|
GUIDA
alla SALUTE NATURALE
|
Manuale di MEDICINE
ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI - Manual of
ALTERNATIVE
MEDICINES
HOME
ALLEVAMENTI INTENSIVI di POLLI
POLLI
1
=
TERRENO IDEALE per malattie ed EPIDEMIE
SEMI
ANTICHI per il FUTURO dell'AGRICOLTURA
Allevamenti intensivi, "culla" di virus e batteri, ma
sopra tutto per gli animali,
di infiammazioni intestinali che
generano ogni tipo di malattie !
ALLEVATORI SARDI strangolati dalle
BANCHE
+
NO all'aratura dei terreni
Falsita' della medicina
ufficiale +
Muoiono tutte le pecore
Vaccinate
+
Aviaria
(Bufala mondiale)
Visionare questo film
Compostaggio
+
Concime naturale
+
Lombrichi
Vaccini,
Farmaci,
Alimenti
INADATTI,
Stabulazione
FISSA,
Mancanza di Spazio e
Movimento,
sono le basi ideali per avere un
allevamento di animali facilmente e sicuramente
malati !
Vuoi un allevamento
esente da malattie
? fai cosi':
I
polli DEVONO essere lasciati liberi in ampi spazi,
NON VACCINATI
ed
Alimentati con cibi
che cercano e trovano
da
soli sui campi,
in quanto essi si nutrono di:
granaglie, leguminose, erba verde, sassolini ed
insetti !
Per gli altri animali
e' la stessa cosa, salvo che per gli alimenti che sono
diversi.
Allevamento
Polli Biologico-Biodinamico
Gli OGM ammalano ed uccidono:
http://it.youtube.com/watch?v=dlYLsJdZJJU
|
Come
si allevano i POLLI (Galli, Galline, Tacchini,
Oche ecc.) -
Polli messi al forno, prima di "impazzire"
Che cos'è oggi il pollo da carne ? Stiamo
parlando di broiler.
Tutti i polli che compriamo e mangiamo, in tutto
il mondo, sono oramai solo di un paio di razze
ibride (denominate COBB 500, i cui brevetti sono
in mano alla The Cobb Breeding Company LTD), nate
nei segreti laboratori di genetica applicata,
selezionate esclusivamente per l'ingrassaggio. Il
risultato di queste selezioni è una vera macchina
biologica ad elevatissimo "indice di
conversione": un broiler mangia un chilo e
mezzo di mangime e ne "produce" uno di
carne.
Lo fanno vivere solo 35 giorni (non ha neanche il
tempo per diventare pazzo).
Questi polli denominati "galletti"
quando arrivano a "maturazione" pesano
vivi in media sui 2,3 chili e preparati a busto
circa 1,2. Per avere queste rese così elevate e
cicli biologici così accelerati servono
allevamenti e mangimi adatti.
Come vengono allevati
Si chiama allevamento integrato. Assoggettato,
cioè, alla filiera industriale della produzione
di carne, le cui principali fasi sono: produzione
della gallina ovaiola, incubatoi delle uova,
produzione dei pulcini, magnifici, macelli,
industria di lavorazione, logistica,
commercializzazione nella rete della grande
distribuzione organizzata. Nel nostro paese due
aziende controllano oltre il 70% del mercato. Una
è l'AIA del gruppo Veronesi e l'altra è del
gruppo Amadori.
L'allevamento viene svolto in grandi capannoni
dove possono stare decine di migliaia di volatili:
con una densità di 10-15 per m2, sino a 30 chili
di "carne" a mq. (I regolamenti UE per
gli allevamenti biologici stabiliscono in tre
polli per metro quadrato la densità massima
ammissibile). Beccano tutto ciò che ha colore
paglierino, giorno e notte, grazie
all'illuminazione artificiale.
Le temperature sono sempre elevate (anche a causa
della luce e
delle deiezioni, che vengono raccolte con una
ruspa per la produzione della pollina,
sottoprodotto usato come concime agricolo o
combustibile; e fino a 10 anni fa come mangime per
bovini da ingrasso).
