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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


ESPERIMENTI  di  LABORATORIO e sulle MASSE
(Le cellule cancerose chiamate HeLa hanno contaminato tutti i laboratori del mondo)
 

Le cavie a buon mercato per i laboratori europei (svizzeri, tedeschi ecc.) sono reclutate nei paesi periferici dell'Est europeo, paesi dove, al pari di altre zone economicamente depresse del pianeta, il rimborso ottenuto per farsi martirizzare è molto agognato.

Negli Stati Uniti una prova clinica su un paziente costa una media di 10.000 dollari, in Russia 3.000 e nelle regioni più povere del mondo ancora meno. Ma i test di sperimentazione su cavie umane nei paesi poveri consentono, oltre che un risparmio economico, anche di risparmiare sui tempi, perché le case farmaceutiche sottostanno in questo caso alle legislazioni locali solitamente meno restrittive.  Ciò permette di arrivare prima sui mercati e cioè di brevettare prima.
Per capire l'importanza della velocità nel processo di realizzazione di un medicinale, si deve ricordare che un giorno di ritardo nel lancio di un farmaco costa in media a un'azienda farmaceutica 2 miliardi e 600 milioni delle vecchie lire (€ 1.300.000).
Il valore vero della sperimentazione quindi non è nel conseguire il miglior prezzo a cui poi vendere un prodotto o la sua migliore efficacia (come poteva essere decenni fa, in cui forse il business aveva ancora un'anima umanistica), ma è l'arrivare primi per brevettare prima.
Seguire un protocollo di approvazione di un farmaco costa più o meno 300 milioni delle vecchie lire. Ma sono 1.000 i miliardi delle stesse che si possono ottenere sfruttando in esclusiva il farmaco arrivando per primi ai brevetti.

Sì, avete letto bene: plurale.
Per ogni farmaco si possono infatti fare più brevetti per prolungare l'agonia di speculazione: un brevetto sul processo di fabbricazione, uno sul metodo di somministrazione (compressa, siero, fiala ecc.), uno sulla posologia, uno sul principio attivo ecc. ecc.
Per dirla con le parole di uno scienziato "pentito" : «I test clinici sono oggi figli di una sola necessità: la ricerca di margini sempre maggiori di profitto.

 

Non crederete mica che le società fanno esperimenti per pura ricerca scientifica»; così Benno Leutold, medico, scienziato e ricercatore per Roche, ha lavorato pure ad Harvard e poi nei laboratori americani dei National Health Institute.
E sempre Leutold che ci informa inoltre che «Nessun test è in grado di stabilire con esattezza gli effetti collaterali e quelli clinici di un medicinale nell'arco dei 5-6 anni della sua sperimentazione. Un tempo ragionevole sono 30 anni. Solo allora si comprende l'intero spettro di azione di un farmaco».
Anche su questo ci sarebbe da meditare parecchio. Qui sta la radice del problema. E ovvio cioè che la qualità di un medicinale rimane un punto interrogativo a lungo, checché ne dicano mass-media e riviste scientifiche di turno.

E dopo vent'anni di vita il brevetto svanisce e il farmaco viene spinto fuori dal mercato per il prezzo troppo basso. Si ha interesse
quindi a cicli continui di nuovi prodotti.
A questo punto mi sembra importante rilevare che a capo dei dipartimenti delle case farmaceutiche non ci sono più medici o scienziati, come nei decenni addietro, ma economisti esperti. Sono loro che decidono quali farmaci devono restare sul mercato e quali devono essere ritirati. Non vengono prese queste decisioni sulla base dell'efficacia di un medicinale o di una moralità legata allo stato terribile della sofferenza umana. Si decide sulla base del migliore investimento e resa economica.

Si investe in quel farmaco che prospetta il maggior guadagno e si progetta un piano di lancio mass-mediatico ad hoc.
Quando infatti un farmaco ha superato il test di fase 1, e si inizia a fare sperimentazione sui malati, si lascia trapelare la notizia ai giornali di un nuovo «miracoloso» prodotto in arrivo e le azioni in borsa della multinazionale che lo produce cominciano a lievitare. Spero di essere stato chiaro.

E la scusa che i prezzi dei medicinali sono alti perché le industrie farmaceutiche devono ricavare grandi profitti da un farmaco per poter finanziare la ricerca e lo sviluppo di altre medicine ancora, è ormai palesemente scoperta: le case farmaceutiche investono nella commercializzazione dei loro farmaci il doppio di quanto investono in ricerca e sviluppo.
Tenete a mente questo, le case farmaceutiche per la pubblicità, per pagare i medici e far usare i loro farmaco,per organizzare conferenze pseudo-scientifiche,spendono il doppio di quanto spendono per la ricerca !!!
By Stefania Manoni – Tratto da: wikio.it
vedi: Esperimenti di Big Pharma sui Bambini + Sperimentazioni Criminali delle industrie di farmaci e Vaccini

SPERIMENTAZIONE del VACCINI sui BAMBINI nella Regione VENETO (I)
La Regione Veneto è situata nel nord-est dell'Italia dove il clima è generalmente temperato. La popolazione di 4,8 milioni (9,2% di bambini di età 0-9 anni) rappresenta il 7,7% della popolazione italiana.
Abbiamo analizzato la coorte di individui attivamente invitati alla vaccinazione di morbillo, parotite, rosolia e varicella (MMRV) nella regione Veneto (Italia nordorientale) dal 8/1/2013 al 7/31/2014, valutando l'inizio degli eventi avversi ( AE) relative a 2 diverse strategie di vaccinazione per MMRV (MMR + V vs MMRV).

