L’Acqua di Mare diluita contiene quasi la
medesima concentrazione di minerali e d elementi
in traccia del plasma sanguigno, mentre il suo
contenuto di sodio equivale a quello del sangue.
E’ stata utilizzata con successo in test dio
animali come sostituto nelle trasfusioni di
sangue, tuttavia i test su umani sono attesi da
lungo tempo….
Nel corso degli anni la mia atavica paura di
sottopormi ad una trasfusione di sangue o
all'iniezione di qualsiasi altra cosa
direttamente nel mio flusso sanguigno indifeso è
cresciuta in misura sempre maggiore. Non si
tratta di una questione di carattere religioso,
piuttosto di un rischio professionale. Dato che
sono una ricercatrice che si occupa di tematiche
sanitarie, sono ossessionata da terribili
visioni di quello che potrebbe andare storto - e
ne ho ben donde. Mi sento come l'ispettore
addetto alle carni che diventa vegetariano. Sono
a conoscenza di cose che hanno distrutto per
sempre la mia innocente fiducia in tutte le cose
di ambito medico.
Non venero più "la Chiesa della Medicina
Moderna", né mi assoggetto volontariamente ai
suoi pseudo-dèi.
"Loro", gli specialisti dell'industria della
salute (leggi malattia), di questi tempi
controllano il sangue con maggiore cura, onde
poter mettere le mani su scorte di plasma non
sicure contaminate da HIV, epatite o altri
agenti patologici tuttavia, anche con le moderne
tecnologie, i prodotti ematici non sono ancora
completamente sicuri.
Non riescono a sterilizzare il sangue più di
quanto non riescano a sterilizzare i
vaccini
per eliminare tutti i "germi" senza distruggere
la natura di questi prodotti.
Controllano il sangue e ne separano i componenti
tramite azione centrifuga ed altri metodi volti
a purificare tali sostanze il più possibile,
nondimeno risulta impossibile promettere o
consegnare prodotto ematico completamente
sicuro.
Il
sangue è "vivo": non è possibile
sterilizzarlo o renderlo antisettico.
Esistono innumerevoli raccapriccianti resoconti
di trasfusioni, risalenti a decenni or sono, ma
di rado ne veniamo a conoscenza. Ad esempio,
all'incirca quattro anni fa una mia vicina di
casa ha perso il marito; costui era malato di
cancro, ma rimase colpito da un'infezione di
epatite virale contratta a causa di una
trasfusione e morì per il collasso del fegato,
non per il cancro.
Molti conoscono qualcuno che ha subito gli
effetti di una trasfusione di sangue mal
riuscita; si tratta di un aspetto della vita,
nonché di uno dei rischi chirurgici noti, non
importa se di minore entità.
I
Pericoli latenti nei
vaccini
Malauguratamente mi sono imbattuta in fin troppe
vicende di questo tipo. Ho dedicato la maggior
parte della mia vita da adulta a svolgere
ricerche e a scrivere nell'ambito della medicina
alternativa -
www.truthquest2.com
- con iniziale accento sulle patologie virali e
batteriche, nonché sui problemi causati dai
vaccini, alcuni dei quali vengono ancora
derivati da prodotti ematici umani mischiati
assieme o con virus di vaccini "attenuati"
creati da "passaggio seriale" attraverso colture
cellulari animali. Questo significa che prendono
virus umani e li collocano ripetutamente in
strati di cellule animali, il che li costringe
ad adattarsi alle cellule estranee per
sopravvivere.
Tale "adattamento" richiede uno scambio di
materiale genetico fra il virus e la cellula
ospite.
Quando si utilizzano cellule di scimmia, lo
scambio di materiale genetico che interviene
costringe il virus umano a diventare un po'
"scimmiesco", presumibilmente in modo che non
possa dare origine ad una malattia conclamata il
che non sempre funziona.
Nel processo, i virus originari della scimmia
diventano un po' "umani", il che conferisce loro
maggiore compatibilita’ con le cellule umane.
Questo potrebbe essere il caso del virus di
Epstein-Barr, cui si fa riferimento come virus
umano - anche se molti scienziati ritengono che
abbia avuto origine nelle scimmie, sia arrivato
ad infettare gli esseri umani tramite vaccini
contaminati in forma mutata e quindi sia
divenuto associato alla sindrome da
affaticamento cronico e ad altre malattie. Ma
allora, rispetto ad altri animali, quanto si
tratta di scimmie vi è una inferiore barriera di
specie, che ci fornisce minore protezione dai
loro agenti patogeni. I pericoli biologici
rappresentati dai virus delle scimmie sono ben
conosciuti in determinati circoli scientifici,
ma poco noti al grande
pubblico.
