La
diarrea è un problema molto facilmente frequente tra i pazienti malati,
specie quelli di aids e/o
quelli che fra di essi, utilizzano farmaci di sintesi e
Vaccini.
Sebbene
l'incidenza del problema diarrea associato alla malattia possa diminuire
dopo una terapia a base di antiretrovirali molto intensa (HAART), molti
pazienti in AIDS continuano ad avere diarrea cronica con patogeni non
identificabili nonostante una valutazione estensiva.
Perché i
medici della
medicina allopatica non conoscono le
VERE cause
che è evidentemente una forte e cronica
disbiosi per la precedente
proliferazione della
Candida Albicans, noto fungo patogeno che genera anche micotossine, autogenerato
dalla proliferazione anomala della microflora +
quella fungina
per le mutate condizioni (acidosi) dell’ambiente
intestinale, per via
di: droghe,
trasfusioni,
vaccini,
farmaci,
alimenti
inadatti,
stress e
comportamenti anti Etica che il malato ha compiuto in parte od
integralmente contro al sua stessa vita.
A
prescindere dalle cause, la diarrea associata all'AIDS ha comportato un
significativo aumento dei costi economici e sociali per i pazienti con
AIDS coinvolti, in confronto a soggetti che non mostrano tale problema.
Per
forza quei medici non sapendo come curare quel problema aggravano lo stato
dei pazienti con i farmaci bomba che gli propinano.
L'SP-303
(ProvirTM) è un acido labile, [proantocianidina oligomerica], che è
stato isolato dal lattice della Croton lechileri (famiglia delle
Euphorbiaceae).
Questa specie di pianta è ampiamente diffusa in tutta
l'America Centrale e Meridionale ed è nota per le sue proprietà
medicinali, anche nei confronti della diarrea.
Senza
l’utilizzo di questa pianta che sicuramente può essere utile, secondo
la medicina naturale -
vedi Protocollo della
salute - e dopo aver
controllato che il paziente non abbia amalgami dentali in bocca, occorre
far assumere delle forti dosi 3 volte al dì x 3 mesi, di
fermenti lattici multibatterici,
dopo aver appurato quali fermenti siano adatti al
soggetto malato.
Dopo
30 giorni dall’assunzione dei fermenti, iniziare contemporaneamente
l’assunzione di micro diete (capsule di
enzimi +
vitamine e
minerali +
frutta e verdura
liofilizzata) tutti i giorni assunti solo con i fermenti del mattino.
Far bere
giornalmente dell’acqua basica + assunzione di semi di pompelmo;
successivamente dopo 16 giorni di trattamento,
solo quando le feci si sono normalizzate,
iniziare con 1 lavaggio del colon, con
idro colon terapia settimanale, successivamente una volta
ogni 15 giorni x minimo
3 mesi.
L’alimentazione
DEVE essere a base di
Mais
e
Riso e deve divenire a poco a poco quasi vegetariana
(crudista)
con alimenti che NON creino reazioni acide nei processi di
digestione
(vedi salumi, carni rosse, formaggi, latte vaccino, pomodori, pasta di
grano ecc.).
SEGUIRE le indicazioni del Protocollo della
salute
per la disintossicazione
dell'organismo.
Per i particolari delle cure naturali vedi
anche:
Cure
Naturali
"Il paziente malato di
Aids NON muore a causa del virus
dell'HIV ma
per alterazioni dell'assorbimento intestinale
e
quindi per ipoalimentazione (malNutrizione),
dovuta a una grave
micosi." (By Dott.