Le condizioni igieniche sono terribili. Gli
animali vivono dal primo all'ultimo giorno della
loro brevissima vita calpestando e dormendo sulle
loro deiezioni. Le infezioni batteriologiche sono
contrastate dal primo all'ultimo giorno di vita
con gli antibiotici contenuti nei mangimi; ma per
i virus - come si sa - non ci sono farmaci.
Da qui l'uso di
vaccini
che, come è noto, creano una quantità di
anticorpi che contrastano l'estrinsecazione delle
manifestazioni patologiche del virus, ma
impediscono la eradicazione dello stesso,
consentendo che animali solo apparentemente sani
siano commercializzati: con il rischio che il
virus si trasferisca dall'animale all'uomo. A
questo si aggiunge il rumore spaventoso provocato
dal pigolare di 50.000 - 100.000 animali
spaventati, tenuti in quelle condizioni.
L'organismo del broiler, che è pur sempre un
animale diurno, viene messo a dura prova,
l'apparato digerente stressato, la sua capacità
di resistenza agli agenti patogeni fortemente
indebolita.
Nel territorio dove sono inseriti, senza un minimo
di criterio di biosicurezza, questi allevamenti
sono delle vere e proprie bombe batteriologiche,
pericolose e costose per tutta la collettività.
Pericolose, in quanto incubatoi di possibili virus
trasmissibili agli uomini, come salmonelle e
influenze; costose, come il caso dell'ultima peste
aviaria costata alla sola regione veneta 110
miliardi, e altri 500 allo stato.
Cosa mangiano
I polli dovrebbero mangiare mais, soia e fibre.
Trasformano proteine vegetali in proteine nobili.
I broiler, che rappresentano il 99% dei 520
milioni di polli e dei 22 milioni di tacchini che
mangiamo ogni anno, mangiano esclusivamente
mangimi industriali, prodotti in larghissima
misura da due o tre aziende. Le formule di questi
mangimi sono top secret; possono in questo modo
metterci dentro di tutto e di più. Il mais e
la soia, che sono i componenti principali (fino al
60/70%), sono in grandissima parte di importazione
e di produzione transgenetica,
perché costano meno.
Contrariamente alle normative per i bovini, i
mangimi per pollame e tacchini possono contenere
farine di carne e di pesce, pannelli di olio
esausto, grassi di origine animale.
La vicenda di due anni fa dei polli belgi alla
diossina è dovuta a un "eccesso" di
PCB, ma se sta nei limiti tollerati si può dare
da mangiare ai polli anche oli esausti di motori.
Ma i risultati migliori si ottengono con le
proteine animali derivate dalle interiora, dalle
teste, dalle zampe, dalle piume derivate dai loro
fratelli morti in precedenza; oltre alle proteine
animali acquistate dove costano meno (farine di
sangue e di pesce). Ai polli ed ai tacchini ne
vengono somministrate una quantità fino al 30%
nel tacchino, un po' meno per il pollo.
Cosa si ottiene
Si ottengono dei pulcinotti venduti come galletti
o tacchini, con una carne senza gusto né qualità
organolettiche, e di dubbia salubrità.
I polli così allevati se li cucini due minuti di
più letteralmente si sbriciolano, se li lasci
raffreddare rilasciano il classico odore di pesce
con cui sono stati allevati. Oggi la carne di
pollo non viene offerta da nessun ristorante degno
di questo nome, viene data solo nelle mense delle
fabbriche, delle scuole o per le mense delle
famiglie sotto i due milioni al mese.
Per i tacchini è ancora peggio: la carne è
letteralmente immangiabile.
Amadori alla tritura, aggiunge un po' di manzo e
propone in questi giorni con la pubblicità i
rotoloni di carne "per una buona domenica da
passare in famiglia".
Questi rotoli sono fatti con la carne di tacchini
con aggiunta di carne di manzo e - come si dice in
gergo - con la giusta quantità di aromatizzanti.
Nessuno, ad esclusione dei pochi NAS, protegge i
consumatori.
Nessuno controlla, e i nostri 7000 veterinari
pubblici, come da precise istruzioni,
guardano, registrano, e alla fine non possono fare
altro.