(NdR: il vaccino per la
Polio e' prodotti su culture di rene della
scimmia verde africana !)
Nel corso delle mie ricerche, sono giunta a
studiare l'argomento della virologia
ricombinante: la combinazione di virus dissimili
in nuove "tribù", solitamente contraddistinte da
caratteristiche più pericolose rispetto ai virus
"genitori", il tutto ad opera di uomini in
camice bianco che giocano a fare gli dèi.
Episodi di ricombinazione possono avvenire anche
in natura a determinate condizioni, in
particolare se agevolati da cattiva scienza. Ad
esempio, si è scoperto che un virus della
scimmia denominato
SV-40 (virus della scimmia 40, quarantesimo
virus reperito nei tessuti di scimmia), ha delle
caratteristiche uniche.
Questo "virus nudo" è in grado di penetrare
qualsiasi tipo di cellula senza il problema di
una "barriera di specie", e consente a virus
dissimili di attaccarsi ad esso e di andare a
cavalluccio entro il materiale genetico di una
cellula, dove possono impadronirsi del
"meccanismo" e replicare nuovi virus ricombinati
per conto proprio.
La scoperta di questo virus ha dato origine al
campo della virologia ricombinante, con molte
conseguenze spaventose. L'SV-40 è diventato un
ben documentato ma non pubblicizzato agente
contaminante presente nei
vaccini
per la polio (prodotti con l'impiego di
colture cellulari di rene di scimmia) quando,
tra il 1955 e i! 1963, venne somministrato a 95
milioni di soggetti ignari.
La prima dichiarazione ufficiale fu che i virus
SV-40 "non hanno alcuna rilevanza nella
sicurezza od efficacia dei vaccini antipolio";
ma quando il vaccino
venne testato su cavie per la prima
volta dopo la sua scoperta, gli animali
svilupparono tumori
della ghiandola salivare e sintomi di
immunodeficienza.
Negli esseri umani l'organo corrispondente era
il pancreas; da allora il
cancro mortale al
pancreas ha assunto proporzioni epidemiche.
L'SV-40 viene ora associato a numerosi tipi di
cancro umano, mesoteliomi, osteosarcomi, tumori
cerebrali, ependimomi, tumori dei plessi
coroidei ed altri.
Queste stesse colture
cellulari di scimmia, impiegate per produrre
vaccini, contenevano altri virus come il
SIV (virus di immunodeficienza della scimmia),
che compare in maniera preponderante nella
formazione di un altro virus ricombinante a noi
noto come
HIV.
A livello pubblico non è stata avanzata alcuna
prova del fatto che l'HIV sia derivato da un
episodio di ricombinazione verificatosi in
natura, mentre la raffinatezza di questo virus
ed alcune documentate richieste governative
volte alla creazione di una simile arma
biologica suggeriscono altrimenti.
Comunque sia, uno studio avviato su richiesta
dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS-WHO) e
successivamente soppresso, nel quale si
metteva in relazione l'AIDS
che imperversa in Africa con le campagne dell'OMS
a favore della vaccinazione contro vaiolo, polio
ed altre malattie, avanzava l'ipotesi che
vaccini virali "attivassero" virus quiescenti;
quindi questa è una possibilità a favore di una ricombinazione naturale -
a meno che l'HIV non sia
stato aggiunto deliberatamente a determinati
vaccini.
L'11 maggio 1986 il Times di Londra pubblicò un
articolo su questa vicenda, la quale venne
tuttavia sottaciuta dai media statunitensi; nel
mio paese notizie di questo genere arrivano di
rado alla conoscenza del pubblico.
Lo stesso è accaduto quando fu messo a tacere
uno dei più spaventosi "errori" scientifici mai
commessi.
L'episodio implicava le "cellule
HeLa" -
le più aggressive colture cellulari cancerogene
note - che arrivarono nei laboratori scientifici
di tutto il mondo a scopi di ricerca e in
seguito contaminarono - per caso - numerose
colture cellulari utilizzate per i
vaccini.
Provate a immaginare virus di
vaccini umani che
vengono coltivati in cellule cancerose e che
scambiano informazioni genetiche con le cellule
cancerose ospiti prima di essere iniettate a
milioni di vittime ignare !
