L’Ue:
piccoli ortaggi fuorilegge, vietato prodursi il cibo -
16/05/2013
Una
nuova legge proposta dalla Commissione Europea renderebbe illegale
“coltivare, riprodurre o commerciare” i semi di ortaggi che non sono
stati “analizzati, approvati e accettati” da una nuova burocrazia
europea denominata “Agenzia delle Varietà Vegetali europee”.
Si chiama “Plant Reproductive Material Law”, e tenta di far gestire al
governo la regolamentazione di quasi tutte le piante e i semi.
Se un contadino della domenica coltiverà nel suo giardino piante con
semi non regolamentari, in base a questa legge, potrebbe essere
condannato come criminale.
Questa legge, protesta Ben Gabel del “Real
Seed Catalogue”, intende stroncare i produttori di varietà
regionali, i coltivatori biologici e gli agricoltori che operano su
piccola scala. «Come qualcuno potrà sospettare – afferma Mike Adams su
“Natural News” – questa mossa è la “soluzione finale” della
Monsanto, della
DuPont e delle altre
multinazionali dei semi, che da tempo hanno tra i loro obiettivi il
dominio completo di tutti i semi e di tutte le coltivazioni sul
pianeta».
http://www.sapereeundovere.it/pericoli-ogm-rivelati-da-un-ex-scienziato-del-governo-degli-stati-uniti/
Criminalizzando i piccoli coltivatori di verdure, qualificandoli come
potenziali criminali – aggiunge Adams in un intervento ripreso da “Come
Don Chisciotte” – i burocrati
europei possono finalmente «consegnare il pieno controllo della catena
alimentare nelle mani di corporazioni potenti come la Monsanto». Il
problema lo chiarisce lo stesso Gabel: «I piccoli coltivatori hanno
esigenze molto diverse dalle multinazionali – per esempio, coltivano
senza usare macchine e non vogliono utilizzare spray chimici potenti».
Per cui, «non c’è modo di registrare quali sono le varietà adatte per un
piccolo campo, perché non rispondono ai severi criteri della “Plant
Variety Agency”, che si occupa solo dell’approvazione dei tipi di
sementi che utilizzano gli agricoltori industriali». Praticamente, d’ora
in poi, tutte le piante, i semi, gli ortaggi e i giardinieri dovranno
essere registrati. «Tutti i governi sono, ovviamente, entusiasti
dell’idea di registrare tutto e tutti», sostiene Adams. Tanto più che «i
piccoli coltivatori dovranno anche pagare una tassa per la burocrazia
europea per registrare i semi». Gestione delle richieste, esami formali,
analisi tecniche, controlli, denominazioni delle varietà: tutte le spese
saranno addebitate ai micro-produttori, di fatto scoraggiandoli.
«Anche se questa legge verrà inizialmente indirizzata solo ai contadini
commerciali – spiega Adams – si sta stabilendo comunque un precedente
che, prima o poi, arriverà a chiedere anche ai piccoli coltivatori di
rispettare le stesse folli regole».
Un tecno-governo impazzito: «Questo è un esempio di burocrazia fuori
controllo», spiega Ben Gabel. «Tutto quello che produce questa legge è
la creazione di una nuova serie di funzionari dell’Ue, pagati per
spostare montagne di carte ogni giorno, mentre la stessa legge sta
uccidendo la coltura da sementi prodotti da agricoltori nei loro piccoli
appezzamenti e interferisce con il loro diritto di contadini a coltivare
ciò che vogliono». Inoltre, aggiunge Gabel, è molto preoccupante che si
siano dati poteri di regolamentare licenze per tutte le specie di piante
di qualsiasi tipo e per sempre – non solo di piante dell’orto, ma anche
di erbe, muschi, fiori, qualsiasi cosa – senza la necessità di
sottoporre queste rigide restrizioni al voto del Consiglio.
Come
sempre, il diavolo si nasconde nei dettagli: «Il problema di questa
legge è sempre stato il sottotitolo, che dice un sacco di belle cose sul
mantenimento della biodiversità e sulla semplificazione della
legislazione», come se il nuovo dispositivo rendesse finalmente le cose
più facili, ma «negli articoli della legge c’è scritto tutto il
contrario», avverte Adams. Esempio: dove si spiega come “semplificare”
le procedure per le varietà amatoriali, non si fa nessun accenno alle
accurate classificazioni già elaborate dal Defra, il dipartimento
britannico per l’agricoltura impegnato a preservare le varietà
amatoriali.
Di fatto, spiega lo stesso Adams, la maggior parte delle sementi
tradizionali saranno fuorilegge, ai sensi della nuova normativa
comunitaria. «Questo significa che l’abitudine di conservare i semi di
un raccolto per la successiva semina – pietra miliare per una vita
sostenibile – diventerà un atto criminale». Inoltre, spiega Gabel,
questa legge «uccide completamente qualsiasi sviluppo degli orti nel
giardino di casa in tutta la comunità europea», avvantaggiando così i
grandi monopoli sementieri.
E’ quello che stanno facendo i governi, insiste Adams: «Stanno prendendo
il controllo, un settore alla volta, anno dopo anno, fino a non lasciare
più nessuna libertà», al punto di «ridurre le popolazioni alla schiavitù
in un regime dittatoriale globale».
Si avvera così la “profezia” formulata da Adams nel libro “Freedom
Chronicles 2026” (gratuito, scaricabile online), nel quale un
“contrabbandiere di semi” vive in un tempo in cui le sementi sono ormai
divenute illegali e c’è gente che, per lavoro, ne fa contrabbando,
aggirando le leggi orwelliane imposte della Monsanto.
L’incubo pare destinato a trasformarsi in realtà: «I semi stanno per
diventare prodotti di contrabbando», afferma Mike Adams. «Chiunque
voglia prodursi il suo proprio cibo sta per essere considerato un
criminale». Questo, conclude Adams, è il dominio totale sulla catena
alimentare. «Tutti i governi cercano un controllo totale sulla vita dei
cittadini». Per questo, oggi «cospirano con le multinazionali come la
Monsanto», ben decisi a confiscare la libertà più elementare, cioè il
diritto all’alimentazione. «Non vogliono che nessun individuo sia più in
grado di coltivare il proprio cibo».
vedi:
Ortopertutti
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Le Piante Aromatiche