|
Ecco cosa
afferma il ricercatore dr.
Peter Duesberg (Virologo di fama mondiale)
"L'AIDS e' causato principalmente dalle Droghe
(NdR: anche farmaci di
sintesi +
Vaccini)
e da
altri cofattori NON infettivi,
es. trasfusioni"
vedi:
Raccomandazioni e Consigli
+
Protocollo della
salute +
Nutriterapia
+
L'altra storia dell'Aids +
Hiv
virus inventato
"Il paziente malato di
Aids NON muore a causa del virus
dell'HIV ma
per alterazioni dell'assorbimento intestinale
e
quindi per ipoalimentazione (malNutrizione),
dovuta a una grave
micosi." (By Dott.
Gerhard Orth, Leuthkirch)
La macchina della falsa propaganda,
continua a disinformare la popolazione del mondo intero ....
Dopo gli
ultimi aggiornamenti in materia Aids riguardanti la
scarsita' scientifica del
Test specifico e altro, riporto un altro
interessante articolo pubblicato ieri (29 giugno) dalla
Yahoo News dal titolo:
Sud African Defies AIDS Through Diet, Will to Live.
L'articolo parla di un signore Sud Africano di 43 anni,
David Patient, che fu diagnosticato positivo all'Aids 21
anni fa. Quest'uomo e' sopravvissuto curando la propria
nutrizione, senza prendere farmaci antivirali, farmaci
come l'AZT
piu' e piu' volte accusato di avere effetti
collaterali simili alla malattia stessa.
Tratto da: newmediaexplorer.org
Gli sconvolgenti
documenti ufficiali, alcuni dei quali totalmente inediti
in Italia, che provano la truffa dell'Hiv-Aids.
Fatti a me ben noti, da giornalista investigativo e
dati per scontati gia' nel 1983....
Frutto di 3 anni di ricerca intesa e ostacolata di un
dottore italiano che, minacciato di morte, è emigrato all'estero.
Facciamo girare e diffondiamo il più possibile per
favore. Grazie a tutte/i.
http://www.scribd.com/doc/135713547/Hiv-La-Frode-Scientifica-Del-Secolo-documenti-Ufficiali
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Raccomandazioni terapeutiche per
HIV-positivi e malati di AIDS
Raccomandazioni terapeutiche basate sulle ricerche del
Dr. med. Heinrich
Kremer
(Barcellona)
[“La Rivoluzione Silenziosa della Medicina del Cancro e
dell’AIDS“, Macroedizioni 2003 – ISBN 88-7507-331-7],
dei Prof. Dr. med. Alfred Hässig (Berna), Dr. Eleni
Papadopulos (Perth), Dr. Stefan Lanka (Stoccarda),
Etienne de Harven (Francia), MD Roberto Giraldo (USA) e
Gerry B. Mullis (USA),
disponibili su
www.aids-info.net
e
www.ummafrapp.de www.virusmyth.com
e lavori di L.A. Herzenberg, J.D. Peterson e S.C. De
Rosa, W. Droege, J.K. Shabert, G. Ohlen-schlaeger, C.
Richter, V.Hack, H. Rode, E.A. Newsholme, C De Simone,
S.J. Ferrando, C. de Back, M. Clerici, G.M. Shearer,
M.C. Dalakas, G.Tomelleri, E. Benbrik, G.A. Cannon, B.D.
Cheson, e L. Chaitow:
www.ncbi.nlm.nih.gov
Le diverse patologie che definiscono la
sindrome dell’AIDS - affezioni dovute a miceti patogeni
a livello polmonare, delle mucose, del cervello e degli
organi interni, nonché alterazioni degenerative a
livello delle cellule endoteliali dei vasi sanguini e
dei vasi linfatici (Sarcoma di Kaposi) - sono la
conseguenza di una carenza protratta di glutatione che
altera la produzione di ossidi di azoto (NO) e radicali
di ossigeno gassosi negli immunociti ed in altre cellule
dell’organismo. In queste condizioni, le cellule T-4
helper sono presenti prevalentemente sotto forma di
cellule con citochine dal profilo Th2 che – dopo il
contatto con le cellule B – producendo anticorpi,
attivano la difesa contro batteri e tossine, ma in
misura minore rispetto alle cellule T-4 helper con
citochine dal profilo Th1 che, a loro volta, attivano
cellule killer per attaccare con gas NO le cellule
infette da funghi, virus e micobatteri.
