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Le cavie a buon
mercato per i laboratori europei (svizzeri,
tedeschi ecc.) sono reclutate nei paesi
periferici dell'Est europeo, paesi dove, al pari
di altre zone economicamente depresse del
pianeta, il rimborso ottenuto per farsi
martirizzare è molto agognato.
Negli Stati Uniti una prova clinica su un
paziente costa una media di 10.000 dollari, in
Russia 3.000 e nelle regioni più povere del
mondo ancora meno. Ma i test di sperimentazione
su cavie umane nei paesi poveri consentono,
oltre che un risparmio economico, anche di
risparmiare sui tempi, perché le
case farmaceutiche
sottostanno in questo caso alle legislazioni
locali solitamente meno restrittive. Ciò
permette di arrivare prima sui mercati e cioè di
brevettare prima.
Per capire l'importanza della velocità nel
processo di realizzazione di un medicinale, si
deve ricordare che un giorno di ritardo nel
lancio di un
farmaco costa in media a un'azienda
farmaceutica 2 miliardi e 600 milioni delle
vecchie lire (€ 1.300.000).
Il valore vero della sperimentazione quindi non
è nel conseguire il miglior prezzo a cui poi
vendere un prodotto o la sua migliore efficacia
(come poteva essere decenni fa, in cui forse il
business aveva ancora un'anima umanistica), ma è
l'arrivare primi per brevettare prima.
Seguire un protocollo di approvazione di un
farmaco costa più o meno 300 milioni delle
vecchie lire. Ma sono 1.000 i miliardi delle
stesse che si possono ottenere sfruttando in
esclusiva il farmaco arrivando per primi ai
brevetti.
Sì, avete letto bene: plurale.
Per ogni farmaco si possono infatti fare più
brevetti per prolungare l'agonia di
speculazione: un brevetto sul processo di
fabbricazione, uno sul metodo di
somministrazione (compressa, siero, fiala ecc.),
uno sulla posologia, uno sul principio attivo
ecc. ecc.
Per dirla con le parole di uno scienziato
"pentito" : «I test clinici sono oggi figli di
una sola necessità: la ricerca di margini sempre
maggiori di profitto.
Non crederete mica che le società fanno
esperimenti per pura ricerca scientifica»; così Benno Leutold, medico, scienziato e ricercatore
per Roche, ha
lavorato pure ad Harvard e poi nei laboratori
americani dei
National Health Institute.
E sempre Leutold che ci informa inoltre che
«Nessun test è in grado di stabilire con
esattezza gli effetti collaterali e quelli
clinici di un medicinale nell'arco dei 5-6 anni
della sua sperimentazione. Un tempo ragionevole
sono 30 anni. Solo allora si comprende l'intero
spettro di azione di un farmaco».
Anche su questo ci sarebbe da meditare
parecchio. Qui sta la radice del problema. E
ovvio cioè che la qualità di un medicinale
rimane un punto interrogativo a lungo, checché
ne dicano mass-media e
riviste
scientifiche di turno.
E dopo vent'anni di vita il brevetto svanisce e
il farmaco viene spinto fuori dal mercato per il
prezzo troppo basso. Si ha interesse
quindi a cicli continui di nuovi prodotti.
A questo punto mi sembra importante rilevare che
a capo dei dipartimenti delle case farmaceutiche
non ci sono più medici o scienziati, come nei
decenni addietro, ma economisti esperti. Sono
loro che decidono quali farmaci devono restare
sul mercato e quali devono essere ritirati. Non
vengono prese queste decisioni sulla base
dell'efficacia di un medicinale o di una
moralità legata allo stato terribile della
sofferenza umana. Si decide sulla base del
migliore investimento e resa economica.
Si investe in quel farmaco che prospetta il
maggior guadagno e si progetta un piano di
lancio mass-mediatico ad hoc.
Quando infatti un farmaco ha superato il test di
fase 1, e si inizia a fare sperimentazione sui
malati, si lascia trapelare la notizia ai
giornali di un nuovo «miracoloso» prodotto in
arrivo e le azioni in borsa della multinazionale
che lo produce cominciano a lievitare. Spero di
essere stato chiaro.
E la scusa che i prezzi dei medicinali sono alti
perché le
industrie farmaceutiche devono
ricavare grandi profitti da un farmaco per poter
finanziare la ricerca e lo sviluppo di altre
medicine ancora, è ormai palesemente scoperta:
le case farmaceutiche investono nella
commercializzazione dei loro farmaci il doppio
di quanto investono in ricerca e sviluppo.
Tenete a mente questo, le case farmaceutiche per
la pubblicità, per pagare i medici e far usare i
loro farmaco,per organizzare conferenze
pseudo-scientifiche,spendono il doppio di quanto
spendono per la ricerca !!!
By Stefania Manoni –
Tratto da: wikio.it
vedi:
Esperimenti di Big Pharma sui Bambini +
Sperimentazioni Criminali
delle industrie di farmaci e Vaccini
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Quello che vi narreremo non è frutto di fantasia, ma è una
realtà avvenuta nei vari laboratori di biologia del mondo ove si effettua la cosiddetta
ricerca.
Ai
primi del 1951 una giovane nera entrò nellospedale Johns Hopkins di Baltimora per
un esame cutaneo; le fu prelevato un campione e lo si sottopose anche ad una
biopsia, questultimo esame rivelò che quella giovane aveva un
CANCRO
maligno, infatti dopo alcuni mesi di sofferenza essa morì; quel frammento di cellule
prelevato allammalata di Cancro per la biopsia, fu passato e regalato, dal medico
che aveva effettuato la biopsia, ad un laboratorio di ricerca diretto da G. Gey, un
pioniere nel campo della ricerca sui tessuti.
Questo
ricercatore allevò le cellule prelevate, in un tubo di coltura di sua
invenzione; dopo parecchie settimane si accorse di avere fra le mani qualcosa di speciale,
le cellule si dividevano con una rapidità mai vista; con un ritmo di generazione di 48
ore avrebbero potuto, se quelle cellule si fossero trovate in uno spazio illimitato ed in
una coltura ottimale, coprire tutto il pianeta in poco tempo.
