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Nuovi studi a favore del
Latte materno
vedi: + Colostro + Alimentazione
+
Combinazioni alimentari
+ Molecole Buone = Cibo
adatto + OGM
nel latte in polvere x Bambini
L'allattamento al seno, se
accompagnato da una terapia appropriata, riduce il
rischio di infezione dei neonati. Due ricerche sul
New England Journal of Medicine .
I due studi, pubblicati online sul
New England Journal of Medicine, portano
nuove evidenze a favore dell'allattamento al seno anche
quando la madre è sieropositiva. Come già sostenuto da
diverse ricerche pubblicate su autorevoli riviste, come
The Lancet (Galileo, "Latte
materno contro l'Hiv"), è possibile ridurre il
rischio di infezione dei neonati senza rinunciare al
latte naturale.
Nei paesi del Terzo Mondo,
infatti, le madri sieropositive si trovano di fronte a
un dilemma cruciale: svezzare il neonato al seno
rischiando di infettarlo con il
virus dell’Hiv,
oppure praticare l’allattamento artificiale, privando
però il piccolo della protezione
immunitaria
contenuta latte materno e, soprattutto, utilizzando come
diluente acqua non sterilizzata.
Il primo dei due nuovi studi
è stato condotto nello Zambia da un team di ricercatori
della
Columbia University (New York) e dell’Università
dello Zambia. L'altro è stato effettuato dall’Università
del Malawi in collaborazione con la statunitense
Johns Hopkins University.
La ricerca svolta nello
Zambia ha preso in esame due gruppi di neo madri
sieropositive: un gruppo di 481 donne ha allattato al
seno il proprio bambino fino al quarto mese di vita,
mentre un altro gruppo, di 477 donne, ha proseguito
l’allattamento anche nei mesi successivi. “La nostra
ricerca ha dimostrato”, spiega la coordinatrice dello
studio Louise Kuhn, “che l’allattamento naturale non
solo riduce il rischio di mortalità da
Hiv nei bambini
che nascono sieropositivi, ma riduce anche la
probabilità che i bambini vengano infettati, dopo il
quarto mese, dalla madre sieropositiva.
Questo secondo risultato è il più sorprendente e
difficile da spiegare”. I ricercatori ipotizzano che
l’interruzione brusca dell’allattamento al quarto mese
porti a un aumento dei casi di mastite nelle donne.
Questo tipo di infezione aumenterebbe la probabilità che
i bambini nutriti con latte artificiale contraggano i
virus qualora la madre conceda occasionalmente al
piccolo il proprio latte, nella fase di svezzamento.
Tratto da: galileonet.it
Neonati: NO a cibi solidi fino a 6 mesi
Prima dei 6 mesi i bimbi devono essere nutriti
esclusivamente con il latte, possibilmente materno. I
neonati infatti non sono ancora pronti per digerire cibo
solido, e spesso molte mamme cercano di bruciare le
tappe dello svezzamento.
L'allerta arriva da uno studio del "Center for Diseases
Control and Prevention" - CDC di Atlanta, centro di
riferimento mondiale per gli studi su controllo e
prevenzione delle malattie.
Lo studio, pubblicato dalla rivista "Pediatrics", spiega
che "iniziare troppo presto a somministrare cibo solido
può portare a malattie come obesità, celiachia e
diabete, oltre a gastroenteriti e diarrea", (NdR:
specie sui bambini vaccinati....)
Commento NdR: La
Medicina Naturale
insegna che l'allattamento
materno puo' essere protratto fino ai primi dentini,
questo per il bene del bambino/a....
vedi:
Alimentazione Naturale
+ Consigli Alimentari +
CURE per BAMBINI
+
Disfunzioni dello Sviluppo
+ CRUDISMO
+
Latti Contaminati
+
LATTE MATERNO +
Latte
Vegetale
+ UNICEF +
Parto
Eventi
+ Nascere in modo naturale
+ Parto Naturale +
Liquido Amniotico + Infiammazione
e Febbre nei bambini
+
Catarro, Tosse, Raffreddore,
Influenza +
Tracciabilita' dei Cibi
+
OGM nel latte in polvere
per i Neonati
ECCEZIONALE SCOPERTA !
UNA PROTEINA DEL
GRANO
INNESCA NEURO-INFIAMMAZIONE
NELLE MALATTIE CRONICHE COME LA
SCLEROSI MULTIPLA - Vienna, 17 ottobre 2016
Gli scienziati hanno
scoperto che una proteina del frumento innesca l'infiammazione
delle malattie croniche, come la sclerosi multipla,
l'asma e l'artrite reumatoide, e contribuisce anche allo
sviluppo di non-celiaci sensibilità al glutine.
Con gli studi precedenti comunemente concentrandosi su
di glutine e il suo impatto sulla salute dell'apparato
digerente, questa nuova ricerca, presentata alla UEG
Week 2016, accende i riflettori su una diversa famiglia
di proteine che si trovano in inibitori
amilasi-tripsina di grano chiamato (ATIS). Lo studio
mostra che il consumo di ATI può portare allo sviluppo
di
infiammazione in tessuti dell'intestino, tra
linfonodi, reni, milza e cervello. L'evidenza suggerisce
che ATI può peggiorare i sintomi di artrite reumatoide,
la sclerosi multipla, l'asma, lupus e steatosi epatica
non alcolica, così come la
malattia infiammatoria
intestinale, specialmente nei soggetti
vaccinati !
Se volete
avere un bambino SANO,
NON
vaccinatelo MAI con
NESSUN
Vaccino,
altrimenti
non sara' piu' quello di prima
del
vaccino
e fategli assumere dei
fermenti lattici, specie il Bifidus, oltre al
latte
materno fino ai 2 anni se possibile e/o
alimentazione vegetale, quando lo svezzate !
-
vedi: Danni
dei vaccini +
Disfunzioni dello sviluppo
PSICO-Fisico
Sonno irrequieto:
Se il bimbo/a od un soggetto non dorme bene, utilizzare
l'olio di Neroli (olio di fuori di arancio), perche' fa
bene all'umore, in quanto agisce sul sistema nervoso;
assieme alla lavanda ed alla melissa diviene uno dei
migliori prodotti per calmare e stabilizzare la mente ed
il cuore. Ottimo anche per i bambini stanchi ed
irrequieti e con difficolta' al sonno. Profumare quando
lo si fa' le lenzuola del letto; esso rimane fino al
mattino favorendo un sonno rigeneratore.
vedi anche:
Equilibratore ionico
PROMEMORIA:
1° l'allattamento materno dovrebbe secondo la
naturalita' delle cose, arrivare come minimo fino ai
primi denti....; meglio poter proseguire fino ai 2 anni con integrazione dando necessario di
opportune pappe vegetali)e non dovrebbe MAI finire a 3
mesi, come invece consigliano i medici indottrinati
dalla "Plasmon", "Nestle" & C.......(produttori di alimenti per
bambini, latte, carne, omogeneizzati, biscotti, ecc.,
magari anche OGM !)
1 - La
teoria degli "anticorpi" e' una teoria e non una
certezza, infatti ad esempio NON sempre un vaccinato produce
anticorpi alle sostanze inoculate, infatti il 30-40
% dei vaccinati non ne produce, proprio perche' la
"teoria" e' solo un'ideologia, ma non una realta'...ma
questo non lo dicono alla "squola"....che i
medici allopati frequentano, perche' le
universita' anche quelle italiane, sono gestite dai
prof "baroni",
che hanno
conflitti di interesse con
Big Pharma...quando addirittura non sono
"foraggiate", sponsorizzate direttamente da quest'ultima....
2 - Gli anticorpi, quando si
creano ed attivano, creano nelle loro azioni-reazioni,
dei segnali per la
mEnte che registra tutta la situazione effettuata
per il riconoscimento (circuito di funzionalita'
immunitaria), per cui anche se l'emivita dell'anticorpo
e' breve, l'imprinting informazionale e' stato dato e
rimane per sempre, anche se non e' vero che protegga
sempre in futuro.
Forse cio' non hanno spiegato i "prof" che insegnano
medicina all'universita, che
NOI siamo un Ologramma di energia, che accumula
informazione (bit di informazioni) perche la mEnte, la
personalizzazione dell'IO
SONO, segue la legge dell'entropia negativa =
accumulo di informazione – per i particolari studiare i
libri del prof. di Fisica,
Jean E. Charon, l'Esprit cet
inconnu - lo
Spirito questo sconosciuto) nel quale egli spiega
che siamo un corpo
Psico-Elettronico.
4 -
Campagne di vaccinazione dei bambini =
bambini sempre
facilmente malati per l'immunodepressione
indotta dai vaccini !
Le sostanze vaccinali lo ricordiamo, sono
sostanze ESTRANEE = Eterologhe e sono
riconosciute dal sistema immunitario come
tossico-nocive, quindi esse scatenano
nell'organismo le reazioni atte alla loro eliminazione e
molto velocemente "partono dei segnali per globuli
bianchi, macrofagi, ecc. affinche' vadano in giro per
l'organismo per aggredirle e se possibile fagocitarle e
renderle adatte alla eliminazione attraverso gli organi
emuntori.
Ma alle volte succede che, quando qualche d'una di
queste sostanze arrivano nella
microcircolazione assieme a macrofagi e globuli
bianchi....il
microvaso non riesce a farli passare ed
immediatamente si crea un intasamento (blocco) chiamato
"ischemia"....e nasce facilmente un
danno neurologico, se cio' avviene in
ambito cerebrale, nasce l'autismo
(questo
processo e' stato fotografato in Canada dal dr.
Moulden
che poi e' stato assassinato a 49 anni...), ma ai medici, i "prof" dell’Universita’ di
medicina, non lo dicono...., ovviamente le
cellule a valle dell’ischemia subiscono uno shock,
forte stress e modificano la loro "respirazione",
il loro
metabolismo si altera e vanno in
stress ossidativo e quindi il
tessuto investito non e' piu' funzionale ed a
seconda dell'organo investito dall'intossicazione
vaccinale...cambia il
sintomo/danno, anche se la causa e' sempre la
stessa: l’intossicazione
vaccinale che genera
infiammazione
(che puo' andare anche in altre parti del corpo, es. le
prime vie respiratorie...) e cio' significa malfunzione
tissutale, organica e/o sistemica, quindi vari ed
infiniti sintomi che i
medici impreparati della
medicina
ufficiale chiamano impropriamente:
"malattie".
Questi sono i principali
vaccini per le
quali si effettua la
vaccinazione:
Polio +
Vaiolo +
Difterite +
Tetano +
Epatite B +
Pertosse +
Morbillo +
Parotite +
Rosolia +
Meningite +
HPV (Cervarix-Gardasil
per Tumore all'utero) +
Varicella +
Influenza
Uno studio in inglese dimostra, che bambini NON
vaccinati sono più sani che i bambini vaccinati
http://www.naturalblaze.com/2014/02/studies-prove-without-doubt-that.html
Verso i due, tre mesi il
piccolo/a inizia ad avere problemini per la
crescita dei denti, quindi il suo sistema
immunitario diviene un po' labile ed avra' qualche
raffreddore, e/o in certi casi aumento termico; in caso
di febbre MAI TACHIPIRINA o farmaci che bloccano la febbre
all'interno del corpo, ma non preoccupatevi, occorre
aiutarlo con dei fermenti lattici es. bifidus, ecc. -
vedi
batteri autoctoni in piccole dosi - e con
degli infusi di erbe per rilassarlo perche' sicuramente
sara' piu' eccitato di prima, ovviamente state attenti
al cibo; meglio se allattato dalla madre... fino ai 2
anni....e se volete ancora meglio e' mettere al piccolo
sul ventre un cataplasma di fango freddo,
cambiandolo quando e' caldo.
Per la camomilla od altre erbe rilassanti tipo
biancospino, tiglio, melissa, ecc., si può ricorrere
alle erbe tradizionali, alle bustine, oppure ai
preparati granulari solubili. E’ meglio non dolcificare
le tisane, per non abituare il bambino a un sapore
troppo dolce.
Solo se non le gradisce amare (dopo averle provate), si
può utilizzare mezzo cucchiaino di miele per tazza
d’acqua.
E’ vivamente raccomandabile attenersi alla dose indicata
(un pizzico per bicchiere da vino normale e/o tazza da
the’), perché, diversamente, è possibile che
l’assunzione determini uno stato di eccitazione, invece
che di rilassamento.
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Quale latte utilizzare?
- Dietro questa domanda ci sono degli enormi interessi
economici.
Sembrerà banale, ma la prima risposta è “usa il latte
materno”. Avrete capito che il più delle volte il latte
artificiale è dato in maniera immotivata, e che prima di
prendere una decisione simile dovreste farvi assistere
da una persona competente per capire innanzitutto se c’è
realmente un problema e, ammesso che ci sia, come
risolverlo.
Se per necessità o per scelta, i genitori ricorrono al
latte artificiale, il più delle volte si affidano alla
marca consigliata in ospedale o a quella consigliata dal
pediatra, e questo le aziende lo sanno benissimo.
Come saprete, fino ad oggi negli ospedali le marche di
latte artificiale vengono cambiate ogni mese, per
l’evidente interesse commerciale di dare spazio a tutti
e non fare torti a nessuno.
Le cose dovrebbero cambiare con la nuova normativa sul
latte artificiale.
Se i pediatri
degli ospedali fossero sinceramente convinti che una
marca sia migliore di un’altra, dovrebbero opporsi a
questa pratica e pretendere, per la salute dei neonati,
che venga acquistata solo la marca che ritengono
migliore.
E invece non è così: chi partorisce a gennaio si vedrà
consigliare la marca A, chi partorisce a febbraio la
marca B e così via. Non vi suona strano ?
Alcuni pediatri di base dicono tranquillamente che un
latte vale l’altro, mentre altri difendono a spada
tratta una marca piuttosto che un’altra.
