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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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ACQUA e' SALUTE -  Acqua SVENDUTA - Acqua INQUINATA
Le acque dette "sacre" dagli antichi erano sorgenti di acqua a pH 8 e contenenti Bicarbonato di Magnesio;
esse mantenevano la salute guarivano da molte malattie
visionare questi VIDEO sull'acqua e le sue proprieta' (1° video)

http://www.youtube.com/user/leallo1#p/a/u/1/ixonZkxEzXo (2° video)
 

La vita è nata nell’acqua e per miliardi di anni è esistita solamente nell’acqua. I primi anfibi e batraci sono usciti dall’acqua solamente 500 milioni di anni fa, circa il 10% del tempo da cui esiste la vita sulla terra.
Ed uscendo dal mare gli animali si sono portati dietro un "mare interno": mediamente gli organismi che vivono sulla terra sono composti per circa i due terzi da acqua salina di composizione simile a quella del mare. Tutte le nostre cellule sono immerse in questo liquido interstiziale da cui ricavano i nutrienti e in cui scaricano i rifiuti.

In fisica l’acqua è fondamentale: definisce la scala della temperatura (0 °C quando solidifica e 100 °C quando evapora, salvo che in natura essa evapora ad una temperatura di molto inferiore), definisce la misura di massa (1 decilitro cubo di acqua = 1 kg), definisce la misura di volume (1 kg di acqua = 1 litro), definisce la densità di riferimento (1 quella dell’acqua) e molte altri valori di riferimento.

Pensiamo di sapere tutto sull’acqua ed invece sappiamo molto poco su questa sostanza così importante.

Ognuno di noi consuma circa 200 – 300 litri di acqua al giorno, che ci sembrano tanti; in realtà il consumo diretto non è che la punta dell’iceberg.

Per produrre 1 kg di carne sono necessari circa 20.000 litri di acqua, alcune centinaia per 1 kg di frutta e verdura, molte migliaia per produrre 1 kg di acciaio o di plastica.
L’allevamento è responsabile di circa il 45% dei consumi globali di acqua dolce, l’agricoltura di circa il 30% ed il 20% è consumato dall’industria: la costruzione di un’automobile consuma più di 1.000.000 di litri d’acqua.
I consumi domestici superano di poco il 5%.

Densita’ dell’acqua:
Al di sopra dei 4°C la densità dell'acqua diminuisce all'aumentare della temperatura, anche se non in modo lineare.
La densità dell'acqua è infatti massima a 4°C. Ciò è dovuto al fatto che il volume molare dell'acqua aumenta all'abbassarsi della temperatura.
La densità dell'acqua è circa 1000 volte superiore alla densità dell'aria. Infatti, l'elevata densità dell'acqua provoca una resistenza al movimento circa 12 volte superiore rispetto all'aria.
La densità dell'acqua è pari a 1 gr. per cm3, cioè 1 cm3 di acqua ha un peso pari a 1gr.

Densità dell'acqua oceanica
Quando si parla di densità dell'acqua oceanica si intende un'acqua pura, priva di sospensioni di ogni genere: è evidente che la densità reale, quella cui è sottoposto un organismo o un manufatto, sarà diversa; tuttavia, a meno di imponenti sospensioni torbide, la differenza non è che lievissima, tanto che conviene uniformarsi a una definizione ormai universalmente accettata.

La densità dell'acqua oceanica non viene misurata direttamente, ma si ricava in base ai valori di temperatura, salinità e profondità. Ciò perché è richiesta una precisione che con i normali densimetri non si potrebbe raggiungere, mentre i misuratori di temperatura, salinità e profondità sono assai più accurati.

Alle volte se si utilizza un'acqua da bere con troppi pochi sali si hanno reazioni di mancanza di sostanze e da queste reazioni si possono indurre debolezze, difficoltà alla difesa dalle malattie, senso di stanchezza continuo.
Altre volte se si utilizzano acque con troppi minerali si possono avere altre reazioni anomale che possono generare altre malattie.
Per cui saper quale, quanta, come utilizzare l'acqua e' evidentemente una cosa importante !
“La morte risiede nell’intestino” cosi' insegnavano gli antichi medici, quelli moderni, legati ai farmaci....se lo sono dimenticato......
L'Idrocolonterapia puo' essere effettuata in 2 modi:
- per via Orale bevendo una speciale acqua dinamizzata e magnetizzata dal corpo della persona stessa, a bassa densita', basso residuo di minerali e bevuta calda, secondo una tecnica messa a punto dall'autore di questo trattato = AcquaLife°
- per via Anale, con apposite apparecchiature con le quali si infila nell'ano dell'acqua.

vedi Idrocolonterapia  +  Acqua in bocca + Memoria dell'acqua
Misuratore di densita’ dell’acqua: http://www.liceofoscarini.it/fisica94/hope.html

Metodi scientificamente attendibili e funzionanti per addolcire l'acqua:
- addolcitori a scambio ionico
- osmosi inversa
- elettrodialisi
- distillazione
- addolcitori chimici vari

Il primo è l'unico metodo che permette di addolcire l'acqua, senza renderla completamente deionizzata.
Ci sono altri sistemi chimici ma vengono usati per le industrie, anche perché non idonei all'uso potabile.

Acqua "distillata"
Riportiamo qui di seguito un commento dell’igienista australiano Ross Horne, preso dal suo ottimo volume "The Health Revolution", che è diventato un classico del settore igienistico.

Nonostante le pressanti pubblicità sulle acque minerali in bottiglia, non esistono prove che le acque in commercio siano decisamente migliori delle acque del rubinetto, se non per il fatto che queste ultime contengono spesso il cloro (distrugge anche la flora batterica autoctona) od il fluoro, aggiunti dalle autorità per "motivi di sicurezza microbiologica" e perche' costa poco rispetto ad altre tecniche piu' salubri, ma leggermente piu' costose.
D’altra parte esistono prove certe che alcune acque minerali contengono alti ed indesiderabili livelli di sodio capaci di causare seri disturbi.
Quanto invece alle acque distillate, alle acque pure della pioggia, oppure alle acque che stanno nella frutta e nelle verdure crude, sappiamo che si tratta di acque ideali per le funzioni del corpo umano, perché sono in grado di rendere solubili ed eliminabili i sali minerali ivi e maldepositati, per cui diventano benefiche come liquidi ripulitori del corpo umano.

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Monossido di diidrogeno (nome scientifico della comune acqua)
Scoperto l'Elisir di Lunga Vita: Un bicchiere d'acqua con aggiunta di Idrogeno
!

Forse aveva proprio ragione Nanni Moretti, al termine del suo film "Caro Diario", quando, dopo l'incubo descritto nel terzo episodio del film - l'odissea tra medici e ospedali per curare una malattia rara - si concede davanti alla cinepresa un bel bicchiere d'acqua come toccasana per ogni male.
Adesso una conferma arriva dalla comunità scientifica, e vi consiglio di leggere con attenzione l'articolo qui sotto riportato oggi dalla sezione SCIENZE de La Stampa on line :
www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/hrubrica.asp?ID_blog=38

È il sogno di scienziati, alchimisti e maghi da millenni. Oggi forse qualcosa di simile all'«Elisir di lunga vita» è stato scoperto, ed è una sorpresa. Non pozioni o pillole magiche, ma un bicchier d'acqua.
Per l'esattezza, acqua arricchita con una rara forma di idrogeno, che potrebbe allungare la vita di chi la beve addirittura di dieci anni. Non è la scoperta di un mitomane, ma la teoria di uno scienziato stimato come Mickhail Schepinov, ex professore all'Oxford University, il cui studio è stato pubblicato dalla rivista New Scientists. Una cosa seria, insomma: secondo lo scienziato, l'idrogeno dovrebbe essere usato anche per «arricchire» gli alimenti, come la bistecca e uova, con l'idrogeno, per allungarsi la vita.