Ove questa condizione di commutazione Th1-Th2 persiste,
la produzione di gas NO viene a cessare completamente.
L’incrementato decadimento delle cellule provoca un
maggiore rilascio di proteine del citoscheletro e dei
mitocondri; aumenta di conseguenza la produzione di
anticorpi contro queste e contro un gran numero di
antigeni diversi. Quando la quantità di tali anticorpi
raggiunge un determinato livello, i test degli anticorpi
HIV danno il noto esito di "HIV-positività" o “sieropositività”.
Una commutazione Th1-Th2 persistente a
livello di citochine delle cellule T-4 helper è il
risultato:
- di una sensibilità redox fortemente
accresciuta di natura genetica o non genetica, sempre
più frequente in seguito alla diffusione (dopo il 1945)
dei moderni vaccini ed antibiotici che esercitano
un’azione intracellulare. Se associata al contatto con
le contaminazioni tossiche normali nella nostra epoca
(ambiente, alimentazione e farmaci), conduce ad una
rapida e persistente controregolazione del tipo II
(commutazione Th1-Th2) e compromette la sintesi del
glutatione e di altri enzimi antiossidanti (carenze di
tioli).
- di un contatto ripetuto con antigeni
dovuto a lesioni ripetute ed interventi chirurgici, alle
infezioni croniche (ad es. epatite B) e all’assunzione
di acqua contaminata, alla penetrazione ripetuta di
proteine estranee nel circolo del sangue (causata dalle
proteine coagulanti nei preparati ematici e dallo sperma
nei rapporti anali non protetti), al contatto con
sostanze tossiche negli alimenti (conservanti e
fungicidi), alla trasmissione attraverso la pelle
(colori ago nitrosativi e sostanze usate nella
lavorazione dei prodotti tessili) e al contatto con i
metalli pesanti (p. es.
mercurio,
alluminio e
formaldeide nei substrati dei
vaccini e nell’amalgama
delle otturazioni).
Queste cause conducono ad un’attivazione persistente
dell’attività immunitaria cellulare con una produzione
eccessiva di gas NO. Ne consegue l’inibizione delle
citochine del tipo Th1 (per impedire la distruzione del
tessuto proprio) e, attraverso un consumo maggiorato di
tioli, ad un’alterazione permanente dello stato redox
nella cellula con conseguente controregolazione
persistente verso le citochine del tipo 2 e quindi
all’aumento della produzione di cellule helper Th2 che
stimolano le cellule B ad una produzione maggiorata di
anticorpi.
- dell’assunzione di nitriti tramite
inalazione („poppers"), di acque e alimenti contaminati
da nitriti (soprattutto nei paesi in via di sviluppo). I
nitriti bloccano la sintesi delle citochine del tipo 1 e
la maturazione delle cellule helper T-4. Come l’Azatioprina,
gli antibiotici, i chemioterapici e i fungicidi essi
conducono ad una commutazione Th1-Th2 prolungata e
quindi a rigonfiamenti e cambiamenti degenerativi
nell’endotelio dei vasi sanguini e dei vasi linfatici
(Sarcoma di Kaposi) e in altri tessuti.
- di un deficit di molecole di
glutatione, frutto di una ridotta capacità di sintesi
del glutatione nel fegato a causa dei chemioantibiotici,
dell’epatite cronica, del forte consumo di alcool e
dell’assunzione di sostanze fortemente ossidanti,
associato ad un deficit di composti proteici tiolici (cisteina)
assunti per via alimentare. - vedi:
Nutriterapia
Una carenza protratta di glutatione fa sì che, nel trasporto attraverso la
cellula, l’ossigeno non possa più essere gradualmente
ridotto, altera la produzione di energia nelle cellule
tramite i mitocondri e provoca l’autodistruzione tramite
l’NO delle cellule killer quando attaccano cellule
infette da funghi, virus e micobatteri.
