CONTAMINAZIONI CAMPI AGRICOLI e
FALDE ACQUIFERE
Bastava un timbro su un certificato
prestampato a trasformare le banchine del porto di Napoli nel
principale crocevia dei rifiuti tossici della Campania. È il pm
Donato Ceglie, della Procura sammaritana di Mariano Maffei, a
firmare l’ultimo atto di accusa sulla gestione dei rifiuti
tossici a Napoli e in Campania, un affare sporco che investe
anche la Puglia, e che ruota attorno al «disegno criminale»
consumato proprio nel porto di Napoli. È da qui che partivano
tir stracolmi di liquami, secondo quanto emerge dalle 100mila
conversazioni intercettate e dalle decine di ore filmate dai
carabinieri del NOE.
Sono i «rifiuti solidi e liquidi, che
provengono da navi mercantili e militari in porto e in rada»,
le cui bolle di accompagnamento vengono sistematicamente
falsificate dal gruppo di trenta e passa indagati accusati, tra
l’altro, di disastro ambientale.
Il pm sammaritano guarda alle attività di Antonio Agizza,
incensurato e lontano parente di imprenditori coinvolti negli
anni scorsi in indagini sul clan Nuvoletta di Marano. Assieme
ai suoi stretti collaboratori - si legge nel decreto di fermo -
procedeva all’illecito smaltimento di rifiuti liquidi
provenienti dal porto di Napoli, con una capillare
falsificazione dei «fir», i fogli di identificazione dei
rifiuti, i documenti che «attestano l’avvenuto regolare
smaltimento del rifiuto». E non ci sono solo gli scarichi
tossici di navi mercantili e militari.
Dal porto e attraverso il porto, passavano anche altre forme di
immondizia. Quelle degli «ospedali e delle cliniche private
napoletane, dalle fosse settiche di civili abitazioni, degli
esercizi commerciali e dei lidi balneari».
Da qui, dal porto, dunque: dove Antonio Agizza aveva «un ragazzo
suo» - come si legge nelle intercettazioni del Noe napoletano -
un ragazzo che si chiama «Alfonso», uomo fidatissimo di via
Molo Carmine, che gli rivolge parole deferenti: «Donn’Antonio,
il camion è uscito, tutto bene».
E Antonio Egizza gli risponde: «Si ma adesso fai lavorare i
miei autisti, non ti preoccupare, ”falli fare” e non mettere
l’orario, me lo vedo io». Pochi dubbi da parte del pm sulla
destinazione finale del carico: «I rifiuti gestiti dal gruppo
Agizza vengono smaltiti illegalmente nella rete fognaria
cittadina, immessi direttamente in tombini, che poi
confluiscono nella rete fognaria pubblica, attraverso i tombini
presenti nel deposito della società di famiglia o direttamente
all’aperto».
Un atto di accusa di 94 pagine, nel quale il pm Ceglie si
sofferma anche sulla più ampia emergenza rifiuti a Napoli e in
Campania:
«È una regione già fortemente provata dall’aggressione
all’ambiente, a causa del vergognoso protrarsi della cosiddetta
(folle) emergenza rifiuti: vicende giudiziarie che hanno
prodotto l’unico effetto di deviare le rotte degli smaltimenti,
anzi di far nascere un sistema attraverso il quale decine di
ecocriminali, che in permanente contatto tra loro hanno
individuato un nuovo codice comportamentale».
Un sistema che il pm definisce «diabolico», «scellerato»,
«criminale», che assicura «seicento» euro al contadino di turno,
che chiude un occhio di fronte allo sversamento di rifiuti
tossici, quelli che dal porto di Napoli invadono la regione e
il sud-Italia.
By Leandro del Gaudio - 05/07/2007
Tratto da:
ilmattino.it
India, echi di una strage (suicidi degli agricoltori, le
cause) - 23/09/2016
http://temi.repubblica.it/micromega-online/india-echi-di-una-strage/
Comunicato ECHA PDF sulle sostanze
PERICOLOSE utilizzate in
agricoltura
ed
alimentazione
vedi anche:
PESTICIDI
+
Glyphosate PDF +
Pesticidi e loro danni PDF
 |
Agricoltura Integrata Obbligatoria: BANDITO il GLIFOSATE in
DANIMARCA e Sri Lanka
Il 15 Settembre 2003, il Ministro Christian Schmidt ha imposto
il divieto in Danimarca, sulla base di studi del Istituto
Geological Survey Danimarca e la Groenlandia (DGGRI). Ed ha
affermato in quel momento che ..."i danesi dovrebbero essere in
grado di fare il caffè la mattina senza preoccuparsi di
pesticidi.... Forse in Argentina non si preoccupano perché si
bevono il mate, accettare la mia ironia per tale
follia...", ...questa notizia dimostra che la scienza e la
salute, sanno molto bene di avvelenare la gente.
Pochi giorni dopo El
Salvador collega direttamente i disseccanti Roundup a malattia
renale e Sri Lanka lo bandisce
Cosa
aspettiamo a Bandire immediatamente i disseccanti in Italia ?
Oggi, con il D.L.gsl. 150
del 14 agosto 2012, recepimento della Dir UE sull'uso
sostenibile dei pesticidi, l'agricoltura integrata diventa
obbligatoria su tutto il territorio italiano, come su tutto il
territorio UE.
Con riferimento a
quanto previsto nel documento "Integrated
Production" - Principles and Technical guidelines", pubblicato
sul Bollettino IOBC/WPRS - Vol 16 (1) 1993, a cui si riferisce
la Decisione della
UE - N. C(96) 3864 del 30/12/1996 (ed
allegati), sui "Criteri
di Difesa delle colture e controllo delle infestanti",
nell'elaborazione dei disciplinari di riferimento di Produzione
Integrata, alla base di un sistema di controllo, (omissis) "...nel
momento in cui sono disponibili diverse strategie occorre
privilegiare quelle Agronomiche e/o Biologiche in grado di
garantire il minor impatto ambientale, nel quadro di una
agricoltura sostenibile..." (omissis)
Pertanto, nella Produzione Integrata non è possibile
consentire l'uso, che si effettua solo in
pre-semina o nelle coltivazioni arboree, dei disseccanti
chimici totali (Glifosate, Glufosinate ammonio, ecc.),
pericolosi per la salute e l'ambiente, oltre che distruttori
della biodiversità e dell'humus dei terreni, con conseguente
erosione e dissesti idrogeologici, dal momento che sono
efficacemente sostituibili con le lavorazioni meccaniche (sfalcio,
lavorazioni localizzate, priodiserbo, erpicature, smorganature,
arature superficiali, ecc).
Ciò
significa che dal 1 gennaio 2014 i disseccanti totali devono
essere banditi da tutto il territorio europeo in quanto inutili
e pericolosi !
