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Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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AGRICOLTURA NATURALE, cioe' BIOLOGICA
SALVEZZA della VITA sul PIANETA
(COME LAVORARE sul TERRENO)
NATURAL and Biologic AGRICOLTURE, SAVING LIFE on the EARTH
(WORKING the GROUND CORRECTLY)

 

Non vogliamo fare un trattato di agricoltura, ma desideriamo porre l'accento su come impostare una vera agricoltura naturale - Biologica, dando solo alcuni accenni. La natura quando è allo stato selvatico produce naturalmente senza il concorso dell'Uomo; essa produce di tutto e bene in equilibrio ecologico.
Nulla può essere fatto meglio dell'esperienza che essa ha acquisito in milioni e milioni di anni.
L'uomo deve imparare a mantenere quel ciclo naturale che essa presenta, nei luoghi ove egli desidera risiedere ed insediare coltivazioni utili a sé stesso. Vi sono semplici osservazioni obbligate da fare sul luogo ove insediare un podere od una abitazione umana.
La prima è che in genere si pensa che la terra vada "lavorata"; essa non va lavorata ma va "raccolta", cioè non serve arare, rivoltare il terreno con aratri o frese ecc., rompendo così il delicato equilibrio instaurato in anni di lavoro degli animali, batteri, lieviti che vivono nell'humus e delle profonde modificazioni indotte da aria, acqua, sole, detriti vegetali ed animali che "accarezzando" il terreno, lo hanno modificato in modo che esso produca al suo migliore livello, in modo spontaneo. 
Si comprende così anche su basi scientifiche, attraverso le analisi dei terreni e dei prodotti coltivati in essi, che i metodi attuali di lavorazione dei terreni con aratura profonda e fatta con aratri metallici, ingrassi chimici, semenze trattate chimicamente, erbicidi (diserbanti), insetticidi, macine metalliche, farine sgerminate e senza le crusche, ecc.,
portano l'umanità al disastro, fabbricando "scientificamente" dei prodotti altamente insalubri e quindi anche cancerogeni, con terreni sempre più alcalini e/o troppo acidi, e super elettronizzati; occorre perciò sapere che, per avere una agricoltura sana e con rendimenti superiori agli attuali,   NON bisogna sventrare il terreno con arature profonde, ma "accarezzarla sovente " come diceva Bardet Gaston "come una amata sposa" e consacrarvi "il sudore della fronte".
Bisogna ritornare all'aratro di Legno di Tec, come gli Assiri, gli Indiani, gli Egizi e si ritroverà con l'antico metodo delle leggere areazioni superficiali del suolo di qualche centimetro effettuate ogni 15 giorni, il grano gigante alto circa 2 mt. dei Faraoni, di cui si può ancora vederne i graffiti al Museo del Cairo; con queste pratiche ed un grano seminato "grano a grano" a distanza convenevole in funzione dei fattori bio elettronici del terreno, si otterranno dei raccolti naturali ad alto rendimento, senza aver bisogno di ingrassi o di composti. Gli azoto batteri, che si troveranno in queste condizioni ottimali alla loro giusta proliferazione, produrranno dei nitrati naturali con la fotosintesi a partire dallo Azoto e dall'Ossigeno dell'atmosfera; in più spariranno come per incanto sempre per la questione del terreno in condizioni ottimali, i parassiti e le erbe cattive, risultato e mercede obbligatoria dei capovolgimenti profondi del terreno prodotti dall'aratura profonda e con l'uso degli ingrassi chimici, a seguito del passaggio brutale da situazione anaerobica a stato aerobico super ossidato, di una iper alcanizzazione e/o iperacidita' e di una iper eletronizzazione positiva eccessiva, con il conseguente calo drastico della Resistività rò, per il ritorno esagerato alla cristallizzazione in ragione del disseccamento per la disidratazione del terreno -
vedi: pH del Terreno
Delle prove già effettuate in diverse zone con questi antichi "nuovi" principi naturali, hanno dato dei risultati stupefacenti, che rovesciano le attuali cognizioni in questo campo.

La seconda è che bisogna osservare i tempi di semina a seconda delle varie lunazioni, delle varietà di piante o sementi da insediare ed utilizzare le diversità di tempo fra la semina e la crescita esterna al terreno (il letargo) per favorire od impedire la crescita di ciò che si desidera.

La terza è rispettare ed osservare le molteplici varietà di piante che crescono su di un terreno e sui terreni circostanti, seminando e tenendo conto di questi fattori avremo risultati che varieranno di quantità e di qualità. 
Osservandole impareremo a capire che non si può seminare quello che si vuole per ottenere un sano e bel raccolto, ma solamente ciò che il terreno può dare con la sua migliore offerta, se seguiremo le sue predisposizioni. Ciò vuol dire che ogni terreno ha delle proprie qualità e proprietà per produrre determinati tipi di vegetali; non è utile forzare un terreno a produrre ciò che noi desideriamo; dovremmo imparare ad osservare ciò che cresce spontaneamente in quel terreno ed esaltarne le qualità seminando solamente ciò per cui è predisposto a produrre. Questo favorirà enormemente le proprietà bio equilibranti della flora microbica in esso contenuta, di conseguenza i prodotti estratti da quel terreno non si ammaleranno, né verranno attaccati dai parassiti.