La teoria è semplice: il deuterio, un'isotopo dell'idrogeno, impiegato massicciamente è in grado di difendere i tessuti e le cellule del corpo dai radicali liberi, sostanze chimiche pericolose prodotte quando il cibo è trasformato in energia, e corresponsabili del cancro, l'Alzheimer, il Parkinson e l'invecchiamento in sè. Il deuterio, secondo Shchepinov, «appesantisce» la materia, rafforza i legami tra e intorno alle cellule del corpo, rendendole meno vulnerabili agli attacchi.
In particolare l'acqua arricchita con Deuterio, che è due volte più pesante del normale idrogeno, ha già dimostrato di essere un efficace elisir nei vermi, che hanno visto allungarsi la vita di dieci anni, e dei moscerini, vissuti addirittura fino al 30% in più.
La comunità scientifica accoglie incuriosita questa teoria: «Ho sentito molte idee folli su come allungare la vita - spiega il Dr Judith Campisi, del Buck Institute for Age Research in California – ma da questa sono incuriosito».

Deuterio: elisir di lunga vita ?
Per secoli l'uomo ha cercato il segreto di una lunga e sana vita. E per secoli, sembra che lo abbia cercato nel posto sbagliato. Dimenticate esotiche pillole e pozioni, la chiave per prolungare la vita potrebbe essere semplice come un bicchiere d'acqua.
Una notizia apparsa sul sito di New Scientist riporta la teoria di Mikhail Shchepinov, biochimico russo che ha originariamente studiato presso la Oxford University, egli ritiene che l'acqua contenente una rara forma di idrogeno chiamato deuterio potrebbe aggiungere fino a dieci anni sull'aspettativa di vita di una persona.
Il deuterio, un isotopo dell’idrogeno già conosciuto per le sue capacità di difendere le cellule dall’azione dei radicali liberi, rafforzando i legami tra e intorno alle cellule del corpo e rendendole meno vulnerabili agli attacchi, potrebbe aumentare la vita umana di 10 anni. La teoria è stata sperimentata su alcuni vermi, che hanno visto allungarsi la vita di dieci anni, nonché nei moscerini, la cui vita si è allungata del 30%.
Tuttavia, non tutti gli scienziati sono convinti dalla ricerca. Tom Kirkwood, un ricercatore presso la Newcastle University, ha detto al Daily Mail che, anche se la teoria del dottor Shchepinov è interessante, 'la storia nel settore è ingombra di ipotesi che sono solo parzialmente supportate da dati'.
Lo studio di Shchepinov ha catturato già a partire dal 2007 l'attenzione del bio-gerontologo Aubrey de Gray fondatore della Methuselah Foundation, il quale pubblicò lo studio nella rivista Rejuvenation Research (qui è possibile leggerne un breve estratto).
Shchepinov portò poi le sue teorie ad un pubblico più ampio, compresi imprenditori di successo nel campo delle biotecnologie come Charles Cantor e Robert Molinari. Impressionati dalle sue idee sugli isotopi, essi stanno facendo squadra con Shchepinov al fine di istituire una società denominata Retrotope, con de Gray come consulente scientifico.
By David - Tratto da: beyond-human.blogspot.com/2008/11/deuterio-elisir-di-lunga-vita.html

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RAPPORTO MINISTERIALE sull'
INQUINAMENTO delle ACQUE Italiane contaminate da Pesticidi
By ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - Monitoraggio nazionale dei pesticidi.
Il rapporto è stato predisposto dall’ISPRA sulla base delle informazioni trasmesse da Regioni e Province autonome che attraverso le Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente hanno effettuato le indagini sul territorio.
Punti di campionamento e 9.531 campioni; sono state cercate 300 sostanze, per un totale di435.864 determinazioni analitiche. Nelle acque superficiali sono stati trovati residui di pesticidi in 518 punti di monitoraggio,che rappresentano il 47,9% del totale, nel 31,7% dei casi con concentrazioni superiori ai limiti di legge previsti per le acque potabili 6.
Nelle acque sotterranee sono risultati contaminati 556 punti di monitoraggio, che rappresentano il 27,0% del totale, nel 15,5% dei casi con concentrazioni superiori ai limiti. Le sostanze rilevate complessivamente sono 118, con una presenza maggiore nelle acque superficiali dove ne sono state trovate 95, mentre in quelle sotterranee ne sono state rinvenute 70.
Tutte le tipologie di sostanze sono presenti nelle acque, ma sono gli erbicidi e i relativi metaboliti le sostanze più largamente rinvenute, 86,7% delle 6.503 misure positive totali sono infatti erbicidi.
La cosa si spiega sia con le modalità di utilizzo, che può avvenire direttamente al suolo, sia con il periodo dei trattamenti, in genere concomitante con le precipitazioni meteorologiche che più intense, che attraverso il ruscellamento e l’infiltrazione ne determinano un trasporto più rapido nei corpi idrici superficiali e sotterranei"


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Acqua contaminata e colon irritabile
Lo dice la ricerca: circa 1 paziente su 3 colpito da infezione intestinale batterica può presentare, a distanza di anni, una sindrome del colon irritabile Fa rigirare nel letto senza pace, a volte anche in piena notte, impedisce di concentrarsi sullo studio e sul lavoro, può provocare fastidi periodici o, peggio, continui, fino a rendere le giornate insopportabili. E’ il mal di pancia: un’espressione generica dietro la quale, in realtà, si nascondono molteplici disturbi.
Uno di questi prende il nome di sindrome dell’intestino irritabile ed è diffusissimo soprattutto tra le donne (ad influire potrebbero essere alcuni fattori ormonali).
Non si tratta di una vera e propria malattia ma di un insieme di disturbi concentrati a livello del basso intestino, nella zona del colon. Qui, per una serie di cause ancora poco chiare (ma con sicurezza possiamo affermare che fattori di disagio come stress, ansia, alimentazione o abitudini di vita poco sane hanno la loro buona parte di colpa…), i muscoli dell’intestino non si contraggono a ritmo coordinato. Il risultato è che gli alimenti ingeriti vengono spinti più rapidamente del dovuto attraverso le anse, causando gas, rigonfiamento e diarrea. In altri casi, invece, accade il contrario: il passaggio del cibo ritarda e le feci diventano dure e asciutte. Ecco dunque dolore e stitichezza.
Uno studio molto recente ha suggerito un legame importante tra le forme di gastroenterite acuta infettiva e lo sviluppo, a distanza di tempo, di colon irritabile.
Nel 2000, in un piccolo paese del Canada, si verificò un’epidemia di gastroenterite batterica dovuta alla contaminazione delle falde acquifere da parte degli scarichi industriali. Dopo un periodo di 2-3 anni il 10% degli abitanti che non avevano accusato una sindrome gastroenterica acuta accusava dei sintomi tipici del colon irritabile mentre la percentuale saliva al 28%-34% negli abitanti che avevano avuto una gastroenterite acuta. Ad esserne maggiormente colpiti i giovani e le donne.
In tutte le situazioni di gonfiore, dolore e irregolarità nell’evacuazione è bene non rassegnarsi e, anzi, trovare la soluzione più giusta per ritrovare il naturale benessere dell’intestino, grazie all’azione combinata di fibre solubili, fermenti lattici e vitamine.
I lassativi sono più spesso dannosi che utili ! E in conclusione, un piccolo stratagemma per cominciare a ritrovare la regolarità di corpo: un cucchiaino d’olio prima dei pasti. E’ un toccasana soprattutto per chi predilige una dieta ricca di carboidrati e proteine e povera di grassi. In questi casi, un cucchiaino di olio d’oliva formerà maggior nutrimento per i batteri intestinali, da cui dipende la produzione delle feci.
Tratto da: http://www.farmasalute.it  


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Il rischio di sviluppare un cancro nelle persone che bevono acqua con Cloro è maggiore del 93% rispetto alle persone che bevono acqua senza cloro” afferma il Consiglio Statunitense per la Qualità Ambientale (U.S Council of Environment Quality).
Il cloro presente nell'acqua del rubinetto aumenta la percentuale di ammalarsi di cancro, infarto, arteriosclerosi, colesterolo.
E' quanto affermano recenti studi medici.
Sentiamo spesso che l'acqua del rubinetto di casa è buona, che è controllatissima, ma nessuno parla mai del problema legato alla presenza del cloro. Eppure ci sono studi che evidenziano una pericolosissima correlazione tra presenza di cloro nell'acqua potabile e malattie come cancro, arteriosclerosi, colesterolo, infarto.
Il cloro viene utilizzato come disinfettante per l'acqua potabile a partire dal 1800. Tra le diverse possibilità, il cloro è stato scelto come disinfettante dell'acqua potabile non perché sia il più sicuro o il più efficace, ma perché è il più economico.
Cloro nell'acqua potabile, trialometani e cancro
Quando il cloro viene aggiunto all'acqua, esso si combina con i minerali presenti nell'acqua e forma sottoprodotti del cloro detti Trialometani (THM), che scatenano la produzione di radicali liberi nel corpo, causando danni cellulari e svolgendo un'azione cancerogena.
“I trialometani nell'acqua, anche se in concentrazioni molto basse, sono la causa scatenante della maggior parte dei tumori negli Stati Uniti” (The Environmental Defense Fund).

