Menzogna,
mistificazione e montagne di dollari: AIDS, l’altra
verità +
L'altra storia dell'Aids
Tutto quello che non vi hanno mai detto
sull’AIDS
Una
ricerca scientifico/politica a cura di AnOK4U, del
collettivo “Il Mondo Capovolto” di Chieri (TO)
INTRODUZIONE
Vi sono molti medici,
scienziati, ricercatori illustri, alcuni persino premi
nobel, che affermano che la teoria ufficiale dell’AIDS,
per cui sarebbe “il retrovirus HIV che causa l’AIDS”,
è
falsa e inconsistente,
non verificata né provata in
laboratorio, ma funzionale ai profitti multimiliardari
delle case farmaceutiche e a politiche di controllo e
discriminazione di intere categorie sociali, in
particolar modo tossicomani e omosessuali.
Molti di essi fanno parte
del gruppo di cooperazione internazionale denominato
REGIMED “REsearch Group for Investigative MEDicine
and journalism”, che si occupa dei problemi etici
connessi alla ricerca medica ed alla pericolosità di
certe sue applicazioni pratiche, fondato nel 1996 dai
dottori Heinrich Kremer e Stefan Lanka.
Heinrich Kremer - dottore in medicina, psichiatria e
neurologia, studioso di sociologia, psicologia e
politica, ricercatore, esperto in riabilitazione
psicosomatica, investigazione clinica su AIDS ed
epatiti, trattamento della tossicodipendenza e
profilassi delle infezioni - è stato per anni promotore
ed organizzatore di progetti di medicina sociale in
Germania, fino a quando, nel 1988, si dimise dagli
incarichi ufficiali per disaccordi con le politiche del
governo federale in materia di droga ed AIDS, e per
l’ostracismo manifestatogli dall’establishment
medico-farmaceutico nei confronti delle sue prese di
posizione in contrasto con le tesi ufficiali sul
meccanismo per cui “l’HIV causa l’AIDS”.
Negli anni
seguenti furono sospesi i finanziamenti per le sue
ricerche e i risultati dei suoi studi da tempo vengono
ignorati dai media, che stendono una cortina di silenzio
sul suo lavoro e sulle sue conclusioni teoriche e
pratiche.
Dalla fine degli anni ’80 diventa ricercatore
indipendente e si dedica alla diffusione di
controinformazione su teorie e prassi mediche ufficiali.
Dal 1996 diventa anche membro del “Study Group on
Nutrition and Immunity” guidato dall’immunologo
Alfred Hassing di Berna.
Stefan Lanka -
biologo, virologo e genetista,
laureatosi in scienze naturali presso l'Università di
Costanza - si sta facendo conoscere in tutto il mondo
per le sue ricerche scientifiche, in particolar modo nel
campo dell'AIDS.
Lanka porta avanti anche
un'attività scientifico-legale con Karl Krafeld ed altri
collaboratori a Dortmund, per l'abrogazione dei
cosiddetti test dell'AIDS, in quanto inaffidabili.
Stefan Lanka si è presentato
spontaneamente in un processo per sangue "contaminato da
HIV" a Goettingen (Germania), dichiarando sotto
giuramento che l'HIV non esiste. Il Tribunale NON HA
TROVATO UN SOLO SCIENZIATO UFFICIALE in grado di
dimostrare scientificamente l'esistenza del virus in
questione.
Il 24/2/97 il tribunale
emise la sentenza (censurata dai mass-media):
assoluzione totale del medico che era accusato di 14
omicidi e 5800 tentati omicidi. [....]
Va comunque sottolineato che
il fronte dei “dissidenti” sulla teoria ufficiale
dell’AIDS è molto vasto - ancorché sottoposto a censura
e repressione sistematica - e di esso fanno parte anche
figure slegate dal gruppo REGIMED che vanno da premi
Nobel a medici, psicologi, ricercatori, biomedici,
scienziati, politici, scrittori, intellettuali, e gente
comune politicizzata, non “televisata” e con gli occhi
aperti. Fra questi: Peter Duesberg, virologo esperto in
retrovirus, biologo molecolare di fama mondiale; Kary
Mullis, premio Nobel nel 1993 per la chimica per aver
inventato uno strumento fondamentale di analisi del DNA,
la PCR (Polymerase Chain Reaction).
Il sito internet di Duesberg
http://www.duesberg.com – in inglese ovviamente – ed
il sito Info AIDS – “Tutto quello che non vi hanno mai
detto circa l'AIDS”
http://infoaids.freeweb.supereva.it/index.htm?p –
veramente ottimo ed in italiano – contengono moltissime
informazioni (e collegamenti) su quanto affermato,
scritto e prodotto da chi avversa la teoria ufficiale
dell’AIDS.
Altra controinformazione
AIDS in italiano:
http://www.laleva.cc/cura/truffa_aids.html
Ma il sito fondamentale è
“Rethinking AIDS” (Ripensare l’AIDS)
http://www.virusmyth.net/aids/, che contiene
collegamenti ad una quantità enorme di documenti.
Il dissenso in Italia è
guidato principalmente da Luigi De Marchi (psicologo
clinico e sociale) e Fabio Franchi (infettivologo,
studioso di teoria e tecnica della metodologia), autori
del libro "AIDS la grande truffa" (Edizioni SEAM) in cui
vengono demolite le mistificazioni pseudo-scientifiche
dell'ipotesi HIV/AIDS.
Va segnalato anche il dottor
Elio Rossi - medico chirurgo - patologo clinico e
dottore in psicologia – autore del libro "HIV e AIDS:
Fine degli opposti estremismi" Edizioni Lombardo editore
in Roma, un’altra denuncia contro l’inganno e
l’assurdità della teoria ufficiale sull’AIDS.
FINE della BUGIA sull'AIDS
Gli sconvolgenti documenti ufficiali, alcuni dei
quali totalmente inediti in Italia, che provano la
truffa dell'Hiv-Aids.
Fatti a me ben noti, da giornalista investigativo e
dati per scontati gia' nel 1983....
Frutto di 3 anni di ricerca intesa e ostacolata di un
dottore italiano che, minacciato di morte, è emigrato all'estero.
Facciamo girare e diffondiamo il più possibile per
favore. Grazie a tutte/i.
http://www.scribd.com/doc/135713547/Hiv-La-Frode-Scientifica-Del-Secolo-documenti-Ufficiali
“Hiv”
e la farsa mondiale del 1 dicembre di ogni anno:
Giornata mondiale del virus inesistente
Gallo US, uno dei 2 “scopritori del virus HIV, l'altro
e' il francese Luc Montagier, smentisce se stesso in
tribunale in Australia…confermando tutte le affermazioni
di altri eminenti ricercatori che affermano che il virus
non crea-produce l’aids, anche perche’ non e’ stato mai
fotografato….vedi qui i documenti:
http://www.vacciniinforma.it/?p=3686
HIV e la FRODE SCIENTIFICA del NOSTRO
SECOLO - DOCUMENTI
GOVERNATIVI UFFICIALI.
ESTRATTO della TESI di LAUREA in MEDICINA e CHIRURGIA
del Dott. DANIELE MANDRIOLI,
(UNIVERSITÀ degli STUDI di BOLOGNA, VOTAZIONE 110/110 E
LODE, REPERIBILE in FORMATO VIDEO su YOUTUBE)
LEGISLAZIONI NAZIONALI ed INTERNAZIONALI CHE SI
CONTRADDICONO da SOLE e INCOERENZE DIAGNOSTICHE e
CLINICHE.
PER INFORMAZIONI ed APPROFONDIMENTI CONSULTARE su
WWW.YOUTUBE.COM:
Intervista al Dottor Pisani (in due parti):
-
https://www.youtube.com/watch?v=WLuyxIx2Tfk
-
https://www.youtube.com/watch?v=hCNgBJP1oXw-
-“House of Numbers Epidemiologia e Aids”
-
https://www.youtube.com/watch?v=BwgmzbnckII
-“HIV-AIDS 2014: Ricercatore smaschera e rende pubblica
la truffa dell’HIV”
-
https://www.youtube.com/watch?v=hHcm3KUcM8o
-“L’Altro lato dell’Aids”
-
https://www.youtube.com/watch?v=PBYmlXGxI94
-“The Emperor’s New Virus ?”
-
https://www.youtube.com/watch?v=PQFxratWh7E
-“La scienza del panico”
-
https://www.youtube.com/watch?v=0fu-qy4X-WI
– HIV INFORMA: Intervento Prof. Marco Ruggiero
-
https://www.youtube.com/watch?v=2VCeQyaV3Bw
- Daniele Mandrioli “DOES HIV CAUSE AIDS?”.
-
https://www.youtube.com/watch?v=kzeD8Bbu-zk
Lo HIV NON CAUSA lo AIDS (medico Francese
spiega perche'..)
FINE della BUGIA sull'AIDS
Altri libri particolarmente
interessanti tradotti in italiano (in inglese ce ne sono
un casino) sono:
"Inventando il virus
dell'AIDS" di P. Duesberg - Edizioni Baldini e Castoldi.
"L'AIDS è causato dall'uso
di farmaci e da altri fattori di rischio non
contagiosi", P. Duesberg, Ed. Andromeda Inediti, n. 78.
"Dossier AZT, la verità sul
farmaco più tossico mai utilizzato per una terapia a
lungo termine", basato sulle pubblicazioni di John
Lauritsen, Ed. Andromeda Inediti, n. 90.
"Atti del convegno
internazionale "Ripensare l'AIDS" ", Ed. Andromeda
Inediti, n. 91.
“AIDS: e se fosse tutto
sbagliato?” di
Christine Maggiore – Ed. Macro Edizioni – settembre
2000. Questo libro è particolarmente interessante perché
contiene molte testimonianze di sieropositivi rispetto
alle cure alternative e a quelle ufficiali, ed al
rifiuto di queste ultime, con relativi enormi benefici
in termini di salute. In appendice si trova un
ricchissimo indirizzario di associazioni e gruppi che si
occupano di AIDS/HIV da punti di vista alternativi, di
terapeuti che praticano terapie non convenzionali
rispetto a problemi di deficienze del sistema
immunitario, e una lista di siti internet su cui è
reperibile una gran quantità di informazioni.
Infine nel 1992 uscì un
libro visionario e profetico, anticipatore dei tempi, e
con una lacerante profondità di analisi sociale e
politica: “La Mal’aria – AIDS e società capitalista
neomoderna” a cura del gruppo T4/T8 di Milano (edito da
Calusca City Lights – Via Conchetta 18 – 20123 Milano).
Una vera coltellata al cuore del delirio omicida
capitalista in cui, tra l’altro, nel capitolo “L’AIDS
come equivalente generale delle pesti neomoderne ed
accumulazione forzata di medicina” Riccardo d’Este
sosteneva la teoria sovversiva radicale del “Realizzare
la salute attraverso l’abolizione della medicina”, e
dopo una lunga analisi concludeva così:
“L’AIDS cammina con la
società, con il capitale, con i sacerdoti medici. Siamo
noi a doverci rifiutare di camminare con loro. Anche a
costo della vita, che peraltro già ci fanno scontare
nella sopravvivenza. Come si è detto un tempo, e va
costantemente ripetuto, “meglio una fine nell’abisso che
un abisso senza fine”. E forse, chissà, riusciremo a non
farci male. Giocandocela tutta subito, oggi, in
rivolta”.
Tratto da:
www.virusmyth.net
vedi: HIV
e' uno
pseudovirus +
L'Aids e' realmente
causato da un virus ?
+
HIV Virus inventato ?
+
Bibliografia su
Aids
+
La dott.essa
Papadopoulos e l'aids
+
l'aids e' stato inventato in USA ?
+
I Postulati di Koch +
L'altra storia dell'Aids +
PDF di Luc Montagnier su AIDS ed HIV... +
PDF di Gallo e lo HIV... +
Hiv
virus inventato
Visionare
questa pagina che riassume tutto su:
La FRODE SCIENTIFICA del SECOLO: HIV=AIDS - DOCUMENTI
GOVERNATIVI UFFICIALI
Reportage e documenti aggiornati anno 2015:
http://www.vacciniinforma.it/?p=2061
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Un altro libro assolutamente
imperdibile è “Il tempo dell’AIDS” di Michel Bounan
pubblicato in Italia da QUATTROCENTOQUINDICI - Torino
1993 (Ed. originale “Le temps du Sida”, Ed. Allia,
Parigi, 1991)
1) LA STRATEGIA DEL
TERRORE
“E’ piaciuto a Dio, ai
nostri giorni, di inviarci malattie che (come è da
osservare) ai nostri avi erano sconosciute. Hanno detto,
coloro che sono incaricati di interpretare le sacre
scritture, che la lue è segno dell’ira divina e che così
Dio punisce e flagella le nostre cattive azioni.”
