Abbiamo
deciso di dare lo spazio dell'editoriale di questo
numero a Percy Schmeiser, 73 anni, da 57 contadino
nel Saskatchewan (Canada). - La sua storia è
tutta da leggere (e da diffondere).
Faccio
l'agricoltore dal 1947 quando ho ereditato
l’azienda da mio padre.
Mia moglie e io siamo famosi nelle prairies
(ovvero le immense distese coltivate che si
trovano nelle zone centrali degli Stati Uniti e
del Canada) per il nostro lavoro di ricerca e di
sviluppo sulle sementi di colza.
Sono stato parte di molti comitati agricoli, sia a
livello provinciale che come rappresentante a
livello federale.
Sono stato sindaco del mio paese, poi consigliere
comunale per più di 25 anni.
Ho lavorato tutta la mia vita per l'approvazione
di leggi e regolamenti per il miglioramento delle
condizioni di lavoro degli agricoltori. Per anni,
io e mia moglie abbiamo ricercato e selezionato le
migliori sementi per la produzione di colza da
olio.
Nell'agosto 1998 mi è arrivata una denuncia da
parte della Monsanto.
Fino a quel momento non avevo avuto niente a che
fare con la colza OGM della Monsanto. Non avevo
mai comprato le loro sementi e non ero mai andato
ad un loro meeting. Non conoscevo neanche un
rappresentante della loro società. C'erano vari
elementi nella denuncia.
Innanzitutto, diceva che qualche modo ero entrato
in possesso di semi di colza OGM della Monsanto
senza una loro autorizzazione, li avevo piantati,
cresciuti e che quindi avevo violato il loro
brevetto.
Quando
ci venne fatta causa io e mia moglie
immediatamente ci rendemmo conto che 50 anni di
ricerche e sviluppo di un seme puro di colza che
fosse adatto alle prairiers, alle
condizioni del suolo e del clima e in particolar
modo alle malattie, erano andate in fumo, perché
probabilmente la nostra colza era stata
contaminata.
Così ci siamo ribellati.
Ci sono voluti due anni di procedure legali e in
quei due anni la Monsanto ha ritirato l’accusa
di aver ottenuto le sementi illegalmente.
Ma ha continuato a sostenere che, dato che si era
trovata colza OGM Monsanto nel fossato che
delimitava i miei campi (a dire il vero, neanche
dentro ai miei campi) significava che avevo
violato il loro brevetto.
Così la mia accusa è diventata ufficialmente di
violazione della loro proprietà intellettuale.
Questa decisione ha portato il mio caso all'
attenzione internazionale, col rischio di
diventare un esempio per altre vertenze legali del
genere.
I
punti principali della sentenza sul mio caso sono:
1. Non importa come la colza OGM della Monsanto, o
la soia o qualsiasi altra pianta OGM entri nel
capo di un contadino.
Il modo più comune in cui può avvenire è
l'impollinazione, o il trasporto dei semi da parte
del vento, di uccelli o altri animali… Dal
momento che avviene la contaminazione, il raccolto
e le sementi non sono più tue.
2. L'intero raccolto dei nostri campi di colza del
1998 è andato alla Monsanto. Il giudice decise
anche che non avevamo il diritto di ri-utilizzare
di nuovo le nostre sementi: i semi che noi avevamo
impiegato 50 anni a selezionare non sono piu’
nostri.
Questo è quello che sconvolge I contadini di
tutto il mondo quando gliene parlo: che un
contadino che utilizza metodi convenzionali o
biologici può perdere tutto da un giorno
all’altro.
Un’altra
cosa importante su cui soffermarsi e di cui i
media non sinora occupati è il tipo di contratto
che le aziende come la Monsanto utilizzano.
I punti principali del contratto con la Monsanto
sono i seguenti:
1. Un agricoltore non può mai utilizzare le
proprie sementi;
2. L’agricoltore si impegna a comprare sempre le
sementi dalla Monsanto:
3. L’agricoltore si impegna a comprare solo i
diserbanti chimici della Monsanto;
4. Se l’agricoltore viola questo contratto in
qualche modo, e la Monsanto gli fa pagare una
penale, si impegna a non parlarne con i media o
con i vicini.
Nel
contratto del 2003, poi, è stata aggiunta
un'altra clausola: non é più possibile fare
causa alla Monsanto per nessun motivo.
E’ impossibile portare la Monsanto in tribunale,
questo è il loro contratto standard.
Un
altro punto importante: gli agricoltori sono
costretti a permettere agli investigatori della
Monsanto di ispezionare i loro campi e i loro
granai per tre anni dopo la firma del contratto,
anche se -per esempio- hanno deciso di coltivare
sementi OGM solo per un anno.
Negli Stati Uniti la forza di polizia della
Monsanto è la "Pinkerton Investigation
Services".
Nelle
pubblicità della Monsanto si sollecitano gli
agricoltori a denunciare il vicino, se sospettano
che stia coltivando colza o soia OGM senza
autorizzazione. Chi lo fa, otterrà in regalo una
giacca di cuoio dalla Monsanto.
Appena alla Monsanto arriva la soffiata, vengono
mandati due investigatori per controllare la
situazione. Nelle prairies li chiamano
"la polizia genetica". I due fanno
sapere all’agricoltore di aver ottenuto una
segnalazione sulle sue coltivazioni: è una vera e
propria forma di intimidazione.