Il cancro al seno, che colpisce una donna su otto negli Stati Uniti, è stato recentemente messo in relazione alla concentrazione di cloro nei tessuti del seno.

Una ricerca fatta in questo senso dal Hartford Connecticut ha dimostrato che “le donne con il cancro al seno hanno livelli di sottoprodotti del cloro più alti della media dal 50% al 60% rispetto a donne senza tumore al seno”.
“Siamo convinti che ci sia un'associazione tra cancro e cloro presente nell'acqua potabile. Questo è il risultato che si evince dal nostro studio” - Gruppo di ricerca del Wisconsin Medical College
Cloro nell'acqua potabile, arteriosclerosi, infarto, colesterolo
Il Dott. Joseph Price negli anni '60 scrisse il libro Coronaries/Cholesterol/Chlorine in cui affermava che la causa numero uno di arteriosclerosi, attacchi di cuore e molte forme di infarto è il cloro contenuto nell'acqua domestica. Egli provò scientificamente questa sua tesi con esperimenti sui polli: in una popolazione omogenea di polli, ne allevò alcuni con acqua con cloro e altri con acqua senza cloro.
In pochi mesi, i polli che bevevano acqua con cloro presentavano arteriosclerosi, e gli altri no. Inoltre i primi presentavano in generale una salute cagionevole: più malattie, minore vitalità.
Per una ulteriore verifica, egli prese il gruppo che beveva acqua senza cloro e lo divise in due: ad un gruppo diede acqua con cloro e all'altro gruppo acqua senza cloro. I risultati anche in questo caso furono i medesimi.
I suoi studi sono utilizzati ancora oggi dagli allevatori di polli... ma ahi noi non da chi decide come dev'essere l'acqua del nostro rubinetto...

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C’è la tecnologia, ma non la volontà politica per sfruttare meglio l’acqua
1 Settembre 2004 - di Mike Moore* Fonte: Asia News

Hong Kong (AsiaNews) – L’acqua è alla base della vita: costituisce mediamente  il 75% della massa corporea umana e non c’è nulla che possa sostituirla. 
vedi Terreno, Matrice
Ma di tutta l’acqua che c’è sul nostro pianeta, più del 97% è salata e meno del 3% è dolce. 
Di questo 3%, oltretutto, solo uno 0,3% è contenuto in laghi e fiumi, mentre il 69% è racchiuso nelle calotte polari, nei ghiacciai e nelle nevi perenni. Lo 0,9% circa è rappresentato da rifiuti organici. 
La parte rimanente deriva da fonti naturali sotterranee e da acque di suolo.

Dal 1900 il fabbisogno mondiale di acqua si è moltiplicato di 6 volte e la domanda di acqua dolce cresce del doppio rispetto all’aumento della popolazione mondiale, che tra 25 anni passerà dagli attuali 6 miliardi agli 8 miliardi di individui. Grazie alle nuove tecnologie siamo in grado di capire e selezionare i metodi di lavoro più avanzati e i migliori sistemi di ricerca. Abbiamo anche le capacità per sviluppare al meglio i progetti. Quello che non è possibile fare è guidare la volontà politica perché non freni la creatività nel lavoro. 

La realtà attuale è che ogni anno 23 milioni di persone muoiono per l’utilizzo di acqua non potabile. Tre-quarti delle malattie sono legate alla cattiva igiene e all’uso di acqua non potabile. L’inquinamento derivato dai pesticidi e trasportato dalle acque, accresce i pericoli e aumenta il rischio per gli individui. L’organismo per il cibo e l’agricoltura delle Nazioni Unite riferisce che la quantità di antiparassitari usata da coltivatori di fiori colombiani e frutticoltori brasiliani è 10 volte maggiore del necessario; in Indonesia i pesticidi vengono perduti dalle attrezzature per le irrigazioni delle piantagioni. 
I coltivatori pachistani ne disperdono la metà e inquinano le acque reflue.

Negli anni ’90 i poveri in Sud Africa hanno speso 3 ore ogni giorno a trasportare acqua potabile dalla sorgente alle loro case. In una tipica famiglia della classe media, tra i Paesi membri dell’Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica, le persone possono pagare il fabbisogno giornaliero di acqua con uno o due minuti di lavoro.

Questa è una cattiva notizia; ma qui sta anche la buona notizia. L’accesso all’acqua potabile nei paesi in via di sviluppo è passato dal 30% degli anni ’70 all’80% del 2000. Le ricerche del World Watch Institute mostrano che fino al 90% di acqua potrebbe essere recuperata senza costi aggiuntivi per l’industria.

I 2/3 di acqua dolce vengono utilizzati per le irrigazioni, ma ad oggi meno della metà raggiunge le radici delle piante. Secondo quanto riportato nel suo libro Pillar of sand, Sandra Postel afferma che i sistemi di irrigazione a goccia, utilizzati tanto in paesi ricchi quanto in paesi poveri, hanno avuto esiti positivi, con una riduzione che va dal 30 al 70% degli sprechi, mentre ha accresciuto i campi coltivabili dal 20 al 90%.

Alcuni coltivatori di riso in una zona della Malesia hanno accresciuto del 45% la produttività dell’acqua puntellando i canali e passando dai metodi tradizionali di trapianto, alla semina diretta.

L’efficienza è un’altra parola chiave per la conservazione. Solo i ricchi possono investire nella tecnologia e nella ricerca, come nel caso dell’ingegneria genetica, per produrre raccolti che siano più resistenti al sale e richiedano un minor uso di acqua. Le opposizioni e le resistenze dei ricchi ambientalisti sono segni evidenti di miopia: il contenimento dei costi e l’innovazione garantiscono buoni risultati nelle zone più critiche della terra. 
Più di 50 mila keniani bevono acqua potabile grazie a progetti mirati che hanno portato allo scavo di nuovi pozzi. Il costo del progetto è di 1000 dollari, messi a disposizione dalla società americana Overseas Private Investment Corporation.

*Mike Moore, ex primo ministro della Nuova Zelanda, è stato il primo direttore generale della World Trade Organization (articolo tratto dal South China Morning Post)
Lettura consigliata: - Acqua, come ricavarla dall'aria
Cosi' come in molti altri campi dell'attivita' umana le tecnologie per portare degli effettivi cambiamenti e miglioramenti alla situazione planetaria e dei suoi problemi esistono. Esistono da anni, ne esistono molte, non una soltanto. Il problema e' sempre lo stesso come ben sottolineato dall'articolo di cui sopra: le "alternative" sono spesso facili, economiche, non patentabili e alla portata di tutti. 
La politica di oggi non fa altro che il volere di grandi lobby industriali proteggendo i loro interessi. Questo puo' essere oggi osservato in qualsiasi settore delle attivita' umane, la "scienza medica" in primo luogo. Ndr
Tratto da:http://www.laleva.org/it/


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Standard per l'acqua potabile
L'acqua pura non contiene nulla tranne gli elementi chimici essenziali per l'acqua. L'acqua potabile trasporta solitamente una certa quantità di minerali, che prende dalla sua sorgente, trattamento, immagazzinamento, distribuzione e dalle condizioni delle condutture di distribuzione. Questi minerali ed elementi generalmente si presentano a livelli molto bassi e non comportano rischi significativi per la salute.

