Neuropatie
periferiche HIV- correlate
– NdR utilizzando i farmaci della terapia
antiretrovirale
Fonte: BIaids.it- Canale Inform:Delta 32 Nadir
Numerose sono le neuropatie
periferiche che possono comparire in corso di infezione
da HIV:
la polineuropatia distale simmetrica, la neuropatia
tossica da farmaci antiretrovirali, la sindrome da
linfocitosi infiltrativa diffusa, le polineuropatie
infiammatorie demielinizzanti, la mononeuropatia
multifocale, la poliradiculopatia
progressiva e la polineuropatia associata alla
immunoricostituzione.
Esse rappresentano un problema clinico rilevante a causa
della loro elevata incidenza e della difficoltà di
trattamento.
La review di Sergio Ferrari e dei suoi collaboratori
dell'Università di Verona, pubblicata su Mayo Clinic
Proceedings (2006;81:213-219), fa il punto sugli aspetti
epidemiologici, patogenetici, anatomopatologici, clinici
e terapeutici di questa patologia così debilitante.
Polineuropatia distale
simmetrica
La polineuropatia distale simmetrica (PDS) è la
neuropatia periferica più frequente nell'infezione da
HIV.
E' evidente clinicamente nel 30% dei pazienti
sieropositivi e nel 100% dei casi di AIDS all'esame
autoptico. In realtà alcuni autori hanno documentato un
progressivo e significativo declino della sua prevalenza
dal 1995-96 (42.5%) al 1997-98 (34.4%).
Un recente
studio che ha incluso pazienti ambulatoriali ha
evidenziato che la prevalenza della PDS era del 13.1%.
Il rischio di DSP è stato maggiore nei primi anni di
disponibilità della terapia antiretrovirale, specie nei
pazienti che iniziavano il trattamento quando il numero
di CD4 era molto basso (50-90 c/mm3). La patogenesi è
probabilmente multifattoriale.
Un ruolo importante
sembrano svolgere gli NRTI ed altri farmaci di utilizzo
meno comune nei pazienti HIV+ come la vincristina, l'isionazide,
l'etambutolo, e il dapsone.
I meccanismi patogenetici rimangono incerti nei pazienti
non esposti ai farmaci. L'ipotesi che l'HIV possa
svolgere, esso stesso, una azione neurotossica è
limitata dal fatto che la presenza del virus a livello
dei nervi o dei gangli dorsali è stata evidenziata solo
occasionalmente. La PDS è caratterizzata dalla perdita
di fibre a livello dei nervi sensitivi con degenerazione
assonale ed attivazione di macrofagi. Si manifesta con
dolore e/o parestesie ai piedi. Spesso si associa
astenia muscolare moderata. L'esame neurologico rivela
riflessi tendinei assenti o ridotti nel 96%-100% dei
casi. La sensazione di dolore e di calore è alterata nei
segmenti più distali degli arti inferiori nell'85% dei
pazienti. L'elettromiografia evidenzia potenziali di
attivazione sensoriale ridotti o assenti.
La terapia si limita al trattamento sintomatico del
dolore ai piedi mediante anti-infiammatori non-steroidei,
analgesici ad azione locale (lidocaina e capsaicina),
antidepressivi triciclici (amitriptilina e desipramina),
anti-epilettici (gabapentina e lamotrigina), e narcotici
(oxicodone, morfina). Spesso è necessaria l'associazione
di più farmaci di diverse categorie per ottenere un
beneficio clinico. Studi recenti hanno dimostrato
l'efficacia della gabapentina e della lamotrigina.
Promettenti sembrano essere il nerve growth-factor ed il
prosaptide (polipeptide con proprietà neuroregenerative).
Inefficaci sembrano essere, invece, l'agopuntura e l'amitriptilina.
Neuropatia tossica
Nei pazienti che assumono NRTI e/o inibitori delle
proteasi (indinavir, saquinavir, ritonavir) possono
manifestarsi polineuropatie periferiche clinicamente
simili alla PDS.
