La vita è nata nell’acqua
e per miliardi di anni è esistita solamente
nell’acqua. I primi anfibi e batraci sono usciti
dall’acqua solamente 500 milioni di anni fa,
circa il 10% del tempo da cui esiste la vita
sulla terra.
Ed uscendo dal mare gli animali si sono portati
dietro un "mare
interno": mediamente gli organismi che
vivono sulla terra sono composti per circa i due
terzi da acqua salina di composizione simile a
quella del mare. Tutte le nostre cellule sono
immerse in questo liquido interstiziale da cui
ricavano i nutrienti e in cui scaricano i
rifiuti.
In fisica l’acqua è fondamentale: definisce la
scala della temperatura (0 °C quando solidifica
e 100 °C quando evapora, salvo che in natura
essa evapora ad una temperatura di molto
inferiore), definisce la misura di massa (1
decilitro cubo di acqua = 1 kg), definisce la
misura di volume (1 kg di acqua = 1 litro),
definisce la densità di riferimento (1 quella
dell’acqua) e molte altri valori di riferimento.
Pensiamo di sapere tutto sull’acqua ed invece
sappiamo molto poco su questa sostanza così
importante.
Ognuno di noi consuma circa 200 – 300 litri di
acqua al giorno, che ci sembrano tanti; in
realtà il consumo diretto non è che la punta
dell’iceberg.
Per produrre 1 kg di carne sono necessari circa
20.000 litri di acqua, alcune centinaia per 1 kg
di frutta e verdura, molte migliaia per produrre
1 kg di acciaio o di plastica.
L’allevamento è responsabile di circa il 45% dei
consumi globali di acqua dolce, l’agricoltura di
circa il 30% ed il 20% è consumato
dall’industria: la costruzione di un’automobile
consuma più di 1.000.000 di litri d’acqua.
I consumi domestici superano di poco il 5%.
Densita’ dell’acqua:
Al di sopra dei 4°C la densità dell'acqua
diminuisce all'aumentare della temperatura,
anche se non in modo lineare.
La densità dell'acqua è infatti massima a
4°C. Ciò è dovuto al fatto che il volume molare
dell'acqua aumenta all'abbassarsi della
temperatura.
La densità dell'acqua è circa 1000 volte
superiore alla densità dell'aria. Infatti,
l'elevata densità dell'acqua provoca una
resistenza al movimento circa 12 volte superiore
rispetto all'aria.
La densità dell'acqua è pari a 1 gr. per
cm3, cioè 1 cm3 di acqua ha un peso pari a 1gr.
Densità dell'acqua oceanica
Quando si parla di densità dell'acqua oceanica
si intende un'acqua pura, priva di sospensioni
di ogni genere: è evidente che la densità reale,
quella cui è sottoposto un organismo o un
manufatto, sarà diversa; tuttavia, a meno di
imponenti sospensioni torbide, la differenza non
è che lievissima, tanto che conviene uniformarsi
a una definizione ormai universalmente
accettata.
La densità dell'acqua oceanica non viene misurata
direttamente, ma si ricava in base ai valori di
temperatura, salinità e profondità. Ciò perché è
richiesta una precisione che con i normali
densimetri non si potrebbe raggiungere, mentre i
misuratori di temperatura, salinità e profondità
sono assai più accurati.
Alle volte se si utilizza un'acqua da bere con
troppi pochi sali si hanno reazioni di mancanza
di sostanze e da queste reazioni si possono
indurre debolezze, difficoltà alla difesa dalle
malattie, senso di stanchezza continuo.
Altre volte se si utilizzano acque con troppi
minerali si possono avere altre reazioni anomale
che possono generare altre malattie.
Per cui saper quale,
quanta, come utilizzare l'acqua e' evidentemente
una cosa importante !
“La morte risiede nell’intestino” cosi'
insegnavano gli antichi medici, quelli moderni,
legati ai
farmaci....se lo sono dimenticato......
L'Idrocolonterapia
puo' essere effettuata
in 2 modi:
- per via Orale
bevendo una speciale acqua dinamizzata e
magnetizzata dal corpo della persona stessa,
a bassa densita', basso residuo di
minerali e bevuta calda, secondo una tecnica
messa a punto dall'autore
di questo trattato =
AcquaLife°
- per via Anale,
con apposite apparecchiature con le quali si
infila nell'ano dell'acqua.
vedi
Idrocolonterapia
Misuratore di densita’ dell’acqua:
http://www.liceofoscarini.it/fisica94/hope.html
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Acqua contaminata
e colon irritabile
Lo dice la ricerca: circa 1 paziente su 3
colpito da infezione intestinale batterica può
presentare, a distanza di anni, una sindrome del
colon irritabile Fa rigirare nel letto senza
pace, a volte anche in piena notte, impedisce di
concentrarsi sullo studio e sul lavoro, può
provocare fastidi periodici o, peggio, continui,
fino a rendere le giornate insopportabili. E’ il
mal di pancia: un’espressione generica dietro la
quale, in realtà, si nascondono molteplici
disturbi.
Uno di questi prende il nome di sindrome
dell’intestino irritabile ed è diffusissimo
soprattutto tra le donne (ad influire potrebbero
essere alcuni fattori ormonali).
