Il
concime -
vedi:
Compostaggio
La parola deriva da "conciare", nel senso di
preparare, con il suffisso ME = latino Men
indicante il mezzo, qualunque terreno, per
fornirgli quei principi, sostanze, idee, di cui
manca e che sono necessari, nel caso dei terreni
agricoli, a all'alimentazione, nutrizione delle
piante per renderle rigogliose e capaci di
generare semi, fiori, frutta, ortaggi, erbe
salubri, belle e saporite.
I
fertilizzanti sono quelle
sostanze utilizzate in
agricoltura e
giardinaggio che permettono di
creare, ricostituire o aumentare la
fertilità del
terreno. A seconda del tipo di
miglioramento che vanno ad apportare
al
suolo i fertilizzanti si
suddividono in:
-
Concimi
-
Ammendanti
-
Correttivi
Le piante traggono il
loro nutrimento dall'aria, dall'acqua ed in via
prevalente dal terreno, nel quale hanno le
proprie radici.
E' evidente
che ripetute colture su una stessa zolla o
comunque la stessa pianta, soprattutto se questa
non ha radici profonde (arbusti ed erbacee) alla
lunga impoverisce il terreno di tutte le
sostanze nutritive di cui ha bisogno per
sopravvivere le principali sono: sono Azoto (N),
Potassio (K), Fosforo (P).
Ecco il motivo per cui si usa concimare tutti i
terreni coltivati.
Il
concime puo' essere di due tipi: naturale o
chimico; il primo e' assolutamente preferibile
in quanto l'origine aiuta sicuramente e non solo
l'ambiente; esso puo' avere origini disparate
(resti animali e botanici, pelli, ossa, sangue,
piume, letame, liquami di stalla, resti di
alimenti, terre speciali, per citare i
principali).
Quello chimico ormai sappiamo tutti che e'
dannatamente pericoloso, per il terreno perche'
lo ammala (intossica) ed alla lunga il terreno diviene
ARIDO, specie nei paesi caldi, ed anche perche'
il prodotto chimico di sintesi passa dal
vegetale, nella catena alimentare (con le
nanoparticelle)
di chi se ne nutre, intossicando gli organismi
che si alimentano con i vegetali che sono stati
coltivati con quei prodotti malsani, oltre ad
inquinare le falde acquifere, per cui e'
assoluta FOLLIA utilizzare quei prodotti,
tanto reclamizzati dalle
multinazionali
della chimica...e
della farmaceutica
!
Quando si immette del concime, le piantine e/o
le piante SANNO e si informano fra di loro, su
cosa assumere ed a seconda del loro fabbisogno
se ne alimentano; quindi SOLO il concime
naturale e' la giusta alimentazione del terreno
e quella dei vegetali, specie per quelli
destinati ad uso alimentare.
Sintesi
sull'agricoltura Biologica/Biodinamica
In agricoltura biologica non si utilizzano
sostanze chimiche di sintesi (concimi,
diserbanti, anticrittogamici, insetticidi,
pesticidi in genere). Alla difesa delle colture
si provvede innanzitutto in via preventiva,
selezionando specie resistenti alle malattie e
intervenendo con tecniche di coltivazione
appropriate, come, per esempio:
la rotazione delle colture: non coltivando
consecutivamente sullo stesso terreno la stessa
pianta, da un lato si ostacola l'ambientarsi dei
parassiti e dall'altro si sfruttano in modo più
razionale e meno intensivo le sostanze nutrienti
del terreno;
la piantumazione di siepi ed alberi che, oltre a
ricreare il paesaggio, danno ospitalità ai
predatori naturali dei parassiti e fungono da
barriera fisica a possibili inquinamenti
esterni;
la consociazione: coltivando in parallelo piante
sgradite l'una ai parassiti dell'altra.
In agricoltura biologica si usano fertilizzanti
naturali come il letame opportunamente
compostato ed altre sostanze organiche
compostate (sfalci, ecc.) e sovesci, cioè
incorporazioni nel terreno di piante
appositamente seminate, come trifoglio o senape.
In caso di necessità, per la difesa delle
colture si interviene con sostanze naturali
vegetali, animali o minerali: estratti di
piante, insetti utili che predano i parassiti,
farina di roccia o minerali naturali per
correggere struttura e caratteristiche chimiche
del terreno e per difendere le coltivazioni
dalle crittogame.
Il ricorso a tecniche di coltivazione biologiche
ricostruisce l’equilibrio nelle aziende
agricole; qualora, comunque, si rendesse
necessario intervenire per la difesa delle
coltivazioni da parassiti e altre avversità,
l’agricoltore può fare ricorso esclusivamente
alle sostanze di origine naturale espressamente
autorizzate e dettagliate dal Regolamento
europeo (con il criterio della cosiddetta “lista
positiva”). Tratto da: aiab.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
I
concimi sono quei
fertilizzanti che apportano al
terreno gli elementi nutritivi
direttamente utilizzabili dalla
pianta.
Gli elementi
Sono 13 gli
elementi
indispensabili allo sviluppo
della
pianta ed al compimento del
suo ciclo vitale in modo
ottimale. Essi si possono
suddividere in
macroelementi
e
microelementi,
a seconda che essi siano
necessari alla pianta in dosi
elevate o in quantità minime.