Per
nascondere la provenienza di quelle cellule, il ricercatore le chiamò
HeLa dalle iniziali
del nome e del cognome della donatrice (Henriette Lacks); queste cellule in seguito
conosciute come HeLa furono vendute a quasi tutti i laboratori di ricerca medica nel
mondo; queste cellule furono anche una ottima coltura per il virus della Poliomielite e su
queste cellule si produsse il primo vaccino antiPolio Sabin (in seguito si
produssero su colture del rene della scimmia verde africana, coltura nella quale più
tardi si scoprì anche il virus SV 40, che genera cancri nelluomo.
Le
Hela divennero anche il campione standard di cellule umane, usato in milioni
di esperimenti anche per la preparazione di farmaci e prodotti farmacologici, in migliaia
di laboratori di tutto il mondo.
Per
anni sperimentatori, ricercatori, lavorarono nei loro laboratori credendo di utilizzare
cellule per esempio di rene od altro tipo di coltura base, in realtà utilizzavano sempre
ed unicamente queste HeLa.
Per 20 anni tutti i laboratori del mondo furono
grati a questa multinazionale, per le possibilità che queste basi
di cellule vive di altre specie animali, davano e così importarono nei corpi degli esseri
umani contaminanti tossici pericolosi.
Ad
un certo punto, un gruppo di ricercatori russi mandò ai loro colleghi americani una
raccolta di colture di tessuti umani assortiti che si pensava contenessero qualche cosa
che tutti, nella ricerca sul cancro, cercavano: un virus del cancro umano:
risultò che si trattava di altra cosa, ma il fatto terribilmente sconcertante fu che
TUTTI i tessuti, che si pensava fossero stati prelevati da vari donatori russi, erano
riconoscibili per pure colture HeLa; presto si stabilì che più di metà
delle colture nei depositi e nelle biblioteche nel mondo, assomigliavano in tutto alle
prime cellule HeLa.
Fu
una scoperta sensazionale che scompigliò non poco tutti i laboratori del mondo e mandò
in confusione i ricercatori stessi. Migliaia di prodotti farmacologici sono stati immessi
sui mercati del mondo dopo averli testati anche su queste colture
HeLa, malgrado che gli scienziati dei farmaci pensassero che le
colture fossero di altra natura; pensate quante deduzioni e controlli
sbagliati furono fatti, per i prodotti farmaceutici e quanti prodotti furono
creati su colture prodotte da cellule prelevate da una donna ammalata di
CANCRO !
Le “HeLa” vivono ancora nei laboratori del mondo
e pare siano state “riconosciute” tutte quante;
esse vengono ancora utilizzate normalmente nei
laboratori di ricerca farmacologica.
La coltura
delle cellule ha molti problemi compreso
contaminazione della coltura delle cellule dai
batteri estranei=eterologhi, dal
micoplasma e dai
funghi.
Inoltre, le celle devono essere subcoltivate
frequentemente per impedire il sovraffollamento
delle celle.
Ancora, i media devono spesso essere cambiamento
per impedire l'accumulazione degli agenti
inquinanti, toxns e fornire le sostanze
nutrienti fresche come le sostanze nutrienti
sono esaurite rapidamente rapidamente coltivando
le celle (e nella coltura questi sono
trasformati spesso, celle rapidamente
crescenti).
Queste cellule HeLa sono cellule infettate
cancerose, alle quali sono stati aggiunti plasma
prelevati dalla placenta umana (scarto)+
embrione polverizzato di bovino (altra
specie) e plasma di pollo fresco
ottenuto dal sangue di pollo VIVO (altra
specie ancora).Questa e' la brodaglia o
miscuglio
che ci aspetteremmo da una
megera, strega, cioe' da una pratica di
stregoneria, non da
Vera e Valida
scienza... questo mentre le
cellule HeLa hanno invaso il mondo intero ed
ormai sono state iniettate ed hanno infettato
anche gli umani, con i
vaccini da essa
contaminati, anche oggi nel 2010,
nella
medicina ufficiale, NON si conoscono
bene i meccanismi ed il modo in cui
le forma di vita sono reciprocamente
correlate...
(NdR: salvo la
medicina
naturale, la quale e' in grado di spiegare
questi meccanismi per mezzo del
DNA
antenna)
Pensate
a tutte le contaminazioni
attuate con i
vaccini
(specie quelli prodotti inizialmente su colture
contaminate da HeLa, es. la
polio,
morbillo
ecc.) e nei farmaci, prodotti o
testati con quella coltura base portatrice delle informazioni del Cancro,
delle
sostanze tossiche,
batteri eterologhi=estranei e
micoplasma, delle informazioni (tossine=proteine
a DNA) del Cancro, che
sicuramente, malgrado le smentite ufficiali, sono
contenute nel programma informazionale
dei geni del DNA delle cellule HeLa, con i loro
virus o retrovirus
contaminanti, cioe'
eterologhi;
le “HeLa” vengono anche utilizzate per ottenere
le “fusioni cellulari” che in natura normalmente
non avvengono mai. Lasciamo ai lettori ogni
deduzione e commento in merito.
NON esiste
vaccino senza contaminanti”.
Sono in pochi al mondo che conoscono bene
VERI e GRAVI danni dei
Vaccini, in quanto e' molto
complicato il processo di preparazione, nelle
prime fasi della produzione, nelle quali si
procede per mezzo di colture realizzate anche on
HeLa, con l'apporto di cellule umane ed animali
anche vivi !
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Descrizione della
Contaminazione
A causa del loro adattamento a sviluppo in
piastre della coltura di tessuti, le cellule
HeLa sono a volte difficili da identificare e
controllare.
Per esempio, sono risultate essere, in un
laboratorio, una persistente “erbaccia“
e possono contaminare altre colture delle
cellule nello stesso laboratorio, cio'
interferisce con la ricerca biologica e obbliga
i ricercatori dichiarare l'invalidita' di molti
risultati della ricerca perché le cellule usate
sono state trovate in seguito contaminate.
Il grado di contaminazione HeLa delle cellule
tra altri tipi di cellule è sconosciuto,
perché pochi ricercatori verificano l'identità o
la purezza delle varietà di cellula già-stabilite.