La quarta è che ciò che si deve togliere alla terra, è solamente il "frutto" non la pianta completa; perciò dopo un raccolto di chicchi di grano per esempio, bisogna ridare da "mangiare" cioè ridare la paglia al terreno perché essa decomponendosi, macerando sul terreno, ritorna a questi le proprietà bio geneto chimiche che esso aveva prima di trasformarli in supporti al "frutto". 
Alle volte è utile dar da mangiare al terreno delle "terre" particolari in quanto esso deve rimettere a posto i suoi valori bio elettro chimici alterati dall'uso sconsiderato di semine sbagliate come tempi e modi e con l'aggiunta degli ingrassi chimici.

La quinta è che così facendo, otteniamo un giusto rapporto fra macroclima e microclima, temperatura ionizzazione ecc., della superficie del terreno da coltivare ed il suo perimetro e sopra tutto "funziona" meglio se non distruggiamo i contorni dei campi fatti di cespugli, rovi, alberi ecc.; in quel "habitat" vi prolificheranno e sopravvivveranno tutti gli animali, parassiti, microbi, utilissimi al controllo biologico necessario a che la pianta seminata nel campo non soffra di determinate malattie e che inevitabilmente richiamano funghi o microbi particolari specializzati per aiutare il corpo a guarire. In parole povere, il sistema immunitario dei campi, funziona solamente se avremo ai suoi bordi il giusto rapporto con il bosco e la boscaglia ed eventualmente anche con il relativo ruscello o canale. 
La pacciamatura con le paglie dei vari raccolti, sono la base per una agricoltura naturale.

vedi anche: Mutazione genetica del grano Cappelli in grano Creso

Dai Vulcani e dalla Lava, carica di Silicio, si trae un ottimo concime per l'agricoltura; le piante (di qualsiasi tipo) divengono piu' sane, cioe' non vengono facilmente attaccate dalle malattie, sono piu' belle, ed i loro frutti piu' odorosi e saporiti ! questo e' cio' che la natura ha messo a ns disposizione  e che le multinazionali della chimica e dei farmaci e vaccini, hanno nascosto per vendere i loro veleni pericolosi per l'uomo, il regno animale e quello vegetale.

Molti allevatori stanno iniziando ad alimentare i loro animali con questi vegetali coltivati con questi concimi naturali, ed hanno dimostrato che i loro animali sono molto piu' sani (non utilizzano farmaci nei loro allevamenti), piu' vivaci e piu' belli ed a minore tenore di grassi nell'organismo ( -4%).
vedi: Appello agli Allevatori


La frutta e la verdura che portiamo a tavola tutti i giorni possono celare una brutta sorpresa.
Ad esempio residui di pesticidi. Per quantificare il fenomeno l'associazione di difesa dei consumatori
Altroconsumo ha portato in laboratorio 89 campioni di frutta e verdura.
Quasi la metà dei campioni contiene residui di pesticidi. Ma la cosa grave è che molto spesso queste sostanze superano i limiti previsti dalla legge, o sono un cocktail di più fitofarmaci.
vedi: Multinazionali

Non si possono purtroppo facilmente eliminare completamente e subito, i pesticidi dall'agricoltura, ma il loro uso deve essere sempre piu' e maggiormente limitato e controllato.
Per questo è necessario:
- definire limiti accettabili più rigidi, considerando l'effetto combinato delle varie sostanze e considerando l'impatto dei residui di pesticidi sui bambini, più vulnerabili per peso ed età.
- non permettere la presenza di più di due residui diversi nello stesso prodotto.
- armonizzare la legislazione, in modo che le stesse regole valgano in tutta Europa. Solo così i consumatori avranno la garanzia di consumare frutta e verdura sicure, a prescindere dalla loro provenienza.
- intensificare i controlli, sia in campo sia nei prodotti in commercio.
- incentivare la rotazione delle colture e l'utilizzo di altri metodi di prevenzione dei parassiti, come l'uso di predatori naturali.
- incentivare la ricerca, per capire gli eventuali rischi sul lungo periodo dell'ingestione di residui di pesticidi con l'alimentazione e per valutare l'impatto combinato di più sostanze assorbite insieme nel tempo.

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AGRICOLTURA BIOLOGICA: QUESTIONE di INTERESSE STRATEGICO NAZIONALE

 La Fame e la Sete... dei mercanti  

Una marea di fesserie vengono buttate in pasto ai mass media, seppur partendo da dati reali sulle crisi di produttività dei terreni agricoli e sugli sconvolgimenti climatici,

che desertificano le terre insieme alla chimica dei Pesticidi e dei Disseccanti che distruggono l'Humus, e la salute degli Agricoltori e dei Consumatori

Si vuol preparare la gente alla fame e alla sete... 

...quella dei Mercanti che monopolizzano i mercati agricoli, mentre i prezzi pagati agli agricoltori hanno raggiunto oggi il minimo storico con la paglia (12 €/q.le) che vale più del grano (11,5 €/q.le)... mai successo nella storia umana !!!

come è possibile tutto ciò ?