Durante la seduta di vaccinazione a 14 mesi, i genitori hanno ricevuto una forma per registrare reazioni locali e sistemiche alle vaccinazioni per 4 settimane dopo. Nel complesso sono state restituite 12.288 forme e l'84,6% di esse sono state incluse in questa analisi (5.130 relative a MMR + V e 5.265 a MMRV); Il 37,3% del campione non ha riportato alcun AE, senza alcuna differenza tra i due gruppi. Le reazioni locali erano più frequenti nel gruppo MMR + V (9,6% vs 2,9%, RR 3,33, 95% CI 2,79-3,98), mentre non esisteva differenza nelle reazioni generali tra i due gruppi (50% MMR + V vs 52% MMRV). Gli eventi più frequentemente riportati sono stati "febbre <39,5 ° C", più frequentemente associata alla strategia MMRV (p <0,001) e "macchie cutanee e marcature", che si sono verificate più spesso nel gruppo MMR + V (p < 0,001). I rapporti di "febbre ≥ 39.5 ° C" sono stati ugualmente distribuiti tra i due gruppi.
Nessun soggetto e' stato valutato con analisi ed anamnesi appropriate (HLA, Immunodepressione, ecc.) nei tempi successivi per controllare lo stato globale di salute o meno dei soggetti sui quali e' stata fatta la sperimentazione !

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Quello che vi narreremo non è frutto di fantasia, ma è una realtà avvenuta nei vari laboratori di biologia del mondo ove si effettua la cosiddetta “ricerca”.
Ai primi del 1951 una giovane nera entrò nell’ospedale Johns Hopkins di Baltimora per un esame cutaneo; le fu prelevato un campione e lo si sottopose anche ad una “biopsia”, quest’ultimo esame rivelò che quella giovane aveva un CANCRO maligno, infatti dopo alcuni mesi di sofferenza essa morì; quel frammento di cellule prelevato all’ammalata di Cancro per la biopsia, fu passato e regalato, dal medico che aveva effettuato la biopsia, ad un laboratorio di ricerca diretto da G. Gey, un pioniere nel campo della ricerca sui tessuti.

Questo ricercatore “allevò” le cellule prelevate, in un tubo di coltura di sua invenzione; dopo parecchie settimane si accorse di avere fra le mani qualcosa di speciale, le cellule si dividevano con una rapidità mai vista; con un ritmo di generazione di 48 ore avrebbero potuto, se quelle cellule si fossero trovate in uno spazio illimitato ed in una coltura ottimale, coprire tutto il pianeta in poco tempo.

Per nascondere la provenienza di quelle cellule, il ricercatore le chiamò HeLa dalle iniziali del nome e del cognome della donatrice (Henriette Lacks); queste cellule in seguito conosciute come HeLa furono vendute a quasi tutti i laboratori di ricerca medica nel mondo; queste cellule furono anche una ottima coltura per il virus della Poliomielite e su queste cellule si “produsse” il primo vaccino antiPolio Sabin (in seguito si produssero su colture del rene della scimmia verde africana, coltura nella quale più tardi si “scoprì” anche il virus SV 40, che genera cancri nell’uomo.

Le Hela divennero anche il campione “standard” di cellule umane, usato in milioni di esperimenti anche per la preparazione di farmaci e prodotti farmacologici, in migliaia di laboratori di tutto il mondo.
Per anni sperimentatori, ricercatori, lavorarono nei loro laboratori credendo di utilizzare cellule per esempio di rene od altro tipo di coltura base, in realtà utilizzavano sempre ed unicamente queste “HeLa”.
Per 20 anni tutti i laboratori del mondo furono “grati” a questa multinazionale, per le possibilità che queste “basi” di cellule vive di altre specie animali, davano e così importarono nei corpi degli esseri umani contaminanti tossici pericolosi.
Ad un certo punto, un gruppo di ricercatori russi mandò ai loro colleghi americani una raccolta di colture di tessuti umani assortiti che si pensava contenessero qualche cosa che tutti, nella ricerca sul cancro, cercavano: un “virus” del cancro umano: risultò che si trattava di altra cosa, ma il fatto terribilmente sconcertante fu che TUTTI i tessuti, che si pensava fossero stati prelevati da vari donatori russi, erano riconoscibili per pure colture “HeLa”; presto si stabilì che più di metà delle colture nei depositi e nelle biblioteche nel mondo, assomigliavano in tutto alle prime cellule “HeLa”.
Fu una scoperta sensazionale che scompigliò non poco tutti i laboratori del mondo e mandò in confusione i ricercatori stessi. Migliaia di prodotti farmacologici sono stati immessi sui mercati del mondo dopo averli “testati” anche su queste colture “HeLa”, malgrado che gli “scienziati” dei farmaci pensassero che le colture fossero di altra natura; pensate quante “deduzioni e controlli” sbagliati furono fatti, per i prodotti farmaceutici e quanti prodotti furono “creati” su colture prodotte da cellule prelevate da una donna ammalata di CANCRO !
Le “HeLa” vivono ancora nei laboratori del mondo e pare siano state “riconosciute” tutte quante; esse vengono ancora utilizzate normalmente nei laboratori di ricerca farmacologica.

La coltura delle cellule ha molti problemi compreso contaminazione della coltura delle cellule dai batteri estranei=eterologhi, dal micoplasma e dai funghi. Inoltre, le celle devono essere subcoltivate frequentemente per impedire il sovraffollamento delle celle.
Ancora, i media devono spesso essere cambiamento per impedire l'accumulazione degli agenti inquinanti, toxns e fornire le sostanze nutrienti fresche come le sostanze nutrienti sono esaurite rapidamente rapidamente coltivando le celle (e nella coltura questi sono trasformati spesso, celle rapidamente crescenti).
Queste cellule HeLa sono cellule infettate cancerose, alle quali sono stati aggiunti plasma prelevati dalla placenta umana (scarto)+ embrione polverizzato di bovino (altra specie) e plasma di pollo fresco  ottenuto dal sangue di pollo VIVO (altra specie ancora).Questa e' la brodaglia o miscuglio che ci aspetteremmo da una megera, strega, cioe' da una pratica di stregoneria, non da Vera e Valida scienza... questo mentre le cellule HeLa hanno invaso il mondo intero ed ormai sono state iniettate ed hanno infettato anche gli umani, con i vaccini da essa contaminati, anche oggi nel 2010, nella medicina ufficiale, NON si conoscono bene i meccanismi ed il modo in cui  le forma di vita sono reciprocamente correlate...
(NdR: salvo la medicina naturale, la quale e' in grado di spiegare questi meccanismi per mezzo del DNA antenna)
Pensate a tutte le “contaminazioni” attuate con i vaccini (specie quelli prodotti inizialmente su colture contaminate da HeLa, es. la polio, morbillo ecc.) e nei farmaci, prodotti o testati con quella “coltura base” portatrice delle informazioni del Cancro, delle sostanze tossiche, batteri eterologhi=estranei e micoplasma, delle informazioni (tossine=proteine a DNA) del Cancro, che sicuramente, malgrado le smentite ufficiali, sono contenute nel programma informazionale dei geni del DNA delle cellule “HeLa”, con i loro virus o retrovirus contaminanti, cioe' eterologhi; le “HeLa” vengono anche utilizzate per ottenere le “fusioni cellulari” che in natura normalmente non avvengono mai. Lasciamo ai lettori ogni deduzione e commento in merito.
NON esiste vaccino senza “
contaminanti”.
Sono in pochi al mondo che conoscono bene VERI e GRAVI danni dei Vaccini, in quanto e' molto complicato il processo di preparazione, nelle prime fasi della produzione, nelle quali si procede per mezzo di colture realizzate anche on HeLa, con l'apporto di cellule umane ed animali anche vivi !