È stato dimostrato che una
frazione notevole di in vitro le
linee-approssimativo delle cellule c.a. 20%,
sono realmente cellule HeLa, perché le cellule
originali nella coltura delle cellule sono state
sopraffatte da una popolazione velocemente
crescente derivata dalle cellule HeLa, l'agente
inquinante.
Stanley Gartler in 1967 e
Walter Nelson-Rees in 1975 sono stati i
primi a pubblicare studi e ricerche, sulla
contaminazione
di varie varietà di cellula da HeLa anche nelle
colture cellulari di vari laboratori nel mondo
intero.
I dati recenti suggeriscono che le
contaminazioni trasversali di HeLa, sono ancora
un problema continuo ed importante anche
con le colture moderne delle cellule nei vari
laboratori del mondo.
L'incompatibilità cromosomica delle cellule HeLa
con gli esseri umani, specie con il
DNA
cellulare.
Gartleri di Helacyton -
Helacytidae ed il genere Helacyton, sono
nuove specie derivanti dalle HeLa, gia' mutate e
quindi diffuse anche all'interno dei corpi umani
attraverso ad esempio i
VACCINI
- vedi:
Danni dei
Vaccini
Bibliografia
Terry Sharrer (2006): “HeLa„ lei stessa. Lo
scienziato 20:7, 22.
- John R. Padroni (2002): Cellule HeLa 50 anni
dopo - La natura rivede il Cancer 2:315 - 319
Pubblicazioni che citano il Geys e il Kubicek
- Louis Pascal (1991) “Cosa accade quando la
Scienza va Male - Documento di lavoro di analisi
di tecnologia e di scienza, Università di
Wollongong
reperibile qui
Roland M. Varietà di cellula
Traversa-Contaminate di Nardone (2006)
“estirpazione" -
reperibile qui
Leigh Van Valen e la Virginia C. Maiorana
(1991). HeLa, una nuova specie microbica. Teoria
evolutiva, 10:71 - 74
Hannah Landecker (2000): Immortality, in
vitro: Una storia della varietà di cellula HeLa.
Biotecnologia e coltura: Corpi, ansie, etica,
ed. Paul Brodwin, Università dell'Indiana:
53-74.
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Questa
è una delle Verità sulla ricerca”,
chissà quante altre “HeLa”
saranno state prodotte
nei laboratori di tutto il mondo senza che
nessuno sappia mai la
verità,
contaminando
le colture di tutti i laboratori ove queste sono
state riprodotte.
Quindi la contaminazione ha riguardato centinaia
di migliaia di laboratori di analisi , falsando
i risultati e gli studi (a centinaia di
migliaia) che sono stati pubblicati sulle
riviste
accreditate, indirizzando su
false strade
medici e
ricercatori, laboratori,
universita',...e quindi tutta la
medicina
ufficiale, ma facendo guadagnare miliardi di
dollari alle aziende
che l'hanno venduta nel mondo...
La
guerra batteriologica di fatto esiste già, noi produciamo
morte e distruzione ogni qualvolta manipoliamo madre Natura, senza tenere conto delle
Leggi ecologiche e naturali e dei bioritmi che la governano.
Per
il dio denaro e per quello della scienza, non si esita ad uccidere o far ammalare
con le
vaccinazioni, le
popolazioni del mondo, con il permesso degli Stati stessi o addirittura come avviene in
Italia e Francia con lobbligo della legge.
Questi
Stati dovrebbero al contrario, Tutelare la Salute quale
BENE FONDAMENTALE,
come affermano i loro articoli Costituzionali.
Quale
TERRIBILE presa in giro del Cittadino si effettua ogni giorno sfruttando la sua ignoranza.
Come
potete vedere siamo in mano a degli scienziati tipo Frankestein,
che non esitano a fare ciò per cui sono pagati: linteresse dei loro datori di
lavoro. Forse qualche duno se ne accorge e scappa dalla seduzione del
potere e del denaro, però la stragrande maggioranza è serva del potere economico
finanziario, che se ne frega altamente della Tutela della Salute dei cittadini.
La
ricerca sanitaria, se non è in sintonia con la
Medicina Biologica o Naturale, che è per
la massima armonia del sistema biologico, è sempre e comunque CONTRO la VITA.
La
vera Biogenetica la effettua la Natura da miliardi di anni sul pianeta Terra, ma essa si
è avvalsa dellapprendimento attraverso lesperienza sulla Vita da parte degli
Elettroni
che vivono allinterno degli atomi dei geni del
DNA; ad un momento di
questa esperienza arriva luomo tecnologico (parassita distruttivo oggi della vita
sulla terra), che in soli 60 anni pretende si sapere come fare, senza avere
controindicazioni o difetti di tecnica.
In
questa ricerca vi è una enorme presunzione che ha dellincredibile,
oltre tutto molta gente preme, compresi i medici ed i politici dei vari stati del mondo,
per avere nuovi farmaci e perché si continui su questa folle strada.
Le
prossime generazioni, i nostri figli, pagheranno purtroppo tutte queste stupide scelte
chimico farmaceutiche, presuntuosamente affrettate.
Questi
pseudo scienziati vogliono inventare la mucca che fornisce il doppio della quantità di
latte, i maiali grandi il doppio, i topi giganti, i cavalli tascabili, le carpe enormi, i
pomodori e le patate giganti (lelenco può continuare), con queste nuove bio
tecnologie; ma questi studiosi non pensano che la Natura in milioni di
anni ha formato i giusti rapporti, perfetti equilibri, per il proprio fabbisogno e per
quello dei suoi abitanti, in funzione dello scopo dellUniVerso, cioè della
evoluzione Spirituale delle varie specie che labitano; questi equilibri biologici
hanno mantenuto gli animali adatti a quellambiente, con un loro sistema immunitario
perfezionato al punto tale che permette loro di sopravvivere nel modo migliore e con un
DNA portatore delle necessarie informazioni per la loro specifica specie, per
lottimizzazione dei rapporti con le altre specie e per le loro singole evoluzioni
spirituali.
Invece
questo omo sapiens, pretende di voler manipolare il loro patrimonio genetico
impunemente e superficialmente, tentando di confondere lesperienza accumulata in
milioni di anni dalla Natura.
