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Gli
Amminoacidi, composti organici che contengono la funzione acida e quella
amminica, essi costituiscono un importantissimo gruppo di sostanze in
biologia, perché entrano a formare le molecole dei protidi; molti di
essi si ottengono per scissione biochimica dei protidi.
Essi
sono degli acidi organici in cui uno o più atomi di idrogeno sono stati
sostituiti da uno o più gruppi di amminici primari o secondari; essi
rivestono una grande importanza nella costituzione biochimica dei
tessuti dell’organismo umano ed animale e di conseguenza nella
alimentazione, che DEVE fornire tutte le sostanze necessarie (giusti
fattori vitali Nutrizionali
alle cellule) al nostro fabbisogno energetico, in quanto
essi sono i mattoni dell’impalcatura delle complesse molecole delle
proteine che rappresentano il materiale “plastico” di costruzione di
cui sono formate le cellule viventi dei vari tessuti ed organi del
corpo; fra di essi ve ne sono alcuni chiamati “essenziali” ed altri
detti “secondari”.
Le
proteine sono sostanze organiche di origine vegetale od animale
contenenti sopra tutto i 4 elementi essenziali alla vita:
Azoto,
Idrogeno, Ossigeno, Carbonio; a questi si mescolano a seconda del tipo
di proteina, i minerali; le proteine entrano nelle combinazioni
enzimatiche, nell’architettura dei cromosomi del
DNA e gli amminoacidi
si combinano per fornire delle molecole proteiche particolari e
complesse e dei peptidi.
Continua in:
AMMINOACIDI, DNA,
Cromosomi, Geni
(descrizione)
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Mappe genetiche:
Big Farma fa
ricerca. A spese vostre...
La grande promessa
della ricerca sul DNA e sulle cellule staminali
- come ci ripetono continuamente i Veronesi e i
radicali - è che si possa arrivare alla
«medicina su misura» individuale. Non ci siamo
ancora. Ma molto, molto presto, ci promettono,
basterà farsi mappare il proprio DNA per
scoprire, prevenire, e curare le malattie che vi
colpiranno sicuramente in base al vostro
personale profilo genetico. Vi costruiranno i
farmaci su misura, arriva la medicina
personalizzata, è la soluzione di malattie
incurabili, eccetera, eccetera.
Ciò che non vi dicono, è che il 98% delle
patologie e cause di morte non dipende dai
vostri geni, ma dai vostri comportamenti, dalla
vostra condizione economica e sociale e
dall’ambiente (microbi, inquinamento, clima). Il
vostro medico potrà prevedere i vostri disturbi
se gli dite che fumate 40 sigarette al giorno, o
bevete un litro di vino, meglio che la mappa
scientifca del vostro
DNA. Proprio
perchè le malattie sono per lo più ambientali,
sociali e comportamentali, la prevenzione è
possibile.
La mappa serve solo in alcune, rarissime
malattie dette «monogenetiche», quelle in cui
una singola variazione genetica porta
necessariamente ad una specifica patologia. E in
questo caso, farvi mappare il
DNA
non serve: la patologia si mostra da sè,
conclamata, come il mongolismo.
E invece, con enorme grancassa pubblicitaria,
sta crescendo in USA un nuovo mercato: centinaia
di ditte di bio-ingegneria offrono «direttamente
al consumatore» kit per test genetici a
pagamento che vi promettono di dirvi tutto - o
qualcosa - sulla vostra salute.
Per esempio, la Consumer Genetics vi offre una
mappatura semplice che vi dirà in quanto tempo
metabolizzate la caffeina. Utilissimo, se già
non l’avete scoperto da un’insonnia alle 3 del
mattino per aver ceduto a un espresso dopo-cena.
La GeneLink vi offre di mappare il vostro DNA a
pagamento per scoprire «la varianza di geni
responsabili delle rughe e dell’invecchiamento
della pelle»; essenziale se il test davanti allo
specchio, poco tecnologico, non vi ha già
informato.
La GeneLink vi offre anche, dopo, specifici
cosmetici tagliati sulla vostra misura - così
sostiene almeno - per un ridicolo migliaio di
dollari.
NicoTest è un’altra offerta speciale: una goccia
del vostro sangue vi dirà quanto siete
dipendenti dal fumo (il vostro tabaccaio lo sa
già, e anche la vostra bronchite). Salugen Inc
promette la mappa genetica dei geni che sono
colpevoli dei «disordini nutrizionali», e vi
vende poi un prodotto-miracolo per la perdita di
peso, battezzato GenoTrim. La Cygene Direct vi
offre la possibilità di sapere il vostro
potenziale atletico, che avete iscritto nei geni
- e forse già nei muscoli doloranti dopo la
partitella «scapoli contro ammogliati».
Come si vede, l’altissima ricerca
medico-scientifica che promette (domani, molto
presto) di consegnarvi il segreto della salute
immacolata e della longevità quasi eterna,
tende per ora a quello che alcuni scienziati
hanno chiamato «Genomica Ricreativa»: che non
serve a niente, ma è divertente.
La IBM insieme al National Geographic offre di
mapparvi il DNA, onde possiate sapere - pagando
dollari 99,95 - dove abitavano i vostri antenati
40 mila anni orsono. Un’altra ditta fa il suo
marketing per i negri: per 349 dollari, promette
di metterli a conoscenza della loro «african
ancestry».