By Prof. Giuseppe
Altieri
vedi:
Compostaggio +
Ortopertutti +
Le Piante Aromatiche
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L'uso dei
Pesticidi e la biodiversità
(Estratto dal dossier sulla biodiversità curato da Progetto
Continenti ONLUS)
Rispetto
alla biodiversità un effetto negativo riguarda l'uso di
pesticidi e in generale di prodotti chimici per l'agricoltura.
L'uso dei composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi sia
relativamente alla fauna che alla flora; le conseguenze più
rilevanti sono state: la riduzione della variabilità genetica
dei sistemi viventi, i processi di eutrofizzazione delle acque
dolci e di quelle marine, l'alterazione chimico-fisica e
biologica dei suoli.
Studi sulla
diffusione, la trasformazione, la persistenza e l'accumulazione
nei tessuti di piante e animali dei prodotti chimici impiegati
nei processi agricoli, mettono in evidenza aspetti più complessi
delle interferenze indotte da tali prodotti sulle strutture e
sulle funzioni degli ecosistemi. Sempre più evidenti risultano i
danni per la salute e per l'ambiente derivanti da una eccessiva
e crescente "chimicizzazione" dell'agricoltura, sia in termini
di accumulazione di residui tossici e cancerogeni nel tessuto
adiposo di uomini e animali, che di avvelenamento dei suoli,
delle acque sotterranee e di superficie etc.
Notevoli
sono i danni ambientali causati dai fertilizzanti chimici che si
aggiungono al suolo per mantenerne o aumentarne la produttività
e quindi la resa delle colture. Le elevate concimazioni
modificano profondamente i cicli degli elementi (del carbonio,
dell'azoto, del fosforo, etc.) che costituiscono meccanismi
delicati per il mantenimento degli equilibri biologici e chimici
in un ecosistema e tra gli ecosistemi della biosfera. L'eccesso
di fertilizzanti minerali favorisce una veloce metabolizzazione
della sostanza organica presente nel terreno da parte dei
batteri.
Il fenomeno è connesso con le lavorazioni profonde e con le
monocolture di cereali che non riescono a ripristinare il
contenuto di sostanza organica. In questo modo il terreno viene
impoverito di materiale organico. Il materiale organico, che nei
metodi di lavorazione agricola meno intensiva rimane sul
terreno, viene decomposto dai microorganismi del suolo e
convertito in un complesso di composti organici (l'humus )
essenziali per i suoli perché controllano la ritenzione e il
movimento dell'acqua e dell'ossigeno contenendo le strutture del
suolo stesso.
Dal materiale organico, dunque, si forma un complesso
chimico-microbiologico di base, dove attraverso la
metabolizzazione dinamica del materiale stesso, si rendono
disponibili i nutrienti delle piante. Infatti i microoganismi
mineralizzano le sostanze organiche con produzione di nitrati,
fosfati, sali di potassio e solfati. A causa della complessità
dei meccanismi che lo producono, il complesso minerale nutritivo
è rilasciato gradualmente secondo le naturali richieste delle
piante.
Quando invece il contenuto di sostanza organica è basso, la
fertilizzazione minerale è necessariamente effettuata in eccesso
rispetto alle richieste fisiologiche delle piante e alle
capacità di ritenzione del terreno.
Una parte consistente del prodotto viene rilasciata allo stato
solubile nel suolo e nelle acque, dove si accumulano insieme
alle impurezze contenute nei fertilizzanti (per esempio i
metalli pesanti).
Alcune di queste sostanze, come i nitrati e il potassio, possono
inoltre immettersi per liscivazione nelle acque sotterranee e
raggiungere successivamente le acque superficiali (la
liscivazione è quel processo per cui si ha la migrazione di
composti chimici dagli strati superiori agli strati inferiori
del suolo). I fosfati, invece, sono generalmente insolubili e
rimangono nello strato superficiale del suolo, solo nel caso di
intense fertilizzazioni e condizioni climatiche particolari dei
suolo (pH basso)
possono essere liscivati. L'inquinamento delle acque sotterranee
determina seri rischi per la qualità delle acque potabili,
inoltre, elevati contenuti di azoto nel suolo possono tradursi
in eccessive concentrazioni di nitrati nei vegetali, soprattutto
negli ortaggi, e anche ciò determina rischi per la salute del
consumatore.
Si potrebbe pensare di utilizzare i rifiuti organici della
produzione zootecnica per reintegrare la fertilità del terreno,
ma le nuove tecnologie intensive, che prevedono sistemi di
pulizia ad acqua e l'uso di farmaci, li rendono inutilizzabili.
La forte diluizione dei rifiuti, e la presenza in essi di
antibiotici e di metalli pesanti, comportano maggiori spese di
stoccaggio e di trasporto e rischi di inquinamento da sostanze
tossiche. Gli allevamenti di suini, ad esempio, immettono nel
suolo, dove si accumulano, rilevanti quantità di rame che è
contenuto nei mangimi come stimolatore della crescita. Altri
metalli pesanti possono essere riversati nei suoli attraverso i
fertilizzanti. Tutte queste sostanze, al di sopra di determinate
concentrazioni, possono risultare dannose per le colture e
rappresentare rischi di tossicità per il consumatore. Attraverso
i fosfati minerali e i fanghi degli impianti di depurazione dei
liquami urbani, ad esempio, si può immettere cadmio nel suolo,
metallo ritenuto cancerogeno.
Per quanto
riguarda i pesticidi, tecnici ed economisti concordano nel
riconoscere la loro importanza nella difesa dei raccolti; ciò
significa difesa del reddito dell'agricoltore e quindi
contenimento dei prezzi al consumo.
Rilevanti sono tuttavia gli effetti che questi composti
agrochimici determinano sull'ambiente. I pesticidi provocano
effetti sulla struttura e sulle funzioni degli ecosistemi
riducendo le popolazioni di un certo numero di specie; alterano
il comportamento normale degli animali, stimolano o inibiscono
la crescita di animali e piante, incrementano o deprimono la
capacità riproduttiva degli animali.
Se da una parte è vero che non si possono sottovalutare i
benefici economici sulla produttività e sulla "commerciabilità"
del prodotto, dall'altra vi sono molti i lavori scientifici
che evidenziano gli effetti nocivi
che pesticidi e fertilizzanti hanno determinato sull'ambiente.
Con l'utilizzo di varietà ibride, ad esempio, è notevolmente
aumentato l'impiego dei fitofarmaci e, di conseguenza, il
livello di inquinamento dell'ambiente e la contaminazione
dell'uomo attraverso la catena alimentare. Inoltre l'uso dei
fitofarmaci ha innescato un ulteriore grave meccanismo: quello
della resistenza degli insetti agli agenti tossici (evento che,
come be sappiamo induce ad aumentare le quantità del prodotto
irrorato e ad introdurre nel mercato nuovi prodotti
incrementando così i profitti delle industrie del settore).
