Complimenti.....Sei entrato nel piu' completo Portale sulle Medicine Alternative, Biologico  Naturali e Spirituali - Leggi, Studia, Pratica e starai in Perfetta  Salute, senza Farmaci ne' Vaccini


"
Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for the BODY  and for the  SPIRIT



GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

HOME

ACQUA e' SALUTE    -   ACQUA SVENDUTA
Le acque dette "sacre" dagli antichi erano sorgenti di acqua a pH 8 e contenenti Bicarbonato di Magnesio;
esse mantenevano la salute guarivano da molte malattie
ACQUA INFORMATA   +  Acqua del Corpo
ACQUA ENERGETICA 2 
+  Acqua di mare
(con formula matematica per conoscere quanto bere ogni giorno)
Acqua Salubre  +  Bio Elettronica  +  Acque minerali  +  DIGESTIONE  +  Mangiare crudo = Crudismo
10 Comandamenti del Pasto    Consigli alimentari  +  Acqua Basica
BUONE REGOLE per una SANA ALIMENTAZIONE  +  Dieta del Gruppo Sanguigno
BICARBONATO di MAGNESIO   +   Microidrina  +  Malassorbimento  +  Intossicazione  +  Acidosi=riordino del pH
 Acidi-basi  +  Ossido - Riduzione  +  BioElettronica  +  Acqua Basica  +  Acqua energetica 
Introduzione alla Medicina Naturale  +  Studi sull'acqua   +  Acqua Viva  + COLLOIDI
Acqua estratta dall'aria
Questa potrebbe essere l'Azienda che vi controllera' nel molto prossimo futuro
 

La vita è nata nell’acqua e per miliardi di anni è esistita solamente nell’acqua. I primi anfibi e batraci sono usciti dall’acqua solamente 500 milioni di anni fa, circa il 10% del tempo da cui esiste la vita sulla terra.
Ed uscendo dal mare gli animali si sono portati dietro un "mare interno": mediamente gli organismi che vivono sulla terra sono composti per circa i due terzi da acqua salina di composizione simile a quella del mare. Tutte le nostre cellule sono immerse in questo liquido interstiziale da cui ricavano i nutrienti e in cui scaricano i rifiuti.

In fisica l’acqua è fondamentale: definisce la scala della temperatura (0 °C quando solidifica e 100 °C quando evapora, salvo che in natura essa evapora ad una temperatura di molto inferiore), definisce la misura di massa (1 decilitro cubo di acqua = 1 kg), definisce la misura di volume (1 kg di acqua = 1 litro), definisce la densità di riferimento (1 quella dell’acqua) e molte altri valori di riferimento.

Pensiamo di sapere tutto sull’acqua ed invece sappiamo molto poco su questa sostanza così importante.

Ognuno di noi consuma circa 200 – 300 litri di acqua al giorno, che ci sembrano tanti; in realtà il consumo diretto non è che la punta dell’iceberg.

Per produrre 1 kg di carne sono necessari circa 20.000 litri di acqua, alcune centinaia per 1 kg di frutta e verdura, molte migliaia per produrre 1 kg di acciaio o di plastica.

L’allevamento è responsabile di circa il 45% dei consumi globali di acqua dolce, l’agricoltura di circa il 30% ed il 20% è consumato dall’industria: la costruzione di un’automobile consuma più di 1.000.000 di litri d’acqua.
I consumi domestici superano di poco il 5%.

Densita’ dell’acqua:

Al di sopra dei 4°C la densità dell'acqua diminuisce all'aumentare della temperatura, anche se non in modo lineare.
La densità dell'acqua è infatti massima a 4°C. Ciò è dovuto al fatto che il volume molare dell'acqua aumenta all'abbassarsi della temperatura.

La densità dell'acqua è circa 1000 volte superiore alla densità dell'aria. Infatti, l'elevata densità dell'acqua provoca una resistenza al movimento circa 12 volte superiore rispetto all'aria.
La densità dell'acqua è pari a 1 gr. per cm3, cioè 1 cm3 di acqua ha un peso pari a 1gr.


Densità dell'acqua oceanica
Quando si parla di densità dell'acqua oceanica si intende un'acqua pura, priva di sospensioni di ogni genere: è evidente che la densità reale, quella cui è sottoposto un organismo o un manufatto, sarà diversa; tuttavia, a meno di imponenti sospensioni torbide, la differenza non è che lievissima, tanto che conviene uniformarsi a una definizione ormai universalmente accettata.

La densità dell'acqua oceanica non viene misurata direttamente, ma si ricava in base ai valori di temperatura, salinità e profondità. Ciò perché è richiesta una precisione che con i normali densimetri non si potrebbe raggiungere, mentre i misuratori di temperatura, salinità e profondità sono assai più accurati.

