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Quando avete un allevamento con animali
malati chiedetevi:
Avete mai pensato
che potreste avere degli animali malati fin
dalle loro origini; gli animali da chi li avete
acquistati per iniziare il vs. allevamento ?
perche' TUTTI gli animali oggi venduti da
decenni dagli allevatori piu' o meno importanti,
sono malati fin dalla loro "nascita-produzione",
perche' frutto di selezione naturale e/o
artificiale, che
immunodeprimono
anche gli animali
stessi, per di piu' essi vengono vaccinati e
quindi la loro immunita' si affievolisce ad ogni
generazione di animali vaccinati e sono quindi
intossicati da proteine pericolose.
Gli animali che avete nel vs insediamento sono
autoctoni ?
Negli allevamenti Naturali,
OCCORRE SEMPRE
utilizzare gli animali autoctoni (adatti
al luogo ove e' insediato l'allevamento) SOLO
essi hanno la loro salute naturale ed
originale.
Inoltre occorre
alimentare il Terreno circostante ove essi
pascolano e/o razzolano con l'umus adatto e
preparato in modo da fornire alle radici dei
vegetali in essi presenti, l'apporto energetico
ed organolettico necessario affinche' anche le
piante, le erbe che crescono e/o le granaglie
coltivate, siano biologicamente sane ed adatte
all'alimentazione umana ed animale, solo cosi' gli
animali si rafforzano e rimangono indenni dalle
malattie (aggressione di parassiti compresi).
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Tratto da LIBERO 8 MAGGIO 2003
- By Oscar Grazioli
Le concentrazioni di animali e le scarse
condizioni igieniche sono Terreno
fertile per le epidemie.
Visto che abbiamo scritto del potenziale pericolo
rappresentato dall'epidemia dell'influenza che
sta mietendo milioni di vittime - pennute
per il momento - in Italia, Olanda e Belgio,
cominciamo questo viaggio negli allevamenti
intensivi, di polli da carne, tacchini e ovaiole,
ovvero nel settore avicolo.
La cecità di una zootecnia che fa dell'intensivismo
il proprio fine non solo è moralmente
inaccettabile per i disagi, se non torture,
causati agli animali, ma mette in serio pericolo
la nostra sopravvivenza.
Virus batteri e protozoi di solito hanno delle
barriere di specie. Questo vuol dire che il tal
virus colpisce la tal specie e non l'altra. Tutto
questo vale fino a quando l'uomo non crea le
condizioni che consentono il "salto di
barriera".
L'enorme concentrazione di animali in pochi
chilometri quadrati, una spinta produttiva che non
ha confini e che implica l'uso di genetiche
distorte e di trattamenti antibiotici e ormonali,
il pullulare di agenti virali più o meno
attenuati sotto forma di
Vaccini, sono condizioni
che favoriscono l'immunodepressione
e l'aggressività degli agenti
patogeni verso altre specie. Se poi questi
organismi trovano un'elevata concentrazione di
uomini in scarse condizioni igieniche, ecco creato
il terreno fertile per le grandi epidemie.
Una gallina in natura, come sa ogni contadino,
d'inverno fa pochissime uova semplicemente perché
la giornata è corta e manca la luce che stimola
l'organismo ad ovulare.
Oggi le galline ovaiole,
stipate in allevamenti da cinque piani di gabbie
con una superficie inferiore al mezzo metro
quadrato per tre soggetti, arrivano a produrre
quasi 300 uova in 356 giorni di vita.
Immaginate un capannone di 60mila ovaiole dove la
luce viene fornita per 16/17 ore al giorno, dove
bisogna avere un montacarichi per andare a vedere
cosa succede ai piani alti, dove gli animali
devono mangiare 118 grammi di mangime al giorno,
dove tutto è perfettamente programmato perché
escano in una giornata 55mila uova, tutte con lo
stesso colore del guscio e del tuorlo. Le macchine
da Formula 1 sono uno scherzo al confronto.
Questi sono i veri bolidi: organismi che il
triangolo genetica, ambiente, alimentazione cerca
di sostenere allungando a dismisura i propri lati.
I rami troppo lunghi, però, si spezzano e nelle
maglie di queste macchine geneticamente sublimi
per capacità riproduttiva s'infilano piccoli
esseri e tossine che fanno uscire di strada, i
Mycoplasmi (funghi), i
batteri, i
virus (che sono solo proteine tossiche
- NdR).
Sapete quante
vaccinazioni vengono effettuate da
quando un pulcino nasce fino a 120 giorni di vita,
quando la pollastra diventa gallina e produce il
primo uovo ? Venti più o meno. Tre delle
quali entro due ore da quando il pulcino ha
abbandonato l'uovo in incubatoio.
Se le galline piangono, i polli da carne
all'ingrasso e i tacchini non ridono.
Anni fa un'azienda estera che forniva tacchini
sbagliò una linea genetica. I tacchini
all'ingrasso crescevano con incrementi ponderali
eccezionali, con indici di conversione che
promettevano soldi a palate. Avevano dimenticato
che per sopportare certi pesi ci vuole uno
scheletro adatto e un baricentro preciso.
