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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


INGANNO a TAVOLA !  -  VELENI nel PIATTO

La frutta e la verdura che portiamo a tavola tutti i giorni possono celare una brutta sorpresa.
Ad esempio residui di pesticidi. Per quantificare il fenomeno l'associazione di difesa dei consumatori
Altroconsumo ha portato in laboratorio 89 campioni di frutta e verdura.
Quasi la metà dei campioni contiene residui di pesticidi.
Ma la cosa grave è che molto spesso queste sostanze superano i limiti previsti dalla legge,
o sono un cocktail di più fitofarmaci.
vedi: Multinazionali

 

Le bugie delle industrie e dei governi sulla sicurezza dei cibi geneticamente modificati
19-04-2004 - Prefazione di Vandana Shiva.  

"I giganti del biotech come Monsanto stanno usando l'ingegneria genetica per arrivare a controllare le nostre vite e i nostri sistemi alimentari, attraverso la menzogna e la paura. Non manipolano solo la vita, ma anche i fatti. Ed ecco finalmente in "L'inganno a tavola" abbiamo le prove di come, negli ultimi anni, le colture e i cibi transgenici siano stati imposti al mondo con la forza.
Abbiamo le prove di come la propaganda abbia preso il posto della scienza, di come si siano fatti sparire i rischi mettendo a tacere gli scienziati che lavoravano sui rischi".

L'emergere di nuovi pericoli da nuove tecnologie richiede un'intensificazione della ricerca pubblica, per valutare i rischi e fornire conoscenze ai sistemi deputati al controllo della biosicurezza e della salute pubblica.
Ma proprio quando la ricerca pubblica e' piu' che mai necessaria per proteggere la salute delle popolazioni, gli scienziati indipendenti che svolgono studi indipendenti diventano novelli Galileo. Vengono allontanati dalle loro ricerche e dagli istituti in cui lavorano, sotto la pressione degli interessi di gruppi ristretti disposti a introdurre a qualunque costo sul mercato alimenti pericolosi, e impegnati a creare un'atmosfera generale in cui l'ignoranza dei rischi viene presa per garanzia di sicurezza.

Tyrene Hayes, uno scienziato dell'Universita' della California a Berkeley, nel suo laboratorio ha esposto giovani rane a dosi molto basse di atrazina, il diserbante piu' diffuso; i maschi si sono trasformati in ermafroditi, un risultato che fa pensare che l'atrazina possa essere un distruttore endocrino. Syngenta, la multinazionale che e' il principale produttore di atrazina, per prima cosa ha tentato di bloccare questo studio. Quando Hayes ha continuato con fondi propri, ha provato a offrirgli 2 milioni di dollari perché proseguisse le sue ricerche "in ambiente privato".
Hayes ha declinato l'offerta e ha pubblicato il proprio lavoro negli Atti della National Academy of Sciences.
Syngenta ha continuato ad attaccare quello studio e a fare di tutto perché non divenisse lo strumento di politiche utili alla protezione della salute pubblica e dell'ambiente.

Arpard Pusztai era riconosciuto come la piu' grande autorita' mondiale nel campo delle lectine quando lavorava al Rowett Institute di Aberdeen, in Scozia. Pusztai fu incaricato dal governo britannico di condurre una ricerca per valutare gli effetti sulla salute prodotti dalle patate geneticamente modificate.
Cio' che fece fu dare da mangiare le patate transgeniche ai ratti. Cio' che trovo' fu che i ratti manifestavano danni a molti tessuti e al sistema immunitario. Dopo che, con il consenso del suo istituto, ebbe reso pubblici i risultati della sua ricerca, Pusztai venne licenziato e una vasta campagna fu orchestrata per screditare il suo lavoro, campagna che vide tra i suoi protagonisti le piu' alte autorita' dello stato. La sua casa fu svaligiata, i suoi dati e gli appunti rubati. In seguito, i risultati delle sue ricerche furono pubblicati sulla rivista Lancet.

In un altro istituto di fama mondiale, la Cornell University, John Losey ha studiato gli effetti che il mais Bt, ottenuto con l'ingegneria genetica, puo' avere su specie non-target. Ha alimentato larve della farfalla monarca con foglie di una comune erba di campo cosparse di polline del mais Bt.
Moltissime delle larve che avevano mangiato le foglie col polline Bt sono morte, mentre le larve del gruppo di controllo nutrite con foglie spolverate di polline non geneticamente modificato sono sopravvissute tutte.
Questo studio innocente ha scatenato la furia della Monsanto e della Novartis, che continuano a ripetere che le loro colture Bt, appositamente ingegnerizzate per uccidere parassiti come il "bollworm" del cotone e la piralide del mais, non hanno alcun effetto sulle specie non-target.

Uno scienziato dell'Universita' della California a Berkeley, Ignacio Chapela, ha scoperto che il polline del mais geneticamente modificato ha inquinato le varieta' naturali che crescono in Messico, il centro mondiale della biodiversita' del mais; lo studio di Chapela e' apparso sulla rivista Nature nel novembre del 2001.
Quel lavoro avrebbe dovuto suonare come un grosso campanello d'allarme sul fatto che l'inquinamento portato dalle piante transgeniche puo' contaminare la biodiversita' per sempre.
E invece il Bivings Group, l'agenzia che cura le pubbliche relazioni per Monsanto, ha lanciato una poderosa campagna [utilizzando soprattutto Internet] attraverso esperti che si sono spacciati per scienziati usando nomi fittizi. Gli editori di Nature, non abituati a forme di pressione cosi' aggressive, hanno fatto qualcosa che non ha precedenti nei 133 anni di esistenza di questa rivista scientifica: hanno pubblicato una prudente lettera di parziale sconfessione del lavoro di Chapela.
Le ripetute pressioni dei sostenitori del biotech hanno stroncato la carriera accademica di Chapela a Berkeley.
La strategia di manipolazione dei risultati scientifici e dei sistemi di regolamentazione messa in atto dalle multinazionali pone serie minacce all'indipendenza della scienza e alla salute pubblica.

