TOLLERANZA ZERO AGLI
OGM e ai loro fans istituzionali
Cooperativa
agricola biologica "La Terra e il Cielo" - Arcevia (An),
13 Maggio 2009
Sommario: La legge truffa sul biologico / La balla
della coesistenza / Un meccanismo diabolico / Porte
aperte agli ogm sulla nostra tavola / Perché no agli ogm
/ Dannosità degli ogm / Le nostre proposte / Una nuova
concezione del potere
UNA
TRUFFA DENTRO LA NUOVA LEGGE SUL BIOLOGICO. La nuova
legge europea sul biologico, entrata in vigore
all'inizio del 2009, prevede che un alimento possa
ancora chiamarsi biologico ed essere considerato e
venduto come tale, pur in presenza di una contaminazione
fino allo 0,9% di OGM (organismi geneticamente
modificati).
Gli
agricoltori biologici non sono affatto d'accordo su
questo aspetto, che viene loro imposto. Una delle
prerogative principali e una delle regole essenziali del
biologico è che sia esente da OGM, in ogni fase di
creazione di un alimento, dalla semina al prodotto
finito. Tale prerogativa il mondo del biologico vuole
conservare intatta, tramite le sue associazioni, e
perciò, indipendentemente da cosa dice la legge,
considera non biologico un alimento contaminato OGM.
L'unica regola valida e ammissibile per gli OGM nel
biologico è la TOLLERANZA ZERO.
Il
biologico, come ben si sa, è nato per opporsi
all'inquinamento chimico di suolo, acqua, aria, piante,
animali, cibo, ambiente e uomo, e per collaborare alla
creazione di un ambiente agricolo armonico. Ma
l'inquinamento da manipolazione genetica, si prospetta
come enormemente più grave rispetto all'inquinamento
chimico. Un alimento biologico inquinato con OGM è un
puro non senso che può nascere solo in menti a loro
volta "manipolate", come lo sono gli organismi che
vogliono promuovere.
Altrettanto totalmente contrari alla contaminazione sono
la maggior parte dei consumatori di prodotti biologici,
che non ammettono presenza di inquinamenti da OGM.
E
contrari agli OGM non sono solo i coltivatori e
consumatori di alimenti biologici, ma anche la gran
maggioranza di tutti i consumatori, anche quelli di
alimenti convenzionali, così come quasi tutto il
variegato mondo agricolo italiano, il quale vuole
proteggere la qualità e il valore degli alimenti made in
Italy, che sono di assoluta eccellenza mondiale,
contraddistinti anche da svariati marchi di qualità.
Come mai
è stata introdotta questa regola ?!
Non certo per
tutelare il mondo del biologico da contaminazioni
accidentali da OGM, come si vuol far credere, ma al
contrario per aggiungere al danno la beffa e voler
permettere ai contaminatori di non pagare i danni in
caso di contaminazione. E' cioè una legge tutta a favore
delle poche ed enormi multinazionali produttrici degli
OGM, Monsanto in testa, e da esse voluta e promossa con
azione di lobbing presso le istituzioni europee.
Ma gli
agricoltori europei, biologici e non biologici, e in
particolare quelli italiani, non possono e non vogliono
vendere prodotti inquinati da OGM e chiedono che chi
inquina sia obbligato a pagare completamente tutti i
danni arrecati. Un agricoltore biologico ha il dovere
morale, secondo la propria etica, di distruggere le
proprie colture contaminate con OGM, perché non vuole
vendere prodotti contaminati, né come biologici né come
convenzionali, ritenendoli dannosi alla salute e
all'interesse pubblico.
Si
consideri anche che l'agricoltore biologico non sottostà
solo alle leggi europee, ma anche ai disciplinari di
conduzione biologica dell' associazione di tutela del
biologico alla quale aderisce e viene controllato, dagli
organismi di controllo accreditati, sull'osservanza di
tali disciplinari. Ma nessuna associazione del biologico
accetta come regola valida la contaminazione anche
minima da OGM. Senza contare che i negozi di alimenti
biologici e le organizzazioni dei consumatori non
accettano in ogni caso prodotti inquinati OGM. Perciò
le imprese responsabili dell'inquinamento di altre
colture, attraverso la coltivazione di piante GM, devono
essere chiamate a risarcire tutto il raccolto
contaminato più i danni apportati all'immagine delle
aziende contaminate, anche per le vendite future.
E non
solo! Occorre anche considerare che l'inquinamento delle
colture si traduce anche in un inquinamento OGM
permanente del terreno, attraverso i resti delle piante,
che rimangono in esso. E' già stato documentato da
ricerche serie l'impatto negativo dei resti di colture
GM sulla vita del terreno e sui microrganismi benefici
per il suolo. Va dunque considerato anche il danno
relativo all'impedimento a coltivare biologico per
almeno 5 anni.
Tuttavia sia chiaro che a noi non interessa affatto il
risarcimento dei danni, ma interessa fermare la
coltivazione e il commercio di piante geneticamente
modificate e l'alimentazione da materie prime da esse
provenienti, che ci sembra pura follia, allo stato
attuale delle ricerche. Solo per questo motivo mettiamo
in campo anche l'argomento degli ingenti danni che
chiederemmo di pagare.