Gerhard Orth, Leuthkirch)
La vera terapia per l'aids e' questa:
Nutriterapia Metabolica
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
AIDS e HIV - Terapia
Naturale
Le diverse patologie che definiscono la sindrome
dell’AIDS - affezioni dovute a miceti patogeni a livello
polmonare, delle mucose, del cervello e degli organi
interni, nonché alterazioni degenerative a livello delle
cellule endoteliali dei vasi sanguini e dei vasi
linfatici (Sarcoma di Kaposi) - sono la conseguenza di
una carenza protratta di glutatione che altera la
produzione di ossidi di azoto (NO) e radicali di
ossigeno gassosi negli immunociti ed in altre cellule
dell’organismo. In queste condizioni, le cellule T-4
helper sono presenti prevalentemente sotto forma di
cellule con citochine dal profilo Th2 che – dopo il
contatto con le cellule B – producendo anticorpi,
attivano la difesa contro batteri e tossine, ma in
misura minore rispetto alle cellule T-4 helper con
citochine dal profilo Th1 che, a loro volta, attivano
cellule killer per attaccare con gas NO le cellule
infette da funghi, virus e micobatteri. Ove questa
condizione di commutazione Th1-Th2 persiste, la
produzione di gas NO viene a cessare completamente.
L’incrementato decadimento delle cellule provoca un
maggiore rilascio di proteine del citoscheletro e dei
mitocondri; aumenta di conseguenza la produzione di
anticorpi contro queste e contro un gran numero di
antigeni diversi. Quando la quantità di tali anticorpi
raggiunge un determinato livello, i test degli anticorpi
HIV danno il noto esito di "HIV-positività" o
“sieropositività”.
Una commutazione Th1-Th2
persistente a livello di citochine delle cellule T-4
helper è il risultato:
- di una sensibilità redox
fortemente accresciuta di natura genetica o non
genetica, sempre più frequente in seguito alla
diffusione (dopo il 1945) dei moderni vaccini ed
antibiotici che esercitano un’azione intracellulare. Se
associata al contatto con le contaminazioni tossiche
normali nella nostra epoca (ambiente, alimentazione e
farmaci), conduce ad una rapida e persistente
controregolazione del tipo II (commutazione Th1-Th2) e
compromette la sintesi del glutatione e di altri enzimi
antiossidanti (carenze di tioli).
- di un contatto ripetuto
con antigeni dovuto a lesioni ripetute ed interventi
chirurgici, alle infezioni croniche (ad es. epatite B) e
all’assunzione di acqua contaminata, alla penetrazione
ripetuta di proteine estranee nel circolo del sangue
(causata dalle proteine coagulanti nei preparati ematici
e dallo sperma nei rapporti anali non protetti), al
contatto con sostanze tossiche negli alimenti
(conservanti e fungicidi), alla trasmissione attraverso
la pelle (colori ago nitrosativi e sostanze usate nella
lavorazione dei prodotti tessili) e al contatto con i
metalli pesanti (p. es. mercurio, alluminio e
formaldeide nei substrati dei vaccini e nell’amalgama
delle otturazioni). Queste cause conducono ad
un’attivazione persistente dell’attività immunitaria
cellulare con una produzione eccessiva di gas NO. Ne
consegue l’inibizione delle citochine del tipo Th1 (per
impedire la distruzione del tessuto proprio) e,
attraverso un consumo maggiorato di tioli, ad
un’alterazione permanente dello stato redox nella
cellula con conseguente controregolazione persistente
verso le citochine del tipo 2 e quindi all’aumento della
produzione di cellule helper Th2 che stimolano le
cellule B ad una produzione maggiorata di anticorpi.
- dell’assunzione di nitriti
tramite inalazione („poppers"), di acque e alimenti
contaminati da nitriti (soprattutto nei paesi in via di
sviluppo). I nitriti bloccano la sintesi delle citochine
del tipo 1 e la maturazione delle cellule helper T-4.
Come l’Azatioprina, gli antibiotici, i chemioterapici e
i fungicidi essi conducono ad una commutazione Th1-Th2
prolungata e quindi a rigonfiamenti e cambiamenti
degenerativi nell’endotelio dei vasi sanguini e dei vasi
linfatici (Sarcoma di Kaposi) e in altri tessuti.