(Ulrich von Hutten, Cavaliere tedesco, “Von den
Franzosen oder blatteren”, 1519).
Nel 1981 il Dr. Michael
Gottlieb (immunologo) individuò cinque persone malate,
fra cui non era intercorsa relazione alcuna,
caratterizzate da un sistema immunitario fortemente
indebolito. Questa malattia venne battezzata con il nome
generico di AIDS, Sindrome da Immunodeficienza
Acquisita.
Nello stesso anno Ronald
Reagan viene eletto presidente degli Stati Uniti.
Nel 1984, l'allora Ministro
della Sanità statunitense Margaret Heckler ed il
virologo Robert Gallo dell'Istituto Superiore di Sanità
annunciarono in una conferenza stampa che l’AIDS era una
nuova malattia virale, trasmessa attraverso il sangue o
i rapporti sessuali. Fu detto che il virus che causava
la malattia era l'HIV (Human Immunodeficiency Virus), e
che sarebbero occorsi circa due anni per individuare un
vaccino e sconfiggerlo. A distanza di ben sedici anni e
miliardi di dollari spesi in ricerca, nessun vaccino è
stato scoperto né ci sono indizi che siamo in procinto
di averlo; e neppure è stata individuata una cura
efficace.
Il principale accusato da
parte dei "dissidenti" è proprio lui, Robert Gallo, il
quale nel frattempo è diventato multimiliardario grazie
al test dell'HIV da lui brevettato ai tempi
dell'annuncio dell''84, ed anche potentissimo, dato che
gestisce ingenti fondi stanziati per la ricerca
sull'AIDS. Anche se Gallo sosteneva di aver isolato lui
il virus HIV, l'Istituto Pasteur di Parigi lo denunciò
sostenendo che il virus era lo stesso già scoperto da un
ricercatore francese, Luc Montagner, che aveva inviato
alcuni campioni a Gallo. Fu in seguito deciso (da Reagan
e Chirac) che i due fossero considerati co-scopritori,
dividendosi i proventi della scoperta. Un'indagine
successiva sempre connessa alla vicenda ha addebitato a
Gallo altri comportamenti poco encomiabili, ma non ha
danneggiato più di tanto il "padre" di una teoria così
importante.
Ma cosa avevano scoperto
questi due signori?
Un gruppo di scienziati
australiani, guidato dalla Dott.ssa
Eleni Papadopulos-Eleopulos dopo aver condotto per
anni esperimenti e studi di laboratorio è arrivato alla
conclusione che non si può provare che l’HIV esista, lo
si può solo supporre; ma quello che è realmente
impossibile affermare è che questo sia un virus (o un
retrovirus).
I dottori Stefan Lanka e
Heinrich Kremer sostengono anch’essi che l’esistenza
dell’HIV è una pura supposizione di laboratorio. Mai
dimostrata e non dimostrabile la sua esistenza, mai
prodotta una fotografia di una particella HIV, ma
soprattutto mai pubblicati gli esperimenti di
laboratorio che ne avrebbero provato l’esistenza.
La tesi di Lanka sulla
supposta indiscutibile esistenza dell’HIV è molto acuta
ed intelligente. Egli sostiene che il gran polverone
“mediatico” suscitato dalla diatriba tra Gallo e
Montagner, protrattosi per anni con scambi di accuse,
scorrettezze e colpi bassi da telenovela (troppi soldi
in gioco), su chi fosse il reale scopritore dell’HIV, è
servito ad oscurare l’attenzione sul fondamento della
cosa più importante: l’oggetto della contesa, cioè la
scoperta stessa. Viene mica in mente a nessuno di
mettere in discussione cosa abbiano scoperto due
scienziati che litigano così furiosamente per la
paternità di una scoperta tanto importante.
Quindi non v’è nessuna prova
che esista il virus HIV, presunto portatore della
sindrome da immunodeficienza acquisita.
Il prof.
Duesberg, dal
canto suo, sostiene che pur essendo indiscutibilmente
vere le affermazioni di Lanka & Co., è verosimilmente
presumibile che questo virus esista. Qui non ci
dilunghiamo, perché la questione è supertecnica e
superscientifica, e per i non addetti ai lavori
difficilmente comprensibile. Chi ha voglia di farsi
venire mal di testa su questa faccenda si può andare a
leggere la tesi di Duesberg su
http://www.duesberg.com
Dunque Duesberg sostiene sia
ragionevole supporre che questo virus esista, ma, e
questa è la cosa più importante, esso non potrebbe in
nessun caso attaccare il sistema immunitario umano,
poiché da esso ne sarebbe distrutto in breve tempo,
perciò anche nel caso esso esista è praticamente
inoffensivo (anche qui stesso discorso di prima;
leggersi le info su http://www.duesberg.com)
In ogni caso quello che
salta definitivamente è l’equazione HIV = AIDS = morte.
“L’HIV
è solo un latente, e perfettamente inoffensivo
retrovirus di cui molti, ma non tutti, i malati di AIDS,
possono essere portatori. Dire che l’HIV è la causa
dell’AIDS significa mettere da parte tutto ciò che
sappiamo sui retrovirus... La teoria dell’HIV è
inconsistente, assurda e paradossale.”
Peter
Duesberg
2) HIV NON CAUSA L'AIDS
Kary Mullis - premio Nobel nel 1993 per la chimica
per aver inventato uno strumento fondamentale di analisi
del DNA, la PRC - racconta che nel 1988 stava preparando
una relazione in cui doveva giustificare l'affermazione
"l'HIV causa l'AIDS". Essendo un'affermazione
importante, decise di citare il lavoro che lo
dimostrava, e domandò ai suoi colleghi quale fosse il
riferimento bibliografico più opportuno. Gli risposero
che era una cosa nota, e che non era necessario citare
riferimenti. Ma lui non desistette, e lo cercò nella
biblioteca. Nulla. Allora cominciò a chiederlo a tutti i
congressi a cui andava, ma nessuno seppe rispondergli;
finché non gli capitò di domandarlo a Luc Montagner, il
co-scopritore (assieme a Robert Gallo) dell'HIV.
Montagner, sorpreso, gli disse di citare un certo
studio.
Mullis rispose che quello
studio non si occupava di quella dimostrazione. "No, in
effetti", disse Montagner. Guardandosi attorno per
trovare una via d'uscita, disse "perché non cita quel
lavoro sul retrovirus della scimmia?" – "Ma quello che
succede alle scimmie non prova quello che cerco io. E
poi si tratta di un lavoro uscito pochi mesi fa. Io
cercavo il lavoro originale che dimostrò per la prima
volta il legame tra AIDS e HIV nell'uomo". A quel punto
Montagner corse a salutare un collega che aveva visto da
un'altra parte della sala. Nemmeno lo “scopritore”
dell'HIV sapeva indicare chi avesse dimostrato che esso
causava l'AIDS; non lo hanno mai fatto né lui né Gallo.
Le confutazioni alla teoria
HIV = AIDS vengono comunque suggerite anche solo dal
buon senso (e da un minimo di informazione) perché sono
troppe le stranezze che rimangono insolute, e che la
teoria virale non riesce a spiegare.
Tanto per cominciare, la
presunta infezione da HIV non somiglia affatto a quello
di un contagio generalizzato. Le prime stime parlavano
di 200.000 sieropositivi in Italia, con un tempo di
raddoppio dell'ordine dei 10 mesi: oggi tutti gli
italiani dovrebbero essere sieropositivi. Invece, non
solo i sieropositivi non sono aumentati, ma sono persino
diminuiti, fino a dimezzarsi: 200.000 sieropositivi nel
1988, 150.000 nel 1991, 100.000 nel 1996.
E poi se questo virus così
infettivo si trasmette attraverso il sangue e lo sperma
e i liquidi vaginali, perché allora non dovrebbe
trasmettersi attraverso la saliva, le lacrime, il
sudore? La medicina ufficiale non ha mai dato una
risposta concreta, salvo trovare l’escamotage (mai
provato scientificamente) di sostenere che in questi
liquidi la concentrazione di virus è così bassa da non
poter essere infettiva (?).
Inoltre vi è il famoso
discorso sulla presunta incubazione per l'AIDS (periodo
intercorrente tra infezione e malattia), che ha subito
sostanziali modifiche nel tempo: da 10,4 mesi nel 1984,
è aumentata di un anno all'anno fino agli attuali 16
anni. Ogni anno che passa e i sieropositivi storici cioè
quelli trovati infetti da HIV quando si approntò il
primo test nel 1984, non si ammalano di AIDS, viene
aggiunto un anno al periodo di incubazione dalla
medicina ufficiale. Assurdo. L’incubazione del morbillo
continua ad essere di 9 giorni da secoli. I
sieropositivi di lunga data che non si ammalano di AIDS
dovrebbero suggerire una riflessione sulla teoria HIV =
AIDS, invece vengono semplicemente denominati “lunghi
sopravviventi”, e la medicina ufficiale sta ferma lì a
guardare ed aspettare che si ammalino.
In ogni caso le statistiche
parlano chiaro: circa il 50% dei sieropositivi all’HIV
non si ammala di AIDS; nondimeno ci sono casi di AIDS
con tutti i test per l'AIDS negativi e ci sono sempre
stati, fin dall'inizio dell'uso dei test. Per esempio
nel novembre 1984, Montagner trovava il test negativo
nel 32% dei pazienti con AIDS esaminati.
In Africa la metà / un terzo
dei casi diagnosticati come AIDS avevano un test
negativo. Duesberg ne aveva contati moltissimi, a
livello mondiale, descritti nella letteratura
scientifica fino al 1993.
Da notare che, dal punto di
vista logico, affermare che l'unica causa dell'AIDS è
l'HIV ed ammettere che vi sono casi in cui quello non è
presente è una contraddizione madornale. Per tale motivo
gli esperti si sono sempre premurati di negare
l'evidenza, fino al punto di coniare un nuovo nome per i
casi di AIDS senza virus (Idiophatic CD4 Lymphocitopenia),
in modo da liberarsi con questo trucco dello scomodo
argomento.
In generale, comunque, il
numero delle persone infettate da HIV si è stabilizzato
ed è in costante diminuzione da anni in tutto il mondo,
invece di aumentare rapidamente come era stato predetto,
e questo suggerisce che l’HIV sia un virus vecchio, che
è stato con noi secoli senza causare nessuna epidemia.
"...L’AIDS non è né
nuovo né unico, ma è stato
inventato come parola-ombrello
per coprire un complesso di malattie,
(circa 30)
alcune delle quali erano già state descritte dalla
medicina nel 1539."
John Lauritsen, autore di “The Great AIDS Hoax” (la
grande beffa dell’AIDS).
L'"establishment" obbietta
che la mancata diffusione epidemica della malattia è
dovuto ai risultati positivi della campagna di
prevenzione. Rispondono i dissidenti che i risultati
delle campagne di prevenzione non ci sono stati affatto.
Prova ne è il fatto che le
prostitute, che dovrebbero essere particolarmente
colpite da una malattia a trasmissione sessuale, sono
invece praticamente immuni dall'AIDS (in Italia, nel
1993 soli 6 (!) casi di malate di AIDS, 22 nel '95),
mentre altre malattie veneree risultano invece in
aumento, smentendo che sia cresciuta l'attenzione alla
profilassi.
E poi, ad esempio in Africa,
le campagne di prevenzione attuate dai governi sono
state veramente irrisorie, praticamente nulle. E allora
come mai non c’è stata la tanto temuta e paventata
epidemia, spesso descritta come un autentico flagello
che stava per abbattersi sul continente nero?
Durante il 1989, Philippe ed
Evelyne Kryen, responsabili di un'organizzazione medica
di cooperazione con 230 impiegati a Kagera, Tanzania,
diffusero le prime informazioni relative alla presenza
dell'AIDS in Africa. Pubblicarono un dossier,
illustrato, in cui veniva ipotizzato un futuro assai
buio per il continente africano, flagellato dalla piaga
dell'AIDS.