Tutto
questo è riferito ai danni arrecati alle singole imprese
agricole, ma i danni sociali si preannunciano come molto
più ingenti. Chi li pagherà questi ?
Nell'ipotesi di evidenziazione futura di danni alla
salute fisica e psichica dei cittadini, causati dagli
OGM, le istituzioni che hanno approvato norme
favorevoli agli OGM, trascurando protervamente il
principio di precauzione e le numerose prove già
disponibili sulla dannosità degli OGM e la volontà della
maggioranza dei cittadini, dovranno essere chiamate,
dalle organizzazioni civiche e dei consumatori, a
massicci risarcimenti dei danni provocati.
Un
aspetto estremamente grave di questa vicenda è quello
della "lesa democrazia". Alcuni burocrati e politici
dell' Unione Europea, e le multinazionali che stanno
alle loro spalle, si permettono di decidere cosa si
debba intendere per "biologico", contro quello che
sostengono gli agricoltori che il biologico lo hanno
creato e i consumatori che se ne nutrono. E impongono,
senza possibilità di replica, la loro visione e i loro
interessi. Questa è pura dittatura, intollerabile!
Dunque la
legge europea tollera lo 0,9% di contaminazione per il
biologico. Sembra però che ci sia ancora la possibilità
per i singoli stati di limitare questa soglia allo 0,1%
(minimo rilevabile) o allo zero. Lo stato italiano non
si sa ancora cosa deciderà in proposito, ma vogliamo
ancora sperare positivamente.
Tuttavia è a livello europeo che il limite andrebbe
portato al minimo rilevabile.
LA
BALLA DELLA COESISTENZA.
Prima di questa legge le
istituzioni europee avevano già fatto una azione
gravissima favorevole alla coltivazione degli OGM. La
famigerata commissione europea (dal nostro punto di
vista solo così si può aggettivare), ha dato indicazione
ai governi di preparare delle leggi che introducano e
disciplinino la "coesistenza" di coltivazioni
convenzionali, biologiche e GM, sottoponendosi ai diktat
degli interessi delle multinazionali degli OGM,
attraverso i ricatti dell' Organizzazione mondiale del
commercio (WTO). La stessa commissione ha dichiarato non
valide le leggi regionali che impediscono le
coltivazioni OGM nel loro territorio. Così è avvenuto,
per esempio per la nostra regione (Le Marche) !
C'è da chiedersi chi ha autorizzato costoro a comandare
in casa altrui! E poi ci si chiede perché le popolazioni
europee quando possono votare sono contrarie a questo
tipo di istituzioni dittatoriali europee (non all'Europa
e ad istituzioni realmente democratiche)!!
Gli
agricoltori, biologici e non biologici, affermano che la
coesistenza non è possibile, dato che l'inquinamento
avviene anche nel raggio di molti chilometri di
distanza, per l'azione degli insetti impollinatori e/o
del vento, come è già stato ampiamente dimostrato, e
dato anche che le misure complessive per prevenire la
contaminazione, non solo in campo, ma anche nelle fasi
successive, sarebbero ingenti. Vanno infatti considerate
anche le operazioni di raccolta con le mietitrebbie, che
passando da un campo all'altro dovrebbero essere
accuratamente pulite, così come i trasporti, da quello
del raccolto ai successivi, gli stoccaggi, e tutte le
altre operazioni che sono foriere di contaminazione. Ci
sono già problemi nel differenziare i prodotti biologici
da quelli convenzionali ed essi si aggraverebbero con
l'aggiunta delle colture GM, da gestire con ulteriori
stoccaggi e linee differenziate.
La
coesistenza fra coltivazione GM e altri tipi di
coltivazione non è tecnicamente, economicamente e
umanamente possibile, soprattutto perché le colture GM
si comportano in pratica come colture killer per tutto
il resto che trovano sulla loro strada e nei dintorni.
La coltura GM parassita le altre colture fino a farle
scomparire. La coesistenza è una favola, che ci si vuole
raccontare per addormentarci, ma noi preferiamo rimanere
ben svegli.
I
burocrati pro OGM dell'Unione europea vogliono farci
credere che la possibilità di coltivare piante GM sia
una questione di libertà. Ciascun agricoltore dovrebbe
essere libero di scegliere se coltivare tradizionale o
biologico o geneticamente manipolato. Eppure sappiamo
bene che non si hanno tutti i diritti a disposizione nel
proprio paniere !
Esiste forse il diritto e la libertà di uccidere gli
altri, di stuprarli, di annientarli ? Allo stesso e
identico modo non può esistere il diritto di coltivare
OGM, quando questo diritto danneggia gravemente tutti
gli altri coltivatori del territorio e toglie loro,
questa volta sì, la libertà di coltivare come vogliono.
Chi toglie, dunque, la libertà a chi ?!
Il re è nudo e
l'inganno facilmente scoperto ! I falsi paladini della
libertà sono autentici dittatori che cercano di
imbellettarsi e mascherarsi per non essere riconosciuti
nella loro vera natura.
