Dovrebbe
trascorrere quasi tutto l’inverno al riparo e potrebbe essere portata
fuori, di
giorno, per qualche ora soltanto, quando il terreno è asciutto, per
fare un po’ di movimento e prendere un po’ d’aria.
- vedi anche:
OGM
alimenti NOCIVI !
Le mucche non
traggono, in effetti, alcun beneficio a restare sempre all’addiaccio
per tutto l’inverno, anche se lo sopportano bene; è meglio che se ne
stiano al riparo, per buona parte almeno, della cattiva stagione, a
produrvi letame.
La vostra mucca avrà sempre da mangiare roba verde e bietole del vostro
orto; d’estate la lascerete fuori, giorno e notte, finché il pascolo
lo consentirà: la potrete tenere a paglia alta, cioè con una lettiera
di paglia sulla quale potrà defecare, trasformandola in buon letame, ma
bisognerà aggiungervi paglia fresca ogni giorno.
Seguendo questo metodo, io ho munto una mucca per anni e il latte è
stato sempre perfetto, ho fatto ottimo burro e formaggio con una
eccellente durata.
Si può
invece tenerla sul cemento, su un pavimento possibilmente isolato,
dandole una buona lettiera di paglia tutti i giorni, e rimuovendo ogni
giorno lo strato sporco che metterete sul letamaio, quella meravigliosa
fonte di feracità del vostro terreno. Scoprirete probabilmente che la
vostra mucca non ha affatto bisogno di fieno, d’estate, ma che si
ciberà solo di questo durante l’inverno, e potrete calcolare che ne
consumerà circa una tonnellata.
Se volete allevare anche il suo vitellino annuale, finché non avrà
raggiunto un certo valore commerciale, bisognerà calcolare una mezza
tonnellata di fieno in più.
Anche i suini
dovrebbero restare chiusi nel porcile per almeno parte dell’anno, e
anche loro avranno bisogno di paglia. E questo perché su un
appezzamento di mezzo ettaro è poco probabile che abbiate abbastanza
terreno fresco per tenerli sani al pascolo. La cosa migliore sarebbe un
porcile mobile, con una robusta staccionata all’intorno, oppure un
porcile fisso. Ma i maiali hanno da fare anche molto lavoro
all’aperto: debbono trascorrere parte del loro tempo a grufolare nel
pascolo; possono. passare sul campo di patate dopo il raccolto, possono
far pulizia dopo la raccolta delle bietole, e comunque dopo ogni
raccolto.
Questo, però,
possono farlo soltanto se gliene lasciate il tempo. Qualche volta
potreste avere troppa fretta di metter a dimora il nuovo raccolto. Per
quanto riguarda l’alimento, bisognerà comprar loro grano, orzo o
mais; questo, con il latte scremato e il siero che avete dalla mucca,
oltre agli scarti del vostro raccolto dell’orto e tutto il foraggio
che potete risparmiare sul terreno, li dovrebbe tenere in condizioni
eccellenti.
E se avete un
vicino che vi lascia usare il suo verro, vi consiglierei di tenere una
scrofa e di farle allevare porcellini: potrebbe darvene una ventina
all’anno. Due o tre, potreste tenerli per l’ingrasso, per la
provvista di pancetta e di prosciutto, gli altri li potreste vendere
come lattonzoli, maialini da Otto a dodici settimane, secondo le
richieste del mercato, e il ricavato della vendita potrebbe
probabilmente essere sufficiente a pagare il foraggio necessario per
loro, per i polli e per la mucca. Se non trovate un verro, potete
comprarvi alcuni lattonzoli, quanti bastano per il vostro uso, e
ingrassarveli.
Il
pollame può essere tenuto col metodo Balfour. In questo caso dovrebbe
restarsene per anni nello stesso angolo dell’orto, o meglio, secondo
me, potrebbe essere tenuto in stie mobili, da spostare, per esempio, sul
pascolo, dove, a forza di razzolare e di concimare, non farebbe che del
bene. Non vorrei consigliarvene troppo: una dozzina di galline dovrebbe
fornire abbastanza uova per una piccola famiglia, e anche qualcuna da
vendere o da regalare d’estate.