Nello stesso tempo i pesticidi hanno anche colpito insetti utili
per l'uomo; la scomparsa di quelli che si nutrivano di larve di
zanzara ha causato la recrudescenza della malaria, che è
riapparsa in popolazioni che l'Organizzazione Mondiale per la
Sanità aveva ormai dichiarato fuori pericolo.
L'uso dei
pesticidi determina cambiamenti nei rapporti delle popolazioni
dei livelli trofici della catena alimentare.
Generalmente i livelli più bassi non risentono della loro
azione. Questa perturbazione è spesso sconvolgente per la
stabilità degli ecosistemi. Molti predatori naturali dei
parassiti delle colture vengono soppressi a causa dei
trattamenti con pesticidi. Nel produrre tali effetti dannosi
concorrono non solo gli insetticidi ma anche alcuni fungicidi.
Per tale ragione insetti parassiti minori delle colture, che
generalmente sono controllati dai loro nemici naturali, hanno
assunto negli ultimi anni un ruolo non più secondario nella
diminuzione delle rese produttive. Molto spesso l'uso dei
pesticidi diventa inefficace perché i parassiti riorganizzando i
loro sistemi di difesa diventano resistenti al prodotto chimico.
La distruzione dei nemici naturali e lo sviluppo di resistenze
concorrono ad aumentare i costi, sia per la maggiore intensità
dei trattamenti, che per l'uso di pesticidi più costosi.
L'impatto dei pesticidi sull'ambiente è determinato, oltre che
dal dosaggio utilizzato e dal numero di trattamenti, dal modo e
dai tempi in cui essi si degradano dopo l'applicazione. Valutare
i costi sociali e ambientali dovuti ai composti agrochimici non
è semplice: soprattutto appare difficile esprimere in cifre i
danni alla flora e la fauna naturale (ma è relativamente facile
una valutazione qualitativa della distruzione ambientale).
Sembra che la causa principale dell'aumento dei costi risieda
nell'aumentata capacità di resistenza dei parassiti ai
pesticidi. Ciò determina un incremento delle dosi somministrate
e la progettazione di nuovi pesticidi.
Dobbiamo poi considerare i costi dovuti ai casi di
intossicazione acuta e alle manifestazioni patologiche croniche
nell'uomo. I costi dovuti alle
malformazioni dei neonati (dovute all'effetto
mutageno di molti pesticidi) nelle aree ad agricoltura
intensiva.
I costi che i governi dovrebbero sostenere per le azioni di
regolamentazione e monitoraggio ambientale e per l'addestramento
degli operatori agricoli. I costi provocati dai danni per
ridotta impollinazione causati dalla distruzione delle colonie
di api. I costi ai componenti degli ecosistemi naturali. Gli
effetti degli insetticidi sugli invertebrati, sui funghi, sui
batteri e sui microorganismi del suolo sono estremamente dannosi
per gli equilibri biologici perché tali sistemi viventi
trasformano, metabolizzandoli, i rifiuti organici. Inoltre
l'alterazione dell'habitat causato dai pesticidi squilibra il
normale accesso alle risorse alimentare da parte degli animali.
Gli organismi acquatici risentono particolarmente della presenza
di pesticidi. Concentrazioni elevate di tali sostanze provocano
morie di pesci, mentre dosi più basse possono distruggere gli
avannotti così come altri organismi viventi, come insetti e
invertebrati, che costituiscono cibo per i pesci stessi.
Anche uccelli e mammiferi subiscono gli effetti dannosi dei
pesticidi anche se risulta difficile stimare la mortalità delle
principali specie causate dai diversi composti chimici.
In definitiva, se si sommano ai costi dell'azienda agricola per
l'acquisto e l'uso dei pesticidi, i costi sociali ed ambientali
descritti, questi sembrano molto elevati, troppo elevati.
Le
conseguenze dell'impiego dei composti chimici in agricoltura,
variano a seconda delle vie di contatto o assunzione di questi
prodotti da parte dell'uomo, sia a seconda della diversa natura
dei componenti stessi.
Innanzi tutto ci sono i rischi cui sono esposti i lavoratori
delle industrie chimiche in cui questi composti vengono prodotti
e degli agricoltori che li adoperano. In secondo luogo vi sono i
rischi per il consumatore che, attraverso la catena alimentare,
può ingerire tali prodotti chimici sia da alimenti vegetali che
animali. L'uomo assimila pesticidi non solo attraverso gli
alimenti e l'acqua, ma anche attraverso le vie respiratorie e
attraverso la pelle. La specie umana, dunque, contiene in misura
maggiore o minore pesticidi nei tessuti. Rigorosi studi
epidemiologici possono fornire la prova dell'effetto
cancerogeno, per la specie umana, di alcune sostanze chimiche.
Il consumatore medio è quindi esposto a
rischi di pesticidi. Tali prodotti sono presenti in
quasi tutti i cibi, non solo nella frutta e negli ortaggi, ma
anche nella carne, nei latticini, nello zucchero, nel caffè,
negli oli, nei cibi essiccati e in molti prodotti trasformati.
I rischi per la salute umana causati dai fertilizzanti,
attribuibili prevalentemente ai composti azotati (e tra questi
in primo luogo ai nitrati) sono tutti a carico dei consumatori.
E' ormai irrinunciabile la messa a punto di strumenti di
comparazione tra analisi economiche e sociali a tutela
dell'ambiente.
Già negli anni '60 il mondo scientifico aveva denunciato i
pericoli che l'incontrollata pressione economica e l'elevata
crescita dei consumi dei Paesi sviluppati, stavano determinando
sulle risorse ambientali a causa dell'inquinamento dell'aria,
dell'eutrofizzazione delle acque, dell'erosione dei suoli, della
scomparsa di specie vegetali e animali.
Ma tali denunce non trovarono mai
adeguate risposte da parte del potere politico e giudiziario....
vedi:
17 schede tecniche sui pesticidi e i fitofarmaci
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Pesticidi causerebbero i difetti alla nascita
Le donne che concepiscono un figlio in primavera o estate
potrebbero correre un più alto rischio di generare un bebè con
un difetto congenito e il motivo starebbe nella maggiore
esposizione ai pesticidi.
Lo sostiene una nuova ricerca americana che ha usato dati del
governo sulle nascite negli Stati Uniti tra il 1996 e il 2002.