Non si tratta di una vera e propria malattia ma
di un insieme di disturbi concentrati a livello
del basso intestino, nella zona del colon. Qui,
per una serie di cause ancora poco chiare (ma
con sicurezza possiamo affermare che fattori di
disagio come stress, ansia, alimentazione o
abitudini di vita poco sane hanno la loro buona
parte di colpa…), i muscoli dell’intestino non
si contraggono a ritmo coordinato. Il risultato
è che gli alimenti ingeriti vengono spinti più
rapidamente del dovuto attraverso le anse,
causando gas, rigonfiamento e diarrea. In altri
casi, invece, accade il contrario: il passaggio
del cibo ritarda e le feci diventano dure e
asciutte. Ecco dunque dolore e stitichezza.
Uno studio molto recente ha suggerito un legame
importante tra le forme di gastroenterite acuta
infettiva e lo sviluppo, a distanza di tempo, di
colon irritabile.
Nel 2000, in un piccolo paese del Canada, si
verificò un’epidemia di gastroenterite batterica
dovuta alla contaminazione delle falde acquifere
da parte degli scarichi industriali. Dopo un
periodo di 2-3 anni il 10% degli abitanti che
non avevano accusato una sindrome gastroenterica
acuta accusava dei sintomi tipici del colon
irritabile mentre la percentuale saliva al
28%-34% negli abitanti che avevano avuto una
gastroenterite acuta. Ad esserne maggiormente
colpiti i giovani e le donne.
In tutte le situazioni di gonfiore, dolore e
irregolarità nell’evacuazione è bene non
rassegnarsi e, anzi, trovare la soluzione più
giusta per ritrovare il naturale benessere
dell’intestino, grazie all’azione combinata di
fibre solubili, fermenti lattici e vitamine.
I lassativi sono più spesso dannosi che utili !
E in conclusione, un piccolo stratagemma per
cominciare a ritrovare la regolarità di corpo:
un cucchiaino d’olio prima dei pasti. E’ un
toccasana soprattutto per chi predilige una
dieta ricca di carboidrati e proteine e povera
di grassi. In questi casi, un cucchiaino di olio
d’oliva formerà maggior nutrimento per i batteri
intestinali, da cui dipende la produzione delle
feci.
Tratto da:
http://www.farmasalute.it
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C’è la tecnologia, ma non la volontà politica
per sfruttare meglio l’acqua
1 Settembre 2004 - di Mike Moore* Fonte:
Asia News
Hong Kong (AsiaNews) – L’acqua è alla base della
vita: costituisce mediamente il 75% della massa
corporea umana e non c’è nulla che possa
sostituirla.
vedi
Terreno,
Matrice
Ma di tutta l’acqua che c’è sul nostro pianeta,
più del 97% è salata e meno del 3% è dolce.
Di questo 3%, oltretutto, solo uno 0,3% è
contenuto in laghi e fiumi, mentre il 69% è
racchiuso nelle calotte polari, nei ghiacciai e
nelle nevi perenni. Lo 0,9% circa è
rappresentato da rifiuti organici.
La parte rimanente deriva da fonti naturali
sotterranee e da acque di suolo.
Dal 1900 il fabbisogno mondiale di acqua si è
moltiplicato di 6 volte e la domanda di acqua
dolce cresce del doppio rispetto all’aumento
della popolazione mondiale, che tra 25 anni
passerà dagli attuali 6 miliardi agli 8 miliardi
di individui. Grazie alle nuove tecnologie siamo
in grado di capire e selezionare i metodi di
lavoro più avanzati e i migliori sistemi di
ricerca. Abbiamo anche le capacità per
sviluppare al meglio i progetti. Quello che non
è possibile fare è guidare la volontà politica
perché non freni la creatività nel lavoro.
La realtà attuale è che ogni anno 23 milioni di
persone muoiono per l’utilizzo di acqua non
potabile. Tre-quarti delle malattie sono legate
alla cattiva igiene e all’uso di acqua non
potabile. L’inquinamento derivato dai pesticidi
e trasportato dalle acque, accresce i pericoli e
aumenta il rischio per gli individui.
L’organismo per il cibo e l’agricoltura delle
Nazioni Unite riferisce che la quantità di
antiparassitari usata da coltivatori di fiori
colombiani e frutticoltori brasiliani è 10 volte
maggiore del necessario; in Indonesia i
pesticidi vengono perduti dalle attrezzature per
le irrigazioni delle piantagioni.
I coltivatori pachistani ne disperdono la metà e
inquinano le acque reflue.
Negli anni ’90 i poveri in Sud Africa hanno
speso 3 ore ogni giorno a trasportare acqua
potabile dalla sorgente alle loro case. In una
tipica famiglia della classe media, tra i Paesi
membri dell’Organizzazione per lo sviluppo e la
cooperazione economica, le persone possono
pagare il fabbisogno giornaliero di acqua con
uno o due minuti di lavoro.
Questa è una cattiva notizia; ma qui sta anche
la buona notizia. L’accesso all’acqua potabile
nei paesi in via di sviluppo è passato dal 30%
degli anni ’70 all’80% del 2000. Le ricerche del
World Watch Institute mostrano che fino al 90%
di acqua potrebbe essere recuperata senza costi
aggiuntivi per l’industria.
I 2/3 di acqua dolce vengono utilizzati per le
irrigazioni, ma ad oggi meno della metà
raggiunge le radici delle piante. Secondo quanto
riportato nel suo libro Pillar of sand, Sandra
Postel afferma che i sistemi di irrigazione a
goccia, utilizzati tanto in paesi ricchi quanto
in paesi poveri, hanno avuto esiti positivi, con
una riduzione che va dal 30 al 70% degli
sprechi, mentre ha accresciuto i campi
coltivabili dal 20 al 90%.