Ciò non significa che i
microelementi siano meno
importanti, tanto è vero che in
caso di assenza o scarsità di
questi la pianta può giungere
sino alla
morte.
Macroelementi
I
macroelementi sono suddivisi
in
elementi
principali della fertilità
(o semplicemente
macroelementi)
e in
elementi
secondari
(o
mesoelementi).
Gli elementi principali della
fertilità sono gli elementi
necessari alla pianta, affinché
essa abbia un accrescimento
armonioso e privo di
sintomatologie da carenza
minerale, in quantità più
elevate. Almeno storicamente,
oppure, oggi, in
agricoltura biologica, sono
quelli più limitanti le rese.
-
Azoto
-
Fosforo
-
Potassio
I
mesoelementi solitamente
sono già presenti nel terreno in
quantità non limitanti.
-
Calcio
-
Magnesio
-
Zolfo
-
Sodio
In
realtà il sodio non è un
elemento indispensabile allo
sviluppo della pianta, lo si può
anzi considerare dannoso. In
Europa settentrionale, dove
questo elemento scarseggia nel
suolo, gli si attribuisce però
grande importanza, soprattutto
nella concimazione dei
pascoli, per arricchire la
dieta del
bestiame. Il calcio può
essere scarso in zone
equatoriali soggette a forti
dilavamenti.
L'azoto
Per
le piante l'azoto è un elemento
essenziale. È presente nei
tessuti giovani in
percentuali attorno al 5-6%, nei
tessuti maturi attorno all’1-3%.
Convenzionalmente per stimare il
contenuto
proteico di un prodotto si
moltiplica l’azoto totale per
6,25. Ciò significa che
mediamente più di un sesto delle
proteine è costituito da
azoto. È inoltre presente nella
clorofilla, negli
acidi nucleici, nei
glucosidi e negli
alcaloidi.
Il livello produttivo della
coltura è primariamente
condizionato dalla disponibilità
d’azoto nel suolo. Esso stimola
l’accrescimento delle piante e
determina una presenza
abbondante di clorofilla nelle
foglie.
Viene assorbito prevalentemente
in forma
nitrica. I concimi azotati
possono invece contenere l’azoto
in forma nitrica o
ammoniacale. Nella forma
nitrica viene assorbito
velocemente dalle piante, e i
risultati sono visibili a breve
termine. Purtroppo ha il grave
difetto di presentare un'elevata
dilavabilità, raggiunge cioè
molto velocemente gli starti più
profondi del terreno, diventando
inutilizzabile ed andando ad
inquinare la
falda acquifera. Nella forma
ammoniacale si ha un rilascio
del nutriente più graduale, dato
che per venire trasformato in
azoto nitrico necessita di un
certo periodo di
tempo. Se ne ha così un
migliore utilizzo, con minori
perdite. Questo è dovuto inoltre
al fatto che gli
ioni NH4+
si legano più facilmente ai
colloidi del terreno. Di
conseguenza i concimi nitrici
sono indicati per bisogni
immediati, quelli ammoniacali
per bisogni più diluiti nel
tempo (ad esempio alla
semina).
La carenza
d'azoto può significare: un
accorciamento del ciclo
biologico della pianta; una
colorazione giallognola del
terreno; clorosi fogliare con
conseguente necrotizzazione dei
tessuti; crescita lenta.
L'eccesso d'azoto ha come
effetti: squilibri nel ciclo
biologico della pianta; una
mancata lignificazione dei
tessuti, che rende soggette le
piante agli agenti meteorici e
ai parassiti; foglie di maggiori
dimensioni e molto verdi;
accumulo di nitrati soprattutto
nelle foglie; oltre, come
accenato precedentemente, ad
aumentare i rischi
d'inquinamento delle falde
acquifere.
Calcola la giusta dose di azoto
da distribuire ai cereali
autunno-vernini
Il fosforo
Il
fosforo è un elemento di cui la
pianta non necessita in grande
quantità, ma la sua mancanza può
provocare gravi problemi alla
pianta: esso è estremamente
importante al momento della
fioritura. Si concentra nelle
zone giovanili della pianta, è
importante per il metabolismo
energetico e nelle reazioni di
sintesi, demolizione e
trasformazione. Inoltre aumenta
la velocità di maturazione del
prodotto finale, e ne rende
migliore la qualità esteriore.
Favorisce anche la radicazione.
Il fosforo è caratterizzato da
una scarsa mobilità: una volta
distribuito nel terreno è bene
che si proceda ad un aratura che
ne faciliti l'assorbimento da
parte delle piante.
Una
carenza di fosforo avrà come
conseguenze piante esili, a
portamento eretto e con una
crescita stentata. Generalmente
gli effetti sono molto simili
alla carenza d'azoto. È
difficile riscontrare casi di
eccesso di fosforo.