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Descrizione della Contaminazione
A causa del loro adattamento a sviluppo in piastre della coltura di tessuti, le cellule HeLa sono a volte difficili da identificare e controllare.
Per esempio, sono risultate essere, in un laboratorio, una persistente “erbaccia“ e possono contaminare altre colture delle cellule nello stesso laboratorio, cio' interferisce con la ricerca biologica e obbliga i ricercatori dichiarare l'invalidita' di molti risultati della ricerca perché le cellule usate sono state trovate in seguito contaminate.
Il grado di contaminazione HeLa delle cellule tra altri tipi di cellule è sconosciuto, perché pochi ricercatori verificano l'identità o la purezza delle varietà di cellula già-stabilite.
È stato dimostrato che una frazione notevole di in vitro le linee-approssimativo delle cellule c.a. 20%, sono realmente cellule HeLa, perché le cellule originali nella coltura delle cellule sono state sopraffatte da una popolazione velocemente crescente derivata dalle cellule HeLa, l'agente inquinante.
Stanley Gartler in 1967 e Walter Nelson-Rees in 1975 sono stati i primi a pubblicare studi e ricerche, sulla contaminazione di varie varietà di cellula da HeLa anche nelle colture cellulari di vari laboratori nel mondo intero.
I dati recenti suggeriscono che le contaminazioni trasversali di HeLa, sono ancora un problema continuo ed  importante anche con le colture moderne delle cellule nei vari laboratori del mondo.
L'incompatibilità cromosomica delle cellule HeLa con gli esseri umani, specie con il DNA cellulare. Gartleri di Helacyton - Helacytidae ed il genere Helacyton, sono nuove specie derivanti dalle HeLa, gia' mutate e quindi diffuse anche all'interno dei corpi umani attraverso ad esempio i VACCINI - vedi: Danni dei Vaccini

Bibliografia
Terry Sharrer (2006): “HeLa„ lei stessa. Lo scienziato 20:7, 22.
- John R. Padroni (2002): Cellule HeLa 50 anni dopo - La natura rivede il Cancer 2:315 - 319
Pubblicazioni che citano il Geys e il Kubicek
- Louis Pascal (1991) “Cosa accade quando la Scienza va Male - Documento di lavoro di analisi di tecnologia e di scienza, Università di Wollongong reperibile qui
Roland M.  Varietà di cellula Traversa-Contaminate di Nardone (2006) “estirpazione"  - reperibile qui
Leigh Van Valen e la Virginia C. Maiorana (1991). HeLa, una nuova specie microbica. Teoria evolutiva, 10:71 - 74
Hannah Landecker (2000): Immortality, in vitro: Una storia della varietà di cellula HeLa. Biotecnologia e coltura: Corpi, ansie, etica, ed. Paul Brodwin, Università dell'Indiana: 53-74.

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Questa è una delle Verità sulla “ricerca”, chissà quante altre “HeLa” saranno state prodotte nei laboratori di tutto il mondo senza che nessuno sappia mai la verità, contaminando le colture di tutti i laboratori ove queste sono state riprodotte.
Quindi la contaminazione ha riguardato centinaia di migliaia di laboratori di analisi , falsando i risultati e gli studi (a centinaia di migliaia) che sono stati pubblicati sulle riviste accreditate, indirizzando su
false strade medici e ricercatori, laboratori, universita',...e quindi tutta la medicina ufficiale, ma facendo guadagnare miliardi di dollari alle aziende che l'hanno venduta nel mondo...
La “guerra” batteriologica” di fatto esiste già, noi “produciamo” morte e distruzione ogni qualvolta manipoliamo madre Natura, senza tenere conto delle Leggi ecologiche e naturali e dei bioritmi che la governano.
Per il dio denaro e per quello della scienza, non si esita ad uccidere o far ammalare con le vaccinazioni, le popolazioni del mondo, con il permesso degli Stati stessi o addirittura come avviene in Italia e Francia con l’obbligo della legge.
Questi Stati dovrebbero al contrario, “
Tutelare la Salute quale BENE FONDAMENTALE”, come affermano i loro  articoli Costituzionali.
Quale TERRIBILE presa in giro del Cittadino si effettua ogni giorno sfruttando la sua ignoranza.