Prima di porre diagnosi di neuropatia tossica da farmaci
anti-retrovirali è opportuno escludere altre cause quali
l'alcolismo cronico, l'uremia, il deficit di vitamina
B12 ed il diabete mellito. La terapia è la stessa della
PDS.
Recentemente è stata descritta, nei pazienti in
trattamento con NRTI, una sindrome caratterizzata da
iperlattatemia, nausea, vomito, epatomegalia e
progressiva debolezza muscolare.
La debolezza muscolare compare rapidamente in giorni o
settimane ed evolve, in alcuni casi, verso
l'insufficienza respiratoria ed il decesso. In un studio
relativo a 69 pazienti affetti da tale sindrome, la
mortalità è stata del 13%.
La patogenesi sarebbe
riconducibile alla tossicità mitocondriale
NRTI-correlata (soprattutto stavudinacorrelata), sebbene
non possano escludersi meccanismi immuno-mediati.
Sindrome da linfocitosi infiltrativa diffusa
E' caratterizzata da una persistente linfocitosi CD8
policlonale e da infiltrazione linfocitaria CD8 delle
ghiandole salivari, dei polmoni, dei reni, del tratto
gastrointestinale e dei nervi periferici. I pazienti
affetti da tale sindrome tendono ad avere un numero
maggiore di CD4, meno infezioni opportunistiche ed una
sopravvivenza maggiore.
La neuropatia è multifocale, dolorosa (il dolore è acuto
o sub-acuto) e simmetrica.
L'elettromiografia evidenzia un coinvolgimento assonale.
La biopsia rivela infiltrati linfocitari (di CD8) ed
abbondante espressione di proteina HIV p24 senza necrosi
della parete vasale. La terapia si basa sulla HAART e
sui corticosteroidi.
Polineuropatie infiammatorie demielinizzanti
Sono caratterizzate dall'insorgenza di una condizione
progressiva di debolezza a livello degli arti superiori
ed inferiori e da modesti sintomi sensitivi. Non sono
prerogativa dell'infezione da HIV potendo insorgere
anche in pazienti sieronegativi.
Anche se la loro
incidenza è in aumento tra i pazienti HIV+, rimangono
comunque patologie poco comuni.
Nelle forme acute i sintomi raggiungono l'apice entro 4
settimane dall'insorgenza, mentre nelle forme croniche
persistono per più di 8 settimane e sono intermittenti.
Da un punto di vista anatomopatologico, le
polineuropatie infiammatorie sono caratterizzate da
demielinizzazione segmentaria, da attivazione
macrofagica e da infiltrazione da parte di cellule
mononucleate delle guaine nervose e da edema endoneurale.
La terapia, simile a quella che si adotta nei pazienti
sieronegativi, si basa, nelle forme acute, sulla
plasmaferesi e su alte dosi di immunoglobuline; nelle
forme croniche sul prednisone.
Mononeurite multipla
E' una rara patologia che può insorgere sia nelle fasi
precoci che in quelle tardive dell'infezione da HIV. Le
forme precoci sono su base disimmune o secondarie ad una
vasculite (quest'ultima compare nello 0.3-1% dei
pazienti con AIDS). Le forme tardive sono secondarie
all'infezione da CMV, alla varicella zoster o
all'epatite C.
Clinicamente si caratterizza per sintomi e segni di
coinvolgimento sensitivo con intorpidimento e formicolio
a livello del territorio di un nervo periferico. Possono
associarsi l'interessamento motorio e sensitivo di nervi
contigui nei giorni o nelle settimane successive. L'elettromiografia
evidenzia una riduzione multifocale sensitiva e motoria
della trasmissione nervosa.
Nelle forme secondarie a
seguito di vasculite, la terapia si basa sull'uso di
corticosteroidi ed immunoglobuline. Nelle forme da CMV,
si ricorre a ganciclovir, foscarnete e cidofovir.
Poliradiculopatia progressiva
E' una poliradiculopatia ad incidenza sconosciuta
secondaria all'infezione da CMV (più spesso), alla lue,
alle infezioni da micobatteri, all'Herpes simplex, al
criptococco, e ai linfomi. Per lo più compare nei
pazienti con infezione avanzata e/o basso numero di CD4.