La stampa degli USA riprese
ed amplificò questo dossier.
Ad esempio, nel marzo del
1992, il Washington Post scrisse che il continente
africano stava soffrendo “una immensa catastrofe nel
campo della salute pubblica” e che Kagera era “una delle
aree più duramente colpite del mondo”.
Questo giornale attribuì a
Philippe Kryen frasi del tipo: “sarebbe stato
preferibile un terremoto” alla piaga dell'AIDS, dato che
essa colpiva il gruppo più produttivo, quello delle
persone più sessualmente attive.
Il 3 ottobre del 1993, il
Sunday Times pubblicò un lungo articolo del suo reporter
scientifico Neville Hodgkinson. In questo articolo, e
dopo quattro anni di esperienza con pazienti africani,
Philippe Kryen dichiarava: “L'AIDS non esiste. È una
cosa che è stata inventata. Non ci sono basi
epidemiologiche. Per noi non esiste.”
Ma il Washington Post non si
fece eco di questa mutata opinione. E nessun altro
giornale.
"Hanno considerato il gran
numero di persone sieropositive (in
Africa) prima di
accorgersi che gli anticorpi della malaria - che in
Africa hanno tutti - si mostrano nei test come ‘positivi
all’HIV’."
Kary Mullis
La situazione dell’AIDS è
assolutamente anomala rispetto a qualsiasi malattia che
pretende di essere di origine virale, come sostiene
Michael Martinez, sul documento "Why HIV Does Not Cause
AIDS" (Perché l'HIV non causa l'AIDS).
Spiega Martinez: perché si
possa parlare di infezione da germi, debbono essere
verificati i cosiddetti "postulati di Koch": ovvero i
microbi devono essere presenti in tutti i casi di
malattia, e devono essere biologicamente attivi; devono
poter essere isolati e accresciuti in coltura; i microbi
in coltura devono riprodurre la stessa malattia se
introdotti in un altro ospite; e devono essere di nuovo
trovati nell'organismo ospite. Come si vede, anche se si
tratta di microbi e non di virus, siamo di fronte a
regole più che altro dettate dal buon senso.
Gallo invece sovverte
totalmente queste regole, perché è possibile ritrovarsi
malati anche senza virus!
E ancora: l’infezione da
HIV, come ci è stato insegnato, debilita le difese
immunitarie, spianando la strada ad altre malattie; sono
queste, e non l'HIV, a portare alla morte il paziente.
Queste malattie "complicanti" sono attualmente enumerate
in una trentina. Ma, cosa strana, tra esse c'è il
carcinoma uterino, che è a tutti gli effetti un tumore,
e che di conseguenza non si capisce cosa abbia a che
fare con il sistema immunitario... Un'altra, il sarcoma
di Kaposi, è per ammissione degli stessi CDC (centri
epidemiologici) statunitensi, "non causata dall'HIV ed
indipendente da esso"!
Negli ultimi anni lo stesso
Luc Montagnier, co-scopritore del virus, ha iniziato nel
corso di svariate conferenze in giro per il mondo una
lenta e progressiva marcia indietro rispetto alla teoria
HIV = AIDS, sostenendo che i suoi studi rivelano sempre
più l’HIV come un semplice co-fattore scatenante la
malattia, e non come l’unica causa determinante. Una
vera e propria presa di distanza dal “fondamentalismo”
di Gallo e seguaci.
Va detto che, comunque, il
sapere ufficiale è ancora saldamente arroccato sulla
posizione della teoria virale e sui miliardi “a pioggia”
che questa garantisce, ed usa tutti gli strumenti di
pressione e persuasione a sua disposizione.
Sul numero di settembre 1998
del mensile “Le Scienze” (edizione italiana di
Scientific American), è stata pubblicata una lunga
“indagine” dal titolo molto significativo: “Speciale
AIDS: quali sono le prospettive nella battaglia contro
l’HIV”.
Una trentina di pagine in
cui non viene mai messo minimamente in dubbio che l’HIV
sia l’unica ed esclusiva causa dell’AIDS, né che i test
siano del tutto inaffidabili, ed in cui vengono elogiati
trionfalmente i successi della medicina in questo campo.
La tesi è tuttora quella che l’AIDS rappresenta una
epidemia a livello mondiale (pandemia), la cui
espansione esponenziale viene contenuta dagli
strabilianti successi della scienza medica, soprattutto
attraverso l’uso dei nuovi farmaci (gli inibitori della
proteasi), combinati con i vecchi farmaci (AZT) e con
l’aggiunta di altri farmaci ancora.
Vedremo più avanti
l’assurdità di queste affermazioni.
E’ in ogni caso stupefacente
l’autorevolezza con cui questi pennivendoli prezzolati
(che si spacciano per “scienziati”) sostengono una
simile quantità di menzogne e nefandezze. Questa è
realmente quella che Kary Mullis definisce “la
manipolazione informativa in azione”.
“Non vi è potente
fregnaccia, che la tecnica moderna non sia lì pronta ad
avallare, e rivestire di plastiche verginali, quando ciò
risponde alla pressione irresistibile del capitale e ai
suoi sinistri appetiti.”
Amadeo Bordiga (Politica
e Costruzione, da “Prometeo” n. 4, luglio-settembre
1952)
3) LA QUINTAESSENZA DELLA
TRUFFA: I TEST DELL'AIDS
Bene, assodato che non è
nemmeno certo che l’HIV esista, prendiamo ora in
considerazione il perno su cui tutto ruota: i test.
La diagnosi d'infezione da
HIV viene fatta sulla base dei risultati d'un test di
screening (Elisa) e d'un test di conferma (Western Blot,
WB) che rivelerebbero la presenza di anticorpi
specifici. Vi sono anche altri test, meno diffusi e
quasi tutti considerati “meno affidabili”(!).
Nei due test, il siero del
paziente viene messo a contatto con le proteine virali
(antigeni); se vi sono anticorpi contro le stesse
proteine, questi si legheranno e saranno poi evidenziati
con una seconda reazione; nel WB le proteine sono
separate in bande con elettroforesi, in modo da
riconoscerle separatamente.
Il test Elisa è molto più economico, ancorché più
inaffidabile, se mai è possibile. In Italia è l’unico
“passato” dalla sanità “pubblica” ed è considerato
sufficiente per essere dichiarati “appestati” o meno.
Ma non è così in tutti i
paesi, anzi, metodi e criteri sono parecchio
diversificati.
L'affidabilità di questi
test avrebbe dovuto essere valutata molto
scrupolosamente, date le pesanti ripercussioni
psicologiche, affettive, sociali e professionali che un
responso positivo comporta per la persona (e spesso
anche per chi la circonda). Purtroppo, sebbene tutti i
test usati (come vedremo) non siano per niente
affidabili, le "autorità" e gli "esperti" hanno operato
ed operano "come se" lo fossero.
Va ricordato che, secondo
gli stessi dati ufficiali, essi segnalano spesso molti
"falsi positivi": in altre parole, molte persone sono
erroneamente identificate come sieropositive, con
effetti disastrosi per loro e per chi gli sta vicino,
dato il clima di terrore
mediaticamente creato.
Lo conferma Robin Weiss,
noto virologo che detiene un brevetto proprio in questo
campo: “In popolazioni in cui la diffusione della
malattia (AIDS) è scarsa (quelle europee), questi falsi
positivi costituiscono una percentuale consistente di
tutti i sieropositivi. E le conseguenze d'un falso
allarme in questa materia sono note: grave angoscia,
depressione, spesso perdita del lavoro, rifiuto di
assicurazioni sulla vita e contro le malattie (ahi ahi …
- N.d.R. -) e, talvolta, tentati suicidi. La gravità del
danno prodotto è enorme: quando i due test combinati
(Elisa e WB) vengono applicati alla popolazione
generale, producono un tasso di falsi positivi 5 volte
maggiore dei presunti "veri positivi"”.
E' stato anche dimostrato
che alcune malattie e fattori banali quale una semplice
vaccinazione anti-influenzale possono rendere positivo
il risultato.
Va alla già citata
scienziata australiana, Eleni Eleopulos ed ai suoi
colleghi il merito d'aver dimostrato in modo rigoroso
l'attuale vergognosa situazione prendendo in esame le
assurde molteplicità dei criteri diagnostici (che
avrebbero dovuto essere uguali dovunque) e valutando i
singoli aspetti dei test utilizzati.
In consonanza con quanto
affermato anche da molti altri scienziati ed équipes di
ricerca, la Eleopulos ricorda come i criteri di diagnosi
siano profondamente diversi da Paese a Paese e come,
quindi, i dati raccolti in base ad essi non siano né
comparabili né cumulabili (sebbene vengano regolarmente
comparati e cumulati) ai fini di una seria valutazione
statistica internazionale.
In Africa, per esempio, la
diagnosi di AIDS viene fatta nella maggior parte dei
casi in termini puramente clinici, cioè sulla base dei
sintomi (ma si tratta di sintomi comuni a malattie
diffusissime ed antiche in quel continente, per esempio
la malaria). In America meridionale, invece, tale
diagnosi viene fatta quando il paziente, oltre a
presentare certi sintomi, risulta positivo a uno di due
test: il test Elisa o il "test dell'antigene" (i più
economici e imprecisi).
In Europa e negli Stati
Uniti, viceversa, questi due test non sono considerati
sufficientemente affidabili: essi devono essere
suffragati da un test detto di conferma, il Western Blot
(WB).
Le cose non stanno così in
Italia, dove come già visto basta l’Elisa, e vanno
ancora diversamente in Gran Bretagna, ove frequentemente
ci si affida al solo test Elisa, ma ripetuto più volte.
Approfondendo la ricerca
sulla concordanza o meno tra test Elisa, WB e diagnosi
clinica, Eleni Eleopulos ha constatato che la confusione
cresceva ancora.
In Africa, la corrispondenza
tra test Elisa positivo e diagnosi clinica è risultata
del 50% circa, secondo la letteratura scientifica.
Inoltre, come ammesso dagli epidemiologi Robert Biggar
nel 1985 e Myron Essex nel 1994, in Africa "la
reattività sia nell'analisi ELISA sia nella Western Blot
possono essere non-specifiche " a causa di malattie
diffuse ed endemiche (malaria, lebbra).
In Russia, la concordanza
tra test Elisa e test di conferma (WB) è risultata
minima. Stando ad informazioni pubblicate
sull'autorevole rivista medica inglese The Lancet, nel
1990, in Russia vennero fatti 20,2 milioni di test
ELISA, di cui 20.000 risultarono positivi, ma solo 112
vennero confermati con il WB; nel 1991, su 30 milioni di
test ELISA, ben 30.000 risultarono positivi, ma di
questi solo 66 risultarono confermati dal Western Blot
cioè soltanto 1 ogni 455.
Negli Stati Uniti, su un
totale di 1.200.000 militari di leva sottoposti al test
Elisa 12.000 risultarono positivi, ma alla fine dei 3
controlli previsti, ne vennero confermati meno di 1/6
(1.920). Quale risultato ci sarebbe stato, si domanda la
Eleopulos, se i controlli, invece di 3, fossero stati 2
o 5 e il loro ordine di esecuzione (Elisa e WB) diverso?
Quali sono i criteri per un
test "di conferma" (WB) positivo ? Quanto è
standardizzato ?
Nei soli Stati Uniti vi sono
ben 4 criteri ufficiali, e solo uno (indicato nel kit
diagnostico della Du Pont) è stato approvato dalla FDA
(Food and Drug Administration) nel 1987. Questo è il più
restrittivo ed è usato da pochi laboratori. Se solo
questo test fosse usato, negli Stati Uniti sarebbero
confermati solo il 50% dei sieropositivi!
Ma in questo come in altri
Paesi, continuano ad essere utilizzati kit differenti
praticamente in ogni laboratorio (in Italia nel 1992 i
kit in commercio erano almeno 18 e su nessuno di
questi era stata fatta alcuna verifica di affidabilità
da parte delle autorità sanitarie!).
Sono aspetti sconcertanti
che vengono tenuti nascosti alla popolazione ma ben noti
a molti ricercatori. Ecco il commento del Dr.
