La
parola AIDS o SIDA (Francais) genera oggi grandi paure in tutti coloro che non lo
conoscono.
Studiando la stessa parola AIDS, si
evince che essa è l’insieme delle iniziali di 4 parole
(acronimo) che
compongono un insieme di significati, vedi dizionario:
Sindrome,
significa : “In medicina
complesso di sintomi
che possono essere provocati dalle cause più
diverse”; Immuno, significa in medicina, referentesi al
Sistema Immunitario),
Deficienza, mancanza di
qualche cosa, insufficienza;
Acquisita (ottenuta, conquistata, acquistata, accorpata).
Ma quando o come si acquisisce ?
Nel nome stesso vi è la Verità:
l’AIDS è l’insieme di cofattori che riducono quasi a zero le
reazioni a pro della vita, del
Sistema Immunitario per la sopravvivenza
del soggetto, quindi egli tende a somatizzare qualsiasi
sintomo="malattia" fino a
morirne; non è come ci vogliono far credere per “fede” i
medici,
una malattia derivante da un
virus, lo
HIV !
La
malattia
(quindi anche l'Aids), come abbiamo già più volte affermato, sono la conseguenza
dei Conflitti Spirituali
(Errori Etici) che “scendono dal
cielo dello Spirito” (il cielo del Pensiero) nella ”terra fisiologica”
(il corpo fisico) e quando trovano il
“Terreno”
adatto - vedi:Bio
elettronica, proliferano
generando il corpo del conflitto, la
malattia. Ciò significa che ogni
Conflitto irrisolto quindi, tende a scendere nel
corpo fisico ed a fissarsi nell’organo bersaglio collegato
all’archetipo conflittuale.
Questo perche' gli errori Spirituali fanno compiere al soggetto azioni sbagliate, che
alterano SEMPRE l’autoregolazione ormonale ed il potere
acido/basico
(pH)
ossido/riducente
(rH) e quello dielettrico (rò) di
tessuti e
cellule, quindi i processi
omeostatici si alterano e anche la
Termica
corporea, producendo moria della
flora batterica intestinale
(con proliferazione abnorme della
candida),
alterazioni
enzimatiche e
nutrizionali e quindi
intossicazione di tutti i
liquidi
corporei, il Terreno.
e successivamente
infiammazione nei
tessuti colpiti generando i vari sintomi, che vengono
impropriamente chiamati
malattie !
vedi anche:
Germi sono patogeni ? (PDF in English) +
la
teoria dei Germi e' Falsa ! +
L'Aids NON e' una malattia infettiva +
L'altra
storia dell'Aids +
Hiv virus
inventato +
Le Grandi
bugie sull'HIV-Aids !
L’AIDS è generato quindi dagli errori del soggetto stesso ed è in
seguito l’insieme di numerosi sintomi fisiologici presenti, concause
concomitanti, di malattie diverse, che hanno in comune una deficienza
profonda del Sistema Immunitario, le cui cause sono state prodotte in
periodi diversi dell’esistenza e con specifici comportamenti
soppressivi della propria vita; quindi pensare che l’Aids derivi solo
da un virus, è stravolgere la verità per
fini speculativi di potere e
finanziari.
"Il paziente malato di
Aids NON muore a causa del virus
dell'HIV ma
per alterazioni dell'assorbimento intestinale
e
quindi per ipoalimentazione (malNutrizione),
dovuta a una grave
micosi." (By Dott.
Gerhard Orth, Leuthkirch)
vedi: Aids
its the Bacteria stupid - PDF +
Aids its
really caused by a virus ?
Visionare questa pagina che riassume tutto su:
La FRODE SCIENTIFICA del SECOLO:
HIV=AIDS - DOCUMENTI
GOVERNATIVI UFFICIALI
Reportage e documenti aggiornati anno 2015:
http://www.vacciniinforma.it/?p=2061
FINE della BUGIA sull'AIDS
HIV-AIDS 2014: Ricercatore
smaschera e rende pubblica la truffa dell'HIV
“Hiv” e la
farsa mondiale del 1 dicembre di ogni anno: Giornata
mondiale del virus inesistente
Gallo US, uno dei 2 “scopritori del virus HIV, l'altro e' il
francese Luc Montagier, smentisce se stesso in tribunale in
Australia…confermando tutte le affermazioni di altri
eminenti ricercatori che affermano che il virus non
crea-produce l’aids, anche perche’ non e’ stato mai
fotografato….vedi qui i documenti:
http://www.vacciniinforma.it/?p=3686
HIV e la FRODE SCIENTIFICA del NOSTRO SECOLO
- DOCUMENTI GOVERNATIVI UFFICIALI.
ESTRATTO della TESI di LAUREA in MEDICINA e CHIRURGIA del
Dott. DANIELE MANDRIOLI,
(UNIVERSITÀ degli STUDI di BOLOGNA, VOTAZIONE 110/110 E
LODE, REPERIBILE in FORMATO VIDEO su YOUTUBE)
LEGISLAZIONI NAZIONALI ed INTERNAZIONALI CHE SI
CONTRADDICONO da SOLE e INCOERENZE DIAGNOSTICHE e CLINICHE.
PER INFORMAZIONI ed APPROFONDIMENTI CONSULTARE su
WWW.YOUTUBE.COM:
Intervista al Dottor Pisani (in due parti):
-
https://www.youtube.com/watch?v=WLuyxIx2Tfk
-
https://www.youtube.com/watch?v=hCNgBJP1oXw-
-“House of Numbers Epidemiologia e Aids”
-
https://www.youtube.com/watch?v=BwgmzbnckII
-“HIV-AIDS 2014: Ricercatore smaschera e rende pubblica la
truffa dell’HIV”
-
https://www.youtube.com/watch?v=hHcm3KUcM8o
-“L’Altro lato dell’Aids”
-
https://www.youtube.com/watch?v=PBYmlXGxI94
-“The Emperor’s New Virus ?”
-
https://www.youtube.com/watch?v=PQFxratWh7E
-“La scienza del panico”
-
https://www.youtube.com/watch?v=0fu-qy4X-WI
– HIV INFORMA: Intervento Prof. Marco Ruggiero
-
https://www.youtube.com/watch?v=2VCeQyaV3Bw
- Daniele Mandrioli “DOES HIV CAUSE AIDS?”.
-
https://www.youtube.com/watch?v=kzeD8Bbu-zk
vedi: Aids
base +
E se fosse un'imbroglio ?
+
False foto del virus HIV
Il Virus
Imperatore ? - La prova scientifica che
l'HIV non è un virus.
Ecco il primo 1° video di sette 7°
(consequenziali) che trovate in Youtube.com
Gli sconvolgenti documenti
ufficiali, alcuni dei quali totalmente inediti in Italia,
che provano la truffa dell'Hiv-Aids.
Fatti a me ben noti, da giornalista investigativo e dati
per scontati gia' nel 1983....
Frutto di 3 anni di ricerca intesa e ostacolata di un
dottore italiano che, minacciato di
morte, è emigrato all'estero. Facciamo girare e
diffondiamo il più possibile per favore. Grazie a tutte/i.
http://www.scribd.com/doc/135713547/Hiv-La-Frode-Scientifica-Del-Secolo-documenti-Ufficiali
Diventano sempre più numerosi
gli scienziati che escono fuori dal coro e sostengono
che l'AIDS sia un'enorme invenzione e costituisca
semplicemente il prodotto di un indebolimento di tutte le
strutture immunitarie del corpo, dovute essenzialmente a
sostanze tossiche iniettate con i vaccini o a normali
infezioni. Alcuni esempi illustri: il Dr. Rubin,
dell'Università della California, l'epidemiologo inglese
Stewart, il dottor Gilbert, virologo Premio Nobel, il dottor
Sabin, inventore del vaccino della polio, il dottor
Root-Bernstein, dell'Università del Michigan, il dottor
Duesberg, biologo molecolare di fama mondiale, esperto in
retrovirus; gli italiani Luigi De Marchi e Fabio Franchi,
autori del libro: "AIDS: la grande truffa". A fare più
scalpore di tutti i suoi colleghi fu probabilmente Kary
Mullis, se non altro per essersi guadagnato un Premio Nobel
per la Chimica nel 1993, il quale stilò la prefazione al
libro di Duesberg “Aids. Il virus inventato”...
vedi: HIV
e' uno
pseudovirus +
L'Aids e' realmente
causato da un virus ?
+
HIV Virus inventato ?
+
Bibliografia su
Aids
+
La dott.essa
Papadopoulos e l'aids
+
l'aids e' stato inventato in USA ?
+
I Postulati di Koch +
L'altra storia dell'Aids +
PDF di Luc Montagnier su AIDS ed HIV... +
PDF di Gallo e lo HIV...
L'Aids
e' la malattia chiamata Sindrome Di Immunodeficienza
Acquisita, ma con che cosa ?
Con le vaccinazioni effettuate negli anni 1970 nelle
nazioni del Centro Africa, si sono
indebolite immunitariamente milioni di persone che successivamente
negli anni 1980 si sono ammalate di
Aids !!
Forse questa guerra batteriologica e' stata studiata a
tavolino, per mantenere i neri sotto il dominio delle
multinazionali di
Farmaci e
Vaccini - Nel 2006 ormai nel mondo vi sono quasi 50
milioni di individui ammalati (dati
OMS) ed il 75% e' in
Africa......
È possibile che la pandemia di AIDS + altre
successive, vedi
ebola, siano state
causata da
vaccini
per la polio
contaminati
anche con un
virus delle scimmie, e
utilizzati anche in Africa alla fine degli anni '50 ?
Ebbene purtroppo SI
!!
Le Dr Robert Gallo, travaillant
à l’Institut National de la Santé des
USA, et qui avait commencé par annoncer la prétendue
découverte du premier rétrovirus humain
(HTLV-1)
découverte qui ne fut jamais confirmée, a donné une
tristement célèbre conférence de presse, le 23 avril 1984,
en présence du Secrétaire d’État à la Santé, pour déclarer
que la science américaine venait de découvrir un rétrovirus
comme cause probable du sida
.
Aucune publication
scientifique ne permettait de soutenir cette hypothèse !
Dès le lendemain, la presse a laissé tomber le mot
"probable"… et depuis, la recherche sur le sida a sombré
dans le domaine de la science-fiction.
Sans aucune base scientifique, le dogme
VIH = SIDA
= MORT fut mondialement accepté.
Très rapidement, sous la pression du monde "anti-gay"
américain, le nom même de la maladie qui était
Gay Related Immune Deficiency
(G.R.I.D) fut changé pour enlever un signe discriminatoire
intolérable.
Un lobbying frénétique et insensé s’est développé pour
produire en un temps record un traitement pour le
Acquired Immuno Deficiency
Syndrome
(AIDS).
Sites francais:
http://www.sidasante.com/science/top_100_incoherences_sida.htm
http://www.sidasante.com/science/sciindex.htm
http://membres.lycos.fr/intoxsida/
Lo HIV NON CAUSA lo AIDS (medico Francese
spiega perche'..)
FINE della BUGIA sull'AIDS
L’AIDS è di fatto un’insieme di numerose malattie che in occidente è
contratto solo da persone a rischio, quali: drogati, omosessuali,
emotrasfusi, utilizzatori di AZT, cortisone, interferone, antibiotici
potenti, chemioterapie in genere, radioterapie,
ma
e sopra tutto da coloro che sono
pluri vaccinati, malnutrizione e da
inquinamento dei cibi, dell’acqua e dell’aria che riducono sempre le
difese immunitarie.
NON è assolutamente una malattia infettiva
a trasmissione sessuale, come
invece viene fatto credere alla popolazione mondiale, per poter
vendere
test ed i preservativi che servono comunque questi ultimi, per evitare
figli o contatti con malati di malattie veneree.
Quindi LIBERATEVI da questa PAURA
! Prevenite per evitare di dover curare.
Il punto fondamentale della questione è un altro:
a
tutt’oggi NON è stato ancora documentato,
studi
e ricerche fatte e pubblicate,
sul rapporto causa-effetto fra l'HIV ed AIDS, NON ne esistono in tutto il mondo.
vedi
Tribunale
tedesco e HIV + Cosa
e' un Virus
Riassumendo: vi sono “vari fattori che causano la debolezza delle difese
immunitarie e che rendono l’organismo incapace a
difendersi........... fino alla comparsa di varie malattie (circa 30),
oggi chiamate AIDS,
malattie che
sono state cancellate (per far quadrare i conti...)
dal prontuario delle patologie esistenti nell'Uomo.
Quindi cio' che vogliamo far capire e' che
modificando i comportamenti che causano la caduta delle difese
del Sistema Immunitario, si previene o si guarisce l’Aids.
Le autorità sanitarie per imporre le loro terapie inefficaci e
micidiali ed i loro test inutili, hanno effettuato
disinformazione
inserendo nella mente degli uomini il concetto errato del “virus
HIV”, cioè che: HIV + AIDS = MORTE, che in seguito è stato ancora
modificato in: HIV = AIDS = MORTE ! questa BUGIA
è stata voluta e
gestita dalla mafia sanitaria, per
generare PAURA e quindi iniziare a
immuno sopprimere il sistema immunitario di coloro che temono
disgraziatamente questa inutile “Paura” e quindi creare il mercato
dei malati da poter gestire con richiesta di finanziamenti per la
ricerca fasulla e per inventare nuove terapie e nuovi farmaci molto
costosi, tutto ciò con la connivenza di politici indottrinati o
corrotti.
L’inizio di questa “farsa” o
BUGIA sull’AIDS, è del 1981,
quando negli USA, i
Center
for Diseases Control (CDC),
affermarono di aver identificato 5 casi di ciò che allora sembrò una
nuova malattia che chiamarono così:
AIDS (Sindrome
Immuno Deficienza
Acquisita
– SIDA/AIDS).
IMPORTANTE: In uno studio
effettuato da R. Gallo (scopritore del cosiddetto
Hiv), si e' riscontrato che
su 119 malati di AIDS, 48 sono risultati positivi all'HIV (e
non si sono tenuti conto dei falsi
positivi) e 71 no, significa che rispetto ai 71 senza
l'HIV, l'AIDS è stata causata da altri fattori, ma rispetto
ai 48 invece, l'AIDS sarebbe stata causata dall'HIV ?.....se
l'Aids nasce da altri fattori e' quasi certo che anche in
questi casi le cause siano le stesse dei 71 casi non s+.
Quindi per essere corretti, bisognerebbe evitare di
parlare di relazioni di causa-effetto poiché i dati non
dicono questo.
Tesi di Laurea sull'aids...:
“Possiamo prendere l’Hiv tutte le volte
che vogliamo, tanto un buon sistema immunitario ERADICHERA’
IL VIRUS HIV IN POCHE SETTIMANE. Sto dicendo cose ben
diverse da quelle che siete abituati a sentire, non è vero
?”.
Già, lo ha detto Montagnier ad un giovane, brillante e
stupito giornalista, “lo psicologo canadese Brent Leung,
nella sua celebre intervista in “House of Numbers”.
Un’intervista e delle parole che sulla comunità
(anti)scientifica di cui anche Agnoletto si vanta di far
parte quando gli conviene, è suonata come il più spaventoso
degli anatemi. Eh sì, Montagnier non ha retto e ha
confessato tutto.
Già il vecchio Luc, il più grande esperto mondiale di “Hiv”
ha vuotato il sacco. Come deve ridersela Sigmund
Freud.