Bisognerà comprare anche un po’ di
granturco, e in inverno
qualche alimento proteico supplementare, a meno che non abbiate
abbastanza fave. Tentate pure di coltivare girasoli, grano saraceno o
altro alimento soltanto per loro; potete pensare di tenerle chiuse in un
piccolo pollaio permanente, con due percorsi esterni secondo il sistema
Balfour, durante i mesi invernali, accendendo la sera una luce, in modo
da far pensare loro che sia tempo di deporre le uova cosi da averne abbastanza
anche d’inverno.
Il raccolto
potrebbe essere quello ordinario dell’orto, con in più tutto quello
che potete mettere a coltivo per gli animali. Ma vale la pena di
ricordare che praticamente qualsiasi raccolto dell’orto che vada bene
per voi andrà bene anche per gli animali, cosi ogni vostro avanzo
potrebbe andare in pasto a loro. Non occorre avere una concimaia,
saranno loro la vostra concimaia.
Se decidete
di tenere capre, invece di una mucca (e chi sono io per dirvi che non
sarebbe una decisione saggia ?) potrete condurre il sistema allo stesso
modo. Dalle capre però avrete meno concime, ma d’altro canto dovrete
comprare meno fieno e paglia e, al limite, niente. Non avrete troppo
latte scremato e siero per allevare maiali e pollame, e non alzerete di
molto la fertilità del vostro terreno, per lo meno non con la rapidità
con cui ci arrivereste con una mucca.
Se non tenete
animali di sorta, o forse soltanto qualche pollo, potete provare a
coltivare metà appezzamento a orto e l’altra metà a grano. Potete
fare la rotazione come detto prima, sostituendo il grano con l’erba e
i foraggi.
E se foste vegetariani, potrebbe essere una buona soluzione.
IL
FONDO DA DUE ETTARI
I principi
base descritti per la conduzione di un fondo da mezzo ettaro valgono in
generale anche per appezzamenti più vasti. La differenza principale sta
nel fatto che se avete, diciamo, un paio di ettari di terreno da medio a
buono, in una zona a clima temperato, e se ci sapete fare, potete
coltivare tutto quel che è necessario a sostenere una famiglia
numerosa, tranne tè e caffè, che crescono solamente ai tropici. E
potete certamente fare a meno di questi generi. Potete coltivare grano
da pane, orzo per birra, ogni genere di verdure, allevare ogni specie di
animali per carne, uova, e api per il miele.
Ogni uomo è diverso, e lo stesso vale per gli appezzamenti, ma ecco qui
uno schema possibile:
Lasciando da
parte circa mezzo ettaro per la corte colonica, per l’orto e per il
frutteto, il resto si può dividere in otto campi da 2000 mq. Sarà
necessario cintarli sempre, e basterà un recinto elettrico.
Oppure, se
preferite le pastoie, mettetele alle mucche, ai maiali, alle capre se ne
avete, senza usare i recinti.
Io ho provato
una volta a mettere le pastoie a una pecora, ma la povera bestia mi è
morta di crepacuore.
La rotazione
dovrebbe essere nell’ordine: erba (per tre anni), grano, bietole,
patate, leguminose, orzo seminato con erba e trifoglio, erba per tre
anni.
Questo vi
lascerebbe, naturalmente, soltanto un 6000 mq di pascolo, ma sarebbe
pascolo molto produttivo, e in una annata buona potrebbe essere
consolidato da dieci quintali di frumento, duecento quintali di bietole
da foraggio, quaranta di patate, cinque di legumi e sette circa di orzo.
Dal vostro
pascolo potreste riuscire a ottenere una ventina di quintali di fieno, e
avere ancora erba sufficiente per farvi pascolare le mucche fino
all’autunno inoltrato.
Naturalmente
esistono mille schemi diversi da questo. E l’elasticità è alla base
di ogni buona conduzione. Potreste, per esempio, seminare patate dopo
l’aratura del pascolo, facendole seguire l’anno dopo dal grano.
Oppure coltivare avena oltre all’orzo, o avena oltre al grano.
Provate
a coltivare anche un po’ di segale: utilissima se avete un
appezzamento di terra leggera e asciutta, o se volete buona paglia da
intrecciare, o se vi piace il pane di segale.