Il potassio
Il
potassio è un elemento che la
pianta assorbe facilmente e in
gran quantità. L'assorbimento
però può essere limitato dalla
presenza di altri cationi, come
il calcio. Nella pianta è
presente soprattutto nelle parti
giovanili, e rimane libero nei
succhi cellulari sottoforma di
sali diversi. Adeguate dosi di
potassio fanno sì che la pianta
assorba l'acqua
con più facilità, aumenti la
resistenza al gelo e venga
favorita la sintesi proteica,
aumentando la produzione di ATP.
Il
primo effetto della carenza di
potassio è la diminuzione del
turgore cellulare delle piante
colpite, foglie esili e
decolorazione centrale. Di
conseguenza, una necrosi
generalizzata delle foglie che
fa assumere alla pianta uno
stato di appassimento. Rari i
casi di eccesso potassico.
Microelementi
I
microelementi agiscono in
quantità limitatissime,
svolgendo però un ruolo
fondamentale dato che entrano
nella costituzione degli
enzimi.
-
Boro
- Manganese
- Rame
- Zinco
- Molibdeno
- Cobalto
- Ferro
La carenza di
ferro si manifesta molto
vistosamente, determinando un
ingiallimento fogliare che
prende il nome di
clorosi.
Il nome fa riferimento alla
causa della decolorazione,
l’assenza di clorofilla nelle
cellule fogliari.
La depigmentazione dei tessuti
fotosintetizzanti porta, nei
casi più gravi, ad una morte per
denutrizione.
Titolo
I concimi
vengono classificati in base al
titolo:
una serie di numeri che indica,
come percentuale sulla massa, la
quantità di elemento, o
elementi, nutritivi presenti nel
concime.
Al fine di movimentare e
conservare in magazzino meno
materiale, è opportuno che il
titolo del concime sia alto. Il
titolo alto permette inoltre di
aumentare l’autonomia dello
spandiconcime. Spesso è però
la
stechiometria a determinare
il titolo del prodotto. Ad
esempio, la formula bruta di
urea-46 (ovvero un concime, l’urea,
che ha il 46% di N, uno dei
titoli d’azoto più alti) è NH2-CO-H2N.
I
pesi atomici dei singoli
elementi contenuti nella
molecola sono: H=1; N=14;
C=12; O=16. Sono presenti 4
atomi di H, 2 di N, 1 di C e
uno di O. Il peso molecolare
dell’urea risulta dunque essere:
4 * 1 + 2
* 14 + 1 * 12 + 1 * 16 = 4 + 28
+ 12 + 16 = 60
Il peso totale dell’azoto
presente nella molecola d’urea
risulta essere
N =
2 * 14 = 28
La seguente
proporzione permette di
calcolare il titolo del concime:
x:100
= 28:60
da cui si ottiene
x =
28 / 60 * 100 = 46,6%.
Il titolo permette di calcolare
quanto concime apportare a
seconda delle necessità,
dividendo la quantità di
nutriente da apportare per il
titolo. Ad esempio, dovendo
fornire ad un terreno 150 kg ha-1
di N e volendo distribuire
urea-46, bisognerà dare al
terreno 150/0,46 = 326 kg di
urea per
ettaro.
Classificazione dei concimi
Un concime
può contenere un solo elemento (concime
semplice)
o più di uno (concime
complesso).
A seconda che contengano o meno
carbonio, i concimi si
distingono in
concimi
organici
e
concimi minerali.
I concimi possono presentarsi in
forma liquida o solida. Quelli
in forma liquida possono essere
gas liquefatti,
soluzioni o
sospensioni. Quelli in forma
solida possono essere granulari
o polverulenti. A seconda della
formulazione i concimi solidi
possono essere a
lenta
cessione.
Concimi semplici e concimi
composti
I concimi
semplici sono quei concimi
in cui è presente un solo
elemento (o azoto, o fosforo , o
potassio). Ad esempio il nitrato
del Cile è un concime semplice,
infatti è presente unicamente
azoto. I concimi composti
(o complessi) sono quei
concimi in cui sono presenti due
o più elementi. La combinazione
tra gli elementi può essere
ottenuta per
miscelazione di concimi
semplici o per combinazione
chimica. I concimi complessi
sono definiti concimi
binari
quando sono presenti due degli
elementi principali della
fertilità; sono definiti
ternari
quando sono presenti tutti e
tre. Sono concimi binari quelli
fosfo-potassici (PK), quelli
nitro-potassici (NK) e quelli
fosfo-azotati (NP). Il titolo di
un concime ternario è
contrassegnato da tre numeri
separati da un trattino. Il
primo numero indica la
percentuale in peso di azoto
espresso come N, il secondo il
fosforo espresso come P2O5
e il terzo il potassio espresso
come K2O. Ad esempio
un concime tipo 30-20-25
possiede il 30% di N, il 20% di
P2O5 e il
25% di K2O.
Concimi minerali
I
concimi minerali, detti
anche chimici, sono
concimi che non contengono
carbonio. A seconda che
contengano azoto, fosforo o
potassio vengono definiti
rispettivamente concimi azotati,
fosforici o potassici.
Concimi organici
Sono
concimi che contengono carbonio.
Possono essere naturali o di
sintesi (es: urea).
