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CONTROVERSIA sull'AIDS
SOLUTION to the HIV-AIDS CONTROVERSY

TERAPIE NATURALI anche per l'AIDS

CONTROVERSIA sulla causa dell'aids
Continua
su: Controversia sull'aids - 2 + HIV e' reale ? + L'altra storia dell'Aids + Hiv virus inventato

1) Il virus dell'HIV non e’ stato veramente isolato, cioe’ fotografato da solo - il suo DNA -  e  non insieme ad altre cose o sostanze.
2) A prescindere dall'esistenza o meno dell'HIV, un virus non può da solo, dare una breve e lievissima influenza (detta sindrome pre-aids, quasi inavvertibile, essere sconfitto dall'organismo in fase s+ asintomatica e poi a distanza di anni scatenarsi e portare a morte con l'aids conclamato !
Tutto ciò NON e' logico (verruche, herpes, condilomi e varicella fanno qualcosa di simile ma in quei casi si riconosce che la causa è uno stress dovuto ad altre cause del sistema immunitario).
3) I test non sono affidabili perché vanno interpretati (es.western blot) e variano i parametri di s+, da paese a paese.
4) A prescindere da tale affidabilità un risultato di s+ potrebbe essere lo stesso sintomo di sforzo per il sistema immunitario dovuto a varie cause, per esempio i vaccini.
5) I virus, anche se possono essere cofattori di infezione, sono molto probabilmente dei prodotti del corpo in cui vivono (non sono micro organismi, ma solo semplici proteine complesse a DNA).
6) Proteggersi con il preservativo quando si fa sesso è doveroso per evitare altre malattie e/o per non avere figli, come altrettanto doveroso è evitare di esagerare con le paranoie che possono portare malattie da psicosomatizzazione.
7) In conclusione forse sarebbe il caso di indagare di più il lato immunologico della faccenda e meno quello virale, proprio perchè per tutti gli altri virus esistenti non esistono cure se non quelle naturali consistenti nella risposta immunitaria dell'organismo.

vedi: HIV e' uno pseudovirus + L'Aids e' realmente causato da un virus ? +
HIV Virus inventato ? + Bibliografia su Aids + La dott.essa Papadopoulos e l'aids + l'aids e' stato inventato in USA ? + I Postulati di Koch + L'altra storia dell'Aids + PDF di Luc Montagnier su AIDS ed HIV... + PDF di Gallo e lo HIV...

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Il  premio  Nobel  per lo HIV-AIDS  Luc Montagnier ha rilasciato recentemente dichiarazioni  clamorose:

11-12-2008 – “Il sole24 ore” pag. 9.  “…alcuni individui  si infettano (hiv) ma non sviluppano la malattia (dell’AIDS) e mantengono spontaneamente sotto controllo la replicazione del virus. Questi individui vengono chiamati élite proprio perché il loro sistema immunitario ha trovato il sistema giusto per bloccare il virus. La nostra speranza sta nello studio di  questi  individui …”.
Questi 2 video  riportano, tra l’altro,  le testimonianze di alcune persone  sieropositive  che affermano di non aver  sviluppato  la sindrome di AIDS.
Per aver compreso che  alla base della diagnostica HIV  esiste un errore nel senso che non  è mai stato isolato alcun retrovirus quale causa sindrome Aids  (come affermato nel video “La scienza del panico” dal  prof.  Duesberg,  esperto virologo di fama mondiale al  25’ – 28’ – 45’ ca dall’inizio;  dal   prof. Ruggiero, professore biologia molecolare all’Università di Firenze –  a 10’ - 12’ – 23’ -  25’ -  65’ e  69’ dall’inizio del video, ecc.).
Per non  aver  assunto, o aver  smesso  di assumere, alcuni  farmaci quali, ad esempio, l’AZT, potentemente tossico e che molti ritengono sia stato la causa di tanti decessi.
Per aver  compreso  che fra le cause della  diagnostica di sieropositività possono esserci  fattori legati  all’assunzione di sostanze tossiche ,  ivi comprese quelle farmaceutiche,  alla malnutrizione, cattiva igiene, veleni ambientali di varia natura ma anche ai traumi psichici  o chock psico-emotivi.
Per aver compreso che sovente è lo choc derivante dalla diagnostica a scatenare la sindrome chiamata AIDS (video La scienza del panico: “la cura più  valida  è annullare la paura” – 1 ora e 13’ ca.  dall’inizio).

Ulteriori  recenti dichiarazioni  rilasciate da Luc Montagnier:
“I  fattori  psicologici sono di vitale importanza per sostenere il sistema  immunitario  e  se si elimina questo sostegno, dicendo a chi è malato che è condannato a morire, basteranno queste parole a  condannarlo” (Wikipedia).
“… test genetici possono rilevare fattori  ossidativi…lo stress ossidativo può creare una mutazione del DNA ed è sovente correlato anche allo stress psicologico … Mens sana in corpore sano .. bisogna convincere medici e politici …” (Trasmissione televisiva “Che tempo che fa” 1-2-2009).

In internet  si può vedere su Youtube “Nobel L. Montagnier. HIV can be cleare naturally house of numbers” nel  quale Montagnier  dichiara che  se si ha un buon sistema immunitario non c’è pericolo di ammalarsi di AIDS, che anche gli africani possono evitare il contagio,  che  si pensa sempre a droghe o vaccini e che succede questo per profitto [parte di queste ultime dichiarazioni sono state riportate anche sul  video “Hous  of numbers – Epidemiologia e Aids” (1h e 2’ ca dall’inizio)].
 
Le affermazioni di L. Montagnier evidenziano  che il presunto virus può diventare “mutante” allorchè si abbassano le difese immunitarie e che tali difese risentono anche delle paure psichiche.  Quindi  la diagnostica HIV diventerebbe sindrome AIDS ad opera di un virus mutante e la diagnostica di tumore diventa sindrome del cancro ad opera delle cosiddette cellule metastatiche anch’esse mutanti.  Nessuno scienziato  ha mai compreso come, ad esempio, tale virus possa mutare né come si propagano  le metastasi. 
E’, forse, più ragionevole pensare che le sindromi aids o cancro siano dovute, come  denota la parola stessa, ad altre malattie prevalentemente dovute a  traumi-chock  psichici.

Scrive il noto medico tedesco  dr. R.G. Hamer, scopritore delle cinque leggi biologiche, nel suo libro “Il cancro e tutte le cosiddette malattie” (2004) pag. 225-228: “
L’aids è la più grande frottola del nostro secolo !
Dalle mie osservazioni e anche da quelle di altri studiosi dell’aids risulta precisamente che ci si può ammalare e manifestare i  (presunti) sintomi del’aids solo se la persona sa di essere hiv-positiva  o che ha  il forte timore di  esserlo”.

il  collaboratore del prof. Ruggiero, Matteo Prayer Galletti, dichiara (a 12’ ca dall’inizio  del  video ”La scienza del panico”): “esiste una correlazione tra sieropositività e vaccini antinfluenzali nel senso che si è riscontrato che alcuni soggetti hanno avuto la diagnostica di sieropositività dopo aver  fatto il vaccino anti influenzale.

Il dr. Roberto Giraldo (a 13’ ca stesso video) dichiara che è stato appurato che la sieropositività riscontrata in alcune raccoglitrici di uva  era dovuta ad una intossicazione di pesticidi usati nelle vigne.

La  giornalista scientifica Janine Roberts  (a 46’ ca stesso video) dichiara tutto il suo stupore per non aver trovato alcun documento dal quale risulta la  scoperta del retrovirus HIV.

Etienne de Harven, professore emerito di patologia e specialista in microscopia elettronica (a 80' ca stesso video), dichiara che in un centro indiano si è preferito dichiarare malati di aids persone affette invece da tubercolosi per avere più sovvenzioni  da parte del ministero della sanità.

