L’esistenza
dei punti riflessi
è antichissima
ed esistente in quasi
tutte le
culture antiche.
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Si
era già a conoscenza dei punti terapeutici del corpo che agiscono,
esercitando una pressione, in aree distanti dalle aree manipolate.
Nella
vecchia Cina i “medici scalzi” curavano attraverso punti riflessi
del corpo, senza nessun apparente punto di collegamento con l’organo
ammalato.
In
India i conduttori di elefanti si tramandano da secoli la conoscenza dei
punti, sparsi sul corpo dell’elefante che, stimolati più o meno
vigorosamente, inducono a determinati movimenti l’animale.
Questi
punti sono rilassanti o eccitanti e divengono persino mortali se
stimolati con forza; alcuni di questi sono situati nei piedi o nelle
mani; ma esistono anche in bocca, nella mucosa nasale, nell’orecchio,
sulla testa, lungo la spina dorsale, ecc.
I
piedi di Visnù con la figura del loto, la conchiglia ed i pesci; i
piedi di Budda, con diversi simboli iconografici; queste simbologie
sembrano riportare la Riflessologia (o reflessologia) plantare all’Oriente.
In
medio Oriente 5.000 anni or sono circa nell’Egitto si praticava questa
tecnica riflessogena anche sulle mani; ne abbiamo la prova per il
ritrovamento di un dipinto su una tomba di un medico egiziano, scoperta
da qualche anno nella zona di Saqqarah, ove esiste ancora la più antica
piramide, sulla cima della quale una volta campeggiava lo “Zed”, che
fu poi trasportato e nascosto nella piramide di Cheope.
Come
la conosciamo oggi invece, la riflessologia è una giovane scienza nata
negli Stati Uniti per merito del dott. Fitzgerald W.H., che nel 1910
tracciò una mappa del corpo umano attraversato da 10 meridiani diviso
in altrettante zone, le cui parti ed organi trovano i corrispondenti
punti riflessi nelle mani e nei piedi.
Un’altro
medico E.F. Bowers, si unì a lui per approfondire e divulgare la nuova
scienza, che chiamò “Terapia
zonale”.
Sempre negli USA una donna, E.D. Ingham, elaborò più
tardi, un più dettagliato metodo riflessologico. E’
a lei che fanno capo tutte le scuole Europee, fra cui la tedesca H.
Marquardt, l’inglese D. Bayly e la svizzera H. Masafret.
Purtroppo
da allora nessun passo avanti è stato realizzato per portare su di un
piano qualitativo migliore, questa tecnica.
Solo
recentemente in Italia un brillante giovane: Esposito A., ha dato una
degna spinta in avanti a questa giovane scienza; anche il dr. F. Gazzola
di Milano, ha contribuito alla implementazione delle mappe podaliche con
altre sue ricerche; altri giovani terapeuti italiani, stanno lavorando
con e su questa tecnica.
Il
concetto moderno di Riflesso terapia si differenzia nel caso specifico
da tutto ciò, per una più organica distribuzione dei punti riflessi di
tutti gli organi su una parte del corpo, nelle mani o nei piedi.
Nel
piede rivediamo proiettato tutto il corpo e dal piede possiamo agire
quindi in maniera riflessa su ogni parte di esso, per risolvere disturbi
e ristabilire l’ordine perso. Guardando il piede di profilo potremo
notare che ha la stessa sagoma di una persona seduta dove la testa
corrisponde all’alluce.
Nella
visione plantare la parte esterna descrive la stessa curva della colonna
vertebrale.
La
lunghezza ideale del corpo umano dovrebbe essere 7 volte e mezzo quella
della testa; moltiplicando la falange dell’alluce per 7 volte e mezzo,
troviamo esattamente la lunghezza del piede.
Toccando
i vari punti del piede, per esempio quelli corrispondenti al fegato od
il rene, possiamo comprendere dal tipo di dolore, acuto o sordo, se si
tratta di un problema recente o al contrario antico, in fase di
guarigione o di riacutizzazione.
Al
piede destro per esempio corrisponde la parte più razionale di noi
tutti, ciò che ha a che fare con lo studio, il lavoro; il piede
sinistro invece corrisponde all’emotività, cioè agli affetti, le
paure, le ansie ecc.
Altro
esempio: chi ha il secondo dito del piede sinistro più lungo
dell’alluce, spesso è sofferente di cuore e vive in modo iper attivo,
predilige i sapori amari, ma quando ha un problema emotivo, non riesce a
mangiare perché gli si chiude lo stomaco.