I tacchini, oltre un certo peso, si sbilanciavano
in avanti e le zampe si piegavano fino a quando il
volatile non si muoveva più. Oggi riescono a
muoversi (a gambe un po' divaricate, come cow boy)
pur raggiungendo, i maschi i 20 chili di peso a
poco più di tre mesi d'età e con uno spazio
equivalente a due mattonelle a disposizione.
I polli da carne (broiler) hanno subito una spinta
genetica analoga.
Ormai si mandano alla macellazione femmine di 35
giorni d'età (immaginate che carne squisita) e
maschi di 50 giorni del peso mostruoso di oltre
tre chilogrammi di carne.
Dove vogliamo arrivare ? Alla macellazione
del pulcino il giorno dopo che è nato ?
Possibile forse, ma non mi auguro di vedere quel
giorno. Ho già visto abbastanza mostri.
Tratto da:
http://digilander.libero.it/naturalmenteit/allevamento_intensivo_polli.htm
La pianificazione per il futuro
prossimo venturo:
Ora in tutto il mondo si stanno vaccinando
anche e non solo centinaia e centinaia di milioni
di volatili negli allevamenti (di tutti i tipi),
cosi si preparano altre epidemie con i vaccini
inoculati, per i prossimi anni, indebolendo,
intossicando, ammalando quegli animali....... che
serviranno da cibo per gli umani....
Mai pensato
che i
virus iniettati con i
vaccini
potrebbero passare
anch'essi alla specie umana
che si nutre
di essi
...?
cosi
si incrementa
il
mercato
dei
malati....... e si gestiscono bene con nuovi
farmaci
+ nuovi
vaccini
e
cosi via fino alla fine
della specie.....
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Sai
che i polli sono allevati
in
spazi grandi
come
una scatola di scarpe e
sai
che i polli sono
sempre malati
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Ogni anno, circa 450
milioni di polli destinati al consumo di carne sono allevati
in condizioni indescrivibili negli allevamenti
intensivi anche italiani. Relegati in capannoni sovraffollati, i
polli vivono in uno spazio vitale grande come una
scatola di scarpe, trascorrendo il 75% del loro tempo immobili a
terra appollaiati sui propri escrementi.
Vengono esposti forzatamente alla luce artificiale fino a 23 ore al giorno: questo
altera il loro normale ciclo giorno-notte, spingendoli a mangiare
di più e a crescere più in fretta.
In queste condizioni, i polli
raggiungono il peso di 3 kg in meno di due mesi e sono pronti
per essere
macellati. L'obiettivo
primario dell'allevamento
intensivo è
ridurre i tempi e i costi di
produzione, accelerando
al massimo la crescita
degli animali, a danno della loro salute.
Dermatiti, zoppie, rotture delle zampe, infezioni,
asciti, collassi cardiaci, sofferenze e altre gravi
malattie sono la realtà quotidiana di questi
allevamenti.
Veri e propri
lager, nei quali i polli sono
considerati
prodotti e non
esseri viventi che soffrono e si ammalano.
Le crisi sanitarie negli allevamenti intensivi sono
ricorrenti, come testimonia l'allarme lanciato
dall'Organizzazione Mondiale della Sanità
sull'influenza aviaria: malattia che ha determinato
solo in Italia la morte di decine di milioni
di polli e nell'est asiatico ha assunto forme trasmissibili all'uomo e provocato la morte
di decine di persone. Ma
non c'è solo l'influenza aviaria.
L'elevata densità e un'esasperata
selezione genetica,
tesa ad accelerare la crescita e a sviluppare il
petto (parte più richiesta dai
consumatori), provocano altre gravi patologie.
Le ossa non
riescono a crescere
alla stessa velocità dei muscoli:
a 2 settimane di vita il pollo fa fatica a muoversi.
a 30 giorni sono frequenti le rotture
delle zampe.
Sono inoltre diffuse dermatiti,
infezioni ed asciti.
La cura di queste malattie
richiede l'uso
farmaci e
vaccini,
ma specialmente di antibiotici,
somministrati collettivamente
a tutti gli animali, anche a quelli
sani.
Alcuni farmaci antibiotici sono utilizzati per gonfiare i muscoli di acqua, ottenendo
carni più tenere.
Queste sostanze possono
rimanere come residui nelle carni e costituire
un rischio per la salute umana.
I polli degli allevamenti intensivi sono
stravolti geneticamente,
trasformati in macchine da
carne, solo per ragioni
economiche.
Tratto da
www.infolav.org
Commento
NdR: la colpa principalmente va data
ai danni dei
Vaccini che gli animali
subiscono obbligatoriamente +
siccome si indeboliscono
immunitariamente, le malattie
avanzano sempre piu' ed i farmaci
utilizzati per tentare di debellare
le malattie insorte, finiscono per
danneggiare-intossicare ancora di
piu', mantenendo cronicamente malati
gli animali.
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