Alle volte se si utilizza un'acqua da bere con troppi pochi sali si hanno reazioni di mancanza di sostanze e da queste reazioni si possono indurre debolezze, difficoltà alla difesa dalle malattie, senso di stanchezza continuo.
Altre volte se si utilizzano acque con troppi minerali si possono avere altre reazioni anomale che possono generare altre malattie.
Per cui saper quale, quanta, come utilizzare l'acqua e' evidentemente una cosa importante !
“La morte risiede nell’intestino” cosi' insegnavano gli antichi medici, quelli moderni, legati ai farmaci....se lo sono dimenticato......
L'Idrocolonterapia puo' essere effettuata in 2 modi:
- per via Orale bevendo una speciale acqua dinamizzata e magnetizzata dal corpo della persona stessa, a bassa densita', basso residuo di minerali e bevuta calda, secondo una tecnica messa a punto dall'autore di questo trattato = AcquaLife°
- per via Anale, con apposite apparecchiature con le quali si infila nell'ano dell'acqua.

vedi Idrocolonterapia

Misuratore di densita’ dell’acqua: http://www.liceofoscarini.it/fisica94/hope.html


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Acqua contaminata e colon irritabile
Lo dice la ricerca: circa 1 paziente su 3 colpito da infezione intestinale batterica può presentare, a distanza di anni, una sindrome del colon irritabile Fa rigirare nel letto senza pace, a volte anche in piena notte, impedisce di concentrarsi sullo studio e sul lavoro, può provocare fastidi periodici o, peggio, continui, fino a rendere le giornate insopportabili. E’ il mal di pancia: un’espressione generica dietro la quale, in realtà, si nascondono molteplici disturbi.
Uno di questi prende il nome di sindrome dell’intestino irritabile ed è diffusissimo soprattutto tra le donne (ad influire potrebbero essere alcuni fattori ormonali).
Non si tratta di una vera e propria malattia ma di un insieme di disturbi concentrati a livello del basso intestino, nella zona del colon. Qui, per una serie di cause ancora poco chiare (ma con sicurezza possiamo affermare che fattori di disagio come stress, ansia, alimentazione o abitudini di vita poco sane hanno la loro buona parte di colpa…), i muscoli dell’intestino non si contraggono a ritmo coordinato. Il risultato è che gli alimenti ingeriti vengono spinti più rapidamente del dovuto attraverso le anse, causando gas, rigonfiamento e diarrea. In altri casi, invece, accade il contrario: il passaggio del cibo ritarda e le feci diventano dure e asciutte. Ecco dunque dolore e stitichezza.
Uno studio molto recente ha suggerito un legame importante tra le forme di gastroenterite acuta infettiva e lo sviluppo, a distanza di tempo, di colon irritabile.
Nel 2000, in un piccolo paese del Canada, si verificò un’epidemia di gastroenterite batterica dovuta alla contaminazione delle falde acquifere da parte degli scarichi industriali. Dopo un periodo di 2-3 anni il 10% degli abitanti che non avevano accusato una sindrome gastroenterica acuta accusava dei sintomi tipici del colon irritabile mentre la percentuale saliva al 28%-34% negli abitanti che avevano avuto una gastroenterite acuta. Ad esserne maggiormente colpiti i giovani e le donne.
In tutte le situazioni di gonfiore, dolore e irregolarità nell’evacuazione è bene non rassegnarsi e, anzi, trovare la soluzione più giusta per ritrovare il naturale benessere dell’intestino, grazie all’azione combinata di fibre solubili, fermenti lattici e vitamine.
I lassativi sono più spesso dannosi che utili ! E in conclusione, un piccolo stratagemma per cominciare a ritrovare la regolarità di corpo: un cucchiaino d’olio prima dei pasti. E’ un toccasana soprattutto per chi predilige una dieta ricca di carboidrati e proteine e povera di grassi. In questi casi, un cucchiaino di olio d’oliva formerà maggior nutrimento per i batteri intestinali, da cui dipende la produzione delle feci.
Tratto da: http://www.farmasalute.it  


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

C’è la tecnologia, ma non la volontà politica per sfruttare meglio l’acqua
1 Settembre 2004 - di Mike Moore* Fonte: Asia News

Hong Kong (AsiaNews) – L’acqua è alla base della vita: costituisce mediamente  il 75% della massa corporea umana e non c’è nulla che possa sostituirla. 
vedi Terreno, Matrice
Ma di tutta l’acqua che c’è sul nostro pianeta, più del 97% è salata e meno del 3% è dolce. 
Di questo 3%, oltretutto, solo uno 0,3% è contenuto in laghi e fiumi, mentre il 69% è racchiuso nelle calotte polari, nei ghiacciai e nelle nevi perenni. Lo 0,9% circa è rappresentato da rifiuti organici. 
La parte rimanente deriva da fonti naturali sotterranee e da acque di suolo.

Dal 1900 il fabbisogno mondiale di acqua si è moltiplicato di 6 volte e la domanda di acqua dolce cresce del doppio rispetto all’aumento della popolazione mondiale, che tra 25 anni passerà dagli attuali 6 miliardi agli 8 miliardi di individui. Grazie alle nuove tecnologie siamo in grado di capire e selezionare i metodi di lavoro più avanzati e i migliori sistemi di ricerca. Abbiamo anche le capacità per sviluppare al meglio i progetti. Quello che non è possibile fare è guidare la volontà politica perché non freni la creatività nel lavoro. 

La realtà attuale è che ogni anno 23 milioni di persone muoiono per l’utilizzo di acqua non potabile. Tre-quarti delle malattie sono legate alla cattiva igiene e all’uso di acqua non potabile. L’inquinamento derivato dai pesticidi e trasportato dalle acque, accresce i pericoli e aumenta il rischio per gli individui. L’organismo per il cibo e l’agricoltura delle Nazioni Unite riferisce che la quantità di antiparassitari usata da coltivatori di fiori colombiani e frutticoltori brasiliani è 10 volte maggiore del necessario; in Indonesia i pesticidi vengono perduti dalle attrezzature per le irrigazioni delle piantagioni. 
I coltivatori pachistani ne disperdono la metà e inquinano le acque reflue.