Alcuni coltivatori di riso in una zona della
Malesia hanno accresciuto del 45% la
produttività dell’acqua puntellando i canali e
passando dai metodi tradizionali di trapianto,
alla semina diretta.
L’efficienza è un’altra parola chiave per la
conservazione. Solo i ricchi possono investire
nella tecnologia e nella ricerca, come nel caso
dell’ingegneria genetica, per produrre raccolti
che siano più resistenti al sale e richiedano un
minor uso di acqua. Le opposizioni e le
resistenze dei ricchi ambientalisti sono segni
evidenti di miopia: il contenimento dei costi e
l’innovazione garantiscono buoni risultati nelle
zone più critiche della terra.
Più di 50 mila keniani bevono acqua potabile
grazie a progetti mirati che hanno portato allo
scavo di nuovi pozzi. Il costo del progetto è di
1000 dollari, messi a disposizione dalla società
americana Overseas Private Investment
Corporation.
*Mike
Moore, ex primo ministro della Nuova Zelanda, è
stato il primo direttore generale della World
Trade Organization (articolo
tratto dal South China Morning Post)
Lettura
consigliata:
-
Acqua, come ricavarla dall'aria
Cosi' come
in molti altri campi dell'attivita' umana le
tecnologie per portare degli effettivi
cambiamenti e miglioramenti alla situazione
planetaria e dei suoi problemi esistono.
Esistono da anni, ne esistono molte, non una
soltanto. Il problema e' sempre lo stesso come
ben sottolineato dall'articolo di cui sopra: le
"alternative" sono spesso facili, economiche,
non patentabili e alla portata di tutti.
La politica
di oggi non fa altro che il volere di grandi
lobby industriali proteggendo i loro interessi.
Questo puo' essere oggi osservato in qualsiasi
settore delle attivita' umane, la "scienza
medica" in primo luogo. Ndr
Tratto da:http://www.laleva.org/it/
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Standard per l'acqua potabile
L'acqua pura non contiene nulla tranne gli
elementi chimici essenziali per l'acqua. L'acqua
potabile trasporta solitamente una certa
quantità di minerali, che prende dalla sua
sorgente, trattamento, immagazzinamento,
distribuzione e dalle condizioni delle
condutture di distribuzione. Questi minerali ed
elementi generalmente si presentano a livelli
molto bassi e non comportano rischi
significativi per la salute.
Un'ampia varietà di prodotti e composti
chimici può trasformarsi in agenti inquinanti
per l'acqua freatica se scaricati all'ambiente
al di sotto della superficie. Essi sono composti
organici e sintetici ed inorganici, come
antiparassitari ed altri agenti inquinanti.
Poiché i sistemi dell'acqua potabile prendono la
loro acqua da sorgenti di acque freatiche e
superficiali, una volta che la fonte è
contaminata, anche l'acqua potabile può essere
contaminata.
La seguente tabella mostra gli agenti inquinanti
primari e secondari dell'acqua, divisi in
elementi inorganici ed organici.
Per ogni sostanza e' riportato il livello
massimo di inquinante (MCL): esso è il carico
massimo di inquinante consentito nell'acqua
trasportata ad ogni l'utente del sistema idrico
pubblico. Si basa sulla ricerca scientifica, che
ha concluso che maggiori concentrazioni
potrebbero causare problemi di salute per gli
esseri umani.
Normativa riguardante la qualita' dell'acqua
intesa per il consumo:
Organizzazione
Mondiale per la Salute
- Clicca qui per gli
standards OMS sull'acqua potabile.
L'Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS o
WHO, 'World Healt Organisation') ha stabilito
alcune linee guida per l'acqua potabile che
costituiscono il punto riferimento
internazionale per l'eleborazione di standard e
per la sicurezza dell'acqua potabile. Le ultime
linee guida elaborate da WHO sono quelle
concordate a Geneva nel 1993.
Noterete che non vi sono linee guida per alcuni
elementi e sostanze che sono considerati. Ciò
avviene perché ci non sono stati studi
sufficienti circa gli effetti di tali sostanze
sull'organismo e quindi non è possibile definire
un limite guida. In altri casi, il motivo per la
mancanza di una linea guida è l'impossibilità da
parte di quella sostanza di raggiungere una
concentrazione pericolosa in acqua, a causa
della reliativa insolubilità o la scarsita'.
Unione Europea
- Clicca qui per gli
standard per l'acqua potabile dell'EU.
L'Unione Europea ha elaborato la Direttiva del
Consiglio 98/83/EC sulla qualità dell'acqua
destinata a consumo umano, adottata dal
Consiglio il 3 novembre 1998. Essa e' stata
elaborata rivedendo i valori parametrici della
vecchia Direttiva sull'acqua del 1980 e
rinforzandoli ove necessario in conformità agli
ultimi dati scientifici disponibili (linee guida
WHO e Comitato Scientifico di Tossicologia e di
Ecotossicologia). Questa nuova Direttiva
fornisce una solida base per sia per i
consumatori dell'EU che i fornitori di acqua
potabile.
Questi sono stati i cambiamenti principali nei
valori parametrici:
- Piombo: La linea guida è stata ridotta da 50
µg/l a 10 µg/l e un periodo di transizione di 15
anni è stato stabilito per permettere la
sostituzione dei tubi di distribuzione di
piombo.