Gli studiosi hanno osservato che i tassi di difetti congeniti
erano più alti tra le donne che avevano concepito tra aprile e
luglio. Durante questi stessi mesi, le concentrazioni alla
superficie dell'acqua di pesticidi e altre sostanze chimiche
usate in agricoltura di solito aumentano, secondo le analisi
chimiche effettuate dal governo americano. I risultati della
ricerca, che si leggono sulla rivista Acta Pediatrica, indicano
perciò che potrebbe esserci una correlazione tra i livelli di
pesticidi nell'acqua e i difetti alla nascita. Anche se non
viene dimostrata una relazione di causa-effetto, alcune delle
sostanze chimiche prese in considerazione nello studio, come
l'erbicida atrazina, sono da tempo sospettate di danneggiare il
feto, fanno notare i ricercatori.
"Il nostro studio non ha provato un legame di causa-effetto;
tuttavia il fatto che i difetti alla nascita e i pesticidi
nell'acqua conoscano un picco negli stessi quattro mesi
dell'anno ci fa sospettare che i due elementi siano connessi",
ha affermato il coordinatore della ricerca, Dr. Paul Winchester,
della Indiana University School of Medicine di Indianapolis.
I difetti alla nascita includono il labbro leporino, la
sindrome di Down, la
spina bifida 3
Fattori di rischio noti sono l'età avanzata della madre, il fumo
e l'abuso di alcol, ma ci sono anche elementi ambientali che gli
studiosi stanno cercando di individuare. "Se i nostri sospetti
sono esatti e i pesticidi davvero contribuiscono al rischio di
difetti congeniti, possiamo modificare questo fattore e ciò è
rassicurante", ha concluso il Dr. Winchester.
Tratto da: news.paginemediche.it
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I “bambini di Immokalee” hanno riportato alla nascita gravi malformazioni a causa
anche delle
infezioni da pesticidi contratte dalle loro madri durante la
raccolta dei pomodori. - 01/09/2011
Barry Eastbrook ci parla del caso che ha scioccato gli Stati
Uniti.
Tower Cabins è un campo di lavoro costituito da una trentina di
baracche e qualche roulotte in rovina, tenute insieme da un
recinto di legno non verniciato a sud di
Immokalee, nel cuore delle grandi piantagioni di pomodori
della
Florida sud-occidentale.
La comunità di poveri braccianti immigrati è desolata nel
migliore dei casi, ma poco prima del Natale di qualche anno fa
avevano di che rallegrarsi. Tre donne, tutte vicine di casa,
stavano per partorire a breve distanza l’una dall’altra, nel
giro di sette settimane. Ma nella vita dei raccoglitori di
pomodori è sottile il confine tra speranza e tragedia.
Il primo bambino, figlio del 20enne Abraham Candelario e della
moglie 19enne Francisca Herrera, arriva il 17 dicembre. Lo
chiamano Carlos. Carlitos (come è soprannominato) nasce con una
rarissima forma di “sindrome di tetra-amelia”, che gli provoca
in breve la perdita sia delle braccia che delle gambe.
Circa sei settimane più tardi, un paio di capanne più in là,
Sostenes Maceda dà alla luce Jesus Navarrete. Il bambino soffre
della sequenza di Pierre Robin, una disfunzione della mascella
inferiore per cui la lingua tende continuamente a riversarsi
all’interno della gola, rischiando di farlo morire soffocato. I
genitori sono costretti a nutrirlo per mezzo di un tubo di
plastica.
Due giorni dopo la nascita di Jesus, Maria Meza mette al mondo
Jorge. Ha un orecchio solo, niente naso, una palatoschisi, un
unico rene, niente ano e nessun organo sessuale visibile. Solo
dopo un esame dettagliato di quasi due ore, i dottori riescono a
stabilire che Jorge è in effetti una femmina. I genitori le
cambiano il nome in Violeta. Ma le malformazioni congenite sono
così gravi che sopravvive soltanto tre giorni.
Oltre al fatto di vivere nel raggio di cento metri l’una
dall’altra, Herrera, Maceda, e Meza hanno un'altra cosa in
comune. Lavorano tutte per la stessa compagnia, l’Ag-Mart
Produce, e nello stesso sconfinato campo di pomodori.
I consumatori conoscono Ag-Mart soprattutto per i suoi pomodori
commercializzati con il nome
Ugly-Ripe e i grappoli di
Santa
Sweets venduti in contenitori di plastica a forma di
conchiglia, abbelliti con tre sorridenti e danzanti
pupazzi-pomodoro di nome Tom, Matt e Otto. "I bambini amano fare
merenda con le nostre sorprese", dice lo slogan della compagnia.
Dalle file di pomodori dove lavoravano le tre donne durante i
mesi di gravidanza, non si godeva di una visione così
confortevole.
Un cartello all’entrata avvertiva che la piantagione era stata
trattata durante la stagione della semina con almeno trentun
tipi diversi di composti chimici, molti dei quali erano indicati
come “altamente tossici” e
almeno tre l’erbicida
Metribuzin, il fungicida
Mancozeb e l’insetticida
Avermectin sono noti per i loro effetti nocivi "per
lo sviluppo e la riproduzione", secondo il
Pestice Action
Network. Sono teratogeni, ossia possono provocare
malformazioni alla nascita.
Violazioni della sicurezza
Per l'utilizzo agricolo di questi veleni negli Stati Uniti, l'Environmental
Protection Agency impone "intervalli d'accesso ristretto"
(REI nel gergo dell'agricoltura chimica) tra il momento in cui i
pesticidi vengono applicati e quello in cui è consentito ai
lavoratori di accedere alla piantagione. In tutti e tre i casi,
le donne hanno dichiarato di aver ricevuto ordine a procedere al
raccolto in violazione della normativa REI.
"Mentre lavoravamo alla piantagione, sentivamo distintamente
l'odore degli agenti chimici", ha raccontato Herrera, madre di
Carlitos. Accertamenti successivi hanno dimostrato che Herrera
lavorò in campi trattati di fresco con il mancozeb dai
ventiquattro ai trentasei giorni dopo la concezione, la fase in
cui il feto inizia a svilupparsi fisicamente e neurologiamente.
Meza ricorda: "Mi è successo diverse volte al lavoro di
respirare l'agente chimico una volta che si era seccato e
polverizzato." Nonostante la normativa imponga a chi maneggia
simili pesticidi l'utilizzo di maschere protettive, guanti
appositi, grembiuli di gomma e respiratori al vapore, le tre
donne hanno dichiarato di non esser state avvertite dei rischi
dell'esposizione agli agenti chimici. Non indossavano
equipaggiamenti protettivi, a parte le bandane con cui si
coprivano (inutilmente) la bocca per cercare di evitare
l'inalazione.
Herrera ha inoltre raccontato di essersi sentita male durante
tutto il periodo in cui lavorò alla piantagione, di esser stata
soggetta a attacchi di nausea, vomito, vertigini e a svenimenti.