 

Oggi alleviamo 10 miliardi di bovini equivalenti che mangiano almeno come 30 miliardi di persone in fabbriche di animali piene di medicinali ed ormoni li nutriamo con Mais, Soia e altri prodotti e sottoprodotti agricoli e industriali che consumano più petrolio dell'energia solare fissata attraverso la fotosintesi dalle coltivazioni

In tal modo accumuliamo nelle carni moltissimi residui chimici, soprattutto Pesticidi...mentre 1 miliardo di esseri umani soffrono la fame nera; basterebbe puntare alla sovranità alimentare autosufficiente dei singoli popoli attraverso l'Agroecologia e le Produzioni Biologiche Tardizionali locali, organizzate con filiere corte o dirette, dai produttori ai consumatori "Mangiacomeparli"... è proprio il caso di dire. 

E ne abbiamo fatto anche un marchio a garanzia dei consumatori, 100% Italiano, 100% OGM Free, secondo le norme di legge, 100% Biologico

 

Dobbiamo ridurre di almeno il 70%  gli animali allevati al mondo

In Italia, invece di allevare 10 milioni di Unita Bovine Adulte equivalenti (UBA), ne basterebbero 3 milioni

Rimarrebbero a disposizione degli italiani ancora ben 500 grammi di carne procapite alla settimana (o qualcosa in pù in equivalenza nutrizionale, sotto forma di latte o formaggi)

Più un pò di pesce fresco pescato dai mari che ci circondano per migliaia di km (con un pò di bioaccumulo di residui chimici di tutti i tipi, che purtroppo attraverso i fiumi finiscono tutti a mare).

Se proprio non vogliamo diventare vegetariani.

 

Liberiamo l'agricoltura dall'Industria chimica dei Pesticidi e della trasformazione agro-alimentare... e, soprattutto, dal Commercio speculativo.

Questo prevedono le normative Europee da almeno 15 anni

L'Europa ha stanziato 200 miliardi di € per lo Sviluppo Rurale Agroecologico, dal 2007 al 2013

In Italia oggi abbiamo ancora oltre 17 miliardi di € da spendere per le finanziarie agricole, i Piani di Sviluppo Rurale Regionali (PSR).

Soldi che rischiano di tornare a Bruxelles, per mancanza di volontà di riconversione biologica dell'Agricoltura da parte delle regioni

tanto che il governo pensa a un Piano Nazionale di Sviluppo Rurale, scavalcando le Regioni stesse

 

Esiste l'obbligo di destinazione di almeno il 40% dei bilanci regionali dei PSR per i cosiddetti Pagamenti Agroambientali (con priorità fino al 70% in caso di domande degli agricoltori ed allevatori biologici)

Ciò a compensare tutti i mancati redditi, i maggiori costi + il 20% per la transazione all'Agricoltura Biologica o per la Sostituzione reale dei Pesticidi.

E non per fittizie presunte riduzioni degli input chimici denominate Agricoltura Integrata, censurate come non controllabili ne verificabili dalla Corte dei Conti UE (nota 3/2005) attraverso la quale si stanno sperperando enormi risorse per sostenere i redditi degli agricoltori che acquistano Pesticidi seguendo disciplinari che prevedono un numero di trattamenti chimici molto superiore alla normale pratica dei coltivatori.

In tal modo il mercato dei Pesticidi è continuamente cresciuto in Italia, superando il 30% di tutte le vendite europee  e le nostre acque sono per lo più inquinate da residui chimici oltre i limiti di legge (Agrisole 21-27 maggio 2010), 

Residui che continuano ad accumularsi da decenni, finche non saremo più in grado di sopportarli fisicamente.

 

I tumori e il cancro aumentano in maniera impressionante, cosi come la spesa per la malattia, che oggi ha superato l'80% dei bilanci regionali (e la chiamano sanità)

I nostri bambini e le nostre cellule riproduttive sono i più soggetti ai danni da Pesticidi e disseccanti arancione, che distruggono il paesaggio italiano e la salute, creando dissesti idrogeologici per mancanza di copertura invernale e primaverile dei suoli, quando piove e l'acqua si porta giù la terra nei fiumi, sulla case della gente, sui treni e nelle strade.

Attraverso i progetto "Polline sicuro", guidato dalle Multinazionali del Glifosate, si sono irrorate di disseccante tutte le strade del Bel Paese, mettendo a rischio la salute dei cittadini che passeggiano o viaggiano in macchina.

I residui di tale prodotto sono rilevabili in tutte le acque sensibili analizzate, alla faccia della presunta biodegradabilità ed innocuità.

Roba da inchiesta per le Procure della Repubblica. In Francia sono partite multe salate ed in Argentina il prodotto è stato vietato dai tribunali

 

Non entrate nei Supermercati, signori miei... e state bene attenti a ciò che acquistate

Migliorerà la salute... del pianeta, vostra e degli agricoltori... soprattutto quella dei vostri figli

Torniamo alla Tradizione Agroecologica e all'Artigianato dei nostri Maestri dei campi e del Vino, del Grano e del Pane ad un giusto prezzo.