Oltre a Duesberg,  virologo di fama mondiale, autore del libro “Aids il virus inventato", al prof. Ruggiero, al dr. Galletti, al dr. Giraldo  presenti in questo video è utile ricordare anche alcuni dei tanti altri dissidenti:
 
Stefan Lanka, genetista, virologo,biologo: accusato penalmente per aver ufficialmente dichiarato di non aver mai isolato il retrovirus HIV fu prosciolto (sentenza Tribunale di Gottigen del 24-2-97 – http://www.klein-klein-aktion.de/) perché in
Tribunale non si presentò nessun scienziato disposto a giurare di averlo isolato.

Kary Mullis, premio Nobel  1993 per la chimica;
Heinrich Kremer  - direttore fino al 1988 della clinica specializzata per tossicomani della regione di Berlino,Brema,Amburgo e Bassa Sassonia;
Alfred Hassig, professore di immunologia all’università  di Berna e direttore della banca del sangue della Croce Rossa Svizzera;
De Marchi (psicologo) e Fabio Franchi (infettivologo) autori del libro “Aids la grande truffa”;
Elio Rossi, patologo clinico e psicologo, autore del libro “Hiv e Aids: fine degli opposti estremismi”;
Heinz Sanger, professore di biologia molecolare e virologia, premio Koch nel 1978;  
Harry Rubin, professore biologia molecolare e cellulare; 
Richard Strohman, professore biologia cellulare;  
Harvey Bialy, biologo molecolare;
Roger Cunninghan, immunologo, microbiologo e direttore del centro di immunologia di Buffalo; 
Gordon Stewart, professore emerito di salute pubblica all'Università di Berna e direttore della banca del sangue della croce rossa svizzera;
Charles Thomas professore di biochimica  di Harvard;
Joseph Sonnabend, fondatore dell’America Foundation per la ricerca sull’AIDS; 
Andrei Herxheimer, professore di  pharmacologia  - Oxford;
Etienne de Harven, emerito professore di Patologia – Università di Toronto;
Bernard Forscher, Giuseppe de Micheli, Paolo Brunetti,Antonio Tagliati, Livia Ileana Duce, Guglielmo Campione, R.G.Hamer (sopracitato).

Un  giovane italiano, Daniele Mandrioli, nel 2009, presso l’Università di Bologna,  si è laureato in Medicina con 110 e lode presentando una tesi  su HIV-AIDS  che rileva gli errori, le discordanze, in sintesi la non veridicità delle  teorie  ufficiali  su questo argomento. Si può vedere parte della discussione della  sua tesi  su  Youtube.

Nel  video “House of numbers – Epidemiologia e Aids” più ricercatori dichiarano che i test per la diagnosi di sieropositività  sono inaffidabili, che la sindrome aids  è un insieme di più fattori (a 46’ ca dall’inizio del video le affermazioni di  Montagnier, Sonnabend, Duesberg,  ecc.) e, nello stesso video (a 1 h ca dall’inizio) un testimone afferma che a volte la diagnosi di tumore di Kaposi  è sufficiente per diagnosticare la sindrome aids anche senza effettuare il test.
Scrive C. Trupiano nel suo libro “Grazie dott. Hamer” (ediz.2007): “L’aids è un argomento da riscrivere.
Dovremo rimettere in discussione tutto il paradigma aids. Prendiamo ad esempio il sarcoma di Kaposi, un tumore che recentemente viene associato ai malati di aids. E’ una patologia  che ha sempre colpito più frequentemente bambini e persone anziane, ora si  ritrova connessa all’aids. In particolare colpisce gli uomini omosessuali. Ma come si spiega allora la connessione tra bambini, anziani e malati di aids? Non c’è risposta. La concomitanza tra loro risulta invece chiara se vista alla luce delle Leggi Biologiche. Il sarcoma di Kaposi è una lesione neoplastica del tessuto dermico e sottocutaneo che coinvolge anche i vasi con marcate emorragie.
Il conflitto è connesso al tessuto ectodermico e quindi è chiaro il suo contenuto e il “sentito” biologico:  “Non mi sento più accarezzato, nessuno mi tocca più” Lascio a voi intuire il legame che unisce bambini, anziani e omosessuali, reietti dalla società. Per i riscontri clinici non c’è bisogno di scomodare Hamer, basta leggere le conclusioni di ricercatori, scienziati virologi, come Peter Duesberg. Stephan Lanka, Kramer, il premio Nobel Kary Mullis insieme a molti altri che hanno messo in discussione tutta l’architettura del sistema hiv e aids.
Le divergenze tra gli scienziati continuano e si combattono su un fronte dove la legge è purtroppo legata a molti interessi in gioco. C’è un budget di 50 miliardi di dollari per l’aids”  ( vedere anche la dichiarazione del Governo Americano dell’aprile 2008 – a 40’ dall’inizio del video House of Numbers – epidemiologia e aids”).

Louis Pasteur (1822-1895), fondatore della moderna microbiologia,  verso la fine della sua vita terrena  affermò  che non sono i microbi la  causa delle malattie ma che essi si trovano su un terreno biologico già alterato da altri fattori (traumi psichici, mancanza d’igiene, veleni dell’aria, dell’acqua, della terra, alimentari, farmaceutici, armi biologiche, batteriologiche, radioattività, ecc.) come affermava  lo scienziato  suo contemporaneo Antoine Béchamp (1816-1908).
Per le stesse ragioni  i  teosofi  fondarono, incompresi,  nel  1908, la lega contro  vaccinazione e vivisezione.

Il  teosofo-antropologo Bernardino del  Boca (1919-2001) nel  1985, e quindi ancor prima che gli scienziati dissidenti  evidenziassero le loro ricerche, scrisse: “Il vuoto dei  sentimenti ha portato la gioventù ed i deboli a drogarsi.
Non sono gli omosessuali e i drogati a diffondere l’aids, bensì la vita contro Natura, il cibo troppo raffinato, la sofisticazione e l’ignoranza vestita di sicurezza che crea i ghetti, le ingiustizie, le confusioni, tutte le negatività. Gli omosessuali  e i drogati sono le prime vittime di questa società egoistica e ignorante. Queste vittime sono come i topi che nei tempi passati portavano la peste. Non erano  colpevoli i topi se la società di allora viveva nella sporcizia fisica e morale.
La peste era un castigo. l’aids è un castigo e i colpevoli sono gli egoisti che producono cibo inscatolato privo di  prana, che producono medicinali che arricchiscono le ditte farmaceutiche ma tolgono le difese naturali del corpo umano, che producono quella pubblicità che induce a ricorrere al sesso, alla violenza, alla guerra, come se queste cose negative fossero le più necessarie all’uomo”  (Rivista Età dell’Acquario n. 40/85 pag.9-10).
Nell’articolo “I nostri figli” pubblicato nella stessa rivista n. 77/92: “Giovanni  Battista  Morgagni, (1682-1771) il grande medico fondatore dell’anatomia patologica ora sa che la sua scienza è basata su errori per aver conosciuto solo la parte materiale del corpo umano, ignorando la realtà eterica ed  astrale ...
Il dr.  Lorenzo  Pignoria (1571-1631), morto di peste, ora sa com’è nato il flagello dell’aids e come guarirlo ...”.

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Scambio di mail fra il sottoscritto ed un immunologo Italiano, "specializzato" anche in AIDS....leggete che e' molto interessante, vedere in che mani siamo....

Da: segreteria@vanoli.net
Inviato: lunedì 28 marzo 2011 12.10
A: colizzi@uniroma2.it
Oggetto: Domanda importante

Ho letto un suo articolo su "il caso delle centinaia di bambini contagiati in Libia".