- di un deficit di molecole
di glutatione, frutto di una ridotta capacità di sintesi
del glutatione nel fegato a causa dei chemioantibiotici,
dell’epatite cronica, del forte consumo di alcool e
dell’assunzione di sostanze fortemente ossidanti,
associato ad un deficit di composti proteici tiolici
(cisteina) assunti per via alimentare. Una carenza
protratta di glutatione fa sì che, nel trasporto
attraverso la cellula, l’ossigeno non possa più essere
gradualmente ridotto, altera la produzione di energia
nelle cellule tramite i mitocondri e provoca
l’autodistruzione tramite l’NO delle cellule killer
quando attaccano cellule infette da funghi, virus e
micobatteri. Una carenza protratta di glutatione
favorisce la diffusione di funghi (ad es. Candida
Albicans) a livello intestinale e nelle mucose con
conseguente rilascio di metaboliti tossici (acetaldeide)
che, a livello epatico, compromettono la produzione di
glutatione, mentre i metabolici stessi possono essere
metabolizzati solamente con il glutatione e l’acido
glucoronico. La carenza persistente di glutatione nelle
cellule che presentano antigeni infine fa sì che le
cellule helper T-4 vengano prodotte prevalentemente
nella forma di cellule Th2, in grado cioè di attivare le
cellule B per la produzione di anticorpi contro batteri
e tossine, ma non nella forma di cellule Th1 preposte
all’attivazione di cellule killer che, tramite il gas
NO, attaccano le cellule infette da funghi, virus e
micobatteri.
- dei chemioantibiotici
(sulfonamidici e trimetoprim, come il Bactrim e
Septrim), insetticidi (p. es. il Lindan nelle pomate
contro le piattole), dei chemioterapici e nucleosidi
analogici (come l’AZT, Nevirapine). Questi bloccano la
formazione e il rilascio di acidi folici e purine,
necessari per la costruzione del DNA nei mitocondri.
Essi bloccano gli enzimi contenenti ferro e rame,
necessari per la respirazione cellulare, chiudono la
membrana mitocondriale bloccando così la produzione di
energia e l’attività antiossidante. I mitocondri -
organelli unicellulari presenti nelle cellule umane -
utilizzano l’ossigeno e gli elettroni ricchi di energia
provenienti dagli alimenti per la sintesi della molecola
vettore dell’energia metabolica ATP
(Adenosintrifosfato), necessaria per tutte le funzioni
del corpo. I mitocondri sono inoltre di fondamentale
importanza per il sistema redox, la disintossicazione
(anche dei radicali di ossigeno) e per il sistema
immunitario. I chemioantibiotici bloccano inoltre
l’enzima diidrofolato riduttasi, necessario per la
produzione del tetraidrofolato, a sua volta necessario
per la produzione della cisteina e del glutatione a
livello epatico, e per la produzione della
tetraidrobiopterina (TH IV) necessaria per la produzione
del gas NO con cui le cellule killer attaccano le
cellule infette da funghi, virus e micobatteri.
Le conseguenze del
trattamento antiretrovirale ed antibiotico
Allo stato attuale, nessuno
è mai riuscito ad isolare, fotografare o caratterizzare
per via biochimica come trasmettibili e riproducibili
secondo i criteri di Koch, i cosiddetti retrovirus HIV,
ritenuti responsabili di più di 30 patologie che
definiscono l’AIDS. Con l’AIDS si trasmettono solamente
virus, batteri e funghi noti, in grado di propagarsi
solo nelle persone con uno squilibrio prolungato del
sistema immunitario. Per ipotizzare la presenza dei
cosiddetti retrovirus HIV, nel 1984 Gallo e Montagnier
coltivarono i linfociti helper di malati di AIDS con
leucociti leucemici e cellule embrionali presentanti
un’azione fortemente incrementata della trascrizione
inversa, attivando la coltura con l’aggiunta di
idrocortisone, un ormone dello stress. La presenza
incrementata della trascrizione inversa in queste
colture cellulari veniva poi interpretata come la prova
dell’esistenza di un nuovo virus. Nei test HIV
sviluppati in seguito, un aumento degli anticorpi contro
cellule leucemiche, associato a diverse reazioni
immunitarie, dà perciò l’esito di “HIV-positività” o
“sieropositività” quando raggiunge un determinato valore
stabilito empiricamente.