PER INFORMAZIONI E APPROFONDIMENTI :
Intervista al Dottor Pisani (in due parti):
https://youtu.be/WLuyxIx2Tfk
https://www.youtube.com/watch?v=hCNgBJP1oXw-
-“House of Numbers Epidemiologia e Aids”:
https://youtu.be/BwgmzbnckII
- “HIV-AIDS 2014: Ricercatore smaschera e rende pubblica la
truffa dell’HIV”:
https://youtu.be/hHcm3KUcM8o
- “L’Altro lato dell’Aids”:
https://youtu.be/PBYmlXGxI94
- “The Emperor’s New Virus ?”:
https://youtu.be/PQFxratWh7E
- “La scienza del panico”:
https://youtu.be/0fu-qy4X-WI
– HIV INFORMA: Intervento Prof. Marco Ruggiero:
https://www.youtube.com/watch?v=2VCeQyaV3Bw
- Daniele Mandrioli “DOES HIV CAUSE AIDS ?”:
https://www.youtube.com/watch?v=kzeD8Bbu-zk
CORRELATI
http://annals.org/article.aspx?articleid=699983
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17325620
http://www.annals.org/content/103/4/545.abstract
http://mbe.oxfordjournals.org/content/2/6/455.full.pdf
La prestigiosa rivista Science, pubblicò un articolo storico
che dimostra come il famoso “virus” hiv non uccida i
linfociti T nelle colture di laboratorio.
http://www.sciencemag.org/content/229/4720/1400.abstract
La prestigiosa rivista Annals of Internal Medicine afferma
che svariate patologie AIDS-correlate appaiono poco dopo
aver iniziato la terapia antiretrovirale. Ma per molti sono
farmaci “salvavita”.
http://www.annals.org/content/133/6/447.abstract
Il CDC (Centro di Controllo per le Malattie) affermò, prima
di sfruttare l’idea infondata di un virus che “l’esposizione
ad alcune sostanze tossiche e droghe (piuttosto che un
agente infettivo) può condurre all’ immunodeficienza un
gruppo di omosessuali maschi che condivide un particolare
stile di vita”.
http://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/00001114.htm
Secondo questo studio, pubblicato proprio da Gallo e Gonda,
il presunto virus HTLV-3/HIV si trova nella saliva. E,
sebbene esistano test salivari per la rilevazione dei
presunti anticorpi HIV (se ci sono anticorpi in un fluido
organico, deve esserci anche il virus), da decenni viene
detto che il virus non si trasmette con starnuti, colpi di
tosse, etc… La foto, secondo gli autori, rappresenterebbe
una micrografia elettronica del virus nella saliva.
http://www.sciencemag.org/content/226/4673/447.abstract
In questo articolo dell’American Journal of Reproduction and
Immunology si dimostra come le presunte “proteine hiv” siano
presenti nella placenta umana. Ricordiamo che nei loro
esperimenti all’inizio degli anni 80 sia Gallo che
Montagnier aggiunsero nelle colture cellulari in cui
affermarono di aver trovato il nuovo retrovirus hiv proprio
della placenta umana.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1930645
Come infatti si può notare nella micrografia seguente,
confrontando le particelle isolate da Montagnier con le
particelle presenti nella placenta umana, non vi è alcuna
differenza:
Articolo che dimostra la presenza della “carica virale” in
soggetti sieronegativi.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9890848
Il più grande studio mai effettuato sulla presunta
trasmissione del “virus hiv” con lo scambio di siringhe
infette dimostra che tra la persone che usavano gli aghi
sterili distribuiti dalle associazioni di prevenzione il
livello di sieroconversione era molto superiore rispetto a
chi si scambiava aghi potenzialmente infetti:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9420522
Articolo sull’epatotossicità dei farmaci antiretrovirali. Il
collasso epatico è la prima causa di morte nei sieropositivi
e non fa parte delle presunte patologie hiv-correlate:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11830344
Articolo che dimostra come pazienti confermati sieropositivi
siano ritornati sieronegativi:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9863108
Studio pubblicato su Lancet: le donne sieropositive che
allattano al seno i bambini NON trasmettono il “virus”.
I bambini che bevono latte non materno…diventano
sieropositivi… Ma alle donne sieropositive e ai loro
nascituri viene somministrato il chemioterapico tossico AZT
per “prevenire” in contagio madre-figlio.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10465172
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
In Africa gia' negli anni 1960 (dopo
campagne
vaccinali intensive degli anni 1955-1960), si
riscontravano dei casi di soggetti gia' con
malnutrizione e scarsa igiene, che dimagrivano e poi
morivano inspiegabilmente; le successive campagne
vaccinali degli anni 1970, hanno aggravato e diffuso il
problema dell'immunodeficienza da vaccino in quel
continente, infatti esso e' comparso SOLO negli stati
del Centro Africa, stati nei quali si sono condotte le
campagne
vaccinali propagandate e gestite dall'OMS
!
Negli USA, già negli anni
1980, un ricercatore, il dott. Michael Gottlieb della
University of
California, prese ad indirizzare le sue ricerche sul sistema immunitario
dell’uomo iniziando a controllare le cartelle cliniche dei pazienti
ricoverati negli ospedali locali.
L’attenzione
posta sulle cartelle sanitarie di quei pazienti era quella di trovarne
qualcuno con deficit immunitario.
Ne trovò uno di circa 30 anni, che
richiamò particolarmente la sua attenzione in quanto era malato di una
rara forma di polmonite ed aveva anche un’infiammazione alla gola.
Egli pensò che il batterio Pneumocystis carinii, provocasse tale tipo
di polmonite; per informazione, tale microbo è piuttosto diffuso nella
popolazione umana e normalmente in un individuo sano e con normali
risposte immunitarie NON può provocare assolutamente nulla.
Solo individui con basse risorse immunitarie (esempio con
Candidosi e
malnutrizione) posso essere in balia di ogni possibile malattia.
Egli proseguendo le sue indagini, trovò altri quattro pazienti; tutti e
cinque presentavano una colonizzazione fungina (candidosi) e
quella rara
forma di polmonite (che oggi chiamano
Sars,
altra malattia
inventata); tutti abitavano nella zona di Los Angeles in
California ed erano attivi
omosesssuali e non si erano mai frequentati
fra di loro.
Gli anni 80 erano anni nei quali si sperimentavano nuove tecnologie
(test) che permettevano il computo dei linfociti T (globuli bianchi
facenti parte del sistema immunitario);
nessuno
in quegli anni
conosceva
esattamente e con certezza il
livello
“normale” di linfociti T nel sangue presenti in individui
sani.
Il dott. M. Gottlieb controllò i cinque pazienti, con un test fra
quelli in protocollo, dal quale risultò che la quantità dei globuli
bianchi (linfociti T) secondo lui era piuttosto
bassa, per cui affermare
che quei soggetti erano al disotto della norma fù comunque un’ipotesi
per lo meno azzardata.
Nell’anno
1981 il dott.
Gottlieb cerco in ogni modo di far conoscere i suoi studi, contattando
anche il "New England Journal
Of Medicine" affermando
che la sua scoperta era davvero eccezionale, ma la redazione scientifica
di quel giornale si rifiutò di pubblicare i suoi studi, per cui egli si
rivolse al CDC fiducioso che quest’ultimo fosse molto interessato alla
pubblicazione, che avvenne nel mese di Giugno, scritta in modo da far
credere che i 5 casi fossero parte di una grave e nuova sindrome, ma
nessuno
dei cinque pazienti aveva
mai
avuto
contatto
fra di loro eppure
l’articolista, il dott. Gottlieb affermava che “poteva trattarsi”
di malattia presa per contatti sessuali.
Nel lavoro “scientifico” pubblicato, non si inseriva il concetto che
il “fattore di rischio” comune, era la
droga
(unico fatto che legava tutti e cinque i soggetti) ed in particolare
“poppers” ovvero nitriti inalanti ed i vaccini che tutti quanti avevano
subito.
Solo qualche anno dopo, l’eminente virologo dott.
Peter Duesberg dirà
: “Il sesso, pratica vecchia di
tre miliardi di anni, non è specifico di un solo gruppo ed è
difficilmente plausibile come causa di malattia nuova”.
vedi anche: Ricercatori
dissidenti
Il
CDC raccolse altre segnalazioni di malati, alcuni dei quali con un
raro tipo di tumore dei vasi sanguigni (sarcoma di Kaposi).
Fu
costituito un gruppo di azione chiamato KSOI ovvero sarcoma di Kaposi e
infezioni opportunistiche (Kaposi's Sarcoma and Opportunistic Infections) per cercare di scoprire la causa di questa “sindrome”.
I malati segnalati
e contatati ammisero tutti di aver fatto uso di “poppers”,
droghe inalanti
che si trovavano facilmente nei locali
gay in quanto
queste droghe pare abbiano la capacità di far durare a lungo
l’erezione del pene e quindi facilitare le penetrazioni anali.
Tutti
conoscevano le tossicità di quei nitriti, ma nessuno pensava né
parlava dell’ipotesi che l’uso prolungato di tali droghe potesse far
insorgere l’immunodeficienza, per cui quell’ipotesi fu semplicemente
ignorata.
Quella comunità medicale prese in considerazione solo la teorica
possibilità di una partita inquinata di “poppers” (che non fu'
mai
trovata) o come “alternativa più probabile” ma non dimostrata,
quella dell’infezione e del contagio fra gli individui malati, che però
non si erano mai incontrati fra di loro.
Le prime
descrizioni cliniche di infezione risalgono al 1981, quando
vennero segnalati alcuni casi di una rara forma di
polmonite, la PCP (Polmonite da Pneumocystis carinii), in
omosessuali maschi di Los Angeles. Successive osservazioni
portarono a stabilire che queste polmoniti interessavano
soggetti con
immunodepressione, e che si manifestavano
prevalentemente in chi aveva avuto
trasfusioni di sangue,
vaccinazioni plurime, o
comportamenti sessuali a rischio.
Le immunodepressioni avvengono nelle persone non per un
virus innocuo ma per malnutrizione, insonnia e, soprattutto
in Usa ed Europa, per uso di droghe "ricreative" e
per i
vaccini.
I pazienti che per primi erano stati colpiti in Usa negli
anni '80 erano tutti tossicodipendenti, gay e quasi tutti
uomini.
Che legame c'è tra questi due gruppi ? La
droga.
Si sa che già in quel periodo gli omosessuali facevano
grande uso di "poppers" (droghe a basi di nitrati che
avevano due funzioni: migliorare l'erezione e facilitare il
rapporto anale).
All'inizio qualcuno cominciò a far qualche ricerca sul
legame con la droga.
Ma tutto questo finì quasi subito, visto che nel 1984 Robert
Gallo disse che l' AIDS è una malattia infettiva e chi la
provoca è l' HIV.
Da allora tutti gli sforzi che furono fatti per combattere
la malattia erano nel binario dell' HIV. I dissidenti furono
messi a tacere con minacce oppure non finanziando le loro
ricerche alternative. La stampa ovviamente fu imbavagliata.
L'ipotesi della droga è anche sostenibile se si fa un rapido
ragionamento: Il periodo in cui nella popolazione
occidentale si cominciò a fare un uso massiccio di droghe
pesanti era introno al '68 e la prima comparsa di un caso di
AIDS è avvenuta nel '81. Circa una decina d'anni.
Esattamente il "periodo di latenza" che incorrerebbe tra la
teorica "infezione" da HIV e il manifestarsi dell'AIDS. Ora
tutti sanno che è da mo' che si predica per l'utilizzo dei
preservativi. E così molti pensano che questo sia
sufficiente per "non ammalarsi di AIDS". Assolvendo così le
vere cause, secondo autorevoli autori, delle immunodeficenze:
abuso di sostanze come fumo, alcol, droghe pesanti e,
soprattutto, "poppers". Si tratta di cosiddette "droghe
ricreative", e cioè nitrito d'amile (amilico), nitrito di
butile (butilico) o di isobutile (isobutilico), che vengono
impiegati in medicina come vasodilatatori. Che a tutt'oggi
vengono anche "spacciati" anche sui siti di annunci su
internet.
Approfondimenti qui:
http://www.univ.trieste.it/~etica/1999_2/franchimarrone.html
e qui:
http://pandemia.blog.tiscali.it/
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La SIEROPOSITIVITA’
NON
INDICA un’INFEZIONE
L’idea che un test
Hiv positivo indichi un’infezione
cronica, progressiva e mortale è sicuramente la più radicata
nell’immaginario psichico sociale a causa dell’abile e
diabolico battage mediatico perpetuato per decenni da
scienziati governativi statunitensi e, sorprendentemente, da
star hollywoodiane improvvisamente divenute specialiste
(profumatamente pagate) in materie sanitarie. Parafrasando
Jules Romain e il suo dr. Knock: “ogni uomo sano è un malato
inconsapevole”
CENNI STORICI di VIROLOGIA
In tutta la storia della virologia, l’isolamento di un virus
e la dimostrazione di un suo legame causale con una
determinata patologia furono spesso il risultato di
esperimenti effettuati in laboratorio su colture cellulari.
Non vennero mai effettuati degli isolamenti diretti a
partire dai malati con una prova diretta della malattia e
della contagiosità.
Bisogna infatti risalire alle origini della virologia più
antica per trovare degli esempi di isolamento diretto, come
per esempio nel caso del vaiolo.
Nel mentre vennero effettuati alcuni esempi di trasmissione
tramite filtrati ultracellulari, grazie all’utilizzo di
speciali filtri che permettevano chiaramente di scartare
l’ipotesi secondo la quale la trasmissione di una malattia
fosse dovuta a cellule o batteri, poiché le cellule viventi
e i batteri sono infatti troppo voluminosi per passare
attraverso i filtri.
Questi esempi sono in effetti all’origine delle prime
scoperte virologiche. I metodi di filtrazione (chiamati
spesso “ultrafiltrazione”) erano sufficientemente raffinati
per permettere una valutazione approssimativa della
dimensione delle particelle “virali” che erano gli agenti di
trasmissione dell’infezione, agenti chiamati “principi
filtranti”, semplicemente per sottolineare il fatto che
queste particelle erano abbastanza piccole da passare
attraverso i filtri utilizzati in laboratorio.
Queste indicazioni approssimative sulle dimensioni dei virus
suggerivano che la maggior parte di essi misurava
probabilmente 0,1 o 0,2 micron, talmente piccoli da non
poter essere osservati al microscopio ottico.
Bisogna quindi attendere la scoperta del microscopio
elettronico, dotato di una risoluzione cento volte più
elevata rispetto a quello ottico, per riuscire a
visualizzare direttamente i virus e potere quindi misurare
in modo preciso il loro diametro.
Ma tutto ciò non impedì a Peyton Rous di dimostrare, nel
1911 all’Istituto Rockfeller di New York, tramite semplici e
dirette tecniche di ultrafiltrazione, la trasmissione per
“ultrafiltrazione acellulare” di un cancro del pollo. Egli
arrivò quindi a postulare, senza mai averlo visto, ma con
eccellenti motivazioni scientifiche, l’esistenza e il potere
cancerogeno del virus che porta il suo nome.
Quarant’anni più tardi,
Charlotte Friend utilizzò la stessa tecnologia di
ultrafiltrazione per dimostrare l’esistenza di un altro
virus che causa la leucemia in certi tipi di topi. Due anni
più tardi la tecnologia del microscopio elettronico permise
a Etienne de Harven di visualizzare il virus della leucemia
dei topi, il “virus Friend”.
Questa premessa è essenziale in riferimento al tema dell’Hiv, poiché
sia il virus di Rous che quello di Friend sono entrambi
retrovirus, esattamente come il presunto Hiv, che però è
invisibile al microscopio elettronico. Nella virologia
moderna la base delle tecniche di isolamento si fonda su
tecniche di colture cellulari eseguite in laboratorio; il
microscopio elettronico permette in seguito di:
1) Caratterizzare la struttura e le dimensioni esatte dei
virus;
2) La loro classificazione nel quadro generale della
virologia.
Non sorprende quindi che presso l’Istituto Pasteur nel 1983,
il presunto annuncio dell’isolamento dell’Hiv dipendeva
essenzialmente da una magistrale combinazione di metodi di
coltura cellulare e di microscopio elettronico.
E’ proprio a partire da colture cellulari molto complesse e
iperstimolate (con aggiunta di sostanze mitogene quali
l’idrocortisone la PHA, già da sole in grado di indurre la
Transcriptasi inversa e il fenomeno di “budding” cellulare”)
che l’équipe dell’Istituto Pasteur ha creduto di poter
annunciare la scoperta di un agente virale che “potrebbe
essere implicato nella causa dell’Aids”; ed è sempre
a partire da queste colture cellulari, definite da Luc
Montagnier stesso come delle vere “zuppe diretrovirus”, che
si iniziarono a definire delle proteine che vennero poi
attribuite a questo virus in modo del tutto arbitrario.
In effetti, poiché all’epoca (e nemmeno in seguito) il
presunto Hiv venne mai isolato né tantomeno purificato, non
esiste motivazione ragionevole per attribuirgli queste
proteine trovate nelle colture cellulari utilizzate per
questa pseudo-scoperta.
Esistono diversi tipi di test
per la diagnosi di un’infezione virale:
- i test indiretti, che non identificano il virus ma la
presenza nel corpo del paziente di anticorpi specifici
prodotti dal suo sistema immunitario in reazione alla
presenza del virus. Tali anticorpi vengono rilevati per
mezzo delle tecniche immuno-enzimatiche (metodica ELISA/EIA),
come quelle usate nella medicina di laboratorio dell’Aids
sotto il nome di “test di sieropositività”;
- i test diretti, che permettono di evidenziare il virus o i
suoi componenti (antigeni, genoma) tramite osservazione
diretta al microscopio elettronico;
- i test basati sull’infezione di certe colture cellulari
(in laboratorio).
ANTIGENI ed
ANTICORPI
Gli antigeni costituiscono l’insieme delle molecole estranee
al corpo che permettono la produzione degli anticorpi. Sotto
questo termine generico sono raggruppati elementi organici e
chimici diversi per misura e dimensione (batteri,
virus,
cellule, pollini, proteine varie…).
Fabbricati dai
linfociti B, gli anticorpi sono proteine la cui funzione
è quella di agganciarsi agli antigeni per marcarli, per
permettere così alle cellule del sistema immunitario
specializzate nell’eliminazione di questi antigeni di
identificarli prima di distruggerli.
“Per ogni anticorpo il suo antigene” era una regola data per
certa fino a quando ci si rese conto che gli anticorpi
potevano spesso mancare il bersaglio e marcare degli
antigeni ai quali non erano destinati.
Lo stesso anticorpo può dunque marcare diversi tipi di
antigene, ma lo stesso antigene può a sua volta essere
marcato da diverse varietà di anticorpi. Questa viene
chiamata “reazione incrociata”.
Tutta l’immunologia si basa su questi concetti di antigene e
anticorpo.