Gradirei sapere da Lei, se e' stato controllato-verificato, su quei bambini ed infermieri, se questi avevano avuto qualche vaccinazione ?
Siccome il vaccino della Polio contiene ancora un virus precursore dello HIV, perche' il vaccino e' prodotto su colture di rene della scimmia verde africana....e' possibile che alcuni di questi bambini vaccinati per la polio siano stati contaminati ed abbiano avuto una mutazione endogena del virus...
Potrebbe confermarmi se e' stata indagata questa ipotesi ?
Attendo sue nuove in merito

dr. Jean Paul Vanoli - Giornalista (Albo speciale) - Consulente in Scienza della Nutrizione e Medicine Naturali - Webmaster di: www.mednat.org


Risposta del dott. V. Colizzi:

----- Original Message -----
From: Vittorio Colizzi
To: 'segreteria.vanoli'
Sent: Monday, March 28, 2011 12:30 PM
Subject: R: Domanda importante

La stragrande maggioranza dei bambini libici sono vaccinati per la polio. Solo in questa coorte di Bengasi, e solo in quel periodo, furono trovati bambini con il medesimo ceppo virale, incluse infermiere 2 libiche. Abbiamo valutato, ma escluso questa possibilità che il virus sia trasmesso con vaccinazioni, inclusa la polio.
Vittorio Colizzi, MD, PhD,
Professor of Immunology, Director UNESCO Chair of Biotechnology, University of Rome Tor Vergata, Scientific Director of the International Reference Centre for AIDS (CIRCB), Yaoundé, Cameroon
Rome Office: +39-0672594237, fax: +39-0672594224, mobile: +39-3204659491
Yaoundé Office: phone/fax +237-22319011, mobile: +237-96777148
Abidjan contact: mobile+22508216037
E-mail: colizzi@bio.uniroma2.it ; vittorio.colizzi@circb-cameroun.org

Contro risposta del consulente  di questo Portale

Da: segreteria@vanoli.net]
Inviato: lunedì 28 marzo 2011 14.36
A:
Vittorio Colizzi
Oggetto: Re: Domanda importante

Chiedo scusa, ...ma nella sua risposta mi conferma che non sono state fatte indagini in tal senso.... , per di piu' e dato che in letteratura vi sono le ricerche che hanno dimostrato cio' che le avevo accennato  e cioe' contaminazioni virali (vedi SV 40 e Htlv) nel vaccino per la Polio propinato a miliardi di soggetti nel mondo, sono quindi veramente meravigliato dalle sue affermazioni cosi categoriche !
Ho persino parlato personalmente con il prof. Procopio dell'Universita' di Perugia, autore di una di quelle ricerche.
Sarebbe stato piu' serio che lei fosse stato piu' prudente nella sua risposta, anche perche' parla con un giornalista che ha studiato a fondo il problema dei vaccini da 40 anni, trovando e spiegando tutti i meccanismi biologici dei loro danni a livello fisiologico !

Visto che lei insegna Patologia generale, mi spiegherebbe cosa avviene
- nel microcircolo di un qualsiasi tessuto biologico umano od animale, prima e dopo un qualsiasi vaccino ? 
- quali sono le alterazioni delle funzioni cellulari, quali sono le alterazioni bioelettroniche del sangue, dei liquidi tissutali intra ed extracellulari (la matrice), quando vengono inserite le tossine vaccinali, che lei presumo conosca ?
- quali sono gli esami clinici che vengono effettuati prima della vaccinazione per controllare il livello del Sist. Immunitario del soggetto e successivamente dopo la vaccinazione,?
- quanti esami-test si effettuano sugli titolo degli anticorpi prima e dopo la vaccinazione di un bambino ? 
- quali ricerche-test sono stati fatti e pubblicati, fra 2 coorti di bambini MAI vaccinati che seguono la medicina naturale, ed un'altra coorte di bambini vaccinati, tutti in una stessa nazione, controllando il loro stato di salute dopo 1 mese, 3 mesi, 6 mesi, 1 anno, 3 anni, 6 anni, 10 anni 15, anni, 20 anni ?
- quali test e' possibile effettuare in ambulatorio per il controllo delle possibili lesioni vaccinali, sul soggetto vaccinato ?
attendo sue nuove, chiare e convincenti.
grazie

dr. Jean Paul Vanoli - Giornalista (Albo speciale) - Consulente in Scienza della Nutrizione e Medicine Naturali - Webmaster di:  www.mednat.org

Risposta del dott. V. Colizzi:

----- Original Message -----
From:
Vittorio Colizzi 
To: 'segreteria.vanoli'
Sent: Monday, March 28, 2011 2:16 PM
Subject: R: Domanda importante

Può consultare gli articoli scritti da me ed i miei collaboratori sull’argomento: basta cercare su google o su Medline.
Vittorio Colizzi


Contro risposta di GPaolo Vanoli

Da: segreteria.vanoli [segreteria@vanoli.net 
Inviato: lunedì 28 marzo 2011 15.39
A:
Vittorio Colizzi 
Oggetto: Re: Domanda importante

Vedo che lei e', anche in questa risposta, drastico e categorico e per nulla portato a discutere temi cosi importanti con terzi.
Mi dia cortesemente almeno i "titoli" delle sue pubblicazioni e/o di quelle dei suoi collaboratori, ovviamente  inerenti alle mie domande, altrimenti e' come se non avesse saputo o voluto rispondere ai miei quesiti, .....cosi come fece Luc Montagnier quando lo incontrai a Milano 2 anni fa', egli si mostro' in prima istanza molto interessato alle mie domande verbali sui vaccini, ma poi quando si tratto' di inviarmi le sue risposte alle mie domande formulate per iscritto...si defilo' e scomparve nel nulla....non rispondendo piu' a nessuna richiesta....nei fatti ha fatto una figuraccia ....come tutti coloro che alle domande non rispondono.
Per cui attendo da lei, caro professore, una risposta esaustiva.
Grazie

dr. Jean Paul Vanoli - Giornalista (Albo speciale) - Consulente in Scienza della Nutrizione e Medicine Naturali - Webmaster di: 
www.mednat.org

Risposta del dott. V. Colizzi:

Da: Vittorio Colizzi [mailto:colizzi@bio.uniroma2.it ]
Inviato: lunedì 28 marzo 2011 17.35
A: 'segreteria.vanoli'
Oggetto: R:Domanda importante

 I dati di Bengasi sono stati discussi per quasi dieci anni. Ho impiegato molti mesi a Bengasi, e poi in Italia per fare le sequenze dei virus. Ho pubblicato i dati sulla migliore rivista scientifica mondiale “Nature” (de Oliveira T, Pybus OG, Rambaut A, Salemi M, Cassol S, Ciccozzi M, Rezza G, Gattinara GC, D'Arrigo R, Amicosante M, Perrin L, Colizzi V, Perno CF; Benghazi Study Group.Molecular epidemiology: HIV-1 and HCV sequences from Libyan outbreak.Nature. 2006 Dec 14;444(7121):836-7), ho collaborato con i migliori centri internazionali (Ahuja SK, Aiuti F, Berkhout B, Biberfeld P, Burton DR, Colizzi V, Deeks SG, Desrosiers RC, Dierich MP, Doms RW, Emerman M, Gallo RC, Girard M, Greene WC, Hoxie JA, Hunter E, Klein G, Korber B, Kuritzkes DR, Lederman MM, Malim MH, Marx PA, McCune JM, McMichael A, Miller C, Miller V, Montagnier L, Montefiori DC, Moore JP, Nixon DF, Overbaugh J, Pauza CD, Richman DD, Saag MS, Sattentau Q, Schooley RT, Shattock R, Shaw GM, Stevenson M, Trkola A, Wainberg MA, Weiss RA, Wolinsky S, Zack JA. A plea for justice for jailed medical workers. Science. 2006 Nov 10;314(5801):924-5), passo il mio tempo in Africa Occidentale (Costa d’Avorio, Niger, Burkina Faso) e Africa Centrale (Camerun) identificando le vie che il virus percorre per raggiungere la Libia e quindi l’Italia (J. Epidemiol, allegato perché il lavoro non è ancora disponibile). Il mio problema è il tempo, che purtroppo non ho.