I nucleosidi analogici
(aciclovir, nevirapine, DDI, ecc.) compromettono nel
giro di pochissimo tempo e in misura determinante la
maturazione di tutti gli immunociti nel midollo osseo:
delle cellule B, delle cellule T che successivamente
vengono prodotte nel timo, delle cellule dendritiche che
presentano gli antigeni e dei macrofagi. Il
danneggiamento del processo di maturazione dei nuovi
linfociti B ha come conseguenza la forte diminuzione del
loro numero e della loro attività, e l’indebolimento
della difesa contro i batteri da parte degli anticorpi,
che in questo modo si possono propagare senza ostacoli
nelle cellule. Quando le cellule helper T-4 sono in
circolo, nel tessuto linfatico incontrano un numero
molto minore di cellule B in grado di attivarle. Le
cellule helper T-4 con le citochine dal profilo Th2
circolano per 24 ore nel plasma e nel tessuto linfatico
senza avere alcuna funzione. Ciò conduce ad un aumento
delle cellule helper T-4 misurabili nel plasma.
I nucleosidi analogici e gli
inibitori della proteasi riducono fortemente il livello
dei tioli e, nei sieropositivi, acutizzano ulteriormente
la carenza di glutatione. La carenza di glutatione nelle
cellule che presentano antigeni fa sì che le cellule
helper T-4 siano presenti soprattutto con citochine dal
profilo Th2 che promuovono la produzione di anticorpi, e
meno con il profilo Th1, che attivano la difesa contro
funghi, virus e micobatteri tramite le cellule killer.
Gli inibitori della proteasi sintetici inibiscono la
produzione delle proteine per i nucleotidi, utilizzati
per la costruzione di nuove cellule in tutti gli organi.
Perciò, chi assume queste sostanze, è a rischio di
diabete, spostamento degli acidi grassi dalle estremità,
metabolismo diabetico, retiniti, formazione di calcoli
renali (calcolosi) ed insufficienza epatica.
I chemioantibiotici (Bactrim,
Septrin, TMPSMX, ecc.) che bloccano la sintesi degli
acidi folici, delle purine e dell’enzima DHFR,
compromettono la produzione di glutatione nel fegato, la
produzione di NO e il trasporto dell’ossigeno nelle
cellule. In questo modo generano un blocco persistente
di tutta l’attività immunitaria cellulare e, attraverso
una commutazione Th1-Th2 permanente, generano
un’immunodeficienza funzionale permanente. Inibendo la
respirazione cellulare generano affezioni croniche da
miceti patogeni (PCP, Candida Albicans, ecc.) a livello
di mucose, nell’intestino (diarrea cronica) e della
pelle. La somministrazione prolungata di
chemioantibiotici comporta anche l’inibizione del
tetraidrofolato necessario per la produzione
dell’uracile, e quindi all’inibizione dell’interleuchina
2, il fattore di crescita delle cellule T. Inibendo
l’acido folico biologicamente attivo, i
chemioantibiotici inibiscono anche la trasformazione
della base RNA uracile nella base DNA timina e quindi la
riparazione del DNA tramite la trascrizione inversa.
L’alterazione del genoma nei batteri che questi
scambiano fra di loro tramite plasmidi, conduce inoltre
ad una resistenza progressiva agli antibiotici.
I nucleosidi analogici (come
AZT, DDI, DDC, ecc.), bloccando la produzione di DNA,
riducono per un periodo limitato le infezioni
batteriche, fungine e la formazione di particelle non
meglio caratterizzate di sostanza messaggera (RNA)
ritenute particelle del virus HI. Ma i nucleosidi
analogici vengono fosforilati solo in ragione dell’1% e
praticamente non innestate nel nucleo, dove si presume
che fungano da terminatori DNA per l’inibizione dei
virus HI. I nucleosidi analogici e gli inibitori di
proteasi e i inibitori di fusione conducono inoltre ad
un’alterazione della biosintesi di proteine ed enzimi e,
alterando la produzione dell’acido nucleico, al
danneggiamento sia del DNA del nucleo che di quello
mitocondriale. In questo modo, prima o poi, danno luogo
a danni gravi a livello del cervello, dei muscoli
(infarto e paralisi) e degli organi interni.
