La
ricerca sul binomio AIDS - HIV risulta completamente sbagliata - Le
bugie sull'AIDS
di
Kary B. Mullis (premio Nobel per la Chimica 1993) - vedi:
FALSIFICAZIONE dati anche dai
premi Nobel ?
Oggi
il movimento del dissenso raccoglie oltre 700 firme tra virologi,
infettivologi, epidemiologi ed altri specialisti di 23 nazioni tra cui 3
premi Nobel, tutti indignati dalla colossale mistificazione e speculazione
imbastita intorno all'AIDS.
Sono passati oltre 12 anni da quando le autorità sanitarie hanno
cominciato ad annunciare al mondo intero che l'umanità era minacciata da
una nuova terribile peste, la cosiddetta "peste del 2000" che
nell'arco di pochi anni avrebbe colpito decine e decine di milioni di
persone continuando ad espandersi a macchia d'olio fino a diventare
veramente il flagello del secolo che sta per finire e di quello che sta
per cominciare.
Nonostante questi allarmi spaventosi, però, l'AIDS continua a restare una
epidemia molto più piccola di quel che si vuol far credere, confinata in
Occidente ad alcuni gruppi a rischio ben precisi; ed in Africa gonfiata da
una definizione artificiosa, capace di riunire sotto il suo largo ombrello
malattie antiche cambiandone il nome.
La teoria ufficiale non è tuttora in grado di spiegare in quale modo il
virus HIV possa provocare le malattie che gli vengono imputate. Tale
teoria descrive l'AIDS come una malattia infettiva provocata dal virus HIV
che distrugge pian piano le cellule del sistema immunitario, lasciando
l'organismo indifeso di fronte a malattie "opportunistiche". Il
virus penetra nell'organismo di un dato soggetto attraverso un contatto
con sangue o sperma infetto.
Questa infezione virale provoca una reazione anticorpale inefficace, utile
solo ad essere registrata con i cosiddetti test dell'AIDS (o anti-HIV). La
sieropositività costituirebbe il segnale di una malattia subdola,
progressiva, inesorabile nella gran parte dei casi.
Dunque AIDS è un termine calderone che raccoglie condizioni eterogenee e
disparate. Si tratta di condizioni che vengono tra loro associate solo
quando il risultato del test dell'AIDS è positivo. Se il risultato
è negativo, le stesse malattie vengono chiamate con il loro vecchio nome.
1) Assenza di correlazione tra risultati del test e malattia:
Una peculiarità delle malattie infettive virali è che hanno una causa
unica (il virus), e ovviamente non possono verificarsi in sua assenza. Così
non c'è varicella senza il virus della varicella, non c'è morbillo senza
il virus del morbillo e così via. La letteratura medica ha registrato
migliaia di casi di AIDS sieronegativi (cioè presentavano i sintomi ma il
test era negativo), e sieropositività (test positivo) in assenza di AIDS.
La reazione al test, evidentemente capricciosa, può legarsi alla salute
come alla malattia, è spesso associata ad un aumento aspecifico delle
immunoglobuline, il che si verifica in molte situazioni, come nel corso di
malattie autoimmuni, di infezioni croniche, di malaria, di parassitosi,
talvolta anche per motivi banali come una vaccinazione antinfluenzale.
2) L'AIDS non si comporta come una malattia infettiva contagiosa:
Nonostante l'allarmismo, l'AIDS è rimasto confinato a gruppi in cui sono
presenti fattori di rischio ben precisi:
a) tossicodipendenti: (circa il 32% dei malati in USA e il 60% in Italia)
si tratta di individui che oltre a subire gli effetti negativi
dell'eroina, della cocaina, dell'alcool, delle anfetamine e di altre
sostanze psicotrope, si alimentano in maniera scorretta ed insufficiente e
sono colpiti in modo più o meno continuo da infezioni multiple. In queste
condizioni di immunodepressione (molte droghe hanno effetto depressivo sul
sistema immunitario). Anche i figli di madri tossicodipendenti ricevendo
per via uterina tossine dalla madre possono presentare una sieropositività
alla nascita.
b) omosessuali: (circa il 62% in USA e il 48% in Europa) il problema
riguarda gli utilizzatori sistematici di droghe multiple, cocaina, extasy,
alcool, nitriti assunti per via inalatoria a forti dosi (i nitriti sono
sostanze molto reattive, causano immunodepressione, e vengono utilizzati
per il loro effetto afrodisiaco e rilassante per la muscolatura sfinterica).
c) emofiliaci (circa l'1% in USA e il 3% in Europa). I carichi di proteine
estranee sono essi stessi immunodepressivi sia in emofiliaci sieropositivi
che sieronegativi.