Occhi e naso le bruciavano per l'irritazione. Aveva sviluppato
anche eruzioni cutanee e ferite aperte.
Mollare il lavoro non era possibile. Herrera ricorda che il suo
capo, un sub-appaltatore di Ag-Mart, le disse che se si fosse
ritirata sarebbe stata cacciata a pedate dall'alloggio fornitole
presso la piantagione. Ironia della sorte, l'imminente arrivo
del primo figlio rendeva ancor più indispensabile per lei e il
marito un tetto sopra la testa. Lavorò alla piantagione a
partire dal concepimento fino al settimo mese di gravidanza, una
manciata di settimane prima dell'arrivo prematuro di Carlitos. E
anche dopo aver lasciato la piantagione, continuò a lavare a
mano gli abiti contaminati di suo marito e del fratello,
Epifanio.
La malformazione alla mascella di Jesus si dimostrò meno
pericolosa di quanto era sembrato all'inizio, e i dottori
dissero alla madre che le condizioni del bambino sarebbero
probabilmente migliorate con la crescita.
I genitori di Violeta dovettero piangere la morte della bambina.
Ma dopo la nascita di Carlitos, i problemi di Herrera e
Candelario non fecero che aumentare. Si avvicinava la fine della
stagione del raccolto invernale in Florida, e la famiglia
sarebbe dovuto emigrare a nord per trovare lavoro. Ma Carlitos
necessitava di cure mediche costanti che gli venivano fornite
per mezzo di un'agenzia locale, la Children’s Medical Services
della contea di Lee. Pur essendo cittadino americano per
nascita, i suoi genitori erano messicani e privi di documenti.
L'espulsione dal Paese era un rischio reale.
Le cose peggiorarono ulteriormente quando a tre mesi di età il
bambino sviluppò problemi respiratori. Periodicamente doveva
essere trasportato in aereo da Immokalee al Miami Children's
Hospital. Privi di automobile, Herrera e Candelario dovettero
farsi accompagnare dagli operatori sociali da un capo all'altro
dello Stato, in viaggi che potevano durare anche cinque ore e
che erano possibili solo nei giorni in cui Candelario non veniva
chiamato alla piantagione, dove era ancora costretto a lavorare
per pagarsi l'affitto.
Assistenza giuridica
Uno degli operatori sociali giunto in aiuto dei genitori di
Carlitos si rese conto delle insostenibili difficoltà che la
famiglia stava affrontando. In cerca di assistenza legale,
contattò un avvocato del posto e questi gli confidò che il caso
era talmente complesso che avrebbe sarebbe stato un rompicapo
per chiunque. Ma l'operatore aveva comunque un collega
specializzato in lesioni personali, affidabilità dei prodotti e
in cause per illeciti sanitari.
Alzò la cornetta del telefono e
digitò il numero di Andrew Yaffa, partner della
Grossman Roth,
con uffici a Miami, Fort Lauderdale, Boca Raton, Sarasota e Key
West. Senza saperlo, Abraham Candelario, Francisca Herrera e
Carlitos stavano per andare incontro a una prima cesura della
lunga catena di sventure che avevano segnato sinora la loro
esistenza. Chiunque sia stato coinvolto in incidenti d'auto,
infortuni sul lavoro o danneggiato da un medico negligente non
può fare scelta migliore che affidarsi alle cure di Andrew Yaffa.
Quando lo incontrai, capii subito perché Yaffa è arrivato a
essere un avvocato di grido. Il giorno del nostro appuntamento,
era indaffarato fuori dalla sala di rappresentanza della sede
della sua azienda a Boca Raton. "Vivo come fosse una scatola di
Federal Express,” mi disse, "ho pratiche da sbrigare in tutti
gli uffici della ditta." Quel pomeriggio si era impossessato del
tavolo dell'aula solitamente adibita alle conferenze. Faldoni e
raccoglitori sparpagliati ovunque. Il computer portatile aperto.
Un suo costoso cappotto buttato sullo schienale di una sedia e
la cravatta sciolta. Ogni due minuti sul tavolo suonava un
cellulare a cui lui dava un'occhiata veloce per poi rimetterlo a
posto senza perdersi un solo squillo.
All'epoca della nascita di Carlitos nel 2004, Yaffa aveva poco
più di quarant'anni ed era già uno degli avvocati più quotati di
tutto lo Stato. Si era aggiudicato sentenze da milioni e milioni
di dollari in processi sostenuti di fronte ad alcuni fra i
giudici più esigenti della Florida. Uno dei suoi avversari me lo
descrisse in una e-mail come "un grande avvocato […] una persona
di solidi principi […] integra […] associato di uno studio
prestigioso […] creativo […] innovativo […] brillante […]
eticamente ineccepibile."
Yaffa è di statura alta e ha un aspetto fotogenico che lo
renderebbe perfetto per la parte da protagonista se qualcuno
decidesse di girare una versione cinematografica delle sue
crociate forensi. I suoi capelli corti, scuri, sono pettinati
all'indietro e laccati a puntino. Il suo bell'aspetto è
temperato da una franchezza tipica del Midwest. (In realtà è
nativo della Virginia)
Yaffa stabilì con me una confidenza immediata, parlando con voce
calma e tono costante. Quando gli chiesi perché avesse accettato
un caso così complicato come quello di Carlitos, mi lanciò
un'occhiata come a un teste poco collaborativo e disse: “Con
questo mestiere ne vedo di tutti i colori. Ma quando vedo un
bambino o una famiglia che hanno subito un torto e sono in
pericolo, non ho bisogno di molte altre motivazioni.”
In principio, Yaffa aveva stentato a
credere al racconto fattogli dal collega. Doveva vedere coi
propri occhi e parlare con i genitori del bambino. Erano persone
credibili ? Una giuria avrebbe potuto fidarsi di loro ? Avevano
proprio bisogno del suo aiuto ?
Lasciato in garage il suo abituale mezzo di trasporto - una BMW
nuova di zecca - per evitare di attirare l'attenzione, salì su
un vecchio Chevy Suburban riservato alle uscite di pesca nei
fine settimana e ai viaggi al mare con la famiglia, si allontanò
dal suo ufficio di Miami, attraversò per chilometri le praterie
disabitate degli Everglades fino alla cadente capanna a due
stanze che i genitori di Carlitos dividevano, assieme al loro
povero figlio, con altri sette lavoratori immigrati.