Problemi derivanti dalle trasfusioni di sangue
Quello che segue rappresenta soltanto una parte
di quanto un individuo si trova potenzialmente
ad affrontare quando riceve il sangue di una o
più persone colpite da un'infezione non
individuata.
Sani Biser, ricercatore nel campo della medicina
alternativa, ha intervistato il Dr. William
Donald Kelly, DDS, MS, il quale ha riferito una
conversazione con il Dr. Friedman ed il Dr.
Burton dell'ex Immunological Center di Great
Neck, New York.
A quanto risulta la loro ricerca indicava che vi
e la possibilità che una trasfusione di sangue
distrugga la vostra resistenza al cancro. Come
molti gruppi religiosi, il Dr. Burton riteneva
che, per così dire, le trasfusioni possono
provocare il cancro e sosteneva che un tumore,
onde sopravvivere, secerne composti denominati
"fattori bloccanti", che lo proteggono dal
naturale sistema di difesa dell'organismo; egli
era convinto che una trasfusione avrebbe fatto
sì che questi fattori bloccanti venissero
trasmessi da un donatore e sarebbero stati in
grado di sopprimere il sistema immunitario del
ricevente abbastanza da consentire la crescita
di un tumore, il quale a sua volta avrebbe
creato i propri fattori bloccanti.
Il cancro non verrebbe trasmesso per via diretta
ma, in tal modo, una
trasfusione di sangue potrebbe aumentare la
suscettibilità di un individuo a tale patologia.
Anche se i "fattori bloccanti" e la
contaminazione derivata da microbi umani ed
animali presenti nelle scorte di plasma mi
inquietano alquanto, vi sono altri fattori che
mi tolgono il sonno...
Un mio conoscente del college si trovò
incidentalmente a dire che una
trasfusione di sangue
gli aveva cambiato la vita. Costui
descrisse di essere uscito da una sala
operatoria in seguito ad un incidente,
risvegliandosi con una personalità modificata;
ascrisse tale evento alla trasfusione cui era
stato sottoposto. Dato che ebbi modo di
conoscerlo soltanto dopo tale episodio, non sono
in grado di affermare se il cambiamento sia
stato in meglio o in peggio, ma chi può
desiderare che gli accada una cosa del genere
mentre si trova sotto anestesia ?
Tuttavia, nel 1981, qualcosa di ben peggiore di
un cambiamento di personalità influì sulle mie
opinioni.
Quell'anno, in Alaska, diedi alla luce il mio
unico figlio - un evento assai atteso da me,
allora trentaquattrenne, e dalla nonna del
bimbo, Ceci Clark, artista e gallerista di un
certo prestigio in quel paese.
Ceti sviluppò un cancro osseo, che non venne
diagnosticato immediatamente; prima che ciò
accadesse, subì un intervento chirurgico per
altri motivi, nonché una
trasfusione di sangue. Quando si
risvegliò il suo cervello era, per così dire,
"rimescolato"; mi riconobbe ma pensò che fossi
sua sorella, diventando sempre più contusa nel
tentativo di immaginare da dove fosse arrivato
quel neonato. Alla fine scoprirono il cancro;
Ceci mori poco dopo.
La Talassoterapia
Negli anni seguenti le mie ricerche si
indirizzarono verso le cure alternative per il
cancro e per le malattie degenerative croniche,
in particolar modo dopo essermi ammalata
gravemente ed aver ristabilito il mio stato di
salute, nonché quello di altri membri della
famiglia, senza farmaci o interventi chirurgici,
grazie all'opera di un eccentrico medico naturopata di Spokane, Washington:
Il compianto Dr. Harold Dick, ND.
Le sue
straordinarie competenze diagnostiche e curative
sono state assimilate e perfezionate dalla
figlia, la D.ssa Letitia Dick-Watrous, ND, la
quale trascorse un internato di tre anni con
lui, diventò la sua collaboratrice e, dopo la
sua morte, rilevò la sua attività.
Il Dr. Dick non solo ripristinò la mia salute
con uno "strumento" diagnostico poco conosciuto
ed un metodo di cura aggiornato che affondava le
sue radici nella vecchia "cura dell'acqua" del
celebre padre tedesco Sebastian Kneipp, nel Test
di Intolleranza Alimentare di O. G. Carroll e
nell'idroterapia ricostituente, ma mi fece da
mentore ed accese in me un inestinguibile
entusiasmo per la ricerca - successivamente
alimentato dalla D.ssa Dick-Watrous.