Un'ampia varietà di prodotti e composti chimici può trasformarsi in agenti inquinanti per l'acqua freatica se scaricati all'ambiente al di sotto della superficie. Essi sono composti organici e sintetici ed inorganici, come antiparassitari ed altri agenti inquinanti. Poiché i sistemi dell'acqua potabile prendono la loro acqua da sorgenti di acque freatiche e superficiali, una volta che la fonte è contaminata, anche l'acqua potabile può essere contaminata.

La seguente tabella mostra gli agenti inquinanti primari e secondari dell'acqua, divisi in elementi inorganici ed organici.
Per ogni sostanza e' riportato il livello massimo di inquinante (MCL): esso è il carico massimo di inquinante consentito nell'acqua trasportata ad ogni l'utente del sistema idrico pubblico. Si basa sulla ricerca scientifica, che ha concluso che maggiori concentrazioni potrebbero causare problemi di salute per gli esseri umani.

Normativa riguardante la qualita' dell'acqua intesa per il consumo:

Organizzazione Mondiale per la Salute - Clicca qui per gli standards OMS sull'acqua potabile.

L'Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS o WHO, 'World Healt Organisation') ha stabilito alcune linee guida per l'acqua potabile che costituiscono il punto riferimento internazionale per l'eleborazione di standard e per la sicurezza dell'acqua potabile. Le ultime linee guida elaborate da WHO sono quelle concordate a Geneva nel 1993. 

Noterete che non vi sono linee guida per alcuni elementi e sostanze che sono considerati. Ciò avviene perché ci non sono stati studi sufficienti circa gli effetti di tali sostanze sull'organismo e quindi non è possibile definire un limite guida. In altri casi, il motivo per la mancanza di una linea guida è l'impossibilità da parte di quella sostanza di raggiungere una concentrazione pericolosa in acqua, a causa della reliativa insolubilità o la scarsita'.

Unione Europea - Clicca qui per gli standard per l'acqua potabile dell'EU.

L'Unione Europea ha elaborato la Direttiva del Consiglio 98/83/EC sulla qualità dell'acqua destinata a consumo umano, adottata dal Consiglio il 3 novembre 1998. Essa e' stata elaborata rivedendo i valori parametrici della vecchia Direttiva sull'acqua del 1980 e rinforzandoli ove necessario in conformità agli ultimi dati scientifici disponibili (linee guida WHO e Comitato Scientifico di Tossicologia e di Ecotossicologia). Questa nuova Direttiva fornisce una solida base per sia per i consumatori dell'EU che i fornitori di acqua potabile.

Questi sono stati i cambiamenti principali nei valori parametrici: 
- Piombo: La linea guida è stata ridotta da 50 µg/l a 10 µg/l e un periodo di transizione di 15 anni è stato stabilito per permettere la sostituzione dei tubi di distribuzione di piombo. 
- Antiparassitari: I valori per sostanze singole e per gli antiparassitari totali sono stati mantenuti (0.1 µg/l / 0.5 µg/l), e sono stati inoltre introdotti valori supplementari e più rigorosi per determinati antiparassitari (0.03 µg/l)
- Rame: Il valore è stato ridotto da 3 a 2 mg/l. 
- Alcuni nuovi standards sono stati introdotti per i nuovi parametri come i trialometani, il tricloroetene ed il tetracoloroetene, il bromato, l'acrilamide ecc.
Clicca qui per la tabella comparativa degli standards per OMS e EU

Tratto da: http://www.lenntech.com

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ACQUA IONIZZATA
La cura dell'acqua ionizzata (basica od acida) ormai e' utilizzata anche in certi ospedali nel mondo con risultati eclatanti, sconosciuti ai medici allopati che non conoscono la Medicina Naturale.

Essa puo' essere utilizzata a seconda dei casi, sia per via orale, da bere, sia per l'esterno del corpo per le malattie della  pelle(anche per ferite da trauma o da operazioni chirurgiche).

Nel sito qui riportato si possono vedere dei video che illustrano le varie applicazioni dell'acqua ionizzata.
vedi: http://glowing-health.com/alkaline-water/videos-aw.html

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AMBIENTE e SALUTE - On. Scilipoti (IDV):   RISCHIO ACQUA AVVELENATA ?
Italy, Roma, 12/05/2010:  “150 mila tonnellate di erbicidi, insetticidi e altre sostanze chimiche (circa 300) sono assorbite dal suolo. La pioggia li trasporta da questo alle acque superficiali e alle falde acquifere”.
Così l’On. Scilipoti (IDV), in riferimento all’ambiente. “Potenzialmente pericolosi per l’uomo, inquinano gli ecosistemi acquatici e, direttamente (acqua potabile) o indirettamente (attraverso la catena alimentare),  condizionano le situazioni di salute e di ambiente, di tutte le regioni italiane, in generale e di alcune, in particolare (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna)”.
Continua il deputato di Italia dei Valori: “Il rapporto dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) parla chiaro: nelle acque ci sono miscele di sostanze i cui effetti non sono ancora ben conosciuti. In attesa delle risposte che mancano non facciamo salti nel buio: proteggiamo l’ambiente. Per noi e per i nostri figli”.
Conclude l’On. Scilipoti (IDV): “Bisogna ritornare alla filosofia dell’ecologia profonda. La filosofia che spinge l’uomo ad essere ecocentrico e non antropocentrico ”.
 

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Italy - ACQUA INQUINATA da UN RUBINETTO su QUATTRO !
Così titolava il Corriere della Sera del 12 maggio 2009. Una notizia che ci preoccupa ma che ci lascia anche dubbiosi: ma come, ci avevano sempre assicurato che gli acquedotti erano controllati e sicuri.
Non volendo entrare nel merito dell'attendibilità della ricerca chiediamo alle autorità preposte di fare chiarezza e di fare tutti i controlli necessari e di dirci se possiamo continuare a bere tranquilli l'acqua del rubinetto; oppure, se i risultati di questa ricerca fossero confermati, di prendere urgentemente tutti i provvedimenti necessari per garantire a tutta la popolazione acqua pura in ogni casa.

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L'acqua Bene pubblico....viene svenduta ai privati...
Cara Publiacqua SpA   +  Acqua in bocca

Tutto è iniziato l’estate scorsa quando, al ritorno a casa da un’assenza prolungata (4 mesi), mi ritrovo una bolletta che suddivisa per il numero di utenti (4) corrisponde a 10 euro al mese per utente, pur non avendo consumato una goccia di acqua.
Premetto che divido il contatore, e relativa bolletta, con una famiglia vicina, e che trovando eccessive le tariffe, ho iniziato a esaminare attentamente le bollette scoprendo innanzitutto che, lungi dall’essere trasparenti come richiesto per legge, sono oltre modo complesse, tali da risultare illeggibili e da rendere scottante la suddivisione equa delle spese tra vicini.

Scopro che gran parte dell’importo è composto da contributi per “depurazione scarichi civili” e per “servizio fognatura” in funzione dei consumi, il che sembrerebbe lecito se non fosse per quanto segue.

Vi sono anche spese fisse, minime per il momento, ma sicuramente destinate a crescere. E su quattro bollette annue, troppe per un bene come l’acqua, due sono “presuntive” e due in “conguaglio”: dobbiamo “anticipare” i contanti anche per l’acqua…

Poi la tariffa è espressa con 7 decimali, mentre l’importo totale è arrotondato secondo le normali regole della contabilità europea, con due decimali dopo la virgola. Ogni decimale dopo il secondo solleva sospetti di monetarizzazioni sui metodi di arrotondamento.

