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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
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AUTOSUFFICIENZA in AGRICOLTURA BIOLOGICA - 7
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Appezzamento Ecologicamente Corretto - Vegetariano o No - vedi anche: OGM alimenti NOCIVI !

Ora, sia che si abbia come appezzamento a disposizione un orto dietro la casa, o un pezzetto di terra in città, o una fattoria da cinquanta ettari, oppure che si sia soci di una comunità proprietaria di cinquecento ettari, i principi da seguire sono sempre gli stessi. Bisogna cercare di lavorare con la Natura, non contro di essa, e bisogna, entro i limiti delle proprie necessità, emulare la Natura nei suoi metodi. Cosi, se si vuole migliorare o conservare la feracità della terra, bisogna ricordare:
1 Una monocoltura, cioè la coltivazione di un unico tipo di derrata sul fondo, un anno dietro l’altro, dovrebbe essere evitata.
Gli organismi dannosi che attaccano ogni tipo di vegetale si moltiplicano a macchia d’olio su un terreno che viene coltivato sempre con lo stesso raccolto. Inoltre, ogni tipo di prodotto ha necessità diverse e restituisce sostanze diverse alla terra.

2 Tenere un’unica specie di animali sul fondo dovrebbe essere evitato, per le stesse ragioni che sconsigliano la monocoltura. I vecchi esperti dell’a alta agricoltura ” dicevano: “ Un recinto pieno di buoi tiene pieno il granaio ”.
In altre parole, il concime degli animali è buono per la terra. Un allevamento misto è sempre meglio di uno a specie unica, e il pascolo a rotazione è il migliore di tutti: fare pascolare gli animali alla cavezza o in recinto sul terreno una specie alla volta, in modo che lascino direttamente sul campo il loro letame (e le inevi­tabili uova dei parassiti) interrompendo cori il ciclo vitale dei parassiti stessi. Far seguire una specie all’altra nel corso di questa rotazione dovrebbe essere pratica da osservare appena possibile.

3 Preparare pascoli, farli brucare e alla fine ararli, seppellendo le radici e gli steli troncati.
4 Praticare la “ concimazione verde ” (sovescio), cioè se non volete coltivare un determinato prodotto per il pascolo o per la fienagione, lasciatelo crescere egualmente, e poi rivoltatelo sotto terra con l’aratro, o meglio ancora con un frangizolle a dischi o altri strumenti.
5 Evitate di arare troppo o troppo profondamente. Seppellire lo strato superficiale e portare all’aria lo strato sottostante non è buona pratica. D’altra parte, l’aratura a rastro, cioè il taglio di solchi con un aratro a coltri non rovescia il terreno, contribuisce a un buon drenaggio, spacca le zolle dure, che si formano sotto la superficie e non fa che bene.
6 Non lasciate nuda ed esposta alle intemperie la terra più di quanto non sia assolutamente necessario.
Coperta di vegetazione, anche se fossero solo erbacce, non subirà erosioni e non si danneggerà, come avverrebbe, invece, se fosse lasciata nuda. Un raccolto in crescita assorbirà e immagazzinerà azoto e altri elementi dal terreno, e li restituirà quando andrà in decomposizione. In un terreno nudo, invece, molti elementi nutritivi delle piante vengono “ dilavati ” e comunque si disperdono.

7 Badate al drenaggio. Un terreno fradicio d’acqua non è utile, e peggiorerà sempre, a meno che, naturalmente non possiate coltivarvi riso, o tenervi dei bufali, che amano l’acqua e il fango.
8
Rispettate, sempre, la Legge della Restituzione. Tutti i residui delle colture e degli animali dovrebbero essere restituiti alla terra.
Se vendete qualche sottoprodotto, finirete per doverne acquistare dell’altro, di eguale valore concimante. La Legge della Restituzione dovrebbe applicarsi anche agli escrementi umani.

Se questa legge è rispettata, è teoricamente possibile mantenere, se non proprio accrescere, la fertilità di un appezzamento di terra, anche senza animali. E’ necessaria una accurata preparazione della composta dei residui vegetali, ma vale la pena di notare che su un appezzamento sul quale non c’è be­stiame, e che mantiene un alto grado di feracità, quasi sempre è necessario importare materiale vegetale, e molto spesso, anche sostanze ad alta energia, come attivatori della concimaia.