Zolla-Pazner: "Confusione sulla identificazione di
queste bande (i risultati del test Western Blot) è
risultata in conclusioni scorrette negli studi
sperimentali. [...] potrebbe essere necessaria la
reinterpretazione dei risultati già pubblicati". Un
altro gruppo così si è espresso nel 1989: "La sua
tecnica (del Western Blot) non è stata standardizzata,
l'importanza e le conseguenze delle variazioni
verificatesi nei laboratori non sono ancora state
misurate. I suoi risultati richiedono d'essere
interpretati; i criteri per queste interpretazioni
variano non solo da laboratorio a laboratorio, ma anche
di mese in mese."
Alcune domande sui
test:
E' un test riproducibile ?
-
No, la risposta è
negativa. In controlli di qualità effettuati in
Laboratori di riferimento, al massimo livello,
frazioni dello stesso siero davano risultati
differenti in diversi laboratori e persino risultati
differenti nello stesso laboratorio in tempi diversi!
-
Le stesse Autorità
Sanitarie talvolta se ne sono accorte, ma la loro
tendenza è sempre stata quella di occultare e
minimizzare. Per esempio, a Parigi, nel 1993, sono
stati ritirati dal commercio 9 kit diagnostici su un
totale di 31 esaminati. E si trattava di kit per il WB
prodotti da alcune delle più stimate aziende
farmaceutiche tedesche, svizzere, francesi e
americane.
E' un test specifico ?
-
La Eleopulos e colleghi
analizzano singolarmente ogni proteina ritenuta
specifica del virus ed utilizzata nei test: nessuna
supera l'esame, poiché proteine delle stesse
dimensioni e caratteristiche sono presenti in cellule
normali. Anticorpi diretti contro di esse sono
rilevabili frequentemente in varie malattie: lebbra,
tubercolosi, malattie autoimmuni, malaria, la stessa
comunissima influenza, condizioni che provocano la
formazione di grandi quantità di anticorpi.
-
Da quanto sopra emerge che
anche il "test di conferma" (WB) sul quale, per
definizione, non dovrebbero esserci dubbi, non rivela
affatto la presenza di anticorpi specifici diretti
contro l'HIV.
E gli altri test ?
-
Neanche gli altri test
dell'AIDS si salvano dalla critica impietosa della
Eleopulos: né quello per l'isolamento del virus, né
quello per l'individuazione di "particelle virali", o
per la "ricerca dell'antigene" o per la "transcriptasi
inversa" né la famosa PCR (Reazione Polimerasica a
Catena).
-
Quest'ultimo test viene
considerato insuperabile per sensibilità e specificità
in quanto sarebbe in grado, si dice, di individuare un
singolo virus in mezzo a milioni di cellule non
infette (però costa!). Tuttavia Eleni Eleopulos ha
constatato che molti ricercatori contestano
l'affidabilità della PCR a causa dell'alto numero di
falsi positivi che questo test produrrebbe e per
l'impossibilità, lamentata da vari altri ricercatori,
di ottenere risultati ripetibili.
“L’età capitalista è
più carica di superstizioni di tutte quelle che l’hanno
preceduta. La storia rivoluzionaria non la definirà età
del razionale, ma età della magagna. Di tutti gli idoli
che ha conosciuto l’uomo, sarà quello del progresso
moderno della tecnica che cadrà dagli altari col più
tremendo fragore”
Amadeo
Bordiga (scritti, 1952)
4) LE CURE UFFICIALI
“L’AIDS
non è una malattia, non è un’epidemia, non è
un’infezione: è morte da
farmaci e da
candidosi”.
Peter Duesberg
L’azienda leader nel mondo
nella produzione di farmaci e “cure” per l’AIDS è la
Glaxo Wellcome.
Un po’ di
storia:
“WELLCOME
TO DEATH”
L'antica Burroughs-Wellcome
venne creata nel 1880 da due farmacisti: Henry Wellcome
e Silas Burroughs.
Nel 1936 venne fondata la
Wellcome Trust. La Wellcome e la Rockefeller iniziarono
ad associarsi.
L’orientamento politico è
quello della destra bianca intollerante e reazionaria.
L’élite finanziaria è l’alta borghesia ebraica.
Durante gli anni '30
rappresentante legale della Wellcome Trust fu la firma
Sullivan & Cromwell, una delle più influenti di New York
ed uno dei pilastri della Rockefeller. I suoi due
avvocati, John Foster ed Allen Dulles sarebbero
divenuti, rispettivamente, Segretario di Stato americano
e direttore della CIA durante la guerra fredda.
Sin dagli anni 50 si
preparano i suoi quadri tecnici, e in seguito il trust
Wellcome partecipa al complesso universitario londinese
fondato da Rockefeller. La sua influenza si estende nel
campo dell'educazione sanitaria inglese e americana.
Negli anni 70, David
Rockefeller crea la famosa Commissione Trilaterale,
formata da industriali, accademici e uomini politici
esperti in politica internazionale. Il nocciolo duro
della Trilaterale è composto da dirigenti di un gruppo
di aziende multinazionali il cui scopo è il mantenimento
del potere economico (plutocrazia) in tutto il mondo.
Fra queste multinazionali un posto preminente spetta
alla Wellcome Trust Corporation. L’ombra lunga della
Trilaterale condizionerà per anni governi e servizi
segreti di mezzo mondo.
Nel 1981 Ronald Wilson
Reagan vince le elezioni presidenziali degli Stati
Uniti. Nella “lobby” che finanziò la sua campagna
elettorale troviamo in posizione predominante la
Wellcome Trust Corporation.
Nello stesso anno, viene
“scoperta” una nuova malattia, con patologia
caratterizzata dall’indebolimento del sistema
immunitario. Questa malattia sarà ben presto battezzata
con il nome molto generico di AIDS, Sindrome da
Immunodeficienza Acquisita.
Il 23 aprile 1984, con la
presentazione dell'allora segretaria di Stato della
Sanità e Assistenza Sociale degli USA, Margaret Heckler,
il Dr. Robert Gallo annunciò nel corso di una conferenza
stampa che aveva scoperto il retrovirus produttore
dell'AIDS, che denominò HTLV-III (meglio conosciuto come
HIV).
Nello stesso giorno
veniva registrato un brevetto americano del test dell'HTLV-III
sviluppato dallo stesso Gallo.
Fino al 1986, Wellcome Trust
controllava il 100% della Wellcome Inc., produttrice di
farmaci. Vendette il 25% delle proprie azioni e assunse
la denominazione di Wellcome Foundation.
Da questo momento in poi
assistiamo ad un cambiamento di rotta da parte delle
istituzioni della Wellcome che rinunciano ad
atteggiamenti etici populistici ed accademici per un
mercantilismo d’assalto duro e puro.
Dopo il clamoroso insuccesso
come trattamento anticancro, la Wellcome ottenne
l'autorizzazione per ripresentare sul mercato l'AZT,
ribattezzato Retrovir, per trattare i malati di AIDS.
Il 24 giugno del 1988, Duncan Campbell, in un articolo intitolato “The amazing
AIDS scam”, sulla rivista “New Stateman and Society”,
affermò che molti risultati clinici vengono nascosti
dietro risultati commerciali. Affermò inoltre che il
costo dell'AZT si era quintuplicato o decuplicato. Il
costo mensile di un malato di AIDS è attualmente di
circa due milioni di lire (all’inizio del 1997 era
valutato statisticamente in circa 1650 dollari mensili).
Nel luglio del 1992, la
Wellcome Trust ridusse la propria quota di
partecipazione nella Wellcome Foundation ad un 40%,
portando la sua quota annua di profitto a circa 2,3
miliardi di dollari.
Nel 1995 la Wellcome Inc. si
unisce con la Glaxo Inc., colosso farmaceutico
americano: nasce la Glaxo Wellcome Inc., potentissima
supermultinazionale presente in ogni parte del mondo.
La Glaxo Wellcome chiude
l’esercizio finanziario del 1997 con un fatturato di
13,8 miliardi di dollari.
Tutte le informazioni su
questa spett.le azienda le trovate su
http://www.glaxowellcome.com su cui potrete ammirare il
logo animato: “disease has no greater enemy than Glaxo
Wellcome” (la malattia non ha nemico più grande della
Glaxo Wellcome).
Amen.
LA "CURA" dell'AZT
-
prodotto dalla casa farmaceutica
Glaxo-SmithKline (Big
Farma), è un analogo nucleosidico della
timidina, proposto inizialmente come
anti-neoplastico, ma abbandonato perché poco maneggevole
e troppo tossico.
"L’AZT non
aveva prospettive per due ragioni: i miei studi hanno
mostrato che era cancerogeno in ogni dosaggio e che era
troppo tossico anche per usi di breve periodo."
Dr. Richard Beltz -
inventore dell’AZT (azidotimina)
L’AZT, sostanza contenuta
nello sperma delle aringhe, fu sintetizzato come
composto chimico di laboratorio dal chimico della
Burroughs Wellcome Richard Beltz nel 1964 nel tentativo
di trovare una cura contro il cancro.
Data la sua elevatissima tossicità è impiegato come base
per il veleno per topi. Quindi, per anni, la medicina ha
sperimentato sugli esseri umani un potentissimo
topicida, e continua a farlo tuttora.
Non staremo qui a scendere
nel “tecnico” su come agisce (per chi volesse saperne di
più: “AIDS Gate”
http://aliveandwell-eugene.dreamhost.com/aidsgate/
), comunque l’AZT era stato utilizzato in medicina per
distruggere le cellule malate, cancerose, ed impedirne
la riproduzione. Fu un fiasco clamoroso. Innanzi tutto
si scoprì subito che causava altri cancri, e
successivamente che tutti i pazienti trattati con AZT
morivano molto prima rispetto a quelli che non avevano
ricevuto il trattamento (infatti, ripetiamo, si tratta
di VELENO PER TOPI). Anzi, impediva anche di studiare
l’evoluzione dei tumori, perché i pazienti morivano
precocemente di avvelenamento da AZT. E la ragione è
proprio abbastanza semplice: l’AZT non è come i moderni
missili “intelligenti” americani, che lanciati contro
obiettivi militari, vanno a colpire infallibilmente gli
asili e gli ospedali iracheni. Esso non sa quali sono le
cellule buone e quelle cattive, le attacca tutte quante
e basta. Ovviamente la spiegazione scientifica è ben più
complessa e articolata, ma più o meno questo è quello
che succede con l’AZT.
Si disse allora che era una
questione di dosaggi. Alte dosi uccidevano in breve
tempo, ma dosaggi più bassi erano presumibilmente
“benefici”. Così vennero fatte altre sperimentazioni su
svariate patologie, fra cui soprattutto psoriasi e
malattie della pelle. Roba da matti. Inutile dire che fu
ben presto accantonato.
Va detto che le case
farmaceutiche, siccome ricevono parecchi finanziamenti
anche in denaro pubblico per le ricerche, spendono ogni
anno montagne di soldi nella ricerca e creazione di
nuovi farmaci.
Ma molti di questi sono puramente
speculativi. Il composto chimico magari funziona,
produce alterazioni a vari livelli, e viene anche
sperimentato su uomini (carcerati, malati di mente …) e
animali, ma non ha malattie specifiche da curare, non si
sa a cosa possa servire, così viene messo nel cassetto,
in attesa che salti fuori la malattia o la scusa buona
per tirarlo fuori.
Così è stato per l’AZT.
Vent’anni dopo, con
l’avvento di una malattia così “mortifera e
terrificante” come l’AIDS, la Wellcome rimise
prontamente mano alla sua mirabile invenzione,
affermando teorie folli, per cui l’AZT, prima di
ammazzare le cellule, ammazzava i virus, ed essendo la
recentissima scoperta di Gallo causata da un virus
(l’HIV), terapie brevi e mirate sarebbero state
efficacissime. La FDA (Food and Drug Administration,
l'ente statunitense che verifica l'efficacia dei
farmaci) lo approvò ufficialmente solo nel 1987, ma ne
consentì l’uso in via sperimentale fin dalla “scoperta”
dell’HIV (1984), anche in associazione con altri
farmaci, come del resto, aveva già fatto in precedenza
autorizzandone l’uso per altre patologie (cancri, ecc.),
sin dal 1964.
Ricomincia la storia. La
gente trattata con AZT sebbene in alcuni casi sembri
avere un temporaneo, brevissimo miglioramento, si ammala
definitivamente e muore.
Ma invece di sospenderne
l’uso, arriva la teoria più demenziale: non bisogna
usarlo da solo, ma associato ad altri farmaci che ne
limitino i danni e ne integrino l’azione.