Quando Yaffa bussò alla porta, si ritrovò davanti Herrera. Fu
colpito dal fatto che quella minuta donna, dalla faccia tonda,
era poco più che una bambina. Tutti gli altri inquilini della
baracca erano fuori, a lavorare alla piantagione. Carlitos fu
piazzato in un seggiolino per bambini. Brandelli di carne secca
pendevano da un filo tirato da una parte all'altra del salotto e
l'aria umida aveva un odore fetido e pungente. Le mosche erano
ovunque. Quanto Carlitos iniziò a fare chiasso, Herrera lo prese
(aveva appena sei mesi) e lo mise sul pavimento. Un cucciolo di
cane che gli inquilini della baracca avevano adottato si mise ad
abbaiare in giro, e il bambino lo osservava sorridente.
“Né braccia né gambe”
Il cucciolo guaiva, saltellava, e cominciò a mordicchiare
Carlitos. Il bambino iniziò a gridare: non aveva possibilità di
scacciare una mosca o di allontanare un cagnolino, andava
incontro a una vita piena di bisogni. “I pesticidi si erano
insinuati dentro di lei colpendo quel bambino e guarda un po',
nasce senza braccia né gambe”, mi disse Yaffa.
Parlando in spagnolo, l'avvocato tentò di cavare qualcosa da
Herrera, che a sua volta lo parlava assai poco. Come per molti
braccianti immigrati, la sua prima lingua e quella con cui si
sentiva più a suo agio era un dialetto dei nativi indiani. Yaffa
spiegò di essere stato contattato da un operatore sociale e di
essere lì con un solo scopo: aiutarla. Le disse che il processo
non sarebbe pesato sulle sue spalle. Come d'abitudine per gli
avvocati nel suo campo, si sarebbe fatto carico lui di tutte le
spese processuali e, come retribuzione, avrebbe avuto una
percentuale dell'eventuale risarcimento.
Quando Herrera finalmente fece con la testa un cenno d'assenso,
Yaffa promise che avrebbe fatto tutto il possibile per aiutarla.
Ma si trattava di un rompicapo persino per un avvocato di
successo e d'esperienza come lui. Per via delle quasi infinite
variabili – ereditarietà, esposizione ad agenti chimici su altri
luoghi di lavoro, possibili abusi di fumo o di droga, fattori
ambientali - dimostrare le connessioni tra esposizione a
pesticidi e malformazioni fetali è notoriamente un'impresa
ardua.
Anziché adottare l'approccio convenzionale e cercare di
identificare i veleni all'origine del danno, per citare la
compagnia che lo aveva prodotto Yaffa decise di fare qualcosa
che non aveva mai fatto. Avrebbe provato a ottenere un rimborso
dalla fattoria dove Herrera lavorava. In sostanza, avrebbe
chiamato in causa l'intero sistema di coltivazione moderno e la
filosofia dei pesticidi su cui è basato.
By Barry Estabrook
The Ecologist - Fonte:
Chemical warfare: the horrific birth defects linked to tomato
pesticides
Traduzione per comedonchisciotte.org a cura di Davide Illarietti
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La presenza di rifiuti interrati potrebbe avere conseguenze molto
gravi
per la salute degli individui.
"Le sostanze chimiche o ad alta
concentrazione batterica sono altamente tossiche». È così che
Roberto Bertollini, direttore del Programma speciale salute e
ambiente dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha
commentato i risultati dell'operazione Chernobyl in Campania.
Rifiuti per le strade o nascosti sotto terra, qual è il male
minore ? «Sicuramente sono entrambi problemi molto gravi. La
qualità della vita dei cittadini costretti a convivere con
sacchetti di rifiuti per strada non è una delle migliori.
I rischi per la salute ci sono, soprattutto se consideriamo il
proliferare di insetti e parassiti.
Ma il problema più grave è sicuramente rappresentato dalla
presenza di discariche incontrollate. Sono queste che mettono a
grave rischio la salute degli individui. Per i rifiuti
interrati bisogna essere sicuri della loro natura ed
intervenire prontamente qualora finissero nei corsi d'acqua e
nei terreni. Sicuramente la probabilità che queste sostanze
finiscano sulla tavola delle persone sarebbe un rischio
ulteriore per la loro salute".
Quali potrebbero essere le conseguenze sulla salute ? "Come è
emerso dai primi risultati dello studio effettuato dall'Oms
sulle province di Napoli e Caserta, un'esposizione prolungata
potrebbe avere per la salute dei cittadini effetti molto
negativi. Gran parte della letteratura scientifica in materia
ha già sottolineato il rischio di insorgenza di tumori per gli
individui esposti per lungo tempo ad una situazione ambientale
come questa sono molto alti. In particolare, il tumore che
colpisce maggiormente queste persone è quello al fegato".
Gli effetti sulla salute sono immediati ? "Generalmente passano
anni prima che un eventuale malattia, come un tumore, si
manifesti. Solo un'esposizione particolarmente prolungata
potrebbe provocare l'insorgenza di una malattia come questa.
Infatti, il tempo che intercorre tra l'esposizione e lo
sviluppo vero e proprio della malattia, la cosiddetta
incubazione, potrebbe durare molti anni.
È possibile riscontrare i primi segnali d'allarme anche dopo
cinque o dieci anni".
Quindi è emblematico il nome operazione Chernobyl ?
"Effettivamente il nome è molto suggestivo e dà l'idea di
quanto questo problema sia grave ed urgente. Anche se l'evento
che ricorda è stato sicuramente molto più tragico di questa
situazione.
Il problema non è di certo trascurabile.
Anzi, occorrerebbe intervenire immediatamente e risolvere il
problema dalla radice". Come si potrebbe risolvere questo
problema ?
"Bisognerebbe creare una serie di meccanismi
virtuosi e agire immediatamente alla fonte del problema.
Innanzitutto, occorre porre maggiore attenzione verso la
raccolta differenziata. Deve essere fatta quotidianamente. E
poi fare ricorso alle tecnologie più moderne e avanzate per lo
smaltimento dei rifiuti".
05/07/2007 - By Valentina Arcovio - Tratto da: ilmattino.it
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Caccia al cimitero segreto delle scorie tossiche
Scavano, scavano ancora. Continueranno a farlo fino a quando
non troveranno i fusti interrati, quei rifiuti tanto pericolosi
da non poter essere neppure nominati. «Quella roba là»,
dicevano. E si capiva che era roba che faceva male, e che
bisognava stare attenti al trasporto.
I carabinieri del Noe stanno cercando le scorie tossiche
arrivate in Campania da non si sa dove, forse dall’estero, e
affidate agli stessi autotrasportatori che lavoravano per conto
di Sorieco, Agizza, De Vizia.