3) Non esistono studi che dimostrino che l'AIDS è causato
dall'HIV:
Kary Mullis Premio Nobel per la chimica nel 1993 per aver
inventato la PCR (Reazione Polimerasica a Catena) interpellò svariati
virologi ed epidemiologi su dove trovare il riferimento bibliografico che
spiegasse come l'HIV provochi l'AIDS. Ma nessuno dei colleghi fu in
grado di precisarlo.
4) La definizione della malattia:
Essa comprende un alto numero di malattie già conosciute,
attualmente esse sono ben 29 !
Queste malattie non sono affatto associate
sempre ad immunodeficienza, sono definite AIDS se associate ad un test
positivo. Se una persona ha la tubercolosi e risulta sieropositiva allora
"ha l'AIDS".
Se invece ha la tubercolosi ed il test è negativo,
allora ha "soltanto la tubercolosi".
5) Incubazione misteriosa:
Tutte le malattie infettive virali, salvo rare eccezioni, hanno
una incubazione breve, di pochi giorni o settimane. L'incubazione del
virus dell'AIDS è stata calcolata inizialmente attorno ai 18 mesi, per
aumentare poi di anno in anno, fino a raggiungere nel 1992, i 10/14 anni.
A questo super-virus viene attribuito di tutto. Di volta in volta può
essere furbissimo, tanto da sfuggire ad ogni tentativo di controllo da
parte dei ricercatori, o viceversa, completamente "scemo".
6) L'allarme prostitute:
Le prostitute non potevano non diventare le vittime designate
delle campagne propagandistiche dei tutori della nostra salute fisica e
morale. Sennonché, via via che passavano i mesi, si è visto che il tasso
di sieropositività era estremamente basso tra le prostitute. Al 31 Marzo
1995, su 27.043 casi solo 22 riguardavano prostitute non tossicodipendenti
(non dipende dalla maggior protezione, perché quelle stesse prostitute
presentavano un alto tasso di infezioni sessuali).
7) La terapia con AZT:
Sintetizzato nel 1964 come farmaco antitumorale. Rimase
inutilizzato per 20 anni, poiché si constatò sperimentalmente che i topi
leucemici trattati morivano in numero maggiore di quelli non trattati.
Ma
perché questo farmaco così tossico, cancerogeno e privo di effetti
benefici continua ad essere somministrato? La
Wellcome
(casa farmaceutica produttrice) ha venduto 0.9 tonnellate nel 1987, ed è
passata a 44.7 tonnellate nel 1992. Il costo dell'AZT per malato è di
circa 450.000 lire al mese. Il profitto lordo per la Wellcome nel 1993 è
stato di 586 miliardi di lire l'anno.
Da tempo i settori più
reazionari del mondo politico e religioso occidentale erano alla ricerca
di pretesti scientifici cui ancorare le loro offensive puritane e
restauratrici. Un primo tentativo fu compiuto alla fine degli anni '70,
con una raffica di informazioni più o meno terroristiche sulle malattie
veneree. Ma l'AIDS sembrò l'occasione d'oro. Qui si delineava una
malattia non solo sessuale ma mortale e invulnerabile agli arsenali medici
esistenti. Insomma una malattia inventata su misura per i sessuofobi di
ogni stampo e di ogni paese.
Kary B. Mullis (Premio
Nobel per la Chimica): Il mistero che circonda quel dannato virus è il
frutto inevitabile di quei due miliardi di dollari che ci spendono sopra
ogni anno. Se prendessimo un qualsiasi altro virus e spendessimo due
miliardi di dollari ogni anno per studiarlo, state certi che anche quel
virus produrrebbe misteri a bizzeffe.
Tratto da:
"AIDS la grande truffa" di Luigi De Marchi e Franco Franchi -
NEXUS NEW TIME edizione italiana n°5.
Gli sconvolgenti documenti ufficiali, alcuni
dei quali totalmente inediti in Italia, che provano la
truffa dell'Hiv-Aids.
Fatti a me ben noti, da giornalista investigativo e
dati per scontati gia' nel 1983....
Frutto di 3 anni di ricerca intesa e ostacolata di un
dottore italiano che, minacciato di morte, è emigrato all'estero.
Facciamo girare e diffondiamo il più possibile per
favore. Grazie a tutte/i.
http://www.scribd.com/doc/135713547/Hiv-La-Frode-Scientifica-Del-Secolo-documenti-Ufficiali
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Nel 1970, il
Dipartimento per la Difesa degli Stati Uniti d'America chiese alla
Commissione Senatoriale cospicui fondi per la ricerca e lo sviluppo di
armi biologiche per attaccare il sistema immunitario umano.
La
richiesta fu avanzata per lo sviluppo di "agenti biologici
sintetici". Testimoniando davanti alla Commissione, Donald McArthur,
esperto militare di guerra biologica, dichiarò: "..tra 5 o 10 anni,
probabilmente sarà possibile creare un nuovo microrganismo infettivo che
potrebbe essere diverso per alcuni importanti aspetti da ogni altro agente
conosciuto..".
McArthur concludeva che un programma di ricerca del genere "..poteva
essere completato in circa 10 anni al costo di 10 milioni di
dollari..". La somma richiesta fu accordata.
Jacob Segal, di origine russa, docente di biologia all'università di
Humboldt, Germania è convinto che l'AIDS sia stato creato nel laboratorio
di Fort Detrick, nel Maryland, centro di ricerca su armi chimiche e
biologiche.
Insieme alla moglie, Segal pubblicò le sue scoperte nel 1986 in un
opuscolo polemico intitolato AIDS: una malattia prodotta in America.
Poi cercò di dimostrare che il virus della immunodeficienza (HIV), che
molti scienziati ritengono evolva in AIDS, è quasi identico al altri due
virus: il VISNA, una malattia mortale che colpisce le pecore ma non
l'uomo, e il virus della leucemia delle cellule T (HTLV-1) il quale,
sebbene non mortale è altamente infettivo per l'uomo. Segal afferma che
il laboratorio di alta sicurezza di Fort Detrick realizzò l'unione dei
virus VISNA e HTLV-1, originando così un'arma biologica artificiale
altamente contagiosa e mortale per gli uomini. Il risultato fu l'HIV messo
a punto tra la fine del 1977 e la primavera del 1978.
Segal respinge la tesi che l'AIDS abbia avuto origine dal contatto fra
uomini e scimpanzé in Africa, e sottolinea che il cocktail di Fort
Detrick venne testato su carcerati che decidevano volontariamente di
partecipare all'esperimento in cambio della libertà anticipata. Siccome i
sintomi non si manifestarono prima di sei mesi, i test furono giudicati
fallimentari e i carcerati vennero rilasciati. Alcuni di loro erano
omosessuali, fa notare Segal, e una volta arrivati a New York, ignari
delle loro condizioni, cominciarono a trasmettere il contagio a persone
del giro dei gay newyorchesi.
E qui, nel 1979, si manifestò il primo caso
conclamato di AIDS, e la malattia cominciò a diffondersi rapidamente.
Articolo
tratto dal Newsgroup it.discussioni.insabbiamenti
"Il paziente malato di
Aids NON muore a causa del virus
dell'HIV ma
per alterazioni dell'assorbimento intestinale
e
quindi per ipoalimentazione (malNutrizione),
dovuta a una grave
micosi." (By Dott.
Gerhard Orth, Leuthkirch)
vedi: Aids
its the Bacteria stupid - PDF +
Aids its
really caused by a virus ? +
L'altra storia dell'Aids +
Hiv
virus inventato
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LA
STORIA SEGRETA DELL’AIDS - di
Giuseppe Cosco
Dopo
che per anni siamo stati terrorizzati dallo spettro terrificante
dell’AIDS, oggi non se ne parla quasi. Forse per questo è venuto il
momento di riscrivere la storia di questa misteriosa sindrome, che
colpisce selettivamente omosessuali e drogati.
C’è chi sostiene che
questa terribile malattia è stata creata in laboratorio come arma di
sterminio controllato
In vero, assistiamo al propagarsi di nuovi razzismi, culminanti in
“programmi di controllo” che celano genocidi e stermini accuratamente
programmati in ambienti militari e asettici laboratori, dove si studiano
nuovi tipi di morte. In certi ambienti scientifici, si svolgono
esperimenti, capaci di suscitare veri e propri flagelli. La nostra, in
fondo, è un’Era di pericolosi angeli sterminatori o, se preferite,
anticristi.
Un documento del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, gli Atti del
91° Congresso – Sottocomitato del Dipartimento della Difesa, 1 Luglio
1969, dice testualmente: “Gli studi sulla biologia molecolare
progrediscono con straordinaria velocità. (…).
Entro cinque o dieci
anni sarebbe possibile produrre un nuovo agente biologico che non esiste
in natura, e contro cui non è stata acquisita nessuna immunizzazione
naturale”. Nel periodo di tempo previsto, “cinque o dieci anni”,
scoppia l’epidemia denominata AIDS.
La storia dell’AIDS, dunque, sarebbe molto diversa da come fino ad ora
è stata raccontata.
La verità sarebbe ben altra e nel mio libro
documento cosa si nasconderebbe dietro la cosiddetta “peste del XX
secolo”.
Nel 1981, presso il "Centers for Disease Control" di Atlanta, in
Georgia, si cominciò a parlare di una nuova malattia molto contagiosa
denominata: "Sindrome di immunodeficienza acquisita" provocata,
a quanto dicevano e dicono, da un virus. Robert C. Gallo e Luc Montagnier,
gli scopritori spiegarono che l’AIDS è: “...una malattia devastante
causata da una classe di agenti infettivi - i retrovirus - che erano stati
individuati per la prima volta in esseri umani solo qualche anno prima.
...fu isolato un nuovo virus - il virus dell'immunodeficienza acquisita
dell'uomo (HIV, da human immunodeficiency virus) - e si dimostrò che esso
era la causa della malattia...” (3). E solo nel 1984, l’allora
Ministro della Sanità statunitense Margaret Heckler ed il virologo Robert
Gallo, dell’Istituto Superiore di Sanità, annunciarono al mondo, nel
corso di una conferenza stampa, che era stata individuata una nuova
malattia virale, trasmessa attraverso il sangue o i rapporti sessuali.
Si disse e ancora si dice che esso opera sulla cellula a livello genetico
in maniera tale che il DNA delle cellule infettate riceve “comandi”
direttamente dall’RNA virale, differentemente di come solitamente
avviene nelle cellule, dove i “comandi” sono trasmessi dal DNA, mentre
l’RNA si comporta soltanto da messaggero. Questo modus
operandi gli deriva da un particolare enzima, la trascrittasi inversa,
che costruisce una coppia di DNA a partire dall’RNA virale, che poi va
ad integrarsi nel patrimonio genetico (DNA) della cellula ospite. Il
“virus dell’immunodeficienza acquisita” infetterebbe i linfociti T (helper),
adibiti alla produzione di anticorpi da parte del sistema immunitario.
Diversi scienziati sono convinti che non sia, com’è sancito
dall’ortodossia medica, il virus HIV a causare l’AIDS e, tra questi,
il famoso scienziato Peter Duesberg ( www.duesberg.com ), esperto, a
livello mondiale, di retrovirus e professore di biologia molecolare alla
University of California di Berkeley, scopritore, nel 1970, del primo gene
collegato al cancro, che, tra l’altro, afferma: “Il virus di Gallo non
è la causa dell’AIDS perché non rispetta i postulati di Koch e Henle
di malattia contagiosa e perché non rispetta sei regole cardinali della
virologia” (4). In sostanza Koch ha affermato che si può parlare di
malattia contagiosa solo quando l’agente infettante, oltre a causare la
stessa affezione in tutti quegli individui coi quali viene a contatto, è
anche sempre presente in ogni stadio della malattia.
Con l’AIDS tutto ciò non avviene, infatti, “ci sono molti casi di
persone con tutti i sintomi dell’AIDS ma che non presentano alcuna
infezione da Hiv, così come ci sono soggetti che sono stati infettati
dall’Hiv da oltre 10 anni e che non mostrano alcun segno di malattia”
E’ da sottolineare, invece, che il modello dell’HIV (nome attuale del
virus di Robert Gallo deciso da un apposito comitato scientifico al posto
dei nomi LAV e HTLV-III) sta miseramente fallendo ad ogni test
scientifico.
La ricerca basata su di esso non è stata in grado di fornire
non soltanto una cura efficace o un vaccino, ma neanche una spiegazione
teorica per il meccanismo che causa lo stato patologico. Che l’HIV non
sia la causa dell’AIDS sono ormai diversi scienziati a crederlo, tra i
quali, oltre al prof. Duesberg, i premi Nobel Walter Gilbert e Kary B.
Mullis, ecc..
Quest’ultimo è stato insignito del prestigioso
riconoscimento per la Chimica nel 1993, per aver scoperto la Polimerase
Chain Reaction (PCR), metodo per amplificare il DNA applicato pure nello
studio dell’HIV.
Neppure Eleni Papadopulos-Eleopulos ci crede.
Gli scienziati, sulla causa dell’Immunodeficenza acquisita (AIDS),
propendono per spiegazioni diverse, che possono essere suddivise in due
correnti: la prima attesta che l’HIV è necessario ma insufficiente,
perché asserisce che devono essere presenti altri cofattori per far
esplodere la malattia. La seconda corrente, invece, attesta che questo
virus sarebbe niente più che il
segno di una immunodeficienza già preesistente, provocata da agenti non
per forza di cose infettivi, che potrebbero essere anche chimici,
comportamentali e/o ambientali. Il prof. Duesberg ha precisato
inoltre: “promuovo le mie idee
per integrità scientifica, perché quando scopri che una strada non
funziona è giusto cercarne altre”, aggiungendo che “chi
sostiene che l’Aids è provocato dal virus Hiv spinge migliaia di
persone a prendere una medicina dannosa come l’Azt e convince i
sieropositivi che la loro vita è di fatto finita, terrorizza il mondo
intero riguardo ai rapporti sessuali, e specula sull’esistenza di
persone malate”.
Ci stanno ancora altre teorie, molto inquietanti, sull’Aids e chi le
diffonde viene tacciato di cospirazionismo, di paranoia e ridicolizzato.
Alcune di queste gravi accuse meritano, per lo meno, di essere conosciute
dall’opinione pubblica, visto che non trovano spazi sui mass media che
diffondono soltanto le teorie “ufficiali”. Ecco di seguito un breve
sunto di queste gravissime accuse.
Taluni
studiosi hanno sostenuto che questa terribile malattia è stata creata in
laboratorio come arma di sterminio controllato.
Sorprende, inoltre, sapere che il virus responsabile
dell’immunodeficienza acquisita è stato scoperto da Gallo, addirittura,
un anno prima che si manifestasse la malattia! “Nessun altro
ricercatore, mai, nella storia della medicina, è riuscito a scoprire
l’agente patogeno di una epidemia l’anno prima che l’epidemia
scoppiasse. Solo Robert C. Gallo c’è riuscito”, hanno denunciato i
giornalisti Francesco Romano e Elizabeth Vogel. Come si spiega questo
anacronismo ?
La storia “ufficiale” dell’AIDS racconta che il dott.
Robert Gallo ipotizzò un virus come causa dell’Immunodeficienza
acquisita, a febbraio 1983, tuttavia, Jerome Groopman, sulla rivista
“Nature”, già cinque mesi prima, a settembre dell’82, aveva
scritto: “Robert Gallo del National Cancer Institute sta studiando i
pazienti di AIDS in funzione del virus HTLV perché il virus HTLV ha una
simpatia per i T-linfociti, e perché è endemico dei Caraibi”
(“Nature”, 9 settembre 1982).
La storia della “sindrome di immunodeficienza acquisita” è del resto
un vero e proprio maledetto puzzle con risvolti e sorprese, così
inquietanti, da sembrare incredibili e guai a chi denuncia il misfatto.
Ci
ha provato il professor Duesberg pubblicando assieme a Bryan Ellison il
libro: “Why We Will Never Win the on AIDS”, ebbene, una Corte Federale
Di New York, il 29 dicembre del 1995, ha ordinato che tutte le copie del
libro venissero ritirate e distrutte.
Una precedente ordinanza dello
stesso giudice vietava la distribuzione del libro ovunque in America,
anche gratuitamente.
Come interpretare questa congiura del silenzio ?
E se davvero Duesberg avesse ragione a sostenere che l’Hiv non è la
causa dell’AIDS ?
Allora sarebbe davvero tremendo per l’ortodossia
sull’AIDS, perché: “dal 1987 sta prescrivendo a più di 200.000
sieropositivi, non importa se colpiti o meno dall’AIDS, una micidiale
accozzaglia di farmaci venefici, come la pentamidina e i chemioterapici
(tipo l’AZT, il ddl e il ddc); ...sta infliggendo mortifere prognosi di
AIDS a centinaia di migliaia di persone risultate sieropositive al test
dell’HIV”
Ma, se non è l’HIV, cos’è ?
Il “Sunday Express” (26 ottobre 1986), scrisse che, secondo tre
studiosi, “l’AIDS, la patologia mortale apparsa nel 1979 negli USA e
che miete vittime in tutti i continenti, è stata ‘inventata’ in
laboratorio”. Nel frattempo si levano, da più parti, accuse gravissime
mentre le bugie dette sull’AIDS “...ancora oggi si ripetono per
coprire lo sterminio dei negri, dei drogati e degli omosessuali...”
E’, infatti, ormai evidente che ben lontana “dal minacciare la
popolazione eterosessuale in generale, l’AIDS resta confinato,
principalmente, ai tossicodipendenti ed agli omosessuali maschi di
particolari zone urbane”
Cosa si cela dietro l’AIDS?
C’è chi ha parlato di sterminio, di congiura contro una parte
dell’umanità. La popolazione nera degli Stati Uniti crede che
“l’unico dato in comune tra le vittime dell’AIDS... non è né il
sesso né la droga, ma sono le manipolazioni dell’uomo bianco.
Secondo
queste storie ai drogati viene fornita eroina opportunamente tagliata con
sostanze che danneggiano il sistema immunitario, mentre gli omosessuali e
gli africani vengono infettati mediante vaccinazioni di massa, col
pretesto di proteggerli da altre malattie. Oppure accusano il governo di
praticare la guerra batteriologica contro i propri cittadini omosessuali
mettendo in giro un virus (!) che contagia a preferenza gli omosessuali”
Leggiamo ancora, nel dossier inchiesta di Romano e Vogel, che “la
rivista gay New York Native, nell’83 pubblicò la lettera di un
dipendente del laboratorio di guerra biologica di Fort Detrick il quale
assicurava di aver partecipato all’operazione, che era iniziata nel
‘78. La lettera era anonima ma è stata pubblicata anche in Unione
Sovietica dalla Literaturnaya Gazeta (il 30.10.85 secondo Covert
Action)... Secondo un articolo apparso con rilievo nel Times di Londra
l’epidemia di AIDS in Africa ed in Sud America segue la vaccinazione in
massa contro il vaiolo, effettuata nei primi anni ‘80.
Per estirpare il
vaiolo dalla faccia della terra l’OMS avrebbe vaccinato almeno 70
milioni di negri dell’Africa Centrale”
La gravissima accusa fu pubblicata prima da un giornale di New Delhi
“The Patriot” (ottobre 1985), e poi ripresa e stigmatizzata
dalla sovietica “Literaturnaya Gazeta” il 30 ottobre dello stesso
anno.
In Brasile, la notizia che il virus dell’AIDS era un prodotto
dell’ingegneria genetica, messo appunto come terribile arma biologica,
fu pubblicata dal giornale “L’Estado de Sao Paulo”. In Inghilterra,
il 26 ottobre 1986, il quotidiano londinese “Sunday Express” ripubblicò
la terribile accusa.
La “Pravda”, nell’ex Unione Sovietica, il 31 ottobre 1986, corredò
una vignetta, che raffigurava un militare che dava un pacchetto di dollari
ad un medico che aveva una provetta con dentro il mortale virus con una
didascalia che ribadiva l’accusa della creazione del virus nei
laboratori del Pentagono. La rivista francese “Eléments” (n. 63,
1988) rilanciò l’accusa con un articolo titolato “AIDS, il
Pentagono sotto accusa”. Tutto ciò sembra essere però passato sotto
silenzio.
E se l’AIDS fosse, davvero, una vera e propria strage programmata di
omosessuali, drogati, gente di colore e poveri del mondo ?
Proviamo a prendere sul serio queste gravissime accuse. Non c’è dubbio
che un certo razzismo considera i gay e i drogati delle minoranze moleste,
di cui se ne potrebbe benissimo fare a meno.
Quanto alle sterminate masse
di poveri del Terzo Mondo, che non producono e coi loro bisogni pongono
problemi alle nazioni più ricche, un loro sterminio si concilierebbe
molto bene con il modello di una società basata sul mercato, la
produzione e il consumo. Secondo una filosofia alquanto cinica, occorre
qualcosa che sostituisca le guerre e le grandi epidemie che in passato
avevano la funzione di calmierare e selezionare la popolazione del
pianeta.
E’ atroce pensare che scienziati e studiosi possano mettersi al servizio
di un tale disegno, ma d’altra parte non si può negare che in certi
santuari della scienza medica si agisca contravvenendo al giuramento di
Ippocrate e, invece, si sacrifichino vittime umane per teoremi di morte.
Lo ha denunciato il dott. Robert Newman, presidente di un grande ospedale
di New York, il “Beth Israel Medical Center”. Parlando dei
tossicodipendenti ha dichiarato: “Nessuno lo ha ancora detto
apertamente, ma sono sicuro che molti sono d’accordo che dovremmo
lasciarli morire tutti”.
Questa logica di morte è confermata anche
dalle parole di Julian Huxley, fondatore della Società Eugenetica
Britannica, il quale ha asserito che: “L’intelligenza di un nero è
differente da quella di un bianco, come lo è il corpo (...).
Del resto è
sufficiente vedere il comportamento religioso dei negri per comprendere le
differenze: urlano, danzano, si abbandonano alle emozioni più violente
(...).
Negri e bianchi presentano differenze organiche inarmonizzabili”.
E’ in base a queste convinzioni che l’uomo arriva a sterminare i
propri simili. Ma poi, dovremmo forse stupirci che si possano organizzare
simili crudeli stermini al termine di un secolo segnato dal nazismo e
dallo stalinismo? Questo abominio, d’altronde, è stato denunciato,
soprattutto nei primi anni ’80, da alcuni studiosi e ricercatori che la
pensano proprio cosi e, a supporto delle loro gravissime accuse, indicano
alcuni documenti del governo degli Stati Uniti.
Tra questi, il Memorandum 200 per la Sicurezza nazionale è uno dei primi
e forse il più importante. Fu “redatto nell’aprile del 1974
dall’allora Consigliere americano per la Sicurezza nazionale, Henry
Kissinger. Il documento, a lungo tenuto segreto, fu reso di dominio
pubblico nel 1990 grazie alla legge per la libertà d’informazione, e
collocato negli Archivi nazionali americani.
Si tratta di un documento
agghiacciante, che denota il cinismo di un governo quando afferma: “Lo
spopolamento, dovrebbe essere la principale priorità della politica
estera americana verso i Paesi del Terzo mondo”
Un altro documento terribile è il “Global 2000 Report to the President”
presentato dal Dipartimento di Stato americano. Il giornalista Rogelio
Maduro nel suo libro “The Ozone Scare” scrive:
“Questo dossier fu
elaborato dal Consiglio della Casa Bianca per l’Ambiente e dal
Dipartimento di Stato a partire dai primi giorni della presidenza Carter.
Decine di alti funzionari e centinaia di consulenti hanno lavorato a
questo rapporto che proponeva di fare del ‘controllo demografico’ la
pietra angolare delle politiche di tutti i futuri presidenti americani.
Nel rapporto e nei documenti che lo accompagnano, si trovano tutta una
serie di profezie terrorizzanti: crisi delle risorse idriche, penuria di
energia, carenza di materie prime strategiche. La causa di tutto ciò? La
crescita demografica. (...).
E’ dunque necessario, concludeva il
documento, che il governo faccia convergere politica estera ed interna con
l’obiettivo di eliminare questi uomini di troppo. (...). Dal momento in
cui questo documento è stato reso di pubblico dominio, sezioni intere del
governo americano non lavorano che per mettere in pratica le sue
raccomandazioni: il genocidio”
Questo programma non è condiviso solo dagli americani. Il celebre
documentarista Jacques Cousteau, che fu un accanito propugnatore del
programma xenofobo in Francia, scrisse:
“Noi vogliamo eliminare le
sofferenze, le malattie? L’idea è bella ma non può rivelarsi positiva
nel lungo termine. C’è da temere di compromettere così l’avvenire
della nostra specie. E’ terribile da dirsi.
E’ necessario che la
popolazione mondiale si stabilizzi e perciò è necessario eliminare 350
mila uomini al giorno”.
E Filippo duca di Edimburgo, marito della Regina
Elisabetta II presidente del WWF internazionale, affermò:
“Nel caso che
io rinasca, mi piacerebbe essere un virus letale così da contribuire a
risolvere il problema della sovrappopolazione”. (Deutsche
Press Agentur, DPA, 8 agosto 1988).
Ecco
un altro esempio del disprezzo verso le popolazioni del Terzo mondo. Il
patologo dr. Cornelius Rhoades, che qualche anno dopo avrebbe diretto il
reparto di patologia del Rockefeller Institute, nel 1932, diede inizio ad
una vasta ricerca sul cancro. In definitiva effettuava orribili
esperimenti, tra cui far insorgere deliberatamente delle infezioni
sui malati. Trenta portoricani, morirono a causa di questi orribili
esperimenti.
Rhoades come giustificazione sostenne che: “I portoricani sono la più
sporca, la più fannullona, degenerata e ladra razza sulla faccia della
terra... e che perciò tutti i medici potevano deliziarsi nell’abuso e
nella tortura di questi sciagurati”.
Alla luce di considerazioni così sinistre non è più fantascienza
credere a quanto sostengono alcuni scienziati, e cioè che “l’AIDS fu
in effetti il risultato di un programma di ricerca a lungo termine”.
Qualcuno afferma addirittura di averne le prove, come il russo Jakob Segal,
docente di biologia all’Università di Humboldt, nella ex Germania
orientale. Il professor Segal è certo che l’AIDS è stato messo a punto
nel laboratorio di Fort Detrick, nel Maryland, un centro di ricerca su
armi chimiche e biologiche.
Segal per dimostrare la gravissima accusa
pubblicò tutti i dati, che aveva raccolto nel 1986, in un libro dal
titolo: “AIDS: una malattia prodotta in America”.