 

La Madre Terra ha risorse abbondanti per tutti i propri figli... ma non potrà mai sfamare l'avidità dei pochi che non la rispettano, 

in nome del DIO  denaro e del potere... di far del male agli altri

 

Allegato:

PIANO di RICONVERSIONE BIOLOGICA dell'AGRICOLTURA ITALIANA (Evitando distrazione di fondi verso una fittizia Agricoltura Integrata, concorrenziale all'Agricoltura Biologica)

 

- Seminativi avvicendati, Cereali e leguminose da granella: 3.000.000 Ha x 400 €/ha in media di pagamento agroambientale = 1,2 Miliardi di € (il pagamento, insufficiente, oggi previsto dalle Regioni è di circa 200 €/ha)

- Mais 800.000 ha x 600 €/ha = 0,48 miliardi di € 

- Olivi: 1.000.000 ha x 500 €/ha = 0,5 Miliardi di €

- Vigneti: 700.000 € x 700 €/ha = 0,5 miliardi di €

- Frutteti: 400.000 ha x 1.500 € /ha = 0,6 miliardi di €

- Orticoltura: 200.000 ha x 2.500 €/ha = 0,5 miliardi di €

- Prati avvicendati, Pascoli e Prati Pascoli 3.500.000 di ha x 100 € ha = 0,35 miliardi di €

 

Totale di spesa prevista: 4 miliardi di € all'anno

 

Ci potremmo aggiungere 400 € per unita bovina adulta allevata in biologico (corrispondente a 3 maiali, 7 pecore, 100 galline, ecc) x 3.000.000 di UBA = 1,2 miliardi di € per liberare la zootecnia italiana dalla necessità di importare mangimi contaminati da OGM

Avanzano anche fondi per il Tabacco Biologico: 40.000 ha x 5.000 €/ha 

Abbiamo ancora a disposizione oltre 17 miliardi di € da spendere, con priorità fino al 70% per i Pagamenti Agroambientali all'Agricoltura Biologica (circa 12 miliardi di € disponibili) nel periodo 2010-2013

 Possiamo riconvertire quasi tutta l'Italia al Biologico. Oggi, non domani.

 By Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo, Docente Ordinario di Fitopatologia, Entomologia, Agricoltura Biologica

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Masanobu Fukuoka
L’ultimo progetto in ordine di tempo ospitato dall’azienda è stata la realizzazione della prima coltivazione di riso di montagna Rebecca*, proveniente dal Brasile. La coltivazione è stata avviata lo scorso maggio con l’aiuto dell’esperto greco di agricoltura naturale Panos Manikis - conosciuto ed apprezzato a livello europeo anche per essere stato uno dei primi allievi di Masanobu Fukuoka, il celebre fitopatologo giapponese pioniere dell’agricoltura naturale, autore de La rivoluzione del filo di paglia, un testo che ha ispirato un’intera generazione, stimolando una nuova concezione della pratica agricola. Abbiamo approfittato della presenza di Panos in Italia per una lunga chiacchierata sulla sua esperienza di “agricoltore naturale” e sulla pratica di “seminare” le palline d’argilla per rimboschire le aree desertificate .

Come e quando hai incontrato l’agricoltura naturale?
E’ iniziato tutto 25 anni fa. Sembrerà strano, ma debbo ringraziare una grave malattia che mi ha costretto a cambiare radicalmente vita. Sono guarito grazie all’alimentazione naturale, facendo l’esperienza diretta di come sia possibile vivere in piena salute purché vi sia armonia con la natura. Un discorso che ovviamente vale non solo per l’uomo, ma anche per le piante e gli animali. In quegli anni è stato per me fondamentale la lettura de "La rivoluzione del filo di paglia"** di Masanobu Fukuoka, un giapponese che 70 anni fa, dopo aver lavorato a lungo come fitopatologo nell’ambiente dell’agricoltura convenzionale, ha avuto una metanoia, una illuminazione come dicono in oriente, tracciando le basi dell’agricoltura naturale intesa più che come metodo colturale, come vero e proprio cammino spirituale. Dopo aver letto il libro, sono andato in Giappone con un biglietto di sola andata, per lavorare insieme a Fukuoka, un uomo fuori dal comune che ha dedicato l’intera sua esistenza a ricreare quello che io chiamo il “paradiso” in terra.

Quanti ettari coltivi e cosa produci?
Tornato in Grecia dal Giappone, ho deciso di fare il contadino. Così ho acquistato un terreno coltivato per 40 anni secondo i criteri dell’agricoltura convenzionale. Per due anni ho evitato qualsiasi tipo di intervento, in questo modo sono arrivato a quello che io chiamo “punto zero”, cioè la ricostruzione dell’equilibrio ecologico.
A distanza di 16 anni, quel pezzo di terra si è trasformato in un piccolo paradiso dove ortaggi, cereali, piante di sovescio, alberi di frutta ed essenze forestali crescono insieme in armonia. Quando c’è questa armonia non c’è nessun bisogno di lavorare il terreno, né di usare concimi chimici o diserbanti; non c’è bisogno di effettuare trattamenti chimici per risolvere i problemi delle malattie e degli attacchi parassitari. Oggi, nel mio frutteto si trovano più di cento varietà differenti, le piante conservano la loro forma naturale ed io non devo effettuare la potatura perché quando una pianta ha una forma naturale riceve la luce e l’aria in modo uniforme e in questo modo non si sviluppano le malattie. In Grecia c’è un proverbio che dice “la casa che vede il sole, non vede il medico”. Penso che la stessa cosa accada anche in agricoltura.

