ASSOCIAZIONE ITALIANA FAMILIARI e VITTIME
della
CACCIA:
CHIUSURA STAGIONE VENATORIA, il SOLITO BILANCIO
di MORTI e FERITI -
31 gennaio 2007
A fine stagione venatoria, oltre ai milioni di
animali ammazzati per "divertimento", ai danni
all'ecosistema e all'agricoltura creati dalle
immissioni di animali "pronta caccia" (cinghiali
compresi), al piombo e alla plastica dispersi
nell'ambiente dai cacciatori, anche quest'anno
sono decine i morti e i feriti umani dovuti all'attivita'
venatoria e alle armi da caccia in generale.
L'Associazione Italiana Familiari e Vittime
della Caccia, in collaborazione con altre
associazioni che si occupano di questa materia
seppur da altre angolazioni, ha raccolto
informalmente i dati relativi ai cosiddetti
"incidenti" avvenuti durante le battute e piu'
in generale tutti quei fatti criminosi che hanno
coinvolto armi da caccia. Come bilancio generale
(seppur parziale), si contano 111 vittime tra le
persone (34 morti e 77 feriti), in parte
cacciatori e in parte civili innocenti che si
sono trovati coinvolti.
Si tratta comunque di un bilancio per difetto,
in quanto riporta soltanto i dati tratti da
rassegne stampa nelle quali, comunque, non tutte
le notizie risultano pubblicate. Per questo
motivo l'Associazione Vittime della Caccia ha
avanzato al Ministero dell'Interno una richiesta
di protocollo d'intesa per il conteggio
ufficiale dei morti e dei feriti causati dall'attivita'
venatoria, nonche' per conoscere i dati
ufficiali dell'uso improprio di armi da caccia.
"Moltissimi invece i casi di allarme sociale"
- dichiarano i rappresentanti dell'Associazione
Vittime della Caccia - "segnalati alla nostra
associazione, vale a dire le situazioni di
disagio, anche molto grave e continuato, di
famiglie che vivono sotto un vero e proprio
assedio da parte di gente armata e
irresponsabile. Le persone hanno paura, non sono
nemmeno libere di uscire in giardino a causa del
pericolo causato dai cacciatori per 5 mesi
l'anno, per le loro prepotenze, le minacce e le
offese che ricevono."
Per arginare questo fenomeno, l'Associazione
Vittime della Caccia negli ultimi 2 anni ha
lavorato anche a livello locale per offrire
consulenza ai cittadini che intendono ribellarsi
a questo stato di cose, ed e' riuscita sinora ad
ottenere sette ordinanze comunali - contingibili
e urgenti - di divieto di caccia per motivi di
incolumita' pubblica, disturbo della quiete,
inquinamento acustico ed Ordine pubblico.
Inoltre, molti sindaci di altre province si sono
ispirati alle iniziative dell'Associazione
Vittime della Caccia per tutelare i propri
cittadini o il turismo locale. I sindaci,
infatti, hanno la facolta' di interdire la
caccia in una determinata zona del territorio di
competenza ai sensi del Decreto Legislativo n.
267 del 18/8/2000, art. 54, comma 2.
L'esigenza di ottenere divieti di caccia nasce
dal mancato rispetto delle norme di sicurezza da
parte dei cacciatori che sparano anche nei
luoghi gia' vietati secondo l'attuale
legislazione e la scarsita' di adeguati
controlli da parte degli Organi preposti non fa
che incrementare l'impunita' e la protervia dei
cacciatori irresponsabili.
Difendersi dai cacciatori e' possibile, anche
facendo fronte comune, ovvero aderendo ai
Comitati di Cittadini.
L'adesione si puo'
effettuare anche on-line sul sito
www.cacciailcacciatore.org e non comporta
oneri, e' un'azione utile per testimoniare il
proprio NO alla caccia, attivita' pericolosa e
inutile alla societa' che esiste solo per il
divertimento di un 1% di italiani che mettono in
reale pericolo il restante 99% della
popolazione.
Contatti:
info@cacciailcacciatore.org