Le accludo alcuni lavori. Se ha la pazienza di leggerli e ha bisogno di qualche domanda specifica sono disponibile.
Altri lavori
188. Colizzi V, de Oliveira T, Roberts RJ. Libya should stop denying scientific evidence on HIV. Nature. 2007 Aug 30;448(7157):992.

Vittorio Colizzi

Contro risposta di GPaolo Vanoli:

----- Original Message -----

From:
Vittorio Colizzi
To: 'segreteria.vanoli'
Sent: Tuesday, March 29, 2011 9:57 AM
Subject: I: Domanda importante

Ho finalmente avuto il tempo necessario per leggermi gli studi che mi ha indicato; pero' constato che in nessuno di quegli studi si risponde ad una sola delle domande che le ho fatto.
Quindi deduco che o non vuole rispondermi oppure non sa come e cosa rispondere.

dr. Jean Paul Vanoli - Giornalista (Albo speciale) - Consulente in Scienza della Nutrizione e Medicine Naturali - Consulente di:  www.mednat.org

NON avendo ricevuto NESSUNA risposta, ho atteso del tempo quasi 2 ANNI e poi mi sono deciso a riscrivere, senza avere ancor ottenuto nessuna risposta,,,,,

----- Original Message -----
From:
info@mednat.org
To:
Vittorio Colizzi
Sent: Sunday, February 24, 2013 11:34 AM
Subject: Domande INEVASE dal 29 marzo 2011....

Questa la corrispondenza intercorsa fino al 29/marzo/2011 ho atteso fino ad ora invano e Lei non ha voluto o saputo rispondermi.

Sappia che queste mail (tutta la corrispondenza intercorsa fra di noi) verranno inserite nel web, a disposizione dei lettori, in modo che si sappia come rispondono coloro che dovrebbero tutelare e sanare i sudditi...., ai Cittadini che chiedono lumi e precisazioni,  nei fatti, non rispondono MAI

Vuole rispondere alle domande che le ho formulato, oppure si defila per incompetenza e/o incapacita', con la scusa della mancanza di tempo.... ?
...attendo sue nuove in merito, caro "professore".

dr.
Jean Paul Vanoli - Giornalista investigativo (Albo speciale), specializzato da 40 anni in Sanita' 
Consulente in Scienza della Nutrizione e Medicina Naturale - Webmaster di: 
www.mednat.org - info@mednat.org

Sono ancora in attesa di risposta a tutt'oggi....come sempre NESSUNO ha il coraggio di affrontare il problema dei vaccini...nei i singoli immunologi, ne' gli "Enti a tutela",
vedi QUI
:
./ministero_informato.htm + ../ministero_informato2.htm + Ministero informato 3.htm + Ministero informato3b + Ministero informato 3c

VERGOGNA ! della Salute dei sudditi del mondo NON interessa a Nessuno !

Gli sconvolgenti documenti ufficiali, alcuni dei quali totalmente inediti in Italia, che provano la truffa dell'Hiv-Aids.
Fatti a me ben noti, da giornalista investigativo e dati per scontati gia' nel 1983....
Frutto di 3 anni di ricerca intesa e ostacolata di un dottore italiano che, minacciato di morte, è emigrato all'estero. Facciamo girare e diffondiamo il più possibile per favore. Grazie a tutte/i.
http://www.scribd.com/doc/135713547/Hiv-La-Frode-Scientifica-Del-Secolo-documenti-Ufficiali


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AIDS e HIV ?
Le diverse patologie che definiscono la sindrome dell’AIDS - affezioni dovute a miceti patogeni a livello polmonare, delle mucose, del cervello e degli organi interni, nonché alterazioni degenerative a livello delle cellule endoteliali dei vasi sanguini e dei vasi linfatici (Sarcoma di Kaposi) - sono la conseguenza di una carenza protratta di glutatione che altera la produzione di ossidi di azoto (NO) e radicali di ossigeno gassosi negli immunociti ed in altre cellule dell’organismo. In queste condizioni, le cellule T-4 helper sono presenti prevalentemente sotto forma di cellule con citochine dal profilo Th2 che – dopo il contatto con le cellule B – producendo anticorpi, attivano la difesa contro batteri e tossine, ma in misura minore rispetto alle cellule T-4 helper con citochine dal profilo Th1 che, a loro volta, attivano cellule killer per attaccare con gas NO le cellule infette da funghi, virus e micobatteri. Ove questa condizione di commutazione Th1-Th2 persiste, la produzione di gas NO viene a cessare completamente. L’incrementato decadimento delle cellule provoca un maggiore rilascio di proteine del citoscheletro e dei mitocondri; aumenta di conseguenza la produzione di anticorpi contro queste e contro un gran numero di antigeni diversi. Quando la quantità di tali anticorpi raggiunge un determinato livello, i test degli anticorpi HIV danno il noto esito di "HIV-positività" o “sieropositività”.

Una commutazione Th1-Th2 persistente a livello di citochine delle cellule T-4 helper è il risultato:
- di una sensibilità redox fortemente accresciuta di natura genetica o non genetica, sempre più frequente in seguito alla diffusione (dopo il 1945) dei moderni vaccini ed antibiotici che esercitano un’azione intracellulare. Se associata al contatto con le contaminazioni tossiche normali nella nostra epoca (ambiente, alimentazione e farmaci), conduce ad una rapida e persistente controregolazione del tipo II (commutazione Th1-Th2) e compromette la sintesi del glutatione e di altri enzimi antiossidanti (carenze di tioli).
- di un contatto ripetuto con antigeni dovuto a lesioni ripetute ed interventi chirurgici, alle infezioni croniche (ad es. epatite B) e all’assunzione di acqua contaminata, alla penetrazione ripetuta di proteine estranee nel circolo del sangue (causata dalle proteine coagulanti nei preparati ematici e dallo sperma nei rapporti anali non protetti), al contatto con sostanze tossiche negli alimenti (conservanti e fungicidi), alla trasmissione attraverso la pelle (colori ago nitrosativi e sostanze usate nella lavorazione dei prodotti tessili) e al contatto con i metalli pesanti (p. es. mercurio, alluminio e formaldeide nei substrati dei vaccini e nell’amalgama delle otturazioni). Queste cause conducono ad un’attivazione persistente dell’attività immunitaria cellulare con una produzione eccessiva di gas NO. Ne consegue l’inibizione delle citochine del tipo Th1 (per impedire la distruzione del tessuto proprio) e, attraverso un consumo maggiorato di tioli, ad un’alterazione permanente dello stato redox nella cellula con conseguente controregolazione persistente verso le citochine del tipo 2 e quindi all’aumento della produzione di cellule helper Th2 che stimolano le cellule B ad una produzione maggiorata di anticorpi.
- dell’assunzione di nitriti tramite inalazione („poppers"), di acque e alimenti contaminati da nitriti (soprattutto nei paesi in via di sviluppo). I nitriti bloccano la sintesi delle citochine del tipo 1 e la maturazione delle cellule helper T-4. Come l’Azatioprina, gli antibiotici, i chemioterapici e i fungicidi essi conducono ad una commutazione Th1-Th2 prolungata e quindi a rigonfiamenti e cambiamenti degenerativi nell’endotelio dei vasi sanguini e dei vasi linfatici (Sarcoma di Kaposi) e in altri tessuti.
- di un deficit di molecole di glutatione, frutto di una ridotta capacità di sintesi del glutatione nel fegato a causa dei chemioantibiotici, dell’epatite cronica, del forte consumo di alcool e dell’assunzione di sostanze fortemente ossidanti, associato ad un deficit di composti proteici tiolici (cisteina) assunti per via alimentare. Una carenza protratta di glutatione fa sì che, nel trasporto attraverso la cellula, l’ossigeno non possa più essere gradualmente ridotto, altera la produzione di energia nelle cellule tramite i mitocondri e provoca l’autodistruzione tramite l’NO delle cellule killer quando attaccano cellule infette da funghi, virus e micobatteri.
Una carenza protratta di glutatione favorisce la diffusione di funghi (ad es. Candida Albicans) a livello intestinale e nelle mucose con conseguente rilascio di metaboliti tossici (acetaldeide) che, a livello epatico, compromettono la produzione di glutatione, mentre i metabolici stessi possono essere metabolizzati solamente con il glutatione e l’acido glucoronico.
La carenza persistente di glutatione nelle cellule che presentano antigeni infine fa sì che le cellule helper T-4 vengano prodotte prevalentemente nella forma di cellule Th2, in grado cioè di attivare le cellule B per la produzione di anticorpi contro batteri e tossine, ma non nella forma di cellule Th1 preposte all’attivazione di cellule killer che, tramite il gas NO, attaccano le cellule infette da funghi, virus e micobatteri.
- dei chemioantibiotici (sulfonamidici e trimetoprim, come il Bactrim e Septrim), insetticidi (p. es. il Lindan nelle pomate contro le piattole), dei chemioterapici e nucleosidi analogici (come l’AZT, Nevirapine). Questi bloccano la formazione e il rilascio di acidi folici e purine, necessari per la costruzione del DNA nei mitocondri. Essi bloccano gli enzimi contenenti ferro e rame, necessari per la respirazione cellulare, chiudono la membrana mitocondriale bloccando così la produzione di energia e l’attività antiossidante. I mitocondri - organelli unicellulari presenti nelle cellule umane - utilizzano l’ossigeno e gli elettroni ricchi di energia provenienti dagli alimenti per la sintesi della molecola vettore dell’energia metabolica ATP (Adenosintrifosfato), necessaria per tutte le funzioni del corpo. I mitocondri sono inoltre di fondamentale importanza per il sistema redox, la disintossicazione (anche dei radicali di ossigeno) e per il sistema immunitario. I chemioantibiotici bloccano inoltre l’enzima diidrofolato riduttasi, necessario per la produzione del tetraidrofolato, a sua volta necessario per la produzione della cisteina e del glutatione a livello epatico, e per la produzione della tetraidrobiopterina (TH IV) necessaria per la produzione del gas NO con cui le cellule killer attaccano le cellule infette da funghi, virus e micobatteri.