Se un pediatra
è particolarmente innamorato di una marca, magari
costosa e molto attiva nel marketing, provate a
chiedergli dove si è svolto l’ultimo congresso a cui è
andato. Se era a Sharm el Sheik, Cortina D’Ampezzo o
qualche altra famosa località turistica, a me verrebbero
dei sospetti…
Nel 2005 la rivista
Altroconsumo aveva svolto un’inchiesta in cui metteva a
confronto diverse marche di latte artificiale,
valutandone la composizione e il prezzo. Le conclusioni
erano, anche questa volta, che non c’era differenza a
livello qualitativo tra i vari latti, e quindi le
differenze sul prezzo erano ingiustificabili. La S.I.P.
– Società Italiana di Pediatria reagì dicendo che “non è
vero che tutti i latti artificiali per neonati sono
uguali” e che “non è scientificamente ed eticamente
corretto” affermare il contrario.
Altroconsumo chiese alla S.I.P. di inviare la
documentazione a sostegno della loro affermazione ma non
arrivò mai nulla.
Anche riguardo alla sicurezza del latte artificiale non
c’è differenza tra i latte di marca e quelli a basso
prezzo. Vari episodi di cronaca testimoniano che anche
latti dai nomi famosi sono oggetto di contaminazioni
(batteri, sostanze chimiche e persino peli di topo e
larve).
Quindi, le informazioni scientifiche attuali ci dicono
che un latte artificiale vale l’altro.
Dato che le differenze di prezzo tra varie marche sono
enormi, i genitori possono tranquillamente decidere di
acquistare il più conveniente.
Si può cambiare marca di latte artificiale ?
Molti genitori che usano il latte artificiale, di solito
la marca carissima consigliata in ospedale, sono restii
a cambiare marca di latte, magari per ricorrere a una
con prezzi più ragionevoli, perché aleggia la leggenda
secondo la quale un bambino che inizia con una certa
marca di latte debba usare sempre la stessa altrimenti
chissà cosa succede.
Il ragionamento è assurdo, allo stesso modo potrei dirvi
“se un bambino inizia con il latte materno allora non
potrà mai prendere latte artificiale, sarebbe come
cambiare marca”. E invece sappiamo che – purtroppo –
alla stragrande maggioranza dei bambini allattati al
seno prima o poi verrà dato del latte artificiale. E non
mi risulta che nessuno si sia mai posto dei problemi per
questo.
Certo che si può cambiare
marca di latte artificiale, cosa dovrebbe mai succedere
?
Ovviamente il latte è un alimento quindi è soggetto ai
gusti personali. I vari latti artificiali hanno gusti
simili ma non identici, quindi è possibile che un
bambino gradisca una marca piuttosto che un’altra, ma
non è detto che la marca gradita sia la prima che ha
assaggiato!
Quindi se pensate che il latte che state usando sia
troppo costoso e volete provarne uno più conveniente,
vale la pena provare. Le vostre tasche ringrazieranno…
I cosiddetti “latti
speciali” servono per davvero ?
In commercio esiste una ricca scelta di latti cosiddetti
“speciali”. Si va da quelli che trattano alcuni comuni
disturbi dei neonati (anticolica, antirigurgito,
antidiarrea… spesso individuabili dalle rispettive sigle
AC, AR, AD) alle formule speciali per bambini allergici
(latte di riso, di soia, idrolisati proteici, HA…).
Ovviamente sono più costosi dei latti artificiali
normali.
Una premessa è fondamentale: questi latti sono per
bambini che già prendono latte artificiale. Nessun
bambino allattato al seno ha bisogno di questi latti,
nemmeno se soffre di coliche o di rigurgito. Al
contrario, peggiorerebbero la situazione.
Così come un bambino allattato al seno non ha bisogno di
latti ipoallergenici, dato che l’allergia al latte
materno non esiste, nonostante si trovi spesso scritto
in giro.
L’unico caso in cui il latte materno sarebbe dannoso per
il bambino è la galattosemia, una rarissima e seria
malattia metabolica ereditaria che però viene
diagnosticata nei primissimi giorni di vita del neonato.
Riguardo ai latti anticolica, antirigurgito eccetera, la
loro efficacia è molto dubbia e il più delle volte
vengono usati a sproposito.
Basti pensare al rigurgito, fatto estremamente comune
nei lattanti.
I latti antirigurgito sono semplicemente più densi
grazie alla farina di riso o di carrube, di modo che il
latte risale comunque nell’esofago ma è troppo pesante
per arrivare fino alla bocca. Si ottiene il cosiddetto
“effetto cosmetico”: il bambino non butta fuori il
latte, risparmiate qualche bavaglino o tutina ma il
rigurgito c’è ancora. Senza considerare che vi è il
sospetto che queste farine aggiunte al latte limitino
l’assorbimento di alcuni nutrienti.
L’uso di questi latti dovrebbe essere attentamente
valutato solo per le situazioni realmente problematiche.
Anche riguardo all’uso di latti per prevenire o trattare
allergie al latte non c’è un’opinione unanime tra i
medici su quale sia meglio preferire (idrolisati? Soia?)
e comune sono alimenti che, se usati in maniera
inappropriata, hanno non pochi effetti collaterali. Sono
da considerarsi a tutti gli effetti delle medicine da
usare solo in caso di accertata allergia alle proteine
del latte vaccino (APLV).
Quindi è assolutamente da evitare il fai da te, e se vi
sembra che il pediatra abbia prescritto con troppa
leggerezza uno di questi latti vi conviene sentire un
secondo parere.
Come già detto in passato, è bene ricordare che se un
bambino non prende latte materno bisogna ricorrere al
latte artificiale, fatto apposta per i bambini, e non a
latte di capra, asina, latte di mandorla, d’orzo o cose
del genere.
Spesso per i figli non si bada a spese, ma se posso
avere un prodotto con le stesse proprietà a un costo
inferiore, che senso ha spendere di più?
By Sara Cosano - Tratto da: bambinonaturale.it
Bibliografia e approfondimenti:
-
Tutte le mamme hanno il latte di Paola Negri – Il
leone verde Edizioni
- Guidagenitori.it , Storia dell’allattamento di Maria
Ersilia Armeni
- Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato,
provvedimento n.14775 – I623 “Prezzi del latte per
l’infanzia” del 12/10/2005
- Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
Provvedimento n. 8087 – I328 “Latte artificiale per
neonati” del 02/03/2000
-
European Network for Public Health Nutrition:
Networking, Monitoring, Intervention and Training
(EUNUTNET). “Alimentazione dei lattanti e dei bambini
fino a tre anni: raccomandazioni standard per l’Unione
Europea”. European Commission, Directorate Public.
-
Latte in polvere: qual è il migliore? di Rossella
Castelnuovo – Un Pediatra Per Amico n.2/2006
- Alfarano A., et al. “I latti sono tutti uguali ?”
Quaderni ACP 2005; 12(6):256<7a>
- Di Tommaso, et al. “I latti sono tutti uguali ?”
Quaderni ACP 2006; 13(1):36-39
-
“Latte artificiale a prezzo ragionevole” Altroconsumo
n.182 Maggio 2005
- “Latte in polvere, parola di pediatra” sito
Altroconsumo 18/05/2005
-
“Nel latte in polvere peli di topo e larve” La Stampa
del 16/12/2009
- “Latte contaminato con inchiostro. Giudice condanna
Nestlé e Tetrapack” La Repubblica del 01/03/2009
- “Latte Mellin: finalmente il ritiro dal mercato” sito
Altroconsumo del 26/05/2005
- I latti “Speciali” – C. De Giacomo, 7 Luglio 2006,
Azienda Ospedaliera Niguarda Ca’ Granda
-
Il Sig. Reflusso – Alibablog giugno 2008
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In Antropologia
conosciamo che, istintivamente gli Don = maschi
dell'Uomo (sopratutto
nel passato) erano tendenti a scegliere le Don-ne
(le femmine dell'Uomo) con
grosse tettone, stupefacente meccanismo di madre
natura che collega l'istinto sessuale alle necessita'
biologiche della specie Umana..
Poi hanno inventato la "barbie", e tante bambine si sono
ammalate di anoressia.
Le mamme, dovrebbero categoricamente allattare (al seno
!) i loro piccoli, il piu' a lungo possibile anche 2
anni se lo permettono le "buone tettone". E i
benefici,sono tanto, molto piu' ampi e profondi di
quanto si sospetti. Non si tratta di solo alimentare, ma
di psiche di comportamento, di molto di piu'.
By dott.
G.
Parisi
Sebbene riso e derivati
siano tipici alimenti per neonati, uno studio pubblicato
su Jama Pediatrics riporta concentrazioni di arsenico
urinario più elevate nei piccoli consumatori rispetto a
chi non ne fa uso.
«I cereali di riso per bambini possono contenere
quantità di arsenico inorganico che superano non solo il
livello di 200 nanogrammi per grammo (ng/g) di riso
bianco lucido consigliato dalla Commissione Codex
Alimentarius dell'Organizzazione mondiale della sanità e
dall'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura
delle Nazioni unite, ma anche quello di 100 ng/g
indicato nella nuova normativa dell'Unione Europea per i
prodotti di uso pediatrico, nonché il limite proposto
dalla U.S. Food and Drug Administration riguardo ai
cereali di riso per l'infanzia» spiega Margaret Karagas
della Geisel School of Medicine al Dartmouth College di
Lebanon nel New Hampshire, che assieme ai coautori ha
esaminato la correlazione tra consumo di riso o derivati
e concentrazioni di arsenico nelle urine in 759 nati da
madri che hanno preso parte al New Hampshire Birth
Cohort Study dal 2011 al 2014.
I bambini sono stati seguiti
con interviste telefoniche alle famiglie ogni quattro
mesi fino all'anno di età.
Le loro abitudini alimentari, compresa l'eventuale
assunzione di riso bianco o integrale, nonché di cibi a
base di riso o dolcificati con sciroppo di riso
integrale come alcune barrette di cereali, sono state
confrontate con i livelli di arsenico inorganico
contenuti nei campioni di urina stati raccolti a partire
dal 2013. Ed ecco i risultati: i cereali di riso sono
stati introdotti durante primo anno di vita nell'80% dei
casi nei neonati, e nel 64% a partire da 4-6 mesi di
età; a 12 mesi il 13% del campione assumeva riso bianco
alla media di una o due porzioni settimanali; il 24% dei
bambini mangiava cibi a base di riso o addolciti da
sciroppo di riso a una media di 5-6 porzioni la
settimana. Ma il dato che sorprende di più è che nei
campioni di urina raccolti a 12 mesi le concentrazioni
di arsenico erano maggiori tra i piccoli che mangiavano
riso o derivati rispetto a chi non ne faceva uso.
Inoltre, le concentrazioni di arsenico urinario erano
due volte più alte tra i bambini che consumavano riso
bianco o marrone rispetto a coloro che non mangiavano
riso.
«I nostri dati indicano che riso e derivati aumentano
l'esposizione dei neonati all'arsenico inorganico, e che
una revisione delle vigenti normative potrebbe
quantomeno ridurla in questa fase critica dello
sviluppo» conclude Karagas.
Tratto da: Jama Pediatrics
2016. doi:10.1001/jamapediatrics.2016.0120
http://archpedi.jamanetwork.com/article.aspx?doi=10.1001/jamapediatrics.2016.0120
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Un prodotto industriale assolutamente inutile, anzi,
a volte dannoso, è il cosiddetto “latte di crescita”,
consigliato per i bambini da 1 a 3 anni di età senza
motivazioni scientifiche solide che ne giustifichi
l’uso.
Io sono d’accordo con l’Associazione Culturale Pediatri
quando afferma: ”L’uso dei latti di crescita non può e
non deve essere lo strumento offerto al pediatra (e dal
pediatra alla famiglia) in vista di una nutrizione più
bilanciata. Il pediatra deve saper proporre fin da
subito uno stile di vita sano, suggerendo un
divezzamento flessibile, complementare a richiesta,
variegato e adeguato al modello dietetico della
famiglia.
Questi tipi di latte sono utili solo a chi li produce”.
Avrebbero il pregio di “fornire un maggiore apporto di
acidi grassi vegetali, di ferro” e micronutrienti – dice
la pubblicità. Peccato che l’Autorità per la sicurezza
alimentare europea (Efsa) abbia specificato che tale
apporto va assicurato solo a quei lattanti e bambini che
manifestano o sono a rischio di manifestare carenze di
queste sostanze nutritive e NON indiscriminatamente a
tutti i bambini.
Sono arricchiti artificialmente di aromi e zuccheri, e
con il loro gusto particolarmente dolce, potrebbero
influenzare in seguito le preferenze del bambino per i
cibi dolci, favorendo così sovrappeso ed obesità.
Il pediatra è spesso sollecitato in vari modi dalle
strategie di marketing dell’industria a fornire consigli
e proporre prodotti che a volte non coincidono con gli
interessi dei pazienti. Nessuno disconosce l’importanza
del latte in polvere in quelle rare circostanze in cui
una mamma non può allattare (o non vuole, ed è comunque
una scelta da rispettare). Da qui a ricorrere a
promozioni commerciali per diffonderne l’utilizzazione,
c’è una bella differenza.
Io non voglio essere, e cerco di non essere, il
promotore di un prodotto inutile e costoso che può
condizionare negativamente l’allattamento materno (l’OMS
consiglia di continuare a proporre il latte materno sino
ad almeno 2 anni, se mamma e bimbo sono d’accordo).
Cerco di fornire sostegno all’allattamento, di favorire
il consumo di alimenti freschi, naturali orientati a
mantenere un corretto stile di vita.
Sono le raccomandazioni ufficiali delle Istituzioni più
prestigiose, anche se vengono scambiate per posizioni
alternative. Alternative a cosa ?