Ricordiamoci
della chimica in agricoltura, essa è stata spacciata come indispensabile per la maggiore
produttività, per il bene delluomo e soprattutto di essere innocua; dopo soli 40
anni su tutto il Pianeta ne vediamo gli effetti: falde acquifere inquinate,
terreni arsi e desertificati, alimenti tossici, le api muoiono ed altre specie di animali si sono già
estinte, ecc. e tutto questo anche con la benedizione dei politici e delle autorità
sanitarie.
La
bio tecnologia, nella sua espressione di manipolazione genetica è un terribile pericolo
in mano a personaggi irresponsabili collegati alle multinazionali, per cui stiamo certi
che i danni se non fermati sul nascere, saranno incalcolabili.
Un
esempio, già dai primi esperimenti biogenetici, gli animali prodotti sono deboli,
facilmente malati, perché il loro sistema immunitario è alterato ed è particolarmente
debole di fronte alle malattie; sono sterili e non vivono fino ad età matura, ecc.;
questo pare dovuto, così dicono i luminari, alla ancora imperfetta tecnica di
inserimento genetico.
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Le cavie d'India
India,
Mumbai, slum di Dharavi: gli abitanti della
baraccopoli più grande dell'Asia sono diventati cavie
delle multinazionali
farmaceutiche,
che li pagano per sperimentare su di loro nuovi
medicinali. Un video reportage dal titolo
«Sperimentazioni cliniche d'oltremare», sul
canale satellitare al Jazeera English, mette
sotto i riflettori l'ennesima prova di come le
case farmaceutiche non si facciano scrupoli nel
provare i loro prodotti sui poveri, senza badare
agli standard etici internazionali.
I test farmaceutici oggi sono un business da 30
miliardi di dollari, che coinvolge le fasce
povere di circa 105 paesi, dagli Usa alla
Russia, dal Brasile all'Uganda, ma anche in
Cina, Polonia e Romania e sempre di più l'India,
e di una prassi già denunciata da almeno dieci
anni grazie al romanzo «The Constant Gardener»
dello scrittore britannico John Le Carré, e dal
film che ne è seguito.
E' un business che coinvolge alcune delle
maggiori aziende chimico-farmaceutiche
occidentali:
la società anglo-svedese
AstraZeneca e la statunitense Merck, terza
azienda mondiale del settore: è quella che ha
sperimentato il
Gardisil (vaccino per il papillomavirus
umano, già sui mercati occidentali), sugli
studenti di una scuola di una regione tribale
dell'Andhra
Pradesh; quando poi
due
studentesse sono morte ed è risultato che i
genitori erano ignari.
L'India è un terreno di prova
perfetto per gli esperimenti clinici: vi si
parla inglese, l'atteggiamento verso l'industria
straniera è in genere favorevole. Ovviamente chi
si sottopone ai drug test sono persone povere,
spesso analfabete, che hanno bisogno di denaro.
È la stessa autrice del reportage Zeina Awad,
nell'intervista rilasciata all'agenzia New
American Media (Nam) di San Francisco, a
spiegare come in India l'aumento delle persone
che si prestano ai test clinici - senza avere la minima
idea di cosa fanno - va considerata
all'interno del contesto sociale ed economico
del paese, «inoltre - continua Zeina - qui i
medici sono rispettati, anzi venerati, ed è
molto raro che la loro parola venga messa in
discussione». D'altra parte c'è un forte motivo
per sottoporsi alle sperimentazioni: il compenso
per chi si presta è di solito migliore della
paga di un operaio.
Inoltre, l'India sta vivendo un
boom economico-industriale con ricadute sociali
squilibrate tipiche delle economie dei paesi
considerati emergenti (Brasile e Cina su tutti):
un largo cuneo separa ricchi e poveri, così come
tra campagne e città e tra queste ultime e le
periferie, ci sono aree del paese più avanzate e
altre che restano indietro, esistono scarse
limitazioni e regole non troppo ferree per il
sempre ben accetto capitale straniero.
Le
aziende farmaceutiche
non si sono fatte sfuggire l'occasione, grazie
agli atteggiamenti accoglienti trovati
nell'establishment medico e con l'appoggio delle
organizzazioni della ricerca clinica.
Queste sono aziende specializzate in studi
clinici (Cro -
Clinical Research Organizations), che
operano a livello mondiale e che, a scopo di
lucro, contattano le aziende farmaceutiche e
reperiscono gli ospedali per le sperimentazioni.
In India le Cro gestiscono il business dei drug
test con la compiacenza e spesso la corruzione
degli operatori sanitari locali, scavalcando il
Drug Controller General of India (Dcgi),
l'organo statale che rilascia i permessi alle
società.
L'ultimo scandalo è rimbalzato sui media indiani
circa un mese fa, sempre nell'Andhra Pradesh,
quando i genitori di alcuni studenti hanno
denunciato la scomparsa dei figli: questi,
ignari, attirati con il denaro e ingannati dalla
Actimus Bio (una Cro americo-indiana), sono
stati sottoposti a pesanti test medici.
A riprova che l'inosservanza
delle norme, l'assenza di controlli e di etica
favoriscono la conduzione di test clinici sugli
esseri umani.
By di Paolo Periati - Tratto da:
http://www.ilmanifesto.it/archivi/terra-terra/nocache/1/pezzo/4e425ce32f0f6/
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Esperimenti dei
Farmaci – 11/12/2012
L'industria
farmaceutica delocalizza i test
sui farmaci, per risparmiare costi e tempo.
Sfruttando anche normative assurde, come quella
che ha fatto nascere in
India un fenomeno molto simile a una nuova
forma di colonialismo.
«Il dottore ci disse che bastava firmare un
documento per ricevere le cure di cui aveva
bisogno mio padre, e che in questo modo sarebbe
guarito completamente. Ma papà non sapeva
leggere molto bene, è andato a scuola solo fino
a 9 anni».
A parlare è Pradeep Gehlot, ragazzo indiano
figlio di Krishna, 61enne malato cronico di
asma.