Le conseguenze del trattamento antiretrovirale ed antibiotico
Allo stato attuale, nessuno è mai riuscito ad isolare, fotografare o caratterizzare per via biochimica come trasmettibili e riproducibili secondo i criteri di Koch, i cosiddetti retrovirus HIV, ritenuti responsabili di più di 30 patologie che definiscono l’AIDS. Con l’AIDS si trasmettono solamente virus, batteri e funghi noti, in grado di propagarsi solo nelle persone con uno squilibrio prolungato del sistema immunitario. Per ipotizzare la presenza dei cosiddetti retrovirus HIV, nel 1984 Gallo e Montagnier coltivarono i linfociti helper di malati di AIDS con leucociti leucemici e cellule embrionali presentanti un’azione fortemente incrementata della trascrizione inversa, attivando la coltura con l’aggiunta di idrocortisone, un ormone dello stress.
La presenza incrementata della trascrizione inversa in queste colture cellulari veniva poi interpretata come la prova dell’esistenza di un nuovo virus. Nei test HIV sviluppati in seguito, un aumento degli anticorpi contro cellule leucemiche, associato a diverse reazioni immunitarie, dà perciò l’esito di “HIV-positività” o “sieropositività” quando raggiunge un determinato valore stabilito empiricamente.

I nucleosidi analogici (aciclovir, nevirapine, DDI, ecc.) compromettono nel giro di pochissimo tempo e in misura determinante la maturazione di tutti gli immunociti nel midollo osseo: delle cellule B, delle cellule T che successivamente vengono prodotte nel timo, delle cellule dendritiche che presentano gli antigeni e dei macrofagi. Il danneggiamento del processo di maturazione dei nuovi linfociti B ha come conseguenza la forte diminuzione del loro numero e della loro attività, e l’indebolimento della difesa contro i batteri da parte degli anticorpi, che in questo modo si possono propagare senza ostacoli nelle cellule.
Quando le cellule helper T-4 sono in circolo, nel tessuto linfatico incontrano un numero molto minore di cellule B in grado di attivarle. Le cellule helper T-4 con le citochine dal profilo Th2 circolano per 24 ore nel plasma e nel tessuto linfatico senza avere alcuna funzione. Ciò conduce ad un aumento delle cellule helper T-4 misurabili nel plasma.

I nucleosidi analogici e gli inibitori della proteasi riducono fortemente il livello dei tioli e, nei sieropositivi, acutizzano ulteriormente la carenza di glutatione. La carenza di glutatione nelle cellule che presentano antigeni fa sì che le cellule helper T-4 siano presenti soprattutto con citochine dal profilo Th2 che promuovono la produzione di anticorpi, e meno con il profilo Th1, che attivano la difesa contro funghi, virus e micobatteri tramite le cellule killer. Gli inibitori della proteasi sintetici inibiscono la produzione delle proteine per i nucleotidi, utilizzati per la costruzione di nuove cellule in tutti gli organi. Perciò, chi assume queste sostanze, è a rischio di diabete, spostamento degli acidi grassi dalle estremità, metabolismo diabetico, retiniti, formazione di calcoli renali (calcolosi) ed insufficienza epatica.

I chemioantibiotici (Bactrim, Septrin, TMPSMX, ecc.) che bloccano la sintesi degli acidi folici, delle purine e dell’enzima DHFR, compromettono la produzione di glutatione nel fegato, la produzione di NO e il trasporto dell’ossigeno nelle cellule. In questo modo generano un blocco persistente di tutta l’attività immunitaria cellulare e, attraverso una commutazione Th1-Th2 permanente, generano un’immunodeficienza funzionale permanente. Inibendo la respirazione cellulare generano affezioni croniche da miceti patogeni (PCP, Candida Albicans, ecc.) a livello di mucose, nell’intestino (diarrea cronica) e della pelle. La somministrazione prolungata di chemioantibiotici comporta anche l’inibizione del tetraidrofolato necessario per la produzione dell’uracile, e quindi all’inibizione dell’interleuchina 2, il fattore di crescita delle cellule T. Inibendo l’acido folico biologicamente attivo, i chemioantibiotici inibiscono anche la trasformazione della base RNA uracile nella base DNA timina e quindi la riparazione del DNA tramite la trascrizione inversa. L’alterazione del genoma nei batteri che questi scambiano fra di loro tramite plasmidi, conduce inoltre ad una resistenza progressiva agli antibiotici.

I nucleosidi analogici (come AZT, DDI, DDC, ecc.), bloccando la produzione di DNA, riducono per un periodo limitato le infezioni batteriche, fungine e la formazione di particelle non meglio caratterizzate di sostanza messaggera (RNA) ritenute particelle del virus HI. Ma i nucleosidi analogici vengono fosforilati solo in ragione dell’1% e praticamente non innestate nel nucleo, dove si presume che fungano da terminatori DNA per l’inibizione dei virus HI. I nucleosidi analogici e gli inibitori di proteasi e i inibitori di fusione conducono inoltre ad un’alterazione della biosintesi di proteine ed enzimi e, alterando la produzione dell’acido nucleico, al danneggiamento sia del DNA del nucleo che di quello mitocondriale. In questo modo, prima o poi, danno luogo a danni gravi a livello del cervello, dei muscoli (infarto e paralisi) e degli organi interni.

In queste condizioni le cellule passano sempre più a un metabolismo fermentativo anaerobico che causa un eccesso di acido lattico nell’organismo o al wasting (cachessia), in cui le cellule attingono le sostanze necessarie direttamente dalle proteine dei muscoli, e conducono alla formazione di cellule neoplastiche. In presenza di un’alterazione persistente dei mitocondri a causa della carenza di glutatione e di danni al DNA, questi dissolvono la loro simbiosi con il nucleo della cellula (fenomeno di Warburg); in questo caso nel nucleo della cellula vengono attivate sequenze di DNA primordiali e il DNA nel nucleo garantisce la propria sopravvivenza con la trascrizione inversa (trasferimento della sostanza messaggero RNA nel DNA). In questo modo aumenta la quantità di RNA misurabile nel plasma (il cosiddetto aumento della carica virale).

