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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
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TEST  HIV  FRAUDOLENTO 
 

I TEST NON SONO AFFIDABILI
I test non sono affidabili. perchè non individuano direttamente il virus, ma una reazione tra anticorpi e proteine che si pensa siano dell'Hiv, ma non è stato MAI dimostrato; anche se queste proteine appartenessero all'Hiv, altri anticorpi potrebbero reagire con questi antigeni e dare così falsi S+; inoltre i parametri di riferimento variano da laboratorio a laboratorio...quindi che valore hanno ???
vedi anche: I test dell'Aids + Test aids 2
+ Bugie sull'Aids + False le foto del virus HIV
 

FINE della BUGIA sull'AIDS
 

Informazioni su: HIV INFORMA
Non esiste un vero e proprio "test per l'AIDS". Quelli che l'opinione pubblica conosce come "test per l'AIDS" non identificano né diagnosticano l'AIDS e non possono scoprire l'HIV, il virus CONVENZIONALMENTE considerato la causa dell'AIDS.
I test ELISA e Western Blot comunemente utilizzati per diagnosticare l'infezione da HIV verificano solo l'interazione fra proteine e anticorpi che si pensa siano specifici per l'HIV - essi non scoprono direttamente l'HIV. Contrariamente a quanto comunemente si creda, i più nuovi test per la "carica virale" non misurano i livelli dei virus nel sangue.
Tutti i test per gli anticorpi dell'HIV sono altamente inaccurati. Una ragione per la tremenda inadeguatezza dei test è che una varietà di virus, batteri e altri antigeni possono spingere il sistema immunitario a produrre anticorpi che reagiscono anche con l'HIV.
Quando gli anticorpi prodotti in risposta a queste altre infezioni e antigeni reagiscono con le proteine dell'HIV, viene registrato un risultato positivo (la cosiddetta sieropositività). Molti anticorpi presenti in persone normali, in buona salute e che non sono entrate in contatto con l'HIV possono causare una positività dei test per gli anticorpi da HIV.
Dal momento che la produzione di anticorpi generata per un certo numero di comuni infezioni virali può continuare per anni dopo che il sistema immunitario ha sconfitto un virus, e persino per una vita intera, persone che non sono mai state esposte all'HIV possono avere rilevanti falsi positivi ai test dell'HIV per anni o per tutta la loro vita.
L'accuratezza del test degli anticorpi può essere stabilita solo verificando che i risultati positivi vengano trovati in persone che hanno realmente il virus. Dal momento che l'accuratezza per i test degli anticorporali dell'HIV non è mai stata correttamente stabilita, risulta inutile e spesso controproducente sottoporsi al test HIV.
Fonte:
HIVINFORMA

L'AIDS c osi come e' stato descritto dalla medicina ufficiale e' una FALSITA'

Caro Direttore, il Val  Turner (“The Ying and Yang of HIV”) ha ragione nelle sue argomentazioni che non vi é prova scientifica CERTA che esista lo HIV, ma e soprattutto che questo "ipotetico" virus provochi l' Aids ! ....e consegue che tutte le procedure di test vanno bloccate.
- vedi Yin e Yang + Hiv virus inventato

Di recente ho avviato il Gruppo per l’Analisi Scientifica dei test fraudolenti per l’HIV, onde poter aiutare le persone a fare scelte informate riguardanti la scienza disonesta alle spalle dei cosiddetti test per gli anticorpi dell’HIV. 
Tutte le procedure putative per il test dell’HIV (PCR/carico virale/genetica) sono non specifiche, non standardizzate e non riproducibili; diversi kit di test producono diversi risultati; e paesi diversi hanno criteri diversi su quanto costituisce un risultato HIV-positivo.
Vi sono 60 condizioni conosciute per produrre un risultato HIV-positivo, comprese epatite, influenza e malattie immunitarie.
I test ‘HIV’ non rilevano, e non potranno mai farlo, l’HIV perché un simile ipotetico retrovirus non é mai stato isolato.
Il prof. Gordon Stewart et al. hanno scritto su Lancet (21 agosto 1999): “...perché l’HIV non é mai stato isolato da microscopi elettronici o ultracentrifugazione gradiente da materiale di co-coltura cellulare proveniente da un qualsiasi paziente africano ?”
O da qualsiasi altro in tutto il mondo ? Il fatto é che le particelle di ‘HIV’ non sono mai state viste, isolate o recuperate da sangue o plasma non da coltura.
Il prof. Gordon Stewart ha anche sostenuto su Current Medical Research and Opi­nion (13[1O]:627-634, 1997):  
Al momento non vi sono basi scientifiche per usare questi test per provare l’infezione da HIV.”  
Alla Conferenza Mondiale sull’AIDS di Ginevra del 1998, alla sessione del primo giorno, “Test HIV: Domande Aperte sulla Specificità”, venne affermato: “Il significato dei test HIV attualmente utilizzati é sconosciuto ed é urgentemente necessaria una rivalutazione.”
Sino ad oggi Robert Gallo, il prof. Luc Montagnier, il dr. Jay Levy, il prof. Richard Tedder e il prof. Robin Weiss non hanno provato che l’HIV esista come un retrovirus isolato/purificato. 
Pertanto non etico, é fuorviante e irresponsabile promuovere un test ‘HIV’ fraudolento.