- Antiparassitari: I valori per sostanze singole
e per gli antiparassitari totali sono stati
mantenuti (0.1 µg/l / 0.5 µg/l), e sono stati
inoltre introdotti valori supplementari e più
rigorosi per determinati antiparassitari (0.03
µg/l)
- Rame: Il valore è stato ridotto da 3 a 2
mg/l.
- Alcuni nuovi standards sono stati introdotti
per i nuovi parametri come i trialometani, il
tricloroetene ed il tetracoloroetene, il
bromato, l'acrilamide ecc.
Clicca qui per la
tabella comparativa degli standards per OMS e EU
Tratto da:
http://www.lenntech.com
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ACQUA IONIZZATA
La cura dell'acqua ionizzata (basica od acida)
ormai e' utilizzata anche in certi ospedali nel
mondo con risultati eclatanti, sconosciuti ai
medici
allopati che non conoscono la
Medicina
Naturale.
Essa puo' essere
utilizzata a seconda dei casi, sia per via
orale, da bere, sia per l'esterno del corpo per
le malattie della pelle(anche per ferite
da trauma o da operazioni chirurgiche).
Nel sito qui
riportato si possono vedere dei video che
illustrano le varie applicazioni dell'acqua
ionizzata.
vedi:
http://glowing-health.com/alkaline-water/videos-aw.html
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L'acqua Bene
pubblico....viene svenduta ai privati...
Cara
Publiacqua SpA
Tutto è iniziato l’estate scorsa quando, al
ritorno a casa da un’assenza prolungata (4
mesi), mi ritrovo una bolletta che suddivisa per
il numero di utenti (4) corrisponde a 10 euro al
mese per utente, pur non avendo consumato una
goccia di acqua.
Premetto che divido il contatore, e relativa
bolletta, con una famiglia vicina, e che
trovando eccessive le tariffe, ho iniziato a
esaminare attentamente le bollette scoprendo
innanzitutto che, lungi dall’essere trasparenti
come richiesto per legge, sono oltre modo
complesse, tali da risultare illeggibili e da
rendere scottante la suddivisione equa delle
spese tra vicini.
Scopro che gran parte dell’importo è composto da
contributi per “depurazione scarichi civili” e
per “servizio fognatura” in funzione dei
consumi, il che sembrerebbe lecito se non fosse
per quanto segue.
Vi sono anche spese fisse, minime per il
momento, ma sicuramente destinate a crescere. E
su quattro bollette annue, troppe per un bene
come l’acqua, due sono “presuntive” e due in
“conguaglio”: dobbiamo “anticipare” i contanti
anche per l’acqua…
Poi la tariffa è espressa con 7 decimali, mentre
l’importo totale è arrotondato secondo le
normali regole della contabilità europea, con
due decimali dopo la virgola. Ogni decimale dopo
il secondo solleva sospetti di monetarizzazioni
sui metodi di arrotondamento.
Per razionalizzare il consumo – questa è la
giustificazione – impongono fasce di consumo, il
cui sforamento fa raddoppiare la tariffa. Da
noi, in Toscana, con Publiacqua SpA, il tetto
della prima fascia di consumo è 100 m2 annui.
Scopro quindi una frode
sistematica...
... sulle nostre bollette – ma il novanta per
cento della gente la scoprirà ? – e cioè che
Publiacqua SpA, che dovrebbe moltiplicare la
fascia di consumo per il numero di unità
abitative servite dal contatore (due nella
fattispecie), ha semplicemente omesso di farlo
addebitandoci esattamente il doppio, DA ANNI,
oltre al fatto che è già una fregatura non
moltiplicare la fascia per il numero di utenti
invece che per il numero di unità abitative
(maggiore il numero di utenti per unità,
maggiore la probabilità di sforare il tetto …).
Scopro poi, al call center, che se volessi
installare un contatore individuale per non
avere più beghe con il vicino (loro sono in tre
e mi sforano il tetto della fascia, io da sola),
il contatore lo dovrei mettere a mie spese
(oltre 400 euro). Insomma: si chiede al cliente
del pizzicagnolo di pagare la bilancia o la
cassa per fatturargli il prodotto.
Scopro che le informazioni sulle tariffe
agevolate sono del tutto inesistenti, e forse
anche le agevolazioni stesse, pur essendo
previste per legge, mentre per una seconda
casa si paga il doppio; anche le altre
informazioni obbligatorie sono manchevoli: la
qualità delle acque, il tipo di lavori
effettuati sulle reti e qualsiasi altra
informazione prescritta per legge e attinente al
Sistema idrico integrato. Il call center è del
tutto inefficiente al riguardo.
Scopro che Publiacqua è una ex
municipalizzata, acquisita nel 2006
(fino a più dell’80%) da un’intesa illegale Acea/Suez
e che è diventata una scatola vuota dove operano
principalmente Suez/Caltagirone/comune di Roma
(indebitato), detentore al 51% di Acea SpA.
Scopro che siamo in un paradosso dei paradossi:
si fa finta di operare in un “mercato” che
funziona come un cartello/monopolio, e in nome
del mercato si privatizza un settore per essenza
“pubblico”, dandolo a un altro monopolio di
Stato, sì, ma francese, mentre ci sarebbero
tutti i presupposti per sfuggire alle regole
della concorrenza, per l’acqua, e di tenerci la
nostra gestione municipale/locale visto che l’Europa
prevede numerose salvaguardie di questo servizio
pubblico.