L'insorgenza è subacuta ed il decorso è di giorni o
settimane.
Il dolore lombare irradiato ad un arto inferiore e la
successiva debolezza muscolare sono i sintomi d'esordio
più comuni.
Se non trattata, la poliradiculopatia
progredisce fino ad una paralisi flaccida con
incontinenza fecale ed urinaria. Nelle fasi più avanzate
si può avere interessamento anche degli arti superiori.
Nelle forme da CMV l'esame del liquor evidenzia
pleocitosi da polimorfonucleati, elevati livelli di
proteine ed ipoglicorrachia.
Il CMV può essere
evidenziato con la PCR. Nelle forme tubercolare e
luetiche, il liquor mostra, rispettivamente, una
pleocitosi linfocitica e da polimorfonucleati. La
terapia prevede l'utilizzo di ganciclovir, foscarnet e
cidofovir nelle forme da CMV. Un trattamento tempestivo,
prima della insorgenza di necrosi a livello delle
strutture nervose, garantisce un decorso migliore.
Farmaci specifici sono utilizzati nelle
poliradiculopatie secondarie ad altri patogeni.
Polineuropatia associata alla immunoricostituzione
Alcuni autori hanno documentato la comparsa della
Sindrome di Guillain-Barrè in pazienti sieropositivi
immediatamente dopo l'inizio della terapia
antiretrovirale o a distanza di alcune settimane. E'
probabile che in questi pazienti sia intervenuta una
risposta infiammatoria immuno-mediata nei confronti del
sistema nervoso periferico.
Tratto da:
http://www.poloinformativohiv.info
Commento NdR:.....e questo grazie anche
ai farmaci che propinano ai malati di Aids, anziche'
aiutarli con la Medicina
Naturale !
si consiglia di SEGUIRE le indicazioni del
Protocollo della Salute
per la disintossicazione
dell'organismo.
le teorie ufficiali e le relative "cure", sono tutte
illazioni, per di piu' fasulle, perche' la
malattia chiamata AIDS
NON e' generata da un
virus, l'ipotetico
HIV, ma bensi da varie concause, quindi
cercare di distruggere un ipotetico virus e' follia
totale, mentre e' il riordino del Metabolismo cellulare
che va garantito e ripristinato !
"Il paziente malato di
Aids NON muore a causa del virus
dell'HIV ma
per alterazioni dell'assorbimento intestinale
e
quindi per ipoalimentazione (malNutrizione),
dovuta a una grave
micosi." (By Dott.
Gerhard Orth, Leuthkirch)
La vera terapia per l'aids e' questa:
Nutriterapia Metabolica
+
L'altra storia dell'Aids +
Hiv
virus inventato
vedi: HIV
e' uno
pseudovirus +
L'Aids e' realmente
causato da un virus ?
+
HIV Virus inventato ?
+
Bibliografia su
Aids
+
La dott.essa
Papadopoulos e l'aids
+
l'aids e' stato inventato in USA ?
+
I Postulati di Koch
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Studio recente (2009) sulla sopravvivenza dei malati con
farmaci retrovirali:
http://www.sanitanews.it/quotidiano/intarticolo.php?id=2566
AIDS: IN NOVE ANNI I DECESSI CALANO DAL 94% AL 9%
I dati del Rapporto del centro operativo AntiAids dell’ISS,
Crescono le aspettative di vita per i malati di AIDS che
assumono farmaci antivirali. .....
Commento NdR: Quello studio NON dimostra
assolutamente NULLA sul legame virus
HIV = AIDS, che
MAI e' stato dimostrato, ma fornisce solo statistiche di
sopravvivenza allungata con determinati farmaci;
prima li facevano fuori facilmente con l'AZT,
ora hanno trovato come sfruttarli meglio.... e
piu' a lungo...! ....di guarigione NON se ne deve
parlare assolutamente, altrimenti come si puo'
continuare a
sfruttare.....i malati....