In queste condizioni le
cellule passano sempre più a un metabolismo fermentativo
anaerobico che causa un eccesso di acido lattico
nell’organismo o al wasting (cachessia), in cui le
cellule attingono le sostanze necessarie direttamente
dalle proteine dei muscoli, e conducono alla formazione
di cellule neoplastiche. In presenza di un’alterazione
persistente dei mitocondri a causa della carenza di
glutatione e di danni al DNA, questi dissolvono la loro
simbiosi con il nucleo della cellula (fenomeno di
Warburg); in questo caso nel nucleo della cellula
vengono attivate sequenze di DNA primordiali e il DNA
nel nucleo garantisce la propria sopravvivenza con la
trascrizione inversa (trasferimento della sostanza
messaggero RNA nel DNA). In questo modo aumenta la
quantità di RNA misurabile nel plasma (il cosiddetto
aumento della carica virale).
Per riparare i danni al DNA
sempre più frequenti con le terapie combinate (HAART),
il consumo di RNA aumenta sensibilmente, per cui il
numero di frammenti di cellule che, con il test PCR
(reazione a catena della polimerasi) viene misurata come
carica virale HIV, diminuisce. L’alterazione della
sintesi degli acidi nucleici prodotta dalle terapie
combinate produce un’alterazione delle sequenze di
codifica del DNA del nucleo e mitocondriale,
compromettendo ulteriormente la riparazione del DNA
tramite la trascrizione inversa. L’esaurimento degli
enzimi di riparazione, infine, fa sì che i prodotti
della trascrizione inversa non possano più essere
integrati nel DNA (nuovo aumento della cosiddetta carica
virale e definiva “resistenza contro le terapie
combinate”).
Elementi di terapia a
sostegno del
sistema immunitario
- La somministrazione di
glutatione ridotto (400-600 mg/dì) in capsule resistenti
ai succhi gastrici (S-acetil-L-glutatione in
combinazione con Ginko bilobae o antociani), permette di
risolvere un’insufficienza protratta di glutatione.
All’inizio della terapia di ripristino e in presenza di
una cachessia, somministrare fino a 5 grammi di
glutatione al dì
per via endovenosa o parenterale. In presenza di
problema intestinali, il glutatione può essere
somministrato anche sotto forma di spray.
- L’apporto di composti
proteici di zolfo (N-acetil-cisteina 3-8 g/dì) – e di
acido folico (5 - 30 mg/dì) consente di ripristinare il
livello di glutatione. Gli acidi grassi polinsaturi
contenuti nell’olio di canapa, di lino, di cardo e di
anice stellata (5-6 cucchiai/dì) migliorano
l’assorbimento di ossigeno delle
cellule e la
protezione cellulare.
- La somministrazione di
glutamina (40 g/dì) e di L-arginina (20-30 g/dì) può
supportare la produzione di glutatione e la sintesi di
NO a livello epatico, entrambi decisiviper la
modulazione della risposta immunitaria delle cellule T-4
e per la remissione dei tumori.
- Il coenzima Q10 (100 – 200
mg/dì) e l’antiossidante microidrina (Active-H)
favoriscono il trasporto degli elettroni nella catena di
respirazione a livello mitocondriale. L’acido folico
(5-20mg/dì), l’acido alfalipoico (300-600 mg/dì), la
vitamina B1 (150-300 mg/dì), B6 e B12 e la
somministrazione di basse dosi di cromo (100-300 mg/dì),
selenio (250 mg) e zinco (10 mg/dì) possono supportare
l’attività mitocondriale e la riparazione dei danni al
DNA mitocondriale.