Sappiamo
bene che per sfondare il muro della opposizione popolare
agli OGM, le grandi industrie interessate sono disposte
a pagare bene, in un primo tempo, quegli agricoltori che
si prestano al gioco (salvo spremerli successivamente).
Per questo motivo è bene che teniamo fermo anche il
principio che a fronte di un'alta remunerazione promessa
per poco tempo, dovranno pagare ingenti danni arrecati
agli altri coltivatori in caso di contaminazione.
Le
industrie degli OGM hanno svolto presso le istituzioni
europee una tenace, costante ed incalzante azione di
promozione dei propri interessi, che ha portato dapprima
alla approvazione delle disposizioni sulla cosiddetta
"coesistenza" e poi alla recente disposizione dello 0,9%
all'interno della nuova legge europea sul biologico.
Certamente i mezzi finanziari e di corruzione non
mancano per proseguire nella conquista e distruzione del
mondo naturale a favore del monopolio OGM; corruzione
che si spinge verso i politici, le istituzioni, i mass
media, il mondo accademico e della ricerca scientifica,
verso gli pseudo-scienziati, che invece della verità,
della precauzione e dell'interesse generale, cercano
successo e denaro.
UN
MECCANISMO DIABOLICO:
I ricercatori delle
multinazionali degli OGM "sparano" dentro alle cellule
di una pianta alcune sequenze di DNA prese da un altro
tipo di organismo (per esempio da un batterio). La
pianta sarà così modificata geneticamente perché
costretta ad ospitare sequenze di DNA ad essa estranee.
Una volta che queste sequenze sono entrate la pianta
rimane modificata per sempre. Questa modifica viene
brevettata. Supponiamo che, per esempio, alcune varietà
di mais molto valide e produttive vengano modificate
geneticamente e brevettate (e lo stesso gioco si può
fare con qualsiasi tipo di pianta).
Con il diffondersi della pianta modificata e con la
contaminazione della impollinazione, attraverso vento o
insetti, nel giro di alcuni decenni le piante non
modificate non esisterebbero più e piante prima
naturali, a disposizione di tutti, diverrebbero di
esclusiva proprietà di poche multinazionali.
Normalmente da migliaia di anni gli agricoltori hanno
potuto tenere le loro sementi e riseminarle nei loro
campi. Ma con la trappola mortale degli OGM non sarebbe
più possibile.
La pianta geneticamente modificata è di esclusiva
proprietà della multinazionale che l'ha brevettata.
Negli Usa e in Canada sono successi molti casi in cui
gli agricoltori contaminati che hanno riseminato le loro
sementi sono stati denunciati e costretti a pagare multe
salate perché avevano seminato un seme modificato
geneticamente senza aver pagato la tassa al brevetto.
Ancora una volta al danno della contaminazione segue la
beffa di non poter più usare le proprie sementi e,
addirittura, di dover pagare delle panali, per essere
stati inquinati! Se la manipolazione genetica andasse
avanti, il mondo naturale diventerebbe di proprietà
esclusiva di poche multinazionali!! Come chiamare tutto
questo se non il dominio del "diavolo" più terribile
all'interno della mente e della coscienza dell'uomo?
PORTE
APERTE AGLI OGM SULLA NOSTRA TAVOLA. Per quanto
riguarda il fronte della coltivazione, come abbiamo
visto, l'attacco Ogm alla natura e all'Europa libera, è
avvenuto attraverso le disposizioni sulla coesistenza e
la modifica della legge sul biologico. Ma ciò non
basta. Anche sull'importantissimo fronte del consumo
occorreva dar modo alle varie multinazionali di poter
intanto immettere sul mercato europeo le loro derrate
OGM prodotte già in varie parti del mondo, come, per
esempio, negli USA, in Argentina, Brasile, India, e
altrove. Questa già enorme diffusione di alcune piante
modificate geneticamente (soia, mais, colza, cotone ed
altre) si giustifica solo con la disinformazione sui
presunti vantaggi e sulla minimizzazione dei rischi,
oltre che sulla corruzione. In ogni caso l'apertura
normativa europea ha già prodotto fatti gravissimi anche
sul fronte del consumo.
Già nel
settembre del 2003 il parlamento europeo ha approvato un
regolamento con il quale si ammette l'uso di ingredienti
OGM per la produzione di alimenti per l'uomo e per gli
animali, con l'obbligo di dichiarare in etichetta questa
caratteristica e permettendo di non indicare nulla nel
caso in cui la presenza OGM nell' ingrediente sia
inferiore allo 0,9%!
Ma
soprattutto già da molto tempo i nostri governanti hanno
permesso che, in sordina, gli OGM fossero
quotidianamente sulle nostre tavole, senza che noi lo
sapessimo, perché soia e mais geneticamente modificati
sono stati e sono quotidianamente usati per
l'alimentazione animale, senza che ciò sia vietato o che
debba essere dichiarato. Così la carne che mangiamo e i
latticini che consumiamo possono facilmente provenire da
animali che sono stati nutriti anche con soia o mais OGM
e anche in percentuali molto alte, senza che noi
possiamo saperlo, perché non c'è alcun obbligo di
indicazioni in etichetta né obbligo di tracciabilità!