Metodi di concimazione
Le
concimazioni sono distinte in:
-
Concimazione
di fondo
- Viene effettuata con
elementi che si fissano
particolarmente nel
terreno,come il fosforo.
Consiste nel concimare prima
della semina, arando
immediatamente dopo lo
spargimento dei concimi, in
modo da facilitarne la
disponibilità.
-
Concimazione
di presemina
- Come quella di fondo, ma
senza l'aratura. Effettuata
in terreni con scarsità
colloidali.
-
Concimazione
di copertura
- E' effettuata con la
coltura in atto. Un tipo
molto avanzato di
concimazione di copertura è
la fertirrigazione che si
attua soprattutto su colture
arboree o orticole irrigate
con impianti d'irrigazione
localizzati o a goccia.
Come formulare un piano di
fertirrigazione
Ammendanti
Sono quei
fertilizzanti che migliorano le
caratteristiche fisiche del
suolo. In un terreno sciolto
l’apporto di
sostanza
organica
(s.o.), fornita con una
letamazione, con un
sovescio o interrando i
residui della coltura
precedente, permette di ridurne
i difetti quali la scarsa
ritenzione di acqua e nutrienti.
Anche le
argille presenti in
sospensione nelle acque torbide
possono fungere da ammendanti;
per utilizzarle occorre farle
precipitare, fermando le acque
dopo che queste abbiano sommerso
l’appezzamento. Nel caso si
utilizzino ammendanti in un
terreno pesante, compatto, essi
vanno a migliorare la
struttura.
Il prodotto ideale risulta
essere il letame mediamente
maturo. L’aggiunta di
sabbia è estremamente
onerosa, a causa delle ingenti
quantità necessarie a permettere
di osservare un apprezzabile
miglioramento. Risulta
praticabile unicamente in
orticoltura di pregio e
nella preparazione dei tappeti
erbosi, più che altro negli
stadi.
Anche una
calcitazione,
nel caso che il terreno sia
carente di calcio, può avere un
effetto ammendante, grazie alla
coagulazione dei colloidi
argillosi che essa provoca.
L’effetto è però apprezzabile
solo dopo 2-3 anni.
L’obiettivo deve essere
quello di riportare il
pH a 7. - vedi
Bioelettronica
Esistono sul mercato ammendanti
sintetici che vanno a simulare
l’azione dei polimeri organici,
presentando però una maggiore
resistenza agli attacchi da
parte dei microrganismi. Tra
questi si possono citare il
Krilium, il VAMA (acido
vinilacetatomaleico), il BMA.
Funzionano bene, ma sono
eccessivamente costosi. Il
Flotal, a base di
sali ferrici, è costoso e ne
occorrono dosi elevate.
Correttivi
Sono quei
fertilizzanti che vanno a
modificare la
reazione del
terreno,
ovvero il pH.
La
cenere come fertilizzante
Utilizzare la cenere come
fertilizzante è senz'altro un
ottimo modo per valorizzare un
prodotto che altrimenti sarebbe
da smaltire, con relativi costi
(anche ambientali).
La
composizione delle ceneri e la
disponibilità dei nutrienti
varia abbastanza a seconda della
specie arborea da cui
provengono, dell'età della
pianta, dell'ambiente in cui è
cresciuta e della parte
utilizzata.
La
cenere di legna possiede
un'altissima quantità di
potassio (mediamente 10-11% in
K2O), dunque può essere
valorizzata ulteriormente
somministrandola prima della
semina di piante con un alto
fabbisogno di questo elemento (es:
patate). Contiene anche un buon
titolo di fosforo (2-5% in P2O5)
e una quantità piuttosto
limitata di microelementi
(ferro, rame, boro, ecc.). Ha
reazione (pH) alcalina a causa
della presenza massiccia di
calcio (anche più del 40% in CaO).
Tutti questi elementi sono
presenti in forme fortemente
ossidate e dunque sono messe a
disposizione delle colture con
una certa lentezza.
Un
dosaggio di 200 g/m2 = 2 t/ha è
sufficiente per i fabbisogni
minerali di qualsiasi coltura,
tranne che per l'azoto e lo
zolfo, che essendo volatili non
sono presenti nelle ceneri. Per
ottenere un concime minerale
completo è sufficiente
aggiungere 40-60 g/m2 di solfato
ammonico-20. Evitare di
somministrare ceneri con
reazione alcalina (pH > 7) e
stare comunque sotto i 250 g/m2
su tutti i terreni, altrimenti
si rischia di innalzare troppo
il pH.
La
distribuzione si può effettuare
al momento in cui si spargono i
concimi organici (letame e
compost
maturi), ovvero prima delle
lavorazioni di fondo (vangare o
aratura). Nel caso di piante
arboree (frutteti, siepi, piante
ornamentali), distribuire
nell'area della proiezione della
chioma, ove sono situate la
maggior parte delle radici.
La distribuzione può comunque
essere effettuata anche con
largo anticipo, dato che gli
elementi presenti sono poco
solubili e per niente volatili,
dunque non si incorre in rischi
di inquinamento o di riduzione
delle proprietà fertilizzanti.
Ad esempio si possono
distribuire, man mano che
vengono prodotte, sui terreni
che si vangheranno a primavera.
