Complimenti.....Sei entrato nel piu' completo Portale sulle Medicine Alternative, Biologico  Naturali e Spirituali - la Guida alla Salute Naturale - Leggi, Studia, Pratica e starai in Perfetta  Salute, senza Farmaci ne' Vaccini


GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


AUTOSUFFICIENZA in AGRICOLTURA BIOLOGICA - 9
Pag. 22
 

Dovrebbe trascorrere quasi tutto l’inverno al riparo e potrebbe essere portata fuori, di giorno, per qualche ora soltanto, quando il terreno è asciutto, per fare un po’ di movimento e prendere un po’ d’aria. - vedi anche: OGM alimenti NOCIVI !

Le mucche non traggono, in effetti, alcun beneficio a restare sempre all’addiaccio per tutto l’inverno, anche se lo sopportano bene; è meglio che se ne stiano al riparo, per buona parte almeno, della cattiva stagione, a produrvi letame. 
La vostra mucca avrà sempre da mangiare roba verde e bietole del vostro orto; d’estate la lascerete fuori, giorno e notte, finché il pascolo lo consentirà: la potrete tenere a paglia alta, cioè con una lettiera di paglia sulla quale potrà defecare, trasformandola in buon letame, ma bisognerà aggiungervi paglia fresca ogni giorno. 
Seguendo questo metodo, io ho munto una mucca per anni e il latte è stato sempre perfetto, ho fatto ottimo burro e formaggio con una eccellente durata.

Si può invece tenerla sul cemento, su un pavimento possibilmente isolato, dandole una buona lettiera di paglia tutti i giorni, e rimuovendo ogni giorno lo strato sporco che metterete sul letamaio, quella meravigliosa fonte di feracità del vostro terreno. Scoprirete probabilmente che la vostra mucca non ha affatto bisogno di fieno, d’estate, ma che si ciberà solo di questo durante l’inverno, e potrete calcolare che ne consumerà circa una tonnellata. 
Se volete allevare anche il suo vitellino annuale, finché non avrà raggiunto un certo valore commerciale, bisognerà calcolare una mezza tonnellata di fieno in più.

Anche i suini dovrebbero restare chiusi nel porcile per almeno parte dell’anno, e anche loro avranno bisogno di paglia. E questo perché su un appezzamento di mezzo ettaro è poco probabile che abbiate abbastanza terreno fresco per tenerli sani al pascolo. La cosa migliore sarebbe un porcile mobile, con una robusta staccionata all’intorno, oppure un porcile fisso. Ma i maiali hanno da fare anche molto lavoro all’aperto: debbono trascorrere parte del loro tempo a grufolare nel pascolo; possono. passare sul campo di patate dopo il raccolto, possono far pulizia dopo la raccolta delle bietole, e comunque dopo ogni raccolto.
Questo, però, possono farlo soltanto se gliene lasciate il tempo. Qualche volta potreste avere troppa fretta di metter a dimora il nuovo raccolto. Per quanto riguarda l’alimento, bisognerà comprar loro grano, orzo o mais; questo, con il latte scremato e il siero che avete dalla mucca, oltre agli scarti del vostro raccolto dell’orto e tutto il foraggio che potete risparmiare sul terreno, li dovrebbe tenere in condizioni eccellenti.
E se avete un vicino che vi lascia usare il suo verro, vi consiglierei di tenere una scrofa e di farle allevare porcellini: potrebbe darvene una ventina all’anno. Due o tre, potreste tenerli per l’ingrasso, per la provvista di pancetta e di prosciutto, gli altri li potreste vendere come lattonzoli, maialini da Otto a dodici settimane, secondo le richieste del mercato, e il ricavato della vendita potrebbe probabilmente essere sufficiente a pagare il foraggio necessario per loro, per i polli e per la mucca. Se non trovate un verro, potete comprarvi alcuni lattonzoli, quanti bastano per il vostro uso, e ingrassarveli.
Il   pollame può essere tenuto col metodo Balfour. In questo caso dovrebbe restarsene per anni nello stesso angolo dell’orto, o meglio, secondo me, potrebbe essere tenuto in stie mobili, da spostare, per esempio, sul pascolo, dove, a forza di razzolare e di concimare, non farebbe che del bene. Non vorrei consigliarvene troppo: una dozzina di galline dovrebbe fornire abbastanza uova per una piccola famiglia, e anche qualcuna da vendere o da regalare d’estate.
Bisognerà comprare anche un po’ di granturco, e in inverno qualche alimento proteico supplementare, a meno che non abbiate abbastanza fave. Tentate pure di coltivare girasoli, grano saraceno o altro alimento soltanto per loro; potete pensare di tenerle chiuse in un piccolo pollaio permanente, con due percorsi esterni secondo il sistema Balfour, durante i mesi invernali, accendendo la sera una luce, in modo da far pensare loro che sia tempo di deporre le uova cosi da averne ab­bastanza anche d’inverno.