By
E. Serravalle (medico) - Tratto da:
eugenioserravalle.it
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Micotossine nel
latte di formula e
negli
omogeneizzati alla carne - 25/07/2011
Un’alta percentuale di latti formulati e di
omogeneizzati di carne, commercializzati in Italia,
potrebbe essere contaminata da micotossine, un gruppo di
sostanze potenzialmente tossiche e cancerogene, come
recepito dalle numerose leggi che ne proibiscono la
presenza negli alimenti. E potenzialmente più pericolose
se presenti in alimenti per lattanti, dato che questi
non hanno una dieta variata come i
bambini
più grandi e gli adulti, ma spesso vengono alimentati
solo o principalmente con latte formulato e
omogeneizzati. I risultati della ricerca pubblicati su "Journal
of Pediatrics"
La scoperta è di un gruppo
di ricercatori dell’Università
di Pisa ed è stata pubblicata dalla prestigiosa
rivista USA Journal of Pediatrics (1). Gli autori
dell’articolo hanno analizzato 185 campioni di latte
formulato, sia in polvere sia liquido e pronto all’uso,
di 14 marche trovati in vari punti vendita nel 2007 e
2008. I latti erano in maggioranza di tipo 1, quelli
raccomandati per i primi 6 mesi, ma c’erano anche dei
latti per neonati prematuri. Hanno analizzato anche 44
campioni di omogeneizzati di carne, di solito
raccomandati dai 4 mesi di età, di 7 marche, tutti
commercializzati nel 2008.
Le carni usate erano di manzo, vitello, pollo, tacchino,
coniglio, maiale, cavallo e agnello. L’analisi
consisteva nel cercare la presenza di diversi tipi di
zearalenone, una micotossina non steroidea prodotta da
batteri spesso presenti in diversi cereali, usati
appunto negli allevamenti di vari animali, comprese le
mucche da latte, ingrediente base per la preparazione
delle formule per lattanti.
Cos’hanno trovato ?
Contaminati il 9-28% di latti 1 e il 27% degli
omogeneizzati
Diversi tipi di zearalenone erano
presenti tra il 9% e il 28% dei latti 1, ma anche in uno
dei campioni di latte per neonati pretermine, senza
differenze significative tra le varie marche. Le
micotossine erano presenti anche nel 27% dei campioni di
omogeneizzati alla carne, anche in questo caso senza
differenze significative tra marche. Gli autori hanno
anche stimato le quantità medie di micotossine che un
lattante ingerirebbe per kg di peso, se fosse alimentato
solamente con latte di formula.
Questo valore
supererebbe gli 0.5 microgrammi per kg di peso al giorno
che è il limite di sicurezza raccomandato dalle più
importanti agenzie di controllo internazionali. E per i
bambini questo rappresenta un considerevole rischio,
data la loro velocità di crescita e sviluppo, il
metabolismo elevato, e l’immaturità dei loro sistemi di
depurazione e di molti organi e tessuti, sistema nervoso
centrale in primo luogo.
Preparazioni casalinghe vs
alimenti industriali: chi vince in sicurezza ?
“Le micotossine trovate negli alimenti per l’infanzia –
precisano in un comunicato congiunto ACP – AICPAM –
BABYCONSUMERS – IBFAN ITALIA – IL MELOGRANO – MAMI –
provengono evidentemente dalle carni degli animali usati
dall’industria per la preparazione di questi prodotti.
Più precisamente dalle granaglie usate per
l’alimentazione di questi animali, spesso non
controllate rigorosamente, o addizionate di sostanze
proibite. Il dato mette in seri dubbi la tanto decantata
maggior sicurezza di questi prodotti rispetto agli
alimenti di preparazione casalinga, pubblicizzata dalle
ditte produttrici.
Grazie al marketing, il pubblico in generale ha una
percezione degli alimenti industriali per bambini
(compresi i latti artificiali) come di cibi molto sicuri
e controllati, mentre evidentemente non è così.
Gli autori della ricerca raccomandano a ragione
controlli più rigorosi. Noi chiediamo quindi che tutti
gli ingredienti che rientrano nei latti formulati e nei
cibi destinati all’infanzia vengano maggiormente
controllati per la loro qualità e sicurezza, e che le
ditte si impegnino a rispettare il Codice Internazionale
al 100%, per la tutela della salute dei bambini e la
protezione dell’allattamento.”
By Linda Grilli -
Tratto da:
http://www.genitorimagazine.it/2011/07/25/micotossine-nel-latte-di-formula-e-negli-omogeneizzati-alla-carne/
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Per i Bambini ed anche per gli adulti: NON fate
queste associazioni di cibi !
1. Banana e budino. Il
risultato di questa combinazione crea pesantezza di
stomaco nel caso degli adulti, in quanto rallenta la
mente e aumenta la produzione di tossine, che nel caso
dei minori, può essere fatale.
2. Arancia e carota. Anche
se questa combinazione è molto popolare , l'assunzione
di entrambe le cose in una volta produce bruciore di
stomaco, l'eccesso di bile reflusso e bruciore di
stomaco, nonché danni al sistema renale, che è una delle
condizioni più gravi.
3. Ananas con latte. Latte
o yogurt, grazie alla presenza di bromelina nel anas
induce il corpo a diventare intossicato. Ti senti la
nausea, il gas nello stomaco, mal di testa, mal di
stomaco e si può provocare la diarrea, ora immaginate
che cosa provoca nei bambini.
4. Papaia con il
limone. Questa combinazione rende a sviluppare l'anemia
e problemi con la vostra emoglobina (proteina nel
sangue), evitare che a tutti i costi e per favore di
combinare questi alimenti specialmente con i bambini.
5. Guava con banana. Si
produce acidosi e gas nello stomaco, potete sentire la
pesantezza nausea e molto più mal di testa e mal di
stomaco.
6. Arancio con il latte. Se
sei una persona che accompagna il cereale o farina
d'avena con succo d'arancio non farlo! Arancia impedisce
al vostro stomaco di elaborare gli amidi presenti nel
cereale. Inoltre, quando mescolato con succo d'arancia
il latte stomaco, produce muco, difficile da digerire,
soprattutto nel caso di bambini.
7. Frutta e verdura. Dal
momento che frutti hanno più zucchero, i vegetali non si
possono digerire correttamente, rimangono nello
stomaco, i fermenti di frutta producono più tossine,
provocando vari disturbi come la mal di testa, mal di
stomaco, diarrea e infezioni gravi.
Tratto da: vivoinsalute.com
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Un controllo dalla A alla Zeta sul
bambino-uomo fino alla morte…da parte di
Big Pharma
Un bimbo oggi nasce, e c’è il
latte persino alla melammina ed i
vari latti in polvere, apre gli occhi e ci sono i
molti vaccini, si svezza e c’è l’omogeneizzato,
crescendo si appesantisce e c’è il
diuretico, si affama e trova gli
hamburger e le
bistecche, si asseta e c’è la
cola-cola, si ammala
per eccesso di immondizia interna e c’è l’antibiotico,
si ammala di "malattie" dette impropriamente virali per la
propria malfunzione cellulare e c’è l’antivirale,
si accalora ed ha la febbre e c’è l’antipiretico,
si disarmonizza ormonalmente e c’è l’eutirox, si
infiamma e c’è il cortisone, , si deprime e c’è lo stimolante, si denutre e c’è
l’integratore mineral-vitaminico, si affatica e c’è
l’anfetamina, si incazza di brutto e c’è lo
psico-farmaco, si
esaurisce e c’è il valium, si depotenzia e c’è il
viagra, si spegne la fiamma vitale e
c’è l’onoranza funebre. Cosa vogliamo di
più...?...meglio di cosi' si muore...
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
ECCO come i nostri "guru" della sanita', servi e
rappresentanti delle
multinazionali del latte in polvere, fanno
propaganda contro l'allattamento al seno...sono
semplicemente dei Criminali
! -
10/01/2012 -
Nutrire i neonati
fino a sei mesi di vita esclusivamente con il latte
materno potrebbe non essere più considerato il modo più
corretto: è quanto affermano sul
British Medical Journal
i ricercatori dell'UCL Institute of Child Health di
Londra guidati dalla pediatra Mary Fewtrell secondo i
quali dare ai neonati solo latte materno, privandoli
dell'introduzione di alimenti solidi prima dei sei mesi,
può portare a un più alto rischio di carenza di ferro e
a una maggiore incidenza di intolleranze alimentari e di
celiachia.
Non solo: gli autori temono che
l'allattamento prolungato al seno possa ridurre la
finestra per l'introduzione di nuovi sapori, soprattutto
il gusto amaro, fondamentali per l'accettazione
successiva degli ortaggi a foglia verde, importanti per
una dieta equilibrata in futuro e per la prevenzione
dell'obesità.
L'allattamento esclusivo al seno fino ai sei mesi,
spiegano i ricercatori, è stato considerato finora buona
prassi da parte di molti studi scientifici che hanno
rilevato che i bambini nutriti in questo modo sviluppano
un minor numero di infezioni e non hanno problemi di
crescita. Adesso però, spiegano, è arrivato il momento
di rivedere le linee guida sull'argomento.
L'allattamento esclusivo fino a sei mesi, spiega sul BMJ
l'Organizzazione Mondiale della Sanità, può invece
continuare a essere raccomandato alle madri nei Paesi in
via di sviluppo, dove l'accesso all'acqua pulita e ad
alimenti sicuri per lo svezzamento è limitato.
By ASCA
Commento NdR: ma non dicono che le allergie che
intervengono dopo i due -tre mesi
sono SEMPRE generate dai
vaccini
che i nenonati subiscono e
NON dal latte materno,
che deve essere somministrato fino a quando la madre ne
ha, e se ne ha, almeno fino ai 24 mesi se possibile !
...chissa' se la pediatra dell'articolo e' sovvenzionata
dalle multinazionali dei
latti in polvere...
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L' ALLATTAMENTO
al SENO CONVIENE
- vedi:
BIBERON di
PLASTICA PERICOLOSI !
By Robert S. Mendelsohn,
da Latte e formaggio, rischi e allergie per adulti e
bambini, Macroedizioni
Il contributo più importante
per la salute futura del vostro bambino sta
nell'attenzione che prestate alla vostra dieta durante
la gravidanza e alla corretta alimentazione del vostro
bambino dopo la nascita. Siccome i pediatri ne sanno
poco e tanto meno sono interessati alla nutrizione, ogni
donna deve diventare un'esperta su quello che riguarda
il proprio bambino.
La vostra prima e più importante
decisione in fatto di nutrizione - se allattare o meno
il bambino al seno - deciderà della sua salute e del suo
sviluppo nell'infanzia e per il resto della sua vita.
L'allattamento al seno pone le basi per una sana
crescita fisica ed emotiva e produce anche molti
benefici effetti sia su di voi che sul vostro bambino.
Il latte materno si è dimostrato per milioni di anni il
migliore nutrimento per i neonati perché è il cibo
perfetto della natura. Fornisce al bambino tutte le
sostanze nutritive di cui ha bisogno per una crescita
sana almeno per i primi sei mesi di vita e tutte le
autorità in campo nutritivo e pediatrico confermano la
sua superiorità sia sul latte in polvere che sul latte
vaccino. Il latte di mucca, infatti, non contiene
abbastanza ferro e non lo si dovrebbe dare ai bambini,
per lo meno nei primi sei mesi di vita.
Anche dopo
dovrebbe essere introdotto nella dieta con estrema
cautela poiché molti bambini sono allergici al latte di
mucca.
Si presume che questa sia la causa potenziale di
molte malattie. Anche l'alimentazione con latte in
polvere è meno soddisfacente dal punto di vista
nutritivo.
Se allattate il vostro bambino non c'è alcun pericolo
che alcuni elementi nutritivi essenziali manchino al
vostro latte, lo stesso non si può dire per i latti
istantanei. Nutrire i bambini con il latte nel biberon
li predispone inoltre ad obesità a causa della carenza
di giuste proporzioni tra gli ingredienti. Il latte
umano ha un contenuto di proteine dell'1,36%: il latte
vaccino e i latti in polvere ne contengono il 3,3% o
più. Per questo motivo uno studio su 250 lattanti di sei
settimane ha rilevato che il 60% dei bambini nutriti col
biberon era sovrappeso, contro il 19% di quelli
allattati al seno.
L'eccesso di proteine sovraccarica
indebitamente i reni ed alcuni bambini prendono peso più
in fretta perché trattengono più liquidi. Inoltre, i
bambini allattati col biberon sono nutriti in dosi
prestabilite e ad ogni pasto viene data loro una certa
quantità di latte. Troppo spesso le madri sentono di
dover incoraggiare il bimbo a bere tutto il latte del
biberon, dandogliene magari 200 grammi quando 150 gli
basterebbero.
Un bambino allattato al seno riceve
inoltre dal latte della madre una naturale immunità ad
allergie ed infezioni, negate invece ai bambini nutriti
col biberon.
Il latte della madre contiene sostanze uniche che
inibiscono lo sviluppo di batteri e virus, proteggendo
il vostro bambino dalle malattie proprio durante i mesi
più rischiosi della sua vita. Il legame madre-bambino è
essenziale per lo sviluppo emotivo del vostro bambino e
dà anche a voi ricompense emotive.
Nutrire il bambino
allattandolo è il modo ideale per stabilire questo
legame praticamente quasi dal momento della nascita.
A
meno che non vi siano stati somministrati troppi farmaci
durante il parto (cosa di cui risente anche il bambino),
il suo desiderio di essere allattato giunge al suo apice
20-30 minuti dopo la nascita.
Da quel momento in poi dovrebbe essere nutrito ogni
volta che ne manifesti il desiderio, il che potrebbe
anche accadere una ventina di volte al giorno. Le
ricompense emotive e psicologiche dell'allattamento non
possono essere sottovalutate.