Una carenza
protratta di glutatione favorisce la diffusione di
funghi (ad es. Candida Albicans) a livello intestinale e
nelle mucose con conseguente rilascio di metaboliti
tossici (acetaldeide) che, a livello epatico,
compromettono la produzione di glutatione, mentre i
metabolici stessi possono essere metabolizzati solamente
con il glutatione e l’acido glucoronico.
La carenza
persistente di glutatione nelle
cellule che presentano
antigeni infine fa sì che le cellule helper T-4 vengano
prodotte prevalentemente nella forma di cellule Th2, in
grado cioè di attivare le cellule B per la produzione di
anticorpi contro batteri e tossine, ma non nella forma
di cellule Th1 preposte all’attivazione di cellule
killer che, tramite il gas NO, attaccano le cellule
infette da funghi, virus e micobatteri.
- dei chemioantibiotici (sulfonamidici
e trimetoprim, come il Bactrim e Septrim), insetticidi
(p. es. il Lindan nelle pomate contro le piattole), dei
chemioterapici e nucleosidi analogici (come l’AZT,
Nevirapine). Questi bloccano la formazione e il rilascio
di acidi folici e purine, necessari per la costruzione
del DNA nei mitocondri. Essi bloccano gli enzimi
contenenti ferro e rame, necessari per la respirazione
cellulare, chiudono la membrana mitocondriale bloccando
così la produzione di energia e l’attività
antiossidante. I mitocondri - organelli unicellulari
presenti nelle cellule umane - utilizzano l’ossigeno e
gli elettroni ricchi di energia provenienti dagli
alimenti per la sintesi della molecola vettore
dell’energia metabolica ATP (Adenosintrifosfato),
necessaria per tutte le funzioni del corpo. I mitocondri
sono inoltre di fondamentale importanza per il sistema
redox, la disintossicazione (anche dei radicali di
ossigeno) e per il sistema immunitario.
I chemioantibiotici bloccano inoltre l’enzima diidrofolato
riduttasi, necessario per la produzione del
tetraidrofolato, a sua volta necessario per la
produzione della cisteina e del glutatione a livello
epatico, e per la produzione della tetraidrobiopterina (TH
IV) necessaria per la produzione del gas NO con cui le
cellule killer attaccano le cellule infette da funghi,
virus e micobatteri.
Le conseguenze del trattamento
antiretrovirale ed antibiotico
Allo stato attuale, nessuno è mai
riuscito ad isolare, fotografare o caratterizzare per
via biochimica come trasmettibili e riproducibili
secondo i criteri di Koch, i cosiddetti retrovirus HIV,
ritenuti responsabili di più di 30 patologie che
definiscono l’AIDS. Con l’AIDS si trasmettono solamente
virus, batteri e funghi noti, in grado di propagarsi
solo nelle persone con uno squilibrio prolungato del
sistema immunitario. Per ipotizzare la presenza dei
cosiddetti retrovirus HIV, nel 1984 Gallo e Montagnier
coltivarono i linfociti helper di malati di AIDS con
leucociti leucemici e cellule embrionali presentanti
un’azione fortemente incrementata della trascrizione
inversa, attivando la coltura con l’aggiunta di
idrocortisone, un ormone dello stress. La presenza
incrementata della trascrizione inversa in queste
colture cellulari veniva poi interpretata come la prova
dell’esistenza di un nuovo virus. Nei test HIV
sviluppati in seguito, un aumento degli anticorpi contro
cellule leucemiche, associato a diverse reazioni
immunitarie, dà perciò l’esito di “HIV-positività” o
“sieropositività” quando raggiunge un determinato valore
stabilito empiricamente.