Negli anni ’90 i poveri in Sud Africa hanno speso 3 ore ogni giorno a trasportare acqua potabile dalla sorgente alle loro case. In una tipica famiglia della classe media, tra i Paesi membri dell’Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica, le persone possono pagare il fabbisogno giornaliero di acqua con uno o due minuti di lavoro.

Questa è una cattiva notizia; ma qui sta anche la buona notizia. L’accesso all’acqua potabile nei paesi in via di sviluppo è passato dal 30% degli anni ’70 all’80% del 2000. Le ricerche del World Watch Institute mostrano che fino al 90% di acqua potrebbe essere recuperata senza costi aggiuntivi per l’industria.

I 2/3 di acqua dolce vengono utilizzati per le irrigazioni, ma ad oggi meno della metà raggiunge le radici delle piante. Secondo quanto riportato nel suo libro Pillar of sand, Sandra Postel afferma che i sistemi di irrigazione a goccia, utilizzati tanto in paesi ricchi quanto in paesi poveri, hanno avuto esiti positivi, con una riduzione che va dal 30 al 70% degli sprechi, mentre ha accresciuto i campi coltivabili dal 20 al 90%.

Alcuni coltivatori di riso in una zona della Malesia hanno accresciuto del 45% la produttività dell’acqua puntellando i canali e passando dai metodi tradizionali di trapianto, alla semina diretta.

L’efficienza è un’altra parola chiave per la conservazione. Solo i ricchi possono investire nella tecnologia e nella ricerca, come nel caso dell’ingegneria genetica, per produrre raccolti che siano più resistenti al sale e richiedano un minor uso di acqua. Le opposizioni e le resistenze dei ricchi ambientalisti sono segni evidenti di miopia: il contenimento dei costi e l’innovazione garantiscono buoni risultati nelle zone più critiche della terra. 
Più di 50 mila keniani bevono acqua potabile grazie a progetti mirati che hanno portato allo scavo di nuovi pozzi. Il costo del progetto è di 1000 dollari, messi a disposizione dalla società americana Overseas Private Investment Corporation.

*Mike Moore, ex primo ministro della Nuova Zelanda, è stato il primo direttore generale della World Trade Organization (articolo tratto dal South China Morning Post)
Lettura consigliata: - Acqua, come ricavarla dall'aria
Cosi' come in molti altri campi dell'attivita' umana le tecnologie per portare degli effettivi cambiamenti e miglioramenti alla situazione planetaria e dei suoi problemi esistono. Esistono da anni, ne esistono molte, non una soltanto. Il problema e' sempre lo stesso come ben sottolineato dall'articolo di cui sopra: le "alternative" sono spesso facili, economiche, non patentabili e alla portata di tutti. 
La politica di oggi non fa altro che il volere di grandi lobby industriali proteggendo i loro interessi. Questo puo' essere oggi osservato in qualsiasi settore delle attivita' umane, la "scienza medica" in primo luogo. Ndr
Tratto da:http://www.laleva.org/it/


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Standard per l'acqua potabile
L'acqua pura non contiene nulla tranne gli elementi chimici essenziali per l'acqua. L'acqua potabile trasporta solitamente una certa quantità di minerali, che prende dalla sua sorgente, trattamento, immagazzinamento, distribuzione e dalle condizioni delle condutture di distribuzione. Questi minerali ed elementi generalmente si presentano a livelli molto bassi e non comportano rischi significativi per la salute.

Un'ampia varietà di prodotti e composti chimici può trasformarsi in agenti inquinanti per l'acqua freatica se scaricati all'ambiente al di sotto della superficie. Essi sono composti organici e sintetici ed inorganici, come antiparassitari ed altri agenti inquinanti. Poiché i sistemi dell'acqua potabile prendono la loro acqua da sorgenti di acque freatiche e superficiali, una volta che la fonte è contaminata, anche l'acqua potabile può essere contaminata.

La seguente tabella mostra gli agenti inquinanti primari e secondari dell'acqua, divisi in elementi inorganici ed organici.
Per ogni sostanza e' riportato il livello massimo di inquinante (MCL): esso è il carico massimo di inquinante consentito nell'acqua trasportata ad ogni l'utente del sistema idrico pubblico. Si basa sulla ricerca scientifica, che ha concluso che maggiori concentrazioni potrebbero causare problemi di salute per gli esseri umani.

Normativa riguardante la qualita' dell'acqua intesa per il consumo:

Organizzazione Mondiale per la Salute - Clicca qui per gli standards OMS sull'acqua potabile.

L'Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS o WHO, 'World Healt Organisation') ha stabilito alcune linee guida per l'acqua potabile che costituiscono il punto riferimento internazionale per l'eleborazione di standard e per la sicurezza dell'acqua potabile. Le ultime linee guida elaborate da WHO sono quelle concordate a Geneva nel 1993. 

Noterete che non vi sono linee guida per alcuni elementi e sostanze che sono considerati. Ciò avviene perché ci non sono stati studi sufficienti circa gli effetti di tali sostanze sull'organismo e quindi non è possibile definire un limite guida. In altri casi, il motivo per la mancanza di una linea guida è l'impossibilità da parte di quella sostanza di raggiungere una concentrazione pericolosa in acqua, a causa della reliativa insolubilità o la scarsita'.

