L’unico
modo in cui un colono può coltivare il suo appezzamento nel modo
migliore e più intensivo possibile è quello di trovare una variante a
quella che era chiamata “ alta agricoltura ” in Europa nel secolo
scorso.
- vedi anche:
OGM alimenti
NOCIVI !
Si trattava di un equilibrio accuratamente studiato, fra animali e
piante, in modo che ciascuno alimentasse e nutrisse l’altro: i
vegetali nutrivano direttamente gli animali; questi alimentavano il
terreno con il loro letame e la terra nutriva le piante.
Sullo stesso
appezzamento venivano roteati svariati animali e svariate colture, in
modo che ogni specie prelevasse quel che serviva e aggiungesse quel che
doveva restituire, mentre il coltivatore teneva sempre presente,
soprattutto, le necessità del terreno. Ogni animale e ogni coltura
venivano presi in considerazione per l’effetto benefico che potevano
avere sul terreno.
Se si coltiva sempre lo stesso
raccolto, anno dopo anno, sullo stesso pezzo di terra, i microrganismi
nocivi che attaccano questa coltura si moltiplicano al punto da
diventare incontrollabili. La natura rifugge dalla monocoltura: basta
un’occhiata in un ambiente naturale, sia vegetale sia animale, per
rilevare una estesa varietà di specie.
Se una delle specie diventa predominante insorgono parassiti o malattie
che ne riducono il numero.
L’uomo è riuscito a violare questa legge, finora, facendo ricorso a
controlli chimici sempre più efficaci, ma i parassiti si adattano
velocemente, in modo da resistere a ogni nuova sostanza chimica e oggi
il chimico riesce a malapena a mantenere una lunghezza di vantaggio.
Il nuovo agricoltore cercherà
di coltivare la sua terra con i principi dell’alta agricoltura ”.
Dovrà sostituire, con il lavoro delle proprie braccia, le sostanze
chimiche d’importazione e i macchinari più sofisticati.
Dovrà usare il cervello e la sua capacità per proteggere il
lavoro delle sue braccia.
Per esempio, se riuscirà a indurre i suoi animali a uscire nei campi e
a consumare sul posto la loro razione alimentare, risparmierà la fatica
del raccolto del foraggio e del trasporto alle stalle.
In altre parole,
portare gli animali al foraggio e non viceversa. E, del pari, se riuscirà
a indurre le sue bestie a depositare sul terreno il loro letame, si
risparmierà la fatica di raccoglierlo, trasportarlo, e spargerlo
personalmente. Cosi capirà che gli conviene tenere gli animali in un
recinto sul suo terreno: le pecore possono essere “ recintate ” su
terreno arabile (per recinzione si intende la limitazione del movimento
delle bestie su un certo tratto di terreno, ed è bene che questa
recinzione possa essere spostata di tanto in tanto), i polli
possono essere tenuti in pollai mobili, il che consente la distribuzione
gratuita sul terreno dei loro escrementi, mentre le galline “
pascolano ” erba fresca e i porci possono essere tenuti sotto
controllo mediante recinti elettrici che possono anch’essi essere
spostati con facilità. Così i suini possono grufolare alla ricerca del
cibo e provvedere a spargere da soli il loro letame.
(Per non ricordare il fatto che i maiali sono i migliori contadini della
natura! Saranno loro a ripulire la vostra terra, ad ararla, a concimarla
e a erpicarla, lasciandovela praticamente pronta per la semina, senza
alcuna fatica, da parte vostra, che quella di spostare, di tanto in
tanto, il recinto di filo elettrico).
Inoltre,
il buon agricoltore non terrà per troppo tempo lo stesso tipo di
animale su un appezzamento, come non continuerà a coltivare lo stesso
raccolto sullo stesso appezzamento. Farà seguire il bestiame giovane
dal bestiame anziano, i bovini dalle pecore, le pecore dai cavalli,
mentre oche e altro pollame potranno o essere liberi o venire spostati
progressivamente sul pascolo e sul terreno arabile (arabile è la terra
che viene arata e seminata a raccolto, per distinguerla dal pascolo,
dove cresce soltanto erba).
Tutti gli animali hanno
parassiti, e se si tengono per troppo tempo bestie di una sola specie
su un appezzamento di terreno vi si formerà una concentrazione di
parassiti e di organismi patogeni.
Di regola, i parassiti di una specie non si attaccano a un’altra, e di
conseguenza la rotazione delle specie su un appezzamento contribuirà
alla lotta contro i parassiti.
Inoltre, il buon agricoltore
scoprirà che ogni attività sul suo appezzamento, se correttamente
pianificata, reagirà favorevolmente con tutte le altre. Se tiene
mucche, il loro letame concimerà il terreno, che produrrà cibo non
solo per le mucche, ma anche per gli uomini e per i maiali.
I
sottoprodotti del latte vaccino (il latticello residuo dopo aver fatto
il burro, e il siero dopo aver fatto il formaggio) sono un alimento
eccellente e sano per maiali e pollame.
Gli escrementi dei maiali e del
pollame contribuiscono a far crescere il cibo per le vacche.
I polli razzoleranno in mezzo
al letame di altri animali e si nutriranno golosamente di tutti i
chicchi di grano non digeriti. Tutti i residui del raccolto servono ad
alimentare certi animali, e i resti che nemmeno i maiali mangeranno
finiranno calpestati nel terreno e, fecondati con i loro escrementi, si
trasformeranno nel migliore concime possibile, già sul posto, senza che
l’agricoltore debba por mano al badile. Tutti i resti e gli scarti
degli animali macellati, dal pollame ai quadrupedi, vanno ad alimentare
i maiali o i cani da pastore o a rifornire il letamaio. Nulla viene
sprecato. Nulla diventa un costoso ingombro da portar via per inquinare
l’ambiente.
In una azienda ben diretta non
dovrebbe esservi lavoro nemmeno per lo scopino. Anche i giornali
vecchi possono servire per la lettiera del maiale o per la concimaia.
Tutto ciò che può essere bruciato produce cenere, ricca di potassio
per la terra. Nulla viene gettato via, non c’è “ spazzatura ”.
Però, prima che un potenziale
“ autosufficiente ” si imbarchi nell’avventura della ricerca della
vera agricoltura, è bene che si familiarizzi con alcune delle regole di
base della natura, in modo da comprendere meglio perché alcune cose
potranno accadere sul suo appezzamento e altre no.
Continua:
Indice
Autosufficienza in Agricoltura
Autosufficienza -
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