Il raccolto potrebbe essere quello ordinario dell’orto, con in più tutto quello che potete mettere a coltivo per gli animali. Ma vale la pena di ricordare che praticamente qualsiasi raccolto dell’orto che vada bene per voi andrà bene anche per gli animali, cosi ogni vostro avanzo potrebbe andare in pasto a loro. Non occorre avere una concimaia, saranno loro la vostra concimaia.
Se decidete di tenere capre, invece di una mucca (e chi sono io per dirvi che non sarebbe una decisione saggia ?) potrete condurre il sistema allo stesso modo. Dalle capre però avrete meno concime, ma d’altro canto dovrete comprare meno fieno e paglia e, al limite, niente. Non avrete troppo latte scremato e siero per allevare maiali e pollame, e non alzerete di molto la fertilità del vostro terreno, per lo meno non con la rapidità con cui ci arrivereste con una mucca.
Se non tenete animali di sorta, o forse soltanto qualche pollo, potete provare a coltivare metà appezzamento a orto e l’altra metà a grano. Potete fare la rotazione come detto prima, sostituendo il grano con l’erba e i foraggi. 
E se foste vegetariani, potrebbe essere una buona soluzione.

IL FONDO DA DUE ETTARI
I principi base descritti per la conduzione di un fondo da mezzo ettaro valgono in generale anche per appezzamenti più vasti. La differenza principale sta nel fatto che se avete, diciamo, un paio di ettari di terreno da medio a buono, in una zona a clima temperato, e se ci sapete fare, potete coltivare tutto quel che è necessario a sostenere una famiglia numerosa, tranne tè e caffè, che crescono solamente ai tropici. E potete certamente fare a meno di questi generi. Potete coltivare grano da pane, orzo per birra, ogni genere di verdure, allevare ogni specie di animali per carne, uova, e api per il miele.
Ogni uomo è diverso, e lo stesso vale per gli appezzamenti, ma ecco qui uno schema possibile:

Lasciando da parte circa mezzo ettaro per la corte colonica, per l’orto e per il frutteto, il resto si può dividere in otto campi da 2000 mq. Sarà necessario cintarli sempre, e basterà un recinto elettrico.
Oppure, se preferite le pastoie, mettetele alle mucche, ai maiali, alle capre se ne avete, senza usare i recinti.
Io ho provato una volta a mettere le pastoie a una pecora, ma la povera bestia mi è morta di crepacuore.
La rotazione dovrebbe essere nell’ordine: erba (per tre anni), grano, bietole, patate, leguminose, orzo seminato con erba e trifoglio, erba per tre anni.
Questo vi lascerebbe, naturalmente, soltanto un 6000 mq di pascolo, ma sarebbe pascolo molto produttivo, e in una annata buona potrebbe essere consolidato da dieci quintali di frumento, duecento quintali di bietole da foraggio, quaranta di patate, cinque di legumi e sette circa di orzo.
Dal vostro pascolo potreste riuscire a ottenere una ventina di quintali di fieno, e avere ancora erba sufficiente per farvi pascolare le mucche fino all’autunno inoltrato.
Naturalmente esistono mille schemi diversi da questo. E l’elasticità è alla base di ogni buona conduzione. Potreste, per esempio, seminare patate dopo l’aratura del pascolo, facendole seguire l’anno dopo dal grano. Oppure coltivare avena oltre all’orzo, o avena oltre al grano.
Provate a coltivare anche un po’ di segale: utilissima se avete un appezzamento di terra leggera e asciutta, o se volete buona paglia da intrecciare, o se vi piace il pane di segale.
Potete coltivare meno leguminose e tentare di coltivare tutta la vostra terra arabile in quattro appezzamenti invece che in cinque, mettendo a foraggio una superficie maggiore.