Chissà quanti malcapitati si
sono ritrovati a dover prendere dosi incredibili di
farmaci di ogni genere, fra cui l’AZT, nella speranza di
curare una malattia che neanche esiste nei termini in
cui viene presentata, morendo di intossicazione da
farmaci.
L’AZT è stato usato
indiscriminatamente su soggetti già debilitati, donne in
gravidanza, neonati.
Moltissimi sono i casi di
persone che accortesi del rapido peggioramento con l’AZT,
hanno smesso di prendere ogni farmaco, salvandosi dalla
morte, e creando quella casistica che la medicina
ufficiale non sa spiegare, di soggetti che pur essendo
sieropositivi non si ammalano e non muoiono.
Come cresce la voce del
dissenso e l’informazione (controinformazione), sempre
di più sono le persone che si salvano da una morte
imminente annunciata come inevitabile.
A Londra, i superstiti
pubblicano la rivista “Continuum”. In Olanda collaborano
con la Fondazione per la Ricerca Alternativa sull'AIDS (SAAO),
in Svizzera da anni sono attivi gruppi di auto aiuto e
controinformazione sull’AIDS che hanno preso piede un
po’ in tutta Europa.
La maggioranza delle persone
colpite dall'AIDS che sono sopravvissute alla malattia
lo hanno fatto grazie a grandi dosi di volontà e di
senso critico, assumendo costumi di vita coscienti e
responsabili, e perché no, anche antagonisti.
Il famoso campione Earvin
"Magic" Johnson, risultato sieropositivo nel 1991, pare
abbia assunto AZT per pochi giorni, risultandone
debilitato, e che abbia subito smesso.
La sua salute migliorò
subito, tanto che vinse alle Olimpiadi del 1992. In una
recente conferenza stampa Magic ha dichiarato di non
essere più malato di AIDS.
Un altro dei tanti misteri
dell’AIDS.
“Il
mistero di questo virus è stato generato dai duemila
miliardi all'anno che vi sono stati spesi. Se prendi un
altro virus e ci spendi duemila miliardi di dollari
potrai ricamarci sopra tutti i misteri che vuoi”.
Kary Mullis - (“la
manipolazione informativa in azione”).
Le ALTRE "CURE" UFFICIALI
Terapie convenzionali (farmaci antiretrovirali).
I primi ad essere impiegati
sono stati i cosiddetti “inibitori della trascrittasi
inversa”.
Gli ultimi, più recenti, gli
“inibitori della proteasi”.
Trascrittasi inversa:
Processo di replicazione
virale in cellule non precedentemente infettate, nel
quale RNA virale ad un solo filamento viene trascritto
in DNA virale a doppio filamento, consentendo la
conversione del genoma virale in forma che si integra
nel DNA della cellula ospite, infettandola.
L’inibizione della
trascrittasi inversa non ha tuttavia effetto sulla
produzione di virus da parte di cellule nelle quali
l’integrazione ha già avuto luogo, quelle con infezione
cronica.
Proteasi:
Le proteasi sono enzimi
essenziali nel processo di trasformazione dei precursori
virali in assemblaggio e formazione dei virus maturi.
Questo processo avviene durante o subito dopo la
gemmazione dei virioni dalla membrana della cellula
ospite.
Inibitori della
Trascrittasi inversa:
- Zidovudina (AZT, Retrovir) –
il primo antiretrovirale utilizzato, dapprima in
monoterapia, attualmente in associazione con altri
antiretrovirali. Presenta effetti tossici con effetti
collaterali più frequenti all’inizio del trattamento.
- Didanosina (DDI, Videx) – il
secondo antiretrovirale utilizzato. Comporta la
frequente insorgenza di neuropatie periferiche.
- Zalcitabina (DDC, HIVid) –
Stavudina (D4T, Zerit) – Lamivudina (3TC, Epivir)
Presentano effetti tossici
con effetti collaterali in genere reversibili con
sospensione del trattamento.
- Nevirapina (Viramune) –
Delavirdina (Rescriptor)
Hanno azione sinergica con
AZT e DDI.
Inibitori della Proteasi:
- Ritonavir (Norvir) – Gli
effetti collaterali osservati più di frequente sono:
nausea, diarrea, vomito, astenia, vasodilatazione,
alterazione del gusto. Produce interazione con altri
farmaci (antibiotici, antidepressivi, antistaminici).
- Indinavir (Crixivan) – le
principali complicazioni descritte sono state secchezza
della cute e alterazione del gusto.
- Saquinavir (Invirase) –
appare come l’inibitore della proteasi meglio tollerato.
Viene spesso somministrato in combinazione con il
Ritonavir. Può provocare aumento delle transaminasi.
-
Nelfinavir (Viracept) – uno
dei più recenti. Non presenta interazioni farmacologiche
di particolare rilevanza. L’evento avverso più frequente
è la diarrea.
Le terapie antiretrovirali
comunemente utilizzate sono estremamente complesse, ed
il regime terapeutico attualmente più utilizzato è
quello che prevede l’associazione di più farmaci
antiretrovirali, in genere due inibitori della
trascrittasi inversa e un inibitore della proteasi, i
cosiddetti “cocktail” antiretrovirali. Essi richiedono
una rigorosa adesione del paziente al trattamento, al
fine di prevenire l’insorgenza di resistenze.
Uno dei problemi più comuni
nella pratica clinica di questi trattamenti è quello di
decidere tempi e modi di somministrazione, ovvero quando
iniziare, cambiare, sospendere o interrompere una
terapia e come definire i costanti insuccessi.
Si noti bene che alla base
di tutte queste “terapie” vi è l’accettazione passiva e
acritica che l’HIV esista.
Ma siccome la sua esistenza non è mai stata dimostrata
si somministrano veleni tossici per debellare un
qualcosa di inventato.
A questo punto sorge
obbligatoria la domanda “cui prodest ?” (a chi giova
?).
Quelle elencate fin qui sono le “cure” standard, quelle
più diffuse, usate e abusate finora. Esistono comunque
numerose altre terapie, misture e cocktail di farmaci
usate e suggerite qua e là da medici, stregoni e
sciamani ospedalieri. Chi da anni sta vivendo la vicenda
AIDS sulla sua pelle ne sa qualcosa!
E’ da osservare ancora che
la medicina ufficiale tende sempre a negare la palese
tossicità dei farmaci impiegati, e ad attribuire la
responsabilità della mortalità “per AIDS” al fatto che
il virus HIV sarebbe un virus mutante, che in breve
tempo diviene resistente ai farmaci, per cui bisogna
introdurre sempre nuove terapie, associandole magari con
quelle vecchie. Gli scienziati “dissidenti” sostengono
che queste affermazioni sono totalmente a-scientifiche,
in contrasto con tutti i postulati su cui si regge la
medicina occidentale, quindi prive di qualsiasi
fondamento sia scientifico che culturale, e soprattutto
prive di verifiche, studi e sperimentazioni di
laboratorio. Ma non c’è bisogno di essere scienziati per
capire che simili teorie non possono che ignorare la
salute della popolazione, tese come sono a garantire
business miliardari per l’industria farmaceutica, e
finanziamenti da capogiro per la ricerca.
“Checché ne dicano i
professionisti della salute, la malattia non è un
fenomeno negativo per l’individuo. Tutt’altro. E’ la
risposta dell’organismo all’aggressione di agenti
patogeni esterni e, talvolta, interni, scatenati però da
condizioni esterne. Poiché si tratta di una risposta, la
malattia significa resistenza, autodifesa. Scaricata la
fase acutamente morbosa, l’organismo vivente tende (anzi
tenderebbe, date le sollecitazioni farmacologiche cui
tutti siamo sottoposti che appiattiscono le reazioni e
le loro forme) a ritrovare il suo equilibrio biologico.
Un po’ come la febbre: guai se non ci fosse, perché in
questo caso significherebbe che l’organismo non ha più
alcuna forza autodifensiva.
(Un esempio per tutti: nel caso di epatopatie, di
malattie del fegato, sinché la parte, il fegato, è
dolorante significa che sta opponendo una resistenza
agli agenti patogeni; quando ormai tace, vuol dire che
l’organismo si è arreso, come nel caso di epatiti o
cirrosi.) Ma la medicina, invece di assecondare la
malattia e di condurla a un esito positivo, cioè ad un
superamento della malattia stessa, vuole intervenire
immediatamente con il bombardamento farmacologico (in
specie con antibiotici e “bios”, ben si sa, vuol dire
vita). Perché il tempo dell’uomo (essere organico) deve
essere scandito dal tempo del capitale (essere
inorganico). Il tempo della merce, del suo supporto
fattivo, il lavoro, e della sua protesi gestionaria, la
circolazione e l’amministrazione, deve essere totale. Il
corpo umano, dunque, depauperato delle sue esigenze
organiche vitali, non può funzionare che come una
macchina. La medicina contemporanea si occupa per
l’appunto di questo ed il suo apogeo sta proprio nella
tecnica dei trapianti: sostituire i pezzi della
macchina, cambiare le parti difettose del burattino, di
Pinocchio.”
Riccardo d’Este (da
“L’AIDS come equivalente generale delle pesti neomoderne
ed accumulazione forzata di medicina” – La Mal’aria …,
1992)
5) ALCUNE DOMANDE
- MA L'AIDS ESISTE O
NO ?
Si, esiste.
Esiste sicuramente una
patologia che porta ad una grossa deficienza del sistema
immunitario e talvolta anche alla morte. Anzi ce ne sono
molte, non si sa nemmeno quante, ed alcune esistono
probabilmente da secoli. E possiamo anche
tranquillamente chiamarle tutte AIDS. Il primo caso di
“sindrome da immunodeficienza” viene comunque descritto
nella letteratura medica nel 1912.
L’unica cosa certa è che
l’AIDS non è nulla di ciò che ci è stato raccontato
finora.
- COS'E' IL
SISTEMA
IMMUNITARIO E COME FUNZIONA ?
Vediamo di spiegarlo in poche parole. Per chi vuole
saperne di più esiste una bibliografia vastissima.
Il sistema immunitario è la
seconda linea di difesa dalle malattie del nostro
organismo (la prima è la pelle). Essa è costituita dai
globuli bianchi, chiamati linfociti, prodotti dal
midollo osseo.
A seconda della loro
funzione alcune di queste cellule sono dette cellule
“B”, altre cellule “T”. Esistono più tipi di cellule
”T”. Per esempio le cellule T4 sono meglio conosciute
come T4 Helper (aiutanti, che danno aiuto). Esse sono i
cani da guardia del nostro organismo, e al sopravvenire
di ogni minaccia esterna danno l’allarme e attivano il
sistema immunitario. Dopodiché le cellule “B” si mettono
immediatamente al lavoro e producono anticorpi per
combattere ogni possibile tentativo futuro di attacco da
parte della stessa causa.
Questo è il principio che
sta dietro a tutti i vaccini: introdurre piccolissime
quantità di agenti scatenanti una determinata malattia
per fare in modo che le cellule B creino gli anticorpi,
cosicché l’organismo conosca già quella affezione e sia
pronto a difendersi e sconfiggerla in futuro.
Mentre le cellule B
producono gli anticorpi per i futuri attacchi, sempre
per effetto dell’allarme dato dai T4 Helper, il sistema
immunitario scatena le cellule T Killer che hanno il
compito di annientare e distruggere le cellule infettate
dall’agente esterno.
Scusate la terminologia
guerresca, ma la medicina occidentale è nata, cresciuta
e sviluppatasi con le guerre, ed ogni descrizione
ufficiale sembra sempre un campo di battaglia. (La
medicina cinese o quelle orientali non si esprimono mai
in questi termini).
Il guaio è che dopo la
battaglia le cellule T Killer vanno richiamate e
fermate, perché queste sono idiote come i Rambo
americani, e se non le si ferma esse cominciano ad
attaccare le cellule sane.
Qui entrano in gioco le
cellule T8 Suppressor (soppressori), una sorta di
polizia militare che si occupa di eliminare gli yankees
impazziti e far così cessare l’allarme immunitario.
In un organismo sano sono
presenti circa da 800 a 1000 cellule T4 per microlitro
di sangue, e circa la metà di cellule T8.
Le malattie del sistema
immunitario (AIDS compreso, ovviamente) minano o
“inceppano” questo meccanismo in molte maniere
differenti.
E soprattutto sono sempre
esistite, solo che non se ne era a conoscenza.