Il dottor Grantly Dick-Read, considerato il padre del
movimento della nascita naturale, dice: “Il bambino
appena nato ha solo bisogno di tre cose: il calore tra
le braccia della madre, il nutrimento dal suo seno e la
sicurezza nella consapevolezza della sua presenza.
L'allattamento al seno soddisfa tutte e tre queste sue
necessità”.
I neonati dovrebbero essere nutriti quando
hanno fame e non in base a qualche tabella arbitraria.
L'appetito del vostro bambino è regolato dal suo bisogno
di cibo e non dall'orologio della nursery. Se il vostro
bambino è nato in ospedale cercate di ottenere il
permesso di tenervelo in camera, in modo da poterlo
allattare ogni volta che lo desidera. Se ciò non è
permesso chiedete che ve lo portino quando ha fame e non
ogni quattro ore. Pregate anche il vostro dottore perché
insista che non venga dato al bambino alcun nutrimento
supplementare. Alcune infermiere non possono resistere
alla tentazione di mettergli in bocca un biberon quando
piange, anche se il bambino è già stato allattato.
Questo gli toglierà l'appetito per quando lo
allatterete, perciò insistete con le infermiere di
portarvelo subito quando piange. Cominciate ad allattare
il vostro bambino pochi minuti dopo il parto: questo vi
aiuterà a prevenire eventuali emorragie poiché la
suzione provocherà la contrazione dell'utero,
affrettandone il ritorno alle normali condizioni e
riducendo così il flusso di sangue. Le madri che
allattano riescono a ritornare al loro peso normale più
facilmente di quelle che abbandonano questa fase del
ciclo riproduttivo ricorrendo all'allattamento
artificiale.
Normalmente circa quattro chili del peso
che la madre prende durante la gravidanza sono di grasso
che si pensa venga accumulato per darle la possibilità
di produrre latte per il suo bambino dopo la sua
nascita. Se allattate, questo grasso in eccesso viene
consumato durante questa fase. Se non succede, devono
essere prese misure 'eroiche' per ritornare al vostro
peso normale.
Le madri mi domandano spesso quante volte devono
allattare i bimbi, per quanto tempo e quanto debbano
mangiare.
La risposta: sia che il vostro bambino sia alimentato al
seno o col biberon - è che sia il bambino a deciderlo.
Allattatelo quando sembra nervoso, lasciatelo succhiare
e non vi preoccupate se mangia troppo o troppo poco. Il
bambino succhia l'80-90% del latte a disposizione in
circa quattro minuti di suzione a ciascun seno. Comunque
è consigliabile tenercelo più a lungo per ragioni
emotive e per stimolare la produzione del latte.
L'atto di allattare, anche quando c'è poco latte, ne
stimola la produzione. Se limitate il periodo di
allattamento o se non allattate il bambino abbastanza
spesso, la produzione di latte si potrà ridurre a tal
punto che non potrete più soddisfare le esigenze del
bambino. Le ragioni emotive che vi possono spingere a
prolungare il periodo dell'allattamento sono molto
importanti.
Alcune madri vengono anche intimidite dall'idea che
l'allattamento al seno sia una seccatura, scomodo e poco
pratico.
Senza dubbio molte madri la pensano così ma, in base
alla mia esperienza, una volta che hanno provato i
piaceri dell'allattamento cambiano rapidamente idea.
Allattare è dunque una necessità per la madre e il
bambino, legati entrambi nel periodo post-natale da un
meraviglioso e crescente rapporto di amore e da una
interdipendenza reciproca estremamente ripagante.
IMPORTANTE:
l'allattamento al seno materno dovrebbe essere
effettuato, mamma permettendo...cioe' se la mamma ha
sempre latte, fino ai 2 anni e
non sospendere prima,
come affermano ignorantemente i
medici impreparati
od in mala fede della
medicina ufficiale,
specie i pediatri.
Ricordarsi di integrare, come qui indicato,
l'allattamento materno gia' dopo il 6° mese, con
alimenti centrifugati e successivamente frullati, di
vegetali, frutta (crudi)
e cereali in pappine cotte, ecc.
Seguendo le indicazioni di questa pagina il bambino
non avra' MAI (se
non sara' MAI vaccinato)
nessuna carenza
vitaminico minerali, ma
occorre che la mamma si alimenti
nel modo adatto e suggerito in questo Portale (vedi:
Alimentazione introduzione)
Gli amidi, quindi riso, patate e cereali, non sono
consigliati per i neonati almeno fino ad un anno, anche
perche i bambini vanno allattati, con il latte materno
fino a 2 anni, od almeno fino a quando la madre secerne
latte sufficientemente nutriente. - vedi:
http://www.youtube.com/watch?v=pXkhF59_mIE
Vegetarismo e Scienza. Svezzamento Vegan
http://www.youtube.com/watch?v=e4T_pBp1KkA
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Troppi batteri nel biberon
ALLARME Le confezioni del
latte in polvere non precisano la temperatura necessaria
per eliminare eventuali microrganismi. Come dimostrano
casi recenti di infezione.
L'emergenza latte in polvere
è scattata prima in Germania, Gran Bretagna, Spagna,
Austria, poi di nuovo in Germania. Da giugno a settembre
in alcune confezioni di formule per lattanti le autorità
di controllo hanno trovato l'Enterobacter
Sakazakii, microrganismo che può provocare infezioni
serie quali meningite, diarrea e setticemia.
(NdR: nei soggetti
vaccinati,
quindi
deboli immunitariamente)
E in Italia ? È partito
subito l'allerta del Servizio igiene degli alimenti e
della nutrizione (Sian) e sembra sia tutto sotto
controllo. Ma non è il solo batterio a destare
preoccupazioni.
Dal 2002 in tutto il mondo
sono stati segnalati svariati casi di infezione da
Enterobacter e
Salmonella presenti nel
latte in polvere.
Tutti registrati dal sistema comunitario di allerta per
la sicurezza alimentare.
I batteri non sono presenti nell'acqua usata per
diluire, ma nelle confezioni ancora intatte.
Com'è possibile che un prodotto destinato ai neonati
contenga agenti patogeni pericolosi ?
A differenza del
latte artificiale liquido, che è
costoso, quello in polvere non è sterile. «La catena
di produzione, per quanto avanzata, non elimina del
tutto il rischio di contaminazione da batteri, che sono
presenti nell'ambiente e provengono dal contatto con
aria, macchine, involucri e personale addetto alla
lavorazione del prodotto» spiega Adriano Cattaneo,
dell'Unità per la ricerca sui servizi sanitari e la
salute internazionale al Burlo Garofolo di Trieste. «Contaminati
da Enterobacter sono fino al 14 per cento dei
campioni
di latte in polvere analizzati dalle autorità di
controllo».
Eppure, per ridurre il
rischio d'infezione basterebbe poco. Basterebbe che
sulle etichette dei prodotti figurassero precise
informazioni, soprattutto circa la temperatura
dell'acqua da usare per ricostituire il latte. «Lavarsi
le mani, lavorare in un ambiente pulito, mettere la
polvere in acqua bollita e subito portata a non meno di
70 °C, far consumare il latte in tempi brevi e gettare
l'eventuale residuo» elenca Cattaneo.
È quanto raccomandano l'OMS,
l'Organizzazione mondiale della sanità, e la
FAO, nelle
linee guida per la preparazione del latte in polvere. Ma
a dispetto di ciò molte etichette parlano di acqua
intiepidita e nel migliore dei casi portata a soli 5 5
°C. «Temperatura insufficiente a scongiurare i rischi
di infezione» avverte Cattaneo.
Coinvolti nell'allarme
europeo sono i colossi degli alimenti per neonati. I
nomi dei prodotti ritirati dal commercio sono stati
elencati in un articolo pubblicato sul settimanale
il
Salvagente lo scorso agosto.
Per quale ragione, a fronte
del crescente allarme, le aziende non modificano le
informazioni su come ricostituire il latte in polvere in
modo corretto ? «Le raccomandazioni degli organismi
internazionali non sono vincolanti per le aziende»
risponde Silvio Borrello, che guida la Direzione
generale della sicurezza degli alimenti del
ministero
della Salute.
La
direttiva UE 2006/141
sugli alimenti per lattanti non contempla una
prescrizione specifica sulle etichette. «In sede di
stesura l'Italia aveva richiesto l'inserimento delle
indicazioni suggerite da Oms e
Fao, ma non ha trovato il
consenso dei partner europei» ricorda Borrello. «Entro
la fine dell'anno l'Italia recepirà la norma
UE. Ma non
sarà possibile prendere una direzione che si allontani
da quella europea. Anche se il ministero cercherà di
sensibilizzare i produttori affinche’ modifichino le
etichette».
Le aziende non sembrano
farsi troppi problemi. L'Associazione italiana industrie
prodotti alimentari (Aiipa), forte degli studi
scientifici che evidenziano la rarità del fenomeno
infettivo, in una nota dice: «Le formule in polvere per
lattanti sono intrinsecamente molto sicure».
Le associazioni di
consumatori e l'Ibfan, la rete internazionale di azione
per l'alimentazione infantile, non ci credono. E neppure
le istituzioni sanitarie.
Nel 2004 il rapporto
Istisan dell'Istituto superiore di
sanità ha elencato le misure da adottare per la
produzione, l'uso domestico e ospedaliero del latte in
polvere per neonati. Lo stesso anno, a settembre, l'Efsa,
Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha diffuso
un documento analogo.
Ed a marzo 2006 il ministero della Salute ha chiamato i
produttori a seguire le raccomandazioni del rapporto
Istisan e dell'Efsa. Ma c'è una direttiva a ostacolo
delle etichette.
Per fortuna, anche quando il
batterio è presente, il contagio resta evento raro. «Si
infettano soprattutto i neonati prematuri o con un
sistema immunitario debole, (NdR: esempio: i
vaccinati) anche se talvolta si
ammalano pure i lattanti sani» dice Cattaneo.
La dimensione dei rischi
Enterobacter e Salmonella si legge nei dati
epidemiologici. Se in Italia non si registrano casi
d'infezione, in Francia nel 2004 ne sono stati segnalati
4, di cui 2 letali, e l'anno dopo si sono contati 200
infettati da salmonella.
Anche in altri paesi si sono
verificate miniepidemie: Belgio, Usa, Israele, Manda,
Grecia.
I numeri ufficiali sono
piccoli «ma potrebbero essere sottostimati,
soprattutto nei paesi poveri, dove i segni di malattia
sono a stento correlabili con la presenza dell'Enterobacter,
difficile da isolare in laboratorio» puntualizza
Cattaneo.
Tanto più che il batterio, isolato solo da una trentina
d'anni, è quasi sconosciuto nel Terzo mondo: non si sa
né di cosa i neonati si ammalino, né in quanti per
l'infezione da Enterobacter.
Se nel mondo occidentale è difficile informare i
consumatori circa le norme igieniche per ricostituire il
latte in polvere, nel resto del mondo, dove scarseggia
l'acqua potabile, l'igiene è un'utopia.
Che fare per scongiurare il
rischio d'infezione ? «Promuovere e incoraggiare
l'allattamento al seno materno, il sistema migliore di
alimentazione del neonato, ferma restando l'esigenza di
una chiara informazione sulle etichette dei prodotti»
conclude Borrello.
Ma per i genitori il
problema resta e le preoccupazioni pure. «Il rischio
non si limita al latte in formula» avverte Maurizio
Bonati del Mario Negri «basta vedere quello che è
successo qualche settimana fa in Spagna, con un
preparato di ampio utilizzo, un infuso di camomilla per
l'infanzia, con due casi di
botulino a danno di neonati,
come riporta il quotidiano ElPais».
Tratto da: panorama.it
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Interrogazione al
Ministro della Salute in XII Commissione
Premesso che:
- come denunciato dall'Aduc Associazione per i diritti
degli utenti e consumatori) in Germania il produttore di
cibi per l'infanzia Hipp ha ritirato dal mercato il
latte ipoallergico per neonati HA1, per la presenza
dell'enterobatterio sakazakii. Il provvedimento riguarda
le confezioni contrassegnate da JSL MTX e data di
scadenza 12 dicembre 2007, come pure JHK MTD, con
scadenza 11 gennaio 2008;
- a meta' dello scorso giugno Bebivita e Milupa avevano
ritirato del latte in polvere per lattanti per lo stesso
motivo;
- la Hipp ha precisato che il germe comune sakazakii
puo' diventare pericoloso solo se lasciato a temperatura
ambiente per varie ore poiche' avrebbe cosi' la
possibilita' di riprodursi;
l 'Istituto federale tedesco di valutazione dei rischi
(BfR) precisa che l'enterobatterio sakazakii se assunto
in una concentrazione significativa puo' provocare una
malattia infettiva seria;
- secondo l'Aduc la nota esplicativa dell'Hipp appare
del tutto insensata poiche' difficilmente il latte viene
conservato a basse temperature. Alla luce anche della
precisazione del BfR, l'Aduc ha ritenuto opportuno
inviare una nota al Ministero della Salute per sapere
quali provvedimenti siano stati presi in relazione alle
notizie giunte dalla Germania; per sapere:
- se il Ministro della Salute e' a conoscenza di questo
allerta verificatasi in Germania e quali provvedimenti
ritenga prendere per evitare che i citati prodotti, in
cui l'enterobatterio sakazakii potrebbe pericolosamente
svilupparsi, arrivino nel mercato italiano;
- se non si ritenga necessario svolgere degli accurati
controlli per verificare che i citati prodotti, in cui
l'enterobatterio sakazakii potrebbe pericolosamente
svilupparsi, siano gia' presenti nel nostro mercato e,
nel caso venga accertata la loro presenza, se non si
ritenga di ritirarli dal mercato.
http://www.milkonline.com/fiera/settegiorni/unita221105.htm
http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=187704
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Il
Latte materno e l'Allattamento, lo sostengono,
oltre ai Naturisti, anche e non solo gli
esperti, affermando che e' l'alimento ideale
per far crescere un
bambino sano ed in piu' NON
costa niente, come mai tante donne vi
rinunciano ?