L'esempio più vergognoso e inaffidabile di test di laboratorio, usato per scopi diagnostici, è il test per l'AIDS.
La prova immunoassorbente legata agli enzimi (ELISA) è il test usato più di frequente per scoprire lo stato dell'HIV, e viene di solito considerato una prova sufficiente per affermare che qualcuno è infetto da questo virus.
Un test chiamato Western Blot viene spesso usato come conferma. Per quanto riguarda il test ELISA, viene aggiunto un campione del sangue del paziente a un mix di proteine. Si dà per scontato che, se nel sangue si trovano degli anticorpi dell'HIV, essi reagiscano alle proteine HIV a cui vengono mescolati.

(Lynne McTaggart; da, Ciò che i dottori non dicono, Macro Edizioni).

In Australia un gruppo di ricercatori del Royal Perth Hospital, definito "The Perth Group", ha concentrato le proprie ricerche sull'isolamento dell' HIV e sulla validità dei test ELISA (test di primo livello, il più utilizzato), Western Blot (secondo livello, considerato più attendibile) e Viral Load (l'ultimo apparso); hanno concluso le loro ricerche affermando che nessuno dei lavori pubblicati dimostra che l'HIV sia stato isolato e che i tre test non provano affatto la presenza del virus HIV nei campioni di sangue sottoposti a test. (Ansa)
www.theperthgroup.com

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Non tutti gli sportivi hanno reagito alla notizia della sieropositività con la forza d’animo di Magic Johnson (né lo si poteva pretendere) - USA; Los Angeles (California), 24 luglio 2007 
Nel 1996 Tommy Morrison aveva 27 anni, due titoli di campione del mondo dei pesi massimi (Ibf e Wbo) e un ruolo importante in "Rocky 5" già alle spalle, un cammino che il furbo Don King gli stava facendo percorrere match dopo match per arrivare al big fight contro Mike Tyson da grande rivale bianco. Poche ore prima di un incontro con Arthur Weathers a Las Vegas, il suo manager gli comunicò che il test Hiv di routine aveva dato esito positivo, cosa che annullava la sua licenza di pugile. Tre giorni dopo Morrison convocò una conferenza stampa nella quale ammise una vita sessuale molto promiscua, e sparì dalla circolazione.

DUBBI SUL TEST  
Ricomparve qualche tempo dopo nelle pagine di cronaca nera, con una condanna a 14 mesi per guida in stato di ubriachezza.
Morrison ha sempre negato la validità del test, sostenendo che si trattò che si trattò di un errore nel migliore dei casi, e di un piano dei promoter per levarlo di torno nel peggiore. Suoi interventi sono comparsi anche sui siti che confutano la reale esistenza dell’Aids, considerandolo piuttosto un complotto governativo.
All’inizio di quest’anno, sostenendo che un nuovo test non aveva rilevato tracce del virus, ha ottenuto una licenza in Virginia tornando a combattere dopo 11 anni. Ma prima di riammetterlo sui propri ring, i più ricchi, il Nevada pretende nuovi controlli, considerando più che validi quelli del ’96. E tra un ricorso e l’altro, il caso Morrison continua.....per le pressioni di coloro che insistono sul test che e' chiaramente faudolento....

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Siti per approfondire (English)
- http://rethinkingaids.com/ Group for the Scientific Reappraisal of the HIV/AIDS Hypothesis.

- www.virusmyth.net/aids/ A rethinking
AIDS Web site. Is HIV - the AIDS virus - harmless ? Is AIDS not contagious ? Are the HIV/AIDS tests worthless ? Are AIDS medications killing patients ? Find out what the AIDS establishment and media do not want you to know...

- www.duesberg.com/
Duesberg started questioning HIV in 1987. He claims there is no virological, nor epidemiological, evidence to back-up the HIV-AIDS hypothesis. Instead, the virus is biochemically inactive and harmless, and AIDS is not behaving as a contagious disease, he says.

