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Ti
sei mai chiesto cosa metti nello stomaco quando
mangi un pollo ?
No,
questo articolo non parla dell’”influenza
aviaria”. Meno male. Ma dà i fatti sul pollo
che mangiamo.
Prima
di mangiare un panino volete sapere cosa c’è
dentro ? Suppongo che abbiate la stessa curiosità
anche per il pollo. Solo per stomaci forti.
Per il linguaggio suggestivo, la lettura è
sconsigliata ai minori di 14 anni.
Di Guglielmo Donadello,
consulente aziendale zootecnico.
Tutti i polli che compriamo e mangiamo, in
tutto il mondo, appartengono oramai ad un paio di razze ibride (denominate COBB
500, brevettate dalla Cobb Breeding Company), nate in laboratori di genetica applicata, selezionate
esclusivamente per l’ingrassaggio.
Il risultato di queste
selezioni è una vera macchina biologica ad
elevatissimo “indice di conversione”: un pollo
mangia un chilo e mezzo di mangime e ne “produce”
uno di carne. Vive
solo 35 giorni (non ha neanche il
tempo per diventare pazzo). Questi polli
denominati “galletti” quando arrivano a
“maturazione” pesano vivi in media sui 2,3
chili, e preparati a busto circa 1,2. Per avere queste rese così
elevate e cicli biologici così accelerati servono
allevamenti e mangimi adatti.
Come vengono allevati
Si chiama allevamento
industriale integrato,
le cui principali fasi sono: produzione della
gallina ovaiola, incubatoi delle uova, produzione
dei pulcini,, macelli, industria di lavorazione,
logistica e commercializzazione.
Nel
nostro paese due aziende controllano oltre il 70%
del mercato. Una è l’AIA
del gruppo Veronesi e l’altra è del gruppo Amadori. L’allevamento viene svolto
in grandi capannoni dove possono stare decine di
migliaia di volatili: con una densità di 10-15
per metro quadro, cioè sino a 30 chili di
“carne” a mq. (I regolamenti dell’Unione
Europea per gli allevamenti biologici stabiliscono
invece in
tre polli per metro quadrato la densità massima
ammissibile).
Beccano
tutto ciò che ha colore paglierino, giorno e
notte, grazie all’illuminazione artificiale.
Le temperature sono sempre elevate (anche a causa
della luce e delle deiezioni, che vengono raccolte
con una ruspa per la produzione della pollina,
sottoprodotto usato come concime agricolo o
combustibile (e fino a 10 anni fa come mangime
per bovini da ingrasso).
Le condizioni igieniche
sono terribili. Gli animali vivono dal primo
all’ultimo giorno della loro breve vita
calpestando e dormendo sulle loro deiezioni. Le infezioni batteriologiche sono contrastate dal primo
all’ultimo giorno di vita con gli antibiotici
contenuti nei mangimi.
Ma per i virus – come si sa
– non ci sono farmaci. Da qui l’uso di vaccini
che, come è noto, creano anticorpi che
contrastano le
manifestazioni patologiche del virus, ma
impediscono l’eradicazione dello stesso,
consentendo che animali solo apparentemente sani
siano commercializzati, con
il rischio che il virus si trasferisca
dall’animale all’uomo.
A questo si aggiunge il rumore
spaventoso provocato dal pigolare di 50.000 –
100.000 animali spaventati, tenuti in quelle
condizioni. L’organismo del pollo, che è pur
sempre un animale diurno, viene messo a dura
prova: l’apparato digerente stressato, la sua
capacità di resistenza agli agenti patogeni
fortemente indebolita.
Nel
territorio dove sono inseriti, senza un minimo di
criterio di biosicurezza, questi allevamenti sono
delle vere e proprie bombe batteriologiche,
pericolose e costose per tutta la collettività.
Pericolose, in quanto incubatoi di possibili virus
trasmissibili agli uomini come salmonelle e
influenze; costose, come per il caso dell’ultima
peste aviaria,
costata alla sola regione veneta 110
miliardi di lire, e ben 500 allo stato.