- I parassiti (p. es. vermi)
compromettono la sintesi dello NO. Un attacco contro
questi con il gas NO distruggerebbe il proprio tessuto.
Le foglie di papaia in capsule o in infuso sono efficaci
contro parassiti intestinali. I tiocianati contenuti
nelle cipolle, nei broccoli, nel cavolo cappuccio e in
altre brassicacee, e nell’aglio (possibilmente sotto
forma di succo spremuto fresco) attivano i sistemi di
disintossicazione.
L’acido glucoronico (nella bevanda fermentata Kombucha,
ricavata da un fungo fatto macerare con tè verde o
infusi di erbe) favorisce l’eliminazione delle sostanze
tossiche a livello epatico. L’attività epatica può
inoltre essere stimolata con epatoprotettori vegetali
(p. es. artiglio del diavolo (fiteuma), cardo mariano (Silybum
marianum) e Liv. 52).
- I polifenoli nella
curcumina (4 x 500mg al giorno), nel tè verde, nel Ginko
biloba, nel PADMA 28, e nel Artemisia ) supportano il
ripristino dell’equilibrio dell’ambiente redox e legano
i composti metabolici tossici dell’ossigeno.
La contemporanea somministrazione di dosi elevate di
diversi polifenoli quali la vitamina C, E oppure
beta-carotene può essere controproducente: in presenza
di metalloidi quali ferro (Fe) o rame (Ku), hanno un
effetto proossidativo e acuiscono perciò la carenza
tiolica.
- La L-carnitina serve per
l’introduzione degli acidi grassi macromolecolari
(trigliceridi) nei mitocondri. Una carenza di
L-carnitina provoca l’aumento della produzione
energetica tramite fermentazione (glicolisi). La
somministrazione di 6 grammi di L-carnitina per 14
giorni permette di compensare le carenze di carnitina
spesso associate ai malati di AIDS.
- I polianioni (condroitina
solfato, cartilagine di squalo, estratto di mollusco
perna canaliculus oppure alghe marine (agar, kelp ecc.)
consentono di proteggere la matrice carica negativamente
che esercita un ruolo importante nel sistema
immunitario. In funzione di inibitori di proteasi
naturali che attivano le antiproteasi specifiche del
corpo e legano i cationi che attaccano gli involucri
cellulari, i polianioni consentono di frenare i processi
flogistici cronici che favoriscono la necrosi delle
cellule e un’attivazione eccessiva dei macrofagi.
- Le microalghe (p. es.
alghe chlorella - 3-4 g/dì) e gli acidi grassi Omega-3 e
Omega-6 ricavati da olio di lino, di canapa, di enotera
e di pesce (3 cucchiai al dì) in quanto modulatori della
prostaglandina possono stimolare l’immunità cellulare.
In casi particolarmente gravi, le infezioni
opportunistiche possono essere trattate con gli
inibitori selettivi della ciclossigenasi-2 e con
gammaglobuline.
- L’equilibrio fra immunità
cellulare ed anticorpi (profili delle citochine Th1 e
Th2) è modulato dall’asse dello stress ormonale fra
ipotalamo, ipofisi e surrenali. L’ormone dello stress
cortisolo, rilasciato a livello di surrenali, attiva
l’immunità basata sugli anticorpi. Il suo pendant
ormonale, il DHEA, presente ovunque nell’organismo,
supporta l’immunità cellulare. La somministrazione di
DHEA-S in presenza di uno stress psichico persistente
permette di correggere uno squilibrio durevole dell’asse
dello stresso in direzione del cortisolo. L’uso di
ormoni steroide per la formazione degli muscoli cause
una soppressione continuante alla immunità.
- I mitocondri controllano
il metabolismo cellulare nonché la trasformazione e
ritrasformazione delle cellule. Gli enzimi nei
mitocondri sono controllati da ioni, a loro volta
modulati da più di 300 diversi sali minerali presenti
nell’organismo. Un approvvigionamento sufficiente è
possibile con
miscele basiche di sali
minerali.