Unione Europea - Clicca qui per gli standard per l'acqua potabile dell'EU.

L'Unione Europea ha elaborato la Direttiva del Consiglio 98/83/EC sulla qualità dell'acqua destinata a consumo umano, adottata dal Consiglio il 3 novembre 1998. Essa e' stata elaborata rivedendo i valori parametrici della vecchia Direttiva sull'acqua del 1980 e rinforzandoli ove necessario in conformità agli ultimi dati scientifici disponibili (linee guida WHO e Comitato Scientifico di Tossicologia e di Ecotossicologia). Questa nuova Direttiva fornisce una solida base per sia per i consumatori dell'EU che i fornitori di acqua potabile.

Questi sono stati i cambiamenti principali nei valori parametrici: 
- Piombo: La linea guida è stata ridotta da 50 µg/l a 10 µg/l e un periodo di transizione di 15 anni è stato stabilito per permettere la sostituzione dei tubi di distribuzione di piombo. 
- Antiparassitari: I valori per sostanze singole e per gli antiparassitari totali sono stati mantenuti (0.1 µg/l / 0.5 µg/l), e sono stati inoltre introdotti valori supplementari e più rigorosi per determinati antiparassitari (0.03 µg/l)
- Rame: Il valore è stato ridotto da 3 a 2 mg/l. 
- Alcuni nuovi standards sono stati introdotti per i nuovi parametri come i trialometani, il tricloroetene ed il tetracoloroetene, il bromato, l'acrilamide ecc.
Clicca qui per la tabella comparativa degli standards per OMS e EU

Tratto da: http://www.lenntech.com

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

ACQUA IONIZZATA
La cura dell'acqua ionizzata (basica od acida) ormai e' utilizzata anche in certi ospedali nel mondo con risultati eclatanti, sconosciuti ai medici allopati che non conoscono la Medicina Naturale.

Essa puo' essere utilizzata a seconda dei casi, sia per via orale, da bere, sia per l'esterno del corpo per le malattie della  pelle(anche per ferite da trauma o da operazioni chirurgiche).

Nel sito qui riportato si possono vedere dei video che illustrano le varie applicazioni dell'acqua ionizzata.
vedi: http://glowing-health.com/alkaline-water/videos-aw.html

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
 

L'acqua Bene pubblico....viene svenduta ai privati...

Cara Publiacqua SpA

Tutto è iniziato l’estate scorsa quando, al ritorno a casa da un’assenza prolungata (4 mesi), mi ritrovo una bolletta che suddivisa per il numero di utenti (4) corrisponde a 10 euro al mese per utente, pur non avendo consumato una goccia di acqua.
Premetto che divido il contatore, e relativa bolletta, con una famiglia vicina, e che trovando eccessive le tariffe, ho iniziato a esaminare attentamente le bollette scoprendo innanzitutto che, lungi dall’essere trasparenti come richiesto per legge, sono oltre modo complesse, tali da risultare illeggibili e da rendere scottante la suddivisione equa delle spese tra vicini.

Scopro che gran parte dell’importo è composto da contributi per “depurazione scarichi civili” e per “servizio fognatura” in funzione dei consumi, il che sembrerebbe lecito se non fosse per quanto segue.

Vi sono anche spese fisse, minime per il momento, ma sicuramente destinate a crescere. E su quattro bollette annue, troppe per un bene come l’acqua, due sono “presuntive” e due in “conguaglio”: dobbiamo “anticipare” i contanti anche per l’acqua…

Poi la tariffa è espressa con 7 decimali, mentre l’importo totale è arrotondato secondo le normali regole della contabilità europea, con due decimali dopo la virgola. Ogni decimale dopo il secondo solleva sospetti di monetarizzazioni sui metodi di arrotondamento.

Per razionalizzare il consumo – questa è la giustificazione – impongono fasce di consumo, il cui sforamento fa raddoppiare la tariffa. Da noi, in Toscana, con Publiacqua SpA, il tetto della prima fascia di consumo è 100 m2 annui.
Scopro quindi una frode sistematica...
... sulle nostre bollette – ma il novanta per cento della gente la scoprirà ? – e cioè che Publiacqua SpA, che dovrebbe moltiplicare la fascia di consumo per il numero di unità abitative servite dal contatore (due nella fattispecie), ha semplicemente omesso di farlo addebitandoci esattamente il doppio, DA ANNI, oltre al fatto che è già una fregatura non moltiplicare la fascia per il numero di utenti invece che per il numero di unità abitative (maggiore il numero di utenti per unità, maggiore la probabilità di sforare il tetto …).

Scopro poi, al call center, che se volessi installare un contatore individuale per non avere più beghe con il vicino (loro sono in tre e mi sforano il tetto della fascia, io da sola), il contatore lo dovrei mettere a mie spese (oltre 400 euro). Insomma: si chiede al cliente del pizzicagnolo di pagare la bilancia o la cassa per fatturargli il prodotto.

Scopro che le informazioni sulle tariffe agevolate sono del tutto inesistenti, e forse anche le agevolazioni stesse, pur essendo previste per legge, mentre per una seconda casa si paga il doppio; anche le altre informazioni obbligatorie sono manchevoli: la qualità delle acque, il tipo di lavori effettuati sulle reti e qualsiasi altra informazione prescritta per legge e attinente al Sistema idrico integrato. Il call center è del tutto inefficiente al riguardo.