Ma i nostri governanti stanno svendendo
persino l’oro blu. Dopo il reclamo
d’ufficio, quindi, ho continuato scrivendo agli
altri.
INTERROGAZIONI AI MINISTRI, RICORSO AL
GARANTE E
AI SERVIZI DELLA COMMISSIONE EUROPEA
1. Essendo l’erogazione e la distribuzione
idrica, soprattutto per uso domestico e per
quantitativi minimi, un servizio generale
essenziale, mi permetto di richiamare
l’attenzione sulla situazione anomala italiana,
e in particolare sugli abusi di posizione
dominante, sospetti d’intesa restrittiva e/o di
monopolio assoluto, e altri abusi, che noi
cittadini/utenti dobbiamo subire per via della
privatizzazione monopolistica di un servizio
così essenziale - che il governo attuale aveva
promesso di salvaguardare dalla mercificazione.
Per gli utenti ciò si espleta anche con:
l’obbligo di sobbarcarci le spese eventuali
d’installazione di un contatore, continui
aumenti esponenziali e bollette sempre più
ravvicinate (4 volte l’anno invece di una),
pagamenti preventivi di consumo e spese fisse,
mancanza di trasparenza nelle bollette e nelle
informazioni societarie e “attinenti a ogni
aspetto del servizio idrico”, compresa la
qualità dell’acqua, fasce di consumo che non
tengono conto del numero di utenti per unità
abitative, per non parlare di abusi di
fatturazione come descritto sopra. In breve una
situazione di abuso di posizione dominante nei
servizi idrici integrati da parte di un ente che
dall’iniziale regime di partenariato
pubblico-privato sta diventando meramente
privato, e ciò per la maggior parte delle
regioni del centro Italia.
2. Chiedo ai Signori Ministri se, dovendo già
pagare un allaccio alle fognature, anche in
assenza di tale allaccio, per coprire le spese
di scarico e di bonifica, ciò non costituisca un
doppio impiego con il contributo esatto dal
Consorzio Bonifica del Chianti, al riguardo del
quale mancano le più elementari notizie legali
di forma societaria sul sito , e se non sorgano
dubbi sulla legittimità della modalità di
delegare del tutto a un ente privato (SpA?) –
creando un pericoloso precedente - l’esazione
diretta di un’imposta?
3. Chiedo ai Signori Ministri e al Garante se
ritengano equo che la gestione del nostro
servizio idrico e delle nostre acque pubbliche
debba andare a una società per azioni
interamente controllata da una società (ACEA SpA)
quotata in borsa, nella cui struttura azionaria
è sempre più prevalente il predominio di Suez,
con relativi amministratori, e l’ausilio di
fondi bancari (MPS/Caltagirone)? E che risulta
nei fatti un guscio svuotato da Suez, come
rischia di diventarlo anche Acea SpA (cfr.
sotto)?
4. Richiamo l’attenzione dei Ministri e in
particolare del Commissario per l’Ambiente che
tali società per azioni arrecano danni al nostro
territorio, visto che con la scusa
dell’interesse pubblico usano e abusano di
diritti di prelazione nei confronti di pubblico
e privato, svuotano bacini e riducono nel
territorio i ruscelli per pompare l’acqua con
dighe e altro. In questa depredazione esse hanno
reso complici gli enti locali che, trasformati
in normali utenti/consumatori di energia e di
acqua dal presente governo (Bersani), con le
casse svuotate per via della pseudo riforma
federalista del governo precedente, divenuti
soggetti a tutti gli effetti suscettibili
d’insolvibilità come qualsiasi azienda o
privato, e in ciò aiutati dagli strumenti
derivati ideati a Londra e venduti ai nostri
enti locali con una frode deliberata, si
associano a queste SpA e, permeandosi della
logica delle stesse, accantonano completamente
il fine di utilità pubblica. Tale fatto,
riscontrabile in un servizio così essenziale, è
gravissimo e lesivo della sicurezza pubblica
nazionale.
5. Richiamo l’attenzione dei Ministri e dei
Commissari sul fatto che, con l’aiuto delle
autorità comunali, e la scusa di condurre un
censimento sulle sorgenti e i pozzi dei
proprietari non allacciati alla rete idrica,
impongono ai proprietari di apporre un contatore
per addebitare il consumo di acqua, presunto e
retroattivamente su otto anni addietro,
nonostante tali pozzi e impianti siano stati
effettuati a nostre spese; e ciò a vantaggio di
una multinazionale francese, Suez – che a breve
si fonderà per incorporazione in GDF, dello
Stato francese. Tale contributo sarebbe normale,
e accettabile, se andasse completamente a un
ente di Stato per tornare alla collettività in
forma d’investimenti, secondo quanto previsto
dalla legge, ma ciò non succede, perché gli
investimenti, inesistenti nella fattispecie,
vanno a gravare sempre sulle tariffe agli
utenti, già aumentate in modo esponenziale (dal
30% al 300% a Latina).
6. Chiedo anche se non sia abusivo chiudere
l’erogazione idrica, come fa regolarmente
Publiacqua SpA, in caso di morosità nel
pagamento delle bollette. Non è l’acqua un bene
essenziale inderogabile da non considerare una
merce e quindi non sottoponibile a interruzione
del servizio, ai sensi dei principi di
universalità e di continuità del servizio,
sanciti dall’UE (e dalla nostra Costituzione)?