Il problema maggiore è che queste due parole hanno delle
definizioni reciproche:
- non si può definire un antigene senza parlare di anticorpo
e viceversa.
Il problema dell’immunologia è quindi proprio quello di
basarsi su due termini che si definiscono reciprocamente e
che non sono quasi mai reciprocamente esatti, precisi.
Un
esempio importante che dovrebbe far riflettere, soprattutto
i
medici allopati:
Le
PROTEINE VIRALI
Per caratterizzare un
virus, i virologi di oggi utilizzano le metodiche di
ingegneria genetica e biologia molecolare, inclusi i
cosiddetti “markers
biochimici”. Il controllo indispensabile e diretto al
microscopio elettronico è sempre più trascurato, cosa assai
disdicevole.
Questi markers costituiscono, teoricamente, la “carta
d’identità” molecolare del virus. Poiché i differenti gruppi
di ricerca non sono mai riusciti a trovare le stesse
proteine antigeniche nelle loro colture cellulari, ci sono
voluti anni affinchè si trovasse uno pseudo-consenso
forzato e si decidesse senza alcun evidenza
scientifica che circa una decina di proteine fossero
tipiche e caratteristiche, un esempio quelle dell’Hiv.
La presenza di tali proteine è stata tra l’altro valutata
solo ed esclusiva mente nelle colture cellulari e mai
direttamente nel corpo umano.
Che ne è dunque della loro presunta specificità ?
Basandosi sull’evidenza dei fatti, questa specificità
semplicemente non esiste. Non essendo mai stato purificato
il cosiddetto virus dell’Hiv,
la natura virale delle proteine è una semplice utopia. Al
contrario, alcune di queste proteine corrispondono a
degli elementi che non hanno nulla a che vedere con un virus.
Per esempio, la
proteina chiamata p24 corrisponde al peso molecolare
della
miosina; la
p41 a quello dell’actina.
Sia l’actina che la miosina sono proteine essenziali delle
cellule muscolari che si trovano naturalmente nel corpo.
Nel 1990 venne inoltre pubblicato su Cancer Research uno
studio in cui si dimostrava che la metà di 144 cani
testati presentavano anticorpi contro uno o più degli
antigeni attribuiti all’Hiv. I cani sviluppano per caso
l’Aids ?
Commento NdR: quindi significa che tutta la
teoria
antigeni-anticorpi e' da rivedere....!
L’AFFIDABILITA’ dei TEST
DIAGNOSTICI.
I test siero diagnostici sono destinati ad individuare la
presenza di anticorpi nei liquidi biologici, generalmente
nel siero del sangue in cui questi anticorpi sono
distribuiti. Le tecniche utilizzate, anche se differenti,
partono tutte dallo stesso principio: individuare una
reazione tra gli antigeni del microbo e gli anticorpi del
paziente diretti contro questi antigeni. Le persone che
desiderano conoscere il proprio stato sierologico vengono
sottoposte in primis ad un test di “valutazione” tra i quali
l’Elisa è il più diffuso.
Semplice e poco costoso, è ritenuto di eccellente
sensibilità, ovvero capace di individuare con precisione la
presenza di anticorpi nelle persone “infette”.
Se questo primo test è positivo,
viene ripetuto una seconda volta. Se anche il secondo è
positivo, verrà effettuato un altro test detto “di
conferma”, generalmente di tipo Western Blot (elettroforesi
sugel), che dovrebbe avere una elevata specificità, ovvero
dovrebbe riuscire a individuare con precisione l’assenza di
anticorpi in soggetti “non infetti”.
Prima di essere immessi sul mercato, anche questi test
vengono testati. E qui si presenta il problema principale
poiché questi test sono stati valutati in condizioni
alquanto bizzarre, ovvero l’assenza di un gold standard :
-come abbiamo appena detto infatti, non esiste alcuna prova
che le proteine antigeniche selezionate provengano da un
virus chiamato Hiv;
-inoltre, il fenomeno delle reazioni crociate non permette
di affermare che gli anticorpi che reagiscono siano
specifici per gli antigeni presenti nel test;
-infine, gli studi realizzati dalle ditte produttrici per
validare i loro test non sono scientificamente accettabili.
In effetti, per poter pretendere
di annunciare la sensibilità di un “test Hiv”, questo
andrebbe valutato su una popolazione quanto più vasta
possibile di soggetti di cui si abbia la certezza che
siano portatori del virus. Ora, essendo l’Hiv non rilevabile
anche nei malati di Aids conclamati, queste prove non sono
ovviamente mai state fornite.
E ancora: la ricerca della specificità si effettua a partire
da una popolazione di cui si abbia certezza,con le prove
alla mano, che non abbia mai incontrato il virus. Per la
stessa ragione di cui sopra, tale prova non è mai stata
fornita né pubblicata.
Il test Western Blot comprende 10 bande antigeniche
corrispondenti alle 10 proteine ritenute specifiche e uniche
dell’Hiv.
Sorvolando sul fatto che il numero di bande richiesto per
confermare la sieropositività varia non solo da paese a
paese ma anche da un’azienda produttrice del test all’altra,
bisogna chiedersi, data la presunta specificità per l’Hiv di
queste 10 proteine:
1) Come mai sono necessarie almeno da due a quattro bande
quando una sola (visto che tutte le10 proteine sono
spacciate come uniche e specifiche di Hiv) dovrebbe essere
sufficiente per permettere di diagnosticare la presenza del
virus ?
2) Come mai solo due o quattro bande sono necessarie, visto
che la presenza del virus dovrebbe necessariamente implicare
la presenza di tutte le 10 proteine che gli vengono
attribuite, e quindi la reazione di tutte le 10 bande del
test ?
LA “CARICA VIRALE”
Il concetto di “carica virale” è stato introdotto negli USA
dal dottor David Ho, tra l’altro promotore della terapia
combinata (o “cocktail”), che sperava così di fornire una
spiegazione al fatto misterioso che nessuno riuscisse a
trovare l’Hiv direttamente nel corpo di un paziente.
Questo bizzarro personaggio
mediatico (eletto “uomo dell’anno” dalla rivista Time)
propose quindi che il virus fosse in grado di rendersi
“invisibile” ma che si poteva tuttavia trovarne traccia
grazie alla tecnica PCR (reazione a catena della
polimerasi), che è una procedura di moltiplicazione (e non
di identificazione) del DNA.
Nel 1997, David Ho e i suoi collaboratori trattarono un
gruppo di 20 pazienti con una biterapia che associava l’AZT
con un inibitore delle proteasi. Dall’inizio della terapia,
la “carica virale” di questi pazienti calò ad un livello
“non rilevabile”. Questo risultato venne presentato come
evidenza che tale terapia combinata fosse efficace.
Secondo gli scienziati ortodossi stessi, almeno il 99,8%
delle particelle misurate dal test di carica virale non è
infettivo.
E allora da dove arrivano queste particelle ? E’ evidente
che, non essendo l’Hiv mai stato osservato al microscopio
elettronico, la quantità di
DNA/RNA rilevato nei test di carica virale proviene da
numerosi detriti cellulari presenti nel sangue e non da un
virus che nessuno al mondo ha mai visto. Questo spiega anche
il fatto, scientificamente aberrante, che non esista un
codice genetico attribuito ad Hiv che sia lo stesso non solo
da un paziente all’altro, ma addirittura nello stesso
paziente in momenti diversi.
Questo è facilmente spiegabile poiché i detriti cellulari
variano in continuazione e non hanno di conseguenza sempre
lo stesso codice genetico, misurato con la tecnica PCR.
E’ scientificamente stabilito
che il genoma umano contiene circa il 2% di sequenze di
origine retrovirale.
La presenza di frammenti di cromosomi
cellulari nei campioni spiega dunque facilmente la presunta
“carica virale”, senza che ciò abbia alcun rapporto con
l’ipotetica presenza di particelle di “Hiv” nel sangue. Se
una persona fosse veramente infettata non ci sarebbe bisogno
di ricorrere alla PCR per vedere il virus: sarebbe
sufficiente il microscopio elettronico per osservarlo in
grande quantità.
Per esempio, per trovare traccia del cosiddetto Hiv nel
latte materno vengono effettuati 45 cicli consecutivi di PCR,
il che significa un’amplificazione di 35 milioni di volte.
Solo quando la purificazione virale è correttamente ottenuta
e confermata al microscopio elettronico, è in seguito
possibile isolarne a livello biochimico le molecole
(proteine, enzimi, acidi nucleici) la cui natura virale è
garantita dalla purificazione originale.
Solo ed unicamente in questo caso l’identificazione di un
“marker molecolare” virale diviene sinonimo
dell’identificazione del virus stesso. Senza purificazione,
tutto ciò non è scientificamente sostenibile.
Luc Montagnier ha ammesso nel 1997 di non avere mai
purificato il virus, proprio nello stesso anno in cui
sulla prestigiosa rivista Virology due gruppi di ricerca
tentarono per la prima volta di purificare l’introvabile Hiv:
anche questo primo, unico e ultimo tentativo (tra l’altro
come sempre effettuato su colture cellulari e non su un
paziente) fu vano.
Quando a Montagnier venne chiesto quale fosse lo scopo della
purificazione virale egli rispose “che la purificazione
serve per essere sicuri che ci si trovi davanti un vero
virus”.
Per concludere, lo stesso inventore della tecnica PCR, il
Premio Nobel per la chimica Kary Mullis, ha sempre messo in
guardia la comunità scientifica dall’utilizzare la sua
tecnica per identificare l’Hiv. Mullis ne parlò anche nel
suo discorso durante la cerimonia di premiazione in cui gli
venne assegnato il Premio: tale discorso è il primo e unico
a non esser mai stato pubblicato nella storia dei Nobel…
Fig. - Purificazione virale al
microscopio elettronico del virus Friend della
leucemia. Virology, 1997.
Il tentativo di purificazione del presunto Hiv ha portato,
secondo gli autori stessi, solo all'osservazione di
"vescicole cellulari", ovvero detriti cellulari che
non
hanno nulla a che fare con un virus.
L’HIV
NON ESISTE – CENNI di ISOLAMENTO e PURIFICAZIONE
RETROVIRALE
Quando si cerca la verità, il miglior metodo di indagine è
senza dubbio quello utilizzato dagli investigatori, ovvero
cercare le prove e attenersi ad esse:
1 - E’ fondamentale non lasciarsi ingannare dalle apparenze,
che sono spesso fuorvianti.
2 - Non fidarsi delle testimonianze di persone implicate più
o meno da vicino nella questione, soprattutto se ci sono
interessi economici o emotivi che rendono soggettiva la
valutazione di qualcosa che deve rimanere oggettivo.
3 - Cercare chi trae vantaggio dal crimine.
4 - Verificare gli alibi delle persone coinvolte.
5 - E soprattutto controllare punto per punto la presunta
veridicità dei fatti. Come verrà mostrato in questo
articolo, applicando questo metodo per andare alla ricerca
del “criminale misterioso” battezzato Hiv, le sorprese non
mancano certo.
Le APPARENZE INGANNANO
La miriade di scienziati che lavorano quotidianamente sull’Hiv,
così come le migliaia di articoli scientifici pubblicati
sull’argomento, hanno portato la reale prova dell’esistenza
del virus ?
La risposta è: NO !
In effetti, se si dedica il
tempo necessario (e ne serve davvero molto) per consultare
la letteratura scientifica relativa al virus propriamente
detto, si rimane sorpresi dal fatto che nessuna di queste
ricerche sia mai riuscita a mettere direttamente in evidenza
la presenza anche solo di una minima particella virale, e in
particolar modo retrovirale, in un malato di Aids.
Tuttavia le tecniche necessarie a tal fine sono classiche e
semplici e sono state messe a punto molto prima delle
tecniche di biologia o di genetica molecolare. Queste
tecniche comportano l’isolamento diretto a partire dal
malato e l’infezione delle cellule coltivate in laboratorio
che sono suscettibili di essere infettate da un particolare
virus.
La concentrazione dei virus tramite centrifugazione ad alta
velocità, l’eliminazione dei batteri e dei detriti cellulari
tramite ultrafiltrazione, e l’osservazione diretta delle
particelle virali al microscopio elettronico sono alla base
della virologia classica e della dimostrazione dell’origine
virale di numerose malattie.
Visti al microscopio elettronico, tutti i virus sono uno
diverso dall’altro. Le loro differenti famiglie (vaiolo,
herpes, influenza, polio, ecc…) hanno tutte morfologie
proprie e specifiche. La classificazione delle differenti
famiglie di virus è infatti basata principalmente sulla
morfologia delle particelle virali. Per contro, in una
stessa famiglia di virus, le particelle virali hanno
dimensioni e morfologia stabile e che quindi non lascia
spazio ad alcun dubbio né ad alcuna confusione. Al
microscopio elettronico è impossibile confondere un virus
dell’herpes con quello del vaiolo, ad esempio. i retrovirus
sono stati isolati, purificati e fotografati al microscopio
elettronico con estrema facilità fin dagli anni 60. Com’è
possibile, dunque, che tali prove non esistano per quanto
concerne il presunto Hiv ?
La SCOPERTA del VIRUS
E’ un’équipe dell’Istituto Pasteur diretta da Luc Montagnier
la prima ad aver annunciato la scoperta di un’attività
virale, nel 1983, a partire da prelievi effettuati su un
malato di Aids.
L’anno successivo, l’équipe di Robert Gallo negli USA fece
un annuncio simile. Si scoprirà inseguito che Gallo aveva
utilizzato un campione di colture cellulari ricevute da Luc
Montagnier mesi prima. Stranamente la stessa cosa è successa
a Robin Weiss, il grande specialista dell’Aids britannico,
che fu obbligato ad ammettere che anche lui aveva usato un
campione delle colture cellulari di Montagnier. Possiamo
quindi constatare che da una parte all’altra dell’Oceano, le
tre équipe più specializzate sul tema, dopo più di due anni
di ricerca, non sono riuscite ad annunciare nient’altro che
una vaga supposizione a partire da colture cellulari
derivanti da uno stesso paziente.
Attenendosi ai dati oggettivi,
nessuna di queste équipe ha mai annunciato di aver isolato
un nuovo virus causa dell’Aids.
Non esiste in tutta la letteratura mondiale un solo articolo
che concluda che un tale retrovirus sia stato isolato e che
questo sia la causa dell’Aids.
La TRANSCRIPTASI INVERSA
Nel 1970, Howard-Martin Temin e David Baltimore
annunciarono (contemporaneamente ed indipendentemente) la
scoperta di un nuovo enzima: la transcriptasi inversa. Gli
verrà assegnato il premio Nobel per la medicina nel 1975 per
questa scoperta.
Che cos’ha questo nuovo enzima di rivoluzionario ? Bisogna
ricordare che il nucleo delle cellule contiene un messaggio
genetico dell’individuo, un doppio filamento chiamato DNA (acidodesossiribonucleico).
Per poter fabbricare un tipo particolare di proteina, il DNA
fa una copia di unadelle sue numerose sequenze tramite un
enzima: la transcriptasi. Questa copia, destinata ad
effettuare la trasmissione del messaggio, è chimicamente
differente. E’ infatti composta di RNA (acido ribonucleico),
una variante del DNA.
Il dogma scientifico iniziale riteneva che fosse possibile
solo la trascrizione da DNA in RNA grazie all’azione della
transcriptasi inversa. Ma tuttavia la transcriptasi inversa
si rivelò capace di sintetizzare DNA a partire da un modello
di RNA e questo capovolse l’ipotesi a senso unico imposta
fino ad allora.
L’enzima che rendeva questo fenomeno possibile venne quindi
chiamato “transcriptasi inversa”.
Senza aspettare i risultati di numerosi esperimenti di
controllo che questa scoperta rivoluzionaria implicava, si
iniziò a descrivere l’attività di questo enzima in alcuni
campioni ipoteticamente purificati di virus associati a
certi tipi di leucemia e cancro nei topi e nei polli.
Questa tipologia di virus venne ribattezzata con il nome di
“retrovirus”.
Il problema principale è che Temin e Baltimore non
verificarono mai la purezza dei campioni virali nei quali
avevano identificato l’attività enzimatica in questione.
Tuttavia, poco tempo dopo la loro pubblicazione del 1970,
divenne evidente come la transcriptasi inversa fosse un
fenomeno estremamente diffuso in biologia. Dal 1971 apparve
chiaro che la transcriptasi inversa era comune a moltissime
cellule animali e anche ai batteri.
Di conseguenza, si sarebbe reso necessario, prima di
considerare tale enzima come un “marker retrovirale”,
ripetere gli esperimenti di Temin e Baltimore al fine
verificare il grado di purificazione nei campioni, al fine
di escludere la presenza di detriti cellulari che potevano
da soli spiegare la presenza di un’attività di transcriptasi
inversa.
Questi controlli non sono mai stati effettuati e l’enzima è
considerato da più di trent’anni come il marker principale
dei retrovirus.
La BANDA 1.16
Due metodi sono utilizzati con successo per purificare i
virus, ovvero per isolarli dal resto della preparazione. Uno
è basato sull’ultrafiltrazione, l’altro
sull’ultracentrifugazione.
