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Quando nel 1984
escono i primi test HIV e il suo ospedale deve sperimentarli,
il dott. Kremer, analizza il funzionamento del test e lo ritiene non specifico.
Esprime i suoi dubbi al
Ministero della Sanità,
ma non viene ascoltato e gli viene confermato
l'obbligo di utilizzarlo.
Accetta a patto che il test sia anonimo. Prepara
quindi le provette numerate col sangue dei pazienti e aggiunge altre provette numerate col sangue suo e dei medici dell'ospedale. Mentre non
tutti i pazienti risultarono positivi, sia lui che tutti i medici
risultarono positivi. Tutti erano stati sottoposti al
vaccino dell'epatite
B come categoria a rischio dato che operavano in un ospedale per
tossicodipendenti, e ciò era sufficiente a produrre abbastanza anticorpi
da dare positivo al
test.
Si rifiuta quindi di applicare un test
chiaramente falso ai suoi pazienti, tanto più che ciò rappresenta una
condanna a morte con pesanti conseguenze sui livelli di stress e
quindi
sullo stato psicofisico. In più rifiuta di somministrare farmaci
altamente tossici a persone che invece avevano bisogno di trattamenti per
stimolare la rigenerazione cellulare, soprattutto per danni epatici.
Si licenzia e fa una
previsione: nelle carceri tedesche (l'unico posto in cui le persone
vengono sistematicamente testate all'HIV all'entrata e all'uscita) non ci
sarebbe stata nessuna sieroconversione, nonostante la presenza di
ventimila tossicomani che scambiano siringhe e hanno rapporti sessuali non
protetti.
Dopo 10 anni tale
previsione venne confermata.
Nonostante numerosi contagi di epatite e
malattie veneree, non ci furono sieroconversioni per "l'HIV",
tutti coloro che erano negativi all'entrata del carcere lo erano
all'uscita.
Ciò fu la conferma
che gli anticorpi che danno risultato positivo ai test HIV sono endogeni,
indicano uno stato di metabolismo personale, non trasferibile perché si
è formato nel tempo e che può essere o no patologico (La dottoressa
Papadopulos del Real Perth Hospital elenca 78 situazioni che possono
produrre un test HIV positivo fra cui per esempio avere avuto molti
parti).
Perciò, per capire se la persona è o no in uno stato patologico
bisogna analizzare altri parametri per capire il reale stato del
metabolismo. I fattori che possono provocare una destabilizzazione della
salute sono cumulativi e possono essere di origine tossica, da infezione,
traumatica, nutrizionale e psicologica.
I danni provocati da una falsa
diagnosi mortale sono stati enormemente sottovalutati: dieci o quindici
anni di aumento di tensione, rifiuto e paura chiaramente influiscono sulla
salute di una persona almeno quanto una epatite cronica o subcronica
trascurata per anni.
Stabilito cosa non è
l'AIDS comincia la ricerca di cosa è. Nel '95 comincia la collaborazione
col Dr. Hassig, immunologo svizzero, ex direttore della Croce Rossa
svizzera per la raccolta e distribuzione di sangue, e fondatore del
"Gruppo di studio su immunità e nutrizione".
L'articolo di Hassig, Kremer e altri "Patologia della immunosoppressione negli
stati ipercatabolici" pone la prima base importante: si analizza a
livello cellulare la reazione di
stress e si comparano le alterazioni
metaboliche negli stati di shock traumatico,
malnutrizione e AIDS trovando
analogie importanti, pur senza riuscire a spiegare tutti i sintomi e le
alterazioni dei parametri dell'AIDS.
Ciò può avvenire solo dopo il '98, quando gli studi di Furchgott e
Ignarro ricevono il premio Nobel: si tratta dell'analisi della funzione
del gas ossido di azoto (NO) nel metabolismo.
In particolare Kremer
focalizza la sua attenzione sulla attività del NO nella modulazione
dell'immunità cellulare. Contemporaneamente studi della Stanford
University confermano che la popolazione di linfociti TCD4 è composta di
due sottogruppi Th1 e Th2.
Il gruppo Th1 produce NO per svolgere la
funzione di immunità cellulare e in un secondo tempo il gruppo Th2 migra
dal sangue verso i linfonodi e il midollo osseo per stimolare la
produzione di anticorpi da parte dei linfociti B.