Cosa pensate che succeda quando questi
investigatori lasciano la casa dell'agricoltore ?
L'agricoltore si domanderà quale dei suoi vicini
l'ha denunciato.
Così si arriva ad una rottura dei rapporti tra
gli agricoltori, che cominciano ad aver paura di
parlare fra loro e a sospettare l'uno dell'altro.
Un
altro mezzo di controllo sono quelle che possiamo
considerare vere e proprie “lettere di
estorsione”. Una lettera tipo potrebbe dire una
cosa del genere: “abbiamo motivo di ritenere che
lei stia coltivando colza o soia OGM della
Monsanto senza autorizzazione. Invece di
costringerci a portarla in tribunale lei ha la
possibilità di inviarci un pagamento di 100.000 o
200.000 dollari”.
Se
la Monsanto non riesce a rintracciare
l'agricoltore, può andare al comune e scoprire
dove si trovano i suoi terrreni.
Poi viene utilizzato un piccolo aereo o un
elicottero per spruzzare sul campo il diserbante
"Roundup" della Monsanto.
Circa 12 giorni dopo che è stato spruzzato il
diserbante, vengono a controllare: se le piante
sono morte, vuol dire che l'agricoltore non ha
usato le sementi OGM, ma se sono vive, Dio lo
salvi !
Va
sempre ricordato che non è possibile
“trattenere” gli OGM.
Una volta che introduci una nuova forma di vita
nell’ambiente non c’è più modo di
richiamarla indietro. Non è possibile
trattenere il vento.
Non è possibile trattenere il trasporto dei semi
da parte di uccelli, api e altri animali.
Non è possibile trattenere gli OGM, che si
diffonderanno ovunque con la stessa facilità con
la quale è avvenuto nelle prairies.
Un’altro fatto importane è che non può
esserci la “co-esistenza”. Credetemi, dalla
mia esperienza di mezzo secolo da agricoltore, so
che se viene introdotto un gene modificato in un
qualsiasi organismo, questo gene sarà dominante.
Alla fine il gene modificato prevarrà. Non è
possibile avere allo stesso tempo in un paese
coltivazioni OGM e biologiche o convenzionali.
Il rischio è che alla fine tutto diventerà OGM.
Non c’è più scelta.
Credetemi, gli agricoltori biologici nelle prairies
non possono più coltivare la soia o la colza.
Tutti I nostri semi adesso sono contaminati da OGM.
La possibilità di scelta è stata tolta sia agli
agricoltori biologici che a quelli convenzionali.
Mi
viene spesso chiesto perché mai gli agricoltori
hanno cominciato a coltivare OGM quando questi
furono introdotti nel 1996.
Allora la Monsanto disse agli agricoltori che, tra
le altre cose, avrebbero portato a raccolti più
elevati, prodotti più nutrienti e, soprattutto,
che richiedevano un utilizzo ridotto di sostanze
chimiche. Penso che sia il terzo punto quello che
ha colpito di più gli agricoltori.
Dal 1946-47, dopo la seconda Guerra mondiale, gli
agricoltori cominciarono ad utilizzare tonnellate
di sostanze chimiche all’anno. Alcune erano
estremamente potenti e gli agricoltori
cominciarono a rendersi conto del danno fatto
all’ambiente, alla salute umana e agli animali.
La Monsanto ha detto anche altre cose, e continua
a dirle: saremo finalmente stati in grado di dare
da mangiare ad un mondo affamato. Credetemi, per
dare una mangiare ad un mondo affamato, non
servono tutte le Monsanto di questo mondo.
Quello che ci vuole è un cambiamento nella
politica, nelle modalità di commercio e
nell’economia.
Quando parlo ai contadini dei paesi del terzo
mondo – Africa, India, Bangladesh eccetera –
gli dico che loro almeno hanno ancora una scelta.
Noi in Canada non abbiamo più una scelta per
quanto riguarda molto tipi di colture.
E’ tutto contaminato.
E nessuno ci aveva informati prima di quello che
sarebbe potuto succedere.
Per concludere, perché ci siamo ribellati alla
Monsanto ?
Mia moglie ed io abbiamo 72 e 73 anni.
Non sappiamo quanti anni abbiamo ancora a
disposizione e guardiamo alla cosa in questo modo:
come nonno mi chiedo che tipo di eredità voglio
lasciare ai miei nipoti.
I miei nonni e i miei genitori mi hanno lasciato
un’eredità di terra coltivabile. Io non voglio
lasciare ai miei figli un’eredità di terra,
aria e acqua sature di veleni. Sono sicuro che su
questo sarete d’accordo con me.
Dunque, continueremo a combattere per il diritto
degli agricoltori in tutto il mondo di utilizzare
le proprie sementi.
By Percy Schmeiser
In
due gradi di giudizio (si è in attesa del terzo)
Percy è stato condannato dai giudici canadesi a
pagare 170.000 dollari a Monsanto, e ha speso
300.000 dollari in spese legali, trovandosi
costretto a ipotecare casa e terreni.
Accetta donazioni (si possono fare con carta di
credito dal sito
www.percyschmeiser.com*
Tratto
da:
http://www.greenplanet.net/