I nucleosidi analogici (aciclovir,
nevirapine, DDI, ecc.) compromettono nel giro di
pochissimo tempo e in misura determinante la maturazione
di tutti gli immunociti nel midollo osseo: delle cellule
B, delle cellule T che successivamente vengono prodotte
nel timo, delle cellule dendritiche che presentano gli
antigeni e dei macrofagi. Il danneggiamento del processo
di maturazione dei nuovi linfociti B ha come conseguenza
la forte diminuzione del loro numero e della loro
attività, e l’indebolimento della difesa contro i
batteri da parte degli anticorpi, che in questo modo si
possono propagare senza ostacoli nelle cellule. Quando
le cellule helper T-4 sono in circolo, nel tessuto
linfatico incontrano un numero molto minore di cellule B
in grado di attivarle. Le cellule helper T-4 con le
citochine dal profilo Th2 circolano per 24 ore nel
plasma e nel tessuto linfatico senza avere alcuna
funzione. Ciò conduce ad un aumento delle cellule helper
T-4 misurabili nel plasma.
I nucleosidi analogici e gli inibitori
della proteasi riducono fortemente il livello dei tioli
e, nei sieropositivi, acutizzano ulteriormente la
carenza di glutatione. La carenza di glutatione nelle
cellule che presentano antigeni fa sì che le cellule
helper T-4 siano presenti soprattutto con citochine dal
profilo Th2 che promuovono la produzione di anticorpi, e
meno con il profilo Th1, che attivano la difesa contro
funghi, virus e micobatteri tramite le cellule killer.
Gli inibitori della proteasi sintetici inibiscono la
produzione delle proteine per i nucleotidi, utilizzati
per la costruzione di nuove cellule in tutti gli organi.
Perciò, chi assume queste sostanze, è a rischio di
diabete, spostamento degli acidi grassi dalle estremità,
metabolismo diabetico, retiniti, formazione di calcoli
renali (calcolosi) ed insufficienza epatica.
I chemioantibiotici (Bactrim, Septrin,
TMPSMX, ecc.) che bloccano la sintesi degli acidi folici,
delle purine e dell’enzima DHFR, compromettono la
produzione di glutatione nel fegato, la produzione di NO
e il trasporto dell’ossigeno nelle cellule.
In questo
modo generano un blocco persistente di tutta l’attività
immunitaria cellulare e, attraverso una commutazione
Th1-Th2 permanente, generano un’immunodeficienza
funzionale permanente. Inibendo la respirazione
cellulare generano affezioni croniche da miceti patogeni
(PCP, Candida
Albicans, ecc.) a livello di mucose, nell’intestino
(diarrea
cronica)
e della pelle.
La somministrazione prolungata di chemioantibiotici
comporta anche l’inibizione del tetraidrofolato
necessario per la produzione dell’uracile, e quindi
all’inibizione dell’interleuchina 2, il fattore di
crescita delle cellule T. Inibendo l’acido folico
biologicamente attivo, i chemioantibiotici inibiscono
anche la trasformazione della base RNA uracile nella
base DNA timina e quindi la riparazione del
DNA tramite
la trascrizione inversa.
L’alterazione del genoma nei batteri che questi
scambiano fra di loro tramite plasmidi, conduce inoltre
ad una resistenza progressiva agli antibiotici.
I nucleosidi analogici (come AZT, DDI,
DDC, ecc.), bloccando la produzione di DNA, riducono per
un periodo limitato le infezioni batteriche, fungine e
la formazione di particelle non meglio caratterizzate di
sostanza messaggera (RNA) ritenute particelle del virus
HI. Ma i nucleosidi analogici vengono fosforilati solo
in ragione dell’1% e praticamente non innestate nel
nucleo, dove si presume che fungano da terminatori DNA
per l’inibizione dei virus HI. I nucleosidi analogici e
gli inibitori di proteasi e i inibitori di fusione
conducono inoltre ad un’alterazione della biosintesi di
proteine ed enzimi e, alterando la produzione dell’acido
nucleico, al danneggiamento sia del DNA del nucleo che
di quello mitocondriale. In questo modo, prima o poi,
danno luogo a danni gravi a livello del cervello, dei
muscoli (infarto e paralisi) e degli organi interni.