The Lancet
parla di milioni di casi di morti attribuibili
alla mancanza di allattamento al seno materno.
Ma il problema del latte artificiale per bambini
contaminato non e' solo cinese, ma anche in tutti i
paesi del terzo mondo come in quello occidentale le
pressioni dei produttori di questi latti sostitutivi del
latte materno, allargano il mercato a discapito della
salute dei piccoli - campioni di latte artificiale
vengono spesso regalati alle cliniche ed agli ospedali e
le donne sono indotte dai
medici ad usarli !
Il messaggio MENZOGNERO e' che il latte
artificiale sia un alimento piu' ricco di quello
materno.
NIENTE di PIU' FALSO
!
L'OMS raccomanda il
latte materno come alimento ESCLUSIVO
almeno fino
al 6-7° mese di vita, la
Medicina Naturale fino a 2 anni.
vedi:
Disfunzioni dello Sviluppo +
Alimenti contaminati
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Neonati più sazi con il glutammato
Il bimbo piange ininterrottamente ? Spesso la
causa del pianto è la più semplice, ovvero la fame.
Ebbene, in assenza del latte materno, in assoluto il
miglior nutrimento per i neonati, è opportuno scegliere
un latte formulato arricchito dell’aminoacido
glutammina.
La scoperta deriva da uno studio condotto presso il
Monell
Chemical Senses Center di Philadelphia e pubblicato
sulla rivista "American
Journal of Clinical Nutrition". La ricerca dimostra
che i neonati allattati con latte formulato ricco in
glutammato si saziano prima che con altre formule, e
quindi si staccano prima dal biberon e autonomamente.
Ricordiamo che il latte materno è naturalmente ricco di
glutammato, aminoacido che innesca nel bebé il senso di
sazietà.
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Pesticidi nei
piatti dei bambini francesi.
Ed in Italia ? - 2 Dic. 2010
FRANCIA - Pesticidi nei piatti dei bambini
Il piatto-tipo di un bambino di 10 anni e' pieno di
pesticidi e di sostanze chimiche anche cancerogene.
E' la conclusione allarmante di uno studio condotto in
Francia dall'associazione 'Generations Futures', che ha
passato al setaccio i pasti consumati ogni giorno dai
bambini francesi, sulla base dei consigli alimentari del
ministero della Salute.
Ecco i risultati: in un giorno solo vengono ingerite 81
sostanze chimiche, a partire dalla prima colazione e
fino alla cena. Almeno 42 di queste sono considerate
'probabilmente' cancerogene, mentre 5 lo sono in modo
certo. Sono 37 inoltre le sostanze che possono provocare
danni alle funzioni endocrine.
Per giungere a queste conclusioni l'associazione, ha
analizzato i prodotti consumati in un menu' "tipo" di un
bambino di 10 anni, acquistati nei supermercati di
Parigi e dell'Oise, dipartimento del nord, tra luglio e
settembre scorsi.
Questo anche sulla base delle raccomandazioni
ministeriali di consumare ogni giorno cinque frutti e
verdure fresche, tre latticini e un litro e mezzo di
acqua. L'analisi e' stata estesa anche ad alcuni
dolciumi e merendine. L'ingestione di sostanze nocive
comincia sin dalla prima colazione: secondo lo studio,
il burro ed il te' al latte contengono piu' di una
decina di residui cancerogeni possibili e tre certi,
oltre ad una ventina di sostanze che possono turbare il
sistema ormonale. La mela importata dal Brasile, per la
merenda, presenta tracce di sei sostanze chimiche, di
cui una fungicida vietato in Francia.
Stessa cosa per i fagiolini del Kenia, su cui lo studio
ha registrato la presenza di pesticidi potenti, vietati
nell'Unione europea. Altri pesticidi e sostanze chimiche
sono state trovate negli hamburger, nel salmone, nel
tonno in scatola, nei chewing gum e persino nella
baguette.
Comunicato di
Primo Mastrantoni
Desta sconcerto la notizia che una alimentazione tipo di
un bambino e' piena di pesticidi e
sostanze chimiche,
anche cancerogene.
La notizia viene dalla Francia dove l'associazione
Generations Futures (2) ha condotto una inchiesta
sull'inquinamento chimico nei piatti consumati ogni
giorno da bambini di 10 anni. 81 sostanze chimiche, 42
potenzialmente cancerogene, 5 sicuramente cancerogene e
37 che interferiscono con l'attivita' ormonale.
L'indagine ha portato all'attenzione dell'opinione
pubblica un problema
che ne' l'Agenzia francese ne' quella Europea sulla
sicurezza dei prodotti
alimentari sono riuscite ad evidenziare.
Vero e' che alcune sostanze chimiche possono essere
presenti in concentrazione minime ma resta il fatto che
tali componenti si possono accumulare nel nostro
organismo e, nel tempo, provocare danni.
L'esempio classico, che abbiamo posto all'attenzione dei
consumatori, e' la presenza di BisfenoloA (BpA) nelle
plastiche di policarbonato usate nei biberon ma anche in
altri contenitori per alimenti (bottiglie per bibite,
piatti e tazze, pellicole e rivestimenti protettivi per
lattine e tini, ecc.).
Il BpA puo' migrare nei cibi e nelle bevande conservati
in materiali che lo contengono e puo' causare
l'endometriosi nelle donne, con effetti sulla capacita'
riproduttiva, una modificazione dello sviluppo fetale e
danni ai neonati perche' altera l'attivita' del sistema
endocrino.
La ricerca francese ripropone l'attenzione sugli
alimenti importati dal cosiddetto terzo mondo dove l'uso
di sostanze chimiche di sintesi in agricoltura e'
scarsamente controllato.
E in Italia che si fa ?
Lo chiediamo al ministro della Salute, Ferruccio Fazio,
il che non esclude che qualche associazione, come la
nostra, proceda in via sostitutiva. Dovremmo trovare uno
sponsor.
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Più
bravi a scuola e più "svegli" i bimbi che
sono stati allattatati al
seno.
A confermare una teoria - più volte
riproposta dai fautori dell'allattamento
naturale - uno dei più vasti studi mai
realizzati sull'influenza del latte materno
nello sviluppo dell'intelligenza, pubblicato
sugli 'Archives of General Psychiatry'
di maggio e realizzata dall'équipe diretta
da Michael Kramer dell'Università canadese
McGill di Montréal.
I ricercatori hanno seguito per oltre sei
anni, con medici
bielorussi di 31 ospedali e
cliniche, 14 mila bambini bielorussi.
La
metà delle madri aveva ricevuto informazioni
e sostegno, con un programma ad hoc per
l'allattamento esclusivo e prolungato,
secondo le indicazioni dell'Organizzazione
mondiale della sanità (OMS). L'altra metà aveva
ricevuto le cure e le indicazioni fornite
abitualmente dalla struttura sanitaria. Nel
primo gruppo si è avuta una prevalenza
dell'allattamento al seno fino ai 12 mesi.
A distanza di sei anni e mezzo i bambini del
primo gruppo, allattati in prevalenza al
seno, ottenevano migliori risultati ai test
d'intelligenza e avevano voti più alti per
lettura e scrittura. Secondo i ricercatori,
dunque, se nei Paesi sviluppati la lotta
alle infezioni non è più un argomento a
favore dell'allattamento materno, utile per
rafforzare le difese immunitarie, i benefici
per lo sviluppo cognitivo, dimostrati dallo
studio, potrebbero servire a convincere le
neo mamme a optare per l'allattamento
naturale.
Commento NdR: anche quelli che
nascono
nell'acqua sono piu' intelligenti...
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Carenza di vitamina D: è molto frequente in neomamme
e neonati
Una mamma su tre e un
neonato su due soffrono di deficienza di vitamina D
al momento della nascita.
Come spiegato dalla studiosa Anne Merewood del
Boston Medical center ai colleghi riuniti in
occasione del meeting dell’Accademia di pediatria
americana, non è sufficiente nemmeno integrare
questa carenza con supplementi di vitamina D perché
il problema persiste ugualmente. I ricercatori hanno
analizzato i livelli di vitamina D su 433 mamme e
376 neonati entro 72 ore dal parto.
I risultati hanno evidenziato una carenza di
vitamina D nel 36% delle mamme e nel 58% dei
bambini, una carenza classificata come “seria” nei
due terzi dei casi. Lo studio ha anche dimostrato
che il 30% delle donne che nel terzo trimestre
avevano assunto almeno 5 volte alla settimana degli
integratori risultava carente di vitamina ugualmente
al momento del parto.
La ricercatrice ha spiegato che il miglior modo per
ovviare alla carenza di vitamina D non è quello di
assumerla attraverso integratori ma garantendosi una
minima esposizione ai
raggi del sole ogni giorno,
per la mamma e per il neonato.
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Le malattie come abbiamo già più volte
affermato, sono la conseguenza dei
Conflitti
Spirituali che "scendono" dal
"cielo dello
Spirito" nella "terra
fisiologica" e quando trovano il "Terreno"
adatto, proliferano generando il corpo del
conflitto, la "malattia", ovvero
l’azione del male, cioè dell’ignoranza. -
vedi anche
Vari
terreni
Ricordiamo
anche
che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della
mucosa
intestinale
influenzano la salute, non soltanto a livello
intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte
dell'organismo.
I neonati impiegano diversi mesi per formare tutte la
flora
batterica di cui avranno bisogno per tutta la vita,
ecco perche' e' indispensabile, per avere in
futuro una buon salute l'allattamento materno,
NON vaccinare il
neonato, e svezzarlo nei modi consigliati dalla
Medicina Naturale.
Nel caso che bambini nascano con delle
malattie, sono gli errori dei
genitori (alcuni sono per esempio i
Danni dei Vaccini, e/o le
amalgami dentali - gravi tossine - dei
genitori, danni che vengono
anche codificati nel DNA dei nonni e genitori ) che
vengono ad essere somatizzati nei nipoti-figli (il
processo si chiama slatentizzazione =
somatizzazione precoce di malattie), perché
tutto ciò ? perché l’evoluzione ha inserito
lo scopo della "malattia" nel programma
educativo della specie, quindi è giusto che
gli errori vengano a galla in ogni modo !;
quindi è evidente l’enorme responsabilità
di
nonni, nonne, madri e padri (cioe' di tutti
quanti), nel
comportarsi bene secondo
le Leggi che regolano le strutture Viventi e
mantenersi quindi in buona salute per poter
donare una vita sana ai propri figli,
nipoti, pronipoti, cioe' alla propria
progenie.
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No agli amidi e cereali ai bambini prima dei due anni d’età
- 3
Maggio 2010
Denutrizione e malnutrizione, intese come alimentazione
non solo insufficiente ma anche carente di alcuni
nutrienti fondamentali come vitamine e minerali, insieme
a stili di vita scorretti, possono influire in modo
rilevante sull’insorgenza di alcune patologie croniche
Molto spesso i genitori ansiosi di vedere crescere più
in fretta i propri figli cercando in loro atteggiamenti
da “ometti”, o soltanto per mera praticità, si orientano
nei confronti dei piccoli verso un’alimentazione quasi
da adulti, col risultato di proporre ai bambini, in
aggiunta alla loro dieta, cibi a base di amidi e senza
volerlo producono problemi alla salute dei piccoli,
alcuni persino impegnativi.
E' opinione sempre più diffusa del moderno pensiero
scientifico sull’argomento, che i piccoli prima dei due
anni dovranno accuratamente evitare cibi a base di
amidi, ovvero, pane, patate al forno, cereali e
quant’altro; pena il rischio di incorrere, da parte dei
bambini, in
problemi digestivi,
diarrea
compresa, che nel bambino va immediatamente risolta,
coliche ed esantemi.
Il motivo è tutto riconducibile alla fisiologia ed
all’anatomia del bambino che prima dei due anni non
possiede l’enzima ptialina nella saliva che degrada gli
amidi, non ha ancora ultimato lo sviluppo della
dentatura, per cui non può bene masticare il cibo e non
possiede i necessari enzimi pancreatici ed intestinali,
necessari per degradare gli amidi.
Così a poco serve anche ridurre a poltiglia gli alimenti
a base di amido, perché nulla può fare tale metodica per
l’assenza della ptialina.
Nelle tribù di un tempo, ma pare che qualche madre lo
faccia anche attualmente, il problema era ovviato con la
masticazione da parte della madre del cibo proposto al
proprio figlio; vero è che di fatto così facendo la
madre provvede in proprio a degradare gli amidi, una
metodica questa che, come visto, il bambino non potrebbe
attuare, ma il rischio della trasmissibilita' di
eventuali infiammazioni buccali della madre puo' essere
un pericolo.
Se verso la fine dell’infanzia, si vogliono aggiungere
carboidrati nella dieta del bambino, meglio ricorrere
agli zuccheri dei datteri, dell’uva dolce, delle banane
ben mature e di altri frutti dolci, zuccheri che non
richiedono la ptialina per essere digeriti.
Fonte:
Pourfemme
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La
dieta Vegetariana per i Bambini e gli
adolescenti
È opinione diffusa, confermata anche dalla
maggioranza dei medici, che dalla nascita
fino ai 18 anni, nel periodo più importante
per lo sviluppo del corpo e
dell'intelligenza dell'essere umano, il
consumo di carne, latte e uova, ossia
delle cosiddette proteine animali, sia
assolutamente indispensabile. Ma è proprio
vero ?
Luciano Proietti, medico pediatra con alle
spalle un'esperienza sul campo, oltre che
padre di tre figli, ci spiega invece come
allo stato delle conoscenze scientifiche
attuali non solo sia possibile, ma vada
sostenuta la scelta di un'alimentazione
vegetariana nel bambino.