Dal 2009 aveva accettato la proposta di uno
pneumologo di un ospedale pubblico di seguire un
"trattamento gratuito". In realtà era stato
inserito in uno delle decine di migliaia di test
alle quali le
multinazionali del farmaco
sottopongono cittadini indiani.
Era diventato una cavia umana, con la complicità
della legge locale.
Nello specifico - ha rivelato di recente
un'inchiesta del mensile francese
Alternatives Economiques - la "cura"
consisteva nella somministrazione di un nuovo
broncodilatatore, l'Olodarerol, sviluppato dal
secondo più importante laboratorio tedesco:
Boehringer Ingelheim. Krishna è morto a
gennaio, proprio poco dopo aver saputo che il
medicinale che aveva assunto per un anno non
era mai stato approvato in India.
India: il Paese dei test
Storie come questa, nell'immenso Paese dell'Asia
meridionale, sono sempre più frequenti. Il
Washington Post ha raccontato ad esempio la
vicenda dell'ottantenne Shrad Geete.
Due mesi dopo aver perso la moglie, malata di
Alzheimer, scoprì che era stata inserita in un
trattamento di prova: «Il medico ci disse che i
farmaci sarebbero stati concessi gratuitamente,
e che si trattava di medicinali che sarebbero
stati lanciati a breve da una compagnia
straniera. Non spiegò che si trattava di un
test. Se lo avessi saputo, pensate che avrei
corso il rischio ?».
L'India è diventata la meta privilegiata dei
colossi globali del farmaco, che preferiscono "delocalizzare"
la morte, dando vita a una nuova forma di vero e
proprio colonialismo, nata nel 2005, quando fu
introdotta una riforma che semplificava
fortemente la conduzione di trattamenti di prova
nel Paese.
Da allora e fino al 2010, solamente a Indore,
città dove viveva Krishna Gehlot, sono stati
realizzati 3.300 test clinici, per conto di 30
compagnie (tra le quali
22
multinazionali).
Un rapporto delle autorità
locali indiane ha spiegato che la metà di tali
trattamenti è stata effettuata senza un assenso
formale da parte dei malati. Di questi, 81
persone - tra cui anche bambini e portatori di
handicap - hanno subito gravi effetti
collaterali; 33 sono morti. E nessuno, ad oggi,
ha ricevuto un indennizzo.
Una situazione che, allargata all'India intera,
ha assunto i contorni di un massacro. Tanto da
costringere, nell'agosto scorso, il ministro
della Sanità di Nuova Delhi, Ghulam Nabi Azad, a
sciorinarne le agghiaccianti statistiche: solo
nei primi sei mesi di quest'anno sono 211 i
decessi provocati dai test.
Nel 2011 i casi sono stati 438; 668 l'anno
precedente. Le vittime vengono gelidamente
classificate con la
sigla Sae: Serious Adverse Events
(letteralmente, gravi eventi avversi). Come se a
ucciderle fosse stato un terremoto o
un'inondazione, e non una scelta drammaticamente
lucida, che chiama in causa aziende, governo
indiano e regolatori, locali e internazionali.
Azad ha spiegato che sono state apportate
modifiche alla legge: ora ogni test è registrato
dal Consiglio indiano per la Ricerca Medica e
alle case farmaceutiche è imposto l'obbligo di
fornire cure ai malati
e rimborsi alle famiglie dei deceduti.
Guadagni per le multinazionali
Nel frattempo, però, la quota di cavie umane
indiane, sottoposte attualmente a test, è pari a
oltre 200 mila persone. Un mercato da 500
milioni di euro, in crescita del 30% ogni anno.
E solo alle famiglie di 22 vittime sono arrivati
risarcimenti dalle compagnie di Usa ed Europa (a
cifre in ogni caso indecenti, comprese tra 2 e
20 mila dollari).
Ma l'India non è l'unica meta del business delle
cavie umane.
Uno studio realizzato dal Centro
olandese per la Ricerca sulle Multinazionali (Somo)
ha rivelato che il 37% dei pazienti sottoposti a
test clinici su nuovi farmaci (sottomessi
all'approvazione delle autorità europee) risiede
in Europa dell'Est, Russia, America Latina e
Cina (oltre alla stessa India). Percentuale che,
per le compagnie degli Stati Uniti, sale al 60%.
Nel sottolineare come sia fondamentale stabilire
regole ferree per i test e come sia complesso il
problema, il Somo ha ricordato i casi dell'Abilify
e del Seroquel, sviluppati da
Bristol-Myers
Squibb e da AstraZeneca. Si tratta di
anti-schizofrenici testati in Sudamerica, Asia e
Africa tra il 2003 e il 2005, attraverso la
somministrazione di alcune sostanze placebo a
una parte dei malati.
Pratica che, però, proprio
per via dei gravi rischi psicologici che possono
insorgere nei pazienti schizofrenici, è stata
vietata in Europa. Così le
multinazionali
possono risparmiare tempo, denaro e agire
nell'ombra.
Senza "effetti collaterali": nonostante il modo
in cui vennero effettuati i test, l'Abilify e il
Seroquel sono stati approvati e oggi sono
regolarmente in commercio.
Un TAPPETO ROSSO INDIANO per
BIG PHARMA
In India prima del 2005 i test dovevano essere
effettuati rispettando
tre fasi. La prima prevedeva un controllo sulla
tolleranza ai medicinali; la seconda
sull'efficacia. La terza, la più onerosa in
termini economici, era costituita da una
comparazione tra l'efficacia del farmaco
rispetto ad alcuni placebo su una popolazione
compresa tra mille e tremila pazienti. Una
riforma della legge ha consentito però alle
multinazionali di passare direttamente alla fase
tre, a patto che le prime due siano state
approvate in un altro Paese.
Una manna per le
case farmaceutiche, dal momento
che per trovare in Europa o negli Usa malati
disposti a sottoporsi ai test occorre moltopiù
tempo (e denaro: i pazienti devono essere
rimborsati con migliaia di euro a testa
all'anno). In India basta qualche settimana, e
(neppure sempre) qualche decina di euro.