Per razionalizzare il consumo – questa è la giustificazione – impongono fasce di consumo, il cui sforamento fa raddoppiare la tariffa. Da noi, in Toscana, con Publiacqua SpA, il tetto della prima fascia di consumo è 100 m2 annui.
Scopro quindi una frode sistematica...
... sulle nostre bollette – ma il novanta per cento della gente la scoprirà ? – e cioè che Publiacqua SpA, che dovrebbe moltiplicare la fascia di consumo per il numero di unità abitative servite dal contatore (due nella fattispecie), ha semplicemente omesso di farlo addebitandoci esattamente il doppio, DA ANNI, oltre al fatto che è già una fregatura non moltiplicare la fascia per il numero di utenti invece che per il numero di unità abitative (maggiore il numero di utenti per unità, maggiore la probabilità di sforare il tetto …).

Scopro poi, al call center, che se volessi installare un contatore individuale per non avere più beghe con il vicino (loro sono in tre e mi sforano il tetto della fascia, io da sola), il contatore lo dovrei mettere a mie spese (oltre 400 euro). Insomma: si chiede al cliente del pizzicagnolo di pagare la bilancia o la cassa per fatturargli il prodotto.

Scopro che le informazioni sulle tariffe agevolate sono del tutto inesistenti, e forse anche le agevolazioni stesse, pur essendo previste per legge, mentre per una seconda casa si paga il doppio; anche le altre informazioni obbligatorie sono manchevoli: la qualità delle acque, il tipo di lavori effettuati sulle reti e qualsiasi altra informazione prescritta per legge e attinente al Sistema idrico integrato. Il call center è del tutto inefficiente al riguardo.

Scopro che Publiacqua è una ex municipalizzata, acquisita nel 2006 (fino a più dell’80%) da un’intesa illegale Acea/Suez e che è diventata una scatola vuota dove operano principalmente Suez/Caltagirone/comune di Roma (indebitato), detentore al 51% di Acea SpA.

Scopro che siamo in un paradosso dei paradossi: si fa finta di operare in un “mercato” che funziona come un cartello/monopolio, e in nome del mercato si privatizza un settore per essenza “pubblico”, dandolo a un altro monopolio di Stato, sì, ma francese, mentre ci sarebbero tutti i presupposti per sfuggire alle regole della concorrenza, per l’acqua, e di tenerci la nostra gestione municipale/locale visto che l’Europa prevede numerose salvaguardie di questo servizio pubblico.

Ma i nostri governanti stanno svendendo persino l’oro blu. Dopo il reclamo d’ufficio, quindi, ho continuato scrivendo agli altri.

INTERROGAZIONI ai MINISTRI, RICORSO al GARANTE ed ai SERVIZI della COMMISSIONE EUROPEA
1. Essendo l’erogazione e la distribuzione idrica, soprattutto per uso domestico e per quantitativi minimi, un servizio generale essenziale, mi permetto di richiamare l’attenzione sulla situazione anomala italiana, e in particolare sugli abusi di posizione dominante, sospetti d’intesa restrittiva e/o di monopolio assoluto, e altri abusi, che noi cittadini/utenti dobbiamo subire per via della privatizzazione monopolistica di un servizio così essenziale - che il governo attuale aveva promesso di salvaguardare dalla mercificazione.
Per gli utenti ciò si espleta anche con: l’obbligo di sobbarcarci le spese eventuali d’installazione di un contatore, continui aumenti esponenziali e bollette sempre più ravvicinate (4 volte l’anno invece di una), pagamenti preventivi di consumo e spese fisse, mancanza di trasparenza nelle bollette e nelle informazioni societarie e “attinenti a ogni aspetto del servizio idrico”, compresa la qualità dell’acqua, fasce di consumo che non tengono conto del numero di utenti per unità abitative, per non parlare di abusi di fatturazione come descritto sopra. In breve una situazione di abuso di posizione dominante nei servizi idrici integrati da parte di un ente che dall’iniziale regime di partenariato pubblico-privato sta diventando meramente privato, e ciò per la maggior parte delle regioni del centro Italia.

2. Chiedo ai Signori Ministri se, dovendo già pagare un allaccio alle fognature, anche in assenza di tale allaccio, per coprire le spese di scarico e di bonifica, ciò non costituisca un doppio impiego con il contributo esatto dal Consorzio Bonifica del Chianti, al riguardo del quale mancano le più elementari notizie legali di forma societaria sul sito , e se non sorgano dubbi sulla legittimità della modalità di delegare del tutto a un ente privato (SpA?) – creando un pericoloso precedente - l’esazione diretta di un’imposta?

3. Chiedo ai Signori Ministri e al Garante se ritengano equo che la gestione del nostro servizio idrico e delle nostre acque pubbliche debba andare a una società per azioni interamente controllata da una società (ACEA SpA) quotata in borsa, nella cui struttura azionaria è sempre più prevalente il predominio di Suez, con relativi amministratori, e l’ausilio di fondi bancari (MPS/Caltagirone)? E che risulta nei fatti un guscio svuotato da Suez, come rischia di diventarlo anche Acea SpA (cfr. sotto)?


4. Richiamo l’attenzione dei Ministri e in particolare del Commissario per l’Ambiente che tali società per azioni arrecano danni al nostro territorio, visto che con la scusa dell’interesse pubblico usano e abusano di diritti di prelazione nei confronti di pubblico e privato, svuotano bacini e riducono nel territorio i ruscelli per pompare l’acqua con dighe e altro. In questa depredazione esse hanno reso complici gli enti locali che, trasformati in normali utenti/consumatori di energia e di acqua dal presente governo (Bersani), con le casse svuotate per via della pseudo riforma federalista del governo precedente, divenuti soggetti a tutti gli effetti suscettibili d’insolvibilità come qualsiasi azienda o privato, e in ciò aiutati dagli strumenti derivati ideati a Londra e venduti ai nostri enti locali con una frode deliberata, si associano a queste SpA e, permeandosi della logica delle stesse, accantonano completamente il fine di utilità pubblica. Tale fatto, riscontrabile in un servizio così essenziale, è gravissimo e lesivo della sicurezza pubblica nazionale.

5. Richiamo l’attenzione dei Ministri e dei Commissari sul fatto che, con l’aiuto delle autorità comunali, e la scusa di condurre un censimento sulle sorgenti e i pozzi dei proprietari non allacciati alla rete idrica, impongono ai proprietari di apporre un contatore per addebitare il consumo di acqua, presunto e retroattivamente su otto anni addietro, nonostante tali pozzi e impianti siano stati effettuati a nostre spese; e ciò a vantaggio di una multinazionale francese, Suez – che a breve si fonderà per incorporazione in GDF, dello Stato francese. Tale contributo sarebbe normale, e accettabile, se andasse completamente a un ente di Stato per tornare alla collettività in forma d’investimenti, secondo quanto previsto dalla legge, ma ciò non succede, perché gli investimenti, inesistenti nella fattispecie, vanno a gravare sempre sulle tariffe agli utenti, già aumentate in modo esponenziale (dal 30% al 300% a Latina).

6. Chiedo anche se non sia abusivo chiudere l’erogazione idrica, come fa regolarmente Publiacqua SpA, in caso di morosità nel pagamento delle bollette. Non è l’acqua un bene essenziale inderogabile da non considerare una merce e quindi non sottoponibile a interruzione del servizio, ai sensi dei principi di universalità e di continuità del servizio, sanciti dall’UE (e dalla nostra Costituzione)?

7. Chiedo anche ai servizi della Commissione se sia legittimo, ai sensi delle norme di contabilità europee, applicare tariffe con sette decimali dopo la virgola ma il prezzo finale, correttamente, con due decimali, arrotondati.