Potete coltivare meno
leguminose e tentare di coltivare tutta la vostra terra arabile in
quattro appezzamenti invece che in cinque, mettendo a foraggio una
superficie maggiore.
Scoprirete
che potete usare a pascolo una parte del vostro frutteto, per esempio,
soprattutto se gli alberi sono a fusto alto e non corrono rischi di
danni da parte del bestiame. Naturalmente se la zona fosse adatta
provate a coltivare granturco, al posto dell’orzo, e forse al posto
delle bietole o delle patate. Una buona idea è quella di informarsi
presso i vicini sui raccolti che riescono meglio.
Quanto al
bestiame, potreste tenere un cavallo per farvi aiutare nei lavori, o
procurarvi un piccolo trattore da giardino. I maiali sono utili per
eseguire la dissodatura. Con due ettari, potete pensare di tenere
abbastanza scrofe per giustificare la presenza di un verro. Quattro è
probabilmente il minimo: noi abbiamo tenuto sei femmine con un verro per
molti anni, ed è stato un vero e proprio investimento. Infatti, nella
media fra gli anni buoni e cattivi, sono stati proprio loro a pagare
tutti i nostri conti: hanno ragione gli irlandesi a definire il maiale
“ quel signore che ci mantiene ”.
Ma i maiali non vi manterranno
bene se non riuscirete a produrre da soli buona parte del loro alimento.
Potete considerarli i vostri contadini, pochi o tanti che siano: vi
lavoreranno con gli zoccoli il vostro quinto d’ettaro all’anno,
grufoleranno fra le stoppie dopo il raccolto del grano, ripuliranno gli
appezzamenti a patate o a bietole dopo la raccolta e in generale
faranno da spigolatori e da spazzini.
Anche il
pollame deve entrare nella rotazione, il più possibile. Mettetelo sulle
stoppie del grano e dell’orzo, e si nutrirà per qualche tempo degli
avanzi, oltre a fare un eccellente lavoro di razzolatura di larve e di
vermi.
E se lo
manderete sul campo dopo che i maiali hanno fatto il loro lavoro,
ripulirà il terreno dai parassiti e troverà sempre qualcosa da
razzolare. Anatre, oche, tacchini, conigli, colombi: i vostri due ettari
forniranno spazio e cibo a sufficienza per tutti, e anche ottime carni
per variare la vostra dieta.
Suggerirei di
tenere un paio di mucche, in modo da avere un’abbondante fornitura di
latte per tutto l’anno: ve ne sarà abbastanza per fare dell’ottimo
formaggio da stagionare, che mangerete d’inverno, e abbastanza siero e
latte scremato da somministrare ai maiali e al pollame. Se allevate un
vitello all’anno, e lo tenete un anno e mezzo o due, e poi lo
macellate, avrete carne di manzo a sufficienza per tutta la famiglia,
naturalmente se avete un congelatore. In caso contrario, potete vendere
il manzo e con il ricavato acquistare quarti di carne dal macellaio, o
meglio ancora, mettervi d’accordo con altri vicini, per macellare a
turno una bestia, e poi dividervi la carne, in modo da consumarla prima
che vada a male. D’inverno, una carcassa può durare anche un mese,
senza speciali procedimenti.
Quanto alle
pecore, su un appezzamento abbastanza piccolo, sono un problema, perché
hanno bisogno di un recinto molto solido, e inoltre è poco economico
tenere un ariete se non avete almeno sei femmine.
Ma potete
tenere degli agnellini, fare accoppiare le femmine col maschio di un
vicino, e allevare poi i piccoli, cosi avrete carne e lana.
Quanto sopra
è semplicemente un quadro introduttivo sul modo in cui può
organizzarsi come coltivatore autosufficiente il proprietario di un paio
di ettari di terreno. Ciascuno vorrà fare le proprie scelte a seconda
delle circostanze, delle dimensioni della propria famiglia o della
comunità in cui vive, e della natura della sua terra.
Ma il contenuto di questo libro mira a fornirgli il massimo aiuto
pratico possibile per la scelta e la conduzione del suo appezzamento,
per trarre il massimo vantaggio dalle coltivazioni e dal bestiame e per
renderli elementi produttivi nella ricerca di una vita migliore.
Continua:
Indice
Autosufficienza in Agricoltura
Autosufficienza
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