Nel corso delle mie ricerche sui metodi naturali
mi sono registrata presso un sito web che
ospitava misconosciute cure alternative per
cancro ed infezioni, fra cui la
"Talassoterapia", basata sul lavoro del
biologo/fisiologo francese Rene Quinton; Egli
dimostrò che l'acqua di mare, adeguatamente
formulata e in determinate condizioni, è
virtualmente identica al plasma sanguigno dei
mammiferi. Con l'assistenza di molti eminenti
medici, agli inizi del '900 egli impiegò con
successo l'acqua di mare come agente di
guarigione su pazienti in Francia e in Egitto.
A quei tempi il cancro era pressoché
sconosciuto, tuttavia molte altre patologie
reagivano alle iniezioni di acqua di mare
diluita - un vero e proprio "plasma marino" in
grado di rimineralizzare un organismo malato,
normalizzarne il livello di
pH (acido-alcalino) verso il basico e bilanciarne gli
elettroliti, correggendo in tal modo la causa
prima di molte patologie rigenerando il "terreno
interno", come lo definiva Quinton.
Il rapporto comprendeva fotografie dei pazienti
prima e dopo il trattamento. Come per la maggior
parte delle persone, inizialmente la mia
attenzione fu catturata dalle foto vecchie di un
secolo, mentre l'aspetto scientifico si attestò
in un secondo momento. Bambini strappati ad una
morte ormai prossima per colera ed altre cause;
corpi cadaverici ricondotti ad una sana
prosperosità; superfici cutanee escoriate ed
essudanti a causa di eczemi rese lisce ed esenti
da lesioni... tutto grazie al potere dell'acqua
di mare; questo straordinario plasma marino si
dimostrò capace di guarire molti flagelli
dell'inizio del ventesimo secolo, come ad
esempio la tubercolosi.
Storicamente l'acqua dell'oceano (plasma)
ha avuto numerose applicazioni, basale sul
concetto di rinnovamento, purificazione e
rigenerazione dell'ambiente dei fluidi interni,
nonché sul mantenimento dell'equilibrio
dell'organismo. Si è dimostralo un elemento di
sostegno e rigenerazione delle funzioni
cellulari.
Che importanza ha l'equilibrio dei minerali,
ordinari e in traccia, all'interno
dell'organismo ?
Molti ricercatori, fra cui il Dr. Joel Wallach,
autore dell'audionastro di successo Decid
Doctors Don 'I L'w, sostengono che l'assenza di
un singolo minerale necessario all'organismo può
determinare sino a 10 diversi sintomi
patologici. Naturalmente per la maggioranza
delle patologie umane gran parte della medicina
moderna ascrive ancora la responsabilità ai
germi e alla genetica, cosicché la teoria della
"carenza di minerali" viene solitamente
trascurata. Tuttavia il Dr. Wallach ritiene che
una comune patologia cardiaca, la cardiomiopatia
- la quale ha provocato il decesso di
innumerevoli soggetti, compresi atleti
professionisti ed esperti di cardiologia, o li
ha costretti a mettersi in lista d'attesa per un
trapianto cardiaco - è provocata da nient'altro
che una carenza del minerale in traccia selenio,
e può essere curata o prevenuta investendo pochi
centesimi al giorno in integratori di tale
elemento.
Annotate l'acqua di mare - l'anello mancante della nutrizione elementare carente !
Contiene ogni minerale noto, ordinario e in
traccia, in forma organica e secondo le adeguate
proporzioni necessarie ai tessuti umani - agente
curativo e rivitalizzante, si trova lì in bella
vista da sempre. Anche se il sito web in cui ho
reperito per la prima volta le informazioni
sulla Talassoterapia ospitava un valido rapporto
e delle fotografie notevoli, all'epoca
sull'argomento era in allestimento un sito web
più completo.
Lì, sul suo sito web accademico
http://www.oceanplasma.org - ho scoperto
che il Dr. Juergen Buche, ND, era in procinto di
tradurre dall'originale francese in inglese una
gran mole di ricerche sull'acqua oceanica e la
relativa documentazione.
Quello che trovato su quel sito mi ha colpito
così da vicino che sto ancora barcollando !
La mia attenzione è caduta su qualcosa che è
entrato in risonanza con la mia fobia verso le
trasfusioni.