Incredibile! Evviva alla morte della libertà di scelta
e della democrazia!!
PERCHE' NO AGLI OGM.
Perché siamo così contrari agli
OGM ?
Perché la manipolazione della struttura basilare della
vita -geni e DNA- non può che essere estremamente
pericolosa, nel lungo termine, e affrontabile solo con
infinite precauzione e non certo al fine di conquistare
il dominio commerciale sul mondo.
Perché pensiamo che la diffusione di colture e alimenti
OGM possa essere un problema di una gravità senza
precedenti, per la vita futura sulla terra, e perché
chi la promuove, come valori reali, al di là della
propaganda strumentale, ha solo il potere e il profitto,
cioè non valori ma disvalori.
Perché trasferire frammenti di DNA da una specie
naturale ad un'altra, con mezzi artificiali, senza
sapere che risultati possono derivarne nel lungo termine
e prendere questi esperimenti come base
dell'alimentazione umana di massa ci sembra pura follia
e delirio gratuito di onnipotenza.
Abbiamo già sperimentato il caso del
grano duro Creso,
che è stato prodotto in Italia per lungo tempo e viene
ancora prodotto. Era stato ottenuto per mutazione da
raggi gamma prodotti da scorie nucleari. Ora, dopo 4
decenni di produzione e commercio, si ha il forte
sospetto che rappresenti una delle cause principali del
grande aumento dei casi di celiachia. L'organismo umano
tende ad essere intollerante nel lungo termine a ciò che
viene manipolato artificiosamente! Per fortuna!
Che garanzie abbiamo che gli OGM non scatenino, nel
lungo termine, allergie, tossicità, forme
incontrollabili di tumori e quant'altro ?
Siamo contrari perché non si tratta più soltanto di
applicare un principio di precauzione, che già da solo
escluderebbe in modo categorico la coltivazione e il
consumo di OGM, ma abbiamo ormai la certezza della
pericolosità e nocività degli OGM (vedi prossimo
titolo).
Siamo contrari perché tutte le prerogative positive che
vengono propagate di volta in volta dalle industrie
degli OGM si sono rivelate sempre un falso alla prova
dei fatti ed hanno avuto solo un valore puramente
pubblicitario e propagandistico.
Di fatto si hanno maggiori costi di produzione,
effettivo maggior uso di pesticidi (vedi, per esempio,
il massiccio aumento dell'uso del glifosfato,
estremamente tossico), minore produzione, minor prezzo
unitario, minor reddito e grossi problemi legali con gli
agricoltori vicini. Quindi, in compenso agli enormi
pericoli, non abbiamo, e neanche ci interessano,
vantaggi reali di nessun genere, ma ulteriori e notevoli
svantaggi.
Siamo contrari perché è un falso scandaloso che gli OGM
possono aiutare a risolvere la fame nel mondo. E'
esattamente vero il contrario. Il mercato dei semi e
degli alimenti nelle mani di poche industrie fa
aumentare la fame nel mondo, che dipende soltanto da
motivi politici, di potere e di sistema, che sono
accentuati dal modello che le grandi imprese degli OGM
tentano di imporre.
L'introduzione degli
OGM in India
ha portato già al suicidio
di 250.000 persone !
Siamo contrari agli OGM perché siamo contrari ai
brevetti sulla vita, sugli organismi viventi, che
vengono concessi alle piante naturali manipolate.
Perché la manipolazione genetica distrugge la
biodiversità naturale e altera per sempre le specie
viventi naturali, comprese quelle microbiche che stanno
alla base della vita.
Perché l'agricoltura
biologica, che rappresenta il passato millenario e
il futuro della produzione degli alimenti e della cura
dei territori, viene distrutta dalla manipolazione
genetica. Perché anche l'agricoltura convenzionale
viene distrutta dagli OGM.
Non tutto ciò che si può fare è buono e da farsi !
Perché l'uomo vive all'interno di una catena biologica
che comprende il minerale, il vegetale e l'animale e
quindi una manipolazione su uno degli anelli della
catena si traduce in una manipolazione irreversibile su
tutti gli anelli della catena. Manipolata la pianta è
manipolato anche l'animale che se ne nutre e l'uomo che
si nutre sia di piante che di animali e il terreno che
vive in scambio simbiotico con la pianta e i
microrganismi. E' manipolata tutta la vita.
Che conseguenze avranno le manipolazioni geniche che
entrano nell'uomo attraverso le manipolazione delle
piante e degli animali che se ne nutrono e del terreno
che riceve e assimila tutti i resti delle piante ?
Perché la manipolazione viene introdotta anche con
l'inganno nei cibi ed è contraria ad ogni elementare
diritto di scelta sulla propria alimentazione. Ora, per
esempio, quando consumiamo carne non sappiamo se
l'animale si è nutrito o no di mangimi contenenti Ogm.
Perché è nettamente contraria agli interessi economici
degli stati europei e dei loro agricoltori.