8. Inoltre, la qualità dell’acqua è sempre più dura e scadente al punto da arrecare danni alle caldaie che vanno controllate e pulite ogni sei mesi e l’acqua è imbevibile. Tale situazione si verifica a causa di un altro mercato fiorente, quello delle acque oligominerali in bottiglia, vergognosamente regalate in concessioni alle solite multinazionali come Veolia/Vivendi, Nestlé e Danone, che hanno tendenza a fare cartello - vedi: Acqua in bocca - in dieci anni, nel paese più ricco di acque minerali al mondo, la varietà di oligominerali è calata drasticamente dagli scaffali, e per di più viene proposta tutta in bottiglie di plastica, grazie al cartello vetro/plastica in Europa tra O-I Manufacturing, Ardagh Glass e Saint-Gobain che con il 95% del mercato è sospettato d’intesa per avere limitato del 10% la quantità di vetro sul mercato, favorendo una situazione di monopolio per una unica marca in bottiglia di vetro, diversa per ogni regione. Dal rubinetto di casa alla bottiglia del negozio: gli stessi enti, gli stessi cartelli. Di nuovo si prefigurano casi di abuso di posizione dominante, e sorprende il fatto che il Garante/Commissione non abbiano agito per frenare e sanzionare l’insorgere di tale situazione.

9. Sempre in tema di oligominerali, ne approfitto per chiedere ai Commissari, ai Ministri e al Garante se sia legale e legittimo apporre il brevetto ®, da parte della multinazionale svizzera Nestlé sulla marca di acqua San Pellegrino, e altre, nome toponimico geografico italiano oltre che di una fonte e acqua termale data in (Gentile) concessione a Nestlé.

10. Infine sollevo il punto delicato delle informazioni societarie al pubblico che sul sito di Publiacqua SpA sono troppo vaghe per essere vere, mentre sono irreperibili un quarto degli azionisti di Acea SpA. Alla Consob mi fanno sapere che le controllate da società quotate in borsa non hanno tale obbligo d’informazione e chiedo: ritengono normale che tale obbligo non sia vincolante per le società controllate nei servizi pubblici come Publiacqua SpA? Segnalo al riguardo che Publiacqua SpA, appare come valore finanziario con un margine operativo lordo di parecchi milioni di euro nei bilanci della controllante, e che il valore di Acea SpA – e di Suez - è anche composto, per la piazza, dal valore non trascurabile, di Publiacqua SpA (e le altre).

11. Poi, segnalo ai Ministri, e al Garante che al momento dell’aumento di capitale sottoscritto dalla stessa società veicolo (Acque Blu Fiorentine SpA), nel 2006, unica in lizza alla gara per l’acquisizione del 40% di Publiacqua SpA e composta dalla capofila Acea SpA+Suez e altri fondi, non risulta alla sottoscritta che sia stata offerta in sottoscrizione agli utenti la quota del 10%, come previsto per legge .

12. Chiedo anche al Garante/Commissione europea di controllare la situazione di abuso dominante e/o intesa, e situazione di monopolio, conflitti di interessi e incroci azionari, imposti da Suez per penetrare e dominare “il mercato” dell’erogazione idrica in Italia. Secondo un dirigente Suez bisogna “evangelizzare il mercato e continuare a formare uomini in attesa di queste evoluzioni; posizionarci sul mercato rispondendo con ACEA a qualche bando di gara geograficamente ben distribuito per avvalerci di futuri raggruppamenti di ATO nella penisola”.
* infatti Acea SpA ha assunto, nel 2006, il controllo (oltre l’80%) di Publiacqua SpA con una società vettore Acque Blu Fiorentine SpA, partecipata da Acea SpA per il 68,5%, per il 22,95% da Suez Environnement, per l’8% da MPS e per lo 0,0002% da ente o persone ignote: a chi appartiene il restante 0,0002% nella società veicolo Acque Blu Fiorentine SpA per il bando di gara che ha vinto dell’acquisizione del 40% di Publiacqua SpA? Non è obbligatoria tale informazione trattandosi di un bando pubblico e di servizio generale essenziale?
* Poi, considerando che Acea SpA è partecipata a sua volta, da Caltagirone con Fincal (2,958) e che lo stesso Caltagirone (Gaetano Francesco) è vice presidente del Gruppo MPS nonché azionista dello stesso per il 4,7%;
* considerando che Acea ed Electrabel, filiale di Suez, hanno peraltro una impresa comune – Aceaelectrabel – nello stesso settore e che Suez SA è anche proprietaria della concessione di Acque Toscane SpA (con il monopolio delle terme di Montecatini Terme, Fiesole e Ponte Buggianese ATO3/2 ) e di Nuove Acque SpA (per la concessione dei servizi idrici del Casentino, della Tiberina, dell’Aretino, della Val di Chiana e del Senese, ATO4); che Suez-Acea ha anche acquisito il 45% di Acque SpA (ATO2 Basso Valdarno) e del 40% di Acquedotto del Fiore SpA per (ATO6-Ombrone);
* considerando che Suez SA è anche azionista di Acea SpA (con Ondeo, Electrabel e Electrabel Italia) dell’ordine dell’9,899%, e che il presidente di Acea Spa Fabiano Fabiani è anche amministratore di Suez, l’amministratore delegato di Suez Chaussade, è amministratore di Acea SpA e il presidente di Suez è nel contempo amministratore di Saint-Gobain e revisore di Axa, detentrice di una quota nel Gruppo Monte dei Paschi;
* che Acea SpA è composta anche dal 51% dal Comune di Roma, e che Aceaelectrabel ha contratto 380 milioni di debiti nei confronti di Suez nel solo anno 2006;
* visto che Gaz de France e Suez, due società per azioni di diritto francese di cui la prima a partecipazione maggioritaria statale, e il cui statuto contempla il divieto di far scendere tale partecipazione a meno del 70%, stanno operando una fusione in un unico ente GDF-Suez;
Chiedo se non si configuri per il futuro un caso di concentrazione di potere e di abuso di posizione dominante, da parte di Suez-GDF/Acea, con l’ausilio di fondi Caltagirone/MPS, Schroder/Pictet, ma anche di Suez-GDF nei confronti di Acea, che rischia di essere comperata, incluso il Comune di Roma, sommerso appositamente dai debiti, (cfr. finanziamento da Suez ad Acea sopra) dall’ibrido multinazionale di Stato francese GDF-Suez?
Chiedo anche di chiarire l’anomalia che si profila di una gestione idrica “pubblico/privato” monopolizzata da un colosso privato, GDF/Suez, di diritto francese, e di appartenenza dello Stato francese.
E di risolvere la situazione del tutto sbilanciata in cui si sta delineando un polo multi utilities integrato (servizi idrici e scarichi, rifiuti, inceneritori, biomasse, energia) sempre di più in mano a un manipolo di multinazionali di Stato francese GDF-Suez ed EDF (con Edison) operanti in un monopolio di Stato (estero) in un mercato completamente ed erroneamente liberalizzato per servizi d’interesse generale e strategici come l’acqua e i rifiuti, il gas e l’elettricità.

13. Vorrei sottolineare ai servizi della Commissione che in Italia abbiamo la netta sensazione che essa abbia due pesi e due misure nel trattare casi di abusi o concentrazioni a seconda dei paesi, poiché i fatti stanno a dimostrare che in Francia i colossi a maggioranza statale ma non solo, in settori di attività che si accavallano, si possono sposare “incestuosamente” e impunemente tra loro mentre allorquando si tratta dei nostri nani, Commissione/Francia infieriscono -
vedi:
www.europa.eu.int/news/index_en.htm -, prova ne sia che la Commissione non ha penalizzato Suez per gli ostacoli alla concorrenza che ha frapposto all’OPA, amichevole, dell’Enel su Electrabel.

14. Inoltre, segnalo che Acea SpA è partecipata da due fondi esteri Schroder e Pictet, rispettivamente per quasi il 10% e il 4%, le cui informazioni proprietarie sono del tutto irreperibili e vorrei sapere se ciò non sia contrario alle prescrizioni in materia di trasparenza delle informazioni relative ai servizi pubblici.

15. In seguito, faccio noto ai Ministri, al governo e al Garante che, se essi desiderano come promesso nel programma di governo, e più volte ripetuto, salvaguardare la risorsa idrica dalla mercificazione, sarebbe d’uopo, oltre alla benvenuta moratoria vigente in materia di privatizzazione dell’acqua, riunire le competenze attinenti ai servizi idrici sotto un unico Dicastero/Ministero; e abrogare la legislazione laddove specifica la possibilità di attribuire la concessione dei SII a un ente privato o rende più difficoltosa tale gestione “in house” da parte degli enti locali.

