Basta
carne agli antibiotici.
La Commissione Europea propone nuove regole di
sicurezza alimentare, al bando gli antibiotici dai mangimi per animali
da carne, utilizzati allo scopo di stimolare la crescita e nella cura
delle patologie. L'intento è quello di evitare il rischio di un aumento
dei batteri resistenti agli antibiotici nell'uomo e negli animali,
preservando l'efficacia dei farmaci in caso di necessità.
Una
battaglia a favore del consumatore che vedrà entro il 1° gennaio 2006
il divieto di utilizzo degli ultimi quattro antibiotici ancora
autorizzati negli allevamenti europei.
La "banda dei quattro"
è composta: dai flavofosfolipidi, dal monensin sodio, dalla
salinomycina sodio, dalla avilamycina, tutte sostanze proibite per
l'uomo. Le preoccupazioni riguardo gli effetti negativi sulla salute
sono del Comitato scientifico europeo. In Olanda si è già registrato
un caso di trasmissione all'uomo di batteri resistenti agli antibiotici.
L'allarme è stato fatto proprio dal Commissario europeo alla Sanità,
David Byrne, che propone prima la dismissione e successivamente la
soppressione di questo tipo di additivi nell'alimentazione animale.
L'Unione europea è impegnata sul fronte "carne pulita" da
diversi anni ed ha già cancellato ben 20 antibiotici utilizzati per
"gonfiare" gli animali.
Si è calcolato che ammontavano a
10.000 tonnellate gli antibiotici che in Europa, fino a qualche anno fa,
venivano usati per la salute degli uomini e degli animali, di cui il 15%
finiva nei mangimi specialmente negli allevamenti intensivi per limitare
le malattie e per favorire una crescita veloce. L'ultimo intervento
dell'Ue in questo settore risale al 1999.
Da Bruxelles arrivano anche
norme più severe riguardo l'etichettatura di tutti gli additivi, con la
possibilità per l'allevatore di conoscere il nome e l'indirizzo del
distributore del prodotto, e, cosa più importante, istruzioni chiare
per l'utilizzo e le raccomandazioni concernenti la sicurezza, nonché il
tipo di animale a cui è destinato.
Passi importanti questi a tutela del
patrimonio degli anticorpi dell'uomo, patrimonio che si sta sempre più
indebolendo sia per l'eccesso di prescrizioni mediche, sia per i farmaci
che arrivano nel piatto rendendoci più vulnerabili nelle infezioni
comuni e figuriamoci nel malaugurato caso di episodi di bioterrorismo.
Vedi "caso antrace" negli Stati Uniti dove e stata
somministrata la ciprofloxacina per combattere la terribile patologia.
Il farmaco, noto come "Cipro", è un parente stretto del
Baytril entrambi appartengono ai fluoroquinoloni, una classe di
antibiotici relativamente nuova e potente.
Il "Cipro", come
altri antibiotici, è considerato come estrema risorsa medica per il
trattamento di infezioni batteriche particolarmente resistenti. Il
Baytril, a sua volta, è usato come additivo nei pasti di miliardi di
polli allevati industrialmente ogni anno negli Usa in dosaggio
subterapeutico allo scopo di eliminare i germi patogeni che
prolificherebbero nelle condizioni di sovraffollamento.
Si è temuto per
questo l'inefficacia nella lotta all'antrace del "Cipro"(per
la similarità al Baytril).
Il diffuso impiego degli antibiotici, anche
quando non indispensabili, sta selezionando ceppi di batteri
superpatogeni resistenti ai farmaci. La filosofia giusta nella cura
delle patologie umane ed animali (oltre alla prevenzione) deve essere
quella che prevede l'uso del "cannone" solo quando serve e non
quando la difesa potrebbe essere affidata ad un semplice
"moschetto" onde evitare di avere, nei casi più difficili, un
armamentario medico composto da "armi spuntate".