In queste condizioni le cellule passano
sempre più a un metabolismo fermentativo anaerobico che
causa un eccesso di acido lattico nell’organismo o al
wasting (cachessia), in cui le cellule attingono le
sostanze necessarie direttamente dalle proteine dei
muscoli, e conducono alla formazione di cellule
neoplastiche.
In presenza di un’alterazione persistente dei mitocondri
a causa della carenza di glutatione e di danni al DNA,
questi dissolvono la loro simbiosi con il nucleo della
cellula (fenomeno di Warburg); in questo caso nel nucleo
della cellula vengono attivate sequenze di DNA
primordiali e il DNA nel nucleo garantisce la propria
sopravvivenza con la trascrizione inversa (trasferimento
della sostanza messaggero RNA nel DNA). In questo modo
aumenta la quantità di RNA misurabile nel plasma (il
cosiddetto aumento della carica virale).
Per riparare i danni al DNA sempre più
frequenti con le terapie combinate (HAART), il consumo
di RNA aumenta sensibilmente, per cui il numero di
frammenti di cellule che, con il test PCR (reazione a
catena della polimerasi) viene misurata come carica
virale HIV, diminuisce. L’alterazione della sintesi
degli acidi nucleici prodotta dalle terapie combinate
produce un’alterazione delle sequenze di codifica del
DNA del nucleo e mitocondriale, compromettendo
ulteriormente la riparazione del DNA tramite la
trascrizione inversa.
L’esaurimento degli enzimi di riparazione, infine, fa sì
che i prodotti della trascrizione inversa non possano
più essere integrati nel DNA (nuovo aumento della
cosiddetta carica virale e definiva “resistenza contro
le terapie combinate”).
Elementi di terapia a sostegno del
sistema immunitario
La somministrazione di
glutatione
ridotto (400-600 mg/dì) in capsule resistenti ai succhi
gastrici (S-acetil-L-glutatione in combinazione con
Ginko bilobae o antociani), permette di risolvere
un’insufficienza protratta di glutatione. (Marien
Apotheke, Tel: 0049 (0) 6838 86140). All’inizio della
terapia di ripristino e in presenza di una cachessia,
somministrare fino a 5 grammi di glutatione al dì per
via endovenosa o parenterale. In presenza di problema
intestinali, il glutatione può essere somministrato
anche sotto forma di spray.
La Curcumina
(6 x 500 mg al dì in capsule) (Holistic Med, Mercusan),
estratta dalla pianta officinale Curcuma longa e altri
polifenoli (PADMA 28 (www.cosvalit) o artemisia uwemba
(www.nusag.com)) inibiscono nella lunghezza d'onda
dell'ultravioletto i segnali responsabili delle
infiammazioni prolungate, delle infezioni opportuniste e
degli sviluppi degenerativi (cancro). Soprattutto in
presenza di una carenza di glutatione non devono essere
somministrato contemporaneamente a altri polifenoli o a
dosaggi elevati di vitamina C, E e betacarotene in
quanto si trasforma in una sostanza pro-ossidativa che
non sviluppa più alcun'azione antinfettiva. (In presenza
dei cosiddetti metalli di transizione come il ferro (Fe)
e il rame (Cu), la vitamina C viene trasformata in una
sostanza proossidativa, acutizzando così la carenza di
glutatione e di tioli).
- L’apporto di composti proteici di
zolfo (N-acetil-cisteina 3-8 g/dì) – anche sotto forma
di ricotta e prodotti latteo-caesari – e di acido folico
(5 - 30 mg/dì) consente di ripristinare il livello di
glutatione. Gli acidi grassi polinsaturi contenuti
nell’olio di canapa, di lino, di cardo e di anice
stellata (5-6 cucchiai/dì) migliorano l’assorbimento di
ossigeno delle cellule e la protezione cellulare.