- La
Candida Albicans
può essere combattuta efficacemente con capsule
resistenti ai succhi gastrici di acido caprilico (Mycopril
Biocare, in Germania: Runge Pharma), ricavato dalla noce
di cocco, con biotina (vitamina H), con aloe vera e
sostanze probiotiche (Bevanda di pane Kanne, acidi
lattici destrogiri, Vitabiosa, EM, Mankoso), con i
batteri bifidus e acidofilus e con artemisia annua.
Perché la terapia abbia successo è necessario seguire
una dieta completamente senza zucchero e bevande
addolcite, miele, farina bianca, prodotti a base di
latte acido, panna, tuorlo fresco, frutta secca, funghi,
prodotti fermentati (vino, tè nero, salse di soia,
dato), prodotti affumicati, sotto olio e sott’aceto o
contenenti malto, che dovranno essere sostituiti da
un’alimentazione povera di grassi, ma ricca di basi con
carboidrati integrali (patate, fiocchi integrali, pane e
pasta integrali, riso integrale, yoghurt biologico
fresco, noci fresche, succhi di frutta freschi, frutta,
verdura, insalate, olio d’oliva, aglio, pesce e carne
biologica fresca, nonché tè verde e infusi di erbe.
L’equilibrio acidi-basi può essere migliorato con la
somministrazione di miscele di basi e la digestione in
generale con enzimi (Wobenzym). La N-acetil-glucosamina,
la crusca di riso, la L-glutamina e FOS (Fructooligosaccharidi)
favoriscono il ripristino della mucosa intestinale.
- Le malattie fungine e
infezioni interne, sulla pelle e in bocca possono essere
trattate con estratti di pompelmo (gocce) e con le
emulsioni ricavate da questi, efficaci contro un gran
numero di funghi, virus e batteri gram-positivi e
gram-negativi. Esternamente sono efficaci anche le creme
con veleni di serpenti o zolfo, nonché l’olio di
melaleuca o l’acidophilus.
- Con una riduzione mirata
dello stress (training autogeno, stretching e massaggi),
l’uso di sonniferi naturali (melatonina) e la rinuncia
al consumo frequente di droghe per migliorare le
prestazioni fisiche e psichiche (zucchero, caffè,
alcool, nicotina, hashish, anfetamine, extasy, ecc.,
cocaina, eroina e poppers), che producono un rilascio
maggiore di ormoni dello stress.
- Le reazioni flogistiche ed
infezioni (epatiti e malattie veneree) ripetute possono
essere evitate riducendo al minimo le ferite, curando
accuratamente le ferite ed utilizzando il preservativo
per i rapporti anali. Rinunciando all’inalazione di
nitriti (poppers) si evita l’ingrossamento dei linfonodi
che potrebbe dare luogo ad alterazioni del tessuto e a
patologie fungine.
- Riducendo l’infusione di
proteine coagulanti con emoderivati.
... nei sieropositivi e nei
pazienti affetti da AIDS è possibile ripristinare l’endosimbiosi
cellulare e una risposta immunitaria flessibile. Nella
somministrazione limitata nel tempo di antibiotici è
assolutamente necessario proseguire con questa terapia
di base.
Una mistura individuale degli sostanze necessari sulla
base di Guar po’ essere composito dopo un test di sangue
(www.unisan.de,
www.iabc.ch).
Il successo di questa
terapia supportante il sistema immunitario che deve
essere adattata al quadro clinico individuale può essere
monitorato misurando gli oligoelementi, il profilo degli
ormoni dello stress, il rapporto fra cellule T-4/T-8,
l’attivazione dei macrofagi (test della neopterina), il
livello di ferritina nel siero, il livello di glutatione
nel plasma e nelle cellule helper T-4 e con il test
dell’anergia cutanea (test DTH, reazione della pelle
agli antigeni).
Studiengruppe AIDS-Therapie c/o F. de Fries, Eglistr. 7,
CH 8004 Zürich
La vera terapia per l'aids e' questa:
Nutriterapia Metabolica +
L'altra storia dell'Aids +
Hiv
virus inventato