Tratto da: valori.it
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Vaccini:
esperimenti
medici
sulle masse
By Dewey Ross Duffel & Ingri Cassel [02/10/2006]
Fino a poco tempo fa, poche persone
interrogavano i loro dottori quando l'ostetrica
dell'ospedale portava via i loro neonati perché
fossero "ripuliti". Questo prima di realizzare
che in quel periodo sono spesso soggetti ad
interventi medici non necessari, come le
iniezioni di Vitamina K e per l'epatite B.
La maggior parte dei
genitori non è consapevole che il
vaccino per l'epatite
B non è mai stato clinicamente testato
sui bambini sotto i cinque anni di età.
Infatti, tutti i vaccini attualmente in uso sono
autorizzati soprattutto in base ad una specifica
risposta di anticorpi e non su studi che ne
provino la sicurezza o l'efficacia.
(NdR: ne' sono stati controllati nel tempo per
i danni che producono (ammissione delle
case produttrici
=
Big Pharma)
Queste enormi e gravi sperimentazioni mediche sui nostri
bambini continuano all'età di due mesi, durante
il primo controllo del neonato, quando il
pediatra raccomanda che siano somministrate
cinque iniezioni di (V) TaP, Hib,
Hep B (la seconda
dopo la nascita, IPV (vaccino per
la poliomelite), e PCV (vaccino pneumococcico
per la
tubercolosi e la
meningite)
durante la visita e tutte nel giro di mezz'ora.
A causa della
fiducia dei genitori nell'esperienza e lo studio
del loro pediatra, la maggior parte dei genitori
non mette in dubbio che sia "saggio" iniettare
tutti questi antigeni nel loro prezioso bambino
in un tanto breve periodo di tempo.
La marea sta
cambiando, comunque, perché tante persone sono
testimoni di amici e famigliari che soffrono di
reazioni negative alle
vaccinazioni di routine.
La ricerca rivela
che la propaganda di promozione dei
vaccini non
è sostenuta dalla scienza. Nonostante questa
ricerca richieda considerevoli tempo ed energia,
molti genitori hanno scoperto che è uno studio
che avrebbero voluto fare prima.
La
vaccinazione
non è una procedura di emergenza e nulla è più
importante dei nostri bambini. Un a dilazione
di pochi mesi nel fare questa decisione vitale è
certamente giustificata.
Tratto da :
laleva.org
(V) -
Tuttavia in questi soggetti la risposta ai
vaccini può
essere addirittura patologica, come nel caso
dello sviluppo di
poliomielite secondaria da vaccinazione con
vaccino per la
polio
trivalente
(OPV).
Analogamente, anche gli altri i comuni
vaccini
dell'infanzia (epatiteB,
varicella,
morbillo,
rosolia,
pertosse,
orecchioni,
meningite,
tubercolosi), tendono a spostare le malattie
nell'età adulta. Particolarmente temute in
questi soggetti sono le infezioni dell'epatite
B e
epatite C in quanto non possono realizzare
una sufficiente risposta anticorpale contenitiva
e vanno incontro a decorso progressivo e spesso fatale anche in eta'
adulta.
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I
colossi farmaceutici
occidentali fanno affari con le cavie umane
indiane
A svelare questo fenomeno è un'inchiesta del
quotidiano inglese "The
Independent", secondo cui in totale sono
oltre 150mila le persone che oggi partecipano ad
almeno 1.600 test clinici per conto di colossi
farmaceutici come
Pfizer, Merck e
AstraZeneca
Gente analfabeta
reclutata per partecipare a sperimentazioni
cliniche senza un vero consenso informato e
senza conoscere i rischi. Vittime quasi mai
ricompensate.
Medici
che “consigliavano” ai loro pazienti di prendere
un farmaco, senza dirgli che stavano
partecipando a una sperimentazione clinica.
Sono questi alcuni degli abusi commessi per
conto di alcuni
colossi farmaceutici
occidentali in India, dal 2005 diventata un vero
‘paradiso’ per le sperimentazioni di nuovi
farmaci, grazie ad una legislazione “rilassata”.
A svelare questo
fenomeno è un’inchiesta del quotidiano inglese "The
Independent", che racconta come abbia preso
piede questa nuova forma di ‘colonialismo’ nel
Paese asiatico. Per capire il perchè di questo
fenomeno, bisogna partire da una considerazione:
la ricerca per lo sviluppo di un nuovo farmaco
dura circa 10-15 anni e arriva a costare 500
miliardi, per rispettare tutte le linee guida, i
regolamenti e le varie fasi di sperimentazione.
Delocalizzando, invece, le aziende farmaceutiche
riescono a tagliare fino al 60 per cento i costi
della ricerca e realizzare grossi profitti
vendendo sul mercato occidentale i nuovi
farmaci.
Ecco perchè da
quando l’India ha allentato le regole sugli
esperimenti umani, il settore ha subito un
incremento esponenziale, e l’industria della
ricerca nel paese asiatico vale ora 189 milioni
di sterline. In totale sono oltre 150mila le
persone che oggi partecipano ad almeno 1.600
test clinici per conto di colossi farmaceutici
come
Pfizer, Merck e
AstraZeneca.
Tra il 2007 ed il 2010 – secondo le cifre
riportate dall’Independent – almeno 1.730
persone sono morte durante o dopo aver preso
parte ad uno di questi esperimenti. Sebbene sia
difficile stabilire se siano morte proprio a
causa dei test ai quali erano sottoposte – molte
di loro erano infatti già malate – è impossibile
anche affermare il contrario, in quanto sono
stati gli stessi medici che conducevano
l’esperimento a determinare se vi fosse un
legame tra la sostanza testata e il decesso.
Qualche mese fa, il
ministro della Sanità indiano, Ghulam Nabi Azad,
ha dichiarato al parlamento indiano che 10
farmaceutiche straniere avevano versato compensi
ai familiari di 22 individui morti durante o
dopo esperimenti clinici nel 2010, con
indennizzi che ammontavano in media a ‘ben’
3mila sterline a persona. “Gli indiani
vengono sfruttati dalle società
farmaceutiche che poi guadagnano milioni
vendendo i medicinali in Occidente.