Fare a meno della potatura non crea problemi nella raccolta ?
In genere, quando un albero conserva la sua forma naturale, si sviluppa molto in altezza e questo può rappresentare un problema per la raccolta, ma questo non mi preoccupa. Una volta che un albero ha dato 100 chili di ciliegie, lasciarne sui rami 10 per gli uccelli fa parte del ciclo naturale. Nel mio orto coltivo mediamente 15 varietà diverse di ortaggi che crescono sotto gli alberi senza nessun particolare intervento da parte mia. Mi limito a riseminare ogni tre-quattro anni. In questo modo riesco ad avere una produzione di ortaggi, molto buoni di gusto e privi di qualsiasi rischio per la salute. La mia frutta e verdura è priva di difetti. Non c’è bisogno di nessun lavoro di selezione, è sufficiente preparare le cassette e spedirle. Non è necessario nessun altro tipo di lavoro. Non utilizzo nessuna tecnologia. Vendo i miei prodotti a prezzi standard, un euro e mezzo per tutta la frutta, senza differenza tra i vari tipi, né tra le varietà precoci rispetto a quelle tardive. Per me è importante che i prezzi di vendita della frutta e verdura siano molto bassi, perché credo che la salute sia un diritto di tutti e non solo dei più fortunati.

Puoi spiegare meglio su cosa si basa l’agricoltura naturale ?
Come ho appena detto non è soltanto un metodo di coltivazione, ma uno stile di vita, un cammino spirituale che ognuno può percorrere a suo modo. E’ insieme filosofia, spiritualità e scienza.
Più concretamente, l’agricoltura naturale si basa su cinque principi: non lavorare la terra, non usare concimi chimici o composti preparati, non usare pesticidi, non usare diserbanti, non potare.

Prima hai parlato di paradiso in terra…
Sì, quello che volevo dire è che oggi l’uomo soffre, soffre mentalmente ed anche fisicamente. Questa sofferenza nasce dalla separatezza. L’uomo oggi è vive profondamente separato dalla Natura e l’unico modo per risolvere tutti i suoi problemi è rimettere al centro della sua vita la Natura. Leggendo un altro libro di Fukuoka: La Rivoluzione di Dio, Uomo e Natura, ho capito che non basta acquistare un pezzo di terreno, creare in proprio una piccola Utopia e lì vivere felici. Non si può vivere felici in un’isola e disinteressarsi del resto del pianeta. Ecco perché Fukuoka si è sempre operato per rinverdire le aree desertificate, perché è necessario ricreare il paradiso in questa terra.
E così, seguendo il suo esempio, dal 1993, insieme ad altre persone, do il mio contributo al miglioramento del pianeta, seminando palline d’argilla al cui interno sono situati dei semi.

Può dirci qualcosa di più sulla pratica di “seminare” le palline d’argilla ?
Anche i bambini possono contribuire alla creazione di un piccolo paradiso giocando con queste biglie di argilla, al cui interno sono inseriti semi di ortaggi, alberi da frutta, specie forestali, cereali e piante da sovescio che arricchiscono il terreno e creano fertilità. Una parte di questi semi sono raccolti direttamente dai volontari che partecipano all’azione, ma chiunque mangi pesche, ciliegie, albicocche, qualsiasi tipo di frutta, può lasciarne asciugare i semi ed offrirli alla gente che semina sulle montagne. Ogni anno, a settembre, ci incontriamo in Grecia per diffondere questi semi nelle aree desertificate e sulle montagne spoglie con l’aiuto di volontari, molti dei quali provenienti anche dall’estero, Le palline vengono preparare con la betoniera o manualmente e seminate prima che cominci la stagione delle piogge, quindi in autunno (settembre-ottobre) e primavera (marzo-aprile).
Il nostro lavoro si limita a diffondere le palline d’argilla, ci penso la Natura a fare il resto. Con le piogge, alcuni semi germogliano altri no, alcune piante muoiono altre sopravvivono e piano piano comincia a cambiare la vegetazione del luogo. Le palline sono realizzate con la stessa argilla utilizzata per le tegole o i mattoni, ad essa si possono aggiungere anche altri materiali come cotone o segatura, per creare palline più resistenti e leggere. Apparentemente non c’è niente di scientifico nel nostro lavoro. Non si tratta di usare la mente per scegliere con oculatezza i semi, ci limitiamo a raccogliere tutte le varietà presenti in natura, preparare le palline e seminarle.