L’unghia
incarnita dal lato della scarpa, segnala la tendenza alla sofferenza
della milza e dello stomaco.
Se
è incarnita dalla parte opposta indica tendenza alle malattie del
fegato. L’ispessimento delle unghie corrisponde ad una scarsa
funzionalità renale, e nel carattere indica una personalità piena di
paure con sonni agitati.
La
presenza di callosità sotto il 2° e 3° dito, rivela catarro bronco
polmonare o catarro da sinusite. Verruche o funghi ai piedi prodotti da
sudore acido, indicano che la dieta è troppo ricca di proteine animali:
carne, formaggi, pesce, uova, ecc.
Nelle
mappe finora esistenti della Riflessologia Plantare, i rispettivi autori
hanno circoscritto delle aree come punti riflessi nel piede delle varie
parti del corpo, senza garantire precisione nella localizzazione di tali
aree riflesse; infatti queste mappe propongono una raffigurazione
standard del piede, mentre tutti sappiamo che questi differiscono da
individuo ad individuo per forma e proporzioni, in quanto ogni piede è
diverso nella forma e questa è stabilita dalle ossa podaliche.
Anche
per i colori (stampati sulle carte) corrispondenti a determinate aree si
sono usati i criteri più disparati, senza una vera logica; ognuno ha
colorato a proprio piacimento le aree del piede, mentre l’italiano
(Esposito A.) ha rifatto una mappa che tiene conto di tutte le
differenti forme e proporzioni in quanto i punti delle loro mappe, sono
riferiti a punti precisi delle ossa del piede.
Con
lo studio della Legge del TAO (la teoria orientale dei 5
colori/forze/elementi), l’Esposito ha completato l’opera, dando
significato preciso ai colori della mappa ridisegnata dallo studioso
Italiano; egli ha anche arricchito l’indagine podalica di una sua
morfologia, eseguita solamente guardando il piede; solo successivamente
usando la pressione sui punti per la verifica di quanto stabilito in
fase di osservazione.
Il
linguaggio riscoperto nel piede, parla attraverso la sua forma, il
colore, le screpolature, il tipo di odore, la forma delle dita e la loro
proporzione, l’aspetto delle unghie, l’ispessimento delle stesse e
della pelle, la localizzazione dei calli e duroni, l’altezza
dell’arco plantare, le sporgenze ossee, le linee della pelle, i
gonfiori e gli avvallamenti.
L’intero
Psicosoma si proietta nel piede, rivelando in modo sorprendente ad un
attento osservatore, lo stato di salute Psicologico e Fisiologico. Lo
studio e le osservazioni fatte dall’italiano, aprono una nuova visione
della Riflessologia Plantare, del suo modo di essere e delle sue
applicazioni.
E’
in preparazione, da parte dello studioso, una mappa delle aree
riflessogene delle mani, in modo da fornire ai futuri tecnici della
riflessologia altri strumenti di lavoro.
Massaggiare nella zona
sui piedi ogni 2 giorni; in ogni
caso ungere di olio di oliva con propolis dopo aver massaggiato i
punti corrispondenti ove vi è dolore, indi alla sera prima di coricarsi
e dopo aver lavato piedi, orecchie; per i denti,
l’olio di Manuka e Kanuca è indispensabile in questi casi per la
prevenzione e la normalizzazione basale delle gengive; lo si può
utilizzare con qualche goccia sullo spazzolino ed in acqua come
colluttorio, con qualche goccia di quest’olio si può massaggiare per circa 2
minuti; coricarsi senza pulirsi dall’olio; si può effettuare lo
stesso massaggio con la propria orina.
Se
trovate altre zone del corpo con dolori, ripetete l’operazione di
massaggio locale e poi ungetevi con lo stesso olio anche alla sera prima
di coricarvi.
Per
la riflessologia nelle mani abbiamo fornito una semplice mappa ancora da
mettere a punto; teniamo presente che questa scienza o tecnica è ancora
all’inizio della sua strada, per cui nel tempo avremo sicuramente
confortanti conferme.
Per
massaggiare i punti riflessi delle mani usate il pollice od altre dita
esercitando una precisa e decisa pressione sul punto da stimolare. Fate
attenzione che la colonna vertebrale, il collo ed il lombo sacrale sono
sul dorso delle mani e le altre zone sul palmo delle stesse.
Ricordarsi che per eliminare tutte le cause delle
malattie occorre eliminare le
infiammazioni ed
intossicazioni esistenti nell'organismo.
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