Un'ottima idea è quella di
utilizzare le ceneri nella
produzione del
compost o nel letame, alle
dosi indicative di 3-4 kg/m3 di
materiale. La cenere difatti
assorbe l'umidità in eccesso,
migliorando l'aerazione della
massa in fermentazione;
neutralizza l'acidità provocata
dalle fermentazioni; i
microrganismi possono utilizzare
i minerali nel loro metabolismo,
inserendoli così nella sostanza
organica. I minerali organiati
risultano così molto più
biodisponibili per le piante.
Sugli appezzamenti dove si
distribuisce il compost
arricchito di ceneri solitamente
non si vanno a distribuire altre
ceneri.
Evitare la somministrazione su
piante acidofile, che non amano
il calcio, come azalee,
rododendri, camelie, eriche,
ortensie, orchidee, mirtilli.
La
cenere utilizzata deve essere
prodotta dalla combustione
unicamente di legna vergine,
dunque non deve aver subito
alcun trattamento. La legna
trattata con composti clorurati
organici (plastiche, vernici,
solventi, disinfettanti, ecc.)
può difatti liberare diossine.
Tra l'altro la legge vieta
espressamente di bruciare nei
generatori termici domestici
(stufe, camini, caldaie)
qualsiasi prodotto che non sia
biomassa vergine; è vietata
anche la combustione della
carta, che rilascia molte
sostanze tossiche nei fumi.
E'
possibile usare le ceneri del
carbone di legna (carbonella),
che presentano caratteristiche
analoghe alla cenere di legna.
Le ceneri di carbon fossile è
invece da smaltire in discarica,
data la presenza, a volte
elevata, di metalli
indesiderabili (piombo, cromo,
nichel, cadmio, alluminio, ecc.)
e la presenza di elementi utili
come boro e manganese in dosi
eccessive per le piante e dunque
fitotossiche.
La
distribuzione di cenere
nell'orto attorno alle piante,
in strisce di 6-7 cm di
larghezza e alte 2 cm, è molto
efficace contro limacce e
chiocciole, poiché si vanno a
creare delle barriere
insormontabili dai molluschi,
innocue per gli animali
superiori e i bambini e ad
impatto ambientale sicuramente
inferiore che utilizzando
lumachicidi.
La cenere risulta efficace però
solo fintanto è asciutta, quindi
in caso di pioggia o dopo
un'irrigazione è necessario
creare delle nuove barriere. C'è
chi sparge cenere finemente
setacciata su alcuni ortaggi
(zucchini, sedano, insalata,
patate, ecc.), poiché le
sostanze polverulente creano
problemi all'apparato
respiratorio degli insetti e
creano lacerazioni sulla cute
con conseguente disidradazione e
morte del parassita (è una
tecnica insetticida nota sin
dall'antichità e abbastanza
efficace).
L'uso della cenere è consentito
in
agricoltura biologica (Reg.
Cee 2092/91) se deriva da
legname non trattato
chimicamente dopo
l'abbattimento, condizione
comunque obbligatoria per
qualunque tipo di agricoltura.
Per ottenere un fertilizzante
completo è necessario utilizzare
prodotti ammessi dal
regolamento, ad esempio 200-300
g/m2 di letame essiccato o
pollina, oppure 800-1200 g/m2 di
letame o
Compos maturo anche se,
come si è visto, è meglio
aggiungere la cenere
direttamente nella massa durante
la fermentazione.
Tratto da: it.wikipedia.org
Commento NdR: Tutto cio'
che necessita alla pianta, e che
e' stato ben evidenziato anche
se in modo incompleto
nell'articolo qui sopra,
per nascere, crescere e fornire
i suoi frutti salubri a chi se
ne ciba, lo si trova nel Compost
biodinamico.
vedi:
Compostaggio +
http://www.eticamente.net/40442/guida-per-lorto-sinergico-come-realizzare-lorto-piu-naturale-assoluto.html
Eccovi una e.mail ricevuta, su
questo argomento, alla quale
abbiamo cosi' risposto:
----- Original Message -----
From:
praefectusix
To:
info@mednat.org
Sent:
Monday, August 08, 2011 12:06 AM
Subject:
Concime chimico
Al seguente link vengono fatte
delle affermazioni esplicite circa
la pericolosità per l'ambiente e
la salute umana derivante
dall'uso dei concimi chimici (o
minerali, che dir si voglia):
http://www.mednat.org/agri/concime_naturale.htm
Si dice che intossica il terreno
(non si capisce allora come
facciano le piante a crescere e
svilupparsi nutrendosi con tali
concimi), che è dannoso per la
salute dei consumatori, che è
molto inquinante per l'ambiente
e che il suo uso rappresenta
perciò follia.
Risposta:
I prodotti minerali estratti e
preparati con processi chimici,
per l'agricoltura chimica e non
biodinamica, sono tossici per i
terreni agricoli e per i
prodotti che crescono in tali
terreni e quindi anche per
coloro che se ne nutrono, in
quanto quegli agricoltori
disinformati dalle
multinazionali che vendono
fitofarmaci, antiparassitari,
diserbanti, e prodotti chimici
per l'agricoltura, aggiungono
prodotti che non passano, per la
loro preparazione, mediante
processi naturali, tipo
Compost, che alle volte
impiegano mesi od anni per
formarsi.