Risulta che sono stati condotti test su cani
randagi, allo scopo di collaudare
plasma oceanico
(acqua dell'oceano diluita, filtrata a freddo)
come sostitutivo per le trasfusioni. In un
esperimento Rene Quinton e il suo team medico
hanno drenato tutto il sangue di un cane,
sostituendolo con acqua di mare isotonica
(diluita). Ci si immagina che il cane sia morto
subito, invece è sopravvissuto.
Il secondo giorno dopo la trasfusione il 50 per
cento dei componenti del sangue aveva fatto la
propria ricomparsa.
Il quarto giorno quasi il 100 per cento dei
componenti del sangue mancanti era ripristinato
in quella che sembrava essere la dimostrazione
di una trasmutazione biologica (un esempio da un
elemento ad un altro).
Non solo il sangue si è completamente
rigeneralo, ma poco tempo dopo la procedura il
cane saltellava di qua e di là come un cucciolo
con maggiore vitalità di prima; è vissuto per
molti altri anni.
Provate solo ad immaginare cosa significherebbe
per il mondo un abbondante, sicuro ed efficace
sostituto delle trasfusioni di sangue: nessun
effetto collaterale, nessuna necessità di
compatibilita’ sanguigna né di screening di
elementi patogeni; inoltre sarebbe un vero e
proprio plasma dotato di comprovale proprietà
terapeutiche !
Che ne è dunque stato di questa meravigliosa talassoterapia ?
La Prima Guerra Mondiale si frappose alla
ricerca medica e Quinton venne richiamato alle
armi; morì nel 1925. Tali eventi interruppero in
qualche modo la persistenza degli ospedali e
delle cliniche che praticavano la
Talassoterapia, presenti in notevole quantità.
Ad ogni modo, la terapia fu portata avanti dai
collaboratori medici e dai ferventi seguaci di
Quinton e, dopo la Seconda Guerra Mondiale, in
molti paesi attraversò un periodo di rinnovata
vitalità.
Nel 1969 furono replicati degli esperimenti su
animali, nei quali si impiegò l'acqua di mare
come sostituto nella trasfusione e che
determinarono risultati analoghi; tuttavia da
allora la "talassoterapia" si utilizza come
procedura terapeutica su pazienti, per lo più
come trattamento fondamentale per patologie
degenerative croniche; inoltre ha acquisito una
certa notorietà in veste di integratore liquido
completo e prontamente assimilato di minerali
ordinali e in traccia, con finalità di rimineralizzazione, disintossicazione, come
fonte energetica e di rimedio allo stress.
Non sono mai stati tentati esperimenti di trasfusione su esseri umani.
Quanto alle proprietà terapeutiche dell'acqua di
mare, nell'attuale limitante e restrittiva
visione medica si fa riferimento ad essa
unicamente come "bibita minerale".
Qualora il termine "cura" venisse pronunciato o
scritto in relazione ad una marca commerciale,
tale "infrazione" risulterebbe giuridicamente
sanzionarle. Solo un farmaco, tossico per sua
stessa natura, può essere definito "curativo".
Nessuno studio autorizzato dalla FDA
(Ente statunitense preposto al controllo
alimentare e farmacologico, ndt) sull'efficacia
del trattamento con acqua di mare per le
malattie verrà mai finanziato o pubblicato in
quanto, come stabilisce l'agenzia governativa,
un integratore può essere studiato unicamente in
relazione al proprio fattore di "riduzione del
rischio" di contrarre un patologia e non come
cura per la patologia effettiva.
Per quale motivo non abbiamo sentito parlare
di Rene Quinton e della sua talassoterapia ?
Un sistema sanitario malato
Gli Stati Uniti hanno il peggior sistema
sanitario nazionale di tutti i paesi
industrializzati - nonostante gli ingenti
stanziamenti destinati alla ricerca ed alla
assistenza di ambito sanitario.
Questo paese resta tristemente indietro in molle
aree della scienza medica, in particolar modo
quando coloro che traggono profitto dalla
cattiva scienza vengono chiamati a tutelare sé
stessi, minacciati da cure e metodi più sicuri,
efficaci e meno costosi, quali la umile ma
vitale acqua oceanica di Quinton.
Prendete in considerazione l'industria
farmaceutica internazionale. Dispone di un
tale potere e di una tale ricchezza che
controlla non solo la FDA, ma anche le leggi e
le politiche legate alla sanità.