Prima della “scoperta”
dell’AIDS, una persona con sistema immunitario
debilitato poteva morire ad esempio di polmonite. E la
diagnosi era di morte per polmonite. Oggigiorno se una
persona è sieropositiva all’HIV una morte per polmonite
è diagnosticata come morte per AIDS. Ma se una persona
con sistema immunitario debilitato muore di polmonite e
non è positiva all’HIV, la diagnosi rimane di morte per
polmonite. Questo viene fatto per avvalorare la teoria
HIV = AIDS, ma è un assurdo: o una persona muore di
polmonite e basta, o se aveva il sistema immunitario
debilitato la polmonite è stata l’esito di una patologia
da immunodeficienza, HIV o non HIV.
- E' l'AIDS (o
meglio il virus HIV che "causerebbe" l'AIDS) contagioso
?
No, l’HIV non è contagioso.
In primo luogo non si sa nemmeno se esista: la sua
esistenza non è mai stata provata. In secondo luogo se
anche esiste è veramente impossibile provare che sia un
virus, come dichiarato dalla Dr. Eleopulos. In terzo
luogo, nel caso che esista, e che malauguratamente sia
proprio un virus, esso non sarebbe in grado di intaccare
il sistema immunitario umano, come dimostrato da
Duesberg seguendo una serie di postulati su cui si basa
l’intero edificio della medicina occidentale, ed anche
solo adoperando il buon senso.
Ormai un numero molto vasto
di scienziati e ricercatori comincia ad ammettere che le
teorie di Gallo e Montagner sono demenziali, anche se
menzogna e mistificazione sono davvero dure a morire.
Riassumendo l’AIDS non è una
malattia infettiva.
L’AIDS non si trasmette né
attraverso i rapporti sessuali né attraverso il sangue.
Questo non significa che non
sia saggio avere rapporti “protetti”: sifilide e
malattie veneree sono statisticamente in aumento (alla
faccia della cosiddetta “prevenzione”). Così come
bisogna evitare lo scambio di siringhe: le epatiti sono
anch’esse in forte aumento, e pare, sempre più
aggressive, assieme a svariate altre malattie
trasmissibili attraverso il sangue.
- Ma allora chi si
prende l'AIDS come se lo becca ?
Non esiste un singolo
fattore scatenante (ad esempio un virus) come affermano
i sostenitori dell’HIV e della teoria virale. E’ molto
più verosimile pensare ad una serie di concause che
interagiscono, indebolendo, a volte in maniera
irreversibile, il sistema immunitario.
L’uso e l’abuso
massiccio di farmaci è sicuramente la causa principale.
L’enorme diffusione degli antibiotici, usati a dismisura
anche quando non ce n’è proprio bisogno (ed è la
maggioranza dei casi), ha indebolito enormemente il
sistema immunitario umano.
Stesso discorso per i
cortisonici (dannosissimi per tutto l’organismo, in
particolar modo per il sistema immunitario), per gli
psicofarmaci, ed in generale per tutti i farmaci.
Se al primo sintomo di
un raffreddore o di un’influenza uno comincia
immediatamente ad imbottirsi di farmaci (soprattutto
antibiotici), egli mette subito fuori gioco il suo
sistema immunitario, facendo combattere la malattia da
un agente esterno. In tal modo il sistema immunitario si
indebolisce fortemente, non impara più a “riconoscere”
le malattie, e soprattutto perde la capacità di
combatterle da solo. Un luogo comune inglese dice “use it or lose it”, cioè “usalo o perdilo”; se ad esempio
faccio una vita sedentaria e non faccio mai esercizio
fisico, cioè non uso mai il mio sistema muscolare, esso
tenderà ad atrofizzarsi.
Lo stesso vale per il
sistema immunitario. Se non lo uso mai, se non lo tengo
in esercizio e lascio che siano esclusivamente i farmaci
a combattere le malattie, esso tenderà inevitabilmente
ad atrofizzarsi..
Sono dannosissimi
anche i vaccini, che obbligano il sistema immunitario ad
uno sforzo enorme e logorante.
Un vaccino
per
l’influenza o per l’epatite significa né più né meno
che beccarsi queste malattie e per così dire “guarire”
senza accorgersene.
Bisogna assolutamente
evitare di fare vaccini di qualsiasi tipo, a meno che
questo non sia veramente indispensabile, cioè si corra
un rischio concreto e davvero probabile di contrarre una
malattia grave.
Le vaccinazioni di
massa sono sicuramente responsabili di un grosso
indebolimento del sistema immunitario umano.
Le trasfusioni sono un
altro enorme fattore di rischio. Abbiamo già visto che
l’AIDS non è un virus, e non si trasmette attraverso il
sangue. Ma attraverso le trasfusioni si possono
contrarre una quantità di malattie debilitanti, ed
inoltre le trasfusioni sono di solito accompagnate da
terapie di farmaci immunodepressivi per evitare fenomeni
di “rigetto”, poiché una trasfusione di sangue è a tutti
gli effetti un trapianto (vedi più avanti). Peggio
ancora, ovviamente, per i trapianti di organi.
Anche l’uso di droghe,
soprattutto quelle pesanti (eroina, anfetamina, cocaina,
alcool, ma anche tabacco, caffè, ecc…) contribuisce
indiscutibilmente all’indebolimento del sistema
immunitario, piaccia o non piaccia.
La cattiva
alimentazione è un’altra concausa di debilitazione
dell’organismo in generale. Tutti sanno che oggigiorno
ci alimentiamo con cibi sofisticati ed adulterati, e
spesso anche in maniera scorretta, troppi grassi, troppe
calorie. Bisognerebbe cercare di tendere ad una
alimentazione “sana” e corretta (per quanto possibile).
Senza dilungarsi troppo, perché è evidente, altre cause
di indebolimento fisico e psichico (e quindi anche del
sistema immunitario) sono: la vita sedentaria,
l’inquinamento, il degrado ambientale, lo stress,
l’ansia, l’angoscia, la perdita del senso della realtà
tipica del mondo mediatico e “mediato”, gli esperimenti
medici, chimici e militari fatti segretamente sulla
popolazione … ecc. ecc.
Altre concause
riguardano la sfera “sociale” dell’esistenza. La
povertà, ad esempio vivere nella strada senza una casa,
la sottoalimentazione, il carcere e le istituzioni
totali, l’uso di droghe “povere” (tagliate, velenose),
una vita intera passata meccanicamente alla catena di
montaggio di una fabbrica, l’esposizione a sostanze
chimiche e tossiche, alle radiazioni …
L’interazione fra
alcune o molte di queste concause sono oggigiorno
l’unica spiegazione razionale che si può dare al
fenomeno AIDS.
- Ma se l'AIDS non si trasmettesse attraverso il
sangue, sono pericolose si o no le trasfusioni ?
Si, sono pericolose. Se
possibile, assolutamente da evitare.
Quando viene trapiantato un
cuore, un fegato o un altro organo, il sistema
immunitario del ricevente avverte la presenza del
tessuto estraneo, e ciò può dar luogo ad un fenomeno di
rigetto. Anche la trasfusione è a tutti gli effetti un
trapianto (che talvolta può originare fenomeni di
rigetto), da qui l’uso frequente di immunodepressori,
che si vanno ad assommare alla naturale depressione del
sistema immunitario dovuta all’immissione massiccia di
corpi estranei nell’organismo. Anche il sangue che ha
superato le prove crociate di compatibilità (la
compatibilità dei gruppi sanguigni) può deprimere
seriamente il sistema immunitario. Alla domanda sul
perché avesse rifiutato una trasfusione di sangue, lo
scienziato danese Niels Jerne, premio Nobel per la
medicina nel 1984, ha risposto:
"Il sangue di un
individuo è come le sue impronte digitali: non esistono
due tipi di sangue esattamente uguali".
Inoltre, come risaputo
attraverso il sangue si possono trasmettere molte
malattie conosciute (soprattutto epatiti, toxoplasmosi,
tifo, morbillo, salmonellosi, sifilide, infezione da
citomegalovirus, malaria ecc.), ed è presumibile anche
molte altre tuttora sconosciute. Ogni trasfusione è a
rischio, nessuna esclusa. Ad esempio, il Papa dopo
l’attentato subito, dimesso dall’ospedale dovette
rientrarvi poco dopo e rimanervi per un paio di mesi, a
causa di un'infezione potenzialmente letale da
citomegalovirus causata dalle trasfusioni di sangue.
E non è che il Papa non
abbia ricevuto trattamenti di massimo riguardo.
Il fatto è che le banche del
sangue in occidente fanno parecchi test sul sangue
prelevato, ma non possono farli tutti per tutte le
malattie potenzialmente trasmissibili: è ancora una
volta una faccenda di costi.
Lasciamo perdere poi i
“controlli” che fanno nel terzo mondo: praticamente
nessuno.
Riferendosi al problema dei
costi, un funzionario della Croce Rossa americana ha
fatto questa dichiarazione:
"Non possiamo
continuare ad aggiungere un test dopo l'altro per ogni
agente infettivo che potrebbe diffondersi, i costi sono
troppo alti".
Quindi mi sembra ovvio che
le trasfusioni sono da farsi solo nel caso sia
assolutamente necessario, e non con la “giocosa”
facilità con cui vengono effettuate oggigiorno in tutte
le cliniche e gli ospedali, sempre solo per alimentare
il business medico-farmaceutico.
Un punto a sfavore della
globalizzazione: l’altissima mobilità delle genti nella
società odierna, accompagnata ai sempre più persistenti
fenomeni migratori, mette in contatto individui con
caratteristiche sanguinee molto diverse pur appartenendo
magari allo stesso gruppo sanguigno, data la distanza e
le peculiarità specifiche dei luoghi di provenienza (es.
anticorpi specifici), e questo nel caso di trasfusioni
può originare grossi problemi.
- E' vero che le categorie più a "rischio" sono i
tossicomani e gli omosessuali ?
Viene subito in
mente il giudizio e la punizione divina per i peccatori.
In realtà a rischio lo siamo tutti, specialmente i
consumatori di farmaci di ogni genere, come già detto
sopra.
Sicuramente
tossicomani ed omosessuali sono categorie di grandi
assuntori di farmaci, e sono anche categorie socialmente
discriminate, cioè spesso vivono ai margini
dell’opulenta e ipermoralistica società dei consumi.
La marginalità, la
precarietà, la discriminazione, l’esclusione, la
sofferenza, questi sono i “fattori di rischio” reali,
non certo i comportamenti privati, sociali e affettivi
di una persona.
“Medicina,
religione e legislazione, nel loro sistema di principi,
dogmi e norme hanno dunque una volta per tutte creato le
condizioni per l’eliminazione delle soggettività non
solvibili monetariamente, socialmente stigmatizzate e,
perciò, più deboli”.
Gruppo T4/T8 (da “La Mal’aria…” - La menzogna: il
controllo si esplicita)
Esistono comunque delle
ricerche fatte con fini statistici che parlano chiaro
(vedi http://www.virusmyth. com/aids e vedi anche alcune
ricerche fatte da Duesberg –
http://www.duesberg.com).
Vediamo cosa emerge.
Fra gli omosessuali che
vivono in comunità omogenee con costumi sessuali affini,
che lottano in prima persona per i loro diritti, che
rivendicano la loro “diversità” e la loro omosessualità,
la percentuale dei colpiti da AIDS è bassissima, e
dovuta comunque quasi esclusivamente all’uso di farmaci
e/o droghe. Questa percentuale si alza invece
drammaticamente fra coloro che vivono in luoghi
particolarmente discriminanti, che tengono nascosta la
loro omosessualità, che soffrono e non rivendicano la
loro condizione.
Stesso discorso per i
consumatori di droghe. Che, vi risulta per caso che un
qualsiasi Keith Richards sia mai stato sfiorato nemmeno
lontanamente dalla cosiddetta “peste del 2000”? I
tossicomani ricchi, che possono usare sostanze pure e
non tagliate, che vivono in gabbie agiate e dorate, che
hanno potere e denaro, l’AIDS non sanno nemmeno cosa
sia. Discorso esattamente inverso per i tossici di
strada.
Vale qui la pena citare
alcune statistiche -
http://www.virusmyth.net/
-,
ovviamente non pubblicate, che confermano che a livello
mondiale, l’incidenza dell’AIDS resta confinata quasi
esclusivamente nelle vastissime aree delle periferie
metropolitane.