Cosa mangiano
In regime naturale, i
polli dovrebbero mangiare solo mais, soia e
fibre, trasformando proteine vegetali in proteine
nobili. Il tipo broiler, che rappresenta il 99%
dei 520 milioni di polli e dei 22 milioni di
tacchini che mangiamo ogni anno, mangia invece
esclusivamente mangimi industriali, prodotti in
larga misura da due o tre aziende.
Le formule di questi mangimi
sono top secret; possono in questo modo metterci
dentro di tutto e di più. Il mais e la soia, che
sono i componenti principali (fino al 60/70%),
sono in grandissima parte di importazione e di
produzione transgenica, perché costano meno.
Contrariamente alle normative per i bovini, i mangimi per pollame e tacchini possono
contenere farine di carne e di pesce, pannelli di
olio esausto, grassi di origine animale. La vicenda di due anni
fa dei polli belgi alla diossina è dovuta a un
“eccesso” di PCB
ma, se si rientra nei limiti tollerati, è
legale dare da mangiare ai polli anche oli esausti
di motori.
Ma
i risultati migliori si ottengono con le proteine
animali derivate dalle interiora, dalle teste,
dalle zampe e dalle piume ottenute dai loro simili
morti in precedenza, oltre alle proteine animali
acquistate dove costano meno (farine di sangue e
di pesce).
Di
queste proteine, ai polli ed ai tacchini ne
vengono somministrate una quantità fino al 30%
nel tacchino, un po’ meno per il pollo.
Cosa si ottiene
Si ottengono dei pulcinotti
venduti come galletti o tacchini, con una carne
senza gusto né qualità organolettiche, e di
dubbia salubrità.
I polli così allevati, se li
cucini due minuti di più letteralmente si
sbriciolano, e se
li lasci raffreddare rilasciano il classico odore
di pesce con cui sono stati parzialmente allevati.
Oggi la carne di pollo non viene offerta da nessun
ristorante degno di questo nome. Viene data solo
nelle mense delle fabbriche, delle scuole o per le
tavole delle famiglie sotto i mille euro al mese.
Per
i tacchini è ancora peggio: la carne è
letteralmente immangiabile. Amadori la tritura,
aggiunge un po’ di manzo e propone con la
pubblicità i rotoloni di carne “per una buona
domenica da passare in famiglia”. Questi rotoli
sono fatti con la carne di tacchini con aggiunta
di carne di manzo e – come si dice in gergo –
con la giusta quantità di aromatizzanti.
Nessuno protegge i consumatori. I nostri 7000 veterinari pubblici, come da precise istruzioni,
guardano, registrano, e alla fine non possono fare
altro."
Guglielmo Donadello,
consulente aziendale settore zootecnico.
Fonte:
www.disinformazione.it
Il
mio commento è, come possiamo stupirci se
mangiando certo “cibo” che non ha più niente
di naturale, poi osserviamo la diffusione di
malattie serie tra la popolazione ? Un Piero
Angela direbbe che le molecole del pollo sono
tutte lì, quindi dovrebbe fare comunque bene
all’organismo. Il mio sospetto è che mangiare
della buona segatura farebbe forse meno danni.
By
Rinaldo Lampis
- Tratto da:
www.movimentoconsensus.org
Dai
Vulcani e dalla Lava, carica di Silicio, si trae
un ottimo concime per l'agricoltura; le piante (di
qualsiasi tipo) divengono piu'
sane, cioe'
non vengono facilmente attaccate dalle malattie,
sono piu' belle, ed i loro frutti piu' odorosi e
saporiti ! questo e' cio' che la natura ha messo
a ns disposizione e che le
multinazionali
della
chimica e
dei
farmaci
e
vaccini,
hanno nascosto per vendere i loro veleni
pericolosi per l'uomo, il regno animale e quello
vegetale.
Molti allevatori
stanno iniziando ad alimentare i loro animali
con questi vegetali coltivati con questi concimi
naturali, ed hanno dimostrato che i loro animali
sono molto piu' sani (non utilizzano farmaci nei
loro allevamenti), piu' vivaci e piu' belli ed a
minore tenore di grassi nell'organismo ( -4%).
vedi:
Appello agli Allevatori
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