Queste considerazioni sono il frutto di una
lunga ricerca svolta dall'autore con
l'ausilio del Centro di auxologia della
Clinica pediatrica dell'Università di Torino
e di una raccolta di dati sui bambini
vegetariani italiani, in collaborazione con
l'Associazione Vegetariana Italiana (AVI),
la
Società Scientifica di Nutrizione
Vegetariana (SSNV) e i Centri di Nascita
Naturale.
Ne è risultata una banca dati con
più di 2 mila bambini cresciuti con una
dieta lacto-ovo-vegetariana (la maggior
parte) e lacto-vegetariana o vegana, in modo
esclusivo almeno fino ai 3 anni e in molti
casi mantenuta anche successivamente.
Un'alimentazione povera di proteine animali
infatti, non solo è compatibile con le
indicazioni dei
LARN (Livelli di Assunzione
Raccomandata dei Nutrienti), ma nei primi
due, tre anni di vita dovrebbe essere
l'alimentazione raccomandata essendo la più
fisiologica e quindi la più salutare.
Negli
anni successivi la dieta
vegetariana e vegana può diventare anche uno spunto
per invitare il bambino a riflettere e
comprendere l'importanza del rispetto di se
stessi, degli altri animali e dell'ambiente.
Ecco perché la scelta vegetariana è un
investimento in «salute» di proporzioni
enormi per la società futura.
Indice di APGAR
L'indice di Apgar è un voto, da 1 a 10, dato
ad ogni neonato sulla base delle sue
condizioni di salute (respiro, battito
cardiaco, riflessi, colorito e tono
muscolare). La valutazione si effettua due
volte, dopo 1 e 5 minuti dalla nascita.
Serve a sapere subito come sta il bambino:
più di 7 = tutto bene; meno di 4 = a rischio
grave.
Per poter crescere bene in salute e senza
molta fatica un figlio, bisogna
assolutamente seguire queste indicazioni:
1) Allattare il bambino subito dopo la
nascita, immediatamente dopo l’uscita del
feto dalla vagina e mentre pulsa ancora il
cordone ombelicale, che deve essere tagliato
solamente dopo che ha terminato di pulsare.
Questa pratica è indispensabile al neonato
in quanto le difese
immunitarie si
irrobustiscono immediatamente per il
trasferimento dalla madre al bambino,
attraverso il
prelatte materno che serve
proprio a questo scopo, delle sostanze
necessarie a fissare ed iniziare le difese
immunitarie dell’organismo del neonato nel
nuovo ambiente, oltre all’apporto dei giusti
valori Termico/Nutrizionali necessari al
neonato.
La
Galega
favorisce l'aumento del
latte materno di circa il 30% in più, anche solo dopo ventiquattro ore.
L’Avena è il cereale più energetico,
ricostituente, infatti è meglio non mangiarla alla sera;
formata da acqua 12%, protidi 14%,
estrattivi inazotati 74%, fibre grezze 2%,
lipidi 7,7%, ceneri 2,3%; contiene ferro in
abbondanza, potassio, calcio, magnesio,
fosforo, sodio, rame, manganese, zinco,
nichel, iodio, zolfo e fosfati, vitamina B
quella per la crescita, B6, C, E, PP, e
tracce della D, colina, inositolo in
quantità superiori al frumento (grano).
Le sue proteine vegetali contengono
amminoacidi quali valina, leucina,
fenelelenina, tirosina, triptofano, serina,
cistina, metionina, arginina, istidina,
lisina ed amido in granelli tondi.
Abbassa il colesterolo; per il suo alto
contenuto di minerali è energizzante e
ricostituente per tutti.
Si raccomanda
di dare ai
lattanti
(quando svezzati)
un
biberon al dì di
brodo di
verdure e/o
decotto di
riso biologico semi integrale, da
prepararsi con
60% di
avena, 30% di
orzo e
30% di
riso.
Pane integrale ed
avena non raffinata
(contengono ferro e fosforo) preservano
dalla carie.
I
biscotti all'avena piacciono ai bambini.
Il porridge d’avena, in farina o semi
frullati e cotti nell’acqua a colazione,
preservano anche dall’infarto. Semi decotti
con miele, sono emolienti, lassativi e
diuretici. Semi tostati in infuso,
lassativo, bere 3 tazze piccole al dì.
Fiocchi d’avena,
ricostituente sopra tutto per i bambini,
adolescenti, giovani ed anziani; minestre di
fiocchi, ridanno forza ed aspetto florido ai
soggetti gracili, nervosi, deboli di
stomaco, affaticati, senescenti, depressi è
sopra tutto utile nell’accrescimento.
I grani fatti germogliare in terreno umido
per 5/7 giorni, sono indicati nello
svezzamento dei lattanti, depressi,
intossicati da forme intestinali,
neurastenici, diabetici, anti costipante,
ecc.
La Banana contiene alte dosi di
potassio ed è il frutto con la più alta
quantità di fibra. Sostituisce un pasto, ma
attenzione le banane (idem per patate,
pomodori, spinaci, ecc., mutati
geneticamente, cioe' OGM)
provenienti dai paesi esotici controllati
dalle
multinazionali,
contengono
farmaci
e vaccini inoculati
nascostamente !
La Barbabietola, fin dai tempi
preistorici è nota per le sua virtù; radice
rossa, dolce e zuccherina, è un sano
alimento rinfrescante, mineralizzante per
tutti.
Il suo succo crudo, centrifugato è molto
utile agli
anemici in quanto aiuta la
formazione dei
globuli rossi
del sangue,
preso in dose di 1 bicchiere al dì; è
prezioso anche per mantenere un buon
metabolismo ed è un tonico adatto per tutte
le età. Allevia tutte le
infiammazioni
dell’apparato digerente, aiuta nelle
malattie del fegato.
Contiene acqua metabolica 87%, proteine
1,5%, carboidrati 9,2% in zuccheri, grasso
0,08%, ceneri 1% con calcio, potassio,
magnesio, fosforo, iodio, ferro, rame,
bromo, zinco; vitamine A, B1, B2, C, PP,
pectina; tende ad essere controindicata per
certe forme di diabete per lo zucchero
contenuto.
Curcuma, ottimo per far aumentare la
produzione di latte materno.
Per le malattie alle vie respiratorie
e relative cure naturali, vedi:
tosse, catarro,
raffreddore,
influenza
2) Ricordiamo che il
sistema immunitario è
un sottile gioco di giusti rapporti di
"funzioni" che organi e sistemi organizzano
ad ogni nuova situazione che si presenta
cercando di aiutare il corpo e la psiche
alla migliore sopravvivenza.
Infatti i
Sistemi Nervoso ed
Immunitario
"nascono" al concepimento e continuano a
"crescere", cioè a mutarsi, ad informarsi,
e quindi a specializzarsi,
man mano che passa il tempo.
Ecco perché è
criminale
vaccinare i
neonati (dare farmaci)
dai 3 mesi, 6 mesi, 1 anno, 3 anni, 6 anni, in
quanto i loro Sistemi Nervoso ed Immunitario
sono ancora in fase di crescita e non devono
essere alterati artificialmente con prodotti
tossici invasivi (Vaccini
e farmaci
di sintesi), ma devono essere lasciati
reagire in modo naturale alle situazioni che
l’ambiente, la Natura gli procura, magari
aiutandoli con prodotti naturali: esempio
Propolis e
prodotti dell'Ape.
Infatti quando un bimbo si ammala di quelle
malattie infettive chiamate "infantili" egli
si immunizza per tutta la vita, mentre se si
vaccina sappiamo che egli in realtà non è
sicuramente immune dalle malattie dalle
quali si vorrebbe egli fosse, vaccinandolo,
oltre al fatto che sicuramente il suo
Sistema Immunitario subirà uno shock
irreversibile e per tutta la vita, perché oltre a tutto il
bambino sarà
intossicato oltre che dai
virus o batteri patogeni (cioè quelli di altre specie
animali) entro contenuti nei
vaccini, anche
dai metalli tossici:
Mercurio, (impedisce la
formazione della
Mielina e genera
disbiosi,
alterazione o perdita della
flora batterica simbiotica
intestinale;
Alluminio che genera anche
tumori nel Sistema Linfatico; dalla
Formaldeide (che è una sostanza cancerogena)
e da altri Contaminanti pericolosi.
3) Attaccare al seno il bambino a domanda,
cioè tutte le volte e per quanto tempo
desideri, in modo che possa alimentarsi
secondo la sua fame, la sua sete e non
secondo orari e tabelle.
4) Non dare il biberon, nemmeno di acqua
dopo la poppata, in quanto rendono meno
valida la suzione del neonato al seno.
5) Non dare integrazioni alimentari o di
altro genere prima dei 6 mesi, in quanto
interferiscono con la capacità materna di
produrre sufficientemente latte e con la
capacità del neonato di assimilarle, salvo
il caso in cui il latte materno non fosse
sufficiente o assente dei fattori vitali
Nutrizionali.
I Latti artificiali hanno una composizione
"simile" a quella del latte materno. Però
non inducono il senso di sazietà come il
latte materno e il bambino rischia di essere
alimentato in eccesso. Inoltre i latti
artificiali non hanno fattori di difesa
contro le infezioni e pertanto il lattante
risulta molto meno protetto dal punto di
vista immunitario.
Molto meglio le **balie
di una volta***.....se la madre non ha il
proprio latte.
6) Assicurarsi che la posizione di
allattamento sia comoda per entrambi e che
il neonato afferri bene non solo il
capezzolo, ma anche l’aureola intorno ad
esso. Dare entrambi i seni ad ogni poppata,
alternativamente.
Allattare a letto e' possibile ed utile,
ma poi il bambino deve dormire nella sua
Culla !
Anche il direttore della fondazione,
Joyce Epstein, ha dichiarato: "Bisogna
essere consapevoli dei pericoli connessi col
dividere il letto o anche il divano con un
bambino così piccolo. Va bene allattare a
letto, ma poi il bebè deve tornare nella sua
culla per dormire".
In italia circa dai 500 ai 1.000
bambini muoiono di
Sids (morte
nella culla) dopo
le vaccinazioni di routine !
7) Evitare, durante la gravidanza per la
madre e per il bambino, come negli anni
successivi, la somministrazione di qualsiasi
farmaco
o
Vaccino; anche i controlli rituali sul
neonato sono privi di significato, come la
pesata giornaliera e l’analisi del latte; svezzare
gradualmente da dopo 7 mesi, per evitare
interruzioni biologicamente traumatiche per
madre e bambino.
8) Effettuare test
Bio elettronico; un
Mineralogramma sui capelli della madre e del
bambino od il test
Kinesiologico detto dell’Ok,
per conoscere gli eventuali squilibri dei
minerali; dei metabolismi interessati e
delle mal funzioni organiche.
9) Molta importanza si darà
all’alimentazione di tipo naturale e
biologica, ricche di ortaggi e
verdure crude, con proteine vegetali al
massimo 70% per contenuto del pasto, in modo
che le feci siano alcaline (non acide), ciò
vale sopra tutto per la mamma che allatta,
in quanto essa fornisce dal proprio latte
tutti gli elementi indispensabili alla
nutrizione del neonato. Quindi quando il
lattante si ammala, occorre cambiare
l’alimentazione della madre e riportarla ai
suoi valori normali ed il bambino guarirà
come per incanto.
La frutta e
la verdura anche per i piccoli in
crescita, deve
essere
obbligatoriamente
CRUDA
(frullata e/o centrifugata); per i cereali,
dopo i due anni, meglio se utilizzate i germogli, oppure
messi un ammollo in acqua tiepida alla sera
e consumati il giorno dopo, frullati e/o
cotti e frullati successivamente. Anche per
la frutta secca
(non quella tostata) essa va SEMPRE
data, al momento opportuno, quando la
dentizione e' in fase finale, macinata ed al
limite con del miele.
Negli ultimi decenni abbiamo visto il
progressivo cambiamento del tipo di
alimentazione, proposta alle mamme, per
l’alimentazione dei lattanti, si è passati
dall’allattamento materno all’allattamento
artificiale, dietro la spinta di medici
disinformati od in combutta con produttori
di latte in polvere, le classiche
multinazionali oppure con l’uso del
latte
vaccino della Centrale del latte, ciò con
l’aiuto della
medicina "ufficiale" ed il
desiderio delle mamme di "non rovinarsi il
seno" e di essere più sbrigative, abbiamo
visto però crescere un’infanzia sempre più
debole e malata anche se la mortalità
infantile è diminuita a discapito della
qualità della Vita dei giovani.
Per fortuna da alcuni anni visti i nefasti
risultati in tutto il mondo, dove
popolazioni intere mal consigliate dai
medici, utilizzavano l’allattamento
artificiale al posto di quello materno, si
sta reiniziando a consigliare, sempre da
parte di medici rinsaviti, il ritorno
all’allattamento al seno materno.
Attenzione nello svezzamento ai vari latti
di Riso, Soia ed Avena, NON usare quelli
forniti dentro
tetrapack, ne' quelli
biologici perche' sono fermentati per
mantenerli nel tempo, perche' in certi casi
ai bambini piccoli o quelli
celiachi, producono problemi. Meglio
prepararli in casa propria con pappe
preparare dai chicchi del cereale ma
coltivato in modo
biodinamico.
10) Alla nascita la mamma prepara
(nel seno)
un liquido prezioso a disposizione per il
neonato:
si chiama colostro il latte materno prodotto
nei primissimi giorni dopo il parto, in
modeste quantità (10 -14 ml al giorno),
adeguate al fabbisogno nutrizionale del
neonato.
Il colostro, che ha azione lassativa, è
ricco di proteine, sali minerali, vitamine e
ha proprietà antinfettive più spiccate di
quelle del latte maturo: infatti contiene
elevate quantità di cellule e anticorpi,
preziosi per la difesa dalle infezioni.