By Guglielmo Donadello, consulente
aziendale settore zootecnico e agroalimentare
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Altro che polli asiatici ! Tutta la verità su
quelli italiani
Ai microfoni di LifeGate Radio, il Dottor Enrico
Moriconi, Presidente dell'Associazione Culturale
Veterinari di Salute Pubblica, ha risposto a
questa e altre domande
Quali sono le condizioni igieniche negli
allevamenti italiani ?
Le condizioni sono critiche. Siamo in situazione
di sovraffollamento. Gli animali vengono tenuti
per tutto il periodo della loro vita sulla stessa
lettiera, respirano l'ammoniaca che si libera
dagli escrementi che loro producono. Hanno uno
stato di stress continuo, che deve essere corretto
- anche se gli allevatori smentiscono - con la
somministrazione di farmaci.
Recenti analisi di laboratorio commissionate da
Lav e Il Salvagente hanno evidenziato la
presenza di residui di antibiotici in 4 polli
italiani su 10
Perché vengono somministrati gli antibiotici e
con che frequenza ?
Gli antibiotici sono la base dell'allevamento
intensivo: gli allevamenti intensivi sono
storicamente nati nel momento in cui sono stati
disponibili grandi quantità di antibiotici.
Questi farmaci rendono possibile l'allevamento,
altrimenti lo stress, il sovraffollamento, le
carenti condizioni igieniche farebbero scoppiare
delle malattie. Questi farmaci aumentano la
crescita degli animali e contemporaneamente li
proteggono da alcune malattie. Nel caso dei virus
non servono.
Il fatto che l'antibiotico sia somministrato
continuativamente, nonostante sia ammesso farlo
solo in caso di terapia, è facilmente
dimostrabile.
Qualche anno fa, ad esempio, ci fu lo scandalo in
Gran Bretagna dei polli che venivano rietichettati
e venduti anche un mese dopo la reale scadenza.
Ebbene, questo fu possibile proprio perché i polli
sono pieni di sostanze chimiche che non li fanno
"marcire".
Cosa mangiano i polli italiani negli
allevamenti intensivi ?
Il mangime è principalmente costituito da mais e
altri cereali. In più vi sono degli integratori a
base di sostanze grasse per favorire la crescita.
Anche
l'olio esausto, l'olio dai motori delle macchine
usato, è ammesso nella dieta dei polli Italiani,
che sono considerati come dei "grandi
riciclatori". Molti sottoprodotti sono
quindi permessi.
Per quanto riguarda mais e soia ogm nei mangimi,
non c'è obbligo di etichettatura poi nel pollo.
Bisogna dire che chi mangia carne ha una forte
possibilità di mangiare proteine geneticamente
modificate, proprio perché negli allevamenti non
biologici l'uso di mangimi geneticamente
modificati è permesso.
Illuminazione artificiale che li tiene 24 ore
su 24 alla luce e densità di 15-20 polli per
metro quadro Animali così stressati saranno anche
più deboli.
L'illuminazione artificiale tende a creare
un'atmosfera uniformemente "grigiastra"
, perché se ci fosse troppa luce sarebbero acuiti
i fenomeni di cannibalismo. In queste condizioni
la mortalità degli animali è comunque alta, ma
il loro valore commerciale è così basso da non
preoccupare particolarmente l'allevatore.
Parlare degli allevamenti intensivi italiani
come di "bombe batteriologiche" è
esagerato ?
Le definirei piuttosto "bombe
ecologiche": al problema della presenza di
batteri si somma il problema delle deiezioni da
smaltire, e quindi dell'eutrofizzazione delle
acque e della presenza di nitrati nelle falde
acquifere.
Quale strada intraprendere per migliorare la
qualità degli allevamenti e prevenire così
epidemie come l'influenza aviaria ?
Bisognerebbe mangiare meno carne o
addirittura smettere di mangiarne. Questa
risposta può
sembrare un po' estrema ma rende bene
l'idea di come per migliorare il benessere - anche
di quelli
che vogliono mangiare la carne, sia indispensabile
per tutti noi abbassarne i consumi.
By Paola Magni e Claudio Vigolo
- Tratto da
www.lifegate.it
Fonte:
disinformazione.it
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della solvibilità
degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata
la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte |
|
|
|