Per riparare i danni al DNA sempre più frequenti con le terapie combinate (HAART), il consumo di RNA aumenta sensibilmente, per cui il numero di frammenti di cellule che, con il test PCR (reazione a catena della polimerasi) viene misurata come carica virale HIV, diminuisce. L’alterazione della sintesi degli acidi nucleici prodotta dalle terapie combinate produce un’alterazione delle sequenze di codifica del DNA del nucleo e mitocondriale, compromettendo ulteriormente la riparazione del DNA tramite la trascrizione inversa. L’esaurimento degli enzimi di riparazione, infine, fa sì che i prodotti della trascrizione inversa non possano più essere integrati nel DNA (nuovo aumento della cosiddetta carica virale e definiva “resistenza contro le terapie combinate”).

Elementi di terapia a sostegno del sistema immunitario
- La somministrazione di glutatione ridotto (400-600 mg/dì) in capsule resistenti ai succhi gastrici (S-acetil-L-glutatione in combinazione con Ginko bilobae o antociani), permette di risolvere un’insufficienza protratta di glutatione. (Marien Apotheke, Tel: 0049 (0) 6838 86140). All’inizio della terapia di ripristino e in presenza di una cachessia, somministrare fino a 5 grammi di glutatione al dì per via endovenosa o parenterale. In presenza di problema intestinali, il glutatione può essere somministrato anche sotto forma di spray.
- L’apporto di composti proteici di zolfo (N-acetil-cisteina 3-8 g/dì) – anche sotto forma di ricotta e prodotti latteo-caesari – e di acido folico (5 - 30 mg/dì) consente di ripristinare il livello di glutatione. Gli acidi grassi polinsaturi contenuti nell’olio di canapa, di lino, di cardo e di anice stellata (5-6 cucchiai/dì) migliorano l’assorbimento di ossigeno delle cellule e la protezione cellulare.
- La somministrazione di glutamina (40 g/dì) e di L-arginina (20-30 g/dì) può supportare la produzione di glutatione e la sintesi di NO a livello epatico, entrambi decisiviper la modulazione della risposta immunitaria delle cellule T-4 e per la remissione dei tumori.
- Il coenzima Q10 (100 – 200 mg/dì) e l’antiossidante microidrina (Active-H) favoriscono il trasporto degli elettroni nella catena di respirazione a livello mitocondriale. L’acido folico (5-20mg/dì), l’acido alfalipoico (300-600 mg/dì), la vitamina B1 (150-300 mg/dì), B6 e B12 e la somministrazione di basse dosi di cromo (100-300 mg/dì), selenio (250 mg) e zinco (10 mg/dì) possono supportare l’attività mitocondriale e la riparazione dei danni al DNA mitocondriale.
- I parassiti (p. es. vermi) compromettono la sintesi dello NO.
Un attacco contro questi con il gas NO distruggerebbe il proprio tessuto. Le foglie di papaia in capsule o in infuso sono efficaci contro parassiti intestinali. I tiocianati contenuti nelle cipolle, nei broccoli, nel cavolo cappuccio e in altre brassicacee, e nell’aglio (possibilmente sotto forma di succo s prem uto fresco) attivano i sistemi di disintossicazione.
L’acido glucoronico (nella bevanda fermentata Kombucha, ricavata da un fungo fatto macerare con tè verde o infusi di erbe) favorisce l’eliminazione delle sostanze tossiche a livello epatico. L’attività epatica può inoltre essere stimolata con epatoprotettori vegetali (p. es. artiglio del diavolo (fiteuma), cardo mariano (Silybum marianum) e Liv. 52).
- I polifenoli nella curcumina (4 x 500mg al giorno) (holisticmed@datacomm.ch) , nel tè verde, nel Ginko biloba, nel PADMA 28 (sergio@cosvalitaly.it), e nel Artemisia (www. nusag.com) supportano il ripristino dell’equilibrio dell’ambiente redox e legano i composti metabolici tossici dell’ossigeno. La contemporanea somministrazione di dosi elevate di diversi polifenoli quali la vitamina C, E oppure beta-carotene può essere controproducente: in presenza di metalloidi quali ferro (Fe) o rame (Ku), hanno un effetto proossidativo e acuiscono perciò la carenza tiolica.
- La L-carnitina serve per l’introduzione degli acidi grassi macromolecolari (trigliceridi) nei mitocondri. Una carenza di L-carnitina provoca l’aumento della produzione energetica tramite fermentazione (glicolisi). La somministrazione di 6 grammi di L-carnitina per 14 giorni permette di compensare le carenze di carnitina spesso associate ai malati di AIDS.
- I polianioni (condroitina solfato, cartilagine di squalo, estratto di mollusco perna canaliculus oppure alghe marine (agar, kelp ecc.) consentono di proteggere la matrice carica negativamente che esercita un ruolo importante nel sistema immunitario. In funzione di inibitori di proteasi naturali che attivano le antiproteasi specifiche del corpo e legano i cationi che attaccano gli involucri cellulari, i polianioni consentono di frenare i processi flogistici cronici che favoriscono la necrosi delle cellule e un’attivazione eccessiva dei macrofagi.
- Le microalghe (p. es. alghe chlorella - 3-4 g/dì) e gli acidi grassi Omega-3 e Omega-6 ricavati da olio di lino, di canapa, di enotera e di pesce (3 cucchiai al dì) in quanto modulatori della prostaglandina possono stimolare l’immunità cellulare. In casi particolarmente gravi, le infezioni opportunistiche possono essere trattate con gli inibitori selettivi della ciclossigenasi-2 e con gammaglobuline.
- L’equilibrio fra immunità cellulare ed anticorpi (profili delle citochine Th1 e Th2) è modulato dall’asse dello stress ormonale fra ipotalamo, ipofisi e surrenali. L’ormone dello stress cortisolo, rilasciato a livello di surrenali, attiva l’immunità basata sugli anticorpi. Il suo pendant ormonale, il DHEA, presente ovunque nell’organismo, supporta l’immunità cellulare. La somministrazione di DHEA-S in presenza di uno stress psichico persistente permette di correggere uno squilibrio durevole dell’asse dello stresso in direzione del cortisolo. L’uso di ormoni steroide per la formazione degli muscoli cause una soppressione continuante alla immunità.
- I mitocondri controllano il metabolismo cellulare nonché la trasformazione e ritrasformazione delle cellule. Gli enzimi nei mitocondri sono controllati da ioni, a loro volta modulati da più di 300 diversi sali minerali presenti nell’organismo. Un approvvigionamento sufficiente è possibile con miscele basiche di sali minerali (p. es. nel sedimento di coralli, Sancorall Tel. 0049 2171 560 75).
- La Candida Albicans può essere combattuta efficacemente con capsule resistenti ai succhi gastrici di acido caprilico (Mycopril Biocare, in Germania: Runge Pharma), ricavato dalla noce di cocco, con biotina (vitamina H), con aloe vera e sostanze probiotiche (Bevanda di pane Kanne, acidi lattici destrogiri, Vitabiosa, EM, Mankoso), con i batteri bifidus e acidofilus e con artemisia annua. Perché la terapia abbia successo è necessario seguire una dieta completamente senza zucchero e bevande addolcite, miele, farina bianca, prodotti a base di latte acido, panna, tuorlo fresco, frutta secca, funghi, prodotti fermentati (vino, tè nero, salse di soia, dato), prodotti affumicati, sotto olio e sott’aceto o contenenti malto, che dovranno essere sostituiti da un’alimentazione povera di grassi, ma ricca di basi con carboidrati integrali (patate, fiocchi integrali, pane e pasta integrali, riso integrale, joghurt biologico fresco, noci fresche, succhi di frutta freschi, frutta, verdura, insalate, olio d’oliva, aglio, pesce e carne biologica fresca, nonché tè verde e infusi di erbe. L’equilibrio acidi-basi può essere migliorato con la somministrazione di miscele di basi e la digestione in generale con enzimi (Wobenzym). La N-acetil-glucosamina, la crusca di riso, la L-glutamina e FOS (Fructooligosaccharidi) favoriscono il ripristino della mucosa intestinale.
- Le malattie fungine e infezioni interne, sulla pelle e in bocca possono essere trattate con estratti di pompelmo (gocce) e con le emulsioni ricavate da questi, efficaci contro un gran numero di funghi, virus e batteri gram-positivi e gram-negativi. Esternamente sono efficaci anche le creme con veleni di serpenti o zolfo, nonché l’olio di melaleuca o l’acidophilus.
- Con una riduzione mirata dello stress (training autogeno, stretching e massaggi), l’uso di sonniferi naturali (melatonina) e la rinuncia al consumo frequente di droghe per migliorare le prestazioni fisiche e psichiche (zucchero, caffè, alcool, nicotina, hashish, anfetamine, extasy, ecc., cocaina, eroina e poppers), che producono un rilascio maggiore di ormoni dello stress.
- Le reazioni flogistiche ed infezioni (epatiti e malattie veneree) ripetute possono essere evitate riducendo al minimo le ferite, curando accuratamente le ferite ed utilizzando il preservativo per i rapporti anali. Rinunciando all’inalazione di nitriti (poppers) si evita l’ingrossamento dei linfonodi che potrebbe dare luogo ad alterazioni del tessuto e a patologie fungine.
- Riducendo l’infusione di proteine coagulanti con emoderivati.