- www.theperthgroup.com/
The view of The Perth Group is that the HIV/AIDS experts have not proven:
1 - The existence of a unique, exogenously acquired retrovirus, HIV.
2 - The "HIV" antibody tests are specific for "HIV" infection.
3 - The HIV theory of AIDS, that is, that HIV causes acquired immune deficiency (destruction of T4 lymphocytes=AID) or that AID leads to the development of the clinical syndrome AIDS.
4 - The "HIV genome", (RNA or DNA) originates in a unique, exogenously acquired infectious retroviral particle.
5 - HIV/AIDS is infectious, either by blood, blood products or sexual intercourse.
6 - Mother to child transmission of a retrovirus HIV or its inhibition with AZT or nevirapine.

The Perth Group has argued:
1. The impossibility of haemophiliacs acquiring HIV following factor VIII infusions.
2. That AIDS and all the phenomena inferred as "HIV" are induced by changes in cellular redox brought about by the oxidative nature of substances and exposures common to all the AIDS risk groups and to the cells used in the "culture" and "isolation" of "HIV".
3. That AIDS will not spread outside the original risk groups.
4. That the cessation of exposure to oxidants and/or use of anti-oxidants will improve the outcome of AIDS patients.
5. That the pharmacological data prove AZT cannot kill "HIV" and AZT is toxic to all cells and may cause some cases of AIDS.

I test sono inattendibili.
La soglia di concentrazione necessaria per ritenere positivo il test è stata definita arbitrariamente. Prima di eseguire i test, il sangue viene diluito (500 volte nell’Elisa* e 50 nel Western Blod*). Senza diluizione tutti risultiamo sieropositivi.
La dr.ssa australiana Eleni Papadopulus ha scoperto che tutte le proteine attribuite alla membrana del virus, sono prodotte normalmente da tutti ed elenca ben 78 cause diverse, che per l´alta concentrazione di dette proteine, danno positivo al cosiddetto test Hiv. Le più note sono: epatiti, vaccinazioni, influenze, malattie virali, l´aver partorito più di un figlio, cancro, malaria, artrite reumatoide, dislipidemia (sangue con elevati livelli di grasso o liquido) ecc.

L´Aids non è una nuova malattia.
Secondo il Centro USA per il controllo delle malattie (Center for Desease Control - CDC) è un insieme di 29 affezioni, tra cui micosi, herpes, polmoniti, diarree, alcuni tipi di cancro (linfoma non hodgkin, linfoma tipo Burkit, linfoma primitivo cerebrale, carcinoma delle cervice uterina), ecc.; queste affezioni diventano Aids quando il soggetto risulta positivo al test dell’HIV.

Ricordiamo anche le ultime frasi del dott. Luc Montagnier, co-scopritore del "cosiddetto virus HIV"...:
vedi anche: L'altra storia dell'Aids

L'esempio più vergognoso e inaffidabile di test di laboratorio, usato per scopi diagnostici, è il test per l'AIDS.
La prova immunoassorbente legata agli enzimi (ELISA) è il test usato più di frequente per scoprire lo stato dell'HIV, e viene di solito considerato una prova sufficiente per affermare che qualcuno è infetto da questo virus. Un test chiamato Western Blot viene spesso usato come conferma. Per quanto riguarda il test ELISA, viene aggiunto un campione del sangue del paziente a un mix di proteine.
Si dà per scontato che, se nel sangue si trovano degli anticorpi dell'HIV, essi reagiscano alle proteine HIV a cui vengono mescolati.
vedi: L'aids e' realmente causato da un virus ?

La prova che l'HIV provochi l'AIDS si basa completamente sull'idea che il ritrovamento dei suoi anticorpi sia la prova della presenza del virus stesso nel sangue. I dottori danno per scontato che se il vostro corpo ha creato degli anticorpi specificatamente per l'HIV, questo deve significare che una proteina del virus, e perciò il virus stesso, è presente. In altre parole, i cosiddetti test per l'AIDS non sono in grado di scoprire o meno la presenza dell'HlV, ma solo la presenza degli anticorpi per combatterlo, cioè il segno che il corpo ha combattuto l'infezione e ha vinto. Con il test Western Blot, queste proteine dell'HIV vengono isolate; quando vengono mescolate con un campione di sangue, ogni proteina indicherà se si è legata ad un anticorpo.
Oltre a non essere in grado di trovare l'HIV, questi test sono conosciuti per la loro inaffidabilità; in Russia, nel 1990, su 20.000 persone risultate positive ai test ELISA, solo 112 sono in seguito state confermate positive con il test Western Blot, così dichiara il biofisico australiano Eleni PapadopoulosEleopulos, che ha studiato entrambi i test in maniera approfondita. Il governo francese considera questi test talmente inaffidabili che recentemente ha ritirato dal mercato nove dei trenta test per l'HIV disponibili.
L'altro problema è che nessuno dei due test utilizzati è specifico per l'HIV; entrambi reagiscono a molte altre proteine causate da altre malattie. Per esempio la proteina p24, generalmente accettata come prova dell'esistenza dell'HlV, si trova in tutti i retrovirus che vivono nel corpo e non provocano nessun danno.
Questo significa che la p24 non è solo presente nell'HIV, come il Dott. Robert Gallo, co-scopritore del virus HIV, ha ripetutamente dichiarato. L'epatite B e C, la malaria, il virus del papilloma umano, la febbre ghiandolare, la tubercolosi, la sifilide e la lebbra, sono solo alcune delle condizioni in grado di produrre dei test biologicamente falsi ma positivi con il metodo ELISA.
In uno studio, gli anticorpi della p24 sono stati trovati nel 13% dei pazienti con il virus del papilloma umano generalizzato, nel 24% dei pazienti con il cancro alla pelle e nel 41% dei pazienti con la sclerosi multipla. In uno studio condotto nel 1991, la metà dei pazienti con un test p24 positivo, in seguito si positivizzata.