E quali sono i risultati concreti ?
Nel 1998, sulle pendici di una montagna nei pressi di Atene dove era scoppiato un grande incendio, abbiamo effettuato una grande semina, alla quale ha partecipato anche Fukuoka. Dopo quattro mesi, la montagna era piena di piante e fiori. In poco tempo si era ricreata una foresta seminando solo palline, senza irrigare, né zappare e senza ricorre a particolari tecnologie. Il problema più grande che dobbiamo affrontare quando seminiamo sulle montagne della Grecia o di altri paesi del mediterraneo è quello di proteggere le piantine appena nate dagli animali selvatici e dal bestiame portato al pascolo. Questo perché la gente è indifferente e sembra non capire che se la Natura muore, anche l’uomo muore; se la Natura s’impoverisce, anche l’uomo diventa più povero.
Quando invece la Natura è ricca, anche l’uomo diventa più ricco. Quando si comprenderà questa semplice legge, tutto cambierà. Con questo non voglio dire che il problema è cambiare il mondo. Bisogna innanzitutto cambiare se stessi. Bisogna cambiare mentalità e capire che servire la Natura, vuol dire servire la nostra Madre e servire la nostra Madre vuol dire servire l’umanità.
E questo non è un lavoro che si può fare da soli, né in tre o quattro persone che vanno su un cucuzzolo e si mettono a disseminare le palline d’argilla. seminano sulle montagne; tutta le gente può seminare, tutta la gente può raccogliere questi semi ed offrirli alla Natura, che può fare il resto del lavoro.

Qual è la differenza tra agricoltura naturale e convenzionale ?
La principale differenza rispetto all’agricoltura convenzionale e alla stessa agricoltura biologica è che l’agricoltura naturale parte da una visione olistica, globale. Fertilità del suolo, erosione, irrigazione, attacchi parassitari e malattie delle piante vengono considerati nella loro globalità, non separatamente.
Per l’agricoltura naturale, la maggior parte dei problemi legati alla coltivazione delle piante possono essere risolti consociando varietà diverse. Più varietà di piante ci sono nel terreno, tanto più il terreno diventa fertile.
Più varietà di piante e di animali ci sono, tanto maggiore sarà l’armonia, l’equilibrio ecologico. Quando c’è quest’armonia, non occorre effettuare trattamenti chimici e la stessa fertilità del terreno si accresce ogni anno spontaneamente.

Secondo te, l’agricoltura naturale può risolvere il problema della fame nel mondo ?
Attualmente Fukuoka sta sperimentando la coltivazione in successione di due cereali. Viene prima seminato il cereale invernale (orzo, segale, grano o avena) e poi, due settimane prima della raccolta, si semina nello stesso campo il riso. In questo modo si riescono ad ottenere 6 tonnellate di cereale invernale e da 10 a 12 tonnellate di riso a ettaro. Tutto questo “giocando” con le palline di argilla, senza trattori, aratri, falci o altri strumenti. Fukuoka ha selezionato varietà di riso che possono dare da 250 fino a 400 chicchi; questo vuol dire che la resa può essere due volte quella ottenuta attualmente con l’agricoltura convenzionale.

Qual è lo scopo di questo tour in Italia ?
Non sono qui solo per parlare di agricoltura naturale. Sono molto preoccupato per la grave emergenza ambientale e per il fatto che noi tentiamo di risolvere i nostri problemi usando la stessa mente che poi li ha creati.
Einstein era solito dire che la mente che crea i problemi non può risolverli. Abbiamo bisogno di una nuova vitalità, di un nuovo approccio solistico, in grado di mettere insieme le conoscenze di filosofia, spiritualità e scienza.
C’è un criterio molto semplice per capire veramente se tutto questo sviluppo, tutto questo progresso, ha un senso. Ognuno si deve chiedere: “C’è gioia nella mia vita?”. Per me la vera gioia, la vera bontà, la vera bellezza, esistono solo in Natura. Il ritorno alla Natura è l’unica strada che l’uomo dovrebbe seguire.
Per secoli abbiamo devastato il pianeta, ora abbiamo il dovere nei confronti dei nostri figli e nipoti di salvaguardare la Terra. Per fare questo c’è bisogno della conoscenza intuitiva dei bambini e di quella delle donne, perché è proprio la saggezza della donna che oggi manca.

Qual è il tuo progetto di vita ?
Il mio obiettivo principale non è quello di mettere su una fattoria naturale, per crearmi un piccolo paradiso privato.
Il mio più grande desiderio è quello di provare, insieme ad altre persone, a rinverdire le aree desertiche e le montagne spoglie della Grecia, dell’Italia e di altri paesi mediterranei. Questo perché sono convinto, come sostiene Fukuoka, che: “La pioggia non cade dal cielo, ma sale dal suolo. Non è l’evaporazione dell’acqua dai fiumi, dai laghi o dal mare a creare le nuvole, ma sono le foglie delle piante. Quanto più foglie ci sono e quanto più grandi sono gli alberi, tanta più pioggia ci sarà”.

* In realtà si tratta di una varietà di riso, ancora senza nome, arrivata in Italia il 5 maggio 2005, lo stesso giorno nasceva mia nipote Rebecca, da qui il nome dato alla varietà.
By Barbara Garofoli  - 2006
Fonte: aamterranuova.it

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Leggi e Norme sul Biologico

L’agricoltura biologica è disciplinata a livello europeo dal Reg. CEE 2092/91 (nel quale si  prevedono le sostanze ammissibili nella coltivazione biologica) e che rappresenta la norma principale di riferimento per tutti gli addetti del settore. Dal momento della sua emanazione questo regolamento ha subito, però, profonde modifiche ed integrazioni tanto che la norma attualmente in vigore è il risultato della lettura combinata di circa quaranta regolamenti, che di volta in volta hanno inserito, eliminato e modificato articoli e allegati dell’originario testo pubblicato nel 1991.
Attualmente è in corso un'importante revisione di questo testo che ha oramai 15 anni. Nel quadro della normativa comunitaria si sono poi sviluppate anche leggi nazionali e regionali.
Per meritare l’appellativo biologico un prodotto deve provenire da un metodo di produzione agricola esente da sostanze chimiche di sintesi. I coltivatori biologici applicano delle metodiche di lavoro fondate sul riciclaggio delle materie organiche naturali e sulla rotazione delle culture, che sono tese a rispettare l’equilibrio degli organismi viventi che colonizzano il terreno.