Il latte materno è così “materno”
che crea reazioni
basiche
nell’intestino (non acide
come quelle che produce il
latte vaccino=, di
vacca) da contenere tutto ciò che necessita
al futuro uomo, compresi gli anticorpi
necessari nei primi giorni, mesi, anni dopo
la nascita.
L’allattamento dovrebbe continuare almeno
fino al settimo mese di vita e se possibile fino ai 12 mesi; solo in certi
casi, perché la madre non riesce a produrre
un latte sufficientemente nutriente, si
dovrebbe iniziare ad integrarlo con delle
pappe preparate a base di frullati di
frutta, verdure, ortaggi, crudi ed allungate
con acqua; in seguito passare alla verdura
cotta, e solo dopo i due anni, alle farine tostate ed ai cereali.
Parliamo di integrazione
NON di sostituzione
al latte materno.
In caso di problemi alle ciuccie delle
mammelle della madre (tipo feriste e ragadi) oggi
in commercio e' possibile acquistare delle coppettine in cauciu' (gomma), che servono a
proteggere i capezzoli, in modo che le
ferite, che si possono formare in seguito al
succhiare del bambino con la sua saliva che
e' piu' acida del valore del
pH
della pelle del capezzolo, si
rimarginino piu' in fretta.
Lo
svezzamento vero e proprio dovrà
essere effettuato, se possibile alle
scadenze giuste, ma sicuramente dovrà essere
almeno dopo la prima dentizione; ovviamente
si dovranno scegliere per l’alimentazione
cibi biologici, integrali o semi integrali,
come del resto per tutta la famiglia.
Per le quantità si dovrà seguire il lattante
nei suoi desideri per preparare le dosi.
Per i tempi delle pappe, dovremo
all’inizio seguire i desideri del bambino,
in seguito modificarli in modo che i suoi
tempi corrispondano ai tempi dei fabbisogni
della mamma.
NON si deve mai forzare a mangiare un
piccolo,
essi seguono sopra tutto l’istintualità che
ne determinerà i comportamenti, per cui è
importante che i genitori imparino a seguire
le voglie mangerecce del lattante, non
forzando se il piccolo per alcuni giorni non
avrà fame.
In quel periodo sicuramente il bambino avrà
in corso qualche problema che scomparirà
appena il corpo avrà reagito in modo
naturale. Non farsi prendere
dall’apprensione in questi casi;
l’indisposizione la si noterà guardando
giornalmente le feci. Molta importanza
rivestirà l’alimentazione della madre che
dovrà essere assolutamente di tipo biologico-biodinamico
semi od integrale, per poter fornire latte
il più completo possibile per il figlio.
Sopra tutto quando il lattante avrà qualche
problema di
stitichezza o di feci
acide,
sfatte, troppo puzzolenti o di colore troppo
chiaro o troppo scure, si dovrà
cambiare
l’alimentazione materna
in modo da
modificare di riflesso le digestioni e le
feci del bambino che non devono essere acide
ma basiche; munirsi della "cartina torna
sole", per il controllo
acido/basico delle
feci.
Ma soprattutto si dovrà fare molta
attenzione che il piccolo non soffra già di
infiammazioni o blocco temporaneo della
valvola ileo cecale.
Per poterla normalizzare, occorre
controllare i tipi dei cibi e rinfrescare le
viscere con un panno di cotone bagnato di
acqua fredda (mettere un piccolo cubetto di
ghiaccio) - vedi
Dottrina Termica - o meglio un
cataplasma di
argilla
fredda, messo sull’intestino per tutta la
notte o durante il giorno, usando in certi
casi
fermenti lattici multi microbici,
cloruro di magnesio
e/o magnesio, clorofilla,
fior di
zolfo.
L’alimentazione, dopo i due anni, con farine cotte di cereali
integrali e/o semi integrali,
biodinamici
e/o biologici, germogliati, e/o
in chicchi, meglio che non in farine (preferibilmente
Riso, miglio, segale, avena), orzo, farro,
frumento, grano saraceno, con parsimonia
(attenzione al gruppo sanguigno - vedi
Emodieta - come
base per preparare una buona dieta), è molto utile
solo alla fine dell'allattamento - meglio
dopo i due anni - perché esse
facilitano la digestione,
modificandone la coagulazione nello stomaco
e permettendo alle diastasi digestive di
entrare in azione, ma occorre ricordare di
non superare la percentuale del 30% di
proteine nell’ambito del pasto.
Esse inoltre apportano un supplemento
calorico e di fattori vitali preziosi, senza
aumentare le razioni idriche e stimolano una
migliore secrezione dell’amilasi
pancreatica.
Passeremo gradatamente dalle pappe molto
allungate a pappe sempre più dense per
aiutare il piccolo a digerire facilmente il
nuovo prodotto.
Nel caso di pappine si dovrà provvedere
all’alimentazione del bambino con il
cucchiaino, in modo che esso cominci a
distinguere fra le varie densità degli
alimenti.
Morbidi e cremosi, i formaggini comuni,
vengono preparati con miscele di formaggi
fusi, panna, burro, latte e sale in quantità
variabili a seconda del tipo. Quindi,
essendo troppo ricchi di grassi e di sale,
non sono adatti per i bambini, senza tenere
conto del fatto che possono contenere anche
i conservanti !
Qualche genitore desiderera' dare al proprio
piccolo degli
Yogurt (meglio se magro e dopo i due
anni), fare
attenzione e passare a questo alimento
per gradi, un cucchiaino, al giorno per 15
giorni, poi un cucchiaio al giorno per altri
15 giorni, il tutto diluito in acqua. solo
il secondo mese passare al prodotto non
allungato in acqua.
Dopo i due anni,
Si consiglia nei casi di
stitichezza
di scegliere fra i cereali il
RISO semintegrale e l’ORZO mentre nel
caso opposto si prenderà del RISO bianco
raffinato; nei casi
di mancanza di vitalità si prenderà l’AVENA, quest’ultimo cereale favorisce anche la
secrezione lattea per la mamma che allatta; ricordiamo di frullare
nel caso si utilizzino cereali germogliati,
cereali in chicchi, non in farine
(preferibilmente riso semi integrale, miglio, segale,
avena), orzo, farro, frumento con
parsimonia.
Per favorire l’inizio della masticazione si
provvederà a iniziare con le pappine a base
di farina ed in seguito con i fiocchi dei
grani di cereali.
Dobbiamo ricordare alle mamme carnivore di
NON dare assolutamente prodotti carnei
almeno fino a quando la dentizione del
bambino sarà completata, meglio evitare
anche dopo o ridurne l'assunzione, l'alimentazione
carnea che comunque dovrà essere sporadica,
una volta al mese, preferibilmente pesce e/o
animali da cortile; anche gli
omogeneizzati industriali di qualsiasi tipo sono da
sconsigliarsi per l’alimentazione del futuro
uomo, malgrado la falsa pubblicità che si fa
attorno a questi prodotti.
Nel periodo della dentizione qualche volta
il piccolo tende ad avere qualche problema
di raffreddore, muco e catarro; in genere se
il bambino NON è
vaccinato questo NON
avviene o se avviene lo è in forma molto
leggera tale da non impensierire.
Ma se
invece egli è
vaccinato il problema si
presenta facilmente sempre più grave e molte volte il
problema tende a trasformarsi in gravi e
croniche patologie alle vie respiratorie.
Molto utile in ogni disturbo del piccolo,
l’uso esterno sul pancino di
un panno
bagnato di acqua fredda da tenere per più
ore.
nei casi
ostinati ed all'inizio di uno stato di
stitichezza e' molto utile effettuare una
idro colon terapia con una perettina
di infuso di
camomilla tiepida.
11)
Meglio tardi che mai....i
medici
allopati arrivano dopo centinaia di
anni, alle tecniche della
Medicina
Naturale, la quale utilizzava e utilizza
da sempre i
probiotici, non solo per i neonati
ed i
bambini, ma anche per gli adulti e gli
anziani !:
Contro le dolorose coliche dei neonati,
potrebbe finalmente esserci una soluzione.
Secondo uno studio condotto presso la
Medical University di Varsavia e
pubblicato sulla rivista "The
Journal of Pediatrics" la
somministrazione di
probiotici a base di un particolare tipo
di batterio “buono” può risolvere molto bene
le coliche dei
bambini allattati esclusivamente o
prevalentemente al seno.
I ricercatori, inoltre, non hanno
evidenziato nessun effetto avverso
concomitante alla somministrazione di
probiotico
ATTENZIONE IMPORTANTE, se dovesse
capitare un sintomo di soffocamento del
Bambino:
vedi:
http://www.pediatric.it/soffocamento.htm
Sconsigliamo vivamente l’uso dei pannolini
con la mutandina di
plastica,
perché ? essi alterano sempre la temperatura
intestinale favorendo fermentazioni e
putrefazioni; meglio usare i "ciripà" ovvero i
triangoli di cotone, come si usava una
volta; i malesseri dei piccoli sono sempre
aumentati dalle temperature esagerate che il
pannolino di plastica (mutandina) crea nella
pancia.
Vi consigliamo anche l’utilizzo di una
tisana per aiutare il piccolo a reagire a
queste situazioni:
Per una tazza da tè da bere molto calda e
prima di andare a letto ben coperti, far
bollire per 3 minuti in acqua: 4 chiodi di
garofano e 3 cm di tubo di cannella,
lasciare in infusione per 15 minuti ed alla
fine prima di bere aggiungere 1 limone
spremuto più un cucchiaino di miele; da bere
3 volte al dì in piccole dosi.
Ma se lo alimentate, nei casi di malattia
solo con verdure ed ortaggi crudi (80-90%)
senza proteine, il bambino guarirà
facilmente in qualche giorno.
Queste tisane vanno bene anche per gli
adulti, variano solo le quantità da bere.
Altra tisana molto utile:
in un litro di acqua far bollire 5 fichi e 4
datteri tagliati a pezzetti ed una
manciatina di uva passa; far bollire a fuoco
lento fino a quando i fichi sono molli poi
diminuire la fiamma ed aggiungere un grosso
pizzico di viola, timo, ortica, lavanda,
salvia; lasciare in infusione 15 minuti,
passare spremendo bene il tutto, aggiungere
un cucchiaio di miele e bere caldo; una o
più volte al giorno questa tisana.
Morbidi e cremosi, i formaggini comuni,
vengono preparati con miscele di formaggi
fusi, panna, burro, latte e sale in quantità
variabili a seconda del tipo.
Quindi,
essendo ricchi di grassi e di sale,
non sono
adatti per i bambini, senza tenere conto del
fatto che possono contenere anche i
conservanti !
Se desiderate curarvi e curare i vostri
figli con i
vegetali
crudi,
ricordatevi che in ogni caso
i prodotti
andrebbero colti dalla pianta fresca e
consumati,
cioè
masticati molte volte in
bocca per
circa 10 minuti indi ingoiare,
oppure per i
piccoli,
frullare il
tutto.
Per i piccoli, l’ideale in certi casi, è il succo crudo
(centrifugato) o il macerato del prodotto
vegetale in acqua fredda, la più pura
possibile.
L’erba, i semi, le radici, le foglie, i
rami, le piantine, anche quella medicali,
come la frutta o qualsiasi altro prodotto
della terra danno il meglio di loro
solamente quando sono appena staccati dalla
loro radice o pianta; se sono secchi
forniranno meno elementi vitali; però è
sempre meglio che far bollire o riscaldare i
prodotti medicali; se sono freschi e
lavorati nell’alcool o nell’acqua fredda
(macerati) è meglio perché il calore tenderà
ad eliminare altri fattori vitali che si
perdono in parte ovviamente nelle tisane,
infusi ecc.
Ricordiamo che la Salute viene dalle
Piante
Esse sono i nostri migliori alleati contro
molte malattie, che aiutano a prevenire ma
anche a guarire.
Frutta e
verdura, (cruda) dunque, ma con qualche
accorgimento.
Per le congiuntiviti e le
stomatiti, nei bambini.
Per le congiuntiviti:
Far bollire 5 o 6 foglie di salvia per una ventina di
minuti in un pentolino. Con pinzette, garze sterili e
mani lavate, si possono pulire gli occhi 2 o 3 volte al
giorno, per almeno 7 giorni, e nel 90 per cento dei casi
guariscono.
Oppure utilizzare la vostra
urina,
se volete far prima a risolvere il problema..
Per le stomatiti:
Far bollire due cucchiai di foglie di malva in un
pentolino d’acqua, poi con un cotton fioc si praticano
tamponature ovunque il bambino abbia le afte. E anche
qui, la percentuale di guarigione è del 90 per cento.
Per le
infreddature:
sciogliere 9 grammi (cioe’ un cucchiaio) di sale in un
litro d’acqua bollente si ottiene una soluzione
fisiologica.
Con l’asciugamano sulla testa, facciamo respirarne i
vapori e, quando è tiepida, prenderla con la mano e
detergere le fosse nasali, o iniettarla con un
contagocce (meglio la vostra urina).
Il muco si fluidifica e la persona sta meglio.
MUGHETTO:
Capita frequentemente che un neonato abbia
il mughetto, cioè di una patina biancastra
che può ricoprire la lingua, le gengive o le
guance; è attaccata alla mucosa e richiede
un pò di grattamento per essere rimossa;
esso è causato dalla
Candida
Albicans, una
specie di fungo che tutti noi abbiamo
nell'intestino, ma che riesce a farsi strada
solo in persone con basse difese
immunologiche e tessuti acidi (i vaccinati)
; infatti i
Vaccini,
ai quali i piccoli sono sottoposti, sono
le sostanze maggiormente
responsabili di
queste aggressioni
fungine continue.
Le
coliche nei neonati
Coliche gassose, rigurgiti e
problemi
intestinali, causa di molte notti insonni
per i genitori, ricordarsi che i fermenti
lattici sono INIDSPENSABILI (in genere cio'
avviene DOPO i
Vaccini
propinati ai neonati, bambini).