- La somministrazione di glutamina (40
g/dì) e di L-arginina (20-30 g/dì) può supportare la
produzione di glutatione e la sintesi di NO a livello
epatico, entrambi decisivi per la modulazione della
risposta immunitaria delle cellule T-4 e per la
remissione dei tumori.
- Il coenzima Q10 (100 – 200 mg/dì) e
l’antiossidante microidrina (Active-H) favoriscono il
trasporto degli elettroni nella catena di respirazione a
livello mitocondriale. L’acido folico (5-20mg/dì),
l’acido alfalipoico (300-600 mg/dì), la vitamina B1
(150-300 mg/dì), B6 e B12 e la somministrazione di basse
dosi di cromo (100-300 mg/dì), selenio (250 mg) e zinco
(10 mg/dì) possono supportare l’attività mitocondriale e
la riparazione dei danni al DNA mitocondriale.
- I parassiti (p. es. vermi)
compromettono la sintesi dello NO. Un attacco contro
questi con il gas NO distruggerebbe il proprio tessuto.
Le
foglie di
papaia
in capsule o in infuso sono efficaci contro parassiti
intestinali.
I tiocianati contenuti nelle cipolle, nei broccoli, nel
cavolo cappuccio e in altre brassicacee, e nell’aglio
(possibilmente sotto forma di succo spremuto fresco)
attivano i sistemi di disintossicazione.
L’acido glucoronico (nella bevanda fermentata Kombucha,
ricavata da un fungo fatto macerare con tè verde o
infusi di erbe) favorisce l’eliminazione delle sostanze
tossiche a livello epatico. L’attività epatica può
inoltre essere stimolata con epatoprotettori vegetali
(p. es. artiglio del diavolo (fiteuma), cardo mariano (Silybum
marianum) e Liv. 52).
- La L-carnitina serve per
l’introduzione degli acidi grassi macromolecolari (trigliceridi)
nei mitocondri. Una carenza di L-carnitina provoca
l’aumento della produzione energetica tramite
fermentazione (glicolisi). La somministrazione di 6
grammi di L-carnitina per 14 giorni permette di
compensare le carenze di carnitina spesso associate ai
malati di AIDS.
- I polianioni (condroitina solfato,
cartilagine di squalo, estratto di mollusco perna
canaliculus oppure alghe marine (agar, kelp ecc.)
consentono di proteggere la matrice carica negativamente
che esercita un ruolo importante nel sistema
immunitario.
In funzione di inibitori di proteasi
naturali che attivano le antiproteasi specifiche del
corpo e legano i cationi che attaccano gli involucri
cellulari, i polianioni consentono di frenare i processi
flogistici cronici che favoriscono la necrosi delle
cellule e un’attivazione eccessiva dei macrofagi.
- Le
microalghe (p. es. alghe chlorella - 3-4 g/dì) e gli
acidi grassi Omega-3 e Omega-6 ricavati da olio di lino,
di canapa, di enotera e di pesce (3 cucchiai al dì) in
quanto modulatori della prostaglandina possono stimolare
l’immunità cellulare. In casi particolarmente gravi, le
infezioni opportunistiche possono essere trattate con
gli inibitori selettivi della ciclossigenasi-2 e con
gammaglobuline.
- L’equilibrio fra immunità cellulare
ed anticorpi (profili delle citochine Th1 e Th2) è
modulato dall’asse dello stress ormonale fra ipotalamo,
ipofisi e surrenali. L’ormone dello stress cortisolo,
rilasciato a livello di surrenali, attiva l’immunità
basata sugli anticorpi. Il suo pendant ormonale, il DHEA,
presente ovunque nell’organismo, supporta l’immunità
cellulare. La somministrazione di DHEA-S in presenza di
uno stress psichico persistente permette di correggere
uno squilibrio durevole dell’asse dello stresso in
direzione del cortisolo. L’uso di ormoni steroide per la
formazione degli muscoli cause una soppressione
continuante alla immunità.