Il primo metodo consiste nel filtrare una preparazione in
filtri di porosità estremamente fine, bloccando così le
particelle al di sopra di una certa dimensione.
Il secondo metodo utilizza la centrifugazione a grande
velocità che permette la sedimentazione del preparato in
diversi gradienti che dipendono dalla densità degli elementi
che li compongono.
Così come la densità dell’acqua pura è di un grammo per
millilitro (o di un kilogrammo per litro), la banda di
densità di sedimentazione in una soluzione di saccarosio dei
retrovirus è di 1.16 grammi per millilitro. Il problema di
questo metodo dei gradienti di densità, ampiamente
utilizzato nei laboratori di ricerca, è che i retrovirus non
sono i soli ad occupare questa banda di 1,16g/ml. I detriti
cellulari,come quelli che vengono chiamati “microvescicole”,
sedimentano allo stesso livello nello stesso gradiente.
Identificare del materiale in questo gradiente non è dunque
assolutamente sufficiente per proclamare l’isolamento di un
retrovirus.
La necessità di controllare l’assenza di detriti
cellulari tramite il microscopio elettronico è dunque una
necessità assoluta, cosa che venne chiaramente sottolineata
nel 1973 proprio all’Istituto Pasteur in occasione di una
importante conferenza che si occupò esclusivamente dei
metodi di purificazione dei retrovirus.
L’ISOLAMENTO del
VIRUS
Nell’articolo storico pubblicato nel 1983 da Françoise
Barré-Sinoussi, Jean-Cluade Chermann, LucMontagnier e i loro
collaboratori (“Isolation of a T -lymphotropic retrovirus
from a patient at risk for acquired immune deficiency
syndrome [AIDS]”- Science, volume 220 del 20 maggio
1983, pagg. 868-871), in cui venne annunciato l’isolamento
di un retrovirus, l’identificazione dell’attività enzimatica
della transcriptasi inversa in una frazione che sedimentava
a 1,16g/ml fu proprio la chiave di dimostrazione della
presenza di un retrovirus.
Ma ormai è ben noto che la transcriptasi inversa non è un
marker specifico dei retrovirus così come è ben noto da
molto tempo che le frazioni di 1,16g/ml contengono
un’abbondanza di detriti cellulari che spiega da sola la
presenza di tale attività enzimatica.
In questo articolo storico è anche presente un’immagine
eseguita con il microscopio elettronico che mostra dei
retrovirus sulla superficie di un linfocita.
L’immagine è stata interpretata come la prova dell’infezione
delle cellule della coltura estratta originariamente da un
paziente. Ma ciò che questo articolo omette di considerare è
che le colture sono state mescolate con dei linfociti
provenienti da sangue di cordone ombelicale e che la
placenta umana è nota da anni per essere un tessuto
incredibilmente ricco di retrovirus endogeni (prodotti dalle
cellule).
In breve, l’articolo considerato dal mondo intero come la
referenza scientifica di base sull’isolamento dell’Hiv, ha
le sue fondamenta su tre errori metodologici:
1. Non aver verificato la presenza di detriti cellulari nei
campioni analizzati.
2. Avere ignorato l’attività enzimatica di questi stessi
detriti cellulari.
3. Aver ignorato la presenza di retrovirus endogeni nelle
cellule di origine placentare che erano state aggiunte alle
colture.
Questo studio può quindi essere considerato come la
dimostrazione della presenza di un retrovirus di verosimile
natura endogena nella colture cellulari utilizzate, ma non
può essere presentato come la prova dell’isolamento di un
retrovirus proveniente da un paziente affetto da Aids.
Soltanto quindici anni più tardi (1997) vennero effettuati
degli esperimenti di controllo in due laboratori, uno negli
USA e l’altro in Francia.
Questi due laboratori hanno pubblicato in maniera congiunta,
sulla rivista Virology, i risultati dei loro studi al
microscopio elettronico dei gradienti ottenuti da colture
cellulari che si ritenevano produttive di Hiv. In entrambi i
casi, gli autori hanno osservato una abbondanza di detriti
cellulari senza alcuna evidenza accettabile di particelle
retrovirali. Il virus purificato semplicemente non è stato
rilevato. Quasi nello stesso momento, Luc Montagnier venne
intervistato dal giornalista Djamel Tahi e finì con
l’ammettere che in effetti il presunto Hiv non venne mai
purificato nel suo laboratorio.
E’ interessante notare che
l’articolo dell’Istituto Pasteur del 1973 che abbiamo citato
in precedenza affermava chiaramente che una attività di
transcriptasi inversa era presente nei detriti cellulari.
Per quanto ciò possa sembrare incredibile, è proprio
all’Istituto Pasteur che, dieci anni più tardi, nel1983, il
ruolo dei detriti cellulari sia stato ignorato, mettendo la
ricerca sull’Aids su una strada errata che continua da
trent’anni.
Le FOTO del VIRUS
Sulle riviste di tutto il mondo sono apparse immagini
grandiose e variopinte del presunto Hiv, immagini totalmente
artificiali e ritoccate al computer.
A livello psicosociale, esibire tali immagini al mondo
intero, sia agli scienziati che alla gente comune, equivale
ad inviare un messaggio apparentemente limpido e chiaro:
l’Hiv è stato effettivamente isolato poiché è possibile
vederlo al microscopio elettronico. E questa è una enorme
menzogna.
Tutte queste immagini provengono da colture cellulari. Non
una sola di esse proviene direttamente da un malato di Aids,
nemmeno da quelli ai quali si attribuisce l’assurda
etichetta di avere una“carica virale” elevata.
Tutto porta a credere che
nell’articolo di Montagnier del 1983 i retrovirus endogeni
del linfocita proveniente dal sangue del cordone ombelicale
siano stati attivati dalle condizioni particolari della
coltura. Tutte queste colture sono state iperstimolate con
sostanze mitogene e stimolanti come lafitoemagglutinina (PHA),
il fattore di crescita dei linfociti (TCGF), INTERLEUCHINA 2
e inoltre i corticosteroidi. Ora, tutte queste sostanze sono
conosciute come attivanti dell’espressione di retrovirus
endogeni presenti in ognuno di noi.
Un PROTOCOLLO NON RISPETTATO
Per poter arrogarsi il diritto di aver dimostrato
l’esistenza di un retrovirus specifico bisogna assolutamente
rispettare quanto segue:
1 - A partire da un prelievo effettuato da un paziente,
bisogna ottenere un campione purificato,ovvero ripulito da
tutti gli elementi non-retrovirali. Questo campione non deve
contenere quindi altro che retrovirus.
2 - Analizzare il campione al fine di dimostrare da un lato
la presenza di RNA (e non di DNA) e dall’altro la presenza
di proteine di origine retrovirale.
3 - Il campione va quindi messo in coltura per verificare il
fatto che i retrovirus che esso contiene penetrino nelle
cellule della coltura (ovvero che avvenga l’infezione).
4 - Mettere in evidenza che le cellule infettate inizino a
loro volta a produrre altri retrovirus.
5 - Verificare che questi nuovi retrovirus così prodotti
possiedano le stesse identiche caratteristiche (RNA e
proteine) del campione di partenza.
Bene, in tutti gli articoli e le
ricerche pubblicate in trent’anni, non esiste una sola
équipe di ricerca che abbia lavorato su un campione
purificato, il che significa che la prima e indispensabile
regola del protocollo non è mai stata rispettata.
L'AIDS NON E' una MALATTIA
SESSUALMENTE TRASMISSIBILE
EVIDENZE SCIENTIFICHE
Tutte le malattie veneree (sifilide, blenorragia, herpes
genitale o anale, etc...), essendo sessualmente
trasmissibili, provocano un'infezione i cui sintomi sono
visibili e evidenti nel giro di qualche giorno, e ciò accade
senza distinzione tra gli individui.
Per contro, il presunto retrovirus Hiv provocherebbe una
reazione immunitaria("sieroconversione") dopo diverse
settimane o mesi e colpirebbe di preferenza certe categorie
di individui secondo una schema variabile anche in base alla
geografia. In un'infezione classica, è possibile inoltre
mettere in evidenza l'agente patogeno specifico mentre nel
caso dell'Hiv, come ormai è noto, il virus è invisibile se
non si ricorre ai presunti markers molecolari, totalmente
inattendibili.
L'AIDS negli
OMOSESSUALI
I primi cinque casi di Aids vennero osservati e descritti a
Los Angeles nel 1981. L'autore del primo report su questi
cinque casi iniziali, Michael Gottlieb, aveva indicato
chiaramente che questi cinque pazienti erano tutti
omosessuali e facevano tutti uso di nitriti inalanti ("poppers").
Inoltre, Gottlieb sottolineò che questi cinque uomini non si
erano mai incontrati e quindi la possibilità di un contagio
era impossibile.
Cosa ha potuto quindi far pensare a Gottlieb di trovarsi
davanti ad una nuova malattia infettiva ?
Non esiste giustificazione logica per tale forzatura
deduttiva, e la domanda rimane quindi senza risposta.
Un esempio aiuterà forse a comprendere meglio l'importanza
della questione: immaginiamo un medico che deve occuparsi
delle condizioni di salute di un gruppo di operai che lavora
in una fabbrica di amianto. E' una fabbrica vecchia, mal
ventilata, in cui si maneggia abbondantemente polvere di
amianto. Dopo qualche anno, il medico inizia a rilevare una
decina di casi di asbestosi polmonare e mesotelioma pleurico
tra gli operai.
Questo porterebbe forse il medico a pensare che l'asbestosi
polmonare e il mesotelioma siano malattie contagiose poiché
i casi rilevati lavorano tutti nella stessa fabbrica ? O
forse arriverebbe alla conclusione che i suoi pazienti sono
tutti stati esposti al medesimo rischio tossico e
conseguentemente hanno sviluppato la stessa malattia ?
La risposta è alquanto evidente.
Come spiegare quindi il fatto che il dr. Gottlieb non abbia
ragionato nello stesso modo e non abbia immediatamente
compreso che i suoi cinque pazienti erano tutti stati
esposti alle stesse droghe tossiche e di conseguenza avevano
sviluppato la stessa malattia ?
Un altro aspetto avrebbe inoltre dovuto far dubitare fin
dall'inizio dell'ipotesi contagiosa dell'Aids:
il fatto che il 95% dei casi totali di Aids riportati nei
primi anni era composto da individui di sesso maschile.
Nessuna domanda su questa anomalia ? Avete mai visto
un'epidemia influenzale colpire principalmente soggetti di
sesso maschile, omosessuali e nella stessa fascia di età ?
Ma queste domande nessuno se le pose, e l'ipotesi della
contagiosità dell'Aids continuò a prendere piede e andava
salvata a tutti i costi, anche al punto di sorvolare sul
fatto che il presunto Hiv sembrava infettare solo i maschi.
La ricerca sull'Hiv divenne
all'istante un business enorme in USA. Ma poiché i malati
erano solo maschi omosessuali, il numero dei casi non
apparve sufficiente per giustificare i finanziamenti
monumentali che erano stati subito messi a disposizione
degli scienziati. Come ha fatto giustamente notare la
giornalista Celia Farber in un articolo del 1992, divenne
urgente far terrorizzare ed ingannare quanta più gente
possibile (ovvero al mondo intero).
Da qui nacque l'idea dell'Aids eterosessuale....
L'AIDS negli ETEROSESSUALI
Durante l'estate del 1987 iniziò una colossale campagna di
intossicazione psicologica mediatica volta a creare il
panico nella popolazione eterosessuale. "Nobody is safe from
Aids" era il messaggio inviato al mondo dalle autorità
sanitarie statunitensi, messaggio diffuso con rara servilità
da parte dei mass-media di tutto il pianeta. Questo creo’ un
vero assalto ai centri diagnostici per l'Hiv. I test
positivi come è facile comprendere vista la loro totale
inaffidabilità, cominciarono ad essere migliaia anche in
persone con uno stile di vita assolutamente normale."Ve lo
avevamo detto!", rispondevano fiere e con superbia le
autorità di sanità pubblica che avevano annunciato questo
flagello capace di colpire tutto il il mondo.
Ma come aveva potuto il virus "migrare" dai gruppi a rischio
e diffondersi alla popolazione generale ? Semplice: per
colpa degli uomini bisessuali.
Il solo modo per salvarsi da questa epidemia era l'astinenza
sessuale, al massimo, l'uso del preservativo (con altre
mille precauzioni).
Fino ad allora si era affermato che l'Hiv si poteva
trasmettere tramite il sangue. Non venivano indicati
pericoli per quanto riguarda lo sperma, la saliva, le
secrezioni vaginali e il sudore. Ma la fobia dell'infezione
fu tale che la gente iniziava a guardarsi con sospetto.
Tutte le persone con un test positivo diventarono degli
intoccabili, esclusi dalla vita sociale, rifiutati ovunque,
spesso anche dalla propria famiglia. Addirittura alcuni
bambini non vennero ammessi a scuola. Addirittura qualcuno
arrivò a dire che l'Aids era una punizione divina per i
peccatori.
A tanto arrivò la psicosi sociale, con tratti chiaramente
deliranti che rimandano ad una epidemia di follia
collettiva.
Per dimostrare la non contagiosità dell'Aids, analizzeremo
ora tutti i differenti vettori di contagio ipoteticamente
responsabili della trasmissione della malattia.
La TRASMISSIONE TRAMITE SPERMA
Se ci si attiene alla ricerca ortodossa, la dimostrazione
della trasmissibilità dell'Aids tramite il liquido seminale
e tutt'altro che solida.
Nel 1991, uno studio pubblicato sulla rivista medica
Fertilityand Sterility ha dimostrato che su 28 soggetti
maschi sieropositivi, solo quattro avevano traccia dell'Hiv
nel loro sperma (in realtà, traccia dell'attività enzimatica
non specifica attribuita ad un retrovirus).
In uno studio precedente, la proporzione era di uno soggetto
su dodici. Tutti gli studi effettuati non hanno mai
dimostrato più di un 28-30% di campioni di sperma
"contaminati" e bisogna anche sottolineare che gli autori
hanno rilevato la presenza di un virus su milioni
spermatozoi.
Gli specialisti ortodossi stessi sono concordi
nell'affermare che una tale quantità non è sufficiente per
il contagio. Ma tuttavia si continua a far credere che lo
sperma sia un vettore di contagio.
L'AIDS nei CARCERATI e nelle
PROSTITUTE
Si è fatto credere che l'Aids fosse particolarmente diffusa
nelle carceri a causa della promiscuità sessuale diffusa in
questi luoghi a causa dell'assenza di sesso femminile. Ma
anche in questo caso i casi di sieropositività si rilevano
praticamente solo nei carcerati tossico dipendenti.
Analizzando la letteratura si scopre che il tasso di
sieropositività nelle carceri del sud Africa è del 2,3% ed è
logico aspettarsi quindi che tale tasso sia nettamente
inferiore nella popolazione generale. E, invece, le stime
"ufficiali" fornite dalle organizzazioni mondiali di salute
pubblica comunicano un tasso di sieropositività pari al 20%
in tutta la popolazione sud-africana....
Le prostitute vennero considerate fin dall'inizio il gruppo
più a rischio di esposizione alle malattie veneree e vennero
da subito considerate un grave problema per la sanità
pubblica. Ma, stranamente, l'Aids è praticamente introvabile
in questo gruppo "a rischio", e le prostitute sieropositive
sono esclusivamente quelle che sono anche tossicodipendenti.
L'Aids non ha nessuna caratteristica tipica delle malattie
sessualmente trasmissibili reali che si contraggono
rapidamente (in qualche giorno), senza distinzione di razza
o di sesso maschile o femminile, e con una enorme presenza
del microbo rilevabile con facilità nel soggetto infetto.
Gli ortodossi si guardano bene dal commentare queste
evidenze e continuano a diffondere l'idea secondo la quale
l'Aids si trasmetta per via eterosessuale, soprattutto a
causa dei rapporti sessuali con le prostitute. Anche in
questo caso, gli studi scientifici condotti fin dall'inizio
della presunta epidemia di Aids dimostrano esattamente il
contrario.
Uno studio condotto in New Jersey (uno degli Stati in cui si
fa maggior uso di droghe) su 62 prostitute diagnosticate
sieropositive ha dimostrato che 47 di esse (il76%) erano
tossicomani endovenose. Sulle restanti 15, gli autori hanno
ipotizzato che queste avessero mentito riguardo all'uso di
droghe e che alcune di esse avessero mostrato di recente
altre infezioni sessualmente trasmissibili (causa di falsi
positivi).
Un altro studio realizzato in Nevada su 535 prostitute che
lavoravano nelle case chiuse non ha rilevato un solo caso di
sieropositività.
Per contro, nelle prigioni del Nevada venne riscontrato un
tasso di sieropositività nelle prostitute detenute pari al
6%. Tutte loro erano tossicomani.
Altri studi simili sono stati condotti a Parigi: su 56
prostitute testate, nemmeno un caso di sieropositività;
- a Londra: nemmeno un caso di sieropositività su 50
prostitute testate in una clinica specializzata in malattie
veneree;
- a Nuremberg: nessun caso di sieropositività sulle 339
prostitute testate;
- in Italia: solo le prostitute tossicomani si sono rivelate
sieropositive.