Il Compost, al contrario di quei
prodotti chimici
dell'agricoltura che rendono i
terreni alterati per la loro
mono implementazione, e' un
prodotto naturalmente preparato
con i processi di fermentazione
e maturazione generati dalla
flora batterica, fungina e da
parte dei vermi del terreno
stesso e quindi e' un vero e
proprio "composto"
multimineral-vitaminico, ripieno
di flora batterica autoformatasi
nel processo di maturazione di
mesi e soprattutto molto salubre
per le radici e le piante
stesse, contenendo
antiparassitari (la flora
autoctona) ed antibiotici
naturali che proteggono radice e
piante dall'invasivita' delle
tossine del terreno stesso e/o
quelle prodotte dai parassiti
e/o dall'alterazione del terreno
prima dell'aggiunta del compost,
oltre ad ottenere un miglior
riordino del pH + rH + ro' del
terreno stesso..
Le piantine ed i prodotti
seminati e coltivati sui terreni
a Compost hanno un sapore molto
piu' fragante e sono
nutrizionalmente sono molto piu'
salubri di quelli che sono
coltivati sui terreni trattati
con i prodotti chimici.
Ora, sarebbe legittimo
chiedere quali siano le fonti di
queste affermazioni così
allarmanti ?
E' legittimo chiedere che
asserzioni tanto gravi siano
corredate di fonti autorevoli
all'interno dei singoli
articoli ?
Le opinioni e i convincimenti
personali, non supportati da
fonti, non dovrebbero essere
inclusi nei trattati di ambito
scientifico, perchè questi
ultimi richiedono dati concreti,
fatti documentati, non ideologie
ambientalistiche o presunte
tali.
Inseriremo documentazioni e
referes, appena possibile, per
ora si rivolga a questo tecnico
(vedi qui sotto) per tutte le
info che desidera.
grazie per averci scritto
saluti
dr. GPaolo Vanoli - Giornalista
Investigativo, specializzato in
Sanita' da 40
anni (Albo speciale) -
Consulente in Scienza della
Nutrizione e Medicine Naturali e di:
www.mednat.org
Prof. Giuseppe Altieri
STUDIO AGERNOVA - Servizi
Avanzati per l'Agroecologia e la
Ricerca
Loc. Viepri Centro 15, 06056
Massa Martana (PG) - tel
075-8947433, Cell 347-4259872 -
P. IVA 02322010543 - Email: agernova@libero.it
-
http://www.agernova.it
vedi:
http://blog.ilgiornale.it/locati/2011/07/28/vi-spiego-perche-mangiamo-pesticidi/
Ecco
la mia intervista sul
Giornale.it, che ha ricevuto
moltissimi contatti e diversi
commenti, cui ho risposto in
forma sintetica
Molta gente finalmente informata
a dovere dichiara, come potete
leggere sul blog, che da oggi si
rivolgerà ai prodotti
biologici...
Dobbiamo combattere
OGM e pesticidi con le
giuste armi del diritto e della
scienza comunicata ai politici e
giuristi e individuare varietà
italiane con cui affermare il
Made in Italy, come 100%
coltivato in Italia, unico e
inimitabile 100% biologico e
100% OGM free.
Si
aprano negozi biologici
dappertutto per rispondere alle
esigenze dei cittadini
informati... che vendano
prodotti italiani e non di
importazione. Credo che
sostenerci sia nell'interesse
prioritario del settore
biologico italiano e più
generale di tutti i cittadini
italiani
Muoviamoci subito per non
perdere l'occasione...è già
molto tardi... ma ancora non
troppo i prossimi due anni di
PSR regionali e nazionale
saranno decisivi per il futuro
agricolo italiano.
saluti
Prof. G Altieri
Agricoltura Integrata
Obbligatoria: BANDITO il
GLIFOSATE in DANIMARCA e Sri
Lanka
Il 15 Settembre 2003, il
Ministro Christian Schmidt ha
imposto il divieto in Danimarca,
sulla base di studi del Istituto
Geological Survey Danimarca e la
Groenlandia (DGGRI). Ed ha
affermato in quel momento che
..."i danesi dovrebbero essere
in grado di fare il caffè la
mattina senza preoccuparsi di
pesticidi.... Forse in Argentina
non si preoccupano perché si
bevono il mate, accettare la mia
ironia per tale
follia...", ...questa notizia
dimostra che la scienza e la
salute, sanno molto bene di
avvelenare la gente.
Pochi giorni dopo El
Salvador collega direttamente i
disseccanti Roundup a malattia
renale e lo Sri Lanka lo
bandisce....
Cosa
aspettiamo a BANDIRE
immediatamente i disseccanti in
Italia ?