Come potete vedere siamo in “mano” a degli scienziati tipo “Frankestein”, che non esitano a fare ciò per cui sono pagati: l’interesse dei loro datori di lavoro. Forse qualche d’uno se ne accorge e “scappa” dalla seduzione del potere e del denaro, però la stragrande maggioranza è serva del potere economico finanziario, che se ne frega altamente della Tutela della Salute dei cittadini.
La ricerca sanitaria, se non è in sintonia con la Medicina Biologica o Naturale, che è per la massima armonia del “sistema biologico”, è sempre e comunque CONTRO la VITA.
La vera Biogenetica la effettua la Natura da miliardi di anni sul pianeta Terra, ma essa si è avvalsa dell’apprendimento attraverso l’esperienza sulla Vita da parte degli Elettroni
che vivono all’interno degli atomi dei geni del DNA; ad un momento di questa esperienza arriva l’uomo tecnologico (parassita distruttivo oggi della vita sulla terra), che in soli 60 anni pretende si sapere come fare, senza avere controindicazioni o difetti di tecnica.
In questa “ricerca” vi è una enorme presunzione che ha dell’incredibile, oltre tutto molta gente preme, compresi i medici ed i politici dei vari stati del mondo, per avere nuovi farmaci e perché si continui su questa folle strada.
Le prossime generazioni, i nostri figli, pagheranno purtroppo tutte queste stupide scelte chimico farmaceutiche, presuntuosamente affrettate.
Questi pseudo scienziati vogliono inventare la mucca che fornisce il doppio della quantità di latte, i maiali grandi il doppio, i topi giganti, i cavalli tascabili, le carpe enormi, i pomodori e le patate giganti (l’elenco può continuare), con queste nuove “bio tecnologie”; ma questi “studiosi” non pensano che la Natura in milioni di anni ha formato i giusti rapporti, perfetti equilibri, per il proprio fabbisogno e per quello dei suoi abitanti, in funzione dello scopo dell’UniVerso, cioè della evoluzione Spirituale delle varie specie che l’abitano; questi equilibri biologici hanno mantenuto gli animali adatti a quell’ambiente, con un loro sistema immunitario perfezionato al punto tale che permette loro di sopravvivere nel modo migliore e con un DNA portatore delle necessarie informazioni per la loro specifica specie, per l’ottimizzazione dei rapporti con le altre specie e per le loro singole evoluzioni spirituali.
Invece questo “omo sapiens”, pretende di voler manipolare il loro patrimonio genetico impunemente e superficialmente, tentando di confondere l’esperienza accumulata in milioni di anni dalla Natura.

Ricordiamoci della chimica in agricoltura, essa è stata spacciata come indispensabile per la maggiore produttività, per il bene dell’uomo e soprattutto di essere innocua; dopo soli 40 anni su tutto il Pianeta ne vediamo gli effetti: falde acquifere inquinate, terreni arsi e desertificati, alimenti tossici, le api muoiono ed altre specie di animali si sono già estinte, ecc. e tutto questo anche con la benedizione dei politici e delle autorità “sanitarie”.
La bio tecnologia, nella sua espressione di manipolazione genetica è un terribile pericolo in mano a personaggi irresponsabili collegati alle multinazionali, per cui stiamo certi che i danni se non fermati sul nascere, saranno incalcolabili.

Un esempio, già dai primi esperimenti biogenetici, gli animali prodotti sono deboli, facilmente malati, perché il loro sistema immunitario è alterato ed è particolarmente debole di fronte alle malattie; sono sterili e non vivono fino ad età matura, ecc.; questo pare dovuto, così dicono i “luminari”, alla ancora imperfetta tecnica di inserimento genetico.

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Le cavie d'India
India, Mumbai, slum di Dharavi: gli abitanti della baraccopoli più grande dell'Asia sono diventati cavie delle multinazionali farmaceutiche, che li pagano per sperimentare su di loro nuovi medicinali. Un video reportage dal titolo «Sperimentazioni cliniche d'oltremare», sul canale satellitare al Jazeera English, mette sotto i riflettori l'ennesima prova di come le case farmaceutiche non si facciano scrupoli nel provare i loro prodotti sui poveri, senza badare agli standard etici internazionali.
I test farmaceutici oggi sono un business da 30 miliardi di dollari, che coinvolge le fasce povere di circa 105 paesi, dagli Usa alla Russia, dal Brasile all'Uganda, ma anche in Cina, Polonia e Romania e sempre di più l'India, e di una prassi già denunciata da almeno dieci anni grazie al romanzo «The Constant Gardener» dello scrittore britannico John Le Carré, e dal film che ne è seguito.
E' un business che coinvolge alcune delle maggiori aziende chimico-farmaceutiche occidentali: la società anglo-svedese AstraZeneca e la statunitense Merck, terza azienda mondiale del settore: è quella che ha sperimentato il Gardisil (vaccino per il papillomavirus umano, già sui mercati occidentali), sugli studenti di una scuola di una regione tribale dell'Andhra Pradesh; quando poi due studentesse sono morte ed è risultato che i genitori erano ignari.

L'India è un terreno di prova perfetto per gli esperimenti clinici: vi si parla inglese, l'atteggiamento verso l'industria straniera è in genere favorevole. Ovviamente chi si sottopone ai drug test sono persone povere, spesso analfabete, che hanno bisogno di denaro.
È la stessa autrice del reportage Zeina Awad, nell'intervista rilasciata all'agenzia New American Media (Nam) di San Francisco, a spiegare come in India l'aumento delle persone che si prestano ai test clinici - senza avere la minima idea di cosa fanno - va considerata all'interno del contesto sociale ed economico del paese, «inoltre - continua Zeina - qui i medici sono rispettati, anzi venerati, ed è molto raro che la loro parola venga messa in discussione». D'altra parte c'è un forte motivo per sottoporsi alle sperimentazioni: il compenso per chi si presta è di solito migliore della paga di un operaio.

Inoltre, l'India sta vivendo un boom economico-industriale con ricadute sociali squilibrate tipiche delle economie dei paesi considerati emergenti (Brasile e Cina su tutti): un largo cuneo separa ricchi e poveri, così come tra campagne e città e tra queste ultime e le periferie, ci sono aree del paese più avanzate e altre che restano indietro, esistono scarse limitazioni e regole non troppo ferree per il sempre ben accetto capitale straniero.
Le aziende farmaceutiche non si sono fatte sfuggire l'occasione, grazie agli atteggiamenti accoglienti trovati nell'establishment medico e con l'appoggio delle organizzazioni della ricerca clinica.
Queste sono aziende specializzate in studi clinici (Cro - Clinical Research Organizations), che operano a livello mondiale e che, a scopo di lucro, contattano le aziende farmaceutiche e reperiscono gli ospedali per le sperimentazioni.
In India le Cro gestiscono il business dei drug test con la compiacenza e spesso la corruzione degli operatori sanitari locali, scavalcando il Drug Controller General of India (Dcgi), l'organo statale che rilascia i permessi alle società.
L'ultimo scandalo è rimbalzato sui media indiani circa un mese fa, sempre nell'Andhra Pradesh, quando i genitori di alcuni studenti hanno denunciato la scomparsa dei figli: questi, ignari, attirati con il denaro e ingannati dalla Actimus Bio (una Cro americo-indiana), sono stati sottoposti a pesanti test medici.
A riprova che l'inosservanza delle norme, l'assenza di controlli e di etica favoriscono la conduzione di test clinici sugli esseri umani.
By di Paolo Periati  - Tratto da:
http://www.ilmanifesto.it/archivi/terra-terra/nocache/1/pezzo/4e425ce32f0f6/