La TRASMISSIONE MADRE-FIGLIO
La scienza ortodossa afferma che il contagio madre-figlio
avvenga in 3 modi: durante la vita fetale, durante il parto
e tramite allattamento.
Bisogna sapere che gli anticorpi del neonato sono gli stessi
della madre. Il bambino inizierà a produrre suoi anticorpi
nel giro di qualche mese.
E' dunque logico che dei test anticorpali che siano
risultati postivi nella madre possano produrre un risultato
identico nel bambino.
In assenza di alcun trattamento, il bambino ritorna
naturalmente sieronegativo nella maggior parte dei casi.
Sebbene questo sia ben noto alla comunità scientifica, si
continua a consigliare, o meglio ad imporre, il trattamento
con antiretrovirali a dei neonati, con risultati devastanti
su un bambino in fase di sviluppo.
Tutto ciò indica chiaramente che l'Aids, la cui realtà
clinica rimane comunque indiscutibile, non ha alcuna
caratteristica tipica delle malattie sessualmente
trasmissibili e nessuna prova scientifica è mai stata fornita
a sostegno di questa assurda tesi.
UNA "MARCIA INDIETRO" ?
Il 4 gennaio 2010 il governo statunitense ha preso una
decisione alquanto bizzarra, e ancora più bizzarro è il
fatto che nessun telegiornale o rivista ne abbia fatto cenno
(questa volta Sharon Stone,Bono, Elton John etc.. non erano
disponibili ?):
l'Hiv è stato rimosso dalle malattie sessualmente
trasmissibili di interesse per la salute pubblica perchè,
come ha sottoscritto Hillary Clinton "non rappresenta un
rischio significativo".
Ecco un estratto dal documento originale
del
CDC (Center for Deseases Control):
“HHS/CDC is removing HIV infection from the definition of
communicable disease of public health significance contained
in 42 CFR 34.2(b) and scope of examination, 42 CFR 34.3
because HIV infection does not represent a communicable
disease that is a significant threat to the general U.S.
population”. (per chi volesse consultare il sito del
CDC questo è il link:
http://www.cdc.gov/immigrantrefugeehealth/laws-regs/hiv-ban-removal/final-rule-technical-qa.html)
La più grave minaccia nella
storia dell'umanità è inspiegabilmente diventata nel
silenzio dei mass-media una "malattia" meno preoccupante
della gonorrea, che è invece rimasta nell'elenco delle
malattie sessualmente trasmissibili di interesse pubblico.
Ancora una volta, appare evidente come la psicologia del
terrore (tra l'altro di bassa caratura agli occhi di uno
specialista del settore) utilizzata dalle fonti governative
si basi sulla iper-diffusione di notizie false al fine
creare sentimenti di panico nel mondo e sul silenzio più
totale riguardo alla verità scientifica e oggettiva che viene
sottoscritta dopo decenni dalle stesse menti che hanno
inventato questa squallida menzogna. La più grave nella
storia della scienza.
Per APPROFONDIMENTI:
www.youtube.com:
“House of Numbers Epidemiologia e Aids”;
Dott. Alessio Pisani (AIDS) Radio Ies Ouverture Parte 1 e 2
“L’Altro lato dell’Aids”;“The Emperor’s New Virus?”“La
scienza del panico”;“
HIV INFORMA: Intervento Prof. Marco Ruggiero
Daniele Mandrioli “DOES HIV CAUSE AIDS?”
http://www.scribd.com/doc/135815902/Il-Virus-Hiv-Non-Esiste-VIROLOGIA-EPIDEMIOLOGIA-E-LOGICA-SULLA-MENZOGNA-DEL-SECOLO
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
ZT,
DDI, 3TC, inibitori della proteasi: questi sono i nomi dei farmaci più
noti per la lotta all'AIDS. Sono tutti nati qui, negli Stati Uniti
d'America, e ad essi è aggrappata la speranza di centinaia di migliaia di
ammalati.
Ma da tempo un gruppo di autorevoli ricercatori sostiene che
l'approvazione di questi farmaci è passata attraverso test incompleti e
pressioni di ogni tipo.
Il tutto per nascondere al pubblico che gli
effetti a lungo termine degli inibitori della proteasi sono sconosciuti e
che l'AZT sarebbe inefficace o, addirittura, che avrebbe accelerato la
morte di migliaia di ammalati.
Quest'ultima accusa è particolarmente
scioccante e viene estesa anche alla classe medica ma, soprattutto, alla
casa farmaceutica produttrice dell'AZT che, secondo alcuni ricercatori,
sarebbe sempre stata a conoscenza della pericolosità di questo
medicinale.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
HIV INFORMA: " La Scienza del Panico " - Quello che non ti
hanno detto sull'aids
Nel 1982 il
CDC
(USA) cercò fra i drogati di
eroina quelli che avevano ricevuto trasfusioni di sangue, oltre agli
emofiliaci, per trovare soggetti con sintomi simili al gruppo dei cinque
omosessuali.
Il tentativo era quello di dimostrare che quella “epidemia” si stava
diffondendo anche fra la popolazione in generale e non fosse specifica
di un gruppo a rischio.
Dopo qualche mese fu trovato un emofiliaco ed alcuni drogati che avevano
sintomi simili al gruppo dei cinque.
Questi soffriva di emorragie interne e aveva anche quel tipo di
polmonite, fatto che attirò particolarmente e subito l'attenzione del
CDC. La polmonite di quel malato (che e' stata poi chiamata
Sars) e le patologie dei drogati
successivamente trovati furono subito ri-diagnosticate per farle entrare
nella nuova “epidemia” di immunodeficienza.
Comunque anche quei successivi malati non avevano mai avuto contatti fra
di loro,
quindi NON poteva essere una epidemia !
Soggetti malnutriti (Haitiani) furono controllati dal CDC e anche le
loro malattie furono immediatamente ridiagnosticate e riclassificate per
farle rientrare nella casistica dell'epidemia (chiamata
AIDS).
vedi:
Cosa e' un Virus
Dopo questi “esperimenti scientifici” e “scrupolosi
controlli”
si decise che tutte quelle malattie (circa 30) facevano parte di
un'unica e pericolosa “sindrome contagiosa” ed il CDC coinvolse
nella nuova “idea” le più importanti istituzioni medico sanitarie e
politiche del paese.
Tutte le associazioni Gay degli Stati Uniti fecero
pressione perché non si evidenziasse la discriminazione nei loro
confronti e quindi il nome doveva essere “anonimo”.
Fin da subito, si ipotizzarono
numerose cause, una delle quali anche quella che fosse di origine
virale; i virus erano però già conosciuti e
nel
1983 all’Istituto Pasteur di Parigi, (produttore di
vaccini) Luc
Montagnier fece un’ipotesi che la causa potesse identificarsi in un
retrovirus, mai riscontrato precedentemente, i cui anticorpi venivano
trovati nel sangue di una percentuale del 60% nei soggetti a rischio.
A
questo punto occorreva
inventare un nome semplice da ricordare per
quella “epidemia”…..
Tutta
la popolazione avrebbe dovuto sentirsi coinvolta e potenzialmente
vittime del “contagio”.
..... e cosi' l'AIDS
"nacque".....
come nome esso e' stato
inventato di sana pianta !
anche se la malattia immunodeficienza e' da sempre
esistita.
Vi è anche
uno sparuto drappello di
studiosi che non
condividono gli orientamenti “ufficiali”, che affermano che l’HIV quale modello
teorico di struttura virale, è stato “costruito” a tavolino con
l’aiuto del computer, allo scopo di dare spiegazione ad alcune
evidenze cliniche e di laboratorio che si riscontrano nella sindrome da
immunodeficienza acquisita.
Nel
luglio del 1982 si scelse (il CdC) il nome di
AIDS (acronimo) derivante dalle iniziali di:
Acquired Immune Deficiency Syndrome, ovvero sindrome da
immunodeficienza.
Tutti i
media furono informati per ottenere la pubblicità alla cosa,
le
pressioni sull’apparato sanitario furono attivate al fine di
costruire tutte le parti mancanti….. dell’Aids.
Verso la fine dell’anno apparvero su tutti i quotidiano nazionali
decine di articoli che diventarono centinaia nel primo semestre del
1983.
Le copertine di tutti i “magazine” furono dedicate alla
“epidemia”
misteriosa sottolineando il pericolo per tutti in
generale,
generando grande e diffusa angoscia
nella popolazione.
vedi
Terrorismo
Mediatico
Infatti il giornale
"Newsweek" dell'11 aprile 1983 ha definito l'aids "La
più grossa minaccia del secolo alla salute umana".
Così facendo si
costruì l’interesse di tutta la classe medica per
cercare……. la “causa”…….un virus da “distruggere”, con
farmaci già sul mercato o con altri da ricercare.
È
interessante considerare retrospettivamente le reazioni delle diverse
componenti sociali e sopra tutto delle autorità mediche e sanitarie,
davanti all’aumento di casi di Aids.
L'atteggiamento del pubblico, colpito e spaventato dagli esagerati e ben
gestiti allarmi lanciati attraverso tutti i mezzi di comunicazione,
Radio TV, Giornali, è oscillato da atteggiamenti di condanna e paura a
quelli di solidarietà verso gli “infetti”.
Il grandissimo impatto sociale provocato dalla commistione esplosiva,
(amore, sesso e rischio mortale), ha portato non solo a sopravvalutare
enormemente il problema, ma anche a una scarsa disposizione critica
della classe dei ricercatori e di quella
medica, nei confronti di quella
che molti scienziati, fra i quali Duesberg (virologo di fama mondiale),
Rubin e persino Montagnier (Istituto Pasteur) hanno definito come la
nuova religione del secolo XX:
la “Scienza”.
In
questo contesto sociale di confusione, ben
gestito dai poteri forti ma e
sopra tutto dalla sanità mondiale e dall’OMS, è venuto largamente
meno quell'atteggiamento “critico e spregiudicato” e ciò in tutti i
settori della ricerca, che la pratica scientifica dovrebbe favorire e
incentivare come costume intellettuale da percorrere in ogni situazione.
Infine
il virus dopo essere stato concepito…..nacque……..e si chiamò….STLV…..HI……infine
HIV;
una volta partorito, si trattò di inventare anche un test “per
dimostrarne l’esistenza” e diffondere ulteriormente la paura e la
possibilità di conoscere se si era “contagiati” facendo il test.
Fin da subito, si ipotizzarono numerose cause, una delle quali anche
quella che fosse di origine virale; i virus erano però già conosciuti
e nel 1983 all’Istituto
Pasteur di Parigi, (produttore di vaccini) Luc Montagnier fece
un’ipotesi che la causa potesse identificarsi in un retrovirus, mai
riscontrato precedentemente, i cui anticorpi venivano trovati nel sangue
di una percentuale del 60% nei soggetti a rischio.
Nell’Aprile del
1984 negli
USA, il Segretario del “U.S. Health and Human Service”, con
il dr. R. Gallo, annunciarono al mondo di aver “accertato” che
l’aids era una malattia causata da un retrovirus perciò infettiva,
ereditaria e che si trasmetteva per via sessuale.
Gallo e
Montagnier dichiararono nel 1984 di aver scoperto un nuovo
virus: Il virus dell'immunodeficienza umana (HIV),
responsabile della sindrome di immunodeficienza acquisita
(AIDS), è stato identificato dal gruppo di Luc Montagnier
dell'Istituto Pasteur nel 1983.
Questa scoperta fu confermata nello stesso anno da Robert
Gallo del National Cancer Institute di Bethesda, il quale a
sua volta fu in grado di isolare lo stesso virus dal sangue
di alcuni malati di AIDS.
(NdR: Questo e’ quanto affermano le autorita’ ufficiali ! )
Ma la verita’ e’ che quello che fecero e’ riassumibile nei
punti seguenti:
1) trovarono segni di attività transcriptasica in colture
cellulari.
2) mostrarono fotografie di particelle simil-virali senza
prova che fossero
virus.
3) ritrovarono alterazioni cellulari nelle stesse colture,
alterazioni che
si potevano ritrovare anche in colture cellulari "non
infette".
Quanto sopra lo attribuirono in via ipotetica al virus
ipotetico che proposero come responsabile ipotetico
dell'AIDS.
Il gruppo di Gallo, infatti, non portò nessuna prova che
l'attività transcriptasica né le alterazioni cellulari
rilevate fossero causate dal virus che non aveva isolato.
Inoltre i suoi lavori furono completati con frodi e
macroscopiche alterazioni dei dati.
Nei lavori iniziali, il gruppo di Montagnier mantiene la
prudente conclusione che: "Il ruolo del virus nell'eziologia
dell'AIDS deve essere determinato". Ciò tuttavia non li
trattenne di annunciare al mondo intero (il famoso 23 aprile
1984) ed i giorni seguenti di aver trovato la probabile
causa dell'AIDS. Come è noto, comunque, anche quell'ultima
cautela, l'aggettivo "probabile" si dissolse rapidamente nel
nulla, lasciando il posto all'incrollabile, rocciosa
certezza che a tutti è stata inculcata.
Da allora di anni ne sono passati molti, eppure nessuna
fotografia di una particella virale
isolata né delle sue
proteine e dei suoi acidi nucleici è stata pubblicata.
Tutto ebbe inizio nel 1984
– dice Kary Mulis, premio Nobel per la chimica nel 1993 –
quando uno scienziato molto ambizioso, Robert Gallo, che non
riusciva a trovare nessun cancro causato dal suo virus
favorito e si sentiva per questo estremamente frustrato,
ricevette una comunicazione dal suo collega Montagnier (Ist.
Pasteur di Parigi, produttore di
Vaccini): aveva trovato l’Hiv in un paziente
omosessuale malato di Aids. Il passo successivo fu quello di
fare un test per trovare questo retrovirus in tutti gli
ammalati di Aids. Fatto il test e incamerati anche un sacco
di soldi. Videro che il virus era presente effettivamente
nella maggioranza dei pazienti.
Ma in qualunque malato di Aids si trovano una montagna di
virus che possiamo caratterizzare, e la maggioranza di
questi sono assolutamente innocui. A quel tempo era
presidente Ronald Reagan, sotto pressione dell’opinione
pubblica perché si trovasse qualcosa alla svelta per fermare
questo nuova malattia». Successivamente intorno allo studio
di questa patologia si addensarono interessi leciti e
illeciti. Si provocò una sorta di disattenzione nei
confronti di altre malattie mortali come il cancro, la
tubercolosi, la lebbra. In 20 anni l’Aids è stata sviscerata
nei minimi dettagli tranne che per la cura.
Quanto alla paternità della scoperta se la litigarono Gallo
e Montaigner, ma soltanto per usufruire dei milioni di
dollari per il brevetto del test. Eppure, secondo l’Oms
“soltanto due centesimi su ogni dollaro che viene speso per
la ricerca riguarda la diffusione di questa malattia nei
Paesi del Terzo mondo, che sono di gran lunga i più
colpiti”.
La ricerca, inoltre, viene portata avanti in una sola
direzione, cioè per lo studio di un vaccino contro l’Hiv,
dando per scontata la tesi di Gallo. Non c’è spazio e non ci
sono fondi per chi cerca di seguire altre strade.
Nel corso della conferenza stampa, si affermò che la diffusione della
infezione virale e quindi dell’aids, si sarebbe espansa a macchia
d’olio dai gruppi a rischio, alla popolazione in genere, (questo per
lanciare sul mercato del commercio il
test sull’aids) e
che entro il 1986
avrebbero messo a punto un
vaccino per l' Aids
che avrebbe bloccato
l’epidemia.
Limitiamoci a
dire che la famosa semi-seria conferenza stampa di
Robert Gallo del 1984 in cui si dichiarava al mondo la
scoperta dell'agente che provocava l'AIDS taceva sul
fatto che il virus che sarebbe poi stato chiamato HIV
non obbediva ai "postulati
di Koch".
Robert Koch fu il primo ad adottare sperimentalmente
alcuni criteri, già in precedenza formulati da J. Henle,
che altro non sono se non quattro regole generali per
stabilire se un certo microorganismo è o meno la causa
di una certa malattia.
I postulati sono i seguenti:
1. il presunto agente responsabile della malattia in
esame deve essere presente in tutti i casi riscontrati
di quella malattia.
2. deve essere possibile isolare il microorganismo
dall'ospite malato e farlo crescere in coltura pura
3. ogni volta che una coltura pura del microorganismo
viene inoculata in un ospite sano (ma suscettibile alla
malattia), si riproduce la malattia.
4. il microorganismo deve poter essere isolato
nuovamente dall'ospite infettato sperimentalmente.
Duesberg, vedi ad esempio la sua nuova teoria sul
cancro:
http://abeonaforum.wordpress.com/2007/06/27/an-alternative-controversial-theory-of-cancer/
Gallo
e Montagnier dichiararono nel 1984 di aver scoperto un nuovo
virus: Il virus dell'immunodeficienza umana (HIV),
responsabile della sindrome di immunodeficienza acquisita
(AIDS), è stato identificato dal gruppo di Luc Montagnier
dell'Istituto Pasteur nel 1983.