16. Inoltre comunico ai Ministri e alla Presidenza ma anche alla Commissione che di due cose l’una: o i nostri politici ci hanno raccontato menzogne per anni imponendoci le privatizzazioni dei servizi d’interesse generale, “a causa” o “grazie” all’Europa, o la Commissione, come detto sopra, applica due pesi e due misure. O l’Italia capisce e interpreta male gli atti europei, o lo fa la Francia…E infatti da fonti della Commissione sarebbe fallace la versione che l‘Europa costringa a privatizzare interi comparti pubblici come si è fatto e si continua a fare in Italia, essendo la posizione “ufficiale” della Commissione “neutra” al riguardo. Addirittura al gabinetto del Mercato interno della Commissione europea mi fanno sapere – un francese! – che se la Francia volesse rinazionalizzare tutti i suoi servizi pubblici niente glielo vieterebbe, ai sensi dell’articolo 295 del Trattato UE che “lascia del tutto impregiudicato il regime di proprietà esistente negli Stati membri”.

Per l’acqua, poi, la Commissione si esprime nel Libro bianco del 2004 con la nozione di servizio di interesse generale ed escludendo tale servizio dal divieto di gestirlo con un “operatore già consolidato e integrato verticalmente sul mercato con un diritto esclusivo di fornitura dei servizi” poiché, pur essendo vietato per le industrie di rete, “il divieto non riguarda le acque, gli autobus, le metropolitane, le ferrovie leggere e alcuni settori delle industrie dell'elettricità, del gas e dei servizi postali.”. Inoltre, il Parlamento europeo si era, lo stesso anno, pronunciato “nettamente contro la liberalizzazione della fornitura d'acqua” e lo stesso governo, nonostante avesse promesso di non mercificare l’acqua, ha continuato a farlo, ferma restando la moratoria di due mesi fa.

17. Faccio noto al governo e ai ministri, che alla luce del divieto di nuovi affidamenti dei servizi idrici a soggetti privati di quest’anno (moratoria), sarebbe auspicabile prendere atto degli elementi sopra per la riforma organica del settore con il previsto decreto correttivo del Codice dell’ambiente e, visto che tale moratoria sulla privatizzazione è valida anche per le procedure di affidamento in corso, chiedo al Garante e ai Ministri che cosa intendano fare con il predominio Suez in Toscana e Lazio ed Emilia Romagna, l’impresa comune Aceaelectrabel, e l’acquisizione del 40% di Publiacqua da parte di Acea/Suez nel 2006, avvenuta obiettivamente in violazione di qualsiasi legge della concorrenza e che Acea/Suez considerano definitiva. Intendono annullarla?

Se la Commissione alla Concorrenza lo facesse, in collegamento con il Garante italiano, sarebbe una soddisfazione enorme per i consumatori europei. Ma la sfiducia nell’Europa è tale, senza parlare di quella per le nostre autorità, che sarebbe troppo bello per essere vero. Ciononostante, mi sono presa la pena di scrivere, anche a nome di chi considero di potere rappresentare attorno a me, e sono tanti.

Concludo questa mia, rendendomi conto solo ora – a dimostrazione di quanto il nostro sistema informativo sia difettoso, tra rimbambimenti di omicidi a feuilleton e battibecchi tra i politici – che mi è “sfuggita” la notizia, del 30 novembre scorso, della decisione del Garante circa l’intesa Acea/Suez. Essa non figurava, neanche il 20 dicembre scorso, sul sito del Garante. E ad ogni modo tale decisione risponde solo a uno dei quesiti sopra.

Una multa (rispettivamente 8.300.000 euro e a 3.000.000 euro ad Acea e a Suez), un colosso come Suez se la può permettere, la parte italiana forse un po’ meno ma a questo punto si può prevedere il seguito: Acea si indebiterà ancora di più e finirà per essere “ceduta” a Suez. A quel punto Suez controllerà anche il sistema idrico di Toscana, Emilia Romagna e Lazio, con l’eccezione esplicita e formale di Roma. Qualche indebitamento più in là avranno in pugno anche Roma, visto che un dirigente di Suez Environnement scrivono:
“Abbiamo proposto un’alleanza con ACEA che potrebbe evolversi in un’acquisizione di partecipazioni nella società romana, nel momento in cui il Comune decidesse di ridurre la sua partecipazione al di sotto del 51%”.

E se il Garante riconosce nella sua decisione l’esistenza di una intesa restrittiva della concorrenza anche per il conseguimento della gara per l’acquisizione del 40% di Publiacqua, è triste osservare che mai annulla tali transazioni economiche, a costo di danneggiare tutta la società o di minacciare la nostra sicurezza pubblica e la nostra sopravvivenza, concedendo le nostre risorse idriche in toto ad Acea e poi a Gdf-Suez in numerose regioni del Centro Italia, e del Nord Italia.

La “punizione” del Garante assomiglia più che altro ad una sgridatina a un monello sì indisciplinato, ma dotato, con tanto di richiesta paternale di promettere per il futuro un comportamento corretto . Niente mai è richiesto a queste multinazionali, o alla magistratura, per “annullare” decisioni o transazioni illegali e deleterie per milioni di utenti dell’acqua e per la nostra sicurezza nazionale. E pagare una multa, lo faranno più che volentieri se è il prezzo da pagare per vivere di rendita sulla nostra acqua per i prossimi vent’anni o cent’anni – mastodonti dalla vista lunghissima.

E poi la multa la scaricheranno sulle nostre bollette e ricupereranno rapidamente gli “utili” visto che, secondo le loro stesse parole (2002) l’Italia “è il mercato municipale dell’acqua e della purificazione con il maggior potenziale di sviluppo per Suez all’interno dell’Unione Europea nei prossimi anni in quanto: l’intervento del privato è indotto dalla legislazione (legge Galli); le dimensioni del mercato cresceranno grazie ai futuri aumenti di tariffa”. La nostra acqua un ghiotto mercato. E noi dovremo continuare a sopportare abusi e soprusi.

A cosa sarà servito l’intervento del Garante ? A niente. Se il Garante non può fare di più, allora non sarebbe il caso di potenziargli i poteri ? E di rinazionalizzare la nostra acqua ?
In attesa di un Loro Gentile riscontro,
Nicoletta Forcheri

Le note all'articolo sono momentaneamente saltate, per problemi di formattazione. Verranno aggiunte in seguito.
By Nicoletta Forcheri 5/1/2008
Tratto da:
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2350

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Vittoria dei cittadini contro i potentati economici ! - Questa notizia, seppur "locale" assume una rilevanza nazionale in quanto rappresenta un "pericolo" (per i potentati economici) precedente.
Una vittoria dei cittadini e dei loro interessi...

Condividiamo l'entusiasmo del Forum e diffondiamo integralmente il loro comunicato (censurato da tutti i media anche locali)
26 giugno 2010 - Redazione Rees Marche - Fonte: Good news - InformaLocale - Il Bel Paese - 16 giugno 2010

Approvata anche in Provincia la delibera d’iniziativa popolare per l’Acqua Pubblica
Due vittorie azzurre come l'acqua, anche prima del mondiale.

L'8 febbraio, subito dopo il voto favorevole del Consiglio comunale di Torino sulla delibera di iniziativa popolare che modificava lo Statuto della Città, abbiamo espresso e motivato la nostra "moderata soddisfazione" per quel risultato.

Oggi, dopo l'approvazione il 1 giugno anche da parte del Consiglio provinciale della modifica dello Statuto, possiamo senza tema affermare che questo secondo risultato, e ancor più il quadro complessivo che si viene a creare, costituiscono atti di grande importanza nel percorso di riappropriazione sul senso e sulle scelte da compiere in merito all'acqua e a tutti i beni comuni.
Anche la delibera di iniziativa popolare per la Provincia è stata approvata dal Consiglio con alcuni emendamenti. Prima di entrare nel merito occorre, però, dare una valutazione generale sull'intera vicenda e sul suo esito.
Per la prima volta in Italia una grande Provincia afferma, nel proprio Statuto, che l'acqua è un bene comune, che il servizio idrico è privo di rilevanza economica e deve essere gestito esclusivamente da enti o aziende interamente pubblici, senza alcun fine di lucro ma col vincolo di reinvestire gli attivi della gestione nel servizio stesso.