Scopro che Publiacqua è una ex municipalizzata, acquisita nel 2006 (fino a più dell’80%) da un’intesa illegale Acea/Suez e che è diventata una scatola vuota dove operano principalmente Suez/Caltagirone/comune di Roma (indebitato), detentore al 51% di Acea SpA.

Scopro che siamo in un paradosso dei paradossi: si fa finta di operare in un “mercato” che funziona come un cartello/monopolio, e in nome del mercato si privatizza un settore per essenza “pubblico”, dandolo a un altro monopolio di Stato, sì, ma francese, mentre ci sarebbero tutti i presupposti per sfuggire alle regole della concorrenza, per l’acqua, e di tenerci la nostra gestione municipale/locale visto che l’Europa prevede numerose salvaguardie di questo servizio pubblico.

Ma i nostri governanti stanno svendendo persino l’oro blu. Dopo il reclamo d’ufficio, quindi, ho continuato scrivendo agli altri.

INTERROGAZIONI AI MINISTRI, RICORSO AL GARANTE E AI SERVIZI DELLA COMMISSIONE EUROPEA

1. Essendo l’erogazione e la distribuzione idrica, soprattutto per uso domestico e per quantitativi minimi, un servizio generale essenziale, mi permetto di richiamare l’attenzione sulla situazione anomala italiana, e in particolare sugli abusi di posizione dominante, sospetti d’intesa restrittiva e/o di monopolio assoluto, e altri abusi, che noi cittadini/utenti dobbiamo subire per via della privatizzazione monopolistica di un servizio così essenziale - che il governo attuale aveva promesso di salvaguardare dalla mercificazione.
Per gli utenti ciò si espleta anche con: l’obbligo di sobbarcarci le spese eventuali d’installazione di un contatore, continui aumenti esponenziali e bollette sempre più ravvicinate (4 volte l’anno invece di una), pagamenti preventivi di consumo e spese fisse, mancanza di trasparenza nelle bollette e nelle informazioni societarie e “attinenti a ogni aspetto del servizio idrico”, compresa la qualità dell’acqua, fasce di consumo che non tengono conto del numero di utenti per unità abitative, per non parlare di abusi di fatturazione come descritto sopra. In breve una situazione di abuso di posizione dominante nei servizi idrici integrati da parte di un ente che dall’iniziale regime di partenariato pubblico-privato sta diventando meramente privato, e ciò per la maggior parte delle regioni del centro Italia.

2. Chiedo ai Signori Ministri se, dovendo già pagare un allaccio alle fognature, anche in assenza di tale allaccio, per coprire le spese di scarico e di bonifica, ciò non costituisca un doppio impiego con il contributo esatto dal Consorzio Bonifica del Chianti, al riguardo del quale mancano le più elementari notizie legali di forma societaria sul sito , e se non sorgano dubbi sulla legittimità della modalità di delegare del tutto a un ente privato (SpA?) – creando un pericoloso precedente - l’esazione diretta di un’imposta?

3. Chiedo ai Signori Ministri e al Garante se ritengano equo che la gestione del nostro servizio idrico e delle nostre acque pubbliche debba andare a una società per azioni interamente controllata da una società (ACEA SpA) quotata in borsa, nella cui struttura azionaria è sempre più prevalente il predominio di Suez, con relativi amministratori, e l’ausilio di fondi bancari (MPS/Caltagirone)? E che risulta nei fatti un guscio svuotato da Suez, come rischia di diventarlo anche Acea SpA (cfr. sotto)?


4. Richiamo l’attenzione dei Ministri e in particolare del Commissario per l’Ambiente che tali società per azioni arrecano danni al nostro territorio, visto che con la scusa dell’interesse pubblico usano e abusano di diritti di prelazione nei confronti di pubblico e privato, svuotano bacini e riducono nel territorio i ruscelli per pompare l’acqua con dighe e altro. In questa depredazione esse hanno reso complici gli enti locali che, trasformati in normali utenti/consumatori di energia e di acqua dal presente governo (Bersani), con le casse svuotate per via della pseudo riforma federalista del governo precedente, divenuti soggetti a tutti gli effetti suscettibili d’insolvibilità come qualsiasi azienda o privato, e in ciò aiutati dagli strumenti derivati ideati a Londra e venduti ai nostri enti locali con una frode deliberata, si associano a queste SpA e, permeandosi della logica delle stesse, accantonano completamente il fine di utilità pubblica. Tale fatto, riscontrabile in un servizio così essenziale, è gravissimo e lesivo della sicurezza pubblica nazionale.

5. Richiamo l’attenzione dei Ministri e dei Commissari sul fatto che, con l’aiuto delle autorità comunali, e la scusa di condurre un censimento sulle sorgenti e i pozzi dei proprietari non allacciati alla rete idrica, impongono ai proprietari di apporre un contatore per addebitare il consumo di acqua, presunto e retroattivamente su otto anni addietro, nonostante tali pozzi e impianti siano stati effettuati a nostre spese; e ciò a vantaggio di una multinazionale francese, Suez – che a breve si fonderà per incorporazione in GDF, dello Stato francese. Tale contributo sarebbe normale, e accettabile, se andasse completamente a un ente di Stato per tornare alla collettività in forma d’investimenti, secondo quanto previsto dalla legge, ma ciò non succede, perché gli investimenti, inesistenti nella fattispecie, vanno a gravare sempre sulle tariffe agli utenti, già aumentate in modo esponenziale (dal 30% al 300% a Latina).

