Dow
Chemical
-
07-02-2005 -
XX°
anniversario della catastrofe di Bhopal (India)
Russell Mokhiber e Robert Weissman
- Fonte: Focus on the Corporation. Stati
Uniti, novembre 2004.
Traduzione per "La insignia": Berna Wang
Supponiamo
per un istante, come fa la legge, che una grande
impresa sia una persona.
Se una grande impresa è una persona, allora come
è possibile che non ci siano biografie di grandi
imprese ? E non parliamo di biografie "ufficiali",
scritte da persone pagate dall'azienda. E'
naturale che esistono.
Però, perché non esistono invece biografie delle
principali imprese americane con tutti i loro
difetti ?
Come,
per esempio, "Vita ed epoca di General Motors"
?
In
realtà, uno storico che si chiama Brad Snell
lavora da anni ad una biografia di questo genere
sulla
General Motors: con tutti i suoi difetti.
Sostiene che l'ha quasi terminata.
Nel
1974, Gerard Colby Zilg scrisse un libro dal
titolo "DuPont: Behind the Nylon Curtain"
("DuPont: Dietro la Cortina di Nylon"),
che era una biografia della DuPont Corporation.
Con tutti i suoi difetti.
Zilg
disse che il suo editore, sollecitato dalla DuPont,
mise da parte il libro, che non arrivò da nessuna
parte.
Ora c'è Jack Doyle.
Doyle
sta cercando di costruirsi una carriera
professionale scrivendo biografie critiche delle
grandi imprese.
Nel 2002, ingaggiato dal Fondo di
Salute Ambientale, Doyle scrisse la sua prima
biografia di un'azienda, intitolata "Riding
the Dragon: Royal Dutch Shell & The Fossil
Fire" ("A Cavallo del Drago:
Royal Dutch
Shell ed il Fuoco Fossile").
Adesso,
in coincidenza con il XX° anniversario della
catastrofe di Bhopal, Doyle pubblica "Trespass
Against Us: Dow Chemical and the Toxic Century"
("I Nostri Debitori:
Dow Chemical ed il
Secolo Tossico") (Common Courage Press,
2004).
A
mezzanotte del 2 dicembre del 1984, nella fabbrica
di pesticidi della
Union Carbide a Bhopal, in
India, ci fu una fuga di 27 tonnellate di gas
letali che uccisero subito circa 8.000 persone e
ne avvelenarono altre migliaia.
Oggi
a Bhopal, almeno 150.000 persone, compresi i figli
con genitori che sono sopravvissuti alla
catastrofe, lamentano effetti sulla loro salute
collegati all'esposizione ai gas, come cancro,
danni al sistema nervoso, cicli mestruali
irregolari e malattie mentali.
Più
di 20.000 persone non hanno altra scelta che bere
acqua con livelli pericolosi di mercurio,
tetracloruro di carbonio ed altri contaminanti
organici stabili e metalli pesanti.
Attivisti
da tutto il mondo -fra cui esperti in
diritti
umani, in materie legali, in salute ambientale ed
altre aree- si mobiliteranno nelle prossime due
settimane per chiedere che la
Dow Chemical,
attuale proprietaria della Union Carbide, risponda
dei propri atti.
Eccoci
qui, 20 anni dopo la catastrofe, e l'azienda
responsabile di questo disastro ed i suoi
dirigenti continuano a sottrarsi alla giustizia.
La Union Carbide ed il suo ex presidente, Warren
Andersen, furono accusati di omicidio per i morti
di Bhopal, però si rifiutano di comparire di
fronte ai tribunali indiani.
Si
stanno organizzando numerose azioni in tutto il
mondo per commemorare il XX° anniversario, come
la pubblicazione del documento di accuse contro la
Dow, in formato libro, di Doyle.
Doyle
ha preso il titolo del suo libro, "i Nostri
Debitori", dal Padre Nostro: "Dacci oggi
il nostro pane quotidiano, e perdona i nostri
debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori..."
Abbiamo
domandato a Doyle se stava chiedendo all'umanità
- alle persone che sono state contaminate dalle
sostanze chimiche della Dow - che perdonasse la Dow
come debitore.
"Assolutamente
no" ha detto Doyle. "Con l'espressione
'ai nostri debitori' cerco di rendere visibile ciò
che è invisibile: cerco di mostrare che ci sono
frontiere che le sostanze tossiche violano ogni
giorno. Le grandi imprese stanno ottenendo
benefici con l'invasione del mio spazio personale,
la mia biologia".
Non
tengono sotto controllo tutti i loro costi
operativi e noi abbiamo a nostro carico le spese
degli effetti collaterali in forma di malattie,
malesseri, sistema immunitario debilitato,
alterazioni nella riproduzione, difetti alla
nascita, cancro.