Questa scoperta fu confermata nello stesso anno da Robert
Gallo del National Cancer Institute di Bethesda, il quale a
sua volta fu in grado di isolare lo stesso virus dal sangue
di alcuni malati di AIDS. (NdR: Questo e’ quanto affermano
le autorita’ ufficiali ! )
Ma la verita’ e’ che quello che fecero e’ riassumibile nei
punti seguenti:
1) trovarono segni di attività transcriptasica in colture
cellulari.
2) mostrarono fotografie di particelle simil-virali senza
prova che fossero virus.
3) ritrovarono alterazioni cellulari nelle stesse colture,
alterazioni che si potevano ritrovare anche in colture
cellulari "non infette".
Quanto sopra lo attribuirono in via ipotetica al virus
ipotetico che proposero come responsabile ipotetico
dell'AIDS.
Il gruppo di Gallo, infatti, non portò nessuna prova che
l'attività transcriptasica né le alterazioni cellulari
rilevate fossero causate dal virus che non aveva isolato.
Inoltre i suoi lavori furono completati con frodi e
macroscopiche alterazioni dei dati.
Nei lavori iniziali, il gruppo di Montagnier mantiene la
prudente conclusione che: "Il ruolo del virus nell'eziologia
dell'AIDS deve essere determinato". Ciò tuttavia non li
trattenne di annunciare al mondo intero (il famoso 23 aprile
1984) ed i giorni seguenti di aver trovato la probabile
causa dell'AIDS. Come è noto, comunque, anche quell'ultima
cautela, l'aggettivo "probabile" si dissolse rapidamente nel
nulla, lasciando il posto all'incrollabile, rocciosa
certezza che a tutti è stata inculcata.
Da allora di anni ne sono passati molti, eppure nessuna
fotografia di una particella virale isolata né delle sue
proteine e dei suoi acidi nucleici è stata pubblicata.
Queste affermazioni effettuate in assenza di seri studi e dimostrazioni
scientifiche con opportuni test in doppio cieco, che debbono anche
essere pubblicate sulla stampa specializzata,
fu
accettata come vera senza controllo dalla comunità
scientifica mondiale e senza ulteriori
conferme, fu lanciato un programma di ricerca in tal senso e fu iniziata
la richiesta ai vari governi delle nazioni occidentali del mondo, delle
somme di denaro per la “ricerca” della possibile cura e
dell’eventuale vaccino.
Comunque
fino ad oggi, quasi 3 decenni, dopo e
migliaia di miliardi
di $$ spesi invano, NON è
stata trovata nessuna cura, nessun “vaccino” malgrado il denaro,
milioni di dollari, speso nella “ricerca”
che e' dichiaratamente fasulla
!
A questo punto, nel 1984, si inserisce la denuncia di Luc Montagnier,
che richiedeva la “paternità” della scoperta dell’origine virale,
per il fatto che egli aveva inviato un anno prima a Gallo, parte proprio
di quel retrovirus e per il fatto che Montagnier non era assolutamente
sicuro che l’origine dell’aids fosse quella dichiarata da Gallo.
Egli dopo aver depositato il brevetto per il test diagnostico dell'HIV,
messo alle strette, ha ritrattato salvandosi in corner con il
"freezer accident", secondo il quale il virus isolato in
Francia dal gruppo di Montagnier dell'Istituto Pasteur era
particolarmente colonizzatore, per cui vi era stata una
contaminazione nel/del laboratorio di Gallo.
Montagnier e Gallo hanno a lungo polemizzato attribuendosi la paternità
della scoperta, accusandosi a vicenda di aver agito fuori etica medica,
dandosi a vicenda dell’imbroglione; essi si sono infine accordati (dietro le
pressioni
politiche) nel suddividersi i proventi del test ! (5 milioni di dollari, di utili all’anno,
nel 1984.....).
Una successiva commissione accertò l’origine fraudolenta del lavoro
di Gallo e dopo una grossa diatriba fra i governi Americano e Francese,
l’accordo fu raggiunto sulla suddivisione degli utili derivanti dal
brevetto del test HIV,
al 50 %,
fra i due, il
Francese e
lo Statunitense (Montagnier e Gallo); che fosse o meno il retrovirus
HIV la causa dell’aids, non si discusse nemmeno, ci si accordò
solo sui guadagni derivanti; infatti nel
1987
il Ministro Chirac (Francia) ed il Presidente Ronald Reagan (Stati
Uniti) firmarono un “patto” ovvero un accordo commerciale
per la gestione comune dei
test
per l'AIDS.
A questo “patto” è allegata, come fondamento giuridico, la
“cronologia dell'AIDS” convenuta dalle parti durante gli accordi
preliminari.
Quella “cronologia” è un
grossolano falso e ciò quindi significa
che il vero scopo dell'accordo era diverso da quello dichiarato e non
doveva essere reso noto al pubblico.
Tutti i “lavori scientifici” di quel
tempo, sono basati sui lavori fraudolenti di quei ricercatori e sulla
loro “scoperta
fasulla”.
Le previsioni di Gallo NON si sono avverate ed oggi vi sono nel mondo
circa 200 ricercatori, capeggiati dal dott.
Peter Duesberg (USA), eminente
studioso biologo molecolare, ricercatore dell’Università di Berkeley
in California e Membro dell’Accademia delle Scienze, che denunciano le
evidenti scorrettezze della teoria “ufficiale ed imperante”, cioè
l’assoluta inattendibilità del relativo e tanto propagandato test ed
anche la pericolosità del costoso farmaco AZT, che purtroppo è in
grado di provocare direttamente l’aids, per via delle sue evidenti
proprietà immuno soppressive.
Per aver diffuso queste informazioni (in contrasto totale con quelle di
Gallo/Montagnier), ha perso i fondi per la ricerca e gli è costato il
discredito professionale.
Il programma di “ricerca” dei ricercatori intruppati, era basato
sull’ipotesi che la causa fosse un retrovirus, che recentemente è
stato chiamato HIV (prima STLV ed altri nomi HTLV 1 – 2 ecc.).
Ecco
quanto affermano alcuni Dissidenti
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
IL
VIRUS
HIV
Secondo il biologo, virologo e genetista tedesco Dr.
Stefan Lanka, non sono state compiute le condizioni scientifiche
necessarie per dimostrare che è stato isolato il «virus HIV». Questo
mette in dubbio la sua stessa esistenza.
Il Dr. Lanka è uno dei pochi virologhi del mondo che
è riuscito a isolare un nuovo virus. È il Ectocarpus Siliculosus
Virus (EsV), il primo trovato in un'alga marina eucariota. Egli ha denunciato ad un Tribunale tedesco l'apparato
sanitario per Truffa e la
sentenza
ha confermato che l'apparato medico-sanitario NON e'
stato capace di confermare con prove scientifiche la
presenza del virus quale causa dell'Aids ! vedi:
Cosa
e' un Virus
Per isolare un virus bisogna presentare quattro foto:
del virus che infetta le cellule, del virus solo, delle proteine del suo
involucro, e del suo acido nucleico. Dopo bisogna stabilire quali
aminoacidi compongono le sue proteine, e quali lettere genetiche il suo
acido nucleico, in che ordine sono disposti, cioè bisogna poterli
sequenziare. Bisogna anche effettuare gli esperimenti di controllo, cioè
bisogna lavorare in parallelo con lo stesso tipo di cellule, ma senza
infettare. Ciò significa che bisogna fare esattamente le stesse
operazioni con gli stessi prodotti, nelle stesse concentrazioni, durante
lo stesso tempo, alla stessa temperatura, cioè esattamente nelle stesse
condizioni tecniche. Il risultato dev'essere che non si trovi nulla che
coincida con le foto del virus.
Finalmente, a misura che la ricerca
prosegue, si devono pubblicare le conclusioni in riviste scientifiche
adatte, allo scopo che quanto si è fatto possa essere riprodotto in
altri laboratori e si possano raggiungere gli stessi risultati.
Per denunciare che
non si è compiuta nessuna di
queste fasi nel caso del HIV, la rivista dei sopravvissuti dell'AIDS
Continuum
di Londra, offre, a partire da dicembre 1995 un premio di 1000 Sterline
a chi produca le prove inequivocabili della
sua esistenza.
Altre associazioni a livello
internazionale si sono unite a questa iniziativa ed, attualmente, il
premio offerto supera già i 50.000 Euri. Finora nessuno
è riuscito a vincere questi premi.
vedi: Hiv inventato
+ Test fraudolenti
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Negli USA, un
volume-shock sull’Aids
"Il
mondo senza Aids", la
Credence Pubblications sta per editare negli USA questo libro a cura
di due studiosi, Steven Ransom e Phillip Day, che per 10 anni
hanno raccolto notizie e dati sulla scottante questione della sempre
più fragile teoria secondo cui virus HIV accuserebbe "AIDS.
Il
libro è frutto di 10 anni di ricerche che hanno approfondito gli
aspetti della multi milionaria in $, storia che sta dietro lo HIV,
(virus che hanno inventati) una storia di interessi
loschi, atroci condotte corporative, di progetti inumani e
vergognosi
legalizzati dai livelli politici più alti.
Nel
libro si legge di persone ritenute positive allo HIV che hanno
scoperto la verità sull'aids e l’ipotetico virus, che hanno
rifiutato farmaci tossici e che sono vive a tutt'oggi e libere
dall'aids.
Ecco
cosa ha scritto del libro il giornalista Alex Russel, di Continuum
Magazine: "Ransom e Day sono gli Woodward e Bernstein dell'AIDS
Gates esposto alla corruzione, alla frode e alle bugie su cui
l'industria multi bilionaria in $ dell'AIDS, è basata".
Scrive
il Dr. Stefan Lanka di Regimed: "Il mondo senza AIDS”
è una
lettura perfetta per tutti per capire cosa veramente accade dietro
le quinte nel campo dell'AIDS. Sia da un punto di vista scientifico
che politico, in nessun altro lavoro l'AIDS è stato meglio
spiegato. Un capolavoro".
Scrive
un intervistato sieropositivo Michele M.: "Quando risultai
sieropositivo nel 1988 mi dissero che avevo tre anni di vita. Dodici
anni più tardi sto abbastanza bene. Spero che la gente mi ascolti e
che cambi l'opinione sull'AIDS. L'ignoranza è la vera
epidemia".
Scrive
ancora Erik D.: "Risultai sieropositivo nel 1990 e nove anni
dopo sono sano e non ho preso alcun farmaco. Ho tre raccomandazioni
da fare a tutti coloro che risultano sieropositivi: informatevi,
informatevi e informatevi su tutti gli aspetti e i punti di vista
dell'HIV e dell'AIDS".
E
ancora Simon H. :"Quando ho letto il libro sono rimasto
scioccato di aver potuto credere per tanto tempo a cose non vere.
Non esiterò a darne copia a tutti coloro che pensano di fare il
test dell'HIV o
che
hanno avuto la diagnosi di AIDS".
By
http://www.duesberg.com
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16. What
if everyting you thought you knew about AIDS was wrong? – Christine
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>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
TUTTO QUELLO CHE NON VI HANNO
DETTO SULL'AIDS
Dopo che per anni siamo stati
terrorizzati dallo spettro terrificante dell’AIDS, oggi non
se ne parla quasi. Forse per questo è venuto il momento di
riscrivere la storia di questa misteriosa sindrome, che
colpisce selettivamente omosessuali e drogati.
C’è chi sostiene che questa terribile malattia è stata
creata in laboratorio come arma di sterminio controllato
(1).
In vero, assistiamo al
propagarsi di nuovi razzismi, culminanti in "programmi di
controllo" che celano genocidi e stermini accuratamente
programmati in ambienti militari e asettici laboratori, dove
si studiano nuovi tipi di morte. In certi ambienti
scientifici, si svolgono esperimenti, capaci di suscitare
veri e propri flagelli. La nostra, in fondo, è un’Era di
pericolosi angeli sterminatori o, se preferite, anticristi.
Un documento del Dipartimento
della Difesa degli Stati Uniti, gli Atti del 91° Congresso –
Sottocomitato del Dipartimento della Difesa, 1 Luglio 1969,
dice testualmente: "Gli studi sulla biologia molecolare
progrediscono con straordinaria velocità. (…). Entro cinque
o dieci anni sarebbe possibile produrre un nuovo agente
biologico che non esiste in natura, e contro cui non è stata
acquisita nessuna immunizzazione naturale". Nel periodo di
tempo previsto, "cinque o dieci anni", scoppia l’epidemia
denominata AIDS.
La storia dell’AIDS, dunque,
sarebbe molto diversa da come fino ad ora è stata
raccontata. La verità sarebbe ben altra e nel mio libro (2)
documento cosa si nasconderebbe dietro la cosiddetta "peste
del XX secolo".
Nel 1981, presso il "Centers for Disease Control" di
Atlanta, in Georgia, si cominciò a parlare di una nuova
malattia molto contagiosa denominata: "Sindrome di
immunodeficienza acquisita" provocata, a quanto dicevano e
dicono, da un virus. Robert C. Gallo e Luc Montagnier, gli
scopritori spiegarono che l’AIDS è: "...una malattia
devastante causata da una classe di agenti infettivi - i
retrovirus - che erano stati individuati per la prima volta
in esseri umani solo qualche anno prima. ...fu isolato un
nuovo virus - il virus dell'immunodeficienza acquisita
dell'uomo (HIV, da human immunodeficiency virus) - e si
dimostrò che esso era la causa della malattia..." (3). E
solo nel 1984, l’allora Ministro della Sanità statunitense
Margaret Heckler ed il virologo Robert Gallo, dell’Istituto
Superiore di Sanità, annunciarono al mondo, nel corso di una
conferenza stampa, che era stata individuata una nuova
malattia virale, trasmessa attraverso il sangue o i rapporti
sessuali.
Si disse e ancora si dice che
esso opera sulla cellula a livello genetico in maniera tale
che il DNA delle cellule infettate riceve "comandi"
direttamente dall’RNA virale, differentemente di come
solitamente avviene nelle cellule, dove i "comandi" sono
trasmessi dal DNA, mentre l’RNA si comporta soltanto da
messaggero. Questo modus operandi gli deriva da un
particolare enzima, la trascrittasi inversa, che costruisce
una coppia di DNA a partire dall’RNA virale, che poi va ad
integrarsi nel patrimonio genetico (DNA) della cellula
ospite. Il "virus dell’immunodeficienza acquisita"
infetterebbe i linfociti T (helper), adibiti alla produzione
di anticorpi da parte del sistema immunitario.
Diversi scienziati sono convinti
che non sia, com’è sancito dall’ortodossia medica, il virus
HIV a causare l’AIDS e, tra questi, il famoso scienziato
Peter Duesberg (http://www.duesberg.com/), esperto, a
livello mondiale, di retrovirus e professore di biologia
molecolare alla University of California di Berkeley,
scopritore, nel 1970, del primo gene collegato al cancro,
che, tra l’altro, afferma: "Il virus di Gallo non è la causa
dell’AIDS perché non rispetta i postulati di Koch e Henle di
malattia contagiosa e perché non rispetta sei regole
cardinali della virologia" (4). In sostanza Koch ha
affermato che si può parlare di malattia contagiosa solo
quando l’agente infettante, oltre a causare la stessa
affezione in tutti quegli individui coi quali viene a
contatto, è anche sempre presente in ogni stadio della
malattia.
Con l’AIDS tutto ciò non
avviene, infatti, "ci sono molti casi di persone con tutti i
sintomi dell’AIDS ma che non presentano alcuna infezione da
Hiv, così come ci sono soggetti che sono stati infettati
dall’Hiv da oltre 10 anni e che non mostrano alcun segno di
malattia" (5).
E’ da sottolineare, invece, che
il modello dell’HIV (nome attuale del virus di Robert Gallo
deciso da un apposito comitato scientifico al posto dei nomi
LAV e HTLV-III) sta miseramente fallendo ad ogni test
scientifico.
La ricerca basata su di esso non è stata in
grado di fornire non soltanto una cura efficace o un
vaccino, ma neanche una spiegazione teorica per il
meccanismo che causa lo stato patologico. Che l’HIV non sia
la causa dell’AIDS sono ormai diversi scienziati a crederlo,
tra i quali, oltre al prof. Duesberg, i premi Nobel Walter
Gilbert e Kary B. Mullis, ecc..
Quest’ultimo è stato
insignito del prestigioso riconoscimento per la Chimica nel
1993, per aver scoperto la Polimerase Chain Reaction (PCR),
metodo per amplificare il DNA applicato pure nello studio
dell’HIV. Neppure Eleni Papadopulos-Eleopulos ci crede.
Gli scienziati, sulla causa
dell’Immunodeficenza acquisita (AIDS), propendono per
spiegazioni diverse, che possono essere suddivise in due
correnti: la prima attesta che l’HIV è necessario ma
insufficiente, perché asserisce che devono essere presenti
altri cofattori per far esplodere la malattia. La seconda
corrente, invece, attesta che questo virus sarebbe niente
più che il segno di una immunodeficienza già preesistente,
provocata da agenti non per forza di cose infettivi, che
potrebbero essere anche chimici, comportamentali e/o
ambientali. Il prof. Duesberg ha precisato inoltre:
"promuovo le mie idee per integrità scientifica, perché
quando scopri che una strada non funziona è giusto cercarne
altre", aggiungendo che "chi sostiene che l’Aids è provocato
dal virus Hiv spinge migliaia di persone a prendere una
medicina dannosa come l’Azt e convince i sieropositivi che
la loro vita è di fatto finita, terrorizza il mondo intero
riguardo ai rapporti sessuali, e specula sull’esistenza di
persone malate".