Costa alquanto di più il test fai-da-te offerto
dalla ScientificMatch.com (lo comprate su
internet): dollari 1.995; ma per una mappatura
ripetibile a vita, e poi chi non spenderebbe per
una vita sessuale felice? La ditta infatti
comparerà la vostra mappa genetica con quella
del vostro partner del momento, e vi dirà se la
coppia «funziona»; inoltre, scannerizzando dei
geni responsabili dell’immunità, vi dirà se
avrete figli, sani con forte sistema
immunitario. Naturalmente non dovete chiedervi
come mai, se il partner è geneticamente
«giusto», vi fanno pagare per una vita?
Oggi i partner, anche «giusti», si cambiano
spesso: malattia
socio-ambientale-comportamentale del mondo
post-moderno, su cui la genetica può far poco.
I prezzi di questi kit variano da 99,95 ai
2.500, con una media di 600 dollari. Ma c’è
gente che spende di più per un telefonino.
E infatti, nella pubblicità, la mappatura del
vostro personalissimo DNA è magnificata come
qualcosa «che dovete essere i primi ad avere»,
l’ultima moda del consumismo scientifico per chi
ha già tutto. E questo I-Pod biologico avanzato
viene presentato - secondo uno scientismo
riduzionista fra i più rozzi - come la mappa
certa del destino, il vostro oroscopo «vero»,
che vi determina necessariamente.
Uno degli slogan proclama: «I miei geni. La mia
salute. La mia vita. La mia guida». Basta con lo
psicanalista, la cartomante, o men che meno il
confessore: adesso «la mia guida» è il
laboratorio determinista Genentech.
La cosa si sta diffondendo tanto che il
professor Richard Lifton, presidente del
dipartimento di genetica a Yale, si allarma:
«Entro vent’anni ognuno avrà la sua mappa del
DNA personale, da cui apprenderà che ha il 5%
di rischio di sviluppare dieci malattie, e il 2%
di sviluparne altre venti. Tutto questo non
migliorerà la salute, ma aumenterà i malati
immaginari e le nevrosi».
Il che è un altro modo per dire che la relazione
tra la sanità e i geni è così vaga o ancora poco
conosciuta, che la mappatura del DNA significa,
per l’uomo della strada, pressochè nulla. Ma
significa qualcosa per le aziende che propongono
i kit.
Lo ha scoperto il gruppo canadese ETC (Action
Group on Erosion, Technology and Concentration),
fatto di scienziati che sorvegliano
volontariamente le novità scientifiche
potenzialmente pericolose (1). Ora che la prima
fase degli studi sulla «variazioni genetiche» è
quasi completata nel gran mondo degli
specialisti, le ditte sono passate alla fase
ulteriore: associare determinati profili
genetici (genotipi) con determinati «profili
sanitari» (fenotipi clinici), sperando di
scoprire la relazione - che evidentemente
continua a sfuggire - fra caratteristiche di un
DNA e certe patologie da, eventualmente,
prevenire o almeno scoprire in fase precoce.
Per poi brevettare il tutto, naturalmente.
Per questo, le ditte hanno bisogno di
raccogliere i dati di centinaia di migliaia di
persone in carne ed ossa, con la loro storia
clinica: proprio perchè una singola mappa
genetica dice poco o nulla di significativo,
hanno bisogno di milioni di mappe, per
elaborarle statisticamente e vedere se ne
risulta una «tendenza». Uno screening di massa
di tali proporzioni costerebbe un occhio della
testa.
A volerla fare in modo veramente scientifico, la
sequenza genetica completa di una persona costa
sui 350 mila dollari (tanto chiede la Knome, una
ditta «for-profit» creata congiuntamente da
Harvard e dal MIT); e anche più costose sono le
difficoltà giuridiche e politiche di una simile
impresa, che dovrebbe garantire a milioni una
«privacy» sui propri dati, ben lungi dall’essere
garantita in ogni caso.
Così, le aziende hanno ripiegato su esami più
semplici e sommari, che identificano solo alcune
varianti genetiche di ciascuno; e per scaricarsi
anche da questa spesa, li hanno messi in
commercio. Invece di pagare le loro cavie umane
perchè si sottopongano ai test, stanno ottenendo
che siano le cavie a chiedere e pagare
volontariamente il grande esperimento clinico in
corso, e a dare il loro consenso dis-informato
al «trattamento dei dati». L’operazione di
marketing che ha imposto la moda della mappa
genetica dev’essere costata un po’, ma si ripaga
da sè e con profitto.
Secondo ETC, se tutti coloro che nel mondo hanno
un telefonino ultimo modello si facessero fare
la mappa DNA, il «mercato» globale per questo
genere di «prodotto» sarebbe di 730 milioni di
dollari; e sta crescendo del 20% l’anno. Presto
arriverà anche in Italia.
Non è bellissimo ? Corriamo a comprare il kit
prima che se lo procuri il collega: siamo uomini
o consumatori ? Cavie,
ma lo sapevamo già.
By Maurizio Blondet - 16 Giu. 2008 - Tratto
da: effedieffe.com
1) «Direct-to-Consumer DNA Testing and the Myth
of Personalized Medicine: Spit Kits, SNP Chips
and Human Genomics», ETC Group, 3 marzo 2008. La
maggior parte dei kit in commercio richiede un
po’ di saliva del cliente o della cavia, da cui
il titolo «psit kits» (kits dello sputo).
L’ETC ironizza sulle «grandi aspettative» (great
expectations) relative alla medicina genetica,
che si traducono per ora in «great
expectorations».
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