Questo non va affatto bene. E' un
debito mortale, una violazione imperdonabile che
bisogna fermare. E' chiaro che non chiediamo ai
consumatori che preghino affinché le imprese
siano perdonate: proprio il contrario. Bisogna
processarle.
Le imprese come la Dow stanno facendo
quello che vogliono tutti i giorni con il debito
biologico. Ed il libro lo documenta".
In onore dei morti ed i morenti di Bhopal, vi
chiediamo che compriate il libro di Doyle. Ogni
volta che utilizzate comuni articoli di plastica,
pensate alla distruzione. Ogni volta che usate
Saran Wrap (in origine un prodotto di Dow),
chiedetevi le conseguenze.
E
per commemorare il XX° anniversario del crimine
di Bhopal, presentiamo 20 cose che bisogna
ricordare sulla Dow Chemical, l'azienda
attualmente responsabile di Bhopal e latitante.
20.
Agente 'Orange'/Napalm. L'erbicida tossico e la
gelatina di petrolio utilizzati in Vietnam
crearono orrore in giovani e vecchi. Ed un grande
agitazione negli Stati Uniti che obbligò la Dow a
modificare la propria strategia di pubbliche
relazioni.
19.
Rocky Flats. Il sito segreto in Colorado della Dow
Chemical dal 1952 al 1975, un incubo ambientale
per la zona di Denver.
18.
Carica corporale. Nel marzo del 2001, i Centri per
il monitoraggio delle Malattie hanno informato che
la maggior parte degli americani hanno livelli
rivelabili in sangue ed orina di materiali
plastici, pesticidi e metalli pesanti.
17.
2,4-D. Un erbicida prodotto dalla Dow Chemical.
Continua ad essere impiegato attualmente.
Utilizzato per eliminare le erbacce da prati,
coltivazioni e campi, percorsi soggetti a diritti
di passaggio delle imprese di servizi e linee
ferroviarie. Uno dei suoi ingredienti di base è
l'agente 'Orange', il defogliante tossico
utilizzato in Vietnam. Il 2,4-D è l'erbicida più
usato nel mondo.
16.
Mercurio. In Canada, la Dow ha prodotto cloro
impiegando il metodo delle celle di mercurio dal
1947.
Gran parte del mercurio fu riciclato, però
se ne riversarono anche quantità significative
nell'ambiente in forma di emissioni
nell'atmosfera, scarichi nell'acqua, fanghi
residuali ed in prodotti finiti.
Nel marzo del 1970, i governi di Ontario e
Michigan rivelarono livelli elevati di mercurio
nei pesci del fiume St. Clair, il lago St. Clair,
il fiume Detroit ed il lago Erie. Le autorità
statali e locali denunciarono la Dow per
inquinamento da mercurio.
15.
PER. Percloroetilene, la sostanza pericolosa che
si impiega dappertutto per la pulitura a
secco.
La Dow ha cercato di ostacolare alternative più
sicure.
14.
2,4,5 T. Uno degli ingredienti tossici dell'agente
'Orange'. Doyle dice che "La Dow lottò a
spada tratta per questo prodotto chimico;
insistette in tutti modi possibili di fronte ai
tribunali e gli organismi pubblici, a livello
statale e federale, per guadagnare più tempo per
tale prodotto. Si presentarono ai tribunali
dell'Arkansas all'inizio degli anni settanta per
mettere in dubbio l'amministratore dell'Agenzia
per la Protezione dell'Ambiente (EPA). Lo fecero
per avere altro tempo per commercializzarlo, e ne
ricavarono due anni, anche se sembra che la Dow già
allora sapesse che tale prodotto era un cattivo
agente, che aveva provocato difetti di nascita
negli animali da laboratorio, ed anche si stava
iniziando a riscontrarlo in quel momento nel
grasso corporeo umano. Però fino al 1983 la Dow
non smise di fabbricare 2,4,5-T negli Stati Uniti,
e fino al 1987 non abbandonò la sua produzione in
Nuova Zelanda. E la causa intentata per gli
effetti sulla salute del 2,4,5-T continua
tuttora".
13.
Antisindicalismo. Nel 1967, i sindacati
rappresentavano quasi tutti i lavoratori del
reparto produzione della Dow. Però, da allora,
secondo il Dipartimento per il Commercio dei
Metalli della Federazione Americana del Lavoro -
Congresso delle Organizzazioni del Lavoro, la Dow
intraprese "un'ingiustificabile campagna per
sbarazzarsi dei sindacati".
12.