Perché si incomincia col manipolare poche piante in
pochi modi e poi non si sa dove si può andare a finire,
nel campo potenzialmente sconfinato della manipolazione
genetica.
Perché la manipolazione genetica può portare non solo a
danni fisici, ma ancor più a danni nelle parti
costitutive "sottili" dell'uomo.
Quali influssi si avranno nel lungo termine sul sistema
immunitario? Che influssi si avranno nella capacità di
pensiero libero, nei campo dei sentimenti e delle
emozioni, nel campo degli impulsi liberi della volontà?
Chi può quantificare questi aspetti ?
Manipolare la base della vita e imporne i risultati come
alimentazione dell'uomo è un'impresa della massima
pericolosità e del maggior rischio per l'uomo e per la
vita sul pianeta. Si può usare l'immagine della roulotte
russa. Si carica però il pallottoliere non con una sola
pallottola ma con tutte tranne una, poi si gira il
pallottoliere, si punta alla tempia e si spara. Sarà
andata bene?!
Perché non vogliamo essere, né noi né i nostri figli la
cavia di esperimenti senza via di ritorno.
Perché l'avvio della manipolazione genetica potrebbe
diventare la più grande emergenza del mondo attuale, più
della fame nel mondo, più della distruzione ambientale,
più dell'inquinamento da radioattività, più delle
guerre, per le conseguenze imprevedibili e SENZA
RITORNO, su tutte le generazioni future !!
DANNOSITA' DEGLI OGM.
E' stata riportata sulla
stampa proprio di recente (Espresso n.5 del 2009),
la seguente notizia:
"I ricercatori della facoltà di medicina veterinaria
dell'Università di Vienna hanno dimostrato, in un
voluminoso rapporto, che alimentando topine di
laboratorio incinte con una dieta in cui un terzo delle
calorie deriva da mais geneticamente modificato (in
particolare l'esperimento è stato condotto su alcune
varietà della Monsanto), nascono neonati con un basso
peso e a dimensioni ridotte della prole. L'accusa dei
ricercatori viennesi è ripresa e collegata ad altri dati
sugli OGM nel libro Genetic Roulette", di Jeffrey
Smith, capo dei programmi alimentari dell'Institute for
Responsible Technology (www.responsibletechnology.org).
Il saggio documenta ben 65 rischi per la salute emersi
in animali nutriti con vegetali Ogm, tra i quali
l'aumento di mortalità (anche di 5 volte) neonatale,
basso peso dei neonati, sterilità maschile e femminile,
danni al DNA"
Sull'opuscolo "Gli OGM opportunità o rischi?" pubblicato
di recente dalla Regione Marche si trova il seguente
testo: «Uno studio di Arpad Pusztai, ricercatore al
Rowett Institute di Aberdeen (Inghilterra), già nel 1998
ha riscontrato marcate differenze a livello immunitario
in topi nutriti con patate OGM.
Stessi risultati di modificazioni di cellule epatiche e
pancreatiche in topi alimentati con soia OGM si sono
evidenziati da uno studio pubblicato nel 2002 su
autorevoli riviste scientifiche da una ricercatrice
dell'Università di Urbino (Malatesta M. Istituto di
Istologia Università di Urbino - "Ultrastructural
morphometrical and immunocytochemical analyses of
hepatocyte nuclei from mice fed on genetically modified
soybean").
Una ricerca della stessa multinazionale biotech
Monsanto (i cui esiti
sono sfuggiti al controllo ed sono stati resi pubblici
nel giugno 2005), ha riscontrato reni più piccoli del
normale, diversa composizione del sangue e altre
anomalie fisiche in topi alimentati con mais OGM.»
Nel libro
"I semi del dubbio" sono riportati vari esempi di
osservazioni che testimoniano come, sia gli animali
d'allevamento che quelli selvatici, quando hanno
possibilità di scelta non mangiano le colture OGM e
vanno su quelle ogm free, anche se più lontane. Nello
stesso libro si trova questa frase "Gli allevatori di
maiali dell'Iowa, da quando hanno iniziato a usare mais
Bt come mangime, hanno avuto una grave riduzione nei
tassi di fecondazione."
E' stato
dimostrato che il mais Mon 863, pur autorizzato, non è
adatto al consumo per i problemi di tossicità al fegato
e ai reni E' stato anche dimostrato che ratti
nutriti con grano geneticamente modificato sviluppano
anomalie agli organi interni (http://www.rfb.it/csa/links/archivio/monsanto-studiosegreto.htm).
Ma gli studi che dimostrano la pericolosità degli Ogm
sono ormai innumerevoli e questa lista, ricavata con una
brevissima ricerca, potrebbe essere molto più lunga.
LE
NOSTRE PROPOSTE
In premessa diciamo che riteniamo positiva qualsiasi
iniziativa che dia un contributo alla lotta contro la
coltivazione e il commercio di OGM. Da parte nostra
facciamo proposte e richieste ai vari soggetti concreti
che sono coinvolti nella vicenda degli OGM.