Prendete, ad esempio, il caso della "capriola" del "colesterolo".....
In passato, le direttive federali per la
gestione del colesterolo erano le seguenti: si
riteneva che un individuo con 300 mg di
colesterolo dietetico al giorno, con un livello
sanguigno di HDL (colesterolo buono) pari a 35
mg per decilitro (dL), presentasse livelli
inaccettabili e necessitasse di cure.
Ad ogni modo, sotto la "guida" della
potente
industria farmaceutica, quelle direttive
federali sono state di recente modificate. Ora,
meno di 200 mg di colesterolo dietetico al
giorno vengono considerati "accettabili" ed un
livello di HDL (colesterolo buono) comunque
inferiore a 40 mg/dL viene ora ritenuto
inaccettabile (JAMA 2001; 285:2486-2497).
Traduzione: in base alle vecchie direttive, 13
milioni di persone sono state indotte ad usare
farmaci ipocolisterolemizzanti; in base alle
nuove direttive, 36 milioni di persone stanno
attualmente acquistando tali farmaci, il che
significa miliardi di
dollari di introiti supplementari a beneficio
delle aziende farmaceutiche.
Allo stesso tempo, questi
produttori di farmaci
si sono dimostrati particolarmente riluttanti a
pubblicare alcunché in merito agli
effetti del
basso colesterolo farmaco-indotto che, stando a
certi studi, possono includere depressione,
comportamenti violenti, suicidio, aggressività,
aumentato rischio di colpo apoplettico e scarsa
funzionalità del sistema immunitario.
Sembra come se un qualche genere di mitologia
del farmaco ci sottoponga ad un lavaggio del
cervello, inducendoci a credere che le malattie
vengono provocate da una carenza di farmaci e
che possono essere curale unicamente tramite un
accresciuto e costoso consumo di farmaci.
Cosa accadrebbe a questi carteìli internazionali
se un'effettiva cura per il cancro giungesse
improvvisamente sul mercato, al di fuori del
loro controllo ?
Dato che sotto il profilo finanziario costoro
esistono più che altro solo per la "cura dei
sintomi" (gestione della malattia), la nostra
intera infrastruttura medico/finanziaria
potrebbe collassare di conseguenza.
Gli azionisti delle
aziende farmaceutiche
vogliono profitti, non una cura che ponga
termine alle miserie umane e blocchi il flusso
degli introiti. Veniamo a conoscenza di storie
analoghe in relazione ai sostituti dei
combustibili fossili e ad altre scoperte ed
invenzioni radicalmente innovative, mai arrivate
sul mercato a causa dell'intervento della
competizione commerciale.
Analogamente, un sostituto sicuro delle
trasfusioni di sangue potrebbe rivelarsi
minaccioso per troppi potenti e lucrosi settori
del mercato, al punto di vedersi relegato per
sempre nell'oscurità... tuttavia è possibile
prefigurare le possibilità.
Comunque, secondo il Dr. Buche, "la visione
senza azione resta solo un sogno". Considerate
il presente articolo l'inizio dell'azione -
forse la vostra azione !
Prelevare la soluzione vivente
Si può assumere l'acqua di mare per via orale o
tramite iniezione. Tuttavia procurarsi tale
elemento non è semplice; sono richieste
competenze, cautela e attrezzature apposite.
L'acqua di mare presenta diversi tipi di
composizione, a seconda della distanza dalla
costa, del clima e della vegetazione marina, e
non può essere prelevata a caso.
Nel corso dell'intero processo dall'oceano alla
bottiglia l'acqua di mare non può venire a
contatto con metallo; deve essere preservata
fredda, poiché il calore ne vanifica le
corroboranti proprietà viventi. Deve essere
trasportata e conservata in contenitori di vetro
o di plastica per uso alimentare; quindi deve
essere controllata e purificata a freddo,
secondo una modalità che la protegga da
alterazione e mantenga il suo stato di soluzione
viva.
Nel suo stato originario e primitivo l'acqua di
mare presentava solo un terzo del contenuto
salino attuale, un aspetto tuttora rispecchiato
dal contenuto salino di sangue e lacrime.
Nel corso del tempo gli oceani sono diventati
più concentrati ed ora le loro acque sono troppo
salate per essere ingerite in grandi
quantitativi. Per utilizzare l'acqua oceanica
come plasma sanguigno essa deve essere diluita
con acqua ultrapura sino a raggiungere la
medesima concentrazione del plasma stesso: nello
specifico, nove grammi di sali per litro.