Usano indiani analfabeti e poveri che non
potranno mai permettersi queste medicine”,
spiega Chandra Gulhati, un medico in pensione
che dal suo ufficio a Delhi sta raccogliendo
dati sugli esperimenti nelle diverse regioni
dell’India. Come quello di centinaia di
ragazzine minorenni, i cui genitori, provenienti
da aree tribali dell’Andhra Pradesh, non erano
stati informati che alle figlie sarebbe stato
somministrato un vaccino contro il papilloma
virus, il
Gardasil.
“Nessuno è venuto a chiederci il permesso”, ha
raccontato il padre di Sarita Kudumula, una
ragazzina di 13 anni morta alcuni giorni dopo
che le era stato iniettato il vaccino. O il caso
dei sopravvissuti al disastro di Bhopal, usati
come cavie in almeno 11 studi senza un vero
consenso informato, e dozzine di trial privati
condotti da medici in ospedali pubblici, in cui
neanche si diceva al paziente che stava
partecipando ad una sperimentazione clinica.
Questo nuovo
‘colonialismo’ della ricerca farmaceutica ha
preso piede anche in altri paesi asiatici, come
Cina, Indonesia e Thailandia. Tanto che un
quarto di tutti i dati clinici sottoposti alle
agenzie regolatorie per l’approvazione di nuovi
farmaci è stato ottenuto proprio grazie agli
studi condotti in paesi a basso e medio reddito.
Le aziende farmaceutiche obiettano di aver
sempre seguito le regole, ma molte persone che
hanno partecipato agli studi hanno detto di
averlo fatto su raccomandazione del loro medico,
che spesso era anche chi conduceva la
sperimentazione. “Per noi un medico è come un
dio”, ha affermato Ajay Naik, il cui figlio
Yatharth ha sviluppato alcune macchie bianche
sul corpo dopo un esperimento. “A mia moglie
avevano detto che era un nuovo vaccino che
costava 8-10mila rupie,
ma che a noi
sarebbe stato dato gratis”.
Tratto da: ilfattoquotidiano.it
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La Storia segreta della
Sperimentazione sugli
Umani - A History of US Secret -
Human Experimentation (English)
1931 Dr. Cornelius Rhoads, under the auspices of
the Rockefeller Institute for Medical
Investigations, infects human subjects with
cancer cells. He later goes on to establish the
U.S. Army Biological Warfare facilities in
Maryland, Utah, and Panama, and is named to the
U.S. Atomic Energy Commission. While there, he
begins a series of radiation exposure
experiments on American soldiers and civilian
hospital patients.
1932 The Tuskegee Syphilis Study
begins. 200 black men diagnosed with syphilis
are never told of their illness, are denied
treatment, and instead are used as human guinea
pigs in order to follow the progression and
symptoms of the disease. They all subsequently
die from syphilis, their families never told
that they could have been treated.
1935 The Pellagra Incident. After
millions of individuals die from Pellagra over a
span of two decades, the U.S. Public Health
Service finally acts to stem the disease. The
director of the agency admits it had known for
at least 20 years that Pellagra is caused by a
niacin deficiency but failed to act since most
of the deaths occured within poverty-striken
black populations.
1940 Four hundred prisoners in
Chicago are infected with Malaria in order to
study the effects of new and experimental drugs
to combat the disease. Nazi doctors later on
trial at Nuremberg cite this American study to
defend their own actions during the Holocaust.
1942 Chemical Warfare Services
begins mustard gas experiments on approximately
4,000 servicemen. The experiments continue until
1945 and made use of Seventh Day Adventists who
chose to become human guinea pigs rather than
serve on active duty.
1943 In response to Japan's
full-scale germ warfare program, the U.S. begins
research on biological weapons at Fort Detrick,
MD.
1944 U.S. Navy uses human
subjects to test gas masks and clothing.
Individuals were locked in a gas chamber and
exposed to mustard gas and lewisite.
1945 Project Paperclip is
initiated. The U.S. State Department, Army
intelligence, and the CIA recruit Nazi
scientists and offer them immunity and secret
identities in exchange for work on top secret
government projects in the United States.
1945 "Program F" is implemented
by the U.S. Atomic Energy Commission (AEC). This
is the most extensive U.S. study of the health
effects of fluoride, which was the key chemical
component in atomic bomb production. One of the
most toxic chemicals known to man, fluoride, it
is found, causes marked adverse effects to the
central nervous system but much of the
information is squelched in the name of national
security because of fear that lawsuits would
undermine full-scale production of atomic bombs.
1946 Patients in VA hospitals are
used as guinea pigs for medical experiments. In
order to allay suspicions, the order is given to
change the word "experiments" to "investigations"
or "observations" whenever reporting a medical
study performed in one of the nation's veteran's
hospitals.
1947 Colonel E.E. Kirkpatrick of
the U.S. Atomic Energy Comission issues a secret
document (Document 07075001, January 8, 1947)
stating that the agency will begin administering
intravenous doses of radioactive substances to
human subjects.
1947 The CIA begins its study of
LSD as a potential weapon for use by American
intelligence. Human subjects (both civilian and
military) are used with and without their
knowledge.
1950 Department of Defense begins
plans to detonate nuclear weapons in desert
areas and monitor downwind residents for medical
problems and mortality rates.
1950 I n an experiment to
determine how susceptible an American city would
be to biological attack, the U.S. Navy sprays a
cloud of bacteria from ships over San Franciso.
Monitoring devices are situated throughout the
city in order to test the extent of infection.
Many residents become ill with pneumonia-like
symptoms.
1951 Department of Defense begins
open air tests using disease-producing bacteria
and viruses. Tests last through 1969 and there
is concern that people in the surrounding areas
have been exposed.
1953 U.S. military releases
clouds of zinc cadmium sulfide gas over
Winnipeg, St. Louis, Minneapolis, Fort Wayne,
the Monocacy River Valley in Maryland, and
Leesburg, Virginia. Their intent is to determine
how efficiently they could disperse chemical
agents.
1953 Joint Army-Navy-CIA
experiments are conducted in which tens of
thousands of people in New York and San
Francisco are exposed to the airborne germs
Serratia marcescens and Bacillus glogigii.
1953 CIA initiates Project
MKULTRA. This is an eleven year research program
designed to produce and test drugs and
biological agents that would be used for mind
control and behavior modification. Six of the
subprojects involved testing the agents on
unwitting human beings.