A tutti gli organismi dell'Istituzione europea
(commissione, parlamento, ecc) chiediamo di tornare
indietro sulle decisioni prese favorevoli agli OGM e di
fare in modo che i territori europei siano OGM free. Ai
parlamentari europei chiediamo che contribuiscano a far
approvare delle disposizioni che proibiscano la
coltivazione, su tutto il suolo europeo, delle piante
modificate geneticamente, tranne che in particelle
limitate e controllate ai soli fini di ricerca.
Analogamente devono essere proibiti l'importazione e il
commercio di alimenti ogm o contenenti ingredienti
provenienti da organismi e piante GM. Chiediamo anche
che venga abolita la ridicola norma che tollera una
contaminazione OGM sui prodotti biologici e che invece
vengano stabilite pene pecuniarie severe per chi
contamina le altre colture.
Plaudiamo alla recente decisione del Consiglio UE che ha
confermato la moratoria sul mais Mon810, nonostante la
protervia della Commissione.
Allo Stato italiano chiediamo di difendere la nostra
agricoltura dall'introduzione delle coltivazioni GM e la
nostra alimentazione di qualità dall'ingresso dei
prodotti GM o da essi contaminati (qui occorre una legge
che si basi sul fatto che la liberta' di commercio deve
venire dopo la sicurezza alimentare e sanitaria).
In primo luogo chiediamo la proibizione totale per la
coltivazione di piante ogm, anche al fine di difendere
le caratteristiche di qualità del cibo made in Italy,
non accettando quindi di dar luogo a disposizioni sulla
cosiddetta "coesistenza", perché non idonee al
territorio italiano e alla storia, alla cultura e
all'economia del cibo italiano. Per eventuali e non
auspicate disposizioni di coesistenza chiediamo comunque
che il limite di contaminazione europeo dello 0.9% sia
abbassato per lo stato italiano allo zero % o al limite
di rilevabilità degli strumenti, che attualmente sembra
essere dello 0,1%, prevedendo pene pecuniarie severe
verso i contaminatori.
Sul
fronte del consumo chiediamo, come minimo, l'immediata
tracciabilità dei mangimi OGM sulla filiera zootecnica.
Per non far scomparire la libertà di scelta al consumo,
chi ha usato mangimi contenenti OGM sia obbligato a
dichiararlo sulla carne degli animali che se ne sono
nutriti e sui latticini di loro provenienza. Tuttavia,
per evitare questo ulteriore costo e complicazione, in
via prioritaria chiediamo che vengano del tutto proibiti
i mangimi contenenti OGM.
Siamo
grati all'attuale ministro dell'agricoltura Luca Zaia,
che a più riprese ha mostrato di essere contrario alle
coltivazioni e ai prodotti GM. Speriamo, anche per suo
tramite, in una legge nazionale contraria agli ogm o che
comunque renda di fatto impossibili le coltivazioni GM,
e speriamo anche in una sua azione di contrapposizione
verso l'attuale indirizzo della commissione europea, in
modo che si giunga ad un cambiamento di orientamento, ad
una difesa dell' agricoltura europea e ad una vera
tutela dei consumatori e della vita futura sulla terra,
proibendo la coltivazione e il commercio di alimenti
ottenuti con il contributo della manipolazione
genetica. Abbiamo la speranza che tutti gli uomini
dell'attuale e dei futuri governi vorranno difendere,
valorizzare e contribuire ad incrementare, l'eccellenza
italiana nel settore agricolo e alimentare, invece di
distruggerla a favore di poche multinazionali estranee
al nostro paese.
Alle
Regioni italiane chiediamo di non accettare i diktat
dell'Unione europea. Le regioni hanno tutti i motivi e
tutti gli obblighi morali, per non accettare i diktat
dall'alto. L'agricoltura è di competenza delle regioni,
così come la sanità pubblica. Chiediamo di non
lasciarsi, a nessun titolo, espropriare delle proprie
funzioni e di utilizzarle per mettere al bando gli OGM,
sia alla produzione che al consumo, così come ha fatto
la nostra regione (ed altre 10 regioni italiane), anche
se l'unione europea si è arbitrariamente opposta alla
sua libera legislazione.
A tutte
le regioni chiediamo di aderire alla Rete delle regioni
d'Europa OGM-free -
http://www.gmofree-euregions.net:8080/servlet/ae5Ogm
ed esprimere, per questo tramite, forti opposizioni ad
ogni iniziativa legislativa pro OGM, a qualunque livello
avvenga. Chiediamo inoltre di farsi promotrici della
registrazione di marchi OGM-free per tutte le produzioni
regionali. La nostra Regione prevede già il marchio QM
Qualità Marche, che fra le sue norme ha anche quella di
vietare l'utilizzo di OGM in tutte le fasi del processo
produttivo.
A
proposito della Regione Marche, ringraziamo l'assessore
all'agricoltura Paolo Petrini e il presidente
dell'assemblea legislativa Raffaele Bucciarelli che nel
recente convegno " gli OGM: dalla contaminazione
accidentale ai distretti free", tenutosi a Loreto il 27
marzo 2009, si sono espressi con decisione per una
politica contraria agli ogm. Ma crediamo che tutta la
giunta sia parimenti da ringraziare.