- I mitocondri controllano il
metabolismo cellulare nonché la trasformazione e
ritrasformazione delle cellule.
Gli enzimi nei
mitocondri sono controllati da ioni, a loro volta
modulati da più di 300 diversi sali minerali presenti
nell’organismo. Un approvvigionamento sufficiente è
possibile con miscele basiche di sali minerali (p. es.
nel sedimento di coralli).
- La
Candida Albicans
può essere combattuta efficacemente con capsule
resistenti ai succhi gastrici di acido caprilico (Mycopril
Biocare, in Germania: Runge Pharma), ricavato dalla noce
di cocco, con biotina (vitamina H), con aloe vera e
sostanze probiotiche (Bevanda di pane Kanne, acidi
lattici destrogiri, Vitabiosa, EM, Mankoso), con i
batteri
bifidus e acidofilus e con artemisia annua. Perché
la terapia abbia successo è necessario seguire una dieta
completamente senza zucchero e bevande addolcite, miele,
farina bianca, prodotti a base di latte acido, panna,
tuorlo fresco, frutta secca, funghi, prodotti fermentati
(vino, tè nero, salse di soia, dato), prodotti
affumicati, sotto olio e sott’aceto o contenenti malto,
che dovranno essere sostituiti da un’alimentazione
povera di grassi, ma ricca di basi con carboidrati
integrali (patate, fiocchi integrali, pane e pasta
integrali, riso integrale, joghurt biologico fresco,
noci fresche, succhi di frutta freschi, frutta, verdura,
insalate, olio d’oliva, aglio, pesce e carne biologica
fresca, nonché tè verde e infusi di erbe. L’equilibrio
acidi-basi può
essere migliorato con la somministrazione di miscele di
basi e la digestione in generale con enzimi (Wobenzym).
La N-acetil-glucosamina, la crusca di riso, la
L-glutamina e FOS (Fructooligosaccharidi) favoriscono il
ripristino della mucosa intestinale.
- Le malattie fungine e infezioni
interne, sulla pelle e in bocca possono essere trattate
con estratti di pompelmo (gocce) e con le emulsioni
ricavate da questi, efficaci contro un gran numero di
funghi, virus e batteri gram-positivi e gram-negativi.
Esternamente sono efficaci anche le creme con veleni di
serpenti o zolfo, nonché l’olio di melaleuca o l’acidophilus.
- Con una riduzione mirata dello stress
(training autogeno, stretching e massaggi), l’uso di
sonniferi naturali (melatonina) e la rinuncia al consumo
frequente di droghe per migliorare le prestazioni
fisiche e psichiche (zucchero, caffè, alcool, nicotina,
hashish, anfetamine, extasy, ecc., cocaina, eroina e
poppers), che producono un rilascio maggiore di ormoni
dello stress.
- Le reazioni flogistiche ed infezioni
(epatiti e malattie veneree) ripetute possono essere
evitate riducendo al minimo le ferite, curando
accuratamente le ferite ed utilizzando il preservativo
per i rapporti anali. Rinunciando all’inalazione di
nitriti (poppers) si evita l’ingrossamento dei linfonodi
che potrebbe dare luogo ad alterazioni del tessuto (KS)
e a patologie fungine (PCP).
- Riducendo l’infusione di proteine
coagulanti con emoderivati.
...
nei sieropositivi e nei pazienti affetti
da AIDS è possibile ripristinare l’endosimbiosi
cellulare e una risposta immunitaria flessibile. Nella
somministrazione limitata nel tempo di antibiotici è
assolutamente necessario proseguire con questa terapia
di base.
Il successo di questa terapia supportante
il sistema immunitario che deve essere adattata al
quadro clinico individuale può essere monitorato
misurando gli oligoelementi, il profilo degli ormoni
dello stress, il rapporto fra cellule T-4/T-8,
l’attivazione dei macrofagi (test della neopterina), il
livello di ferritina nel siero, il livello di
glutatione
nel plasma e nelle cellule helper T-4 e con il test
dell’anergia cutanea (test DTH, reazione della pelle
agli antigeni).