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Esperimenti dei Farmaci – 11/12/2012
L'industria farmaceutica delocalizza i test sui farmaci, per risparmiare costi e tempo. Sfruttando anche normative assurde, come quella che ha fatto nascere in India un fenomeno molto simile a una nuova forma di colonialismo.
«Il dottore ci disse che bastava firmare un documento per ricevere le cure di cui aveva bisogno mio padre, e che in questo modo sarebbe guarito completamente. Ma papà non sapeva leggere molto bene, è andato a scuola solo fino a 9 anni».
A parlare è Pradeep Gehlot, ragazzo indiano figlio di Krishna, 61enne malato cronico di asma.
Dal 2009 aveva accettato la proposta di uno pneumologo di un ospedale pubblico di seguire un "trattamento gratuito". In realtà era stato inserito in uno delle decine di migliaia di test alle quali le multinazionali del farmaco sottopongono cittadini indiani.
Era diventato una cavia umana, con la complicità della legge locale.

Nello specifico - ha rivelato di recente un'inchiesta del mensile francese Alternatives Economiques - la "cura" consisteva nella somministrazione di un nuovo broncodilatatore, l'Olodarerol, sviluppato dal secondo più importante laboratorio tedesco: Boehringer Ingelheim. Krishna è morto a gennaio, proprio poco dopo aver saputo che il medicinale che aveva assunto per un anno non era mai stato approvato in India.

India: il Paese dei test
Storie come questa, nell'immenso Paese dell'Asia meridionale, sono sempre più frequenti. Il Washington Post ha raccontato ad esempio la vicenda dell'ottantenne Shrad Geete.
Due mesi dopo aver perso la moglie, malata di Alzheimer, scoprì che era stata inserita in un trattamento di prova: «Il medico ci disse che i farmaci sarebbero stati concessi gratuitamente, e che si trattava di medicinali che sarebbero stati lanciati a breve da una compagnia straniera. Non spiegò che si trattava di un test. Se lo avessi saputo, pensate che avrei corso il rischio ?».
L'India è diventata la meta privilegiata dei colossi globali del farmaco, che preferiscono "delocalizzare" la morte, dando vita a una nuova forma di vero e proprio colonialismo, nata nel 2005, quando fu introdotta una riforma che semplificava fortemente la conduzione di trattamenti di prova nel Paese.
Da allora e fino al 2010, solamente a Indore, città dove viveva Krishna Gehlot, sono stati realizzati 3.300 test clinici, per conto di 30 compagnie (tra le quali 22 multinazionali).
Un rapporto delle autorità locali indiane ha spiegato che la metà di tali trattamenti è stata effettuata senza un assenso formale da parte dei malati. Di questi, 81 persone - tra cui anche bambini e portatori di handicap - hanno subito gravi effetti collaterali; 33 sono morti. E nessuno, ad oggi, ha ricevuto un indennizzo.
Una situazione che, allargata all'India intera, ha assunto i contorni di un massacro. Tanto da costringere, nell'agosto scorso, il ministro della Sanità di Nuova Delhi, Ghulam Nabi Azad, a sciorinarne le agghiaccianti statistiche: solo nei primi sei mesi di quest'anno sono 211 i decessi provocati dai test.
Nel 2011 i casi sono stati 438; 668 l'anno precedente. Le vittime vengono gelidamente classificate con la sigla Sae: Serious Adverse Events (letteralmente, gravi eventi avversi). Come se a ucciderle fosse stato un terremoto o un'inondazione, e non una scelta drammaticamente lucida, che chiama in causa aziende, governo indiano e regolatori, locali e internazionali.
Azad ha spiegato che sono state apportate modifiche alla legge: ora ogni test è registrato dal Consiglio indiano per la Ricerca Medica e alle case farmaceutiche è imposto l'obbligo di fornire cure ai malati e rimborsi alle famiglie dei deceduti.

Guadagni per le multinazionali
Nel frattempo, però, la quota di cavie umane indiane, sottoposte attualmente a test, è pari a oltre 200 mila persone. Un mercato da 500 milioni di euro, in crescita del 30% ogni anno. E solo alle famiglie di 22 vittime sono arrivati risarcimenti dalle compagnie di Usa ed Europa (a cifre in ogni caso indecenti, comprese tra 2 e 20 mila dollari).
Ma l'India non è l'unica meta del business delle cavie umane.
Uno studio realizzato dal Centro olandese per la Ricerca sulle Multinazionali (Somo) ha rivelato che il 37% dei pazienti sottoposti a test clinici su nuovi farmaci (sottomessi all'approvazione delle autorità europee) risiede in Europa dell'Est, Russia, America Latina e Cina (oltre alla stessa India). Percentuale che, per le compagnie degli Stati Uniti, sale al 60%.

Nel sottolineare come sia fondamentale stabilire regole ferree per i test e come sia complesso il problema, il Somo ha ricordato i casi dell'Abilify e del Seroquel, sviluppati da Bristol-Myers Squibb e da AstraZeneca. Si tratta di anti-schizofrenici testati in Sudamerica, Asia e Africa tra il 2003 e il 2005, attraverso la somministrazione di alcune sostanze placebo a una parte dei malati.
Pratica che, però, proprio per via dei gravi rischi psicologici che possono insorgere nei pazienti schizofrenici, è stata vietata in Europa. Così le multinazionali possono risparmiare tempo, denaro e agire nell'ombra.
Senza "effetti collaterali": nonostante il modo in cui vennero effettuati i test, l'Abilify e il Seroquel sono stati approvati e oggi sono regolarmente in commercio.