Alla
Conferenza Stato-Regioni, che dovrebbe stabilire linea
guida per la coesistenza, chiediamo di affermare il
principio che le Regioni sono sovrane nel poter decidere
di proibire la produzione e il commercio di organismi
geneticamente modificati, seppur all'interno di una
legislazione quadro nazionale leggera, che vada nella
stessa direzione.
Ai Comuni
chiediamo di aderire alla rete dei Comuni
antitransgenici.
http://www.rfb.it/comuni.liberi.ogm/default.htm
ed opporsi ad ogni coltivazione ogm sul loro territorio,
creando dei distretti OGM-free
A tutti i
partiti politici e ai loro responsabili chiediamo di
farsi portatori della sensibilità e della cultura
contraria alla manipolazione genetica. Questo tema non
è né di destra, né di sinistra, né di centro, ma
universalmente valido per garantire una vita di qualità
alle generazioni future.
Alle
Aziende "Unità salitaria locale" chiediamo iniziative
anti Ogm per fini precauzionali sulla salute pubblica.
A tutte
le Associazioni degli agricoltori chiediamo una azione
informativa e divulgativa contraria alla introduzione
degli OGM e favorevole ad una cultura ecologica e di
rispetto per la natura. In caso di necessità, chiediamo
la promozione e il sostegno ad iniziative volontarie
degli agricoltori per la creazione di distretti ogm-free,
in collaborazione con le autorità locali.
A tutte
le Associazioni degli agricoltori biologici chiediamo
una costante e tenace azione anti ogm a tutti i livelli,
non solo perché ne va della tutela delle produzioni
biologiche e convenzionali, ma anche per la difesa di
una vita di qualità per le generazioni prossime e
future.
Proponiamo che le associazioni si facciano promotrici di
azioni incisive contro la coltivazione e il commercio di
piante e prodotti GM, senza escludere, per il futuro, il
boicottaggio delle leggi ingiuste e anche il
boicottaggio del marchio bio della UE, se necessario.
Oggi la contraddizione principale non è più fra il
biologico e il chimico, ma fra ogm e non ogm.
A tutti
gli agricoltori, biologici e convenzionali, chiediamo
una netta opposizione alla coltivazione di piante
geneticamente modificate.
A tutti i
negozi, sia specializzati in prodotti biologici che in
prodotti convenzionali, o a vendita mista, proponiamo
che incomincino ad esporre cartelli con scritto
"Accettiamo e vendiamo solo prodotti garantiti senza
tracce di OGM".
Consigliamo inoltre l'esposizione del
logo "Cibo OGM ? NO grazie !", analogo al logo "Energia
nucleare ? No grazie", scaricabile a questo link
http://www.ciboogmnograzie.it/marchio.shtml.
Ai
consumatori associati, infine, proponiamo di far sentire
la loro voce anti manipolazione genetica e di fare
grande attenzione ai prodotti che mettono nella loro
borsa della spesa, soprattutto se trattasi di prodotti
animali.
UNA
NUOVA CONCEZIONE DEL POTERE. In sintesi affermiamo e
proponiamo la tolleranza zero, non solo verso le
coltivazioni e i prodotti GM, ma anche verso tutti quei
funzionari, politici e istituzioni, europee e non solo,
che si fanno ricattare dalle istituzioni del commercio
internazionale, non elette da nessuno ai compiti che si
arrogano, e che cercano di far prevalere interessi
particolari egoistici di pochi sugli interessi generali.
E' ora di non tollerare più che poche persone,
sottoponibili e sottoposte ad azioni di lobby e di
corruzione, possano decidere quello che noi, i nostri
figli e i figli dei nostri figli potranno portare sulla
propria tavola. Occorre sviluppare e affermare una
concezione e una prassi in cui il potere decisionale
stia in basso e in cui ciò che viene delegato in alto
non sia un potere ma un servizio, alla volontà popolare
liberamente espressa.
Perché
non facciamo un referendum su chi è favorevole e chi è
contrario agli OGM? Nonostante tutta l'accurata, mirata
e costante propaganda sui mass media, nonostante tutti i
mezzi finanziari a disposizione, nonostante la
corruzione indotta su funzionari e pseudo-ricercatori
accondiscendenti, il risultato sarebbe sicuramente
nettamente contrario agli OGM.
E' contro
ogni principio di vera legalità che la Commissione
europea imponga agli stati e alle regioni, di stabilire
obbligatoriamente delle norme sulla coesistenza. Le
regioni devono poter avere la piena libertà di proibire
la coltivazione e il consumo di organismi che ritengono
dannosi in vari modi all'interesse dei cittadini del
proprio territorio.
Occorre
stabilire una democrazia vera al posto della dittatura
dei pochi sui molti. Non deve essere l'Unione Europea
che delegittima le giuste decisioni delle Regioni, ma le
Regioni che delegittimano l'Unione Europea e le prassi
verticistiche ed autoritarie su cui si basa. In
generale noi siamo pienamente per l' Unione Europea, ma
siamo anche contro questa Unione Europea verticistica.