6. Chiedo anche se non sia abusivo chiudere l’erogazione idrica, come fa regolarmente Publiacqua SpA, in caso di morosità nel pagamento delle bollette. Non è l’acqua un bene essenziale inderogabile da non considerare una merce e quindi non sottoponibile a interruzione del servizio, ai sensi dei principi di universalità e di continuità del servizio, sanciti dall’UE (e dalla nostra Costituzione)?

7. Chiedo anche ai servizi della Commissione se sia legittimo, ai sensi delle norme di contabilità europee, applicare tariffe con sette decimali dopo la virgola ma il prezzo finale, correttamente, con due decimali, arrotondati.

8. Inoltre, la qualità dell’acqua è sempre più dura e scadente al punto da arrecare danni alle caldaie che vanno controllate e pulite ogni sei mesi e l’acqua è imbevibile. Tale situazione si verifica a causa di un altro mercato fiorente, quello delle acque oligominerali in bottiglia, vergognosamente regalate in concessioni alle solite multinazionali come Veolia/Vivendi, Nestlé e Danone, che hanno tendenza a fare cartello: in dieci anni, nel paese più ricco di acque minerali al mondo, la varietà di oligominerali è calata drasticamente dagli scaffali, e per di più viene proposta tutta in bottiglie di plastica, grazie al cartello vetro/plastica in Europa tra O-I Manufacturing, Ardagh Glass e Saint-Gobain che con il 95% del mercato è sospettato d’intesa per avere limitato del 10% la quantità di vetro sul mercato, favorendo una situazione di monopolio per una unica marca in bottiglia di vetro, diversa per ogni regione. Dal rubinetto di casa alla bottiglia del negozio: gli stessi enti, gli stessi cartelli. Di nuovo si prefigurano casi di abuso di posizione dominante, e sorprende il fatto che il Garante/Commissione non abbiano agito per frenare e sanzionare l’insorgere di tale situazione.

9. Sempre in tema di oligominerali, ne approfitto per chiedere ai Commissari, ai Ministri e al Garante se sia legale e legittimo apporre il brevetto ®, da parte della multinazionale svizzera Nestlé sulla marca di acqua San Pellegrino, e altre, nome toponimico geografico italiano oltre che di una fonte e acqua termale data in (Gentile) concessione a Nestlé.

10. Infine sollevo il punto delicato delle informazioni societarie al pubblico che sul sito di Publiacqua SpA sono troppo vaghe per essere vere, mentre sono irreperibili un quarto degli azionisti di Acea SpA. Alla Consob mi fanno sapere che le controllate da società quotate in borsa non hanno tale obbligo d’informazione e chiedo: ritengono normale che tale obbligo non sia vincolante per le società controllate nei servizi pubblici come Publiacqua SpA? Segnalo al riguardo che Publiacqua SpA, appare come valore finanziario con un margine operativo lordo di parecchi milioni di euro nei bilanci della controllante, e che il valore di Acea SpA – e di Suez - è anche composto, per la piazza, dal valore non trascurabile, di Publiacqua SpA (e le altre).

11. Poi, segnalo ai Ministri, e al Garante che al momento dell’aumento di capitale sottoscritto dalla stessa società veicolo (Acque Blu Fiorentine SpA), nel 2006, unica in lizza alla gara per l’acquisizione del 40% di Publiacqua SpA e composta dalla capofila Acea SpA+Suez e altri fondi, non risulta alla sottoscritta che sia stata offerta in sottoscrizione agli utenti la quota del 10%, come previsto per legge .

