o amidi con cibi proteici.
Vietato
mescolare cibi dolci con cibi amidacei.
Fornire
una sola proteina per volta.
Mai
fornire proteine col latte.
Fornire
vegetali freschi in abbondanza, in anticipo a cibi
amidacei o a cibi proteici.
Vietato
il burro, l’olio e qualsiasi altro grasso, col cibo
proteico.
Vietato
alimentarlo tra un pasto e l’altro.
Frutta
cruda e vegetali crudi rimangono la sorgente migliore di
salute e vitalità, sia per i grandi che per i piccini
I
nutrizionisti medici e i pediatri cullano l’idea
bislacca che un bambino non possa ricevere abbastanza
calcio, a meno che non beva un quarto di latte al giorno.
Trattasi
di una nozione totalmente falsa.
Un
discorso simile è applicato pure al ferro, che perà
scarseggia comunque nel latte.
Frutta e
vegetali crudi, non trattati ma nel loro stato più
fresco e naturale, rappresentano la sorgente migliore di
tutti i micronutrienti per il bambino.
Le mele e
le fragole in cima alle preferenze
Tutta la
frutta è fonte di sali minerali, zucchero, acidi
organici, vitamine vere e preziosa acqua distillata.
Le mele
sono uno dei migliori cibi. Ricche in acido fosforico e
validissime soprattutto per i bambini nervosi e
rachitici. Contengono molto ferro, tutto assimilabile. A
patto che non vengano cotte. Le cugine pere non sono da
meno.
Le
fragole sono deliziose e ricche di ferro e calcio.
Superano in ferro tutti gli altri frutti, esclusi i
lamponi e i fichi freschi. Superano in ferro anche tutti
i vegetali verdi, escludendo i piselli e i fagioli
freschi. Le fragole sono eccellenti anche in termini di
vitamine.
Bacche,
banane e frutta secca (opportunamente tritata) - Lamponi,
mirtilli, more e tutte le bacche sono cibi super-eccellenti.
Le banane
mature al punto giusto vanno benissimo e sono digeribili,
al contrario di quanto sostengono alcuni pediatri
incompetenti.
La frutta
secca, le noci, i pinoli e le mandorle, vanno benissimo
se masticate accuratamente o se triturate.
L’avocado,
l’ananas e la papaia vanno benissimo. L’uva anche. I
datteri sono eccellenti.
Centrifugati, germogli e patate
Il
fabbisogno proteico viene assicurato dalla frutta,
proteica al punto giusto ed in linea perfetta col latte
umano basso-proteico.
L’introduzione progressiva di centrifugati di
carota-sedano-ananas-rape, può diventare fonte di ottimo
alimento proteico vegetale.
L’aggiunta di germogli alle verdure è ottima idea.
Patata
cotte con la buccia, patate dolci, e yam, nonché zucche
e zucchine, vanno benissimo, dopo le verdure verdi.
La crema
di avena e di miglio va benissimo
Controversa la posizione rigida di Shelton contro tutti
i cereali, per via del loro preteso effetto acidificante.
Non la
condivido del tutto.
Continuo
a pensare che le cremine a base di avena grezza e di
miglio vadano bene anche per i bambini e non solo per i
grandi, a patto di introdurle con gradualità, e che non
vengano cotte ma solo riscaldate brevemente, dopo
ammollo in acqua. Importante che il latte non sia di
provenienza animale.
Quanto all’attuale dieta del tuo nipotino, osservo una
eccessiva scarsità di frutta.
Persino
il popcorn, frantumato e mescolato con la crema di avena,
può essere ottimo.
Stiamo
molto più sul crudo, se vogliamo un bimbo sano che
diventi adulto sano
I passati
di verdure sarebbe assai meglio se fossero passati di
verdure crude (o succhi di
verdure non cotte, ovvero centrifugati come sopra
accennato).
Manterrei
invece al loro posto le pappette di cereali, ed anche
qualche galletta.
Vale
anche per i bambini l’enorme utilità dei semini, da
pestellare in modo finissimo e da mescolare alle cremine.
Chiaramente divieto totale
di qualsiasi
vaccinazione,
di qualsiasi farmaco e di qualsiasi antipiretico.
Ogni
attacco di febbre si combatte smettendo col cibo e
lasciando che la febbre, prezioso strumento del
sistema
immunitario in formazione, faccia regolarmente il
suo corso.
By Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo
(I)
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