Si afferma, in sostanza, che l'acqua NON è una merce e si declina questo concetto con affermazioni chiare e vincolanti.

Questi principi sono stati affermati grazie all'iniziativa dei cittadini, senza nessun appoggio di potentati politici, economici o mediatici.
La volontà di trasformare l'acqua in un lucroso business rimane ampia e forte nel mondo economico, politico e, di conseguenza, in quello mediatico.
Non è sicuramente un caso che anche stavolta "La Stampa", "La Repubblica" (nelle loro pagine locali) e il TG3 regionale abbiano osservato, con granitica unanimità, un assordante silenzio.

Evidentemente pesano di più gli interessi di qualche azionista dei grandi giornali rispetto al diritto dei cittadini a essere informati e al dovere di cronaca, valori che in questi giorni sono - giustamente- così rivendicati dai giornalisti stessi, di fronte alla legge "bavaglio" in discussione in Parlamento...

Eppure oggi, con le modifiche dei due Statuti dei principali Enti locali del territorio torinese, il progetto di privatizzazione dell'acqua dei torinesi, che aveva come principale sponsor il sindaco di Torino Chiamparino, appare cosa vecchia e ci auguriamo che, come vuole il rispetto delle regole democratiche, esso venga definitivamente accantonato.

Questa volta cittadini organizzati, il cui numero aumenta ogni giorno mentre firmano il referendum per l'Acqua Pubblica, vicino ormai a un milione di sottoscrizioni, hanno avuto più peso dei potentati economici !
Come valutazione politica, va osservato che la Maggioranza del Consiglio Provinciale che sostiene il Presidente Saitta (cui si è unito un Consigliere di opposizione) ha non solo confermato, ma rafforzato, quanto già fatto dalla Maggioranza del Consiglio Comunale; ciò è avvenuto superando anche, con coraggio e coerenza, un parere negativo di uffici "tecnici" che non si erano fatti molti scrupoli a stravolgere la realtà del quadro normativo comunitario e nazionale, pur di ammantare i proclami ideologici neoliberisti di presunta oggettività giuridica.

Ci rammarichiamo che il voto finale non sia stato unanime in quanto su un punto essenziale, quello della gestione pubblica dell'acqua, l'UdC si è dichiarata contraria con un distinguo da noi già definito incomprensibile.I gruppi di centrodestra che hanno dato una valutazione negativa della nostra proposta, prendendo anche a pretesto il citato parere degli uffici, si sono o assentati o non hanno partecipato al voto; se va riconosciuto il fatto di non aver voluto votar contro l'iniziativa popolare, forse un po' di riflessione in più avrebbe fatto loro capire che avevano un'occasione unica per lanciare un segnale politico proveniente dai territori alle loro segreterie, così lontane dalla realtà quotidiana.
Il perché della soddisfazione, ma con alcune precisazioni

Pensiamo quindi di poter salutare come importantissima questa scelta politica, che ci auguriamo altre Province, a partire da quelle piemontesi, vogliano presto fare propria. Oggi che all'incertezza del quadro normativo si è aggiunta l'abolizione delle Autorità d'Ambito, le Province sono le più probabili candidate ad assumere il ruolo dell'Ente affidatario. Giusto o meno che sia un esito di questo genere, siamo lieti di aver operato, con lungimiranza, anche su questo fronte e continuiamo a esortare il movimento per l'acqua a seguirci con più decisione su questa strada.

Inoltre, la conseguenza di aver dichiarato la non rilevanza economica del Servizio, consente di affermare che secondo la Provincia di Torino, che ha applicato i poteri concessi dalla Costituzione e dal diritto europeo, il decreto "Ronchi", sebbene ancora in vigore, non si applica al servizio idrico nell'ATO3 Torinese, che non soggiace quindi alle scadenze temporali previste dal decreto.

Rimangono alcuni dispiaceri che è necessario evidenziare.

Non si è esplicitato il principio della inseparabilità tra rete e servizio.

Questa separazione, del tutto irrazionale e anti-industriale, nei servizi a rete, serve spesso come "cavallo di Troia" per privatizzare (previo "spezzatino") i monopoli naturali.
Va però precisato che a differenza del Comune, la delibera provinciale contiene comunque il principio della gestione anche della rete mediante soggetti pubblici.

Non è stato deciso di garantire il quantitativo minimo vitale gratuito come diritto inalienabile della persona.

Non solo si è persa l'opportunità di gettare un ponte ideale, per unire la provincia di Torino a quelle realtà per cui l'assenza del quantitativo minimo è la lesione costante di un fondamentale diritto umano. Ma non si è voluto riconoscere che anche da noi in Italia, oggi, le società per azioni che gestiscono l'acqua non esitano a lasciare a secco interi condomini - magari sulla base di bollette "pazze"- e di fronte a questo i cittadini mancano degli strumenti legali per opporsi. Questo è solo un esempio, forse il più terribile, della progressiva sostituzione dei diritti con i "corrispettivi", trend che si poteva cominciare a invertire.
Nello stesso periodo il Consiglio Provinciale ha proceduto a ratificare la fusione Iride-Enia, decisa da Consigli di Amministrazione lontani dai cittadini.

Una fusione che avalla la nascita di un colosso economico-finanziario dominato dalle logiche del profitto e della speculazione e che mira a gestire l'acqua come una merce a Genova e nei comuni emiliani, dove dispone dell'affidamento del Servizio. Ad essa il Comitato Acqua Pubblica Torino continuerà a opporsi con ogni mezzo insieme ai Comitati degli altri territori interessati.

Al riguardo vale comunque la pena fare un'osservazione. La modifica dello Statuto Provinciale, dopo quella approvata dal Comune di Torino, crea un ulteriore impedimento giuridico e politico al progetto, voluto dai poteri forti di questa Città e ripetutamente preannunciato attraverso i media, di portare in dote a Iride-Enia l'acqua di Torino, gestita dalla SMAT.
Questa ricca dote si sarebbe rivelata molto appetitosa in occasione del nuovo annunciato "matrimonio", da celebrarsi sull'altare del mercato finanziario, con un importante fondo d'investimento; invece il gioiello di famiglia rimane a Torino e l'interessato "promesso sposo" rimarrà a bocca... asciutta !
Come in Comune, i contatti tra il Comitato e i Consiglieri che si sono incaricati della mediazione hanno permesso che gli emendamenti, inizialmente stravolgenti la proposta popolare, siano diventati compatibili con lo spirito e lo scopo di essa.

Un esempio di democrazia vivente

Nella nostra Città e nella nostra Provincia abbiamo superato due ostacoli formidabili, ma la strada è ancora lunga: per difendere quanto raggiunto, per migliorare e condividere attività e speranze con quanti nel resto d'Italia, in Europa e nel Mondo vogliono affermare un diritto per gli esseri umani di oggi e per quelli di domani.
Due anni fa un'analoga iniziativa popolare scongiurò la parziale privatizzazione dei servizi pubblici a Lipsia. Ci piace continuare a ricordare come la pacata e autorevole "Sueddeutsche Zeitung" definì tale impresa con parole che crediamo di aver applicato anche a Torino: "Un esempio di democrazia vivente".

Il referendum sull'Acqua Pubblica non fa che continuare il percorso su questo tracciato, che ci unisce, non solo idealmente, con l'assemblea dei movimenti di Cochabamba, sede dieci anni fa della prima e più nota "guerra dell'acqua".
Speriamo che anche queste, come le altre guerre, diventino presto un ricordo del passato, come accadrà quando finalmente l'acqua tornerà ad essere diritto umano universale e bene comune inalienabile dei popoli.
By Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua - Comitato Acqua Pubblica TorinoVia Mantova 34 – 10153 Torino
www.acquapubblicatorino.org
-
info@acquapubblicatorino.org
 

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