12. Chiedo anche al Garante/Commissione europea di controllare la situazione di abuso dominante e/o intesa, e situazione di monopolio, conflitti di interessi e incroci azionari, imposti da Suez per penetrare e dominare “il mercato” dell’erogazione idrica in Italia. Secondo un dirigente Suez bisogna “evangelizzare il mercato e continuare a formare uomini in attesa di queste evoluzioni; posizionarci sul mercato rispondendo con ACEA a qualche bando di gara geograficamente ben distribuito per avvalerci di futuri raggruppamenti di ATO nella penisola”.
* infatti Acea SpA ha assunto, nel 2006, il controllo (oltre l’80%) di Publiacqua SpA con una società vettore Acque Blu Fiorentine SpA, partecipata da Acea SpA per il 68,5%, per il 22,95% da Suez Environnement, per l’8% da MPS e per lo 0,0002% da ente o persone ignote: a chi appartiene il restante 0,0002% nella società veicolo Acque Blu Fiorentine SpA per il bando di gara che ha vinto dell’acquisizione del 40% di Publiacqua SpA? Non è obbligatoria tale informazione trattandosi di un bando pubblico e di servizio generale essenziale?
* Poi, considerando che Acea SpA è partecipata a sua volta, da Caltagirone con Fincal (2,958) e che lo stesso Caltagirone (Gaetano Francesco) è vice presidente del Gruppo MPS nonché azionista dello stesso per il 4,7%;
* considerando che Acea ed Electrabel, filiale di Suez, hanno peraltro una impresa comune – Aceaelectrabel – nello stesso settore e che Suez SA è anche proprietaria della concessione di Acque Toscane SpA (con il monopolio delle terme di Montecatini Terme, Fiesole e Ponte Buggianese ATO3/2 ) e di Nuove Acque SpA (per la concessione dei servizi idrici del Casentino, della Tiberina, dell’Aretino, della Val di Chiana e del Senese, ATO4); che Suez-Acea ha anche acquisito il 45% di Acque SpA (ATO2 Basso Valdarno) e del 40% di Acquedotto del Fiore SpA per (ATO6-Ombrone);
* considerando che Suez SA è anche azionista di Acea SpA (con Ondeo, Electrabel e Electrabel Italia) dell’ordine dell’9,899%, e che il presidente di Acea Spa Fabiano Fabiani è anche amministratore di Suez, l’amministratore delegato di Suez Chaussade, è amministratore di Acea SpA e il presidente di Suez è nel contempo amministratore di Saint-Gobain e revisore di Axa, detentrice di una quota nel Gruppo Monte dei Paschi;
* che Acea SpA è composta anche dal 51% dal Comune di Roma, e che Aceaelectrabel ha contratto 380 milioni di debiti nei confronti di Suez nel solo anno 2006;
* visto che Gaz de France e Suez, due società per azioni di diritto francese di cui la prima a partecipazione maggioritaria statale, e il cui statuto contempla il divieto di far scendere tale partecipazione a meno del 70%, stanno operando una fusione in un unico ente GDF-Suez;
Chiedo se non si configuri per il futuro un caso di concentrazione di potere e di abuso di posizione dominante, da parte di Suez-GDF/Acea, con l’ausilio di fondi Caltagirone/MPS, Schroder/Pictet, ma anche di Suez-GDF nei confronti di Acea, che rischia di essere comperata, incluso il Comune di Roma, sommerso appositamente dai debiti, (cfr. finanziamento da Suez ad Acea sopra) dall’ibrido multinazionale di Stato francese GDF-Suez?
Chiedo anche di chiarire l’anomalia che si profila di una gestione idrica “pubblico/privato” monopolizzata da un colosso privato, GDF/Suez, di diritto francese, e di appartenenza dello Stato francese.
E di risolvere la situazione del tutto sbilanciata in cui si sta delineando un polo multi utilities integrato (servizi idrici e scarichi, rifiuti, inceneritori, biomasse, energia) sempre di più in mano a un manipolo di multinazionali di Stato francese GDF-Suez ed EDF (con Edison) operanti in un monopolio di Stato (estero) in un mercato completamente ed erroneamente liberalizzato per servizi d’interesse generale e strategici come l’acqua e i rifiuti, il gas e l’elettricità.

13. Vorrei sottolineare ai servizi della Commissione che in Italia abbiamo la netta sensazione che essa abbia due pesi e due misure nel trattare casi di abusi o concentrazioni a seconda dei paesi, poiché i fatti stanno a dimostrare che in Francia i colossi a maggioranza statale ma non solo, in settori di attività che si accavallano, si possono sposare “incestuosamente” e impunemente tra loro mentre allorquando si tratta dei nostri nani, Commissione/Francia infieriscono -
vedi:
www.europa.eu.int/news/index_en.htm -, prova ne sia che la Commissione non ha penalizzato Suez per gli ostacoli alla concorrenza che ha frapposto all’OPA, amichevole, dell’Enel su Electrabel.

14. Inoltre, segnalo che Acea SpA è partecipata da due fondi esteri Schroder e Pictet, rispettivamente per quasi il 10% e il 4%, le cui informazioni proprietarie sono del tutto irreperibili e vorrei sapere se ciò non sia contrario alle prescrizioni in materia di trasparenza delle informazioni relative ai servizi pubblici.

15. In seguito, faccio noto ai Ministri, al governo e al Garante che, se essi desiderano come promesso nel programma di governo, e più volte ripetuto, salvaguardare la risorsa idrica dalla mercificazione, sarebbe d’uopo, oltre alla benvenuta moratoria vigente in materia di privatizzazione dell’acqua, riunire le competenze attinenti ai servizi idrici sotto un unico Dicastero/Ministero; e abrogare la legislazione laddove specifica la possibilità di attribuire la concessione dei SII a un ente privato o rende più difficoltosa tale gestione “in house” da parte degli enti locali.

16. Inoltre comunico ai Ministri e alla Presidenza ma anche alla Commissione che di due cose l’una: o i nostri politici ci hanno raccontato menzogne per anni imponendoci le privatizzazioni dei servizi d’interesse generale, “a causa” o “grazie” all’Europa, o la Commissione, come detto sopra, applica due pesi e due misure. O l’Italia capisce e interpreta male gli atti europei, o lo fa la Francia…E infatti da fonti della Commissione sarebbe fallace la versione che l‘Europa costringa a privatizzare interi comparti pubblici come si è fatto e si continua a fare in Italia, essendo la posizione “ufficiale” della Commissione “neutra” al riguardo. Addirittura al gabinetto del Mercato interno della Commissione europea mi fanno sapere – un francese! – che se la Francia volesse rinazionalizzare tutti i suoi servizi pubblici niente glielo vieterebbe, ai sensi dell’articolo 295 del Trattato UE che “lascia del tutto impregiudicato il regime di proprietà esistente negli Stati membri”.

