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GUIDA
alla SALUTE NATURALE
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L'ultima
Truffa del secolo passato....
"Tutti sono pronti a credere che la CIA menta,
che il governo menta, che l'FBI menta, che la
Casa Bianca menta. - dice il microbiologo
americano Harvey Bialy - Ma che menta l'Istituto
di Sanità no, non è possibile, la Sanità è
sacra, tutto ciò che esce dagli Istituti
Nazionali di Sanità è parola di Dio. Niente fa
differenza, nemmeno la storia di come Gallo
scoprì il virus, nemmeno il fatto che sia uno
scienziato screditato e condannato per truffa.
La strategia dell'establishment è sempre la
stessa: ignorare.
Meglio non rispondere, vuoi vedere che ci si
accorge che c'è qualcosa di strano ?"
Una musica che non suona del tutto nuova, e che
in questo caso arriva da un fronte ancora più
controverso di quello dell'undici settembre: la
medicina moderna - o meglio, l'industria
farmaceutica che la condiziona ormai alla radice
- stretta nella morsa letale del conflitto fra
altruismo e egoismo, fra missione umana e
interesse privato, in una spirale ormai
inarrestabile che la porta a inventarsi malattie
inesistenti pur di vendere più farmaci, mentre
non riesce stranamente a trovare nessuna cura
valida per le malattie che esistono davvero.
Quello che presentiamo è un lavoro di ricerca
particolarmente illuminante .http://tinyurl.com/ygn7vq
visionare su arcoiris.tv il filmato:
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=5508
È possibile che la pandemia di AIDS sia stata
causata da vaccini antipolio accidentalmente
contaminati con un virus delle scimmie e
utilizzati in Africa alla fine degli anni '50 ?
Ebbene purtroppo SI
!!
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La
coltivazione della Cannabis è un diritto naturale come per il basilico o
l'uva. Un diritto che ogni essere umano acquisisce al momento della
nascita, poiché il patrimonio botanico del pianeta appartiene al genere
umano. In uno stato di diritto non può esistere una legge che mette
fuorilegge una parte così ampia della popolazione.
Seminiamo
disobbedienza. - By Paolo La Marca
[Area Riduzione del Danno, Lila Nazionale]
Leggendo
le liste di associazioni, organizzazioni e singoli individui che corredano
i vari annunci relativi al movimento che reclama l'utilizzo terapeutico, e
la legalizzazione, della cannabis (cannabis sativa, non scordiamoci che in
definitiva si tratta solo di una pianta) che attraversa il nostro paese,
vi sarà sicuramente capitato di scorgere il nome della Lila. Potrebbe a
questo punto sorgere spontanea una domanda: cosa ci fa una organizzazione
non governativa, dedita alla ricerca, alla difesa dei diritti,
all'implementazione di svariate attività di prevenzione e informazione
nel campo dell'Aids, all'interno di questo movimento ? Una risposta a tale
domanda è complessa ed articolata: prima di tutto la Lila è impegnata da
anni sul fronte del rapporto fra consumo di stupefacenti e Aids,
nell'ottica della riduzione del danno. Se il rapporto fra droghe e Aids
nel caso del consumo di stupefacenti per via endovenosa è diretto
(trasmissione del virus Hiv tramite uso promiscuo di siringhe), non meno
importante è il rapporto fra il consumo di "nuove" droghe (ecstasy-like),
con il loro potere disinibente, e la prevenzione di nuove infezioni per
via sessuale.
In
questo contesto si può inserire anche il consumo di cannabinoidi che, non
dimentichiamolo, è diffuso maggiormente fra i giovani (14-25 anni di età
circa). Inoltre bisogna tenere presente che, fra le sua varie attività,
la Lila ha promosso e promuove ricerche per stabilire e misurare
l'efficacia delle terapie anti-Aids, convenzionali o alternative.
Da
questo punto di vista l'efficacia curativa e lenitiva, in una parola
terapeutica, della marijuana (cioè delle infiorescenze essiccate della
pianta femmina, non impollinata, della cannabis sativa) è ormai
dimostrata, a partire da documenti cinesi risalenti all'VIII secolo a.c.(!), fino alle più recenti ricerche cliniche attuate negli Usa, nel
Regno Unito, in Olanda, in Germania e in tanti altri paesi.
Fra
le varie applicazioni terapeutiche della cannabis ampiamente documentate
da una letteratura scientifica ormai vastissima troviamo: il trattamento
delle patologie che causano dolori cronici, il supporto e la
riabilitazione nei casi di sclerosi multipla e di paraplegie, il supporto
per coloro i quali sono sottoposti a chemioterapia contro i tumori, la
cura del glaucoma, il supporto nei casi di epilessia con la scomparsa
delle crisi convulsive, il supporto per diverse affezioni delle vie
respiratorie, l'incidenza estremamente positiva sull'appetito e sul
recupero di peso (si pensi all'anoressia, ma anche alla sindrome da
deperimento organico - wasting syndrome -causata dall'Aids), e così via.
Queste considerazioni, di natura etica ancor prima che medica, sono alla
base della decisione della Camera dei Lord di premere sul governo
britannico perché avvii un protocollo di sperimentazione terapeutica
della cannabis. Analoga situazione si sta avendo in Svizzera dove, oltre
alla sperimentazione sulle applicazioni mediche, si propone un modello di
legalizzazione simile a quello olandese.
La
grande sfida del movimento che vuole la cannabis "legale" anche
in Italia è anche questa: intervenire sull'immaginario sociale, sulle
agende politiche, sulle pratiche mediche per scardinare i pregiudizi e
affermare la libertà inalienabile di curarsi come meglio si ritiene.
Tratto da: Il Manifesto 09-APR-2001
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