Occorre una nuova Carta costituzionale che ristabilisca
settore per settore le competenze e le responsabilità.
Tutto ciò che può essere ben gestito a livello
regionale, sia gestito sotto la responsabilità delle
regioni. Solo ciò che, per essere ben gestito, deve
essere affrontato a livelli territoriali più alti, sia
delegato verso l'alto, verso gli stati e l'unione, ma
sotto il controllo dei deleganti e non viceversa. Le
strutture di livello superiore devono essere di servizio
e non di arbitrario potere. Il potere deve stare in
basso ed essere delegato dal basso in alto e non
viceversa.
Il
problema degli OGM è sostanzialmente un problema di
libertà e di mancanza di vera democrazia, che a sua
volta è un problema di concentrazione di denaro e potere
in poche mani. Se solo si risolvesse questo problema,
della concentrazione di denaro e ricchezza in poche
mani, si risolverebbero automaticamente la gran parte
dei problemi sociali.
La
Commissione europea vorrebbe togliere agli stati e alle
regioni la libertà di decidere il proprio modello
produttivo, la libertà di determinare la qualità delle
proprie produzioni agricole e alimentari, la libertà di
mettere in atto le precauzioni sulla salute dei propri
cittadini. L'imposizione dall'alto della coesistenza
fra colture tradizionali e OGM, lede l'autonomia e la
sovranità regionale nella maggior parte dei campi di
propria specifica competenza.
In Italia
è stata approvata di recente una legge sul
"federalismo", che ha ancora bisogno di varie altre
norme per divenire operativa. Ma a tal proposito noi
domandiamo: di quale stupido ed inutile federalismo si
sta parlando, finché la Commissione europea lede
totalmente l'autonomia regionale nella maggior parte dei
campi di competenza basilare delle regioni?!
La nostra
regione (come altre) ha promulgato già nel 2005 una
legge che vieta la coltivazione e il commercio di
prodotti OGM ed ha anche speso notevoli risorse nel
definire e registrare un marchio Qualità Marche,
caratterizzato anche dalla assenza di OGM, ma la
Comunità Europea vorrebbe arbitrariamente vanificare
tutto questo dall'alto.
Ci domandiamo se questa prassi
debba essere accettata o se piuttosto non vada
strenuamente combattuta e boicottata per l'interesse
collettivo !
By Cooperativa agricola "La Terra e il Cielo"
agricoltura biologica senza OGM dal 1980 e,
possibilmente, fino al 4017 e oltre !
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SICUREZZA ALIMENTARE
-
Ue, conflitto di interessi all'Efsa - Versione
Stampabile
Ue, conflitto di interessi all'Efsa
Il vice-presidente della Commissione agricoltura del
Parlamento europeo José Bové chiede le dimissioni del
Presidente del Cda dell’Agenzia per la sicurezza
alimentare.
07 ottobre 2010 - Il Presidente del Consiglio di
amministrazione dell’Autorità europea per la sicurezza
alimentare (EFSA), Diana Banati, occuperebbe la propria
posizione in pieno conflitto di interessi. L’esperta di
temi relativi alla sicurezza alimentare, inclusi gli
OGM, lavorerebbe infatti dal 2003 in qualità di membro
del Consiglio di amministrazione e di consulente
scientifico per l’ILSI (International Life Sciences
Institute). L’Associazione internazionale ingloba circa
400 delle maggiori industrie agro-alimentari, tra cui
Nestlé, Monsanto e Basf, e mira ad influire sui
meccanismi normativi e sulle decisioni politiche delle
agenzie pubbliche di regolamentazione attraverso i
propri consulenti e con specifiche azioni di lobbing.
vedi: Alimenti
Contaminati
Il fatto è stato denunciato in una conferenza stampa a
Bruxelles da José Bové, vice-presidente della
Commissione agricoltura del Parlamento europeo ed
esponente della federazione Europe Ecologie. Secondo
quanto riferito dal deputato francese, la coincidenza
dei due incarichi nella dichiarazione del conflitto di
interessi della Banati sarebbe stata inserita sul sito
dell’EFSA a settembre, solo in seguito alla sua denuncia
lo scorso luglio in un dossier presentato al Commissario
per la salute e la protezione dei consumatori, John
Dalli.
In
passato l’indipendenza dell’EFSA è stata più volte messa
in discussione da vari organismi indipendenti, in
particolare da uno studio realizzato dall’associazione
Friends of the Earth nel 2004, nel quale si dimostrava
come più di un esperto dell’Agenzia europea, incaricato
di regolamentare gli OGM, avesse dei legami con
l’industria del settore. Un altro caso di conflitto
d’interesse risale allo scorso gennaio, quando è stata
resa pubblicata la notizia che la Direttrice Suzy
Reckens lavorava per la multinazionale Syngenta già
prima di lasciare il proprio incarico all’Efsa.
Per saperne di più:
EFSA and GMOs: Green MEP José Bové calls for resignation
of EFSA chairman Banati over links to food industry
By Nicoletta De Cillis
- Tratto da: fondazionedirittigenetici.org