Per l’acqua, poi, la Commissione si esprime nel Libro bianco del 2004 con la nozione di servizio di interesse generale ed escludendo tale servizio dal divieto di gestirlo con un “operatore già consolidato e integrato verticalmente sul mercato con un diritto esclusivo di fornitura dei servizi” poiché, pur essendo vietato per le industrie di rete, “il divieto non riguarda le acque, gli autobus, le metropolitane, le ferrovie leggere e alcuni settori delle industrie dell'elettricità, del gas e dei servizi postali.”. Inoltre, il Parlamento europeo si era, lo stesso anno, pronunciato “nettamente contro la liberalizzazione della fornitura d'acqua” e lo stesso governo, nonostante avesse promesso di non mercificare l’acqua, ha continuato a farlo, ferma restando la moratoria di due mesi fa.

17. Faccio noto al governo e ai ministri, che alla luce del divieto di nuovi affidamenti dei servizi idrici a soggetti privati di quest’anno (moratoria), sarebbe auspicabile prendere atto degli elementi sopra per la riforma organica del settore con il previsto decreto correttivo del Codice dell’ambiente e, visto che tale moratoria sulla privatizzazione è valida anche per le procedure di affidamento in corso, chiedo al Garante e ai Ministri che cosa intendano fare con il predominio Suez in Toscana e Lazio ed Emilia Romagna, l’impresa comune Aceaelectrabel, e l’acquisizione del 40% di Publiacqua da parte di Acea/Suez nel 2006, avvenuta obiettivamente in violazione di qualsiasi legge della concorrenza e che Acea/Suez considerano definitiva. Intendono annullarla?

Se la Commissione alla Concorrenza lo facesse, in collegamento con il Garante italiano, sarebbe una soddisfazione enorme per i consumatori europei. Ma la sfiducia nell’Europa è tale, senza parlare di quella per le nostre autorità, che sarebbe troppo bello per essere vero. Ciononostante, mi sono presa la pena di scrivere, anche a nome di chi considero di potere rappresentare attorno a me, e sono tanti.

Concludo questa mia, rendendomi conto solo ora – a dimostrazione di quanto il nostro sistema informativo sia difettoso, tra rimbambimenti di omicidi a feuilleton e battibecchi tra i politici – che mi è “sfuggita” la notizia, del 30 novembre scorso, della decisione del Garante circa l’intesa Acea/Suez. Essa non figurava, neanche il 20 dicembre scorso, sul sito del Garante. E ad ogni modo tale decisione risponde solo a uno dei quesiti sopra.

Una multa (rispettivamente 8.300.000 euro e a 3.000.000 euro ad Acea e a Suez), un colosso come Suez se la può permettere, la parte italiana forse un po’ meno ma a questo punto si può prevedere il seguito: Acea si indebiterà ancora di più e finirà per essere “ceduta” a Suez. A quel punto Suez controllerà anche il sistema idrico di Toscana, Emilia Romagna e Lazio, con l’eccezione esplicita e formale di Roma. Qualche indebitamento più in là avranno in pugno anche Roma, visto che un dirigente di Suez Environnement scrivono:
“Abbiamo proposto un’alleanza con ACEA che potrebbe evolversi in un’acquisizione di partecipazioni nella società romana, nel momento in cui il Comune decidesse di ridurre la sua partecipazione al di sotto del 51%”.

E se il Garante riconosce nella sua decisione l’esistenza di una intesa restrittiva della concorrenza anche per il conseguimento della gara per l’acquisizione del 40% di Publiacqua, è triste osservare che mai annulla tali transazioni economiche, a costo di danneggiare tutta la società o di minacciare la nostra sicurezza pubblica e la nostra sopravvivenza, concedendo le nostre risorse idriche in toto ad Acea e poi a Gdf-Suez in numerose regioni del Centro Italia, e del Nord Italia.

La “punizione” del Garante assomiglia più che altro ad una sgridatina a un monello sì indisciplinato, ma dotato, con tanto di richiesta paternale di promettere per il futuro un comportamento corretto . Niente mai è richiesto a queste multinazionali, o alla magistratura, per “annullare” decisioni o transazioni illegali e deleterie per milioni di utenti dell’acqua e per la nostra sicurezza nazionale. E pagare una multa, lo faranno più che volentieri se è il prezzo da pagare per vivere di rendita sulla nostra acqua per i prossimi vent’anni o cent’anni – mastodonti dalla vista lunghissima.

E poi la multa la scaricheranno sulle nostre bollette e ricupereranno rapidamente gli “utili” visto che, secondo le loro stesse parole (2002) l’Italia “è il mercato municipale dell’acqua e della purificazione con il maggior potenziale di sviluppo per Suez all’interno dell’Unione Europea nei prossimi anni in quanto: l’intervento del privato è indotto dalla legislazione (legge Galli); le dimensioni del mercato cresceranno grazie ai futuri aumenti di tariffa”. La nostra acqua un ghiotto mercato. E noi dovremo continuare a sopportare abusi e soprusi.

A cosa sarà servito l’intervento del Garante ? A niente. Se il Garante non può fare di più, allora non sarebbe il caso di potenziargli i poteri ? E di rinazionalizzare la nostra acqua ?
In attesa di un Loro Gentile riscontro,
Nicoletta Forcheri

Le note all'articolo sono momentaneamente saltate, per problemi di formattazione. Verranno aggiunte in seguito.
By Nicoletta Forcheri 5/1/2008
Tratto da:
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2350


 

RICERCA Parole nel SITO
   

"Questo sito WEB vi informa"
Non siamo responsabili della correttezza e/o della solvibilità degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster  - Copyright © 1998,  Publisher Bamico ltd - All rights reserved 
Tutti i diritti riservati - Vietata la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte