CONTROVERSIA sulla causa
dell'aids
Continua su:
Controversia sull'aids - 2
+
HIV e' reale ? +
L'altra storia dell'Aids +
Hiv
virus inventato
1) Il virus
dell'HIV non e’ stato veramente
isolato, cioe’
fotografato da solo - il suo
DNA - e non insieme ad altre cose o
sostanze.
2) A prescindere dall'esistenza o meno dell'HIV, un
virus non può da solo, dare una breve e lievissima
influenza (detta sindrome pre-aids, quasi inavvertibile,
essere sconfitto dall'organismo in fase s+ asintomatica
e poi a distanza di anni scatenarsi e portare a morte
con l'aids conclamato !
Tutto ciò NON e' logico (verruche, herpes, condilomi e
varicella fanno qualcosa di simile ma in quei casi si
riconosce che la causa è uno stress dovuto ad altre
cause del sistema
immunitario).
3) I test non sono
affidabili perché vanno interpretati (es.western
blot) e variano i parametri di s+, da paese a paese.
4) A prescindere da tale affidabilità un risultato di s+
potrebbe essere lo stesso sintomo di sforzo per il
sistema immunitario dovuto a varie cause, per esempio i
vaccini.
5) I virus, anche se possono essere cofattori di infezione, sono molto
probabilmente dei prodotti del corpo in cui vivono (non
sono micro organismi, ma solo semplici proteine
complesse a DNA).
6) Proteggersi con il
preservativo
quando si fa sesso è doveroso per evitare altre malattie
e/o per non avere figli, come altrettanto doveroso è
evitare di esagerare con le paranoie che possono portare
malattie da psicosomatizzazione.
7) In conclusione forse sarebbe il caso di indagare di
più il lato immunologico della faccenda e meno quello
virale, proprio perchè per tutti gli altri
virus
esistenti non esistono cure se non quelle naturali
consistenti nella risposta immunitaria dell'organismo.
vedi: HIV
e' uno
pseudovirus +
L'Aids e' realmente
causato da un virus ?
+
HIV Virus inventato ?
+
Bibliografia su
Aids
+
La dott.essa
Papadopoulos e l'aids
+
l'aids e' stato inventato in USA ?
+
I Postulati di Koch +
L'altra storia dell'Aids +
PDF di Luc Montagnier su AIDS ed HIV... +
PDF di Gallo e lo HIV...
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Il premio Nobel per lo HIV-AIDS
Luc Montagnier ha
rilasciato recentemente dichiarazioni clamorose:
11-12-2008 – “Il sole24 ore” pag. 9.
“…alcuni individui si infettano (hiv) ma non sviluppano
la malattia (dell’AIDS) e mantengono spontaneamente
sotto controllo la replicazione del virus. Questi
individui vengono chiamati élite proprio perché il loro
sistema immunitario ha trovato il sistema giusto per
bloccare il virus. La nostra speranza sta nello studio
di questi individui …”.
Questi 2 video riportano, tra l’altro, le
testimonianze di alcune persone sieropositive che
affermano di non aver sviluppato la sindrome di AIDS.
Per aver compreso che alla base della
diagnostica HIV esiste un errore nel senso che non
è mai stato isolato alcun retrovirus quale causa
sindrome Aids (come affermato nel video “La scienza del
panico” dal
prof. Duesberg,
esperto virologo di fama mondiale al 25’ – 28’ – 45’ ca
dall’inizio; dal prof. Ruggiero, professore biologia
molecolare all’Università di Firenze – a 10’ - 12’ –
23’ - 25’ - 65’ e 69’ dall’inizio del video, ecc.).
Per non aver assunto, o aver smesso di assumere,
alcuni farmaci quali, ad esempio, l’AZT, potentemente
tossico e che molti ritengono sia stato la causa di
tanti decessi.
Per aver compreso che fra le cause della diagnostica
di sieropositività possono esserci fattori legati
all’assunzione di sostanze tossiche , ivi comprese
quelle farmaceutiche, alla malnutrizione, cattiva
igiene, veleni ambientali di varia natura ma anche ai
traumi psichici o chock psico-emotivi.
Per aver compreso che sovente è lo choc derivante dalla
diagnostica a scatenare la sindrome chiamata AIDS (video
La scienza del panico: “la cura più valida è annullare
la paura” – 1 ora e 13’ ca. dall’inizio).
Ulteriori recenti dichiarazioni rilasciate da
Luc Montagnier:
“I fattori psicologici sono di vitale importanza per
sostenere il sistema immunitario e se si elimina
questo sostegno, dicendo a chi è malato che è condannato
a morire, basteranno queste parole a condannarlo” (Wikipedia).
“… test genetici possono rilevare fattori ossidativi…lo
stress ossidativo può creare una mutazione del
DNA ed è
sovente correlato anche allo
stress psicologico …
Mens
sana in corpore sano .. bisogna convincere medici e
politici …” (Trasmissione televisiva “Che tempo che fa”
1-2-2009).
In internet si può vedere su Youtube “Nobel
L. Montagnier. HIV can be cleare naturally
house of numbers” nel quale Montagnier dichiara che
se si ha un buon
sistema immunitario
non c’è pericolo di
ammalarsi di AIDS, che anche gli africani possono
evitare il contagio, che si pensa sempre a
droghe o
vaccini e che succede questo per profitto [parte di
queste ultime dichiarazioni sono state riportate anche
sul video “Hous of numbers – Epidemiologia e Aids” (1h
e 2’ ca dall’inizio)].
Le affermazioni di
L. Montagnier
evidenziano che il presunto virus può diventare
“mutante” allorchè si abbassano le difese immunitarie e
che tali difese risentono anche delle paure psichiche.
Quindi la diagnostica HIV diventerebbe sindrome AIDS ad
opera di un virus mutante e la diagnostica di tumore
diventa sindrome del cancro ad opera delle cosiddette
cellule metastatiche anch’esse mutanti. Nessuno
scienziato ha mai compreso come, ad esempio, tale virus
possa mutare né come si propagano le metastasi.
E’,
forse, più ragionevole pensare che le sindromi aids o
cancro siano dovute, come denota la parola stessa, ad
altre malattie prevalentemente dovute a
traumi-chock
psichici.
Scrive il noto medico tedesco
dr. R.G. Hamer,
scopritore delle cinque leggi biologiche, nel suo libro
“Il
cancro e tutte le cosiddette malattie”
(2004) pag. 225-228: “L’aids è la più grande frottola
del nostro secolo !
Dalle mie osservazioni e anche da
quelle di altri studiosi dell’aids risulta precisamente
che ci si può ammalare e manifestare i (presunti)
sintomi del’aids solo se la persona sa di essere
hiv-positiva o che ha il forte timore di esserlo”.
il collaboratore del prof. Ruggiero,
Matteo Prayer Galletti, dichiara (a 12’ ca
dall’inizio del video ”La scienza del panico”):
“esiste una correlazione tra sieropositività e vaccini
antinfluenzali nel senso che si è riscontrato che alcuni
soggetti hanno avuto la diagnostica di sieropositività
dopo aver fatto il
vaccino
anti influenzale.
Il dr. Roberto Giraldo (a 13’ ca stesso
video) dichiara che è stato appurato che la
sieropositività riscontrata in alcune raccoglitrici di
uva era dovuta ad una
intossicazione di pesticidi usati
nelle vigne.
La giornalista scientifica Janine Roberts
(a 46’ ca stesso video) dichiara tutto il suo stupore
per non aver trovato alcun documento dal quale risulta
la scoperta del
retrovirus HIV.
Etienne de Harven, professore emerito di
patologia e specialista in microscopia elettronica (a
80' ca stesso video), dichiara che in un centro indiano
si è preferito dichiarare malati di aids persone affette
invece da tubercolosi per avere più sovvenzioni da
parte del ministero della sanità.
Oltre a
Duesberg,
virologo di fama mondiale, autore del libro “Aids
il virus inventato", al prof.
Ruggiero, al dr. Galletti, al dr. Giraldo presenti in questo video è utile
ricordare anche alcuni dei tanti altri dissidenti:
Stefan Lanka, genetista, virologo,biologo:
accusato penalmente per aver ufficialmente dichiarato di
non aver mai isolato il retrovirus HIV fu prosciolto
(sentenza Tribunale di Gottigen del 24-2-97 –
http://www.klein-klein-aktion.de/) perché in
Tribunale non si presentò nessun scienziato disposto a
giurare di averlo isolato.
Kary Mullis,
premio Nobel 1993 per la chimica;
Heinrich Kremer
- direttore fino al 1988 della clinica specializzata per
tossicomani della regione di Berlino,Brema,Amburgo e
Bassa Sassonia;
Alfred Hassig,
professore di immunologia all’università di Berna e
direttore della banca del sangue della Croce Rossa
Svizzera;
De Marchi
(psicologo) e Fabio Franchi
(infettivologo) autori del libro “Aids la grande
truffa”;
Elio Rossi,
patologo clinico e psicologo, autore del libro “Hiv e
Aids: fine degli opposti estremismi”;
Heinz Sanger,
professore di biologia molecolare e virologia, premio
Koch nel 1978;
Harry Rubin, professore biologia molecolare e
cellulare;
Richard Strohman, professore biologia
cellulare;
Harvey Bialy, biologo molecolare;
Roger Cunninghan, immunologo, microbiologo
e direttore del centro di immunologia di Buffalo;
Gordon Stewart, professore emerito di
salute pubblica all'Università di Berna e direttore
della banca del sangue della croce rossa svizzera;
Charles Thomas
professore di biochimica di Harvard;
Joseph Sonnabend, fondatore dell’America
Foundation per la ricerca sull’AIDS;
Andrei Herxheimer, professore di
pharmacologia - Oxford;
Etienne de Harven,
emerito professore di Patologia – Università di Toronto;
Bernard Forscher, Giuseppe de Micheli, Paolo
Brunetti,Antonio Tagliati, Livia Ileana Duce, Guglielmo
Campione, R.G.Hamer
(sopracitato).
Un giovane italiano, Daniele Mandrioli, nel
2009, presso l’Università di Bologna, si è laureato in
Medicina con 110 e lode presentando una tesi su HIV-AIDS che rileva gli errori, le discordanze, in
sintesi la non veridicità delle teorie ufficiali su
questo argomento. Si può vedere parte della discussione
della sua tesi su Youtube.
Nel video “House of numbers – Epidemiologia e Aids” più
ricercatori dichiarano che i test per la diagnosi di
sieropositività sono inaffidabili, che la sindrome
aids è un insieme di più fattori (a 46’ ca dall’inizio
del video le affermazioni di Montagnier,
Sonnabend, Duesberg, ecc.) e, nello stesso
video (a 1 h ca dall’inizio) un testimone afferma che a
volte la diagnosi di tumore di Kaposi è sufficiente per
diagnosticare la sindrome aids anche senza effettuare il
test.
Scrive
C. Trupiano
nel suo libro “Grazie
dott. Hamer” (ediz.2007): “L’aids
è un argomento da riscrivere.
Dovremo rimettere
in discussione tutto il paradigma aids. Prendiamo ad
esempio il sarcoma di Kaposi, un tumore che recentemente
viene associato ai malati di aids. E’ una patologia che
ha sempre colpito più frequentemente bambini e persone
anziane, ora si ritrova connessa all’aids. In
particolare colpisce gli uomini omosessuali. Ma come si
spiega allora la connessione tra bambini, anziani e
malati di aids? Non c’è risposta. La concomitanza tra
loro risulta invece chiara se vista alla luce delle
Leggi Biologiche. Il sarcoma di Kaposi è una lesione
neoplastica del tessuto dermico e sottocutaneo che
coinvolge anche i vasi con marcate emorragie.
Il
conflitto è connesso al tessuto ectodermico e quindi è
chiaro il suo contenuto e il “sentito” biologico: “Non
mi sento più accarezzato, nessuno mi tocca più” Lascio a
voi intuire il legame che unisce bambini, anziani e
omosessuali, reietti dalla società. Per i riscontri
clinici non c’è bisogno di scomodare Hamer, basta
leggere le conclusioni di ricercatori, scienziati
virologi, come Peter Duesberg. Stephan Lanka, Kramer, il
premio Nobel Kary Mullis insieme a molti altri che hanno
messo in discussione tutta l’architettura del sistema
hiv e aids.
Le divergenze tra gli scienziati continuano
e si combattono su un fronte dove la legge è purtroppo
legata a molti interessi in gioco. C’è un budget di 50
miliardi di dollari per l’aids” ( vedere anche la
dichiarazione del Governo Americano dell’aprile 2008 – a
40’ dall’inizio del video House of Numbers –
epidemiologia e aids”).
Louis Pasteur (1822-1895), fondatore della
moderna microbiologia, verso la fine della sua vita
terrena affermò che
non sono i microbi la causa delle
malattie ma che essi si trovano su un
terreno biologico
già alterato da altri fattori (traumi psichici, mancanza
d’igiene, veleni dell’aria, dell’acqua, della terra,
alimentari, farmaceutici, armi biologiche,
batteriologiche, radioattività, ecc.) come affermava lo
scienziato suo contemporaneo Antoine Béchamp
(1816-1908).
Per le stesse ragioni i
teosofi
fondarono, incompresi, nel 1908, la lega
contro vaccinazione e vivisezione.
Il teosofo-antropologo
Bernardino del Boca (1919-2001)
nel 1985, e quindi ancor prima che gli scienziati
dissidenti evidenziassero le loro ricerche, scrisse:
“Il vuoto dei sentimenti ha portato la gioventù ed i
deboli a drogarsi.
Non sono gli omosessuali e i drogati
a diffondere l’aids, bensì la vita contro Natura, il
cibo troppo raffinato, la sofisticazione e l’ignoranza
vestita di sicurezza che crea i ghetti, le ingiustizie,
le confusioni, tutte le negatività. Gli omosessuali e i
drogati sono le prime vittime di questa società
egoistica e ignorante. Queste vittime sono come i topi
che nei tempi passati portavano la peste. Non erano
colpevoli i topi se la società di allora viveva nella
sporcizia fisica e morale.
La peste era un castigo.
l’aids è un castigo e i colpevoli sono gli egoisti che
producono cibo inscatolato privo di prana, che
producono medicinali che arricchiscono le ditte
farmaceutiche ma tolgono le difese naturali del corpo
umano, che producono quella pubblicità che induce a
ricorrere al sesso, alla violenza, alla guerra, come se
queste cose negative fossero le più necessarie
all’uomo” (Rivista Età dell’Acquario n. 40/85
pag.9-10).
Nell’articolo “I nostri figli” pubblicato
nella stessa rivista n. 77/92: “Giovanni
Battista Morgagni, (1682-1771) il grande medico
fondatore dell’anatomia patologica ora sa che la sua
scienza è basata su errori per aver conosciuto solo la
parte materiale del corpo umano, ignorando la realtà
eterica ed astrale ...
Il dr. Lorenzo Pignoria (1571-1631),
morto di peste, ora sa com’è nato il flagello dell’aids
e come guarirlo ...”.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Scambio di mail fra il sottoscritto ed un immunologo
Italiano, "specializzato" anche in
AIDS....leggete che e'
molto interessante, vedere in che mani siamo....
Da:
segreteria.vanoli (segreteria@vanoli.net)
Inviato: lunedì 28 marzo 2011 12.10
A:
colizzi@uniroma2.it
Oggetto: Domanda importante
Ho letto
un suo articolo su "il caso delle centinaia di bambini
contagiati in Libia".
Gradirei sapere da Lei, se e' stato
controllato-verificato, su quei bambini ed infermieri,
se questi avevano avuto qualche vaccinazione ?
Siccome il vaccino della Polio contiene ancora un virus
precursore dello HIV, perche' il vaccino e' prodotto su
colture di rene della scimmia verde africana....e'
possibile che alcuni di questi bambini vaccinati per la
polio siano stati contaminati ed abbiano avuto una
mutazione endogena del virus...
Potrebbe confermarmi se e' stata indagata questa ipotesi
?
Attendo sue nuove in merito
dr.
G.Paolo Vanoli - Giornalista (Albo speciale) -
Consulente in Scienza della Nutrizione e Medicine
Naturali - Webmaster di:
www.mednat.org
Risposta del dott. V. Colizzi:
-----
Original Message -----
From:
Vittorio Colizzi
To:
'segreteria.vanoli'
Sent:
Monday, March 28, 2011 12:30 PM
Subject:
R: Domanda importante
La stragrande maggioranza dei bambini libici sono
vaccinati per la polio. Solo in questa coorte di
Bengasi, e solo in quel periodo, furono trovati bambini
con il medesimo ceppo virale, incluse infermiere 2
libiche. Abbiamo valutato, ma escluso questa possibilità
che il virus sia trasmesso con vaccinazioni, inclusa la
polio.
Vittorio Colizzi, MD, PhD,
Professor of Immunology, Director UNESCO Chair of
Biotechnology, University of Rome Tor Vergata,
Scientific Director of the International Reference
Centre for AIDS (CIRCB), Yaoundé, Cameroon
Rome Office: +39-0672594237, fax: +39-0672594224,
mobile: +39-3204659491
Yaoundé Office: phone/fax +237-22319011, mobile:
+237-96777148
Abidjan contact: mobile+22508216037
E-mail:
colizzi@bio.uniroma2.it ;
vittorio.colizzi@circb-cameroun.org
Contro risposta del
consulente di questo
Portale
Da:
segreteria.vanoli
[segreteria@vanoli.net]
Inviato: lunedì 28 marzo 2011 14.36
A:
Vittorio Colizzi
Oggetto: Re: Domanda importante
Chiedo scusa, ...ma nella sua risposta mi conferma che
non sono state fatte indagini in tal senso.... , per di
piu' e dato che in letteratura vi sono le ricerche che
hanno dimostrato cio' che le avevo accennato e cioe'
contaminazioni virali (vedi
SV 40 e Htlv) nel vaccino
per la Polio propinato a miliardi di soggetti nel mondo,
sono quindi veramente meravigliato dalle sue
affermazioni cosi categoriche !
Ho persino parlato personalmente con il prof. Procopio
dell'Universita' di Perugia, autore di una di quelle
ricerche.
Sarebbe stato piu' serio che lei fosse stato piu'
prudente nella sua risposta, anche perche' parla con un
giornalista che ha studiato a fondo il problema dei
vaccini da 40 anni, trovando e spiegando tutti i
meccanismi biologici dei loro
danni a livello fisiologico
!
Visto che lei insegna Patologia generale, mi
spiegherebbe cosa avviene
- nel microcircolo di un qualsiasi tessuto biologico
umano od animale, prima e dopo un qualsiasi vaccino ?
- quali sono le alterazioni delle funzioni cellulari,
quali sono le alterazioni bioelettroniche del sangue,
dei liquidi tissutali intra ed extracellulari (la
matrice), quando vengono inserite le tossine vaccinali,
che lei presumo conosca ?
- quali sono gli esami clinici che vengono effettuati
prima della vaccinazione per controllare il livello del
Sist. Immunitario del soggetto e successivamente dopo la
vaccinazione,?
- quanti esami-test si effettuano sugli titolo degli
anticorpi prima e dopo la vaccinazione di un bambino ?
- quali ricerche-test sono stati fatti e pubblicati, fra
2 coorti di bambini MAI vaccinati che seguono la
medicina naturale, ed un'altra coorte di bambini
vaccinati, tutti in una stessa nazione, controllando il
loro stato di salute dopo 1 mese, 3 mesi, 6 mesi, 1
anno, 3 anni, 6 anni, 10 anni 15, anni, 20 anni ?
- quali test e' possibile effettuare in ambulatorio per
il controllo delle possibili lesioni vaccinali, sul
soggetto vaccinato ?
attendo sue nuove, chiare e convincenti.
grazie
dr.
G.Paolo Vanoli -
Giornalista (Albo speciale) - Consulente in Scienza
della Nutrizione e Medicine Naturali - Webmaster di:
www.mednat.org
Risposta del dott. V. Colizzi:
-----
Original Message -----
From:
Vittorio Colizzi
To:
'segreteria.vanoli'
Sent:
Monday, March 28, 2011 2:16 PM
Subject:
R: Domanda importante
Può consultare gli articoli scritti da me ed i miei
collaboratori sull’argomento: basta cercare su google o
su Medline.
Vittorio Colizzi
Contro risposta di GPaolo
Vanoli
Da:
segreteria.vanoli
[segreteria@vanoli.net
Inviato: lunedì 28 marzo 2011 15.39
A:
Vittorio Colizzi
Oggetto: Re: Domanda importante
Vedo che lei e', anche in questa risposta, drastico e
categorico e per nulla portato a discutere temi cosi
importanti con terzi.
Mi dia cortesemente almeno i "titoli" delle sue
pubblicazioni e/o di quelle dei suoi collaboratori,
ovviamente inerenti alle mie domande, altrimenti e'
come se non avesse saputo o voluto rispondere ai miei
quesiti, .....cosi come fece Luc Montagnier quando lo
incontrai a Milano 2 anni fa', egli si mostro' in prima
istanza molto interessato alle mie domande verbali sui
vaccini, ma poi quando si tratto' di inviarmi le sue
risposte alle mie domande formulate per iscritto...si
defilo' e scomparve nel nulla....non rispondendo piu' a
nessuna richiesta....nei fatti ha fatto una figuraccia
....come tutti coloro che alle domande non rispondono.
Per cui attendo da lei, caro professore, una risposta
esaustiva.
Grazie
dr. G.Paolo Vanoli -
Giornalista (Albo speciale) - Consulente in Scienza
della Nutrizione e Medicine Naturali - Webmaster di:
www.mednat.org
Risposta del dott. V. Colizzi:
Da:
Vittorio Colizzi [mailto:colizzi@bio.uniroma2.it
]
Inviato: lunedì 28 marzo 2011 17.35
A: 'segreteria.vanoli'
Oggetto: R:Domanda importante
I dati
di Bengasi sono stati discussi per quasi dieci anni. Ho
impiegato molti mesi a Bengasi, e poi in Italia per fare
le sequenze dei virus. Ho pubblicato i dati sulla
migliore rivista scientifica mondiale “Nature”
(de
Oliveira T, Pybus OG, Rambaut A, Salemi M, Cassol S,
Ciccozzi M, Rezza G, Gattinara GC, D'Arrigo R,
Amicosante M, Perrin L, Colizzi V, Perno CF; Benghazi
Study Group.Molecular
epidemiology: HIV-1 and HCV sequences from Libyan
outbreak.Nature. 2006 Dec 14;444(7121):836-7),
ho collaborato con i migliori centri internazionali
(Ahuja
SK, Aiuti F, Berkhout B, Biberfeld P, Burton DR, Colizzi
V, Deeks SG, Desrosiers RC, Dierich MP, Doms RW, Emerman
M, Gallo RC, Girard M, Greene WC, Hoxie JA, Hunter E,
Klein G, Korber B, Kuritzkes DR, Lederman MM, Malim MH,
Marx PA, McCune JM, McMichael A, Miller C, Miller V,
Montagnier L, Montefiori DC, Moore JP, Nixon DF,
Overbaugh J, Pauza CD, Richman DD, Saag MS, Sattentau Q,
Schooley RT, Shattock R, Shaw GM, Stevenson M, Trkola A,
Wainberg MA, Weiss RA, Wolinsky S, Zack JA.
A plea for justice for jailed medical workers. Science.
2006 Nov 10;314(5801):924-5),
passo il mio tempo in Africa Occidentale (Costa
d’Avorio, Niger, Burkina Faso) e Africa Centrale
(Camerun) identificando le vie che il virus percorre per
raggiungere la Libia e quindi l’Italia (J. Epidemiol,
allegato perché il lavoro non è ancora disponibile). Il
mio problema è il tempo, che purtroppo non ho.
Le
accludo alcuni lavori. Se ha la pazienza di leggerli e
ha bisogno di qualche domanda specifica sono
disponibile.
Altri lavori
188.
Colizzi V, de Oliveira T, Roberts RJ.
Libya should stop denying scientific evidence on HIV.
Nature. 2007 Aug 30;448(7157):992.
Vittorio
Colizzi
Contro risposta di GPaolo Vanoli:
----- Original Message -----
From:
Vittorio Colizzi
To:
'segreteria.vanoli'
Sent:
Tuesday, March 29, 2011 9:57 AM
Subject:
I: Domanda importante
Ho
finalmente avuto il tempo necessario per leggermi gli
studi che mi ha indicato; pero' constato che in nessuno
di quegli studi si risponde ad una sola delle domande
che le ho fatto.
Quindi deduco che o non vuole rispondermi oppure non sa
come e cosa rispondere.
dr.
G.Paolo Vanoli -
Giornalista (Albo speciale) - Consulente in Scienza
della Nutrizione e Medicine Naturali - Consulente di:
www.mednat.org
NON avendo ricevuto NESSUNA risposta, ho atteso
del tempo quasi 2 ANNI e poi mi sono deciso a
riscrivere, senza avere ancor ottenuto nessuna
risposta,,,,,
----- Original Message -----
From:
info@mednat.org
To:
Vittorio Colizzi
Sent: Sunday, February 24, 2013 11:34 AM
Subject: Domande INEVASE dal 29 marzo 2011....
Questa la corrispondenza intercorsa fino al
29/marzo/2011 ho atteso fino ad ora invano (2 anni) e
Lei non ha voluto o saputo rispondermi.
Sappia che queste mail (tutta la corrispondenza
intercorsa fra di noi) verranno inserite nel web, a
disposizione dei lettori.
In modo che si sappia come rispondono coloro che
dovrebbero tutelare e sanare i sudditi....ai Cittadini
che chiedono lumi e precisazioni, nei fatti, non
rispondono MAI
vedi:
../ministero_informato.htm
../ministero_informato2.htm
Vuole rispondere alle domande che le ho formulato,
oppure si defila per incompetenza e/o incapacita', con
la scusa della mancanza di tempo.... ? ...attendo sue
nuove in merito, caro "professore".
dr.
G.Paolo Vanoli
- Giornalista investigativo (Albo speciale),
specializzato da 40 anni in Sanita'
Consulente in Scienza della Nutrizione e Medicina
Naturale - Webmaster di:
www.mednat.org
-
info@mednat.org
Sono
ancora in attesa di risposta a tutt'oggi....come
sempre NESSUNO ha il coraggio di affrontare il
problema dei
vaccini...nei i
singoli immunologi, ne' gli "Enti a tutela",
vedi QUI:
./ministero_informato.htm +
../ministero_informato2.htm
VERGOGNA
! della Salute dei sudditi del mondo NON interessa a
Nessuno !
Gli sconvolgenti documenti ufficiali,
alcuni dei quali totalmente inediti in Italia, che
provano la truffa dell'Hiv-Aids.
Fatti a me ben noti, da giornalista investigativo e
dati per scontati gia' nel 1983....
Frutto di 3 anni di ricerca intesa e ostacolata di un
dottore italiano che, minacciato di morte, è emigrato all'estero.
Facciamo girare e diffondiamo il più possibile per
favore. Grazie a tutte/i.
http://www.scribd.com/doc/135713547/Hiv-La-Frode-Scientifica-Del-Secolo-documenti-Ufficiali
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
AIDS e HIV ?
Le diverse patologie che definiscono la sindrome
dell’AIDS - affezioni dovute a miceti patogeni a livello
polmonare, delle mucose, del cervello e degli organi
interni, nonché alterazioni degenerative a livello delle
cellule endoteliali dei vasi sanguini e dei vasi
linfatici (Sarcoma di Kaposi) - sono la conseguenza di
una carenza protratta di glutatione che altera la
produzione di ossidi di azoto (NO) e radicali di
ossigeno gassosi negli immunociti ed in altre cellule
dell’organismo. In queste condizioni, le cellule T-4
helper sono presenti prevalentemente sotto forma di
cellule con citochine dal profilo Th2 che – dopo il
contatto con le cellule B – producendo anticorpi,
attivano la difesa contro batteri e tossine, ma in
misura minore rispetto alle cellule T-4 helper con
citochine dal profilo Th1 che, a loro volta, attivano
cellule killer per attaccare con gas NO le cellule
infette da funghi, virus e micobatteri. Ove questa
condizione di commutazione Th1-Th2 persiste, la
produzione di gas NO viene a cessare completamente.
L’incrementato decadimento delle cellule provoca un
maggiore rilascio di proteine del citoscheletro e dei
mitocondri; aumenta di conseguenza la produzione di
anticorpi contro queste e contro un gran numero di
antigeni diversi. Quando la quantità di tali anticorpi
raggiunge un determinato livello, i test degli anticorpi
HIV danno il noto esito di "HIV-positività" o
“sieropositività”.
Una
commutazione Th1-Th2 persistente a livello di citochine
delle cellule T-4 helper è il risultato:
- di una sensibilità redox fortemente accresciuta di
natura genetica o non genetica, sempre più frequente in
seguito alla diffusione (dopo il 1945) dei moderni
vaccini ed antibiotici che esercitano un’azione
intracellulare. Se associata al contatto con le
contaminazioni tossiche normali nella nostra epoca
(ambiente, alimentazione e farmaci), conduce ad una
rapida e persistente controregolazione del tipo II
(commutazione Th1-Th2) e compromette la sintesi del
glutatione e di altri enzimi antiossidanti (carenze di
tioli).
- di un contatto ripetuto con antigeni dovuto a lesioni
ripetute ed interventi chirurgici, alle infezioni
croniche (ad es. epatite B) e all’assunzione di acqua
contaminata, alla penetrazione ripetuta di proteine
estranee nel circolo del sangue (causata dalle proteine
coagulanti nei preparati ematici e dallo sperma nei
rapporti anali non protetti), al contatto con sostanze
tossiche negli alimenti (conservanti e fungicidi), alla
trasmissione attraverso la pelle (colori ago nitrosativi
e sostanze usate nella lavorazione dei prodotti tessili)
e al contatto con i metalli pesanti (p. es. mercurio,
alluminio e formaldeide nei substrati dei vaccini e
nell’amalgama delle otturazioni). Queste cause conducono
ad un’attivazione persistente dell’attività immunitaria
cellulare con una produzione eccessiva di gas NO. Ne
consegue l’inibizione delle citochine del tipo Th1 (per
impedire la distruzione del tessuto proprio) e,
attraverso un consumo maggiorato di tioli, ad
un’alterazione permanente dello stato redox nella
cellula con conseguente controregolazione persistente
verso le citochine del tipo 2 e quindi all’aumento della
produzione di cellule helper Th2 che stimolano le
cellule B ad una produzione maggiorata di anticorpi.
- dell’assunzione di nitriti tramite inalazione („poppers"),
di acque e alimenti contaminati da nitriti (soprattutto
nei paesi in via di sviluppo). I nitriti bloccano la
sintesi delle citochine del tipo 1 e la maturazione
delle cellule helper T-4. Come l’Azatioprina, gli
antibiotici, i chemioterapici e i fungicidi essi
conducono ad una commutazione Th1-Th2 prolungata e
quindi a rigonfiamenti e cambiamenti degenerativi
nell’endotelio dei vasi sanguini e dei vasi linfatici
(Sarcoma di Kaposi) e in altri tessuti.
- di un deficit di molecole di glutatione, frutto di una
ridotta capacità di sintesi del glutatione nel fegato a
causa dei chemioantibiotici, dell’epatite cronica, del
forte consumo di alcool e dell’assunzione di sostanze
fortemente ossidanti, associato ad un deficit di
composti proteici tiolici (cisteina) assunti per via
alimentare. Una carenza protratta di glutatione fa sì
che, nel trasporto attraverso la cellula, l’ossigeno non
possa più essere gradualmente ridotto, altera la
produzione di energia nelle cellule tramite i mitocondri
e provoca l’autodistruzione tramite l’NO delle cellule
killer quando attaccano cellule infette da funghi, virus
e micobatteri.
Una carenza protratta di glutatione favorisce la
diffusione di funghi (ad es. Candida Albicans) a livello
intestinale e nelle mucose con conseguente rilascio di
metaboliti tossici (acetaldeide) che, a livello epatico,
compromettono la produzione di glutatione, mentre i
metabolici stessi possono essere metabolizzati solamente
con il glutatione e l’acido glucoronico.
La carenza persistente di glutatione nelle cellule che
presentano antigeni infine fa sì che le cellule helper
T-4 vengano prodotte prevalentemente nella forma di
cellule Th2, in grado cioè di attivare le cellule B per
la produzione di anticorpi contro batteri e tossine, ma
non nella forma di cellule Th1 preposte all’attivazione
di cellule killer che, tramite il gas NO, attaccano le
cellule infette da funghi, virus e micobatteri.
- dei chemioantibiotici (sulfonamidici e trimetoprim,
come il Bactrim e Septrim), insetticidi (p. es. il
Lindan nelle pomate contro le piattole), dei
chemioterapici e nucleosidi analogici (come l’AZT,
Nevirapine). Questi bloccano la formazione e il rilascio
di acidi folici e purine, necessari per la costruzione
del DNA nei mitocondri. Essi bloccano gli enzimi
contenenti ferro e rame, necessari per la respirazione
cellulare, chiudono la membrana mitocondriale bloccando
così la produzione di energia e l’attività
antiossidante. I mitocondri - organelli unicellulari
presenti nelle cellule umane - utilizzano l’ossigeno e
gli elettroni ricchi di energia provenienti dagli
alimenti per la sintesi della molecola vettore
dell’energia metabolica ATP (Adenosintrifosfato),
necessaria per tutte le funzioni del corpo. I mitocondri
sono inoltre di fondamentale importanza per il sistema
redox, la disintossicazione (anche dei radicali di
ossigeno) e per il sistema immunitario. I
chemioantibiotici bloccano inoltre l’enzima diidrofolato
riduttasi, necessario per la produzione del
tetraidrofolato, a sua volta necessario per la
produzione della cisteina e del glutatione a livello
epatico, e per la produzione della tetraidrobiopterina (TH
IV) necessaria per la produzione del gas NO con cui le
cellule killer attaccano le cellule infette da funghi,
virus e micobatteri.
Le
conseguenze del trattamento antiretrovirale ed
antibiotico
Allo stato attuale, nessuno è mai riuscito ad isolare,
fotografare o caratterizzare per via biochimica come
trasmettibili e riproducibili secondo i criteri di Koch,
i cosiddetti retrovirus HIV, ritenuti responsabili di
più di 30 patologie che definiscono l’AIDS. Con l’AIDS
si trasmettono solamente virus, batteri e funghi noti,
in grado di propagarsi solo nelle persone con uno
squilibrio prolungato del sistema immunitario. Per
ipotizzare la presenza dei cosiddetti retrovirus HIV,
nel 1984 Gallo e Montagnier coltivarono i linfociti
helper di malati di AIDS con leucociti leucemici e
cellule embrionali presentanti un’azione fortemente
incrementata della trascrizione inversa, attivando la
coltura con l’aggiunta di idrocortisone, un ormone dello
stress.
La presenza incrementata della trascrizione inversa in
queste colture cellulari veniva poi interpretata come la
prova dell’esistenza di un nuovo virus. Nei test HIV
sviluppati in seguito, un aumento degli anticorpi contro
cellule leucemiche, associato a diverse reazioni
immunitarie, dà perciò l’esito di “HIV-positività” o
“sieropositività” quando raggiunge un determinato valore
stabilito empiricamente.
I
nucleosidi analogici (aciclovir, nevirapine, DDI, ecc.)
compromettono nel giro di pochissimo tempo e in misura
determinante la maturazione di tutti gli immunociti nel
midollo osseo: delle cellule B, delle cellule T che
successivamente vengono prodotte nel timo, delle cellule
dendritiche che presentano gli antigeni e dei macrofagi.
Il danneggiamento del processo di maturazione dei nuovi
linfociti B ha come conseguenza la forte diminuzione del
loro numero e della loro attività, e l’indebolimento
della difesa contro i batteri da parte degli anticorpi,
che in questo modo si possono propagare senza ostacoli
nelle cellule.
Quando le cellule helper T-4 sono in circolo, nel
tessuto linfatico incontrano un numero molto minore di
cellule B in grado di attivarle. Le cellule helper T-4
con le citochine dal profilo Th2 circolano per 24 ore
nel plasma e nel tessuto linfatico senza avere alcuna
funzione. Ciò conduce ad un aumento delle cellule helper
T-4 misurabili nel plasma.
I
nucleosidi analogici e gli inibitori della proteasi
riducono fortemente il livello dei tioli e, nei
sieropositivi, acutizzano ulteriormente la carenza di
glutatione. La carenza di glutatione nelle cellule che
presentano antigeni fa sì che le cellule helper T-4
siano presenti soprattutto con citochine dal profilo Th2
che promuovono la produzione di anticorpi, e meno con il
profilo Th1, che attivano la difesa contro funghi, virus
e micobatteri tramite le cellule killer. Gli inibitori
della proteasi sintetici inibiscono la produzione delle
proteine per i nucleotidi, utilizzati per la costruzione
di nuove cellule in tutti gli organi. Perciò, chi assume
queste sostanze, è a rischio di diabete, spostamento
degli acidi grassi dalle estremità, metabolismo
diabetico, retiniti, formazione di calcoli renali
(calcolosi) ed insufficienza epatica.
I
chemioantibiotici (Bactrim, Septrin, TMPSMX, ecc.) che
bloccano la sintesi degli acidi folici, delle purine e
dell’enzima DHFR, compromettono la produzione di
glutatione nel fegato, la produzione di NO e il
trasporto dell’ossigeno nelle cellule. In questo modo
generano un blocco persistente di tutta l’attività
immunitaria cellulare e, attraverso una commutazione
Th1-Th2 permanente, generano un’immunodeficienza
funzionale permanente. Inibendo la respirazione
cellulare generano affezioni croniche da miceti patogeni
(PCP, Candida Albicans, ecc.) a livello di mucose,
nell’intestino (diarrea cronica) e della pelle. La
somministrazione prolungata di chemioantibiotici
comporta anche l’inibizione del tetraidrofolato
necessario per la produzione dell’uracile, e quindi
all’inibizione dell’interleuchina 2, il fattore di
crescita delle cellule T. Inibendo l’acido folico
biologicamente attivo, i chemioantibiotici inibiscono
anche la trasformazione della base RNA uracile nella
base DNA timina e quindi la riparazione del DNA tramite
la trascrizione inversa. L’alterazione del genoma nei
batteri che questi scambiano fra di loro tramite
plasmidi, conduce inoltre ad una resistenza progressiva
agli antibiotici.
I
nucleosidi analogici (come AZT, DDI, DDC, ecc.),
bloccando la produzione di DNA, riducono per un periodo
limitato le infezioni batteriche, fungine e la
formazione di particelle non meglio caratterizzate di
sostanza messaggera (RNA) ritenute particelle del virus
HI. Ma i nucleosidi analogici vengono fosforilati solo
in ragione dell’1% e praticamente non innestate nel
nucleo, dove si presume che fungano da terminatori DNA
per l’inibizione dei virus HI. I nucleosidi analogici e
gli inibitori di proteasi e i inibitori di fusione
conducono inoltre ad un’alterazione della biosintesi di
proteine ed enzimi e, alterando la produzione dell’acido
nucleico, al danneggiamento sia del DNA del nucleo che
di quello mitocondriale. In questo modo, prima o poi,
danno luogo a danni gravi a livello del cervello, dei
muscoli (infarto e paralisi) e degli organi interni.
In
queste condizioni le cellule passano sempre più a un
metabolismo fermentativo anaerobico che causa un eccesso
di acido lattico nell’organismo o al wasting
(cachessia), in cui le cellule attingono le sostanze
necessarie direttamente dalle proteine dei muscoli, e
conducono alla formazione di cellule neoplastiche. In
presenza di un’alterazione persistente dei mitocondri a
causa della carenza di glutatione e di danni al DNA,
questi dissolvono la loro simbiosi con il nucleo della
cellula (fenomeno di Warburg); in questo caso nel nucleo
della cellula vengono attivate sequenze di DNA
primordiali e il DNA nel nucleo garantisce la propria
sopravvivenza con la trascrizione inversa (trasferimento
della sostanza messaggero RNA nel DNA). In questo modo
aumenta la quantità di RNA misurabile nel plasma (il
cosiddetto aumento della carica virale).
Per
riparare i danni al DNA sempre più frequenti con le
terapie combinate (HAART), il consumo di RNA aumenta
sensibilmente, per cui il numero di frammenti di cellule
che, con il test PCR (reazione a catena della
polimerasi) viene misurata come carica virale HIV,
diminuisce. L’alterazione della sintesi degli acidi
nucleici prodotta dalle terapie combinate produce
un’alterazione delle sequenze di codifica del DNA del
nucleo e mitocondriale, compromettendo ulteriormente la
riparazione del DNA tramite la trascrizione inversa.
L’esaurimento degli enzimi di riparazione, infine, fa sì
che i prodotti della trascrizione inversa non possano
più essere integrati nel DNA (nuovo aumento della
cosiddetta carica virale e definiva “resistenza contro
le terapie combinate”).
Elementi di terapia a sostegno del sistema immunitario
- La somministrazione di glutatione ridotto (400-600
mg/dì) in capsule resistenti ai succhi gastrici (S-acetil-L-glutatione
in combinazione con Ginko bilobae o antociani), permette
di risolvere un’insufficienza protratta di glutatione. (Marien
Apotheke, Tel: 0049 (0) 6838 86140). All’inizio della
terapia di ripristino e in presenza di una cachessia,
somministrare fino a 5 grammi di glutatione al dì per
via endovenosa o parenterale. In presenza di problema
intestinali, il glutatione può essere somministrato
anche sotto forma di spray.
- L’apporto di composti proteici di zolfo (N-acetil-cisteina
3-8 g/dì) – anche sotto forma di ricotta e prodotti
latteo-caesari – e di acido folico (5 - 30 mg/dì)
consente di ripristinare il livello di glutatione. Gli
acidi grassi polinsaturi contenuti nell’olio di canapa,
di lino, di cardo e di anice stellata (5-6 cucchiai/dì)
migliorano l’assorbimento di ossigeno delle cellule e la
protezione cellulare.
- La somministrazione di glutamina (40 g/dì) e di
L-arginina (20-30 g/dì) può supportare la produzione di
glutatione e la sintesi di NO a livello epatico,
entrambi decisiviper la modulazione della risposta
immunitaria delle cellule T-4 e per la remissione dei
tumori.
- Il coenzima Q10 (100 – 200 mg/dì) e l’antiossidante
microidrina (Active-H) favoriscono il trasporto degli
elettroni nella catena di respirazione a livello
mitocondriale. L’acido folico (5-20mg/dì), l’acido
alfalipoico (300-600 mg/dì), la vitamina B1 (150-300
mg/dì), B6 e B12 e la somministrazione di basse dosi di
cromo (100-300 mg/dì), selenio (250 mg) e zinco (10
mg/dì) possono supportare l’attività mitocondriale e la
riparazione dei danni al DNA mitocondriale.
- I parassiti (p. es. vermi) compromettono la sintesi
dello NO.
Un attacco contro questi con il gas NO distruggerebbe il
proprio tessuto. Le foglie di papaia in capsule o in
infuso sono efficaci contro parassiti intestinali. I
tiocianati contenuti nelle cipolle, nei broccoli, nel
cavolo cappuccio e in altre brassicacee, e nell’aglio
(possibilmente sotto forma di succo s prem uto fresco)
attivano i sistemi di disintossicazione.
L’acido glucoronico (nella bevanda fermentata Kombucha,
ricavata da un fungo fatto macerare con tè verde o
infusi di erbe) favorisce l’eliminazione delle sostanze
tossiche a livello epatico. L’attività epatica può
inoltre essere stimolata con epatoprotettori vegetali
(p. es. artiglio del diavolo (fiteuma), cardo mariano (Silybum
marianum) e Liv. 52).
- I polifenoli nella curcumina (4 x 500mg al giorno) (holisticmed@datacomm.ch)
, nel tè verde, nel Ginko biloba, nel PADMA 28 (sergio@cosvalitaly.it),
e nel Artemisia (www. nusag.com) supportano il
ripristino dell’equilibrio dell’ambiente redox e legano
i composti metabolici tossici dell’ossigeno. La
contemporanea somministrazione di dosi elevate di
diversi polifenoli quali la vitamina C, E oppure
beta-carotene può essere controproducente: in presenza
di metalloidi quali ferro (Fe) o rame (Ku), hanno un
effetto proossidativo e acuiscono perciò la carenza
tiolica.
- La L-carnitina serve per l’introduzione degli acidi
grassi macromolecolari (trigliceridi) nei mitocondri.
Una carenza di L-carnitina provoca l’aumento della
produzione energetica tramite fermentazione (glicolisi).
La somministrazione di 6 grammi di L-carnitina per 14
giorni permette di compensare le carenze di carnitina
spesso associate ai malati di AIDS.
- I polianioni (condroitina solfato, cartilagine di
squalo, estratto di mollusco perna canaliculus oppure
alghe marine (agar, kelp ecc.) consentono di proteggere
la matrice carica negativamente che esercita un ruolo
importante nel sistema immunitario. In funzione di
inibitori di proteasi naturali che attivano le
antiproteasi specifiche del corpo e legano i cationi che
attaccano gli involucri cellulari, i polianioni
consentono di frenare i processi flogistici cronici che
favoriscono la necrosi delle cellule e un’attivazione
eccessiva dei macrofagi.
- Le microalghe (p. es. alghe chlorella - 3-4 g/dì) e
gli acidi grassi Omega-3 e Omega-6 ricavati da olio di
lino, di canapa, di enotera e di pesce (3 cucchiai al
dì) in quanto modulatori della prostaglandina possono
stimolare l’immunità cellulare. In casi particolarmente
gravi, le infezioni opportunistiche possono essere
trattate con gli inibitori selettivi della
ciclossigenasi-2 e con gammaglobuline.
- L’equilibrio fra immunità cellulare ed anticorpi
(profili delle citochine Th1 e Th2) è modulato dall’asse
dello stress ormonale fra ipotalamo, ipofisi e
surrenali. L’ormone dello stress cortisolo, rilasciato a
livello di surrenali, attiva l’immunità basata sugli
anticorpi. Il suo pendant ormonale, il DHEA, presente
ovunque nell’organismo, supporta l’immunità cellulare.
La somministrazione di DHEA-S in presenza di uno stress
psichico persistente permette di correggere uno
squilibrio durevole dell’asse dello stresso in direzione
del cortisolo. L’uso di ormoni steroide per la
formazione degli muscoli cause una soppressione
continuante alla immunità.
- I mitocondri controllano il metabolismo cellulare
nonché la trasformazione e ritrasformazione delle
cellule. Gli enzimi nei mitocondri sono controllati da
ioni, a loro volta modulati da più di 300 diversi sali
minerali presenti nell’organismo. Un approvvigionamento
sufficiente è possibile con miscele basiche di sali
minerali (p. es. nel sedimento di coralli, Sancorall
Tel. 0049 2171 560 75).
- La Candida Albicans può essere combattuta
efficacemente con capsule resistenti ai succhi gastrici
di acido caprilico (Mycopril Biocare, in Germania: Runge
Pharma), ricavato dalla noce di cocco, con biotina
(vitamina H), con aloe vera e sostanze probiotiche
(Bevanda di pane Kanne, acidi lattici destrogiri,
Vitabiosa, EM, Mankoso), con i batteri bifidus e
acidofilus e con artemisia annua. Perché la terapia
abbia successo è necessario seguire una dieta
completamente senza zucchero e bevande addolcite, miele,
farina bianca, prodotti a base di latte acido, panna,
tuorlo fresco, frutta secca, funghi, prodotti fermentati
(vino, tè nero, salse di soia, dato), prodotti
affumicati, sotto olio e sott’aceto o contenenti malto,
che dovranno essere sostituiti da un’alimentazione
povera di grassi, ma ricca di basi con carboidrati
integrali (patate, fiocchi integrali, pane e pasta
integrali, riso integrale, joghurt biologico fresco,
noci fresche, succhi di frutta freschi, frutta, verdura,
insalate, olio d’oliva, aglio, pesce e carne biologica
fresca, nonché tè verde e infusi di erbe. L’equilibrio
acidi-basi può essere migliorato con la somministrazione
di miscele di basi e la digestione in generale con
enzimi (Wobenzym). La N-acetil-glucosamina, la crusca di
riso, la L-glutamina e FOS (Fructooligosaccharidi)
favoriscono il ripristino della mucosa intestinale.
- Le malattie fungine e infezioni interne, sulla pelle e
in bocca possono essere trattate con estratti di
pompelmo (gocce) e con le emulsioni ricavate da questi,
efficaci contro un gran numero di funghi, virus e
batteri gram-positivi e gram-negativi. Esternamente sono
efficaci anche le creme con veleni di serpenti o zolfo,
nonché l’olio di melaleuca o l’acidophilus.
- Con una riduzione mirata dello stress (training
autogeno, stretching e massaggi), l’uso di sonniferi
naturali (melatonina) e la rinuncia al consumo frequente
di droghe per migliorare le prestazioni fisiche e
psichiche (zucchero, caffè, alcool, nicotina, hashish,
anfetamine, extasy, ecc., cocaina, eroina e poppers),
che producono un rilascio maggiore di ormoni dello
stress.
- Le reazioni flogistiche ed infezioni (epatiti e
malattie veneree) ripetute possono essere evitate
riducendo al minimo le ferite, curando accuratamente le
ferite ed utilizzando il preservativo per i rapporti
anali. Rinunciando all’inalazione di nitriti (poppers)
si evita l’ingrossamento dei linfonodi che potrebbe dare
luogo ad alterazioni del tessuto e a patologie fungine.
- Riducendo l’infusione di proteine coagulanti con
emoderivati.
...
nei sieropositivi e nei pazienti affetti da AIDS è
possibile ripristinare l’endosimbiosi cellulare e una
risposta immunitaria flessibile. Nella somministrazione
limitata nel tempo di antibiotici è assolutamente
necessario proseguire con questa terapia di base. Una
mistura individuale degli sostanze necessari sulla base
di Guar po’ essere composito dopo un test di sangue (www.unisan.de,
www.iabc.ch).
Il successo di questa terapia supportante il sistema
immunitario che deve essere adattata al quadro clinico
individuale può essere monitorato misurando gli
oligoelementi, il profilo degli ormoni dello stress, il
rapporto fra cellule T-4/T-8, l’attivazione dei
macrofagi (test della neopterina), il livello di
ferritina nel siero, il livello di glutatione nel plasma
e nelle cellule helper T-4 e con il test dell’anergia
cutanea (test DTH, reazione della pelle agli antigeni).
Studiengruppe AIDS-Therapie c/o F. de Fries, Eglistr. 7,
CH 8004 Zürich
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Medical Hypothesis (1996) 46:
388-392
Can we find a solution to the HIV-AIDS controversy ?
- Is AIDS the consequence of continuous excessive stressing of the body ?
By A. HASSIG, LIANG WEN-XI AND K. STAMPFLI
The assumption proposed by Gallo in 1984, that the cause of AIDS is infection with
HIV viruses was founded on the correlation between the detection of antibodies to these
viruses and the onset of AIDS. This view became generally accepted, and today it is still
the foundation stone of HIV-virus related measures for the prevention and treatment of
AIDS. Duesberg vehemently opposed this opinion. However, although his reasoning was in
many respects justified, it was unanimously rejected by AIDS researchers with an interest
in virology.[1, 2]
The time for re-evaluation has come, now that methods are available for the direct
detection of HIV viruses and for the detection of cellular anti-HIV immune
reactions.
In this regard, the work of Bentwich and Jehuda-Cohen of Israel deserves special
attention.[3-6] They developed a polyclonal B-cell activation test with which they were
able to demonstrate that HIV infections are common among anti-HIV-antibody-negative
high-risk individuals. The disease is brought under control by cellular immune reactions
and the anti-HIV antibody test remains negative. They also demonstrated that individuals
with a positive anti-HIV antibody reaction as a rule showed a pre-existing activation of
their immune system at the time of infection. By contrast, the majority of people whose
immune system was healthy and normal at the time of infection with HIV showed only a
cellular immune reaction by which the HIV viruses had been brought under control and
probably partially eliminated from the body.
Strong support for this work came with the reports of Mosmann and Coffman
concerning functionally opposing cytokine profiles of CD4 helper lymphocytes.[7] They
demonstrated that two groups of cells could be identified among the CD4 helper
cells;
these they designated Th-1 ancl Th-2 cells. The Th-1 cells secrete preferentially IL-2,
IL-12 and IFN-d, which stimulate the cellular immune reactions. The Th-2 cells produce
primarily IL-4, IL-6 and IL-10, by which they stimulate the humoral immune
reactions.
Clerici and Shearer established that displacing the lymphokine profile Th-1 to the Th-2
profile is of crucial importance for the course of HIV infection.[8] Thus, numerous
high-risk individuals who are anti-HIV antibody negative show a strong immune reaction of
the Th-1 type to HIV antigens. Moreover, these authors have recently reported that the
lymphokine profiles Th-l and Th-2 are linked by hormonal equilibrium states between
cortisol and dehydroepiandrosterone (DHEA).[9]: cortisol assists the formation of Th-2
cytokines, while DHEA promotes the formation of Th-1
cytokines. Important supporting
evidence for the influence of the lymphocytic cytokine profile on the course of HIV
infection, which was studied by Clerici and Shearer was brought to light in the
investigations of "murine acquired immunodeficiency syndrome" (MAIDS), which is
caused by defective mouseleukaemia viruses. IL 4-deficient mice survived infection with
this virus, while IL-4 producers succumbed to the disease.[10]
What is the relationship between the lymphocytic cytokine profiles Th-1 and Th-2
and acquired immunodeficiency states in stress reactions?
As we said in our review of AIDS prevention in HIV
carriers, an acquired
immunodeficiency state is a component of all stress reactions.[11] The concept of stress
first described by Selye in 1936 essentially states that the body presents a standard
response to the numerous somatic and psychic stresses [12], in which activation of the
neuroendocrine stress axis hypothalamus-pituitary-adrenals plays a central
role. The
increased release of catecholamines and glucocorticoids from the adrenals centralises the
metabolism on the supply of rapidly available energy sources, in particular
glucose. T
he glucocorticoids limit the inflammatory reactions and in so doing raise the susceptibility
to infection. They reduce the number of lymphocytes and eosinophils and the thymus
weight,
and are at the centre of suppression of the specific Iymphoplasma-cell immune
reactions.
The problem of stress-related irnmunosuppression and its effect on latent viral
infections was for more than a decade the area of research of Kiecolt-Glaser and
Glaser.[13, 14] In extensive investigations they showed that psychic stress reactions
raise the titre of humoral antibodies to viruses such as EBV, CMV and HSV-l,
simultaneously attenuating the cellular immune reactions, which are measured in cytotoxic
T-cell reactions to these viruses. They explained their findings in terms of the release
of latent viruses by the attenuation of cellular defence mechanisms and the secondary
stimulation of the formation of humoral antibodies. This interpretation is supported by
the observation that the titre of anti-poliomyelitis antibodies is unchanged during stress
reactions. Unlike the three herpes viruses mentioned
above, poliomyelitis viruses are
completely eliminated by the immune reaction after spreading through the body. During
their investigations, the authors also observed that the balance between the cyclic
nucleotides AMP and GMP, which play a central role in the regulation of lymphocytic
metabolic functions, can also be ascribed to the general stress process.[15] The rise in
cAMP, which is characteristic for the suppression of all specific cellular immune
reactions, is linked to a reduction in cGMP and is concomitant with the decline in
cellular immune reactions and the increase in humoral immune reactions.
From what has been said so far it might be supposed that HIV infection can be
brought under control by cellular immune reactions in individuals with full
immunocompetence, some of the viruses being eliminated and some remaining dormant within
the body.
On the immunosuppressant behaviour of high-risk
groups: homosexual males, drug
addicts of both sexes, haemophiliacs and recipients of blood transfusions
Bentwich and Wainberg [5] have many times since 1985 pointed out that homosexual
males not infected with HIV often exhibit marked activation of their immune system. The
interferon system [3, 16], the subpopulations of peripheral lymphocytes [3], the elevated
cell-bound cytotoxicity [17], and the formation of serum autoantibodies are involved
here.[18]
Of special note was the finding that the reactivation of an Epstein-Barr viral
infection prior to infection with HIV correlated significantly with the appearance of
anti-HIV antibodies.[19] The concentration of transforming growth factor in the seminal
fluid is relevant in this context. This is an immunosuppressant protein whose function it
is to protect the sperm in the vagina from immunological attack by the
woman's body.
During anal intercourse, it is evidently capable of weakening the immune system of the
passive partner.[20]
The immunosuppressant action of opiates has been most widely
researched. In studies
in mice, chronic administration of morphine causes severe involution of the
thymus,
characterised by increased apoptosis, primarily of CD4+ / CD8+ thymocytes. The reason for
this is probably that morphine increases the formation of corticotropin in the
hypothalamus, thereby increasing the formation of ACTH in the pituitary and cortisol in
the adrenal cortex.[21, 22] It can thus be assumed that hypercortisolism plays an
important role in opiate-induced immunosuppression. To date there have been few
investigations of the immunosuppressant effect of cocaine.
With regard to its effect on
AIDS, let us here refer simply to the animal studies of Lopez and Watson, who showed that
in murine AIDS (MAIDS) cocaine dramatically increases the damaging effect of the
retroviral infection on the lymphoreticular tissue of the intestinal mucosa.[23]
The question concerning the extent to which immunosuppression in haemophiliacs is
correlated with the anti-HIV-antibody status has been researched in detail. The studies of
Madhok [24] are of most significance in this regard.
The first point to mention regarding
this problem is that about half of haemophiliacs produced no anti-HIV antibodies in
response to the repeated administration of HIV-contaminated "largepool"
coagulation products during the period 1981-1986.[25] To date, no investigations have yet
been performed to ascertain whether this patient group has neutralised the HIV viruses by
exclusively cellular immune reactions, and then partially eliminated them.
However, it is
certain that the "large-pool" factor-VIII products in use at that time inhibited
the formation of IL-2, thereby weakening the cellular immune reactions.[26]
Moreover, at a
time when HIV infection was still unknown among haemophiliacs, numerous patients died of
acquired immunodeficiency diseases.[27] It must also be considered that, as a consequence
of the administration of "large-pool" products manufactured from a large number
of pooled plasmapheretic donations from paid donors, the large majority of haemophiliacs
used to suffer from chronic hepatitis, which may be regarded as a supplementary
immununosuppressant risk. Neither should one underestimate the iron overload as a result
of bleeding into the joints and the blood transfusions this necessitated. Haemophiliac
immunodeficiency is characterised to particularly good effect by the following two
observations. Bedall et al. made the observation that anti-HIV negative haemophiliac
adolescents exposed to patients with open tuberculosis developed tbc just as frequently as
did children receiving chemotherapy for the treatment of solid tumours.[28] Counter to
expectations, in a well-studied group of Dutch haemophiliacs Rosendaal et al. observed a
2.5 times higher mortality rate from cancer.[29] The question currently under debate is
whether the genetically engineered factor-VIII products, which evidently do not stress
patient's immune system, are suitable substitutes for products manufactured from human
plasma.[30]
Pathogenetic mechanisms of acquired immunodeficiency states
The Th-l/Th-2 imbalance of the cytokines of CD4
lymphocytes, which has an
immunosuppressant effect, and the displacement of the ratio of the cyclic lymphocytic
nucleotides cAMP/cGMP are at least in part attributable to hypercortisolism within the
context of stress reactions. This is due to the increased formation of corticotropin in
the hypothalamus and the resulting activation of the formation of ACTH in the pituitary
and cortisol in the adrenal cortex. In association with sympatheticotonic activation of
the autonomic nervous system, which occurs in parallel, this is the standard physiological
reaction to all inflamrnatory, toxic, psychic and nutritive stress states. In persistent
subclinical stress states there is continuous slight activation of
macrophages, with
increased formation of monokines and oxygen radicals. This state has a broad tolerance
threshold, and can be compensated in the long term. It is manifested as a moderately
increased susceptibility to infections and certain degenerative diseases. According to
Bentwich and Wainberg, this group includes the many anti-HIV antibody-positive individuals
in Africa, Asia and Latin America in whom endemic infections associated with HIV
infections favour the humoral immune reaction and weaken the cellular immune
reaction.[5,
6] Thus, according to WHO statistics of 1 July 1994, the number of notified AIDS cases in
south-east Asia between 1979 and the end of June 1994, which amount to a total of 6739,
has so far not risen above the 0.5% threshold of the estimated 2.5 million anti-HIV
antibody-positive carriers of the virus.
This group of anti-HIV antibody-positive HIV carriers contrasts with the groups
within North America and Europe at high risk of contracting AIDS. In these
groups,
intensive and continuous stresses play a considerable part in the outbreak of
disease.
As already mentioned, the persistent activation of macrophages with the release of
inflammation mediators and oxygen radicals are prominent in these groups.[31] This leads
to increased hypercortisolism which in the lymphoid tissue reduces its most sensitive
element, the immature thymocytes, by increased
apoptosis, thereby appreciably reducing the
number of immunological precursor cells.
Gradually the other populations of CD4 helper
cells are affected as well, presumably also by HIV viruses, and progressive lyrnphopenia
occurs, with a corresponding displacement of the CD4/CD8 ratio.
The increasing attenuation
of the cellular immune reaction finally leads to activation of the infective agents latent
within the body, and thus to the large number of opportunistic inflammatory diseases
characteristic of AIDS.
Summary and Conclusions:
If to conclude we now attempt to answer the question of the title "Can we find
a solution to the HIV-AIDS controversy?", our present level of knowledge yields the
following hypothesis:
HIV viruses are not the only cause of AIDS. Apart from proof that infection with
HIV viruses has occurred, a positive result in an anti-HIV antibody test is also an
indication of an HIV-independent immunosuppression state.
This might explain why the HIV
infection was not rendered symptomlessly latent by cellular immune
mechanisms.
According to the definition of the Centers of Disease Control
(CDC), classical AIDS
is the consequence of infection with HIV in association with continuous excessive stress,
such as is observed in the known high-risk groups.
Also at the centre of the pathogenic
process is hypercortisolism-determined damage to the cellular elements of the lymph
system, in which insufficiency of thymus is prominent.
For this reason, in our view there are indications for shifting preventive measures
more and more from the prophylaxis of infection with HIV viruses to the prophylaxis of
AIDS by reducing stress factors. We believe that measures against the excessive formation
of O2-radicals as a result of chronic inflammation and nutritive iron overload in the form
of antioxidant food supplements will also be important.
Unfortunately, antiviral therapy in HIV-positive individuals and AIDS patients has
so far yielded no decisive results in spite of intensive efforts, and it is therefore time
that we researchers turn increasingly to reinforcing the defensive capabilities of the
host organism. The most important question here is which mechanisms are responsible for
the fact that HIV-positive individuals can survive with this retrovirus for many
years, or
even permanently, without contracting AIDS. *
We are grateful to the Hans Eggenberger Foundation in
Zurich, which supported this research.
We would like to thank Prof. Dr.
med. H. Cottier and E. Lauppi for their
valuable assistance.
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English translation of an article which was first published in the Swiss Journal of
Holistic Medicine (Schweizerische Zeitschrift fur Ganzheits Medizin) Oct. 1994
Continua su:
Controversia sull'aids - 2
"Il paziente malato di
Aids NON muore a
causa del virus
dell'HIV ma
per alterazioni dell'assorbimento intestinale
e
quindi per ipoalimentazione (malNutrizione),
dovuta a una grave
micosi." (By Dott.
Gerhard Orth, Leuthkirch)
vedi: Aids
its the Bacteria stupid - PDF +
Aids its
really caused by a virus ?
Bibliografia