Nel 2002 Monsanto e' riuscita a manipolare le autorita' indiane in modo da ottenere l'autorizzazione a seminare il proprio cotone GM. Questo cotone si e' rivelato un fallimento.
Piu' di 12 ricerche indipendenti, compresi gli studi governativi, hanno dimostrato che, al posto delle 3 tonnellate per ettaro promesse, il cotone GM ha reso soltanto 400 kg per ettaro. I coltivatori, anziché veder aumentare il proprio reddito di 20000 rupie per ettaro, hanno perso 12800 rupie per ettaro.

Questi studi sono stati ignorati. Ed invece Martin Qaim dell'universita' di Bonn e David Ziberman dell'Universita' della California a Berkeley, senza aver mai neppure visto i campi degli agricoltori indiani nella stagione di questi raccolti, hanno pubblicato su Science un articolo in cui dicono che l'esperienza del cotone Bt fatta dall'India e' stata positiva e che il rendimento e' aumentato dell'80%. Qaim e Ziberman hanno utilizzato dati forniti loro da Monsanto-Mahyco, non hanno mai condotto una propria valutazione indipendente. In Kenia la Monsanto si e' servita di Florence Wanbugo per proclamare i supposti miracoli dell'ingegneria genetica della patata dolce.
Oggi la falsita' di questi pretesi successi e' un fatto provato.
La scienza si sta riducendo a un cumulo di informazioni "delle multinazionali, dalle multinazionali, per le multinazionali". Senza liberta' e indipendenza non c'e' scienza, ci sono soltanto abili strategie di comunicazione e propaganda.

Desidero esprimere la piu' profonda stima ai molti amici coraggiosi che hanno pagato di persona l'essersi battuti in difesa della sicurezza e della liberta' di noi tutti. Desidero ringraziare Jeffrey Smith per questo libro coraggioso. Sono molto lieta di presentare al pubblico italiano questo libro che, sono convinta, avra' un ruolo fondamentale nel favorire la transizione dai "semi dell'inganno" ai "semi della liberta'", liberta' per gli agricoltori, liberta' per i consumatori, liberta' per gli scienziati e liberta' per tutte le specie viventi.
By di Vandana Shiva  - Tratto da: www.ingannoatavola.it

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Salute a rischio, l'allarme del Wwf: Veleni nel piatto
I 27 campioni di alimenti, provenienti da Gran Bretagna, Polonia, Svezia, Italia, Spagna, Grecia e Finlandia, sono tutti prodotti di largo consumo, quelli che ogni giorno capitano sulle nostre tavole: latte, burro, pollo, tonno, pane, olio d´oliva, miele, succo d´arancia. Sono tutti prodotti di marche comuni e sono stati acquistati in supermercati.
E in tutti sono state trovate tracce di sostanze chimiche, di ben 119 composti tossici: dai pesticidi, ai muschi artificiali, alle sostanze perfluorate.

L'allarme sull'inquinamento alimentare arriva da un rapporto del Wwf dal titolo inequivocabile:
La catena della contaminazione globale: il ruolo dell'alimentazione. Un dossier che, come si legge nell´introduzione, «costituisce il risultato di 10 anni di lavoro del WWF sulle sostanze tossiche».
E che giunge ad una conclusione semplice quanto allarmante: la contaminazione da sostanze chimiche passa anche, e soprattutto, per le nostre tavole.

Nei campioni analizzati gli specialisti del Wwf hanno trovato un po´ di tutto, compreso residui di pesticidi come il Ddt che è proibito da decenni (almeno in Europa) proprio perché dannoso per l´uomo.
Insomma quello che passa dall´alimentazione è un "avvelenamento" lento ma inesorabile.
Infatti, sottolineano dal Wwf, le concentrazioni trovate negli alimenti non comportano conseguenze immediate e dirette sulla salute. Tuttavia, «deve essere presa nella giusta considerazione l'effetto dell'esposizione cronica anche a basse dosi di cocktail di contaminanti attraverso la dieta, soprattutto nel feto in via di sviluppo, nei neonati e nei bambini».

E allora: che fare ? Lo studio non è stato reso noto in un momento qualsiasi: in ottobre e novembre si voterà la revisione dell'attuale normativa europea in materia di sostanze chimiche, che non viene modificata dal 1981.
Per indebolire questa normativa, nota come Reach (Registration, evaluation and authorisation of chemicals), l'industria ha esercitato forti pressioni.
Per questo l´associazione ambientalista chiede che le sostanze chimiche pericolose siano sostituite con alternative più sicure, che fissi requisiti severi per i produttori di sostanze chimiche e consenta ai consumatori di conoscere con facilitò quali sono le sostanze presenti negli alimenti di uso quotidiano.
Tratto da:  wwf.it