L'ultima
Truffa del secolo passato....
"Tutti sono pronti a credere che la CIA menta,
che il governo menta, che l'FBI menta, che la
Casa Bianca menta. - dice il microbiologo
americano Harvey Bialy - Ma che menta l'Istituto
di Sanità no, non è possibile, la Sanità è
sacra, tutto ciò che esce dagli Istituti
Nazionali di Sanità è parola di Dio. Niente fa
differenza, nemmeno la storia di come Gallo
scoprì il virus, nemmeno il fatto che sia uno
scienziato screditato e condannato per truffa.
La strategia dell'establishment è sempre la
stessa: ignorare.
Meglio non rispondere, vuoi vedere che ci si
accorge che c'è qualcosa di strano ?"
Una musica che non suona del tutto nuova, e che
in questo caso arriva da un fronte ancora più
controverso di quello dell'undici settembre: la
medicina moderna - o meglio, l'industria
farmaceutica che la condiziona ormai alla radice
- stretta nella morsa letale del conflitto fra
altruismo e egoismo, fra missione umana e
interesse privato, in una spirale ormai
inarrestabile che la porta a inventarsi malattie
inesistenti pur di vendere più farmaci, mentre
non riesce stranamente a trovare nessuna cura
valida per le malattie che esistono davvero.
Quello che presentiamo è un lavoro di ricerca
particolarmente illuminante .http://tinyurl.com/ygn7vq
visionare su arcoiris.tv il filmato:
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=5508
BLOCCATO il Vaccino per l'Aids... - Quartiere generale della
Merck, Readington, New Jersey
Il colosso dei farmaci Merck
& Co. ha condotto una vasta sperimentazione, su migliaia
di volontari di mezzo mondo, per provare un vaccino
contro l'AIDS.
L'esperimento è stato bloccato dopo che si è capito che
il vaccino è inefficace nel prevenire la malattia
virale.
Anzi, si è appurato che tale vaccino accresce il rischio
di contrarre l'infezione.
Per questa ragione, la Merck ha ora deciso di
comunicarlo alle cavie umane (chi di loro ha ricevuto il
presunto vaccino, e chi l'iniezione di innocuo placebo).
In tal modo, i primi saranno messi al corrente che per
loro, la «cura» ha aumentato il rischio di infettarsi
con l'HIV.
Il test clinico era «a doppio cieco», né gli
sperimentatori né i pazienti-cavia sapevano chi aveva
ricevuto il farmaco e chi acqua fresca .
Una bella sorpresa per circa 60 mila persone abitanti in
USA, Perù, Brasile, Repubblica Dominicana, Haiti,
Giamaica, Australia e Sud Africa, e che hanno
accettato di rendersi cavie, spesso, per disperato
bisogno di denaro, e più spesso perché ignoranti e
dunque del tutto all'oscuro dei
rischi connessi alla sperimentazione.
La Merck invece si era resa conto del rischio, quando 19
delle "cavie" che avevano ricevuto almeno due dosi del
vaccino s'erano ammalate di AIDS contro le 11 del
"gruppo di controllo", che avevano ricevuto il placebo.
Già prima del resto la grande farmaceutica s'era accorta
che il farmaco sperimentale era inefficace.
Non è la prima volta che belle sorprese vengono da
questa multinazionale del Big
Pharma.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Aids, negli Usa nuovo
stop nella corsa al vaccino: potrebbe aumentare il
rischio infezione
ROMA (19 luglio) - Nuova
battuta d'arresto nella corsa mondiale al
vaccino anti-Hiv.
L'istituto statunitense per le allergie e le malattie
infettive (Niaid) ha bloccato per motivi di sicurezza un
piano nazionale che avrebbe dovuto cominciare a testare
un nuovo preparato su 8.500 volontari. La
sperimentazione sarebbe stata condotta da “Pave”
(Partnership for Aids vaccine evaluation), un consorzio
di agenzie governative statunitensi e organizzazioni
finanziate con fondi pubblici che ha come obiettivo
quello di mettere a punto un efficace vaccino contro il
virus Hiv.