Scoprirete che potete usare a pascolo una parte del vostro frutteto, per esempio, soprattutto se gli alberi sono a fusto alto e non corrono rischi di danni da parte del bestiame. Naturalmente se la zona fosse adatta provate a coltivare granturco, al posto dell’orzo, e forse al posto delle bietole o delle patate. Una buona idea è quella di informarsi presso i vicini sui raccolti che riescono meglio.
Quanto al bestiame, potreste tenere un cavallo per farvi aiutare nei lavori, o procurarvi un piccolo trattore da giardino. I maiali sono utili per eseguire la dissodatura. Con due ettari, potete pensare di tenere abbastanza scrofe per giustificare la presenza di un verro. Quattro è probabilmente il minimo: noi abbiamo tenuto sei femmine con un verro per molti anni, ed è stato un vero e proprio investimento. Infatti, nella media fra gli anni buoni e cattivi, sono stati proprio loro a pagare tutti i nostri conti: hanno ragione gli irlandesi a definire il maiale “ quel signore che ci mantiene ”.
Ma i maiali non vi manterranno bene se non riuscirete a produrre da soli buona parte del loro alimento. Potete considerarli i vostri contadini, pochi o tanti che siano: vi lavoreranno con gli zoccoli il vostro quinto d’ettaro all’anno, grufoleranno fra le stoppie dopo il raccolto del grano, ripuliranno gli appezzamenti a patate o a bietole do­po la raccolta e in generale faranno da spigolatori e da spazzini.

Anche il pollame deve entrare nella rotazione, il più possibile. Mettetelo sulle stoppie del grano e dell’orzo, e si nutrirà per qualche tempo degli avanzi, oltre a fare un eccellente lavoro di razzolatura di larve e di vermi.
E se lo manderete sul campo dopo che i maiali hanno fatto il loro lavoro, ripulirà il terreno dai parassiti e troverà sempre qualcosa da razzolare. Anatre, oche, tacchini, conigli, colombi: i vostri due ettari forniranno spazio e cibo a sufficienza per tutti, e anche ottime carni per variare la vostra dieta.
Suggerirei di tenere un paio di mucche, in modo da avere un’abbondante fornitura di latte per tutto l’anno: ve ne sarà abbastanza per fare dell’ottimo formaggio da stagionare, che mangerete d’inverno, e abbastanza siero e latte scremato da somministrare ai maiali e al pollame. Se allevate un vitello all’anno, e lo tenete un anno e mezzo o due, e poi lo macellate, avrete carne di manzo a sufficienza per tutta la famiglia, naturalmente se avete un congelatore. In caso contrario, potete vendere il manzo e con il ricavato acquistare quarti di carne dal macellaio, o meglio ancora, mettervi d’accordo con altri vicini, per macellare a turno una bestia, e poi dividervi la carne, in modo da consumarla prima che vada a male. D’inverno, una carcassa può durare anche un mese, senza speciali procedimenti.
Quanto alle pecore, su un appezzamento abbastanza piccolo, sono un problema, perché hanno bisogno di un recinto molto solido, e inoltre è poco economico tenere un ariete se non avete almeno sei femmine.
Ma potete tenere degli agnellini, fare accoppiare le femmine col maschio di un vicino, e allevare poi i piccoli, cosi avrete carne e lana.
Quanto sopra è semplicemente un quadro introduttivo sul modo in cui può organizzarsi come coltivatore autosufficiente il proprietario di un paio di ettari di terreno. Ciascuno vorrà fare le proprie scelte a seconda delle circostanze, delle dimensioni della propria famiglia o della comunità in cui vive, e della natura della sua terra. 
Ma il contenuto di questo libro mira a fornirgli il massimo aiuto pratico possibile per la scelta e la conduzione del suo appezzamento, per trarre il massimo vantaggio dalle coltivazioni e dal bestiame e per renderli elementi produttivi nella ricerca di una vita migliore.
 

Continua:
   Indice Autosufficienza in Agricoltura
Autosufficienza
  + Pag. 7  -  Pag. 8 Pag. 9  -  Pag. 10  -  Pag. 12 Pag. 14  - Pag. 18  -  Pag. 19  -  Pag 22 

Commento NdR: L'acquisto ed il consumo di alimenti Biologici e/o Biodinamici, per salvaguardare anche la salute della vostra famiglia, è uno dei modi per sostenere gli agricoltori che non utilizzano queste sostanze chimiche (concimi, fertilizzanti fitofarmaci, insetticidi) altamente tossiche e quindi per salvaguardare anche l'ambiente, in quanto l'industria Farmaceutica-Chimica lo sta distruggendo a ritmo molto veloce, anche grazie al vostro disinteresse; per cui da DOMANI SOLO Alimenti Biodinamici-Biologici !.

RICERCA Parole nel SITO