7. Chiedo anche ai servizi della Commissione se
sia legittimo, ai sensi delle norme di
contabilità europee, applicare tariffe con sette
decimali dopo la virgola ma il prezzo finale,
correttamente, con due decimali, arrotondati.
8. Inoltre, la qualità dell’acqua è sempre più
dura e scadente al punto da arrecare danni alle
caldaie che vanno controllate e pulite ogni sei
mesi e l’acqua è imbevibile. Tale situazione si
verifica a causa di un altro mercato fiorente,
quello delle acque oligominerali in bottiglia,
vergognosamente regalate in concessioni alle
solite
multinazionali come Veolia/Vivendi,
Nestlé e Danone, che hanno tendenza a fare
cartello: in dieci anni, nel paese più ricco di
acque minerali al mondo, la varietà di
oligominerali è calata drasticamente dagli
scaffali, e per di più viene proposta tutta in
bottiglie di plastica, grazie al cartello
vetro/plastica in Europa tra O-I Manufacturing,
Ardagh Glass e Saint-Gobain che con il 95% del
mercato è sospettato d’intesa per avere limitato
del 10% la quantità di vetro sul mercato,
favorendo una situazione di monopolio per una
unica marca in bottiglia di vetro, diversa per
ogni regione. Dal rubinetto di casa alla
bottiglia del negozio: gli stessi enti, gli
stessi cartelli. Di nuovo si prefigurano casi di
abuso di posizione dominante, e sorprende il
fatto che il Garante/Commissione non abbiano
agito per frenare e sanzionare l’insorgere di
tale situazione.
9. Sempre in tema di oligominerali, ne
approfitto per chiedere ai Commissari, ai
Ministri e al Garante se sia legale e legittimo
apporre il brevetto ®, da parte della
multinazionale svizzera Nestlé sulla marca di
acqua San Pellegrino, e altre, nome toponimico
geografico italiano oltre che di una fonte e
acqua termale data in (Gentile) concessione a
Nestlé.
10. Infine sollevo il punto delicato delle
informazioni societarie al pubblico che sul sito
di Publiacqua SpA sono troppo vaghe per essere
vere, mentre sono irreperibili un quarto degli
azionisti di Acea SpA. Alla Consob mi fanno
sapere che le controllate da società quotate in
borsa non hanno tale obbligo d’informazione e
chiedo: ritengono normale che tale obbligo non
sia vincolante per le società controllate nei
servizi pubblici come Publiacqua SpA? Segnalo al
riguardo che Publiacqua SpA, appare come valore
finanziario con un margine operativo lordo di
parecchi milioni di euro nei bilanci della
controllante, e che il valore di Acea SpA – e di
Suez - è anche composto, per la piazza, dal
valore non trascurabile, di Publiacqua SpA (e le
altre).
11. Poi, segnalo ai Ministri, e al Garante che
al momento dell’aumento di capitale sottoscritto
dalla stessa società veicolo (Acque Blu
Fiorentine SpA), nel 2006, unica in lizza alla
gara per l’acquisizione del 40% di Publiacqua
SpA e composta dalla capofila Acea SpA+Suez e
altri fondi, non risulta alla sottoscritta che
sia stata offerta in sottoscrizione agli utenti
la quota del 10%, come previsto per legge .
12. Chiedo anche al Garante/Commissione europea
di controllare la situazione di abuso dominante
e/o intesa, e situazione di monopolio, conflitti
di interessi e incroci azionari, imposti da Suez
per penetrare e dominare “il mercato”
dell’erogazione idrica in Italia. Secondo un
dirigente Suez bisogna “evangelizzare il mercato
e continuare a formare uomini in attesa di
queste evoluzioni; posizionarci sul mercato
rispondendo con ACEA a qualche bando di gara
geograficamente ben distribuito per avvalerci di
futuri raggruppamenti di ATO nella penisola”.
* infatti Acea SpA ha assunto, nel 2006, il
controllo (oltre l’80%) di Publiacqua SpA con
una società vettore Acque Blu Fiorentine SpA,
partecipata da Acea SpA per il 68,5%, per il
22,95% da Suez Environnement, per l’8% da MPS e
per lo 0,0002% da ente o persone ignote: a chi
appartiene il restante 0,0002% nella società
veicolo Acque Blu Fiorentine SpA per il bando di
gara che ha vinto dell’acquisizione del 40% di
Publiacqua SpA? Non è obbligatoria tale
informazione trattandosi di un bando pubblico e
di servizio generale essenziale?