Un TAPPETO ROSSO INDIANO per BIG PHARMA
In India prima del 2005 i test dovevano essere effettuati rispettando
tre fasi. La prima prevedeva un controllo sulla tolleranza ai medicinali; la seconda sull'efficacia. La terza, la più onerosa in termini economici, era costituita da una comparazione tra l'efficacia del farmaco rispetto ad alcuni placebo su una popolazione compresa tra mille e tremila pazienti. Una riforma della legge ha consentito però alle multinazionali di passare direttamente alla fase tre, a patto che le prime due siano state approvate in un altro Paese.
Una manna per le case farmaceutiche, dal momento che per trovare in Europa o negli Usa malati disposti a sottoporsi ai test occorre moltopiù tempo (e denaro: i pazienti devono essere rimborsati con migliaia di euro a testa all'anno). In India basta qualche settimana, e (neppure sempre) qualche decina di euro.
Tratto da: valori.it

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Vaccini: esperimenti medici sulle masse
By Dewey Ross Duffel & Ingri Cassel [02/10/2006]
Fino a poco tempo fa, poche persone interrogavano i loro dottori quando l'ostetrica dell'ospedale portava via i loro neonati perché fossero "ripuliti". Questo prima di realizzare che in quel periodo sono spesso soggetti ad interventi medici non necessari, come le iniezioni di Vitamina K e per l'epatite B.
La maggior parte dei genitori non è consapevole che il vaccino per l'epatite B non è mai stato clinicamente testato sui bambini sotto i cinque anni di età. Infatti, tutti i vaccini attualmente in uso sono autorizzati soprattutto in base ad una specifica risposta di anticorpi e non su studi che ne provino la sicurezza o l'efficacia.
(NdR: ne' sono stati controllati nel tempo per i danni che producono (ammissione delle case produttrici = Big Pharma)

Queste enormi e gravi sperimentazioni mediche sui nostri bambini continuano all'età di due mesi, durante il primo controllo del neonato, quando il pediatra raccomanda che siano somministrate cinque iniezioni di (V) TaP, Hib, Hep B (la seconda dopo la nascita, IPV (vaccino per la poliomelite), e PCV (vaccino pneumococcico per la tubercolosi e la meningite) durante la visita e tutte nel giro di mezz'ora.
A causa della fiducia dei genitori nell'esperienza e lo studio del loro pediatra, la maggior parte dei genitori non mette in dubbio che sia "saggio" iniettare tutti questi antigeni nel loro prezioso bambino in un tanto breve periodo di tempo.
La marea sta cambiando, comunque, perché tante persone sono testimoni di amici e famigliari che soffrono di reazioni negative alle vaccinazioni di routine.
La ricerca rivela che la propaganda di promozione dei vaccini non è sostenuta dalla scienza. Nonostante questa ricerca richieda considerevoli tempo ed energia, molti genitori hanno scoperto che è uno studio che avrebbero voluto fare prima.
La vaccinazione non è una procedura di emergenza e nulla è più importante dei nostri bambini. Un a dilazione di pochi mesi nel fare questa decisione vitale è certamente giustificata.
Tratto da : laleva.org

(V) - Tuttavia in questi soggetti la risposta ai vaccini può essere addirittura patologica, come nel caso dello sviluppo di poliomielite secondaria da vaccinazione con vaccino per la polio trivalente (OPV).
Analogamente, anche gli altri i comuni vaccini dell'infanzia (epatiteB, varicella, morbillo, rosolia, pertosse, orecchioni, meningite, tubercolosi), tendono a spostare le malattie nell'età adulta. Particolarmente temute in questi soggetti sono le infezioni dell'epatite B e epatite C in quanto non possono realizzare una sufficiente risposta anticorpale contenitiva e vanno incontro a decorso progressivo e spesso fatale anche in eta' adulta.

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I colossi farmaceutici occidentali fanno affari con le cavie umane indiane
A svelare questo fenomeno è un'inchiesta del quotidiano inglese "The Independent", secondo cui in totale sono oltre 150mila le persone che oggi partecipano ad almeno 1.600 test clinici per conto di colossi farmaceutici come Pfizer, Merck e AstraZeneca

Gente analfabeta reclutata per partecipare a sperimentazioni cliniche senza un vero consenso informato e senza conoscere i rischi. Vittime quasi mai ricompensate. Medici che “consigliavano” ai loro pazienti di prendere un farmaco, senza dirgli che stavano partecipando a una sperimentazione clinica. Sono questi alcuni degli abusi commessi per conto di alcuni colossi farmaceutici occidentali in India, dal 2005 diventata un vero ‘paradiso’ per le sperimentazioni di nuovi farmaci, grazie ad una legislazione “rilassata”.

A svelare questo fenomeno è un’inchiesta del quotidiano inglese "The Independent", che racconta come abbia preso piede questa nuova forma di ‘colonialismo’ nel Paese asiatico. Per capire il perchè di questo fenomeno, bisogna partire da una considerazione: la ricerca per lo sviluppo di un nuovo farmaco dura circa 10-15 anni e arriva a costare 500 miliardi, per rispettare tutte le linee guida, i regolamenti e le varie fasi di sperimentazione. Delocalizzando, invece, le aziende farmaceutiche riescono a tagliare fino al 60 per cento i costi della ricerca e realizzare grossi profitti vendendo sul mercato occidentale i nuovi farmaci.

Ecco perchè da quando l’India ha allentato le regole sugli esperimenti umani, il settore ha subito un incremento esponenziale, e l’industria della ricerca nel paese asiatico vale ora 189 milioni di sterline. In totale sono oltre 150mila le persone che oggi partecipano ad almeno 1.600 test clinici per conto di colossi farmaceutici come Pfizer, Merck e AstraZeneca.
Tra il 2007 ed il 2010 – secondo le cifre riportate dall’Independent – almeno 1.730 persone sono morte durante o dopo aver preso parte ad uno di questi esperimenti. Sebbene sia difficile stabilire se siano morte proprio a causa dei test ai quali erano sottoposte – molte di loro erano infatti già malate – è impossibile anche affermare il contrario, in quanto sono stati gli stessi medici che conducevano l’esperimento a determinare se vi fosse un legame tra la sostanza testata e il decesso.