Il Westem Blot, considerato il più accurato dei due test, non è stato provato essere migliore dell'ELlSA.
Il Dott. Max Essex dell'Università di Harvard, Scuola di Sanità Pubblica, un esperto di AIDS molto rispettato, ha scoperto che il Western Blot dava un risultato positivo nell'85% dei pazienti africani che in seguito sono stati trovati negativi all'HIV.
Alla fine, unitamente ai suoi ricercatori, ha scoperto che le proteine del germe della lebbra, che infetta milioni di africani, può apparire falsamente positivo sia con il test ELISA, sia con il test Western Blot, allo stesso modo della malaria. In uno studio su pazienti venezuelani affetti da malaria, la percentuale di falsi positivi con il Westem Blot è stata del 25-41%.
Questa documentazione è preoccupante quando si pensa che i gruppi maggiori a rischio per l'AIDS - omosessuali, tossicodipendenti ed emofiliaci vengono esposti a varie sostanze estranee come sperma, sostanze stupefacenti, trasfusioni sanguigne, componenti sanguigni, epatite, virus di Epstein Barr molti altri fattori o malattie che possono causare test di sieropositività falsi.
Altre popolazioni, esposte a un ammontare maggiore del normale di questa malattia, come gli africani e i tossicodipendenti, creano, inoltre, un numero maggiore di anticorpi del resto di noi e, per questa ragione, è possibile che i loro test per l'HIV risultino falsamente positivi.
Le trasfusioni di sangue possono anch'esse provocare un risultato falso positivo. In uno studio, I'ammontare di anticorpi HIV trovati nei test ELISA, era altissimo subito dopo la trasfusione e poi diminuiva. A un volontario vennero fatte sei iniezioni di sangue HIV negativo a intervalli di quattro giorni. Dopo la prima iniezione il suo test HIV era negativo, ma la risposta degli anticorpi HIV positivi aumentava con ogni trasfusione.
Naturalmente il problema maggiore di un test HIV è che la sieropositivltà vi etichetta sieropositivo per tutta la vita Essere sieropositivo può impedirvi di stipulare assicurazioni, di trovare lavoro, di sposarvi o anche di entrare in un altro paese.
Il test HIV può anche lanciare molti pazienti sani nella strada inesorabile del trattamento "preventivo" per l'AIDS con medicinali, i cui considerevoli effetti collaterali e anche potenzialmente letali, hanno delle somiglianze misteriose alla lista dei sintomi che i dottori descrivono come infezione da HIV o AIDS conclamata.
Tratto da Ciò che i dottori non dicono, di Lynne McTaggart. Macro Edizioni.

L´esame della viremia è male interpretato
Lo stesso ideatore del test Kary Mullis - premio nobel del ´93 - dichiara che è impossibile con il suo metodo misurare la carica virale, poiché la PCR (è questo il nome dell’esame) è talmente efficiente che amplificherebbe qualsiasi RNA (acidoribonucleico), senza distinguere se appartiene al virus o a qualche altro contaminante.
E se è sieronegativa di chi è questo RNA ?
E´ importante comprendere che la carica virale è studiata facendo completo affidamento sulla PCR.

L´Aids non è una malattia virale, quindi non è contagiosa.
L´Aids è una grave alterazione metabolica e differenti studi di ricercatori dissidenti stanno convergendo nel ritenerla una grave forma di disbiosi intestinale. Quindi metodi e parametri per la cura prevedono la detossicazione dell’organismo ed il riordino della flora batterica, analizzando caso per caso carenze e disfunzioni, in modo da attuare per ciascuno una cura mirata.


"Il paziente malato di Aids NON muore a causa del virus dell'HIV ma per alterazioni dell'assorbimento intestinale  e quindi per ipoalimentazione  (malNutrizione), dovuta a una grave micosi." (By Dott. Gerhard Orth, Leuthkirch)
+ L'altra storia dell'Aids

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