Posto che i fruitori non presentino sensibilità
al sodio, come perfetto integratore di minerali
può essere consumata oralmente in forma diluita
o concentrata - ma solo in piccole quantità, ad
esempio un'oncia [0,03 litri] alla volta, se
necessario più volle al giorno.
Ad ogni modo, è estremamente importante diluirla
con pura acqua sorgiva ad uso domestico, dato
che, in base a determinati studi, l'acqua
aditivata con cloro ha sull'acqua oceanica il
medesimo effetto dannoso che ha sull'organismo
umano.
I Francesi seguono la prassi corretta; invece di
aggiungere alla loro acqua potabile additivi (di
scarsa qualità), la integrano con ozono.
Per la scienza moderna le precise proprietà
dell'acqua di mare restano un mistero.
Nonostante la nostra grande competenza tecnica,
la natura complessiva dell'acqua di mare sfugge
all'analisi.
Essa presenta alcune qualità viventi che
superano la somma delle sue parti; non è
possibile prosciugarla e ricostituirla o
sintetizzarla in un laboratorio chimico, Il
grande scienziato francese Antoine Béchamp
considerava il sangue come una sorta di tessuto
fluido piuttosto che un semplice elemento
liquido.
Inoltre l'acqua di mare ha qualcosa che la rende
superiore alla "semplice acqua". Sostiene la
vita, come ha dimostrato il premio Nobel Alexis
Canali, il quale per oltre 26 anni ha tenuto in
vita immerso in acqua di mare un pezzo di cuore
di pollo, con l'unico accorgimento di sostituire
quotidianamente il liquido per eliminare le
scorie metaboliche.
In realtà, si potrebbe di fatto affermare che
abbiamo interiorizato l'oceano dentro di noi e
che questo medium ricco di sostanze nutritive è
la sorgente della vita; ogni cellula
dell'organismo è immersa e si alimenta in essa.
L'acqua raccoglie e porta via i prodotti di
scarto del metabolismo cellulare; ha una forza
vitale - diversa da quella della soluzione
salina presente negli appositi sacchetti degli
ospedali, la quale non è altro che una soluzione
di sale alimentare da tavola e semplice acqua.
Il sale da tavola raffinato ha ben poche
corrispondente con il sale marino grezzo, non
raffinato e ricco dei minerali che dovremmo
utilizzare, e il nostro organismo ne paga le
conseguenze.
Se dovessi sottopormi ad un intervento
chirurgico, prima di addormentarmi vorrei vedere
sopra la mia testa un sacchetto che rilascia
"plasma oceanico".
Il mondo ha bisogno di qualcuno dotato di
coraggio ed inventiva, disposto ad avviare i
primi test di trasfusione di acqua di mare su
esseri umani; qualcuno disposto ad ampliare i
test di Rene Quinton sugli animali e a compiere
quel balzo nel futuro che contraddistingue il
reale
progresso.
Nota del Direttore:
A causa di limiti di spazio, non ci è possibile
pubblicare le note e i riferimenti inerenti al
presente articolo.
Se desiderate consultarli, visitate il nostro
sito web presso http://
www.nexusmagazine.com
oppure la pagina web dell'autrice presso
http://www.truthquest2.com/oceanplasma.htm
A proposito dell'Autrice:
Dianne Jacobs Thompson si è laureata nel 1976 in
lettere, presso quella che oggi è la Western
Washington State University, dopo di che ha
conseguito titoli per l'insegnamento delle
lettere e una specializzazione in giornalismo
presso la Central Washington State University.
Negli ultimi due decenni ha alternativamente
insegnato a tempo parziale nella scuola pubblica
e, dal 1981, svolge ricerche e scrive
nell'ambito della medicina alternativa.
Gli articoli e i rapporti erano per la maggior
parte di natura troppo controversa - solitamente
trattavano dei pericoli della medicina
convenzionale e delle terapie alternative - per
essere pubblicati in tempi passati, ma Internet
ha rimosso innumerevoli ostacoli che in
precedenza impedivano la divulgazione di tali
informazioni sui principali media, consentendo a
molti di questi viaggiatori l'accesso alla
"superstrada dell'informazione".
Il sito web di Dianne si trova presso
http://www.truthquest2.com
email:
t_ospeaks@yahoo.com.