Il cimitero dovrebbe essere tra Battipaglia ed Eboli, zone dove
anche di recente sono stati ritrovati per caso bidoni di
sostanze chimiche molto pericolose. Ma per ora, a guidare le
ruspe, c’è soltanto la traccia telefonica lasciata dagli
indagati, le trentotto persone destinatarie dei decreti di
fermo del pm sammaritano Donato Ceglie nel quale vengono
contestati i reati di disastro ambientale, smaltimento illegale
di rifiuti, associazione per delinquere, frode. Quello
raccontato nelle 93 pagine dell’atto d’accusa è un sistema
radicato e ramificato sul quale si sono costruite fortune - il
giro d’affari stimato è di cinquanta milioni di euro - giocando
sulla salute della gente. Sistema capillare che ha contribuito
a deteriorare ulteriormente il già precario meccanismo di
smaltimento dei rifiuti in un territorio degradato e inquinato.
Un sistema parallelo contro il quale la Regione ha annunciato
che si costituirà parte civile:
«Non staremo a guardare - ha detto Andrea Cozzolino, assessore
all’agricoltura e alle attività produttive - e avremo un ruolo
attivo nei processi sullo sversamento illegale dei rifiuti
tossici e sul traffico di suini infetti». accuse
circostanziate, fondate sul contenuto di centomila
intercettazioni telefoniche riscontrate da filmati, sequestri,
fotografie. E tali le ha ritenute il gip di Sala Consilina che
ieri mattina ha interrogato Angelo Di Candia e Biagio Di
Gruccio, agricoltori di Teggiano che avevano accettato di
nascondere i fanghi di depurazione nei loro terreni. Il
giudice, dopo averli interrogati, ha confermato la detenzione,
ritenendo che gli indizi di colpevolezza fossero gravi e
circostanziati, così come il pericolo di inquinamento delle
prove. Atti che poi sono stati trasmessi, per competenza
territoriale, al Tribunale di Santa Maria e al giudice Egle
Pilla - che aveva seguito le indagini dei due precedenti
tronconi dell’inchiesta «Chernobyl» - che stamattina
interrogherà gli altri fermati. Un lavoro diviso tra vari
magistrati, sia in provincia di Benevento (dove gli
interrogatori dei tre arrestati sono iniziati ieri sera), sia a
Napoli, e che dovrebbe concludersi oggi. Motivando le ragioni
per le quali i due agricoltori devono restare in carcere, il gip
di Sala Consilina ha dato molto spazio alla rilevanza sociale e
sanitaria dello smaltimento illegale dei rifiuti provenienti
dai quattro depuratori della Campania (ora tutti sequestrati) e
ceduti come compost. E soprattutto alla consapevolezza del
pericolo. Consapevolezza che traspare in molti passi delle
intercettazioni telefoniche allegate al decreto di fermo.
Significativa quella tra una impiegata di Naturambiente -
società di compostaggio di Castelvolturno e la madre.
È il pomeriggio del 9 febbraio 2006 quando la ragazza, si
chiama A., chiama casa, una telefonata di routine nella quale
s’informa su cosa la mamma stesse facendo. E lei: «Guardo la
televisione e poi devo preparare i broccoli». Ed ecco che
scatta il campanello d’allarme. A. si preoccupa, vuole sapere
dove li ha comprati: «Vedi come sono, sono buoni ? Tu come li
vedi ?». La madre la rassicura, lei spiega: «Mi metto paura
perché sono delle terre di Natura».
Poi aggiunge: «Però sono i nuovi, adesso sono buoni». Ma la
mamma non è convinta, sa che la «robaccia» è stata sepolta un
po’ ovunque: «Perché stanno da qua, da lì, intorno a lì....».
Ma A. chiarisce che a Mondragone non ci sono. E i broccoli che
si vendono a Castelvolturno arrivano proprio da Mondragone.
By Rosaria Capacchione - Tratto da:
http://www.ilmattino.it
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Rischio ecologico anche
per il ciclo dell'azoto
La produzione massiccia di
fertilizzanti e l'uso di combustibili fossili ha immesso
nell’ambiente un'enorme quantità di composti reattivi
dell’azoto.
Due nuovi articoli firmati da
importanti studiosi pubblicati sull’ultimo numero della rivista
“Science” discutono dell’impatto che le attività umane, tra cui
la produzione di cibo e di energia, stanno determinando
sull’accumulo di azoto nel suolo, nelle acque, nell’atmosfera e
nelle zone costiere degli oceani, contribuendo all’effetto
serra, all’inquinamento, alle piogge acide, alle zone morte
lungo le coste e all’impoverimento dell’ozono nella stratosfera.
"L’opinione pubblica non è molto
informata sull’azoto, ma per molti aspetti si tratta di un
problema grave quanto quello del carbonio, in virtù anche delle
interazioni tra i due elementi, dal momento che la loro
produzione è intrinsecamente collegata alla produzione di cibo e
di energia. E anch'essa pone anche notevoli problemi dal punto
di vista ambientale globale”, ha spiegato James Galloway,
docente di scienze ambientali dell’Università
della Virginia, coautore di entrambi gli articoli.
"Stiamo accumulando azoto reattivo
nell’ambiente con una velocità preoccupante, ponendo un rischio
per l’ambiente simile a quello del biossido di carbonio. Aspetto
unico e sconvolgente è il fatto che un solo atomo di azoto
rilasciato nell’ambiente possa causare una cascata di eventi che
produce come risultato una perturbazione dell’equilibrio
naturale dell’ecosistema e in definitiva anche un rischio per la
nostra salute", Galloway.
Nella sua forma inerte, l’azoto è
innocuo ed estremamente abbondante, dal momento che costituisce
il 78 per cento dell’atmosfera terrestre. A cominciare dal
secolo scorso tuttavia, la produzione massiccia di fertilizzanti
a base di azoto e la combustione su larga scala di combustibili
fossili ha fatto sì che un enorme quantità di composti reattivi
dell’azoto, come l’ammoniaca, siano entrati nell’ambiente.
Un atomo di azoto inizialmente parte
di un composto che finisce nell’atmosfera può in seguito
depositarsi nei laghi e nelle foreste come acido nitrico, nocivo
sia per i pesci sia per gli insetti. In seguito, trasportato
verso le coste, lo stesso atomo di azoto può contribuire al
fenomeno della fioritura algale e a quello delle “zone morte”,
in cui un forte deficit di ossigeno porta a un notevole
depauperamento delle forme di vita. Infine l’azoto viene
riportato nell’atmosfera come parte del gas serra ossido di di
azoto, che distrugge l’ozono atmosferico.
Nell’ambito dello studio oggetto del
secondo articolo, firmato da autori della
Texas A&M University e dell'Università
dell’East Anglia (UEA) si è calcolato che circa il 30 per
cento dell’azoto che entra negli oceani di tutto il pianeta
dall’atmosfera deriva dalle attività umane.