1955 The CIA, in an experiment to
test its ability to infect human populations
with biological agents, releases a bacteria
withdrawn from the Army's biological warfare
arsenal over Tampa Bay, Fl.
1955 Army Chemical Corps
continues LSD research, studying its potential
use as a chemical incapacitating agent. More
than 1,000 Americans participate in the tests,
which continue until 1958.
1956 U.S. military releases
mosquitoes infected with Yellow Fever over
Savannah, Ga and Avon Park, Fl. Following each
test, Army agents posing as public health
officials test victims for effects.
1958 LSD is tested on 95
volunteers at the Army's Chemical Warfare
Laboratories for its effect on intelligence.
1960 The Army Assistant
Chief-of-Staff for Intelligence (ACSI)
authorizes field testing of LSD in Europe and
the Far East. Testing of the european population
is code named Project THIRD CHANCE; testing of
the Asian population is code named Project DERBY
HAT.
1965 Project CIA and Department
of Defense begin Project MKSEARCH, a program to
develop a capability to manipulate human
behavior through the use of mind-altering drugs.
1965 Prisoners at the Holmesburg
State Prison in Philadelphia are subjected to
dioxin, the highly toxic chemical component of
Agent Orange used in Viet Nam. The men are later
studied for development of cancer, which
indicates that Agent Orange had been a suspected
carcinogen all along.
1966 CIA initiates Project
MKOFTEN, a program to test the toxicological
effects of certain drugs on humans and animals.
1966 U.S. Army dispenses Bacillus
subtilis variant niger throughout the New York
City subway system. More than a million
civilians are exposed when army scientists drop
lightbulbs filled with the bacteria onto
ventilation grates.
1967 CIA and Department of
Defense implement Project MKNAOMI, successor to
MKULTRA and designed to maintain, stockpile and
test biological and chemical weapons.
1968 CIA experiments with the
possibility of poisoning drinking water by
injecting chemicals into the water supply of the
FDA in Washington, D.C.
1969 Dr. Robert MacMahan of the
Department of Defense requests from congress $10
million to develop, within 5 to 10 years, a
synthetic biological agent to which no natural
immunity exists.
1970 Funding for the synthetic
biological agent is obtained under H.R. 15090.
The project, under the supervision of the CIA,
is carried out by the Special Operations
Division at Fort Detrick, the army's top secret
biological weapons facility. Speculation is
raised that molecular biology techniques are
used to produce AIDS-like retroviruses.
1970 United States intensifies
its development of "ethnic weapons" (Military
Review, Nov., 1970), designed to selectively
target and eliminate specific ethnic groups who
are susceptible due to genetic differences and
variations in DNA.
1975 The virus section of Fort
Detrick's Center for Biological Warfare Research
is renamed the Fredrick Cancer Research
Facilities and placed under the supervision of
the National Cancer Institute (NCI) . It is here
that a special virus cancer program is initiated
by the U.S. Navy, purportedly to develop
cancer-causing viruses. It is also here that
retrovirologists isolate a virus to which no
immunity exists. It is later named HTLV (Human
T-cell Leukemia Virus).
1977 Senate hearings on Health
and Scientific Research confirm that 239
populated areas had been contaminated with
biological agents between 1949 and 1969. Some of
the areas included San Francisco, Washington,
D.C., Key West, Panama City, Minneapolis, and
St. Louis.
1978 Experimental Hepatitis B
vaccine trials, conducted by the CDC, begin in
New York, Los Angeles and San Francisco. Ads for
research subjects specifically ask for
promiscuous homosexual men.
1981 First cases of AIDS are
confirmed in homosexual men in New York, Los
Angeles and San Francisco, triggering
speculation that AIDS may have been introduced
via the Hepatitis B vaccine
1985 According to the journal
Science (227:173-177), HTLV and VISNA, a fatal
sheep virus, are very similar, indicating a
close taxonomic and evolutionary relationship.
1986 According to the Proceedings
of the National Academy of Sciences
(83:4007-4011), HIV and VISNA are highly similar
and share all structural elements, except for a
small segment which is nearly identical to HTLV.
This leads to speculation that HTLV and VISNA
may have been linked to produce a new retrovirus
to which no natural immunity exists.
1986 A report to Congress reveals
that the U.S. Government's current generation of
biological agents includes: modified viruses,
naturally occurring toxins, and agents that are
altered through genetic engineering to change
immunological character and prevent treatment by
all existing vaccines.
1987 Department of Defense admits
that, despite a treaty banning research and
development of biological agents, it continues
to operate research facilities at 127 facilities
and universities around the nation.
1990 More than 1500 six-month old
black and hispanic babies in Los Angeles are
given an "experimental" measles vaccine that had
never been licensed for use in the United States.
CDC later admits that parents were never
informed that the vaccine being injected to
their children was experimental.
1994 With a technique called
"gene tracking," Dr. Garth Nicolson at the MD
Anderson Cancer Center in Houston, TX discovers
that many returning Desert Storm veterans are
infected with an altered strain of Mycoplasma
incognitus, a microbe commonly used in the
production of biological weapons. Incorporated
into its molecular structure is 40 percent of
the HIV protein coat, indicating that it had
been man-made.
1994 Senator John D. Rockefeller
issues a report revealing that for at least 50
years the Department of Defense has used
hundreds of thousands of military personnel in
human experiments and for intentional exposure
to dangerous substances. Materials included
mustard and nerve gas, ionizing radiation,
psychochemicals, hallucinogens, and drugs used
during the Gulf War .
1995 U.S. Government admits that
it had offered Japanese war criminals and
scientists who had performed human medical
experiments salaries and immunity from
prosecution in exchange for data on biological
warfare research.
1995 Dr. Garth Nicolson, uncovers
evidence that the biological agents used during
the Gulf War had been manufactured in Houston,
TX and Boca Raton, Fl and tested on prisoners in
the Texas Department of Corrections.
1996 Department of Defense admits
that Desert Storm soldiers were exposed to
chemical agents.
1997 Eighty-eight members of
Congress sign a letter demanding an
investigation into bioweapons use & Gulf War
Syndrome.
Fonte: healthnewsnet.com
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