Va aggiunto che, come
sostengono Duesberg e molti altri, queste due categorie
sono state le più colpite dall’AIDS, inteso come morte
da farmaci, sia perché effettivamente comprendono molti
soggetti con sistema immunitario indebolito dall’uso di
droghe, sia (soprattutto) perché si è deciso a priori,
senza nessuna base scientifica, ma in virtù piuttosto di
un calcolo politico che queste dovevano essere le
due categorie più colpite. Le cose (sempre secondo
Duesberg e svariati dissidenti) sono andate così: si è
deciso a tavolino che l’HIV è un virus e che esso causa
l’AIDS, che a sua volta causa la morte.
A questa teoria è stato dato
un enorme credito, spacciandola come verità assoluta e
inconfutabile, senza verificarne i fondamenti
scientifici. E si è creato uno sproporzionato clima di
allarme sociale. Contemporaneamente sono stati messi a
punto dei test (Elisa, WB) dubbi e imprecisi che
dovevano servire a rilevare la sieropositività
(infezione) all’HIV. Poi si è deciso che l’HIV si
trasmette attraverso il sangue e i rapporti sessuali.
In questo contesto quali
erano le categorie a rischio ? Ovvio, tossicomani,
omosessuali e individui sessualmente promiscui.
Le persone appartenenti a
queste categorie sono state sottoposte in massa ai test,
che come già detto rilevano un numero enorme di falsi
positivi, ed inoltre va ricordato che la sieropositività
non significa proprio niente in quanto l’HIV non causa
l’AIDS. Trovato appunto il gran numero di sieropositivi
fra queste categorie li si è convinti di essere
infettati da una malattia mortale, e persuasi a curarsi
in massa con l’AZT. Qui il cerchio si chiude: l’AZT è un
farmaco killer che dà la morte in tempi brevi, morte
però sempre diagnosticata come morte per AIDS. Et voilà
come ti costruisco artificialmente le categorie più
colpite dalla malattia.
L’uso strumentale dell’AIDS
a fini politici, economici e di controllo è più che
evidente.
Anche molte comunità nere
americane denunciano da anni l’uso razzista, segregativo
e ghettizzante del fenomeno AIDS perpetrato da parte
delle istituzioni nei loro confronti.
- E' l'AIDS una malattia mortale ?
Si, lo è. In ogni caso anche in AIDS conclamato
atteggiamenti e stili di vita coscienti e responsabili
possono consentire di vivere ancora a lungo. Va in ogni
caso sottolineato che la percentuale di morti per AIDS a
livello mondiale è assolutamente irrisoria se
confrontata alle maggiori cause di mortalità nella
società odierna: cancro, incidenti automobilistici,
pallottole (omicidi), fame e malaria nel terzo mondo …
Fa inoltre molto pensare il fatto che oggigiorno in
molti paesi occidentali è più alto il numero dei suicidi
che quello dei morti per AIDS, ed enormemente più alto
il numero dei morti sul lavoro.
- Sono stati colpiti dall'AIDS in egual misura
entrambi i sessi ? (le malattie infettive
sessualmente trasmesse sono caratteristicamente
bidirezionali, nessuna esclusa).
No. Vi è stata sempre una
grossa sproporzione tra i sessi, nei Paesi occidentali,
in favore di quello maschile. In Africa, invece, per
questo aspetto, sembra che siano colpiti nella stessa
misura i maschi e le femmine.
La macroscopica differente
distribuzione nei diversi continenti è un altro elemento
a sfavore dell'ipotesi ufficiale.
- La prevenzione è
servita a qualcosa sinora ?
Decisamente si: in primo luogo a creare e diffondere
emergenza, disinformazione ed allarme sociale.
E ad alimentare la paura
verso un mostro che non c’è. E a discriminare sempre più
i comportamenti “anormali” e i “diversi”, demonizzandoli
a scopo segregativo/discriminatorio per la salvaguardia
della popolazione “normale”. E a diffondere insicurezza,
paura e timore dell’“untore” invisibile (cito da “AIDS,
se lo conosci lo eviti”, uno dei primi opuscoli del
Ministero della Sanità: “Non c’è modo di capire,
guardando il suo aspetto, se qualcuno è stato infettato
dal virus dell’HIV” – oppure ancora, ricordate quello
spot pubblicitario “pubblicità progresso” [sic] in cui
uno dei due partner, giovane, bello ed aitante, si
circondava improvvisamente di un alone viola?).
Quindi la cosiddetta
“prevenzione” è servita essenzialmente a restaurare la
morale cattolica e il falso perbenismo borghese messi in
pericolo da decenni di lotta di classe.
In secondo luogo è
certamente servita ad ingrassare le casse dei produttori
di preservativi e siringhe, che hanno visto il loro
prezzo aumentare in maniera esponenziale (non l’uso, ma
i prezzi sono aumentati vertiginosamente).
“… vi è anche tutta
una serie di dinamiche interne alle organizzazioni
sanitarie che sempre più vengono concepite e gestite
funzionalmente al potere, assieme alle figure che in
esse predominano (operatore sociale, educatore,
operatore sanitario, ecc.)
Riteniamo in proposito
(dell’AIDS) che il livello di informazione, volutamente
mantenuto entro i limiti compatibili con l’interesse
economico, sia quello della manipolazione, della
mistificazione e della più totale malafede.”
Gruppo T4/T8
(da La Mal’aria … - “la menzogna: il controllo si
esplicita”)
-Cosa bisogna fare per non prendersi l'AIDS ?
L’AIDS era ed è tutt’oggi un
falso allarme: diminuisce ovunque ed in generale sta
sparendo da solo a livello mondiale. Piuttosto nuove
malattie avanzano, e vanno tutte molto comodamente a
finire sotto il supergenerico nome di AIDS, con buona
pace di medici e case farmaceutiche.
Non esistono categorie a
rischio, ma comportamenti e stili di vita a rischio.
Coscienza, responsabilità,
conoscenza, senso critico, predisposizione alla lotta,
antagonismo, questi sono gli antidoti migliori.
Rimandiamo qui alla citata frase di Riccardo d’Este
all’inizio del documento.
Se un lugubre medico, servo
del potere, un giorno vi annuncerà con aria grave la
catastrofe della vostra sieropositività, una cosciente e
tranquilla risata ed una tonificante scrollata di spalle
vi faranno il servizio che nessun farmaco e nessun AZT
potranno mai e poi mai farvi …
“Con la comparsa delle
epidemie è sorta subito l’esigenza da parte del sistema
sociale che le ha prodotte di giustificare la catastrofe
e di dimostrare nell’immediato l’efficacia dei suoi
metodi, tanto interpretativi quanto terapeutici.
All’interno del
collasso ambientale e organico che l’epidemia
sintomatizza, la medicina si è storicamente rivelata
essere un ottimo strumento giustificativo, fornendo
sempre prontamente sistemi interpretativi nel massimo
rispetto dei principi universalmente riconosciuti e
posti a fondamento del sapere dominante in una data
epoca.
Così accadde per la
peste, che nell’Europa clericale del XIV secolo veniva
considerata dagli esperti delle cause come un male
intenzionalmente diffuso dagli ebrei. Così accade oggi
per l’AIDS.
Come l’opinione
scientifica di allora non aveva motivo di mettere in
discussione le basi del sapere teologico e del potere
ecclesiastico, ovvero le basi di quel sistema che
l’aveva nutrita e a cui doveva la propria esistenza,
così l’eziologia (scienza che studia le malattie e il
modo in cui agiscono) contemporanea, identificando
tempestivamente nel virus HIV la causa unica dell’AIDS,
si è mantenuta nel totale rispetto degli interessi
dell’economia farmaceutica mondiale e, più in generale,
del sistema socio-politico che l’ha prodotta. Inoltre,
essa non ha tardato ad indicare, ancora una volta, lo
straniero e il diverso quali malefici e intenzionali
propagatori dell’epidemia. […]
Anche rispetto
all’AIDS, la medicina ha quindi prodotto le sue verità
nel pieno rispetto degli interessi capitalisti a cui è
legata.
Gruppo T4/T8 (da La Mal’aria
… - “L’organismo come campo di battaglia e la scienza
medica come una delle cause storiche e biologiche
dell’AIDS”)
- Esistono cure alternative ?
Si, ovvio. E possono
essere usate anche da coloro che dopo aver contratto la
malattia, sono andati avanti magari per anni con le cure
farmacologiche ufficiali, spesso aggravando la
situazione.
Anzi, questi ultimi
sono i soggetti che dovrebbero passare senza esitazioni
a cure non letali.
Il sito
http://www.mcphu.edu/~AIDSinfo/alternative.html ed
il sito in italiano:
http://www.exodus.it/POIESIS/INRETE/associa1.htm
sono ricchi di informazioni sulle cure alternative e su
associazioni e gruppi di auto aiuto che si occupano di
cure non convenzionali.
Esiste in ogni modo
una vasta letteratura in merito.
Le principali
terapie alternative si basano sulle cure a base di
erbe ed estratti vegetali, sull’omeopatia e sulla
medicina tradizionale cinese.
La Medicina
Tradizionale Cinese ha dato degli ottimi risultati in
tema di:
- Rallentamento
dell'evoluzione dell’AIDS.
- Allungamento
della sopravvivenza a lungo termine.
- Riduzione dei
sintomi collaterali della chemioterapia sia retrovirale
che antiinfezioni opportunistiche.
Questi risultati sono stati
ottenuti attraverso l’uso di:
- Agopuntura e/o
moxibustione (stimolazione con aghi o applicazione di
calore di punti del corpo situati lungo canali
energetici).
- Pare che la maggioranza dei
soggetti trattati in questo modo abbiano riferito, in
misura diversa, diminuzione di stress e angoscia,
miglioramento della qualità della vita, sensazione di
ritrovata salute e benessere fisico.
Per riassumere un po’ in
generale quali sono i consigli e le terapie non
convenzionali in caso di AIDS riporto qui di seguito
parte di un documento molto interessante presentato dal
Dr. Elio Rossi al Seminario di studio sulle terapie
complementari per HIV e AIDS "PER UNA DOTTRINA DELLA
SICUREZZA RAGIONEVOLE" tenutosi a Bocca di Magra (La
Spezia) il 12-13-14 maggio 1995.
Documento reperibile su
http://www.exodus.it/poiesis/MEDICI/MEDTECO/CNO/rossi11.htm
TERAPIE NON CONVENZIONALI
UTILIZZATE NEI CASI DI AIDS
OMEO-TERAPIE
omeopatia
omeopatia classica
omeopatia pluralista
omeopatia complessista
antroposofia
back terapia
AGOPUNTURA
agopuntura
reflessologia
elettroagopuntura
agopressione
shiatsu
NATUROPATIA
fitoterapia
ayurvedica (medicina
tradizionale indiana)
medicina tradizionale
cinese
aroma terapia
NUTRIZIONISMO
macrobiotica
vegetarianismo
crudismo
Non abbiamo messo
l'omeopatia come categoria a sé ma abbiamo scritto
omeoterapie, perché non è una singola disciplina ma
esistono molti modi di utilizzare i prodotti omeopatici:
c'è l'omeopatia classica, l’omeopatia pluralista, la complessista, c'è l'antroposofia, che utilizza farmaci
in diluizione, c'è la Back terapia.
Non è corretto in questi
ultimi due casi (antroposofia e Backterapia) parlare di
omeopatia, ma si può parlare di utilizzo di farmaci in
diluizione.
E poi c'è tutto il resto:
la naturopatia, cioè l'uso di prodotti ed estratti
vegetali utilizzati nella medicina tradizionale cinese
(negli Stati Uniti in particolar modo è molto
utilizzata) e poi una serie di elementi che non sono
esattamente terapie ma concetti, suggerimenti di tipo
alimentare o di igiene di vita o di tecniche di
rilassamento, massaggio, autoterapia, che in qualche
misura vengono genericamente usati un po' da tutti
quelli che si occupano di medicina naturale.
In sostanza: il campo
prevede l'applicazione farmacologica di alcune di queste
terapie e più in generale una serie di criteri generali
di comportamento che sono il tentativo di creare uno
stimolo positivo o cercare di eliminare alcuni stimoli
negativi che rappresentano fattori che influenzano
positivamente o negativamente la terapia stessa.
Per qualcuno si tratta di
fare una scelta a-farmacologica, cioè di non utilizzare
farmaci, ma di utilizzare semplicemente una condotta di
vita più sana per migliorare le difese rispetto alla
aggressione virale e rallentare/arrestare la
progressione della malattia.