* Poi, considerando che Acea SpA è partecipata a
sua volta, da Caltagirone con Fincal (2,958) e
che lo stesso Caltagirone (Gaetano Francesco) è
vice presidente del Gruppo MPS nonché azionista
dello stesso per il 4,7%;
* considerando che Acea ed Electrabel, filiale
di Suez, hanno peraltro una impresa comune –
Aceaelectrabel – nello stesso settore e che Suez
SA è anche proprietaria della concessione di
Acque Toscane SpA (con il monopolio delle terme
di Montecatini Terme, Fiesole e Ponte Buggianese
ATO3/2 ) e di Nuove Acque SpA (per la
concessione dei servizi idrici del Casentino,
della Tiberina, dell’Aretino, della Val di
Chiana e del Senese, ATO4); che Suez-Acea ha
anche acquisito il 45% di Acque SpA (ATO2 Basso
Valdarno) e del 40% di Acquedotto del Fiore SpA
per (ATO6-Ombrone);
* considerando che Suez SA è anche azionista di
Acea SpA (con Ondeo, Electrabel e Electrabel
Italia) dell’ordine dell’9,899%, e che il
presidente di Acea Spa Fabiano Fabiani è anche
amministratore di Suez, l’amministratore
delegato di Suez Chaussade, è amministratore di
Acea SpA e il presidente di Suez è nel contempo
amministratore di Saint-Gobain e revisore di Axa,
detentrice di una quota nel Gruppo Monte dei
Paschi;
* che Acea SpA è composta anche dal 51% dal
Comune di Roma, e che Aceaelectrabel ha
contratto 380 milioni di debiti nei confronti di
Suez nel solo anno 2006;
* visto che Gaz de France e Suez, due società
per azioni di diritto francese di cui la prima a
partecipazione maggioritaria statale, e il cui
statuto contempla il divieto di far scendere
tale partecipazione a meno del 70%, stanno
operando una fusione in un unico ente GDF-Suez;
Chiedo se non si configuri per il futuro un caso
di concentrazione di potere e di abuso di
posizione dominante, da parte di Suez-GDF/Acea,
con l’ausilio di fondi Caltagirone/MPS, Schroder/Pictet,
ma anche di Suez-GDF nei confronti di Acea, che
rischia di essere comperata, incluso il Comune
di Roma, sommerso appositamente dai debiti, (cfr.
finanziamento da Suez ad Acea sopra) dall’ibrido
multinazionale di Stato francese GDF-Suez?
Chiedo anche di chiarire l’anomalia che si
profila di una gestione idrica
“pubblico/privato” monopolizzata da un colosso
privato, GDF/Suez, di diritto francese, e di
appartenenza dello Stato francese.
E di risolvere la situazione del tutto
sbilanciata in cui si sta delineando un polo
multi utilities integrato (servizi idrici e
scarichi, rifiuti, inceneritori, biomasse,
energia) sempre di più in mano a un manipolo di
multinazionali di Stato francese GDF-Suez ed EDF
(con Edison) operanti in un monopolio di Stato
(estero) in un mercato completamente ed
erroneamente liberalizzato per servizi
d’interesse generale e strategici come l’acqua e
i rifiuti, il gas e l’elettricità.
13. Vorrei sottolineare ai servizi della
Commissione che in Italia abbiamo la netta
sensazione che essa abbia due pesi e due misure
nel trattare casi di abusi o concentrazioni a
seconda dei paesi, poiché i fatti stanno a
dimostrare che in Francia i colossi a
maggioranza statale ma non solo, in settori di
attività che si accavallano, si possono sposare
“incestuosamente” e impunemente tra loro mentre
allorquando si tratta dei nostri nani,
Commissione/Francia infieriscono -
vedi:
www.europa.eu.int/news/index_en.htm
-, prova ne sia che la Commissione non ha
penalizzato Suez per gli ostacoli alla
concorrenza che ha frapposto all’OPA,
amichevole, dell’Enel su Electrabel.
14. Inoltre, segnalo che Acea SpA è partecipata
da due fondi esteri Schroder e Pictet,
rispettivamente per quasi il 10% e il 4%, le cui
informazioni proprietarie sono del tutto
irreperibili e vorrei sapere se ciò non sia
contrario alle prescrizioni in materia di
trasparenza delle informazioni relative ai
servizi pubblici.
15. In seguito, faccio noto ai Ministri, al
governo e al Garante che, se essi desiderano
come promesso nel programma di governo, e più
volte ripetuto, salvaguardare la risorsa idrica
dalla mercificazione, sarebbe d’uopo, oltre alla
benvenuta moratoria vigente in materia di
privatizzazione dell’acqua, riunire le
competenze attinenti ai servizi idrici sotto un
unico Dicastero/Ministero; e abrogare la
legislazione laddove specifica la possibilità di
attribuire la concessione dei SII a un ente
privato o rende più difficoltosa tale gestione
“in house” da parte degli enti locali.
16. Inoltre comunico ai Ministri e alla
Presidenza ma anche alla Commissione che di due
cose l’una: o i nostri politici ci hanno
raccontato menzogne per anni imponendoci le
privatizzazioni dei servizi d’interesse
generale, “a causa” o “grazie” all’Europa, o la
Commissione, come detto sopra, applica due pesi
e due misure. O l’Italia capisce e interpreta
male gli atti europei, o lo fa la Francia…E
infatti da fonti della Commissione sarebbe
fallace la versione che l‘Europa costringa a
privatizzare interi comparti pubblici come si è
fatto e si continua a fare in Italia, essendo la
posizione “ufficiale” della Commissione “neutra”
al riguardo. Addirittura al gabinetto del
Mercato interno della Commissione europea mi
fanno sapere – un francese! – che se la Francia
volesse rinazionalizzare tutti i suoi servizi
pubblici niente glielo vieterebbe, ai sensi
dell’articolo 295 del Trattato UE che “lascia
del tutto impregiudicato il regime di proprietà
esistente negli Stati membri”.