Alghe marine ove possibile, fogliame marcio dai boschi, foglie morte dai servizi di nettezza urbana cittadini, verdura andata a male dagli erbivendoli e dai mercati, paglia o fieno guasto, ortiche o felci, tagliate da un terreno comune o da un terreno incolto o dal campo del vicino: tutto questo materiale verde residuo è utile e accrescerà la feracità del terreno che non ha bestiame.
E’ difficile capire perché dare roba verde agli animali affinché la depongano nuovamente sul terreno sotto forma di letame dovrebbe essere meglio che deporla direttamente sul terreno, ma si può cercare di dimostrarlo. Non vi sono dubbi, come sa ogni agricoltore con un po’ di esperienza, che esiste una potente magia la quale trasforma i residui vegetali in un concime di straordinario valore, facendolo passare attraverso l’apparato digerente di un animale. Quando ci si rende conto che animali e vegetali si sono evoluti contemporaneamente sulla nostra terra, forse la cosa non sorprende più.
La natura non fornisce, apparentemente, alcun esempio di ambiente vegetale privo di animali.
Perfino i gas, inspirati ed espirati da questi due diversi ordini di esseri viventi, sembrano essere complementari: le piante assorbono anidride carbonica ed emettono ossigeno, gli animali fanno esattamente il contrario.

VEGETARIANO O NO
Essere o non essere vegetariano: questo è il problema che potrebbe (ma che non deve) disunire noi coltivatori del metodo organico. Ora non v’è la minima ragione perché vegetariani e no non possano vivere felici fianco a fianco.
I vegetariani, dal canto loro, dicono che occorrono tot unità di proteine vegetali per alimentare un animale e fargli cori produrre una unità di proteina sotto forma di carne. Di conseguenza sarebbe meglio che l’uomo eliminasse gli animali e si nutrisse direttamente di proteine vegetali. I non vegetariani fanno notare che le unità di proteina che non vengono trasformate direttamente in carne non sono sciupate: sono restituite al terreno sotto forma modificata, per migliorarne la fertilità e far crescere più derrate.
I vegetariani sostengono che è crudele uccidere gli animali. I non vegetariani fanno notare che è necessario qualche elemento per controllare la crescita della popolazione di ogni specie: o predatori (come i non vegetariani!), o malattie, o carestia, e fra questi, i predatori sono probabilmente i più umani.
Essere vegetariani è un fenomeno quasi completamente urbano, o di grande città, ed è possibile che sia dovuto al fatto che i cittadini sono stati per tanto tempo lontani dagli animali da tendere all’antropomorfismo. I non vegetariani umani (e io sono fra questi) sostengono che gli animali dovrebbero essere tenuti nelle condizioni il più possibile vicine a quelle nelle quali essi si sono naturalmente evoluti, trattati umanamente e senza alcuna crudeltà o atto indegno, e, al momento opportuno, abbattuti rapidamente e, soprattutto, senza lunghi viaggi di trasferimento verso mercati o macelli lontani. Questo è perfettamente possibile su un appezzamento autosufficiente, e gli animali non debbono avere alcuna premonizione che possa loro accadere qualcosa.
Detto tutto questo, dirò ancora che è perfettamente possibile vivere una esistenza autosufficiente in un appezzamento privo di bestiame, e che è perfettamente possibile vivere sani con una dieta senza carne.  
E’ anche possibile fare il contrario.


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Commento NdR: L'acquisto ed il consumo di alimenti Biologici e/o Biodinamici, per salvaguardare anche la salute della vostra famiglia, è uno dei modi per sostenere gli agricoltori che non utilizzano queste sostanze chimiche (concimi, fertilizzanti fitofarmaci, insetticidi) altamente tossiche e quindi per salvaguardare anche l'ambiente, in quanto l'industria Farmaceutica-Chimica lo sta distruggendo a ritmo molto veloce, anche grazie al vostro disinteresse; per cui da DOMANI SOLO Alimenti Biodinamici-Biologici !.

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