La quantità di Th1 e
Th2 sono inversamente proporzionali. In caso di
stress cellulare cronico
si ha una soppressione permanente del gruppo Th1 per meccanismi di controregolazione e questo determina il cosiddetto "quadro AIDS":
-
o scarsa immunità
cellulare (patologie da micobatteri, funghi e parassiti
intracellulari)
-
o elevata attività
di immunità umorale (esclusione esplicita di malattie batteriche, in
adulti, dall'elenco ufficiale delle malattie caratteristiche dell'AIDS), e
nello stesso tempo,
-
o produzione di
anticorpi sufficientemente alta da far scattare positivo il "test
HIV" ingannevolmente costruito da Gallo, che non ha mai isolato il
virus (le foto che mostra sono sempre di una parete cellulare con qualcosa
che sgorga) e ha preso proteine endogene e le ha definite virali (ciò è
spiegato nell'ottimo lavoro della Dr.ssa Papadopulos)
-
o Limitata presenza
di linfociti T4 nel sangue che non è dovuta alla loro distruzione da
parte del fantamatico "virus HIV" che nessuno ha visto
(all'entrata del congresso di Ginevra nel '98 c'era un grande cartello con
una taglia di £. 50milioni per chi avesse portato la dimostrazione che
qualcuno aveva isolato il virus HIV, premio andato deserto) ma dal fatto
che i Th2 non sono presenti nel sangue e quindi non sono misurabili.
Il fatto importante
è che tutti i "sintomi AIDS" si possono spiegare come uno
squilibrio endogeno trattabile con medicine non tossiche e che,
soprattutto, non rappresenta una "minaccia mortale incurabile"
da trattare con medicinali tossici ritenendo che sia il male minore.
Diventa quindi chiaro
che il trattamento deve orientarsi a un recupero di questo
equilibrio
Th1-Th2.
Lo studio della Standford University lega questo equilibrio alla
presenza di glutatione ridotto come protezione delle fasi della catena
respiratoria dei mitocondri.
I mezzi per
riottenere questo equilibrio cellulare possono essere molti, una volta
ottenuta la comprensione di base di ciò che sta succedendo a un
sieropositivo.
Può essere
semplicemente un falso positivo perché il suo metabolismo produce un
numero di anticorpi maggiore della norma ma essere sano, o effettivamente
si è in presenza di un certo tipo di squilibrio.
Si tratta, perciò,
attraverso una corretta anamnesi e una corretta interpretazione dei
parametri di analisi, di individuare i fattori che hanno portato a questo
squilibrio che possono essere di natura tossica, da infezione, traumatica,
nutrizionale o psicologica.
Una visione corretta
porta anche a comprendere il trattamento necessario per quella persona che
può essere diverso ma equivalente a seconda della disciplina che il
terapeuta pratica.
I trattamenti che si
stanno facendo negli ospedali a base di antivirali e inibitori di proteasi
(questi ultimi creati per fermare la sepsi in caso di shock traumatico o
grandi ustioni) funzionano solamente sopprimendo i sintomi.
Le dosi sono state
ridotte negli anni per limitare gli effetti tossici (secondo i dati del
Ministero della Sanità italiano il primo calo di mortalità avviene
semplicemente con la riduzione di AZT da 1500 mg a 500 mg al giorno, il
secondo calo di mortalità con l'introduzione degli inibitori di proteasi).
I pazienti, vedendo diminuire i sintomi, prendono sicurezza e diminuiscono
lo stress psicologico ottenendo una stabilizzazione della salute, anche
perché viene detto loro che ormai l'AIDS è stata trasformata in una
malattia cronica con cui si può convivere, ma a caro prezzo: se i cocktails possono fermare uno stadio acuto a lungo andare risultano
ugualmente tossici provocando la morte della persona.
Secondo la LILA è
un grande successo avere portato la sopravvivenza da 4 a 16 anni.
Questo
malinteso ha ingannato molti medici in prima linea negli ospedali che
avevano cominciato ad avere dubbi sulla versione dell'AIDS di Gallo ma che
vedevano finalmente calare la mortalità dei loro pazienti.
Per ottenere la
guarigione bisogna reinstaurare l'equilibrio di base, il
metabolismo
cellulare.
Tratto da:
macroedizioni.it
vedi:
Nutriterapia anche per l'AIDS +
vedi:
Terapia Metabolica (mineral-vitaminica)
+
L'altra storia dell'Aids +
Hiv
virus inventato
"Il
paziente malato di Aids
NON muore a causa del
virus dell'HIV ma per
alterazioni dell'assorbimento
intestinale e quindi per ipoalimentazione (malNutrizione),
dovuta a una grave
micosi." (By
Dott. Gerhard Orth, Leuthkirch)
Gli sconvolgenti documenti ufficiali, alcuni
dei quali totalmente inediti in Italia, che provano la
truffa dell'Hiv-Aids.
Fatti a me ben noti, da giornalista investigativo e
dati per scontati gia' nel 1983....
Frutto di 3 anni di ricerca intesa e ostacolata di un
dottore italiano che, minacciato di morte, è emigrato all'estero.
Facciamo girare e diffondiamo il più possibile per
favore. Grazie a tutte/i.
http://www.scribd.com/doc/135713547/Hiv-La-Frode-Scientifica-Del-Secolo-documenti-Ufficiali
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