Qualche mese fa, il ministro della Sanità indiano, Ghulam Nabi Azad, ha dichiarato al parlamento indiano che 10 farmaceutiche straniere avevano versato compensi ai familiari di 22 individui morti durante o dopo esperimenti clinici nel 2010, con indennizzi che ammontavano in media a ‘ben’ 3mila sterline a persona. “Gli indiani vengono sfruttati dalle società farmaceutiche che poi guadagnano milioni vendendo i medicinali in Occidente.
Usano indiani analfabeti e poveri che non potranno mai permettersi queste medicine”, spiega Chandra Gulhati, un medico in pensione che dal suo ufficio a Delhi sta raccogliendo dati sugli esperimenti nelle diverse regioni dell’India. Come quello di centinaia di ragazzine minorenni, i cui genitori, provenienti da aree tribali dell’Andhra Pradesh, non erano stati informati che alle figlie sarebbe stato somministrato un vaccino contro il papilloma virus, il Gardasil.
“Nessuno è venuto a chiederci il permesso”, ha raccontato il padre di Sarita Kudumula, una ragazzina di 13 anni morta alcuni giorni dopo che le era stato iniettato il vaccino. O il caso dei sopravvissuti al disastro di Bhopal, usati come cavie in almeno 11 studi senza un vero consenso informato, e dozzine di trial privati condotti da medici in ospedali pubblici, in cui neanche si diceva al paziente che stava partecipando ad una sperimentazione clinica.

Questo nuovo ‘colonialismo’ della ricerca farmaceutica ha preso piede anche in altri paesi asiatici, come Cina, Indonesia e Thailandia. Tanto che un quarto di tutti i dati clinici sottoposti alle agenzie regolatorie per l’approvazione di nuovi farmaci è stato ottenuto proprio grazie agli studi condotti in paesi a basso e medio reddito. Le aziende farmaceutiche obiettano di aver sempre seguito le regole, ma molte persone che hanno partecipato agli studi hanno detto di averlo fatto su raccomandazione del loro medico, che spesso era anche chi conduceva la sperimentazione. “Per noi un medico è come un dio”, ha affermato Ajay Naik, il cui figlio Yatharth ha sviluppato alcune macchie bianche sul corpo dopo un esperimento. “A mia moglie avevano detto che era un nuovo vaccino che costava 8-10mila rupie, ma che a noi sarebbe stato dato gratis”.
Tratto da: ilfattoquotidiano.it

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La Storia segreta della Sperimentazione sugli Umani - A History of US Secret  - Human Experimentation  (English)
1931 Dr. Cornelius Rhoads, under the auspices of the Rockefeller Institute for Medical Investigations, infects human subjects with cancer cells. He later goes on to establish the U.S. Army Biological Warfare facilities in Maryland, Utah, and Panama, and is named to the U.S. Atomic Energy Commission. While there, he begins a series of radiation exposure experiments on American soldiers and civilian hospital patients.

1932 The Tuskegee Syphilis Study begins. 200 black men diagnosed with syphilis are never told of their illness, are denied treatment, and instead are used as human guinea pigs in order to follow the progression and symptoms of the disease. They all subsequently die from syphilis, their families never told that they could have been treated.

1935 The Pellagra Incident. After millions of individuals die from Pellagra over a span of two decades, the U.S. Public Health Service finally acts to stem the disease. The director of the agency admits it had known for at least 20 years that Pellagra is caused by a niacin deficiency but failed to act since most of the deaths occured within poverty-striken black populations.

1940 Four hundred prisoners in Chicago are infected with Malaria in order to study the effects of new and experimental drugs to combat the disease. Nazi doctors later on trial at Nuremberg cite this American study to defend their own actions during the Holocaust.

1942 Chemical Warfare Services begins mustard gas experiments on approximately 4,000 servicemen. The experiments continue until 1945 and made use of Seventh Day Adventists who chose to become human guinea pigs rather than serve on active duty.

1943 In response to Japan's full-scale germ warfare program, the U.S. begins research on biological weapons at Fort Detrick, MD.

1944 U.S. Navy uses human subjects to test gas masks and clothing. Individuals were locked in a gas chamber and exposed to mustard gas and lewisite.

1945 Project Paperclip is initiated. The U.S. State Department, Army intelligence, and the CIA recruit Nazi scientists and offer them immunity and secret identities in exchange for work on top secret government projects in the United States.

1945 "Program F" is implemented by the U.S. Atomic Energy Commission (AEC). This is the most extensive U.S. study of the health effects of fluoride, which was the key chemical component in atomic bomb production. One of the most toxic chemicals known to man, fluoride, it is found, causes marked adverse effects to the central nervous system but much of the information is squelched in the name of national security because of fear that lawsuits would undermine full-scale production of atomic bombs.

1946 Patients in VA hospitals are used as guinea pigs for medical experiments. In order to allay suspicions, the order is given to change the word "experiments" to "investigations" or "observations" whenever reporting a medical study performed in one of the nation's veteran's hospitals.

1947 Colonel E.E. Kirkpatrick of the U.S. Atomic Energy Comission issues a secret document (Document 07075001, January 8, 1947) stating that the agency will begin administering intravenous doses of radioactive substances to human subjects.

1947 The CIA begins its study of LSD as a potential weapon for use by American intelligence. Human subjects (both civilian and military) are used with and without their knowledge.

1950 Department of Defense begins plans to detonate nuclear weapons in desert areas and monitor downwind residents for medical problems and mortality rates.

1950 I n an experiment to determine how susceptible an American city would be to biological attack, the U.S. Navy sprays a cloud of bacteria from ships over San Franciso. Monitoring devices are situated throughout the city in order to test the extent of infection. Many residents become ill with pneumonia-like symptoms.

1951 Department of Defense begins open air tests using disease-producing bacteria and viruses. Tests last through 1969 and there is concern that people in the surrounding areas have been exposed.

1953 U.S. military releases clouds of zinc cadmium sulfide gas over Winnipeg, St. Louis, Minneapolis, Fort Wayne, the Monocacy River Valley in Maryland, and Leesburg, Virginia. Their intent is to determine how efficiently they could disperse chemical agents.