... nei sieropositivi e nei pazienti affetti da AIDS è possibile ripristinare l’endosimbiosi cellulare e una risposta immunitaria flessibile. Nella somministrazione limitata nel tempo di antibiotici è assolutamente necessario proseguire con questa terapia di base. Una mistura individuale degli sostanze necessari sulla base di Guar po’ essere composito dopo un test di sangue (www.unisan.de, www.iabc.ch).
Il successo di questa terapia supportante il sistema immunitario che deve essere adattata al quadro clinico individuale può essere monitorato misurando gli oligoelementi, il profilo degli ormoni dello stress, il rapporto fra cellule T-4/T-8, l’attivazione dei macrofagi (test della neopterina), il livello di ferritina nel siero, il livello di glutatione nel plasma e nelle cellule helper T-4 e con il test dell’anergia cutanea (test DTH, reazione della pelle agli antigeni).
Studiengruppe AIDS-Therapie c/o F. de Fries, Eglistr. 7, CH 8004 Zürich


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Medical Hypothesis (1996) 46: 388-392
Can we find a solution to the HIV-AIDS controversy ? - Is AIDS the consequence of continuous excessive stressing of the body ? By A. HASSIG, LIANG WEN-XI AND K. STAMPFLI

The assumption proposed by Gallo in 1984, that the cause of AIDS is infection with HIV viruses was founded on the correlation between the detection of antibodies to these viruses and the onset of AIDS. This view became generally accepted, and today it is still the foundation stone of HIV-virus related measures for the prevention and treatment of AIDS. Duesberg vehemently opposed this opinion. However, although his reasoning was in many respects justified, it was unanimously rejected by AIDS researchers with an interest in virology.[1, 2]
The time for re-evaluation has come, now that methods are available for the direct detection of HIV viruses and for the detection of cellular anti-HIV immune reactions.
In this regard, the work of Bentwich and Jehuda-Cohen of Israel deserves special attention.[3-6] They developed a polyclonal B-cell activation test with which they were able to demonstrate that HIV infections are common among anti-HIV-antibody-negative high-risk individuals. The disease is brought under control by cellular immune reactions and the anti-HIV antibody test remains negative. They also demonstrated that individuals with a positive anti-HIV antibody reaction as a rule showed a pre-existing activation of their immune system at the time of infection. By contrast, the majority of people whose immune system was healthy and normal at the time of infection with HIV showed only a cellular immune reaction by which the HIV viruses had been brought under control and probably partially eliminated from the body.
Strong support for this work came with the reports of Mosmann and Coffman concerning functionally opposing cytokine profiles of CD4 helper lymphocytes.[7] They demonstrated that two groups of cells could be identified among the CD4 helper cells; these they designated Th-1 ancl Th-2 cells. The Th-1 cells secrete preferentially IL-2, IL-12 and IFN-d, which stimulate the cellular immune reactions. The Th-2 cells produce primarily IL-4, IL-6 and IL-10, by which they stimulate the humoral immune reactions. Clerici and Shearer established that displacing the lymphokine profile Th-1 to the Th-2 profile is of crucial importance for the course of HIV infection.[8] Thus, numerous high-risk individuals who are anti-HIV antibody negative show a strong immune reaction of the Th-1 type to HIV antigens. Moreover, these authors have recently reported that the lymphokine profiles Th-l and Th-2 are linked by hormonal equilibrium states between cortisol and dehydroepiandrosterone (DHEA).[9]: cortisol assists the formation of Th-2 cytokines, while DHEA promotes the formation of Th-1 cytokines. Important supporting evidence for the influence of the lymphocytic cytokine profile on the course of HIV infection, which was studied by Clerici and Shearer was brought to light in the investigations of "murine acquired immunodeficiency syndrome" (MAIDS), which is caused by defective mouseleukaemia viruses. IL 4-deficient mice survived infection with this virus, while IL-4 producers succumbed to the disease.[10]
What is the relationship between the lymphocytic cytokine profiles Th-1 and Th-2 and acquired immunodeficiency states in stress reactions?
As we said in our review of AIDS prevention in HIV carriers, an acquired immunodeficiency state is a component of all stress reactions.[11] The concept of stress first described by Selye in 1936 essentially states that the body presents a standard response to the numerous somatic and psychic stresses [12], in which activation of the neuroendocrine stress axis hypothalamus-pituitary-adrenals plays a central role. The increased release of catecholamines and glucocorticoids from the adrenals centralises the metabolism on the supply of rapidly available energy sources, in particular glucose. T
he glucocorticoids limit the inflammatory reactions and in so doing raise the susceptibility to infection. They reduce the number of lymphocytes and eosinophils and the thymus weight, and are at the centre of suppression of the specific Iymphoplasma-cell immune reactions.
The problem of stress-related irnmunosuppression and its effect on latent viral infections was for more than a decade the area of research of Kiecolt-Glaser and Glaser.[13, 14] In extensive investigations they showed that psychic stress reactions raise the titre of humoral antibodies to viruses such as EBV, CMV and HSV-l, simultaneously attenuating the cellular immune reactions, which are measured in cytotoxic T-cell reactions to these viruses. They explained their findings in terms of the release of latent viruses by the attenuation of cellular defence mechanisms and the secondary stimulation of the formation of humoral antibodies. This interpretation is supported by the observation that the titre of anti-poliomyelitis antibodies is unchanged during stress reactions. Unlike the three herpes viruses mentioned above, poliomyelitis viruses are completely eliminated by the immune reaction after spreading through the body. During their investigations, the authors also observed that the balance between the cyclic nucleotides AMP and GMP, which play a central role in the regulation of lymphocytic metabolic functions, can also be ascribed to the general stress process.[15] The rise in cAMP, which is characteristic for the suppression of all specific cellular immune reactions, is linked to a reduction in cGMP and is concomitant with the decline in cellular immune reactions and the increase in humoral immune reactions.
From what has been said so far it might be supposed that HIV infection can be brought under control by cellular immune reactions in individuals with full immunocompetence, some of the viruses being eliminated and some remaining dormant within the body.
On the immunosuppressant behaviour of high-risk groups: homosexual males, drug addicts of both sexes, haemophiliacs and recipients of blood transfusions
Bentwich and Wainberg [5] have many times since 1985 pointed out that homosexual males not infected with HIV often exhibit marked activation of their immune system. The interferon system [3, 16], the subpopulations of peripheral lymphocytes [3], the elevated cell-bound cytotoxicity [17], and the formation of serum autoantibodies are involved here.[18]
Of special note was the finding that the reactivation of an Epstein-Barr viral infection prior to infection with HIV correlated significantly with the appearance of anti-HIV antibodies.[19] The concentration of transforming growth factor in the seminal fluid is relevant in this context. This is an immunosuppressant protein whose function it is to protect the sperm in the vagina from immunological attack by the woman's body. 
During anal intercourse, it is evidently capable of weakening the immune system of the passive partner.[20]
The immunosuppressant action of opiates has been most widely researched. In studies in mice, chronic administration of morphine causes severe involution of the thymus, characterised by increased apoptosis, primarily of CD4+ / CD8+ thymocytes. The reason for this is probably that morphine increases the formation of corticotropin in the hypothalamus, thereby increasing the formation of ACTH in the pituitary and cortisol in the adrenal cortex.[21, 22] It can thus be assumed that hypercortisolism plays an important role in opiate-induced immunosuppression. To date there have been few investigations of the immunosuppressant effect of cocaine. 