Un prodotto può essere etichettato e pubblicizzato come biologico, qualora sia ottenuto secondo i disciplinari previsti dagli allegati al Reg. CEE n° 2092/91,  e non sia sottoposto ad irraggiamento, sia preparato da un operatore soggetto a controllo e sulla base dell’innovazione prodotta dal Reg. CEE n° 1804/99, non contenga OGM.
vedi anche:
 Reg. CE n° 1804 - 19 Lug. 1999, che completa il regolamento CEE 2092/91 relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli.
Le garanzie predisposte a tutela del Consumatore sono molto ristrette e non lasciano spazio a zone d’ombra. A titolo informativo segnaliamo come il consorzio AB (Agriculture Biologique) francese abbia esteso al prodotto biologico l’ulteriore condizione dell’assenza di OGM anche prima dell’emanazione del Reg. CEE n° 1804/99.
Il metodo agricolo di produzione biologica rende compatibili le esigenze di un’alimentazione salubre con quelle di salvaguardia dell’ambiente. Le sostanze chimiche non utilizzate in questo tipo di agricoltura oltre a non essere presenti come residui nei prodotti finiti, non andranno a sedimentarsi nei suoli e, attraverso questi ultimi, ad inquinare le falde acquifere.

La normativa vigente in Italia, in tema di metodi di produzione biologica, è di derivazione comunitaria (EU), non avendo il legislatore nazionale riservato attenzione all’argomento.
Il testo base è il più volte citato Reg. CEE n° 2092/91, più volte modificato ed integrato dalle seguenti disposizioni comunitarie:

Reg. CEE n° 1535/92 (G.U. CE n° L 162 pag.15 del 16.6.1992)
Reg. CEE n° 2083/92 (G.U. CE n° L 208 pag. 15 del24.7.1992)
Reg. CEE n° 3457/92 (G.U. CE n° L 350 pag. 56 del1.12.1992)
Reg. CEE n° 207/93 (G.U. CE n° L 025 pag. 5 del 2.2.1993)
Reg. CEE n° 2608/93 (G.U. CE n° L 239 pag. 10 del24.9.1993)
Reg. CEE n° 468/94 (G.U. CE n° L 059 pag. 1 del 3.3.1994)
Reg. CEE n° 2381/94 (G.U. CE n° L 255 pag. 84 del1.10.1994)
Reg. CEE n° 529/95 (G.U. CE n° L 054 pag. 10 del 10.3.1995)

Reg. CEE n° 1201/95 (G.U. CE n° L 119 pag. 9 del 30.5.1995)
Reg. CEE n° 1202/95 (G.U. CE n° L 119 pag. 11 del30.5.1995)
Reg. CEE n° 1935/95 (G.U. CE n° L 186 pag. 1 del 5.8.1995)
Reg. CEE n° 418/96 (G.U. CE n° L 059 pag. 10 del 8.3.1996)
Reg. CEE n° 1488/97 (G.U. CE n° L 202 pag. 12 del 30.7.1997)
Reg. CEE n° 1900/98 (G.U. CE n° L 247 pag. 6 del 5.9.1998)
Reg. CEE n° 330/99 (G.U. CE n° L 040 pag. 26 del 13.2.1999)
Reg. CEE n° 1804/99 (G.U. CE n° L 222 pag. 1 del 24.8.1999)

Per quanto riguarda la normativa italiana, il riferimento è il D.to Leg.vo n° 220/95 (Gazz. Uff. n° 129 Suppl.Ord. n° 69 del 5.6.1995)In sintesi non possono essere etichettati come biologici i prodotti non sottoposti al regime di controllo di cui al Reg. CEE n° 2092/91.

Etichettatura e pubblicità dei prodotti provenienti dall’agricoltura biologica sono sottoposte a regole specifiche, molto precise secondo la percentuale degli ingredienti biologici.
L’attuale normativa presenta tre gruppi.
Biologico > del 95%
I prodotti vegetali biologici non trasformati ed i prodotti vegetali trasformati, il cui tenore in ingredienti d’origine biologica è superiore al 95%. Questi prodotti possono essere etichettati e pubblicizzati come biologici in ogni stato membro dell’Unione Europea, sempre che le materie prime siano state raccolte e trasformate sul territorio dell’Unione stessa o, se provenienti da Paesi terzi, nell’ambito di quanto previsto dall’art. 11 del Reg. CEE n° 2092/91.