1953 Joint Army-Navy-CIA experiments are conducted in which tens of thousands of people in New York and San Francisco are exposed to the airborne germs Serratia marcescens and Bacillus glogigii.

1953 CIA initiates Project MKULTRA. This is an eleven year research program designed to produce and test drugs and biological agents that would be used for mind control and behavior modification. Six of the subprojects involved testing the agents on unwitting human beings.

1955 The CIA, in an experiment to test its ability to infect human populations with biological agents, releases a bacteria withdrawn from the Army's biological warfare arsenal over Tampa Bay, Fl.

1955 Army Chemical Corps continues LSD research, studying its potential use as a chemical incapacitating agent. More than 1,000 Americans participate in the tests, which continue until 1958.

1956 U.S. military releases mosquitoes infected with Yellow Fever over Savannah, Ga and Avon Park, Fl. Following each test, Army agents posing as public health officials test victims for effects.

1958 LSD is tested on 95 volunteers at the Army's Chemical Warfare Laboratories for its effect on intelligence.

1960 The Army Assistant Chief-of-Staff for Intelligence (ACSI) authorizes field testing of LSD in Europe and the Far East. Testing of the european population is code named Project THIRD CHANCE; testing of the Asian population is code named Project DERBY HAT.

1965 Project CIA and Department of Defense begin Project MKSEARCH, a program to develop a capability to manipulate human behavior through the use of mind-altering drugs.

1965 Prisoners at the Holmesburg State Prison in Philadelphia are subjected to dioxin, the highly toxic chemical component of Agent Orange used in Viet Nam. The men are later studied for development of cancer, which indicates that Agent Orange had been a suspected carcinogen all along.

1966 CIA initiates Project MKOFTEN, a program to test the toxicological effects of certain drugs on humans and animals.

1966 U.S. Army dispenses Bacillus subtilis variant niger throughout the New York City subway system. More than a million civilians are exposed when army scientists drop lightbulbs filled with the bacteria onto ventilation grates.

1967 CIA and Department of Defense implement Project MKNAOMI, successor to MKULTRA and designed to maintain, stockpile and test biological and chemical weapons.

1968 CIA experiments with the possibility of poisoning drinking water by injecting chemicals into the water supply of the FDA in Washington, D.C.

1969 Dr. Robert MacMahan of the Department of Defense requests from congress $10 million to develop, within 5 to 10 years, a synthetic biological agent to which no natural immunity exists.

1970 Funding for the synthetic biological agent is obtained under H.R. 15090. The project, under the supervision of the CIA, is carried out by the Special Operations Division at Fort Detrick, the army's top secret biological weapons facility. Speculation is raised that molecular biology techniques are used to produce AIDS-like retroviruses.

1970 United States intensifies its development of "ethnic weapons" (Military Review, Nov., 1970), designed to selectively target and eliminate specific ethnic groups who are susceptible due to genetic differences and variations in DNA.

1975 The virus section of Fort Detrick's Center for Biological Warfare Research is renamed the Fredrick Cancer Research Facilities and placed under the supervision of the National Cancer Institute (NCI) . It is here that a special virus cancer program is initiated by the U.S. Navy, purportedly to develop cancer-causing viruses. It is also here that retrovirologists isolate a virus to which no immunity exists. It is later named HTLV (Human T-cell Leukemia Virus).

1977 Senate hearings on Health and Scientific Research confirm that 239 populated areas had been contaminated with biological agents between 1949 and 1969. Some of the areas included San Francisco, Washington, D.C., Key West, Panama City, Minneapolis, and St. Louis.

1978 Experimental Hepatitis B vaccine trials, conducted by the CDC, begin in New York, Los Angeles and San Francisco. Ads for research subjects specifically ask for promiscuous homosexual men.

1981 First cases of AIDS are confirmed in homosexual men in New York, Los Angeles and San Francisco, triggering speculation that AIDS may have been introduced via the Hepatitis B vaccine

1985 According to the journal Science (227:173-177), HTLV and VISNA, a fatal sheep virus, are very similar, indicating a close taxonomic and evolutionary relationship.

1986 According to the Proceedings of the National Academy of Sciences (83:4007-4011), HIV and VISNA are highly similar and share all structural elements, except for a small segment which is nearly identical to HTLV. This leads to speculation that HTLV and VISNA may have been linked to produce a new retrovirus to which no natural immunity exists.

1986 A report to Congress reveals that the U.S. Government's current generation of biological agents includes: modified viruses, naturally occurring toxins, and agents that are altered through genetic engineering to change immunological character and prevent treatment by all existing vaccines.

1987 Department of Defense admits that, despite a treaty banning research and development of biological agents, it continues to operate research facilities at 127 facilities and universities around the nation.

1990 More than 1500 six-month old black and hispanic babies in Los Angeles are given an "experimental" measles vaccine that had never been licensed for use in the United States. CDC later admits that parents were never informed that the vaccine being injected to their children was experimental.

1994 With a technique called "gene tracking," Dr. Garth Nicolson at the MD Anderson Cancer Center in Houston, TX discovers that many returning Desert Storm veterans are infected with an altered strain of Mycoplasma incognitus, a microbe commonly used in the production of biological weapons. Incorporated into its molecular structure is 40 percent of the HIV protein coat, indicating that it had been man-made.

1994 Senator John D. Rockefeller issues a report revealing that for at least 50 years the Department of Defense has used hundreds of thousands of military personnel in human experiments and for intentional exposure to dangerous substances. Materials included mustard and nerve gas, ionizing radiation, psychochemicals, hallucinogens, and drugs used during the Gulf War .

1995 U.S. Government admits that it had offered Japanese war criminals and scientists who had performed human medical experiments salaries and immunity from prosecution in exchange for data on biological warfare research.

1995 Dr. Garth Nicolson, uncovers evidence that the biological agents used during the Gulf War had been manufactured in Houston, TX and Boca Raton, Fl and tested on prisoners in the Texas Department of Corrections.

1996 Department of Defense admits that Desert Storm soldiers were exposed to chemical agents.

1997 Eighty-eight members of Congress sign a letter demanding an investigation into bioweapons use & Gulf War Syndrome.
Fonte: healthnewsnet.com