With regard to its effect on AIDS, let us here refer simply to the animal studies of Lopez and Watson, who showed that in murine AIDS (MAIDS) cocaine dramatically increases the damaging effect of the retroviral infection on the lymphoreticular tissue of the intestinal mucosa.[23]
The question concerning the extent to which immunosuppression in haemophiliacs is correlated with the anti-HIV-antibody status has been researched in detail. The studies of Madhok [24] are of most significance in this regard.
The first point to mention regarding this problem is that about half of haemophiliacs produced no anti-HIV antibodies in response to the repeated administration of HIV-contaminated "largepool" coagulation products during the period 1981-1986.[25] To date, no investigations have yet been performed to ascertain whether this patient group has neutralised the HIV viruses by exclusively cellular immune reactions, and then partially eliminated them. However, it is certain that the "large-pool" factor-VIII products in use at that time inhibited the formation of IL-2, thereby weakening the cellular immune reactions.[26] Moreover, at a time when HIV infection was still unknown among haemophiliacs, numerous patients died of acquired immunodeficiency diseases.[27] It must also be considered that, as a consequence of the administration of "large-pool" products manufactured from a large number of pooled plasmapheretic donations from paid donors, the large majority of haemophiliacs used to suffer from chronic hepatitis, which may be regarded as a supplementary immununosuppressant risk. Neither should one underestimate the iron overload as a result of bleeding into the joints and the blood transfusions this necessitated. Haemophiliac immunodeficiency is characterised to particularly good effect by the following two observations. Bedall et al. made the observation that anti-HIV negative haemophiliac adolescents exposed to patients with open tuberculosis developed tbc just as frequently as did children receiving chemotherapy for the treatment of solid tumours.[28] Counter to expectations, in a well-studied group of Dutch haemophiliacs Rosendaal et al. observed a 2.5 times higher mortality rate from cancer.[29] The question currently under debate is whether the genetically engineered factor-VIII products, which evidently do not stress patient's immune system, are suitable substitutes for products manufactured from human plasma.[30]
Pathogenetic mechanisms of acquired immunodeficiency states
The Th-l/Th-2 imbalance of the cytokines of CD4 lymphocytes, which has an immunosuppressant effect, and the displacement of the ratio of the cyclic lymphocytic nucleotides cAMP/cGMP are at least in part attributable to hypercortisolism within the context of stress reactions. This is due to the increased formation of corticotropin in the hypothalamus and the resulting activation of the formation of ACTH in the pituitary and cortisol in the adrenal cortex. In association with sympatheticotonic activation of the autonomic nervous system, which occurs in parallel, this is the standard physiological reaction to all inflamrnatory, toxic, psychic and nutritive stress states. In persistent subclinical stress states there is continuous slight activation of macrophages, with increased formation of monokines and oxygen radicals. This state has a broad tolerance threshold, and can be compensated in the long term. It is manifested as a moderately increased susceptibility to infections and certain degenerative diseases. According to Bentwich and Wainberg, this group includes the many anti-HIV antibody-positive individuals in Africa, Asia and Latin America in whom endemic infections associated with HIV infections favour the humoral immune reaction and weaken the cellular immune reaction.[5, 6] Thus, according to WHO statistics of 1 July 1994, the number of notified AIDS cases in south-east Asia between 1979 and the end of June 1994, which amount to a total of 6739, has so far not risen above the 0.5% threshold of the estimated 2.5 million anti-HIV antibody-positive carriers of the virus.
This group of anti-HIV antibody-positive HIV carriers contrasts with the groups within North America and Europe at high risk of contracting AIDS. In these groups, intensive and continuous stresses play a considerable part in the outbreak of disease.
As already mentioned, the persistent activation of macrophages with the release of inflammation mediators and oxygen radicals are prominent in these groups.[31] This leads to increased hypercortisolism which in the lymphoid tissue reduces its most sensitive element, the immature thymocytes, by increased apoptosis, thereby appreciably reducing the number of immunological precursor cells. 
Gradually the other populations of CD4 helper cells are affected as well, presumably also by HIV viruses, and progressive lyrnphopenia occurs, with a corresponding displacement of the CD4/CD8 ratio. 
The increasing attenuation of the cellular immune reaction finally leads to activation of the infective agents latent within the body, and thus to the large number of opportunistic inflammatory diseases characteristic of AIDS.
Summary and Conclusions:
If to conclude we now attempt to answer the question of the title "Can we find a solution to the HIV-AIDS controversy?", our present level of knowledge yields the following hypothesis:
HIV viruses are not the only cause of AIDS. Apart from proof that infection with HIV viruses has occurred, a positive result in an anti-HIV antibody test is also an indication of an HIV-independent immunosuppression state. 
This might explain why the HIV infection was not rendered symptomlessly latent by cellular immune mechanisms.
According to the definition of the Centers of Disease Control (CDC), classical AIDS is the consequence of infection with HIV in association with continuous excessive stress, such as is observed in the known high-risk groups. 
Also at the centre of the pathogenic process is hypercortisolism-determined damage to the cellular elements of the lymph system, in which insufficiency of thymus is prominent.
For this reason, in our view there are indications for shifting preventive measures more and more from the prophylaxis of infection with HIV viruses to the prophylaxis of AIDS by reducing stress factors. We believe that measures against the excessive formation of O2-radicals as a result of chronic inflammation and nutritive iron overload in the form of antioxidant food supplements will also be important.
Unfortunately, antiviral therapy in HIV-positive individuals and AIDS patients has so far yielded no decisive results in spite of intensive efforts, and it is therefore time that we researchers turn increasingly to reinforcing the defensive capabilities of the host organism. The most important question here is which mechanisms are responsible for the fact that HIV-positive individuals can survive with this retrovirus for many years, or even permanently, without contracting AIDS. *
We are grateful to the Hans Eggenberger Foundation in Zurich, which supported this research.
We would like to thank Prof. Dr. med. H. Cottier and E. Lauppi for their valuable assistance.

References
1. P. Duesberg: Infectious AIDS-Streching the Germ Theory beyond its Limits. Int. Arch. Allergy Immunol. 103, 118 (1994)
2. J. Lindenmann: Duesberg on AIDS-Stretching our Benevolence beyond its Limits; Int. Arch. Allergy Immunol. 103, 128 (1994)
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English translation of an article which was first published in the Swiss Journal of Holistic Medicine (Schweizerische Zeitschrift fur Ganzheits Medizin) Oct. 1994

Continua su: Controversia sull'aids - 2


"Il paziente malato di Aids NON muore a causa del virus dell'HIV ma per alterazioni dell'assorbimento intestinale  e quindi per ipoalimentazione  (malNutrizione), dovuta a una grave micosi." (By Dott. Gerhard Orth, Leuthkirch)
vedi: Aids its the Bacteria stupid - PDF + Aids its really caused by a virus ?

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