FATTORI NEGATIVI DA
ELIMINARE:
1-dieta malsana
2-stress
3-tossine e droghe
4-attitudini psicologiche
negative
5-perdita della speranza
FATTORI POSITIVI DA
INCREMENTARE:
1-dieta con cibi naturali
2-integratori alimentari
3-riduzione dello stress
4-terapia energetica
(contatto fisico, sesso, massaggio)
5-psicoimmunità, pensiero
positivo, speranza
6-espressione dei propri
sentimenti
7-piacere, gioia
8-riposo
9-esercizio fisico
10-supporto logistico e
materiale
11-spiritualità
12-terapie farmacologiche
(alternative)
Fattori negativi da
eliminare:
* una dieta malsana, che
vuol dire abolizione di tutti quei prodotti che hanno
nel loro interno derivati chimici, prodotti non
naturali, prodotti di origine animale in particolar
modo;
* fattori legati allo stress
e quindi al conflitti in ambito lavorativo, familiare
ecc.;
* tossine in senso lato ma
in particolar modo droghe farmacologiche, alcool,
tabacco, caffè ecc.;
* atteggiamenti psicologici
che possono essere negativi ai fini dello sviluppo della
malattia: attitudini negative, perdita della speranza.
Fattori positivi invece
da incrementare sono ovviamente gli opposti:
* diete con cibi naturali;
* integratori alimentari, da
qualcuno fortemente propugnati. C'è chi dice "non esiste
oggi un alimento veramente naturale" perché un alimento
per essere veramente naturale presuppone il non impiego
di pesticidi e diserbanti ma anche la coltivazione su un
terreno che non sia stato espropriato dalle proprie
capacità nutritive; cioè in sostanza il cibo che noi
mangiamo, per quanto possa essere naturale, è privato di
quelle componenti di vitalità e nutrizionali che
dovrebbero caratterizzare un alimento veramente
naturale.
Dato che nel cibo non
ritroviamo più vitamine, minerali, sostanze utili perché
il corpo non vada in carenza di tali prodotti è
necessario l’uso di integratori;
* terapia energetica, quindi
contatto fisico, sesso, massaggio;
* psicoimmunità: pensiero
positivo, autocoscienza… ecc., insomma tutto ciò che
aiuta la persona a dialogare di più con se stesso, ad
avere una maggiore consapevolezza di sé e del proprio
corpo; tutti quei fattori considerati positivi, che di
per sé possono magari non influire direttamente sulla
evoluzione della malattia ma che rappresentano una
condizione necessaria perché qualsiasi terapia poi
utilizzata abbia un esito positivo.
- E il famoso
vaccino
A parte il fatto che
per esistere un vaccino deve esistere un virus o una
malattia specifica verso cui mirarlo (e l’AIDS su questo
versante presenta troppe lacune), il vaccino doveva
essere pronto nel 1986, ma, nonostante le ricorrenti
assicurazioni, non c'è ancora. Del resto, a cosa
dovrebbero servire poi gli anticorpi da vaccino, se
quelli naturali - così sostengono gli esperti di regime
- non sono in grado di fermare l'AIDS ?
Molti vaccini (non efficaci)
sono in effetti già a disposizione, ma poiché la loro
inutilità è troppo evidente, sono stati e verranno
"usati" sulle popolazioni africane ed asiatiche con
finanziamenti di organizzazioni internazionali (ovvero a
danno di chi li subisce ed a spese dei contribuenti
occidentali).
- Chi sono questi
scienziati (medici, ecc.) scettici o “dissidenti” che
avversano la teoria ufficiale? Sono essi credibili ?
Ci sembra che quanto
sostenuto da costoro possa suggerirlo il buon senso di
chiunque, oltre alle palesi contraddizioni della
medicina ufficiale ed il giro di miliardi vorticoso che
ruota attorno al business AIDS, senza il bisogno di
chissà quali prove scientifiche. Ma le loro confutazioni
e le loro critiche alla teoria ufficiale sono credibili
anche in considerazione delle prove e dei test di
laboratorio che essi forniscono.
Questa gente ha avuto il
coraggio di denunciare pubblicamente quella che ha tutto
l’aspetto di essere una gigantesca truffa, e per questo
hanno “pagato” sia in termini economici (sospensione dei
finanziamenti per le ricerche) sia in termini
“professionali” (perdita di privilegi e trattamenti
preferenziali), ma non sono certamente né dei
rivoluzionari né dei sovversivi. La loro è una critica
che viene dall’interno dello stesso sistema di
concezioni e di valori. Essi difendono (a volte davvero
ingenuamente) la purezza della scienza “onesta” e non
contaminata dalla rapacità capitalista, come autentica
portatrice di sviluppo e benessere.
E’ da notare, infatti, che
nessuno di costoro osa mettere in discussione il
paradigma assiomatico della “Scienza” occidentale e i
suoi fondamenti, tutt’al più si limitano a denunciare il
degrado sociale ed ambientale in cui viviamo.
Anzi l’accusa principale che
viene mossa ai santoni ufficiali è proprio quella di
a-scientificità della loro teoria a favore di uno
spiccato senso degli affari. Il loro comportamento è
quindi agonista (una lotta, una competizione in campo
scientifico), non antagonista (una netta
contrapposizione sul piano ideale, ideologico).
Ci siamo anche sforzati di
intuire, leggendo relazioni, articoli e documenti, quale
fosse il loro orientamento politico individuale. L’idea
abbastanza verosimile che se ne ricava è che si va da
tendenze marcatamente di sinistra (es. Heinrich Kremer,
Stefan Lanka, John Lauritsen) a posizioni di destra (es.
Luigi De Marchi), ad atteggiamenti “socialdemocratici”
(es. la Eleopulos) a punti di vista sostanzialmente
scientisti ed apolitici (Duesberg, Mullis). Un insieme
di soggetti politicamente eterogeneo, quindi.
Comunque sia, la veemente
polemicità delle loro affermazioni rispetto al canonico
“verbo” del sapere medico ufficiale, suggerisce
senz’altro onestà e correttezza morale e culturale,
piuttosto che malafede
CONCLUSIONE
L’AIDS “nasce” nel 1981,
all’alba dell’era reaganiana (Ronald Wilson Reagan è
stato presidente degli Stati Uniti dal 1981 al 1989) e
thatcheriana (Margaret Hilda Thatcher primo ministro
inglese dal 1979 al 1990): l’era della reazione e della
restaurazione. Il suo avvento va di pari passo con lo
sviluppo dell’idea del Nuovo Ordine Mondiale.
L’est sta agonizzando, sotto i colpi poderosi del papa
polacco (Wojtyla, proclamato papa nel 1978 fu il primo
papa non italiano dal 1500, e non fu un caso che fosse
polacco, cioè proveniente da un paese dell’est, e con
abili attitudini politiche) e dell’imperialismo
occidentale. L’Afghanistan a distanza di due anni
dall’inizio della guerra si sta già rivelando la
Waterloo dell’impero sovietico. Breznev è vecchio e sta
per morire. Il numero tre del Cremlino è Mikhail
Gorbaciov, dopo Andropov e Chernenko anch’essi vecchi e
con vita breve. Gorbaciov sarà eletto segretario del
PCUS nel 1985, ma fin dal suo ingresso nel Politburo
(1979) inizia a preparare le riforme che saranno
conosciute come Perestroika e Glasnost, e che saranno il
perno della transizione dell’ex URSS verso il
capitalismo di mercato. L’occidente è a conoscenza di
tutto ciò, e preme per accelerare i tempi.
Dopo anni di protezionismo e
guerra fredda il vento dell’ovest riprende a soffiare
incontrastato ed impetuoso sul mondo. Si torna a parlare
di liberismo e libero mercato. Inizia il trionfo del
cosiddetto “Pensiero Unico”.
L’epoca delle lotte
politiche deve essere sepolta per sempre.
Il capitale investe deciso in direzione della terza
rivoluzione del genere umano, quella tecnologica.
Si va, appunto, verso il concetto del
Nuovo Ordine
Mondiale: “one world, one truth, one reality”
(un solo mondo, una sola verità, una sola realtà).
In questo fosco clima postmoderno e neomedievale,
riprendono ad aggirarsi minacciosi fantasmi rimossi da
decenni di lotte, gli atavici umani timori delle
epidemie pestilenziali vengono risvegliati dallo spettro
dell’AIDS.
Le tendenze sessuofobiche e moralistiche si ridestano.
Il “diverso” è un appestato, anzi peggio, un untore.
Assistiamo all’uso dell’epidemia come campo di battaglia
politica ed alla definitiva consacrazione della scienza
medica a strumento di controllo sociale.
Tom Bethell, ricercatore
alla Hoover Institution (dichiarazione dopo la
rielezione di Reagan).
"Il fatto è, adesso ne sono
convinto, che l’AIDS non è affatto una malattia: è un
programma di governo."
L’AIDS ha per così dire
“accompagnato” il nuovo modello di sviluppo sociale ed i
nuovi orientamenti del capitale. Nessuno scienziato ci
salverà mai dall’AIDS né dalle altre malattie. Si fa
presto a capire che oggi la medicina non ha più nessuna
intenzione di difendere la salute della popolazione,
perché ciò significherebbe opporsi allo Stato e alle
leggi economiche, oltre che al diretto interesse
dell’industria farmaceutica.
Tutto ciò che questa
medicina prova a “curare” si aggrava, e questa
accelerazione esige una moltiplicazione di medici,
ospedali, industrie farmaceutiche, polizie, compagnie di
assicurazione, bilanci nazionali. La scienza medica è
figlia e fedele serva del capitale che la alimenta. Essa
si occupa più di creare che di curare le malattie, per
consentire il controllo sociale capillare e garantire
profitto al capitalismo e a sé stessa.
L’AIDS è solo l’ennesima
forma di oppressione scaraventata sulle nostre spalle.
Solo la guerra di classe
radicale, sovversiva e rivoluzionaria ci può liberare da
tutti i pesi insopportabili che il capitalismo ci
scarica addosso da secoli, AIDS compreso.
“Nessuna delle cause
reali dell’AIDS è oggi combattuta e tanto meno
denunciata ufficialmente.
Pauperizzazione,
carestie, intossicazioni, che sono i co-fattori che
hanno concorso alla diffusione dell’AIDS, sono elementi
intrinseci a questa società.
Lo stesso sistema che
produce fame, pessima alimentazione sociale,
manipolazione dei bisogni e dei desideri, diffusione di
sostanze tossiche, finanzia altresì le ricerche e
assolda gli scienziati, nominandoli propri difensori…
Questo sistema non può
fare a meno di distruggere sistematicamente le difese
immunitarie delle genti, drogarle, eliminare i loro
microgermi, vaccinarli o amputarli, non può fare a meno
di disboscare, sfruttare, impoverire, inaridire,
colonizzare.
Anche se il virus non
mutasse, anche se il modo di propagazione cambiasse,
anche se si scoprisse un farmaco efficace, le cause
storiche, economiche e politiche dell’AIDS e del sistema
delle epidemie in generale permarrebbero.
L’epidemia della peste
in Europa, è cessata con la rottura del monopolio
epistemologico – e più generalmente culturale – della
religione cristiana e il superamento delle condizioni
materiali ad esso connesse.
Ebbene, anche l’AIDS
si spegnerà solo insieme alle condizioni che l’hanno
provocato e innanzitutto con l’addivenire a se stesso da
parte dell’essere vivente, nella sua totalità di essere
reattivo.
Se l’AIDS è l’epidemia
del tempo delle schiavitù modernizzate, è necessario
distruggere non tanto il virus ma il sistema sociale
che, di fatto, l’ha creato.”
da “La Mal’aria
– AIDS e società capitalista neomoderna, 1992
By AnOK4U - Collettivo il Mondo Capovolto - Chieri (To),
marzo 2001
http://digilander.libero.it/anok4u/htmfile/Scritti.htm
"Il paziente malato di
Aids NON muore a causa del virus
dell'HIV ma
per alterazioni dell'assorbimento intestinale
e
quindi per ipoalimentazione (malNutrizione),
dovuta a una grave
micosi." (By Dott.
Gerhard Orth, Leuthkirch)
vedi: Aids
its the Bacteria stupid - PDF +
Aids its
really caused by a virus ?