Studiengruppe AIDS-Therapie
c/o F. de Fries, Eglistr. 7, CH 8004
Zürich -
E-Mail:
felix.defries@bluewin.ch
Tratto da:
http://www.oikos.org
Un trattamento a base di MMS e' stato utile ad un
malato di AIDS - Video:
Dal 1999, suor Irma Pasquita Francisca, spagnola
anestesista, anima dl centro di salute di Mocuba in
Monzambico, cominciò a curare i pazienti
sieropositivi con una terapia naturale, suggerita da
certe suore brasiliane.
Polpa di Aloe, e venti grammi di
aglio al giorno, più un paio di cucchiaiate di farina
di
patata ad ogni pasto. Ad alcuni pazienti, occorre
dirlo, (sembra che la terapia non sia efficace in
presenza di
acidita' anomala), la terapia non ha fatto effetto
e in poco tempo se ne sono andati. vedi:
Acidosi
Molti però sono rifioriti da subito e tuttora vivono. Di
più: di questi otto hanno negativizzato.
Come racconta padre Aldo Marchesini, chirurgo, che in
Monzambico, all'ospedale civile di Quelimane, lavora da
più di trent'anni ( e alla cura si sottopose lui stesso,
da quando tre anni fa si è infettato), questo significa
che nel sangue dei pazienti non c'è più traccia di
virus. Dunque, o quei
pazienti erano falsi positivi, o la terapia ha avuto su
di loro un effetto straordinario.
Terapia di cui nella regione s'è diffusa la fama: sono
ormai alcune centinaia i pazienti così trattati al
centro, e il Ministero della Salute del Monzambico ha
deciso una sperimentazione ufficiale: durerà due anni,
ala fine dei quali, forse, sulla biochimica di questa
malattia si saprà qualche cosa in più.
Tratto da: Famiglia Cristiana.
Cura dell'aids, con uno speciale Yogurt:
A
firmare questa tesi c’è tuttora il
prof. Marco Ruggiero dell’università
di Firenze, un collega del prof.
Paolo Romagnoli che dirige
l’Italian
Journal of Anatomy and Embryology
che ha
“rivisto personalmente
l’articolo.
La rivista è
raramente citata, ma avere una
pubblicazione conta sopratutto se si
ha una “cura” prossimamente in
vendita per la quale
si recluta in rete.
La cura del prof. Ruggiero è uno
“yogurt probiotico” che risana la
flora intestinale, i cui
“batteri massimizzano la produzione
naturale” dell’enzima
GcMAF il quale rafforza il sistema
immunitario.
vedi:
Aids diarrea
Sicuramente se provate a chiedere a una persona qualsiasi
qual è la causa primaria dell'AIDS questi vi risponderà che
è il virus HIV, senza ombra di
dubbio.
Commento NdR: tutte
illazioni, per di piu' fasulle,
perche' la
malattia chiamata AIDS
NON e' generata da un
virus, l'ipotetico
HIV, ma bensi da varie
concause, quindi cercare di
distruggere un ipotetico virus e'
follia totale, mentre e' il riordino
del Metabolismo cellulare che va
garantito e ripristinato !
"Il paziente malato di
Aids NON muore a causa del virus
dell'HIV ma
per alterazioni dell'assorbimento intestinale
e
quindi per ipoalimentazione (malNutrizione),
dovuta a una grave
micosi." (By Dott.
Gerhard Orth, Leuthkirch)
La vera terapia per l'aids e' questa:
Nutriterapia Metabolica
vedi: HIV
e' uno
pseudovirus +
L'Aids e' realmente
causato da un virus ?
+
HIV Virus inventato ?
+
Bibliografia su
Aids
+
La dott.essa
Papadopoulos e l'aids
+
l'aids e' stato inventato in USA ?
+
I Postulati di Koch
|