Ci stanno ancora altre teorie,
molto inquietanti, sull’Aids e chi le diffonde viene
tacciato di cospirazionismo, di paranoia e ridicolizzato.
Alcune di queste gravi accuse meritano, per lo meno, di
essere conosciute dall’opinione pubblica, visto che non
trovano spazi sui mass media che diffondono soltanto le
teorie "ufficiali". Ecco di seguito un breve sunto di queste
gravissime accuse. Taluni studiosi hanno sostenuto che
questa terribile malattia è stata creata in laboratorio come
arma di sterminio controllato.
Sorprende, inoltre, sapere che
il virus responsabile dell’immunodeficienza acquisita è
stato scoperto da Gallo, addirittura, un anno prima che si
manifestasse la malattia! "Nessun altro ricercatore, mai,
nella storia della medicina, è riuscito a scoprire l’agente
patogeno di una epidemia l’anno prima che l’epidemia
scoppiasse. Solo Robert C. Gallo c’è riuscito"(6), hanno
denunciato i giornalisti Francesco Romano e Elizabeth Vogel.
Come si spiega questo anacronismo? La storia "ufficiale"
dell’AIDS racconta che il dott. Robert Gallo ipotizzò un
virus come causa dell’Immunodeficienza acquisita, a febbraio
1983, tuttavia, Jerome Groopman, sulla rivista "Nature", già
cinque mesi prima, a settembre dell’82, aveva scritto:
"Robert Gallo del National Cancer Institute sta studiando i
pazienti di AIDS in funzione del virus HTLV perché il virus
HTLV ha una simpatia per i T-linfociti, e perché è endemico
dei Caraibi" ("Nature", 9 settembre 1982).
La storia della "sindrome di
immunodeficienza acquisita" è del resto un vero e proprio
maledetto puzzle con risvolti e sorprese, così inquietanti,
da sembrare incredibili e guai a chi denuncia il misfatto.
Ci ha provato il professor Duesberg pubblicando assieme a
Bryan Ellison il libro: "Why We Will Never Win the on AIDS",
ebbene, una Corte Federale Di New York, il 29 dicembre del
1995, ha ordinato che tutte le copie del libro venissero
ritirate e distrutte. Una precedente ordinanza dello stesso
giudice vietava la distribuzione del libro ovunque in
America, anche gratuitamente (7). Come interpretare questa
congiura del silenzio?
E se davvero Duesberg avesse
ragione a sostenere che l’Hiv non è la causa dell’AIDS?
Allora sarebbe davvero tremendo per l’ortodossia sull’AIDS,
perché: "dal 1987 sta prescrivendo a più di 200.000
sieropositivi, non importa se colpiti o meno dall’AIDS, una
micidiale accozzaglia di farmaci venefici, come la
pentamidina e i chemioterapici (tipo l’AZT, il ddl e il ddc);
...sta infliggendo mortifere prognosi di AIDS a centinaia di
migliaia di persone risultate sieropositive al test
dell’HIV" (8).
Ma, se non è l’HIV, cos’è?
Il "Sunday Express" (26 ottobre
1986), scrisse che, secondo tre studiosi, "l’AIDS, la
patologia mortale apparsa nel 1979 negli USA e che miete
vittime in tutti i continenti, è stata ‘inventata’ in
laboratorio". Nel frattempo si levano, da più parti, accuse
gravissime mentre le bugie dette sull’AIDS "...ancora oggi
si ripetono per coprire lo sterminio dei negri, dei drogati
e degli omosessuali..." (9).
E’, infatti, ormai evidente che
ben lontana "dal minacciare la popolazione eterosessuale in
generale, l’AIDS resta confinato, principalmente, ai
tossicodipendenti ed agli omosessuali maschi di particolari
zone urbane" (10).
Cosa si cela dietro l’AIDS?
C’è chi ha parlato di sterminio,
di congiura contro una parte dell’umanità. La popolazione
nera degli Stati Uniti crede che "l’unico dato in comune tra
le vittime dell’AIDS... non è né il sesso né la droga, ma
sono le manipolazioni dell’uomo bianco.
Secondo queste
storie ai drogati viene fornita eroina opportunamente
tagliata con sostanze che danneggiano il sistema
immunitario, mentre gli omosessuali e gli africani vengono
infettati mediante vaccinazioni di massa, col pretesto di
proteggerli da altre malattie. Oppure accusano il governo di
praticare la guerra batteriologica contro i propri cittadini
omosessuali mettendo in giro un virus (!) che contagia a
preferenza gli omosessuali" (11).
Leggiamo ancora, nel dossier
inchiesta di Romano e Vogel, che "la rivista gay New York
Native, nell’83 pubblicò la lettera di un dipendente del
laboratorio di guerra biologica di Fort Detrick il quale
assicurava di aver partecipato all’operazione, che era
iniziata nel ‘78. La lettera era anonima ma è stata
pubblicata anche in Unione Sovietica dalla Literaturnaya
Gazeta (il 30.10.85 secondo Covert Action)...
Secondo un
articolo apparso con rilievo nel Times di Londra l’epidemia
di AIDS in Africa ed in Sud America segue la vaccinazione in
massa contro il vaiolo, effettuata nei primi anni ‘80. Per
estirpare il vaiolo dalla faccia della terra l’OMS avrebbe
vaccinato almeno 70 milioni di negri dell’Africa Centrale"
(12).
La gravissima accusa fu
pubblicata prima da un giornale di New Delhi "The Patriot"
(ottobre 1985), e poi ripresa e stigmatizzata dalla
sovietica "Literaturnaya Gazeta" il 30 ottobre dello stesso
anno. In Brasile, la notizia che il virus dell’AIDS era un
prodotto dell’ingegneria genetica, messo appunto come
terribile arma biologica, fu pubblicata dal giornale
"L’Estado de Sao Paulo". In Inghilterra, il 26 ottobre 1986,
il quotidiano londinese "Sunday Express" ripubblicò la
terribile accusa.
La "Pravda", nell’ex Unione
Sovietica, il 31 ottobre 1986, corredò una vignetta, che
raffigurava un militare che dava un pacchetto di dollari ad
un medico che aveva una provetta con dentro il mortale virus
con una didascalia che ribadiva l’accusa della creazione del
virus nei laboratori del Pentagono. La rivista francese
"Eléments" (n. 63, 1988) rilanciò l’accusa con un articolo
titolato "AIDS, il Pentagono sotto accusa". Tutto ciò sembra
essere però passato sotto silenzio.
E se l’AIDS fosse, davvero, una
vera e propria strage programmata di omosessuali, drogati,
gente di colore e poveri del mondo?
Proviamo a prendere sul serio
queste gravissime accuse. Non c’è dubbio che un certo
razzismo considera i gay e i drogati delle minoranze
moleste, di cui se ne potrebbe benissimo fare a meno. Quanto
alle sterminate masse di poveri del Terzo Mondo, che non
producono e coi loro bisogni pongono problemi alle nazioni
più ricche, un loro sterminio si concilierebbe molto bene
con il modello di una società basata sul mercato, la
produzione e il consumo. Secondo una filosofia alquanto
cinica, occorre qualcosa che sostituisca le guerre e le
grandi epidemie che in passato avevano la funzione di
calmierare e selezionare la popolazione del pianeta.
E’ atroce pensare che scienziati
e studiosi possano mettersi al servizio di un tale disegno,
ma d’altra parte non si può negare che in certi santuari
della scienza medica si agisca contravvenendo al giuramento
di Ippocrate e, invece, si sacrifichino vittime umane per
teoremi di morte. Lo ha denunciato il dott. Robert Newman,
presidente di un grande ospedale di New York, il "Beth
Israel Medical Center". Parlando dei tossicodipendenti ha
dichiarato: "Nessuno lo ha ancora detto apertamente, ma sono
sicuro che molti sono d’accordo che dovremmo lasciarli
morire tutti" (13).
Questa logica di morte è confermata
anche dalle parole di Julian Huxley, fondatore della Società
Eugenetica Britannica, il quale ha asserito che:
"L’intelligenza di un nero è differente da quella di un
bianco, come lo è il corpo (...). Del resto è sufficiente
vedere il comportamento religioso dei negri per comprendere
le differenze: urlano, danzano, si abbandonano alle emozioni
più violente (...). Negri e bianchi presentano differenze
organiche inarmonizzabili".
E’ in base a queste convinzioni
che l’uomo arriva a sterminare i propri simili. Ma poi,
dovremmo forse stupirci che si possano organizzare simili
crudeli stermini al termine di un secolo segnato dal nazismo
e dallo stalinismo ?
Questo abominio, d’altronde, è stato
denunciato, soprattutto nei primi anni ’80, da alcuni
studiosi e ricercatori che la pensano proprio cosi e, a
supporto delle loro gravissime accuse, indicano alcuni
documenti del governo degli Stati Uniti.
Tra questi, il Memorandum 200
per la Sicurezza nazionale è uno dei primi e forse il più
importante. Fu "redatto nell’aprile del 1974 dall’allora
Consigliere americano per la Sicurezza nazionale, Henry
Kissinger. Il documento, a lungo tenuto segreto, fu reso di
dominio pubblico nel 1990 grazie alla legge per la libertà
d’informazione, e collocato negli Archivi nazionali
americani. Si tratta di un documento agghiacciante, che
denota il cinismo di un governo quando afferma: "Lo
spopolamento, dovrebbe essere la principale priorità della
politica estera americana verso i Paesi del Terzo mondo"
(14).
Un altro documento terribile è
il "Global 2000 Report to the President" presentato dal
Dipartimento di Stato americano. Il giornalista Rogelio
Maduro nel suo libro "The Ozone Scare" scrive: "Questo
dossier fu elaborato dal Consiglio della Casa Bianca per
l’Ambiente e dal Dipartimento di Stato a partire dai primi
giorni della presidenza Carter.
Decine di alti funzionari e
centinaia di consulenti hanno lavorato a questo rapporto che
proponeva di fare del ‘controllo demografico’ la pietra
angolare delle politiche di tutti i futuri presidenti
americani. Nel rapporto e nei documenti che lo accompagnano,
si trovano tutta una serie di profezie terrorizzanti: crisi
delle risorse idriche, penuria di energia, carenza di
materie prime strategiche.
La causa di tutto ciò? La
crescita demografica. (...). E’ dunque necessario,
concludeva il documento, che il governo faccia convergere
politica estera ed interna con l’obiettivo di eliminare
questi uomini di troppo. (...). Dal momento in cui questo
documento è stato reso di pubblico dominio, sezioni intere
del governo americano non lavorano che per mettere in
pratica le sue raccomandazioni: il genocidio" (15).
Questo programma non è condiviso
solo dagli americani. Il celebre documentarista Jacques
Cousteau, che fu un accanito propugnatore del programma
xenofobo in Francia, scrisse: "Noi vogliamo eliminare le
sofferenze, le malattie? L’idea è bella ma non può rivelarsi
positiva nel lungo termine. C’è da temere di compromettere
così l’avvenire della nostra specie. E’ terribile da dirsi.
E’ necessario che la popolazione mondiale si stabilizzi e
perciò è necessario eliminare 350 mila uomini al giorno"
(16). E Filippo duca di Edimburgo, marito della Regina
Elisabetta II presidente del WWF internazionale, affermò:
"Nel caso che io rinasca, mi piacerebbe essere un virus
letale così da contribuire a risolvere il problema della
sovrappopolazione". (Deutsche Press Agentur, DPA, 8 agosto
1988).
Ecco un altro esempio del
disprezzo verso le popolazioni del Terzo mondo. Il patologo
dr. Cornelius Rhoades, che qualche anno dopo avrebbe diretto
il reparto di patologia del Rockefeller Institute, nel 1932,
diede inizio ad una vasta ricerca sul cancro. In definitiva
effettuava orribili esperimenti, tra cui far insorgere
deliberatamente delle infezioni sui malati. Trenta
portoricani, morirono a causa di questi orribili
esperimenti.
Rhoades come giustificazione sostenne che: "I portoricani
sono la più sporca, la più fannullona, degenerata e ladra
razza sulla faccia della terra... e che perciò tutti i
medici potevano deliziarsi nell’abuso e nella tortura di
questi sciagurati".
Alla luce di considerazioni così
sinistre non è più fantascienza credere a quanto sostengono
alcuni scienziati, e cioè che "l’AIDS fu in effetti il
risultato di un programma di ricerca a lungo termine".
Qualcuno afferma addirittura di averne le prove, come il
russo Jakob Segal, docente di biologia all’Università di
Humboldt, nella ex Germania orientale.
Il professor Segal è certo che l’AIDS è stato messo a punto
nel laboratorio di Fort Detrick, nel Maryland, un centro di
ricerca su armi chimiche e biologiche. Segal per dimostrare
la gravissima accusa pubblicò tutti i dati, che aveva
raccolto nel 1986, in un libro dal titolo: "AIDS: una
malattia prodotta in America".
In esso lo studioso sostiene
che: "il virus della immunodeficienza (Hiv), che molti
scienziati ritengono evolva in AIDS, è quasi identico ad
altri due virus: il Visna, una malattia mortale che colpisce
le pecore, il BVL (Bovine Leukemia Virus), ma non l’uomo, e
il virus della leucemia delle cellule T: Htlv-1 (Human T
Cell Leukemia Virus).
Il Laboratorio di alta sicurezza di Fort Detrick realizzò
l’unione dei virus Visna e Htlv-1. Il risultato fu l’Hiv
messo a punto tra la fine del 1977 e la primavera del 1978.
Il ‘cocktail’ di Fort Detrick venne testato su carcerati che
decidevano volontariamente di partecipare all’esperimento in
cambio della libertà anticipata. Siccome i sintomi non si
manifestano prima di 6 mesi, i test furono giudicati
fallimentari e i carcerati vennero rilasciati".
"Alcuni di loro erano
omosessuali, - continua Segal - e una volta arrivati a New
York, ignari delle loro condizioni, cominciarono a
trasmettere il contagio a persone del giro dei gay
newyorckesi. E qui, nel 1979, si manifestò il primo caso
conclamato di AIDS, e la malattia cominciò a diffondersi
rapidamente".
Un altro ricercatore Robert
Strecker, confermò le accuse fatte da Segal. Egli affermò:
"Quando si studia la natura del virus dell’AIDS si scopre
qualcosa di estremamente interessante. I geni del virus
dell’AIDS non esistono nei primati o nell’uomo. Se si prende
il materiale genetico di primati, scimpanzé, esseri umani e
lo si riordina, non si può ottenere l’AIDS". Per Segal
l’AIDS si sarebbe diffuso a causa di un incidente; per
Strecker, invece, sarebbe stato iniettato volutamente ai
membri della comunità omosessuale americana durante il
programma per la vaccinazione contro l’epatite B.
Nel frattempo si continua a
morire di AIDS specialmente tra le categorie a rischio
(omosessuali e drogati) e nel Terzo mondo. Tra i Paesi dove
vi sono più persone colpite dall’AIDS vi è l’India "che
conta già quattro milioni di abitanti sieropositivi e
rischia di diventare il Paese più colpito dall’epidemia
dell’AIDS. Lo ha denunciato a Manila il ministro della
sanità indiano, signora Renu Ka Chowdury..."(Rai-Televideo
del 26 ottobre 1997). Dopo quanto esposto il fatto che segue
fa venire la pelle d’oca. Il 19 gennaio 1989 "‘Nature’ esce
con una serie di articoli sconcertanti sull’India. "Saranno
sterilizzate tutte le mucche improduttive" scrive ‘Nature’.
Poi c’è la notizia che riguarda direttamente la nostra
storia: "entro il ‘92, dice ‘Nature’, tutti i bambini
indiani saranno
vaccinati contro una
serie di malattie". (...). Tutti i bambini indiani dovranno
essere immunizzati entro il 1992.
"Chiaramente qualcosa non
funziona nella redazione di ‘Nature’. In India ci sono più
di 200.000.000 di bambini, e il 92 inteso come anno non è
una scadenza realistica. (...). Alla fine del 1988 in India
si contavano 9 casi di AIDS"(17).
Traete da soli le conclusioni. Sulla base di questi fatti
esposti c’è da chiedersi con inquietudine che cosa ci
riserva il futuro. Che sia davvero in atto una mortale
congiura? Come si è visto non sono in pochi a crederlo.
Alcune delle tesi riportate in questo studio ricevono, oggi,
numerose conferme, anche molto autorevoli.
Un altro fatto, alquanto
enigmatico, fa notare "Nexus. New Time" (edizione italiana,
anno IV, n. 29, 2000) è quanto scrisse, il 30 aprile scorso,
il Washington Post che, tra l’altro: annunciava
un’iniziativa della National Security Agency (NSA) volta a
collocare lo studio dell’Aids e tutti gli istituti pubblici
della sanità, che lo stanno conducendo, sotto il controllo
della Central Intelligence Agency (CIA)… Il Presidente
Clinton, consigliato dal National Intelligence Council (NIC)
di dichiare formalmente l’epidemia globale di AidS una
‘minaccia alla sicurezza nazionale’ degli Stati Uniti, ha
trasformato questa politica in legge.