In esso lo studioso sostiene che: “il virus della immunodeficienza (Hiv),
che molti scienziati ritengono evolva in AIDS, è quasi identico ad altri
due virus: il Visna, una malattia mortale che colpisce le pecore, il BVL
(Bovine Leukemia Virus), ma non l’uomo, e il virus della leucemia delle
cellule T: Htlv-1 (Human T Cell Leukemia Virus). Il Laboratorio di alta
sicurezza di Fort Detrick realizzò l’unione dei virus Visna e Htlv-1.
Il risultato fu l’Hiv messo a punto tra la fine del 1977 e la primavera
del 1978.
Il ‘cocktail’ di Fort Detrick venne testato su carcerati che
decidevano volontariamente di partecipare all’esperimento in cambio
della libertà anticipata. Siccome i sintomi non si manifestano prima di 6
mesi, i test furono giudicati fallimentari e i carcerati vennero
rilasciati”.
“Alcuni di loro erano
omosessuali, - continua Segal - e una volta arrivati a New York, ignari
delle loro condizioni, cominciarono a trasmettere il contagio a persone
del giro dei gay newyorckesi. E qui, nel 1979, si manifestò il primo caso
conclamato di AIDS, e la malattia cominciò a diffondersi rapidamente”.
Un altro ricercatore Robert Strecker, confermò le accuse fatte da Segal.
Egli affermò: “Quando si studia la natura del virus dell’AIDS si
scopre qualcosa di estremamente interessante. I geni del virus dell’AIDS
non esistono nei primati o nell’uomo. Se si prende il materiale genetico
di primati, scimpanzé, esseri umani e lo si riordina, non si può
ottenere l’AIDS”.
Per Segal l’AIDS si sarebbe diffuso a causa
di un incidente; per Strecker, invece, sarebbe stato iniettato volutamente
ai membri della comunità omosessuale americana durante il programma per
la vaccinazione contro l’epatite B.
Nel frattempo si continua a morire di AIDS specialmente tra le categorie a
rischio (omosessuali e drogati) e nel Terzo mondo.
Tra i Paesi dove vi
sono più persone colpite dall’AIDS vi è l’India “che conta già
quattro milioni di abitanti sieropositivi e rischia di diventare il Paese
più colpito dall’epidemia dell’AIDS. Lo ha denunciato a Manila il
ministro della sanità indiano, signora Renu Ka Chowdury...”(Rai-Televideo
del 26 ottobre 1997).
Dopo quanto esposto il fatto che segue fa venire la
pelle d’oca. Il 19 gennaio 1989 “‘Nature’ esce con una serie di
articoli sconcertanti sull’India. “Saranno sterilizzate tutte le
mucche improduttive” scrive ‘Nature’.
Poi c’è la notizia che
riguarda direttamente la nostra storia: “entro il ‘92, dice ‘Nature’,
tutti i bambini indiani saranno vaccinati contro una serie di malattie”.
(...). Tutti i bambini indiani dovranno essere immunizzati entro il 1992.
“Chiaramente qualcosa non
funziona nella redazione di ‘Nature’. In India ci sono più di
200.000.000 di bambini, e il 92 inteso come anno non è una scadenza
realistica. (...). Alla fine del 1988 in India si contavano 9 casi di
AIDS”(17). Traete da soli le conclusioni. Sulla base di questi
fatti esposti c’è da chiedersi con inquietudine che cosa ci riserva il
futuro.
Che sia davvero in atto una mortale congiura? Come si è visto non
sono in pochi a crederlo. Alcune delle tesi riportate in questo studio
ricevono, oggi, numerose conferme, anche molto autorevoli.
Un altro fatto, alquanto enigmatico, fa notare “Nexus. New Time”
(edizione italiana, anno IV, n. 29, 2000) è quanto scrisse, il 30 aprile
scorso, il Washington Post che, tra l’altro: annunciava un’iniziativa
della National Security Agency (NSA) volta a collocare lo studio
dell’Aids e tutti gli istituti pubblici della sanità, che lo stanno
conducendo, sotto il controllo della Central Intelligence Agency (CIA)…
Il Presidente Clinton, consigliato dal National Intelligence Council (NIC)
di dichiarare formalmente l’epidemia globale di AIDS una ‘minaccia
alla sicurezza nazionale’ degli Stati Uniti, ha trasformato questa
politica in legge. L’azione prefigura la probabile persecuzione, se non
l’incarcerazione o l’assassinio, degli scienziati ‘dissidenti’ che
si occupano dell’AIDS…
Fonte: dr. Leonard Horowitz, Idaho Observer, USA, luglio
2000