Ciò ha importanti conseguenze per il
cambiamento climatico globale poiché l’azoto aumenta l’attività
biologica marina e l’assorbimento del CO2, che a sua volta
produce ossido di azoto. Al fine di ridurre l’impatto del
problema gli autori auspicano che si arrivi a un maggior
controllo dell’uso di fertilizzanti in agricoltura e del consumo
dei combustibili fossili per la produzione energia e per il
traffico veicolare. (fc)
Tratto da:
lescienze.espresso.repubblica.it
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Glifosate (Roundup), disseccante pericolosissimo secondo una
ennesima e recente ricerca, ed altamente inquinante nelle falde
acquifere e nel cibo...
...usandolo gli agricoltori percepiscono addirittura i
Pagamenti Agroambientali europei !!
Appello per gli immediati divieti, ai sensi degli art. 9, 32,
41, 44 della Costituzione della Repubblica italiana.
All'attenzione degli organismi pubblici competenti in materia:
dopo il
Rapporto ISPRA 2013 su acqua e pesticidi, che ha trovato
come prioritario inquinante in falda il diserbante sistemico
glifosate e suoi metaboliti, vi invio in allegato un altro
autorevole studio scientifico che afferma la pericolosità del
glifosate su numerose malattie e conclude...
"Il Glifosate persiste nel cibo (sono ammessi infatti limiti di
tolleranza, ndr) e, contrariamente a quanto si pensa sulla sua
innocuità, potrebbe essere l'agente chimico biologicamente più
distruttivo presente nell'ambiente".
Un secondo allegato riguarda l'articolo di
rewiew scientifica sui danni del Pesticidi sulla Salute Umana,
della Dr.ssa Patrizia Gentilini
E' necessario pertanto il Divieto immediato dei disseccanti
chimici da qualsiasi uso !
Così come è necessario vietare tutti i Pesticidi chimici per i
cui usi sono disponibili alternative biologiche regolarmente
registrate al commercio e, pertanto, sottoposte alle relative
prove di accertata efficacia, senza "controindicazioni".
Si attivino in tal senso a partire dai disseccanti (Glifosate, Glufosinate
ammonio, ecc):
- i Sindaci, tutori della salute dei propri cittadini (e i
cittadini con le necessarie diffide ai Sindaci)...con i divieti
d'uso agricolo nei territori comunali e lungo le strade, spazi
pubblici e privati, ecc...
- le Regioni, eliminando la possibilità di impiego agricolo del Glifosate,
dai disciplinari a partire dall'Agricoltura Integrata e da ogni
impiego agricolo, vista la responsabilità delle regioni
in materia e l'obbligo dell'Agricoltura Integrata in tutti gli
ambiti, in base al recente D. Lgsl n. 150 del 14 agosto 2012,
sull'Uso sostenibile degli Agrofarmaci (Pesticidi)...Regioni che
oggi, purtroppo, erogano addirittura enormi risorse dei fondi
agroambientali europei per l'agricoltura integrata,
palesemente falsificata... laddove nei disciplinari che la
regolano è possibile impiegare il disseccante Glifosate, prima
della semina dei cereali e per disseccare le file delle
coltivazioni arboree (viti, ulivi frutteti...), percependo
contributi che in realtà sono destinati alla sostituzione dei
prodotti chimici di sintesi in agricoltura.
Il disseccante chimico, oltre che
pericolosissimo per la salute, come dimostrano le ricerche
allegate, è agronomicamente assolutamente inutile e dannoso per
la fertilità del terreno in quanto:
- l'erba si deve interrare con la preparazione del terreno
prima della semina, con semplici attrezzi meccanici, come si è
sempre fatto nella storia dell'Agricoltura... incrementando in
tal modo l'humus dei terreni e fissando il Carbonio atmosferico
(protocollo di Kyoto)
- il disseccante distrugge l'erba che protegge dall'erosione
delle piogge, esponendo i territori drammatiche alluvioni, e i
terreni stessi all'erosione, con notevole perdita di fertilità e
danni ambientali (tutelati dall'Art. 44 e 9 della Costituzione
Italiana), con possibile minaccia per la sovranità alimentare
nazionale
- I disseccanti espongono i terreni allo sviluppo di patologie
delle coltivazioni per lo squilibrio microbico conseguente nei
terreni, come confermano le ricerche americane
Inoltre, i disseccanti provocano enormi danni paesaggistici per
la colorazione arancio delle zone irrorate.
- il Ministero della Sanità (e i collegati Ambiente e
Agricoltura), deve prendere atto di tali risultanze scientifiche
e revocare dal commercio per ogni uso qualsiasi disseccante
chimico di sintesi, oltre a tutti i pesticidi per i quali siano
disponibili alternative registrate in commercio.
L'uso degli Agrofarmaci di sintesi deve essere prescritto, e
solo in caso di assoluta necessità, esclusivamente da tecnici
abilitati, esperti fitoiatri, per eventuale insufficienza delle
tecniche alternative disponibili, che devono essere impiegate,
in ogni caso, in forma obbligatoria e prioritaria, in quanto il
loro maggior costo è sostenuto proprio dai pagamenti
agroambientali europei... attivi ormai da 20 anni !!! (pagamento
di servizio alla collettività)
Soldi coi quali l'Italia ha, al contrario di altri paesi
europei, incrementato la vendita di pesticidi chimici di
sintesi, negli ultimi 20 anni... una truffa, "malamente
legalizzata", dalle proporzioni e conseguenze enormi, sulla
salute e l'ambiente e sull'economia agricola e nazionale, più
volte censurata dalla Corte dei Conti UE.
Gli agricoltori sono le prime vittime dell'uso di tali
sostanze, correlate a numerosissime patologie degenerative.
By Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo - Studio AGERNOVA -
Servizi Avanzati per l'Agroecologia e la Ricerca - Loc. Viepri
Centro 15, 06056 Massa Martana (PG) - tel 075-8947433, Cell
347-4259872
vedi: Che
cosa e' il
Compostaggio
?
vedi anche:
http://www.legambienteviterbo.org/sviluppo_ambiente/compostaggio.htm
vedi:
Finanza
+
BIG PHARMA
+
TECNOLOGIE per "CONTROLLARE" il
MONDO
+
MINISTERO "SALUTE" informato sui
Danni dei Vaccini + Multinazionali Agroalimentari + Multinazionali
2
+
Le Corporazioni
+ Messaggi Subliminali
+ Lobbies
+
Gruppo
Bilderberg
+
I nuovi Tiranni
+
MAFIA
dei FARMACI e VACCINI
+
Gravi
colpe delle Multinazionali
+
SEMI - SEMENTI
AGRICOLE controllate dalle MULTINAZIONALI
+
MEDICI IMPREPARATI
+
Ingegneria Genetica
+ Danni
della Coca Cola +
Questa potrebbe
essere l'Azienda che vi controllera' nel molto
prossimo futuro
+
PRODUTTORI dei VACCINI, TUTELATI
+
Comparaggio
farmaceutico