Lo stop allo studio imposto dal Niaid è dovuto a ragioni
di sicurezza. Gli esperti, infatti, mettono in dubbio
l'efficacia del vaccino, che potrebbe anche aumentare il
rischio di infezione tra i volontari arruolati. Per
questo sottolineano la necessità di controlli più
approfonditi e di altre sperimentazioni, sia sugli
animali che sugli uomini, prima di dare il consenso alla
produzione su vasta scala del vaccino.
Il direttore del Niaid, Anthony Fauci, ha affermato che
potrebbe essere presa in considerazione la possibilità
di svolgere una sperimentazione più ristretta, con
l'unico intento di scoprire se il vaccino “Pave”
sia capace di ridurre la carica virale, cioè la quantità
di virus Hiv presente nel sangue. Nonostante questo
ennesimo insuccesso, che segue di pochi mesi
l'interruzione della sperimentazione di un altro vaccino
anti-Hiv prodotto dalla casa
farmaceutica Merck (anch'esso per ragioni di
sicurezza), la messa a punto di un preparato efficace
non sembra essere un traguardo irraggiungibile, almeno
per l'immunologo Fernando Aiuti. L'esperto italiano,
infatti, ritiene che i ricercatori debbano ora
correggere il tiro cambiando l'approccio mantenuto
nell'ultimo decennio. "Oggi
non abbiamo metodi validi per valutare l'efficacia dei
vaccini - spiega Aiuti - ne' modelli
animali adeguati per eseguire i test. Inoltre finora
abbiamo usato solo vaccini basati sulle proteine del
virus. Dobbiamo andare oltre, battendo nuove strade,
magari usando anche virus resi innocui ma vivi, capaci
di replicarsi continuamente, per dare una immunità più
prolungata".
La ricerca sul vaccino anti-Hiv comunque prosegue il suo
cammino, anche nel nostro Paese. Pochi giorni fa,
infatti, l'Istituto superiore di Sanita' ha dato
il via libera alla seconda fase della sperimentazione
del vaccino italiano terapeutico, messo a punto dalla
sua ricercatrice Barbara Ensoli e prodotto presso
l'Università di Urbino interamente con fondi pubblici. I
test coinvolgeranno 128 pazienti sieropositivi di dieci
centri italiani.
Parallelamente è prevista anche una serie di test in Sud
Africa e Swaziland, per i quali si attende il via libera
delle autorità regolatorie locali.
Tratto da: il messaggero.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Merck: il vaccino anti-HIV
V520 ha aumentato la predisposizione all’infezione da
virus HIV
Lo studio STEP, che stava
valutando il vaccino anti-HIV di Merck & Co, potrebbe
aver causato gravissimi danni ai volontari che hanno
preso parte allo studio.
Merck ha interrotto lo studio clinico nel mese di
settembre ed ai primi di novembre ha emesso un
comunicato in cui si dichiara che i soggetti che hanno
ricevuto il vaccino V520 presentano una maggiore
probabilità di contrarre l’infezione da HIV.
Allo studio STEP hanno preso parte circa 3.000 individui
sani ma ad alto rischio di infezione da virus HIV. Nel
corso dello studio, 82 individui sono diventati
sieropositivi: 49 riceventi il vaccino V520 e 33 il
placebo. V520 è un vaccino basato sull’adenovirus..
Merck aveva ipotizzato che i geni del virus HIV,
contenuti nel vaccino, fossero in grado di stimolare
l’organismo generando risposte immunitarie
HIV-specifiche attraverso le cellule T CD8.
Poiché il vaccino non contiene virus HIV vivo, ma solo 3
geni di HIV, i volontari vaccinati non avrebbero dovuto
contrarre l’infezione da virus HIV con la vaccinazione.
E’ stato osservato che, 21 dei soggetti infettati con il
virus HIV nel gruppo vaccino presentavano una
preecedente alta immunità nei confronti dell’adenovirus,
contro 9 nel gruppo placebo.
Non si conosce il motivo per il quale il gruppo vaccino
presenti una più alta incidenza di infezione da HIV.
Tratto da: xagena.it - 28.11.07
Fonte: Merck & Co, 2007 - Farmacovigilanza.net -
MedicinaNews.it - XagenaFarmaci_2007
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della solvibilità
degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata
la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte |
|