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Dai
Vulcani e dalla Lava, carica di Silicio, si trae
un ottimo concime per l'agricoltura; le piante (di
qualsiasi tipo) divengono piu'
sane, cioe'
non vengono facilmente attaccate dalle malattie,
sono piu' belle, ed i loro frutti piu' odorosi e
saporiti ! questo e' cio' che la natura ha messo
a nostra disposizione e che le
multinazionali
della
chimica e
dei
farmaci
e
vaccini,
hanno nascosto per vendere i loro veleni
pericolosi per l'uomo, il regno animale e quello
vegetale.
Il Registro Italiano dei fertilizzanti per
l'Agricoltura Biologica:
http://www.coldiretti.it/anagribios/registro_fertilizzanti.htm
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Attacco
all'agricoltura biologica: il caso dei finti
fertilizzanti a base di "matrina" -
Sequestrate 65
tonnellate di un pesticida tossico comprato
all'estero e spacciato per concime "naturale".
E' la colossale frode ai danni dei produttori
bio scoperta dalla Guardia di Finanza fra
Sardegna e Puglia. Che evidenzia una 'falla' nei
controlli - 20/07/2014
ROMA - "Naturale"
non è sempre sinonimo di "sano" o di "sicuro".
Anzi: dietro le parole "naturale" e "organico"
possono nascondersi veri e propri veleni. Come
nel caso della "matrina", sostanza sì di origine
vegetale, ma altamente tossica per l'uomo, per
l'ambiente e per gli animali, venduta come
fertilizzante naturale agli agricoltori. Ed è
bastata la semplice dicitura "organico"
sull'etichetta a permettere a questa sostanza
pericolosa di saltare una complessa rete di
controlli. Una frode in piena regola che vede
tra le sue vittime soprattutto l'agricoltura
biologica, un settore strategico per
l’agroalimentare italiano.
Ad accendere i riflettori sulla truffa
l'operazione "Mela Stregata" condotta, a seguito
di una segnalazione di FederBio, da Icqrf
(Ispettorato centro della tutela della qualità e
repressione frodi agro-alimentari) e Guardia di
Finanza, che ha portato di recente al sequestro
di 65 tonnellate di prodotti spacciati per
"fertilizzanti", destinati principalmente
all'agricoltura biologica con la definizione di
"naturale", ma in realtà contenenti matrina,
sostanza non commercializzabile in Europa perché
neurotossica quanto i più pericolosi e dannosi
fitofarmaci quali i carbammati, i fosforganici e
i cloro derivati come il Ddt.
Le 65 tonnellate sequestrate fra Puglia e
Sardegna, se immesse sul mercato, avrebbero
fruttato 3,5 milioni di euro ai disonesti
commercianti.
I prodotti sequestrati (provenienti soprattutto
dalla Cina e dall'India e stoccati dalla ditta
Icas di Milano), sarebbero stati smerciati come
corroboranti e fertilizzanti organici in molte
regioni dell'Italia. "Non solo Puglia e Sardegna
dove sono stati effettuati i sequestri - spiega
Luciano Atzori, consigliere e segretario
dell'Ordine nazionale dei biologi esperto in
sicurezza degli alimenti e tutela della salute -
non si tratta di un fatto isolato, quelle merci
erano destinate a mezza Italia".
L'attività investigativa, cominciata già da
alcuni mesi, aveva portato nel mese di giugno
alla denuncia di un uomo sardo e al sequestro di
oltre 10.000 chilogrammi di prodotti nocivi
stoccati in un'azienda nella provincia di
Cagliari. Recentemente le indagini si sono
estese in Puglia dove, nel deposito di un
importatore, sono stati sequestrati 30.500 litri
e 25.000 chilogrammi di prodotti spacciati per
"fertilizzanti", ma in realtà contenenti matrina.
Nota anche con i termini matrinium, matrines,
vegard, la matrina è un alcaloide molto diffuso
in Cina e India che si estrae dalle radici di
una leguminosa, la Sophora Flavescens. "Costa
poco e si ricava da una pianta molto comune -
continua Atzori - ma è altamente tossica e
infatti viene utilizzata in pochi Paesi
orientali e anche lì classificata come
pesticida, senza alcun potere concimante". Le
proprietà fertilizzanti, dunque, sono del tutto
inventate.
In questo caso ad essere frodati sono gli
agricoltori stessi, rassicurati dalla parola
"naturale", "ma il fatto che si ricavi da una
radice non significa che sia innocua, basta
pensare ai funghi: sono naturali, questo sì, ma
questo non li rende meno pericolosi.
Ricordiamoci che i più grandi veleni sono
ricavati proprio dai vegetali", aggiunge Atzori.
"Sempre più persone si avvicinano ai prodotti
bio e/o naturali senza però conoscerli davvero",
osserva il biologo. "Anche gli agricoltori
spesso, in quanto non adeguatamente formati,
cadono nella trappola di avidi e poco onesti
commercianti, i quali gli propinano prodotti
naturali (cioè non di sintesi) che
frequentemente hanno effetti nocivi per
l'ambiente, per l'uomo e per gli animali".
La matrina "è un composto fitofarmaco con
specifici effetti fitoiatrici (ossia un'azione
neurotossica), che inibisce l'attività della
colinesterasi provocando la sindrome da
avvelenamento con tremori, scordinamento dei
movimenti, scarso equilibrio, disturbi
intestinali e la morte per blocco della
respirazione - mette in guardia Atzori - Oltre a
questi sintomi acuti i composti neurotossici
possono determinare fenomeni di bio-accumulo nei
tessuti lipidici provocando nel tempo fenomeni
di tossicità cronica".