Silicone. Ingrediente chiave per i trapianti di
seni al silicone, fabbricati da una joint venture
di Dow e Corning (Dow Corning). Aumentò le
dimensioni nelle donne, però le fece anche
ammalare. Le malattie ed il processo continuano.
11.
DBCP. Ingrediente attivo tossico del Fumazone,
pesticida fabbricato dalla Dow. I medici che
sottoposero ad analisi coloro che lavoravano con
il DBCP pensarono che avessero fatto la
vasectomia: non c'era presenza di sperma.
10.
Dursban. Il Chlorpyrifos, un pesticida tossico che
si è scoperto avere gli effetti di un agente
nervino che denunciò Rachel Carson. Testato anche
su prigionieri a New York nel 1971 e nel 1998 in
un laboratorio di Lincoln, Nebraska. Sostituì il
DDT quando fu proibito nel 1972.
E' un campione di
vendite. Nel giugno del 2000, la EPA limitò il
suo uso.
9.
La Dow a Natale. "L'uso di materie plastiche
della Dow per l'industria dei giocattoli è
generale", si vantava la Dow Chemical in una
comunicazione interna aziendale nel periodo di
Natale, "e ci sono sempre più nostri
materiali sotto l'albero e sui tavoli dei
compleanni, il che rende molto felici alcuni
bambini, alcune aziende di giocattoli e la Dow".
Fra le sostanze chimiche impiegate ci sono il
polistirene, il polietilene, le resine di
copolimero di etilene, le resine di Saran, le
resine del PVC o vinili e cellulosa etilica. E
felice anno nuovo.
8. Il Tittabawassee. Fiume e bacino fluviale
contaminati dalla Dow nella sua città natale, a
Midland, Michigan.
7.
Fiume Brazos, Freeport, Texas.
Un titolo del febbraio del 1971 dello Houston Post diceva: "Il
fiume Brazos è morto". Nel 1970 e nel 1971,
le attività della Dow in quel luogo riversarono
più di 17.000 milioni di litri di acque residuali
al giorno nel Brazos e nel golfo del Messico.
6. Violazione tossica. Doyle scrive: "La Dow
Chemical da quasi un secolo inquina le proprietà
ed avvelena le persone, a livello locale ed a
livello mondiale - a danno di lavoratori,
consumatori, intere comunità ed innocenti
passanti - su flora e fauna di ambienti selvatici,
su tutto l'ecosistema e sul genoma mondiale.
La Dow Chemical deve mettere fine a questa
violazione tossica".
5. Esperimenti a Holmesburg. Nel gennaio del
1981, un articolo del Philadelphia Inquirer rivelò
che la Dow Chemical aveva pagato un dermatologo
dell'Università della Pennsylvania affinchè
realizzasse dei test con la diossina sui reclusi
della Prigione di Holmesburg, di Filadelfia. I
test furono effettuati nel 1964 su 70 internati.
4. Morti di lavoratori. La Dow ha una lunga
storia di esplosioni ed incendi nei suoi impianti,
ben documentati da Doyle nel suo libro.
Un
esempio: nel maggio del 1979 un'esplosione
distrusse gli impianti della Dow Chemical a
Pittsburgh, provocando la morte di due lavoratori
ed il ferimento di più di 45.
3. Tumori al cervello. Nel 1980, degli
investigatori scoprirono che 25 lavoratori degli
impianti dell'azienda di Freeport, in Texas,
avevano un tumore al cervello, 24 dei quali furono
fatali.
2. Saran Wrap. La sottile pellicola di plastica
così preziosa per le nostre vite. Prodotta dalla
Dow finché i consumatori cominciarono a cercare i
prodotti della Dow per boicottarli. Per questa
ragione la Dow decise di abbandonare i prodotti al
consumo - vendette Saran Wrap - e da allora
fabbrica soltanto i prodotti chimici con i quali
si realizzano i prodotti al consumo.
1. Bhopal. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e
perdona i nostri debiti come noi cerchiamo di far
sì che i nostri debitori compaiano dinanzi alla
giustizia.
Note:
(*) Russell Mokhiber è editore di Corporate Crime
Reporter, con sede a Washington D.C. Robert
Weissman è editore di Multinational Monitor, con
sede a Washington, D.C. Entrambi sono coautori di
Corporate Predators: The Hunt for MegaProfits and
the Attack on Democracy (Monroe, Maine, Common
Courage Press, 1999).
(c) Russell Mokhiber y
Robert Weissman
(c) della traduzione: Berna Wang, 2004.
Tradotto
dallo spagnolo da Marco Di Terlizzi per
www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non
commerciali citando le fonti, l'autore e il
traduttore.
Tratto
da:
italy.peacelink.org
India, echi di una strage
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23/09/2016
http://temi.repubblica.it/micromega-online/india-echi-di-una-strage/
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