Per l’acqua, poi, la Commissione si esprime nel
Libro bianco del 2004 con la nozione di servizio
di interesse generale ed escludendo tale
servizio dal divieto di gestirlo con un
“operatore già consolidato e integrato
verticalmente sul mercato con un diritto
esclusivo di fornitura dei servizi” poiché, pur
essendo vietato per le industrie di rete, “il
divieto non riguarda le acque, gli autobus, le
metropolitane, le ferrovie leggere e alcuni
settori delle industrie dell'elettricità, del
gas e dei servizi postali.”. Inoltre, il
Parlamento europeo si era, lo stesso anno,
pronunciato “nettamente contro la
liberalizzazione della fornitura d'acqua” e lo
stesso governo, nonostante avesse promesso di
non mercificare l’acqua, ha continuato a farlo,
ferma restando la moratoria di due mesi fa.
17. Faccio noto al governo e ai ministri, che
alla luce del divieto di nuovi affidamenti dei
servizi idrici a soggetti privati di quest’anno
(moratoria), sarebbe auspicabile prendere atto
degli elementi sopra per la riforma organica del
settore con il previsto decreto correttivo del
Codice dell’ambiente e, visto che tale moratoria
sulla privatizzazione è valida anche per le
procedure di affidamento in corso, chiedo al
Garante e ai Ministri che cosa intendano fare
con il predominio Suez in Toscana e Lazio ed
Emilia Romagna, l’impresa comune Aceaelectrabel,
e l’acquisizione del 40% di Publiacqua da parte
di Acea/Suez nel 2006, avvenuta obiettivamente
in violazione di qualsiasi legge della
concorrenza e che Acea/Suez considerano
definitiva. Intendono annullarla?
Se la Commissione alla Concorrenza lo facesse,
in collegamento con il Garante italiano, sarebbe
una soddisfazione enorme per i consumatori
europei. Ma la sfiducia nell’Europa è tale,
senza parlare di quella per le nostre autorità,
che sarebbe troppo bello per essere vero.
Ciononostante, mi sono presa la pena di
scrivere, anche a nome di chi considero di
potere rappresentare attorno a me, e sono tanti.
Concludo questa mia, rendendomi conto solo ora –
a dimostrazione di quanto il nostro sistema
informativo sia difettoso, tra rimbambimenti di
omicidi a feuilleton e battibecchi tra i
politici – che mi è “sfuggita” la notizia, del
30 novembre scorso, della decisione del Garante
circa l’intesa Acea/Suez. Essa non figurava,
neanche il 20 dicembre scorso, sul sito del
Garante. E ad ogni modo tale decisione risponde
solo a uno dei quesiti sopra.
Una multa (rispettivamente 8.300.000 euro e a
3.000.000 euro ad Acea e a Suez), un colosso
come Suez se la può permettere, la parte
italiana forse un po’ meno ma a questo punto si
può prevedere il seguito: Acea si indebiterà
ancora di più e finirà per essere “ceduta” a
Suez. A quel punto Suez controllerà anche il
sistema idrico di Toscana, Emilia Romagna e
Lazio, con l’eccezione esplicita e formale di
Roma. Qualche indebitamento più in là avranno in
pugno anche Roma, visto che un dirigente di Suez
Environnement scrivono:
“Abbiamo proposto
un’alleanza con ACEA che potrebbe evolversi in
un’acquisizione di partecipazioni nella società
romana, nel momento in cui il Comune decidesse
di ridurre la sua partecipazione al di sotto del
51%”.
E se il Garante riconosce nella sua decisione
l’esistenza di una intesa restrittiva della
concorrenza anche per il conseguimento della
gara per l’acquisizione del 40% di Publiacqua, è
triste osservare che mai annulla tali
transazioni economiche, a costo di danneggiare
tutta la società o di minacciare la nostra
sicurezza pubblica e la nostra sopravvivenza,
concedendo le nostre risorse idriche in toto ad
Acea e poi a Gdf-Suez in numerose regioni del
Centro Italia, e del Nord Italia.
La “punizione” del Garante assomiglia più che
altro ad una sgridatina a un monello sì
indisciplinato, ma dotato, con tanto di
richiesta paternale di promettere per il futuro
un comportamento corretto . Niente mai è
richiesto a queste multinazionali, o alla
magistratura, per “annullare” decisioni o
transazioni illegali e deleterie per milioni di
utenti dell’acqua e per la nostra sicurezza
nazionale. E pagare una multa, lo faranno più
che volentieri se è il prezzo da pagare per
vivere di rendita sulla nostra acqua per i
prossimi vent’anni o cent’anni – mastodonti
dalla vista lunghissima.
E poi la multa la scaricheranno sulle nostre
bollette e ricupereranno rapidamente gli “utili”
visto che, secondo le loro stesse parole (2002)
l’Italia “è il mercato municipale dell’acqua e
della purificazione con il maggior potenziale di
sviluppo per Suez all’interno dell’Unione
Europea nei prossimi anni in quanto:
l’intervento del privato è indotto dalla
legislazione (legge Galli); le dimensioni del
mercato cresceranno grazie ai futuri aumenti di
tariffa”. La nostra acqua un ghiotto mercato. E
noi dovremo continuare a sopportare abusi e
soprusi.
A cosa sarà servito l’intervento del Garante ? A
niente. Se il Garante non può fare di più,
allora non sarebbe il caso di potenziargli i
poteri ? E di rinazionalizzare la nostra acqua ?
In attesa di un Loro Gentile riscontro,
Nicoletta Forcheri
Le note all'articolo sono momentaneamente
saltate, per problemi di formattazione. Verranno
aggiunte in seguito.
By Nicoletta Forcheri 5/1/2008
Tratto da:
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2350