L’azione prefigura la probabile persecuzione, se non
l’incarcerazione o l’assassinio, degli scienziati
‘dissidenti’ che si occupano dell’AIDS… (Fonte: dr. Leonard
Horowitz, Idaho Observer, USA, luglio 2000)".
Curiosità.
Il Ministro della salute del Burkina Faso, ha diffuso una
teoria - da alcuni ricercatori già portata avanti -
sull'origine dell' HIV.
Manto Tshabalala-Msimang afferma che il virus fu introdotto
in Africa da una cospirazione mondiale, in particolare da un
gruppo occulto denominato ILLUMINATI che avrebbe introdotto
l'AIDS attraverso il vaccino per il vaiolo nel 1978.
Malgrado se ne conosca la cura, questa verrebbe tenuta
segreta per un oscuro programma finalizzato alla riduzione
della popolazione africana. La teoria è riportata nel libro
"Behold, a pale horse", scritto da William Cooper (www.stargatemagazine.com)
By Giuseppe Cosco
Note bibliografiche:
1. G. Cosco, "Storia segreta
dell’AIDS", Ediz. Segno, Udine 1996.
2. Ibid.
3. R. C. Gallo e L. Montagnier,
L’AIDS nel 1998, in "Le Scienze", n. 44, dicembre 1988, pag.
19.
4. "Science", 29 luglio 1988.
5. C. Thomas Jr., Kary B.
Mullis e Philip E. Johnson, What cause AIDS?. L’articolo
pubblicato sulla rivista "Reason" (giugno 1994) è
riportato in "AIDS una questione aperta", a cura di Raul
Vergini, GUIDE ALLA SALUTE di CARTAduemila, Andromeda,
Bologna 1995, pag. 10.
6. Francesco Romano e Elizabeth
Vogel, Le carte dell’AIDS, Cesco Ciapanna Editore, Roma,
marzo 1989, pag. 118.
7. "Nexus New Time", Edizione
italiana, n. 6, luglio-agosto 1996, pag. 7.
8. Dalla lettera di Peter
Duesberg pubblicata in "La rivista dei libri", novembre
1996, pag. 42.
9. Francesco Romano e Elizabeth
Vogel, Le carte dell’AIDS, cit., pag. 134.
10. C. Thomas Jr., Kary B.
Mullis e Philip E. Johnson, What cause AIDS?, cit., pag. 12.
11. Francesco Romano e Elizabeth
Vogel, Le carte dell’AIDS, cit., pagg. 96-97.
12. Ibid., pag. 97.
13. "Science", 12 febbraio 1988.
14. "XFACTOR", pubblicazione
edita dall’Istituto Geografico De Agostini, n. 14, 1997,
pagg. 16-17.
15. "L’Italia", settimanale, 22
marzo 1995.
16. "Corriere dell’Unesco",
novembre 1991.
17. Francesco Romano e Elizabeth
Vogel, Le carte dell’AIDS, cit., pag. 153.
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Il grande inganno della bufala
dell'AIDS - 24 Gen. 2012
Oggi il movimento del dissenso raccoglie oltre 700 firme tra
virologi, infettivologi, epidemiologi ed altri specialisti
di 23 nazioni tra cui 3 premi Nobel, tutti indignati dalla
colossale mistificazione e speculazione imbastita intorno
all'AIDS.
Sono passati oltre 12 anni da quando le autorità sanitarie
hanno cominciato ad annunciare al mondo intero che l'umanità
era minacciata da una nuova terribile peste, la cosiddetta
"peste del 2000" che nell'arco di pochi anni avrebbe colpito
decine e decine di milioni di persone continuando ad
espandersi a macchia d'olio fino a diventare veramente il
flagello del secolo che sta per finire e di quello che sta
per cominciare.
Nonostante questi allarmi spaventosi, però, l'AIDS continua
a restare una epidemia molto più piccola di quel che si vuol
far credere, confinata in Occidente ad alcuni gruppi a
rischio ben precisi; ed in Africa gonfiata da una
definizione artificiosa, capace di riunire sotto il suo
largo ombrello malattie antiche cambiandone il nome.
La
teoria ufficiale non è tuttora in grado di spiegare in quale
modo il virus HIV possa provocare le malattie che gli
vengono imputate. Tale teoria descrive l'AIDS come una
malattia infettiva provocata dal virus HIV che distrugge
pian piano le cellule del sistema immunitario, lasciando
l'organismo indifeso di fronte a malattie "opportunistiche".
Il virus penetra nell'organismo di un dato soggetto
attraverso un contatto con sangue o sperma infetto. Questa
infezione virale provoca una reazione anticorpale
inefficace, utile solo ad essere registrata con i cosiddetti
test dell'AIDS (o anti-HIV). La sieropositività
costituirebbe il segnale di una malattia subdola,
progressiva, inesorabile nella gran parte dei casi.
Dunque AIDS è un termine calderone che raccoglie condizioni
eterogenee e disparate. Si tratta di condizioni che vengono
tra loro associate solo quando il risultato del test
dell'AIDS è positivo. Se il risultato è negativo, le stesse
malattie vengono chiamate con il loro vecchio nome.
1)
Assenza di correlazione tra risultati del test e malattia:
Una peculiarità delle malattie infettive virali è che hanno
una causa unica (il virus), e ovviamente non possono
verificarsi in sua assenza. Così non c'è varicella senza il
virus della varicella, non c'è morbillo senza il virus del
morbillo e così via. La letteratura medica ha registrato
migliaia di casi di AIDS sieronegativi (cioè presentavano i
sintomi ma il test era negativo), e sieropositività (test
positivo) in assenza di AIDS. La reazione al test,
evidentemente capricciosa, può legarsi alla salute come alla
malattia, è spesso associata ad un aumento aspecifico delle
immunoglobuline, il che si verifica in molte situazioni,
come nel corso di malattie autoimmuni, di infezioni
croniche, di malaria, di parassitosi, talvolta anche per
motivi banali come una vaccinazione antinfluenzale.
2)
L'AIDS non si comporta come una malattia infettiva
contagiosa:
Nonostante l'allarmismo, l'AIDS è rimasto confinato a gruppi
in cui sono presenti fattori di rischio ben precisi:
a) tossicodipendenti: (circa il 32% dei malati in USA e il
60% in Italia) si tratta di individui che oltre a subire gli
effetti negativi dell'eroina, della cocaina, dell'alcool,
delle anfetamine e di altre sostanze psicotrope, si
alimentano in maniera scorretta ed insufficiente e sono
colpiti in modo più o meno continuo da infezioni multiple.
In queste condizioni di immunodepressione (molte droghe
hanno effetto depressivo sul sistema immunitario). Anche i
figli di madri tossicodipendenti ricevendo per via uterina
tossine dalla madre possono presentare una sieropositività
alla nascita.
b) omosessuali: (circa il 62% in USA e il 48% in Europa) il
problema riguarda gli utilizzatori sistematici di droghe
multiple, cocaina, extasy, alcool, nitriti assunti per via
inalatoria a forti dosi (i nitriti sono sostanze molto
reattive, causano immunodepressione, e vengono utilizzati
per il loro effetto afrodisiaco e rilassante per la
muscolatura sfinterica).
c) emofiliaci (circa l'1% in USA e il 3% in Europa). I
carichi di proteine estranee sono essi stessi
immunodepressivi sia in emofiliaci sieropositivi che
sieronegativi.
3) Non
esistono studi che dimostrino che l'AIDS è causato dall'HIV:
Kary Mullis Premio Nobel per la chimica nel 1993 per aver
inventato la PCR (Reazione Polimerasica a Catena) interpellò
svariati virologi ed epidemiologi su dove trovare il
riferimento bibliografico che spiegasse come l'HIV provochi
l'AIDS. Ma nessuno dei colleghi fu in grado di precisarlo.
4) La
definizione della malattia:
Essa comprende un alto numero di malattie già conosciute,
attualmente esse sono ben 29! Queste malattie non sono
affatto associate sempre ad immunodeficienza, sono definite
AIDS se associate ad un test positivo. Se una persona ha la
tubercolosi e risulta sieropositiva allora "ha l'AIDS". Se
invece ha la tubercolosi ed il test è negativo, allora ha
"soltanto la tubercolosi".
5)
Incubazione misteriosa:
Tutte le malattie infettive virali, salvo rare eccezioni,
hanno una incubazione breve, di pochi giorni o settimane.
L'incubazione del virus dell'AIDS è stata calcolata
inizialmente attorno ai 18 mesi, per aumentare poi di anno
in anno, fino a raggiungere nel 1992, i 10/14 anni. A questo
super-virus viene attribuito di tutto. Di volta in volta può
essere furbissimo, tanto da sfuggire ad ogni tentativo di
controllo da parte dei ricercatori, o viceversa,
completamente "scemo".
6)
L'allarme prostitute:
Le prostitute non potevano non diventare le vittime
designate delle campagne propagandistiche dei tutori della
nostra salute fisica e morale. Sennonché, via via che
passavano i mesi, si è visto che il tasso di sieropositività
era estremamente basso tra le prostitute. Al 31 Marzo 1995,
su 27.043 casi solo 22 riguardavano prostitute non
tossicodipendenti (non dipende dalla maggior protezione,
perché quelle stesse prostitute presentavano un alto tasso
di infezioni sessuali).
7) La
terapia con AZT(*):
Sintetizzato nel 1964 come farmaco antitumorale. Rimase
inutilizzato per 20 anni, poiché si constatò
sperimentalmente che i topi leucemici trattati morivano in
numero maggiore di quelli non trattati. Ma perché questo
farmaco così tossico, cancerogeno e privo di effetti
benefici continua ad essere somministrato? La Wellcome (casa
farmaceutica produttrice) ha venduto 0.9 tonnellate nel
1987, ed è passata a 44.7 tonnellate nel 1992. Il costo
dell'AZT per malato è di circa 450.000 lire al mese. Il
profitto lordo per la Wellcome nel 1993 è stato di 586
miliardi di lire l'anno.
Da tempo
i settori più reazionari del mondo politico e religioso
occidentale erano alla ricerca di pretesti scientifici cui
ancorare le loro offensive puritane e restauratrici. Un
primo tentativo fu compiuto alla fine degli anni '70, con
una raffica di informazioni più o meno terroristiche sulle
malattie veneree. Ma l'AIDS sembrò l'occasione d'oro. Qui si
delineava una malattia non solo sessuale ma mortale e
invulnerabile agli arsenali medici esistenti. Insomma una
malattia inventata su misura per i sessuofobi di ogni stampo
e di ogni paese.
Kary B. Mullis (Premio Nobel per la Chimica): Il mistero che
circonda quel dannato virus è il frutto inevitabile di quei
due miliardi di dollari che ci spendono sopra ogni anno. Se
prendessimo un qualsiasi altro virus e spendessimo due
miliardi di dollari ogni anno per studiarlo, state certi che
anche quel virus produrrebbe misteri a bizzeffe.
Tratto da: "AIDS la grande truffa" di Luigi De Marchi e
Franco Franchi . NEXUS NEW TIME edizione italiana n°5.
AZT(*) -
L’AZT, sostanza contenuta nello sperma delle aringhe.
Data la sua elevatissima tossicità è impiegato come base per
il veleno per topi.
Quindi, per anni, la medicina ha sperimentato sugli esseri
umani un potentissimo topicida, e continua a farlo tuttora.
Non
staremo qui a scendere nel “tecnico” su come agisce (per chi
volesse saperne di più: “AIDS Gate”
http://aliveandwell-eugene.dreamhost.com/aidsgate/
INDIRIZZO RIMOSSO), comunque l’AZT era stato utilizzato in
medicina per distruggere le cellule malate, cancerose, ed
impedirne la riproduzione. Fu un fiasco clamoroso.
Innanzi tutto si scoprì subito che causava altri cancri, e
successivamente che tutti i pazienti trattati con AZT
morivano molto prima rispetto a quelli che non avevano
ricevuto il trattamento (infatti, ripetiamo, si tratta di
VELENO PER TOPI). Anzi, impediva anche di studiare
l’evoluzione dei tumori, perché i pazienti morivano
precocemente di avvelenamento da AZT.
E la ragione è proprio abbastanza semplice: l’AZT non è come
i moderni missili “intelligenti” americani, che lanciati
contro obiettivi militari, vanno a colpire infallibilmente
gli asili e gli ospedali iracheni. Esso non sa quali sono le
cellule buone e quelle cattive, le attacca tutte quante e
basta. Ovviamente la spiegazione scientifica è ben più
complessa e articolata, ma più o meno questo è quello che
succede con l’AZT.
Si disse allora che era una questione di dosaggi. Alte dosi
uccidevano in breve tempo, ma dosaggi più bassi erano
presumibilmente “benefici”. Così vennero fatte altre
sperimentazioni su svariate patologie, fra cui soprattutto
psoriasi e malattie della pelle. Roba da matti. Inutile dire
che fu ben presto accantonato.
Va detto
che le case farmaceutiche, siccome ricevono parecchi
finanziamenti anche in denaro pubblico per le ricerche,
spendono ogni anno montagne di soldi nella ricerca e
creazione di nuovi farmaci. Ma molti di questi sono
puramente speculativi. Il composto chimico magari funziona,
produce alterazioni a vari livelli, e viene anche
sperimentato su uomini (carcerati, malati di mente …) e
animali, ma non ha malattie specifiche da curare, non si sa
a cosa possa servire, così viene messo nel cassetto, in
attesa che salti fuori la malattia o la scusa buona per
tirarlo fuori.
Così è
stato per l’AZT.
Vent’anni dopo, con l’avvento di una malattia così
“mortifera e terrificante” come l’AIDS, la Wellcome rimise
prontamente mano alla sua mirabile invenzione, affermando
teorie folli, per cui l’AZT, prima di ammazzare le cellule,
ammazzava i virus, ed essendo la recentissima scoperta di
Gallo causata da un virus (l’HIV), terapie brevi e mirate
sarebbero state efficacissime.
La FDA (Food and Drug
Administration, l'ente statunitense che verifica
l'efficacia dei farmaci) lo approvò ufficialmente solo nel
1987, ma ne consentì l’uso in via sperimentale fin dalla
“scoperta” dell’HIV (1984), anche in associazione con altri
farmaci, come del resto, aveva già fatto in precedenza
autorizzandone l’uso per altre patologie (cancri, ecc.), sin
dal 1964.
Ricomincia la storia. La gente trattata con AZT sebbene in
alcuni casi sembri avere un temporaneo, brevissimo
miglioramento, si ammala definitivamente e muore.
Ma invece di sospenderne l’uso, arriva la teoria più
demenziale: non bisogna usarlo da solo, ma associato ad
altri farmaci che ne limitino i danni e ne integrino
l’azione.
Chissà
quanti malcapitati si sono ritrovati a dover prendere dosi
incredibili di farmaci di ogni genere, fra cui l’AZT, nella
speranza di curare una malattia che neanche esiste nei
termini in cui viene presentata, morendo di intossicazione
da farmaci.
L’AZT è
stato usato indiscriminatamente su soggetti già debilitati,
donne in gravidanza, neonati.
Moltissimi sono i casi di persone che accortesi del rapido
peggioramento con l’AZT, hanno smesso di prendere ogni
farmaco, salvandosi dalla morte, e creando quella casistica
che la medicina ufficiale non sa spiegare, di soggetti che
pur essendo sieropositivi non si ammalano e non muoiono.
Come cresce la voce del dissenso e l’informazione
(controinformazione), sempre di più sono le persone che si
salvano da una morte imminente annunciata come inevitabile.
A Londra, i superstiti pubblicano la rivista “Continuum”. In
Olanda collaborano con la Fondazione per la Ricerca
Alternativa sull'AIDS (SAAO), in Svizzera da anni sono
attivi gruppi di auto aiuto e controinformazione sull’AIDS
che hanno preso piede un po’ in tutta Europa.
La maggioranza delle persone colpite dall'AIDS che sono
sopravvissute alla malattia lo hanno fatto grazie a grandi
dosi di volontà e di senso critico, assumendo costumi di
vita coscienti e responsabili, e perché no, anche
antagonisti.
Il famoso campione Earvin "Magic" Johnson, risultato
sieropositivo nel 1991, pare abbia assunto AZT per pochi
giorni, risultandone debilitato, e che abbia subito smesso.
La sua salute migliorò subito, tanto che vinse alle
Olimpiadi del 1992. In una recente conferenza stampa Magic
ha dichiarato di non essere più malato di AIDS.
Link correlato all'articolo:
ilvirusinventato.it
Un altro
dei tanti misteri dell’AIDS.
Fonte AZT:
http://digilander.iol.it/anok4u/Doc/aidsmm.htm
(CONTENUTO RIMOSSO) - Fonte: disinformazione.it
vedi anche:
Germi sono patogeni ? (PDF in English) +
la
teoria dei Germi e' Falsa ! +
L'Aids NON e' una malattia infettiva