Biologico > del 95%: I prodotti vegetali biologici non trasformati ed i prodotti vegetali trasformati, il cui tenore in ingredienti d’origine biologica è superiore al 95%. Questi prodotti possono essere etichettati e pubblicizzati come biologici in ogni stato membro dell’Unione Europea, sempre che le materie prime siano state raccolte e trasformate sul territorio dell’Unione stessa o, se provenienti da Paesi terzi, nell’ambito di quanto previsto dall’art. 11 del Reg. CEE n° 2092/91

Biologico > del 70%:  I prodotti vegetali trasformati, il cui tenore in ingredienti di origine biologica è almeno uguale al 70%.
Tali prodotti non possono utilizzare la menzione "agricoltura biologica" nella loro denominazione di vendita. Tuttavia debbono utilizzare, nello stesso campo visivo della denominazione di vendita, ma in una parte separata, la seguente menzione: "x% degli ingredienti di origine agricola sono stati ottenuti secondo le regole della produzione biologica".
Inoltre le indicazioni che fanno riferimento al metodo di produzione biologico debbono figurare sulla lista degli ingredienti in chiaro rapporto con i soli ingredienti biologici.
vedi: art. 5, c. 5bis Reg. CEE n° 2092/91 come modificato dall’art.1 Reg. CEE n° 1935/95

Biologico in Conversione: I prodotti controllati le cui materie prime provengono da culture in conversione verso l’agricoltura biologica da almeno un anno prima del raccolto. I prodotti vegetali non trasformati e le derrate alimentari composte da un solo ingrediente di origine agricola potranno recare delle indicazioni riferentisi alla conversione all’agricoltura biologica. I prodotti in conversione non possono venire utilizzati come ingredienti nei prodotti trasformati contenenti più ingredienti di provenienza biologica.
vedi:  art. 5, c.5 Reg. CEE n° 2092/91 come modificato dall’art. 1 Reg. CEE n° 1935/95

Reg. CEE n° 331/2000: pubblicato in G.U. CE del 19.2.2000, prevede l'attuazione dell’istanza presentata dalle Associazioni di Consumatori e Produttori ed e' tesa ad una più rapida identificazione del prodotto biologico prodotto in regime di controllo CEE ai sensi del Reg. CEE n° 2092/91.

Regolamento 331/2000: stabilisce le condizioni di utilizzo di tale importante strumento.
I prodotti recanti il marchio comunitario di controllo saranno agevolmente identificabili e tale marchio costituirà inoltre ulteriore elemento di garanzia per il Consumatore nei confronti di prodotti di provenienza dubbia.

Reg. CEE n° 331/2000:  e' entrato in vigore il 19.4.2000:

In particolare, citiamo dall’art. 5, c.3 del Reg. CEE n° 2092/91, "nell’etichettatura o nella pubblicità di un prodotto… si può fare riferimento, nella denominazione di vendita del prodotto, al metodo di produzione biologico
unicamente se … il prodotto è stato preparato da un operatore assoggettato alle misure di controllo previste agli art. 8 e 9".
L’allegato V reca poi: "L’indicazione di conformità al regime di controllo deve figurare nella lingua o nelle lingue utilizzate nell’etichettatura:§
IT: Agricoltura biologica – Regime di controllo CEE".
Testo coordinato dell’art 10 del Reg. CEE n° 2092/91, che riferisce a che condizioni può essere utilizzata l’indicazione di conformità al regime di controllo di cui all’allegato V:
"L’indicazione e/o il logo figuranti nell'allegato V secondo cui i prodotti sono conformi al regime di controllo possono essere menzionati sull'etichettatura dei prodotti di cui all'articolo 1 unicamente se:
a) sono conformi ai requisiti di cui all'articolo 5, paragrafo 1 o 3;
b) nel corso dell'intero processo produttivo e di preparazione sono stati assoggettati al sistema di controllo di cui all'articolo 9;
c) sono venduti direttamente in imballaggi sigillati dal produttore o preparatore al consumatore finale o sono immessi nel mercato come prodotti alimentari in imballaggi preconfezionati; in caso di vendita diretta dal produttore o preparatore al consumatore finale non è prescritto un imballaggio sigillato se l'etichetta consente di identificare chiaramente e senza ambiguità il prodotto interessato da questa indicazione;
d) recano sull'etichetta il nome e/o la ragione sociale del produttore, preparatore o venditore nonché il nome o il numero di codice dell'autorità di controllo o dell'organismo di controllo e le debite indicazioni ai sensi della normativa in materia di etichettatura dei prodotti alimentari, conformemente alla legislazione comunitaria".

Solo in questo caso il prodotto può a buon diritto essere considerato biologico, dal momento che, al di là delle indicazioni del produttore, ne viene certificata la conformità durante tutto il processo produttivo da parte di un ente di vigilanza terzo, a ciò autorizzato dal Ministero per le Politiche Agricole (già Ministero dell’Agricoltura e poi delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali).
A titolo di verifica il Consumatore deve imparare a leggere correttamente un’etichetta e discriminare i prodotti secondo quei requisiti che sono stati indicati.
Un prodotto che
non rechi alcun riferimento al sistema di controllo, al nome e/o codice dell’ente certificante, al numero di autorizzazione alla stampa delle etichette, NON puo' essere considerato proveniente da Agricoltura Biologica.
 

    

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