Uno studio su 30 neonati pubblicato su
"The Journal of Pediatrics" dimostra che
l'assunzione di probiotici (fermenti, specie
il Reuteri=5 gocce) riducevano od
eliminavano questi problemi, inoltre il loro
sistema
immunitario compromesso, risultava
rafforzato.
NON
VACCINARE
NESSUN LATTANTE, BAMBINO, RAGAZZO, GIOVANE,
ANZIANO
e questo per nessun motivo, anche se il
vostro pediatra ve lo consiglia; se lo fa,
significa che è sicuramente all’oscuro dei
Danni Perenni che ne derivano, per cui
NON è un buon
pediatra,
perché non si informa, e se invece li
conosce
ciò significa
che è in malafede, per cui allontanatelo
subito
dalle vostre famiglie.
I
vaccini
producono
anche
immunodepressione e
mutazioni genetiche
!
Promemoria:
Finché il nuovo nato bimbo/a non gattona, la
mamma (o chi per lei), lo tiene quasi sempre
con sé, lo pulisce e lo accudisce, poi verso
i 6-7 mesi, chi prima chi dopo, comincia a
gattonare; a questo punto inizia la fase che
potremmo chiamare anche di
“auto-vaccinazione”, nel senso che il
piccolo mette “di tutto” in bocca senza
distinzioni, e, con un’incredibile faccia
tosta e indifferenza verso i sapori più
astrusi, in questa fase il bambino assume
piccolissime quantità di “sporco”, sporcizie
(batteri,
funghi, parassiti) e li trasporta nel posto
giusto, cioè nell’intestino,
il quale è dotato di almeno tre quarti delle
immuno-competenze oltre ad implementare e
oridonare la sua
flora batterica
autoctona ancora incompleta, per poter
competere con i batteri presenti nel nuovo
ambiente ove vive (la Terra) e quindi luogo
di primissima linea di immuno-training ove
memorizza e migliora sempre piu’ il suo
livello di
immunita’ naturale acquisita alla nascita.
Le immunocompetenze di un bambino di 3 mesi,
sono ancora del tutto immature ed inesperte;
proprio per questo motivo, e perché non ha
ancora svolto la sua naturale
auto-attivazione immunitaria attraverso l’intestino,
il bimbo viene naturalmente protetto
attraverso il
latte materno, che deve continuare ad
essere allattato, fino a quando ha 2 anni,
ovviamente se possibile.
Insomma, è così che a soli 3 mesi di vita
inneschiamo un atto di immuno-stress,
super-anticipatorio, che lo proteggera’
in seguito e per tutta la vita.
Il bambino una volta svezzato, deve essere alimentato con
i migliori
prodotti biologici (gli
alimenti)
quindi deve essere messo in condizione di
poter godere dei benefici dell’urino terapia
(bere la propria urina) ricordando che
ci dovremmo alimentare per poter produrre
una
urina salutare, la quale ci
deve servire per il nostro
Nutrimento
cellulare, quindi essa va in molti
casi, bevuta regolarmente ogni giorno.
vedi:
Disintossicazione +
Frutta e
verdura +
Succhi
di Frutta e verdura +
Melograno
+
Disfunzioni dello Sviluppo
In aereo con un lattante:
Nessun problema nell'affrontare un viaggio
in aereo con un bimbo piccolo. Nella
peggiore delle ipotesi gli si tapperanno le
orecchie nell'atterraggio, come del resto
capita anche ai grandi.
Per aiutarlo a compensare, può essere utile
avere qualcosa da fargli bere, così che la
deglutizione favorisca l'apertura delle
trombe di Eustachio e la fine del fastidio.
Meglio la mamma
dell'incubatrice
La ipotermia del neonato (cioè un
abbassamento della sua temperatura al di
sotto di 36°C) ne aumenta il rischio di
malattia e di morte. Uno studio recente ha
dimostrato che tenere il neonato “pelle a
pelle” con la madre è efficace non solo nel
prevenire l'ipotermia, ma anche nel curarne
una in atto. Che sia una scoperta dell'acqua
calda ?
Come conservare
il latte materno
Il latte materno puo' essere
conservato per 4 ore a temperatura ambiente
(25°C); per una conservazione piu' lunga va
refrigerato (4°C) o congelato (-20°C). In
frigo si mantiene senza rischi di
contaminazione batterica per 3 giorni,
mentre una volta congelato si mantiene per
6-12 mesi.
Lo scongelamento deve essere graduale,
passando il contenitore dal freezer al frigo
normale.
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I bimbi intelligenti saranno futuri
vegetariani
+
Disfunzioni dello Sviluppo
+ CRUDISMO
Se il bambino è sveglio da grande sarà
vegetariano. Questo è quello che sostiene
uno studio dell'Università inglese di
Southampton condotto su più di 8.000 persone
di 30 anni. La maggior parte di quelli che
all'età di 10 anni aveva un quoziente di
intelligenza superiori di 5 punti alla
media, adesso è
vegetariano.
Secondo la squadra medica che ha condotto la
ricerca, pubblicata sul "British Medical
Journal", i risultati sarebbero coerenti
con altri studi che mostrano come chi è più
intelligente tende a seguire una dieta più
salutare: quella vegetariana, infatti,
mantiene bassi la pressione e il livelli di
colesterolo nel
sangue.
Fonte :
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17175567
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VEGETARIANESIMO - L’opera
di
Shelton è la più ricca di suggerimenti sani ed intelligenti
Vi
dico subito che per l’alimentazione infantile non esiste
un autore migliore di Herbert Shelton, sia per le
difficoltà che ebbe da bambino, che per l’alta scuola
tildeniana da cui proviene.
E la
prima regola, che Shelton lancia a tutte le mamme, è
quella di allattare i bambini al seno non per uno o due
anni, come sta avvenendo, ma per 3 anni almeno.
Questo è
il primo segreto per far marciare le cose al meglio.
L'allattamento al seno per 2-4 anni è la prima garanzia
di salute
Comprendo
che la vita di oggi, veloce e sbrigativa, non preveda
allattamenti così prolungati, ma la realtà dimostra che
i bambini più sani sono quelli che vengono allattati
nella media che va dai 2 ai 4 anni.
Studi
precisi condotti in Australia e Nuova Zelanda (tribù
aborigene), Africa, Stati Uniti ( presso le tribù
indiane), hanno confermato che quello è il tempo
indispensabile perché il bambino si sviluppi al meglio e
parta coi dentini all’attacco dei cibi e dunque allo
svezzamento vero e proprio. Chi ha scelto uno
svezzamento più sbrigativo ha negato qualcosa al proprio
bambino
Ho la
fortuna di aver avuto una mamma di questo tipo, che mi
ha allattato integralmente per 3 anni e, in parte, fino
ai 4.
Non
voglio con questo mettere in crisi le tante mamme che
hanno deciso di ridurre al minimo l’allattamento al seno,
come si trattasse di un sistema moderno e avanzato. La
verità è quella e non si scappa da lì. Chi ha ridotto
abusivamente i tempi, ha negato di sicuro qualcosa al
proprio bambino.
Altri
grandi medici dell’alimentazione, come Max
Bircher-Benner e Robert Mendelsohn, sostengono le stesse
cose.
Evitare
la supernutrizione
Una delle
più frequenti osservazioni di Shelton riguarda il vizio
generale delle mamme di super-nutrire i propri bambini,
scordandosi che non si tratta affatto di palloni da
gonfiare ai massimi livelli, e nemmeno di polli da
allevare in batteria ed inviare il più presto possibile
al mercato.
La
raccomandazione di Shelton è che nessun cibo dovrebbe
essere dato ai bambini, in zona svezzamento, all’infuori
del latte della proprio mamma, e dei succhi freschi di
frutta.
Esempio
di schema nutritivo per i primi due anni
Un
esempio di piano nutrizionale, per i primi due anni di
vita, viene citato nel suo celebre best-seller The
Hygienic Care of Children:
Ore 6
am: latte (al seno o in bottiglia).
Ore 10
am: succo d’arancia, o qualsiasi altro succo fresco di
frutta acidognola.
Ore 12
am latte (al seno o in bottiglia).
Ore 3-4
pm: succo d’uva o altro succo di frutta
Ore 6
pm: latte (al seno o in bottiglia).
Le regole
del dr John Tilden
Il più
grande segreto nell’alimentazione infantile lo insegna
il dr John Tilden con una formula ormai famosa:
Adattate
i bambini al cibo, e non fate mai il grave errore di
adattare il cibo ai bambini.
Tradotto
in concreto, questo principio significa:
Fornire
al bimbo cibi naturali, cioè non cotti, non lavorati,
non sterilizzati, non adulterati, non droganti o drogati.
Non
sovralimentare i vostri bimbi. Dategli 3 pasti moderati
al giorno, e niente altro.
Dare cibi
semplici. Evitate loro cibi mescolati, che possano
causare fermentazioni intestinali.
Non
alimentare i bambini tra un pasto e l’altro, o nel
periodo notturno.
Se il
bimbo è arrabbiato o eccitato o stanco, evitare di
alimentarlo.
A maggior
ragione, se c’è febbre, togliergli rigorosamente tutti i
cibi.
Alcune
regole importanti sulle giuste combinazioni
Vietato
dare al bambino frutta cotta.
Vietato
mescolare assieme frutti acidognoli con cibi amidacei o
con cibi dolci o con miele.
Vietato
mescolare assieme cibi acidi con proteine.
Vietato
mescolare frutta dolce e frutta acida.
Vietato
mescolare zuccheri o amidi con cibi proteici.
Vietato
mescolare cibi dolci con cibi amidacei.
Fornire
una sola proteina per volta.
Mai
fornire proteine col latte.
Fornire
vegetali freschi in abbondanza, in anticipo a cibi
amidacei o a cibi proteici.
Vietato
il burro, l’olio e qualsiasi altro grasso, col cibo
proteico.
Vietato
alimentarlo tra un pasto e l’altro.
Frutta
cruda e vegetali crudi rimangono la sorgente migliore di
salute e vitalità, sia per i grandi che per i piccini
I
nutrizionisti medici e i pediatri cullano l’idea
bislacca che un bambino non possa ricevere abbastanza
calcio, a meno che non beva un quarto di latte al giorno.
Trattasi
di una nozione totalmente falsa.
Un
discorso simile è applicato pure al ferro, che perà
scarseggia comunque nel latte.
Frutta e
vegetali crudi, non trattati ma nel loro stato più
fresco e naturale, rappresentano la sorgente migliore di
tutti i micronutrienti per il bambino.
Le mele e
le fragole in cima alle preferenze
Tutta la
frutta è fonte di sali minerali, zucchero, acidi
organici, vitamine vere e preziosa acqua distillata.
Le mele
sono uno dei migliori cibi. Ricche in acido fosforico e
validissime soprattutto per i bambini nervosi e
rachitici. Contengono molto ferro, tutto assimilabile. A
patto che non vengano cotte. Le cugine pere non sono da
meno.
Le
fragole sono deliziose e ricche di ferro e calcio.
Superano in ferro tutti gli altri frutti, esclusi i
lamponi e i fichi freschi. Superano in ferro anche tutti
i vegetali verdi, escludendo i piselli e i fagioli
freschi. Le fragole sono eccellenti anche in termini di
vitamine.
Bacche,
banane e frutta secca (opportunamente tritata) - Lamponi,
mirtilli, more e tutte le bacche sono cibi super-eccellenti.
Le banane
mature al punto giusto vanno benissimo e sono digeribili,
al contrario di quanto sostengono alcuni pediatri
incompetenti.
La frutta
secca, le noci, i pinoli e le mandorle, vanno benissimo
se masticate accuratamente o se triturate.
L’avocado,
l’ananas e la papaia vanno benissimo. L’uva anche. I
datteri sono eccellenti.
Centrifugati, germogli e patate
Il
fabbisogno proteico viene assicurato dalla frutta,
proteica al punto giusto ed in linea perfetta col latte
umano basso-proteico.
L’introduzione progressiva di centrifugati di
carota-sedano-ananas-rape, può diventare fonte di ottimo
alimento proteico vegetale.
L’aggiunta di germogli alle verdure è ottima idea.
Patata
cotte con la buccia, patate dolci, e yam, nonché zucche
e zucchine, vanno benissimo, dopo le verdure verdi.
La crema
di avena e di miglio va benissimo
Controversa la posizione rigida di Shelton contro tutti
i cereali, per via del loro preteso effetto acidificante.
Non la
condivido del tutto: (NdR: i cereali vanno
introdotti solo dopo i due anni).
Continuo
a pensare che le cremine a base di avena grezza e di
miglio vadano bene anche per i bambini e non solo per i
grandi, a patto di introdurle con gradualità, e che non
vengano cotte ma solo riscaldate brevemente, dopo
ammollo in acqua. Importante che il latte non sia di
provenienza animale.
Quanto all’attuale dieta del tuo nipotino, osservo una
eccessiva scarsità di frutta.
Persino
il popcorn, frantumato e mescolato con la crema di avena,
può essere ottimo.
Stiamo
molto più sul crudo, se vogliamo un bimbo sano che
diventi adulto sano
I passati
di verdure sarebbe assai meglio se fossero passati di
verdure crude (o succhi di
verdure non cotte, ovvero centrifugati come sopra
accennato).
Manterrei
invece al loro posto le pappette di cereali, ed anche
qualche galletta.
Vale
anche per i bambini l’enorme utilità dei semini, da
pestellare in modo finissimo e da mescolare alle cremine.
Chiaramente divieto totale
di qualsiasi
vaccinazione,
di qualsiasi farmaco e di qualsiasi antipiretico.
Ogni
attacco di febbre si combatte smettendo col cibo e
lasciando che la febbre, prezioso strumento del
sistema
immunitario in formazione, faccia regolarmente il
suo corso.
By Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo
(I)
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