Per ingannare gli agricoltori spesso i prodotti
illegali a base di matrina vengono etichettati e
immessi sul mercato, oltre che come
fertilizzanti organici (con l'indicazione di
"estratti di origine vegetale"), anche come
preparazioni biodinamiche o come "corroboranti
e/o potenziatori della resistenza delle piante",
conclude Atzori, che possono essere introdotti
sul mercato solo a tre condizioni: se il loro
uso non provoca effetti nocivi sulla salute
umana, di animali e sull'ambiente; se iscritti
nella lista di corroboranti redatta e
periodicamente aggiornata dal ministero delle
Politiche Agricole; e infine se nell'etichetta
sono riportate tutte le informazioni, dalla
composizione allo stabilimento di produzione
alla destinazione d'uso".
Ma come difendersi da frodi come questa?
"Purtroppo il consumatore finale non può fare
niente, bisognerebbe invece agire in maniera
capillare sugli agricoltori, spesso poco
informati e formati direttamente da chi vende
loro i prodotti - spiega Atzori - e scardinare
l'idea che 'naturale' sia automaticamente
innocuo o salutare".
Proprio su quest'ultimo aspetto si sono mossi i
consumatori statunitensi: la Consumer Reports
americana ha infatti avviato una petizione
online per eliminare il termine "organic" (cioè
naturale) dalle etichette dei prodotti
alimentari perché considerato fuorviante.
Nonostante la 'matrina', rassicura Atzori,
l'Italia è uno degli stati Ue con minor presenza
di residui tossici nei prodotti orto-frutticoli.
Nel 2014 sono state effettuate analisi su circa
79mila campioni da 647 diversi tipi di alimenti
e oltre il 97% ha evidenziato il rispetto dei
limiti di legge dei residui. Merito del
diffondersi dell'agricoltura biologica, del
rispetto da parte delle aziende agricole delle
procedure imposte dalla normativa vigente e
dell'intensa attività degli organi preposti al
controllo.
FederBio, la principale associazione italiana
che riunisce i produttori biologici e
biodinamici, dal 2013 ha attivato un gruppo di
lavoro specifico per i mezzi tecnici ammessi nel
biologico e ha fra i propri soci Ibna
Italia-Assometab (associazione di imprese che
producono prodotti per la difesa, coadiuvanti,
fertilizzanti e corroboranti utilizzabili in
agricoltura biologica). E ha avuto un ruolo
attivo nel dare avvio all’operazione "Mela
Stregata", come spiega il presidente Paolo
Carnemolla: "Le indagini coordinate dalla
Procura di Cagliari hanno preso avvio dal
coordinamento attuato con l’ufficio di Cagliari
dell'Icqrf al quale FederBio ha fornito il
carteggio avviato già a luglio 2013 con i
ministeri delle Politiche agricole e della
Salute su questi prodotti, al tempo venduti come
preparati biodinamici, e tutto il materiale
raccolto dalla propria organizzazione
territoriale".
Già un anno fa infatti l'associazione aveva
diramato un'allerta anche a tutti gli organismi
di certificazione associati e alle
organizzazioni dei produttori socie di Upbio,
l’Unione nazionale dei produttori biologici e
biodinamici, affinché si evitasse l’impiego di
questi preparati e fosse impedita la
certificazione dei prodotti eventualmente
trattati. "L’allerta è stata poi reiterata anche
a inizio 2014, nonostante le minacce di querela
e i tentativi di contatto da parte della ditta
Icas e la trasformazione delle etichette dei
prodotti, diventati fertilizzanti - continua
Carnemolla - Da segnalare tuttavia che l’impiego
di questi prodotti ha riguardato massicciamente
anche l'agricoltura cosiddetta 'integrata',
nelle quali non c’è un sistema di certificazione
come quello del biologico in grado di monitorare
l’effettivo impiego di questi prodotti".
Senza l'azione congiunta dell'Icqrf Sardegna e
della GdF oggi in Italia molti agricoltori
avrebbero adoperato la matrina causando gravi
danni alla salute di tanta gente e
compromettendo la fiducia nel biologico: stando
a una ricerca dell'Università di Newcastle,
pubblicata sul British Journal of Nutrition,
l'orto-frutta e i cereali coltivati biologici
contengono circa il 17% in più di antiossidanti
(e in alcuni prodotti il 69% in più di flavanoni)
rispetto agli stessi prodotti da agricoltura
tradizionale.
By Monica Rubino - Tratto da: repubblica.it
Molti allevatori
stanno iniziando ad alimentare i loro animali
con questi vegetali coltivati con questi concimi
naturali, ed hanno dimostrato che i loro animali
sono molto piu' sani (non utilizzano farmaci nei
loro allevamenti), piu' vivaci e piu' belli ed a
minore tenore di grassi nell'organismo (-4%).
vedi:
Appello agli Allevatori +
Ortopertutti +
Le Piante Aromatiche
|